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mercoledì 23 dicembre 2015

DIRITTO ALLA PARODIA...

Ciao a tutti, come va?

Come forse avrete notato il nuovo, e tanto atteso, film di Star Wars sta diventando un fenomeno di costume paragonabile al primo titolo della saga, quando debuttò nell'ormai lontano 1977. Tuttavia, dal 1977 a oggi, molte cose sono cambiate e infatti oggi vorrei partire annunciandovi che - a partire dal 25 dicembre - sarà disponibile il primo capitolo della parodia porno gay della saga, ad opera del sito men.com...

La cosa, al di là dei giudizi di merito sul cast, è abbastanza interessante per almeno due motivi: il primo è che tradizionalmente il porno gay (a differenza del porno etero) è sempre stato abbastanza impermeabile alle contaminazioni dell'immaginario pop, e il secondo è che - a differenza di quanto è avvenuto per altre parodie porno gay (come quelle che lo stesso studio men.com aveva deditato ad Arrow e a Game of Thrones) - sembra che sia stato investito un budget un più po'  alto del solito per noleggiare costumi, scenografie e persino per un po' di animazione in CG.



Cosa voglia dire tutto questo è ancora un po' presto per dirlo, ma qualcosa mi dice che si tratta di un segnale interessante, se non altro perchè dimostra che il porno gay sta prendendo atto del fatto che ormai le fantasie erotiche del pubblico gay stanno iniziando a spaziare, che i gay appassionati di immaginario pop non sono poi così pochi e - soprattutto - che FORTUNATAMENTE si può iniziare ad andare oltre alle solite ambientazioni e ai soliti luoghi comuni che si trascinano dalla fine degli anni '70...

Certo siamo abbastanza lontani dal porno etero di ultima generazione, che ormai ha un vero e proprio mercato a parte per le parodie, e un'intera sottocategoria dedicata alla parodie porno che coinvolgono l'immaginario pop e i film di supereroi... Tuttavia forse qualcosa si sta iniziando a smuovere...

Anche perchè, perlomeno negli USA, la parodia è una questione di principio, e con i dovuti accorgimenti sarebbe possibile realizzare parodie erotiche di tutti i tipi... Quindi non si capisce proprio perchè nella lista delle 52 migliori porno parodie del 2015, realizzata dal sito specializzato pornparody.com (che trovate CLICCANDO QUI), quelle gay si contino davvero sulle dita di una mano...

E viene il sospetto che, più che per una questione di mezzi, questa latitanza sia determinata dal pregiudizio (tutto americano e molto anni '90) secondo cui i "nerd" sarebbero eterosessuali per definizione, mentre la comunità gay non avrebbe questo tipo di interesse... Una teoria che, ovviamente, non si regge in piedi e che - forse - poteva trovare giustificazione solo nel fatto che fino a qualche decennio fa i nerd, i geek e gli appassionati di immaginario pop erano fondamentalmente persone asociali, o comunque persone che si vergognavano di dichiarare certe passioni all'interno della comunità gay, e quindi venivano percepiti come una risicatissima minoranza nella minoranza... Anche se nei fatti non era proprio così, e probabilmente oggi che c'è una percezione più obbiettiva della situazione, e che l'immaginario "nerd" sta diventando molto mainstream, forse qualcosa cambierà...

Anche perchè, come dicevo prima, negli USA la parodia è una questione di principio perlomeno dal 1978, quando il Copyright Act ha stabilito che la parodia è una forma di espressione legittima... E questo status si è applicato alle parodie erotiche a partire dal famoso caso di Hustler Magazine and Larry C. Flynt, Petitioners v. Jerry Falwell, che nel 1981 ha fatto esprimere la Corte Suprema Americana al riguardo, stabilendo che il diritto alla parodia è garantito dalla primo emendamento della Costituzione Americana. Nel tempo è stato comunque precisato che: 1) la parodia non si deve confondere con l'originale, 2) non deve utilizzare marchi o nomi registrati, e se lo fa deve comunque alterarli in qualche modo... Anche solo aggiungendo la dicitura XXX nei titoli, e specificando che si tratta di una parodia che non ha alcun rapporto con l'originale...

E questi accorgimenti permettono addirittura alle parodie porno di precedere l'uscita degli originali da cui prendono spunto, sfruttandone le campagne pubblicitarie...

E d'altra parte non è da ascludere che in qualche modo le parodie porno possano garantire una visibilità supplementare agli originali... Portando gli aventi diritto a starsene zitti e buoni anche quando i loro personaggi ispirano dei piccoli colossal del porno, che sfoggiano una cura del dettaglio che soddisfa anche i fans più esigenti...

Ad ogni modo può essere interessante notare che l'ultimo grande smacco subito da chi aveva citato in giudizio una parodia erotica abbia riguardato proprio STAR WARS, e si sia verificato quando nel 2002 una piccola casa di produzione (la Media Market Group) realizzò una porno parodia animata di STAR WARS (e che mixava molti altri cult, come Sailor Moon, Dragon Ball e Street Fighters...), di nome STARBALLZ...

In quel caso la Lucas Film (che non aveva ancora ceduto i diritti di STAR WARS alla Disney) fece causa alla Media Market Group perdendo clamorosamente (la sentenza la trovate CLICCANDO QUI)... In quanto, come specificato dal Giudice, si trattava di una parodia nettamente distinguibile da STAR WARS, e comunque la saga originale era talmente nota che nessuno avrebbe potuto scambiarla con una sua parodia erotica... E infatti da quel momento in poi le porno parodie di STAR WARS hanno avuto un'impennata... E nessuno si è più opposto alla loro commercializzazione...



Un po' più complicato e controverso è il discorso riguardo alle parodie di personaggi famosi in quanto tali e non di personaggi immaginari, film o fumetti, ma direi che esula dal nostro discorso... Anche se può essere interessante notare che la tutela della parodia nel territorio europeo è stata confermata recentemente da una sentenza della Corte di Giustizia Europea, che è relativa proprio ad un caso che vede coinvolti personaggi reali e personaggi a fumetti allo stesso tempo!

Tutto è partito dal Belgio, dove nel 2013 un partito di destra aveva realizzato un calendario satirico in cui veniva parodiata la copertina di un fumetto della serie Bob e Bobette (che in Belgio è popolare più o meno quanto i puffi), e più precisamente questa...

Nell'immagine del calendario gli atterriti Bob e Bobette assistevano impotenti ad un esponente della sinistra locale che distribuiva soldi agli extracomunitari...
  
A quel punto gli eredi di Willy Vandersteen, il “papà” di Bob e Bobette, decidono di rivolgersi al Tribunale di Bruxelles, per impedire la diffusione del calendario.

In primo grado, le loro domande sono accolte: viene così dichiarata la violazione del diritto d’autore e ordinato il ritiro del calendario.

I giudici dell’Appello, invece, rinviano il caso alla Corte di Giustizia Europea, sottoponendo due quesiti:

a) se la nozione di parodia sia autonoma e, quindi, debba essere interpretata alla luce del solo diritto comunitario;
b) se la parodia debba presentare un grado di originalità tale da consentire al lettore di individuare l’opera originale, senza che il lettore sia indotto ad attribuire la paternità della parodia stessa all’autore dell’opera originale.

In merito alla prima questione la Corte ritiene che la nozione di “parodia”, in assenza di una definizione legislativa, debba essere intesa sulla base del significato abituale del termine nel linguaggio corrente.

L’opera parodistica, quindi, dovrebbe, da un lato “evocare un’opera esistente, pur presentando percettibili differenze rispetto a quest’ultima”, e, dall’altro, “costituire un atto umoristico o canzonatorio”.

Sul secondo profilo, invece, la sentenza si ricollega alla nozione di “giusto equilibrio”: l’uso di un’immagine altrui, modificata e parodiata, determina creazione di una nuova opera.
In definitiva, la parodia deve limitarsi a contenere differenze facilmente riconoscibili rispetto all’opera originale e non deve creare confusione sulla paternità delle opere. Non è necessario, invece, che sia citata l’opera primaria, né che sia dovuto un compenso al suo autore.

Più complessa – ma la Corte di Giustizia non si pronuncia sul punto, essendo di competenza del giudice nazionale – è invece la questione relativa al diritto dell’autore di impedire l’utilizzo della propria opera laddove la parodia, come nel caso di specie, contenga messaggi violenti o razzisti. In questo caso, comunque, occorrerebbe rispettare non le idee e le convinzioni dell’autore dell’opera parodiate, ma quelle – dai contorni sicuramente sfumati – dell’intera società sulle quali, riprendendo a le parole dell’Avvocato Generale, si fonderebbe “lo spazio pubblico europeo”.

Se vi interessa tutta la sentenza C-201/13 , datata 3 settembre 2014, potete leggerla CLICCANDO QUI.

In altre parole, se un domani in Italia qualcuno volesse realizzare una parodia umoristica (ed eventalmente erotico umoristica, o magari omoerotica) di qualche noto personaggio a fumetti, sarebbe tutelato da una sentenza della Corte di Giustizia Europea...

Buono a sapersi...

Alla prossima.

1 commento:

Jimi Paradise ha detto...

Bellissima l'idea della parodia di MENcom, spero di vederla al più presto! ;)))