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mercoledì 11 settembre 2019

NOSTALGIA CANAGLIA

Ciao a tutti, come va?

Ultimamente si parla molto di come nel nostro paese si sia fatto largo un clima di odio generalizzato verso le minoranze... O meglio: di come questo odio e questo livore siano stati in qualche modo legittimati, e di come la situazione che ne è derivata abbia innescato una reazione a catena che ha fatto emergere il lato peggiore della nostra società... Che magari, fino a qualche tempo fa, si sforzava di tenere a bada la sua aggressività e le sue frustrazioni. Forse è stato anche per questo che, dopo più di dieci anni di relativa calma, anche su questo blog qualcuno ha pensato bene che fosse il caso di lasciare un bel commento omofobo... Anzi, direi che ha lasciato proprio "IL" commento omofobo...

Siccome su questo blog arrivano tantissimi commenti che in realtà non sono altro che annunci pubblicitari, non è prevista la pubblicazione istantanea, in modo che io possa verificare quali sono quelli generati automaticamente e quali no. Il commento a cui mi riferisco, infatti, era stato inviato il 6 settembre alle ore 22.14, per commentare un mio vecchio post del 21 marzo 2016, in cui snocciolavo un po' di dati statistici e parlavo di come i fumetti italiani non li tenerssero in considerazione. Il post in questione è quello che trovate CLICCANDO QUI. Il commento, che purtroppo resta anonimo, è un po' forte, ma ve lo riporto integralmente qui di seguito perchè sarà un po' il centro della mia riflessione di oggi.

Comunque l'Anonimo autore omofobo mi scrive:

 "Luridi finocchi di merda!!! Ricordate che se non era per una coppia "eterosessista" ed "omofobica" voi a quest'ora non eravate qui al mondo a rompoere i coglioni con vostre ricole cazzate vittimistiche, e francamente il mondo sarebbe più contento oltre che un posto migliore!
BEI tempi quando i froci erano solo macchiette e barzellette da umiliare e ridicolizzare per una gradevole risata facile a buuon mercato, e le lesbiche erano considerate solo troie buone per i porno; oggi invece... pensano DAVVERO di valere qualcosa, di essere QUALCUNO, e quindi si inventano millemila teoremi pseudo-intellettuali, pseudo-filosofici, pseudo-esistenziali, pseudo-scientifici e perfino pseudo-spirituali, e non si rendono conto che risultano solo più ridicoli di prima!

Se volete incularvi fino a beccarvi l'AIDS fate pure, ma piantatela di farne un motivo d'orgoglio...

VIVA LA FIGA!!"


Devo essere sincero?

A suo modo questo commento è FAN-TA-STI-CO... Nel senso che in poche righe mette in luce cosa dà davvero fastidio al tipico omofobo di oggi. E, anche se non parla mai esplicitamente di fumetti, direi che traccia molto bene anche l'identikit del tipici fumettari omofobi, e in particolare di quelli italiani non più giovanissimi e un po' nostalgici (e più avanti spiegherò meglio il perchè lo penso)... E anche se, ovviamente, non lo condivido, devo dire che apprezzo l'onestà di chi l'ha scritto, visto che per anni mi sono dovuto sorbire gente che tirava fuori scuse di tutti i tipi per giustificare l'atteggiamento di certi lettori, autori ed editori (nonchè forum, gruppi Facebook e siti vari) nei confronti delle tematiche LGBT, quando in realtà era evidente che in molti casi il nocciolo della questione era proprio quello esplicitato dall'omofobo di cui sopra...


Ad ogni modo direi che il primo dato  interessante da analizzare è che questo commento arriva per un post scritto il 21 marzo 2016. Un post in cui parlo di DRAGONERO, DYLAN DOG e di alcuni dati statistici. Quindi, considerando che non si tratta di un post recente e che questo è un blog tutto sommato di settore, direi che i casi sono due: questo omofobo è arrivato a quel post perchè stava facendo una qualche ricerca su DYLAN DOG o DRAGONERO, oppure perchè stava facendo una ricerca sui dati statistici che avevo snocciolato in quell'occasione. In ogni caso ho dei seri dubbi sul fatto che sia finito su quel post per uno scherzo del destino...

E dato che, fra le righe, si capisce che non gli vanno molto a genio le mie osservazioni su DYLAN DOG e DRAGONERO, e che rimpiange i bei tempi in cui le rappresentazioni degli omosessuali erano ad uso e consumo dei maschi eterosessuali e omofobi, direi che si tratta di un appassionato di fumetti un po' attempato (e si capisce anche dall'italiano che usa). Probabilmente è arrivato da queste parti perchè è un lettore di DYLAN DOG o di DRAGONERO, e probabilmente ha vissuto la stagione d'oro dei tascabili erotici italiani: un genere in qui gli omosessuali erano rappresentati esattamente nella maniera che lui ha descritto.

Ora: per una strana forma di sincronismo è capitato che proprio in quei giorni andassi a curiosare sul blog ZERO IN CONDOTTA. Si tratta di un blog che recupera e condivide proprio le storie dell'epoca d'oro dei tascabili erotici italiani, talvolta ritraducendo in italiano le storie che recupera nelle edizioni che erano state pubblicate in altre nazioni (ebbene sì: questi fumetti venivano spesso esportati all'estero, con alterni successi). Comunque proprio il 6 settembre su quel BLOG era stata postata una storia tratta dalla serie LA POLIZIOTTA, e in cui - tanto per cambiare - gli omosessuali erano presentati come individui loschi e pericolosi, con tratti macchiettistici e sempre pronti a stuprare qualche povero ragazzo etero poco prudente. La storia a cui mi riferisco potete leggerla CLICCANDO QUI.

Ad ogni modo fra i commenti alla storia spicca quello di Sergio L.Duma, postato alle 11,31 del 6 settembre:

"Innanzitutto, complimenti ai traduttori! In effetti, questo è senz'altro uno degli episodi più torridi della serie, la trama ha un bel ritmo e risulta coinvolgente. Io poi ho sempre apprezzato il tratto di Angiolini, con quelle piacevoli influenze 'cartoon', e adoro la protagonista, disegnata con quella boccuccia alla Betty Boop che mi fa pensare a certi personaggi dei cartoni animati. Tuttavia, ogni volta che leggo La Poliziotta e altre serie simili, provo, insieme alla nostalgia, un pizzico di malinconia e anche di tristezza, poiché mi rendo conto che un fumetto così irriverente oggi, in questi tempi grami di politicamente corretto, non sarebbe pubblicato. Basti vedere ai gay rappresentati in questo episodio: uno è uno stupratore, gli altri che appaiono in seguito sono descritti alla stregua di molestatori, con atteggiamenti effeminati che li rendono macchiettistici. Si tratta certamente di stereotipi, ma comunque funzionali alla trama. Se un autore oggi farebbe una cosa del genere verrebbe sommerso di offese e contumelie, si parlerebbe di omofobia e magari si beccherebbe pure qualche denuncia. Ecco perché penso che in un certo senso oggi, per ciò che concerne la libertà espressiva in ambito artistico, invece di andare avanti, stiamo andando terribilmente indietro. Venendo alla mia consueta fissazioni per i rimandi e i collegamenti (non so quanto calzanti) non escludo che gli autori si siano ispirati a film come Quella Casa Vicino Alla Collina di Wes Craven che parlava proprio di un gruppo di stupratori che assalivano vittime indifese nei boschi e in ambienti isolati; e quanto al discorso dei gay, ho pensato a un film come Cruising di William Friedkin che, tra le altre cose, presentava gli ambienti omo come frequentati da tipi loschi, violenti e propensi alle molestie e agli estremismi sadomaso... chissà se c'è l'influenza, quindi, di un certo tipo di immaginario cinematografico... va bene, mi fermo qua... rinnovo i complimenti ai traduttori!"

Dergio L.Duma è uno scrittore, nonchè appassionato di fumetti e collaboratore di siti che si occupano di fumetti. Nelle sue recensioni  e nei suoi interventi non ha mai fatto mistero di una certa avversione per la recente apertura del fumetto internazionale nei confronti del mondo LGBT... Tant'è che avevo analizzato alcune sue esternazioni anche in passato (CLICCATE QUI, ad esempio).

Ovviamente non sto dicendo che  Sergio L.Duma e l'anonimo omofobo che ha commentato il mio vecchio post sono la stessa persona, però fondamentalmente hanno detto le stesse cose (pur utilizzando un registro molto diverso) e lo hanno fatto lo stesso giorno... E penso che questa singolare coincidenza metta in luce diverse cose su varrebbe la pena riflettere.

La prima è che c'è tutta una fazione di appassionati (italiani) di fumetti che è un po' in là con gli anni e che rimpiange l'epoca in cui l'unico modo in cui si potevano rappresentare gli omosessuali nei fumetti era in veste di stereotipo negativo, possibilimente confermando i peggiori timori e pregiudizi della società nei loro confronti. La seconda è che, fra di loro, ci sono delle persone che sono sinceramente convinte che quello fosse l'unico modo giusto di rappresentarli. Persone che non accettano il fatto che - dati alla mano - gli omosessuali sono molto più consapevoli, numerosi e socialmente rilevanti di quanto non si pensasse un tempo, e che per questo le cose stanno cambiando. Anche se poi, ovviamente, non essendo in grando di accettare la situazione per quella che è (per tanti motivi che richiederebbero un'analisi a parte), cercano di depotenziare con l'aggressività e con argomentazioni molto malferme chi è a favore del cambiamento in atto.

In particolare, quando sostengono che certi stereotipi erano funzionali alla trama, sarebbe davvero interessante capire come sono giunti a questa conclusione. Nel senso che, con particolare riferimento alla storia de LA POLIZIOTTA di cui sopra, non si capisce perchè gli omosessuali, stupratori o non, debbano essere stereotipati per essere credibili, e perchè mai questo paradigma dovrebbe essere valido anche oggi. Tra l'altro, se proprio si volesse essere obbiettivi, proprio nella storia in questione la presenza degli omosessuali non è funzionale alla trama, ma semmai è la trama che è stata forzata per dare modo di rappresentare una volta di più degli omosessuali in maniera negativa... 

Anche perchè tutto parte da una banda di stupratori eterosessuali che prende di mira le coppiette che si appartano, e che è capitanata da un omosessuale (!) che si occupa di abusare dei maschi mentre i suoi colleghi pensano alle ragazze... E ovviamente tramite il suo tatuaggio la protagonista, che si offre come esca, risale al localaccio gay di Los Angeles che lui frequenta, e che ovviamente straborda di gente effemminata, viscida e poco raccomandabile... Ad ogni modo andando nei pressi del locale la protagonista  rintraccia il capobanda, lo arresta e lo fa torturare alla stazione di polizia per fargli dire chi sono i suoi complici. Penso che già solo da questo si possa intuire quanto in realtà sia pretestuosa la trama, e quali sono i veri motivi per cui qualcuno potrebbe avere nostalgia di una trama di questo tipo. Che, tra l'altro, è tutto fuorchè irriverente. 
E ovviamente non è una questione di politically correct ( e semmai questo è un problema legato alla rappresentazione delle forze di polizia nei fumetti italiani). Nel senso che, al giorno d'oggi, non c'è scritto da nessuna parte che gli omosessuali non possano essere rappresentati in maniera negativa o che non possano fare una brutta fine. Probabilmente la grande differenza, rispetto ai tempi de LA POLIZIOTTA, è che adesso quelli non sono più dei prerequisiti essenziali. Inoltre, al giorno d'oggi, molta gente - omosessuale e non - non accetta più delle storie costruite ad arte per gratificare l'ego di chi è omofobo, prevenuto o magari nostalgico di un'epoca come quella che rimpiange la persona che ha lasciato il commento omofobo sul mio post qualche giorno fa...

Giusto per fare un esempio pratico: in questi giorni al cinema è arrivato il secondo capitolo del remake di IT, tratto dal tomo scritto da Stephen King nel 1986. Nel romanzo originale di parlava di omosessualità, omofobia e gay che purtroppo facevano una brutta fine. Ai tempi della storica miniserie televisiva del 1990 si pensò che certi contenuti non fossero adatti per la TV, e quei riferimenti non trovarono spazio. Oggi, invece, hanno trovato spazio al cinema. Anche se, come dicevo prima, i gay non fanno una bella fine. Però, in questo caso, trattandosi di un horror e di un elemento che effettivamente non viene collocato in maniera forzosa all'interno della storia, nessuno ha avuto niente da ridire...

In compenso, sul web italiano, molta gente si è risentita per il fatto che in diverse sale ci fossero state delle persone - perlopiù ragazzini - che hanno esternato il loro disgusto per le effusioni omosessuali presenti nel film e che hanno applaudito quano la coppia gay in questione ha incontrato il suo truculento destino. E probabilmente è questo il punto nodale. Al di là del fatto che la vera notizia NON è il fatto che in sala ci fossero dei ragazzini omofobi, ma il fatto che sul web italiano del 2019 ci sia stata una reazione di disapprovazione così forte nei loro confronti, direi che questo dimostra una volta di più che il nocciolo della questione non è tanto COME vengono rappresentati gli omosessuali, ma PERCHÉ sono rappresentati in un certo modo e SE vengono rappresentati in maniera abbastanza variegata. Visto gli gli omosessuali possono essere buoni e cattivi, belli o brutti, simpatici o antipatici, tristi o allegri, affascinanti o disgustosi... Esattamente come il resto dell'umanità...

E forse è proprio questo quello che spaventa di più gli omofobi: il fatto che chi si occupa di entertaiment inizia a rappresentarli e a trattarli ESATTAMENTE come il resto dell'umanità, senza puntare unicamente a ridicolizzarli, avvilirli o denigrarli... Come invece avveniva regolarmente nei bei tempi andati.

E qui sarebbe molto interessante ampliare il discorso, visto che nel nostro paese cinema e fumetto, purtroppo, si ostinano a strizzare l'occhio proprio ad un certo tipo di pubblico, senza peraltro trarne particolari benefici a livello di ricambio generazionale.  sono pronto a scommettere che di questo aspetto tornerò a parlare molto presto.

E voi cosa ne pensate?

Alla prossima.

venerdì 6 settembre 2019

DICHIARAZIONI E SITUAZIONI

Ciao a tutti, come va?

Avevo annunciato che questo blog sarebbe stato rilanciato, e nelle ultime settimane non è stato così: a quanto pare - per scaramanzia - sarebbe sempre meglio non fare certi tipi di annunci. Perchè poi, perlomeno nel mio caso, sembra che si inneschino dei meccanismi che vanificano le mie buone intenzioni. Detto questo sono ancora qui, e anche il blog. Quindi, se tutto va bene, questa potrebbe essere la volta buona....

Da che parte possiamo ricominciare? In realtà alcuni spunti interessanti, di recente, sono arrivati dal mondo del cinema. Anche perchè si tratta di spunti che poi sono stati elaborati e riportati dai media italiani mettendo in evidenza alcuni limiti abbastanza vistosi del nostro apparato culturale e del suo sistema informativo. Non che ci sia niente di nuovo, ma di tanto in tanto certe conferme possono aiutare a capire meglio come vanno le cose. Ad esempio: il 28 agosto il magazine Vulture ha pubblicato una lunga intervista al regista gay dichiarato Joel Schumacher (foto sotto). Negli ultimi giorni questa intervista è stata citata numerose volte, ma in pochi hanno riportato il link diretto alla versione completa, che voi potete trovare CLICCANDO QUI.

In questa intervista il regista, classe 1939, si è raccontato senza troppe remore, e dopo aver ammesso di avere avuto una vita sessuale decisamente frizzante (anche perchè ai suoi tempi, secondo lui, gli omosessuali non potevano fare dei veri progetti di vita, e si dedicavano solo al sesso), ha parlato della sua esperienza con Batman. Infatti, per quanti se lo fossero scordato, nel 1995 venne chiamato a dirigere il terzo film della saga cinematografica inaugurata da Tim Burton, e cioè Batman Forever, e poi venne anche confermato per dirigere il suo sequel Batman e Robin nel 1997.

Probabilmente il regista non era un grande esperto di fumetti, e il suo riferimento principale per i due film sembrava più che altro la serie televisiva degli anni Sessanta, così alla fine mise assieme due giocattoloni molto commerciali e senza particolari virtuosismi, e con un cast non propriamente azzeccato. Tant'è che le critiche negative furono tante e tali da portare al blocco delle produzioni cinematografiche di Batman fino al 2005. Ad ogni modo, nell'intervista di cui stiamo parlando, il giornalista ha chiesto al regista cosa pensava del fatto che i suoi film di Batman fossero stati accusati di essere troppo "gay", e del fatto che Batman e Robin sono considerati da sempre una "coppia gay".

Il regista, molto salomonicamente, ha affermato che certe critiche al film forse non ci sarebbero state se lui non fosse stato gay, e che comunque la leggenda di Batman e Robin coppia gay è nata a seguito delle accuse portate avanti negli anni Cinquanta, ed è stata alimentata dal bisogno della comunità gay di avere dei personaggi in cui identificarsi. Personaggi che, per lungo tempo, sono mancati, spingendo la suddetta comunità ad adottarne alcuni che in realtà non nascevano con quello scopo. Io aggiungerei che, ai tempi, erano parecchi i fumetti che lanciavano involontariamente dei sottotesti di un certo tipo, anche se al giorno d'oggi nessuno li cità più... Anche perchè Batman è ancora sulla breccia, mentre degli altri non si ricorda quasi nessuni, e quindi viene spontaneo andare ad analizzare sempre e solo le ambiguita che di tanto in tanto spiccavano nelle sue storie...




Che poi Batman e Robin siano diventati particolarmente iconici da questo punto di vista, e che qualcuno abbia iniziato a giocare molto su questa presunta ambiguità, direi che è sotto gli occhi di tutti. Però penso che sia altrettanto evidente come Joel Schumacher abbia espresso la sua opinione in maniera onesta, anche perchè nell'intervista racconta senza problemi di quando, ancora minorenne, aveva rapporti sessuali consenzienti con degli adulti, e si scaglia anche contro i bigotti che vedono molestie e abusi anche laddove non ci sono. Quindi, se avesse voluto dire che Batman e Robin erano omosessuali, probabilmente non avrebbe avuto problemi. Molto semplicemente è stato onesto, non ha voluto essere superficiale e ha inquadrato la situazione per quello che è. Anche se poi è stato molto prudente quando gli hanno chiesto se le voci sull'omosessualità di alcuni attori che ha diretto erano vere oppure no...

Tuttavia la cosa interessante è che, nei giorni successivi, anche in Italia è stato dato ampio risalto alla notizia enfatizzando il fatto che Joel Schumacher, di fatto, metteva una pietra tombale sul ruolo iconico di Batman e Robin (cosa che non ha fatto), sferrando un colpo mortale all'orgoglio della comunità gay. E ovviamente i giornali vicini ad una certa area politica, come ad esempio Libero, hanno evidenziato molto la cosa. Però anche buona parte dei media più generalisti hanno lanciato lo stesso tipo di messaggio, seppur con toni meno trionfalistici...

La cosa più interessante che emerge dalla lettura di questi articoli, comunque, al di là della superficialità e della faziosità che spesso caratterizza certi contenuti, è che si omette quello che è il dato di fatto più rilevante. E cioè che adesso la comunità gay non ha più bisogno di proiettare le sue aspettative in supereroi che non sono dichiaratamente omosessuali... Perchè da qualche anno a questa parte ce ne sono diversi che sono effettivamente gay o lesbiche (e persino trans), e che sono arrivati al grande pubblico anche tramite numerose produzioni televisive (anche animate). Alla MARVEL/DISNEY, tra le altre cose, stanno già lavorando alla serie TV dedicata alla nuova Miss America: una supereroina lesbica e latina, nata in una famiglia composta da due mamme. E la serie dovrebbe essere ospitata dal canale Disney+, alla faccia di chi pensa che questi temi non siano adatti ad un pubblico giovane.

Non ci vuole un genio per capire che alla MARVEL stanno pensando a qualcosa che possa fare concorrenza all'imminente serie TV di Batwoman, la più iconica supereroina lesbica della DC Comics... E questo la dice lunga su quella che è la situazione REALE, a discapito di chi "gioisce" per le dichiarazioni di Joel Schumacher su Batman e Robin (che comunque lasciano quello che trovano, visto che si parla di un regista che si è limitato a dirigere due film con questi personaggi più di vent'anni fa). Magari, se il punto focale di questi articoli era l'omosessulità dei supereroi, sarebbe stato interessante chiedere un'opinione anche della regista Chloé Zhao (classe 1982, che vedete sotto), che la MARVEL ha ingaggiato per dirigere il film THE ETERNALS.

Infatti in questo film è stata confermata la presenza, per la prima volta in un film di supereroi, di protagonisti dichiaratamente omosessuali. Ovviamente non si sa ancora in che termini la questione verrà affrontata, ma considerando che per aggiornare il franchise si è ritenuto opportuno modificare anche il genere, l'etnia e il presunto orientamento di alcuni personaggi dei fumetti originali (e di questo sicuramente tornerò a parlare), probabilmente sarà una produzione da tenere d'occhio.

Tuttavia, com'era prevededibile, negli  "approfondimenti" legati alle dichiarazioni di Joel Schumacher su Batman e Robin non è stata dedicata neanche una postilla a proposito della situazione ATTUALE, limitandosi a citarlo a proposito di due film che ha girato nel 1995 e nel 1997. Penso che sia abbastanza indicativo sotto molti punti di vista. Soprattutto se l'intezione era quella di filtrare il messaggio per "rassicurare" un certo tipo di pubblico.

Così come è stata abbastanza indicativa la polemica nata attorno ad alcune dichiarazioni dell'attore Toni Servillo, che ha presentato al Festival di Venezia il primo film diretto dal fumettista Igor Tuveri (in arte Igort) e tratto dal suo romanzo grafico 5 É IL NUMERO PERFETTO. Durante un'intervista al sito di Repubblica assieme a Valeria Golino (che si è ben guardata dal ricordare che la sua esperienza con i "cinecomics" è iniziata con IL RAGAZZO INVISIBILE), Toni Servillo ha voluto precisare che questo film è tratto da una graphic novel e non da un fumetto, e che quindi da una parte ci sono fumetti di basso livello (e tanto per cambiare, ha citato Topolino e Paperino) da cui il cinema farebbe meglio a stare alla larga, e dall'altra ci sono graphic novel. L'intervista potete ascoltarla CLICCANDO QUI.

Ancora non possiamo sapere se l'esperienza di Igort in Italia avrà lo stesso successo di quella che ha avuto Frank Miller negli USA, però a quanto pare le dichiarazioni di Toni Servillo hanno indisposto parecchi appassionati italiani di fumetti, che ovviamente l'hanno presa sul personale. Il punto, però, è che al netto dei pareri soggettivi e della qualità del singolo prodotto, Toni Servillo probabilmnte ha toccato dei nervi scoperti. Nel senso che, obbiettivamente, con gli anni le scelte degli editori italiani in fatto di fumetti "popolari" (quelli pensati per un vasto pubblico, e che pertanto devono scendere a molti compromessi) e quelle di chi si è concentrato sui fumetti d'autore (che lasciano maggiore libertà creativa, e rivolgendosi a un pubblico più selezionato hanno meno vincoli) si sono differenziate in maniera sempre più evidente. Portando alla situazione attuale, e al fatto che c'è chi pensa che i "fumetti" siano una cosa e le "graphic novel" un'altra. Tant'è che in edicola, attualmente, non c'è niente di paragonabile a Corto Maltese, o ad ad altre produzioni di un certo tipo, che erano ben presenti in edicola fino agli anni Ottanta.

Però le cose non vanno così dappertutto.

Negli USA, ad esempio, la situazione è molto più sfumata. Tant'è che il già citato Frank Miller propose il suo noir SIN CITY in una confezione mainstream, e poi ne trasse i due film cult che hanno apprezzato anche quelli che non hanno mai letto il fumetto originale (e lo stesso è accaduto con 300). Questo, con i fumetti di Igort, non avviene.

E se volessimo fare un paragone relativo al momento attuale, direi che sarebbe molto interessante sottolineare che nello speciale che la MARVEL ha realizzato per celebrare i suoi primi 80 anni c'è stato spazio anche per una storia in cui Tempesta degli X-Men salva una bambina che sta attraversando il Mediterraneo, in modo che poi possa arrivare sana e salva a Riace...

Attualmente quante sono le possibilità che un fumetto italiano "popolare" possa toccare anche solo lontamente il tema degli sbarchi nel Mediterraneo, che pure dalle nostri parti continua ad essere uno degli argomenti più caldi degli ultimi anni? Sono cose che fanno riflettere. In compenso, la scorsa settimana, Topolino non ha potuto fare a meno di puntare di nuovo su una copertina dedicata alla promozione calcistica...

Sperando che non sia l'inizio di una nuova fase di totale sottomissione alle logiche commerciali dettate dalla promozione degli album di figurine Panini dei calciatori (che tanti danni hanno già provocato al settimanale), non ho potuto fare a meno di notare che, per una singolare coincidenza, la stessa settimana anche Le Journal de Mickey ha dedicato la copertina ai nipoti di Paperino... Che però erano alle prese con degli yo-yo... E anche questo mi ha fatto riflettere, visto che i campionati di calcio partono in Francia come in Italia, e anche in Francia il calcio è uno sport molto amato...

Comunque, tornando a bomba, anche se alla MARVEL ultimamente si è adottata una politica perlomeno AMBIGUA quando qualcuno prova a criticare l'attuale Governo statunitense (proprio nello speciale di cui sopra è stato eliminato un intervento del pluripremiato autore Art Spiegelman, perchè paragonava il Presidente Trump al Teschio Rosso), per via degli ingombranti legami dell'azionista di maggioranza della MARVEL con il Presidente Trump (legami di cui in questo BLOG parlo da anni, anche evidenziandone i risvolti più imbarazzanti, e se non ci credete CLICCATE QUI), la situazione non è paragonabile a quella italiana. Perchè nonostante tutto la MARVEL, così come la DC e le altre case editrici che negli USA sono considerate mainstream, per vie traverse non mancano mai di prendere spunto da temi scottanti ed eticamente sensibili... Col risultato che, pur essendo i fumetti MARVEL (e DC) meno liberi di esporsi rispetto a qualche anno fa, restano comunque anni luce avanti rispetto ai corrispettivi italiani... E comunque, se da una parte MARVEL e DC risultano più vincolate, dall'altra con il loro atteggiamento stanno favorendo l'emancipazione della concorrenza, che sta iniziando ad osare cose che fino a qualche anno fa nessuno avrebbe mai ritenuto possibili... E di questo, sicuramente, tornerò a parlare in futuro... Non foss'altro per la quantità di peni maschili e di sesso gay ESPLICITO che sta iniziando a comparire nei fumetti della IMAGE (prego notare la tavola qui sotto)... E badate che parliamo di fumetti fantasy che NON sono prettamente erotici...

Mentre gli autori che vengono scartati  da MARVEL e DC all'ultimo momento per i loro contenuti, ritenuti troppo "forti", trovano comunque delle sponde altrove... Come nel caso della serie SECOND COMING, che parla della partnership fra il supereroe Sun-Man e Gesù Cristo. Rinnegata dalla DC Comics dopo che era già stata annunciata sotto l'etichetta Vertigo, è stata poi pubblicata dalla giovane Ahoy Comics...

Quanti fumetti italiani mainstream (e non solo) oserebbero tanto? In edicola, magari? Quindi, in conclusione, anche se teoricamente Toni Servillo non ha ragione (e infatti ha ritrattato, e per sapere come potete CLICCARE QUI), bisogna prendere atto che in un certo senso ha saputo inquadrare la situazione molto meglio di tanti sedicenti esperti. Nella misura in cui dice che dalle nostre parti, ora come ora, c'è un fumetto - quello delle graphic novel - che prova ad affrancarsi dagli stereotipi e dai pregiudizi che hanno accompagnato il linguaggio del fumetto nel nostro Paese, mentre ce n'è un altro che fa ancora mota fatica ad emanciparsi. Anche perchè, aggiungo io, continua a puntare sul suo pubblico storico, che ha imparato ad "amarlo" anche per via di quegli stereotipi e quei pregiudizi, che erano un po' il riflesso dello scenario culturale e sociale in cui sono cresciute le vecchie generazioni. Il problema è che, anno dopo anno, il pubblico storico rischia sempre più di diventare l'unico pubblico disponibile in Italia... Con tutta una serie di conseguenze a catena che è facile immaginare...

E anche verificare.

Alla prossima!