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lunedì 21 marzo 2016

GHETTI ETERO

Ciao a tutti, come va?

Nel 2010 l'Istituto di ortofonologia di Roma (specializzato nelle problematiche relazionali dell'età evolutiva) pubblicò il risultato di un suo studio, che fece molto discutere. Infatti sosteneva che fra gli 11 e 16 anni le esperienze omosessuali fossero molto comuni, e più fra i ragazzi (60%) che fra le ragazze (35%). Assieme a questi dati, però, emerse anche che il 70% degli intervistati considerava la parola "gay" come un insulto, mettendo in luce un disagio sociale molto profondo (e molto italiano) che probabilmente ha le sue radici in una cultura ancora  molto patriarcale, maschilista ed eterosessista.


Quando il risultato di questo studio è emerso, però, i commenti degli esperti (o presunti tali)  hanno cercato di minimizzare un fenomeno che - secondo loro - aveva più a che fare con un'innata propensione all'esplorazione sessuale a alla trasgressione tipica dell'adolescenza, che non con un più ampio cambio della prospettiva sessuale nei giovani del nuovo millennio. E se questi dati presentavano numeri così importanti era solo una conseguenza della maggiore disinvoltura con cui oggi si possono affrontare certi argomenti...

E così la questione era stata momentaneamente archiviata.

Proprio questo mese, però, ha iniziato a circolare il risultato di un sondaggio condotto dall'agenzia di consulenza pubblicitaria J. Walter Thompson Innovation Group (che opera con successo dal 1864, quindi si presuppone che sappia fare il suo mestiere) che sembra confermare come EFFETTIVAMENTE qualcosa stia cambiando. Infatti questo sondaggio invitava l'intervistato/a a definirsi con un numero compreso da 0 a 6, dove 0 era la completa eterosessualità e 6 la completa omosessualità...

L'indagine, condotta su un campione molto ampio e trasversale, ha messo in luce che nella fascia d'età compresa fra i 13 e i 20 anni (la cosiddetta "generazione Z") le persone che si definiscono ESCLUSIVAMENTE eterosessuali sono solo il 48% , e nel restante  52% coloro che si sono dichiarati ESCLUSIVAMENTE omosessuali sono il 6% (il risultato di tutta questa bella indagine lo trovate CLICCANDO QUI), mentre i giovani che si definiscono bisessuali a vari livelli rappresentano ben il 35% del totale!

Da notare che, nella fascia compresa fra i 21 e i 34 anni (i cosiddetti "millenials", o "generazione Y") la percentuale di omosessuali resta costante (6%), mentre quella delle persone che si definiscono ESCLUSIVAMENTE eterosessuali sale al 65%... Quindi viene davvero il sospetto che una maggiore inclusione sociale del concetto di omosessualità e di libertà sessuale stia modificando il modo con cui i rappresentanti delle nuove generazioni vivono il proprio rapporto con la sessualità, e di conseguenza con la propria identità.

Forse in Italia abbiamo più resistenze che altrove, ma con ogni probabilità anche da noi la "generazione Z" è molto più aperta e flessibile rispetto a quella dei "millenials" e lo è ancora di più rispetto alla generazione precedente (e cioè la "generazione X", composta da coloro che sono nati grossomodo fra il 1964 e il 1980).

Tutto questo preambolo sociologico mi serviva per dimostrare che effettivamente le persone che NON si sentono esclusivamente eterosessuali sono tante, soprattutto fra i giovani, e che EVIDENTEMENTE questo crea un problema di marketing per quanti realizzano entertainment sperando di attirare i giovani senza scontentare coloro che giovani non sono più... Cosa che, in Italia, è resa ancora più complicata dal fatto che chi si occupa di gestire l'entertainment appartiene spesso alla generazione precedente alla "generazione X"... E cioè a quella dei "Baby Boomer" (nati fra il 1946 e il 1963), che ormai appartengono ad un altro universo rispetto a quello in cui si muovono gli adolescenti di oggi.

E questo meccanismo diventa sempre più evidente analizzando quello che succede nel mondo del fumetto italiano.

Qualche mese fa avevo risposto ad un assiduo lettore di questo blog che mi chiedeva un'opinione sulla serie DRAGONERO (CLICCATE QUI), e - tra le altre cose - cosa ne pensavo dell'entusiastico annuncio dello sceneggiatore Luca Enoch riguardo all'arrivo di un personaggio dichiaratamente omosessuale nella serie...

In quell'occasione avevo detto che, siccome la sorella del protagonista aveva fatto una specie di coming out nel romanzo "IL RISVEGLIO DEL POTENTE" (scritto proprio da Luca Enoch), non mi avrebbe stupito se il suddetto personaggio omosessuale fosse proprio lei (anche perchè il coming out nel romanzo avrebbe fornito una giustificazione in più per affrontare l'argomento nella serie)...

E cioè della scaltra tecnocrate Myrva Aranille, nota anche per le sue aderentissime tutine in pelle, che lasciano poco all'immaginazione, e per i suoi "praticissimi" e inseparabili tacchi dodici (*SIGH*)...

Comunque, a quanto pare, ci avevo visto giusto... Dato che questo mese, proprio in DRAGONERO numero 34, Myrva manifesta le proprie preferenze anche nella serie a fumetti, utilizzando uno scambio di battute estremamente simile a quello con cui si accennava alla cosa nel romanzo... In questa occasione, però, c'è di mezzo la sua apprendista Eija, che a quanto pare esercità un certo fascino su suo fratello Ian/Dragonero... Uno che - per inciso - da bravo eroe bonelliano ha una vita sessuale più che appagante e non perde occasione per sedurre la bella di turno...

In questo caso, però, Myrva lo blocca e fa intendere - con un'espressione fra il malizioso e il compiaciuto - che al momento Eija è già occupata con lei...

A quel punto interviene l'orco Gmor, che ricorda beffardamente a Ian che Myrva gli ha sempre soffiato un mucchio di ragazze...


E il pensiero di questa triste realtà fa in modo che il protagonista tenga il broncio a sua sorella mentre vanno a compiere il loro dovere...


Ora: tecnicamente è vero che in queste (poche) vignette viene affrontato il tema dell'omosessualità, e che si cerca di affrontarlo in maniera spigliata. Inoltre è anche vero viene coinvolto un personaggio abbastanza importante nella serie, che è anche la sorella del protagonista, tuttavia penso sia evidente che il punto nodale NON sia tanto nel fatto che il tema è emerso, ma nella maniera in cui è stato trattato.

Mi spiego meglio: abbiamo un personaggio lesbico che dichiara di avere un qualche tipo di relazione con una sua apprendista... E già qui, più o meno inconsciamente, la natura "spontanea" e legittima della relazione viene messa in dubbio dal fatto che si tratta di una maestra e di un'apprendista. In secondo luogo la suddetta relazione non viene mai esternata: nè con uno sguardo complice, nè con con uno sfioramento, nè con un gesto affettuoso... Così l'impressione è che si tratti di una relazione che si preferisce mantenere clandestina ai più, oppure che sia una semplice amicizia dai risvolti sessuali, ma senza un reale coinvolgimento emotivo. In entrambi i casi Myrva non ne esce proprio benissimo.

Poi c'è suo fratello, contrariato dal fatto che lei continua a soffiargli le ragazze... E così passa anche il messaggio che possono pure esserci delle relazioni lesbiche nel mondo di DRAGONERO, ma che le ragazze di Myrva possono (devono?) comunque essere vulnerabili al fascino del protagonista... Come dire che sua sorella è una seduttrice specializzata in ragazze potenzialmente (e legittimamente) interessate al sesso maschile, e in particolare al protagonista (in cui, si suppone, i lettori maschi debbano identificarsi). E anche qui il messaggio che passa non è proprio eccezionale, dato che si conferma il pregiudizio per cui le lesbiche soffiano le ragazze agli aventi diritto (facendole diventare a loro volta lesbiche)... Nonchè il preconcetto secondo cui gli omosessuali sono talmente pochi che non possono fare altro che aspirare a "convertire" delle persone che omosessuali non sono, meglio ancora se sono più giovani e vulnerabili di loro.

Infine c'è il fatto che Myrva e le altre tecnocrati indossano tutine attillatissime che sarebbero più appropriate in un locale fetish che in un mondo fantasy (che senso hanno quei tacchi???)... E guardacaso la tematica lesbica viene associata a personaggi come loro... Presumibilmente anche per rendere il tutto più accattivante per un certo tipo di pubblico etero che tollera gli omosessuali solo se si parla di lesbiche, e solo nella misura in cui queste lesbiche assecondano il suo immaginario erotico.

Sicuramente, anche in considerazione dell'entusiasmo con cui Luca Enoch parlava dell'arrivo di questo misterioso "personaggio omosessuale", l'intenzione era davvero quella di affrontare l'argomento in maniera moderna e disinvolta... Il problema è che è stato affrontato in maniera moderna e disinvolta per gli standard di una o due generazioni fa... Non certo per chi vive appieno un'epoca in cui l'entertainment ha superato da un pezzo il clichè della lesbica predatrice, che si fa la sua apprendista per hobby, indossando una tutina fetish e mettendosi in competizione con suo fratello...

Peraltro manifestando il suo essere lesbica solo "virtualmente", dato che in questa occasione si parla comunque di soli accenni verbali (arrivati peraltro dopo ben 34 numeri).

Scelte di questo tipo, in effetti, rischiano di tenere a distanza un crescente numero di lettori che non si ritrovano in un simile approccio alla sessualità e all'omosessualità, ad uso e consumo dei soli lettori eterosessuali (in maggioranza maschi) duri e puri... Che forse, ironia della sorte, sono pure convinti che affrontare le tematiche omosessuali (o presentare qualche personaggio che emmette la sua omosessualità) sia un segnale di modernità e di apertura a prescindere dal modo con cui vengono affrontate.

E sono abbastanza sicuro che questo problema emergerà ancora di più quando la Bonelli farà uscire i fumetti relativi alla versione adolescente dei personaggi di DRAGONERO, nel tentativo di agganciare il pubblico più giovane...

In parole semplici: la sensazione è che col tempo il fumetto italiano si stia trasformando sempre più in un ghetto per quanti appartengono alla sottocategoria degli "appassionati di fumetti esclusivamente eterosessuali"... E per quanti si ritrovano nello stile di autori appartenenti alla "generazione baby boomer" o - al massimo - alla "generazione X (autori che, che a quanto pare, hanno seri problemi a rapportarsi con le nuove generazioni) e cioè per un tipo di pubblico che, dati alla mano, nei giovani di oggi è in diminuizione... Con tutto quel che ne consegue in termini di vendite.

E la cosa sembrerebbe ulteriormente confermata dalla terza storia presente nello speciale  MAXI DYLAN DOG - OLD BOY che si trova in edicola in questi giorni: "Per Amore del Diavolo".

Qui siamo alla prese con una maga satanista che crea morbosi legami a sfondo lesbico con le donne (meglio ancora se danarose) che vuole sfruttare per i suoi scopi... Tant'è che una di queste, che pure ammette di amarla, viene adeguamente manipolata per andare a copulare con Dylan Dog (*SIGH*)...

La dicitura "OLD BOY" si riferisce a storie che si collocano nell'impianto narrativo precedente a quello che è considerato il "rinnovamento" di DYLAN DOG portato avanti negli ultimi anni... A riprova del fatto che si cerca sempre di corteggiare il pubblico "storico", piuttosto che agganciare davvero quello nuovo (una bella serie ambientata in una realtà parallela in cui Dylan Dog è un diciottenne bisessuale che vive nella Londra del 2016 non vogliamo proprio farla, vero?)...

E, a proposito di DYLAN DOG, mentre controllavo i siti da cui proviene il traffico per questo blog mi sono accorto che sono stato linkato in una discussione del forum del sito Craven Road 7, che si rivolge proprio agli appassionati di DYLAN DOG...

A quanto pare sono stato citato durante una lunga discussione (circa 200 botta e risposta!) che partiva da un lettore che esprimeva le sue perplessità su come il tema "omosessualità" era stato affrontato finora nelle avventure dell'indagatore dell'incubo (se avete tempo e voglia potete leggere tutto CLICCANDO QUI).

Il succo di quelle pagine e pagine di interventi è che ci sono due posizioni fondamentalmente inconciliabili: quella di chi ritiene che il tema venga snocciolato adeguatamente e a sufficienza (la netta maggioranza) e quella di chi, come il lettore che ha dato il via alla discussione, pensa che in realtà ci siano dei seri problemi ad affrontarlo in maniera moderna, compiuta e realmente accattivante.

In realtà leggendo certi commenti la sensazione è che la soglia di tolleranza nei confronti dell'omosessualità sia talmente bassa che anche dei semplici accenni alla questione, o anche solo l'utilizzo della parola "gay", debbano considerarsi la prova che ci si trova di fronte ad un editore capace di affrontare la questione in modo disinvolto, equo e stimolante... Soprattutto se il contesto non è esplicitamente omofobo. E infatti nella discussione sono state riportate, a titolo di esempio, vignette come quelle che vedete qui sotto...


Che dire? Ognuno è libero di pensare come vuole, ma personalmente sarei davvero curioso di sapere qual è l'età media dei lettori di DYLAN DOG oggi... Giusto per capire qual è il suo effettivo ascendente sulle generazioni che hanno iniziato a rapportarsi in maniera più inclusiva ed elastica nei confronti dell'omosessualità (e nei confronti di tutta una serie di altri temi sui quali DYLAN DOG è rimasto fermo ai primi anni Novanta).

Non so perchè, ma ho la sensazione che questo dato sarebbe molto illuminante.

Certo è che, se i lettori di DYLAN DOG hanno una soglia di tolleranza abbastanza bassa verso l'omosessualità, forse il punto nodale non è nel fatto che oggi in Italia la maggior parte dei lettori potenziali sono ancora così, ma nel fatto che l'editore strizza ancora l'occhio ai lettori di questo tipo, finendo per trasformare le sue produzioni in un approdo felice soprattutto per loro... E per chi considera con una punta di disprezzo il fatto che nei fumetti stranieri e nell'entertainment più recente le tematiche LGBT vengono inserite in maniera più frequente e approfondita, liquidando il tutto come un eccesso di politically correct fine a se stesso.

E così abbiamo un editore che, senza rendersene conto, sta trasformando i suoi fumetti "popolari" in fumetti che sono sempre più di nicchia e sempre meno in linea con la "generazione Z" e la "generazione Y" di cui si parlava all'inzio... Una nicchia che forse inizia ad essere sempre meno ampia, insomma, soprattutto fra le nuove generazioni.

Buon pro gli faccia.

Alla prossima.

P.S. Qualcuno mi ha fatto notare che Myrva è un nome molto simile a Myrna, che poi è il nome della serial killer lesbica che compare  in maniera ricorrente in un'altra serie bonelliana (JULIA)... Curiosa coincidenza o autocitazionismo di dubbio gusto?

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3 commenti:

Lucifero ha detto...

Carissimo, ebbene si, sono io che ti ho citato nell'incriminato sito fanmade di Dylan. Purtroppo mi sono reso conto che c'è un pregiudizio fortissimo sull'argomento, in cui si vuole difendere a tutti i costi posizioni conservatrici assolutamente incomprensibili su un semplice piano razionale..... Ma dialogare con chi è già convinto di avere le idee chiare e di avere già l'unica verità assoluta in tasca, è molto, molto dura....Ne approfitto anche per dirti che ti stimo molto come artista, anche io mi diletto nel disegno e spero di raggiungere il tuo livello di professionalità :). A proposito (in realtà non c'entra niente XD), ma hai imparato da una scuola d'arte o autodidatta? hai avuto bisogno di manuali specifici? Ti saluto e grazie per l'attenzione dedicata!

Wally Rainbow ha detto...

Ehilà :-) In realtà leggendo quello che avvi scritto avevo intuito che di tanto in tanto passavi sul mio blog, anche se non avevo capito se eri un commentatore storico sotto mentite spoglie o se eri una faccia nuova... Quindi mi fa piacere vedere che da qui partono anche delle persone che non si sono ancora manifestate :-) In realtà ero tentato di intervenire in quella dicussione, ma leggendo i commenti successivi alla tua segnalazione ho preferito evitare, anche perchè le persone che hanno cercato di smontare quello che ho sostenuto hanno liquidato tutto dicendo che ero di parte, infantile e pretestuoso, giustificando le scelte della casa editrice e dei suoi autori senza entrare davvero nel merito della discussione... Anche se hanno difeso la loro imparzialità e la loro apertura mentale :-) Dimostrando che quello che dicevo, riguardo al fatto che la soglia di tolleranza del pubblico che si è tenuto buono la Bonelli è bassina, non è poi così lontano dalla verità. Magari non lo fanno apposta, ma di solito chi si mette sulla difensiva in questo modo e con certi toni lo fa perchè non ha grandi argomentazioni da portare avanti :-) Detto ciò io sono fondamentalmente autodidatta, e prima o poi mi piacerebbe condividere il mio autodidattismo (anche segnalando i manuali e gli strumenti che mi sono serviti di più) :-)

Lucifero ha detto...

Io sono un lurker, diciamo che da qualche annetto seguivo il tuo blog ma sono tendenzialmente timido nell'espormi in prima persona, ma questo è il mio modus operandi che faccio con ogni piattaforma sociale virtuale, raramente mi butto allo sbaraglio senza ben sapere con cosa ho a che fare. Si, purtroppo capisco che il clima del topic sia ostile, anche se davvero, in maniera immotivata a mio avviso (cioè nessuno ha apparentemente nulla contro i gay, quindi mi chiedo che problema ci sia ad affrontare platealmente l'argomento in DyD, ma boh vabbeh XD). Finchè non è la gestione di Ricchioni a esprimersi esplicitamente, temo che cmq siamo ormai arrivati a un punto morto della questione. Sei autodidatta quindi? Ti stimo perchè pure io lo sono ma faccio ancora molta fatica a mettere le ombre al posto giusto e non ho padroneggiato pienamente l'anatomia umana ancora, quindi se vuoi svelare i segreti che ti hanno aiutato nel percorso artistico sono senz'altro interessato!