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lunedì 30 dicembre 2013

NESSUNO É PROFETA IN PATRIA...

Ciao a tutti, come va?
Ultimo aggiornamento del 2013 e, prima di augurarvi il miglior 2014 possibile, volevo realizzare un post un po' particolare. Di cosa andrò a parlarvi, quindi, questa volta? In realtà tutto è cominciato parecchio tempo fa, nell'autunno del 2012, quando venni contattato su facebook da un simpatico artista spagnolo di nome Francesc Ruiz (foto sotto), che stava progettando un allestimento che riguardava i personaggi gay nei fumetti porno italiani degli anni '70 e '80 e - tramite questo BLOG - aveva intuito che ero un esperto che poteva dargli qualche consiglio (^__^)...
Caso ha voluto che in quel periodo stessi anche prenotando per andare a Lucca Comics, così gli ho proposto di venire a Lucca Comics con me e il mio amico Manuel, anche perchè avrei avuto modo di dargli indicazioni su cosa cercare e dove. Alla fine se ne è tornato a Barcellona molto soddisfatto e con tanto nuovo materiale per il suo progetto. In quell'occasione mi ha spiegato che la sua idea era di incentrare la sua mostra in particolare su Gary, il compagno di avventure della vampira Sukia... A modo suo il primo esempio di gay emancipato del fumetto italiano (nonchè vero protagonista della serie, che infatti divenne un cult per gli omosessuali dell'epoca, e non solo).
Francesc Ruiz, in realtà, era già venuto in Italia in diverse occasioni, per cercare di prendere contatto con i pochi autori ancora viventi che all'epoca avevano prodotto Sukia, e aveva girato in lungo e in largo il mondo per documentarsi anche sulle edizioni straniere del suddetto fumetto (che in Messico, ad esempio, era diventato un cult), però diciamo che venire a Lucca Comics gli è stato molto utile (se non altro per completare la sua raccolta di Sukia). All'inizio del 2013, infine, aveva preparato il suo allestimento, che consisteva nella creazione di una pseudo edicola che vendeva SOLO prodotti relativi a Gary e ai personaggi gay dei fumetti porno italiani dell'epoca d'oro... Ritampando (in spagnolo) praticamente intere collane...




Da quello che mi ha detto il suo allestimento, a Barcellona, ha avuto molto successo. Purtroppo, però, finita l'esibizione, la mostra era talmente ingombrante che buona parte di quegli albi sono andati al macero (-__-). Peccato, anche perchè era costata parecchie migliaia di euro (e per fortuna aveva dei finanziatori), e anche se era in spagnolo sarebbe stato bellissimo poterla portare in Italia (anche se dubito vivamente che da noi qualcuno avrebbe voluto finanziare il suo allestimento e il suo trasporto da Barcellona). Comunque, non pago di questa operazione di archeologia, Francesc Ruiz ci ha preso gusto, e qualche mese dopo ha allestito una nuova mostra, questa volta prendendo spunto dalle vignette militanti disegnate negli anni '70 da Stefania Sala per la rivista FUORI! (house organ della prima associazione gay italiana)...

E anche in questo caso la sua idea ha avuto un buon riscontro, anche se l'allestimento era molto minimale e sembrava più che altro una mostra di design, ma probabilmente era proprio questo lo scopo.

Ora: parlo di Francesc Ruiz alla fine dell'anno perchè, pensandoci bene, mette in luce il fatto che - dalle nostre parti - probabilmente le persone che si ricordano di Gary o delle vignette di Stefania Sala, che comunque DOVREBBERO fare parte della cultura gay del nostro paese, sono pochissime... E la cosa più grave di tutte è che in tutti questi decenni non mi risulta che nessuno si sia mai preso la briga di rinverdirne la memoria adeguatamente, men che meno nel mondo dell'arte "ufficiale". Il fatto che un artista spagnolo, in questo senso, abbia fatto più in un anno (con tanto di sponsor) che l'intero mondo gay italiano negli ultimi tre decenni direi che è estremamente indicativo. Così come è indicativo che delle sue mostre, in Italia, non abbia parlato praticamente nessuno.
E in effetti uno dei motivi per cui non ne ho parlato finora era proprio perchè volevo verificare se qualcuno - per puro caso - ne avrebbe parlato anche in italiano...
E invece niente sui siti di fumetti, niente sui siti gay, niente sui siti di arte...
Niente di niente di niente.
Cosa vuol dire questo?
Forse che è arrivato il momento di darsi da far esul serio, prima che sia troppo tardi.
Ne riparleremo il prossimo anno.
Nel frattempo spero che il vostro 2014 sia pieno di soddisfazioni e di possibilità.
A presto.

venerdì 27 dicembre 2013

ANNO NUOVO NON-VITA NUOVA?

Ciao a tutti, come va?
L'anno nuovo sta per iniziare e comincia inevitabile la carrellata di oroscopi, vaticini, oracoli e quant'altro. Una volta tanto mi aggrego anche io, e oggi mi tocca farlo tornando a parlare della Bonelli. La cosa non mi entusiasma, ma mancando punti di vista alternativi alla classica presentazione entusiastica in stile "semprebravisemprebellicomplimenti", ed essendo che alcuni discorsi che ho sentito offrono degli argomenti pertinenti a questo BLOG non posso esimermi. L'argomento di oggi è l'ennesima miniserie Bonelli, questa volta annunciata a partire da marzo 2014. Come tutte le miniserie Bonelli viene presentata come qualcosa di rivoluzionario, imprescindibile e tutto il resto, e qualcuno - nei siti specializzati - ha iniziato a dire addirittura che la suddetta miniserie (assieme a cose come ORFANI e DRAGONERO) proverebbe che la Bonelli sta iniziando a diventare la Vertigo italiana... E a questo punto mi sono detto che non potevo starmene zitto.
La miniserie in questione, prevista in 24 numeri (ma visto l'andazzo degli ultimi tempi non li darei per scontati), si chiama Lukas...
Da quel che si sa finora è ambientata  in una città lontana e parallela alla società umana, in cui si aggirano i Ridestati: dei non-morti che hanno perduto la loro umanità in cambio di una fame insaziabile di carne dei vivi! Anche Lukas, il protagonista da cui il fumetto prende il nome, fa parte di questa stirpe dei Ridestati… Solo che questo, diversmente dai suoi simili sembra aver conservato gran parte delle caratteristiche di un normale umano. Lukas prova sentimenti quali amore e compassione e, cosa ben strana, questo Ridestato sembra essersi legato a Bianca, una ragazza umana. Solo che Lukas non può immaginare che Wilda Belsen, la spietata leader dei Ridestati, sembra avere un conto in sospeso con lui e, per averlo, questa sguinzalglierà i suoi scagnozzi alle calcagna del protagonista.
Tecnicamente si tratta di un urban fantasy, ma al di là dell'ambientazione non mi pare di scorgere nulla che non sia stato già visto e stravisto, soprattutto in questo ultimo periodo in cui non morti di vario tipo (vampiri, zombie e altro) vengono proposti e riproposti in tutte le salse, con il loro carico di "conflitti interiori da fame insaziabile" e di relazioni sentimentali con chi è ancora vivo. Inoltre, se proprio volessi essere spietato, direi che anche la fisionomia e l'espressività del personaggio sono tipiche dei più tipici fumetti Bonelli, quindi se questo fumetto avrà successo non sarà per la sua originalità.
Oltretutto, anche questa volta, un fumetto italiano sceglie di NON essere ambientato in Italia e, addirittura, di non avere appigli con la nostra realtà.
Certo, qualcuno dirà che è un fantasy e che quindi non è tenuto ad averne, ma a questo punto viene da chiedersi quale potrebbe essere il punto di forza di questa serie, visto che TUTTE le serie di maggior successo che hanno per protagonisti zombie e vampiri sono ancorate alla realtà in cui tutti viviamo... E forse è anche per questo che hanno tanto successo, soprattutto fra giovani e giovanissimi.
Il punto però è un altro... Se qualcuno pensa davvero che un fumetto come questo possa provare che la Bonelli vuole diventare la Vertigo italiana la situazione è diventata davvero preoccupante.
Perchè dico questo? Intanto spieghiamo cos'è la Vertigo e come è nata.
Eravamo nel pieno degli anni '80 quando un supervisore editoriale della DC Comics, con all'attivo una bella laurea in letteratura inglese e arti minori, si era impegnato perchè alcune delle testate di cui si occupava trattassero argomenti più "adulti" rispetto alla media delle testate DC Comics.
Era una donna e si chiamava Karen Berger (foto sotto).
In quel periodo ci fu una vera e propria invasione di sceneggiaori inglesi, che avevano molti meno peli sulla lingua dei loro colleghi americani (basti pensare ad Alan Moore con V for Vendetta e Watchmen), e la filosofia di Karen Berger venne presto applicata ad un numero crescente di titoli, che iniziarono ad apporre il marchio "per lettori adulti". Nel 1993 erano talmente tanti che diventarono una vera e propria sottoetichetta: la Vertigo, appunto.
Iniziamo a fare i distinguo del caso. Anche volendo sorvolare sul fatto che in Bonelli l'unica donna che ha avuto un certo peso è stata la signora Tea (1912-1999), che poi era la madre di Sergio Bonelli, dire che la Bonelli si avvia a diventare la Vertigo italiana mi é sembrato totalmente fuori luogo per un motivo molto semplice: gli autori Bonelli, a differenza di quelli Vertigo, di peli sulla lingua ne hanno tantissimi. Inoltre, se è pur vero che la linea Vertigo ha garantito spesso una pressochè totale libertà creativa ai suoi autori, è anche vero che questi hanno sempre cercato degli agganci - anche molto scomodi - con la realtà in cui vivevano i loro lettori. Non a caso i titoli Vertigo sono stati i primi in cui il discorso omosessualità (e persino transessualità) poteva diventare un elemento portante in alcune storie, o addirittura per tutta la durata di una serie (o miniserie)... Tipo quelle che vedete qui di seguito...
Cosa ha in comune la Bonelli con la Vertigo? Con queste premesse lascio a voi decidere, tantopiù che - giusto per non deludere le aspettative - anche nel caso di Lukas (che vi ricordo essere un non morto) la casa editrice non si è lasciata sfuggire l'occasione di piazzare una bella relazione tuttosommato standard. Sinceramente dubito che in questo contesto si toccherà in qualche modo il discorso omosessualità (o che comunque lo si toccherà in maniera matura), nonostante peraltro diverse saghe a base di non morti abbiano iniziato a farlo... Ultima, ma non ultima, la serie TV Vampire Diaries, che nella quinta stagione introdurrà il secondo vampiro gay della saga dopo il piacente Josh (nella foto sotto è quello a destra), che compare nel suo spin-off  The Originals...
E parliamo di una serie che, peraltro, si rivolge principalmente agli adolescenti.
Il che, in effetti, offre qualche ulteriore spunto di riflessione interessante su alcuni pregiudizi che circolano in Bonelli, tipo che l'omosessualità è ancora un argomento che è meglio evitare perchè i suoi fumetti devono essere "per tutti". Pregiudizi che, effettivamente, presto dovranno scontrarsi con la dura realtà. Infatti non so se avete notato che ultimamente le edicole hanno iniziato ad essere invase da fumetti in formato "bonelliano" che - a differenza di quanto accadeva in passato - NON sono produzioni italiane che scimmiottano lo storico editore, bensì la versione "bonelliana" di serie note e meno note provenienti da varie nazioni e di indubbia qualità, tra cui - tanto per dirne una - il cult THE WALKING DEAD...

Magari la Bonelli con Lukas spera di conquistare gli appassionati di zombie, ma visto che in edicola i suddetti appassionati hanno già a disposizione THE WALKING DEAD l'operazione potrebbe avere un effetto boomerang non da poco in termini di vendite. E questo non è un caso isolato. Tanti piccoli editori, ultimamente, hanno iniziato a fare diretta concorrenza alla Bonelli con dei "bonelliani" di qualità che probabilmente hanno già iniziato a rosicchiargli lettori... Per fare un esempio: Tex sarà anche un fumetto western molto amato, ma non era mai capitato che in edicola dovesse fronteggiare tutti insieme - e nel suo stesso formato -  titoli come Durango, Blueberry e Comanche, solo per citarne alcuni...


Finora il massimo con cui doveva confrontarsi Tex erano le ristampe nostalgiche di qualche serie western italiana del tempo che fu... Adesso, però, qualcosa potrebbe cambiare sul serio, e lo si intuisce dal fatto che tutte le suddette serie sembrano godere di buona salute anche a distanza di tempo dal loro debutto. Inoltre, per finire, la Bonelli potrà anche provare a diventare la Vertigo italiana, ma sarà dura, visto che la RW LION ha già iniziato a piazzare la vera Vertigo nelle edicole italiane... E guardacaso, anche stavolta, adattando le sue serie al formato "bonelliano"...

Tutte serie Vertigo che, come volevasi dimostrare, pur puntando su ambientazioni e personaggi abbastanza inverosimili hanno forti richiami alla nostra realtà e alle sue problematiche. Forse sbaglio, ma ho la sensazione che stiamo assistendo ai primi segnali di una resa dei conti che nel lungo periodo potrebbe riservare delle sorprese (e delle prese di coscienza) molto interessanti...
E forse il prossimo anno sarà decisivo.
Staremo a vedere.

mercoledì 25 dicembre 2013

SACRO E PROFANO

Ciao a tutti, come va?
Spero che stiate tutti passando delle belle giornate. Siccome siamo nel pieno di una festa religiosa molto importante per buona parte dell'umanità, oggi volevo cogliere la palla al balzo facendo uno dei miei soliti confronti impietosi fra la situazione italiana e quella di altre parti del mondo, proprio attraverso il tema religioso e il suo modo di rappresentarlo.
Perchè penso che anche da queste cose si possa capire il livello culturale di una nazione.
Partiamo dal Giappone, nazione che - giusto per stare in tema di cultura - ha un analfabetismo pari a zero e una produzione culturale notevole, che si riflette anche nelle vagonate di manga che produce ogni anno. Forse, se siete esperti di manga, già conoscete lo spassoso SAINT YOUNG MEN, che miete consensi dal 2006 e che ha all'attivo otto volumetti, due special per direct to video e un film per il cinema. Se non lo conoscete vi riassumo brevemente la trama: Gesù e Buddha decidono di prendersi una vacanza e iniziano a convivere come due giovani spiantati qualsiasi (dopotutto se predicano la povertà devono essere coerenti) in un appartamentino di Tachikawa, nella periferia ovest di Tokyo...
Come potete immaginare questa simpatica convivenza terrena offre molti spunti di riflessione e infiniti momenti di comicità, soprattutto considerando che i due vogliono nascondere a tutti i costi la loro reale identità. Basti pensare che Gesù inizia a gestire un blog dove recensisce programmi televisivi, e Buddha scopre di avere un grande passione per i manga classici, il tutto in una nazione profondamente scintoista che spesso li coinvolge nelle sue cerimonie religiose e nelle sue sagre paesane... Senza peraltro che i due si facciano grandi problemi al riguardo.
Le avventure di questa simpatica coppia di fatto sono diventate estremamente popolari in Giappone, e in parte anche in Europa (erano in lizza per il premio di miglior fumetto al Festival di Angoluleme 2009). Se conoscete il giapponese potete restare aggiornati su quello che le succede tramite il suo sito ufficiale (CLICCANDO QUI). Ora: questo non è un fumetto gay, ovviamente, ma tecnicamente è come se lo fosse, visto che parla di due uomini molto garbati che si vogliono bene, vivono insieme e non pensano alle donne... E i protagonisti danno un valore aggiunto al tutto, anche perchè sono stati tratteggiati con i modi delicati e i lineamenti dolci (e, diciamo pure, un po' effeminati) a cui ci hanno abituato le loro rappresentazioni canoniche. La cosa interessante, al di là del fumetto in sè, è che il tutto è portato avanti da una donna, ovvero la mangaka Hiraku Nakamura (foto sotto).
E adesso arriviamo all'Italia, dove il suddetto manga è pubblicato - con qualche annetto di ritardo - da JPOP (anche se è passato praticamente inosservato al di fuori del circuito degli appassionati, per cui è disponibile anche in una versione con copertina variant)...
Premesso che da noi una fumettista donna, peraltro nata nel 1984, oggi praticamente NON ha nessuno spazio per farsi valere, probabilmente a nessun fumettista - a prescincere dal sesso e dall'età - sarebbe concesso di pubblicare una cosa del genere, o anche solo di sfiorare l'argomento religioso in maniera così ironica, disincantata e - tutto sommato - realistica. In questo manga Gesù e Buddha se la devono vedere con cose molto terrene, come la disoccupazione e la yakuza (la mafia giapponese)... Ce lo vedete un fumetto italiano che dovesse affrontare gli stessi argomenti con gli stessi protagonisti?
Solo al pensiero credo che qualsiasi editore che produce fumetti in Italia avrebbe un mancamento.
E probabilmente è proprio questo il problema.
Perchè un fumetto del genere, in Italia, avrebbe un SUCCESSO PAUROSO, se solo qualcuno avesse il coraggio e le capacità di pubblicarlo come si deve, e di fare ironia e satira sociale vera... A differenza di quello che è stato fatto con l'operazione SUORE NINJA della Star Comics, giusto per essere chiari.
Il problema è che in Italia gli editori hanno molti complessi, è gli argomenti seri preferiscono non toccarli, o toccarli in senso totalmente metaforico e trasversale, giusto per essere sicuri di non subire conseguenze. Alla faccia della libertà di stampa.
Così, ad esempio, non possono parlare dei problemi italiani ambientando un fumetto in Italia, o - quando di Italia si tratta - deve essere un'Italia fittizia e inverosimile, o comunque ricostruita in modo tale da NON urtare nessuno. Certi argomenti, poi, sono ritenuti tabù e la religione, tanto per dirne una, può essere affrontata in maniera realistica solo dagli aventi diritto, o - eventualmente - solo presentandola in un certo modo. Così, ad esempio, la Star Comics ha pubblicato le SUORE NINJA di cui sopra anche perchè hanno a che fare con un Papa fittizio, mentre le Edizioni Master hanno potuto parlare del Papa vero a condizione di presentarlo in un certo modo, e solo ad un certo tipo di pubblico...
E questo è quanto.
Effettivamente ritrovarsi nel 2014 in queste condizioni, mentre il resto del mondo va avanti, è abbastanza emblematico di una situazione che andrebbe urgentemente sbloccata.
Voi che ne pensate?

lunedì 23 dicembre 2013

LAMPI E FORMICHE

Ciao a tutti, come va?
Anche questa settimana, manco a farlo apposta, inizio con un post che riguarda alcuni aggiornamenti sulle versioni live di due noti personaggi dei fumetti. Il primo riguarda un prossimo film a base di supereroi MARVEL, e cioè il più volte annunciato ANT-MAN, che probabilmente tenterà di agigiornare e rendere intrigante uno dei più vecchi (e a suo modo ridicoli) supereroi della casa editrice. E chi è stato scelto per il ruolo? Finalmente è ufficiale: Ant-Man sarà intepretato da Paul Rudd, piacente quarantenne che ha all'attivo una sessantina di film in cui ha dato prova di spaziare in molti generi... Staremo a vedere se si troverà bene anche nel non semplice ruolo di un supereroe in grado di comunicare con gli insetti... Nell'attesa di scoprirlo vi lascio con alcune foto per conoscerlo meglio, come da prassi...



Staremo a vedere se in ANT-MAN, previsto per il 2015, si sceglierà di sfruttare al meglio anche il suo fascino shirtless (cosa che vedo molto probabile). Tra l'altro, considerando che parliamo di un supereroe che può cambiare dimensione (e non necessariamente assieme ai suoi vestiti), forse possiamo sperare in qualche situazione un po' pepata.
Nel frattempo, però, è stata ufficializzato anche il protagonista dell'imminente serie televisiva dedicata ad un altro supereroe più o meno coevo di Ant-Man, ma questa volta appartenente alla scuderia DC Comics, e cioè Flash. In realtà questa non è la prima volta che Flash arriva in TV, e forse qualcuno di voi si ricorderà la tamarrissima serie anni '90 intepretata da John Wesley Shipp...
Stavolta, però, la cosa sarà strutturata un tantino meglio. Nel senso che questa nuova versione di Flash ha acquisito i suoi poteri nella nona puntata della seconda stagione di Arrow, e l'anno prossimo debutterà con una propria serie, che presumibilmente avrà frequenti incroci narrativi con Arrow. La cosa interessante è che, essendo Arrow una serie che fra le righe ha sempre puntato al pubblico gay (assegnando i ruoli principali a molti attori che in qualche modo potessero richiamare il suddetto pubblico), per il ruolo di Barry Allen/Flash ha scelto Grant Justin, meglio noto per il suo ruolo dello studente gay dichiarato Sebastian Smythe in GLEE...
Una scelta casuale? Ho qualche dubbio...
Certo è che, a pensarci bene, fidealizzare il pubblico gay può anche essere un buon modo per cercare di ammortizzare i danni realtivi alla gestione Warner dei  personaggi DC, che è molto più confusa rispetto a quella della MARVEL, nonostante i diritti di molti personaggi MARVEL (tra cui Spider-Man e gli X-Men) siano ancora affittati ad altre case di produzione. Nella fattispecie nel giro di una dozzina d'anni abbiamo avuto tre Superman in tre universi narrativi diversi (quello televisivo di Smalville, quello di Superman Returns e quello di Superman: Man of Steel).


In una dozzina d'anni, inoltre, abbiamo avuto il Batman comparso nella serie televisiva Birds of Prey, quello della trilogia da poco conclusa e quello che vedremo nel secondo film di Superman. Presto ci sarà anche un serial televisivo dedicato alla giovinezza del Commissario Gordon di Gotham City, e non è detto che in quella sede non comparirà un ulteriore Batman. Inoltre in Smalville era già comparso un Green Arrow, che però non ha niente a che fare con quello di Arrow...
In parole povere ogni volta bisogna  ripartire da capo, o quasi, anche per quel che riguarda la fidealizzazione del pubblico, e questa non è esattamente una strategia vincente.
La MARVEL, dal canto suo, ha creato un universo narrativo coerente a livello cinematografico (perlomeno per i personaggi che non ha affittato a nessuno), che ha iniziato ad espandersi anche in TV con il serial dedicato allo SHIELD, che presto sarà seguito da altre quattro serie TV dedicate ad altrettanti supereroi metropolitani: Daredevil, Jessica Jones, Iron Fist e Luke Cage... Tutte interconnesse fra loro e probabilmente interconnesse anche con i prodotti cinematografici.
Se non altro la carne al fuoco (e che carne) non mancherà...
Staremo a vedere...

sabato 21 dicembre 2013

KEN STORY 1992

Ciao a tutti, come va?
Devo ammettere una cosa: ricostruendo la storia di Ken Carson e delle sue incarnazioni non posso fare a meno di notare che ci sono stati certi anni in cui sarebbe potuto diventare davvero un'icona per la comunità gay... Se solo in quegli anni la suddetta comunità avesse avuto una percentuale di nerd e geek pari a quela attuale. Invece, disgraziatamente, nel 1992 rapportarsi in maniera spontanea e naturale con l'immaginario infantile non andava di moda, e così alcuni dei migliori look di Ken sono passati del tutto inosservati... Tant'è che solo ora vengono riscoperti e valorizzati come si deve. Infatti, visto che il buongiorno si vede dal mattino, Ken inizia il 1992 in versione EARRING MAGIC...
Maglietta in rete rosa e giacchettino in pelle viola... Capelli biondi con colpi platino, orecchino e soprattutto un anello "magico" appeso al collo... Che però NON ha le dimensioni di un anello per le orecchie, ma piuttosto quelle di un anello di quelli che si applicano alla base di alcune parti anatomiche in vista di momenti un po' particolari, diciamo... E a giudicare dalle grandi dimensioni dell'anello in questione possiamo dedurre che la natura, con Ken Carson, è stata anche abbastanza generosa...
Successivamente, però, sembra che Ken sia tornato ad avere nostalgia della vita di mare e dando sfogo a una sempre più spiccata schizzofrenia torna brevemente serio e morigerato, per diventare SEA HOLIDAY e poter guidare barche di lusso in crociere esotiche...
Tuttavia, guardandolo con più attenzione, scorgiamo una certa coerenza nel suo stile, visto che indossa un bel ciondolo ad ancora, in tamarrissimo stile anni '90, una serie di finiture dorate molto chic e una camicia fantasia che promette serate molto frizzanti, con o senza Barbie... E comunque potrebbe anche essere che questa breve parentesi seria gli sia solo servita per fare dimenticare (brevemente) il suo momento EARRING MAGIC (visto che venne messo in prima pagina anche da molti quotidiani americani, e non lo dico per scherzare). Infatti, dopo che acque si sono calmate (è il caso di dirlo) si ritinge i capelli di biondo e sfoggia uno dei suoi completini più trendy di sempre, diventando GLITTER BEACH...
Certe cose parlano da sole, ma siccome questo è un BLOG serio non posso esimermi dal segnalare alcuni dettagli assolutamente favolosi, che andrebbero assolutamente recuperati dalla moda dei nostri giorni... I boxer fantasia glitterati... Il ciondolone col surfista rosa... Lo smanicato abdominal-free... E il ritorno al capello platinato... Una vera icona di stile per tutte le spiaggie più cool, e sottolineo "cool", del pianeta. E dopo essersi rilassato in spiaggia il nostro eroe torna anche a dare il suo contributo all'esercito americano in versione ARMY KEN, o - come indica la scatola -  Stars & Stripes Rendezvous with Destiny Army...
D'altra parte per apprezzare una cosa, in questo caso il colore rosa e la vita da spiaggia, ogni tanto è necessario staccare la spina e sfogare il proprio lato più maschile. E quale modo migliore di sfogarsi se non condividendo una camerata con centinaia di ragazzi nel fiore degli anni e col testosterone che sprizza da tutti i pori? Evidentemente il nostro amico Ken Carson sa il fatto suo, anche se - effettivamente - viene il sospetto che queste episodiche esperienze militari abbiano degli obbiettivi che hanno poco a che fare col servizio alla patria e molto con altri tipi di servizi... Anche perchè, dopo essersi saziato - e sottolineo saziato - della vita militare, Ken torna di nuovo a danzare leggiadramente, in una nuova versione MY FIRST KEN... E guardacaso torna a danzare assieme al suo amico omonimo di colore...

Che altro aggiungere? Se fossi un po' malizioso e volessi mettere assieme tutti i pezzi del puzzle direi che Ken Carson è un ragazzo che non vuole rinunciare a niente e che non ne ha mai abbastanza, ma anche che è molto esigente in fatto di amici (e, a parte il suo omonimo di colore, negli anni '90 ne ha avuti diversi, ma a loro dedicherò un appuntamento a parte). Comunque, dopo aver dato (di nuovo) il meglio si sè nel balletto (e forse non solo in quello), Ken decide di sfoggiare il suo lato più romantico, diventando SECRET HEARTS... Perchè cuori segreti? Forse perchè ha qualche amore inconfessabile? Chissà... In ogni caso stavolta non è più tanto sicuro di voler rinunciare alla sua tinta bionda, come fa si solitò quando vuole fare la persona seria... E infatti stavolta compare - per la prima volta - in doppia versione...
In effetti, a questo punto, sembra evidente che è scattato qualcosa nella sua mente, e che una parte di lui non vuole più separare in maniera così netta i momenti eleganti da quelli più frivoli... Come se oraq ci fosse una parte di sè che preme disperatamente per gridare al mondo la sua verità...
Quale sarà questa verità? Nel 1992 Ken non riesce ancora a dircelo (nonostante alcuni segni abbastanza evidenti), però forse ha deciso che deve iniziare a fare i conti con il suo vero io. Infatti il 1992 si conclude con HOLLYWOOD HAIR KEN...
Sembra proprio che Ken si sia dato al cinema, ma non per questo abbia voluto rinunciare ai lati più estrosi della sua personalità. Da notare che la tinta bionda si è fatta più scura, ma che possono comparire sui suoi capelli delle favolose stelline viola, in tinta con le decorazioni del suo favoloso completino, che pur non avendo niente di rosa è assolutamente sopra le righe e non manca di attirare l'attenzione. Forse, dopo tanti anni, Ken ha iniziato a integrare i vari lati della sua sfaccettata personalità? In effetti, a giudicare da come vivrà il 1993 , potrebbe anche essere così...
Di questo, però, vi parlerò la prossima volta.