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venerdì 30 aprile 2010

IL VIDEO DELLA SETTIMANA...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi volevo dedicare il mio post settimanale sui cantanti gay dichiarati a un coppia (nella vita e nel lavoro) che purtroppo ha annunciato di essersi separata la scorsa settimana, dopo ben cinque anni di rodato affiatamento e sprizzante felicità. Mi riferisco ai due gay porn performers Aden e Jordan Jaric, che avevano finito per farsi chiamare usando il nome collettivo di "Jarics". Dal 2007 erano diventati un po' il simbolo di un nuovo modo di intendere l'hard, visto che nei video erano una coppia monogama come nella vita.
Proprio una bella coppia, vero? Non si sa ancora se continueranno a lavorare nel mondo dell'hard separatamente (anche perchè di fatto non hanno mai girato un video hard nel senso pieno del termine), quel che è certo che molto difficilmente li sentiremo ancora cantare assieme, dopo il successo del singolo che hanno lanciato l'anno scorso e che ha animato le disco gay di mezzo mondo...

Anche come cantanti non se la cavavano tanto male, vero? Peccato che il loro sodalizio sentimental professionale sia finito, ma d'altra parte niente dura per sempre.
In bocca al lupo ragazzi!
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martedì 27 aprile 2010

SIGH... SIGH... SIGH...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Non vi nascondo che ultimamente non posso fare a meno di riflettere sul fatto che sono passati quasi dieci anni da quando ho iniziato a fare fumetti a tema gay. Dieci anni in cui un vero spazio e un vero interesse per il suddetto genere di fumetti, in Italia, non si è ancora creato... Per tutta una serie di motivi: dal fatto che l'imprenditoria gay italiana è quello che è, al fatto che il mondo gay italiano deve fare i conti con tutta una serie di arretratezze culturali e di vincoli inverosimili... Finendo per generare tutta una serie di ripercussioni dirette sull'affermazione dei fumetti gay (e su quella del sottoscritto, che poi si trova costretto a fare delle lunghe - e odiosissime- pause). Poi, però, penso a quello che accadrà in Spagna dal 30 aprile al 2 maggio, e se da una parte il confronto mi rattrista, dall'altra mi conforta verificare una volta di più che se la mia carriera procede a singhiozzo è anche perchè mi muovo in un contesto che non è esattamente favorevole... A cosa mi riferisco? Mi riferisco al fatto che, dal 30 aprile al 2 maggio, a Barcelona si terrà la nuova edizione del Salón Erótico, ovvero la fiera che celebra l'erotismo, la pornografia e la sessualità tutta... Compresa quella gay, visto che una zona della fiera (che verrà chiamata EnClaveGay) sarà dedicata proprio al pubblico omosessuale maschile e femminile (e ovviamente ai suoi simpatizzanti). La sezione gay ha una locandina a parte, e indovinate chi l'ha realizzata?
Se seguite questo blog avrete riconosciuto la mano dell'illustratore e fumettista Ismael Alvarez, che nella sezione gay del Salón Erótico esporrà anche una mostra personale dei suoi lavori. Eh, già! Il Salón Erótico, come ogni anno, punterà i riflettori sulla sessualità e sull'erotismo a 360° e quindi non solo offrirà un'area per il pubblico omosessuale (con tanto di spettacoli dal vivo), ma proporrà anche una serie di iniziative artistiche (nel senso più ampio del termine). Dalla possibilità di farsi fare una caricatura in versione porno, alla possibilità di usufruire di un set fotografico professionale per farsi fare foto hard... Ci sarà anche un concorso fotografico (riservato ai cittadini catalani, per meglio valorizzare i fotografi locali). E ci sarà anche la possibilità di farsi fare una foto assieme alla riproduzione in scala 1:1 dei personaggi del fumetto gay spagnolo CHUNGO & PELAO, del giovane fumettista Louko (che vedete nella foto sotto al Salon del Còmic di Barcelona...) .
Come potete intuire è un grande appassionato di manga, e infatti il suo stile ricorda molto quello di Dragon Ball... Tuttavia il suo caso è particolarmente emblematico: nel 2006 ha iniziato a pubblicare il suo fumetto sul sito gay bakala.org, e adesso ha all'attivo due raccolte dei suoi lavori ed è diventato uno dei protagonisti della zona gay del Salón Erótico di quest'anno, che sicuramente contribuirà a renderlo ancora più popolare.... Anche perchè nel suo fumetto non manca il sesso esplicito. Morale della favola: questo fumettista avrà una bella occasione per farsi conoscere anche se, con rispetto parlando, il suo stile non è proprio il massimo...
In Italia simili occasioni per avvicinare il fumetto omoerotico al grande pubblico gay non ci sono per nessuno purtroppo, anche perchè fiere di questo noi non ne abbiamo... O meglio: permangono le solite baracconate in stile MiSEX e BergamoSex, che seguono modelli terribilmente arretrati ed esclusivamente etero, che con manifestazioni come quella di Barcelona non hanno veramente niente a che fare... Tantopiù che il Salón Erótico di Barcelona è organizzato dal prestigioso Barcelona International Erotic Film Festival (per gli amici FICEB), in cui è presente una sezione dedicata all'hard gay e vengono offerti regolarmente degli spazi per l'arte erotica. La cosa interessante è che il Salón Erótico è concepito e strutturato per valorizzare e sdoganare tutto quello che ruota attorno al sesso, cercando di presentarlo nel miglior modo possibile... Tant'è che i performers che si esibiscono live in questa sede vengono definiti "artisti"... Il sesso è un'arte? E se lo è lo è anche la sua rappresentazione attraverso una performance live? È una bella domanda... Nel dubbio qui di seguito potete vedere il video promozionale per la zona gay del Salón Erótico di quest'anno, con varie immagini di repertorio prese dalle edizioni precedenti...

Se state dalle parti di Barcellona magari potreste farci un pensierino (sono solo 20 euro al giorno)... Tuttavia, al di là di questo evento bisogna comunque ammettere che il mondo dell'hard gay spagnolo ultimamente si sta dando da fare per uscire dal ghetto, tant'è che il gay porn performer Martin Mazza (foto sotto), dopo aver attirato l'attenzione dei media ispanici con la sua autobiografia e il suo primo romanzo, ha anche deciso di fondare il mensile gay OH MY GOD!, di cui è anche direttore editoriale...
Da notare che, dalle nostre parti, non solo le riviste gay in edicola si sono estinte, ma poco prima di estinguersi badavano bene di prendere le distanze dal mondo della pornografia e dalle tematiche sessualmente troppo esplicite. Il che, paradossalmente, potrebbe proprio essere uno dei motivi che ne hanno segnato la fine... Comunque, tornando al tema di questo post, è evidente che - con la locandina di questo Salón Erótico - Ismael Alvarez avrà un'ulteriore finestra per farsi conoscere ed apprezzare, e per nutrire la sua autostima... Non che ne abbia particolarmente bisogno, viste le foto che mette regolarmente sul suo sito (tipo quella che vi posto qui sotto), ma sicuramente avrà un'ulteriore gratificazione che confermerà il valore di ciò che fa e della carriera che ha intrapreso...
Probabilmente se Ismael Alvarez fosse nato in Italia le sue prospettive sarebbero state un tantino diverse (e non mi riferisco al fatto che non si sarebbe sposato)... E forse anche le mie prospettive sarebbero state diverse se fossi nato in Spagna... D'altra parte se io sono ancora qui a parlarvi e voi siete ancora qui a leggermi un motivo dovrà pur esserci, non credete? E comunque se in Italia non ci fossi stato io a fare quello che ho fatto chi ci sarebbe stato? Anche questa è una bella domanda.
Alla prossima.
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lunedì 26 aprile 2010

COSE DELL'ALTRO MONDO

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Probabilmente se siete italiani vi sarà capitato di leggere i fumetti di Topolino, inteso come albo settimanale: infatti è stato il giornalino per l'infanzia più diffuso del nostro paese dagli anni '60 a questa parte. Anche se i personaggi Disney arrivano dagli USA hanno trovato un terreno particolarmente fertile nel nostro paese, grazie anche all'interpretazione che ne hanno dato i fumettisti Disney italiani, attualmente ritenuti (non a torto) i migliori del mondo. Resta il fatto che in Italia, grazie alla sua grande diffusione e popolarità, Topolino assolve ad un ruolo pedagogico e formativo importantissimo per i giovanissimi (e i più grandicelli), mentre tanti adulti si divertono ancora leggendo le sue storie (anche se ultimamente pare che la qualità media non sia proprio eccelsa). Resta il fatto che il ruolo che Topolino svolge in Italia, negli Stati Uniti viene svolto dai fumetti della Archie Comics.
Ho già accennato a questi fumetti in altre occasioni, ma oggi è necessario approfondire il discorso per farvi capire meglio la portata della notizia di oggi. Premessa uno: negli USA i fumetti non sono mai stati considerati una lettura solo per bambini, anche perchè sono nati sulle pagine dei quotidiani locali e nazionali. Premessa due: sui quotidiani hanno avuto da sempre un grande successo i fumetti a striscie con contenuti comici o perlomeno ironici (da qui il termine comic-strips, e cioè "striscie comiche", che poi si è esteso a tutti i tipi di fumetti a striscie), che presto hanno avuto dei giornalini a loro dedicati, che non potevano che chiamarsi comic-books (termine che ancora oggi indica tutti i giornalini a fumetti). Premessa numero tre: un sottogenere del fumetto umoristico americano erano (e sono) i teen-comics, cioè i fumetti a base di adolescenti e che trattavano tematiche giovanili. La Archie Comics divenne la regina indiscussa dei teen-comics a partire dai primi anni '40, quando creò il personaggio di Archie Andrews, che già nel 1942 divenne titolare di una sua testata (qui sotto potete vedere il primo numero).
Molto in sintesi: Archie è un ragazzo dai capelli rossi particolarmente vivace e incontenibile, frequenta il liceo di Riverdale e ha un debole per le belle ragazze, che peraltro sembrano avere un debole per lui. In particolare esce con la bionda peperina Betty e con l'altezzosa brunetta Veronica. Ovviamente Archie ha anche un nutrito gruppo di amici di sesso maschile, tra i quali spiccano il rivale Reggie e l'indefinibile amico del cuore Jughead.
Nel corso degli anni l'universo narrativo di Archie si è allargato notevolmente, tant'è che quasi ogni personaggio della serie si è guadagnato una propria testata, e alcuni di loro hanno dato il via a serie del tutto indipendenti dal cast originale e da Riverdale (come Sabrina la strega e Josie e le Pussycats, che hanno avuto un discreto successo anche in altri media). Le storie di Archie e dei suoi amici, che hanno seguito le mode e le tendenze giovanili degli ultimi settant'anni, ruotano ancora attorno alle trovate umoristiche, anche se - sempre più spesso - hanno provato ad affrontare temi più seri e delicati (spesso legati a fatti di attualità). In ogni caso buona parte del loro successo è dovuto al fatto che, pur attraverso il filtro della comicità, hanno rappresentato da sempre il mondo dei giovani americani, delle loro aspirazioni e dei loro desideri... Compresi quelli sentimentali e sessuali.
Il che potrebbe essere uno dei motivi per cui in Italia non sono mai stati pubblicati (anche se sono arrivate le serie animate, che avevano un taglio più soft): questi giovani emancipati e decisamente promisqui, che uscivano con una ragazza diversa ogni giorno o con più ragazze contemporaneamente (con tutti i sottintesi del caso), che si baciavano in pubblico con disinvoltura e che lanciavano delle chiare allusioni sessuali erano probabilmente troppo avanti per la mentalità dei nostri editori... Inoltre, a parte le ragazzine dalle forme sinuose e dagli abiti provocanti, in questi fumetti non sono mai mancate neanche le scene di nudo maschile soft... A partire dalla primissima storia di Archie (da cui è tratta la vignetta qui sotto).
Io ho sempre trovato semplicemente delizioso il candido erotismo che caratterizza questi fumetti, e forse già saprete che sono stati una delle muse ispiratrici per le mie serie di fumetti gay online (a partire da RAINBOWS). Anche per questo mi ha fatto particolarmente piacere la notizia che la Archie Comics ha deciso di inserire nel suo universo narrativo un personaggio apertamente gay! Salvo imprevisti dovrebbe debuttare il prossimo settembre ed il suo nome sarà Kevin Keller...
L'annuncio bomba è arrivato proprio in questi giorni, durante la C2E2, la fiera della cultura pop di Chicago: Kevin debutterà sul numero 202 della testata dedicata a Veronica, la ragazza più viziata e desiderata di Riverdale, e tutta la storia verterà proprio sul fatto che Veronica perderà la testa per Kevin, che si è appena trasferito in città, scoprendo infine che potranno essere solo amici.... Visto che nel caso di Kevin non c'è trippa per gatti, e una volta tanto la sexy brunetta troverà un ragazzo che non cadrà ai suoi piedi...
Siccome questo è il blog che vi mostra quello che gli altri non vi mostrano qui di seguito vi posto in anteprima anche alcune pagine in cui Kevin si dichiara per la prima volta, davanti a Jughead (personaggio che, curiosamente, era da sempre indicato come il più probabile omosessuale non dichiarato della serie... E che, pur non avendo problemi con Kevin, sembra intenzionato a sfruttarlo per dare una lezione a Veronica...). Fra parentesi: si vede Kevin scambiare sms con un certo William... Sarà forse il suo ragazzo?
Quando Jon Goldwater, uno degli attuali dirigenti della Archie, ha presentato il personaggio ha tenuto a precisare che la casa editrice vuole mantenersi al passo coi tempi e non vuole escludere nessuno, ribadendo che nella cittadina di Riverdale c'è posto per tutti. Che dire? Sicuramente tutti gli adolescenti e preadolescenti gay che leggono questi fumetti apprezzeranno molto l'introduzione di un personaggio come Kevin, in cui finalmente potranno identificarsi, mentre i ragazzini etero - si spera - impareranno ad essere più tolleranti e ad avere meno pregiudizi. Tra l'altro credo che si tratti di un evento a suo modo storico, visto che è il primo caso al mondo di un personaggio apertamente gay in un fumetto che si rivolge al grande pubblico dei giovanissimi. Per chiudere in bellezza vi lascio con una bella intervista a Dan Parent, uno dei maggiori responsabili creativi della Archie Comics, in cui si parla anche di Kevin. L'intervista è stata realizzata la scorsa settimana, proprio durante la C2E2 di Chicago, e poichè è stata realizzata dal sito gay FEASTOFFUN dà modo di parlare anche di alcune parodie per adulti in cui Archie e Reggie scoprono il piacere della lingerie femminile... Nonchè delle possibili tendenze omosessuali di alcuni personaggi della serie...

Che dire? Per non guastare la festa eviterò di fare spiacevoli paragoni con la scena fumettistica italiana, e mi limito a sperare che Kevin abbia un successo tale da meritarsi al più presto un comic book dedicato unicamente alle sue avventure, per sviluppare al meglio tutte le sue potenzialità e per puntare verso nuovi orizzonti...
Un applauso alla Archie Comics e alla prossima...
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venerdì 23 aprile 2010

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Arriva l'estate ed è tempo di musica da ballare... Così questa settimana vi propongo un cantante gay dichiarato specializzato in dance da discoteca. Il suo nome è Jason Antone e da un paio d'anni fa presenza fissa nelle classifiche dance di mezzo mondo.
Ok... Non si tratta di un genere impegnato e i suoi brani sono particolarmente truzzi, però direi che Jason può provare una volta di più che ci possono essere cantanti gay davvero per tutti i gusti, anche per quelli più commerciali. Mhhh... Probabilmente, se non fosse gay e se in Italia la dance allegra non fosse passata di moda, il brano seguente sarebbe già arrivato dalle nostre parti e sarebbe diventato un tormentone estivo...

Ciao e alla prossima.
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mercoledì 21 aprile 2010

ITALIA NOSTRA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Forse anche voi avrete notato che in questi giorni, a seguito della nube di polveri che ha coperto l'Europa, i telegiornali hanno avuto seri problemi a pronunciare il nome del vulcano islandese da cui tutto ha avuto inizio. Tutti lo hanno chiamato "il vulcano islandese" (come se in Islanda ce ne fosse uno solo!), anche se il suo nome è Eyjafjallajokull. Significherebbe "ghiacciaio della montagna isolana" e in italiano si pronuncia leggendo la parola "eivesellk".
Ora: capisco che pronunciare questa parola non è una passeggiata, ma stiamo parlando comunque di giornalisti e non di casalinghe con la quinta elementare (con tutto il rispetto per la categoria)... Comunque, considerando che si trattava di un evento senza precedenti nella recente storia europea, direi che questo sfoggio di pigrizia (e provincialismo) da parte dei nostri telegiornali sia perfettamente in tinta con la qualità media del nostro sistema di informazione, che peraltro riflette la situazione dei nostri palinsesti televisivi nel loro insieme... Tant'è che, dopo quattro anni di assenza (e senza che nessuno ne sentisse la mancanza), è tornato in onda la Pupa e il Secchione: pseudo reality (è tutto registrato) a base di giovani femmine procaci (e nulla più) e giovani maschi acculturati (e nulla più) che si confrontano mettendo in evidenza i rispettivi limiti...
Ufficialmente l'idea sarebbe quella di far diventare le ragazze più intelligenti e i ragazzi meno sociopatici, ma per questa trasmissione vengono selezionati dei casi senza speranza, quindi il tutto si risolve nell'ennesima occasione per mostrare quanto le femmine possono essere attraenti e quanto i maschi non possono esserlo... Il format è americano (in originale si intitola Beauty and the Geek), ma c'è da dire che - mentre negli USA ci sono molte alternative - in Italia questo prodotto sfonda una porta aperta e contribuisce a cementare quei modelli sociali e culturali estremamente arretrati, sessisti e maschilisti che da noi vanno già per la maggiore... E che, tra le altre cose, non lasciano un vero spazio alla libera espressione dell'omosessualità nei media, in netta controtendenza rispetto al resto del mondo moderno. Per farvi un esempio: nella telenovela argentina Botineras, partita lo scorso novembre e ambientata nel mondo del calcio, stanno trovando spazio anche le relazioni omosessuali (fra calciatori!)... E vengono mostrate esattamente come quelle etero, mettendo ben in evidenza (nei limiti del soft televisivo) la sensualità del corpo maschile e del sesso gay.

Ora: l'Argentina ha un retroterra culturale molto simile a quello italiano (non foss'altro per i tantissimi italiani che ci hanno messo radici negli ultimi cento anni), però sta dimostrando di non voler rimanere bloccata ai modelli di venti o trent'anni fa... E di non voler rimanere schiava dei tabù che da noi continuano ad imperare... Tant'è che, nonostante la "quota gay" nella nostra TV sia obbiettivamente aumentata, i baci gay sono ancora un tabù, così come è un tabù la (rara) valorizzazione del corpo maschile in contesti che non siano mediati dall'ironia o da un sottointeso maschilismo/eterosessismo di fondo. Peccato. Siccome il resto del mondo va avanti, e siccome è evidente che in occidente il corpo maschile (finalmente) è stato sdoganato, volevo segnalarvi che quei furboni di Hollywood hanno pensato bene di inaugurare un nuovo modo di realizzare i film di supereroi... Infatti in questi mesi si sta girando il film dedicato al supereroe Lanterna Verde, e a quanto pare il protagonista Ryan Reynolds viene filmato completamente nudo (o quasi) durante tutte le scene in cui dovrebbe essere in costume! Qui di seguito lo vedete in un momento di pausa...
Spiegazione: per rendere sullo schermo l'aderentissima tutina del supereroe hanno pensato bene di inserirla col computer sulla nuda pelle del protagonista! Qualcosa di simile alla tecnica utilizzata per realizzare il Dr. Manhattan in WATCHMEN: in quel caso la computer graphic era stata applicata sul corpo del culturista Greg Plitt (pisello compreso) a cui sono state sovrapposte le espressioni facciali dell'attore Billy Crudup... Non sapete chi è Greg Plitt? Siccome questo è il blog che vi fa vedere quello che gli altri non vi fanno vedere qui di sotto potete farvi una cultura...Non male, vero? Comunque, tornando a parlare del film Lanterna Verde, suppongo che la scelta di Ryan Reynolds sia stata motivata anche dal fatto che il ragazzo ha un fisico decisamente tonico, sul quale sarà possibile applicare col computer la classica tutina bianca, nera e verde da Lanterna Verde senza paura di fare brutta figura... Anzi...
Forse sbaglio, ma prevedo un lunga fila davanti al botteghino... E non escludo un grande successo del futuro DVD col making of (io penso proprio che lo comprerò)... Da notare che il suo caso sembrerebbe confermare che ultimamente si sta delineando sempre di più la figura dell'attore specializzato nel ruolo del supereroe... Tant'è che Ryan Reynolds è già stato Deadpool nel film dedicato a Wolverine (e lo sarà ancora in future pellicole dedicate al personaggio Marvel).
La cosa interessante è che tutti questi supereroi di ultima generazione, oltre ad essere dei veri e propri sex symbol, hanno sempre più spesso un'immagine che sembra ripresa da qualche rivista gay patinata di ultima generazione... E sono sempre più convinto che i produttori lo sappiano bene, così come sanno bene che il mondo gay e quello dei supereroi condividono una buona dose di ideali estetici su cui è possibile giocare per attirare il maggior pubblico possibile... Contribuendo più o meno indirettamente ad un ulteriore sdoganamento del corpo maschile e dell'omoerotismo in generale, due elementi che stanno entrando a pieno titolo nella cultura pop degli ultimi anni. Un vero peccato che dalle nostre parti tutto questo non venga recepito. D'altra parte parliamo di una nazione in cui i giornalisti preferiscono omettere i nomi dei vulcani islandesi invece di imparare a pronunciarli.
Alla prossima.
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lunedì 19 aprile 2010

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
È arrivato il momento di fare il punto sulla prima edizione dei TLA Awards (per gli amici Gaybies), assegnati - dopo una votazione online da parte del pubblico - da uno dei maggiori distributori/rivenditori di materiale a tematica gay degli Stati Uniti. Nella sezione "comics" ha vinto il secondo numero di INITIATION, miniserie erotico pornografica pubblicata dalla Class Comics. Scritto da Robert Fraser e illustrato da Joseph Hawk, si tratta di un fumetto ambientato nel mondo delle confraternite universitarie americane, con i loro riti di iniziazione in cui tutto è consentito (perlomeno per la fantasia di due autori di fumetti gay alquanto allupati).
Sicuramente si tratta di un fumetto ben disegnato, anche se - come la stragrande maggioranza dei fumetti pubblicati dalla Class Comics - risente di una certa piattezza nelle caratterizzazioni dei personaggi e del fatto che deve risolvere la storia in un episodio di poche pagine... D'altra parte bisogna dare atto agli autori di una buona dose di creatività e del fatto che hanno saputo realizzare un fumetto eccitante e ricco di spunti sfiziosi. Un fumetto che molto difficilmente troverà spazio in Italia, anche se sperare non costa nulla, come si dice... In ogni caso, sempre nei TLA Awards, si è verificato un fatto curioso. Infatti nella sezione miglior video hard del 2009, si è classificato al secondo posto il video in animazione digitale PIRATE'S BOOTY (di cui ho parlato a suo tempo anche su queste pagine).
Credo che sia la prima volta che un film realizzato in computergraphic ha un simile piazzamento in un premio che si rivolge anche alle produzioni hard dal vivo. Segno dei tempi che cambiano? Di certo non si tratta di un capolavoro del digitale, ma bisogna ammettere che - con un budget limitato e senza dei veri riferimenti - questo film è diventato un piccolo cult per i feticisti dei videogiochi, dei pirati e delle pornoparodie trash...
Tra l'altro pare che sia stato anche un notevole successo commerciale, coinvolgendo anche molti appassionati di fumetti e animazione che non necessariamente hanno a che fare col mondo della pornografia gay. Oltretutto, seppur con dei notevoli limiti, bisogna prendere atto che alla Adult Source Media hanno anche tentato di abbozzare una storia e delle caratterizzazioni psicologiche: una cosa tutt'altro che scontata in ambito hard.
Ci troviamo di fronte all'anello di congiunzione fra l'hard gay e la cultura pop contemporanea? I gay vogliono riappropriarsi del loro diritto di fantasticare? Probabilmente è presto per dirlo, però sicuramente il buon piazzamento di questo video animato ai Gaybies di quest'anno non deve passare inosservato. Staremo a vedere cosa riserverà il futuro (e come andrà il secondo video gay CG realizzato dallo stesso studio: TALES FROM THE GODS). I Gayies di quest'anno, però, hanno offerto almeno un altro paio di spunti interessanti. Il primo arriva dal vincitore della categoria "miglior libro fotografico", che è andato al THE BIG PENIS BOOK della Taschen...Si tratta di una bella retrospettiva che affronta il tema delle taglie forti nella fotografia erotica e pornografica. La cosa notevole, però, è che è stato pubblicato da un'editore che non solo NON si rivolge esclusivamente al pubblico gay, ma che viene distribuito a livello internazionale in tutte le librerie di varia. Tant'è che molti di voi sicuramente si saranno imbattuti in questo bel librone anche gironzolando in qualche insospettabile libreria di provincia. Forse mi sbaglio, ma credo che una decina di anni fa questo sarebbe stato impossibile, e che questo dia la misura dei tempi che cambiano. Anche se non sempre è così. Infatti non ho potuto fare a meno di notare che ai Gaybies il premio per il miglior film straniero del 2009 è andato a LITTLE ASHES...
Il film raccontava dell'amore giovanile fra il poeta Lorca e il pittore Dalì... E in Italia non è mai stato distribuito perchè - a causa dei suoi contenuti - non ha passato il visto della censura! Più che dalle scene "calde" pare che i nostri censori siano stati turbati dal fatto che era interpretato dall'idolo dei teenagers Robert Pattinson, che avrebbe attirato torme di adolescenti... Col rischio di turbarli e magari incitarli alle relazioni gay. Effettivamente il nostro paese non sembra attraversare uno dei suoi periodi più illuminati, non trovate? Comunque, rimanere in tema di classifiche, volevo segnalarvi che la prestigiosa rivista OUT ha pubblicato la sua annuale lista dei cinquanta omosessuali più potenti e influenti d'America... E quest'anno indovinate chi è passato dalla diciannovesima alla dodicesima posizione?
Ebbene sì: Rich Ross è stato promosso in classifica, dopo essere passato da direttore di Disney Channel a dirigente dei Disney Studios... Probabilmente a questo punto il suo caratteristico sorriso sarà arrivato da un orecchio all'altro. Complimenti! Comunque, se vi avanza un po' di tempo, vi consiglio di dare un'occhiata alla classifica di OUT: ci troverete un bell'esempio di quelli che dovrebbero essere gli esponenti di spicco di una comunità gay e lesbica rampante, e potrete fare un confronto con quelli che sono gli esponenti di spicco nella comunità gay italiana... Capendo meglio perchè da noi certe cose vanno come vanno. Comunque, per concludere in bellezza questo post, volevo condividere con voi un piccolo scoop in esclusiva: forse riusciremo a vedere l'edizione italiana di BLACK WADE per Lucca 2010!
Perlomeno queste sono le intenzioni dell'editore che ho messo in contatto con i due autori (mi piace tramare dietro le quinte, lo ammetto ^__^)... Incrociate le dita: se tutto va come deve andare sarà il primo fumetto propriamente omoerotico ad essere realizzato, pubblicato e distribuito in Italia! E se andasse bene.... Chissà...
Alla prossima.
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venerdì 16 aprile 2010

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Forse anche voi avrete saputo che la Corte Costituzionale italiana non ha accettato i ricorsi delle coppie omosessuali che avevano chiesto di legittimare le loro unioni puntando sul fatto che nella nostra Costituzione non c'è scritto da nessuna parte che i matrimoni devono essere solo fra un uomo e una donna. Poco importa se in Spagna e in altre nazioni i matrimoni gay sono diventati una realtà proprio per questo motivo... Peccato... Staremo a vedere cosa accadrà. Per sottolineare questo particolare momento, e per reagire con ottimismo, ho pensato di proporvi una giovane promessa della scena R&B/rap gay: J.R., "the king of gay music" come si definisce lui...
Ho scelto lui perchè il suo ultimo brano è tutto incentrato su una proposta di matrimonio... Da notare che J.R. proviene da Chicago e non dalle solite metropoli che si trovano sulle due coste degli Stati Uniti... Certo Chicago è la terza città degli USA, e la sua scena gay è decisamente florida, ma proprio per questo dimostra che non bisogna mai dare nulla per scontato. Detto questo ci tenevo a sottolineare che anche J.R. è uno di quei gay dichiarati che considera la sua musica come un mezzo per aiutare la comunità gay ad accettarsi e ad essere accettata... Il tipico cantante di cui l'Italia è piena, insomma... I suoi video sono terribilmente modesti, ma è il messaggio che conta, giusto?

Forza e coraggio!
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mercoledì 14 aprile 2010

COSE DELL'ALTRO MONDO...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Forse vi è giunto all'orecchio che l'Università Statale di Milano, a seguito di un brutto episodio di omofobia (uno studente gay era stato minacciato da un colelga etero mentre appendeva il manifesto di un'iniziativa a tema gay proposta dal suo collettivo studentesco), ha deciso di creare un sportello per gli studenti omosessuali, dove si potranno segnalare eventuali episodi incresciosi, ma dove si potrà avere anche dei consulti di altro tipo. Per i più timidi il servizio sarà disponibile anche via e-mail. È la prima volta, a quanto mi risulta, che in una Università italiana viene creato qualcosa di simile, anche se - tanto per cambiare - è da una trentina d'anni che sportelli e servizi per gli studenti omosessuali sono una realtà ben presente in molti atenei occidentali. Il caso di Milano è sicuramente un buon segno, anche se siamo ben lontani dalle strutture di accoglienza dei campus anglofoni, che peraltro sono amministrate dagli stessi studenti omosessuali e si pongono in maniera decisamente propositiva (alcune progettano almeno un'attività al giorno!), offrendo anche iniziative di ampio respiro aperte al pubblico. Lo sportello GLBT della New York University, ad esempio, propone regolarmente dei seminari sui fumetti a tematica gay e i prossimi si terranno proprio il 15 e il 21 aprile.
Molto in sintesi: si tratterà di tre incontri che, tramite il confronto con esperienze di prima mano ed esperti vari, tratteranno il mondo delle autoproduzioni a tema gay, l'esperienza professionale del fumettista/attivista Ivan Velez e - per finire - verrà realizzato un workshop di approfondimento su tematiche omosessuali utilizzando il linguaggio del fumetto. Interessante, vero? Sicuramente rispetto a certe inziative a Milano sono ancora nella preistoria, ma possono sempre prendere ispirazione, e in ogni caso fa piacere verificare come - perlomeno negli Stati Uniti - il fumetto a tema gay possa trovare il suo spazio nelle Università. D'altra parte parliamo di una nazione in cui il fumetto è un medium che è riuscito a ritagliarsi una sua dimensione culturale di tutto rispetto...Tant'è che negli USA i libri a fumetti vincono sempre più spesso prestigiosissimi premi letterari e giornalistici. A questo proposito può essere indicativo il fatto che quest'anno il Premio Pulitzer (uno dei massimi riconoscimenti giornalistici del mondo) è andato al vignettista satirico Mark Fiore, che peraltro realizza le sue vignette solo per quotidiani online e tramite animazioni in FLASH. Per avere un'idea del personaggio cliccate sull'immagine qui sotto... Si tratta della sua ultima vignetta, ed è dedicata alle ultime uscite (sparate?) del Vaticano e delle sue gerarchie...
Purtroppo le sue vignette animate sono solo in inglese, ma credo il messaggio sia molto chiaro a prescindere... Inutile dire che dalle nostre parti chi produce qualcosa del genere viene regolarmente boicottato, e mai nessuno oserebbe consegnargli un qualche premio prestigioso... Tantopiù che, sempre dalle nostre parti, fumetto e animazione sono ancora ampiamente sottovalutati, mentre le animazioni in FLASH sono qualcosa al di là della comprensione di chi amministra la nostra informazione. Siccome questo è il blog che vi mostra quello che nessuno vi mostra, e siccome mi piace infierire nella speranza di motivare un futuro cambiamento, volevo condividere con voi un'agghiacciante scoperta... Mentre in buona parte del mondo l'animazione è diventata un potente mezzo di satira sociale (dai Simpsons in poi) e ha dimostrato di saper veicolare benissimo contenuti adulti (il Giappone insegna), in Italia... Beh... In Italia è stato appena prodotto un cartone animato sui giudici Falcone e Borsellino in versione "bambini degli anni '50 che lottano contro un mago cattivo che trasforma le persone in pupi siciliani"... Anche io non volevo crederci, ma è proprio così! Questo è il trailer...

Non so voi, ma io sono rabbrividito... Anche perchè il progetto, coprodotto da Rai Fiction e Larcadarte in collaborazione con la Regione siciliana (capito dove vanno i soldi delle tasse e del canone?), è nato dopo la pubblicazione di un'inchiesta condotta tra i bambini delle scuole elementari e medie italiane, che ha evidenziato come i più piccoli non sapessero chi erano Falcone e Borsellino! Aemh... E dopo aver visto questo cartone avranno le idee più chiare? Ho dei seri dubbi! Non so cosa ne pensate voi, ma a parte il fatto che un cartone fatto in questo modo andrebbe bene al massimo per dei bambini in età prescolare, tutta l'operazione ha un pesante retrogusto di presa per i fondelli... O di magistrale incompetenza, scegliete voi.
Resto in attesa dei vostri commenti...
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lunedì 12 aprile 2010

ITALIA NOSTRA...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Ultimamente sta prendendo piede anche da noi il termine "foundraising", che è un modo tanto "cool" per indicare la cara vecchia "raccolta fondi". Ovviamente la raccolta fondi serve a finanziare tutte quelle attività e quelle associazioni che non sono propriamente commerciali e che per andare avanti dovrebbero contare solo sui contributi spontanei, sulle collaborazioni con altri tipi di attività e sulla validità del loro operato. Dico "dovrebbero" perchè, perlomeno in Italia, una quantità paurosa di associazioni senza fini di lucro conta soprattutto su contributi pubblici da comuni, provincie e regioni, magari scendendo a patti con qualche politico locale. Se poi si volesse indagare l'ambito prettamente gay la situazione diventerebbe ancora più sconfortante: da una parte si promuovono inziative locali di carattere culturale e/o conviviale (che nelle piccole realtà attirano sempre poche decine di persone), mentre dall'altra si cerca di ricavare fondi quasi "di nascosto" da iniziative e attività a cui partecipano persone che non hanno alcuna reale consapevolezza del loro apporto... E questo, ad esempio, succede regolarmente nei locali gestiti direttamente o indirettamente da Arcigay, che attirano decine di migliaia di persone in tutta Italia: quasi tutte persone che si ritrovano a contribuire in maniera pressochè coatta (magari dovendosi anche tesserare) ad una associazione che nemmeno conoscono (e di cui fondamentalmente non gli interessa niente). Non sta a me giudicare, ma questo approccio da "furbetti" non è esattamente quello che serve per sensibilizzare la comunità gay italiana e contribuire a farle raggiungere la massa critica necessaria per cambiare le cose: magari qualche soldino arriva subito, ma è una strategia ben poco lungimirante. Forse il mio è un parere di parte, ma se negli ultimi anni qualcosa in Italia è cambiato lo si deve soprattutto a internet... Vi è mai capitato di avere a che fare con qualche omosessuale italiano che non usa internet? Provate a parlargli per un po' e capirete cosa intendo.
Tutto questo preambolo mi serviva per segnalare come, altrove, le associazioni gay - pur non facendo le finte santarelline - danno prova di maggior buon senso, trasparenza e lungimiranza anche nelle loro operazioni di foundraising. In particolare oggi volevo tornare a parlarvi della Tom of Finland Foundation, che ha dedicato al foundraising anche la giornata dell'undici aprile. Infatti ha gestito il pomeriggio del BARRACKS, noto locale fetish di Palm Springs, proponendo un party di beneficenza e mettendo all'asta dodici disegni originali. Lo stesso giorno (come ogni seconda e quarta domenica del mese), l'associazione ha proposto un workshop di disegno dal vivo (alla modica cifra di 25 $ per tre ore circa di modelli in posa). Il suddetto workshop è gestito dal volontario Miguel Angel Reyes: artista dotato e gran bel figliolo, a mio modesto parere...
Entrambe le iniziative si sono rivolte a persone che sapevano di contribuire al foundraising di un'associazione gay e che hanno scelto consapevolmente di farlo (anche perchè la domenica californiana di certo non manca di iniziative a tema gay)... Sicuramente questa trasparenza rende associazioni come la Tom of Finland Foundation molto apprezzate da tutti quelli che vogliono offrire il loro contributo alla "causa" in maniera consapevole e non vogliono sentirsi come dei limoni da spremere alla bisogna.
E la cosa notevole, secondo me, è che entrambe le iniziative sono riuscite a fare foundraising puntando in qualche modo sull'arte gay! Un'idea del tutto aliena dalle nostre parti, tant'è che io sto ad un'ora da Milano e ad un'ora e mezza da Bologna, due città in cui si trovano due delle comunità gay più numerose d'Italia, e non mi risulta che sia mai stato neanche pensato qualcosa di simile da parte delle locali associazioni gay. Tra le altre cose il mio mandato come presidente dell'arcigay di Piacenza è formalmente scaduto il 5 aprile, e in tre anni queste due città non mi hanno mai proposto nulla (fatta salva la proposta di realizzare un opuscolo informativo sull'HIV per Bologna, proposta che si è risolta in un nulla perchè prima avevano detto che mi pagavano qualcosa e poi si sono rimangiati tutto... Intendiamoci: io il volontariato per la mia città lo faccio volentieri, ma non lo faccio certo per associazioni che battono cassa tutti i sabati). Magari straparlo, ma se a Milano o a Bologna avessero pensato di organizzare un workshop gestito da me avrebbero potuto tirare su qualche soldino (e non avrebbero nemmeno dovuto spendere i soldi che sono stati necessari per invitare a Milano Paris Hilton)... Ma d'altra parte parliamo di un ambiente dove il fatto che disegno fumetti gay da quasi dieci anni è passato del tutto inosservato, o quasi. Peccato. Traete voi le vostre conclusioni. Nel frattempo, per tirarvi su il morale, vi lascio con un filmato d'archivio dedicato alla mostra su Tom of Finland che si è tenuta a Madrid un paio di anni fa... Tra le altre cose potete vedere Durk Dehner (l'inossidabile fondatore e presidente della Tom of Finland Foundation) e - se sapete l'inglese - potrete udire anche un'intervista a Tom of Finland stesso, realizzata poco prima della sua triste dipartita.

Ciao e alla prossima.
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venerdì 9 aprile 2010

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Siccome il mondo è bello perchè è vario oggi volevo riservare la spazio musicale della settimana a una delle drag queen più rampanti dell'attuale scena newyorkese: il suo nome è Peppermint (Menta Piperita) e potete saperne di più su di lei consultando il suo sito ufficiale.
Premesso che le drag queen rappresentano un po' un mondo a parte, direi che è lampante per tutti che dalle nostre parti negli ultimi anni non sono emerse drag queen canterine per il grande pubblico (perlomeno da quando la compianta Billy More è passata a miglior vita), ma in compenso hanno continuato ad essere valorizzate le drag queen baraccone e tendenti al ridicolo... Per evitare il rischio di turbare troppo il pubblico o di instradarlo verso interessi socialmente inaccettabili? Chissà... Certo è che, ultimamente, i media tendono a mettere nello stesso pentolone omosessuali, transgender, travestiti, transessuali e drag queen... E sicuramente questo non aiuta. Altrove diciamo pure che si va avanti e si possono anche lanciare drag queen come Peppermint, persino con video ricercati come quello che segue...

Non male, vero? Certo è che a giudicare dal viso e dalla struttura fisica Pepeprmint non dovrebbe essere niente male nemmeno come maschietto... Voi che ne pensate?
Ciao e alla prossima.
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mercoledì 7 aprile 2010

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Se siete appassionati di fumetto Made in U.S.A. forse saprete che nel week end di Pasqua si è tenuto il Wondercon di San Francisco. Non si tratta della manifestazione fumettistica più importante della West Coast (il primato spetta da sempre a San Diego), ma si tratta comunque di una fiera importante. Anche quest'anno non poteva mancare una conferenza sul fumetto a tematica GLBT, che si è tenuta nella giornata di venerdì e che questa volta si intolava "Queers, Comedy and Camp". Come potete intuire si proponeva di esplorare il lato più umoristico, strambo e "camp" del fumetto GLBT contemporaneo. Alla conferenza sono intervenuti Brian Andersen (So Super Duper), Ed Luce (Wuvable Oaf), Sean Seamus McWhinny (Diary of a Catering Whore), Joey Alison Sayers (Thingpart), e Rick Worley (A Waste of Time), con la moderazione del presidente dell'associazione PRISM COMICS Charles "Zan" Christensen (foto sotto... A quanto pare anche nelle conferenze degli Stati Uniti non c'è mai nessuno che si mette nei posti davanti...).
A scanso di equivoci: l'associazione PRISM COMICS (che, per chi non lo sapesse, promuove il fumetto e i fumettisti GLBT) non è la classica associazione gay americana che fa un mucchio di soldi con le donazioni e può permettersi di fare un gruppo di pressione, però nel suo piccolo cerca di fare il più possibile per portare avanti la sua mission e ritagliare uno spazio per il fumetto GLBT nel mondo del fumetto "ufficiale", invece di ghettizzarlo nei soli circuiti gay. Lo stand che si sono potuti permettere al WonderCon di quest'anno era proprio piccino, però i fumettisti/volontari che si sono dati da fare per presidiarlo a turno erano comunque tanti e motivati: dai nomi storici del fumetto gay indipendente ai piccoli editori, che nel caso di Jeff Krell (foto sotto) hanno potuto anche coincidere.
Personalmente non penso che tutti i fumetti promossi dalla PRISM COMICS in occasioni come questa siano dei capolavori, però in linea di principio non posso fare a meno di ammirare la loro tenacia e la loro determinazione nel portare avanti il loro obbiettivo e nell'offrire un presidio gay più o meno fisso in tutte le più importanti fiere del fumetto statunitensi. Non so quanti di voi frequentano le fiere del fumetto italiane, ma anche se la "quota gay" fra il pubblico è sempre più evidente lo spazio di riferimento per questo genere di fumetto - e di pubblico - ufficialmente non c'è. Ci sono editori che propongo materiale a tema, la Kappa Edizioni in particolare, ma direi che è tutta un'altra cosa. Peccato. Comunque non si può mai dire cosa potrebbe riservare il futuro, giusto? A proposito di futuro: è ufficiale che la Marvel, dopo aver dimostrato di farsi sempre meno problemi con i personaggi gay, produrrà un film incentrato su un suo fumetto in cui c'è anche un personaggio omosessuale. Si tratta di RUNAWAYS.
La serie è decisamente recente (2003) ed è la prima volta che la Marvel mette in cantiere un film che non prende spunto da qualche personaggio "storico" con almeno trent'anni di fumetti alle spalle. Probabilmente l'idea di puntare su questo atipico gruppo di superadolescenti (che iniziano la loro carriera ribellandosi ai genitori supercriminali) punta a conquistare nuove fascie di pubblico, e sarà molto interessante verificare come verrà presentata la giovane supreroina lesbica Karolina Dean.
Il film è previsto per il 2011, un anno abbastanza importante per i film ispirati ai fumetti Marvel, dato che dovrebbe segnare anche il debutto del film dedicato al supergruppo dei VENDICATORI (THE AVENGERS). A questo proposito volevo segnalarvi che, finalmente, è stato deciso chi intepreterà il ruolo di Capitan America in THE AVENGERS e nel film a lui dedicato (anch'esso previsto per il 2011). Nonostante prima si pensasse ad un altro attore, alla fine la scelta è caduta su Chris Evans... Che curiosamente aveva già interpretato la Torcia Umana nei due film dedicati ai Fantastici Quattro (altro fumetto Marvel).
Sicuramente chi aveva imparato ad apprezzarlo in quei film ne sarà felice... E se questa scelta vi ha lasciato un po' perplessi è mio dovere precisare che alla Marvel hanno deciso di far ripartire daccapo la saga cinematografica dei Fantastici Quattro, con un nuovo cast e un taglio più maturo... Nel frattempo vedremo se il buon Chris riuscirà ad intepretare in modo adeguato un supereroe così diverso dal precedente. Nel frattempo è stata anche assegnata la parte di Bucky, storica spalla di Capitan America, e il prescelto è Sebastian Stan.
Piccola curiosità: questo giovane attore ha interpretato un ruolo gay nella recentissima serie KINGS, ispirata alle vissitudini del biblico Re Davide rivissute ai giorni nostri... In quella sede Sebastian Stan ha interpretato il principe Jack Benjamin, una sorta di moderno Gionata (che, per chi non conoscesse i testi biblici, era un principe sulla cui presunta omosessualità gli studiosi hanno sempre dibattuto molto animatamente). Questo ruolo lo ha reso discretamente popolare presso il pubblico gay, tant'è che il mensile gay OUT gli ha dedicato anche un servizio fotografico.
La scelta di questo attore vuole forse essere un segnale per il pubblico gay? In Capitan America ci sarà qualche allusione gay friendly? Dopotutto Bucky era un ragazzino che rappresentava per Capitan America quello che Robin rappresentava per Batman... Infatti Bucky Burnes era la mascotte del campo di addestramento in cui Steve Rogers (in realtà Capitan America) risiedeva in incognito durante la Seconda Guerra Mondiale, facendosi passare per una recluta incapace. Nel 1941 Bucky scoprì la vera identità del suo amico, che lo "adottò" come spalla senza farsi troppi problemi.
Oltretutto Bucky finiva regolarmente vittima del sadico feticismo bondage dei supercattivi nazisti (come il diabolico Teschio Rosso o lo stesso Hitler), tant'è che spesso Capitan America si trovava in serie difficoltà non sapendo chi salvare per primo fra lui e la bella ragazza di turno...

Per non parlare di come Bucky gli buttava regolarmente le braccia al collo del suo super amico, con la scusa di sfruttarne la superforza onde percorrere le lunghe distanze nel minor tempo possibile... Certo la malizia è nell'occhio di chi guarda, tuttavia mi sembra altamente probabile che tanti ragazzini omosessuali si siano identificati in Bucky e lo abbiano anche discretamente invidiato.
D'altra parte non penso che sia stato un caso se, quando Capitan America è stato rilanciato negli anni '60 (facendolo risvegliare da uno stato di ibernazione), alla Marvel abbiano subito chiarito che Bucky era morto nella stessa missione in cui Capitan America era finito ibernato... Probabilmente sapevano bene che la vita di coppia dei due non poteva essere più presentata nella stessa maniera ingenua degli anni '40... Soprattutto dopo il ciclone censorio degli anni '50. Non ci resta da fare altro che aspettare per verificare se e quanto il nuovo film di Capitan America si dimostrerà gay friendly. Nel frattempo prendiamo atto che i tempi sono decisamente cambiati: quando negli anni '90 Batman ricomparve al cinema ci sono voluti tre film prima di vedergli al fianco Robin, mentre adesso Bucky farà coppia da subito con Capitan America. È un buon segno, non trovare anche voi?
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