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giovedì 31 marzo 2011

ITALIA NOSTRA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Il post di oggi inizia con una bella notizia: infatti è stata appena ufficializzata la copertina del primo numero della miniserie di quattro numeri che - a partire da giugno (guardacaso il mese del Gay Pride) - punterà i riflettori su Kevin Keller, il primo personaggio gay dichiarato mai comparso nei teen comics americani della Archie Comics (e di cui ho parlato più volte anche in questo blog).
Gli autori hanno annunciato che si tratterà di un prequel, dove verrà approfondita la vita del ragazzo prima del suo arrivo nella cittadina di Riverdale (tradizionale scenario delle avventure di Archie e i suoi amici). Prego notare le stelle rosa in copertina. Tra le altre cose il direttore della casa editrice Jon Goldwater (che vedete nella foto sotto) ha annunciato che si parlerà anche di argomenti impegnativi come il suo coming out in famiglia, i suoi primi amori e molto altro ancora. Ha poi aggiunto che questo può essere considerato uno dei traguardi più importanti negli oltre settant'anni di storia della casa editrice, e che se le vendite andranno bene (come lui crede) niente vieterà di dedicare a Kevin una serie regolare!
Come se tutto ciò non bastasse vi faccio notare che gli albi della Archie vengono distribuiti anche nel circuito dei supermarket e dei minimarket americani, e quindi il fumetto di Kevin Keller - in teoria - potrà arrivare anche nei più sperduti paesini della provincia americana, con tutta una serie di benefici effetti a catena sui giovani lettori dei fumetti della Archie Comics (che, vi ricordo, negli USA rappresenta quello che Topolino rappresenta in Italia). Probabilmente si tratta di un momento decisivo per la storia dei fumetti a tematica gay, ed è anche la prova definitiva di come negli USA i fumetti sono ancora un prodotto che vuole essere vicino al pubblico, senza rispondere necessariamente ai dettami di qualche autorità bigotta. D'altra parte questo riflette la condizione di libertà della stampa americana in generale, così come i mille timori del fumetto italiano riflettono la posizione di tutta la nostra stampa nei confronti dei poteri forti del nostro paese...
La cosa preoccupante è che questa situazione non influisce solo sulla stampa, ma anche sul clima culturale in senso lato, aumentando di giorno in giorno il divario che c'è fra l'Italia e il resto del mondo. Non sta a me dire quanto questo è voluto e quali interessi ci sono a fare in modo che le cose vadano così, però penso che sia evidente che quando in una nazione occidentale del 2011 l'omofobia inizia ad essere presentata come un valore (seppur fra le righe e attraverso tanti giri di parole), significa che qualcosa sta iniziando davvero a sfuggire di mano... E le conseguenze non possono che avere un raggio sempre più ampio. Generalmente su questo BLOG non parlo di fatti di cronaca, perchè altri lo fanno meglio di me e perchè mi piace parlare d'altro, però oggi mi sento in dovere di fare una piccola eccezione. Purtroppo.
I fatti sono questi: un paio di giorni fa un giovane turista inglese, di nome Daniel H.C., aveva alzato un po' troppo il gomito dalle parti di Campo' de Fiori a Roma, e aveva iniziato a spogliarsi in pubblico. Cosa che magari non bisognerebbe fare, e che a qualcuno può anche risultare sgradevole, ma che è una pratica molto comune in tantissime parti del mondo e che, più che con l'ubriachezza, ha a che fare con una forma di esibizionismo gogliardico estremamente diffuso fra i giovani maschi di diverse parti del mondo, ma soprattutto nei paesi anglosassoni. Tant'è che ci sono centinaia di siti su internet dove queste "esibizioni" vengono raccolte, e spesso ci sono interi gruppi di ragazzi che animano piazze, monumenti famosi e vari luoghi pubblici con questi simpatici fuori programma. Inoltre momenti di questo tipo vengono addirittura istituzionalizzati nelle università più importanti e nei club sportivi... Senza contare le parate e le manifestazioni sportive naturiste, che però vengono organizzate col benestare delle autorità, quindi sono già qualcosa di diverso. In ogni caso queste performances si risolvono generalmente fra lo stupore e il divertimento generale (tant'è che nella maggior parte dei casi le forze dell'ordine non vengono nemmeno chiamate), anche perchè in queste occasioni un corpo maschile nudo viene visto per quello che è: un corpo maschile nudo (e se è fatto bene tanto meglio!). Tornando al caso in questione, però, Daniel H.C. (che probabilmente non era nuovo agli strip in pubblico) forse si aspettava che le cose andassero come al solito anche durante il suo giro in Italia... Invece ecco cosa è successo...

Prima sono partiti gli insulti omofobi ("FROCIO! FROCIO!"), e poi l'aggressione fisica. Ora: evidentemente nessuno poteva sapere se il ragazzo era gay o no, ma il solo fatto che si è messo nudo - in un paese in cui il nudo femminile è ovunque, mentre quello maschile DEVE essere un tabù per chiunque tranne che per i gay - ha fatto partire l'associazione di idee e la crociata per la repressione del male. Probabilmente chi si è avventato su di lui pensava davvero di fare una cosa buona e giusta, e magari di essere legittimato a farlo... E penso che questo video spieghi tante cose sulla mentalità italiana di oggi, e lo faccia meglio di mille parole... E, per inciso, questa è la stessa Roma in cui quest'anno si terrà l'Europride. Non so perchè, ma tutto questo mi ha fatto tornare in mente un quadro del pittore francese Joseph-Désiré Court, ispirato al mito della morte di Ippolito...
C'è questo ragazzo bellissimo, morto cadendo dal suo carro e in un certo senso vittima della sua stessa bellezza (muore per via di una maledizione lanciatagli dal padre Teseo, dovuta proprio al fatto che era sessualmente irresistibile), e come se tutto ciò non bastasse - anche da morto - le briglie del carro gli coprono quello che ha in mezzo alle gambe... Quasi a volere umiliare ulteriormente tanta bellezza. Forse sono un po' troppo poetico, ma ci vedo una bella metafora della situazione in cui stiamo vivendo e della cultura che si sta facendo largo nel nostro paese, per cui il corpo maschile visto come oggetto esplicitamente erotico non ha diritto di esistere e va represso in tutti i modi. Certo è che, in un contesto del genere, l'arte omoerotica e la celebrazione del corpo maschile acquistano un valore mille volte più importante rispetto a una buona parte del mondo occidentale, diventando un vero e proprio manifesto di libertà...
Voi cosa ne pensate?

martedì 29 marzo 2011

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Forse è solo una mia impressione, ma la sensazione è che - nonostante la gravità di quanto è accaduto in Giappone - l'interesse dei media (perlomeno in Italia) si stia già iniziando a spostare verso altre notizie. Siccome questo è un blog serio, vi ricordo che potete ancora contribuire - nel vostro piccolo - a dare una mano al Giappone a i giapponesi. Anche attraverso una donazione alla croce rossa italiana. Maggiori informazioni le trovate leggendo i dati sull'immagine seguente (potete cliccarci sopra per ingrandirla), che è stata realizzata da Marco Albiero per l'occasione e che io diffondo volentieri...
Devo essere sincero: a prescindere dal disastro, dalle vittime e dalle conseguenze ancora difficili da valutare, non ho potuto fare a meno di dispiacermi un po' di più per il fatto che tutto questo è successo proprio in un paese che si è sempre dimostrato uno straordinario laboratorio per l'immaginario pop e le sue molteplici forme espressive. Intendiamoci: mi sarebbe spiaciuto ugualmente se tutto ciò fosse accaduto in qualsiasi altro punto del pianeta, ma il fatto che proprio il Giappone sia rimasto vittima di tutto questo, dà alla vicenda una specie di valore aggiunto... Purtroppo.
Oltretutto la tragedia, e i timori per le conseguenze sulle centrali nucleari, arrivano in un momento in cui il Giappone stava facendo un ulteriore salto in avanti per quel che riguarda i fumetti e l'arte a tematica gay, e anche questo è particolarmente triste. Giusto per farvi un esempio, in occasione della fioritura dei ciliegi (che in Giappone è una specie di istituzione), a Tokyo era stata organizzata una mostra di arte gay... Attenzione: non parlo di arte omoerotica, ma proprio di arte gay nel senso di arte che rappresenta il mondo gay senza puntare necessariamente sulla sessualità.
La mostra, che si tiene all'AKTA COMMUNITY CENTER di Tokyo dal 22 marzo al 3 aprile, è una delle prime del suo genere, soprattutto considerando che si tiene in concomitanza della fioritura dei ciliegi e che - evidentemente - vuole svecchiare gli stereotipi tradizionalmente associati all'arte gay... Per darvi un'idea di ciò a cui mi riferisco, qui di seguito potete vedere alcune delle opere esposte.





Ovviamente l'augurio è che l'iniziativa abbia successo e che sia solo la prima di una lunga serie... E soprattutto che tutto quello che sta accadendo nel paese del Sol Levante in questi giorni non influisca sullo spirito d'iniziativa di un popolo che si è sempre contraddistinto per la sua capacità di sperimentare e concretizzare le sue idee più fantasiose, dando prova di un impegno e di una tenacia che molto raramente si sono viste sul resto del pianeta. Senza contare che, effettivamente, è molto difficile trovare un'altra nazione in grado di offrire certi sbocchi alle tematiche gay... Qualche giorno fa, ad esempio, mi sono imbattuto in un simpatico videogioco gay, ideato graficamente dal fumettista Murai Takeza, già noto nel mondo dei bara manga (fumetti a tematica gay per gay) e di cui qui sotto potete vedere un assaggino...

Il videogioco in questione si chiama SHOOTER SUGAR e racconta di come il Principe Saturn deve liberare la terra di Sugar Kingdom dagli invasori che lo stanno depredando di tutte le sue prelibatezze culinarie... La cosa interessante è che, per scacciare gli invasori, deve spogliarli a suon di colpi magici, per poi sottometterli sessualmente ed affermare la propria superiorità. Carino, vero? La novità, se vogliamo, è che il gioco si sviluppa in vari modi, e non mancano nemmeno le sequenze da videogioco classico a scorrimento verticale. Siccome questo è il blog che non vi fa mancare nulla qui di seguito potete vederne una breve sequenza, così potete farvi un'idea più precisa di quello che intendo...

Che dire? Probabilmente prima di vedere una cosa del genere distribuita da noi (e magari adattata) potrebbe volerci un bel po' di tempo (ovviamente sono MOLTO ottimista... Anzi, diciamo pure MOLTO ironico...), tuttavia penso che sia lampante che una nazione in grado di produrre idee del genere può ancora dare tantissimo al resto del mondo... E l'augurio che possa rimettersi in piedi e arginare i danni del cataclisma che l'ha travolta è anche l'augurio che il suo contributo alla cultura gay non debba risentirne troppo. D'altra parte dove si può trovare un'altra nazione in cui la principale rivista erotica gay, in questi giorni, mette in copertina un modello in kimono elegante e immerso in una fantasia di ciliegi in fiore?
Penso che questo, da solo, basti a testimoniare quanto la cultura gay nipponica possa ancora insegnare a quella occidentale. Speriamo davvero che le cose possano risolversi nel modo migliore possibile (anche se temo che sarà tutt'altro che indolore).
Alla prossima.

domenica 27 marzo 2011

WALLY'S WEEK

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Questa settimana su eBay ho messo all'asta un'illustrazione ispirata al nuovo Robin, che - per chi non lo sapesse - si chiama Damian Wayne ed è addirittura il figlio dello stesso Batman (così l'editore si è potuto tutelare una volta per tutte dai classici pettegolezzi sulla relazione fra i due supereroi)...
Nella composizione ho cercato di utilizzare dei colori freddi che potessero richiamare immediatamente le storie di Batman, e anche il bat segnale proiettato nel cielo mi sembrava indispensabile per identificare il personaggio (anche perchè era completamente nudo e la mascherina che utilizza non è ancora molto conosciuta)...
Devo essere sincero: cogliere un espressione adatta (considerando anche che per convenzione i superereoi mascherati si disegnano senza pupille) mi ha fatto penare un po', e all'inizio il disegno non mi convinceva... Però alla fine penso che il risultato sia abbastanza dignitoso. Per ovvi motivi legali ho alzato di qualche anno l'età di questo Robin, ma penso che l'effetto d'insieme non sia malvagio.
Anche la posizione mi sembra abbastanza verosimile per un personaggio che per tradizione rimane appollaiato sui tetti della città... Voi cosa ne pensate? Se vi piace lo trovate all'asta su eBay CLICCANDO QUI.
Alla prossima.

sabato 26 marzo 2011

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Bentrovati al nostro appuntamento settimanale con il mondo dei cantanti gay dichiarati, che nel resto del mondo sono sempre di più e che in Italia sono sempre rarissimi e vengono considerati ancora una novità un po' eccentrica e senza grandi possibilità di affermazione. A riprova del fatto che - per fortuna - altrove non è così, oggi sono qui a segnalarvi il caso di Ron Perkov...
Originario di Brooklyn e laureato in "musica e business" alla Indiana University (ebbene sì, esistono anche questi corsi di laurea), per anni la sua passione per la musica si è espressa solo attraverso la sua attività di corista, fino a quando a deciso di fare il salto di qualità. Così un paio di anni fa ha debuttato come solista non più giovanissimo, ma con tanta voglia di emergere. La cosa interessante, ed emblematica, di questo cantante è che fin da subito si è proposto come cantante gay dichiarato, adottando un modello assertivo e impegnato nonostante il suo genere di musica sia assolutamente commerciale, tant'è vero che adesso sta lavorando ad un brano per il prossimo Gay Pride di New York. Per darvi un'idea di quello che intendo con musica impegnata e al tempo stesso commerciale, qui di seguito potete vedere uno dei suoi ultimi lavori, in cui vuole lanciare un messaggio abbastanza chiaro contro il bullismo scolastico (e in particolare contro quello omofobico)...

Penso che questo dia esattamente la misura di come si può usare la musica, anche quella disimpegnata per definizione, per provare a lanciare un messaggio costruttivo... Sempre che lo si voglia fare, ovviamente. Sarebbe interessante se qualcuno ci provasse anche dalle nostre parti, ma qualcosa mi dice che la strada da fare è ancora tanta...

giovedì 24 marzo 2011

COSE DELL'ALTRO MONDO

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Il post di oggi parte con la segnalazione di un bell'esempio di come potrebbero (e dovrebbero) essere promossi i fumetti a tematica omoerotica. Le fiere del fumetto classiche, in teoria, potrebbero offrire una buona vetrina, ma per ovvi motivi (come ad esempio la presenza di minori), la promozione di materiale omoerotico deve rimanere abbastanza contenuta, senza contare che il pubblico potenziale per questo genere di pubblicazioni va ben al di là di chi frequenta abitualmente le fiere di fumetto. E allora che fare? Magari si potrebbe affittare uno spazio espositivo in una delle tante fiere erotiche gay che si tengono in varie parti del mondo, come ad esempio il BLACK PARTY EXPO, che si è tenuto lo scorso week end a New York all'interno del più noto BLACK PARTY...
Andiamo con ordine, per quanti non fossero molto addentro a questo genere di cose. Da qualche anno, soprattutto in ambito gay, vanno molto di moda i cosiddetti circuit party: degli eventi che durano ininterrottamente per diversi giorni coordinando diversi locali e iniziative, in modo da offrire divertimento ad orario continuato. I circuit party attirano visitatori da ogni parte del mondo e spesso hanno anche un filo conduttore, come nel caso del BLACK PARTY di New York, che è dedicato al sesso un po' più spinto (anche perchè, come dimostrato da una recente indagine statistica, New York è la capitale del sado maso e del fetish per i gay americani). Fatto sta che anche quest'anno il BLACK PARTY di New York ha attirato una marea di gente più o meno truzza, che - presumibilmente - non rappresenta il tipico pubblico delle fiere del fumetto...
D'altra parte è anche un pubblico gay molto attento a tutto quello che ha a che fare con la sessualità, ed è perennemente in cerca di stimoli nuovi e originali... In poche parole potrebbe essere un pubblico potenzialmente molto interessato a dei fumetti omoerotici, anche se magari non ha mai letto un fumetto in vita sua. Perchè, allora, non approfittare della fiera commerciale organizzata in occasione del BLACK PARTY? E così al BLACK PARTY EXPO che si è tenuto venerdì e sabato, fra i tanti espositori ce n'era anche qualcuno che non avrebbe sfigurato in una classica fiera di fumetti (sempre che la suddetta fiera avesse avuto una sezione vietata ai minori, ovviamente). Infatti era presente un stand per la CLASS COMICS (la casa editrice fondata da Patrick Fillion).
Ed era presente anche lo stand di JC Etheredge, un illustratore e fumettista che da qualche anno si è guadagnato un certa popolarità grazie al suo sito ANTI-HEROES, dove ha un'ampia sezione a pagamento (per la modica cifra di 19,99$ al mese) in cui mette a disposizione centinaia e centinaia di lavori che ha realizzato negli ultimi anni con il suo stile a metà strada fra manga e cartoons.
Inoltre era presente uno stand anche per il sito 3Dgayvilla, che da circa due anni propone un gioco di simulazione (ovviamente hard) a cui si può partecipare online, creando un avatar che si muove in un classico mondo virtuale dove tutto è possibile (anche e soprattutto a livello di vita sessuale). Niente di particolarmente nuovo nel panorama di internet, ma pare che questo gioco stia avendo un certo successo.
Morale della favola: è altamente probabile che, grazie alla presenza di questi stand al BLACK PARTY EXPO, qualcuno dei visitatori - che magari non aveva mai nemmeno considerato l'ipotesi di trovare gradevoli certi prodotti - abbia ampliato i propri orizzonti e abbia iniziato a cambiare idea. Che dire? Sicuramente questa è l'ennesima conferma della concezione, estremamente trasversale, che hanno gli americani del termine "cultura gay". Ed è anche una buona prova dello spirito di iniziativa e della mancanza di pregiudizio che ha portato la comunità gay americana a raggiungere degli obbiettivi che in Italia rimangono ancora abbastanza remoti. Quel genere di mentalità che, ad esempio, spinge le varie iniziative che coinvolgono l'arte omoerotica a fare rete e a collaborare per un fine comune... Probabilmente non è un caso se la prossima mostra organizzata dalla Tom Of Finland Foundation (l'ennesima) si intitolerà NEVER ALONE ("mai soli") e porterà una rappresentanza degli artisti che espongono nella sua galleria permanente presso l'ONE, l'archivio gay e lesbico nazionale di Los Angeles...
L'esposizione sarà aperta al pubblico dal 2 aprile al 26 maggio e contribuirà, se pure a Los Angeles ce ne fosse ancora bisogno, alla diffusione della cultura dell'arte omoerotica e alla valorizzazione dei suoi artisti di spicco. Se seguite con costanza questo blog, sapete bene che mostre come questa sono tutt'altro che rare nelle maggiori città occidentali, che spesso hanno anche musei e gallerie permanenti dedicate all'arte omoerotica. Non stupisce, quindi, che contribuiscano a creare quel circuito virtuoso che spinge il pubblico gay a maturare un certo interesse verso questo tipo di arte, con tutta una serie di benefiche ripercussioni di vario tipo anche in ambiti che non hanno a che fare direttamente con l'arte gay. Basti pensare che ogni donazione ricevuta per la mostra NEVER ALONE servirà anche a finanziare le altre attività culturali dell'archivio ONE... Che, per la cronaca, ha trovato posto (a titolo gratuito) nei locali della University of Southern California...
Da notare che il presidente dell'archivio ONE, che si chiama Joseph Hawkins (e che vedete nella foto sotto), ha una cattedra di antropologia e Gender Studies proprio alla University of Southern California.
In parole povere un professore di una rinomata università americana è anche il presidente di uno dei più importanti archivi storici gay e lesbici, che viene ospitato presso i locali della suddetta università (che lo ospita e lo tutela GRATIS, grazie alle sue risorse economiche). Nel frattempo ONE organizza regolarmente eventi culturali e mostre d'arte omoerotica (NEVER ALONE è solo una fra le tante, e se non ci credete CLICCATE QUI) senza che nessuno abbia niente da ridire, soprattutto alla University of Southern California... Esattamente il tipico scenario che possiamo vedere anche in Italia, vero? Ironia a parte penso che manifestazioni di questo tipo diano esattamente la misura di tutto quello che si può fare quando le cose funzionano come si deve e quando la comunità gay riesce a fare rete e ad avere un approccio decisamente elastico (e mentalmente aperto) verso tutto ciò che la riguarda...
Non sarebbe forse il caso di prendere un po' esempio?

martedì 22 marzo 2011

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Finora non ho voluto commentare quello che è successo in Giappone perchè, obbiettivamente, non saprei che parole usare. Certe scene si sono viste per anni nei film di Godzilla e in certe serie animate dai toni apocalittici, ma vederle sul serio è stato qualcosa di agghiacciante... Così come è stato agghiacciante vedere certi panorami...
Tuttavia il caso ha voluto che, proprio nella settimana del disastro, a Tokyo si sia comunque tenuta la mostra d'arte erotica che voleva celebrare i trentacinque anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, attraverso tredici artisti che si sono ispirati alla sua cinematografia. La mostra si è tenuta presso la Vanilla Gallery di Ginza (CLICCATE QUI per maggiori informazioni), e fra gli artisti presenti c'era anche Gengoroh Tagame, che si è sempre dichiarato un grande ammiratore del regista italiano...
Inutile dire che, nonostante il disastro, la mostra è proseguita fino alla sua naturale conclusione (sabato 19 marzo). Non ho potuto fare a meno di constatare che, a prescindere dal fatto che nemmeno una mezza apocalisse ha impedito a questa mostra di proseguire, nella patria di Pasolini (e cioè da noi in Italia), i trentacinque anni dalla sua morte non sono stati accompagnati da alcuna iniziativa di questo tipo... E nessuna iniziativa di questo tipo è prevista per il futuro. Penso che questo dia la misura di quanto il nostro paese può ancora imparare da un paese come il Giappone, che si merita davvero tutta la solidarietà possibile. Ovviamente l'augurio è che le cose si sistemino in fretta e nel miglior modo possibie (anche se sarà davvero dura). Intanto, giusto per stare in tema di Giappone, iniziano a circolare i primi trailer relativi alla nuova serie animata dei Thundercats, che dovrebbe debuttare a breve e che (come la serie storica degli anni '80), è stata realizzata proprio nella terra del Sol Levante...

Che dire? A prima vista sembra promettere davvero bene (e non solo per gli amanti delle spalle pelose). Questo remake (anche se sembrerebbe essere più che altro un prequel) diventerà un cult gay come la serie storica che debuttò nel 1985? È altamente probabile. Ora bisognerà vedere se, fra la serie animata del 2011 e il film per il grande schermo nel 2012, questo brand non farà gli stessi errori che caratterizzarono il remake dei MASTERS OF THE UNIVERSE nel 2002 e che portarono alla prematura conclusione di tutta l'operazione. Speriamo in bene. Nel frattempo, a proposito di remake, è stato presentato ufficialmente il costume che indosserà Adrianne Palicki nel nuovo serial dedicato a Wonder Woman...
Tuttosommato poteva andare peggio, anche se l'affezionato pubblico gay e lesbico di questo personaggio si sta chiedendo con una certa apprensione se il serial confermerà lo stato di icona gay del personaggio o se punterà tutto sulle sinuose curve della protagonista. Di certo si sa che in questa versione Wonder Woman è un'agente speciale delle Themyshira Industries, che a quanto pare hanno in comune solo il nome con l'isola delle Amazzoni... Tuttavia non è detto che nello svolgimento del serial non ci sarà qualche sorpresa in questo senso. Staremo a vedere. Passando da un remake femminile a un remake maschile, inizia a farsi più massiccia la campagna promozionale del nuovo film di Conan il barbaro... Come potete intuire dalle immagini qui sotto...
Forse questo film potrebbe rivelarsi meno trash del previsto, a partire dall'attore protagonista, che pur non avendo un fisico da culturista potrebbe rivelarsi abbastanza prestante per la parte. Oltretutto ha iniziato a circolare in rete il movie poster che potete vedere (e sentire) qui sotto... Colonna sonora inquietante e colori tetri sembrerebbero promettere bene (se volete fermare la musica cliccate in basso a destra su "musica:on")...

Staremo a vedere anche in questo caso, e nel frattempo prendiamo atto che il film di Captain America che dovrebbe uscire il prossimo luglio inizia davvero ad attirare un numero sospetto di attori cult per il pubblico omosessuale. Infatti l'inossidabile Hugo Veawing (noto per il suo apporto a PRISCILLA LA REGINA DEL DESERTO e alla trilogia de IL SIGNORE DEGLI ANELLI), che interpreterà il supercriminale Teschio Rosso (foto sotto) sarà in buona compagnia...
Infatti lo scienziato che darà i superpoteri a Captain America verrà interpretato da Stanley Tucci, l'indimenticabile stilista gay de IL DIAVOLO VESTE PRADA...
Vi ricordo inoltre che per il ruolo di Bucky (storica spalla del Capitano) è stato scelto il giovane Sebastian Stan, che si è fatto conoscere per un ruolo gay nel serial KINGS, ma che si è visto anche al cinema nel più recente BLACK SWAN... Forse sbaglierò, ma se due coincidenze fanno un indizio e tre sono una prova, sono portato a credere che Captain America sia un film che, in un modo o nell'altro, potrebbe davvero essere stato studiato per strizzare l'occhio al pubblico gay, e non solo per via dei pettorali di Chris Evans in bella vista...
Anche in questo caso solo il tempo potrà darci una risposta. Quel che è certo è che il tanto atteso film ispirato ai fumetti di Dylan Dog si è rivelato una delusione su tutta la linea, e questo nonostante sia stato prodotto e realizzato proprio negli USA, utilizzando peraltro l'attore che ha caratterizzato l'ultimo Superman nel ruolo principale...
Sicuramente non tutte le ciambelle riescono col buco, però è davvero singolare che anche questa ennesima possibilità per rilanciare il fumetto italiano nel mondo sia andata miseramente sprecata, e proprio nel momento di maggior successo per i film ispirati al mondo del fumetto. Più di qualcuno sostiene che la colpa sia stata dei produttori americani, che non hanno saputo centrare il personaggio, degli attori poco adatti e del fatto che a Hollywood c'erano molti copyright da rispettare (come quello sul personaggio di Groucho, ispirato ad un attore degli anni '40)... Il che può anche essere vero, ma è anche vero che per quasi trent'anni i produttori italiani - che forse potevano fare qualcosa di meglio - non si sono mai fatti avanti, nemmeno quando il personaggio era all'apice della popolarità e quando Rupert Everett (l'attore a cui Dylan Dog era fisicamente ispirato) aveva ancora l'età giusta per il ruolo di Dylan Dog...
Quindi, in ultima analisi, di chi è davvero la colpa?
Alla prossima.

domenica 20 marzo 2011

WALLY'S WEEK

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Ecco un nuovo disegno messo all'asta su eBay: il soggetto di oggi è Jughead, un personaggio dei fumetti della Archie Comics, quasi sconosciuti in Italia (a parte qualche serie animata), ma molto popolare negli Stati Uniti...
Purtroppo questa volta ho disegnato il soggetto un po' troppo grosso per le dimensioni del mio scanner, e infatti la scansione è impaginata proprio a filo. In ogni caso penso che si noti a dovere lo sfondo in stile psichedelico (vagamente Mondrian), che ho scelto per omaggiare il periodo di maggior popolarità del personaggio.
Spero di essere riuscito a cogliere l'aria sorniona che lo caratterizza, anche se non è stato semplice dare una dimensione vagamente realistica ad un personaggio che generalmente viene disegnato in maniera caricaturale. Su questo personaggio, che di solito preferisce la buona cucina alle ragazze, sono girate sempre un po' di voci, facendone un personaggio in cui molti gay si sono identificati. Per celebrare il suo ruolo di icona gay, quindi, ho voluto essere generoso...
Spero che la composizione vi piaccia. Se vi piace e volete partecipare all'asta potete CLICCARE QUI. Ciao e alla prossima.

sabato 19 marzo 2011

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Il cantante che vi presento questa settimana è di origine dano-tedesca e si chiama Carsten Andersson, ha scalato le classifiche dance scandinave e inglesi e... Ha un passato (neanche tanto lontano) da gay porn performer, del quale non si vergogna affatto e che anzi ringrazia per aver contribuito ad offrirgli da subito una notevole popolarità. Tant'è che l'anno scorso si vociferava che il suo singolo FUN avrebbe potuto rappresentare la Danimarca al festival musicale dell'Eurovision.
Per chi fosse interessato ad apprezzare anche le sue performances non propriamente musicali segnalo che è comparsi in video come WET PALMS della Jet Set Men e TRAPPED IN THE GAME della Lucas Entertainment... E come se non bastasse la leggenda narra che abbia avuto anche una relazione segreta con l'attore Vin Diesel... Sarà vero? Non sarà vero? Mistero! Quel che è certo è che un personaggio del genere non ha problemi a comparire sui media delle nazioni del nord Europa, che lo promuovono senza problemi nonostante i suoi precedenti e il gran chiacchiericcio che lo circonda. In Italia potrebbe accadere qualcosa del genere? Dubito... In ogni caso potete farvi un'idea del suo brano dance di maggior successo con il video che trovate qui sotto...

Che dire... Paese che vai, cantante gay dichiarato che trovi...
Alla prossima.

mercoledì 16 marzo 2011

la riflessione di oggi

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Per una strana sincronia sembra proprio che quest'anno tutte le ricorrenze cadano esattamente nei giorni in cui sono programmati degli aggiornamenti per questo blog... E così mi ritrovo a mettere online anche un post nel giorno in cui ricorrono i primi centocinquant'anni dell'Unità d'Italia. Siccome l'occasione fa l'uomo ladro oggi vorrei partire da un evento collaterale che è stato organizzato nella città presso cui vivo, e cioè Piacenza... Al di là delle solite bandiere, delle coccarde e delle luci tricolore, in concomitanza con una mostra sui dinosauri che si tiene in città (cosa più unica che rara) hanno scelto di mettere sotto al palazzo comunale un dinosauro tricolore...
Per la precisione si tratta di un allosauro (o meglio, un cucciolo di allosauro, visto che un allosauro adulto raggiunge i dodici metri di lunghezza). Gli allosauri erano dei predatori del periodo Giurassico, ed erano gli antenati dei più famosi tirannosauri. Al di là della trovata kitch (ma dalle mie parti le trovate kitch si sprecano), penso che si tratti di un'opera d'arte inconsapevole quanto incisiva. Nel senso che è una perfetta metafora dei peggiori difetti del nostro paese...Visto che l'Italia dimostra spesso di essere anche un dinosauro aggressivo e predatore, un organismo "preistorico" e fuori dal tempo, ma sempre in agguato e pronto a sbranarti non appena fai un passo falso... Geniale, vero?
Dal punto di vista gay, poi, mi sembra una metafora particolarmente azzeccata. Anche perchè penso che sia ormai sotto gli occhi di tutti che, rispetto alla media delle nazioni occidentali che - in teoria - dovrebbero essere i nostri riferimenti, la situazione del nostro paese continua ad essere molto arretrata. E non è solo una questione di atteggiamenti nei confronti della comunità gay, ma anche di come gli omosessuali italiani percepiscono loro stessi e il loro mondo. Facciamo un esempio concreto. Da poco sono stati annunciati i candidati ai Lambda Awards, i premi letterari che ogni anno vengono assegnati - negli Stati Uniti - ai migliori libri a tematica GLBT pubblicati nell'anno precedente. Questi premi vengono assegnati dal 1988 dalla Lambda Foundation, un'associazione gay che si occupa SOLO dell'organizzazione e della promozione letteraria e dell'organizzazione dei Lambda Awards.
Ora: anche volendo lasciar perdere il fatto che un premio del genere, in Italia, è un concetto abbastanza alieno, la cosa che stupisce di più è il fatto che la produzione letteraria a tematica GLBT negli Stati Uniti e tanta e tale che questi premi vengono assegnati a qualcosa come ventiquattro categorie diverse. Per l'elenco completo e le relative nominations gli interessati possono CLICCARE QUI. In questa sede mi limito a segnalare che, siccome questa importante manifestazione ha un concetto molto moderno di letteratura, fra i vari candidati sono presenti anche due fumetti (che su questo BLOG avevo già segnalato), nelle sezioni fiction transgender e fiction erotica: GLAMAZONIA e TELENY AND CAMILLE.
Da notare che ai Lambda Awards ci sono anche delle categorie che in Italia sarebbero a dir poco inconcepibili, come il miglior fantasy gay, il miglior libro di poesie gay e il miglior libro gay per bambini...
Evidentemente negli Stati Uniti non sono rimasti nella preistoria, anche se forse - ad essere onesti - dalle nostre parti qualche piccolo passo avanti c'è stato, e quindi non è detto che prima o poi non si possa entrare in una nuova era geologica anche dalle nostre parti... Nell'attesa, però, non credo che tratterrò il fiato. Da notare che, mentre in Italia la produzione letteraria a tematica GLBT è decisamente scarsa e molto raramente viene promossa e valorizzata nelle librerie generiche, tutt'altro trattamento viene riservato al libro fotografico che celebra i modelli di D&G...
Solo, si fa per dire, sessantacinque euro... Ma qualcosa mi dice che questo libro andrà decisamente bene, soprattutto fra tutti quei gay italiani che sono convinti che il marchio D&G rappresenti il meglio della cultura gay (e non sono pochi). Da notare che il suddetto libro è uscito in contemporanea mondiale e in pompa magna. Niente da ridire sulla qualità delle foto di Mariano Vivanco (in foto qui sotto), che ormai è un fotografo cult nel mondo fashion e che, fra parentesi, trovo infinitamente più carino, simpatico e interessante (ok, lo ammetto, mi piacerebbe conoscerlo di persona) dei modelli D&G che si ritrova a fotografare...
Tuttavia penso che sia emblematico il fatto che il suddetto fotografo (di origine cilena), pur lavorando prevalentemente per D&G, abbia preferito prendere la residenza a New York e non in qualche città italiana. Evidentemente non gli piace vivere nel clima preistorico di cui sopra, e sicuramente New York è una città tutt'altro che preistorica, soprattutto per chi vuole avere una vita gay stimolante e dignitosa... Come dargli torto?
Per restare in tema chiudo questo post rendendovi partecipi del fatto che mi hanno contattato dall'Australia per realizzare una storia di cinque pagine (PAGATE!) per una rivista gay locale... Voi che dite? Sarà un caso se si fanno avanti da una nazione che è quasi agli antipodi della nostra?
Alla prossima.