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sabato 30 giugno 2012

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e a tutte, come va?
Oggi dedico il post musicale della settimana ad un cantante gay dichiarato di cui avevo già parlato e che ha voluto segnalarmi personalmente il suo nuovo video: Khalid Rivera...
Devo dire che mi fa molto piacere il fatto che i cantanti di cui ho parlato su questo BLOG sentono la necessità di commentare i post che gli dedico, o addirittura di segnalarmi quando fanno qualcosa di nuovo, anche perchè forse vuol dire che ritengono apprezzabile il mio impegno e il mio tentativo di far conoscere anche in un paese un po' retrò come l'Italia della musica che trova molti poschi spazi nei circuiti più commerciali, e di cui il mondo gay non parla quasi mai... In ogni caso eccovi il nuovo video di Khalid Rivera, che oggi ci canta di come quando quando è basta è basta...
E bravo Khalid, che tra l'altro con questo brano si è piazzato più che discretamente in varie classifiche di musica dance...
Alla prossima!

mercoledì 27 giugno 2012

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Come promesso questo post sarà dedicato al magico mondo dei fumetti a tema gay, visto che le novità che bollono in pentola sono tante e interessanti. Vediamo un po': da che parte posso cominciare? Forse anche voi conoscete la triste storia di Alan Turing, il matematico inglese che ha posto le basi dell'intelligenza artificiale e dell'informatica come noi la conosciamo, e che nel 1954 si è suicidato a causa della repressione omofobica di cui era vittima, nonostante il suo determinante contributo per la vittoria degli Alleati nella Seconda Guerra Mondiale...
Ebbene, forse vi farà sapere che - in occasione del centenario della sua nascita, che è stato proprio il 23 giugno - è stato annunciato che gli verrà dedicato un fumetto biografico, e che questo fumetto è tutto italiano! Infatti gli autori sono Tuono Pettinato e Francesca Riccioni, che lo pubblicheranno ad ottobre per i tipi della Rizzoli-Lizard, a riprova del fatto che - nel nostro paese - il fumetto che non deve farsi largo nelle edicole è molto più progredito e libero di esprimersi. Ovviamente la curiosità attorno a questo progetto è tanta, ma bisognerà pazientare ancora un po'.
In ogni caso complimenti ai due autori per l'iniziativa, che ci ricorda che le buone idee non sono una questione di nazionalità, quanto di libertà creativa e apertura mentale. Il che è un bene. Tuttavia è innegabile che nelle nazioni in cui la libertà creativa e l'apertura mentale sono considerati un valore e una questione di principio i fumetti a tema gay possono esprimersi in maniera molto più variegata. Ad esempio: a novembre la Archie Comics ha annunciato che la sua nuova icona gay Kevin Keller avrà modo di conoscere la sua prima icona gay reale, ovvero l'attore gay dichiarato George Takei, che come vi ho ricordato di recente è ben noto per essere stato il signor Sulu nel primo storico serial di Star Trek...
A quando un bell'incontro fra Kevin Keller e Ricky Martin? Nel frattempo è stata rivelata anche la cover di LIFE WITH ARCHIE 22, serie dedicata ai futuri possibili dei personaggi Archie Comics alle prese con problemi più "adulti" delle loro controparti classiche, e come si intuiva il neo marito di Kevin Keller subirà un brutta aggressione... E non ci è ancora dato di sapere se sopravviverà!
Quel che è certo è che anche questa storia contribuirà a rendere iconico il personaggio di Kevin Keller... Sia come sia, per restare in tema di fumetti e icone gay, forse vi potrà interessare sapere che dalle parti della Marvel Comics, non paghi di aver calamitato l'attenzione grazie al matrimonio gay di Northstar, presumo che abbiano voluto lanciare un'altra strizzatina d'occhio al pubblico gay tramite un personaggio marvel che negli anni è diventato estremamente iconico per tanti lettori omosessuali, ovvero Phoenix/Fenice... Che - con le sue varie incarnazioni - per i lettori gay della marvel è diventata  l'equivalente fumettistico di Madonna, tanto per rendere l'idea...
Per la sua capacità di risorgere e rinnovarsi? Per la sua continua lotta fra la luce e le tenebre? Per la sua tutina attillata e scintillante? Perchè si manifestava come un immenso uccello? Chissà! Quel che è certo è che nella nuovissima saga X-Men Vs. Avengers, la forza fenice ha deciso - per la prima volta -  di farsi in cinque e di fondersi con due femminuccie e tre maschietti, che ovviamente sono il motivo per cui ne parlo qui.
Non era la prima volta che si vedeva una fenice maschio, ma è la prima volta che si vede nella realtà ufficiale della marvel invece che in qualche dimensione alternativa, coinvolgendo personaggi del calibro di Ciclope, Colosso e il principe Namor, per il quale la forza fenice ha elaborato il costume più sexy mai indossato da questo personaggio dagli anni '30 ad oggi...
Magari sbaglio, ma la mia sensazione è che, senza un clima sempre più gay friendly, simili scelte non sarebbero mai state possibili. D'altra parte lo stesso discorso si può fare per la nuova versione di STORMWATCH pubblicata dalla Dc Comics, i cui risvolti gay sono stati messi in secondo piano dal coming out della nuova versione di Alan Scott. Nel numero 10 di STORMWATCH, infatti, scopriamo dei risvolti interessanti della nuova versione di Apollo... Che in realtà si chiama Andrew, che ha vissuto in una castrante famiglia di predicatori religiosi che ha fatto di tutto per reprimere la sua omosessualità, e che - adesso che ha il potere per dimostrare quello che vale - non sopporta l'idea di essere parte di un gruppo che lavora in segreto...
Come dire che negli USA siamo arrivati al punto che i supereroi gay vanno fuori di testa se non hanno l'opportunità di farsi conoscere e diventare un esempio positivo... Come cambiano i tempi, vero? E assieme ai tempi cambiano anche le storie, visto che alla BLUEWATER, casa editrice ben nota per le sue trovate sperimentali, hanno deciso di realizzare una serie dedicata ad un discendente di Dorian Gray (Dorian Grey IV, per la precisione), che ha ereditato buona parte dei problemi del suo antenato...
Evidentemente il fatto che la BLUEWATER sia una delle case editrici più gay friendly degli USA (anche perchè il suo proprietario e fondatore è gay dichiarato), ha contribuito alla scelta di un soggetto ispirato dalle opere di Oscar Wilde, e anche questo è un segno dei tempi che cambiano. La cosa interessante, però, è che forse i tempi stanno cambiando anche nell'editoria e nel suo rapporto col mondo del fumetto gay. Infatti per l'autunno sono annunciati ben due saggi antologici che  si propongono di ripercorrere idealmente la storia del fumetto gay, seppur da due punti di vista un po' diversi. L'americana Fantagraphics, casa editrice ben nota per la cura e la qualità dei suoi volumi e delle sue ristampe, ha deciso di dedicare un volume ai primi quarant'anni del fumetto dichiaratamente gay: NO STRAIGHT LINES...
Il tutto mentre la Gmuender ha deciso di realizzare un saggio sul fumetto gay, con particolare attenzione al fumetto omoerotico, che si intitolerà STRIPPER - THE STORY OF GAY COMICS... Segno evidente che anche gli editori propriamente gay hanno iniziato a capire che i fumetti gay sono una cosa seria.
E comunque, per i prossimi mesi, la Gmuender ha annunciato tutta una serie di titoli decisamente interessanti, a partire da due monografie dedicate al recupero delle illustrazioni di due autori cult degli anni '80 e '90 (spesso piratati persino dalle squallide riviste porno gay italiane di quegli anni) come Zack e Rex...

Tanto di cappello alla Gmuender, quindi, per il suo approccio sempre più professionale all'arte, all'illustrazione e al fumetto, anche perchè nel 2012 era davvero il caso che ci fosse un editore che rendesse merito a tutta una serie di artisti che per lungo tempo sono stati ampiamente sottovalutati. Anche solo una decina di anni fa parlare di tutte queste novità in un unico post sarebeb stato obbiettivamente impossibile, e tutto considerato questo è un buon segno... E, a proposito di segnali positivi, vorrei concludere questo post con una bella foto di Scott Everhart e Jason Welker, che alla fine si sono davvero sposati nella fumetteria Midtown Comics di New York in occasione dell'uscita del fumetto col matrimonio di Northstar (con tanto di torta nuziale a tema)...
In realtà doveva essere un doppio matrimonio, ma l'altra coppia che aveva in programma di sposarsi (e che era stata selezionata con la prima fra una cinquantina di coppie candidate) è sparita misteriosamente... Misteri fumettistici... Quel che è certo è che anche questo è un bel passo avanti, e sicuramente altri ne seguiranno in futuro... E ovviamente non mancherò di parlarvene su questo blog.
Alla prossima!

sabato 23 giugno 2012

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Come promesso anche questo sabato di giugno è dedicato ai cantanti gay dichiarati di cui ho già parlato e che proseguono la loro carriera all'insegna della visibilità. Oggi vi propongo un nuovo brano del duo israeliano THE YOUNG PROFESSIONALS, a riprova del fatto che la musica gay non è una questione di collocazione geografica, ma di cultura...
E, in effetti, questo brano composto e interpretato da Johnny Goldstein e Ivri Lider (che vi ricordo essere stato il primo cantante pop gay dichiarato di Israele, nonchè il compositore delle colonne sonore dei film gay israeliani più conosciuti all'estero, tant'è che sono stati doppiati persino in italiano... Infatti sto parlando di film come Yossi & Jagger e Camminando sull'acqua) attraverso espliciti richiami alla cultura mediorientale lancia anche un messaggio abbastanza forte... E cioè che bastano 20 secondi per buttare all'aria una vita, soprattutto per i giovani che non hanno riferimenti concreti... E bastano 20 secondi per guardarsi attorno, rendersi conto di come vanno le cose, e magari iniziare a darsi da fare per cambiarle...
Bravi vero? E ovviamente in Italia nessuno se li fila, cosa che - in effetti - potrebbe avere qualcosa a che fare anche col fatto che lanciano messaggi impegnati. Per fortuna esiste internet.

martedì 19 giugno 2012

COSE DELL'ALTRO MONDO

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Da che parte posso cominciare il post di oggi? Mhhh... Forse è il caso di iniziare parlando del caso di Simon Lundstrom... E giustamente molti di voi si chiederanno: chi è mai costui? Intanto vi posso dire che è svedese ed è il tizio con le sopracciglia a bruco che vedete nella foto qui sotto... Siccome in Italia siamo un po' isolati dal resto del mondo, soprattutto quando si tratta di argomenti che vengono giudicati di scarso interesse dai parte dei nostri media, la sua storia è passata praticamente inosservata, nonostante in Svezia tenga banco da almeno due anni. Molto in sintesi: lui traduce manga dal giapponese, e tra le altre cose è stato il responsabile dell'arrivo di Dragon Ball nella penisola scandinava. Nel 2010, però, era finito sotto processo perchè sul suo computer erano state scoperte alcune decine di disegni manga dal contenuto definito "pedopornograficamente rilevante". Lui, però, non se l'è sentita di essere messo sullo stesso piano di un molestatore di minorenni - anche perchè in Giappone questo tipo di fumetto è un vero e proprio sottogenere legalmente commerciabile - e ha fatto ricorso. E il verdetto finale è stato una sorpresa per tutti: infatti in questi giorni la Corte Suprema Svedese lo ha assolto!
E in effetti, leggendo un po’ la sentenza, negli intenti della Corte Suprema Svedese c’è la precisa volontà di far capire che il contenuto di un manga non dev’essere confuso con la pornografia vera e propria perché si tratta, appunto, di disegni. Inoltre, cosa ben più grave, criminalizzando i suddetti manga si potrebbe avere un preoccupante precedente, avendo la “presunzione” di poter controllare la libertà d’espressione e d’informazione.Verdetto interessante, anche perchè in caso contrario chi legge fumetti o libri in cui si commettono reati come furti e omicidi dovrebbe essere ugualmente perseguibile. L'unico distinguo posto dall'Alta Corte riguarda la verosomiglianza dei disegni: se sono troppo realistici possono determinare un reato, ma se sono in semplice "stile manga" no. Adesso sarà molto interessante vedere come si evolverà la situazione e se la Svezia diventerà un porto franco anche per gli shotacon, ovvero i fumetti omoerotici con personaggi giovanissimi... In Svezia sarà davvero possibile acquistare parodie manga come quella che vedete qui sotto...? Staremo a vedere...
Quel che è certo è che a livello di principio, se in un fumetto si rappresenta un reato e se si presuppone che rappresentare un reato in un fumetto sia di per sè un reato, bisognerebbe perseguire un numero infinito di fumetti, fumettisti e appassionati di fumetti... Cosa che in effetti, periodicamente, è avvenuta anche in Italia. Dai sequestri dei primi fumetti in cui comparivano donne in bikini negli anin '50, ai fumetti "neri" degli anni '60, passando per i fumetti horror, i manga e via discorrendo. Con la differenza che dalle nostre parti non c'è mai stata l'assoluzione piena, ma una sorta di "libertà condizionata", subordinata ad una serie di imposizioni... Così Diabolik è diventato meno spietato, Dylan Dog meno splatter e i manga ben attenti a non incappare in un nuovo "caso Bulma"...
Perchè, per chi non se lo ricordasse, quando il manga di Dragon Ball arrivò in Italia si scatenò un vero e proprio putiferio nel momento in cui il personaggio di Bulma (in quel punto della storia ancora minorenne) pensò di mostrare la sua biancheria intima dimenticando che non la stava portando! E infatti nelle ristampe italiane successive la scena è stata censurata... Così come è stata tolta dalla serie animata di Dragon Ball nella versione Mediaset, anche se nel primo adattamento italiano venne presentata senza problemi... Come potete vedere qui sotto, con il doppiaggio storico dei primi anni '90.
Paese che vai, gente che trovi. Sicuramente con un clima di questo tipo non stupisce che i bara manga in Italia siano arrivati così in ritardo, visto che - nonostante tante belle parole - al di là dei pregiudizi omofobici, l'omosessualità nel nostro paese - anche se non è considerata propriamente "illegale" - viene percepita ancora come qualcosa di illegittimo, visto che di fatto nessuna legge la tutela e la riconosce. E probabilmente è questo il motivo per cui tanti omosessuali italiani preferiscono viverla di nascosto, semplicemente perchè non si sentono "legittimati" ad essere quello che sono. Nelle nazioni in cui l'omosessualità era illegale ed è stata successivamente depenalizzata, ad esempio,  si è creata una situazione diversa, perchè il processo di legittimazione è avvenuto tramite l'annullamento del reato. Da noi le cose sono andate in maniera completamente diversa, e i risultati penso siano sotto gli occhi di tutti. Quanti spunti interessanti possono arrivare da un blog che parla di fumetti, vero?
Detto ciò ci sono anche altre notizie che vorrei segnalarvi oggi, che effettivamente potrebbero suggerire altri spunti di riflessione. Ad esempio: pare proprio che in occasione dell'uscita dell'albo in cui Northtstar convolerà a nozze si terranno ben due matrimoni gay nella fumetteria Midtown Comics di New York City (che vedete nella foto sotto)...
A riprova del fatto che  il mondo del fumetto è sempre più vicino alla comunità LGBT, perlomeno negli USA. Quindi tanti auguri alla coppia formata da Scott Everhart e Jason Welker e a quella formata da Khris Wilson and Chris Orme, clienti fissi della suddetta fumetteria. Ovviamente conto di mostrarvi appena possibile le foto del suddetto doppio matrimonio, che dovrebbe tenersi il 20 di questo mese, giorno per il quale l'associazione GEEK OUT di New York ha già previsto una bella festa a tema.
Invece, parlando di coppie già sposate, magari vi farà sapere che l'attore gay dichiarato George Takei, lo storico signor Sulu di Star Trek (che si era unito col suo compagno quando sposarsi in California era ancora possibile), ha ricevuto un'importante onorificenza dal sindaco di Los Angeles... Ovvero il premio Hope of Los Angeles, anche per il il suo impegno nel lanciare un messaggio di tolleranza e integrazione. Siccome questo è il blog che vi mostra tutto quello che gli altri ignorano eccovi qui di seguito un estratto della celebrazione... Esattamente il genere di evento che per l'Italia è fantascienza, e questa volta è proprio il caso di dirlo. E, giusto per stare in tema di cose che in Italia non accadrebbero mai, è stato da poco annunciato che la prossima stagione del serial SPARTACUS, che dovrebbe partire nel gennaio del 2013, sarà anche l'ultima! Nonostante all'inizio se ne fossero previste almeno cinque.
La cosa fantascientifica, però, è che i produttori non hanno deciso di concludere le vicissitudini del serial storico più omoerotico di sempre per una questione di bassi ascolti, ma proprio perchè non volevano correre il rischio di predere consensi diventando ripetitivi (o magari di richiedere troppo budget per rendere la serie credibile)... Visto che seguendo le vicende storiche del personaggio avrebbero dovuto presentare per lungo tempo una serie di battaglie sparse in tutta la penisola italiana. Un vero peccato. Però resta la speranza che questa versione di SPARTACUS abbia contribuito a sdoganare definitivamente il nudo maschile e la rappresentazione esplicita delle relazioni omosessuali... Anche se, ironia della sorte, proprio dove lo Spartacus storico ha combattuto le sue battaglie (e si aggirava con le grazie al vento) il nudo maschile e l'omoerotismo sono diventati uno dei maggiori tabù mediatici degli ultimi decenni. Comunque, per restare in tema di bei figlioli e produzioni gay friendly, forse vi farà sapere che il giovane attore australiano Brenton Thwaites, che sta per debuttare nell'ennesimo remake del classico LAGUNA BLU (foto sotto), potrebbe diventare presto un nuovo personaggio cult per il mondo gay...
E questo potrebbe avvenire perchè è appena stato scelto dalla Disney per interpretare il ruolo del Principe Stefano nel film dal vivo che narrerà le origini di una delle icone gay della Disney per antonomasia, ovvero la strega Malefica de LA BELLA ADDORMENTATA (che peraltro nel film sarà intepretata da Angelina Jolie, che assieme al marito Brad Pitt compone una delle coppie più gay friendly di Hollywood... E secondo me è tutto fuorchè un caso che la Disney abbia scelto proprio lei!).
La domanda è: con le sue sopracciglia Brenton Thwaites riuscirà a mandare del tutto fuori moda la depilazione ad ali di gabbiano? Chissà... Quel che è certo è che, parlandovi di tutte queste cose, oggi non mi è avanzato spazio per parlarvi di fumetti veri e propri. Prometto che rimedierò nel prossimo post, anche perchè nell'aria ci sono molte novità interessanti di cui parlare. Prima di salutarvi, però, volevo dedicare due righe al porn performer Eric Rhodes, che è morto a soli trent'anni a causa di un arresto cardiaco (forse dovuto all'abuso di steroidi). Ne parlo qui per segnalarvi che, a seguito della sua scomparsa si è parlato molto di lui e della sua carriera, e del fatto che in diverse occasioni è stato scelto come testimonial per campagne pubblicitarie, come quella per le camicie Loehmanns nel 2008, che vedete qui sotto...
Non è la prima volta che un gay porn performer è stato scelto come testimonial pubblicitario, ma ogni volta non posso fare a meno di pensare che l'Italia è un paese dove una scelta del genere non verrebbe neppure presa in considerazione... E penso che questa sia la prova migliore del fatto che dalle nostre parti c'è ancora molto da lavorare.
L'importante è non arrendersi.
Alla prossima.

sabato 16 giugno 2012

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Come promesso anche l'aggiornamento musicale di questa settimana è dedicato ad un cantante gay dichiarato che ho già presentato, visto che questo è il mese del Gay Pride e mi sembrava carino puntare i riflettori sui cantanti per cui essere gay è una questione di principio. L'aggiornamento di oggi riguarda l'ultimissimo video del rapper Luke Caswell, meglio noto come Cazwell...
Anche per il suo nuovo video si è affidato al regista Marco Ovando, che aveva già diretto quel viralissimo  "Ice Cream Truck" che probabilmente lo ha lanciato definitivamente, con oltre un milione di visite su youtube nella prima settimana. Stavolta, però, il brano e il video sono dedicati ai latino americani e agli ispanici...
Ebbravo...

martedì 12 giugno 2012

LA RIFLESSIONE DI OGGI...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Sopravvissuto al Gay Pride anche quest'anno, e non del tutto sconvolto (come potete vedere dalla foto sotto scattata alla fine del corteo, assieme ad alcuni amici), dedico il post di oggi ad una piccola riflessione che, una volta tanto, non parte dai fumetti.
La prima cosa su cui volevo riflettere è che, per l'ennesima volta, in TV è arrivato un programma che - perlomeno nelle intenzioni - vorrebbe essere diverso dagli altri, proponendo un protagonista gay al pari dei quattro protagonisti eterosessuali. Il programma in questione si chiama MAMMONI, ed è un docu-reality in cui ragazzi single che vivono ancora con la mamma e hanno difficoltà a trovare l'anima gemella (ma non gli sarà venuto il dubbio che le due cose sono collegate?) vengono presi di mira da una decina di (presunti)pretendenti ciascuno. Ovviamente la progressiva selezione fra i suddetti pretendenti viene fatta dai figli assieme alle madri, e presumibilmente l'originalità del programma dovrebbe stare nell'aggiunta dell'elemento "mamma castrante" alla ricerca. Personalmente penso che metta in luce alcuni dei lati peggiori della società italiana, e che - fra le righe - più che legittimare i matrimoni gay abbia lo scopo di "normalizzare" l'omosessualità nel senso peggiore del termine, e cioè facendola sembrare la brutta copia dell'eterosessualità. Oltretutto, con rispetto parlando, il concorrente gay in questione è meno peggio di tanti altri gay visti in TV negli ultimi anni, ma comunque conferma una buona dose di luoghi comuni, a partire dal fatto che fa il ballerino.
Niente di male a fare il ballerino e a confermare luogni comuni, per carità, però mi sembra evidente che non sono ancora arrivati i tempi in cui nei media italiani potrà essere proposto un modello di omosessualità alternativo a quelli che "tranquillizzano" il grande pubblico eterosessuale... Per cui gli omosessuali sono accettabili solo se sono tendenzialmente ridicoli, hanno l'aria innocua, oppure se non competono con i maschi etero nel loro stesso "territorio", ovverò la virilità. Tra l'altro in questo fior fior di programma fra i pretendenti gay sono riusciti a piazzare anche qualcuno che aveva partecipato all'unico altro programma italiano nato per accoppiare gay single: quel Made in Love proposto da una rete locale partenopea l'anno scorso.
Anche in questo non c'è niente di male, ma diciamo pure che non depone molto a favore della serietà del programma e degli intenti di chi vi partecipa. La cosa più irritante, però, è che si suggerisce implicitamente che gli omosessuali italiani non hanno di meglio da fare che cercare popolarità televisiva attraverso programmi di questo tipo, come fanno tanti altri (presunti) ragazzi eterosessuali. Se fossi malizioso direi che un programma come MAMMONI nasce anche per far dimenticare che gli omosessuali italiani - di fatto - sono dei cittadini di serie B, tant'è che il titolo completo della trasmissione è MAMMONI - CHI VUOLE SPOSARE MIO FIGLIO?, titolo che - almeno nel caso del protagonista gay - suona davvero come una presa per i fondelli. Certo lo si può prendere come un gioco, ma il messaggio che passa è che i gay in Italia sono liberi e felici, che hanno mamme che li sostengono (quando tante volte non è così) e che il fatto che si possono "sposare" solo per gioco è un problemino da nulla, visto che accettano di buon grado la loro condizione e stanno bene come stanno... Magari vivendo ancora con mammà.
I casi sono due: o gli autori di questi programmi sono degli sprovveduti o sono dei geni diabolici. Sia come sia il risultato non cambia: in Italia non ci si schioda da queste rappresentazioni dell'omosessualità, che se da una parte aiutano a sdoganare l'argomento, dall'altra lo sdoganano talmente male che è molto difficile capire se fanno più danni che altro. In compenso con la bella stagione è ripresa la selezione ufficiale per trovare le nuove veline che nei prossimi anni delizieranno milioni di italiani con i loro sculettamenti televisivi.
Anche in questo caso sembra proprio che la tradizionale concezione maschilista ed eterosessista della nostra televisione (e dei nostri media) non abbia fatto grandi passi avanti, nonostante la parentesi polemica di qualche anno fa. Il tempo passa, ma a quanto pare nel nostro paese non si sono manifestati quei cambiamenti culturali che gli permetterebbero di considerare dei punti di vista che vadano oltre a quello del maschio eterosessuale italiano medio, che fondamentalmente considera la donna come l'unico complemento d'arredo che può decorare degnamente la nostra televisione. Confrontiamo ora la situazione italiana con quella di altre nazioni: sull'ultimo numero della rivista gay ATTITUDE compare l'ex rugbysta Gareth Thomas in stato di grazia, in tutta la sua prorompente virilità di gay dichiarato e una carica erotica mica da ridere...
Come è diversa la rappresentazione dell'omosessualità quando i parametri e i riferimenti sono scelti dagli omosessuali stessi, vero? E come stride questa rappresentazione dell'omosessualità con quella che monopolizza i media italiani e che, probabilmente, non considera nemmeno la possibilità che i gay possono risultare più virili della maggior parte degli eterosessuali maschi. Con modelli di riferimento come Gareth Thomas, probabilmente, tanti gay sentono di non essere individui che "perdono in partenza" nel confronto con i maschi etero, e sicuramente gli eterosessuali si rendono conto che il mondo omosessuale non è popolato solo da ballerini, stilisti e via dicendo... Anche perchè Gareth Thomas si è esibito in confronti più o meno diretti anche nel reality show Celebrity Big Brother... Che a differenza dei reality italiani , ad esempio, consente situazioni come quella che vedete qui di seguito...
Tutti messaggi positivi che, in effetti, sembra proprio che in Italia non possano passare. Per rallentare l'emancipazione la comunità gay? Per non contrariare i poteri forti che hanno interesse a mantenerla ai margini? Quel che è certo è che, ancora nel 2012, spicca il fatto che in nome di questo processo di repressione mediatica viene sacrificato anche tutto quello che ha a che fare con la valorizzazione erotica del corpo maschile... Visto che in una nazione in cui il punto di vista di riferimento è quello maschile, l'esibizione più o meno erotica del corpo maschile viene percepita come una concessione all'omosessualità prima ancora che come una gratificazione per le donne eterosessuali. A meno che, ovviamente, non si utilizzino scuse e filtri per giustificare la parziale nudità di qualche ballerino... E a questo punto può essere interessante notare che da quando il ballerino Valerio Pino ha lasciato la TV italiana e si è trasferito negli USA non solo ha fatto coming out, ma non perde occasione per recuperare il tempo in cui non ha potuto mostrare la sua carrozzeria...
Forse sbaglio ma, ironia a parte, il suo mi sembra il tipico caso di una persona che sta avendo un eccesso di esibizionismo conseguente ad anni ed anni di repressione... Tant'è vero che su internet ha iniziato a spifferare tutta una serie di dietro le quinte imbarazzanti riferiti ai talent show italiani in cui ha lavorato, che stando ai suoi racconti sarebbero stati anche delle vere e proprie scuole di repressione, dove si insegnava a nascondere l'omosessualità dei giovani talenti in erba, che però non perdevano l'occasione di sfogare le proprie pulsioni nei camerini (anche con lui)... Questo, in effetti, porterebbe a pensare che talent show come AMICI hanno anche la funzione di promuovere un certo tipo di omosessualità fra i giovani: un'omosessualità da tenere nascosta anche quando risulta palese, qualcosa da considerare estremamente "privato" anche e soprattutto se si vuole realizzare la carriera dei propri sogni. E anche qui la domanda nasce spontanea: gli autori di questi programmi agiscono a caso, risentono della loro omofobia più o meno interiorizzata o fanno parte di una strategia più complessa finalizzata a condizionare i gay italiani fin da giovani? Probabilmente solo il tempo ci dirà se questa specie di "teoria del complotto" ha senso oppure no. Quel che è certo è che, mentre in Italia non si può esibire il corpo maschile in maniera ufficiale, negli USA debutterà a breve (il 29 giugno) MAGIC MIKE: un film dedicato - una volta tanto - al mondo dello strip maschile...
A differenta dello storico FULLMONTY, però, qui non si fa ironia sul corpo maschile, ma si presenta lo strip maschile professionale per quello che è, tant'è vero che il film si basa in parte sulle dirette esperienze dell'attore protagonista Channing Tatum, quando faceva lo stripper (intorno ai 20 anni) e si faceva chiamare Chan Crawford... Un esperienza di cui non si è mai vergognato e che ha sempre sperato di raccontare in un film. A questo punto vi invito a fare uno sforzo e a ricordarvi quando è stata l'ultima volta che avete visto uno strip maschile serio in un programma televisivo italiano, o in una fiction o in un film prodotto nel nostro paese. E per serio intendo qualcosa che non vada a scadere volutamente nel TRASH per privare il corpo maschile di qualsiasi reale valenza erotica, o peggio ancora omoerotica, come nell'esempio seguente...
Dovete andare molto indietro, vero? Probabilmente parliamo di anni, e comunque di momenti molto circoscritti, e relativi a mode passeggiere quella del musical dei California Dream Men (foto sotto) alla fine degli ani '90, che evidentemente non hanno lasciato il segno più di tanto... Anche se in Italia hanno ispirato la formazione di qualche gruppo di strippers per signore sul modello di quelli statunitensi... Anche perchè il fatto che si rivolgevano alle sole donne è stata l'unica ragione, e condizione essenziale, per cui sono riusciti a farsi largo nel nostro paese.
Comunque è interessante notare che - nel momento in cui lo strip maschile ha avuto un picco popolarità anche in Italia - ha trovato posto nei film di Fantozzi, giusto per rimarcare il concetto di cui sopra, in una scena che - all'inizio - riesce persino ad offrire qualche spunto di riflessione... Ma forse è meglio che ascoltate da soli quello che dice il buttafuori all'inizio di questa scena tratta da Fantozzi 2000...
Messaggio chiaro e limpido, non trovate? E ricco di spunti interessanti anche a distanza di oltre dieci anni. Forse gli strip maschili non si sono mai fatti largo nella televisione italiana perchè non c'era modo di filtrare il pubblico femminile e c'era il rischio di sostenere indirettamente le esigenze del pubblico omosessuale? Di sdoganare i suoi impulsi, magari? Forse sbaglio, ma mi sembra una spiegazione abbastanza attendibile. Tuttavia, se questo fosse vero, Gay Pride a parte bisognerebbe davvero che la battaglia per l'affermazione della comunità omosessuale si spostasse su un piano più culturale, senza paura di rompere le uova nel paniere alla cultura eterosessuale dominante. Anche perchè con queste remore si finisce solo per scontentare il pubblico gay e di certo non si guadagnano consensi concreti presso il pubblico etero (che ha già un universo di proposte su misura)... E le esperienze di Gay.TV e Babilonia hanno molto da insegnare al riguardo. Internet, per fortuna, si sta diffondendo sempre di più, e con esso la possibilità di essere connessi con la realtà globale, ma è ancora un universo parallelo a quello ufficiale e non sono solo io a dire che il nostro è un paese che ormai cammina a due velocità.
Cosa succederà quando la distanza sarà incolmabile? E cosa accadrà quando la maggior parte degli omosessuali italiani si renderà conto che viene regolarmente presa per i fondelli dai media del nostro paese (cosa che spero accada quanto prima)?
Inquietante interrogativo...

sabato 9 giugno 2012

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Anche in questo sabato di Gay Pride proseguo col mio proposito di dedicare questo mese di giugno ai nuovi brani di quei cantanti che hanno fatto del loro coming out una questione di principio, strafregandosene della paura di eventuali ripercussioni... Come ad esempio Will Young...
 Oggi lo ritroviamo con un nuovo brano e un nuovo video in cui ci parla di quando ci accorgiamo che stiamo iniziando a perdere il filo...

Bravo come sempre, e come sempre ampiamente snobbato in Italia... Ma questa, in effetti, non è una novità.
Ciao e alla prossima, e buon Gay Pride.

mercoledì 6 giugno 2012

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
A quanto pare le talpe e le fughe di notizie non sono una prerogativa del Vaticano, visto che alla fine la DC ha confermato che le voci che indicavano nella nuova versione di Alan Scott il misterioso "supereroe storico dal passato etero che farà coming out" rispondevano a verità. Non solo Alan Scott è gay dichiarato, ma ora ha anche un ragazzo di nome Sam.
Attenzione però: lo sceneggiatore della serie Earth-2 in cui compare il nuovo Alan Scott, che si chiama James Robinson e che vedete nella foto sotto, ha rilasciato una lunga intervista in cui ci tiene a precisare alcune cose. La prima è che l'idea di un Alan Scott gay gli è venuta perchè, visto che nella nuova realtà parallela chiamata Terra-2 tutti i supereroi DC degli anni '40 sono stati ringiovaniti, ora non esiste alcun figlio di Alan Scott di nome Obsidian, men che meno gay dichiarato. La seconda è che questo progetto ha preso corpo almeno otto mesi fa e quindi non nasce come risposta all'annuncio delle nozze di Northstar da parte della Marvel Comics.
Cosa significa questo? Fondamentalmente che tutta questa operazione nasce sicuramente dopo aver analizzato le sue potenzialità commerciali, ma che comunque nasceva da un esigenza interna alla casa editrice e non dalla voglia di ribattere alle iniziative gay friendly della concorrenza. Probabilmente se entrambe vedono la luce a giugno è una semplice conseguenza del fatto che negli USA persino il presidente Obama ha dichiarato che questo mese è il mese dell'orgoglio gay, e del fatto che l'integrazione dei personaggi gay nei fumetti popolari americani sta diventando una questione di principio. E questo dovrebbe mettere anche la parola fine a tutte le discussioni riguardo al presunto cambiamento forzoso dell'orientamento sessuale di questo supereroe: in questa nuova realtà parallela Alan Scott non è mai stato etero, visto che è gay fin dalla sua prima apparizione, e quindi il problema non si pone.
In compenso è altamente probabile che la discussione attorno alla politica gay friendly dei maggiori editori americani non finirà qui, anche perchè i distributori segnalano che l'albo ASTONISHING X-MEN #51, quello con il matrimonio di Northstar,  è quello che ha avuto il maggior numero di prenotazioni per il mese di giugno (anche se i dati sono precedenti all'annuncio del coming out di Alan Scott, quindi potrebbero esserci delle sorprese). Qualcuno, inoltre, ha già fatto notare che Alan Scott non è il primo supereroe che abita in una realtà alternativa a quella ufficiale della propria casa editrice che fa coming out: in effetti nell'universo ULTIMATE della Marvel c'è una versione gay di Colossus (che qui sotto vedete sotto la doccia assieme alla versione ULTIMATE di Wolverine), che è passata praticamente inosservata.
Quel che è certo è che ormai la percentuale di supereroi e supereroine omosessuali e bisessuali inizia ad essere ragguardevole e, come suggerisce il bravo illustratore L. Rey Arzeno, perlomeno alla MARVEL ce ne sono abbastanza per organizzare una mini Gay Parade in spiaggia (e in questo disegno non ci sono nemmeno tutti)...

Può essere interessante notare che questa ondata gay friendly, più o meno indirettamente, sta coinvolgendo buona parte del mondo, e non solo in Occidente. Infatti, dati alla mano, sembra proprio che a Taiwan si stia verificando un piccolo boom nella vendita dei fumetti a tematica omosessuale, sia di quelli tradotti dal Giappone sia di quelli prodotti in loco, le cui vendite nel 2011 sono aumentate del 33%. Per ora parliamo soprattutto di BOYS LOVE, e cioè di manga a tematica gay per ragazze, ma non è da escludere che buona parte del loro successo sia dovuto anche all'interesse del pubblico omosessuale maschile, soprattutto se si considerano le particolari condizioni in cui vivono i gay di Taiwan...


La tolleranza e l'integrazione passeranno dai fumetti anche a Taiwan? Staremo a  vedere. Quel che è certo è che in Giappone le cose si evolvono sempre con una certa rapidità, e mentre in Italia ci stiamo abituando solo ora alla definizione bara manga per indicare i manga a tema gay per gay, nel paese del Sol Levante sembra proprio che si stia diffondendo un nuovo termine per definire questo genere, e cioè YAROU MANGA... Che in effetti avrebbe anche un suo senso. Il termine BARA MANGA, dopotutto, ha delle radici un po' datate, visto che il termine BARA (e cioè "rosa") si riferisce alla definizione "barazoku" (tribù della rosa), che in Giappone serviva per definire la comunità gay in un periodo in cui non si poteva essere troppo diretti. Ora che i tempi sono cambiati forse è giusto scegliere definizioni meno metaforiche, e infatti il termine YAROU potrebbe essere tradotto all'incirca come "ragazzaccio" o, per dirla in maniera più gergale "fottuto bastardo". Il termine è abbastanza nuovo, ma in effetti in Giappone (e più precisamente a Tokyo, nel distretto di Toshima) si è appena tenuta la terza edizione della YAROU FEST, una mostra mercato che si rivolge agli appassionati di questo genere, e in particolare al mondo della autoproduzioni...
Può essere interessante notare che questa manifestazione ha le idee molto chiare: infatti il suo regolamento esclude tutti i manga a base di uomini travestiti da donna, transessuali e maschi eccessivamente femminili... E ovviamente l'ingresso è riservato solo a quanti possono certificare di avere 18 anni.
Solo il tempo ci dirà se prenderà piede al pari delle altre popolarissime manifestazioni fumettistiche giapponesi, ma personalmente mi ha colpito molto il fatto che questa manifestazione abbia anche una versione in inglese, che permette anche ai non giapponesi di partecipare e di avere uno spazio in questo evento. Infatti, fra tanti autori giapponesi, era presenta anche il francese Fabrissou con un manga realizzato per l'occasione in versione bilingue (giapponese/inglese), che riproporrà anche in Francia in occasione  del JAPAN EXPO che si terrà a luglio...
Il mondo dei fumetti a tema gay, a quanto pare, è sempre più interconnesso e globalizzato, e sicuramente questo è un fatto positivo... Tant'è che se non avete modo di andare in Francia potete comunque procurarvi questa autoproduzione di 24 pagine CLICCANDO QUI. Se invece siete dei giramondo, e magari volete vivere la stagione del Pride a New York City, mi sento in dovere di farvi conoscere le numerosissime iniziative che si terranno in città e che avranno in qualche modo a che fare con il mondo degli appassionati di fumetti e di immaginario POP: vi basta CLICCARE QUI. Si va dalle feste in cosplay agli inevitabili party in onore del matrimonio di Northstar, passando per i gruppi di appassionati che si stanno organizzando per sfilare insieme alla parata, quindi c'è solo l'imbarazzo della scelta. Se invece restate in Italia e sarete al Gay Pride di Bologna questo sabato magari ci potremo incrociare :-)
A prestissimo!

sabato 2 giugno 2012

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Come dovrebbero sapere davvero tutti giugno è il mese del Gay Pride, che molto banalmente viene tradotto come "Orgoglio Gay": traduzione che in italiano è un po' riduttiva e può contentere un accento di superbia che può dare adito a malintesi. In realtà  sarebbe meglio intendere  il termine orgoglio nel senso di "fierezza" e "autoaffermazione", che è un po' il motivo che spinge tanti cantanti gay a dichiararsi e a continuare la loro carriera orgogliosamene consapevoli di essere diventati un punto di riferimento per la comunità gay. Così quest'anno mi sembrava carino dedicare questo mese ai nuovi video di alcuni cantanti gay dichiarati di cui ho già parlato in passato. A partire dal sempre più interessante Adam Lambert, che nel brano seguente è un po' più introspettivo del solito (e ci fa vedere quanto è carino anche senza il suo solito trucco emo)...

Ciao e alla prossima!