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venerdì 19 febbraio 2016

SINCRONISMI...

Ciao a tutti, come va?

I post di oggi è un po' particolare, perchè in parte mi coinvolge e potrebbe compromettere la mia proverbiale (O__o) obbiettività... Però è una notizia molto golosa, e mi piaceva l'idea di essere il primo a parlarvene (in italiano).

Ordunque... Una delle (tantissime) piccole realtà editoriali degli USA è la Oni Press di Portland (in Oregon), nata nel 1997 per dare spazio a fumetti alternativi ai generi che andavano per la maggiore in quel periodo, e in particolare ai supereroi (a cui ha comunque dedicato alcune serie). Generalmente la Oni Press produce miniserie, ma ha all'attivo anche serie che contano diverse decine di numeri, come il post apocalittico Wasteland. Ha anche un ufficio che si occupa di produzioni cinematografiche e televisive.

Perchè oggi vi parlo proprio della Oni Press? Perchè ha annunciato che, a paritre dal mese di giugno, inaugurerà una nuova serie scritta dallo sceneggiatore gay dichiarato Robert Rodi, rinomato scrittore di fumetti a tema gay e ben noto anche al pubblico dei fumetti di supereroi per via di miniserie "sperimentali", come quella dedicata a Thor e disegnata dal bravissimo italiano Simone Bianchi...

Quale sarà, dunque, il titolo e il soggetto di questa nuova serie, che Robert Rodi pubblicherà con la Oni Press? Ebbene: la serie si intitolerà MERRY MEN e sarà dedicata ad un rivisitazione di Robin Hood e dei suoi allegri compagni... In versione fuorilegge banditi dalla società in quanto omosessuali...

Come potete immaginare, quando ho letto questa notizia, mi sono sentito un po' come Antonio Meucci (l'inventore del telefono) nei confronti di Alexander Graham Bell (a cui è stata attribuita la paternità del telefono per lungo tempo)... Nel senso che per alcuni  anni ho portato avanti una versione erotica gay di Robin Hood... Che a quanto mi dicono è ancora abbastanza laggendaria (anche se dei primi disegni di quel periodo mi vergogno discretamente, ma ho iniziato nel 2003 e quindi sono parzialmente scusabile)...

Detto ciò la storia di Robert Rodi, da quel che si sa, avrà un approccio più serioso (e sicuramente meno erotico) della mia. Anche perchè ha deciso di rimuovere preventivamente alcuni elementi impropri, come Lady Marian e frate Tuck (che comunque NON facevano parte dei primi racconti legati a Robin Hood, e sono stati aggiunti molto più tardi), mentre la caratterizzazione dei personaggi è molto "classica"... Anche se le situazioni si risolvono in maniera visibilmente "originale", come potete intuire dall'anteprima che vedete qui di seguito...


I disegni sono opera di una collaboratrice storica della Oni Press, e cioè Jackie Lewis (che vedete nella foto sotto), mentre i colori sono di Marissa Louise, quindi diciamo pure che questa serie sarà caratterizzata da un certo tocco femminile, e sarà molto interessante verificare come e quanto questo dettaglio - nel lungo periodo - si rifletterà sui vari aspetti di questo esperimento...

Qualche informazione in più si può ricavare dall'intervista che trovate CLICCANDO QUI, e da cui si evince che Robert Rodi (foto sotto) ha le idee abbastanza chiare, anche se si è concesso una piccola licenza poetica, creando un'Inghilterra medioevale in cui il Principe Giovanni mette fuorilegge l'omosessualità in assenza di Re Riccardo (cosa che in realtà non fece)... E questo sarà un po' il perno di tutta la  vicenda.

Ovviamente auguro a Robert Rodi che la sua versione gay di Robin Hood abbia successo (e sicuramente lo avrà), tuttavia ammetto che mentre leggevo la sua intervista mi sono ritrovato in diverse risposte che ha dato, e mi ha fatto uno strano effetto... Anche perchè la mia versione gay di Robin Hood, e cioè Robin Hoog, ha sempre avuto dei buonissimi riscontri di pubblico... E se ad un certo punto ho smesso di portarla avanti è stato perchè c'erano delle incompatibilità con chi lo gestiva tecnicamente (e che fondamentalmente non lo gestiva come io gli chiedevo di gestirlo, e il senso di impotenza e frustrazione era notevole), e non mi prestava ascolto quando lanciavo delle idee per farlo monetizzare quel tanto che bastava per farlo proseguire (e a tutt'ora mi chiedo cosa sarebbe successo se le mie idee fossero state praticate)... La ciliegina sulla torta c'è stata l'anno scorso, quando - senza che nessuno mi avvertisse - il dominio www.robinhoog.com (che comunque era legato a un sito che era stato chiuso anni prima senza che io fossi avvisato) venne acquistato da non so chi negli Stati Uniti, e adesso per riaverlo dovrei sborsare tipo 2000 dollari...

Ad ogni quel fumetto non l'ho scordato, e periodicamente ho pensato di rilanciarlo e/o di farlo partire in una nuova sede, ma nel frattempo quei disegni erano diventati "vecchi" e comunque inadeguati ai supporti digitali di oggi. E d'altra parte tutte le volte che volevo farlo ripartire con nuove collaborazioni, in un modo o nell'altro, andava tutto a rotoli... E così - dopo l'ennesima (recente) delusione - avevo deciso di accantonare il progetto a tempo indeterminato (assieme ad altri progetti che bene o male avevano subito la stessa sorte), anche se mi sono sempre ripromesso di tornarci sopra. E di riprednere la mia carriera di fumettista come si deve.

Solo che adesso... Non so... Vedendo questa cosa di Robert Rodi (CLICCATE QUI per il suo sito)... Sto provando un incrocio fra la nostalgia e il senso del dovere... E poi adesso le cose sono cambiate molto rispetto a una decina di anni fa... E forse varrebbe la pena di ritentare sul serio, magari battendo nuove strade...

Anche perchè se a Robert Rodi, che campa più che dignitosamente scrivendo romanzi gay, spettacoli teatrali e fumetti da decenni, è venuta in mente un'idea che è venuta in mente a me (peraltro più di dieci anni fa), forse vuol dire che non era poi così bislacca...

Avete presente quando una persona vuole concedersi una seconda opportunità?

Mhhh...

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5 commenti:

FèDevil ha detto...

*^* E` tutto cosi` bello che mi ha lasciato senza parole. *^*

Francesco Osmetti ha detto...

Sarei curioso di leggere quel tuo Robin Hoog! *^*

Riccardo Leone ha detto...

Mhhh. Dipende da dove la vuoi orientare. In Robin Hoog la parte erotica è preponderante ed esplicita e il problema di quando si imbastiscono queste storie è che il sangue defluisce dal cervello del lettore medio che inizia a raspare furioso per altre scene di sesso e sbuffa quando escono tavole che portano avanti la trama, che un qualsiasi autore degno di questo nome, ovviamente, vorrebbe avere. La cosa è gestibile finché i fumetti escono a "volumi" con storie più o meno autoconclusive, ma quando si tratta di webcomic dove esce una tavola ogni tot giorni, può divenire frustrante per entrambe le parti. Per il lettore che vuole SESSO (purtroppo è così) e l'autore che vorrebbe una storia e deve ficcarci improbabili situazioni in cui i protagonisti sono liberi di fare sesso che ledono il ritmo della storia.
Ma va beh, siamo nel 2016 e ormai eoni di porno gratis scorrono inesorabili nella rete, quindi vorrei ben sperare che l'utente medio sia vaccinato e capace di godersi una storia dove sì c'è erotismo, ma non di quello per cui i personaggi devono fermarsi per un'ingroppata ogni tre tavole se no l'interesse cala.
Anche, che so, nello stile degli esempi dei tuoi ultimi articoli, Murena, Aquile di Roma, Spartacus. Nudo integrale maschile quando sarebbe plausibile averlo (bagno al fiume, ecco) e scene di sesso in cui i due maschi si coprono a vicenda i genitali con i propri corpi.
(Come del resto succede quando si fa sesso vero. Non quello dei porno. Con il sesso vero si cerca il completo contatto fisico, non il favore delle telecamere.)

Anonimo ha detto...

In effetti anch'io penso ci sia un livello di sesso oltre il quale non ha più senso stare a pensare alla storia perché lo sviluppo della trama diventa solo un fastidio. Per questo spero che tu ritorni a fare fumetti come Rainbow, dove nudo e sesso c'erano ma non si mangiavano l'intera storia.

Riccardo Leone ha detto...

@ Anonimo
Rainbow mi piaceva parecchio, però dopo un po' la struttura della gag-per-ogni-tavola ha iniziato a strozzare per davvero il fumetto, sia dal punto di vista della storia che grafico. Temo che i formati basati sulle proporzioni cartacee dell'A4 e A5 o simili (i manga cosa usano? B5?) siano quelli sì più impegnativi per tavole che escono con periodicità, ma meglio rodati.