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domenica 28 febbraio 2010

IN VENDITA...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Volevo segnalarvi che da oggi è disponibile, esclusivamente sulla mia libreria di lulu.com, una raccolta composta da due mie storie a fumetti.
La mia prima è una mia storia inedita risalente a una decina di anni fa, incentrata su due amci (ma non troppo) che devono vedersela con un mostro in stile Alien. Si tratta di una storia molto soft, ma volendo è permeata da un sottile omoerotismo... Anche se ora disegno in maniera diversa la storia è simpatica e risulta ancora molto fresca (e le ho rifatto il lettering per l'occasione).
La seconda storia invece è dedicata al fumetto STALKY & CO., che mi era stato commissionato da un sito americano anni fa. Questo primo capitolo racconta delle disavventure di una giovane matricola Universitaria alle prese con degli studenti decisamente disinibiti. Si tratta di sessantacinque pagine decisamente hot, e se vi piacciono i miei fumetti omoerotici ve le consiglio caldamente.
In tutto si tratta di un'ottantina di pagine alla modica cifra di 4.82 euro. Se li avete e non sapete come spenderli questa potrebbe essere un'idea interessante. Ovviamente se questo primo esperimento avrà successo non è da escludere che lulu.com diventi un canale privilegiato per le mie future produzioni... Ma anche per quelle passate (se non capite cosa intendo abbiate ancora un po' di pazienza e lo scoprirete).
In ogni caso, per scaricare queste due storie comodamente sul vostro PC dovete CLICCARE QUI. Attendo i vostri commenti.
Alla prossima.

venerdì 26 febbraio 2010

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Se siete grandicelli forse avrete conservato la memoria di quando le pornostar italiane avevano un certo spessore (ok! Spessore è una parola grossa!), diventavano delle icone pop e - nei limiti di quello che consentivano gli anni '80 e '90 - riuscivano ad essere decisamente multimediali. La strafamosa pornostar Cicciolina, ad esempio, quando era al culmine della popolarità aveva anche iniziato ad incidere delle canzoni (come il cult MUSCOLO ROSSO). Le pornostar italiane di oggi sono un pallido riflesso dei personaggi lanciati qualche decennio fa, ma negli Stati Uniti sembra proprio che la moda delle porno icone multimediali sia più viva che mai, in particolare nell'ambito gay. Cantano, suonano, recitano in film d'autore e serial televisivi, fanno gli attivisti gay e i modelli pubblicitari, firmano attrezzi e abbigliamento erotico, gestiscono canali su youtube, siti, blog e chi più ne ha più ne metta... Certo non tutti sono così poliedrici, ma fra questi vale la pena segnalare Johnny Hazzard, che qualche anno fa ha avuto un discreto successo con un singolo che sembra tanto la versione gay di MUSCOLO ROSSO di Cicciolina...
Il vero nome di questo simpatico ragazzo (date un'occhiata ai suoi video casalinghi su youtube) è Frankie Valenti, proviene da un famiglia italo americana di Cleveland (OHIO) ed ha contribuito notevolmente a svecchiare l'immagine del gay porn performer decadente e morboso. Tra le altre cose è l'unico gay porn performer ad avere scelto come nome d'arte quello di un personaggio dei fumetti d'avventura degli anni '40 (e questo, a prescindere dalle sue doti sul set, me lo rende particolarmente simpatico)...
Il fenomeno dei gay porn performers canterini rappresenta un vero e proprio sottogenere nella nicchia dei cantanti gay dichiarati, perlomeno negli USA, e volendo offrirebbe tutta una serie di spunti di riflessione in più a proposito del "problema" del coming out per gli omosessuali che si cimentano nel mondo dello spettaccolo... Tantopiù che alcuni di loro hanno abbandonato la carriera hard per diventare cantanti a tempo pieno. D'altra parte il mondo è bello perch'è vario. Qui di seguito vi mostro un video particolarmente pacchiano che accompagna il brano con cui Johnny Hazzard ha debuttato.

Mhhh... Non so... Probabilmente Johnny Hazzard è meglio come porn performer che come cantante... Però, se non fosse per il video assolutamente trash, il brano non sarebbe così male, voi cosa ne pensate?
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mercoledì 24 febbraio 2010

COSE DELL'ALTRO MONDO

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Ammetto che non ho mai seguito granchè le competizioni sportive e che le uniche gare che mi spiace perdere sono le gare maschili di tuffo (per motivi che non hanno niente a che fare con lo sport), quindi non sto seguendo le Olimpiadi Invernali che si stanno tenendo in questi giorni a Vancouver in Canada. Tuttavia ora vi parlerò proprio delle Olimpiadi Invernali del 2010. Ve ne parlo perchè, siccome questo è il blog che vi dice quello che gli altri non vi dicono, volevo segnalarvi che l'artista che ha disegnato le decorazioni delle medaglie olimpiche e paraolimpiche (che quest'anno hanno tutte un disegno personale), è lesbica dichiarata e si chiama Corinne Hunt (foto sotto).
Non male, vero? Ovviamente l'arte è arte a prescindere da chi la realizza, ma penso che il fatto che un compito così importante sia stato affidato ad una lesbica dichiarata abbia comunque un notevole valore simbolico... Soprattutto per le nazioni che si stanno affannando per portarsi a casa il maggior numero di medaglie e che, allo stesso tempo, ignorano le richieste della propria comunità omosessuale. Le nazioni come l'Italia, insomma. Inoltre, sempre in tema di Olimpiadi Invernali e di arte gay, volevo segnalarvi che la Pride House ha anche commissionato allo scultore gay Edmund Haakonson una scultura ispirata alle olimpiadi invernali...

Ops! Dimenticavo di spiegarvi che la PRIDE HOUSE è un'iniziativa che tiene banco a Vancouver proprio in occasione delle Olimpiadi Invernali 2010, e nel pieno centro del Villaggio Olimpico. Si tratta di alcuni locali adibiti a lunge bar e spazio culturale messi a disposizione dal lussuoso Pan Pacific Hotel per i turisti (e gli sportivi) omosessuali che sono venuti a Vancouver in occasione delle gare. Non male, vero? Chissà perchè quando le Olimpiadi Invernali si sono tenute a Torino non è stato fatto niente di simile (ovviamente sto facendo dell'ironia)... In ogni caso, siccome questo è il sito che vi dà quello che gli altri non vi danno, qui di seguito vi posto un'intervista a Edmund Hakkonson e a Corinne Hunt.

Canadesi brava gente. Giusto per rimanere in tema di Canada e gay canadesi, oggi volevo segnalarvi anche che Patrick Fillion (che qui sotto vedete felice e contento nella sua collezione di pupazzi UGLIES ), ha iniziato a rimettersi in moto con la sua casa editrice (che ultimamente era andata un po' a rilento anche a causa della brutta crisi economica dello scorso anno) e ha annunciato la prosecuzione di diversi titoli e l'inaugurazione di nuove serie, realizzate da lui e dagli artisti che, in numero sempre maggiore, hanno deciso di pubblicare con la sua CLASS COMICS.
La sua ultima novità, ma solo in ordine di tempo, è una serie di cards esclusive che dà in omaggio a chi effettua i suoi aquisti direttamente dal sito, e che ovviamente sono dedicate ai personaggi che animano le sue pubblicazioni...
Tra le altre cose penso che col tempo Patrick Fillion abbia anche perfezionato ulterioremente il suo stile, e questo potrebbe spiegare il lungo periodo che intercorre fra i vari numeri delle serie realizzate da lui... In ogni caso, come potete intuire da queste tavole tratte dall'imminente secondo numero di Zahn, i risultati si vedono (anche se devo ammettere che i suoi peni sovradimensionati continuano a lasciarmi perlomeno perplesso)...


Ovviamente gli anni passano, ma ancora nessun editore italiano ha osato tradurlo nella nostra lingua... Chissà... Magari i timori degli editori italiani sono direttamente proporzionali alle dimensioni dei genitali maschili che vengono mostrati nei fumetti omoerotici... Chissà...
Alla prossima.
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lunedì 22 febbraio 2010

ITALIA NOSTRA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Piccolo cambio di programma: gli aggiornamenti settimanali non saranno martedì, giovedì e sabato, ma lunedì, mercoledì e venerdì. Detto questo passo subito all'argomento di oggi. Se cercate su internet delle foto di Seth MacFarlane (il creatore delle serie animate I GRIFFIN e AMERICAN DAD) vi troverete di fronte a un bel ragazzotto dall'aria gioviale e sempre sorridente. Non ci è dato sapere quanto Seth MacFarlane sappia di cio' che succede alle sue creazioni una volta che vengono trasmesse al di fuori degli Stati Uniti, però ammetto che mi piacerebbe molto sapere se sarebbe ancora di buon umore sapendo delle censure che vengono regolarmente applicate alle sue serie trasmesse sulle reti nazionali italiane. In particolare alle censure delle scene dai risvolti gay. Il nostro paese ha una lunghissima tradizione di serie animate "adulte" trasmesse in fascie orarie inappropriate (per motivi prettamente legati all'audience e agli sponsor pubblicitari), che negli ultimi vent'anni hanno comportato numerosi "ritocchi" per non incorrere nelle multe degli organi di vigilanza e nelle querele delle associazioni bigotte... Una volta sotto le forbici finivano soprattutto le serie giapponesi, ma da qualche anno anche quelle statunitensi non sono immuni, dato che hanno cominciato a trattare temi scomodi o "imbarazzanti". Il discorso è molto complesso e richiederebbe un lungo approfondimento. In questa sede mi limito ad osservare che, ancora nel 2010, le censure italiane sulle serie satiriche americane cadono sulla rappresentazione esplicita dell'omosessualità nella stessa misura in cui cadono sulla rappresentazione - seppur filtrata dall'ironia - di comportamente devianti e socialmente pericolosi. Significa forse che l'omosessualità in Italia è ancora considerata un comportamento deviato? Chissà... Sia come sia i tagli si questo tipo sono molto evidenti proprio nelle serie di Seth MacFarlane, dove nelle ultime settimane è stata censurata la scena di un bacio fra Stan (protagonista di AMERICAN DAD) e il suo vicino Terry.
E qualche giorno dopo Italia Uno ha censurato un scena de I GRIFFIN in cui si intuisce che il capofamiglia Peter ha fatto dei numeri da circo con l'ex presidente Bill Clinton...
Curiosamente, se da una parte le scene esplicite vengono censurate, non è così per buona parte dei discorsi sull'omosessualità presenti nei vari episodi, anche se con gli anni queste odiose forme di censura mi pare che si siano persino inasprite. Niente di nuovo sotto al sole, direte voi, e in effetti è così, tuttavia è abbastanza evidente che questo atteggiamento dà la misura di una situazione che fa molta fatica a sbloccarsi, e che - tra l'altro - può compromettere queste serie a lungo termine. Infatti, nel malaugurato caso in cui l'adattamento e il doppiaggio di una serie vengano commissionati da una rete nazionale (che per prima ne ha aquistato i diritti), l'operazione di adattamento e censura viene fatta a monte, e molto difficilmente i dialoghi potranno essere ridoppiati più fedelmente per una successiva edizione in DVD... Così come le scene tagliate potranno essere "reintegrate" solo in versione originale (visto che in italiano non sono mai state doppiate). Qualche volta è stato possibile correre ai ripari nelle riedizioni in DVD, facendo ridoppiare dagli stessi doppiatori le parti che negli anni sono state tagliate e sono andate perse (come nel caso di Lady Oscar), ma si tratta di un processo molto costoso, che rischia di far lievitare il costo dei DVD ben oltre le possibilità del grande pubblico... A meno che non si tratti di serie stracult (come nel caso di Lady Oscar, appunto).
La cosa curiosa è che di fronte a questi atteggiamenti non si organizza alcuna forma di protesta strutturata da parte della comunità omosessuale... Probabilmente perchè, dalle nostre parti, le associazioni gay non si dividono per aree di intervento e - volendosi occupare tutte di tutto - finiscono per disperdere le loro energie e per lasciare correre quando vengono tagliate le scene "gay" da serie come I GRIFFIN e AMERICAN DAD, sottovalutando il peso culturale e simbolico della cosa. Peccato solo che le associazioni bigotte, a differenza delle associazioni gay, si dividono proprio per aree di intervento, col risultato che il MOIGE (MOvimento Italiano GEnitori), risulta molto più influente di Arcigay nelle scelte dei palinsesti televisivi... Quando Arcigay conta 180000 iscritti e il MOIGE dichiara di rappresentare 30000 genitori (solo lo 0,2% dei genitori italiani con un figlio minorenne). Misteri italiani... Certo è che, per come vanno le cose, la presidentessa del MOIGE Maria Rita Munizzi (foto sotto), potrebbe agire un po' meno contro l'omosessualità e un po' di più contro la violenza gratuita, lo sfruttamento del corpo femminile e il pessimo esempio che viene dato dai reality e dai talent show... Per non parlare dei talk show di ultima generazione...
In ogni caso, giusto per stare in tema di omosessualità e censure, volevo farvi notare che anche in Italia hanno cominciato a circolare in TV le prime immagini del nuovo videogioco per Play Station 3 HEAVY RAIN, che a quanto pare dovrebbe sconvolgere il pubblico per il suo inedito realismo, per la sua regia cinematografica, per i suoi dettagli truculenti e molto altro ancora... Diversi telegiornali italiani hanno dedicato un servizio al suddetto videogioco, indugiando - guardacaso - sulla scena che si svolge sotto la doccia... Ovviamente selezionando la protagonista femminile del gioco... D'altra parte siamo nel paese delle veline, giusto? Siccome questo è il blog che vi mostra quello che gli altri non vi mostrano, per par condicio qui di seguito vi faccio vedere la stessa scena interpretata dal protagonista maschile... Evidentemente gli autori del videogioco non sono prevenuti come le televisioni italiane, che a quanto pare sono ancora convinte che "in Italia sono tutti maschi"...

Che dire? Se non altro il resto del mondo va avanti, e volendo essere ottimisti questo significa che - con quei canonici trent'anni di ritardo - prima o poi l'aria di cambiamento arriverà anche da noi... Sempre ammesso che ci sia della gente disposta a lavorare per cambiare le cose, ovviamente...
Alla prossima.
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sabato 20 febbraio 2010

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Prima di tutto volevo farvi sapere che ho deciso di spostare i giorni degli aggiornamenti del blog... Non più lunedì, mercoledì, venerdì e domenica, ma martedì, giovedì e sabato. Detto questo passo a segnalarvi il cantante gay dichiarato della settimana. Probabilmente molti di voi si saranno già imbattuti nel video tratto dal suo singolo OK2BGAY che è un po' la sua firma, infatti sto parlando del danese TOMBOY.
Il suo primo (e per ora unico) album risale a qualche anno fa, ma direi che ha avuto modo di farsi conoscere, non fosse altro che per il suo look decisamente queer ed eccessivo, ma anche per il suo modo di lanciare messaggi decisamente importanti attraverso la provocazione e la voglia di giocare con i luoghi comuni. Personalmente trovo che il video seguente riesca a condensare in pochi minuti una quantità di messaggi davvero notevole, seppur attraverso il filtro della provocazione da Gay Pride (che viene spesso - a torto o a ragione - fraintesa dalla maggior parte delle persone).

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giovedì 18 febbraio 2010

LA CURIOSITA' DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi vi volevo segnalare un fenomeno curioso che si sta verificando con crescente frequenza nel mondo del fumetto giapponese. Infatti, dopo il caso di Yoko Matsushita (che vi ho segnalato su questo blog), iniziano ad esserci anche altre autrici di manga per ragazze (anche di notevole fama) che hanno iniziato a cimentarsi nel genere BOYS LOVE (ovvero i fumetti a tematica omosessuale maschile realizzati da donne per altre donne). Ad esempio Yuu Watase (foto sotto) ha iniziato a dedicarsi con crescente passione ai manga BOYS LOVE.
Il suo caso, volendo, è abbastanza emblematico, dato che per dedicarsi al suo nuovo manga BOYS LOVE ha deciso di sospendere la serializzazione su rivista di Fushigi Yuugi Genbu Kaiden, che - per chi non lo sapesse - è il prequel di una delle sue opere più celebri. Tutto questo per seguire con maggiore attenzione Sakura Gari, l'avventura erotico sentimentale di due giovani studenti (Souma e Masakata) collocata nell'insolita ambientazione dell'epoca Taishou (fra il 1912 e il 1926).
Conoscendo la proverbiale capacità dei giapponesi di fare propri gli esempi altrui, non è da escludere che presto assisteremo alla virata BOYS LOVE di altre popolari autrici e sicuramente questo può essere considerato un segno dei tempi. Infatti una volta poteva anche capitare che ci fossero autrici di BOYS LOVE che, magari partendo dal mondo del manga amatoriale autoprodotto, si lanciassero verso una carriera nel settore dei manga per ragazze mainstream, ma che autrici davvero famose (in Giappone e all'estero) per dei manga femminili "classici" si cimentassero in ambito BOYS LOVE era qualcosa di abbastanza impensabile... Tant'è che forse l'unico precedente negli anni '90 (e che in effetti lasciò tutti gli appassionati di manga un po' basiti) è stato quello di Marimo Ragawa, autrice dell'interessante NEW YORK NEW YORK (che stranamente, e forse proprio a causa della sua atipica ambientazione statunitense, è stato uno dei primi BOYS LOVE pubblicati in Italia). Cosa significa tutto questo? Forse che in Giappone, perlomeno nel settore dei manga, la rappresentazione esplicita delll'omosessualità maschile inizia ad essere considerata meno compromettente di una volta, ma anche che tante autrici si sentono più libere di esprimere pubblicamente il loro interesse per le tematiche omosessuali... Il che, tutto considerato, non è poi una cosa da poco e potrebbe riflettere una più generale liberalizzazione dei costumi anche nel pur rigoroso Giappone, dove la reputazione e la fedeltà a una data linea di condotta sono tutto. Anche in questo caso fare dei paragoni con la situazione italiana è alquanto improprio: un po' perchè da noi le autrici italiane di fumetti sono davvero poche e un po' perchè le pochissime che si sono cimentate con tematiche omosessuali... Beh... Se si sono ritrovate ad essere pubblicate solo al di fuori del nostro paese e a presenziare alle manifestazioni statunitensi, e non più a quelle italiane (tipo le Peruggine, come dimostra questa foto scattata un paio di anni fa in Arizona), un motivo ci dovrà pur essere, no? Ah! Già che ci sono colgo l'occasione per fare le mie felicitazioni alla Cla' (la peruggina a sinistra nella foto), che ho appena scoperto essersi sposata a settembre (^__^)... Accidenti come vola il tempo! Comunque, tornando al nostro discorso, il solito punto dolente è sempre che da noi l'omosessualità (a prescindere dal sesso di chi ne trae ispirazione per dei fumetti) rimane un argomento con cui gli editori fanno ancora molta fatica a rapportarsi, mentre non esistono circuiti di distribuzione capillari e sicuri per diffondere e valorizzare prodotti che toccano questi temi, soprattutto al di fuori delle grandi città... Con una serie di conseguenze a catena. In effetti la fine ingloriosa dei BOYS LOVE Made in Italy (in Italia) avrebbe potuto offrire delle basi per una ripartenza più oculata e mirata, ma siccome dalle nostre parti gli editori schivano l'autocritica come la peste, le autrici italiane di BOYS LOVE sono rimaste senza nessuno che le pubblichi e le promuova... E anche questo ha contribuito ad allontanare la tematica gay dai progetti degli autori e delle autrici del nostro paese. Tant'è che, negli ultimi dieci anni, non mi risulta che a livello di autrici italiane di BOYS LOVE ci sia stato alcun segnale di ricambio generazionale. Comunque bisogna essere ottimisti, giusto? D'altra parte se io e voi siamo ancora qui a parlare di queste cose è sicuramente un buon segno (^__^)... Oltretutto idati relativi al 2009 di amazon.com hanno testimoniato che per la prima la vendita di pubblicazioni digitali ha superato quella delle pubblicazioni cartacee, e questo tratteggia un nuovo scenario ricco di possibilità.
Alla prossima.
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martedì 16 febbraio 2010

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Se seguite da un po' di tempo questo blog, o se lo avete scoperto da poco e vi piace spulciare fra i vecchi post, saprete che ho dedicato diversi approfondimenti a Ken Carson, il fidanzato di Barbie :-) Appena ne avrò il tempo riprenderò l'analisi della sua storia (che avevo interrotto alla fine degli anni '80), ma nel frattempo volevo segnalarvi che nel terzo capitolo della saga cinematografica di TOY STORY avrà un ruolo di primo piano, o quasi, proprio uno dei Ken che ho recensito su questo blog, e cioè KEN AMANTE DEGLI ANIMALI (cliccate qui).
Sarò malizioso e magari anche un po' fissato, ma qualcosa mi dice che non è un caso se è stato scelto uno dei KEN con uno dei look più equivoci in assoluto, e forse - dico forse - potrebbe rappresentare un gesto dai risvolti apertamente gay-friendly... Magari per attirare il pubblico gay amante dell'animazione digitale? Chissà... Ovviamente bisognerà vedere come il suddetto personaggio sarà gestito e quali saranno le sue battute (ovviamente nei primi trailer si vede già molto preso da Barbie, ma non bisogna dare nulla per scontato...). Nel frattempo, per restare in tema di politiche gay friendly, vi segnalo che nel serial SPARTACUS: BLOOD AND SAND (che vi avevo segnalato qualche settimana fa) è comparso il primo personaggio gay dichiarato (nella misura in cui le parole "gay" e "dichiarato" possono avere senso per un serial ambientato nell'antica roma). Si tratta del gladiatore Barca (interpretato da Antonio Te Maioho).
Probabilmente si tratta del primo caso di gladiatore omosessuale mai presentato nella storia del cinema e della televisione, e la cosa davvero notevole è che uno dei personaggi più maschili, forti e violenti dell'intera serie (e a giudicare dal rigonfiamento del suo perizoma ha anche altre doti). Quel che si dice superare gli stereotipi, insomma. In ogni caso, visto che sicuramente alcuni di voi hanno già cominciato a gridare "Mio! Mio! Mio!", ci tenevo a precisare che il cuore di Barca è già impegnato, visto che nella serie hanno inserito anche il suo "ragazzo" nella persona del giovane schiavo Pietrus (interpretato da Eka Darville).
Una bella coppia, non c'è che dire. Da notare che a partire dal quarto episodio hanno iniziato ad essere mostrate anche alcune scene della loro vita intima, senza contare che - una volta tanto - degli sceneggiatori americani presentato una coppia omosessuale credibile per gli standard dell'antica Roma (dove l'omosessualità era tollerata se praticata fra maschi di classe sociale diversa). C'è da dire che gli sceneggiatori avevano promesso una "quota esplicitamente gay" nella serie ben prima del suo debutto, ed è molto bello vedere che sono stati di parola... A prescindere dal fatto che nella suddetta serie la comunità gay aveva comunque di che deliziare la vista... Per darvi un'idea eccovi qui di seguito un assaggio del cast di SPARTACUS: BLOOD AND SAND, che spesso e volentieri viene mostrato come mamma l'ha fatto...





Comunque, siccome evidentemente i produttori hanno voluto confezionare una serie che strizzava l'occhio alla comunità gay nel senso più ampio del termine, nel cast hanno anche inserito l'attore gay dichiarato Craig Parker...
E, come se tutto ciò non bastasse, un ruolo di primo piano in questo serial è stato affidato a una delle più popolari icone lesbiche degli anni novanta: Lucy Lowless, meglio nota come la protagonista del serial XENA (ve lo ricordate, vero?)... Anche se nel nuovo ruolo della nobile Lucrezia è quasi irriconoscibile...
Non ho ancora avuto modo di seguire questo serial, ma a giudicare da quanto se ne parla sui siti gay americani (molti fanno persino delle dettagliatissime sinossi per ogni episodio), potrebbe trattarsi del primo vero gay cult televisivo degli anni dieci del nuovo millennio... Il che mi fa fortemente dubitare che in Italia lo vedremo presto e in versione integrale... Perlomeno sulle reti nazionali o sul digitale terrestre... Speriamo almeno nel satellite (anche se, purtroppo, non è alla portata di tutti). Comunque, al di là del fatto che in Italia le cose vanno come vanno, penso che sia estremamente positivo che si sia arrivati a un serial come questo, dove gli omosessuali hanno definitivamente abbandonato il ruolo di donna mancata, e dove a questo nuovo modo di intenderli si dà anche una legittimazione storica. Voi cosa ne pensate?
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domenica 14 febbraio 2010

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Anche oggi ho trovato per voi un nuovo cantante gay dichiarato, Mike Rickard, che punta su una voce calda e su una musica molto melodica per raccontare la semplicità e la ricchezza che può trovarsi anche nella vita di un gay come tanti. Secondo me ha una voce davvero molto bella e meriterebbe di essere promosso in Italia molto più di tanta altra roba che viene pompata dalle nostre radio...Per andare sul suo sito ufficiale potete CLICCARE QUI. Devo ammettere che più vado a indagare nel mondo dei cantanti gay dichiarati e più rimango colpito del fatto che la stragrande maggioranza di loro vuole lanciare messaggi confortanti, ottimisti e positivi. Immagino che la vita gay abbia i suoi alti e bassi a tutte le latitudini, ma credo che sia estremamente importante che la musica veicoli messaggi positivi in questo senso (un po' come nel video che vi posto qui di seguito), invece di presentare gli omosessuali sempre come vittime, disperati, individui patetici e angosciati a vari livelli e via dicendo (che poi sarebbe un po' lo standard italiano). Voi cosa ne pensate?

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venerdì 12 febbraio 2010

COSE DELL'ALTRO MONDO...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Come forse saprete quando da noi è inverno nell'emisfero australe - beati loro - sono nel pieno dell'estate. Quello che forse non sapete è che, mentre da noi si festeggia il Carnevale, in Australia il Martedì Grasso è il giorno del Gay Pride di Sidney, che giustamente si chiama Sidney Mardi Gras. La data non è scelta solo per motivi "strategici", ma anche perchè - per una singolare concidenza - in questa data ricorrono alcuni eventi importanti per il movimento gay australiano (come ad esempio la ricorrenza della prima ribellione della comunità gay australiana nel 1978, dopo che 53 attivisti vennero arrestati perchè avevano organizzato un corteo). Morale della favola: in questo periodo Sidney diventa una vera e propria mecca gay, piena di eventi culturali e feste a tema.Siccome questo è un blog internazionale, e siccome spero sempre di ampliare i vostri orizzonti, oggi volevo cogliere la palla al balzo festeggiando il Sidney Mardi Gras, parlando di fumetti gay australiani e riallacciandomi a un mio recente post, in cui parlavo delle nuove tendenze dell'immaginario pop gay, e del suo debito nei confronti del mondo dell'animazione. Infatti una delle più originali espressioni dell'immaginario gay contemporaneo è rappresentato dai fumetti omoerotici "furry". Furry è una parola che in italiano potrebbe essere tradotta come "pelliccioso", e indica quei fumetti che hanno come protagonisti mammiferi umanizzati... Attenzione: non parliamo di personaggi in stile Disney, dove l'aspetto "animale" ha solo una funzione caricaturale, ma di personaggi che mantengono le loro vere caratteristiche animali. Il genere furry in Italia non è molto conosciuto: un po' perchè il totale monopolio Disney sui fumetti a base di animali rende il pubblico (e gli editori) abbastanza prevenuti, e un po' perchè una delle caratteristiche del furry è quella di avere un taglio abbastanza adulto, e di non farsi problemi a rappresentare la vita sessuale dei suoi protagonisti. Se volete farvene un'idea potete procurarvi il primo volume di OMAHA, vero e proprio classico del genere ripubblicato recentemente da Black Velvet: è incentrato sulle traversie di una gattina che lavora in un nightclub, ma è tutt'altro che banale ed eterosessista, quindi ve lo consiglio caldamente...
Comunque dovete sapere che, in ambito di fumetti furry a tematica gay, probabilmente una delle punte più alte è stata raggiunta proprio da un fumetto australiano, realizzato da un certo BLOTCH (pseudonimo dietro al quale si celano l'illustratore di storia naturale Tess Garmane e l'animatore Teagan Gavet). Si tratta di Dog's Days of Summer, graphic novel dedicata alle avventure sentimentali - e non solo - di Diego il dingo (sapete tutti cos'è un dingo, vero?)...
Il fumetto, in realtà, è stato gestito in una maniera abbastanza atipica: i due autori hanno realizzato le ottanta tavole della storia al ritmo di una alla settimana, pubblicandole su un sito internet, dove il pubblico poteva votare di volta in volta la direzione che avrebbe dovuto prendere la storia, scegliendo fra varie opzioni. Inutile dire che presto gli eventi hanno preso una piega abbastanza... Come dire... Intima...
Nonostante tutto non è mai stato un fumetto che ha mostrato del sesso fine a sè stesso, e i personaggi sono sempre stati molto ben caratterizzati. Senza contare che la qualità (decisamente alta) delle tavole - realizzate peraltro in maniera assolutamente tradizionale - non mai venuta meno.
Immagino che a questo punto sia superfluo dire che Diego il dingo è un personaggio del tutto inedito in Italia, e non ci è dato sapere se e quando qualche editore vorrà fare un tentativo al riguardo. In compenso in Australia è diventato piccolo personaggio cult. Dopo la pubblicazione online le tavole sono state raccolte in un bel volume che è in perenne ristampa, e che adesso ha anche varcato i confini australiani per diffondersi negli altri paesi anglofoni.
E non è tutto... A quanto pare quei furboni dei creatori di Diego il dingo hanno anche messo in commercio una camicia hawaiana identica a quella indossata dal loro personaggio... Che ovviamente è andata esaurita in pochissimo tempo... Quando si dice avere il pallino degli affari...
E siccome, a quanto pare, in Australia il marketing non è un'opinione, Diego il dingo ha fatto pure un tour in carne e ossa... Come dimostra questa foto scattata nel 2008 presso la famosa Opera House...
Che dire? Evidentemente anche in Australia la situazione si evolve e l'immaginario gay pop può manifestarsi in maniera molto originale, contribuendo a rivoltare da cima a fondo tutta una serie di stereotipi e luoghi comuni legati all'omoerotismo e alle sue manifestazioni artistiche.
Direi che anche nel genere furry si manifesta, con una notevole evidenza, la recente tendenza degli artisti gay di riappropriarsi del loro immaginario infantile, adeguandolo alle loro esigenze "adulte". Non sono un psicologo, ma non credo che sia una manifestazione di immaturità, quanto piuttosto l'esigenza di dare una sorta di continuità (e di senso supplementare) alla prima parte della vita, caratterizzata in buona parte proprio da simpatici personaggi pellicciosi...
D'altra parte non bisogna nemmeno sottovalutare il fatto che, se è vero che da una parte ci sono artisti che propongono questo genere di cose, dall'altra c'è un pubblico ricettivo nei loro confronti... E qui si potrebbe aprire una grande parentesi su come, fin dalla più tenera età, si pongono dei paletti più o meno rigidi che suggeriscono e delimitano il percorso "giusto" che ciascuno dovrebbe seguire, e che di solito non contempla l'opzione omosessualità... Anche attraverso i cartoni animati, che nel tempo hanno aquisito un notevole peso formativo per tanti bambini e adolescenti.
Forse, ma la mia è solo un'ipotesi, certi elementi ripresi dai cartoni animati servono anche la a trasformare i fumetti gay - ancor meglio se omoerotici - in una specie di "rivincita" su una società che, a partire roprio dai cartoni animati, promuoveva sempre e solo il modello eterosessuale... Accentuando il carico di stress e frustrazione per chi inziava a non ritrovarsi in quel modello.
Forse certi fumetti gay hanno anche una funzione "terapeutica" proprio per questo motivo? Considerando le lettere che mi sono arrivate in questi anni mi verrebbe proprio da dire di sì... Voi cosa ne pensate? In attesa dei vostri commenti al riguardo vi lascio con il video che presenta il Sidney Mardi Gras di quest'anno... Sarò esterofilo, ma al confronto i Gay Pride italiani ci fanno una figura un po'... Come dire... "Magra"...

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mercoledì 10 febbraio 2010

LA RIFLESSIONE DI OGGI...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Per prima cosa vorrei ricordarvi che in cima alla pagina trovate un SONDAGGIO interessante, e che se volete maggiori informazioni al riguardo potete CLICCARE QUI. Oggi, comunque, volevo condividere con voi alcune riflessioni che nascono da una storia breve dell'Uomo Ragno (o Spider-Man, come si dice oggi), pubblicata nel 1984 negli Stati Uniti in un albo speciale che presentava anche una storia di quelli che - in quel periodo - erano i super eroi bambini della Marvel, i Power Pack.
Si trattava di un albo speciale perchè era stato coprodotto con il National Committee to Prevent Child Abuse, un'associazione no profit americana che si occupa di combattere la violenza sessuale sui minori. Ovviamente le storie all'interno di questo albo erano incentrate su questo argomento, e in particolare quella dell'Uomo Ragno presentava il caso di un tentativo di violenza da parte di una ragazza su un bambino e il caso dell'approccio di un liceale (coi capelli bianchi!) ai danni dell'Uomo Ragno quando andava ancora alle medie e non aveva alcun super potere... Siccome questo è un blog che vi da quello che gli altri non vi danno, qui di seguito potete vedere la storia in questione (che a quanto mi risulta in Italia non venne mai tradotta). Per leggerla nei dettagli cliccate sulle immagini.







Ammetto che - nonostante sia stato per anni un assiduo lettore dell'Uomo Ragno - ho scoperto l'esistenza di questa storia di recente e per puro caso, e nonostante sia inevitabilmente datata penso che possa offrire diversi spunti di riflessione molto interessanti . La prima cosa che spicca è che, negli USA del 1984, si usavano i fumetti e i loro personaggi più rappresentativi per fare questo tipo di interventi preventivi, la seconda - e forse la più notevole - è che si mettono in guardia i bambini dagli approcci delle persone di ambo i sessi. Altra cosa notevole dell'albo è che, nella storia dei Power Pack, una loro amichetta confida ai quattro super bambini di essere stata molestata dal padre... A tutt'ora non mi risulta che alcun fumetto italiano che si rivolge ai più piccoli abbia trattato questo argomento, neppure in maniera più indiretta... E, per dirla tutta, credo che dalle nostre parti ci sia anche una sorta di tabù nei confronti delle donne che abusano sessualmente dei minorenni maschi... Quasi come se questi casi non possano costituire un abuso per una questione di principio (e di affermazione maschilista). D'altra parte, a ben pensare, da noi praticamente non esistono fumetti Made in Italy per bambini e ragazzini che non facciano riferimento a multinazionali o ad associazioni religiose per cui certi discorsi sono assolutamente intoccabili... Un vero peccato, perchè la prevenzione di questo e di molti altri problemi della nostra società potrebbe passare anche attraverso i fumetti... E qui la scusa che i fumetti "sono cose per bambini" non regge più, a meno che non si dia per scontato che coi bambini sia meglio tacere sempre e comunque quando c'è di mezzo il sesso... Anche se poi i risultati sono sotto gli occhi di tutti, e non sono granchè positivi. Voi cosa ne pensate?
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