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sabato 30 maggio 2009

I VIDEO DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, di solito non posto niente il sabato, ma oggi volevo premiare la vostra fedeltà e allo stesso tempo fare una sorpresa a quelli che passano di qui almeno una volta al giorno... Anche perchè il counter mi dice che ogni giorno siete almeno 200 o 300, e non penso che sia proprio un numero irrilevante per un blog di questo tipo, per giunta in italiano. Per chiudere in bellezza il mese di maggio volevo portarvi - simbolicamente - a vedere la Fiera dell'arte omoerotica che la Tom of Finland Foundation ha organizzato anche quest'anno lo scorso marzo a Los Angeles (e di cui diedi annuncio a suo tempo anche in questa sede). Non si tratta di una fiera di grandi dimensioni, ma il suo valore simbolico e culturale è senz'altro notevole. Girovagando fra gli stand, oltretutto, potete dare un volto a vari artisti dei quali - se siete cultori di illustrazione omoerotica contemporanea - avete sicuramente visto in giro qualche opera... Molto carina, poi, la presenza dei modelli che posano, che da diversi anni è una costante delle fiere di questo tipo che si tengono negli Stati Uniti.


Prego notare che l'unica cosa italiana presente nei video sono i sottofondi musicali di Sergio Leone... Il che, tutto considerato, è già qualcosa. D'altra parte questa fiera ha sempre valorizzato in modo particolare l'arte omoerotica made in U.S. e quella che è in linea con il Tom of Finland Style (anche perchè, diciamocelo, da sola basta ad animare una fiera di questo tipo). Peccato che in tante altre nazioni (tra cui la nostra) una fiera di questo tipo appartenga ancora al mondo della fantascienza, non foss'altro perchè non abbiamo ancora il substrato culturale necessario a mobilitare il pubblico necessario per giustificarla. O forse sì? Di certo per ora sarebbe prematuro organizzare qualcosa di questo tipo (e di queste dimensioni), soprattutto in questo periodo e nel contesto che caratterizza il nostro paese ultimamente... D'altra parte non è detto che non si possa iniziare a mobilitare le coscienze attraverso altri canali. Tipo questo blog, ad esempio (^__^). Ci vediamo a giugno... Che se tutto va bene dovrebbe portare qualche bella novità. Ciao e a presto.
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venerdì 29 maggio 2009

TOYS HISTORY

Ciao a tutti e a tutte, tutto bene?
Per alleggerire un po' il clima dopo gli ultimi post un po' pesantucci oggi volevo allietarvi con la seconda puntata della storia di Ken e dei suoi amici che, nel corso dei decenni, hanno suscitato tante malelingue e che, da qualcuno, sono considerati icone gay a tutti gli effetti... Sia come sia alla fine degli anni 60 avevamo lasciato il nostro eroe fra le spiaggie e le discoteche di Malibu... E in effetti agli inizi degli anni 70 si dimostra abbastanza abitudinario (anche quando si tinge i capelli di un bel colore giallo paglierino per andare in spiaggia).
Rimanga fra me e voi... Ma mi sono sempre chiesto perchè andava sempre in spiaggia con Barbie (che era la sua ragazza) e la di lei sorellina Skipper senza colpo ferire... I tre sono sempre stati praticamente inseparabili per tutti gli anni 70 e 80... E il mistero sulla sparizione di Skipper (e sulla sua breve riapparizione negli anni 90) è uno dei grandi gialli insoluti della storia moderna, su cui magari tornerò in futuro... Se fossi malevolo penserei che Ken chiedeva a Skipper di essere sempre presente per avere una scusa che giustificasse il fatto che non aveva poi questa gran voglia di pomiciare con Barbie... Chissà... In ogni caso con gli impegnati anni 70 Ken diventa un uomo "impegnato", perlomeno a giudicare dal BUSY ("affaccendato") sulla sua nuova scatola...

Tant'è che oltre ad indossare una canotta molto... Aemh... Maschia, viene venduto con un play set composto da: TV, giradischi, valigiona da viaggio e vassoio per servire bibite agli amici... Se non è impegno questo! A questo punto, però, succede qualcosa che trovo un po' sospetto... Nel senso che compare il primo Ken che, volendo, poteva diventare un feticcio per il pubblico gay... Ovvero "Ken capelli alla moda"...
Caratteristica di questo Ken, oltre ai capelli in fibre di plastica come Barbie, era il set di baffi, barbe e basette "attacca e stacca"... Come potete vedere dal disegno seguente...
Domanda: quanto poteva essere interessante per una bambina degli anni 70 un'idea del genere? Difficile dirlo... Certo è che già nel 1973 Ken torna al suo look tradizionale... E ci fa scoprire che oltre a tingersi i capelli per andare al mare se li tinge anche per andare in montagna a sciare...
Ora, io mi domando e chiedo: cosa pensereste di un "funtime Ken" che viene venduto solo con addosso un paio di boxer? Sono io che sono malizioso oppure c'è qualche sottile sottointeso? In ogni caso funtime Ken è uscito sul serio nel 1973... E siccome giustamente non era nè al mare nè in montagna i capelli sono ancora di un bel castano naturale...
E vogliamo parlare dell'atletico e abbronzatissimo Ken Gold Metal? A quanto pare il nostro amico si tinge i capelli anche per le grandi occasioni (come dimostrano le sopracciglia scure), ed è evidentemente un amante del nuoto...
Il fatto che il nuoto in seguito avrebbe avuto diversi campioni olimpionici gay dichiarati potrebbe avere qualche rapporto col fatto che la prima medaglia d'oro di Ken sia proprio in questo sport? Chissà... Certo è che a quanto pare Ken non ama gli sport di contatto... Niente calcio, football, rugby o altro... Ma tanto tennis, golf, aerobica e poi via in discoteca in pantaloncini...Mhhh... Un pochino la nomea di icona gay se l'è cercata però... E vogliamo parlare del Ken boccoloso e col foulard che uscì nel 1975? Uscì in due varianti e, anche se la moda del tempo aveva certi modelli, non posso fare a meno di pensare che in questo Ken - visti i precedenti - ci sia quel qualcosa di un tantino sospetto...
Forse è quello che hanno pensato anche alla Mattel, perchè nel 1977 uscì un Ken Superstar un po' meno equivoco (penso che gli abbiano letteralmente rifatto i connotati, tra l'altro), o meglio: meno equivoco in un senso e più nell'altro... Dato che sembra un pappone e porta in dote alle sue piccole acquirenti niente meno che un grazioso anellino... Prego notare la riga dei capelli che da sinistra passa a destra... Un sottile messaggio politico subliminale?Comunque questa fase vagamente papponesca finisce presto... E il nostro idolo, che a quanto pare è anche un attore di successo, torna alle sue amatissime spiaggie... Prego notare che rispetto alla versione precedente è pettinato con la riga a sinistra invece che a destra... Mhhh... Chissà se indica davvero qualcosa...
Fatto sta che il nostro eroe pare essersi stancato della sua amata Malibu, e decide di andare a surfeggiare alle Hawaii... E stavolta ci va senza tingersi i capelli... Prego notare la tavola da surf rosa e con una fantasia floreale sopra... Ma siamo sicuri che Ken è andato alle Hawaii solo per fare surf? Il mistero si infittisce... Certo è che le Hawaii hanno una discreta tradizione di tolleranza nei confronti dell'omosessualità maschile... Anche questa sarà una semplice concidenza... Chissà... Chissà... Certo è che dalla vacanza alle Hawaii Ken tornò un pochino più "pazza"...
Capellone, tennista e con l'opzione rasoio... Mhhh... Che dite? Gatta ci cova? Solo Barbie sa la verità... E soprattutto solo lei può dirci perchè nel 1979 Ken torna in discoteca bello ossigenato, con papillion e bretelle dorate... Dimostrando per l'ennesima volta la sua fissa per le disco!Che dire? Il ragazzo ha di certo buon gusto... E decide di entrare negli anni 80 ballando discomusic... Che sia un segno di ulteriori e spregiudicati cambiamenti??? Lo saprete solo seguendo questo blog e le prossime puntate di questa esclusiva Toys History... Comunque prima di lasciarvi non posso proprio fare a meno di parlarvi dei due amici di Ken che negli anni 70 sono comparsi nella linea Barbie... Il suo compagno di tennis di colore Curtis, che gli fa compagnia dal 1974 (anche se ha una ragazza di nome Cara) e che conferma una certa predilezione di Ken per gli amici di colore (nella scorsa puntata vi avevo parlato di Brady, ricordate?)... Ovviamente nessuno saprà mai cosa succedeva negli spogliatoi di quei campi da tennis, ma sognare non costa nulla...
Nel 1978, però, compare anche il nuovo ragazzo di Skipper, ovvero lo spettinatissimo Scott, che ha una gran passione per i pattini e lo sport anche lui, a quanto pare... E che all'epoca veniva venduto con una bella tuta da ginnastica che nascondeva un completino decisamente più invitante... In effetti è di tutt'altra pasta rispetto al primo ragazzo di Skipper (che a quanto pare dagli anni 60 è cresciuta)...

A proposito di Scott devo confessarvi che, quando avevo tre o quattro anni (forse cinque), mentre ero in visita da una bambina che aveva tutta questa sfilza di Barbie e accessori al seguto, mi ero ritrovato in mano uno Scott (e sono sicuro che era Scott perchè quei capelli non si dimenticano)... E mi era venuto questo inspiegabile e fortissimo impulso di tirargli giù i boxer... Era una stranissima sensazione che non avevo mai provato prima e credo che mi fosse venuto anche una specie di tuffo al cuore per l'emozione di poterlo sbracare... La bambina in questione me lo impedì (non ricordo bene perchè) e io imbarazzatissimo diventai rosso e non ci riprovai più... E poi dicono che i bambini sono asessuati... Mah! Se mi era venuto l'impulso di spogliare Scott invece di Barbie un motivo forse c'era... Mi sa che quell'episodio aveva già messo le cose in chiaro, anche se io non ne avevo la minima idea :-) A voi non è mai capitato niente del genere?
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mercoledì 27 maggio 2009

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Ciao a tutte e a tutti, come state?
Avete presente quando qualche grosso cetaceo risale per sbaglio il corso di un fiume e muore? O quando si spiaggia e agonizza dibattendo le pinne nel vuoto? Ecco... Questa è la sensazione che ho avuto seguendo le vicissitudini della rivista Babilonia negli ultimi 4 anni (quelli dell'ultima gestione): 4 anni nei quali ho avuto modo di collaborare con lei, seguendo passo passo il suo declino e accompagnandola alla capitolazione finale. Ebbene sì: stavolta Babilonia - la rivista a tematica GLBT che dal 1982 era presente nelle edicole italiane - ha cessato le pubblicazioni, e così siamo diventati l'unico paese europeo/occidentale che non ha una rivista gay nella propria lingua distribuita nelle edicole. Non male vero? In effetti da molte parti si sente dire che non è poi una perdita così grave, che i tempi cambiano, che ora c'è internet, ecc... Ma è davvero così? In numeri assoluti SICURAMENTE internet e l'informazione a tematica gay raggiungono una platea che Babilonia (o qualsiasi altra rivista gay al mondo) non ha mai raggiunto nemmeno nei suoi sogni più sfrenati. Analiziamo però qualche dato: in Italia il 25% dei Comuni non ha l'ADSL o una qualche forma di connessione veloce, mentre le riviste a tematica gay (PRIDE, Clubbing, Out) arrivano solo nei locali gay (o meglio: nei locali gay che hanno acquistato spazi pubblicitari sulle suddette riviste) e nelle associazioni (e molto difficilmente, mancando un vero sistema distributivo, arrivano al di sotto di Roma). Aggiungiamo che tanti omosessuali - per scelta o per motivi di forza maggiore - non hanno modo di consultare siti gay, e aggiungiamo il fatto che - anche quando potrebbero consultare siti gay - in tanti vanno direttamente sui siti hard, nelle chat o sui personals... Mentre i mass media italiani sono quello che sono. Capirete anche voi che la chiusura di Babilonia non è esattamente un buon segnale. E sinceramente mi fanno anche un po' ridere quelli che dicono che i gay italiani grazie a internet non vanno più in edicola, visto che le riviste di annunci "personali" funzionano ancora molto bene, mentre Vanity Fair e i vari Men's Health, For Men e quant'altro hanno un seguito imbarazzante presso il pubblico omosessuale. Qualcuno dirà: si tratta di riviste che ufficialmente non sono "gay" e questo le aiuta. Vero. Tuttavia la Babilonia degli ultimi 4 anni era proprio in quella direzione fashion-glamour che stava andando, e non è servito assolutamente a nulla... Anzi: questa scelta di mettersi in competizione con le riviste "velatamente gay" (ma con enormi gruppi editoriali alle spalle) ne ha solo accelerato la fine. Perchè, allora, in tutto il mondo le riviste gay (non porno) stanno in buona salute (solo in Francia Têtu certifica 50000 copie vendute al mese)? Secondo la direzione di Babilonia il problema è che all'estero i danarosi inserzionisti per quelle riviste esistono e in Italia no... Ma sarà proprio questo il motivo? In effetti è stata la stessa identica giustificazione tirata fuori da Gay.TV quando è caracollata nella sua versione "emittente satellitare", e le sue formule erano più o meno le stesse che stava utilizzando Babilonia... Sarà un caso che entrambe abbiano trovato un fine ingloriosa? Qualcosa mi dice di no. A parte il fatto che, secondo me, portare in Italia un modello (o meglio una speranza) di finanziamento straniero senza considerare le peculiarità del nostro paese è già indice di superficialità e scarsa lungimiranza, devo dire che ho notato in entrambi i casi una scarsa volontà di mettersi in discussione, accettare i propri limiti e prepararsi adeguatamente. Ad esempio avendo la modestia di prendere atto che - per far funzionare certe cose come in altri paesi - bisognerebbe perlomeno "studiare" (e tanto) la storia e la cultura gay dei suddetti paesi, anche perchè trapiantare una pianta senza le radici - magari in un terreno ostile - non garantisce automaticamente che la pianta attecchisca, dico bene? Intendiamoci: non ho niente di personale da rinfacciare a chi ha gestito Babilonia, e in particolare alla cara direttora Lucia Contin, che con me si è sempre comportata in maniera più che corretta (e anzi, quando nel 2005 ho avuto dei seri problemi di salute mi chiamava pure a casa per sentire come stavo)... Però mentirei se dicessi che non avevo da tempo la sensazione che viaggiassero a tutta velocità su un binario morto (ne avevo parlato anche qui), e che su certi argomenti la loro preparazione fosse decisamente lacunosa (talvolta non capivano nemmeno a cosa mi riferivo quando esponevo qualche idea)... Anche se non se ne rendevano conto e procedevano imperterriti per la loro strada, cercando le cause delle loro traversie editoriali all'esterno piuttosto che all'interno... E questo lo facevano sia gli elementi etero che quelli gay della redazione... E qui bisognerebbe aprire una parentesi su chi è stato coinvolto nella realizzazione della rivista e su come costoro hanno gestito la cosa, dato che veniva dato un peso spropositato a personaggi e argomenti che - a mio modesto parere - erano totalmente inadeguati a rendere la rivista accattivante. Anche perchè agganciare i gay di oggi richiede una competenza e una preparazione non da poco... Soprattutto per non risultare banali e giustificare un acquisto di questo tipo in edicola...Mi spiace dirlo, ma ammetto che in più di un'occasione ho avuto la sensazione che tanta gente si sia approfittata della buona fede di Lucia Contin per avere una vetrina in più (e magari per raggranellare qualche spicciolo supplementare) piuttosto che per dare un reale contributo alla rivista. C'è poi da considerare che Babilonia (come Gay.TV prima di lei) aveva adottato la politica della rimozione pressochè totale dell'erotismo e della sessualità che non fosse patinata e ultra soft (e anche in quel caso era utilizzata col contagoccie)... Cosa che nel contesto italiano aveva ben poco senso. Per non parlare di alcune scelte estetiche decisamente opinabili (come ad esempio quella di mettere in copertina ragazzi che non accennano mai un sorriso...). La tentazione di approfondire ulteriormente l'argomento è tanta, ma non voglio annoiarvi, quindi mi limiterò a ribadire che il nostro paese ha finito per fare un altro passettino indietro... Cosa di cui, soprattutto in questi tempi, non aveva affatto bisogno. La cosa che mi dà di più da pensare, però, è che tutto ciò è avvenuto nella totale indifferenza del movimento gay... Che, per inciso, ha sede perlopiù in città dove Babilonia non è indispensabile (Milano, Roma, Bologna, ecc), e che non sembra proprio in grado di guardare al di là del proprio naso e della propria esperienza... Forse i gay che vivono in quel 25% di comuni senza ADSL valgono meno di quelli di Milano, Roma e Bologna? E' così scontato che un gay vada in discoteca e quindi possa avere accesso alla sua copia mensile di PRIDE? Siamo davvero sicuri che non abbia un'importanza intrinseca il fatto di andare in edicola a comprare una rivista gay piuttosto che consultare siti in privato e riviste gratuite in contesti "protetti" (e ghettizzanti) come le discoteche gay? Io una mia idea ce l'ho, però ci tenevo a sapere cosa ne pensavate voi...
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martedì 26 maggio 2009

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e a tutte... Se il mio post di ieri vi ha coinvolto in qualche modo volevo segnalarvi che su facebook è nato un gruppo che l'AIB (Asssociazione Italiana Biblioteche) ha dedicato alla lotta alla censura, con particolare riferimento all'episodio di Genova... Se volete iscrivervi al suddetto gruppo (ovviamente se usate facebook) CLICCATE QUI. Sono già iscritte circa 900 persone... Non male! So che magari è un sogno, però sarebbe bello se - con quei 30 anni di ritardo - anche in Italia si iniziasse a promuovere la cultura GLBT partendo direttamente dalle biblioteche... A proposito di libri e cultura, vi segnalo che sul sito della TASCHEN trovate un bel videodocumentario che presenta e contestualizza la loro ultima supermega antologia dedicata a Tom of Finland... Per vederlo potete CLICCARE QUI. So che c'entra poco, ma forse vi farà piacere sapere che, nel frattempo, il profumo firmato Tom of Finland e lanciato l'anno scorso dalla francese Etat Libre d'Orange sta continuando ad avere un buon riscontro... Così per curiosità: qualcuno di voi l'ha già visto circolare dalle nostre parti o nessuno ha ancora avuto il coraggio di importarlo?
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lunedì 25 maggio 2009

GAY PRIDE

Ciao a tutti e ciao a tutte, come state? State sopravvivendo a questa sfiancante estate anticipata? Io per ora sì, ma spero vivamente che non avremo un'estate in stile 2003... In ogni caso oggi volevo partire da un'esternazione che ha fatto il mio personal couch Bruce dopo che l'ho aggiornato sulle ultime novità dall'Italia (lui vive fra San Diego e Tjuana e ovviamente ne ha solo una vaga eco). Secondo lui i casi sono due: o l'Italia cambia o l'Italia colerà a picco e poi cambierà. Quando si dice il dono della sintesi. Ho ripensato a questa frase quanto ho saputo quello che sta succedendo a Genova in questi giorni. Molto in sintesi: fra le iniziative che anticipano il Gay Pride c'è stata anche la collaborazione con la biblioteca per ragazzi DeAmicis. Nella suddetta biblioteca era stato organizzato un laboratorio sulle favole omoaffettive, dal titolo "DUE REGINE E DUE RE" e la distribuzione di due opuscoli informativi: uno per i bambini e uno per gli adolescenti. In questi opuscoli erano indicati anche alcuni siti per approfondire l'argomento, tra cui il sito Beyourself , gestito dal gruppo giovani di Arcigay, e diversi siti patrocinati dall'Unione Europea. Inoltre nella biblioteca era stato riproposto un libro pubblicato da Il Dito e la Luna qualche anno fa. Si tratta di un libricino di origine spagnola per tutte le età dal titolo CI PIACCIAMO, e per promuoverlo all'epoca venne organizzato anche un CI PIACCIAMO DAY (che passò quasi inosservato, ma questa è un'altra storia). Il libricino è un'idea carina anche se ha quel genere di grafica "cessa" (ovvero sgraziata e grottesca) che va tanto di moda nei prodotti per l'infanzia di oggi e che io non sopporto.In ogni caso tutto ciò è avvenuto sabato 16 maggio e nel giro di una settimana ha scatenato, nell'ordine:

- Un esposto al Consiglio Comunale (‘iniziativa schifosa e sporcacciona’, la famiglia implica il concetto di amore fra un uomo e una donna ed è fortemente turbativo proporre ai bambini altri modelli’, ‘istigazione alla pedofilia’, e via discorrendo).

- Un esposto alla Procura della Repubblica (affinché verifichi se ‘oltre i limiti del buon gusto, della decenza e della natura siano stati travalicati anche quelli del Codice Penale, attraverso la perpetrazione di reati con particolare riferimento alla tutela dei diritti dei minori e della loro salute psichica’, ‘a questo punto è giusto e doveroso che a pronunciarsi sia la Magistratura. Se ci sono delle responsabilità penali occorre individuarle e sanzionarle anche a futura memoria’).

- Un'interrogazione in Consiglio Regionale.

- Un'accusa formale per tutte le persone coinvolte di «pubblicizzazione di materiale pornografico minorile, divulgazione di notizie o informazioni finalizzate all'adescamento o allo sfruttamento di minori di anni 18».

- Una richiesta di sequestro.

- Tre interrogazioni parlamentari.

Per finire - ma solo per ora - è arrivato anche l'interessamento del Ministro per la Gioventù Giorgia Meloni. Per inciso il Ministro così ha commentato: I bambini vanno esentati, la tematica omosessuale non li riguarda, non ci sono episodi di omofobia nell’età infantile, e ha aggiunto che indagherà sull'episodio. Che dire? Quando il sindaco di Genova Marta Vincenzi ha preso le difese dell'iniziativa si è sentita commentare da un consigliere: «Non ha la più pallida idea di quello che dice. Come fa a sostenere che non ci sia stata alcuna violazione quando la biblioteca stessa diffondeva oltre che libri a tematiche lesbico-omosessuali, anche brochure con rimando a siti internet "di settore" che illustrano fumetti pedopornografici, invitano al transessualismo o esaltano la pornografia e la prostituzione? Sono siti ai quali per esempio dal computer della Regione Liguria non si può neppure accedere»... Mi limito a dire che chiunque lavora in uffici pubblici sa che i sistemi di filtraggio tendono a bloccare tutti i siti con la parola gay anche se non hanno contenuti pornografici (e questa forse è una concausa del clima che c'è nel nostro paese). Non si sa come andrà avanti questa vicenda, ma è evidente che mette in luce molte sfaccettature del termine "omofobia", e soprattutto le sue basi di ignoranza e provincialismo. E per dimostrarvi che questo mio giudizio si basa su prove concrete qui di seguito voglio postarvi le copertine di alcuni libri per l'infanzia che nel mondo anglofono parlano di omosessualità e famiglie omogenitoriali (anche perchè i bambini delle suddette famiglie hanno un particolare bisogno di non sentirsi emarginati). Ormai è da decenni che questi libri rappresentano una vera e propria nicchia di mercato... Che ovviamente in Italia nessuno ha mai considerato pubblicabile...

















Cos'altro aggiungere? Sperando che tutta questa fosca vicenda si concluda nel modo migliore non posso fare a meno di constatare che, con tutte le cose gravi e urgenti a cui bisognerebbe pensare, ci sono persone che non trovano di meglio da fare che aggrapparsi al nulla per dare sfogo alla loro omofobia, magari sperando in un tornaconto politico ed elettorale... Sarebbe proprio ora di cambiare registro, non trovate? Tra l'altro vi ricordo che la prima - e più longeva - associazione GLBT statunitense di categoria (cliccate qui) è stata proprio quella dei bibliotecari, ed è nata da una costola dell'associazione nazionale dei bibliotecari statunitensi proprio per garantire un accesso non pregiudizievole alla tematica GLBT attraverso questi luoghi... A giudicare dalle reazioni genovesi direi che si tratta effettivamente di un punto di affermazione importante anche nel nostro paese... Perchè, allora, dalle nostre parti non ci aveva pensato ancora nessuno?
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venerdì 22 maggio 2009

IL VIDEO DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come state? Oggi volevo condividere con voi un cortometraggio animato in 3D particolarmente toccante. Ammetto che per come la vedo io il 3D è ampiamente sopravvalutato, però è anche vero che ha delle valenze espressive tutte sue particolari... Non aggiungo altro e attendo i vostri commenti, perchè secondo me questo video qualcosa smuove...Io poi mi ci identifico particolarmente.

Tra l'altro, per una sorta di strana sincronicità junghiana ieri - quando avevo già preparato questo video da montare - sono andato a Parma per la presentazione del documentario 2 VOLTE GENITORI promosso dall'Agedo (sapete tutti cos'è, vero?), e una delle testimonial più determinate e rappresentative di questa associazione, la carissima signora Flavia, che già conoscevo perchè è la mamma di un mio amico, mi ha ricordato che se ha conosciuto l'Agedo è merito del sottoscritto che gliene aveva parlato anni fa (e, visto quanto era in gamba, le aveva anche consigliato di prendere contatto con loro)... Sapete che non avevo proprio idea di avere questo merito? Ma la cosa davvero bella è che alla fine della fiera tutto partiva dal fatto che suo figlio mi ha conosciuto per via dei miei fumetti :-) E questo fa il paio con l'avvocato Francesco Bilotta, che mi ha confessato di essere diventato un attivista di livello nazionale anche grazie alla lettura dei miei fumetti, visto che hanno contribuito a risolvere alcuni suoi conflitti interiori... WOW! Alla faccia di chi tratta i fumetti gay (quelli veri) con sufficenza e pensa che non abbiano il potenziale per cambiare concretamente le cose...
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giovedì 21 maggio 2009

COSE DELL'ALTRO MONDO

Ciao a tutti e ciao a tutte. Per la serie "al masochismo non c'è mai fine" oggi volevo rimanere in tema di quello che si fa in Spagna segnalandovi che nella città di Elche (che si trova in Valencia e che è l'ottava area urbana della nazione del flamenco), è appena iniziato un festival di cultura GLBT. Si chiama "Diversa", ed è relativamente nuovo (quest'anno è solo alla seconda edizione).
Da notare che, proprio perchè è all'inizio, dovrebbe puntare su temi di richiamo e di valore... Ed anche per questo acquista un particolare significato il fatto che il 22 maggio dedicherà un tributo ad un giovane autore di fumetti ispanico, ovvero il popolarissimo (e porcellonissimo) ISMAEL ALVAREZ (di cui potete vedere un recente autoritratto qui di seguito).
Ma vi rendete conto? Un tributo! E lui ha solo 31 anni compiuti la scorsa settimana... Quando si dice celebrare l'arte contemporanea! E per giunta in un festival di cultura GLBT! Segno che evidentemente dalle parti di Elche considerano fumetto e illustrazione come un'espressione culturale di tutto rispetto (sarà la vicinanza della Francia?). In ogni caso il tributo in questione consisterà in una video esposizione delle sue opere accompagnata da una selezione di brani musicali. Che dire? Buon per Ismael... Che tra l'altro, disinibito com'è, ha posato anche per il nuovo libro del giovane fotografo Stuart Sandford, con un bello scatto che lo ritrae... Poco dopo un orgasmo. Ammetto che invidio molto la sua disinvoltura. Comunque per completezza vi mostro un anteprima della sua partecipazione al suddetto libro... Anche perchè ha un bel primo piano...
Esaltante, vero? Non si sa mai prima o poi che possa trovare anche io l'autostima necessaria per espormi altrettanto (^__^). Ammetto che più seguo le vicissitudini di Ismael Alvarez e più suscita la mia stima...
Ciao e alla prossima!
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mercoledì 20 maggio 2009

ITALIA NOSTRA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come state? Se siete fra quelli che sentivano la mancanza dei miei post esterofili e vagamente (^__^) polemici verso la situazione italiana oggi avrete pane per i vostri denti. Se siete lettori di lunga data di questo blog (o anche solo dei miei articoli su Gay.It) conoscerete il nome di David Cantero, il fumettista spagnolo che oltre a dare il proprio contributo alla causa dei fumetti gay ispanici si è messo in testa di voler coinvolgere i suoi colleghi in iniziative di gruppo.

Dopo aver proposto un'antologia dedicata alla rivisitazione delle favole classiche in chiave gay, quest'anno quel pazzerellone di David Cantero (che vedete in una bella foto artistica qui sopra), ha deciso di coinvolgere il fior fiore dei fumettisti ispanici specializzati in tematiche gay in una nuova antologia, che stavolta rivede i classici dell'horror. Il titolo dell'antologia - che in effetti non spicca per originalità - è GAY TERROR, e proprio in questi giorni viene presentata ufficialmente, tramite una doppia iniziativa il 21 maggio: in conteporanea alla libreria Berkana di Madrid e alla libreria Antinous di Barcellona (che si spartiranno in maniera abbastanza equa gli autori della suddetta antologia).
Iniziativa lodevole sotto vari punti di vista, ma siccome a quanto pare abbiamo a che fare con un personaggio che non perde tempo, vi informo che David Cantero parteciperà anche ad una mostra collettiva dal 22 al 30 maggio in Lussemburgo, che il 6 giugno presenterà i suoi lavori a Parigi e che dall'8 all'11 giugno presenterà un cortometraggio animato a cui ha lavorato al Festival di Annecy che, in caso non lo sapeste, è uno dei festival di cinema d'animazione più importanti d'Europa. Per maggiori dettagli sugli impegni di David Cantero vi raccomando una capatina sul suo sito ufficiale www.davidcantero.com.
Comunque, come potrete intuire, David Cantero non è proprio l'ultimo dei mohicani, e proprio per questo ciò che sto per dirvi non è particolarmente gradevole. Forse avrete notato che uno dei miei ultimi articoli su Gay.It parlava proprio di lui. Per l'occasione avevo chiamato i miei contatti presso l'editore Il Dito e la Luna, che doveva finire di pubblicare la sua miniserie Fallen Angels in italiano (in due volumi, ma ne è uscito uno solo l'anno scorso).
La conversazione telefonica, che a tratti assumeva toni surreali, è stata decisamente illuminante... Fondamentalmente le cose stanno così: Il Dito e la Luna non naviga in buone acque per vari motivi (e fin qui niente di nuovo). E' gestita da un pugno di persone che spesso non possono dedicarle il tempo necessario (la titolare è anche presidentessa di Arcilesbica, tanto per farvi un esempio), e come se non bastasse si è sempre appoggiata molto ai contributi europei per le donne imprenditrici, che a quanto pare ultimamente sono stati tagliati notevolmente. A questo aggiungiamo che i circuiti distributivi e promozionali per l'editoria gay in questo paese sono abbastanza inesistenti e una certa incapacità gestionale di fondo, e potrete intuire anche voi perchè il futuro de Il Dito e la Luna sia abbastanza nebuloso... Ma fin qui mi sembra tutto abbastanza nella media della situazione. Per quel che riguarda David Cantero, però, le cose sono andate così: quelli de Il Dito e la Luna hanno pubblicato il primo volumetto, poi sono arrivati i guai (o meglio: i guai pregressi hanno raggiunto il punto di non ritorno) e hanno annullato tutti i progetti su Fallen Angels. David Cantero, non sapendo più nulla, ha cominciato a chiedere informazioni via e-mail, ma a Il Dito e la Luna si sentivano talmente in imbarazzo che non hanno mai nemmeno aperto le e-mail che David Cantero gli mandava... Non dirò ciò che penso e mi limiterò a dire che la cosa mi ha lasciato alquanto basito. Fallen Angels in italiano - se ben gestito - poteva davvero essere l'apripista dei fumetti gay in Italia... E invece è affondato nelle sabbie mobili dell'italica faciloneria. Che dire? Vi confesso che io sono un po' a corto di parole, anche perchè non ho mai comprato la conclusione di Fallen Angels in spagnolo perchè sapevo che doveva uscire in italiano, e adesso in spagnolo gli ultimi volumetti sono esauriti... Sigh... In questa sede mi limiterò a dire che se l'omofobia interiorizzata produce dei danni anche il suo contrario non è da meno, visto che tanti gay pensano che sono capacissimi di gestire una serie di cose "gay" solo perchè sono "gay", e tra questi ci sono parecchi "editori gay", anche se poi, quando i fatti dimostrano che non hanno i numeri necessari, il loro essere "gay" - ovviamente - non li aiuta... E ci si ritrova tutti con un palmo di naso. Fra parentesi: i gay di questo tipo nel nostro paese abbondano...
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lunedì 18 maggio 2009

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte! Come state? Oggi prima di tutto volevo fare il punto della situazione assieme a voi, anche perchè qualcuno si sarà un po' insospettito per l'andazzo degli aggiornamenti di TROY e ROBIN HOOG. Ecco molto in breve come stanno le cose e cosa ho intenzione di fare:

1) Robin Hoog
Il gestore tecnico del sito non ha mai avuto molto tempo per seguirlo, e adesso che le cose non gli vanno tanto bene sotto vari punti di vista, diciamo che lo stimolo per starci dietro e investirci tempo è ulteriormente diminuito. Sono mesi che gli chiedo di preparare le cartelle nel'indice per inserire le striscie italiane di Robin Hoog fino alla 450 e sono mesi che per un motivo o per l'altro non lo fa. Fortunatamente le cartelle per la versione inglese sono tutte pronte e indicizzate, quindi se, quando avrò riempito la prossima cartella italiana (che arriva alla 360), non avrà preparato l'indice probabilmente Robin Hoog proseguirà con le strisce nuove solo in inglese. Altra notizia: molto probabilmente Robin Hoog non verrà più aggiornato il lunedì, il mercoledì e il venerdì, ma il martedì, il giovedì e il sabato (anche se il sabato sarà un aggiornamento jolly).

2) Troy
Voglio essere onesto con voi: uno dei motivi per cui TROY procede così a rilento è perchè mi sono infilato in un cul-de-sac, come dicono i francesi, e cioè in un vicolo cieco. Mi spiego meglio: che ci crediate o no quando mi hanno chiesto di pensare a TROY mi hanno messo leggermente fretta e non ho studiato quanto basta la storia e l'ambientazione, che messa giù com'è messa ora rischia di arenarsi... E rischia di arenarsi ogni tre per due per un semplice motivo: perchè la psicologia del protagonista non è adatta al contesto. Mi rendo conto che detta così non è molto chiara, ma siccome sono una persona realista ho preso una decisione: TROY avrà un rimescolamento radicale delle carte in gioco... E diventerà il fumetto che aggiornerò il lunedì, il mercoledì e il venerdì, anche perchè per TROY sono previsti dei compensi minimi e per Robin Hoog no.

Sperando che questa sia la strategia migliore volevo passare ad un altro argomento. Siccome mi dispiace di passare per il pessimista/vittimista/disfattista che non sono, e siccome non ho assolutamente il dente avvelenato con la Kappa Edizioni, volevo segnalarvi le prossime due presentazioni dei suoi fumetti a tematica gay che si terranno nella nostra ridente penisola (ma qualcosa mi dice che ne faranno altre).
Il 21 maggio saranno ospiti di Azione Gay e Lesbica a Firenze, con un incontro che metterà a confronto le loro varie produzioni a tema (in particolare "The Fag Hag" e "Matteo e Enrico") si terrà dalle dalle 21,00 alla Libreria Edison in Piazza della Repubblica 27/R.
Il 25 giugno, invece, saranno a Modena per presentare The Fag Hag alle 19,30 presso il Fusion Club Cafè, che si trova in Via Donzi 8.
Fra parentesi la Kappa ha realizzato un simpatico video promozionale per The Fag Hag, e siccome questo blog ha anche - spero - una funzione divulgativa, non potevo mancare di condividerlo con voi.

Carino, vero? Ovviamente questo non vuol dire che ho cambiato la mia opinione sui fumetti della Kappa e sul fatto che siccome in Italia non c'è concorrenza viene dato loro un risalto eccessivo e un ruolo che non gli compete, ma bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare.
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domenica 17 maggio 2009

ANNIVERSARIO...

Ciao a tutti, nel caso non lo sapeste (ma tutti lo sapete, vero?) oggi è la giornata mondiale contro l'omofobia, perchè il 17 maggio è il giorno in cui l'omosesessualità venne tolta dall'elenco delle patologie mentali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (nel 1991) in quanto - finalmente - venne appurato che l'omosessualità di per sè non aveva alcuna caratteristica tipica delle psicosi. Per la cronaca il malinteso nasceva dal fatto che che fino a quel momento facevano testo gli omosessuali che avevano ANCHE disturbi psicotici di vario tipo, che soffrivano di depressione o che avevano altri tipi di disagi, in quanto erano i più identificabili. Uno dei benefici portati dal movimento di liberazione omosessuale è stato proprio quello di portare allo scoperto una maggioranza di omosessuali psicologicamente sani, che nel tempo avrebbe fatto considerare l'omosessualità con maggiore obbiettività da parte di chi di dovere. Ovviamente questo nel mondo occidentale, visto che in molte zone del nostro pianeta la situazione è ben peggiore. Cliccate sull'immagine qui di seguito per vederla più grande e farvi un'idea più precisa.
Per correttezza va detto che in questa cartina NON sono segnalati i paesi culturalmente omofobi e che, anche senza leggi repressive nei fatti non vedono di buon occhio l'omosessualità, reprimendola in maniera più subdola e insidiosa, ad esempio proibendo costituzionalmente i matrimoni gay, vietando i gay pride o non approvando leggi contro il crimine di omofobia. Detto questo è evidente che in Italia la lotta all'omofobia (cioè alla paura, ai pregiudizi e alla discriminazione dell'omosessualità) ha ancora molta strada davanti a sè. Probabilmente ce ne sarebbe abbastanza per scriverci un libro (o magari più di uno), ma in questa sede mi limiterò a sottolineare come sia importante che questa battaglia sia combattuta a livello profondo e partendo anche dal sostegno a certi prodotti culturali piuttosto che ad altri. Ci sono film a tematica gay fatti bene? Libri a tematica gay interessanti? Spettacoli teatrali che strizzano l'occhio alla platea gay? Fumetti che sono davvero dalla parte dei gay? Iniziative che promuovono l'omoerotismo e il nudo maschile in maniera intelligente? Sostenetele! Cercatele e fate loro pubblicità!
Io non sono un melomane (un appassionato di lirica), ma passando in edicola ieri non ho potuto fare a meno di notare la copertina del mensile OPERA, dedicata all'allestimento berlinese dell'Armide scritta da Christoph Willibald Gluck nel 1777, realizzato dal regista spagnolo Calixto Bieito. Un allestimento che farebbe invidia ai video più hard di Madonna (anche perchè, a differenza che nei video di Madonna, qui il nudo frontale maschile c'è e si vede tutto).
Non si tratta di un opera ufficialmente "gay", ma grazie al nudo maschile esibito generosamente (gli orsetti censori non li ho messi io) innesca una serie di processi psicologici che portano alle seguenti considerazioni:
1) E' legittimo che i maschi possano essere considerati oggetti di desiderio a prescindere dal pubblico a cui si rivolgono.
2) Il nudo maschile non è qualcosa di intrinsecamente brutto e da tenere nascosto.
3) E' legittimo andare a vedere uno spettacolo in cui compaiono uomini nudi.
Queste tre considerazioni, apparentemente banali, non lo sarebbero poi tanto in una realtà come la nostra, dove si interpretano in chiave omofobica le leggi per la tutela dei minori, vietando il nudo maschile integrale e desensualizzando il più possibile il corpo maschile nei nostri mass media (pubblicità a parte, ma è un altro discorso). In Italia il teatro non è un mass media da tempo, e per questo anche da noi ci sono allestimenti in cui gli uomini nudi (anche giovani e carini) sono esibiti con generosità (l'anno scorso ho visto un allestimento di questo tipo anche dalle mie parti ispirato alla storia di Ulisse... Molto sensuale davvero!). Peccato che se uno non segue il teatro non sappia dove e come i suddetti allestimenti siano presentati, visto che non viene loro fatta alcuna pubblicità (anche perchè mostrarli in TV sarebbe ILLEGALE), mentre dell'Armide di cui sopra ne hanno parlato diversi canali tedeschi con tanto di filmati non censurati. Magari sbaglio, ma secondo me la lotta all'omofobia parte anche dal sostegno che si può dare alle iniziative culturali che NON sono omofobiche e che mettono il pubblico omosessuale sullo stesso piano di quello etero. In questo modo si mette in moto un circolo virtuoso che da una parte combatte l'omofobia interiorizzata degli omosessuali e dall'altra fa perdere "potere" all'omofobia istituzionalizzata. Voi cosa ne pensate?
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