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giovedì 30 agosto 2012

COSE DELL'ALTRO MONDO

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Dopo un periodo di relativa calma il post di oggi sarà di quelli che metteranno in luce le differenze fra l'Italia e il resto del mondo, quindi se siete persone molto sensibili e patriottiche non proseguite la lettura (^__^). Da che parte cominciamo? La prima cosa che vorrei segnalare oggi è che da qualche tempo sta circolando la locandina dell'Art Fair Week End, la tradizionale rassegna di arte omoerotica promossa dalla Tom of Finland Foundation a West Hollywood (ridente municipalità dell'area urbana di Los Angeles, in California)...
Di questa fiera, e di come sia la prova del peso che l'arte e l'illustrazione omoerotica hanno avuto (e continuano ad avere ) nella cultura gay degli ultimi quarant'anni, ho già parlato in diverse occasioni, stavolta - però - ci tengo particolarmente a parlarne perchè quest'anno non solo la municipalità di West Hollywood ha deciso di patrocinare l'evento, ma - come si legge sul sito della Tom of Finland Fundation - sarà anche uno dei suoi sponsor, tramite il suo ufficio per le questioni gay e lesbiche!
Considerando che siamo nel bel mezzo di una delle peggiori crisi economiche del mondo occidentale direi che è una cosa notevole. E comuqnue dovrebbe fare riflettere molto anche il fatto che a West Hollywood, dove la comunità gay è molto visibile, ci sia un'inevitabile apertura delle amministrazioni pubbliche, soprattutto se si considera che siamo in piena campagna elettorale per le elezioni presidenziali USA. Come dire che, dove gay e lesbiche non vivono nascosti, vengono considerati un elettorato da corteggiare e non un semplice argomento su cui discutere, come invece avviene da noi. Certo se negli USA ci sono fondazioni per la tutela e la promozione dell'arte omoerotica - peraltro in attività da un quarto di secolo e finanziate da donazioni private - vuole anche dire che l'approccio degli stessi gay americani alla loro identità sessuale è profondamente diverso rispetto a quello dei gay italiani, con tutta una serie di conseguenze che penso siano abbastanza visibili a tutti. Sia come sia se passate dalle parti di West Hollywood l'appuntamento quest'anno è fissato per il 28, 29 e 30 settembre,alla Fiesta Hall presso il Plummer Park, al 7377 del Santa Monica Boulevard di West Hollywood... Tutto chiaro? Detto questo passiamo ad un altro confronto un po' spietato, che questa volta riguarda il mondo dell'animazione.
Come forse saprete  l'ultimo film Disney realizzato in CG si chiama The Brave, ed è incentrato sulle vicissitudini di una giovane principessa celtica scozzese, particolarmente ribelle e anticonvenzioale, oltre che munita di una folta chioma ricciuta: Merida.
Ora: negli USA ha suscitato qualche polemica l'intervento del giornalista Adam Markovitz, che sul sito di Entertainment Weekly ha scritto che Merida potrebbe avere tutti i numeri per essere considerata la prima principessa Disney "lesbica". Non lesbica nel senso esplicito del termine, quanto negli atteggiamenti, nel suo carattere volitivo, nel suo totale disinteresse verso principi e pretendenti vari (al punto di volersi "sposare con sè stessa" per evitarli), e nella sua indomita tendenza a ribellarsi alle convenzioni del genere femminile, anche a costo di litigare con la sua famiglia. Sicuramente questa analisi è un po' riduttiva, perchè sarebbe un po' come tornare indietro di decenni, quando l'omosessualità era inevitabilmente associata all'inversione di genere, e cioè all'identificazione più o meno forte col sesso opposto... Tuttavia è anche vero che Adam Markovitz non sbaglia quando sostiene che il modello lanciato da Merida è decisamente diverso da quelle delle altre principesse Disney, e sicuramente può considerarsi molto lesbo friendly...
In effetti la Disney, che comunque ha avuto sempre una rapporto privilegiato con la comunità gay e con la sua cultura pop, potrebbe anche avere fatto delle valutazioni in questo senso, e non è da escludere che questo sia un ulteriore passo verso lo sdoganamento di certi argomenti, magari sfruttando storie originali e lasciando da parte i classici per l'infanzia, che effettivamente sono un po' vincolanti. E questa riflessione mi offre lo spunto per tornare a parlare della situazione italiana. Proprio ieri in TV ho rivisto - dopo molti anni - il regista Enzo D'Alò, che nonostante il clima sfavorevole (e diversi FLOP dopo il grande successo de LA GABBIANELLA E IL GATTO) resta il regista italiano più attivo nel mondo dell'animazione cinematografica...
Onore al merito e alla tenacia. In ogni caso Enzo D'Alò è tornato in primo piano perchè al Festival di Venezia, proprio in questi giorni, sta presentando il suo tanto sofferto film di animazione su Pinocchio... Che era in cantiere da più anni di quanti non ricordo e che dopo un'impressionante quantità di traversie ha finalmente visto la luce, grazie anche - presumo - alla dipartita di chi aveva composto le canzoni e la colonna sonora, e cioè Lucio Dalla. Forse sarò malizioso, ma considerando che di questo film si erano perse le traccie da tempo, e che è risbucato fuori fatto e finito giusto in tempo per il primo Festival di Venezia successivo alla morte di Lucio Dalla... Beh... Qualche dubbio me lo ha fatto venire...
Ora: anche volendo sorvolare sul fatto che, se davvero così fosse, sarebbe davvero triste che in Italia siamo arrivati al punto di trovare i soldi per ultimare i film di animazione in base alla morte dei cantanti famosi che hanno composto le loro colonne sonore, non ho potuto fare a meno di considerare due cose. La prima è che, se da una parte in tutto il mondo l'animazione - anche quella per bambini - cerca nuove strade, in Italia siamo ancora fermi ai classici visti e rivisti... Che magari non passano mai di moda, è vero, ma che sicuramente troveranno sempre meno spazio fra i bambini di oggi, abituati come sono a tutt'altro genere di intrattenimento  (i figli delle mie amiche già a tre anni smanettano con le applicazioni per bambini degli iPad, tanto per dirne una)...
Certo: magari questa versione di Pinocchio sarà bella e suggestiva quanto si vuole, ma rischia davvero di trasformarsi in un'operazione anacronistica per nostalgici dell'infanzia che fu, col risultato di affossare ulteriormente il cinema di animazione italiano e di comprometterlo ulteriormente agli occhi delle giovani generazioni, che forse potrebbero trovarlo interessante in età prescolare, ma nulla più. E così, anche questa volta, il nostro paese dimostra di avere uno sguardo preferenziale verso il passato, e non inteso come punto di partenza (come ad esempio avviene nei film di animazione della Disney), ma come punto di arrivo. E così non ci si muove mai dalle solite posizioni, e in Italia si continua a pensare che certe cose (come l'animazione e i fumetti, e in generale tutte le cose che hanno a che fare con l'immaginario) sono e devono restare appannaggio della prima infanzia, perlomeno a livello ufficiale.
E questa presunta ufficialità mi offre lo spunto per considerare anche un altro aspetto della questione, ovvero che in Italia la comunità gay risente ancora molto delle posizioni "ufficiali"... Nel senso che, nel nostro paese, ci sono cose che "ufficialmente" e "tradizionalmente" si ritiene debbano rientrare nel campo di interesse degli omosessuali, e gli omosessuali italiani si adeguano, senza elaborare delle alternative. Dico questo perchè, giusto per fare un esempio, negli USA i party gay a base di costumi di supereroi ormai sono diventati abbastanza comuni durante tutto l'anno... A New York c'è ne uno anche il prossimo sabato (foto sotto), mentre in Italia le discoteche gay si guardano bene dal proporre iniziative così "infantili"...
Nonostante i superhero movies stiano diventando dei cult anche per i gay italiani...
Vogliamo fare un altro esempio pratico? Dovete a sapere che a New York c'è un free magazine gay che informa sulla vita gay di questa vasta e vivacissima area metropolitana: si chiama Next Magazine e non è molto diverso dalla free press gay italiana che viene distribuita nei locali gay della nostra penisola...
Però, giusto per darvi un'idea, in occasione della prossima edizione della New York ComiCon, forse la fiera di fumetti e animazione più importante della Est Coast, ha deciso di lanciare un concorso: infatti la copertina del numero che uscirà in occasione di questa manifestazione (prevista dall'11 al 14 ottobre) verrà scelta fra le proposte di fumettisti e illustratori che invieranno le loro idee entro il 14 settembre! Per maggiori informazioni potete CLICCARE QUI. L'iniziativa è organizzata in collaborazione con l'associazione gay GEEK OUT, che - come ho detto in più occasioni, si propone di essere un punto di riferimento per gli appasionati gay di fumetti e immaginario pop in generale.
La cosa più interessante, però, è che questo semplice concorso dimostra che - perlmeno a New York e dintorni - il mondo del fumetto e dell'immaginario pop è entrato a far parte a tutti gli effetti della cultura gay, la stessa dei locali, della moda e di tutte le altre cose che "storicamente" sono ritenute appannaggio della comunità omosessuale. E questo succede senza che qualcuno alzi gli scudi sostenendo che i fumetti "non sono una cosa da gay" e via discorrendo. Forse il discorso è un po' complesso, ma credo che ampliare il raggio degli interessi di una comunità sia anche un ottimo modo per farla uscire dal suo ghetto, per non farla rimanere legata ai soliti stereotipi e per farle superare alcuni pericolosi condizionamenti. In una parola: per farla progredire. Forse il mio è un parere di parte, ma credo che se anche in Italia si iniziasse a ragionare in questo modo le cose potrebbero cambiare in meglio, e molto più velocemente.
Il giorno in cui in occasione di Lucca Comics qualche discoteca gay della zona si deciderà ad organizzare un'iniziativa a tema, quindi, ci sarà da festeggiare...
Sempre che accada, ovviamente.
Alla prossima.

giovedì 23 agosto 2012

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Come forse avrete notato, soprattutto se non avete l'aria condizionata, questa estate si sta rivelando particolarmente torrida, e siccome questo è un blog immerso nella realtà che ci circonda, la prima notizia di oggi riguarda il promo pubblicitario di un supereroe che si presenta con una tenuta abbastanza "estiva", se vogliamo... Infatti parliamo di Green Arrow, che nell'imminente serial televisivo a lui dedicato verrà interpretato da uno Stephen Amell in che - giustamente - non si fa problemi a mostrare i risultati del suo allenamento...
La cosa interessante, se vogliamo, è che questa immagine promozionale sta girando da tempo anche su blog e siti italiani, e generalmente viene presentata come un'immagine che vuole catturare il pubblico femminile... Il che può anche essere, ma come ho già detto in tempi non sospetti, il fatto che sia stato scelto proprio Stephen Amell per questo ruolo mi fa supporre che questa immagine voglia essere accattivante anche e soprattutto per il pubblico gay... Visto che l'attore si è fatto conoscere proprio grazie al suo ruolo di Adam nel serial gay dai risvolti porno soft DANTE'S COVE e  per il suo ruolo di insegnante di spinning nel serial gay QUEER AS FOLK... Tutte cose che, ovviamente, i siti italiani si guardano bene dal riportare. Forse, ma questa è una mia ipotesi, il fatto che questo attore fosse ampiamente noto nel mondo gay ha fatto in modo che sia stato preferito a Justin Hartley, che aveva già intepretato Green Arrow nel serial SMALVILLE (dedicato all'adolescenza di Superman).
Comunque, siccome questo è il BLOG che non vi fa mancare nulla, per par condicio qui di seguito potete vedere anche Justin Hartley un po' meno vestito del solito... Così potete fare un confronto per capire quale dei due si potrebbe meritare uno spazio sulle pareti della vostra cameretta...


Che dire? Probabilmente al giorno d'oggio un giovane attore non è "cool" se non è in grado di sfoggiare un bel fisico allenato... Sia come sia, passando dai fisici apollinei a quelli inverosimili, la seconda NEWS di oggi riguarda un nuovo attacco omofobo ai danni del povero Spongebob, la spugna marina che ha colonizzato gli schermi televisivi dal 1999 e che periodicamente finisce per suscitare il morboso interesse di qualche difensore del buon costume...
Già nel 2009 il personaggio aveva suscitato un botta e risposta  fra l'umorista francese Jérémy Michalak, che sosteneva che Spongebob era gay, e la casa di produzione, che si era affrettata a smentire ufficialmente questa ipotesi. A suo tempo ne parlai anche su questo BLOG, e allora dissi che la smentita della  Nickelodeon mi sembrava tanto messa lì per preservare l'immagine del personaggio a livello internazionale, visto che veniva distribuito anche in nazioni molto omofobe e intransigenti... Che avrebbero potuto boicottarlo con tutta una serie di sgradevoli ripercussioni economiche. Ovviamente non posso sapere se la Nickelodeon aveva davvero questo timore, ma ora posso dire che la mia ipotesi era verosimile... Visto che dal gennaio 2013 l'Ucraina ha deciso di vietare i cartoni di Spongebob, proprio perchè inciterebbero all'omosessualità!
A dirlo sarebbe la locale Commissione Nazionale sulla moralità (evidentemente in Ucraina sanno come spendere i soldi pubblici...), secondo cui il protagonista oltre ad avere un rapporto ambiguo con la stella marina Patrick, ha un'insegnante di scuola guida sottomarina chiamata Mrs. “Puff” (e "puff" è una parola usata per indicare con affetto i gay)...
Ora: io dubito vivamente che i bambini ucraini conoscano lo slang inglese così bene da cogliere dei messaggi subliminali nel termine "puff"... Che peraltro potrebbe farmi vedere in una luce del tutto nuova la scelta italiana di ribattezzare PUFFI gli gnometti blu ideati dal belga Peyo (ovviamente sono ironico, anche se - considerando come si presentano i puffi - direi che si tratta di un tipico caso di sincornismo junghiano). In ogni caso devo ammettere una cosa: anche se ufficialmente Spongebob non è gay, mentirei spudoratamente se dicessi che nel suo modo di porsi ci sono vari elementi che sono ANOMALI per i tradizionali modelli di educazione di genere (quelli, che per inciso, dovrebbero spingere i maschietti a diventare "veri uomini")...
Spongebob è fanciullesco, gentile, educato, sensibile, sempre pulito ed elegante e non si fa alcun problema a mostrare i propri sentimenti e il proprio affetto verso gli amici (di ambo i sessi)... Tutte cose che cozzano in maniera abbastanza forte col classico stereotipo del maschio eterosessuale rude e tutto d'un pezzo. Oltretutto la caratterizzazione di questo personaggio prevede due belle guanciotte e due occhioni languidi, muniti di lunghe ciglia... Tutte cose che, presumo, indispongono chi vuole conservare il potere tramite il mantenimento di un cultura molto tradizionalista. Quindi, tutto considerato, il comportamento dell'Ucraina può essere disapprovato, ma non è del tutto inspiegabile.
Oltretutto i bambini che oggi vedono Spongibob potrebbero davvero correre il rischio non tanto di diventare omosessuali (a meno che non lo siano già, ovviamente), quanto di diventare più tolleranti nei confronti degli omosessuali stessi, innescando così un pericolosissimo processo di modernizzazione... Che ovviamente la Commissione Nazionale sulla moralità non può permettere! Altrimenti fra qualche anno l'Ucaina potrebbe ritrovarsi piena di giovani sovversivi con idee troppo aperte e troppo in contrasto con la moralità tradizionale, la cui stabilità garantisce il potere a chi già lo detiene... E questo spiega perchè l'Ucraina ha deciso di vietare anche molti altri cartoni animati che arrivano dall'occidente e dal Giappone... Un vero peccato, ma se non altro questo prova che in un cartone animato - a volte - c'è molto di più di quello che sembra. E forse anche dietro ad un videogioco. Dico questo perchè, anche in tempo di crisi economica globale, i gaymers (gli appassionati gay di videogiochi) hanno dato una bella prova di sè. Mi riferisco all'iniziativa di promozione dal basso partita da alcuni appassionati di San Francisco, cha hanno messo in piedi un comitato promotore per la realizzazione della GaymerCon, una convention pensata su misura per gli appassionati gay di videogiochi...
La cosa davvero interessante è che grazie alla loro proposta e alla raccolta fondi sul sito kickstarter (sempre lui) sono riusciti a racimolare oltre 60.000 dollari in meno di un mese, riuscendo a superare ampiamente il loro obbiettivo iniziale. Evidentemente le oltre 1000 persone che hanno fatto una donazione sentivano la necessità di una manifestazione del genere e questa cosa, probabilmente, per i gay italiani è alquanto inconcepibile. Per una questione di formazione culturale e di "percezione" della condizione omosessuale.
Quindi, per farvi capire al meglio le loro motivazioni, qui di seguito vi traduco la presentazione del loro progetto su kickstarter e i motivi che li hanno spinti a pensare questa cosa:

" Il senso della comunità è importante. Noi crediamo che ci siano un gran numero di gay, lesbiche, transgender, Genderqueer, Bisessuali fra la gente là fuori, di ogni colore e credo, che alla fine della giornata si scoprono geek, e cioè appassionati di videogiochi, giochi da tavolo, tecnologia, fumetti e tante altre cose divertenti. E crediamo che che sia giunto il momento di offrire spazi per la creazione di una comunità per queste persone, e in particolare per i gaymers: uno spazio più tollerante e più sicuro in cui giocare liberamente."
 
"Gli stereotipi sui giocatori sono molti, ma il punto è che nella percezione generale i giocatori di solito sono ragazzi etero, bianchi, che smanettano furiosamente
in stanze buie. Non è la realtà. I giocatori sono di tutte le età, generi, razze e identità sessuali. Purtroppo pregiudizi e stereotipi tra i giocatori esistono e possono creare un ambiente ostile per le minoranze nelle comunità di gioco. Prova a partecipare abbastanza a lungo ad un qualsiasi gioco on-line e comincerai a sentire insulti omofobi, razziali, e misogini, lanciati senza pensarci due volte. I giocatori, nel loro complesso, hanno dovuto trovare spazio per se stessi in una società che, per lungo tempo, li ha trattati come estranei e squinternati. Sono cresciuti insieme e hanno creato una vera e propria comunità di persone, ma che non è sempre accolgiente, se non si rispetti certi schemi. I gaymers dovrebbero avere diritto allo stesso senso di comunità e di appartenenza. Quindi abbiamo intenzione di creare uno spazio dove tutti i giocatori e geek queer possono incontrarsi in un contetesto accogliente e sicuro.Questo spazio è GaymerCon."

Devo ammettere che detta così sembra tanto la promozione di una riserva indiana, ma leggendo fra le righe si capisce che il proposito di questa iniziativa non è quello di creare un ghetto, ma un punto di partenza per raccogliere i gaymers e creare anche per loro una comunità capace di agire per combattere le intolleranze e i pregiudizi. Insomma, il classico esempio di cosa totalmente avulsa dal concetto italiano di comunità gay, anche perchè la tipica mentalità gay italiana è sempre rimasta  indietro di qualche decennio rispetto agli USA. In ogni caso, visto che siamo in tema di giochi e di USA, chiudo il post di oggi segnalandovi che la Mattel, ancora una volta, vuole tentare la carta delle bambole gay friendly per collezionisti (qualche anno fa pensò persino ad uno Sugar Daddy Ken)... E infatti a breve sarà disponibile The Blonds Blond Diamond Barbie Doll (foto sotto), che di fatto sarà una vera e propria Barbie drag queen! 


 Costerà ben 125 $ ed è stata progettata dagli eccentrici stilisti newyorkesi David e Phillipe Blond (meglio noti come The Blonds, che vedete nella foto sotto), che - oltre ad essere rispettivamente gay e crossdresser - hanno contribuito da diversi anni ad arricchire il guardaroba di varie icone musicali gay, da Britney Spears a Katy Perry, e che da tempo coltivavano il sogno di poter firmare una loro Barbie...
Sogno che finalmente si è realizzato, con tutta una serie di inevitabili polemiche, persino sulla stampa cattolica italiana... Come se davvero questa Barbie da 125 $ fosse stata progettata per finire in mano a delle bambine di pochi anni...
Ah! I giornalisti italiani! Se non ci fossero non sapremmo mai quanto ne potremmo fare a meno!
Alla prossima!

sabato 18 agosto 2012

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Nonostante il caldo inverecondo questo blog continua a sfornarvi chicche e novità. Questa volta vi presento un cantante di cui in effetti non avevo mai parlato, anche se è in attività da qualche annetto e ha fatto della musica la sua ragione di vita. Infatti vi sto parlando di Killian Wells...
Questo baldo giovane di New York aveva la fissa per la musica fin da giovanissimo, e - anche se la sua famiglia non approvava - a soli 14 anni ha scelto di interrompere gli studi per intraprendere una carriera nel mondo della musica, confidando nel fatto che New York gli avrebbe offerto molte possibilità. Correva l'anno 2002 e in effetti nel giro di 5 anni ha debuttato con il suo primo CD e ha iniziato a farsi notare nella pur affollata scena pop americana. Ne parlo qui perchè, al di là del suo look e dei suoi video, in un'intervista rilasciata al mensile Bent Magazine nell'ottobre del 2010 ha detto chiaro e tondo che è bisessuale. Nonostante tante volte definirsi bisessuale sia una facile scappatoia, o magari una tappa intermedia prima di un vero e proprio coming out (il caso di Mika insegna), c'è da dire che - perlomeno nel suo caso - non gli ha impedito di sostenere la campagna per l'abolizione della proposizione 8, che in California impedisce a tutt'oggi i matrimoni fra persone dello stesso sesso.
Piccola curiosità: alcune delle sue canzoni sono state scritte da Gordon Grody, che - vi ricordo - è il cantante che ha dato la voce all'ambiguo Riot, uno dei protagonisti della serie animata di Jem e le Holograms, che notoriamente è un cult gay. In ogni caso, per restare in tema di ambiguita, diciamo pure che i video di Killian Wells si difendono molto bene. Come nel video che vi presento qui di seguito...
Qualcosa mi dice che ne sentiremo ancora parlare... Anche se dubito vivamente che in Italia qualcuno lo vorrà calcolare, per i soliti motivi di cui vi ho parlato più volte anche in questa sede. Detto questo vi lascio con una piccola info: Kullian Wells cerca modelli di sesso maschile per il suo prossimo video. Se la cosa vi può interessare trovate l'annuncio CLICCANDO QUI. Come vedete questo BLOG vi aiuta anche a trovare lavoro in tempo di crisi (perlomeno se abitate a New York).
Ciao e alla prossima.

giovedì 16 agosto 2012

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Devo ammettere che ero un po' indeciso se fare una pausa per la settimana di Ferragosto oppure no, considerando che sicuramente la gente ha di meglio da fare che passare di qui, ma poi mi sono detto che effettivamente gli altri BLOG non vanno in vacanza, e che comunque oggi potete rosolarvi al sole anche con iPad, iPhone e tutto quanto vi serve per collegarvi ad internet... Quindi eccomi qui, e per oggi ho deciso di rimandare la solita carrellata di NEWS per un mix di riflessioni cinematografico-fumettistiche che prendono spunto da fatti abbastanza attuali. Visto che siamo in tema di spiaggie, e di tipi da spiaggia, forse vi farà piacere sapere che è in produzione un nuovo film di Tarzan, che vedrà Kellan Lutz nei (pochi) panni del protagonista...
L'immagine sopra è un fotomontaggio (fatto con una copertina di MEN'S HEALTH, come potete vedere qui sotto), ma dovrebbe rendere l'idea di quello che potremo aspettarci.
In ogni caso il film scritto e diretto a Craig Brewer dovrebbe essere girato assieme ad altri due sequel, in modo da avere una trilogia fatta e finita, pronta per essere diluita in tre anni. Quindi, per un bel po', gli ammiratori di Kellan Lutz e dei suoi addominali avranno pane per i loro denti. Considerando che dopo il boom degli anni '50, '60 e '70 i film su Tarzan si sono rivelati una lunga sequela di flop (ad eccezione di Greystoke del 1984, che riprendeva pari pari la trama del primo libro che E.R. Burroughs dedicò al personaggio, e che quindi aveva poco a che fare con la classica immagine cinematografica di Tarzan), sarà interessante vedere cosa succederà stavolta: per almeno due motivi. Il primo è che i film di Tarzan, per decenni, ebbero successo anche in funzione del pubblico omosessuale (in un'epoca in cui era molto raro vedere liberamente bei ragazzoni poco vestiti), che infatti smise di supportarlo non appena gli fu possibile vivere meglio la propria condizione e accedere alla pornografia gay legalmente e con più facilità. Il secondo è che i produttori del nuovo film, che tanto scemi non devono essere, hanno evidentemente considerato questo dettaglio e hanno puntato su qualcuno con un fisico da attore porno gay, che peraltro è molto ben visto dal pubblico gay.
Infatti, al di là del suo aspetto, il simpatico Kellan in più di un'occasione si è lanciato in dichiarazioni gay friendly, soprattutto quando gli veniva chiesto se lui era gay. Per esempio: in un'intervista rilasciata al mensile gay THE ADVOCATE l'anno scorso ha confermato di non essere gay, ma che le voci che girano su di lui non lo infastidiscono e che, anzi, si diverte a vedere che  è la prima cosa che pensano le ragazze che vengono rifiutate da lui. Inoltre, riguardo ai suoi ammiratori gay ha detto che:

"Oh! Sono i migliori! Adoro quando mi capita di incontrare i fan gay in giro, ci si parla benissimo... E mi viene spotaneo salutarli con un grande abbraccio, perché io vengo dal Midwest e ho  un modo di fare spontaneo e campagnolo... Sono orgoglioso di averli  come fans, e il loro supporto significa molto per me: non voglio solo ragazze che vengono ai miei film, voglio anche tanti ragazzi!"
 

E poi ha aggiunto che :

"Onestamente, preferisco coabitare con ragazzi gay. Sono più puliti, ordinati, rispettosi  e sanno prendersi cura delle cose. Lo dico perché io sono sempre via, e tornare a casa in una casa pulita e ben tenuta significa molto per me. Fidatevi: ho vissuto con un sacco di compagni di stanza, e i ragazzi etero hanno sempre avuto poca cura di se stessi"

Dichiarazione apprezzabile, però presumo che i suoi coinquilini gay ci tenessero particolarmente a  fare contento un ragazzo del genere, a differenza dei coinquilini etero. Sia come sia dichiarazioni come queste di certo non sfuggono a chi vuole produrre un film che faccia presa sul pubblico gay, che sicuramente sceglierà gli attori da scritturare tenendone conto. Peccato, però, che succeda anche il contrario. L'attore Matt Bomer (foto sotto), infatti, sta provando a diventare un sex symbol a tutto tondo anche se è gay dichiarato, e non è proprio semplice...
Infatti anche se ha dato prova di essere un etero credibile nel serial White Collar, e probabilmente farà altrettanto nell'imminente film Magic Mike, sembra proprio che la sua candidatura al ruolo di protagonista nel film tratto dal best seller erotico 50 SFUMATURE DI GRIGIO (che è diventato il tormentone letterario dell'anno) non abbia l'approvazione della scrittrice E. L. James (foto sotto), che del libro è la fortunata autrice.
Infatti secondo lei il ruolo del protagonista deve essere affidato assolutamente ad un attore a cui le donne piacciono davvero. Di solito non giudico le opinioni altrui, ma questa volta mi permetto di farle notare che, se un attore dovesse avere sempre esperienze dirette per i ruoli che interpreta, Hollywood dovrebbe essere piena di persone con la fedina penale più lunga dei suoi romanzi. Evidentemente il fatto di aver tirato su qualcosa come 16 milioni di dollari dal nulla, e avendo alle spalle solo delle fanfictions (romanzi apocrifi) ispirate alla saga di Twilight, deve averle dato un po' alla testa... Pazienza... Di certo Matt Bomer non si giocherà la carriera a causa sua... E, a proposito di attori che non si giocano la carriera col coming out, pare proprio ufficiale che il prossimo maggio sarà pronto il sequel del nuovo ciclo cinematografico di Star Trek, che vedrà ancora Zachary Quinto nei panni del sempreverde signor Spock...
Certo il cinema che coinvolge un pubblico di appassionati di immaginario pop (quali sono i fans di Star Trek e dei personaggi pulp in stile Tarzan) è decisamente più gay friendly di quello di un romanzone come 50 SFUMATURE DI GRIGIO,  quindi in un certo senso gli attori gay dichiarati giocano in casa... E forse è un bene: perchè gli appassionati del genere sono sempre si più, soprattutto fra le nuove generazioni, e a lungo andare non è da escludere che proprio la presenza di attori gay dichiarati, o comunque gay friendly in simili produzioni, non contribuisca indirettamente ai progressi della società nel suo insieme. E, se i media possono contribuire ai progressi della società, è anche vero che i progressi della società potrebbero aiutare alcuni media... A cosa mi riferisco? Vediamo: da qualche anno in Italia c'è un piccolo editore che si chiama Italy Comics, che come tanti piccoli editori di fumetti italiani cerca di ottimizzare la sua produzione con la distribuzione direttamente in fumetteria, nel suo caso puntando su produzioni americane abbastanza innovative, come i fumetti ispirati a A GAMES OF THRONES.
Fino a qualche anno fa questa strategia dava un minimo di garanzie anche ai piccoli editori come Italy Comics, ma con la crisi economica qualcosa è cambiato... Il direttore editoriale di Italy Comics, Paolo Accoliti Gil, in questi giorni si è espresso in maniera abbastanza chiara:

"Il numero 2 di A Game of Thrones è praticamente esaurito e i numeri da 3 a 6 procedono sulla stessa strada. La storia è sempre la stessa, le fumetterie si ritrovano con clienti con sempre minori disponibilità economiche e con sempre più titoli annunciati, quindi raramente ordinano oltre il prenotato. Così se i lettori non prenotano, le fumetterie non rischiano (nel nostro caso neanche avendo il reso) e gli editori si adeguano con le tirature, succede che poi invece i lettori si scopre che li volevano, le librerie li richiedono e l’editore non ne ha più."

E poi ha aggiunto:

“PRENOTATELI perché non ne stamperemo più degli ordini ricevuti. Ve lo chiediamo per piacere di superare la mentalità del “quando esce lo prendo” perché la situazione economica attuale non permette più (almeno a noi) di esporci ulteriormente per titoli che chiunque altro avrebbe semplicemente chiuso!”. 

La filosofia del "quando esce lo compro", che adesso sta iniziando a creare problemi ai piccoli editori di fumetti, in effetti è stata per decenni il principale motivo che ha impedito la diffusione dei fumetti a tematica gay nel nostro paese.  Nel senso che per decenni - quando ancora non era una questione di disponibilità economica - i lettori omosessuali hanno avuto seri problemi a "ordinare" in fumetteria prodotti che li qualificassero come gay, e in parte questo problema lo hanno ancora. Molto meglio aggirarsi con aria furtiva in una fumetteria di un'altra città o in qualche grande fiera, nella speranza di adocchiare qualche titolo gay che è stato precedentemente annunciato... Innescando da subito il meccanismo di cui sopra. E infatti adesso c'è RENBOOKS che ha scoperto l'acqua calda con la vendita online ed eventualmente la possibilità di mostrare un'anteprima online senza fare aspettare al pubblico la stampa del volume. E forse, in questo modo, si creerà un pubblico solido e i fumetti a tematica gay in Italia inizieranno ad essere pubblicati con maggiore regolarità...
Adesso sarà molto interessante verificare se anche Italy Comics si renderà conto che le cose possono essere gestite in maniera diversa rispetto al passato, visto che proprio Italy Comics - che è anche una fumetteria online - ha stretto un accordo per poter vendere le edizioni digitali dei fumetti distribuiti negli USA da DIAMOND, che è in assoluto il più grande distributore di fumetti americano.
Che significa questo? Che anche noi poveri italiani potremo leggere (ovviamente in inglese) ad un prezzo contenutissimo (visto che non ci sono spese di stampa, dogana e trasporto), molti fumetti a tematica gay o di interesse gay che nessuno da noi vuole pubblicare, come ad esempio quelli della Archie dedicati a Kevin Keller e tutto il catalogo della BLUE WATER... Se leggete questo BLOG sapete tutti di cosa sto parlando, vero?
Insomma, sembra proprio che pian piano il nuovo millennio stia toccando anche il nostro paese, anche se qualcuno vorrebbe ancora che questo non accadesse. Sia come sia se volete avere un'idea dell'offerta dei fumetti digitali messi a disposizione di DIAMONDS vi basta CLICCARE QUI, invece per un elenco completo dei fumetti diviso per editore CLICCATE QUI.
A quanto pare la globalizzazione porta anche dei vantaggi, dopotutto.
Di certo l'importante è stare sempre attenti alle novità e non rinchiudersi troppo nel proprio guscio, cosa che gli editori italiani di fumetti sono sempre stati BRAVISSIMI a fare.
Ciao e alla prossima.

sabato 11 agosto 2012

I VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte come va?
Da oggi la vostra amata rubrica musicale tornerà ad esere un po' più variegata, anche se di tanto in tanto sarò felice di aggiornarvi sui nuovi lavori dei cantanti gay dichiarati di cui vi ho già parlato. Detto questo oggi vado a introdurvi l'ennesimo gay porn performer che ha deciso di lanciarsi nel mondo della musica, anche se in effetti non è andata proprio così, visto che nel suo caso la carriera nella pornografia serve a finanziare proprio la carriera musicale... Infatti stiamo parlando del gay porn performer Jessy Ares, nome d'arte di Jessy-Bruce Triplett-Arestirado, nome intricato che rivela le sue origini multietniche...
La storia di questo simpatico ragazzone tedesco è abbastanza curiosa, ma non dissimile da quella di tanti bei ragazzi che hanno scelto una carriera nel mondo del porno gay per una questione di onestà. Essendo obbiettivamente carino ha iniziato a lavorare molto presto nel mondo dell'alta moda e della pubblicità come modello, e se questo da una parte gli dava una certa serenità economica dall'altra lo rinchiudeva in una specie di bolla di vetro, circondato da colleghi senza carattere e da stilisti marpioni che lo sommergevano di avances a cui lui doveva rispondere per poter continuare a lavorare. La situazione non gli andava troppo a genio, anche perchè aveva anche altre aspirazioni e ad un certo punto si è scocciato di quel mondo così frivolo e frou frou, in cui doveva competere quotidianamente con ragazzi che non avevano mai visto una palestra nella loro vita. Essendo poi gay dichiarato, e avendo un debole per i ragazzi maschili, si era oltremodo scocciato anche del fatto che nel mondo della moda la bellezza maschile fosse vissuta in maniera del tutto astratta, impedendogli di conoscere ragazzi che gli piacevano sul serio... Imprdrndogli anche di essere libero di sistemarsi come voleva, cosa che ha potuto fare grazie al porno gay...
Così ad un certo punto ha detto basta, e finchè era ancora in tempo si è detto che, visto che nel mondo della moda per lavorare era comunque costretto a fare sesso con stilisti bavosi vestiti in maniera improponibile, una carriera nel mondo del porno gay se non altro gli dava la possibilità di lavorare divertendosi e di guadagnare facendo sesso col genere di uomo che gli piaceva. E in effetti questa scelta non è stata maturata perchè non aveva alternative, visto che si era fatto conoscere anche come attore nella soap opera tedesca Abschlussklasse 2005, ma anche come aspirante cantante nella versione tedesca di X-Factor, con un certo successo. Tant'è che prima di dedicarsi al porno aveva già lanciato anche diversi brani, tra cui uno cantato tutto in italiano!
OK... Diciamolo... La sua pronuncia non è granchè e chi ha scritto questo testo aveva delle fantasie un po' unticcie, ma se non altro bisogna premiare l'impegno e la passione. Ovviamente, però, da quando ha iniziato a lavorare per la TitanMedia  nel 2011, la sua carriera musicale nel mondo gay ha avuto una marcia in più, anche perchè a quanto pare si tratta di un ragazzo decisamente disinibito. Infatti recentemente ha girato un video per il centro di San Francisco assieme a due colleghi, finendo per rimanere completamente nudo. Ovviamente il brano in questione celebra il suo nuovo lavoro...
  In effetti la sua voce è bella, ma forse dovrebbe lavorare un po' di più sui testi e magari scegliersi dei registi che facciano video musicali meno trash... Altrimenti rischia davvero di non essere valorizzato come si deve. E se non ci credete provate ad ascoltare la sua versione House di Sweet Dreams, anche questa risalente a prima del suo debutto nel porno e corredata dalle foto del suo book...
In ogni caso penso sia interessante notare che quest'anno ha promosso il suo CD in 48 città fra Europa e USA, ma non mi pare che l'Italia si sia fatta avanti per dargli spazio, tanto per cambiare... Forse perchè è troppo mascolino per gli standard degli ospiti musicali dei locali gay italiani? Chissà... Ci sarebbe un po' da riflettere su questa cosa.
Alla prossima!

mercoledì 8 agosto 2012

NEWS

Ciao a tutti e a tutte, come va?
Anche in agosto questo BLOG continua ad offrirvi notizie sfiziose da tutto il mondo, anche perchè - per fortuna - qualcosa da dire su certi argomenti c'è sempre... Da che parte cominciamo? Visto che l'estate è la stagione del gossip, oggi potremmo iniziare parlando della cantante Lady Gaga, che a quanto pare ha un po' riveduto la propria opinione sui fumetti che la vedono protagonista.

Infatti, se qualche tempo fa era rimasta contrariata dal fumetto biografico non autorizzato che le aveva dedicato la BLUE WATER (alcune delle cover le vedete sopra), oggi sta uscendo pazza perchè non riesce a trovare l'albetto che le aveva dedicato il fumettista Michael Troy in occasione della San Diego ComiCon del 2011, e di cui a suo tempo - ovviamente - ho parlato anche su questo blog...
La cantante è arrivata al punto di supplicare i suoi 27.000.000 di follows su Twitter, nella speranza che qualcuno gliene venda una copia... Sarà riuscita nel suo intento? Non ci è ancora dato saperlo, ma immagino che più di qualcuno dei suoi fans adesso abbia un conflitto di interessi: cedere la sua preziosa copia all'artista per farla felice o conservarla in quanto fans dell'artista stessa? Atroce dilemma! Sia come sia tutta questa pubblicità ha inevitabilmente spinto l'autore a pianificare una ristampa, e nel frattempo ne è stata messa in vendita una versioen digitale... Se vi interessa potete acquistarla CLICCANDO QUI. E poi non dite che non vi voglio bene! In ogni caso questo dimostra che le superstar di oggi non sono più impermeabili come un tempo al mondo del fumetto, e questo è un bene. E, a proposito di superstar e fumetti, stanno iniziando a circolare le prime foto scattate sul set del secondo film dedicato a Wolverine... E inevitabilmente si tratta di foto shirtless...



Quindi abbiamo la conferma che anche stavolta in un film con Wolverine avremo modo di ammirare la prestanza fisica di Hugh Jackman... Anche perchè i produttori, che non sono mica stupidi, sanno che in caso contrario si potrebbero giocare una buona fetta di pubblico. Nel frattempo il regista Joss Whedon ha firmato il contratto per dirigere THE AVENGERS 2, e il fatto che un regista notoriamente gay friendly sia stato confermato a capo di questo progetto apre diverse possibilità interessanti, soprattutto se si considera che fra le reclute degli AVENGERS ci sono diversi personaggi gay... Certo è un po' presto per sperare in una versione cinematografica di Hulkling e Wiccan... Però è un'ipotesi affascinante, e con questi presupposti non è detto che prima o poi non possa diventare realtà. In ogni caso, per stare in tema di registi famosi e gay friendly, mi sembra doveroso riportare che i fratelli Wachowski, che dopo essere stati sceneggiatori di fumetti sono diventati famosissimi dirigendo film come la trilogia di Matrix e V for Vendetta, ora sono diventati un fratello e una sorella. Nel senso che Laurence Wachowski ha ultimato il suo percorso di transizione, e da luglio ha iniziato a presentarsi pubblicamente come donna, anche se qualche paparazzo non aveva mancato di rubare qualche scatto mentre il suo cambiamento era ancora in corso...
Inutile dire che in Italia la notizia non è circolata granchè, ma il fatto che ora Hollywood ha una regista transessuale di primo piano potrebbe portare un certo rinnovamento in un ambiente che è ancora abbastanza ingessato, nonostante tante belle parole. In ogni caso tante congratulazioni a Lana per aver trovato la sua strada...
E per restare in tema di gente che strada facendo ha deciso di ambiare le cose, è ormai ufficiale che Terry Moore sta lavorando al seguito del suo fumetto cult STRANGERS IN PARADISE, che probabilmente ha dimostrato per la prima volta che un maschio etero è perfettamente in grado di raccontare una storia d'amore lesbico e di creare personaggi femminili a tutto tondo...
Il seguito di STRANGERS IN PARADISE, però, non arriverà sotto forma di fumetto, ma sotto forma di romanzo, e dovrebbe essere pronto entro il 2013, a vent'anni esatti dall'uscita del primo albo della serie a fumetti. I diritti italiani di questa serie, che nel nostro paese ha avuto una vita a dir poco travagliata, ora sono saldamente nelle mani della Bao Publishing... Che ora ha l'esclusiva italiana per tutto quello che riguarda Terry Moore, quindi - per fortuna - dovremmo vedere questo romanzo tradotto in italiano senza troppi problemi... Se poi siete estimatori di fumetti lesbici tradotti in italiano vi segnalo che alla REN BOOKS hanno deciso di rendere disponibile online e gratuitamente il bel fumetto SHE SAID di Kris Dresen...
E inoltre, sempre online, hanno deciso di pubblicare il divertente manga INSIEME AL CAPO di Okura...
E non paghi di ciò continueranno a pubblicare online, in contemporanea con la Spagna, LOVE REVOLUTION di Javi Cuho e Giulio Macaione.
Tutte queste belle cose le trovate sul loro sito (CLICCATE QUI), che anche in piena estate continua ad aggiornarsi rendendo partecipi i lettori dei loro progetti e delle loro novità). Tra l'altro, come se tutto ciò non bastasse,chi acquista i loro volumi direttamente continuerà a godere della promozione tutto a 7 euro, e per tutta l'estate acquistando 4 volumi a scelta avrà diritto ad averne uno gratis! Ora: come voi tutti dovreste sapere non sono una persona di manica larga nei miei giudizi, però devo ammettere che la determinazione di questa casa editrice e lo spirito che la anima continuano a colpirmi, visto che - una volta tanto - sanno che, prima di tutto, in un paese come l'Italia, è necessario farsi conoscere e crearsi un pubblico. Un pubblico che, di fatto, per i fumetti a tema gay non ha mai avuto punti di riferimento costanti e inequivocabili, e che in Italia è sempre stato trattato con una certa sufficienza. Vedere che c'è qualcuno che ci crede sul serio, che non punta su certi fumetti solo per gratificare il proprio ego e che mette al primo piano il rapporto con la comunità gay italiana è decisamente una novità... D'altra parte è anche la prima volta che a capo di una casa editrice italiana c'è una coppia gay...
Sia come sia sarà molto interessante seguire gli sviluppi di questa situazione, anche solo per il fatto che nessuno prima di loro ha mai pensato di puntare davvero sui bara manga nel nostro paese... Staremo a  vedere. E visto che parliamo di produzioni giapponesi a tema gay che vengono presentate senza continuità, se siete appassionati di BOYS LOVE animati vi farà piacere sapere che la Yamato Video ha annunciato ufficialmente l'uscita del DVD contenente i tre episodi della serie Cicala d'Inverno, tratta dal manga Haru wo daiteita  di Youka Nitta, e ambientata all'epoca dei samurai...
Da notare che questo titolo viene pubblicato con almeno tre anni di ritardo rispetto al previsto (lo so perchè i cartelloni pubblicitari erano pronti almeno dall'edizione 2009 di Lucca Comics). Non so perchè, ma qualcosa mi dice che la nuova serie di Sailor Moon, che dovrebbe partire l'anno prossimo, non subirà lo stesso ritardo quando verrà il momento di tradurla nella nostra lingua. Staremo a vedere anche in questo caso... Di buono c'è che, quando ci sono di mezzo cose che hanno a che fare con le tematiche LGBT nel mondo dell'immaginario pop, le notizie non mancano mai.
Ciao e alla prossima.