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domenica 27 febbraio 2011

WALLY'S WEEK

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Nuovo disegno all'asta su eBay, e questa volta il soggetto è Bucky, la storica spalla del supereroe Capitan America...
In questo disegno la cosa più difficile è stata elaborare uno sfondo che equilibrasse la composizione, considerando che il soggetto era tutto in orizzontale, così alla fine ho pensato ad una fantasia che prendesse spunto proprio dallo scudo di Capitan America, che mettesse in risalto Bucky e le sue curve. Inoltre, peccando di ingenuità, all'inizio avevo fatto il personaggio con una maschera e un taglio di capelli poco fedele all'originale, e quando avevo già fatto tutto non ho potuto fare a meno di andare giù di correttore e rifare quasi tutta la testa daccapo... Infatti forse un po' si nota...
Se questo disegno vi piace potete partecipare all'asta CLICCANDO QUI.
Alla prossima.

sabato 26 febbraio 2011

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Dopo settimane e settimane in cui ho presentato cantanti gay dichiarati di un certo spessore e abbastanza determinati a lanciare di messaggi abbastanza profondi, oggi cambio decisamente registro e vado a presentarvi un duo di Stoccolma: Kid e Dandy, meglio noti come gli Straight Up.
Nelle classifiche dance svedesi hanno piazzato diversi brani di successo, ma per il momento preferiscono essere abbastanza riservati per quel che riguarda le loro biografie e le loro vite private. In compenso alla fine dello scorso anno si sono divertiti a realizzare un pezzo (e relativo video) per celebrare il mondo dei twink. Per chi non lo sapesse la parola twink, in gergo gay, indica i ragazzi fra i 18 e i 25 anni (o comunque che si presentano come tali), senza barba e senza pelo, atletici o perlomeno asciutti, ma soprattutto disinibiti. Il termine, che ci crediate o no, deriva da un tipico dolce americano chiamato twinkie. Una specie di merendina dalla forma vagamente fallica, dorata ripiena di crema (alla banana o al latte). Pare che per gli americani degli anni '70 l'associazione di idee con i giovani surfisti biondi fosse stata abbastanza automatica. In ogni caso il termine si è arricchito di varie sfumature, e adesso si parla di femme twink, Euro twink, muscle twink, ecc. Per inquadrare le varie tipologie di twink c'è persino un complicato codice che adesso non sto qui a spiegarvi e che si basa sulla valutazione di tutta una serie di caratteristiche (come la lunghezza e il colore dei capelli). Sia come sia il termine è diventato presto internazionale, tant'è che gli Straight Up lo omaggiano dalla Svezia col brano seguente...

A proposito... Qualcuno di voi ha mai assaggiato un twinkie?

giovedì 24 febbraio 2011

MAH...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Prima di tutto oggi volevo aggiornarvi sulla situazione del sito che ospitava TROY, e di cui io stesso non avevo notizie da mesi (con tutte le incertezze conseguenti). In realtà sono riuscito a prendere contatto col gestore del sito - dopo mesi di tentativi falliti - utilizzando un trucco poco onesto (l'ho chiamato usando un numero cellulare diverso). Da quello che ho capito il server era saltato e non sono riusciti a ripristinare il sito, nel frattempo il dominio (cioè l'indirizzo) era scaduto ed è stato acquistato da un'altra persona che prima lo ha affittato ad un noto sito di webcam a pagamento e poi ha messo in piedi un sito di personal vagamente simile al precedente, che però non ha alcun rapporto col gestore precedente (o con me). Il gestore originale (quello con cui collaboravo io) mi ha detto che è interessato a riacquistare il dominio, ma come potete intuire la situazione è alquanto grottesca. Sicuramente non potrò contare su popkorn.it fino a data da destinarsi, sempre che un giorno possa tornare a contarci, ovviamente...
Che posso dirvi? Forse ho fatto bene a non puntare tutto su popkorn.it da prima che succedesse questo pasticcio, altrimenti a quest'ora la situazione per me (e per voi) sarebbe infinitamente più complicata. Ora la domanda è: ha senso proseguire TROY senza il traino di popkorn.it? Ammetto che ho qualche dubbio, ma mai dire mai. Intanto Robin Hoog è quasi pronto per ripartire, quindi intanto ripartirò da lui, nell'attesa che il mio sito personale divenga operativo e mi offra uno spazio gestito in maniera un po' meno approssimativa. Comunque in questi giorni sono state parecchie le notizie che mi hanno lasciato perplesso... A partire da una che riguarda il compositore polacco Fryderyk Franciszek Chopin (1810-1849)...
Cosa c'entra questo blog con Chopin? È presto detto. Il Ministro degli esteri polacco e l'ambasciata polacca di Berlino avevano commissionato alle edizioni Kultura Gniewu un fumetto incentrato sulla biografia del compositore, da distribuire nelle scuole dell'obbligo polacche e tedesche per farlo conoscere meglio. La spesa per questa operazione è stata di circa 27.000 euro. Ora: il problema nasce dal fatto che le edizioni Kultura Gniewu non sono un editore per bambini, ma producono soprattutto fumetti alternativi e underground. Di conseguenza gli autori che sono stati coinvolti nel progetto hanno scelto uno stile decisamente poco convenzionale...
Alla fine hanno prodotto un'antologia di racconti abbastanza surreali, in cui spesso si utilizzava un linguaggio molto adulto e moderno (con tutta una serie di intercalari volgari, ma obbiettivamente diffusi nel linguaggio giovanile di tutto il mondo). Tuttavia la cosa che ha sconvolto l'amministrazione polacca al punto da farle ritirare tutti i fumetti stampati e mandarli al macero, è stata una storia in cui si immaginava che Chopin si ritrovasse ai giorni nostri e alle prese con uno skinhead che parlava di campi di sterminio e omosessuali... Due argomenti che in Polonia sono ancora decisamente scomodi da mettere assieme, visto che si tratta di una nazione con un alto tasso di omofobia anche presso le istituzioni. Tuttavia l'argomento era anche pertinente, visto che molti studiosi sostengono che proprio Chopin avesse un orientamento omosessuale. In ogni caso direi che questa notizia si commenta da sola, e dà la misura di come i fumetti - quando trattano argomenti scomodi in contesti bigotti - tendono sempre a fare una brutta fine... Il che, in effetti, mi fa fare una serie di paragoni inquietanti fra Italia e Polonia, che peraltro al Parlamento Europeo sono state le uniche nazioni che si sono espresse contro un provvedimento che prevedeva il riconoscimento delle unioni gay contratte all'estero...
D'altra parte il mondo è bello perchè è vario, e se da una parte ci sono nazioni per cui il rapporto fra omosessualità e fumetti è ancora problematico, ce ne sono altre in cui effettivamente il clima di libertà consente iniziative perlomeno curiose. Come nel caso della mostra che questa settimana si sta tenendo a Los Angeles e che prende spunto dal fumetto underground Henry & Glenn Forever, di cui vi avevo parlato qualche tempo fa.
Si trattava di un fumetto realizzato dal collettivo artistico IGLOO TORNADO (di cui vedete una rappresentanza nella foto qui sotto), totalmente incentrato su una immaginaria relazione omosessuale fra due esponenti di spicco del rock statunitense contemporaneo: Henry Rollins e Glenn Danzig (che ovviamente non hanno gradito granchè, ma per fortuna negli USA la libertà di parodia è sancita per legge).
Morale della favola: alla galleria d'arte La Luz de Jesus, che nel giro dell'arte alternativa è molto conosciuta, si sta tenendo questa bella mostra collettiva che omaggia la storia d'amore (totalmente inventata) fra due cantanti rock realmente esistenti... E ovviamente nessuno ha battuto ciglio o si è sognato di compiere denuncie o sequestri di alcun tipo. Ve l'immaginate se in Italia qualcuno si sognasse di fare qualcosa del genere con due cantanti noti? O magari con due attori? O, peggio ancora, con cantanti e attori su cui girano voci da anni? Probabilmente si scatenerebbe l'inferno, e sicuramente i poveri fumettisti avrebbero la peggio... Cosa che negli USA, come abbiamo visto, non succede.
In ogni caso, a proposito di libertà di parola e di pensiero, vorrei concludere il post di oggi rispondendo al fumettista Alessandro Scalzo, che dopo un annetto si è imbattuto nel sondaggio che avevo proposto su questo blog per eleggere il fumetto italiano che, nel 2009, aveva offerto l'immagine peggiore del mondo GLBT (se non sapete di cosa parlo CLICCATE QUI). Alessandro Scalzo era entrato in gara con la sua serie Auntie's Darling (pubblicata sul mensile XComics), incentrata sulle traversie di una transessuale di nome Paolo (alle prese con una zia sadica e vari personaggi non da meno), e così mi scrive:

"Ciao, sono l'autore di Auntie's Darling, e avrei un paio di considerazioni.
1) Il porno è politicamente scorretto per definizione, altrimenti si chiama
educazione sessuale. Come minimo, le donne sono tutte troie, che non è una bella cosa da dire. E' nel tuo pieno diritto dire che per questo motivo non ti piace il porno, ma se dici che il tale film non va bene perché le attrici sono troppo zozze, be', in realtà stai dicendo che quel film è molto bello nel suo genere. Così puoi dire che fai a meno dell'horror perché preferisci star bene di stomaco che vomitare, ma se apri un sondaggio per decidere quale è il film horror più brutto nel senso di quello che fa venire più nausea, in realtà stai premiando il più bello.
2) Quale pensi che sia il pubblico di Auntie's Darling? Te lo sei chiesto? Razzisti, leghisti, cattolici di destra? Ti sembra plausibile? Il pubblico di Auntie's Darling è fatto di persone adulte e consenzienti che si identificano
con il nipote, non con la zia. Infatti su XComics non è che avesse molto gradimento, proprio perché è un fumetto che non è rivolto agli etero di ferro. Il suo canale naturale, dove ha un discreto successo, è un sito americano rivolto a persone che hanno fantasie di identificazione con il nipote, ripeto, non con la zia. Alla fine, sono i gusti e le fantasie di queste persone che stai disapprovando, né più né meno.
3) Cerca di non confondere la voce dei personaggi con la voce dell'autore, perché sarebbe un ottimo test per togliere il diritto di voto alle persone. Se faccio un film sui campi di sterminio e c'è una SS che dice "sporco ebreo" che fai, mi dai del razzista? "


Gentile Alessandro, quel sondaggio non serviva a criticare gli autori dei fumetti, ma semmai a mettere in evidenza il loro modo di rappresentare le persone gay, lesbiche e transessuali con leggerezza e confermando tutta una serie di pregiudizi e stereotipi. Ovviamente pubblicare fumetti di questo tipo è legittimo, ma penso che sia legittimo anche criticarli quando non se ne condivide l'approccio o il messaggio (e anche i fumetti porno ne hanno uno). I punti da te sollevati, poi, sono abbastanza interessanti. Il primo, in particolare, mette in luce come - dal tuo punto di vista - il porno, per definizione, sia qualcosa di intrinsecamente morboso e "cattivo", perchè questo è ciò che lo rende eccitante. Sui gusti non discuto, però mi permetto di dissentire, anche perchè - ad esempio - c'è tutta una scuola di pornografia gay in cui l'eccitazione viene creata dalla tenerezza degli approcci e dalla capacità di trasmettere un'idea gioiosa e complice del piacere sessuale.
Questo approccio, in effetti, ha poco successo nel porno etero, dove si gioca tutto sui rapporti di forza, dominazione e potere fra i sessi. Qui il discorso diventa complesso, perchè bisognerebbe analizzare il legame fra il porno etero e la sua capacità di rappresentare le fantasie del maschio eterosessuale medio, legate perlopiù alla dominazione, alla sottomissione e all'umiliazione della femmina (o dei suoi "surrogati", come le persone trans), seppur attraverso il "gioco" del sesso... Tant'è che, secondo il tuo ragionamento, il fatto che io possa trovare il ruolo di Paolo in Auntie's Darling avvilente significa che il fumetto è riuscito, perchè dai per scontato che il suo ruolo di transessuale sia eccitante in proporzione a quanto lui viene vessato e umiliato...
Riguardo al secondo punto da te sollevato non discuto sul fatto che ci possa essere un numero più o meno alto di persone che possano identificarsi in un personaggio come Paolo, ma - proprio per questo - il fatto che sia un personaggio che riassume tutta una serie di pregiudizi e stereotipi sulle persone transessuali e sul loro modo di vivere la sessualità, ne fa un personaggio ad uso e consumo di chi ha una visione un po' limitata del mondo trans. Ovviamente non eri obbligato a lanciare un messaggio diverso da quello che hai lanciato, e neppure a dare al transessuale protagonista un nome femminile (cosa che, da amico di diverse trans, posso garantirti che era davvero la prima cosa da considerare). Tuttavia, se questa è stata la tua scelta, penso che chi dissente sia libero di criticarla senza passare per uno che non accetta le fantasie altrui.
Riguardo al terzo punto, poi, non ti conosco e non mi permetterei mai di esprimere giudizi sulla tua persona. Conosco disegnatori di fumetti che hanno fatto fumetti crudelissimi e che sono persone assolutamente per bene. Se preferisci creare fumetti porno con transessuali che vengono costantemente sottomesse è un tuo sacrosanto diritto continuare a farlo, però se qualcuno pensa che - obbiettivamente - dai una rappresentazione un po' limitata e contorta dei personaggi transessuali non penso che ci sia nulla di male a lasciarlo libero di esprimere la sua opinione... Anche perchè, ti faccio notare, dalle nostre parti le voci fuori dal coro quando si parla gay, lesbiche e trans sono sempre molto poche e deboli... Anche nel mondo del fumetto italiano, che guardacaso ha da sempre evitato di rapportarsi direttamente con le vere fantasie erotiche della comunità omosessuale (anche negli spazi riservati alla pornografia)...
Forse proprio perchè le fantasie gay non confermano i pregiudizi e gli stereotipi che rassicurano il maschio etero medio e le sue fantasie di dominazione? O forse perchè sono molto meno lontane dalla quotidianità eterosessuale di quanto sembra?
Chissà...

martedì 22 febbraio 2011

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Anche questa settimana sul vostro BLOG preferito (^__^) inizia con una nuova infornata di notizie dal mondo del fumetto a tematica omosessuale. Per prima cosa vi segnalo che, a due anni di distanza dal primo annuncio al riguardo, è stato finalmente dato alle stampe il primo fumetto scritto da Melissa P. (l'autrice del noto caso editoriale 100 COLPI DI SPAZZOLA), e manco farlo apposta si tratta proprio di un fumetto a tematica omosessuale, e per la precisione a tema lesbico...
I disegni sono di Alice Pasquini (nella foto sotto la potete vedere alle prese con una delle sue opere), che a quanto si legge sul suo sito (CLICCATE QUI) ha diverse esperienze nel mondo dell'illustrazione, dei murales, della pittura e dell'animazione... Praticamente ovunque fuorchè nel mondo del fumetto (O__O)...
Il fumetto non l'ho ancora potuto leggere, quindi non posso esprimere giudizi sull'opera in sè, tuttavia non posso trattenermi dal fare qualche considerazione preventiva ed esternare qualche perplessità. La prima cosa che mi viene da dire è che difficilmente questo volume potrà essere definito un vero fumetto (anche se sicuramente l'intenzione è di usare il linguaggio del fumetto nel miglior modo possibile). Perchè dico questo? Per il semplice fatto che è stato realizzato da una scrittrice e da un'illustratrice, che quindi - nonostante le loro doti nei rispettivi campi - non si tratta di una sceneggiatrice e una disegnatrice di fumetti. Ovviamente non sto dicendo che chi fa fumetti deve avere un marchio di fabbrica, ma penso sia evidente che quando la creatività di una persona è sintonizzata sulla prosa di un libro o sull'impatto estetico di un murales, molto difficilmente sarà in grado di contribuire alla realizzazione di un fumetto convincente... Anche se nel progetto è coinvolta una giovane scrittrice che ha venduto milioni di copie...
E badate che ho detto "convincente" e non "buono", visto che qui si parla di linguaggio e non di contenuti. La cosa ironica è che non è la prima volta che un grande editore italiano si lascia tentare da un'operazione di questo tipo. Infatti, se oggi la Rizzoli coinvolge Melissa Panarello, nel 1989 la Mondadori coinvolse Aldo Busi... Facendogli sceneggiare uno dei fumetti (o presunti tali) più brutti della storia (con i disegni del grafico Dario Cioli), fumetto di cui - giustamente - oggi si è persa completamente la memoria... In alcuni negozi di fumetti d'antiquariato mi è capitato di sfogliarlo, e vi posso giurare che - nonostante la mia passione per i fumetti (o forse proprio per quella) - mi sono sempre rifiutato di comprarlo... Per la cronaca: il titolo del suddetto volume è Paté d'Homme, e probabilmente voleva solo sfruttare il momento di massima popolarità di Aldo Busi, tant'è vero che (nonostante fosse davvero illeggibile) venne pubblicato in un'edizione cartonata alquanto lussuosa (e costosa).
Possibile che i grandi editori italiani, invece di puntare sui fumettisti italiani veri, da sempre si limitano a puntare sui nomi di richiamo che sono in vena di esperienze fumettistiche? Non è un po' come ammettere che, per loro, il fumetto in quanto tale è una cosa da poco e che quello che conta è il nome di richiamo o il "caso editoriale" (anche per quel che riguarda i titoli stranieri)? Perchè non si scelgono dei curatori competenti e dei talent scout specializzati in fumetti? Comunque - tornando all'opera di Melissa P. - non posso fare a meno di notare che, ancora una volta, il tema dell'omosessualità verrà affrontato da una persona che - pur ammettendo di avere avuto avventure lesbiche, soprattutto nel senso più trasgressivo del termine - non è omosessuale. Ovviamente per scrivere belle storie sull'omosessualità non bisogna necessariamente essere omosessuali, ma credo che sia inevitabile che chi scrive di argomenti che conosce in maniera parziale, o magari distorta, realizzerà storie che daranno un'immagine parziale e distorta di certi argomenti. Da quel che ho letto la storia del volume scritto da Melissa P., non a caso intitolato VERTIGINE, è quella di una ragazza tossicodipendente e di sua cugina che la ama (in tutti i sensi) e che è pronta a tutto per starle vicino ed aiutarla... Un tema decisamente impegnativo anche per i fumettisti più esperti e navigati. Che dire? Spero di sbagliarmi, ma qualcosa mi dice non ci troveremo di fronte all'equivalente italiano di STRANGERS IN PARADISE di Terry Moore (che, pur essendo un maschio etero, ha saputo indagare l'amore fra donne in maniera davvero notevole)...
In ogni caso, per restare in tema di donne e fumetti, oggi non posso fare a meno di segnalarvi che negli USA ha debuttato da poco una linea di cosmetici firmata Wonder Woman (!!!) e realizzata dalla MACCOSMETICS, una ditta professionale che sicuramente NON punta al target delle ragazzine... Anche perchè - nonostante le apparenze - Wonder Woman NON è un'icona per le ragazzine americane da almeno una trentina d'anni...
In compenso (pubblico gay a parte) è un'icona per le femministe, per le appassionate di fumetti, per le donne lesbiche e - presumibilmente - per le donne un po' eccentriche... Senza contare le drag queen e le donne transessuali, e questo accade persino in un paese come l'Italia...
A questo punto penso di poter dire con un certo margine di sicurezza che, alla MACCOSMETICS, hanno fatto una bella indagine di mercato nel tentativo di conquistare tutta una fetta di pubblico specifica che - evidentemente - è ritenuta alquanto appetibile. Senza contare che, probabilmente, questa linea di cosmetici ingolosirà anche tutti gli appassionati maschi di Wonder Woman (in particolare quelli gay) che vogliono collezionare qualsiasi cosa abbia a che fare con la loro supereroina del cuore.
Ovviamente, se la linea dovesse avere successo, verrà ampliata con nuovi colori e nuovi prodotti, che probabilmente in Italia NON verranno importati. Per il semplice fatto che il tipo di pubblico per cui è concepita la linea di cosmetici Wonder Woman, dalle nostre parti, non viene ancora considerato ufficialmente. Peccato. D'altra parte è anche vero che - come ho avuto modo di ricordare recentemente - dalle nostre parti il fumetto è considerato una nicchia di mercato in quanto tale, e solo raramente interagisce col mondo esterno. Il fumetto a tema gay, poi, vive questa condizione di isolamento culturale in maniera particolarmente forte, cosa che magari in altri paesi non accade. Prendiamo ad esempio l'Australia... Proprio a febbraio la rivista trimestrale Asian Studies Review (dedicata ai saggi di approfondimento sulla cultura orientale) ha dedicato un lungo articolo a Gengoroh Tagame e alla rappresentazione della mascolinità nei suoi fumetti...
A scriverlo è stato il Dr. William Armour, docente di giapponese presso l'Università di New South Wales (è il simpatico signore baffuto che vedete nella foto sotto), che tra l'altro con questo articolo ha fatto il suo esordio nel mondo delle pubblicazioni internazionali di un certo prestigio (nell'ambito degli studi orientali, ovviamente).
Siccome questo è un BLOG serio, e siccome penso di avervi incuriosito, se conoscete l'inglese vi offro la possibilità di leggere l'articolo del professor Armour in formato .pdf semplicemente CLICCANDO QUI. Non voglio infierire, ma penso che in Italia sia molto improbabile che un docente universitario decida di scrivere un saggio d'esordio proprio sui fumetti, e in particolare su quelli di Gengoroh Tagame... Anche perchè, nel nostro ambiente accademico, i fumetti in generale risentono della stessa bassa considerazione che si riscontra negli altri ambiti culturali (e non) del nostro paese.
D'altra parte, se l'Australia sta quasi agli antipodi dell'Italia, forse un motivo ci sarà.
Ciao e alla prossima.

domenica 20 febbraio 2011

WALLY'S WEEK

Ciao a tutti e a tutte, come va?
Da oggi volevo dedicare alle mie attività un post supplementare ogni domenica, una specie di bollettino per tenervi aggiornati su quello che ho prodotto nella settimana. Per cominciare ho ripreso le aste su eBay... Con il disegno che vedete qui di seguito (per vederlo più grande cliccate sulle immagini)...
Considerando che sono passati davvero dei mesi da quando ho preso in mano i pennelli per l'ultima volta direi che poteva andare peggio, anche se ci ho impegato un pochino per visualizzare bene su cosa poteva sedersi il soggetto... Così alla fine mi è venuta in mente questa fantasia di sculture sepolte... In questo disegno trovo simpatica la posizione dei piedi...
Fino all'ultimo, invece, non ho saputo che espresisone dare al personaggio... E infatti forse si nota che sugli occhi sono intervenuto più volte e che non sono freschi come avrei voluto... Pazienza... Forse avrei potuto intervenirci sopra, ma il rischio di fare pasticci era alto, quindi ho preferito non infierire troppo...
Questa volta ho deciso di fare un personaggio abbastanza peloso, anche se devo ammettere che andare con l'nchiostro seppia sulle lumeggiature di bianco è sempre un po' un terno al lotto... Però direi che l'effetto finale è passabile...
Se questo disegno vi piace l'ho messo all'asta su eBay e potete aggiudicarvelo CLICCANDO QUI.
Ciao e alla prossima.

sabato 19 febbraio 2011

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Anche oggi sono qui per ampliare le vostre conoscenze musicali con un nuovo cantante gay dichiarato che in Italia nessuno si fila, anche se è nelle prime posizioni delle classifiche dance americane ed è anche molto popolare in diverse parti d'Europa e non solo (il prossimo mese il suo tour toccherà il Brasile, la Colombia, la Bolivia e persino il Kazakhistan). Infatti vi sto parlando di Christopher "Chris" Willis...
La cosa curiosa di questo cantante è che ha iniziato a farsi un nome nei primi anni '90 in ambito gospel, ma strada facendo si è reso conto che l'ambiente delle chiese che frequentava non era affatto gay friendly e contribuiva ad alimentare il suo conflitto interiore e il senso di angoscia nei confronti del proprio orientamento omosessuale... Tuttavia proprio il gospel lo ha aiutato a trovare la sua strada, visto che ha scelto di accogliere dentro di sè il suo messaggio di amore universale. In ogni caso, dopo aver capito che sentiva il bisogno di vivere in maniera più libera e realizzata, ha abbandonato il mondo del gospel e, a partire dal 2001, si è riciclato come cantante dance, dichiarandosi pubblicamente e scalando in breve tempo le classifiche. La sua storia, che in effetti è abbastanza particolare, si è anche guadagnata un documentario dal titolo Inside Out, che è stato realizzato giusto l'anno scorso e in cui il buon Chris parla di sè e della sua esperienza di vita. Niente male vero? Intanto qui di seguito potete vedere il video del suo ultimo singolo...

Chissà se arriverà mai nelle nostre discoteche... Mhhh... Non so perchè, ma ho qualche dubbio al riguardo...
Ciao e alla prossima.

giovedì 17 febbraio 2011

LA LETTERA DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi volevo iniziare partendo da una lettera che ho letto oggi e che mi ha messo particolarmente di buon umore, infatti Stafano mi ha scritto:

"Ciao Valeriano,
sono un volontario del gruppo giovani di arcigay Modena (nonché tuo grande fan! ti seguo dai tempi in cui rainbows era pubblicato da gay.it) e ti scrivo per ringraziarti.
Devi sapere che mi è toccato l'ingrato compito di curare una piccola rassegna che dovesse occuparsi di argomenti di nicchia, non generalisti come musica o film a tematica gay.
Perché non occuparsi di fumetti e videogiochi allora, mi son detto! Cercando su internet ho trovato diverse informazioni, soprattutto in inglese, ma devo dire che il tuo blog (di cui sono un affezionato lettore :) ) è la fonte più organica e vasta in circolazione. Insomma... cercando fra i tuoi post ho trovato molti spunti interessanti che mi hanno aiutato a comporre una presentazione in power point con cui ho condotto un'intera seduta del gruppo giovani. Nonostante ci fosse poca gente interessata a fumetti o videogiochi, sembra proprio che la rassegna sia piaciuta, tanto che alcuni mi hanno proposto di creare CD contenenti tutti i fumetti a tematica che avevo scaricato da internet, cosicché gli interessati possano prenderlo in prestito dalla sede.
Quindi grazie per l'impegno con cui curi il blog e disegni le tue strisce, alimenti le speranze di noi poveri appassionati fumettari italiani visto il mercato scadente che abbiamo! ;)

Stefano
P.S. Alcuni ragazzi si sono dimostrati interessati ai tuoi fumetti (non potevo non citarti), per cui chissà, magari avrai qualche nuovo fan d'ora in poi =D"

Ecco... Questo è il genere di lettera che mi gratifica e mi fa pensare che portare avanti questo BLOG è una buona cosa... Grazie, davvero e complimenti per l'iniziativa! Sono quasi commosso...
Tra l'altro, proprio in questi giorni, anche l'associazione gay I FIGLI DELLA LUNA di Cuneo mi ha chiesto informazioni per organizzare un appuntamento simile per il prossimo marzo... Sta a vedere che, dopo oltre seicento post, questo blog inizia ad essere davvero un piccolo riferimento per i fumetti gay in Italia? La lettera che mi è arrivata, però, solleva una questione molto interessante. Infatti Stefano mi dice che i fumetti gay, a differenza del cinema e della musica a tematica, sono considerati un argomento di nicchia. Il che è vero, anche se i fumetti in generale nascono per essere una forma di intrattenimento popolare, esattamente come la musica o il cinema...
Perchè i fumetti, in Italia, hanno perso questa caratteristica? La domanda non è banale, soprattutto se si prendono in considerazione i fumetti a tematica gay, visto che il pubblico omosessuale - di solito - drizza le antenne per qualsiasi cosa che sia anche solo vagamente identificabile come gay (spendendoci anche delle cifre ragguardevoli). In effetti il fumetto in generale ha sempre goduto di una considerazione abbastanza bassa nel nostro paese, finendo per essere escluso dal grande circuito mediatico e culturale. Esattamente il contrario di quello che avviene nei paesi in cui i fumetti godono di grande considerazione... E non è un caso. Basta fare un giro per Bruxelles (senza scomodare il solito Giappone o gli USA) per rendersi conto come gli eroi dei fumetti locali, che abbelliscono gli edifici della città, testimoniano una considerazione del tutto diversa per questo medium...
Un approccio inclusivo che si riscontra anche nelle biblioteche e nelle librerie, ad esempio, ma anche nei telegiornali, sui quotidiani e nelle trasmissioni televisive, che dedicano ampi spazi a fumetti e affini. Senza contare le conferenze, le mostre, ecc. A questo punto è abbastanza facile capire come i fumetti, che in Belgio sono pienamente inseriti nel circuito dei media, sono tutt'altro che una nicchia culturale. In Italia, dove di fumetti si parla poco e male, il fumetto non ha alcuna risonanza mediatica, se non attraverso le serie animate e i film per il grande schermo che si ispirano ad esso (ma questo significa solo pubblicizzare alcuni prodotti a discapito di altri, e non certo valorizzare il fumetto in quanto tale). Ultimamente, poi, qualcuno scopre i fumetti grazie agli allegati dei quotidiani, ma si tratta comunque di una minoranza, visto che si tratta di allegati abbastanza costosi, che mirano già ad un pubblico di collezionisti...
Poi bisogna considerare che in Italia sono spariti da decenni i fumetti per l'infanzia, che avevano il delicato compito di avvicinare ed educare il pubblico più giovane al linguaggio del fumetto. Escludendo i prodotti Disney e similari, che ultimamente sono diventati indiscutibilmente banali, scialbi e noiosi (tanto da allontanare i giovanissimi dai fumetti invece di trasformarli in futuri appassionati), l'offerta è praticamente nulla. Quindi non stupisce se, generazione dopo generazione, il fumetto ha finito per essere considerato soprattutto un passatempo per sfigati intellettuali dai gusti poco commerciali, quelli che oggi vengono definiti nerds...
Intendiamoci: rispetto a qualche anno fa, e soprattutto grazie ai manga e ad alcuni cult (come Dylan Dog e Rat Man), la situazione in Italia è nettamente migliorata, tuttavia il fumetto rimane qualcosa di fondamente alieno per la cultura popolare italiana, a causa di un meccanismo perverso che probabilmente affonda le sue radici addirittura nel regime fascista... Che paradossalmente del fumetto aveva una grandissima considerazione, anche se solo come strumento di propaganda...
L'interesse del fascismo per il fumetto e il suo utilizzo, infatti, fu tanto e tale da spingere le forze politiche del dopoguerra a prendere nettamente le distanze da questo medium, trattandolo con una pregiudizievole ostilità. I progressisti e i moderati lo associavano al regime, mentre i conservatori temevano che sostenendo i fumetti sarebbero stati associati essi stessi al regime di cui sopra. Questo si andava ad aggiungere allo snobismo con cui la classe colta del nostro paese li aveva sempre considerati e alla diffidenza delle autorità religiose. Morale della favola: siccome i media del nostro paese (nonostante le apparenze) sono SEMPRE stati un'emanazione più o meno diretta di qualche corrente politica, e siccome in Italia nessuna corrente politica (dopo il fascismo) ha mai visto davvero di buon occhio i fumetti (con qualche sporadica eccezione, dovuta al lavorio di alcuni intellettuali come Umberto Eco), si è innescato un circolo vizioso per cui in Italia il fumetto è rimasto sempre ai margini della scena culturale e mediatica, rimanendo appunto un fenomeno di nicchia, nonostante le grandi tirature di Topolino o Tex...Le stesse dinamiche hanno influenzato anche la storia del fumetto gay nel nostro paese. Infatti le associazioni gay italiane, fin dall'inizio, nascevano come associazioni politiche e politicizzate che - per i motivi storici di cui sopra - avevano una bassa considerazione di fumetti e affini. Questo ha poi generato un effetto domino su tutta la cultura gay italiana e sulle varie pubblicazioni gay del nostro paese, in cui il fumetto gay non è mai stato presentato in maniera organica e continuata, come ad esempio succedeva negli USA... Dove una serie come Leonard & Larry di Tim Barela è proseguita sul mensile The Advocate per qualcosa come vent'anni...
Lo stesso discorso vale per le pubblicazioni dai contenuti più espliciti, che in Italia si limitavano a pubblicare qualche fumetto estero a caso (senza peraltro pagare i diritti a chi di dovere), mentre all'estero le riviste hard avevano lanciato tutta una serie di autori e personaggi cult fin dai primi anni '70... Come ad esempio l'agente segreto Harry Chess di A.Jay, che debuttò addirittura nel 1966...
In parole povere: il fumetto gay, negli USA, era una diretta emanazione del movimento gay e delle sue rivendicazioni, mentre in Italia non faceva parte della cultura politica di nessuno (per i motivi storici di cui sopra), e quindi veniva ignorato o comunque presentato in maniera impropria. Ovviamente in un paese come l'Italia, dove il fumetto gay è comunque un tabù editoriale, il fatto che lo stesso mondo gay non lo promuovesse in maniera adeguata e continuativa ha portato alla situazione attuale, per cui i fumetti gay sono dei perfetti sconosciuti anche per gli stessi gay... Fortunatamente, come dimostra la lettera con cui ho aperto questo post, anche da noi le cose stanno lentamente cambiando, grazie anche al fatto che le nuove generazioni hanno un approccio molto più elastico rispetto ai loro predecessori e comunque (grazie ad internet) possono confrontarsi anche con la cultura gay di altre nazioni, dove sicuramente i fumetti (gay e non) sono molto meglio inseriti...
Tuttavia vorrei spezzare una lancia a favore dei siti esteri, che magari non sembrano esaurienti come questo blog. Se le cose stanno così è anche perchè possono permettersi di dare per scontato che i loro lettori possono approfondire gli argomenti altrove, visto che in molte nazioni c'è una rete culturale gay molto vasta e ben ramificata. Questo blog, invece, è studiato proprio per il gay italiano medio, che - non certo per colpa sua - in fatto di fumetti deve partire da zero, o quasi.
Ovviamente, se nel suo piccolo serve allo scopo, io ne sono molto contento.
Ciao e alla prossima.

martedì 15 febbraio 2011

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Anche stavolta inizio la settimana con qualche notizia abbastanza golosa e pressochè esclusiva, e per cominciare volevo segnalarvi che, a quanto pare, l'attore Jamie Bell tornerà a coinvolgere il pubblico gay di tutto il mondo dopo la sua storica e toccante interpretazione del piccolo Billy Elliot...
Ovviamente il tempo è passato, e ora che il protagonista di Billy Elliot ha venticinque anni si appresta a fare breccia nel pubblico omosessuale in una veste del tutto diversa. Infatti sta per debuttare in un film in cui interpreta Esca, un giovane britannico ai tempi della dominazione romana (intorno all'anno 140)...
La storia è tratta dal libro The Eagle of the Ninth, primo capitolo di una lunga serie scritta - a partire dal 1954 - da Rosemary Sutcliff (1920-1992), e narra - fondamentalmente - dell'amicizia fra Esca e il giovane romano Marcus Aquila (interpretato da quel gran bel figliolo che risponde al nome di Channing Tatum), alla ricerca della nona legione romana, di cui si sono perse misteriosamente le traccie... Il film si chiama THE EAGLE e proprio in questi giorni ha debuttato negli USA (in Europa arriverà da marzo)...
A quanto mi dicono è un film che si presta ad una buona dose di intepretazioni gay friendly... Staremo a vedere. Certo è che non mi stupirebbe se ci fosse qualche ammiccamento inserito proprio per gratificare il pubblico che apprezza questo genere di allusioni (e che, a quanto pare, è in costante crescita). In ogni caso fa comunque piacere vedere che l'interpete di Billy Elliot, col tempo, si è tenuto in forma. E, a proposito di film con protagonisti che si tengono in forma, oggi volevo anche segnalarvi che ultimamente in Giappone stanno aumentando i film tratti da famosi manga dedicati allo sport, in particolare da quelli che arrivarono per la prima volta in Italia negli anni '80 sotto forma di serie animate... A partire da quelli per ragazze (che comunque all'epoca attirarono anche un discreto pubblico di futuri gay), come ad esempio Mimì e la nazionale di pallavolo...
Ma anche Jenny la tennista, che arrivò in Italia con l'indimenticabile sigla pseudo politica cantata da Nico Fidenco ("Destra, sinistra... Sinistra, destra... La folla guarda, grida e protesta...") che anche in anni recenti si è sentita sui carri di vari Gay Pride italiani...
Poichè creare film dignitosi partendo da manga sportivi è molto più semplice (ed economico) che mettere in piedi produzioni ispirate a manga ricchi di trovate difficili da trasporre in versione "live action", ultimamente sembra proprio che i giapponesi abbiano scoperto un nuovo filone per il loro cinema... Un filone che si ispira a manga e serie animate che, per anni, hanno fatto fantasticare generazioni di gay in boccio anche nel nostro paese. Come ad esempio quella dedicata al pugile Rocky Joe, che dopo essere stato una specie di sogno omoerotico proibito - in particolare per il suo rapporto di amore/odio con l'avversario Toro Ricky - da dicembre ha invaso i cinema giapponesi con la sua versione live...
Per la cronaca: l'impegnativo ruolo del protagonista è stato affidato al cantante Yamashita Tomohisa, che per l'occasione ha dovuto sottoporsi ad un duro allenamento e ha dovuto perdere nove chili. Devo ammettere che le ultime versioni live giapponesi di alcuni storici cartoni animati giapponesi hanno sorpreso persino me, facendomi riflettere su tutta una serie di allusioni e sottointesi a cui non avevo mai pensato... Come ad esempio nel caso di Sampei ragazzo pescatore, sul cui fascino si può anche discutere (i gusti sono gusti), ma di cui ignoravo gli evidenti sottointesi simbolici... Che però mi sono diventati chiarissimi guardando la locandina del film uscito due anni fa...
Sono io che sono malizioso o questa è una delle locandine cinematografiche più falliche della storia del cinema? Non so se gli ideatori si sono resi conto di quello che facevano, ma qualcosa mi dice che non è stata proprio una svista. Certo è che, prossimamente, verrà messo in produzione un film ispirato ad una serie animata che ha davvero solleticato tantissime fantasie, soprattutto fra i futuri appassionati di lotta erotica, infatti è ai nastri di partenza anche il film dal vivo ispirato all'Uomo Tigre...
Ora: su questo personaggio e sui suoi ipotetici risvolti omoerotici e/o omosessuali si potrebbe scrivere per ore, anche perchè il mite carattere del protagonista della prima serie (Naoto Date) fuori dal ring si prestava molto bene a tutta una serie di interpretazioni psicologiche interessanti... Soprattutto considerando il suo interesse pressochè nullo per il sesso femminile, il suo atteggiamento quasi "materno" nei confronti dei bambini del suo ex orfanotrofio e il fatto che, sul ring, si scatenava come una belva (sublimando istinti inconfessabili?)... Senza contare le sue ciglia da Bambi e il suo sguardo dolce...
Comunque, ipotesi a parte, resta il fatto che che - con i suoi scontri cruenti a base di uomini seminudi - questo personaggio ha sublimato per anni tutta una serie di fantasie inconfessabili in generazioni e generazioni di spettatori... E secondo me, ad un certo punto, gli sceneggiatori devono avere avuto anche voglia di scherzarci su, visto che lo hanno fatto combattere con avversari come Mr. No (che vedete qui sotto)...
So che state pensando che è uno scherzo, o magari un fotomontaggio... Ma in realtà è proprio quello che sembra... Comunque, siccome questo è il blog che vi mostra quello che nessun altro vi mostra, e ve lo mostra fornendovi prove circostanziate, qui di seguito vi mostro la sequenza incriminata (e doppiata in italiano, per apprezzarla al meglio).

Premesso che sicuramente è una delle scene più involontariamente comiche della storia dell'animazione giapponese (chissà se i doppiatori italiani si rendevano conto di cosa stavano facendo...), penso che dia esattamente la misura di quello che intendevo dire. Per la cronaca: una seconda incarnazione animata del personaggio debuttò negli anni '70, e - anche se sembrava più interessato alle donne del suo predecessore - non mutava lo spirito vagamente omoerotico della serie originale.
Inoltre l'Uomo Tigre, a differenza di tanti suoi colleghi animati, non ha avuto bisogno di un film per diventare in carne e ossa, visto che dal 1981 ci sono stati diversi lottatori di wrestling giapponese che hanno interpretato il suo ruolo (ovviamente previo concessione dei diritti di sfruttamento), a partire da Satoru Sayama (che vedete nella foto sotto).
Attualmente siamo arrivati al quinto lottatore che in Giappone sta portando avanti il mito dell'Uomo Tigre: l'ultima incarnazione del personaggio è quella offerta dal lottatore professionista Ikuhisa Minowa (foto sotto), che ha debuttato come Uomo Tigre nel luglio del 2010 e che probabilmente è il lottatore più carino fra tutti quelli che hanno ricevuto l'eredità del manto tigrato...
Qualche gay giapponese ha già iniziato a fantasticare su di lui, in attesa del film di prossima produzione? È altamente probabile, anche perchè questo atleta è nel giro della lotta professionale da diversi anni (il wrestling giapponese è diverso da quello americano, e coinvolge veri atleti esperti di arti marziali), e sicuramente ha già offerto molto materiale interessante per i feticisti del genere "lotta libera"...
In ogni caso c'è da scommettere che anche il film che è appena entrato in produzione riserverà qualche gradevole sorpresa gay friendly, per la gioia di tutti quelli che - anche nel nostro paese - hanno fantasticato sull'Uomo Tigre (ed è inutile che negate, perchè lo so benissimo che lo avete fatto!). Piccola osservazione: dagli USA al Giappone tutti stanno scoprendo l'immenso potenziale cinematografico di fumetti e cartoni animati... Tant'è che in Germania è uscito da poco persino il film di Vickie il vichingo...
L'Italia, invece, continua ad evitare di pescare nella sua tradizione fumettistica, anche quando potrebbe realizzare dei film ispirati a storie che non richiedono grandi investimenti in fatto di effetti speciali. Figuriamoci, poi, se dalle nostre parti qualcuno considererebbe dei fumetti anche solo vagamente gay friendly... Su questo argomento ci sarebbe veramente molto di cui parlare, e probabilmente sarebbe solo la punta dell'iceberg. La speranza, ovviamente, è che le cose cambino in meglio quanto prima... Anche se, probabilmente, non conviene trattenere il respiro nell'attesa che anche dalle nostre parti il mondo del fumetto venga gratificato da simili iniziative.
Alla prossima.