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venerdì 18 agosto 2017

Non c'è due senza tre...

Ciao a tutti, come va?

Il 19 agosto partirà - come da tradizione - la due giorni dedicata al fumetto LGBT che l'associazione GeekOut otganizza a New York (e più precisamente dalle parti di Brooklyn) ormai da tre anni, ovvero la FLAME CON (tutte le info le trovate CLICCANDO QUI)...

Quest'anno gli spazi saranno ben 246, suddivisi fra autori, associazioni, case editrici indipendenti, progetti editoriali e ospiti speciali... E direi che questo può essere abbastanza indicativo di quello che si muove a livello di tematiche LTBT nel fumetto statunitense (e dintorni) al di fuori delle grandi case editrici (che per il momento non hanno ancora preso parte a questa manifestazione, anche perchè i loro autori che partecipano lo fanno a titolo personale). E ovviamente in in questa due giorni sono organizzati solo incontri di approfondimento ed eventi a tema, tra l'altro - mi pare di capire - con un approccio abbastanza democratico. Nel senso che il tappeto rosso non viene srotolato per nessuno a discapito di qualcun altro, nemmeno quando si tratta di autori che hanno un certo seguito.

Diciamo che, per ora, questa piccola manifestazione sembra intenzionata a mantenere i suoi valori e il suo approccio, anche se è in lenta e costante espansione. E, a costo di ribadire l'ovvio, questo succede perchè è messa in piedi da un'associazione che ha le idee molto chiare al riguardo, e che nasce per valorizzare il fumetto LGBT, i suoi autori e i suoi lettori... Anche e soprattutto quelli potenziali, visto che la giornata di domenica offre l'ingresso gratuito per i minori di anni 21. La cosa bella, comunque, è che lo spirito degli organizzatori è condiviso anche dagli ospiti e dai visitatori, quindi non stupisce che anno dopo anno la FLAME CON stia confermando il suo ruolo di manifestazione "ponte" fra una nicchia di mercato che fa ancora fatica a trovare i suoi spazi e il mondo degli appassionati... Che in occasioni come questa possono davvero scoprire cose di cui ignoravano l'esistenza...

Cose a cui, ripeto, viene dato lo stesso spazio riservato ad autori e realtà più affermate. Che è un po' l'antitesi di quello che succede nelle manifestazioni più commerciali, in particolare in Italia, dove nelle fiere più importanti i risvolti da fiera campionaria tendono a prevalere sui contenuti e dove in quelle più piccole l'aspetto collezionistico e/o che mira ad un pubblico molto selezionato tende a tenere lontani i semplici curiosi... Soprattutto se hanno meno di 21 anni. E questo a prescindere dal fatto che la FLAME CON è una manifestazione che mette al centro le tematiche LGBT, ovviamente... Anche perchè d aquesto punto di vista la pur modesta FLAME CON offrirà più contenuti in due giorni che Lucca Comics & Games negli ultimi vent'anni. E magari varrebbe la pena di rifletterci sopra un attimo.
Tuttavia credo che la differenza che spicca di più sia nella politica di tolleranza zero della FLAME CON nei confronti di tutte le discriminazioni, messa nero su bianco e nei dettagli anche sul sito ufficiale (CLICCATE QUI). Il che significa, presumo, che nel malaugurato caso che qualcuno fosse sorpreso a contravvenire alle regole di cui sopra verrebbe garbatamente allontanato... E anche questa, dalle parti nostre, mi pare una cosa abbastanza fantascientifica. Ad ogni modo qui di seguito potete farvi un'idea della FLAME CON, così come si presentava l'anno scorso...
Che dire? Niente male per una manifestazione organizzata da un'associazione di volontariato di portata locale... Speriamo che col tempo possa ingrandirsi sempre si più e che possa fare da esempio per un numero crescente di iniziative simili... E non solo negli USA.

Alla prossima.

mercoledì 16 agosto 2017

BANDIERA BIANCA?

Ciao a tutti, come va?

Prima di tutto vi informo che il mio profilo Facebook è tornato attivo, ed è tornato attivo con il mio nome d'arte (anche se i documenti non coincidono), perchè a quanto pare quello che ho fatto in questi anni con il nome "Wally Rainbow" - con tanto di interviste - ha fatto testo... E queste sono piccole soddisfazioni che è bello condividere.

Detto ciò, dopo la piccola pausa della scorsa settimana, ritorno alla carica con i post che tanto amate, nello stile che tanto amate (a meno che le mie osservazioni non vi pungano sul vivo, presumo, ma d'altra parte il mondo è bello perchè è vario).

Di cosa può parlare, quindi, un blog come questo in pieno agosto?

In realtà le cose di cui parlare sarebbero tante, ma oggi mi sono detto che poteva essere interessante partire proprio dal fatto che siamo in pieno agosto. Nel senso che siamo nel pieno di un periodo in cui le giornate sono più lunghe e aumenta il tempo libero, soprattutto fra i giovani e gli studenti. Un periodo ideale, insomma, per proporre qualcosa di nuovo e per provare a ridestare l'interesse in un pubblico che ha sempre meno occasioni di avvicinarsi alla lettura dei fumetti.

Negli USA c'è una lunga tradizione di supplementi estivi (come gli annual delle serie dei supereroi), in Italia un po' meno perchè - per decenni - i fumetti non hanno avuto altre forme di intrattenimento economico (e portatile) con cui competere... E non dovevano considerare, ad esempio, variabili come il tempo libero passato davanti agli smartphone...

Ora, però, le cose sono un po' cambiate. E infatti qualche iniziativa nuova viene proposta e/o annunciata anche in piena estate, e questo - tecnicamente - sarebbe anche un buon segnale... Se non fosse per il fatto che si tratta di iniziative che EVIDENTEMENTE non nascono per avvicinare un pubblico nuovo, ma per spremere fino all'ultima goccia quello vecchio (o magari stravecchio). Non che questa tendenza sia esattamente una novità (su questo blog ne ho parlato parecchie volte), ma devo ammettere che facendo una panoramica delle iniziative di questo ultimo periodo la sensazione è che la situazione stia leggermente sfuggendo di mano a chi di dovere. E lo si nota in particolare analizzando il mondo degli allegati a fumetti che arrivano in edicola.

Intendiamoci: le iniziative che vado a segnalarvi oggi sono tutte apprezzabilissime, ma è evidente che NON si rivolgono a chi ha meno di quarant'anni (o forse più), e soprattutto non si rivolgono a chi non è già un cultore di fumetti e affini.

Ad esempio: da agosto la Gazzetta dello Sport propone alcune delle storie originali di Popeye, realizzate dal suo creatore E.C. Segar (morto prematuramente nel 1938, a soli 43 anni). Storie cult, storie bellissime, storie che non possono mancare nella biblioteca di un vero appassionato di fumetti a 360°, tuttavia... Quando è stata l'ultima volta che è stata trasmessa in Italia, con continuità, una serie animata di Braccio di Ferro? Quanti potenziali lettori under 16, diciamo, potrebbero essere coinvolti da questa iniziativa, che peraltro propone storie scritte e disegnate quasi un secolo fa? Non c'è forse il rischio che iniziative come questa confermino l'idea per cui i fumetti ormai sono solo intrattenimento vintage (per dirla con un eufemismo)?

E nel frattempo Hachette ha annunciato che porterà in edicola Cocco Bill di Jacovitti, un personaggio nato nel 1957... E anche in questo caso è evidente che NON si tratta di un'iniziativa pensata per coinvolgere nuovo pubblico, ma per spremere per bene i nostalgici che hanno avuto famigliarità col personaggio grossomodo fino ai primi anni Ottanta, quando iniziò a passare di moda e a diventare un cult per pochi intimi... Certo si può obbiettare che l'intrattenimento di Jacovitti non ha tempo e non ha età, ma qui si parla di uscite settimanali da 7,99 euro l'una... Quindi direi che è abbastanza palese che lo scopo di questa iniziativa non è quello di riavvicinare i giovani al personaggio, o ai fumetti in generale...

Sia come sia è evidente che il sessantesimo anniversario di Cocco Bill deve avere ispirato anche qualche altro nostalgico (o aspirante accalappiatore di nostalgici), visto che la Centauria/Fabbri ha annunciato, dal 26 agosto,  l'arrivo in edicola di una serie di miniature dedicate a "Gli Indimenticabili di Carosello"... Che, per chi non lo sapesse, erano i testimonial pubblicitari che hanno tenuto banco negli spot animati che caratterizzarono la televisione italiana dal 1957 al 1977... Fra i quali, appunto, ci fu anche Cocco Bill... Anche in questo caso un'iniziativa giovane per giovani, insomma (soprattutto considerando che l'unico personaggio che è "sopravvissuto" fino ai nostri giorni è il pulcino Calimero... Con buona pace di Topo Gigio).

Piccola osservazione: dalle parti di Hachette non sono proprio degli sprovveduti... Infatti oltre a lanciare la collana dedicata a Cocco Bill hanno annunciato per fine agosto l'arrivo in edicola delle miniature di One Piece... Per ottimizzare anche il pubblico dei collezionisti più giovani con un'uscita quattordicinale da 9,99 euro. E devo ammettere che questa iniziativa mi ha fatto riflettere una volta di più sul fatto che, praticamente, non esistono personaggi dei fumetti italiani abbastanza popolari da giustificare una serie di miniature... Men che meno una serie di miniature legate ad un'unica testata. E già questo, da solo, dovrebbe far riflettere chi di dovere... E considerando il fatto che in Italia, al momento, non esistono produzioni italiane popolari quanto One Piece direi che il contrasto con le miniature dedicate a Carosello è ancora più stridente...

Da notare che nel frattempo la serie di miniature da collezione dedicata alle serie robotiche di Go Nagai continua imperterrita ed è arrivata all'uscita numero 147... E considerando la quantità spropositata di robot, mostri e personaggi delle serie nagaiane non è detto che sia destinata ad esaurirsi all'uscita 150 come previsto (nonostante i 13 euro settimanali necessari per portare avanti la collezione)... Tantopiù che sono già state annunciate le riproposte delle miniature andate esaurite. Ad ogni modo, anche in questo caso, la domanda nasce spontanea: quanto possono servire queste iniziative per contribuire al ricambio generazionale e quanto sono pensate per viziare (e spremere) i nostalgici?
Tra l'altro penso che sia abbastanza interessante notare che, se da una parte vengono segnalati e chiusi con regolarità i canali youtube che (seppure illecitamente) potrebbero davvero rilanciare queste serie animate presso un pubblico nuovo e ampio, dall'altra continuano ad arrivare proposte e riproposte delle stesse serie in DVD da collezione, anche in edicola... Ultimo, ma non ultimo, il caso di Devilman: ogni DVD settimanale al prezzo di 9,90 euro con la Gazzetta dello Sport...

Intendiamoci: la pirateria non aiuta il mercato dell'animazione, ma qui non si parla di serie nuove che devono essere doppiate e adattate, o per cui le emittenti televisive stanno pagando fior fior di quattrini, bensì di serie che hanno trenta o quarant'anni (e che sulle reti nazionali non si vedono da almeno venti). Serie che tra l'altro su youtube non erano proposte nemmeno in HD... Quindi direi che è abbastanza evidente come - anche in questo caso - più che altro l'intento di simili iniziative (con relativo accanimento verso lo streaming illegale di certe serie animate) sia quello di spremere il pubblico degli over quaranta nostalgici, piuttosto che far apprezzare alle nuove generazioni le serie del passato nella veste migliore. Ovviamente si tratta di scelte legittime, ma poi bisognerà verificare cosa succederà quando anche il pubblico più stagionato, quello composto dai reduci dell'invasione degli anime negli anni Settanta e Ottanta, non sarà più in condizione di essere spremuto...

Staremo a vedere.

Comunque, tornando a parlare di fumetti e di ristampe a oltranza, da settembre Repubblica proporrà l'ennesima edizione delle opere di Hugo Pratt in allegati settimanali da circa 10 euro... E, come da prassi, si inizia con Una Ballata del Mare Salato, che risale al 1967... Forse sbaglio, ma credo che il pubblico che seguirà questa iniziativa sarà inferiore a quello che ha seguito le precedenti riedizioni dei fumetti Hugo Pratt come allegati ai quotidiani (io, ad esempio, ho già la raccolta di Corto Maltese proposta da L'Espresso nel 2006), e non è difficile capire il perchè... Considerando che tutto questo concentrarsi sui collezionisti e gli appassionati - negli ultimi dieci anni - non ha fatto altro che limitare ulteriormente un ricambio generazionale già di per sè sempre più scarso, alimentando di pari passo la saturazione del mercato...

Cosa si può dedurre da questa breve panoramica? Diverse cose. La prima è che, se una volta i fumetti erano svalutati perchè considerati "roba da bambini", adesso rischiano di essere considerati "roba per collezionisti perlopiù attempati", o al massimo roba di nicchia per nerd molto specifici... Tant'è che per settembre è stata annunciata anche una serie di allegati dedicati ai fumetti di Star Trek assieme alla Gazzetta dello Sport...

La seconda cosa che si può dedurre è che tutte queste iniziative che si rivolgono ai collezionisti, o comunque ad un pubblico anagraficamente maturo, rischiano di compromettere ulteriormente il già scarso rapporto del fumetto italiano (e non solo) con le nuove generazioni. Soprattutto considerando che, come dicevo all'inizio, questo sarebbe un periodo leggermente più propizio per provare a farsi conoscere da un pubblico più ampio e generalista. La terza cosa è che il problema non è tanto il fatto che si investe sui classici, quanto il fatto che si investe SOLO su quelli (o comunque su prodotti che, nel 99% dei casi, risultano estremamente "classici").

Certo è anche vero che i grandi gruppi editoriali, che pubblicano fumetti e affini solo come allegati, non hanno come obbiettivo quello di rilanciare il settore o di avvicinare nuovo pubblico, ma il problema è che se si guarda agli editori specializzati in fumetti lo scenario, sotto certi aspetti, è persino più deprimente.

Ha destato un po' di polemiche, ad esempio, il fatto che il supplemento estivo di Nathan Never, quest'anno, abbia presentato solo ristampe (senza peraltro specificarlo in copertina, anche se tradizionalmente è una collana di inediti)...

Così come erano in buona parte ristampe le storie presentate sull'ultimo supplemento di Martin Mystere, anche in questo caso senza specificarlo chiaramente.

Penso sia abbastanza evidente che questa non è esattamente la strategia migliore per rilanciare dei personaggi che vendono sempre meno... E men che meno per tenersi buoni i lettori che ancora li sostengono. Da notare, comunque, che la stessa casa editrice ha finalmente proposto il tanto atteso "crossover" (incrocio narrativo) fra Dylan Dog e Dampyr... Presumibilmente per provare a risollevare le sorti di quest'ultimo prima di quella sentenza di morte che, secondo i soliti ben informati, è sempre più probabile per via delle basse vendite. Il problema è che, crossover a parte, questa operazione non ha tolto o aggiunto niente ai due personaggi e/o alle loro vicende... Anche se - e gli americani insegnano - il valore aggiunto dei crossover è proprio quello di cambiare più o meno drasticamente lo status di uno o più personaggi, magari ritoccando alcuni elementi del loro universo condiviso, in un regime di continuity molto serrata...Tutte cose che la casa editrice Bonelli non può concedersi, a meno che non voglia fomentare un'insurrezione dei lettori tradizionalisti, che ha sempre alimentato con tanta cura...

Quindi, nonostante le apparenze, anche questa è stata un'operazione pensata per i collezionisti e per il tipico pubblico della casa editrice, ed è alquanto improbabile che possa avere effetti benefici nel lungo periodo su Dampyr (o, in minor misura, su Dylan Dog), o particolari attrattive per il pubblico occasionale. Anche perchè, come dicevo prima, non presenta elementi particolarmente accattivanti per chi, eventualmente, volesse provare a leggere un fumetto nuovo (o semplicemente un fumetto) mentre è in ferie o in vacanza.

Intendiamoci: il mercato della carta stampata è in crisi un po' ovunque, e in tutto il mondo c'è chi prova a reinventarlo per farlo restare competitivo. Il punto è che, in effetti, in Italia ci si prova meno (e peggio) che altrove e si ha quasi la sensazione che chi di dovere abbia già alzato la bandiera bianca di fronte al disinteresse delle giovani generazioni e/o di fronte all'evoluzione dei gusti del pubblico occasionale... Che magari non sono più quelli di venti, trenta o quarant'anni fa.

Altrove, perlomeno, non ci si arrende, si sperimentano strade nuove e se ne osano altre. Così se, ad esempio, questa estate il tema dell'omosessualità nel fumetto italiano mainstream è stato affrontato nei modi di cui vi ho parlato di recente (CLICCATE QUI e QUI ), nelle stesse settimane negli USA ci sono stati spunti di tutt'altro genere... Come ad esempio ha dimostrato Connor, uno dei figli di Biancaneve e del Lupo Cattivo (!), che esplora allegramente la sua bisessualità nella serie Ever After (il sequel del pluripremiato Fables), di cui è co-protagonista.
Nel quarto numero della serie Freelance, invece, il supereroe protagonista finalmente si dichiara, ricambiato, alla sua spalla...

Nel sequel della serie animata LEGEND OF KORRA la protagonista fa coming out, presenta la sua ragazza in casa e si ribella a suo padre che le consiglia di vivere la sua storia con discrezione..
Un'anziana Batwoman del futuro, intanto, si ricongiunge finalmente con la sua amata...

Mentre l'Avvocato Jennifer Walters (meglio nota come She-Hulk) e il suo segretario gay Bradley stanno aiutando un giovane gay di colore a salvare il suo fidanzato, che è rimasto avvelenato a tradimento da una droga sperimentale che lo ha trasformato in un mostro, mentre stava preparando un dolce in diretta per un web show sulle torte (!)...

Il tutto mentre nel mondo fantasy di Rat Queens si concretizza la relazione fra un elfa e un'orchessa, che ammette che vorrebbe sposarla all'istante se non fosse per il fatto che, nella particolare situazione in cui stanno vivendo, sarebbe un po' troppo complicato...

E questi sono solo i primi esempi che mi sono venuti in mente, facendo mente locale fra le pubblicazioni delle ultime settimane che mi sono capitate sott'occhio...

Ovviamente, come ho già detto in passato, le tematiche gay non hanno il potere di risollevare magicamente le sorti di una serie o del mercato del fumetto in generale, però - ora più che mai - sono un indicatore importante. Nel senso che sono un tema attuale, che incuriosisce il pubblico (anche e soprattutto quello giovane) e che - se presentate con naturalezza e nei modi giusti - dimostrano che si ha a che fare con una lettura disinvolta e al passo coi tempi. Una di quelle letture che, forse, potrebbe ingolosire anche il pubblico occasionale e spingerlo a proseguire la lettura della serie...

Negli USA gli editori ne sono più o meno consapevoli e se non altro fanno dei tentativi in questo senso. In Italia, a quanto pare, ancora no, visto che se si parla (poco) di omosessualità lo si fa ancora in maniera goffa e anacronistica. E d'altra parte se in edicola le grandi novità dell'estate 2017 sono le riproposte di Popeye e Cocco Bill... Nonchè le miniature di Carosello... Forse non è proprio un caso se le cose vanno in un certo modo.

Il punto è: fino a quando potrà reggere una situazione del genere?
Chissà...

Nell'attesa della ristampa integrale del Signor Bonaventura vi saluto.
Alla prossima.

martedì 8 agosto 2017

OMOSESSUALI DI MEZZA ESTATE

Ciao a tutti, come va?

Prima di tutto una piccola informazione di servizio: Facebook ha disabilitato il mio account perché è stato usato per fare spamming selvaggio (ovviamente NON da me) e così se siete fra i miei contatti Facebook e sono misteriosamente diventato inaccessibile non è perché vi ho bloccato o cose del genere. Spero tanto che la cosa si risolva bene, e in fretta, e nel caso vi aggiornerò.

Detto ciò, anche se siamo in pieno agosto, gli spunti per animare i post di questo blog non mancano, e in particolare non mancano gli spunti per tornare a parlare di quello che succede nel fumetto italiano, e in particolare nel fumetto italiano che arriva in edicola in questi giorni roventi...

In realtà, tanto per cambiare, non si tratta di spunti particolarmente allegri, però a prescindere da tutto credo che sia abbastanza interessante notare che - da un punto di vista prettamente numerico - le tematiche LGBT negli ultimi anni sono diventate una specie di tormentone estivo per l'editoria a fumetti, e sono molto curioso di vedere se questa tendenza verrà confermata anche in futuro o se si tratta solo di semplici coincidenze.

Detto ciò i titoli che vado a segnalarvi oggi sono un po' difficili da commentare, nel senso che dimostrano quanto ancora può essere contraddittorio, e in un certo senso "difficile", il rapporto fra i fumetti italiani che puntano a una diffusione più ampia e le tematiche omosessuali...

Ad esempio: con un tempismo un tantino inquietante, visto che Giuseppe "Pino" Pelosi è morto il 20 luglio scorso, a fine luglio è arrivato in edicola il nuovo albo dedicato all'italianissimo e spietatissimo vampiro mercenario Pietro Battaglia... Che, essendo coinvolto in qualche modo in tutti i più grandi misteri insoluti della storia italiana, non poteva non avere a che fare anche con l'omicidio di Pier Paolo Pasolini.

Siccome la storia è un po' intricata e lo scopo di questo blog non è quello di recensire gli albi in quanto tali, quello che ci tenevo a sottolineare oggi era il fatto che in queso albo - cruento e cinico come da prassi - c'è modo di dedicare qualche pagina anche alle abitudini sessuali di Pier Paolo Pasolini. Così, finalmente, dopo tanti fumetti italiani dedicati a Pasolini in versione angelicata ne abbiamo uno che non gira attorno all'argomento...



Sul fatto che, per tanti motivi, Pier Paolo Pasolini frequentasse ragazzi di strada non ci piove. Sul fatto che potesse avere tendenze masochiste, vero o no che sia, non mi soffermo perchè è tutto sommato irrilevante. La cosa che mi ha lasciato un pochetto perplesso è che alla fine questo fumetto - che pure ha osato tanto - presenta una versione dell'omicidio molto simile a quella che - per diversi decenni - fece passare Pier Paolo Pasolini per un omosessuale vizioso che se l'era andata a cercare, e cioè la versione secondo cui Pino Pelosi (che vedete qui sotto in una foto dell'epoca) lo avrebbe ucciso per via delle sue avances troppo pesanti il giorno del loro primo incontro, dopo essersi fatto offrire la cena...

Il punto è che qualche anno fa, molto tempo dopo avere scontato la sua pena, Pino Pelosi ritrattò tutto e disse che era solo andato ad appartarsi con Pier Paolo Pasolini (come aveva già fatto molte altre volte, da diversi mesi). Secondo questa nuova versione i due erano stati seguiti (da parecchie persone, almeno sei) e lui - suo malgrado - assistetette all'omicidio per poi essere praticamente obbligato a costituirsi dichiarando il falso, per proteggere la sua famiglia e se stesso dagli assassini (e da chi, forse, quell'omicido lo aveva commissionato).

Alcune indagini sulla malavita locale, condotte per tutt'altro motivo, pare che avessero individuato in alcuni giovanissimi rapinatori seriali (CLICCATE QUI) alcuni dei misteriosi assassini,  ma quella pista non venne approfondita più di tanto, visto che il processo era già in corso e c'era già un reo confesso... Che oltretutto era molto conveniente incolpare per evitare indagini di altro tipo.

Tra l'altro pare che prima di vedere Pino Pelosi il regista avesse offerto la cena ad un misterioso ragazzo biondo, di cui però si sono perse subito le tracce, e questo è solo un esempio delle tante incongruenze che circondano i fatti di quella notte...

Nella versione a fumetti di cui stiamo parlando, invece, Pier Paolo Pasolini è attirato in una trappola da alcuni ragazzi di strada guidati proprio da Pino Pelosi (che ha conosciuto quella notte), che vogliono rapinarlo e poi perdono il controllo (anche se il colpo di grazia arriva da Pietro Battaglia, assoldato dai "poteri forti" per eliminare la sua scomoda presenza).




Ora: non spetta certo ad un fumetto il compito di riabilitare la memoria di Pier Paolo Pasolini, o magari quello di presentare sotto una nuova luce il mondo dei ragazzi di strada degli anni Settanta, però diciamo che questa mi è sembrata un'occasione mancata... I fatti si sarebbero potuti presentare in mille altri modi fantasiosi, senza omettere le abitudini sessuali della vittima o le sue frequentazioni di prostituti minorenni disagiati, però si è scelto di puntare ancora su un'interpretazione molto tradizionale dei fatti... E, forse, presentare - di nuovo - Pier Paolo Pasolini come una vittima delle sue libidini e di un ragazzino che ha incontrato per la prima volta  (e che, in questo caso, era anche la mente diabolica che lo aveva attirato in trappola) non è stata esattamente una scelta felice...

Non quando si fa ancora tanta fatica a superare il concetto di "torbido mondo omosessuale", con tutto il suo corollario di vizi e delitti, tanto caro alla stampa italiana...
 
Tantopiù che, altra coincidenza inquietante, proprio in queste settimane i giornali si sono imbattuti un nuovo truce delitto consumato nel "mondo omosessuale", questa volta dalle parti di Napoli... Con tanto di ritrovamento del cadavere della vittima fatto a pezzi (e anche in questo caso ci sono molte cose che non tornano e parecchie dichiarazioni false).

Morale della favola: il fumetto di Battaglia con Pier Paolo Pasolini, considerando che agli autori è stata data carta bianca, avrebbe potuto davvero presentare una versione aggiornata e meno scontata dei fatti, o magari approfondire l'omosessualità del regista in maniera originale... Però si è preferito puntare sull'effetto "exploitation", con tutto quel che ne consegue. Onestamente non so se è stata una scelta commerciale o stilistica, una svista o che altro, ma sfogliando questo albo - in certi punti - mi pareva di avere per le mani un tascabile "per adulti" degli anni Ottanta... Di quelli che si ispiravano ai fatti di cronaca per realizzare fumetti che puntavano sui loro lati più sordidi, stando bene attenti a gratificare l'ego del pubblico confermanto i suoi pregiudizi, in particolare su argomenti come l'omosessualità e via dicendo.

Diciamo, quindi, che questo fumetto ha preferito presentare un Pasolini un po' squallido, che viveva un'omosessualità compulsiva e ad alto rischio. Un po' come quello visto nel film "Pasolini" di Abel Ferrara (2014), piuttosto che come quello proposto da Federico Bruno in "Pasolini, la verità nascosta" (2012)... Un film che puntava l'attenzione su un'interpretazione dei fatti diversa e che - guardacaso - in Italia nessuno ha mai voluto distribuire... Il tutto mentre Pino Pelosi, negli ultimi anni, si stava dando parecchio da fare per dire che in realtà l'omicidio di Pier Paolo Pasolini non aveva niente a che fare col fatto che fosse omosessuale...

Quindi vedere circolare un fumetto che calca ancora la mano su certi aspetti della vicenda, dipingendo in un certo modo il "torbido mondo omosessuale" in cui si aggirava il regista, sembra tanto un fan service per gratificare un certo tipo di pubblico. Un genere di pubblico che da un fumetto su Pier Paolo Pasolini si aspetta esattamente certe situazioni e che si aspetta esattamente un Pino Pelosi dipinto in un certo modo... E sarebbe stato davvero interessante sapere cosa ne avrebbe pensato il diretto interessato, se non fosse venuto a mancare pochi giorni prima della distribuzione di questo fumetto.

Intendiamoci: parlando di fumetto italiano l'albo di Battaglia ora in edicola resta una delle cose più interessanti, coraggiose e originali che si possono acquistare in questi giorni, ma questo non è necessariamente un complimento in senso assoluto. Soprattutto considerando che siamo nel 2017 e che in media i fumetti italiani che parlano di omosessualità continuano a farlo in maniera abbastanza datata e contraddittoria...

E questo mi porta al secondo titolo di cui vorrei parlare brevemente oggi, e cioè il nuovo Dragonero Speciale (con una bella copertina di Jacopo Camagni, che una volta tanto è in grado di rendere al meglio il sex appeal del protagonista).

La questione, in questo caso, è particolarmente interessante... Visto che si parla di una Principessa dei regni meridionali che ha un legame molto importante con la sua guardia del corpo, che OVVIAMENTE non può che essere una virago molto mascolina: un legame che in qualche modo è legittimato dal fatto che sono "spose di scudo e spada".

Quindi nel mondo fantasy di Dragonero hanno fatto la loro prima timida comparsa dei riconoscimenti pubblici per le unioni omosessuali? Prima di gridare al miracolo è meglio proseguire la lettura. Infatti la principessa viene rapita mentre si dirige dal suo promesso sposo (?) e la sua amata guardia del corpo assieme al titolare della serie, Ian, si mette alla sua ricerca. Così si scopre che essere "spose di scudo e spada" non implica l'esclusiva, e che anzi è una forma di legame (o un patto di tutela a senso unico, fatto dal soldato nei confronti del nobile) che può essere portato avanti nella misura in cui non intralcia il matrimonio tradizionale del nobile e i suoi doveri (compreso quello di fare figli). La nostra guardia del corpo pare convinta che nessun matrimonio possa intaccare due "spose di spada e scudo", ma è evidente che in questo modo il loro rapporto è considerato una relazione secondaria rispetto a quella matrimoniale tradizionale...

E così, ancora una volta, se in un fumetto Bonelli si fa qualche passo avanti resta buona prassi farne un paio indietro, per non indisporre troppo un certo tipo di pubblico. E infatti, quando il gruppo dei soccorritori ha bisogno di procurarsi alcune cavalcature, la nostra prode guardia del corpo non ci pensa due volte è offre le sue prestazioni sessuali come forma di pagamento... E a quanto pare lo fa anche con un certo dvertimento... Perchè, come da tradizione, nel fumetto popolare italiano le lesbiche al 100% non esistono e non si fanno troppi problemi a dimostrarlo appena se ne presenta l'occasione... Possibilmente con l'esibizione delle loro virtù a favore di pubblico.




Piccola osservazione personale: se questo fosse stato un fumetto fantasy davvero moderno lei si sarebbe offerta, ma i focosi beduini avrebbero potuto dichiarare di preferire Ian (o magari il terzo membro del terzetto dei soccorritori, Etor), anche perchè non c'è scritto da nessuna parte che chi ha il coltello dalla parte del manico - in questi casi - debba essere sempre eterosessuale... Anche se ovviamente nel fumetto popolare italiano è una legge inviolabile...

Così come è una legge tendenzialmente inviolabile quella che prevede, in un modo o nell'altro, che chi è omosessuale debba essere un personaggio negativo o - se positivo - debba passare dei guai (sempre che il destino non si sia già accanito a sufficienza, ovviamente). E così la nostra bella Principessa si ribella allo stregone che l'ha rapita e vuole stuprarla, e dopo una collutazione (rigorosamente in topless) ha la meglio, ma viene colpita da un raggio di luce che la accieca e le deturpa il viso...

Spero vivamente che in futuro questa menomazione possa acquistare un qualche senso, perchè messa giù così sembra davvero il solito accanimento gratuito nei confronti del personaggio omosessuale di turno, che in quanto omosessuale non può sperare di farla franca dall'inizio alla fine - per giunta scambiando effusioni - senza pagare pegno... Tra l'altro non solo la bella Principessa viene deturpata, ma alla fine della storia inizia a presentarsi come una santa miracolata, o qualcosa del genere, e sarebbe molto interessante analizzare i sottointesi - più o meno volontari - di questo radicale cambiamento di look.

Le ultime pagine dell'albo lasciano intendere che la vicenda avrà un seguito, anche perchè il promesso sposo della principessa di vedrà arrivare un "articolo difettoso", e non è detto che la prenderà bene. Quindi diciamo che c'è ancora la speranza che  questa vicenda possa avere degli sviluppi interessanti e meno "vincolati" ad un certo modo di intendere le lesbiche nel fumetto popolare italiano.

Vedremo.

E vedremo se in futuro nelle storie di Dragonero appariranno anche degli SPOSI di scudo e spada, intesi come coppia di uomini, anche se al rigurardo nutro dei seri, serissimi, dubbi.

Il punto è che la storia che vi ho segnalato si presenta molto meglio rispetto a tante altre che hanno trattato certi temi negli ultimi anni, ma - come nel caso dell'altro fumetto di cui ho parlato oggi - ha un sapore retrò che inizia ad essere davvero fuori luogo. Certo tutto è relativo, e rispetto ad altri titoli della stessa casa editrice è molto "avanti", come si dice... Il problema, però, è che al giorno d'oggi essere autoreferenziali non aiuta, e non sarebbe male guardare più spesso alla situazione nel suo insieme.

Alla prossima.

giovedì 3 agosto 2017

CUORI E BATTICUORI

Ciao a tutti, come va?

Quando qualche mese fa avevo accennato alla prossima uscita del cortometraggio In a Heartbeat (CLICCATE QUI), immaginavo che sarebbe stato un ottimo esempio di quello che potrebbe essere il rapporto dell'animazione con le tematiche LGBT nel prossimo futuro. Quello che non mi aspettavo è che se ne sarebbe parlato così tanto fin dal giorno della sua uscita, e cioè il 31 luglio scorso... Tant'è che verrebbe quasi la tentazione di considerarlo già uno di quei cult che segnano un "prima" e un "dopo"...

E dico questo perch dal 31 giugno a oggi la media delle visualizzazioni di questo cortometraggio SOLO su Youtube è stata di oltre 2 milioni al giorno (il trailer era stato visto "solo" da due milioni di persone)! E considerando che si tratta di un cortometraggio reso possibile unicamente grazie ad una raccolta fondi su kickstarter (che puntava a raggiungere 3000 dollari, arrivando a metterne insieme quasi 15.000) direi che non sono numeri da sottovalutare... Anche perchè dietro a tutto questo progetto ci sono solo due giovani animatori, Beth David and Esteban Bravo (che vedete nella foto sotto) che ci hanno messo l'anima, e non una qualche multinazionale dell'intrattenimento...

Un altro dato interessante è che, nonostante i contestatori e i commenti omofobi non manchino (per avere un'idea date un'occhiata ai commenti alla segnalazione su Repubblica, che trovate CLICCANDO QUI), i segnali di apprezzamento rappresentano comunque una schiacciante maggioranza... Segno evidente che il pubblico, o perlomeno il pubblico del web (che in buona parte è composto dagli adulti di domani) ha tifato per la cotta del timido Shervin nei confronti dell'imperscrutabile (almeno all'inizio) Jonathan...


Quindi, riprendendo le dichiarazioni degli autori di fronte a questo successo che sta superando di tanto le loro aspettative, forse il pubblico di oggi non solo è pronto a produzioni animate che affrontino certi argomenti, ma è anche interessato a vederne di più e di più incentrate su questa tematica. E in effetti se cercate su Youtube "In a Heartbeat reaction" potete farvi un'idea delle reazioni, perlopiù entusiaste, che ha avuto il pubblico del web quando ha visto questo cortometraggio la prima volta, a riprova del fatto che probabilmente i tempi stanno davvero cambiando...


Forse In a Heartbeat ha rotto gli argini delle tematiche gay nell'animazione per ragazzi? Sicuramente è presto per dirlo, ma se questo cortometraggio continuerà a macinare milioni di visualizzazioni in questo modo le grandi case di produzione non potranno ignorarlo ancora a lungo... Anche perchè c'è il rischio concreto che possano farsi largo dei nuovi studi di animazione che, magari proprio tramite la raccolta fondi, si facciano molti meno problemi di loro (e siano molto meno sottomessi alle lobby di potere e agli interessi commerciali incrociati) e fregandogli delle fette importanti di pubblico.

Anzi, per dirla tutta, non mi stupirebbe se non si stesse già pensando ad un sequel delle avventure di Sherwin e Jonathan, con relativa raccolta fondi, o magari se si stesse studiando qualche gadget ufficiale... Staremo a vedere...

Comunque, se siete fra i pochi che non hanno ancora pianto qualche lacrimuccia di fronte a In a Heartbeat  potete vederlo qui sotto...

Oltretutto questo filmato è stato pensato anche e soprattutto per aiutare i ragazzini omosessuali a non sentirsi fuori posto, quindi al di là del filmato in sè non bisogna dimenticare lo spirito con cui è stato portato avanti il progetto... E il fatto che stia avendo tutto questo successo fa davvero ben sperare in un prossimo futuro in cui l'ultima parola ce l'avranno le persone che sanno guardare al di là del proprio naso e che sanno fare rete... Alla faccia di chi trema di fronte ai cambiamenti che mettono in discussione certi schemi mentali, e i privilegi che ne derivano.

Alla prossima.