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martedì 29 agosto 2017

SEGNALI DI FUMO

Ciao a tutti, come va?

Cerchiamo di guardare al lato positivo.

Uno dei vantaggi di vivere in Italia, e di tenere un blog che affronta (anche) il tema della censura nelle produzioni legate ai fumetti e all'immaginario pop, è che gli spunti per parlare di come si sviluppa l'argomento nel nostro paese sono talmente tanti da riuscire a dedicargli uno spazio pressochè settimanale anche in agosto...

Lo spunto di oggi, in particolare, direi che è alquanto rappresentativo.

Corto Maltese è un avventuriero, creato da Hugo Pratt nel 1967, che si muove nel primo quarto del ventesimo secolo (è nato nel 1887) in una serie a fumetti particolarmente suggestiva e amata anche all'estero, e in particolare nell'area francofona e in quella ispanofona. E infatti, a vent'anni dalla morte dell'autore (e a ventitrè dall'ultima sua storia) i belgi dell'editore Casterman hanno capeggiato una "cordata " internazionale di case editrici (Norma Editorial per la Spagna e Rizzoli-Lizard per l'Italia) finalizzata alla realizzazione di nuove storie inedite, affidate agli spagnoli Juan Dìaz Canales e Rubén Pellejero. La prima avventura inedita, Sotto il sole di mezzanotte, si è vista nel 2015. Vorrei farvi notare un piccolo dettaglio: il protagonista in copertina si sta accendendo una sigaretta...

Passano due anni, ed è pronta la seconda storia inedita di Corto Maltese: si chiama Equatoria e Casterman la fa pubblicare a puntate prima su Le Figaro in Francia (a partire dal 7 luglio) e poi su La Repubblica in Italia (dal 4 agosto). L'edizione in volume dovrebbe arrivare a settembre. Presumo che faccia parte di una strategia finalizzata a fare riavvicinare i lettori storici al personaggio, e magari a recuperare qualche nuovo lettore che - per motivi anagrafici - non ha ancora avuto modo di conoscerlo. Anche perchè la bella serie animata di Corto Maltese del 2002, in Italia, non si vede perlomeno del 2009 (quando Raitre la replicò alle 23.40 di notte). A questo proposito vorrei farvi notare un altro piccolo dettaglio: nella serie animata del 2002 Corto Maltese di tanto in tanto fumava (così come fumava nelle sue storie a fumetti, che ispiravano direttamente gli episodi televisivi)...

Fatto sta che a seguito della pubblicazione italiana di Equatoria su La Repubblica, e a breve distanza dall'arrivo della nuova ristampa dell'opera di Hugo Pratt in arrivo in edicola (in trenta volumi, sempre con la Repubblica), tutti sono stati presi abbastanza in contropiede da un comunicato del CODACONS (COordinamento Delle Associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei CONSumatori), in cui di annunciava la denuncia di Equatoria presso l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, all’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni (e cioè la temibilissima AGCOM) e alla Procura della Repubblica di Roma... In quanto Corto Maltese, fumando spesso, istigherebbe al consumo di sigarette... E di fatto farebbe pubblicità occulta alle multinazionali del tabacco! Il comunicato, che si conclude chiedendo (esigendo?) che Corto Maltese non fumi più, potete leggerlo integralmente sul sito CODACONS (CLICCATE QUI). Il che, comunque, rende particolarmente ironico il fatto che in questa occasione sulla copertina dell'edizione in volume di Equatoria non ci sia traccia di sigarette...

Ovviamente all'indomani di questo annuncio i commenti su blog, siti e social si sono sprecati, e si sono equamente divisi fra chi non ha preso troppo sul serio la cosa e fra chi ha gridato allo scandalo. Di certo si tratta di una situazione abbastanza grottesca, ma forse non è nemmeno il caso di liquidarla come una cosa da niente... Anche perchè c'è almeno un precedente notevole, che tra l'altro aveva finito per coinvolgere proprio La Repubblica.

Sul n° 458 di Tex, datato dicembre 1998 e intitolato "Sulla pista di Fort Apache" c'è una striscia in cui uno scout di nome Laredo chiede a Willer, che si sta accendendo una sigaretta in cerca di ispirazione sul miglior modo di uscire da una drammatica situazione: "É questo il segreto della tua leggendaria calma, Tex? Il tabacco?". E il ranger risponde: "No, ma aiuta". Per questo banalissimo dialogo, il Codacons denunciò Sergio Bonelli nel gennaio del 1999, chiedendo alla magistratura il sequestro dell'intera tiratura dell'albo...

A quel punto, come spesso accade, è un po' difficile capire cosa successe davvero. Si sa che dalle parti della casa editrice rimasero abbastanza contrariati (anche perchè dopo le interpellanze parlamentari che coinvolsero i fumetti horror qualche anno prima, e che segnarono pesantemente le nuove storie di Dylan Dog, sicuramente non cercavano guai), ma si sa anche che ci fu una specie di insurrezione popolare da parte dei lettori di Tex, molti dei quali erano anche iscritti al CODACONS (e fra di loro c'erano anche giornalisti di spicco, che scrissero articoli infuocati), che lo sommersero di mail e commenti negativi fino a quando non decise di ritirare la denuncia... Cosa che a quanto pare avvenne il 4 gennaio 1999, a soli due giorni di distanza dal primo comunicato e con tante scuse ai lettori di Tex... Anche se nei fatti il CODACONS ci tenne a precisare che rimaneva della sua opinione e che, dal suo punto di vista, Tex era un perfetto testimonial per una multinazionale del tabacco...

Piccolo dettaglio: per celebrare con una punta di sadico piacere la vittoria ottenuta, sulla copertina del numero 459 di Tex indovinate un po' che cosa si vede? Ovviamente il protagonista che si accende una sigaretta mentre un indiano minaccioso si profila alle sue spalle (una metafora del CODACONS? Chissà...).

Quindi tutto e bene quel che finisce bene? La libertà di espressione ha trionfato? Come dicevo prima è sempre complicato capire davvero cosa succede dietro le porte delle redazioni italiane, soprattutto quando si prendono un bello spavento, ma cercano di non darlo a vedere. Di per certo si sa che le sigarette nelle storie di Tex non sono sparite del tutto, ma - al di là del fatto che è impossibile sapere se adesso ne compaiono meno di quelle che sarebbero potute comparire se non fosse intervenuto il CODACONS - di certo adesso non c'è più spazio per personaggi che elencano i benefici effetti di una sigaretta... E nelle ultime ristampe di Tex pare proprio che molte sigarette siano magicamente sparite o siano mostrate spente (o perlomeno questo è ciò che sostiene il CODACONS, che nel 2007 esternò la sua soddisfazione QUI)... Tant'è che quando nella serie di ristampe allegate a La Repubblica si arrivò al fatidico numero 458 (ben undici anni dopo la minaccia di denuncia) vennero anche ritoccati i dialoghi della sequenza incriminata.


In realtà, come ben sanno i collezionisti, dagli anni Quaranta ad oggi Tex Willer ha subito un progressivo processo di  "addolcimento" per allinearlo meglio alle esigenze del politicamente corretto, e le sue ristampe hanno finito per assecondare questo processo. Tuttavia nel caso delle sigarette la situazione è leggermente diversa, e sembra più che altro una scelta dettata dalla paura di nuove denuncie che magari potrebbero arrivare fino in fondo... E a questo proposito può essere interessante notare che mentre veniva distribuito il libro "Tex Willer – Il romanzo della mia vita", scritto da Mauro Boselli (l'autore della storia pubblicata in Tex 458), è lo stesso Tex Willer a dire, in un'intervista fittizia rilasciata a Libero (e prontamente riportata dal CODACONS, che trovate QUI), che:

"Le patatine le divoro compulsivamente da quando quelli del Codacons mi hanno accusato, fumando, di dare il cattivo esempio ai giovani. Ho smesso di fumare e m’ingozzo di patatine, che mica mi piacciono tanto, poi. Ungono e rendono scivolosa la colt..."

Parliamo del 2011. Certo si tratta di un'intervista molto ironica, ma che forse lascia trapelare anche qualche scomoda verità... Anche perchè la ristampa censurata del numero 458 risaliva giusto all'anno prima.

Tutto ciò premesso, e considerando che due più due fa sempre quattro, potrebbe davvero esserci il rischio che nelle imminenti ristampe di Corto Maltese previste da La Repubblica verranno applicate delle censure di qualche tipo? Agghiacciante interrogativo... Soprattutto considerando che i fans di Corto Malese, oggi, sono sicuramente meno numerosi di quelli di Tex nel 1999.

Staremo a vedere.

In ogni caso quello che emerge da tutta questa vicenda è che, fondamentalmente, dalle parti del CODACONS sono degli sprovveduti, dato che evidentemente si sono accorti che Corto Maltese fuma solo adesso che hanno visto - per caso - Equatoria pubblicata a puntate su un quotidiano a larga diffusione (e poi ci si chiede ancora perchè in Italia i quotidiani non pubblicano fumetti come negli USA...), e che evidentemente si muovono un po' a caso. Tant'è che l'anno scorso se la presero anche con Pokemòn Go, con un esposto alla Procura di Roma (CLICCATE QUI), che ovviamente non venne preso sul serio da nessuno.

Adesso che con Corto Maltese hanno tirato in mezzo l'AGCOM sarà interessante verificare se ci saranno degli sviluppi diversi... Anche perchè quelli dell'AGCOM sono gli stessi che minacciano e multano le emittenti che trasmettono serie animate con contenuti ritenuti poco idonei per la fascia protetta... Nonchè quelli che impediscono che la TV italiana mostri nudi integrali maschili.

Staremo a vedere.

Di certo l'AGCOM non è mai intervenuta in merito ai fumetti, e sarebbe ben curioso se lo facesse ora... Anche perchè in quel caso creerebbe un precedente che contribuirebbe ad affossare ulteriormente un settore già pesantemente in crisi.

Sia come sia penso che tutta questa storia sia interessante perchè dimostra:

1) Che in Italia la libertà di espressione è ancora ostaggio di una serie di realtà perlomeno ambigue e incoerenti.

2) Che le suddette realtà possono essere messe a tecere quando sollevano una reazione opposta di portata uguale o superiore.

3) Che gli editori italiani (o perlomeno alcuni di loro), nonostante il supporto dei lettori, preferiscono comunque non rischiare di infastidire nessuno e preferiscono scendere a compromessi piuttosto che cimentarsi in una battaglia legale (e di opinione) per affermare i propri diritti. Ed è molto difficile capire se questo avviene per paura, pigrizia, ignavia o - più semplicemente - perchè sono convinti che in Italia la libertà di espressione non sia un diritto molto facile da difendere, soprattutto se si sfidano i poteri forti (e i loro presunti rappresentanti).
La vera domanda, però, è un'altra. Se una semplice sigaretta può creare tutti questi problemi, quale può essere il tono della discussione nelle redazioni in cui cui vengono proposte delle storie che vogliono affrontare temi eticamente sensibili o argomenti che possono dividere il pubblico e/o offrire nuovi punti di vista?

Dico questo perchè, più o meno nel periodo in cui Tex se la vedeva con il CODACONS, la serie di Julia aveva iniziato a suscitare qualche polemica per via del fatto che dava una rappresentazione perlomeno inquietante e stereotipata dell'omosessualità femminile, per via della serial killer Myrna. Addirittura lo sottolineò Luca Enoch (che all'epoca non lavorava in pianta stabile alla Bonelli, e infatti da quando ha cominciato a farlo di Myrna non ha più parlato), e arrivò a parlarne anche qualche giornalista generico (CLICCATE QUI). In quel caso non ci furono prese di posizione da parte di associazioni, men che meno da parte di associazioni gay (perchè, si sa, in Italia tradizionalmente si occupano d'altro), e nelle ristampe di Julia non mi risulta che ci siano mai stati ritocchi ai dialoghi...

Così come non ci sono stati ritocchi nelle ristampe di altre serie Bonelli in cui sono comparsi personaggi omosessuali dipinti in maniera non proprio lusinghiera, diciamo... E questo apre tutto un ventaglio di considerazioni interessanti. Intendiamoci: ritocchi e censure non sono mai gradevoli, però è perlomeno curioso che ci siano due pesi e due misure, e che il parere della CODACONS che minaccia azioni legali contro Tex valga più di un'intera società civile che - soprattutto nelle nuove generazioni - ha dato segnali di maggiore apertura e vicinanza alla comunità LGBT.

E questo vale sia nelle ristampe che nelle storie inedite, visto che anche negli ultimi anni stereotipi e rappresentazioni negative della condizione omosessuale non hanno mai scarseggiato.

Forse se i lettori gay e gay friendly si organizzassero meglio per esprimere la loro opinione cambierebbe qualcosa? Se minacciassero anche loro azioni legali di qualche tipo? Chissà... Di sicuro i problemi di visibilità che ha ancora l'omosessuale italiano medio non aiutano, e non lo aiutano nemmeno a fare gruppo in contesti in cui ufficialmente i lettori omosessuali "non esistono", ma non è detto che da qui a qualche anno le cose non possano cambiare.

Staremo a vedere.

Alla prossima.

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