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mercoledì 31 marzo 2010

MAH...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Anche se i contatori mi segnalano che siete sempre diverse migliaia ogni mese i vostri commenti sono sempre molto scarsi, e continuo a non capire se è perchè rimanete regolarmente senza parole o se è perchè non pensate che valga la pena intervenire su quello che segnalo. In realtà spero sempre che questo blog possa offrire degli spunti inediti e interessanti, e confido che il vostro sia un silenzio assenso :-) Detto questo vi ricordo che il sondaggio che si trova in cima alla pagina è ormai agli sgoccioli, quindi se avete letto almeno uno dei fumetti in gara e pensate che meriti il titolo in palio votatelo subito! Passando alle notizie di oggi volevo segnalarvi che, a quanto pare, se qualcuno aveva dei dubbi sul fatto che la Marvel Comics sarebbe tornata sui suoi passi e avrebbe limitato le parentesi gay friendly dopo l'aquisizione da parte della Disney... Beh... Diciamo che quei dubbi, per fortuna, NON sono stati confermati. Perchè dico questo? Tanto per cominciare la versione Marvel del mitico Ercole ha subito un outing tardivo (sapete tutti che coming out vuol dire dichiararsi gay e che l'outing vuol dire essere smascherati da altri, vero?). Dico tardivo perchè a seguito di una saga abbastanza intricata Ercole ha sacrificato la sua vita, incaricando la sua giovane spalla Amadeus Cho di diventare il nuovo difensore dell'umanità per conto dell'Olimpo.
Morale della favola: alla celebrazione funebre dell'eroe, avvenuta su Hercules: Fall of an Avenger #1 in perfetto stile anglosassone, erano presenti anche vari colleghi supereroi, nonchè le supereroine che nel corso degli anni avevano avuto delle relazioni sentimentali più o meno serie con lui... Tra le quali la semidea canadese Snowbird. Proprio per questo, dopo che le superdonne coinvolte sentimentalmente con Ercole si sono presentate agli altri convenuti, Snowbird fa notare che fra i presenti c'è anche qualcun altro che dovrebbe ammettere di avere avuto una relazione con Ercole... E che non è una donna... E guardacaso osserva con aria sorniona il suo vecchio amico Northstar (con cui aveva fatto parte del supergruppo canadese Alpha Flight), il quale invita Snowbird a rimandare il discorso ad un momento più opportuno... Mentre il principe Namor, che si trova proprio di fianco a Northstar, rimane alquanto basito, sapendo bene che Northstar è il primo supereroe gay dichiarato della Marvel. Qui di seguito trovate la pagina incriminata...
Diciamo che l'outing post mortem di un supereroe non era mai stato fatto, e anche se non è esattamente una trovata di buon gusto c'è da sperare che gli sceneggiatori se ne ricorderanno se e quando riporteranno in vita Ercole (cosa estemamente probabile, visto che le resurrezioni - anche le più improbabili - sono una pratica estremamente comune nei fumetti di supereroi americani). Resta il fatto che la bisessualità per un semideo dell'antica Grecia non dovrebbe stupire nessuno, e semmai dovrebbe stupire il fatto che - per pudore - nessuno abbia mai osato parlarne dal 1965 (quando Ercole arrivò nei fumetti Marvel) a oggi. Augurandoci, quindi, che Ercole risorga quanto prima, vi segnalo che anche un altro personaggio Marvel sembra destinato ad aumentare la quota di baci gay in casa Marvel... Mi riferisco a Daken, il figlio del più noto Wolverine (dal quale ha ereditato anche il nome da battaglia).
Per chi non fosse molto addentro all'universo Marvel diciamo che Daken è stato presentato - per ora - come un personaggio abbastanza sbandato e privo di inibizioni morali, a causa di un passato difficile (rivelato solo in parte) e di un lavaggio del cervello finalizzato a renderlo una macchina per uccidere: più o meno quello che era accaduto al padre, dal quale ha ereditato buona parte dei suoi poteri (ma non la stessa quantità di peli, visto che sua mamma era giapponese).
Quindi è ancora presto per dire se il fatto che ambia impulsi omosessuali possa avere valenze positive o meno. In compenso sembra proprio che Daken abbia una propensione alla libidine decisamente superiore a quella del più famoso genitore, parzialmente aggravata dal fatto che Daken è in grado di emanare scariche di feromoni che suscitano irresistibili desideri sessuali nei suoi confronti (prbabilmente uno dei superpoteri più invidiati)... E ovviamente questo potere è quello che preferisce usare quando è in difficoltà con gli avversari, anche se non gli va sempre bene... Tant'è che gli è andata storta anche con il giovane supereroe gay dichiarato Hulkling, vista la sua origine aliena e la sua invulnerabilità ai feromoni terrestri...
Resta il fatto che l'aria da bello e dannato di Daken, il suo look da punk supermacho e le sue avances omosessuali (pari, se non superiori a quelle etero) ne fanno un cocktail decisamente interessante... E sarà molto interessante anche seguire i futuri sviluppi del personaggio, che promette di avere ancora molte carte da giocare. In ogni caso un bravo anche alla Disney, che a quanto pare non ha imposto alla Marvel i suoi temuti vincoli disneyani. L'unica cosa che, ora come ora, mi sento di rinfacciare alla Disney (e che non c'entra niente coi fumetti) è che - dopo i bassi incassi de La Principessa e il Ranocchio (che qualche genio ha voluto lanciare in contemporanea con AVATAR) - ha deciso di stoppare definitivamente i progetti in animazione tradizionale... Dando per scontato che sia stata la tecnica a penalizzare il film. Personalmente penso che sia vero esattamente il contrario e che questa sia una giustificazione di comodo, tirata fuori giusto per non ammettere una discreta mancanza di coraggio. Nel 2009 speravano ancora di fare il botto con un film a base di principesse e ranocchi? Mah... Lo dicessero all'industria dell'animazione giapponese (che tutt'ora lavora in maniera prettamente tradizionale, continuando a macinare incassi da record) che al giorno d'oggi tira solo il 3D! Evidentemente in Giappone conoscono i gusti del pubblico e alla Disney no, o magari li conoscono e non vogliono prendere atto che sono cambiati rispetto ai loro standard. Peccato. In compenso, giusto per stare in tema, pare proprio che il 3D in senso lato stia diventando una specie di ossessione anche al di fuori del cinema di animazione, tant'è che sta per essere messo in commercio anche il primo video hard gay che utilizzerà questa tecnica (e che verrà venduto con una coppia di occhialini per fruirne al meglio). Si tratterà di una parodia di Harry Potter che preferisco non commentare...
Mhhh... Se devo essere onesto un po' di curiosità di vedere il 3D applicato a questo tipo di prodotti ce l'avrei anche... Ma credo che il 3D non abbia molto senso applicato all'home video, voi che ne pensate? Chiudo il post di oggi con una segnalazione non propriamente gay friendly che arriva dalla DC Comics. Infatti pare che ZUDA, il portale per gli aspiranti fumettisti online della DC Comics, abbia rifiutato di mettere online il fumetto proposto da Brian Andersen (nome già noto nella scena gay indy): Si trattava della storia di Chanche, un ragazzo gay che si ritrova ad ereditare i poteri della sua supereroina preferita Moxie Marvel... Comprensivi di costume supersexy a tacco dodici...

Sinceramente parlando la trovo una provocazione originale, ma abbastanza comica e fine a sè stessa, soprattutto considerando le non eccelse doti dell'autore (già responsabile di diversi fumetti alquanto sopravvalutati, a mio parere). Non so se a ZUDA abbiano bocciato questa storia per la sua bassa qualità o perchè era troppo "trasgressiva", o magari per entrambe le cose, tuttavia trovo che l'idea di puntare ancora sullo stereotipo del gay particolarmente a suo agio in panni femminili (che lo rendono ridicolo a tutti fuorchè a sè stesso) abbia fatto il suo tempo... Non so... Magari quelli di ZUDA hanno pensato che mettendo online un simile fumetto avrebbero fatto proprio la figura degli omofobi... Voi come giudicate questo episodio?
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lunedì 29 marzo 2010

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Inizio il post di oggi con una buona notizia, che in effetti è anche abbastanza curiosa. Probabilmente Lady Oscar è uno dei cartoni animati giapponesi più famosi in Italia, e probabilmente è stato uno dei primi che ha fatto nascere una discussione attorno a temi come l'identità di genere e l'ambiguità sessuale (anche se magari il grande pubblico nemmeno conosceva queste definizioni). Per non parlare del suo ruolo di riferimento nella cultura lesbo pop. Tuttavia la sua autrice Ryoko Ikeda (responsabile anche di altre storie dai toni lesbo friendly, come "Caro fratello...") non era mai venuta ufficialmente in Italia... Perlomeno finora. Infatti sembra proprio confermata la sua partecipazione al festival culturale COLLISIONI che si tiene a Novello (in provincia di Cuneo). La cosa curiosa è che verrà per esibire soprattutto le sue doti canore! Infatti, oltre ad essere un caposaldo della storia dei manga, pare che sia anche molto brava nell'interpretazione di canzoni tradizionali giapponesi. La sua partecipazione (a cui assisterà anche l'ambasciatore giapponese in Italia) è prevista per il 4 e il 5 giugno prossimi, e qualcosa mi dice che Novello sarà presa d'assalto dai suoi fans... In ogni caso complimenti agli organizzatori, che sono riusciti laddove oltre vent'anni di fiere del fumetto italiane hanno sempre fallito! Magari lo faccio notare alle associazioni gay piemontesi: visto che giugno è anche il mese del gay pride potrebbero provare a consegnare alla maestra Ikeda un piccolo presente (dando per scontato che colgano l'importanza della cosa)... Comunque, per una notizia buona che arriva dal mondo dei manga, ve ne segnalo anche una che potrebbe essere molto meno buona. Infatti c'è il rischio che in Giappone venga varata un legge che potrebbe rivoluzionare (negativamente) una delle realtà fumettistiche più libere e creative del pianeta... E la cosa triste è che, secondo i ben informati, tutto partirebbe da un processo che si è tenuto negli Stati Uniti e che in Giappone ha avuto molta eco.
Molto in sintesi questi sono i fatti: negli USA c'è una legge per la tutela dei minori (la 18 U.S.C. Section 1466A) che punisce chi detiene qualsiasi tipo di materiale osceno con minori, ivi compresi disegni e sculture. Nel 2006 la polizia postale dell'Iowa aveva ispezionato la corrispondenza di un otaku (appassionato di manga) di nome Christopher Handley, che si era fatto arrivare dal Giappone alcuni manga a tema lolicon (che - per chi non lo sapesse - sono manga erotici aventi protagoniste molto giovani, o comunque caratterizzate in maniera tale da sembrare molto giovani) ed è stato arrestato. Dopo le ispezioni del caso è emerso che Christopher Handley aveva circa 1200 manga e un centinaio di DVD, ma solo sette manga a tema lolicon e nessun tipo di materiale con minorenni reali... Tuttavia l'accusa aveva chiesto qualcosa come quindici anni di carcere!
Il processo si è concluso a febbraio e Christopher Handley se l'è cavata (per modo di dire) con sei mesi di carcere, tre di libertà vigilata e cinque di prova... Senza contare che dovrà "sottoporsi a uno speciale programma di recupero, a test psicologici e a un esame poligrafo, come stabilito dallo U.S. Probation Officer"...
Il tema è delicato e la preoccupazione è legittima, ma la pena mi sembra sinceramente spropositata, anche perchè rischia di distogliere l'attenzione dal fatto che in questa vicenda nessuna minorenne reale ha mai subito violenze di alcun tipo. Evidentemente gli Stati Uniti, soprattutto nella zona centrale, risentono ancora di un clima conservatore e sessuofobo che impedisce una discussione razionale di simili questioni, anche se - giusto per spezzare una piccola lancia a favore degli Stati Uniti - c'è da dire che gli avvocati di Christopher Handley sono stati pagati dal Comic Book Legal Defense Fund, un'associazione nata nel 1986 per garantire la difesa legale della libertà di espressione nel mondo del fumetto.
In ogni caso la sentenza su Christopher Handley è arrivata il dieci febbraio e "casualmente" il ventiquattro febbraio, dopo decenni di libertà, il parlamento giapponese ha proposto la seguente legge sulle produzioni artistiche: "Ogni personaggio che, indipendentemente dall’effettiva età, abbia un aspetto simile a quello di un minorenne e sia inserito in un contesto tale da suscitare nei giovani desideri lascivi, inducendoli a portare quella fantasia nella vita reale, dovrà essere censurato”. Penso che sia evidente che questo provvedimento sarebbe ancora più restrittivo di quello americano, visto che non considera solo ciò che è "osceno" (per quanto il termine "osceno" sia già di per sè molto relativo), ma TUTTO quello che suscita desideri lascivi e che rappresenta minorenni, veri o presunti... E se qualcuno trovasse lascivo il disegno di una ragazzina "apparentemente minorenne" col suo gatto che le fa le fusa? Sequestriamo tutti i manga con ragazzine e gatti che fanno loro le fusa?
La votazione della legge dovrebbe avvenire il trenta marzo, anche se il locale partito democratico ha chiesto una discussione più ampia e la votazione a giugno. In ogni caso fra marzo e giugno questa legge verrà votata e potrebbe avere una quantità di ripercussioni su tutto il mondo dei manga. Infatti la forza dei manga, a prescindere da quelli con contenuti erotici e pornografici, sta proprio nell'integrazione della sessualità (nel senso più ampio del termine) nelle vite dei protagonisti, giovani o adulti, creando una complicità col lettore del tutto sconosciuta ai fumetti occidentali. Senza contare che gli ammiccamenti e le allusioni sessuali (e omosessuali) presenti nei manga hanno sempre aiutato generazioni di adolescenti ad esplorare i loro desideri e a combattere i sensi di colpa legati al sesso. Inoltre come la mettiamo con le scene di nudo infantile, come quelle presenti nel primo episodio di DRAGON BALL?

Tecnicamente qualcuno potrebbe trovarle provocanti e lascive anche se non hanno nulla di osceno... E infatti in Italia le censurano tutte da una ventina d'anni, giusto per precauzione. D'altra parte in quasi tutto il mondo si tende a considerare pornografia infantile tutto (o quasi) il materiale fotografico che raffigura semplicemente minorenni nudi... Il che ovviamente non ha fatto diminuire le violenze effettive (compiute per la maggior parte in contesti "protetti" e insospettabili), ma sicuramente ha tranquillizzato l'elettorato votante. Resta il fatto che rimuovere sessualità e nudità dal mondo dei manga vorrebbe dire snaturarlo, e gli appassionati italiani (alle prese con questo problema da anni) lo sanno bene... Tant'è che le immagini seguenti, tratte dalla prima serie di DRAGON BALL (in cui Goku impara a distinguere i maschi dalle femmine), in Italia sono già state tutte tagliate...

Insomma la situazione è preoccupante, e se per una questione politico/diplomatica (o magari a seguito di qualche sollecitazione diretta da parte degli Stati Uniti) il governo giapponese vincolasse pesantemente uno dei suoi settori creativi più apprezzati sarebbe un bel guaio... E cosa accadrebbe se una simile legge avesse anche un valore retroattivo? E se l'omosessualità venisse considerata una pratica "lasciva" a prescindere? Dovrebbe sparire dai manga con minori di anni diciotto? Difficile immaginarlo... La cosa davvero irritante, però, è che il problema degli abusi sui minori, quelli veri, probabilmente non verrà minimamente scalfito da un simile provvedimento. Senza contare che quel che è lascivo per il Giappone potrebbe non esserlo per altre nazioni e viceversa, a seconda della cultura dominante... Ad esempio la scena seguente, tratta da DRAGON BALL, in Italia si è vista perchè non c'erano nudi frontali... Ma siamo davvero sicuri che nessuno l'abbia trovata sessualmente stimolante?

Che dire? Speriamo che almeno in Giappone prevalga il buon senso, magari anche grazie all'intervento della petizione avviata per impedire l'approvazione del disegno di legge, col sostegno di autori del calibro di Go Nagai, Tetsuya Chiba, Machiko Satonaka, Rumiko Takahashi, Mitsuru Adachi e Fujiko Fukio, e da editori di rilievo come Shueisha, Kodansha e Kadokawa Shoten...
Incrociamo le dita!
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venerdì 26 marzo 2010

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Più cerco cantanti gay dichiarati e più ne scopro, e talvolta mi imbatto anche in personaggini decisamente particolari. Mi riferisco, per esempio Chris Garneau, un tipino dall'aria dolce e anonima che con una voce molto particolare e malinconica realizza i suoi brani dalle parti di Brooklyn.
Io di musica non me ne intendo tanto, ma immagino che il suo sound sia abbastanza interessante visto che - pur debuttando nel 2006 - è stato distribuito in Cina, Giappone, Corea e buona parte d'Europa (anche se non mi risulta che in Italia sia mai stato promosso granchè). Volevo farvi notare che nonostante le sue melodie e i suoi testi siano tendenti al malinconico (come nel caso del video che vi posto qui di seguito) non sono vittimisti o uggiosi, e riescono a sintetizzare molto bene un certo tipo di emozione che tutti bene o male viviamo di tanto in tanto e che non è sempre facile da descrivere.

Che dire? È senz'altro bello verificare vedere che il mondo dei cantanti gay dichiarati può essere così vario, perchè contribuisce a dare un'idea di quanto può essere vario il mondo gay in generale e può contribuire a farlo conoscere meglio. Voi cosa ne pensate?
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mercoledì 24 marzo 2010

ITALIA NOSTRA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
A quanto pare gli italiani, perlomeno quelli che cercano spazi gay, stanno tornando ad essere un popolo di migratori. Non mi riferisco solo al crescente numero di persone omosessuali (soprattutto giovani) che hanno abbandonato il nostro paese (o hanno in progetto di farlo) per cercare un clima più accogliente in altre nazioni, ma anche di tutti quegli omosessuali che - non trovando sbocchi artistici e culturali dalle nostre parti - puntano ad essere valorizzati altrove, per ottenere quelle gratificazioni che dalle nostre parti non sono possibili. È un po' il caso di Attilio Maurizio Santini (in arte SATT), illustratore omoerotico lucchese che ha vinto l'ultima edizione del concorso della TOM OF FINLAND FOUNDATION PER TALENTI EMERGENTI nella categoria "doppio soggetto" con il disegno che vi posto qui di seguito e che si intitola L'UOMO SUL DIVANO.
Complimenti Attilio! E complimenti anche perchè potrai esporre alla galleria allestita dall'associazione durante la TOM OF FINLAND EROTIC ART FAIR che si terrà questo week end a West Hollywood (Los Angeles). Forse mi sbaglio, ma credo che sia la prima volta in quindici anni di EROTIC FAIR che nella gallery presentata dall'associazione ci sarà una quota italiana, segno evidente che - magari grazie anche a internet - si sta creando una rete di contatti e possibilità impensabili fino a qualche anno fa. D'altra parte fa anche un po' di tristezza vedere che un'artista omoerotico di Lucca, in quanto artista omoerotico, non possa avere nemmeno un piccolo spazio nella più grande fiera del fumetto e dell'illustrazione italiana, che si tiene proprio nella sua città... Finendo per essere valorizzato dalle parti di Los Angeles.
D'altra parte credo che sia sotto gli occhi di tutti che, se da una parte i temi gay stentano a trovare spazio nel nostro paese, i temi omoerotici (o che comunque hanno a che fare esplicitamente con la sessualità gay) vengono ancora tenuti a distanza di sicurezza dai media e dal mondo della cultura. All'estero questa presa di distanza viene colmata dagli interventi e dalle iniziative del mondo gay, che da decenni lavora per valorizzare quello che il resto della società tende a rimuovere, e da associazioni (come la TOM OF FINLAND FOUNDATION) che nascono proprio per legittimare culturalmente ciò che il mondo etero non legittima. Purtroppo in Italia questo non accade e le conseguenze penso che siano sotto gli occhi di tutti. Qualcuno potrebbe dire che la questione omoerotica e sessuale ha un'importanza relativa, e in parte è vero, ma non bisogna dimenticare che parliamo di una minoranza che è tale in buona parte a causa della sua dimensione erotica e sessuale. D'altra parte se i Gay Pride sono caratterizzati anche da provocazioni di un certo tipo non è solo per una questione di esibizionismo.


Rimuovere l'aspetto omoerotico dalla questione "gay" per paura di essere giudicati, per malcelati sensi di colpa o anche solo per semplice pudore vuol dire snaturare il nocciolo della discussione: ovvero che in una società civile la dimensione erotica e sessuale - nei limiti della legalità e del buon senso - non dovrebbe rappresentare un problema per nessuno... Giusto per stare in tema volevo segnalarvi che lo scorso week end, a New York, sono stati assegnati gli HOOKIE AWARDS: si tratta del premio assegnato, tramite votazione su internet, ai migliori escort gay. Vengono considerate diverse categorie: dall'escort con il miglior BLOG a quello con il miglior tatuaggio, passando ovviamente per categorie più "scontate" come quella del miglior fondoschiena. Ed è proprio nella categoria "fondoschiena" che è arrivato primo (a parimerito con Tory Mason) un nostro connazionale: il porn performer di origine genovese Alex Baresi.
Nessuno è profeta in patria, come si dice, e state pur certi che in Italia la vittoria di Alex Baresi passerà del tutto inosservata, così come è passato inosservato il titolo di miglior gay porn performer europeo conseguito dal romanissimo (seppur trapiantato a Madrid) Francesco D'Macho un paio di anni fa, agli European Gay Porn Awards.
A questo punto non stupisce che pian piano stia crescendo il numero degli italiani che emigrano per intraprendere la carriera (intesa nel senso pieno del termine, con tanto di stipendio, garanzie sanitarie, contratto e quant'altro) di porn perfomer gay all'estero, dove sicuramente l'omoerotismo è vissuto in maniera diversa rispetto a quanto accade nel nostro paese... Tant'è che un altro italiano, Dario Beck, ha appena debuttato negli Stati Uniti diventando subito un piccolo "caso" (e guardandolo si capisce abbastanza bene il perchè).
In effetti l'unico porn performer italiano di fama internazionale che si ostina a puntare sul territorio italiano - nonostante sia popolarissimo in tutto il mondo e in Messico sia una vera e propria star - rimane Carlo Masi, al quale bisogna riconoscere una buona dose di determinazione, soprattutto considerando che vive in una città come Roma (che ultimamente non è proprio una capitale gay friendly) e che ha un compagno con il quale - rimanendo in Italia - non si vede riconosciuto alcun diritto.
C'è da dire che - come dice il proverbio - se insisti e resisti alla fine conquisti... E così alla fine Carlo Masi è riuscito a ritagliarsi un'intervista su RAI4 (che, per chi non lo sapesse, è il canale RAI "giovane" del digitale terrestre). Ovviamente si tratta di un'intervista supersoft, ma si tratta comunque di un notevole passo avanti per gli standard televisivi italiani... Le cose stanno lentamente cambiando? Difficile dirlo, ma effettivamente una decina di anni fa qualcosa del genere era davvero impensabile. Siccome questo è il blog che vi dà quello che gli altri non vi danno qui di seguito potete vedere l'intervista a Carlo Masi (e al suo ragazzo/collega Adam Champ) per la trasmissione SUGO del 23 febbraio scorso...

Mai dire mai... Magari le cose possono cambiare anche da noi (anche grazie a internet), seppur molto più lentamente rispetto ad altre realtà... Voi cosa ne pensate?
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lunedì 22 marzo 2010

COSE DELL'ALTRO MONDO...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Tenetevi pronti, perchè è un giorno di quelli in cui vi segnalerò un nuovo episodio ai confini della realtà, perlomeno per gli standard italiani. Dovete sapere che in Francia c'è un Canale Parlamentare visibile sul digitale terrestre, sul satellite e tramite streaming. Ovviamente l'idea è quella di rendere partecipe la popolazione delle attività politiche francesi, ma non mancano spazi riservati alla cultura e alla sensibilizzazione verso temi come le malattie sessualmente trasmissibili. Se vi state chiedendo perchè ve ne parlo qui la risposta è molto semplice. Su questo canale c'è una trasmissione che si occupa esclusivamente di fumetti: UN MONDE DE BULLES (un mondo di fumetti), in cui si intervistano autori ed esperti del settore. Già questo è notevole, ma la cosa davvero notevole è che recentemente un'intera puntata di questo programma è stata dedicata ai fumetti a tematica omosessuale (o "omosensibili", come dicono in Francia). Sorprendente, vero? Ma la cosa ancor più sorprendente è che in questa trasmissione si è parlato senza peli sulla lingua di fumetti come MUCHACHO (tradotto anche in Italia da Alessandro Editore e incentrato su un missionario sudamericano che si scopre omosessuale) e LE PAPE TERRIBLE (che tratta degli amori omosessuali di papa Giulio II). A proposito di quest'ultimo volevo sottolineare che lo sceneggiatore Jodorowsky si è permesso di dire (tra le altre cose) che il Vaticano ha inventato la mafia e che è sempre stato un covo di omosessuali repressi... E il Canale Parlamentare francese ha trasmesso il suo intervento senza censure (e senza radiarlo, ovviamente), mentre scorrevano le immagini più "peccaminose" del suo volume... Che, vi ricordo, è stato disegnato dall'italianissimo Theo Caneschi. E, giusto per stare in tema di autori italiani ignorati dai nostri media, un quarto della puntata è stato dedicato alla disegnatrice Sara Colaone, co-autrice di IN ITALIA SONO TUTTI MASCHI (la cui edizione francese sta avento un discreto riscontro). A parte il fatto che Sara Colaone in Italia non mi pare sia mai comparsa in TV, vi volevo segnalare che anche nella sua intervista non sono mancate le frecciatine all'attuale clima italiano e alle relative responsabilità della chiesa, grazie anche ad alcune domande molto mirate da parte del giornalista (anche lui non è stato radiato, ovviamente). Dulcis in fundo sono stati mostrati di sfuggita persino dei fumetti di Gengoroh Tagame... E vi ricordo che stiamo parlando di un Canale Parlamentare. Siccome potreste pensare che sono pazzo, e siccome questo blog ci tiene a mostrarvi quello che gli altri non vi mostrano, qui di seguito potete vedere l'intera puntata di UN MONDE DE BULLES a cui mi riferisco...

1/2 - «Un monde de bulles»... gay ! (Public Sénat)
Caricato da GayClic. - Guarda video esclusivi per il web

2/2 - «Un monde de bulles»... gay ! (Public Sénat)
Caricato da GayClic. - Scopri altri video creativi.
Attendo i vostri commenti... E sentitevi liberi di esprimerli senza problemi: non verrete radiati...
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venerdì 19 marzo 2010

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Anche oggi vi offro la consueta dose settimanale di cantante gay dichiarato D.O.C. che in Italia nessuno promuove, e per la precisione volevo proporvi il più recente video di Adam Joseph (che vi avevo già segnalato qualche mese fa).
Ve lo segnalo perchè il suo ultimo video è una picola celebrazione della legittimazione delle unioni gay (sempre più diffusa negli USA e in buona parte del mondo occidentale e non solo... Visto che i matrimoni gay ora si celebrano anche in Nepal), e non ha caso in italiano il titolo della canzone sarebbe "FINALMENTE"...

Non so voi, ma guardando questo video a me è venuto un po' di magone... Ho scelto questo video anche per essere scaramantivo, visto che - non so se lo sapete - ma il 23 di questo mese la nostra Corte Costituzionale diovrà esprimersi sulla legittimità delle unioni fra persone dello stesso sesso per la nostra Costituzione (che tecnicamente non precisa da nessuna parte che i matrimoni devono essere solo fra uomo e donna)... Staremo a vedere...
Ciao e buon week end.
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mercoledì 17 marzo 2010

Conoscere insieme...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi volevo segnalarvi che finalmente sono stati assegnati i premi GLAAD, che ogni anno vengono assegnati ai prodotti mediatici più rappresentativi della comunità omosessuale (perlomeno negli Stati Uniti). Quest'anno il premio GLAAD per la sezione fumetti è andato alla serie DETECTIVE COMICS, che durante l'assenza di Batman ha avuto come titolare la nuova Batwoman, che - per chi ancora non lo sapesse - è lesbica dichiarata.
In effetti la cosa non dovrebbe stupire nessuno, non solo per il fatto che il personaggio è dichiaratamente omosessuale dalla sua prima comparsa, quanto per il suo valore simbolico, che evidentemente gli esperti della GLAAD conoscono bene. Tuttavia, siccome non tutti sono esperti di fumetti, volevo cogliere l'occasione per ricapitolare i motivi che rendono tanto significativa la vittoria di Batwoman.
Partiamo dall'inizio, e più precisamente dal maggio 1939, quando sul numero 27 di DETECTIVE COMICS comparve per la prima volta il personaggio di Batman. Inizialmente si trattava di un personaggio molto cupo, che nonostante il costume era immerso in crime stories dai toni decisamente forti. Poichè l'editore voleva dargli un tono più vicino ai gusti dei giovanissimi, e poichè pensava che difficilmente si sarebbero potuti identificare in un personaggio di quel genere, un anno dopo snocciolò l'idea di un ragazzino che gli avrebbe fatto da spalla e che avrebbe reso più solare l'atmosfera delle storie: Robin.
L'idea si rivelo vincente (e venne scopiazzata dalla maggior parte dei supereroi di quel periodo), e per una dozzina d'anni il dinamico duo scorrazzò indisturbato di avventura in avventura, facendo diventare le atmosfere della serie sempre più ingenue e scanzonate. Forse, però, tutta questa ingenuità non teneva conto dei tempi che cambiavano. Intorno agli anni '50 la società americana stava diventando sempre più paranoica, e il fatto che i giovani figli del benessere e del consumismo iniziassero a reclamare una propria identità, ribellandosi all'autorità e alle consuetudini degli adulti, destava una certa preoccupazione. Ovviamente iniziò una "caccia alle streghe" anche per trovare i responsabili del disagio delle nuove generazioni (guai a fare un po' di autocritica!), e inevitabilmente si arrivò ai fumetti, uno dei passatempi più diffusi fra giovani e giovanissimi. La crociata vera e propria partì nel 1954, con la pubblicazione di un saggio dal titolo LA SEDUZIONE DEGLI INNOCENTI, scritto dallo psicologo Fredric Wertham.
Sembra incredibile che un libro con una copertina così anonima abbia potuto fare tanti danni, eppure divenne un best seller e riuscì a mobilitare folle inferocite e a far chiudere intere case editrici al culmine della popolarità, costringendo tante altre ad infantilizzare i propri contenuti. Per ogni problema giovanile (dalla droga alla delinquenza) Wertham trovava la causa scatenante in qualche fumetto, o in interi generi di fumetti, tant'è che il fumetto horror statunitense scomparve da un giorno all'altro. Conseguentemente venne anche creato il COMICS CODE AUTHORITY, l'organo censorio senza la cui autorizzazione preventiva a tutt'oggi non si può arrivare nella grande distribuzione americana.
Fortunatamente con gli anni il suddetto codice è diventato più permissivo, ma agli inizi sembrava prendere come riferimento proprio il libro di Wertham, che imputava ai fumetti anche la piaga dell'omosessualità, e di conseguenza anche il più vago accenno a questo tema fu proibito (perlomeno fino alla revisione del 1989 del COMICS CODE), e i fumetti che Wertham aveva citato dovettero correre ai ripari per non essere boicottati. Per dovere di cronaca vi traduco alcune perle sull'omosessualità estratte da LA SEDUZIONE DEGLI INNOCENTI:

"Nei fumetti le donne sono messe alla pari degli uomini, e i rapporti fra i due sessi hanno un ruolo secondario, venendo dopo le amicizie fra supereroi. Un tipico esempio ci è dato da Batman, che convive felicemente con un supereroe adolescente: cosa vuole comunicarci? La normale vocazione di un ragazzino deve essere di convivere con una ragazza e non con un macho muscoloso. Quali fantasie stimola nei lettori?"
"Nei fumetti di supereroi non ho mai visto scene di una normale e serena situazione familiare, in compenso ho visto una bellissima scena in cui Batman fa colazione con il suo "ragazzo" Robin, con tanto di latte, cereali e quotidiano sul tavolo."
"La maggior parte dei fumetti di supereroi rappresentano maschi con una muscolatura da culturisti, spesso mostrati a torso nudo, in abbigliamento succinto o addirittura senza niente addosso. I ragazzini che presentano un'omosessualità latente (ma spesso non troppo latente), ritagliano queste immagini, le collezionano e poi le usano per stimolarsi sessualmente."
"Ufficialmente Bruce Wayne/Batman è il ricco tutore legale di "Dick" Grayson / Robin (il nome "Dick" in originale era sottolinato, per evidenziare che in inglese ha lo stesso significato di "pene"). Vivono insieme in un'abitazione sontuosa, piena di fiori, e Bruce è spesso rappresentato in veste da camera. Quando i due si ritrovano vicino al caminetto spesso si confidano e si confortano a vicenda: non è forse questa la vita ideale per una coppia di omosessuali?"
"Robin è un aitante ragazzo efebico, e la sua uniforme lascia nude le gambe da atleta. Inoltre quando il giovane compie acrobazie e gli capita di allargare le gambe mostra sfacciatamente una discreta dotazione genitale."
"Nelle storie di Batman non ci sono figure femminili positive, l'atmosfera è estremamente omosessuale e misogina, e quando una donna è affascinante è regolarmente un'avversaria dell'eroe (basti pensare alla viziosa Cat Woman). In ogni caso, anche se una donna mirasse a sedurre Batman non avrebbe alcuna possibilità di "sconfiggere" Robin su questo terreno."
Siccome oggi il mio scopo non è di discutere le teorie di Wertham vi lascio liberi di analizzarle come meglio credete, ciò che mi premeva sottolineare è che alla DC COMICS, che allora come oggi è l'editore di Batman, sono dovuti correre ai ripari e nel 1956 hanno fatto debuttare la prima Batwoman, con il palese intento di abbattere il potenziale "omosessuale" della serie.
Tuttavia volevano fare le cose per bene, e così nel 1959 imbastirono una trama che avrebbe condotto Batman e Batwoman a fidanzarsi ufficialmente e a progettare persino le loro nozze, con tanto di Robin visibilmente sconvolto in copertina!
In realtà i lettori rimasero ancora più sconvolti di Robin, e a causa delle loro proteste il matrimonio - ovviamente - non si fece. A quel punto, però, rimaneva il problema della convivenza di Batman e Robin... E così, nel 1961, alla DC COMICS idearono la prima Batgirl (guardacaso nipote di Batwoman), per offrire una felice e appagante relazione etero anche a Robin...
Morale della favola: a partire dai primi annii '60, grazie a Batwoman e a Batgirl, le vicende di Batman e Robin divennero le vicende di una vera e propria bat famiglia, di cui facevano parte anche il commissario Gordon, il maggiordomo Alfred, il bat cane Asso, il folletto Bat-Mite e persino Mogo la bat scimmia (che per fortuna non è presente nel ritratto di famiglia qui sotto).
A dire la verità i lettori gradirono molto poco la piega che avevano preso le cose, e forse Batman sarebbe caduto nel dimenticatoio se non fosse arrivato il serial televisivo degli anni '60, che da una parte riprese una certa estetica gay friendly e dall'altra non considerò la bat famiglia, limitandosi a creare una sua versione di Batgirl (nipote del commissario Gordon), che nel 1969 arrivò anche nei fumetti mandando in pensione (letteralmente!) le bat femmine che l'avevano preceduta.
Fortunatamente col 1969 arrivarono anche i movimenti studenteschi, la rivoluzione sessuale e tutto il resto... Così anche i fumetti di supereroi entrarono in una fase più matura, trattando temi scottanti come la droga e le violenze in famiglia, e pian piano - pur ribadendo più volte l'orientamento eterosessuale di Batman e Robin - le maglie del COMICS CODE si allentarono (anche perchè intanto molti tabù erano stati superati grazie al circuito delle fumetterie, che non era controllato dal COMICS CODE) e fu possibile iniziare a mostrare scene come quella che segue senza troppi problemi...
In ogni caso nel 1985 l'universo della DC comics venne azzerato da una crisi multidimensionale ripartendo quasi daccapo, così di Batwoman (che alla fine degli anni '70 era stata uccisa) e della prima Batgirl non rimase nemmeno il ricordo. In compenso, anche se l'omosessualità non era più il tabù di un tempo, i supereroi omosessuali rimasero comunque un terreno minato fino al 1991 (quando Northstar della Marvel fece il vero primo coming out), ma anche oltre... Visto che a tutt'oggi sono ancora pochissimi, e comunque si è sempre trattato di personaggi abbastanza secondari e poco valorizzati... Ed è per questo che il caso della nuova Batwoman è tanto speciale.
Non solo si è dichiarata fin dalla sua prima comparsa nel 2006, ma è andata a sostituire Batman - assieme alle storie della sua ex ragazza, la supereroina Question - proprio sullo storico mensile dove il ruolo della prima Batwoman era stato quello di affermare la superiorità del modello eterosessuale. A questo punto direi che il premio GLAAD di quest'anno è stato particolarmente meritato, non trovate anche voi?
Un bat saluto e alla prossima.
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lunedì 15 marzo 2010

NEWS...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Inizio la settimana segnalandovi che, finalmente, la Kappa Edizioni ha ufficialmente ripreso la pubblicazione della sua collana di BOYS LOVE (diminuendo persino il prezzo a 6,90 euro). Molti sono i titoli annunciati e le serie che - finalmente - potranno giungere alla conclusione che il loro pubblico italiano attendeva da anni.
L'augurio è che questo genere possa trovare finalmente una nicchia di mercato stabile anche nel nostro paese, magari grazie anche a una maggiore puntualità e a una più mirata promozione/cura editoriale (che, stando a quanto dicono le appassionate più preparate, non è mai stato esattamente il fiore all'occhiello delle edizioni italiane). Staremo a vedere... Magari uno spunto interessante potrebbe arrivare dalla Francia, dove le edizioni Asuka (leader francese nella pubblicazione dei BOYS LOVE) hanno inaugurato da qualche mese un magazine BOYS LOVE sul modello di quelli nipponici, e che in effetti si propone proprio come la versione francese di uno di essi: BExBOY MAGAZINE.
La versione francese riprende pari pari (o quasi) quella giapponese: tanti manga a puntate, rubriche, racconti e altro, e ovviamente non può mancare il classico miniposter, nella migliore tradizione dei boys love magazine giapponesi.

Questo esperimento sta proseguendo con un discreto successo dalla scorsa estate, e viene distribuito in tutte le librerie ad un prezzo lancio decisamente abbordabile (i primi numeri costavano solo 4,95 euro per 340 pagine di medio formato!). Il vantaggio di una pubblicazione di questo tipo è senz'altro quello di offrire una panoramica più vasta del genere, presentando in pre pubblicazione tanti fumetti per testare i gusti del pubblico e correre il minor rischio possibile con il lancio di una serie di volumetti monografici... Il che, effettivamente, è una cosa abbastanza intelligente (che però in Italia non è mai stata tentata). Potrebbe essere un'idea da valutare nei prossimi anni. Staremo a vedere. Nel frattempo volevo segnalarvi che negli Stati Uniti, dove i BOYS LOVE sono un genere ormai affermato con tanto di fiere dedicate, iniziano a fare capolino dei manga che trattano seriamente il tema transgender e transessualità... La cosa interessante, però, è che a proporne un primo esempio sarà un editore rinomato per la qualità del suo catalogo, per le sue ristampe prestigiose e per la cura editoriale dei suoi prodotti: la Fantagraphics Books. Infatti, per inaugurare la sua linea manga, ha scelto Wandering Son (titolo originale Hourou Musuko) di Shimura Takako.
La storia si propone di seguire la crescita e il percorso personale di due giovani amici: Shuichi, un maschio che si sente donna, e Yoshino, una femmina che si sente uomo. Una scelta di campo notevole per un editore che nel tempo si è confermato un vero e proprio riferimento per la scena fumettistica statunitense (e non solo). Evidentemente alla Fantagraphics si sono resi conto che il tema della transessualità è uno dei meno trattati nella storia del fumetto e hanno voluto iniziare a colmare questa lacuna con un prodotto di qualità. C'è da dire che, un po' in tutto il mondo occidentale, si sta iniziando ad esplorare il tema della transessualità in maniera diversa rispetto a qualche anno fa, cercando di indagarne meglio il significato più profondo, anche per la sua capacità di rompere certi schemi sociali e culturali. A questo proposito potrebbe essere indicativo anche il fatto che il porn performer FtM (da femmina a maschio) Buck Angel è diventato una specie di icona pop e sta iniziando ad ispirare diversi artisti, tra cui il britannico Mark Quinn, che l'anno scorso gli ha dedicato una statua in bronzo (con tanto di tatuaggi) che sta facendo il giro del mondo.
Da notare che il mese scorso Buck Angel è stato anche invitato come ospite d'onore al Master's Tea dell'Università di Yale... Che, per chi non lo sapesse, è una sorta di appuntamento organizzato dagli studenti della prestigiosa Università statunitense per discutere in maniera informale (e davanti un aperitivo) con personaggi che possono arricchire il loro bagaglio formativo... E il fatto che si siano ritrovati a discutere con un porn performer FtM, senza che peraltro l'Università si opponesse, la dice lunga sui tempi che cambiano (perlomeno nei college americani)...
Intendiamoci: so bene che Buck Angel non rappresenta un sogno erotico per la maggior parte di voi, però il suo caso mi sembra davvero emblematico dell'evoluzione dei costumi. Se volete saperne di più su di lui (dal punto di vista umano) potete andare sul suo blog CLICCANDO QUI. Certo è che aprire un ampio confronto culturale con la transessualità negli Stati Uniti, dove l'omosessualità è diventata una realtà culturale con dei riferimenti precisi e con una sua identità molto forte, è un conto... Puntare i riflettori dei media italiani sulla transessualità e sull'omosessualità nello stesso momento, quando da noi l'omosessualità viene ancora percepita come qualcosa di estremamente fumoso, confuso e sfuggente da una buona parte della popolazione (ivi compresi tantissimi omosessuali e i transessuali), non è esattamente la stessa cosa e rischia solo di generare tanta confusione in più (come peraltro sta accadendo regolarmente nei nostri talk show televisivi). E questo, in effetti, non aiuta nessuno, soprattutto considerando che dalle nostre parti vale il detto che chi sa tace e chi non sa insegna...Voi cosa ne pensate?
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