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mercoledì 16 agosto 2017

BANDIERA BIANCA?

Ciao a tutti, come va?

Prima di tutto vi informo che il mio profilo Facebook è tornato attivo, ed è tornato attivo con il mio nome d'arte (anche se i documenti non coincidono), perchè a quanto pare quello che ho fatto in questi anni con il nome "Wally Rainbow" - con tanto di interviste - ha fatto testo... E queste sono piccole soddisfazioni che è bello condividere.

Detto ciò, dopo la piccola pausa della scorsa settimana, ritorno alla carica con i post che tanto amate, nello stile che tanto amate (a meno che le mie osservazioni non vi pungano sul vivo, presumo, ma d'altra parte il mondo è bello perchè è vario).

Di cosa può parlare, quindi, un blog come questo in pieno agosto?

In realtà le cose di cui parlare sarebbero tante, ma oggi mi sono detto che poteva essere interessante partire proprio dal fatto che siamo in pieno agosto. Nel senso che siamo nel pieno di un periodo in cui le giornate sono più lunghe e aumenta il tempo libero, soprattutto fra i giovani e gli studenti. Un periodo ideale, insomma, per proporre qualcosa di nuovo e per provare a ridestare l'interesse in un pubblico che ha sempre meno occasioni di avvicinarsi alla lettura dei fumetti.

Negli USA c'è una lunga tradizione di supplementi estivi (come gli annual delle serie dei supereroi), in Italia un po' meno perchè - per decenni - i fumetti non hanno avuto altre forme di intrattenimento economico (e portatile) con cui competere... E non dovevano considerare, ad esempio, variabili come il tempo libero passato davanti agli smartphone...

Ora, però, le cose sono un po' cambiate. E infatti qualche iniziativa nuova viene proposta e/o annunciata anche in piena estate, e questo - tecnicamente - sarebbe anche un buon segnale... Se non fosse per il fatto che si tratta di iniziative che EVIDENTEMENTE non nascono per avvicinare un pubblico nuovo, ma per spremere fino all'ultima goccia quello vecchio (o magari stravecchio). Non che questa tendenza sia esattamente una novità (su questo blog ne ho parlato parecchie volte), ma devo ammettere che facendo una panoramica delle iniziative di questo ultimo periodo la sensazione è che la situazione stia leggermente sfuggendo di mano a chi di dovere. E lo si nota in particolare analizzando il mondo degli allegati a fumetti che arrivano in edicola.

Intendiamoci: le iniziative che vado a segnalarvi oggi sono tutte apprezzabilissime, ma è evidente che NON si rivolgono a chi ha meno di quarant'anni (o forse più), e soprattutto non si rivolgono a chi non è già un cultore di fumetti e affini.

Ad esempio: da agosto la Gazzetta dello Sport propone alcune delle storie originali di Popeye, realizzate dal suo creatore E.C. Segar (morto prematuramente nel 1938, a soli 43 anni). Storie cult, storie bellissime, storie che non possono mancare nella biblioteca di un vero appassionato di fumetti a 360°, tuttavia... Quando è stata l'ultima volta che è stata trasmessa in Italia, con continuità, una serie animata di Braccio di Ferro? Quanti potenziali lettori under 16, diciamo, potrebbero essere coinvolti da questa iniziativa, che peraltro propone storie scritte e disegnate quasi un secolo fa? Non c'è forse il rischio che iniziative come questa confermino l'idea per cui i fumetti ormai sono solo intrattenimento vintage (per dirla con un eufemismo)?

E nel frattempo Hachette ha annunciato che porterà in edicola Cocco Bill di Jacovitti, un personaggio nato nel 1957... E anche in questo caso è evidente che NON si tratta di un'iniziativa pensata per coinvolgere nuovo pubblico, ma per spremere per bene i nostalgici che hanno avuto famigliarità col personaggio grossomodo fino ai primi anni Ottanta, quando iniziò a passare di moda e a diventare un cult per pochi intimi... Certo si può obbiettare che l'intrattenimento di Jacovitti non ha tempo e non ha età, ma qui si parla di uscite settimanali da 7,99 euro l'una... Quindi direi che è abbastanza palese che lo scopo di questa iniziativa non è quello di riavvicinare i giovani al personaggio, o ai fumetti in generale...

Sia come sia è evidente che il sessantesimo anniversario di Cocco Bill deve avere ispirato anche qualche altro nostalgico (o aspirante accalappiatore di nostalgici), visto che la Centauria/Fabbri ha annunciato, dal 26 agosto,  l'arrivo in edicola di una serie di miniature dedicate a "Gli Indimenticabili di Carosello"... Che, per chi non lo sapesse, erano i testimonial pubblicitari che hanno tenuto banco negli spot animati che caratterizzarono la televisione italiana dal 1957 al 1977... Fra i quali, appunto, ci fu anche Cocco Bill... Anche in questo caso un'iniziativa giovane per giovani, insomma (soprattutto considerando che l'unico personaggio che è "sopravvissuto" fino ai nostri giorni è il pulcino Calimero... Con buona pace di Topo Gigio).

Piccola osservazione: dalle parti di Hachette non sono proprio degli sprovveduti... Infatti oltre a lanciare la collana dedicata a Cocco Bill hanno annunciato per fine agosto l'arrivo in edicola delle miniature di One Piece... Per ottimizzare anche il pubblico dei collezionisti più giovani con un'uscita quattordicinale da 9,99 euro. E devo ammettere che questa iniziativa mi ha fatto riflettere una volta di più sul fatto che, praticamente, non esistono personaggi dei fumetti italiani abbastanza popolari da giustificare una serie di miniature... Men che meno una serie di miniature legate ad un'unica testata. E già questo, da solo, dovrebbe far riflettere chi di dovere... E considerando il fatto che in Italia, al momento, non esistono produzioni italiane popolari quanto One Piece direi che il contrasto con le miniature dedicate a Carosello è ancora più stridente...

Da notare che nel frattempo la serie di miniature da collezione dedicata alle serie robotiche di Go Nagai continua imperterrita ed è arrivata all'uscita numero 147... E considerando la quantità spropositata di robot, mostri e personaggi delle serie nagaiane non è detto che sia destinata ad esaurirsi all'uscita 150 come previsto (nonostante i 13 euro settimanali necessari per portare avanti la collezione)... Tantopiù che sono già state annunciate le riproposte delle miniature andate esaurite. Ad ogni modo, anche in questo caso, la domanda nasce spontanea: quanto possono servire queste iniziative per contribuire al ricambio generazionale e quanto sono pensate per viziare (e spremere) i nostalgici?
Tra l'altro penso che sia abbastanza interessante notare che, se da una parte vengono segnalati e chiusi con regolarità i canali youtube che (seppure illecitamente) potrebbero davvero rilanciare queste serie animate presso un pubblico nuovo e ampio, dall'altra continuano ad arrivare proposte e riproposte delle stesse serie in DVD da collezione, anche in edicola... Ultimo, ma non ultimo, il caso di Devilman: ogni DVD settimanale al prezzo di 9,90 euro con la Gazzetta dello Sport...

Intendiamoci: la pirateria non aiuta il mercato dell'animazione, ma qui non si parla di serie nuove che devono essere doppiate e adattate, o per cui le emittenti televisive stanno pagando fior fior di quattrini, bensì di serie che hanno trenta o quarant'anni (e che sulle reti nazionali non si vedono da almeno venti). Serie che tra l'altro su youtube non erano proposte nemmeno in HD... Quindi direi che è abbastanza evidente come - anche in questo caso - più che altro l'intento di simili iniziative (con relativo accanimento verso lo streaming illegale di certe serie animate) sia quello di spremere il pubblico degli over quaranta nostalgici, piuttosto che far apprezzare alle nuove generazioni le serie del passato nella veste migliore. Ovviamente si tratta di scelte legittime, ma poi bisognerà verificare cosa succederà quando anche il pubblico più stagionato, quello composto dai reduci dell'invasione degli anime negli anni Settanta e Ottanta, non sarà più in condizione di essere spremuto...

Staremo a vedere.

Comunque, tornando a parlare di fumetti e di ristampe a oltranza, da settembre Repubblica proporrà l'ennesima edizione delle opere di Hugo Pratt in allegati settimanali da circa 10 euro... E, come da prassi, si inizia con Una Ballata del Mare Salato, che risale al 1967... Forse sbaglio, ma credo che il pubblico che seguirà questa iniziativa sarà inferiore a quello che ha seguito le precedenti riedizioni dei fumetti Hugo Pratt come allegati ai quotidiani (io, ad esempio, ho già la raccolta di Corto Maltese proposta da L'Espresso nel 2006), e non è difficile capire il perchè... Considerando che tutto questo concentrarsi sui collezionisti e gli appassionati - negli ultimi dieci anni - non ha fatto altro che limitare ulteriormente un ricambio generazionale già di per sè sempre più scarso, alimentando di pari passo la saturazione del mercato...

Cosa si può dedurre da questa breve panoramica? Diverse cose. La prima è che, se una volta i fumetti erano svalutati perchè considerati "roba da bambini", adesso rischiano di essere considerati "roba per collezionisti perlopiù attempati", o al massimo roba di nicchia per nerd molto specifici... Tant'è che per settembre è stata annunciata anche una serie di allegati dedicati ai fumetti di Star Trek assieme alla Gazzetta dello Sport...

La seconda cosa che si può dedurre è che tutte queste iniziative che si rivolgono ai collezionisti, o comunque ad un pubblico anagraficamente maturo, rischiano di compromettere ulteriormente il già scarso rapporto del fumetto italiano (e non solo) con le nuove generazioni. Soprattutto considerando che, come dicevo all'inizio, questo sarebbe un periodo leggermente più propizio per provare a farsi conoscere da un pubblico più ampio e generalista. La terza cosa è che il problema non è tanto il fatto che si investe sui classici, quanto il fatto che si investe SOLO su quelli (o comunque su prodotti che, nel 99% dei casi, risultano estremamente "classici").

Certo è anche vero che i grandi gruppi editoriali, che pubblicano fumetti e affini solo come allegati, non hanno come obbiettivo quello di rilanciare il settore o di avvicinare nuovo pubblico, ma il problema è che se si guarda agli editori specializzati in fumetti lo scenario, sotto certi aspetti, è persino più deprimente.

Ha destato un po' di polemiche, ad esempio, il fatto che il supplemento estivo di Nathan Never, quest'anno, abbia presentato solo ristampe (senza peraltro specificarlo in copertina, anche se tradizionalmente è una collana di inediti)...

Così come erano in buona parte ristampe le storie presentate sull'ultimo supplemento di Martin Mystere, anche in questo caso senza specificarlo chiaramente.

Penso sia abbastanza evidente che questa non è esattamente la strategia migliore per rilanciare dei personaggi che vendono sempre meno... E men che meno per tenersi buoni i lettori che ancora li sostengono. Da notare, comunque, che la stessa casa editrice ha finalmente proposto il tanto atteso "crossover" (incrocio narrativo) fra Dylan Dog e Dampyr... Presumibilmente per provare a risollevare le sorti di quest'ultimo prima di quella sentenza di morte che, secondo i soliti ben informati, è sempre più probabile per via delle basse vendite. Il problema è che, crossover a parte, questa operazione non ha tolto o aggiunto niente ai due personaggi e/o alle loro vicende... Anche se - e gli americani insegnano - il valore aggiunto dei crossover è proprio quello di cambiare più o meno drasticamente lo status di uno o più personaggi, magari ritoccando alcuni elementi del loro universo condiviso, in un regime di continuity molto serrata...Tutte cose che la casa editrice Bonelli non può concedersi, a meno che non voglia fomentare un'insurrezione dei lettori tradizionalisti, che ha sempre alimentato con tanta cura...

Quindi, nonostante le apparenze, anche questa è stata un'operazione pensata per i collezionisti e per il tipico pubblico della casa editrice, ed è alquanto improbabile che possa avere effetti benefici nel lungo periodo su Dampyr (o, in minor misura, su Dylan Dog), o particolari attrattive per il pubblico occasionale. Anche perchè, come dicevo prima, non presenta elementi particolarmente accattivanti per chi, eventualmente, volesse provare a leggere un fumetto nuovo (o semplicemente un fumetto) mentre è in ferie o in vacanza.

Intendiamoci: il mercato della carta stampata è in crisi un po' ovunque, e in tutto il mondo c'è chi prova a reinventarlo per farlo restare competitivo. Il punto è che, in effetti, in Italia ci si prova meno (e peggio) che altrove e si ha quasi la sensazione che chi di dovere abbia già alzato la bandiera bianca di fronte al disinteresse delle giovani generazioni e/o di fronte all'evoluzione dei gusti del pubblico occasionale... Che magari non sono più quelli di venti, trenta o quarant'anni fa.

Altrove, perlomeno, non ci si arrende, si sperimentano strade nuove e se ne osano altre. Così se, ad esempio, questa estate il tema dell'omosessualità nel fumetto italiano mainstream è stato affrontato nei modi di cui vi ho parlato di recente (CLICCATE QUI e QUI ), nelle stesse settimane negli USA ci sono stati spunti di tutt'altro genere... Come ad esempio ha dimostrato Connor, uno dei figli di Biancaneve e del Lupo Cattivo (!), che esplora allegramente la sua bisessualità nella serie Ever After (il sequel del pluripremiato Fables), di cui è co-protagonista.
Nel quarto numero della serie Freelance, invece, il supereroe protagonista finalmente si dichiara, ricambiato, alla sua spalla...

Nel sequel della serie animata LEGEND OF KORRA la protagonista fa coming out, presenta la sua ragazza in casa e si ribella a suo padre che le consiglia di vivere la sua storia con discrezione..
Un'anziana Batwoman del futuro, intanto, si ricongiunge finalmente con la sua amata...

Mentre l'Avvocato Jennifer Walters (meglio nota come She-Hulk) e il suo segretario gay Bradley stanno aiutando un giovane gay di colore a salvare il suo fidanzato, che è rimasto avvelenato a tradimento da una droga sperimentale che lo ha trasformato in un mostro, mentre stava preparando un dolce in diretta per un web show sulle torte (!)...

Il tutto mentre nel mondo fantasy di Rat Queens si concretizza la relazione fra un elfa e un'orchessa, che ammette che vorrebbe sposarla all'istante se non fosse per il fatto che, nella particolare situazione in cui stanno vivendo, sarebbe un po' troppo complicato...

E questi sono solo i primi esempi che mi sono venuti in mente, facendo mente locale fra le pubblicazioni delle ultime settimane che mi sono capitate sott'occhio...

Ovviamente, come ho già detto in passato, le tematiche gay non hanno il potere di risollevare magicamente le sorti di una serie o del mercato del fumetto in generale, però - ora più che mai - sono un indicatore importante. Nel senso che sono un tema attuale, che incuriosisce il pubblico (anche e soprattutto quello giovane) e che - se presentate con naturalezza e nei modi giusti - dimostrano che si ha a che fare con una lettura disinvolta e al passo coi tempi. Una di quelle letture che, forse, potrebbe ingolosire anche il pubblico occasionale e spingerlo a proseguire la lettura della serie...

Negli USA gli editori ne sono più o meno consapevoli e se non altro fanno dei tentativi in questo senso. In Italia, a quanto pare, ancora no, visto che se si parla (poco) di omosessualità lo si fa ancora in maniera goffa e anacronistica. E d'altra parte se in edicola le grandi novità dell'estate 2017 sono le riproposte di Popeye e Cocco Bill... Nonchè le miniature di Carosello... Forse non è proprio un caso se le cose vanno in un certo modo.

Il punto è: fino a quando potrà reggere una situazione del genere?
Chissà...

Nell'attesa della ristampa integrale del Signor Bonaventura vi saluto.
Alla prossima.

martedì 8 agosto 2017

OMOSESSUALI DI MEZZA ESTATE

Ciao a tutti, come va?

Prima di tutto una piccola informazione di servizio: Facebook ha disabilitato il mio account perché è stato usato per fare spamming selvaggio (ovviamente NON da me) e così se siete fra i miei contatti Facebook e sono misteriosamente diventato inaccessibile non è perché vi ho bloccato o cose del genere. Spero tanto che la cosa si risolva bene, e in fretta, e nel caso vi aggiornerò.

Detto ciò, anche se siamo in pieno agosto, gli spunti per animare i post di questo blog non mancano, e in particolare non mancano gli spunti per tornare a parlare di quello che succede nel fumetto italiano, e in particolare nel fumetto italiano che arriva in edicola in questi giorni roventi...

In realtà, tanto per cambiare, non si tratta di spunti particolarmente allegri, però a prescindere da tutto credo che sia abbastanza interessante notare che - da un punto di vista prettamente numerico - le tematiche LGBT negli ultimi anni sono diventate una specie di tormentone estivo per l'editoria a fumetti, e sono molto curioso di vedere se questa tendenza verrà confermata anche in futuro o se si tratta solo di semplici coincidenze.

Detto ciò i titoli che vado a segnalarvi oggi sono un po' difficili da commentare, nel senso che dimostrano quanto ancora può essere contraddittorio, e in un certo senso "difficile", il rapporto fra i fumetti italiani che puntano a una diffusione più ampia e le tematiche omosessuali...

Ad esempio: con un tempismo un tantino inquietante, visto che Giuseppe "Pino" Pelosi è morto il 20 luglio scorso, a fine luglio è arrivato in edicola il nuovo albo dedicato all'italianissimo e spietatissimo vampiro mercenario Pietro Battaglia... Che, essendo coinvolto in qualche modo in tutti i più grandi misteri insoluti della storia italiana, non poteva non avere a che fare anche con l'omicidio di Pier Paolo Pasolini.

Siccome la storia è un po' intricata e lo scopo di questo blog non è quello di recensire gli albi in quanto tali, quello che ci tenevo a sottolineare oggi era il fatto che in queso albo - cruento e cinico come da prassi - c'è modo di dedicare qualche pagina anche alle abitudini sessuali di Pier Paolo Pasolini. Così, finalmente, dopo tanti fumetti italiani dedicati a Pasolini in versione angelicata ne abbiamo uno che non gira attorno all'argomento...



Sul fatto che, per tanti motivi, Pier Paolo Pasolini frequentasse ragazzi di strada non ci piove. Sul fatto che potesse avere tendenze masochiste, vero o no che sia, non mi soffermo perchè è tutto sommato irrilevante. La cosa che mi ha lasciato un pochetto perplesso è che alla fine questo fumetto - che pure ha osato tanto - presenta una versione dell'omicidio molto simile a quella che - per diversi decenni - fece passare Pier Paolo Pasolini per un omosessuale vizioso che se l'era andata a cercare, e cioè la versione secondo cui Pino Pelosi (che vedete qui sotto in una foto dell'epoca) lo avrebbe ucciso per via delle sue avances troppo pesanti il giorno del loro primo incontro, dopo essersi fatto offrire la cena...

Il punto è che qualche anno fa, molto tempo dopo avere scontato la sua pena, Pino Pelosi ritrattò tutto e disse che era solo andato ad appartarsi con Pier Paolo Pasolini (come aveva già fatto molte altre volte, da diversi mesi). Secondo questa nuova versione i due erano stati seguiti (da parecchie persone, almeno sei) e lui - suo malgrado - assistetette all'omicidio per poi essere praticamente obbligato a costituirsi dichiarando il falso, per proteggere la sua famiglia e se stesso dagli assassini (e da chi, forse, quell'omicido lo aveva commissionato).

Alcune indagini sulla malavita locale, condotte per tutt'altro motivo, pare che avessero individuato in alcuni giovanissimi rapinatori seriali (CLICCATE QUI) alcuni dei misteriosi assassini,  ma quella pista non venne approfondita più di tanto, visto che il processo era già in corso e c'era già un reo confesso... Che oltretutto era molto conveniente incolpare per evitare indagini di altro tipo.

Tra l'altro pare che prima di vedere Pino Pelosi il regista avesse offerto la cena ad un misterioso ragazzo biondo, di cui però si sono perse subito le tracce, e questo è solo un esempio delle tante incongruenze che circondano i fatti di quella notte...

Nella versione a fumetti di cui stiamo parlando, invece, Pier Paolo Pasolini è attirato in una trappola da alcuni ragazzi di strada guidati proprio da Pino Pelosi (che ha conosciuto quella notte), che vogliono rapinarlo e poi perdono il controllo (anche se il colpo di grazia arriva da Pietro Battaglia, assoldato dai "poteri forti" per eliminare la sua scomoda presenza).




Ora: non spetta certo ad un fumetto il compito di riabilitare la memoria di Pier Paolo Pasolini, o magari quello di presentare sotto una nuova luce il mondo dei ragazzi di strada degli anni Settanta, però diciamo che questa mi è sembrata un'occasione mancata... I fatti si sarebbero potuti presentare in mille altri modi fantasiosi, senza omettere le abitudini sessuali della vittima o le sue frequentazioni di prostituti minorenni disagiati, però si è scelto di puntare ancora su un'interpretazione molto tradizionale dei fatti... E, forse, presentare - di nuovo - Pier Paolo Pasolini come una vittima delle sue libidini e di un ragazzino che ha incontrato per la prima volta  (e che, in questo caso, era anche la mente diabolica che lo aveva attirato in trappola) non è stata esattamente una scelta felice...

Non quando si fa ancora tanta fatica a superare il concetto di "torbido mondo omosessuale", con tutto il suo corollario di vizi e delitti, tanto caro alla stampa italiana...
 
Tantopiù che, altra coincidenza inquietante, proprio in queste settimane i giornali si sono imbattuti un nuovo truce delitto consumato nel "mondo omosessuale", questa volta dalle parti di Napoli... Con tanto di ritrovamento del cadavere della vittima fatto a pezzi (e anche in questo caso ci sono molte cose che non tornano e parecchie dichiarazioni false).

Morale della favola: il fumetto di Battaglia con Pier Paolo Pasolini, considerando che agli autori è stata data carta bianca, avrebbe potuto davvero presentare una versione aggiornata e meno scontata dei fatti, o magari approfondire l'omosessualità del regista in maniera originale... Però si è preferito puntare sull'effetto "exploitation", con tutto quel che ne consegue. Onestamente non so se è stata una scelta commerciale o stilistica, una svista o che altro, ma sfogliando questo albo - in certi punti - mi pareva di avere per le mani un tascabile "per adulti" degli anni Ottanta... Di quelli che si ispiravano ai fatti di cronaca per realizzare fumetti che puntavano sui loro lati più sordidi, stando bene attenti a gratificare l'ego del pubblico confermanto i suoi pregiudizi, in particolare su argomenti come l'omosessualità e via dicendo.

Diciamo, quindi, che questo fumetto ha preferito presentare un Pasolini un po' squallido, che viveva un'omosessualità compulsiva e ad alto rischio. Un po' come quello visto nel film "Pasolini" di Abel Ferrara (2014), piuttosto che come quello proposto da Federico Bruno in "Pasolini, la verità nascosta" (2012)... Un film che puntava l'attenzione su un'interpretazione dei fatti diversa e che - guardacaso - in Italia nessuno ha mai voluto distribuire... Il tutto mentre Pino Pelosi, negli ultimi anni, si stava dando parecchio da fare per dire che in realtà l'omicidio di Pier Paolo Pasolini non aveva niente a che fare col fatto che fosse omosessuale...

Quindi vedere circolare un fumetto che calca ancora la mano su certi aspetti della vicenda, dipingendo in un certo modo il "torbido mondo omosessuale" in cui si aggirava il regista, sembra tanto un fan service per gratificare un certo tipo di pubblico. Un genere di pubblico che da un fumetto su Pier Paolo Pasolini si aspetta esattamente certe situazioni e che si aspetta esattamente un Pino Pelosi dipinto in un certo modo... E sarebbe stato davvero interessante sapere cosa ne avrebbe pensato il diretto interessato, se non fosse venuto a mancare pochi giorni prima della distribuzione di questo fumetto.

Intendiamoci: parlando di fumetto italiano l'albo di Battaglia ora in edicola resta una delle cose più interessanti, coraggiose e originali che si possono acquistare in questi giorni, ma questo non è necessariamente un complimento in senso assoluto. Soprattutto considerando che siamo nel 2017 e che in media i fumetti italiani che parlano di omosessualità continuano a farlo in maniera abbastanza datata e contraddittoria...

E questo mi porta al secondo titolo di cui vorrei parlare brevemente oggi, e cioè il nuovo Dragonero Speciale (con una bella copertina di Jacopo Camagni, che una volta tanto è in grado di rendere al meglio il sex appeal del protagonista).

La questione, in questo caso, è particolarmente interessante... Visto che si parla di una Principessa dei regni meridionali che ha un legame molto importante con la sua guardia del corpo, che OVVIAMENTE non può che essere una virago molto mascolina: un legame che in qualche modo è legittimato dal fatto che sono "spose di scudo e spada".

Quindi nel mondo fantasy di Dragonero hanno fatto la loro prima timida comparsa dei riconoscimenti pubblici per le unioni omosessuali? Prima di gridare al miracolo è meglio proseguire la lettura. Infatti la principessa viene rapita mentre si dirige dal suo promesso sposo (?) e la sua amata guardia del corpo assieme al titolare della serie, Ian, si mette alla sua ricerca. Così si scopre che essere "spose di scudo e spada" non implica l'esclusiva, e che anzi è una forma di legame (o un patto di tutela a senso unico, fatto dal soldato nei confronti del nobile) che può essere portato avanti nella misura in cui non intralcia il matrimonio tradizionale del nobile e i suoi doveri (compreso quello di fare figli). La nostra guardia del corpo pare convinta che nessun matrimonio possa intaccare due "spose di spada e scudo", ma è evidente che in questo modo il loro rapporto è considerato una relazione secondaria rispetto a quella matrimoniale tradizionale...

E così, ancora una volta, se in un fumetto Bonelli si fa qualche passo avanti resta buona prassi farne un paio indietro, per non indisporre troppo un certo tipo di pubblico. E infatti, quando il gruppo dei soccorritori ha bisogno di procurarsi alcune cavalcature, la nostra prode guardia del corpo non ci pensa due volte è offre le sue prestazioni sessuali come forma di pagamento... E a quanto pare lo fa anche con un certo dvertimento... Perchè, come da tradizione, nel fumetto popolare italiano le lesbiche al 100% non esistono e non si fanno troppi problemi a dimostrarlo appena se ne presenta l'occasione... Possibilmente con l'esibizione delle loro virtù a favore di pubblico.




Piccola osservazione personale: se questo fosse stato un fumetto fantasy davvero moderno lei si sarebbe offerta, ma i focosi beduini avrebbero potuto dichiarare di preferire Ian (o magari il terzo membro del terzetto dei soccorritori, Etor), anche perchè non c'è scritto da nessuna parte che chi ha il coltello dalla parte del manico - in questi casi - debba essere sempre eterosessuale... Anche se ovviamente nel fumetto popolare italiano è una legge inviolabile...

Così come è una legge tendenzialmente inviolabile quella che prevede, in un modo o nell'altro, che chi è omosessuale debba essere un personaggio negativo o - se positivo - debba passare dei guai (sempre che il destino non si sia già accanito a sufficienza, ovviamente). E così la nostra bella Principessa si ribella allo stregone che l'ha rapita e vuole stuprarla, e dopo una collutazione (rigorosamente in topless) ha la meglio, ma viene colpita da un raggio di luce che la accieca e le deturpa il viso...

Spero vivamente che in futuro questa menomazione possa acquistare un qualche senso, perchè messa giù così sembra davvero il solito accanimento gratuito nei confronti del personaggio omosessuale di turno, che in quanto omosessuale non può sperare di farla franca dall'inizio alla fine - per giunta scambiando effusioni - senza pagare pegno... Tra l'altro non solo la bella Principessa viene deturpata, ma alla fine della storia inizia a presentarsi come una santa miracolata, o qualcosa del genere, e sarebbe molto interessante analizzare i sottointesi - più o meno volontari - di questo radicale cambiamento di look.

Le ultime pagine dell'albo lasciano intendere che la vicenda avrà un seguito, anche perchè il promesso sposo della principessa di vedrà arrivare un "articolo difettoso", e non è detto che la prenderà bene. Quindi diciamo che c'è ancora la speranza che  questa vicenda possa avere degli sviluppi interessanti e meno "vincolati" ad un certo modo di intendere le lesbiche nel fumetto popolare italiano.

Vedremo.

E vedremo se in futuro nelle storie di Dragonero appariranno anche degli SPOSI di scudo e spada, intesi come coppia di uomini, anche se al rigurardo nutro dei seri, serissimi, dubbi.

Il punto è che la storia che vi ho segnalato si presenta molto meglio rispetto a tante altre che hanno trattato certi temi negli ultimi anni, ma - come nel caso dell'altro fumetto di cui ho parlato oggi - ha un sapore retrò che inizia ad essere davvero fuori luogo. Certo tutto è relativo, e rispetto ad altri titoli della stessa casa editrice è molto "avanti", come si dice... Il problema, però, è che al giorno d'oggi essere autoreferenziali non aiuta, e non sarebbe male guardare più spesso alla situazione nel suo insieme.

Alla prossima.

giovedì 3 agosto 2017

CUORI E BATTICUORI

Ciao a tutti, come va?

Quando qualche mese fa avevo accennato alla prossima uscita del cortometraggio In a Heartbeat (CLICCATE QUI), immaginavo che sarebbe stato un ottimo esempio di quello che potrebbe essere il rapporto dell'animazione con le tematiche LGBT nel prossimo futuro. Quello che non mi aspettavo è che se ne sarebbe parlato così tanto fin dal giorno della sua uscita, e cioè il 31 luglio scorso... Tant'è che verrebbe quasi la tentazione di considerarlo già uno di quei cult che segnano un "prima" e un "dopo"...

E dico questo perch dal 31 giugno a oggi la media delle visualizzazioni di questo cortometraggio SOLO su Youtube è stata di oltre 2 milioni al giorno (il trailer era stato visto "solo" da due milioni di persone)! E considerando che si tratta di un cortometraggio reso possibile unicamente grazie ad una raccolta fondi su kickstarter (che puntava a raggiungere 3000 dollari, arrivando a metterne insieme quasi 15.000) direi che non sono numeri da sottovalutare... Anche perchè dietro a tutto questo progetto ci sono solo due giovani animatori, Beth David and Esteban Bravo (che vedete nella foto sotto) che ci hanno messo l'anima, e non una qualche multinazionale dell'intrattenimento...

Un altro dato interessante è che, nonostante i contestatori e i commenti omofobi non manchino (per avere un'idea date un'occhiata ai commenti alla segnalazione su Repubblica, che trovate CLICCANDO QUI), i segnali di apprezzamento rappresentano comunque una schiacciante maggioranza... Segno evidente che il pubblico, o perlomeno il pubblico del web (che in buona parte è composto dagli adulti di domani) ha tifato per la cotta del timido Shervin nei confronti dell'imperscrutabile (almeno all'inizio) Jonathan...


Quindi, riprendendo le dichiarazioni degli autori di fronte a questo successo che sta superando di tanto le loro aspettative, forse il pubblico di oggi non solo è pronto a produzioni animate che affrontino certi argomenti, ma è anche interessato a vederne di più e di più incentrate su questa tematica. E in effetti se cercate su Youtube "In a Heartbeat reaction" potete farvi un'idea delle reazioni, perlopiù entusiaste, che ha avuto il pubblico del web quando ha visto questo cortometraggio la prima volta, a riprova del fatto che probabilmente i tempi stanno davvero cambiando...


Forse In a Heartbeat ha rotto gli argini delle tematiche gay nell'animazione per ragazzi? Sicuramente è presto per dirlo, ma se questo cortometraggio continuerà a macinare milioni di visualizzazioni in questo modo le grandi case di produzione non potranno ignorarlo ancora a lungo... Anche perchè c'è il rischio concreto che possano farsi largo dei nuovi studi di animazione che, magari proprio tramite la raccolta fondi, si facciano molti meno problemi di loro (e siano molto meno sottomessi alle lobby di potere e agli interessi commerciali incrociati) e fregandogli delle fette importanti di pubblico.

Anzi, per dirla tutta, non mi stupirebbe se non si stesse già pensando ad un sequel delle avventure di Sherwin e Jonathan, con relativa raccolta fondi, o magari se si stesse studiando qualche gadget ufficiale... Staremo a vedere...

Comunque, se siete fra i pochi che non hanno ancora pianto qualche lacrimuccia di fronte a In a Heartbeat  potete vederlo qui sotto...

Oltretutto questo filmato è stato pensato anche e soprattutto per aiutare i ragazzini omosessuali a non sentirsi fuori posto, quindi al di là del filmato in sè non bisogna dimenticare lo spirito con cui è stato portato avanti il progetto... E il fatto che stia avendo tutto questo successo fa davvero ben sperare in un prossimo futuro in cui l'ultima parola ce l'avranno le persone che sanno guardare al di là del proprio naso e che sanno fare rete... Alla faccia di chi trema di fronte ai cambiamenti che mettono in discussione certi schemi mentali, e i privilegi che ne derivano.

Alla prossima.

martedì 1 agosto 2017

DONNE SENZA DANNO

Ciao a tutti, come va?

Il mio recente post su Mercurio Loi e Kerry Kross (CLICCATE QUI) non è sfuggito alla sempre vigile Patrizia Mandanici (che ringrazio come sempre per la fedeltà con cui segue questo blog e per la sua disponibilità ad interagire), che ha voluto puntualizzare il suo dissenso attraverso un commento che offre alcuni spunti di approfondimento molto interessanti:

"Un paio di osservazioni: l'assassina insidia una donna che si capisce bene vuole essere insidiata (da prima che le si presentasse nuda per farsi aggiustare l'abito). Che poi le lesbiche nell'Ottocento "insidiassero" le donne sposate mi sembra anche normale - le ragazze quasi per forza si sposavano quasi tutte, e pure in giovane età, quindi la probabilità che le relazioni omosessuali fossero tra persone sposate erano abbastanza alte.
La sarta comunque vive questa relazione come liberazione da una vita che evidentemente aveva dovuto subire, e scopre una se stessa diversa, forse la vera se stessa. Magari visto da destra o da persone bigotte non è una buona cosa da vedere"


Siccome questa opinione mi sembra legittima, esposta con garbo e a suo modo sensata, ora cercherò di spiegare meglio da dove arrivano le mie critiche alla storia di Mercurio Loi di cui si parla, e del perchè secondo me è stata un'occasione mancata, nonchè  - più che altro - un modo per confermare alcuni sterotipi e un certo modo (abbastanza anacronistico, ormai) di rappresentare le lesbiche nel fumetto popolare italiano.

Vorrei premettere che, dal mio punto di vista, il problema non è tanto nel fatto che - in questa storia - una lesbica variamente mascolina fa delle avances a una donna sposata, ma nel fatto che - a prescindere dal contesto storico - questo cliché è uno dei più ricorrenti nel fumetto popolare italiano (e il caso di Kerry Kross, che in tutta la sua serie dimostra una certa predilezione per donne sposate, ufficialmente fidanzate o sul punto di sposarsi, fino al punto di rapirle, lo conferma). Un cliché che conferma un pregiudizio e che, probabilmente, serve anche a solleticare qualche classica fantasia del pubblico maschile eterosessuale (e presumibilmente sposato), ad esempio quella della casalinga annoiata e in vena di trasgressioni lesbiche, in quanto fondamentalmente libidinosa se presa nel modo giusto. Tant'è che - a riprova del fatto che il lettore maschio eterosessuale è sempre al centro di tutto - non mi pare di ricordare casi di omosessuali maschi che, in questo tipo di fumetto, riescono sedurre uomini sposati e padri di famiglia, per poi essere raffigurati mentre compiono atti sessuali più o meno censurati, come invece accade con una certa regolarità nel caso delle lesbiche...
Venendo poi all'obiezione secondo cui il contesto storico renderebbe inevitabile una relazione di questo tipo, devo ammettere che mentre analizzavo questa storia mi era venuto in mente un saggio scritto da Daniela Danna, dal titolo "Amiche Compagne Amanti - Storia dell'amore tra donne" (Editrice Uni Service), che mi aveva rimandato un'immagine decisamente più variegata di quel periodo. Però, siccome erano passati un po' di anni da quando lo avevo letto, in occasione di questo post sono andato a riprenderlo dalla mia libreria per cercare conferma (^__^).

Nel saggio, in effetti, vengono riportati anche diversi casi riguardanti l'Italia più o meno contemporanea agli anni di Mercurio Loi, ed effettivamente ciascuno di essi basterebbe per ispirare storie a fumetti tutt'altro che banali. Per completezza ne riassumo brevemente qualcuno qui.

Cominciamo da Catterina Vizzani (nata a Roma nel 1719), che fin da adolescente provava (ricambiata) grandi amori per le sue coetanee. Quando aveva 14 anni venne sorpresa a letto con una certa Margherita, dal padre di lei, e fu costretta a fuggire a Viterbo, dove iniziò a vivere come un uomo e per gli otto anni successivi si fece chiamare Giovanni Bordoni (qui sotto vedete una sua ipotetica raffigurazione in una stmpa del 1755).

Trovò lavoro come servitore presso un Vicario locale, e si fece una certa fama di donnaiolo, tant'è che non sfuggiva nemmeno alle risse per contendersi la ragazza di turno con altri pretendenti. Quando il Vicario scoprì il suo segreto continuò a proteggerla, ma lei preferì non metterlo in pericolo e andò a prestare servizio presso un Cavaliere di Monte Pulciano. Qui sembrò trovare la ragazza della sua vita, tant'è che aveva organizzato la sua fuga d'amore a Roma, dove avrebbe sposato l'amata nonostante il dissenso dei parenti... Che però prendono Catterina a schioppettate quando intercettano le fuggitive a poche miglia da Siena. La ferita non è grave, ma fa infezione a Catterina/Giovanni muore a soli 22 anni.

Non male come storia, e infatti le sono stati dedicati dei libri a parte... Anche se non mi risulta che le sia ancora stato dedicato un film o una storia a fumetti, ed è un peccato.

Piccola digressione: non sempre le donne che vivevano da maschio in quel periodo se la passavano male quando erano scoperte... Tant'è che anche l'Italia ebbe la sua Lady Oscar, di origini milanesi, anche se nessuno se ne ricorda e/o ha mai pensato di dedicarle un fumetto (e quanto bisogno che ne sarebbe!). Mi riferisco a Francesca Scanagatta, che tra l'altro (manco a farlo apposta) si faceva chiamare Franz...

Francesca Scanagatta (Milano, 1º agosto 1776 – Milano, 20 novembre 1864) è stata una militare italiana con cittadinanza austriaca, ufficiale dell'Esercito del Sacro Romano Impero, prima donna a essere arruolata nelle forze imperiali. Personaggio assai singolare dell'Ottocento italiano, trascorse una vita normale fino al momento della malattia di uno dei suoi fratelli, Giovanni, che avrebbe dovuto frequentare l'Accademia Militare Teresiana di Wiener Neustadt. Francesca Scanagatta si travestì allora da uomo e seguì al suo posto i corsi dell'Accademia, dal 16 febbraio 1794 al 16 gennaio 1797, combattendo poi nelle guerre rivoluzionarie francesi in Germania e in Italia. Fu decorata e promossa. Nel 1800 fu scoperta e congedata, ma ottenne una pensione. Poi si sposò col nobile Celestino Spini e dal matrimonio nacquero quattro figli.
Il 6 giugno 1852, ormai anziana e vedova, si recò in divisa al galà per i cent'anni dell'Accademia Teresiana, in cui ricevette una medaglia d'oro al merito.

Parere personale: se fossimo una nazione con meno pregiudizi e meno vincoli probabilmente la saga a fumetti di "Fräulein Franz" sarebbe già una realtà... E tra l'altro, a differenza di Lady Oscar, avrebbe avuto anche un lieto fine...

Tornando alle storie d'amore prettamente lesbiche, comunque, nel saggio di Daniela Danna si citano anche altri casi, come quello di X, la cui storia venne riportata da Guglielmo Cantarano nel 1883. X era una ragazza di bassa estrazione sociale che non accettava le imposizioni della famiglia e viveva di accattonaggio. Intorno ai 15 anni venne messa in un ricovero per il recupero delle ragazze "smarrite", dove conobbe una giovane prostituta di nome Rosina e le due si innamorarono. Tuttavia X fuggì, e quando seppe che Rosina aveva ricominciato a prostituirsi iniziò a vestirsi da uomo per poterla frequentare al bordello, ma lei ad un certo punto la rifiutò e così X cominciò a frequentare altre prostitute (sempre in abiti maschili), con cui recava spesso oltraggio alla pubblica decenza. Dopo un paio di arresti, dovuti al fatto che disturbava la quiete pubblica assieme alle suddette prostitute, il padre la fece rinchiudere in manicomio e non se ne seppe più nulla.

Decisamente più intriganti furono le vicissitudini di una certa Celli, citata da Cesare Lombroso nel 1903. Aveva conosciuto il suo grande amore, una certa Battalini, nel convento in cui era stata messa a dimora e da cui era stata scacciata proprio per le sue tendenze e per "le sconcezze con le compagne". A quel punto aveva elaborato un piano abbastanza diabolico: iniziò a vivere come una donna qualsiasi, sposandosi e facendo la cappellaia, fino a quando non ritrovò l'amata, riuscendo poi a sposarla nella Chiesa del suo paese (!), con tanto di testimoni (e alla presenza di un prete di vedute molto ampie, presumo). A quel punto cacciò il marito, prima dal letto e poi da casa, e alla fine lo uccise con l'aiuto del nipote. Da notare che in questo caso non vengono citati abbigliamenti maschili.

Del 1906, invece, è il caso riportato da Arrigo Tamassia, e che riguarda una prostituta diciottenne di nome M., invaghita a tal punto di E. che quando non la trova più in casa sua (dopo che i famigliari hanno deciso di mandarla in campagna per troncare la loro relazione), finisce per prendere a coltellate la madre di lei.

Alcune considerazioni: la prima è che leggendo il libro di Daniela Danna (e non solo) si intuisce come gli (pseudo) scienziati che studiavano le relazioni lesbiche dalla fine dal '700 ai primi del '900, soprattutto in Italia, non riuscissero a farsi una ragione del fatto che i casi clinici che analizzavano contraddicevano palesemente le teorie che loro per primi promuovevano.

Ad esempio quella secondo cui le lesbiche mascoline rappresentavano una minaccia per le donne per bene, e in particolare per quelle maritate e fidanzate, che seducevano e confondevano con i loro fare predatorio e i loro modi virili... Dovuti anche al fatto che "presentavano un clitoride molto sviluppato che utilizzavano come un pene maschile" (sigh), e altre amenità del genere. In realtà, estendendo l'indagine anche al resto d'Europa e al mondo anglofono, se ne deduce che le lesbiche mascoline spesso si manifestavano fin da adolescenti, e tendenzialmente non puntavano le donne già accasate... Le quali preferivano portare avanti le loro eventuali relazioni lesbiche più o meno clandestine "fra pari", anche perchè le occasioni di restare sole con altre donne insospettabili senza destare sospetti non mancavano.

Tantopiù che i luoghi di incontro specifici per le lesbiche mascoline e per chi le apprezzava, locali e ballabili compresi, iniziarono a moltiplicarsi in tutto il mondo occidentale proprio a partire dal XIX secolo.

La seconda considerazione è che tutti i casi citati qui sono stati presi in esame perchè sono stati scoperti e/o si sono conclusi in maniera tragica, con delitti, arresti o terapie coatte... E da ciò si può dedurre che quando una relazione lesbica era portata avanti felicemente e senza problemi non faceva testo (anche perchè gli scienziati di cui sopra non avevano alcun interesse a portarla alla luce, compromettendo così le loro teorie negative sull'omosessualità). Nel mondo anglosassone, dove le donne avevano già raggiunto un livello di emancipazione e autodeterminazione diverso, la situazione era alquanto diversa e non mancano memoriali, diari e raccolte epistolari che testimoniano lunghi amori fra donne che non sono mai sfociati in tragedie e delitti.

Per dirne una: intorno al 1849 l'attrice americana Charlotte Cushman si trasferì a Roma con la sua compagna (la scrittrice Matilda Hays, con cui la vedete nella foto sotto) e si trovò talmente bene che fondò una specie di comune per artiste lesbiche espatriate dagli Stati Uniti (qualcuno ne parla addirittura in termini di "colonia"), che alla fine contò diverse decine di persone fra attrici, pittrici, scrittrici, scultrici e altro ancora...

Da notare che le vicende di Mercurio Loi si collocano a Roma solo 24 anni prima dell'arrivo in pianta stabile di Charlotte Cushman e delle sue amiche... Che comunque non risulta abbiano mai procurato grandi scandali in città, men che meno organizzato battute di caccia ai danni delle popolane ammogliate di Trastevere...

In ogni caso il mito/stereotipo della lesbica mascolina e predatrice, particolarmente ingolosita dalle donne morigerate e coniugate, o dalle ragazzine vulnerabili, confuse e ritrose, sembra più che altro un luogo comune nato e sviluppatosi di pari passo con i primi timidi segnali di emancipazione femminile, e con la paura - da parte dei maschi - di perdere potere, ascendente e autorità. E il fatto che venga ancora tirato fuori regolarmente nei fumetti italiani la dice lunga sul fatto che dalle nostre parti i maschi sentono a tutt'oggi la necessità di esorcizzare la loro paura delle donne dominanti e competitive, utilizzando lo spauracchio delle lesbiche (spesso mascoline) che disturbano il giusto ordine delle cose... E che, non a caso, spesso sono dipinte anche come assassine, squilibrate e/o poco di buono...

Lesbiche che per ovvi motivi, nella maggior parte dei casi (statisticamente parlando), finiscono per fare una tranquillizzante brutta fine, per non averla vinta o per rinunciare al loro sogno d'amore e alla loro felicità (o magari per "mettere la testa a posto" e trovarsi un uomo)... Il tutto per rasserenare (o illudere, scegliete voi) i lettori maschi a proposito del fatto che l'ordine naturale delle cose - presto o tardi - viene sempre ripristinato... E che quindi possono continuare a vivere sereni nei pregiudizi di cui si sono circondati, invece di rimetterli in discussione.

E la cosa triste è che - tendenzialmente - nei fumetti italiani questo succede anche ai personaggi lesbici che - in teoria - dovrebbero avere un ruolo positivo... E che con una certa regolarità si vedono costretti a ridimensionare la loro aspirazione ad una vita serena e a relazioni appaganti, vissute alla luce del sole. Tra l'altro lo stesso mese in cui in Italia usciva il secondo numero di Mercurio Loi  negli USA iniziavano a circolare le preview della nuova serie a fumetti che prosegue le vicende animate di The Legend of Korra... Che, vi ricordo, è una serie animata PER RAGAZZI... In cui la protagonista, finalmente, presenta ufficialmente ai suoi cari la sua compagna di avventure Asami come la sua ragazza...

Quando è stata l'ultima volta che in un fumetto popolare italiano si è vista una scena del genere? Mhhh... Forse nei fumetti popolari italiani queste scene, per quanto scontate, banali e soft, ancora non compaiono perchè potrebbero avere un effetto molto più destabilizzante rispetto ad una lesbica mascolina assassina che si porta a letto una madre di famiglia, per poi essere freddata dalle forze dell'ordine?

Chissà...

Ovviamente si può sempre vedere la bottiglia mezza piena, ma per come la vedo io nella storia del secondo numero di Mercurio Loi non si vede un inno all'emancipazione e alla libertà, ma la reiterazione più o meno consapevole di uno stereotipo molto classico ad uso e consumo di un certo tipo di pubblico (sempre meno maggioritario, secondo me), che ha ancora bisogno anche di un certo tipo di rassicurazioni per continuare a seguire i prodotti di una determinata casa editrice piuttosto che un'altra.

E questo mi porta ad una riflessione di più ampio respiro.

Nel maggio del 2016 la Camera dei Deputati aveva istituito la commissione Jo Cox per analizzare il problema  dell'intolleranza, della xenofobia, del razzismo e dei fenomeni di odio in generale nel nostro paese. I risultati dell'indagine sono stati presentati qualche settimana fa e potete scaricare l'infografica completa CLICCANDO QUI.

Il panorama che ne emerge non è esattamente lusinghiero, diciamo. Per quel che riguarda la condizione omosessuale 1/4 degli italiani pensa ancora che sia una malattia, il 43% pensa che i gay siano effemminati e il 38% che le lesbiche siano mascoline. Il 20% non vorrebbe avere un amico o un vicino di casa omosessuale e il 41% non vorrebbe medici e insegnanti gay.

Il che spiega, almeno in parte, perchè il 40% della comunità LGBTI italiana ha subito discriminazioni e perchè il 14% viene discriminato dai vicini.
E spiega anche perchè l'Italia viene percepita come il paese più omofobo dell'Unione Europea dalla stessa comunità LGBTI italiana.

In ogni caso non è che le altre minoranze, o le donne, nel nostro paese se la passino tanto meglio a livello di pregiudizi e discriminazioni. Tant'è che - come riporta questa indagine -  l'Italia ha anche il primato MONDIALE in fatto di IGNORANZA nei confronti dei fenomeni migratori, con tutto quel che ne consegue in fatto di razzismo e xenofobia... E di pregiudizi e paure verso le religioni diverse da quella cattolica. Se avete un po' di tempo vi consiglio di studiarvi per bene il dossier nel suo insieme, giusto per farvi un'idea più precisa del contesto in cui ci muoviamo.

Ad ogni modo ho citato i risultati della commissione Jo Cox in questo post perchè, secondo me, dimostrano due cose molto interessanti: la prima è che in Italia i numeri della discriminazione e dei pregiudizi verso la comunità LGBT sono ancora paurosamente alti, soprattutto se si pensa che siamo un paese occidentale, e la seconda è che comunque la maggioranza degli italiani - oggi - tende a NON discriminare più e a NON avere più pregiudizi verso la suddetta comunità. Probabilmente se i lavori della commissione fossero stati portati avanti una ventina di anni fa i risultati sarebbero stati diversi, e molto peggiori dal punto di vista LGBT.

Di conseguenza è abbastanza evidente che certe strategie narrative che tengono ancora banco nel fumetto popolare italiano, e un certo modo di rappresentare le minoranze, possono anche risultare accattivanti per i lettori che vogliono crogiolarsi nei luoghi comuni senza rimettere in discussione il loro modo di vedere le cose, e per gli editori che non vogliono ammettere che le cose cambiano, ma forse chi vuole fare davvero editoria a fumetti "popolare" dovrebbe cominciare a pensare che la maggior parte della popolazione italiana inizia a NON appartenere più a questa categoria di persone. In particolare per quel che riguarda la percezione delle persone omosessuali.

Poi, ovviamente, una casa editrice italiana è liberissima di strizzare l'occhio a quel 25% di italiani che  pensano ancora che l'omosessualità sia una malattia, che le lesbiche sono solo mascoline, i gay solo effemminati e via dicendo, se lo ritiene opportuno, ma a parte il fatto che non è detto che quella percentuale di italiani sia interessata a leggere fumetti (o legga in generale, visti i pregiudizi che ha), probabilmente da qui a qualche anno diminuirà ancora, e quindi continuare a prenderla come riferimento potrebbe rivelarsi un pessimo investimento... Anche perchè sicuramente queste strategie non favoriscono il (sempre più agognato) ricambio generazionale.

E il discorso non vale solo per quel che riguarda la rappresentazione dell'omosessualità, anche perchè - come ho sempre detto - si tratta giusto della punta dell'iceberg.

Morale della favola: ognuno può avere la propria opinione, ma finchè non vedrò un fumetto popolare italiano che finalmente metterà al centro un personaggio lesbico positivo che vive in maniera davvero compiuta, visibile e serena la sua dimensione sessuale e affettiva, senza che gli capiti qualche disgrazia per questo, senza che sia presentata come una predatrice di donne etero impegnate, senza che abbia momenti di incertezza davanti a un bell'uomo e senza che il suo orientamento rimanga un'allusione sullo sfondo, io rimarrò della mia (^__^).

Per inciso: se un domani uscisse uno speciale tutto dedicato a Mirva (la sorella di Ian, il protagonista di DRAGONERO) che affrontasse in maniera diretta e moderna il fatto che è lesbica io sarei il primo a complimentarmi e a ricredermi...

Sempre che uscisse, ovviamente...

Alla prossima.