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martedì 12 dicembre 2017

POSIZIONI NEL MONDO

Ciao a tutti, come va?

A volte può capitare che il PC che usi per lavorare inizi a fare le bizze, senza che tu ne capisca bene la ragione, e che per una singolare coincidenza anche il portatile che usi per le emergenze smetta di funzionare. E così fra accertamenti, tentativi di risistemare tutto, di capire cosa fare e di salvare il salvabile prima che sia troppo tardi, possono passare delle settimane. Poi può capitare che dopo che avevi pensato di avere sistemato le cose scopri che i problemi non erano quelli che pensavi e ti ritrovi da punto accapo. E alla fine cominci a ricordare con un po' di nostaglia i bei vecchi tempi in cui non sapevi il significato di parole come "formattazione", "ripristino", "backup" e via discorrendo...  E di quando non dovevi mobilitare una squadra di esperti per capire a chi votarti per sistemare (ipoteticamente, e incrociando le dita) le cose...

Di buono c'è che qui di gente ne continua a passare anche quando non aggiorno per qualche settimana... E questo mi fa pensare che effettivamente questo blog ha un suo senso di esistere anche in un'epoca in cui su internet le forme di comunicazione si rinnovano radicalmente nel giro di pochissimo tempo.

Comunque, per non smentire la mia nomea e per riguadagnare un po' di lettori persi per strada, oggi riprendo gli aggiornamenti traendo spunto da qualcosa di cui non mi pare che si sia parlato granchè... Ovvero dall'ufficializzazione dell'accordo fra l'Accademmia di Francia e la Cité internationale de la bande dessinée et de l’image d’Angoulême. La prima è un'importante istituzione francese, con sede a  Villa Medici a Roma, fondata nel 1666 per dare modo agli artisti francesi di studiare l'arte italiana e di documentarsi "in loco", e la seconda è l'associazione che gestisce le attività culturali relative al fumetto presso la città che ospita la più importante manifestazione fumettistica dell'area francofona.

Parliamo di bliblioteche specializzate, del museo del fumetto, di un centro di documentazione e molto altro ancora, ma non del Festival di Angoulême (organizzato dalla società 9EME ART), che vi ricordo arriverà puntuale il prossimo gennaio... Ospitando anche una bella mostra dedicata a Jacques Martin, il noto creatore dell'icona cripto gay Alix (se non sapete chi è CLICCATE QUI)...


E il fatto che le avventure di Alix siano ambientate soprattutto nella Roma di Giulio Cesare dimostra, tanto per cambiare, quanto i francesi tengano in considerazione la storia e la cultura italiana... E il perchè dell'accordo di cui sto parlando: infatti l'Accademmia di Francia ora ha aperto le sue porte anche agli autori di fumetti francesi, che così vengono considerati artisti a tutti gli effetti. E comunque, per la cronaca, l'ultimo volume delle avventure di Asterix è interamente ambientato in Italia ed è in testa alle classifiche di vendita (di libri in generale, e non solo di fumetti) da quando è uscito un paio di mesi fa. Ad ogni modo penso che sia interessante notare come - per i francesi - i fumetti a sfondo italiano, e in particolare quelli ambientati nell'antica Roma, continuino ad essere apprezzati anche quando le tematiche gay sono più esplicite rispetto ai tempi in cui venne ideato Alix. Proprio lo scorso mese la classifica francese dei libri più venduti (e - ripeto - parlo di libri in generale, e non solo di libri a fumetti) metteva al sedicesimo posto il decimo tomo della serie MURENA, ambientata nella Roma di Nerone.. Una serie in cui l'omosessualità di alcuni personaggi si palesava (come nei precedenti volumi) senza particolari problemi...

Così come non ci sono stati particolari problemi a rappresentare sullo sfondo festini di vario tipo in giardini abbelliti da statue molto caratteristiche... Anche perchè le cose era così che andavano in quel periodo, e se c'è una cosa su cui i francesi non transigono è la documentazione relativa ai periodi storici in cui vengono ambientati i fumetti che leggono...


Quindi diciamo pure che l'apertura dell'Accademmia di Francia al mondo del fumetto potrebbe avere dei risvolti interessanti anche in questo senso... Anche se a ben vedere c'è un numero crescente di disegnatori italiani e residenti in Italia che collaborano con la Francia per storie ambientate nel loro paese, e forse anche questo non è proprio un caso. Murena, ad esempio, al momento è portata avanti da Theo Caneschi (che si era già fatto notare anche per la sua abilità nel raffigurare gli amplessi omosessuali della serie "Le Pape Terrible") per i disegni e da Lorenzo Pieri ai colori. E non si tratta di casi isolati.

In ogni caso penso che sia interessante notare che l'Accademmia di Francia metterà a disposizione i suoi spazi ANCHE per progettare e realizzare fumetti come questi... Anche perchè, dati di vendita alla mano (CLICCATE QUI), è evidente che il pubblico e la critica li apprezzano per quello che sono.

Inutile dire che, mentre in Francia sanno come valorizzare ambientazioni di questo tipo, le produzioni italiane continuano a risentire di una zavorra pluridecennale... Tant'è che l'ultima serie italiana ambientata a Roma - Mercurio Loi della Bonelli - oltre a scegliere un periodo storico non proprio popolare ha finito per trattare tematiche potenzialmente intriganti, come l'omosessualità appunto, in maniera a dir poco superata (ne ho parlato QUI). E a quanto pare di Mercurio Loi non viene annunciata alcuna nuova uscita sulle anteprime del mese di gennaio diffuse dall'editore. Se si tratta di una repentina chiusura, di una pausa o di un cambio di periodicità non ci è dato saperlo, perchè annunci ufficiali ancora non se ne sono visti... Però, non so perchè, qualcosa mi dice che se Mercurio Loi uscisse in libreria anche in Francia non arriverebbe nei primi posti in classifica...

Sia come sia, a livello di edizioni straniere, penso che sia interessante notare quello che sta succedendo negli USA in fatto di romanzi grafici italiani. Nel senso che, se da una parte c'è la piccola casa editrice Epicenter Comics che è praticamente nata per pubblicare in inglese (e per passione) i fumetti Bonelli (senza grande successo, per la verità), dall'altra diciamo pure che il mercato USA è sempre stato abbastanza impermeabile nei confronti degli autori e dei personaggi italiani, in particolare per quel che riguarda le nuove proposte italiane e il coinvolgimento delle case editrici americane che effettivamente vogliono puntare ad un piano editoriale competitivo. Però di recente qualcosa, forse, sta cambiando.

La Lion Forge (CLICCATE QUI) è una casa editrice relativamente giovane, ma molto agguerrita: ha la sua linea di supereroi, diversi progetti relativi a fumetti su licenza (da Voltron ai Care Bears) e varie linee di fumetti divise per fasce d'età. E di recente ha deciso di introdurre nel mercato americano qualche titolo italiano di particolare interesse... E penso che sia molto indicativo che, assieme a nomi del calibro di Zero Calcare e Federico Bertolucci, fra tanti titoli e autori disponibili abbia scelto di puntare proprio sull'ultimo romanzo grafico a tematica gay realizzato dalla brava Flavia Biondi...

E a quanto pare non sta andando neanche male, sia dal punto di vista del pubblico che da quello della critica, tant'è che Newsrama (che non è proprio un sito di sprovveduti, diciamo) gli ha dato un punteggio di 10/10 (CLICCATE QUI se non ci credete). Morale della favola: forse il problema del fumetto italiano non è tanto legato ai talenti e agli spunti interessanti, quanto alla gestione dei suddetti e alla capacità di selezionare a monte a chi dare carta bianca... Magari valorizzando certe idee e certi autori piuttosto che altri.

Fra parentesi, visto che siamo in tema di vendite e classifiche internazionali, da poco è stato reso noto l'elenco dei manga più venduti in Giappone (in edizione volumetto, ovviamente):

1 One Piece, di Eiichiro Oda (11,495,532 copie) 

2 Attack on Titan (L’attacco dei giganti), di Hajime Isayama (6,622,781 copie) 

3 Kingdom, di Yasuhisa Hara (6,184,214 copie) 

4 My Hero Academia, di Kōhei Horikoshi (5,852,310 copie) 

5 Tokyo Ghoul:re, di Sui Ishida (5,303,514 copie) 

6 Haikyu!!, di Haruichi Furudate (5,067,939 copie) 

7 The Seven Deadly Sins, di Nakaba Suzuki (3,592,571 copie) 

8 One-Punch Man, di One e Yuusuke Murata (3,223,151 copie) 

9 Food Wars: Shokugeki no Sōma, di Yūto Tsukuda, Shun Saeki e Yuki Morisaki (2,792,441 copie)

10 Magi, di Shinobu Ohtaka (2,713,074 copie)

E penso sia abbastanza interessante notare che, nella classifica dei dieci singoli volumetti più venduti, nove posizioni su dieci siano detenute da tre sole serie:

1 One Piece vol. 84, di Eiichiro Oda (2,730,184 copie) 

2 One Piece vol. 85, di Eiichiro Oda (2,688,847 copie) 

3 One Piece vol. 86, di Eiichiro Oda (2,496,033 copie) 

4 One Piece vol. 87, di Eiichiro Oda (2,040,375 copie) 

5 Attack on Titan (L’attacco dei giganti) vol. 21, di Hajime Isayama (1,701,237 copie) 

6 Attack on Titan (L’attacco dei giganti) vol. 22, di Hajime Isayama (1,649,614 copie) 

7 Attack on Titan (L’attacco dei giganti) vol. 23, di Hajime Isayama (1,469,864 copie) 

8 Hunter × Hunter vol. 34, di Yoshihiro Togashi (di 1,258,337 copie) 

9 Tokyo Ghoul:re vol. 9, di Sui Ishida (di 961,396 copie) 

10 Tokyo Ghoul:re vol. 10, di Sui Ishida (920,372 copie) 

Non sarà che, anche se i fumetti devono competere con un numero crescente di alternative in fatto di tempo libero, laddove centrano davvero le esigenze e i gusti del pubblico - ancor più se composto da giovani e giovanissimi - possono ancora avere un grande successo?

Chissà...

Alla prossima.

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