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giovedì 29 settembre 2011

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Ormai manca meno di un mese alla partenza dell'edizione 2011 di Lucca Comics & Games, che - per quei pochi che ancora non lo sapessero - è la più grande fiera del fumetto italiana. In ogni caso, grande e grossa com'è, anche quest'anno non mi è ancora giunta voce di spazi ufficialmente riservati a conferenze e/o presentazioni a tematica LGBT. A meno che qualche editore birbone non le stia organizzando a mia insaputa e senza prendersi la briga di avvisare il sottoscritto. Il che, visti i precedenti, è anche possibile. Sia come sia, sul sito della manifestazione c'è un form da compilare (BASTA CLICCARE QUI) per proporre eventi, e magari qualche ritardatario potrebbe ancora fare in tempo a ritagliarsi qualche spazietto... Forse. Un vero peccato che comunque simili manifestazioni siano lontane anni luce dalle prospettive delle associazioni gay italiane, che sottovalutano ampiamente la possibilità di promuovere la causa gay attraverso i fumetti, in una manifestazione che attira centinaia di migliaia di persone che esondano (letteralmente) dai capannoni della fiera.
Può essere interessante notare che in altri paesi la tendenza dell'associazionismo gay è proprio quello di coinvolgere sempre più spesso anche gli appassionati dei fumetti e del fantastico POP in generale con tutti i suoi derivati, quelli che ultimamente vengono definiti GEEKS (un sottogenere di più famosi NERDS, che sono considerati intellettuali a tutto tondo). Un po' perchè i GEEKS gay non sono pochi, e un po' perchè in questo ambito il numero di persone potenzialmente aperte di mente è notevole. E infatti negli USA stanno pian piano aumentando le associazioni gay che raccolgono principalmente il mondo geek, e che hanno una serie di obbiettivi ben chiari. L'associazione GEEKSOUT di New York, ad esempio, adesso sta cercando di raccogliere fondi per potersi permettere uno stand alla fiera del fumetto di New York... E lo fa proponendo almeno un evento al mese. L'ultimo, quello di settembre, è stato un quiz a squadre, dove il pubblico geek doveva rispondere a quesiti geek... Tipo la data della fine del mondo secondo i film di TERMINATOR, per intederci...
Ovviamente chi si presentava con un look a tema era il benvenuto, tant'è che anche il DJ della serata indossava una bella tutina da supereroe in spandex...
Magari ora ribadirò una cosa ovvia, ma una cosa del genere in Italia la vedo molto improbabile... Anzi, diciamo pure fuori dal mondo. Nel senso che comunque gli omosessuali italiani tendono a vivere la dimensione del divertimento (ma probabilmente tutto quello che ha a che fare con la loro condizione) in maniera molto passiva... E non lo dico per fare una battuta. Quello che voglio dire è che la tendenza generale è quella di accettare ciò che passa il convento, o al limite quello che - presumibilmente - va di moda. Quasi come se si vivesse nel costante terrore di fare brutta figura o di non essere giudicati abbastanza trendy. Il che, suppongo, rispecchia una certa insicurezza del gay medio italiano, ma anche una buona dose di superficialità da parte di chi amministra gli ambiti ricreativi della comunità gay dalle nostre parti. Proprio per questo le associazioni dovrebbero occupare un ruolo centrale nell'emancipazione e nel rinnovamento della mentalità di gay e lesbiche... Ma purtroppo da noi non è così che succede, e i risultati si vedono.
La cosa davvero ironica, comunque, è che la cultura gay geek preme per entrare anche nel nostro paese, e in parte riesce persino ad influenzare le associazioni gay a livello inconscio. Ad esempio: nella provincia di Barletta-Trani si sta costituendo un circolo arcigay, e i suoi fondatori hanno deciso di chiamarlo BAT (dalle inziiali della provincia, suppongo) e di utilizzare come simbolo l'inconfondibile pipistrello di Batman in versione arcobaleno.
Sperando che la DC Comics non faccia storie (ma non credo, visto che negli USA l'Italia viene percepito come un paese remoto e pressochè irrilevante), non posso fare a meno di prendere atto che - anche se l'universo geek viene ufficialmente snobbato dal mondo gay italiano - si intravedono comunque dei piccoli spiragli... Anche perchè se il mondo gay snobba il mondo dei geeks, e anche vero che i gay geeks stanno aumentando e iniziano ad alzare un po' la testa nell'ambito propriamente geek. Ad esempio: lo storico mensile di critica fumettistica FUMO DI CHINA ha iniziato a collaborare stabilmente con Massimo Basili (già noto per le sue recensioni fumettistiche sul mensile gay PRIDE), e proprio sul numero di settembre in copertina è stata segnalata la sua intervista al fumettista gay Howard Cruse... É la prima volta nella lunga storia di questa rivista che viene intervistato un autore gay dichiarato di questo livello...
Staremo a vedere se adesso, considerando che il mensile ha una gestione un po' più laica rispetto al passato, gli spazi dedicati al fumetto a tematica gay saranno davvero confermati nel lungo periodo... Certo sarebbe una piccola quanto significativa conquista, che potrebbe preludere a qualche altro passo avanti. D'altra parte anche il mensile CARTONI, che ora è diventato SPLIT, ha fra i suoi collaboratori un altro gay geek: quel Nino Giordano che ha fondato la RENBOOKS (la prima casa editrice italiana specializzata in fumetti LGBT). Speriamo in bene... Anche perchè di passi avanti ce n'è proprio un gran bisogno. In ogni caso, giusto per dare a Cesare quel che è di Cesare, bisogna prendere atto di quello che succede laddove di passi avanti se ne sono fatti di più. Ad esempio: proprio in questi giorni, a Parigi, è partita una nuova mostra dedicata a Gengoroh Tagame...
Per l'occasione il maestro Tagame passerà da Parigi dal primo al 5 ottobre... Al che, in effetti, mi verrebbe spontaneo osservare che - se ci fosse stata una presenza gay ben strutturata a Lucca - gli si sarebbe potuto proporre di partire uno o due giorni prima e di fare una breve deviazione in Italia, e magari di organizzare una conferenza o un incontro coi fans (anche perchè giusto a Lucca dovrebbe arrivare la versione italiana di VIRTUS, pubblicato proprio da RENBOOKS). Peccato. Comunque, giusto per stare in tema di grandi nomi, se in Italia le mostre di arte omoerotica latitano paurosamente, Tom of Finland ne avrà un'altra (l'ennesima) negli USA. Questa volta sarà allestita dal 7 novembre presso la Galleria di Arte Omoerotica Antebellum di Hollywood, ma mi piacerebbe segnalarvi che il 17 e 18 settembre Tom Of Finland è stato fra i protagonisti di una due giorni di arte omoerotica che ha animato il PISTONS, un noto locale gay di Long Beach... Perchè evidentemente in California i locali gay propongono anche iniziative non finalizzate all'accoppiamento...
E anche questo potrebbe essere uno spunto interessante per chi gestisce i locali gay italiani, che a quanto mi risulta non sono soliti proporre iniziative artistiche, men che mai di questo livello. I motivi sono tanti e per analizzarli rischierei di diventare noioso, quindi magari rimando la discussione ad un prossimo post. Quello che volevo sottolineare è che, effettivamente, finchè si ragiona per compartimenti stagni e non si guarda a quello che succede nel resto del mondo, magari prendendo coscienza dei propri limiti e cercando di superarli, le cose tenderanno a non cambiare... E questo non vale solo per i fumetti gay.
Ciao e alla prossima.

martedì 27 settembre 2011

ITALIA NOSTRA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Tanto per cambiare la scorsa settimana ho avuto qualche problemino tecnico e ho saltato un paio di post, ma per fortuna ora ho risolto e sono pronto a tornare a scrivere. In effetti oggi un luttuoso annuncio mi dà lo spunto per fare il punto su di una situazione che nel nostro paese è molto comune, anche se è tutt'altro che sana... Infatti ieri mattina si è spento Sergio Bonelli, lo storico editore del fumetto popolare italiano, che guidava l'omonima casa editrice dal 1957 (e per la quale realizzava sceneggiature e creava personaggi sotto lo pseudonimo di Guido Nolitta).
Avevo avuto a che fare personalmente con lui quando venne organizzata una mostra su Dylan Dog nella mia città, nei primi anni '90, e mi sembrava una persona estremamente per bene e un vero galantuomo. Ricordo che quando dovevo passare per uno stretto corridoio, e lui era di fronte a me, si fece da parte con un'umiltà quasi imbarazzante, dicendo qualcosa del tipo: "Ci mancherebbe! La nostra forza siete voi"... Un signore, insomma. Dispiace molto che personaggi così lascino questa terra, anche perchè quelli con una simile caratura sono sempre meno. Riposi in pace. Detto questo, nonostante la mia massima stima, non ho potuto fare a meno di notare che - ora che non c'è più - si è venuta a creare la tipica situazione "all'italiana". A cosa mi riferisco? La Sergio Bonelli Editore è sempre stata una casa editrice a conduzione familiare, nel senso che è stata un feudo della famiglia Bonelli fin da quando il padre di Sergio, Gianluigi Bonelli, fondò la casa editrice l'Audace nel 1940. Poi passò la palla alla moglie, Tea (foto sotto), che rilevò la direzione della casa editrice (ribattezzandola CEPIM) nel 1946 e inventò - per TEX - il formato che poi sarebbe stato chiamato proprio "bonelliano". Quindi subentrò Sergio, che diede il suo nome alla casa editrice e la porto a diventare l'importante realtà editoriale che conosciamo oggi. Dal 1957 al giorno della sua morte Sergio Bonelli è stato il proprietario e direttore generale della casa editrice, gestendola con passione e con una buona dose di caparbietà, ma senza ipotizzare un futuro che andasse oltre alla sua dipartita, tantè che non ha mai preparato un vero piano di emergenza. Anzi: nel 2007, quando il direttore editoriale Decio Canzio (che ricopriva quel ruolo dagli anni '80) passò la mano, Sergio Bonelli - invece di lasciare spazio ai giovani - si appropriò ufficialmente di quel titolo, che ha tenuto ben stretto fino alla fine. La morte di Sergio Bonelli è giunta in maniera inaspettata, ma aveva pur sempre 78 anni e forse avrebbe dovuto iniziare a mettere le mani avanti, invece di assumersi sempre nuove responsabilità. Soprattutto considerando che aveva un figlio, Davide (foto sotto), che non si è mai definito un appassionato dei fumetti di famiglia (in Bonelli si occupava di marketing)...
Però siamo in Italia, e probabilmente tutti davano per scontato che alla fine Davide Bonelli avrebbe dovuto rilevare la casa editrice di famiglia. E infatti, tecnicamente, senza un piano B ora la proprietà della casa editrice è di fatto un'eredità, e quindi le cose sono andate proprio così. Cosa succederà ora? Sergio Bonelli voleva avere l'ultima parola su tutto, e questo spiega perchè negli albi Bonelli le tematiche omosessuali (che per la sua generazione erano improponibili) erano ampiamente censurate - salvo rari casi - già a livello di sceneggiatura. La sua casa editrice si muoveva seguendo un sistema piramidale che ora rimane decapitato, e lo scenario futuro è molto incerto sotto vari punti di vista. Siccome siamo in Italia, come dicevo, tanti sperano in un Davide Bonelli capace di riscattare la sua fama, ma si vocifera già di una cordata di autori Bonelli che potrebbe rilevare la casa editrice. La Bonelli diventerà una specie di cooperativa? Difficile da ipotizzare, anche perchè non è detto che un bravo autore sia anche un bravo editore. Tempo fa si parlava anche di qualche grande editore o gruppo editoriale che potesse rilevare il tutto, ma questa probabilmente sarebbe l'ipotesi peggiore di tutte: se un gruppo editoriale non sa come muoversi nel mondo dei fumetti, ma decide comunque di pubblicarli per battere cassa, i risultati possono essere pessimi. Forse Sergio Bonelli avrebbe dovuto ristrutturare la sua casa editrice finchè era ancora in tempo? Probabile. La MARVEL è nata ufficialmente negli anni 60', e anche se è stata praticamente creata da Stan Lee (foto sotto) ha avuto una dozzina di direttori editoriali diversi dopo di lui... Se adesso Stan Lee (che di anni ne ha ben 89!) dovesse passare a miglior vita non ci sarebbero crisi di panico per nessuno. Inoltre la successione di vari direttori editoriali (nessuno dei quali è mai stato un over cinquanta) ha permesso alla MARVEL di rinnovarsi costantemente, e di arrivare - per esempio - ad avere una discreta quantità di personaggi omosessuali positivi, moderni ed emancipati. Purtroppo, nonostante la sua grande caratura, nemmeno Sergio Bonelli è riuscito ad emanciparsi da quel diabolico meccanismo psicologico, tutto italiano, per cui è meglio non lasciare il posto ai giovani e per cui i legami di famiglia hanno la precedenza su tutto, anche sul buonsenso. D'altra parte questo avviene nel mondo dell'editoria come in quello della politica, dell'imprenditoria, della cultura, ecc... E infatti quando le persone non fanno carriera con le loro qualità, ma con il proprio cognome, i risultati si vedono. Intendiamoci: non è sempre così e qualche volta è vero che il buon sangue non mente. Nel 1972 il signor Piero Dami fondò una casa editrice per l'infanzia che porta il suo nome, e oggi sua figlia Elisabetta Dami (foto sotto) è diventata famosa in tutto il mondo per i suoi libri di Geronimo Stilton... Quei libri, peraltro, NON sono mai stati pubblicati dalla casa editrice di famiglia, a riprova del fatto che il suo successo se l'è guadagnato. Però, purtroppo, il suo caso è un po' l'eccezione che conferma la regola. Morale della favola: Sergio Bonelli se ne va e, a prescindere dai suoi tanti meriti, lascia una situazione difficile da gestire... E soprattutto si lascia alle spalle 54 anni alla guida di una casa editrice che - purtroppo - è stata un suo inevitabile riflesso ed ha finito per ingessare il fumetto popolare italiano in generale, contenendone molto il potenziale e vincolando generazioni e generazioni di autori ai suoi modelli... E forse anche alla sua idea di omosessualità, che evidentemente era un po' retrò... Dato che ha impedito che si parlasse esplicitamente di coppie gay in GREYSTORM, ma non ha posto il veto alla killer lesbica psicopatica di JULIA. Allo stesso modo Legs Weaver ha potuto vivere la sua omosessualità in maniera frizzante finchè si fermava alle allusioni, ma quando si è dichiarata ha finito per vivere un rapporto tormentato e cupo. Lo stesso Sigrido, personaggio di contorno della serie GEA, ha potuto vivere da gay dichiarato nella misura in cui la sua omosessualità non è mai stata rappresentata in maniera troppo diretta...
E questi sono solo esempi relativamente recenti... Intendiamoci: questa non è un critica, ma una semplice constatazione. Ovviamente al momento non è possibile fare ipotesi sulla Bonelli del futuro, meno che mai dal punto di vista LGBT... Però sarà interessante verificare se questo lutto segnerà un rinnovamento della casa editrice o un ulteriore consolidamento delle sue posizioni e del suo classico approccio al fumetto popolare, che tende a non considerare i temi LGBT. Tuttavia se prima o poi Tex si imbattesse in un cowboy gay (che magari ci prova con lui), o se Legs Weaver avesse un figlio con la sua compagna, non sarebbe affatto male... Anche se effettivamente - vista anche la congiunzione socio culturale italiana - lo vedo ancora molto improbabile... Con o senza Sergio Bonelli.
Voi cosa ne pensate?
Alla prossima.

sabato 24 settembre 2011

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Il cantante gay dichiarato di oggi arriva da Cleveland (Ohio) si chiama Soneboy (era il soprannome che usava la sua amata nonna), oggi ha 27 anni e oltre che alla musica si dedica ai musical, alle performances teatrali e al balletto.
In effetti sembra che per lui l'espressione corporea sia essenziale, e lo ha scoperto fin da piccolissimo, quando ha iniziato a fare ginnastica artistica. Anche se si dedica prevalentemente al teatro continua imperterrito la sua carriera musicale e anche quest'anno non ha mancato di animare il Gay Pride di Cleveland. La sua musica si ispira ai grandi artisti pop e rock degli anni '80/'90, ma anche ai cantanti che ha imparato ad apprezzare grazie ai suoi genitori e che risalgono a qualche decennio prima. Il brano che vi faccio ascoltare oggi, in effetti, è una buona prova del suo stile eclettico...

Non male, vero? Ovviamente, anche se si dedica alla musica da sei anni in Italia nessuno se l'è mai filato.. Ma tant'è...
Alla prossima.

martedì 20 settembre 2011

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Si dice che la vendetta è un piatto che si gusta freddo e che ha un sapore dolce. Io non sono vendicativo, ma ci sono delle occasioni in cui mi rendo conto che queste definizioni rendono bene l'idea. Da che parte comincio? Vediamo... Probabilmente anche voi conoscete, almeno per sentito dire, la soap opera The Bold and the Beautiful, famosissima anche in Italia come BEAUTIFUL. Per quei pochi che non si fossero mai imbattuti in uno dei suoi logorroici episodi, trasmessi anche in Italia da oltre vent'anni, mi limito a dire che è ambientato nel mondo della moda e che uno dei tormentoni del serial è la relazione fra Ridge Forrester e Brooke Logan (che vedete nella foto sotto, da sempre interpretati da Ronn Moss e Katherine Kelly Lang).
Tuttavia anche se il personaggio di Brooke si è sposato ben nove volte, ha celebrato solo sei matrimoni con l'amatissimo Ridge... Infatti i personaggi di questo serial, nonostante abbiano ormai una certa età, hanno la stessa maturità di un adolescente in piena tempesta ormonale. Sia come sia questa serie cult mi ha sempre urtato per un paio di motivi: il primo è che - pur essendo ambientata nel mondo della moda - non ha mai presentato nemmeno un personaggio gay, il secondo è che - pur provando tutte le combinazioni possibili e immaginabili - i vari protagonisti non hanno mai neppure valutato l'ipotesi di un flirt omosessuale. Più che una soap opera un serial di fantascienza, insomma. Comunque, nel serial, Brooke ha avuto anche un figlio da suo suocero, che quando era appena nato era stato interpretato dal vero figlio dell'attrice: Jeremy Skott Snider, che è nato nel 1990 e che quindi adesso ha ventun anni... Lo vedete con la mamma nella foto sotto...
Ne parlo qui perchè, con mia sadica soddisfazione, posso annunciarvi che Jeremy Skott Snider ha appena iniziato una brillante carriera di... Gay porn performer! Esatto: porno attore gay! Alla faccia di BEAUTIFUL e della sua totale mancanza di gay. Per ora il buon Jeremy ha girato solo un paio di video per seancody.com col nome d'arte di Nick (che suona tanto simile a Rick, il nome del figlio di Brooke...), ma c'è da scommettere che questo sarà solo l'inizio... Anche perchè si difende abbastanza bene (soprattutto se vi piacciono le sopracciglia da vulcaniano)...
Sicuramente in Italia ne parleranno pochissimo di questa cosa (se mai ne parleranno), soprattutto per non infangare il buon nome della soap opera e la sua sana promozione del sesso etero in tutte le combinazioni possibili e immaginabili... Ma anche per non scoperchiare il vaso di pandora del porno gay, che in Italia è ancora un tabù... Tuttavia questa resta una soddisfazione impagabile per tutti quei gay che negli ultimi vent'anni sono stati assillati da mamme BEAUTIFUL-dipendenti (e magari un po' omofobe)... Che adesso si ritrovano con il figlio di Brooke/Katherine che sembra divertirsi sul serio a girare video porno gay e a farsi scattare foto sexy...Ovviamente adesso tutti si chiedono come la prenderà Brooke/Katherine: rinnegherà il figlio? Diventerà un'attivista per i diritti gay? Sarà un paladina del sesso libero o si schiererà dalla parte dei bigotti? Chiederà alla produzione di BEAUTIFUL di inserire certi temi? E che farà la produzione ora che la fama etero del serial è stata intaccata? Farà morire Brooke per poter licenziare Katherine? E soprattutto: che voto possiamo dare al culetto di Jeremy?
Insomma: a quanto pare è proprio vero che a volte la realtà supera la fiction, e in effetti ce ne sarebbe abbastanza per fare un film tv. Staremo a vedere. In ogni caso complimenti a Jeremy per il coraggio: non so quanti rampolli di divi televisivi avrebbero fatto altrettanto. In bocca al lupo e speriamo in bene. In ogni caso dagli USA arriva un'altra notizia interessante. Infatti sembra proprio che alla DC Comics si siano decisi a lanciare un nuovo supereroe gay. Si tratterà, una volta tanto, di un adolescente, e infatti farà parte della nuova incarnazione del gruppo dei TEEN TITANS...
Il suo debutto è fissato per il numero 3 della nuova serie, che uscirà a novembre. Lui si chiama Miguel Jose Barragan (lo vedete in borghese nell'immagine sinistra), è messicano e può proiettare campi di energia (color rosa...) sotto forma di mattoni, armature che indossa e via dicendo. Per questo il suo nome da battaglia è Bunker. Per la cronaca: il rosa sembra proprio un colore che gli piace molto, infatti anche il suo costume e il suo guardaroba civile tendono a questa tinta.
In realtà tutto questo tripudio di rosa è dovuto al fatto che lo sceneggiatore della serie, Scott Lobdell (foto sotto), ha voluto creare un personaggio gay esuberante e dichiarato fino alle più appariscenti conseguenze. La sua idea era quella di proporre un personaggio gay che si accettasse completamente, che non facesse nulla per nascondersi e che - anzi - ci tenesse ad esprimere la sua natura nel modo più libero e riconoscibile possibile...
Sicuramente le intenzioni di Scott Lodbell sono buone, però lui non è gay e non mi risulta che sia mai stato capace di entrare più di tanto nella psicologia di un gay. Dico questo perchè, per quanti non lo sapessero, è stato proprio Scott Lodbell a scrivere lo storico numero 106 della serie Alpha Flight (immagine sotto), in cui Northstar faceva il primo coming out supereroistico della storia. L'episodio ebbe una grossa eco e di certo segnò una tappa importante nella legittimazione dell'omosessualità nei fumetti di supereroi, tuttavia la gestione del personaggio da quel momento in poi fu a dir poco deludente. Merito delle pressioni esterne, certo, ma anche dell'approccio di Scott Lodbell (e dei suoi successori) a certi temi, che in effetti rimanevano temi - peraltro molto abbozzati - e non si trasformavano mai in personaggi gay credibili e tridimensionali...
Ora con TEEN TITANS Scott Lodbell potrebbe avere una seconda possibilità (se escludiamo il forse-quasi-coming-out dell'Uomo Ghiaccio quando scriveva gli X-Men), ma visti i presupposti non è detto che la ciambella esca col buco. Sicuramente un altro supereroe gay non fa male e se è un superadolescente è anche meglio, tuttavia l'idea che un adolescente gay dichiarato si senta realizzato indossando il rosa, e magari indugiando in atteggiamenti vistosi, denuncia un approccio un po' superficiale alla questione. Intendiamoci: gay vistosi e che amano il rosa ce ne sono, e hanno tutto il diritto di esserci, tuttavia limitarsi ad identificarli con un colore o un atteggiamento mi sembra un po' pericoloso. Ora bisognerà vedere se Scott Lodbell saprà dimostrare che oltre al rosa c'è di più... Incrociamo le dita (meglio se delle mani e dei piedi). E per stare in tema di supereroi chiudo il post di oggi segnalandovi che due super appassionati degli X-Men hanno appena inaugurato un sito che presenterà un podcast mensile in cui commenteranno gli eventi mutanti del mese precedente dal punto di vista gay... Si tratta di Brian Andersen (di cui vo ho già parlato per i suoi fumetti autoprodotti) e di Jason Brock...
Il loro sito, ovviamente, si chiama X-GAYS, ed è la riprova che ormai le tematiche gay e di interesse gay sono talmente diffuse nei fumetti di supereroi americani che è possibile dedicare degli spazi di discussione ad un solo sotto universo narrativo per volta. Insomma: questi gay americani una ne pensano e cento ne fanno...
Possibile che in Italia si prenda esempio dagli americani per tante cose, ma non per queste?
Suvvia...

sabato 17 settembre 2011

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Mentre in Italia i cantanti gay dichiarati latitano sembra proprio che altrove si moltiplichino come funghi e proseguano una brillante carriera senza problemi. Un po' come il cantautore inglese che vado a presentarvi oggi: Declan Bennet...
Dalle sue parti è abbastanza famoso, anche perchè ha iniziato a lavorare nei musical e a teatro fin da ragazzino, per poi approdare in una boy band di nome Point Break. La sua cariera solista comincia nel 2005, non prima di aver fatto coming out. Adesso prosegue prosegue la sua carriera fra Regno Unito e USA e ha fatto uscire il suo ultimo album giusto lo scorso aprile. Il video che segue arriva proprio da lì, ed è una struggente ballata che ci parla di come portare avanti una relazione può essere complicato se non ci si sente liberi, e di come interromperla - per sentirsi più liberi - lo sia altrettanto...

Un altro video di quelli che nella TV italiana non vedremo neanche col binocolo, insomma...
Alla prossima.

giovedì 15 settembre 2011

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi vorrei iniziare segnalandovi che è stata mostrata la copertina della dodicesima edizione del calendario Dieux Du Stade. Per quei pochi che non lo sapessero si tratta del tradizionale calendario di beneficenza che utilizza come modelli i giocatori della lega rugby francese, che da quelle parti sono considerati come e più che i calciatori da noi. Il bello di questo calendario è che i rugbysti si mostrano senza veli (o quasi) e in pose sensuali, per la gioia di tutti i loro fans...
In realtà questo calendario non è diventato così famoso da subito (soprattutto al di fuori dei confini francesi), un po' perchè internet dodici anni fa non era poi così diffuso, e un po' perchè gli imprescindibili DVD con i dietro le quinte sono usciti solo a partire dall'edizione del 2004. Inoltre bisogna considerare che con gli anni i fotografi che lo hanno gestito si sono spinti sempre un po' più in là, arrivando a realizzare anche dei veri e propri libri di foto omoerotiche utilizzando gli scatti editi e inediti di ogni annata. Ormai le aspettative di un certo tipo sono tante e tali che se, malauguratamente, un fotografo decide di fare foto un po' più soft rispetto all'anno precedente viene aspramente criticato dai fans di questa iniziativa... Come è successo a Francois Rousseau (qui sotto alle prese col suo duro lavoro) l'anno scorso...
Francois Rousseau ha curato anche il calendario 2012, quindi c'è una certa attesa per verificare se il suo stile di manterrà soft o se virerà verso scatti un po' più audaci (nello stile del calendario che realizzò per il 2004 e di alcuni dei suoi libri fotografici più popolari). Il punto a cui volevo arrivare, però, era un altro. Mentre in Francia il pubblico arriva a lamentarsi quando gli scatti del calendario dei rugbysti non sono abbastanza hot, in Italia ormai è da diversi anni che i calendari maschili sexy non vengono presi in considerazione (nonostante una certa popolarità nei primi anni del 2000)... Meno che mai dal mondo dello sport professionale. Poichè certi dettagli riflettono il clima di un paese nel suo insieme, forse questo dimostra proprio che, negli ultimi anni, il nostro paese ha fatto qualche ulteriore passo indietro in fatto di costume e società... E questo si è verificato nonostante i calendari sexy maschili, da Raul Bova (foto sotto) in poi, si siano sempre difesi molto bene in fatto di vendite...
É anche vero che l'Italia ha anche un problema supplementare rispetto ad altre nazioni, e cioè il fatto che i sex symbol maschili scarseggiano, e comunque - in una nazione fortemente maschilista e tendenzialmente omofoba - tendono a non essere valorizzati per una questione di principio. Probabilmente un calendario davvero sexy a base di sportivi, nel nostro paese, non verrebbe nemmeno preso in considerazione per una questione di etica maschilista, e soprattutto per una questione di immagine. Inoltre l'Italia ha un'altra anomalia: da noi buona parte degli sport non sono coperti da sponsor danarosi, e tanti sportivi sono costretti ad entrare nelle forze dell'ordine per poter usufruire di strutture adeguate e per allenarsi come si deve. Quindi, in Italia, avere un calendario sportivo sexy vorrebbe dire avere un calendario sexy di poliziotti, carabinieri e finanzieri... Una cosa che, ovviamente, è improponibile. Negli sport di squadra le cose vanno leggermente meglio, ma la mentalità omofoba nei giochi di squadra italiani si sente ancora di più che in altri contesti sportivi. Così, paradossalmente, nei calendari sexy Dieux du Stade ci sono tantissimi rugbysti italiani che giocano in squadre francesi... Mentre in Italia il massimo che possiamo vedere sono le foto in intimo per le campagne di D&G...
Oltretutto gli sportivi di riferimento per l'Italia, che a torto o a ragione rimangono i calciatori, sono probabilmente la categoria sportiva meno predisposta a mettersi in gioco come sex symbol omoerotico. La cosa curiosa è che in altre nazioni la tendenza sembra andare nella direzione opposta, tant'è che da poco Jonathan De Falco ha debuttato nel mondo del porno gay... Chi è Jonathan De Falco? Fino a qualche mese fa giocava in difesa nel Racing Mechelen, una squadra di calcio belga che ora gioca in serie B, poi un infortunio ha compromesso la sua carriera calcistica e così ha deciso di percorrere l'altra carriera che aveva sempre sognato di percorrere... E cioè quella di porno attore gay.
Quando si dice fare buon viso a cattivo gioco... Sicuramente si tratta di un caso limite, però quello che per un calciatore cresciuto in Belgio è diventato realtà sarebbe del tutto inconcepibile per un calciatore in Italia. E non si tratta di una questione genetica, visto che Jonathan De Falco - che ora si fa chiamare Stany Falcone - è proprio di origine italiana (suo papà è di Napoli), ma proprio di una questione di clima culturale. Evidentemente in certi contesti essere gay, o comunque schierarsi dalla parte dei gay, non è complicato come da noi. Ad esempio: proprio in questi giorni, negli USA, ha destato un certo interesse il caso delle scrittrici Sherwood Smith e Rachel Manija Brown, che vedete nelle foto qui sotto...Si tratta di due scrittrici che operano da diversi anni nell'ambito dei romanzi fantastici per ragazzi, e che avevano deciso di scrivere un romanzo a quattro mani ambientato in un futuro post nucleare. Il titolo doveva essere STRANGER, e fra le altre cose avrebbe dovuto presentare un personaggio omosessuale: un quindicenne di nome Yuki Nakamura. Nel romanzo la cosa più spinta che fa questo personaggio è scambiare un bacio col suo ragazzo, ma evidentemente all'agente delle due scrittrici deve essere sembrato anche troppo, visto che ha posto loro delle condizioni abbastanza pesanti. Infatti ha detto che avrebbe firmato il contratto per piazzare il libro a condizione che le due scrittrici avessero fatto diventare Yuki Nakamura un personaggio etero (magari facendogli cambiare sesso) o al limite togliendo ogni riferimento al suo orientamento sessuale. Le due scrittrici, però, sono insorte e Rachel Manija Brown ha dichiarato che:

“Trasformare un personaggio da gay a etero è una condizione che non possiamo accettare. É una questione di principio. Io scrivo per un pubblico di ragazzi, e molti di loro sono gay. Loro non hanno mai la possibilità di leggere romanzi fantastici in cui ci sono degli eroi che sono come loro, e questo non è giusto.”

Parole sante! Non ci è ancora dato di sapere come finirà questa vicenda, la cosa interessante - però - è che le due scrittrici hanno proposto un personaggio gay, e sono insorte quando il loro agente si è dimostrato contrario, rendendo l'episodio pubblico e rischiando di compromettere i loro rapporti di lavoro. Questo, in Italia, sarebbe potuto succedere? Ho più di qualche dubbio al riguardo. In ogni caso è bello verificare che in altre nazioni è possibile, e questo ci fa sperare che forse - un giorno - sarà possibile anche da noi. E, a proposito di segnalazioni di cose che al momento in Italia sono impossibili, concluderei il post di oggi mostrandovi la copertina del numero 16 del mensile Life With Archie...
Si tratta di un mensile della Archie Comics che racconta le avventure dei suoi personaggi più famosi in un futuro non troppo lontano, e nel numero 16 (che dovrebbe uscire il prossimo gennaio), verrà presentata una versione adulta di Kevin Keller - il primo personaggio gay dichiarato di questo editore - assieme a suo marito!
E direi che la cosa si commenta da sola.
Ciao e alla prossima.

martedì 13 settembre 2011

NEWS

Ciao a tuttie ciao a tutte, come va?
Per dovere di cronaca oggi mi tocca iniziare dandovi una notizia decisamente spiacevole, ma che sicuramente merita di essere messa al primo posto. Infatti lo scorso 11 settembre si è spento Andy Whitfield, che ha prestato il volto e il corpo all'ultima versione di Spartacus, quella del cult Spartacus: Blood And Sand...
Sono bastati diciotto mesi perchè un brutto linfoma se lo portasse via, a soli trentanove anni. Un vero peccato. Noi, però, ce lo ricorderemo sempre bello e prestante, e sicuramente abbiamo molto per cui essergli grati. In primo luogo per aver contribuito al successo di uno dei pochi serial televisivi che ha fatto dell'omoerotismo (e del suo sdoganamento) uno dei suoi tratti distintivi, e in secondo luogo per aver dimostrato che anche un ultratrentenne mingherlino (come era lui), con il giusto allenamento, può trasformarsi in un figone da paura. Ora spetterà a Liam McIntyre raccogliere la sua eredità, e sarà una bella responsabilità...
E a proposito di eredità, sembra proprio che alla DC Comics non abbiano intenzione di considerare tutto il materiale che la divisione WildStorm aveva dedicato ad Apollo e Midnighter dalla fine degli anni '90 a oggi. Nel senso che, in occasione del rilancio dei due supereroi, ne verrà presentata una versione nuova di zecca, o almeno così sembra. Infatti in questa nuova incarnazione Apollo e Midnighter non sono sposati, non hanno una figlia adottiva, non hanno una relazione e nemmeno si conoscono... Perlomeno fino a quando non hanno occasione di presentarsi, come potete vedere nell'immagine qui sotto...
A quanto pare questi Apollo e Midnighter sono una versione alternativa di quelli che si erano fatti conoscere finora (e che nel multiverso DC Comics occupano la realtà parallela nota come Terra-50), quindi non proseguiranno le incasinatissime vicende delle loro versioni originali. Per chi non lo sapesse, infatti, Terra-50 è stata recentemente devastata da una vera e propria Apocalisse e ora Apollo giace in animazione sospesa per impedire che un virus lo uccida, mentre Midnighter ha deciso di stargli vicino in attesa della sua guarigione. Da una parte creare delle versioni alternative, e con una storia meno complicata alle spalle, è una scelta comprensibile per conquistare nuovi lettori, ma dall'altra qualcuno teme già che questa decisione possa determinare delle scelte meno audaci da parte dei nuovi sceneggiatori... Che magari saranno tenuti a non osare più di tanto. Ovviamente solo il tempo potrà dirci cosa accadrà. Così come potrà dirci se dalle parti della casa editrice BLUE WATER stanno dando giù di matto o se effettivamente stanno avendo delle intuizioni geniali... Infatti la casa editrice gay friendly, diretta e amministrata dal gay dichiarato Darren G. Davis, non si accontenta più di pubblicare un notevole numero di biografie a fumetti dedicate ad icone gay come Madonna e Britney Spears...
Visto che ha deciso di iniziare a pubblicare anche delle biografie a fumetti su sex symbol maschili come Ryan Raynolds...
E non paga di questo inizierà a pubblicare serie a fumetti ispirate alle avventure immaginarie di alcune icone gay storiche, come Adam West e Julie Newmar (rispettivamente Batman e Cat Woman nel serial TV di Batman degli anni '60)...
Per chi non lo sapesse Julie Newmar diede persino il nome al rifacimento americano del cult australiano "Priscilla la regina del Deserto" (1994), arrivato anche anche in Italia come "A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar" (1995)... E, per rimanere in tema di trovate insolite, la BLUE WATER ha anche deciso di inaugurare una miniserie ambientata nel mondo dei paparazzi...
In ogni caso sembra che le insolite strategie BLUE WATER qualche buon risultato lo stiano portando. Infatti, oltre a farle guadagnare una buona quantità di pubblicità gratuita e tanti lettori occasionali, hanno destato anche l'interesse di Hollywood, che ha opzionato i diritti per realizzare un film tratto dalla sua serie SINBAD ROGUE OF MARS, di cui è già disponibile il primo teaser poster.
La vicenda, per quanto un po' inverosimile, dovrebbe essere il sequel ufficiale dei film su Sinbad il marinaio che vennero realizzati fra gli anni '50 e '60, e che vedevano l'abile mano di Ray Harryhausen agli effetti speciali. Ora: poichè la BLUE WATER è una casa editrice gay friendly, ha voluto presentare una versione di Sinbad abbastanza svestita...
Quindi la speranza è che, una volta tanto, i produttori di Hollywood tengano in debita considerazione la cosa. Sia come sia, adesso che alla BLUE WATER hanno una base di lettori abbastanza solida, hanno deciso di sperimentare anche qualcosa nello spinosissimo campo dei supereroi... Dove la concorrenza è spietata e dove riuscire a piazzare dei prodotti di successo è un'impresa a dir poco ardua. Per questo alla BLUE WATER hanno pensato di provare con quattro titoli, a partire da marzo 2012, in cui verranno proposti supereroi ispirati al mondo della mitologia greca...
L'idea non è proprio originalissima, soprattutto nel caso di Ercole (che nei fumetti di supereroi è stato preso e ripreso in tutte le salse), tuttavia non è da escludere che questi fumetti possano riservare qualche sorpresa. Magari sbaglio, ma l'idea che un editore gay friendly proponga dei supereroi ispirati alla mitologia greca mi fa pensare che lo sviluppo di tematiche gay non sia da escludere... tuttavia, anche in questo caso, non ci resta che aspettare e stare a vedere. Quel che è certo è che, di tutto il materiale prodotto dalla BLUE WATER in questi anni, in Italia non si è ancora visto nulla e non mi risulta che ci siano editori italiani interessati a tradurlo nella nostra lingua. Tuttavia, non so perchè, ma ho la netta sensazione che la biografia a fumetti di Madre Teresa potrebbe essere tradotta in italiano con una certa rapidità...
Chi vivrà vedrà, tuttavia è bello vedere che - perlomeno all'estero - le idee per rinnovare il mondo del fumetto (e renderlo accattivante anche per chi di solito non lo frequenta) non mancano. Se in Italia qualcuno prendesse spunto non sarebbe neanche una cattiva idea...
Alla prossima.