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giovedì 28 giugno 2018

28 GIUGNO

Ciao a  tutti, come va?

Oggi il mio post cade proprio in concomitanza con l'anniversario della rivolta dello Stonewall Inn (sapete tutti di cosa si tratta, vero?)... E ammetto che  fino all'ultimo non sapevo di cosa avrei potuto parlare per rendere questo post incisivo come merita. Se non che, alla fine, ho realizzato che la risposta ce l'avevo proprio sotto al naso... Nel senso che oggi poteva essere un'ottima occasione per verificare chi, nel mondo dell'editoria italiana a fumetti, è arrivato a questa data preparato :-)

Ovviamente non potevo andare a controllare i social di tutti gli operatori del settore, degli autori e del personale annesso e connesso, e così mi sono limitato a dare un'occhiata alle pagine facebook ufficiali degli editori, giusto per farmi un'idea :-) E devo dire che l'elenco di quelli che si sono ricordati di farsi trovare pronti con una bandierina arcobaleno è abbastanza corto. Infatti (e se mi è sfuggito qualcuno lo invito a contattarmi per rettificare) gli unici che hanno messo un'immagine di profilo arcobaleno sulla loro pagina facebook sono stati quelli delle Edizioni BD...

Che come immagine di copertina hanno scelto l'ultimo lavoro di Giulia Argnani...

E - ovviamente - anche quelli del marchio J-POP, che - per chi non lo sapesse - è il ramo manga delle Edizioni BD.

La cosa che mi ha incuriosito è che la bandiera utilizzata non è quella canonica a sei colori, ma la versione con la striscia rosa, che nella primissima versione della bandiera arcobaleno (che proprio quest'anno festeggia il quarantennale) simboleggiava la sessualità. Non so se è stata una svista, ma direi che è un tocco di classe.

L'unica altra casa editrice italiana di fumetti che ha voluto lanciare un esplicito segnale su facebook è stata la RW LION, che attualmente detiene i diritti dei personaggi DC Comics in Italia... E che, come i colleghi delle Edizioni BD, ha preparato un'apposita immagine del profilo (questa volta a sei colori)...

Nonchè un'immagine di copertina con Batwoman che, ovviamente, è stata pensata per il mese del Gay Pride.

E qui, da quello che ho visto, finiscono le prese di posizione ufficiali su facebook. Anche le case editrici che negli ultimi anni hanno avuto un taglio gay friendly sembrano essersi dimenticate (?) delle bandiere arcobaleno e di quello che rappresentano in questo periodo. E la cosa curiosa è che, se le case editrici ufficialmente mantengono le distanze, può capitare che - almeno in qualche caso - gli stessi direttori editoriali siano di avviso completamente opposto (perlomeno a titolo personale).

Marco M. Lupoi, che ha da poco festeggiato il primo anniversario della sua Unione Civile, ha un'immagine di copertina inequivocabile, e da giorni scrive post molto celebrativi.

E persino Michele Masiero, attuale direttore editoriale della Bonelli, ha inserito un'immagine del profilo palesemente in sintonia con il clima di questi giorni...

Il tutto mentre nè la Panini, nè tantomeno la Bonelli, hanno pensato di fare qualcosa al riguardo. Nemmeno un piccolo post. Se non altro ora sappiamo che, se questo è avvenuto, non è perchè i rispettivi direttori editoriali se ne sono dimenticati. Il caso della Bonelli, poi, è particolarmente interessante perchè produce diverse serie con personaggi omosessuali che hanno dei ruoli ricorrenti (DRAGONERO, NATHAN NEVER...), ma in nessuna delle pagine ufficiali dedicate alle suddette serie si è pensato di considerare il fatto che poteva essere interessante sfruttare questo dettaglio, anche solo a livello di marketing.

Il che diventa ancora più interessante se si considera che dalle parti di Milano, dove la casa editrice Bonelli ha la sua sede, il Pride di quest'anno passerà alla storia per essere probabilmente quello con la maggior quantità di sponsorizzazioni importanti... Sul modello delle parate dei Pride delle maggiori capitali occidentali... Dalla birra Heineken alla Coca Cola, che ha voluto proporre per l'occasione un'edizione limitata anche da noi...

Passando per Netflix, che oltre a schierarsi in maniera molto decisa dalla parte delle unioni gay con una campagna pubblicitaria che mette al centro le vagonate di amori omosessuali presenti nelle sue produzioni, è arrivata a tappezzare di bandiere arcobaleno le fermate del bus lungo il tragitto del  Pride milanese, e la fermata della metropolitana di Porta Venezia... Dove il corteo, come da tradizione, si concluderà.


Certo, nessuna casa editrice è obbligata a sponsorizzare un evento di qualsiasi tipo, soprattutto se non è direttamente legato ai fumetti. Però penso che sia interessante notare che la casa editrice Bonelli era comunque presente al giro d'Italia di quest'anno... Anche per celebrare i settant'anni di TEX...
Quindi è evidente che se ha scelto di partecipare ad un evento piuttosto che a un altro non sarà stato proprio un caso, e forse - a livello di marketing - non è stata nemmeno una scelta azzeccatissima se - come pare - in questo periodo cerca di rilanciarsi presso un nuovo pubblico. Tantopiù che, giusto per fare un esempio, al Pride di Milano quest'anno ci saranno due idoli giovanili come Benji & Fede, che non hanno esattamente bisogno del Pride per farsi conoscere (il loro singolo estivo «Moscow Mule» sta conquistando il web: è nella Top 10 della classifica di Shazam ed è nella top 40 di Spotify, mentre il video su yooutube è diventato virale con più di 8 milioni di visualizzazioni, senza contare i video delle persone che ballano sulle note di questo brano). Due cantanti che, tra l'altro, sono anche finiti sulla copertina di Topolino...

Quindi, mettendo assieme tutti i pezzi del puzzle, verrebbe da pensare che anche in Italia si inizia a realizzare che venire incontro al mondo gay porta dei vantaggi, e ignorarlo (come si faceva una volta) non più... Anche perchè, al di là della nicchia prettamente gay, il bacino gay friendly è in continua espansione. Soprattutto fra le nuove generazioni.

Quindi, siccome bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, tanto di cappello alle Edizioni BD (e alla consorella J-POP) e alla RW LION.

Per tutti gli altri restiamo in attesa dell'anno che verrà (forse).

Alla prossima e buon Pride.

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martedì 26 giugno 2018

BILANCINO POSITIVO...

Ciao a tutti, come va?

Come forse ricorderete, per venerdì scorso era previsto un incontro sul tema del fumetto LGBT in occasione del FESTIVAL MIX di Milano, e fra gli ospiti sul palco c'ero anche io :-) Devo dire che è stato un evento riuscito, nonostante sia stato organizzato in brevissimo tempo e sia stato programmato in un giorno (e in un orario) che sicuramente non ne ha facilitato la fruizione proprio a tutti. Eppure c'è stata della gente che si è fatta tre ore di macchina apposta per assistere ed è rimasta soddisfatta, quindi deduco che ne è valsa la pena a prescindere. E sicuramente la location (con un impianto audio praticamente perfetto, cosa da non dare mai per scontata in occasioni come queste) ha dato il suo contributo.

Ovviamente questa piccola tavola rotonda non ha portato a nessuna rivoluzione nell'ambito del fumetto italiano a tematica LGBT, anche perchè non era quello lo scopo, tuttavia è stato un momento di confronto (anche generazonale) e approfondimento di cui si sentiva la necessità, e - anche solo per i vari spunti di riflessione che ha offerto - spiace un po' che sia stato necessario aspettare tanti anni, e un festival del cinema LGBT, per poterlo realizzare... Invece di ritrovarselo, magari con cadenza regolare, in qualche manifestazione fumettistica propriamente detta. Il clima era rilassato e alla fine tutti gli intervenuti hanno potuto parlare a ruota libera, e questo ha permesso che emergessero anche dei punti di vista interessanti riguardo al tema della censura e della diffusione di un certo tipo di contenuti nel fumetto italiano.

Intanto bisogna premettere che, anche se in passato qualcuno ha avuto dei problemi di discriminazione, attualmente nessuno degli autori presenti si è detto penalizzato dal suo orientamento e/o dai contenuti LGBT dei propri lavori, e questo è positivo. Tuttavia qualche criticità è emersa, e siccome il discorso era parecchio interessante qui di seguito vi riporto quelle che - perlomeno secondo me - sono state alcune delle opinioni degli autori che, prima o poi, chi di dovere dovrebbe assolutamente prendere in considerazione...

Ad esempio:
  •  Che in Italia, dal punto di vista dei contenuti LGBT, c'è ancora una differenza abbastanza netta fra fumetto "popolare" (pensato cioè in funzione del grande pubblico, quello che magari frequenta le edicole alla ricerca di fumetti economici) e fumetto "d'autore" (che mette al centro le innovazioni, la sensibilità e la libertà creativa di chi presenta un dererminato progetto, per poi distribuirlo in edizioni prestigiose nel circuito delle fumetterie /librerie). Visto che nel primo caso le tematiche LGBT sono trattate con crescente disinvoltura, mentre nel secondo sono ancora viste come un tabù (o quasi).
  • Che in Italia sembra che ci siano solo "lettori bambini o lettori con la patente", nel senso che non viene considerata la fascia d'età adolescenziale o dei giovani adulti... Che, magari come avviene in Giappone, andrebbe valutata come un target specifico e svincolato da quello infantile e/o da quello più maturo.
  •  Che quando un autore viene in qualche modo vincolato si innesca un circolo vizioso che generalmente non porta mai a niente di buono. Anche perchè dovrebbe essere il pubblico a decidere cosa gli piace leggere e cosa no, mentre purtroppo capita ancora troppo spesso che sono gli editori a decidere per lui... Senza peraltro che qualcuno gli abbia mai dato questa delega.
  • Che fortunatamente internet permette al pubblico (o perlomeno al pubblico che lo sa usare) di cercare e sostenere i fumetti e gli autori che gli interessano senza che ci siano sempre degli editori a mediare... E che questo fenomeno - sempre più diffuso - sicuramente ridisegnerà la situazione in maniera sempre più evidente nei prossimi anni.
  • Che, anche se tanti editori tradizionali sono in crisi e le riviste contenitore sono defunte, internet ha iniziato a ricoprire il vuoto che avevano lasciato e offre una serie di opportunità e di spazi che - anche nei tempi d'oro delle riviste e dell'underground - non erano nemmeno concepibili.
  • Che, purtroppo, gli editori tradizionali continuano a sentirsi legati ad un pubblico storico e che questo stato di cose - inevitabilmente - influisce sulle loro decisioni anche quando cercano di svecchiarsi e di presentare qualcosa di nuovo. E probabilmente è questo il motivo per cui, ormai, le vere novità in fatto di fumetto arrivano direttamente in libreria, dove - guardacaso - i libri a fumetti vanno sempre meglio.


Quindi diciamo che, alla fine di questo incontro, mi sono sentito un po' meno solo... Nel senso che buona parte di quello che è stato detto coincide con quello che scrivo su questo blog da qualche anno a questa parte... E quindi potrebbe anche essere che, dopotutto, non passo il mio tempo qui a scrivere farneticazioni senza senso :-)

Chissà...

Purtroppo il dato essenziale è che, come dicevo prima, questo bel dibattito pieno di spunti è rimasto circoscritto ad un evento prettamente LGBT, che peraltro si occupava per la prima volta di fumetti da trentadue anni a questa parte... Molto meglio sarebbe se un dibattito del genere si tenesse anche in occasione di una qualche edizione di Lucca Comics & Games, ad esempio... Anche se al momento mi pare una possibilità ancora molto remota. Anche perchè, per dirla proprio tutta, il FESTIVAL MIX è ancora una manifestazione culturale, mentre Lucca Comics & Games è fondamentalmente una fiera campionaria "per famiglie" con carnevale annesso...

Magari con la nuova gestione qualcosa potrebbe cambiare? Al momento non ci sono notizie al riguardo... Quindi staremo a vedere. Sicuramente un incontro come quello di venerdì, che in realtà assomigliava molto a quelli che si tengono regolarmante nelle manifestazioni fumettistiche americane, dimostra che il problema non è certo la mancanza di argomenti e/o di relatori... E neanche di pubblico, per dirla tutta. Anche perchè alla fine tutti avevano qualcosa da dire (o da ascoltare), e l'incontro è durato quasi il doppio del previsto...

Quindi tanto di cappello a Massimo Basili che ha organizzato tutto. Comunque, visto che è andata così bene, la speranza è che incontri di questo tipo possano essere organizzati più spesso... Anche a  prescindere dalle manifestazioni fumettistiche, a questo punto.

Voi che ne pensate?

Alla prossima.

sabato 23 giugno 2018

SBIANCAMENTI E RILANCI...

Ciao a tutti, come va?

Più il tempo passa e più sembra che alcune delle teorie che avevo esposto su questo blog stiano trovando conferma. Questa volta, in particolare, mi riferisco all'atteggiamento della DC Comics e al fatto che sembra sia proprio intenzionata a tornare sui suoi passi (CLICCATE QUI)... E non solo per quel che riguarda gli aspetti prettamente LGBT.

Infatti, dopo aver annunciato la chiusura della serie di BATWOMAN (nonostante l'imminente rilancio televisivo nelle serie che compongono l'ARROWERSE del canale CW), ha deciso di chiudere anche la serie THE HELLBLAZER col numero di luglio (e, anche in questo caso, il personaggio era diventato una presenza fissa nell'ARROWERSE di cui sopra). Il fatto che sia un personaggio dichiaratemente bisessuale potrebbe avere avuto una qualche rilevanza in questa decisione? Forse la casa editrice non voleva portare avanti una serie che - soprattutto con la crescente popolarità del personaggio in serie televisive notoriamente gay friendly - le avrebbe imposto una presa di posizione di un certo tipo riguardo alla rappresentazione della vita affettiva del protagonista?

Chissà...

Comunque i segnali di un cambio di rotta nei confronti delle minoranze, come dicevo, non si limitano solo al discorso LGBT. Partiamo da un dato interessante.

Sempre sul canale CW, quest'anno, aveva debuttato un serial TV dedicato ad un supereroe afroamericano della DC Comics: Black Lightning. Il serial ha avuto un buon successo ed è stato rinnovato per la seconda stagione. Per qualche strano motivo, però, la casa editrice ha deciso di non puntare sui fumetti di questo personaggio, che pur avendo una popolarità mai avuta prima si è visto dedicare solo una miniserie di sei numeri. Curioso, vero? Ah! Dimenticavo... Questo supereroe ha una figlia lesbica, dotata anch'essa di superpoteri, che si fa chiamare Thunder ed è stata la prima supereroina lesbica afroamericana a comparire in un serial televisivo.

Dite che questo piccolo dettaglio potrebbe avere influito sulla scarsa attenzione riservata dalla casa editrice a Black Lightning? Forse il fatto che, in un'ipotetica serie a fumetti di Black Lightning, si sarebbe dovuto puntare l'attenzione su ben due minoranze rappresentava un grosso problema, in vista di un eventuale riallineamento con le recenti politiche americane in fatto di minoranze?

Chissà...

Sicuramente può essere interessante considerare che da luglio anche il nuovo Aqualad (gay e afroamericano), non farà più parte dei Teen Titans... E anche questo, guardando alla situazione nel suo insieme, è obbiettivamente sospetto...

Certo è che, nel frattempo, è stata annunciata anche la chiusura della serie dedicata a Cyborg, nonostante il personaggio sia stato rilanciato di recente dal film sulla Justice League (e sia stato messo in cantiere un film tutto suo). E anche questo è abbastanza curioso. Se non fosse stato afroamericano o il momento politico americano fosse stato leggermente diverso, siamo proprio sicuri che le cose sarebbero andate nello stesso modo? Tra l'altro la serie è stata troncata di netto col numero 23, anche se fino a qualche mese prima i due numeri successivi risultavano già prenotabili...

Ovviamente io posso solo fare ipotesi, tuttavia se le mie perplessità avessero un fondamento sarebbe più facile da spiegare anche un altro piccolo fenomeno che - a quanto pare - sta passando inosservato nonostante la sua EVIDENTE importanza. Ovvero lo "sbiancamento" del figlio di Batman.

A chi non fosse proprio addentro al mondo DC Comics volevo giusto ricordare che il nuovo Robin, da qualche anno, è il figlio biologico di Batman, ovvero Damian Wayne. Ultimamente la sua popolarità sta crescendo, anche per via della serie a fumetti che ha condiviso con il figlio di Superman... Una serie che, anche in questo caso, è stata improvvisamente chiusa. Ora: c'è un piccolo dettaglio che, ancora una volta, rende il tutto abbastanza sospetto. La madre di Damian Wayne si chiama Talia Al Ghul ed ha origini arabe, cosa di cui si sono ricordati anche nella sua caratterizzazione animata.


Quindi Damian Wayne, per ovvi motivi, ha la pelle abbastanza scura e anche questo dettaglio non è passato inosservato agli autori di fumetti e cartoni animati, per fortuna...

Se non che, da qualche tempo, pare che sia in corso un graduale processo di "ripulitura etnica" di Damian Wayne, che sulla copertina di un romanzo grafico annunciato per il prossimo anno (sempre in compagnia del figlio di Superman) viene presentato con un colorito che molto difficilmente può ricordare le sue origini arabe... E che è messo ancora più in risalto dalla vicinanza della protagonista femminile di questa storia.

Ora: se io fossi malevolo potrei persino pensare che dalle parti della DC Comics hanno cominciato a pensare che, vista la situazione attuale, bisognava iniziare a fare in modo che il figlio di un personaggio importante come Batman "ripulisse" le sue origini etniche, perlomeno dal punto di vista grafico... Onde evitare di compromettere il suo potenziale commerciale e/o di sollevare qualche strana polemica al riguardo.

Dite che esagero?

Dite che la serie assieme al figlio di Superman NON è stata sospesa per un po' per rendere più accettabile lo "sbiancamento" di Damian Wayne e il suo successivo rilancio? Dite che è tutta una coincidenza? Una svista dei coloristi, magari?

Davvero non saprei cosa pensare... E probabilmente solo il tempo ci darà qualche risposta in più.

Quel che è certo è che quando i responsabili di una casa editrice chiudono alcuni titoli socialmente "impegnativi", e poi si giustificano parlando del disinteresse del pubblico, a volte possono anche essere smentiti dai fatti e si vedono costretti a tornare sui loro passi.

E a quanto pare è capitato di recente dalle parti della MARVEL, all'indomani della chiusura della serie dedicata a Iceman/Uomo Ghiaccio (avvenuta il mese scorso), che aveva seguito il suo coming out. Sembra proprio che ci sia stata una specie si sollevazione popolare (e lo si legge proprio sul sito della MARVEL,  più precisamente CLICCANDO QUI), che ha praticamente costretto la casa editrice a richiamare lo sceneggiatore Sina Grace (che oltre ad essere gay dichiarato è anche di origini mediorientali, guardacaso) per riprendere la serie dal punto in cui era stata interrotta... A partire dal prossimo settembre...

Personalmente sono ancora abbastanza convinto che la serie precedente non abbia sfruttato molto il potenziale del personaggio e del contesto (e forse questo spiega perchè non ha venduto subito come ci si aspettava), però è anche vero che la suddetta serie non aveva ancora avuto modo di ingranare e di trovare la sua giusta dimensione... E, forse, questo è anche quello che hanno pensato molte delle persone che hanno tampinato la MARVEL nella speranza di riavere una testata dedicata ad Iceman. Dopotutto era la prima volta che la MARVEL dedicava una serie regolare ad un supereroe gay dichiarato, e a quanto pare nei piani alti pare che non avessero calcolato adeguatamente l'impatto che avrebbe potuto avere. Se però, a distanza di un mese, le cose hanno preso questa piega direi che è un segnale positivo, anche perchè - in fatto di fumetti con supereroi gay - non mi risulta che sia mai successo niente del genere... E quindi è stato creato un precedente molto importante.

Perciò, nonostante il clima non proprio favorevole, direi che non è ancora detta l'ultima parola... Perlomeno laddove il pubblico gay e gay friendly non è disposto ad accettare a testa bassa le decisioni che arrivano dall'alto.

Alla prossima.

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martedì 19 giugno 2018

APPUNTAMENTO INTERESSANTE!

Ciao a tutti, come va?

Di solito mi lamento del fatto che in Italia si organizzano poche iniziative che mettono al centro dell'attenzione il mondo del fumetto LGBT, ma siccome è statisticamente impossibile che le cose vadano sempre così, nel post di oggi vado a segnalare un evento che mette al centro proprio il fumetto LGBT italiano e i suoi autori... Tra l'altro nella cornice del prestigioso FESTIVAL MIX (che è il Festival del cinema LGBTQ di Milano, e il suo sito lo trovate CLICCANDO QUI), e infatti il tutto si terrà proprio nel Piccolo Teatro Strehler, in Largo Greppi 1, e più precisamente nella sua  "Scatola Magica" (una sala un po' appartata, in cui di solito trovano spazio le iniziative più particolari).

A curare l'evento - dal titolo LOVE IS LOVE - ci sta pensando Massimo Basili, che ultimamente aveva organizzato anche le presentazioni di fumetti a tema presso la Libreria Antigone di Milano. In realtà l'evento era stato progettato per un'iniziativa di tipo diverso,  ma siccome ci sono stati degli imprevisti e bisogna fare di necessità virtù, alla fine si è trasformata in una piccola tavola rotonda, a cui parteciperanno Giulia Argnani, Jacopo Camagni, Giopota, Samuel Spano e Ariel Vittori... E, salvo imprevisti, ad animare il dibattito ci sarò anche io (^__^).

E ovviamente ci saranno le più recenti pubblicazioni degli autori presenti, che ovviamente saranno felici di autografarle.

Di cosa si parlerà?

In realtà il tempo non è tantissimo, le persone presenti non sono poche e le cose da dire sarebbero un'infinità, ma a quanto pare l'idea di Massimo Basili è quella di provare a fare il punto della situazione partendo dall'esperienza personale di chi ci sarà... Che è anche un ottimo modo per trovare sempre nuovi spunti di cui parlare. Dopodichè, in base a quello, si cercherà di animare un dibattito attorno ad un inquietante interrogativo: "A cosa servono, al giorno d'oggi, i fumetti LGBTQ?".  Sempre che servano ancora a qualcosa e non siano un semplice esercizio di stile, ovviamente.

Siccome non voglio rovinare la sorpresa a quelli di voi che si presenteranno al Piccolo Teatro di Milano, venerdì 22 GIUGNO alle ore 17.00, mi riservo di dire quello che penso al riguardo in quell'occasione... Anche se, dopo avere letto costantemente quello che scrivo da queste parti, forse un'idea al riguardo potete farvela già da soli...

In questa sede mi limito a fare qualche considerazione generale sul fatto che, alla fine, Massimo Basili ha messo insieme diversi autori, provenienti da varie zone d'Italia, nel giro di poche settimane, e si sta occupando anche della gestione e della promozione dell'evento. Al netto dell'appoggio della Libreria Antigone e dell'occasione rappresentata dal FESTIVAL MIX, penso che sia abbastanza evidente che per organizzare un evento di questo tipo non servono risorse gigantesche e un dispiego fi forze imponente... Però, a quanto mi risulta, era da anni che non avveniva.

Credo che l'ultima volta che è stato organizzato qualcosa di simile sia stato in occasione del Festival Bilbolbul di Bologna nel marzo del 2012 (CLICCATE QUI), e credo anche che realizzare un incontro di questo tipo una volta ogni sei anni sia abbastanza imbarazzante... E oltretutto dimostra che se gli eventi di questo tipo non vengono organizzati più spesso è soprattutto per una mancanza di volontà, e non certo perchè richiedono un impegno e un dispendio di risorse superiore alla media. E questo discorso vale soprattutto nel caso delle manifestazioni fumettistiche propriamente dette. Anche se in effetti il meccanismo che porta all'assenza di questo tipo di eventi è - in parte - abbastanza ovvio...

Nel senso che se le manifestazioni fumettistiche italiane sono organizzate anche e soprattutto come delle fier ecampionarie dove ognuno promuove le proprie produzioni, probabilmente per gli editori presenti sarebbe inconcepibile farsi promotori di eventi trasversali che promuovono anche la concorrenza. E d'altra parte, alla luce del fatto che gli organizzatori delle manifestazioni fumettistiche italiane EVIDENTEMENTE si sentono ancora a disagio (per dirla con un eufemismo) a promuovere certi argomenti (anche solo per una questione di reputazione e per il fatto che sono manifestazioni "per tutti"), l'unica soluzione sarebbe affidarsi alle capacità organizzative di un terzo soggetto, sopra le parti. Un soggetto che faccia quello che ha fatto Massimo Basili in questa occasione, per intenderci... E che al momento, purtroppo, non esiste.

E così in Italia ci ritroviamo ad avere la prima tavola rotonda sul fumetto LGBTQ a distanza di sei anni dalla precedente, e grazie al FESTIVAL MIX e non certo al CARTOOMICS di Milano, per intenderci. E anche su questo varrebbe la pena di rifletterci un po'. Anche perchè gli anni passano e, incredibilmente, la situazione non sembra essere cambiata di una virgola.

Ad ogni modo se volete fare un salto al Piccolo Teatro per sentire cos'avranno da dire gli ospiti presenti, e cosa avrò da dire io (sperando di avere un po' di tempo per farlo come si deve), l'ingresso è GRATUITO :-) E anche questo non fa male.

Quindi segnatevi Venerdì 22 Giugno alle ore 17.00 presso il Piccolo Teatro Strehler, in Largo Greppi 1 a Milano. E una volta dentro cercate la Scatola Magica :-) Mi ci dovreste trovare dentro.

A prestissimo.

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giovedì 14 giugno 2018

GIOCHI DI CLASSE...

Ciao a tutti, come va?

Se dovessi fare una selezione dei fumetti americani che lo scorso anno hanno giocato di più sui fan service per il pubblico gay, probabilmente uno dei primi titoli che mi verrebbero in mente sarebbe Shirtless Bear-Fighter della IMAGE... Ovvero la storia, comicamente surreale, di un trovatello barbuto (???) allevato da una famiglia di orsi, che con la sua forza sovrumana diventa prima il protettore della sua foresta e poi un agente speciale dell'FBI specializzato nel tenere a bada gli orsi che minacciano l'umana civiltà... Il tutto indossando poco e niente... Anche se ovviamente le sue parti intime vengono regolarmente pixellate o sapientemente occultate, a partire dalle copertine...

Copertine che nelle edizioni variant omaggiano anche  tutta una serie di scatti e generi molto iconici in fatto di rappresentazione del sex appeal mascolino...


Disgraziatamente nel corso della sua prima miniserie il protagonista si vede costretto ad indossare dei pantaloni di tela tenuti su da uno spago, ma per fortuna è l'unica concessione che fa alla cultura dominante... Anche perchè deve rimanere coerente col titolo, presumo...

Comunque nonostante le pixellature e le inquadrature strategiche, e nonostante il tono delle storie sia volutamente satirico e dissacrante, il personaggio è diventato sicuramente molto iconico nel giro degli appassionati... E in particolare nel giro degli appassionati gay con un debole per i maschi irsuti e muscolosi...


E infatti, caso strano per un personaggio a fumetti che ha all'attivo solo una miniserie, è appena arrivata la sua action figure in edizione limitata, realizzata su licenza ufficiale e disponibile sia in versione pantalonata che in versione (disgraziatamente) pixellata...



Se vi interessa potete acquistarla direttamente dallo shop della casa produttrice (lo trovate CLICCANDO QUI), al modico costo di 44 dollari (e se prendete entrambe le versioni c'è lo sconto)... Ad ogni modo si tratta di un caso abbastanza interessante, che probabilmente è abbastanza indicativo di come stanno cambiando i tempi e di come, anche nei circuiti mainstream, ci sta rendendo conto che c'è tutta una nicchia di mercato interessata a prodotti di questo tipo.  Tant'è che, pian piano, l'offerta in questo senso sembra aumentare. Qualche tempo fa vi avevo parlato di Tossa Tossa (CLICCATE QUI), il cui concept era europeo, ma si ispirava al mondo dei manga, e che era stato fatto realizzare da un'azienda specializzata a Hong Kong... Un personaggio per il quale - nell'attesa che arrivino altri bambolotti della serie con cui farlo interagire - continuano ad essere prodotti nuovi accessori, a partire dai complementi per il suo guardaroba...

E in passato vi avevo anche parlato dei pezzi unici (o prodotti in quantità limitatissima) realizzati dal koreano (ma milanese d'adozione) Chan Park, che può permettersi di vendere le sue creazioni da collezione (come quelo che vedete qui sotto) anche per 1450 euro l'una... Casomai vi interessasse il suo shop lo trovate CLICCANDO QUI.

Ultimamente, però, si stanno facendo largo anche una serie di scultori che cercano di trovare la giusta via di mezzo fra la produzione totalmente artigianale e una catena produttiva che gli consenta di produrre in serie le proprie idee senza perdere in qualità. Uno di questi, ad esempio, è Gary Wong (in arte Garejibear), che si sta specializzando in sculture dalle parti intercambiabili, che si possono  unire tramite allacci magnetici (una tecnica che nei giocattoli per bambini andava molto di moda nei primissimi anni Ottanta, con la serie dei Micronauti ad esempio). La sua ultima creazione, realizzata in un numero limitato di pezzi e su prenotazione, si chiama Oguma...

Avendo due paia di braccia e varie soluzioni inguinali/posteriori, nonchè un peluche ursino in dotazione, è quindi possibile montarlo a seconda della proprie preferenze...




Ovviamente si possono scegliere anche varie soluzioni intermedie, e qualcosa mi dice che in futuro saranno disponibili anche ulteriori kit per variare le pose del personaggio. A quanto pare ogni pezzo viene dipinto a mano dall'artista, e il primo lotto - come era prevedibile - è già stato tutto prenotato (nonostante il costo di 2500 dollari di Hong Kong, e cioè circa 270 euro). Se volete seguire questo artista anche nei suoi prossimi lavori il suo blog lo trovate QUI e trovate tutti gli altri suoi contatti CLICCANDO QUI. Ad ogni modo questo è già il suo terzo progetto in questo particolare ambito (qui sotto vedete gli altri, che avevano anche degli elementi in tessuto), e visto il buon successo che sta ottenendo credo proprio che ne sentiremo ancora parlare...



Morale della favola... Direi che, anche grazie a internet, inizia a farsi notare quell'immaginario gay legato all'estetica muscle bear e ai bara manga, che finora era stato considerato troppo marginale per alimentare una vera e propria nicchia di mercato. O anche solo un mercato che ruota attorno a sculture e action figure a tiratura limitata. Evidentemente le cose stanno cambiando, e il fatto che anche la IMAGE abbia iniziato a tastare il terreno - seppur in maniera molto discreta - direi che la dice lunga...

E qualcosa mi dice che siamo solo all'inizio...

A questo punto vedremo un po' cosa accadra nei prossimi anni.

Alla prossima.