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giovedì 26 maggio 2011

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Internet ha dei pregi e dei difetti, un po' come tutte le cose, ma essendo un mezzo di comunicazione molto recente riserva ancora sorprese in entrambi i sensi. Ad esempio ultimamente sto apprezzando molto il fatto che permette di scrivere cose che, se sono ospitate su siti e/o server sufficentemente longevi, possono essere trovate, lette e commentate anche distanza di anni. Ad esempio: mi è appena arrivata una lettera relativa ad una recensione che feci su Gay.It nel 2004 (come vola il tempo!) sulla ristampa delle prime storie di un famoso fumetto italiano degli anni '60: Kolosso.
Purtroppo quella ristampa non andò oltre al primo numero, e devo ammettere che mi è sempre dispiaciuto, perchè si trattava di un fumetto che aveva tantissimi risvolti gay friendly. Del tutto involontari, ovviamente, ma non per questo meno divertenti. Per capire meglio di cosa stiamo parlando è necessario fare un salto di oltre quarant'anni, più precisamente nel marzo del 1964, quando comparve il primo albetto settimanale a striscie (questo era uno dei formati più in voga all'epoca) dedicato ad un nuovo eroe: il palestratissimo e discintissimo Kolosso!
In quel particolare momento le edicole italiane erano il regno dei fumetti western, i primi supereroi (come Superman, che in Italia era chiamato Nembo Kid) erano ancora una novità e su tutte le pubblicazioni aleggiava il marchio di autoregolamentazione censoria, meglio noto come Garanzia Morale. In questo clima ovattato, in cui l'oratorio era l'unico luogo di aggregazione per i più giovani e in cui chi si scopriva gay non sapeva neppure che nome darsi, ecco comparire un eroe così ricco di sottointesi e ammiccamenti da potersi considerare a pieno titolo la prima icona gay del fumetto italiano... Come sia passato indenne fra le maglie della censura è un mistero, che forse si spiega soltando partendo dal presupposto che per l'epoca il concetto di erotismo gay era talmente "alieno" per la mentalità italiana da risultare invisibile anche quando era del tutto palese.
Mac Kolosso è un ragazzone biondo, alto due metri e sedici, pesa 158 chili e la sua circonferenza toracica e di ben 1,60 metri! E'un lottatore di professione e ha l'hobby del culturismo, ha sempre il sorriso sulle labbra ed è un incorreggibile salutista: niente fumo, donne o alcolici, l'unica cosa che gli piace bere nei locali - per sua ammissione - è il latte... La sua prima storia inizia con un robot che si presenta in casa sua per rapirlo, ovviamente mentre lui è seminudo e intento ad allenarsi... Di li a poco Kolosso verrà trascinato in un vortice di eventi che lo vedranno affrontare un pericoloso boss criminale di nome Inafferrabile, che vorrebbe farlo passare dalla sua parte per sfruttare la sua forza enorme. Durante questa avventura Kolosso finirà per mostrarsi sempre più nudo, alla guida della sua motocicletta come negli scontri con gli uomini dell'Inafferabile, mostrando un certo compiacimento esibizionistico ogni qualvolta i suoi muscoli attirano l'attenzione di qualcuno (e ogni qualvolta può strapparsi di dosso qualche indumento). Ovviamente nemmeno le più fascinose vamp riescono ad avere un ascendente su di lui, ma in compenso gli episodi che non sfigurerebbero in una commedia gay non mancano mai.
Per fare un esempio (ma se ne potrebbero fare dozzine), quando l'eroe viene ospitato dalla zia Alice e dal nipote Ferruccio (grande ammiratore dei suoi muscoli che non perde l'occasione di tastare), quest'ultimo pensa bene che anche i suoi amichetti gradirebbero poter ammirare il corpo dello zio Kolosso... Così, mentre l'ignaro culturista - alquanto svestito - dorme beatamente, Ferruccio concede ad una folla di amichetti vocianti la possibilità di spiarlo (ovviamente dopo aver pagato il biglietto... Mica stupido Ferruccio!). A questo punto uno dei pargoli viene scoperto da suo padre, che dopo averlo sorpreso a spiare Kolosso vuole menarlo: Kolosso si alza dal letto, mena il padre padrone, e la sequenza si conclude con una dozzina di ragazzini che si arrampicano gioiosamente sul loro eroe in slip!Se volete leggere la recensione integralmente CLICCATE QUI. In ogni caso, proprio ieri mi è arrivata questa e-mail, dal nipote di Mario Faustinelli, uno dei due autori della serie:

"Buongiorno,
sono il nipote dell'autore di Kolosso. Riconosco che la sua
analisi contiene parecchi punti validi, anche se avrei voluto trovarci pure
qualche osservazione sul fumetto in sè, che ritengo fosse di eccellente
fattura. Sorrido al pensiero di mio zio creatore di icone gay ma, avendolo
conosciuto, provo anche sollievo che la cosa non gli sia giunta alle
orecchie: ci ha lasciato pochi anni fa.
Buona giornata,
Marco Faustinelli"

Gentile Marco, intanto grazie per questa e-mail, che mi pare sia stata scritta con una certa simpatia nei confronti della recensione e del suo autore. Sono d'accordissimo sul fatto che il fumetto fosse di eccellente fattura, soprattutto se confrontato con gli altri fumetti italiani del periodo. E a prescindere dai risvolti involontariamente gay credo che fosse anche uno dei più originali. Ovviamente parlandone su un sito gay ho dovuto concentrarmi su certi aspetti piuttosto che su altri. D'altra parte penso anche che quella sia stata una delle poche recensioni di Kolosso comparse su un sito che non si occupava di fumetti (e forse è anche per questo che la ristampa non andò oltre il primo numero, purtroppo), e mi fa piacere l'idea aver contribuito a ricordare un personaggio ingiustamente dimenticato, e che con gli opportuni ritocchi e aggiornamenti potrebbe avere molto successo anche oggi...
Probabilmente se in Italia la comunità gay fosse un po' più attenta e sapesse guardarsi attorno con più attenzione, Kolosso sarebbe potuto diventare davvero un'icona gay a tutti gli effetti (con tanto di gadget e merchandising vario), ma purtroppo questo personaggio sembra destinato a giacere in un limbo dove solo i super collezionisti osano avventurarsi. Ed è un peccato. D'altra parte non è un mistero per nessuno, e men che meno per i lettori di questo BLOG, che la comunità gay italiana non è stata ancora stata capace di fare propri dei riferimenti culturali che vadano al di là dei classici luoghi comuni: moda, sesso, palestra, locali e poco altro. E probabilmente anche questa è una conseguenza del clima poco stimolante del nostro paese, che sicuramente viene assorbito dai gay italiani e finisce per limitare il loro potenziale.
Ormai mancano pochissimi giorni all'Europride di Roma, ad esempio, e anche se continuo a sperare che all'ultimo momento si organizzi qualche evento dedicato all'arte gay inizio a pensare che anche quest'anno non se ne fara nulla. Complimenti. La cosa ironica è che di artisti da valorizzare e che potrebbero costituire anche un richiamo ne abbiamo diversi, ma a quanto pare il massimo a cui possono aspirare da queste parti è di disegnare qualche volantino. Dico questo perchè fra poco al Cassero si terrà la festa per i dieci anni della serata bear nel noto locale bolognese (nonchè sede dell'Arcigay Nazionale). Per l'occasione l'organizzazione ha deciso di commissionare una serie di volantini a tema a Jacopo Camagni (foto sotto), che ovviamente non ha deluso le aspettative...
Il punto però è un altro: siamo nel mese del Gay Pride (anzi, dell'Europride!), c'è a disposizione un disegnatore italiano gay dichiarato che lavora alla Marvel, quest'anno al cinema arrivano ben tre film dedicati ai supereroi Marvel, ci sarebbe una bellissima occasione per sensibilizzare i media e il pubblico sul fatto che il mondo gay ha talenti in ogni campo... E gli vengono commissionati solo dei volantini per una festa bear???
Con tutto il rispetto: questo vuol dire davvero non riuscire a guardare al di là del proprio naso, e avere un intelletto molto circoscritto... Per dirla in maniera molto educata. Come minimo a Jacopo Camagni bisognava dedicare una bella mostra a Bologna (dove vive), pubblicizzarla come si deve e poi spostarla a Roma a cavallo del corteo dell'Europride!
Ammetto che, essendo io appassionato di fumetti, forse certe cose mi sembrano ovvie anche quando non lo sono... Però una mostra dedicata a Jacopo Camagni fra il film dedicato a Thor e quello dedicato a Capitan America, magari a cavallo di quello degli X-Men, mi sembrava una scelta di marketing quasi obbligata per una qualsiasi associazione gay italiana, non foss'altro perchè lui avrebbe potuto esporre i suoi disegni per la Marvel a fianco dei suoi lavori più orientati verso l'ambito gay, attirando tantissima gente e comunicando al pubblico un messaggio molto forte e positivo...E invece niente. E se non fosse per internet chi non vive dalle parti di Bologna non avrebbe potuto vedere nemmeno i disegni che ha preparato per i volantini. In tutto ciò c'è qualcosa che mi lascia abbastanza perplesso, anche perchè dimostra una volta di più come il mondo gay italiano opera a compartimenti stagni, e il più delle volte sempre negli stessi ambiti. Devo ammettere che, in momenti come questo, non posso fare a meno di pensare che il mondo gay del nostro paese rispecchia perfettamente i limiti e le carenze della società italiana nel suo insieme....
Che dire? Con questi presupposti è abbastanza evidente che le cose non sono destinate a cambiare in tempi brevissimi, ma se non altro - sempre grazie ad internet - adesso è possibile stimolare una discussione attorno a questi argomenti e offrire qualche spunto di riflessione in più. Una volta non si poteva fare altro che accettare le cose per quello che erano, e anche avere un confronto era molto più difficile. Adesso, forse, è possibile avere nuove possibilità. Certo fa riflettere il fatto che, mentre in Italia il massimo che viene proposto a Jacopo Camagni sono dei volantini, a New York le associazioni gay organizzano addirittura dei workshop col fumettista Phil Jimenez (foto sotto)...
La cosa che però mi lascia più perplesso è il fatto che, se una volta era davvero difficile prendere spunto da quello che succedeva in altre nazioni, adesso che tutto è a portata di click nel mondo gay italiano molte cose, e molte idee, sono rimaste più o meno uguali a una ventina di anni fa... Davvero nel nostro paese c'è un tale livello di omofobia interiorizzata da impedire allo stesso mondo gay di andare "oltre", superare i suoi stessi preconcetti, levarsi i paraocchi e fare un vero salto di qualità? Chissà...
Ciao e alla prossima.

8 commenti:

Luca ha detto...

Che carini i volantini!

Certo fa un po' ridere che l'autore di Colosso fosse omofobo, viste le pose che gli fa fare! :D

Wally Rainbow ha detto...

Infatti "omofobo" mi sembra un termine un po' eccessivo... Sicuramente era un uomo d'altri tempi :-)

A.M. (architetto milanese) ha detto...

Wally, c'è una cosa che voglio proprio dirti, ed è questa: bravo!
Ecco, l'ho detto!
Il fatto è che il tuo blog è una tale miniera... è davvero un piacere leggerti. Hai una preparazione sconfinata nel tuo campo, e già questo sarebbe sufficiente per farti i complimenti. Per non parlare poi del tuo talento artistico! Ma quello che apprezzo di più è il tuo impegno, condito dal tuo straordinario ottimismo!! Questo tuo voler insistere nel tentativo di smuovere le cose in un paese come il nostro, che sconta un ritardo folle su un sacco di cose, cultura in primis.
Dio, quante cose ci sarebbero da dire...
Vabbé, ci tengo a dirti almeno questo: continua così, perché anche se non sembra le cose stanno cambiando...
Ciao, grazie.
AM

Wally Rainbow ha detto...

Certi commenti fanno bene al cuore :-) Grazie. E pensare che una volta dicevano che questo blog era troppo pessimista... ^__^

Dispari ha detto...

Il tono del blog è pessimista ^_^ , ma questo non toglie che tu sappia trovare argomenti interessanti e a volte piccole perle come questa :-)

Wally Rainbow ha detto...

Mhhh... Non so... Più che pessimista io direi crudo e spietato fino a risultare odioso... Però lo faccio a fin di bene :-)

dronio ha detto...

Ciao Vale, mi ero totalmente perso questo post ^^U (potevi dirmelo disgrazia!)
Ci terrei a fare una precisazione: i flyer a cui fai riferimento mi sono stati commissionati dall'organizzazione della serata Feed the Bears (che è una serata del cassero come giustamente segnali) per la festa dei dieci anni... che però è avvenuta nel 2011 e extra pride ^__^U
per l'occasione avevamo esposto le gigantografie dei lavori in una mostra allestita appositamente e stampato un albetto a tema orsi con una selezione di illustrazioni del sottoscritto, quindi mi sa che c'è stato un malinteso ;)
resta il fatto che concordo comunque sul discorso generale ^__-

Wally Rainbow ha detto...

Guarda che questo post risale effettivamente al maggio del 2011 :-) L'hai letto con un leggeeeeeeeeero ritardo :-)