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lunedì 28 novembre 2016

FRA RISTAMPE E NOVITÀ...

Ciao a tutti, come va?

Qualche volta (anche se capita sempre meno spesso, per la verità), vengo contestato perché nei miei post non manco mai di sottolineare come nel fumetto italiano ci sia una certa tendenza a dipingere in maniera stereotipata, o perlomeno negativa, le persone LGBT. E come questa sia la tendenza che va ancora per la maggiore. Qualche volta può anche capitarmi di essere ripreso se segnalo il fatto che certe ventate di ottimismo dovrebbero essere leggermente ridimensionate, perché poi sono i fatti a parlare... E di tanto in tanto qualcuno mi fa notare che sembra che io abbia il dente avvelenato in particolare con la casa editrice Bonelli, tant'è che quando ero a Lucca Comics  & Games quest'anno, chiacchierando con qualche amico editore, è scappata pure qualche strizzatina d'occhio al riguardo... Visto che nell'ambiente qualcuno inizia a considerarmi una specie diavoletto satanello che non manca mai di fare le pulci soprattutto a quella casa editrice (^__^)...

La cosa buffa è che davvero non lo faccio di proposito... Nel senso che gli argomenti di discussione che mi fornisce la Bonelli sono sempre tanti e tali che - più che sforzarmi di trovare delle scuse per parlarne - a volte mi imbarazza doverne parlare tanto spesso, e sempre in un certo modo.

Ad esempio: proprio in questi giorni la suddetta casa editrice ha lanciato una nuova proposta per le librerie e le fumetterie, dedicata alla criminologa Julia. Si tratta di una serie di volumi cartonati che raccoglieranno le storie della serie incentrate sulla nemesi storica della protagonista... La lesbica psicopatica Myrna Harrod, una serial killer il cui sogno segreto è quello di riuscire a fare sesso con Julia - di cui sembra follemente innamorata - per poi poterla uccidere...

Myrna è comparsa la prima volta nel numero uno della serie (nel 1998) e da allora si è ripresentata ciclicamente nella saga, diventando peraltro un metro di paragone per gli altri casi in cui si è imbattuta Julia. Ovviamente non mi permetto di criticare la qualità delle storie, anche perchè non sono un appassionato di polizieschi, tuttavia penso che sia interessante il fatto che in Bonelli si possano permettere di mettere insieme una serie di volumi cartonati (che rappresentano di fatto una "serie nella serie") puntando solo sulle apparizioni di una lesbica psicopatica. Intendiamoci: le lesbiche psicopatiche possono esistere, e presumo anche le lesbiche serial killer. Non fanno una bella pubblicità alla categoria, ma esistono. E se uno sceneggiatore vuole inserire una personaggio del genere in una serie poliziesca - tecnicamente - non lo si può nemmeno accusare di essere omofobo... Tuttavia è comunque interessante notare come all'amore malato di Myrna Harrod, negli anni, sia stato dato talmente tanto spazio da giustificare una serie di ristampe cartonate a parte... Con delle copertine e dei titoli che rimandano chiaramente all'approccio delle storie che contengono...

Mentre all'amore omosessuale sano e positivo (o anche solo connotato in maniera neutra), soprattutto se espresso esplicitamente, anche mettendo assieme tutte le storie Bonelli mai pubblicate finora, è stato dato talmente poco spazio - e in maniera talmente marginale - che probabilmente anche mettendo assieme tutte le tavole a cui vi si accenna (perché un'intera storia Bonelli incentrata su un amore omosessuale presentato in maniera positiva non mi risulta che sia mai stata realizzata) non si riuscirebbe a riempire nemmeno un albetto da 64 pagine... E questo penso sia evidente.

Mentre, ripeto, a quanto pare ora si riesce a fare un'intera serie di volumi cartonati dedicati alle storie della serie Julia in cui Myrna Harrod elabora i suoi diabolici piani per coronare il suo sogno malato...

Qualcosa vorrà pur dire.

Soprattutto considerando che si tratta di ristampe di lusso, che quindi rappresentano anche un investimento di un certo tipo.

Nel frattempo su AGENZIA ALFA 38, in edicola dalla fine dello scorso mese, si è compiuto il destino della telepate lesbica Kay e della sua linea temporale, che a quanto pare non era quella ufficiale, che si era vista l'ultima volta su AGENZIA ALFA 35, l'anno scorso (CLICCATE QUI). In quel volume (decisamente bruttarello sotto tutti i punti di vista, per la verità) la protagonista prendeva coscienza della sua omosessualità in un tripudio di luoghi comuni e sottotesti omofobo-friendly, e si intravedeva quale sarebbe stato il suo destino in un un futuro remoto... Un destino che si compie nel volume attuale.

Per fortuna questa volta la trama ha una sua logica e i disegni sono davvero belli, anche se - come dicevo prima - se i lettori del mondo di Nathan Never fossero appassionati di continuity si troverebbero in leggera difficoltà. Nel senso che il numero 35 di AGENZIA ALFA era ambientato nell'universo narrativo ufficiale di Nathan Never (che chiameremo Terra N) e quindi ci si riferiva al suo futuro remoto come al futuro di Terra N. Di recente, però, Terra N è stata disintegrata e l'universo narrativo di Nathan Never è diventato un universo parallelo a quello visto fino a quel momento (che chiameremo Terra NN). Di tutta questa storia ho parlato QUI.

Quindi, se AGENZIA ALFA era ambientata su Terra N, non avrebbe potuto avere un futuro remoto dopo gli eventi di Nathan never 303, e quindi o il numero 38 è ambientato in una linea temporale alternativa o tutte le storie di AGENZIA ALFA comparse finora erano ambientate in una realtà alternativa, anche se facevano riferimento agli eventi di Terra N.

E se così fosse, a questo punto, come possiamo sapere se la Kay di Terra NN ha condiviso le esperienze lesbiche della Kay delle storie di AGENZIA ALFA? Dopotutto sono state determinate da un personaggio e da un contesto che si è visto solo nella saga di AGENZIA ALFA...

Certo è che la Kay che si vede in AGENZIA ALFA 38 è indubbiamente lesbica...

Ed è altrettanto vero che questa Kay, guardacaso, incontra la sua fine al termine di AGENZIA ALFA 38.

Ovviamente è troppo presto per dire se questa soluzione narrativa serviva solo per porre fine a questa linea temporale "scomoda" e ormai fine a se stessa o se c'erano anche altri motivi. Però è interessante notare che i personaggi storici della serie di Nathan Never, che in questa storia compaiono solo sotto forma di proiezioni nella mente di Kay, finiscono per concorrere ad una rappresentazione non proprio moderna delle tematiche omosessuali della saga...

Infatti Legs Weaver fa dei commenti - tuttosommato all'acqua di rose - sul marito della sua ex May (che è anche la madre adottiva di Kay), e quest'ultima per ripicca la prende a sberle... Iniziando a far volare gli stracci...

Ah! Dimenticavo... Tanto per cambiare prima della fine della storia la giovane compagna di Kay, Clea, viene trucidata... Giusto per confermare la bella tradizione del fumetto popolare italiano per cui gli omosessuali non possono vivere felici, e magari il destino deve persino dare l'impressione di volerli punire regolarmente per le loro condotte trasgressive...

Ecco... Forse, considerando le possibilità che offriva una storia di questo tipo, ridurre le tematiche lesbiche a una tavola sexy, ad un'amore destinato a finire in tragedia e ad una litigata fra ex non denota esattamente una linea editoriale all'avanguardia... E a questo punto bisognerà vedere cosa succederà con le nuove storie dell'AGENZIA ALFA, che dovrebbero collocarsi ufficialmente su Terra NN... In questo caso caso Kay sarà ancora lesbica? Si glisserà sulla cosa? E, se il suo orientamento verrà confermato su AGENZIA ALFA, emergerà in qualche modo anche nella serie regolare di Nathan Never? E come accadrà?

Chi vivrà vedrà...

Certo è che, effettivamente, se la Bonelli continuerà a proporre di queste perle io non potrò proprio fare a meno di continuare a parlarne...

Voi che ne dite?

Alla prossima.

venerdì 25 novembre 2016

POWER ENGAGEMENT!

Ciao a tutti, come va?

Dopo due post un po' seriosi ho deciso di concludere questa settimana con una notizia allegra e leggera. Infatti ora vado a segnalarvi la bella notizia di una proposta di matrimonio (gay) in cosplay. I due futuri mariti sono i simpatici James Reese e Anthony Grillo, che a quanto pare hanno in comune la passione per i Power Rangers...

Durante una delle ultime manifestazioni a cui hanno partecipato (il Texas ComiCon), mentre stavano posando per una serie di video (sfoggiando rispettivamente una tenuta da White Ranger Dino Charge e White Ranger Dino Thunder, credo...), Anthony si è organizzato per fare una proposta a sorpresa, e il video che hanno postato su facebook ha fatto il giro del mondo... E lo potete vedere qui sotto...
Congratulazioni! Se poi si volesse analizzare la cosa da un posto di vista prettamente sociologico, direi che il fatto che due ragazzi gay giovani e carini abbiano deciso di scambiarsi una promessa di matrimonio durante una Convention fumettistica in Texas, vestiti da Power Rangers, ha sicuramente una serie di rimplicazioni interessanti, che rappresentano una ventata di sano ottimismo in un momento storico che per gli USA (e non solo) non è propriamente entusiasmante.

Ovviamente la mia segreta speranza è che si vestano da Power Rangers anche per il loro matrimonio, o magari che per l'occasione facciano un party a tema...

In ogni caso tanti auguri!

mercoledì 23 novembre 2016

POSIZIONI CHIARE

Ciao a tutti, come va?

É dalla fine del 2014 che negli USA si è costituita la COMICS STUDIES SOCIETY (CLICCATE QUI), un'associazione che si propone di raccogliere e valorizzare il lavoro di tutti quegli insegnanti, studenti e ricercatori che vogliono mettere al centro del loro lavoro il linguaggio del fumetto. Promuovendo i "Comics Studies" dentro e fuori l'ambito accademico. So bene che, poichè in Italia i fumetti sono ancora considerati un ambito del tutto irrilevante per la maggior parte delle Università, dalle nostre parti un'associazione del genere appartiene più che altro all'ambito della fantascienza... Però esiste davvero, e a quanto pare si sta lentamente costruendo una reputazione di tutto rispetto.
Ad ogni modo, se parlo di questa associazione proprio su questo blog, non è solo per segnalare la sua esistenza. Infatti proprio di recente ha emanato un comunicato ufficiale in cui scrive:

"Sulla scia di una stagione elettorale rancorosa, segnata dalla divisione culturale, dalle minacce di privazione dei diritti civili e dalla violenza, il comitato esecutivo della Comics Studies Society ribadisce con orgoglio l'impegno della società per la valorizzazzione della diversità e dell'inclusione, con l'obbiettivo di lavorare per una maggiore comprensione interculturale e interdisciplinare . É un lavoro impegnativo, ma crediamo che sia la nostra missione: per noi le differenze non sono una debolezza, ma la fonte della nostra forza collettiva, professionalmente, socialmente e civilmente. Ed è anche per questo che troviamo questo lavoro gratificante.Come abbiamo sempre precisato, la CSS celebra e si propone di promuovere la diversità in tutto il campo degli studi sui fumetti. A partire dalla diversità delle discipline accademiche, della posizione di carriera, della nicchia di lavoro e dell'identità culturale e personale. I recenti avvenimenti ci hanno ricordato con forza l'importanza di questo impegno, e ci proponiamo di portarlo avanti. Il comitato esecutivo della CSS conferma, dunque, che vuole celebrare la centralità della diversità nei Comics Studies, e formalizziamo la nostra opposizione alla retorica della divisione che minaccia di lacerare l'identità stessa degli Stati Uniti e la natura pluralista e inclusiva degli istituti scolastici.Dal nostro punto di vista studiosi e studenti di tutte le etnie, colori, tradizioni, fedi, patrimoni, le origini e le nazioni, di tutti i livelli, età, generi e sessualità, neurodiversità e identità non normative - in breve, di tutti i tipi e le culture - non sono solo i benvenuti, ma sono assolutamente vitali per la l'affermazione dei Comics Studies. Noi, come rappresentanti della CSS, rifiutiamo fermamente (ed esortiamo tutti i membri della CSS a fare altrettanto) la politica e la retorica della divisione, dell' intolleranza e della paura. Inoltre, ci proponiamo di sottolineare questo impegno nelle nostre pubblicazioni, nelle nostre attività di conferenza, e in tutte le nostre comunicazioni ufficiali. Nei prossimi mesi, quindi, i membri della CSS vedranno che ci assumeremo questo impegno in modo concreti (come verrà segnalato nel nostro giornale e sul nostro sito).In sintesi, noi del comitato esecutivo della CSS continueremo a sostenere gli sforzi per combattere l'intolleranza, promuovere la visibilità culturale e la comprensione, e per difendere i membri delle comunità che sosteniamo, prendendo provvedimenti per favorire la comprensione e l'inclusione attraverso il nostro lavoro collettivo . Ed invitiamo tutti i memebri della CSS di unirsi a noi in questo impegno."

Che dire? Fantascienza nella fantascienza. Sicuramente questa presa di posizione fa onore alla CSS, e dimostra - una volta di più - che i fumetti sono una cosa seria... E soprattutto un linguaggio inclusivo che trae la sua forza dall'essere inclusivo. Cosa, questa, che purtroppo dalle nostre parti si tende troppo spesso a dimenticare (con tutte le conseguenze del caso). Che poi a confermarlo siano dei ricercatori e degli studiosi seri, dislocati in diverse Università americane, rende il tutto ancora più emblematico.

Fare dei paragoni con la situazione italiana, a questo punto, sarebbe un po' surreale (e forse anche masochista), tuttavia credo che un comunicato del genere potrebbe comunque offrire degli spunti di riflessione interessanti.

Alla prossima.

lunedì 21 novembre 2016

...E SIAMO ANCORA QUI!

Ciao a tutti, come va?

So bene che, quando passate da queste parti, è anche perchè siete curiosi di verificare quali sono le ultime novità italiane in fatto di censure omofobe e slanci eterosessisti che hanno a che fare col mondo dell'immaginario pop... Tuttavia oggi ho deciso che vi risparmierò il mio solito post che mette al centro la situazione delle tematiche LGBT in Italia, per ampliare lo sguardo e dimostrarvi (di nuovo) che - in effetti - si tratta giusto della punta dell'iceberg.

Anche perchè, generalmente, un paese che ha un rapporto conflittuale con le tematiche LGBT ha difficoltà a rapportarsi anche con tutta con una serie di altre cose... Finendo poi per cacciarsi in situazioni obbiettivamente imbarazzanti... Tipo quelle che sono diventate evidenti negli ultimi giorni.

La prima notizia che vado a riportarvi, e che è passata sotto silenzio praticamente ovunque, è che in Italia è stato omesso un altro episodio della serie MY LITTLE PONY: FRIENDSHIP IS MAGIC, e più precisamente l'episodio numero 23 della sesta stagione. Come avrete notato non ho scritto "censurato" o "adattato", ma proprio OMESSO... E, come è già avvenuto in passato, pare che la sua colpa sia stata quella di puntare un'eccessiva attenzione al sidro di mele prodotto e commerciato dalla famiglia Apple...

Probabilmente, come era già avvenuto con l'episodio 15 della seconda stagione (anch'esso incentrato sul sidro di mele), anche questo episodio deve essere stato comunque doppiato e, presto o tardi, sarà disponibile in italiano con l'uscita della relativa stagione in DVD... Però questo non rende meno surreale il fatto che non sia passato in TV. A quanto pare è stato del tutto irrilevante il fatto che siano passati quattro anni da quella prima censura, e che nei fatti il sidro prodotto dalla famiglia Apple è assolutamente analcolico: il solo fatto che venga utilizzata la parola "sidro" deve avere delle implicazioni che chi di dovere reputa rischiose... Anche se, in effetti, in questi casi è sempre difficile capire fino a che punto queste decisioni siano prese per una questione di principio e quanto siano determinate dalla paura di incorrere nelle multe dell'AGCOM (che a quanto pare sono inappellabili)... Resta il fatto che siamo probabilmente uno dei pochi paesi al mondo in cui vengono omessi degli episodi di una serie come questa per motivi di questo genere...

E la cosa ironica è che un mezzo per aggirare il problema, in realtà, ci sarebbe anche... Visto che nel primo film della serie Equestria Girls (ambientata in un mondo parallelo in cui i pony sono esseri umani) la parola sidro era stata tradotta come "succo di mele frizzante", e nessuno ebbe niente da ridire... O da censurare...

Forse il contesto "umano" poteva aiutare a camuffare meglio la pericolosa bevanda? Non ci è dato saperlo. Sicuramente se nella televisione italiana sono arrivati a porsi problemi di questo tipo è evidente che a monte c'è qualcosa che non funziona... E che continua a non funzionare da almeno quattro anni.

Comunque, se il caso dei MY LITTLE PONY è stato notato solo dai fans della serie, c'è un altro "caso" che sta avendo molta più visibilità. E mi riferisco al prossimo film Disney in animazione digitale, che arriverà nei cinema a dicembre... E cioè OCEANIA, che in realtà NON si chiama OCEANIA...

Siccome la storia è un po' complicata è meglio partire dall'inizio. Sta per essere distribuito in tutto il mondo un nuovo film Disney, ambientato in Polinesia e avente come protagonista una fanciulla di nome Moana (che nella lingua locale significa più o meno "mare profondo"). In quasi tutto il mondo il titolo del film sarà MOANA, ma in alcune nazioni la Disney a deciso di ribattezzare la protagonista Vaiana (che in lingua polinesiana significa "grotta di mare").

La spiegazione ufficiale, nel caso della Francia e della Spagna, è che il marchio Moana è stato depositato da altri, ma la situazione dell'Italia è leggermente più complessa (tanto per cambiare)... Anche perchè, come vi dicevo prima, da noi il film verrà distribuito come OCEANIA, e non come VAIANA. Comunicati ufficiali dalla Disney non ce ne sono stati, ma secondo l'autorevole sito CARTOONBREW, che ha chiesto lumi direttamente ai registi durante il festival di Annecy (cliccate QUI), la scelta italiana è stata determinata in buona parte dalla paura che il film fosse associato in qualche modo al nome di Moana Pozzi... Che, per chi non lo sapesse, è stata una famosa pornostar italiana, morta prematuramente nel 1994 (a 33 anni)...

E che in italia il problema relativo al marchio "Moana" andasse ben al di là del copyright lo si può intuire facendo una ricerchina sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico (CLICCATE QUI): se cercate il nome "Moana" noterete che è stato depositato ben sette volte, dal 1982 al 2012, con alcune varianti... Quindi se quelli della Disney avessero voluto depositare la loro personale versione del marchio "MOANA" in Italia probabilmente non ci sarebbero stati problemi... Tant'è che se cercate "Oceania" si trovano depositati ben 35 marchi e nessuno di questi mi pare sia riferito alla Disney... Tra l'altro, se questa storia di Moana Pozzi, probabilmente si sarebbero dati la zappa sui piedi da soli... Visto che con questo cambio di titolo hanno fatto in modo che in tutto il mondo di parlasse del nuovo film Disney associandolo in qualche modo ad una pornostar italiana...

Una pornostar che, essendo morta la bellezza di ventidue anni fa, sicuramente non avrebbe rappresentato un grande problema se il titolo del film fosse rimasto invariato... Chi e perchè, quindi, potrebbe aver preso questa decisione così avventata? Il grande capo della Disney Italiana, dal 2012, è il signor Daniel Frigo (foto sotto)...

Mentre da giugno Stefano Bethlen è stato nominato chief marketing officer della company, Davide Romani è diventato head of theatrical marketing e Giulio Carcano ha assunto il ruolo di head of theatrical distribution... Li vedete tutti in foto sotto...

Effettivamente, a giudicare dall'età che mostrano in foto, è altamente probabile che (per motivi prettamente anagrafici) quando hanno letto il titolo del nuovo film che avrebbero dovuto distribuire lo abbiano istantaneamente associato ad un personaggio simbolo della loro generazione... Pensando subito ad un modo per correre ai ripari.

Questo però non spienga perchè in Italia il film verrà distribuito come OCEANIA e non come VAIANA...

Forse sbaglio, ma se tanto mi dà tanto potrei anche pensare che - ricordandosi dei film che replicavano a getto continuo quando erano ragazzini - questi signori possano anche avere pensato che in Italia non fosse proprio il caso di usare il titolo VAIANA, come in Francia o in Spagna... Visto che ricordava troppo la canzoncina cantata da Alberto Sordi e Monica Vitti nel film "Polvere di Stelle" (1973)... Quella che faceva "Bell'aVaiana... Attacchete a 'sta banana"...

Così, probabilmente, saremo l'unico paese al mondo che a Natale si ritroverà ad andare al cinema per vedere un film intitolato OCEANIA, invece di MOANA o VAIANA (anche se la protagonista dovrebbe chiamarsi Vaiana anche in italiano)... E tutto per "colpa" di una pornostar passata a miglior vita ventidue anni fa e, quasi certamente, per via di un film che ha più di quarant'anni...O forse, più banalmente, per la paura di dover distribuire un film intitolato Moana o Vaiana in un paese ormai ostaggio di bigotti e puritani di una certa età e con un'ottima memoria... Anche se il film principalmente si rivolge ad un pubblico nato quando Moana Pozzi non era più su questa terra... E che probabilmente non ha nemmeno mai visto "Polvere di Stelle"...

E direi che tutta questa storia, a modo suo, è estremamente emblematica... Così come sono emblematiche anche altre forme di censura e rimozione molto più sottili e difficilmente individuabili... Qualche mese fa vi avevo parlato delle storie di Topolino realizzate in Francia per la Glénat da autori che hanno voluto dare un taglio diverso, e più maturo, al personaggio (CLICCATE QUI)...

Ordunque: finalmente quelle storie iniziano ad essere disponibili anche in Italia... Però non sono pubblicate dalla Disney Panini, bensì dalla Giunti Editore e direttamente per il mercato delle librerie... Alla non proprio modica cifra di venti euro l'una (però se le ordinate atramite il sito dell'editore CLICCANDO QUI potete risparmiare qualcosina). Ora: lungi da me l'idea di pensare male o di subodorare complotti strani, ma a che serve proporre delle storie innovative di Topolino se poi si rivolgeranno solo ai collezionisti disposti a spendere una ventina di euro per volumi dalle 48 alle 64 pagine? Non so quali sono i rapporti fra Disney, Panini, Glénat e Giunti, ma mi sembra molto inverosimile che la Panini non avesse il diritto di prelazione su queste opere (anche se, dal 1 ottobre 2014, Giunti Editore ha acquisito il ramo d'azienda Disney Libri)...

E se le cose stessero così perchè non ne ha usufruito? Forse perchè queste storie erano troppo distanti dal taglio del "suo" Topolino? Si è voluta risparmiare degli scomodi confronti che, inevitabilmente, sarebbero arrivati se avesse proposto le storie Glénat in un'edizione economica e fruibile a tutti?

Ovviamente si possono fare solo delle ipotesi... Certo è che presentare le storie di Topolino in questa edizione di lusso non ne incentiverà certo la diffusione nel nostro paese, e viene davvero da chiedersi se tutto questo non sia stato pianificato a tavolino per una qualche ragione precisa... Anche perchè, diciamocelo, alla Disney Panini non si sono mai fatti grandi problemi quando c'era da pubblicare materiale di qualità molto più bassa, quindi tutta questa storia qualche sospetto lo fa venire...

Non so perchè, ma qualcosa mi dice che - quando arriverà il momento - gli spunti di riflessione per questo blog non mancheranno.
Alla prossima.

venerdì 18 novembre 2016

SDOGANAMENTO LESBICO...?

Ciao a tutti, come va?

Da qualche anno la città di Milano organizza una tre giorni per la promozione dei libri e della lettura, di nome Bookcity (CLICCATE QUI), dislocata in vari punti della città. Segnalo l'edizione di quest'anno perchè proprio oggi, venerdì 18 novembre, è previsto un incontro per fare il punto sui fumetti a tematica lesbica in Italia.

L'incontro viene così presentato: "Un'(in)visibile corrente. Personaggi lesbici nel fumetto italiano - Dalle fanzine alle autoproduzioni dei primi anni '90, fino ad arrivare alle pubblicazioni mainstream degli ultimi anni, in Italia i personaggi lesbici e bisessuali hanno faticato non poco per conquistare il mondo dei fumetti. Una strada tortuosa e spesso invisibile al grande pubblico, ma fondamentale per costruire un immaginario inclusivo, in grado di rappresentare l'universo femminile in tutte le sue sfaccettature."

Partendo dalla presentazione del libro "Cronache dall'Ombra" di Patrizia Mandanici (che ovviamente sarà presente) ci sarà spazio per gli interventi di  Luca Enoch (che ripresenterà i volumi di Sprayliz editi da Edizioni BD) e Antonio Serra (il creatore di Legs Weaver, di cui ho parlato più volte anche su questo blog), ma anche per quelli di Milena Cannavacciuolo, direttrice di Lezpop.it, e Laura Magno, blogger e fumettista....

Il tutto  nella sala D di Base Milano, in Via Bergognone 34, alle ore 18.00 alle ore 20.00.

Un paio d'ore basteranno per snocciolare la questione come si deve? In effetti solo Patrizia Mandanici, Luca Enoch e Antonio Serra meriterebbero un'oretta a testa per raccontare e commentare la propria esperienza... E in effetti discutendo anche della situazione in generale, quando ci sono tanti ospiti, il rischio di lasciare in sospeso molte questioni è dietro l'angolo.

Speriamo in bene...

Ad ogni modo devo ammettere che leggendo la presentazione dell'incontro sono rimasto un po' perplesso. Nel senso che, se fossi un profano, mi verrebbe da pensare che in Italia siamo arrivati ad un punto in cui i personaggi lesbici si sono ritagliati finalmente il loro spazio nelle produzioni a fumetti italiane, quando in realtà non è così. E per rendersene conto basta considerare che i libri di Patrizia Mandanici e Luca Enoch raccolgono storie che erano state pubblicate più o meno vent'anni fa, o il fatto che Antonio Serra - per sua stessa ammissione - è stato praticamente obbligato a "ritoccare" Legs Weaver e ha combattuto da sempre una battaglia contro un "muro di gomma" (parole sue) per cercare di inserire certi temi nelle sue storie... Solo per arrivare a dei compromessi che spesso e volentieri lo hanno lasciato con un certo senso di frustrazione (CLICCATE QUI per avere conferma).

E ora che Antonio Serra ha abbandonato l'aspetto prettamente creativo di Nathan Never non si sa nemmeno se qualcun altro vorrà portare avanti la sua battaglia per l'inclusione dei temi LGBT con la sua stessa determinazione...

Quindi tutte queste "conquiste" lesbiche nel fumetto popolare italiano di oggi si riducono alle sporadiche apparizioni di Legs Weaver (e colleghe) nell'universo di Nathan Never e all'occasionale presenza della sorella di Dragonero sull'omonima serie? Possibilmente senza mai puntare troppo i riflettori sulla loro dimensione lesbica e senza dare loro modo di manifestarla troppo apertamente? Anche aggiungendo qualche comprimario "usa e getta" comparso in Dylan Dog e altrove, non è un po' pochino per dire che le lesbiche hanno conquistato il mondo dei fumetti?

Intendiamoci: i fumetti a tematica lesbica, in fumetteria (e libreria, ma NON in edicola), negli ultimi anni sono aumentati, ma si è trattato quasi esclusivamente delle edizioni italiane di volumi già pubblicati all'estero con successo... Mentre la quota lesbica, se di "quota" si può parlare, nelle produzioni italiane non solo si è mantenuta estremamente marginale, ma è stata anche caratterizzata da una rappresentazione ormai anacronistica dell'argomento, e da una certa certa involuzione delle strategie editoriali con cui lo si propone... Tant'è che, ad oggi, non c'è in giro alcun fumetto che possa essere paragonato alla Sprayliz dei primi anni Novanta...

D'altra parte, giusto per ribadire il concetto, non bisogna dimenticare che - a differenza di quanto avveniva negli anni Novanta - al momento in edicola non c'è alcuna serie avente come titolare un personaggio lesbico o bisessuale... E, a questo proposito, all'incontro di oggi non sarebbe stato male invitare anche Luciano Secchi (che sta pure dalle parti di Milano), per fargli raccontare la sua esperienza con Kerry Kross e Beverly Kerr, che tra l'altro ha provato a ristampare anche di recente (CLICCATE QUI)...

Se poi si volesse proprio andare a fondo col discorso direi che "rappresentare l'universo femminile in tutte le sue sfaccettature" non sembra proprio l'obbiettivo dei fumetti italiani di oggi... Tant'è che le poche volte che compaiono personaggi lesbici si tratta comunque della proiezione delle aspettative del pubblico eterosessuale maschile... E in particolare di quello che ha una conoscenza molto marginale e stereotipata della realtà lesbica (e soprattutto della sua comunità)...

Su questo blog, anche solo negli ultimi due anni, ho raccolto un ampia casistica, e non mi dilungherò oltre sulla questione.

Intendiamoci: un incontro del genere nella tre giorni di Bookcity è comunque una cosa positiva, ma  - per quel che vale la mia opinione - sono portato a pensare che siamo ben lontani dal poter celebrare il fatto che i fumetti italiani propongono "un immaginario inclusivo"... E presentare l'incontro in questi termini sembra un modo come un altro per dire che arrivati a questo punto la comunità LGBT, e in particolare quella lesbica, possa ritenersi soddisfatta...

E sinceramente non penso che sia il caso.

Alla prossima.

mercoledì 16 novembre 2016

CONFERME E RITORNI...

Ciao a tutti, come va?

A quanto pare, mentre nei fumetti italiani continuano ad esserci delle remore a presentare dei personaggi gay che siano davvero moderni e "cool", negli USA la tendenza diametralmente opposta continua a farsi largo. Anche e soprattutto quando bisogna rinnovare personaggi già esistenti. Tant'è vero che posso permettermi di dedicare l'intero post di oggi al rilancio di tre personaggi che erano spariti dalla circolazione da un po', e che ora potrebbero diventare delle nuove piccole icone per il pubblico omosessuale.

Partiamo dalla MARVEL, che proprio in questi giorni (su Sam Wilson - Captain America #15) ha deciso di far tornare in scena un personaggio secondario che si aggira nel suo universo fin dal 1985: si tratta di Dennis Dunphy, alias D-MAN... Un personaggio che in effetti aveva lanciato dei segnali  un po' ambigui fin dal suo debutto...

Inizialmente era stato presentato come un giocatore di football americano che non si sentiva all'altezza dei suoi compagni di squadra, e che per questo aveva accettato di sottoporsi ad un processo di potenzialmento fisico da parte di un'associazione criminale specializzata nella creazione di superumani da impiegare in combattimenti clandestini.

Infatti, dopo il trattamento, Dennis Dunphy divenne troppo forte per il football e a quel punto fu praticamente costretto a combattere come wrestler clandestino, sfoggiando una cresta abbastanza appariscente e riuscendo a dare del filo da torcere persino alla Cosa dei Fantastici Quattro.

La sua vita cambia quando si imbatte in Capitan America: i due diventano amici e lui si offre di diventare la sua nuova spalla ufficiale, indossando un costume che riprende in parte il primissimo costume di Daredevil e in parte la prima maschera di Wolverine...

Il suo gusto in fatto di tutine aderenti fu poi determinante per la realizzazione del costume nero che indossò per un certo periodo Capitan America/Steve Rogers quando dovette abbandonare il suo costume storico. Ad ogni modo già in quel periodo era evidente che Dennis Dunphy aveva una certa tendenza ad essere molto affettuoso ed espansivo con i supereroi di sesso maschile, mentre era relativamente indifferente al sesso femminile in generale... Anche se la cosa passò abbastanza inosservata...
Successivamente gli sceneggiatori iniziarono a ritenerlo una presenza un po' ingombrante e tutto sommato inutile e venne fatto sparire dalla circolazione con vari stratagemmi. Ad ogni modo, anche se fu ritenuto morto in più occasioni, ha sempre finito per tornare (seppure in ruoli molto marginali e stentando sempre a trovare la sua giusta collocazione). Il suo ennesimo ritorno, questo mese, coincide però con la presentazione del suo compagno, mentre tenta di indossare ancora la sua prima tenuta da lottatore in vista del suo rilancio sul ring...

Anche se per fortuna, alla fine, opta per una tenuta più sobria e al passo coi tempi...

Come e quanto il personaggio verrà presentato nei prossimi mesi è ancora tutto da vedere... Sicuramente è interessante constatare che si tratta del primo partner di Capitan America di cui è stata confermata l'omosessualità (o perlomeno la bisessualità).

Sul fronte DC COMICS, nel frattempo, c'è stato il ritorno del primo personaggio gay dichiarato della casa editrice, ovvero Gregorio De La Vega alias Extrano... In una veste inedita e sulle pagine della nuova miniserie dedicata a Midnighter e Apollo.

Qualche precisazione: il personaggio comparve per la prima volta nel 1988 durante l'evento MILLENIUM, in cui alcuni rappresentanti dell'umanità vennerò selezionati per realizzare il loro pieno potenziale e diventare i nuovi guardiani dell'universo. Uno di questi fu proprio Gregorio De La Vega, un gay peruviano che rispecchiava tutti i più classici stereotipi legati all'omosessualità... Tant'è che in seguito si scoprì anche che era sieropositivo...

Ad ogni modo il suo potenziale si realizzò, e così divento Extrano il mago supremo... E in considerazione del fatto che Extrano è l'equivalente spagnolo della parola inglese "strange", fu subito abbastanza evidente che voleva essere una parodia  del Dr. Strange della MARVEL... Tant'è che la prima tenuta di Extrano sembrava proprio voler parodiare in maniera un po' barocca il look - già di per sè appariscente - del suo più illustre collega...

Successivamente alla DC tentarono di vilirilizzarlo quel tanto che bastava per renderlo commercialmente interessante... Senza però ottenere dei grandi risultati, tant'è che Extrano e quasi tutti i nuovi guardiani sparirono dalla circolazione  nel 1993, quando l'isola su cui si trovavano venne distrutta e si pensò che fossero tutti passati a miglior vita...

Fatto sta che, proprio in questi mesi (dopo l'ennesima crisi spazio-tempo-dimensionale), alla DC Comics hanno pensato di reinserire il personaggio di Extrano nella continuity ufficiale, e proprio sulle pagine della prima miniserie della casa editrice dedicata ad una coppia di supereroi gay. La cosa interessante è che stavolta il personaggio si presenta in maniera più sobria, e come una vera e propria versione alternativa del Dr. Strange...

E a quanto pare il personaggio è destinato ad avere un ruolo di una certa importanza nella miniserie (aiuterà Midnighter a salvare Apollo addirittura dall'inferno)... Quindi non è detto che dopo questa esperienza non possa tornare a far parlare di sè. Da notare che, essendo lo scrittore della serie Steve Orlando (che è gay dichiarato), forse dietro a questo rilancio di Extrano c'è proprio l'intento di dargli una seconda possibilità e di far dimenticare tutti gli stereotipi e i risvolti macchiettistici che lo avevano caratterizzato in passato.

Comunque non solo la MARVEL e la DC COMICS si stanno dando da fare per rilanciare e/o svecchiare la loro riserva di personaggi gay... Anche la piccola casa editrice canadese Chapterhouse Comics (CLICCATE QUI), ad esempio, ha deciso di puntare su queste tematiche... E ha deciso di farlo rilanciando un avventuriero canadese comparso in alcuni fumetti degli anni Quaranta: Freelance...

Il suddetto personaggio, che è nella lista di quelli che sono diventati di pubblico dominio, era stato allevato da una tribù primitiva in una misteriosa valle tropicale collocata in Antartide, diventando più forte e resistente di qualsiasi altro essere umano. Tornato alla civiltà ha cominciato a combattere i nemici della democrazia assieme alla spia russa Nathasha e dall'ex pirata Big John.

Nella versione che sarà presentata dalla Chapterhouse Comics a partire da gennaio, però, questo eroe sarà dichiaratamente gay (mentre Natasha e Big John diventeranno una scienziata e un ex contrabbandiere)... E girerà per il mondo risolvendo misteri e sventando minacce fra il fantascientifico, il magico e il paranormale...

Da notare l'opera di svecchiamento in stile manga operata sul personaggio principale...


E sui suoi due amici...


Non so perchè, ma ho la sensazione che questo fumetto potrebbe avere un discreto successo...

In ogni caso direi che siamo lontani diversi anni luce dall'approccio che contraddistingue chi elabora e realizza i fumetti Made in Italy... Soprattutto quando e se vuole provare ad inserire tematiche e personaggi di un certo tipo... Forse, in questo caso, almeno in parte ha influito il fatto che uno dei due sceneggiatori dietro al rilancio di Freelance si chiama Andrew Wheeler (foto sotto) ed è gay dichiarato?

Forse ha aiutato il fatto che l'altro sceneggiatore, Jim Zub (foto sotto), ha all'attivo anche diverse serie in cui non si è mai fatto problemi riguardo all'introduzione di personaggi LGBT, anche in coppia (come ad esempio nelle sue storie ispirate al mondo di Pathfinder)?

Chissà...

Certo è che tutto questo perenne movimento oltreoceano, a fronte della solita calma piatta dalle nostre parti, lascia sempre più perplessi...

Alla prossima.

lunedì 14 novembre 2016

...TUTTO QUI?

Ciao a tutti, come va?

Uno degli argomenti su cui questo blog punta spesso l'attenzione, quando si parla delle manifestazioni italiane dedicate ai fumetti, è la cronica mancanza di spazi di approfondimento dedicati al rapporto fra fumetto e temi eticamente sensibili.

Anche perchè, nei fatti, i fumetti italiani che toccano argomenti eticamente sensibili - e che lo fanno in maniera diretta e moderna - sono davvero pochi.

Così, quando ho saputo che a XMAS Comics 2016 (l'anteprima di Torino Comics, che si terrà al Lingotto di Torino il 17-18 dicembre) ci sarebbe stata una tavola rotonda sul tema della violenza di genere, sono rimasto abbastanza colpito... Anche perchè poteva essere un primo segnale di apertura verso argomenti che tradizionalmente le fiere di fumetto italiane schivano come la peste (uno per tutti la questione LGBT)... Poi, però, ho approfondito un po' meglio la cosa e diciamo che sono rimasto più che altro perplesso.

Tutto parte dalla constatazione che la tavola rotonda in questione parte dal fumetto dedicato a Lady Tabata... O meglio: alla versione a fumetti di Barabara Delmastro Meoni, in arte Lady Tabata, personaggio di cui ammetto che non sapevo assolutamente nulla, ma che si presenta come imprenditrice, ex modella, cantante, DJ e regina della nightlife di Torino e dintorni... Anche se precisa più volte che lei promuove la nightlife sana e lontana dal consumo di droghe (e, stando a quanto riporta il suo sito, per questo ha ricevuto anche dei premi).

A quanto pare è anche una paladina della lotta contro la violenza sulle donne, e per questo ha pensato di prestarsi a diventare un fumetto in cui si presenta come un'immortale da sempre impegnata per la difesa del sesso debole (perlomeno dai tempi della scienziata Ipazia, massacrata dai fanatici cristiani ad Alessandria d'Egitto nel 415 d.C), che ha il superpotere di fermare il tempo aprendo un boccetta di profumo magico... Che a quanto pare le torna particolarmente utile quando deve affrontare tutti quei vampiri che, a quanto pare, spingono da sempre l'umanità verso la violenza di genere (!)...

I due capitoli del suo fumetto realizzati finora si possono leggere CLICCANDO QUI, e sono in italiano, inglese, francese e persino giapponese...

Ora: io non voglio mancare di rispetto a nessuno, ma se non siamo ai livelli di LADY MAFIA (fumetto di cui ho parlato più volte), poco ci manca... Anche se, in questo caso, la cosa che lascia più perplessi è lo stridente contrasto fra il messaggio che dichiarano di lanciare queste storie e il modo in cui si pone la protagonista (e il personaggio a cui la protagonista si ispira)...

Tra l'altro basta fare una semplice ricerchina su Google per imbattersi in interviste come quella rilasciata a Dagospia (CLICCATE QUI), in cui Lady Tabata si lascia andare a pensieri e confidenze che a tutto fanno pensare fuorchè a una paladina della lotta alla violenza di genere. Qui sotto, ad esempio, vi riporto un estratto in cui esprime il suo pensiero sul sesso maschile (in senso lato):

"Cosa non perdona ad un uomo?
Il pene piccolo. Non riesco ad avere rapporti con uomini minidotati. Se mi ritrovo un fallo infantile a letto mi assale il malumore ed entro in uno stato di inconsolabile sconforto.

Addirittura?
Si. Un pene deve essere vigoroso, rigoglioso, potente.

Qual e' il pene perfetto?
Lunghezza media ma spesso, cicciotto, doppio. Adoro I falli dalle circonferenze importanti. E poi deve essere sempre disposto a soddisfare i miei ordini.

Di un uomo guarda solo il suo "gingillo"?
No, anche la sua abilità orale. Non parlo solo di capacità dialettica..."

E questo è quanto.

In occasione della conferenza prevista per XMAS Comics 2016 saranno presenti, oltre allo sceneggiatore Nico Vassallo e alla disegnatrice Elena Bia, la disegnatrice Lola Airaghi, l’illustratrice e pittrice Marilisa Serra, la cabarettista Viviana Porro e la dj di Radio M2O Chiara Robiony. All’evento è stata invitata anche la Sindaca di Torino Chiara Appendino...

Inoltre pare che si stiano perfezionando accordi per organizzare una sfilata di cosplayer che si ispireranno a Lady Tabata (CLICCATE QUI), mentre la Vittorio Pavesio raccoglierà in volume cartaceo le due storie pubblicate finora e la terza che verrà presentata a  XMAS Comics 2016... 

La stessa Vittorio Pavesio che ha tradotto in italiano i volumi sulla teoria del fumetto di Scott McLoud? Esatto... Proprio quella.

Tra l'altro, giusto per non farrci mancare nulla, gli omosessuali che si intravedono nelle storie di Lady Tabata sono estremamente stereotipati e tratteggiati in maniera quantomeno retrò... E anche questo contribuisce a dare un certo retrogusto grottesco a tutta questa operazione, soprattutto se si considera che - in un secondo tempo - dovrebbe accompagnarsi ad altre iniziative per sensibilizzare alla questione della violenza di genere (come ad esempio la proposta di raccogliere lavori sul tema della violenza sulle donne, da esporre nella prossima edizione di Torino Comics ad aprile).

So che non bisognerebbe giudicare il taglio di una conferenza (men che meno sul tema della violenza sulle donne) prima di averla vista, ma devo ammettere che il contesto in cui questa idea è nata e ha preso forma mi lascia leggermente scorato.

Che il mondo del fumetto italiano debba riprendere il contatto (e il confronto) con la realtà è un dato di fatto, così come è un dato di fatto che le manifestazioni fumettistiche possano avere un ruolo importante in questo processo... Però, se devo essere sincero, questo primo approccio alla questione dopo tanto tempo è alquanto desolante... Visto che lo scopo di tutta questa operazione, più che altro, sembra quello di creare un piccolo caso mediatico di portata locale per avere un po' di successo presso il pubblico occasionale (quello dei discotecari?), e non certo quello di svecchiare il fumetto italiano o di toccare argomenti particolarmente scottanti...

Anche se, è bene precisarlo, almeno in questo fumetto si condanna esplicitamente il fondamentalismo cristiano e l'ipocrisia della società in cui viviamo... Cosa, questa, che molti editori ben più quotati evitano accuratamente di fare.

Il problema è che, con tutto quello che ci sarebbe davvero da fare in questo senso, tutta questa operazione finisce essenzialmente per dimostrare come la situazione continui ad essere pericolosamente arretrata... Anche e soprattutto quando arriva qualcuno che sostiene di fare qualcosa di nuovo e importante.
Detto ciò vi lascio con l'ultimo video di Lady Tabata, in cui compaiono anche alcune sequenze tratte dal suo fumetto... E infatti presumo che, fra le righe, si ispiri ai suoi temi...
Ovviamente la speranza è che la situazione si evolva quanto prima... Anche perchè gli anni Novanta sono finiti da un pezzo.

Alla prossima.