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giovedì 26 giugno 2008

LA SEGNALAZIONE DI OGGI

Ammetto che quando avevo inaugurato questo blog pensavo che lo avrei usato prevalentemente per parlare di quello che facevo io, ma constatando la penosa mancanza di spazi in italiano che parlino di fumetti gay e di tutto quello che ci ruota attorno sono ben felice di sopperire a tale mancanza dedicando buona parte dei miei post a quello che fanno gli altri. A maggior ragione se, grazie al vostro contributo, riesco a parlarne in maniera più approfondita. E' un po' il caso del post di oggi, che è la diretta conseguenza di quello di ieri...Infatti, grazie al contributo di lore!, adesso posso segnalarvi che l'autore dei disegni per la campagna promozionale del Bologna Pride si chiama Michele Soma ed è un simpatico ragazzotto barbamunito (il suo profilo su flickr è QUI). Siccome è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare qui di seguito vi posto i personaggini che hanno accompagnato la mascotte Giulio nella campagna del Bologna Pride.














A parte sua eminenza (eminenza? ma quello lì non ha fatto carriera?) e il sindaco Sergio, molto riusciti ma che mi sembrano una forzatura piazzata lì giusto per solleticare la provocazione, direi che gli altri personaggini sono tutti (o quasi) davvero carini e centrati. A questo punto la domanda è: visto che la manifestazione è questo sabato ed è di portata nazionale, quanti di voi li hanno visti non frequentando locali gay in cui venivano distribuite riviste gay? E quanti li hanno visti non abitando a Bologna (dove i loro manifesti sono stati giustamente affissi per strada)? Anche la bellissima immagine di gruppo (dove sono riconoscibilissimi tanti personaggi dell'attuale scena GLBT italiana) è stata usata solo come copertina del Cassero Magazine (che poi sarebbe la rivista dell'arcigay di Bologna). Vai un po' a capire...

mercoledì 25 giugno 2008

SIGH...SIGH...SIGH...

Ormai anche i sassi dovrebbero sapere che il 28 giugno (cioè questo sabato), a Bologna si terrà la parata del Gay Pride Nazionale, alla quale ovviamente parteciperò (in attesa che di avere un successo enorme che mi consenta di creare un carro tematico per i miei personaggi con Michael Kenta vestito da Robin Hoog che getta preservativi ai partecipanti...^__^). Oggi però volevo parlarvi di Giulio e dei suoi amici...Non sapete chi sono Giulio e i suoi amici? Ecco...Il punto è proprio questo! Dunque, andiamo con ordine: la campagna promozionale del Gay Pride bolognese è stata studiata con un taglio giovane e fumettoso, con una decina di testimonial disegnati in stile manga kawaii (kawaii è un termine giapponese che in italiano suonerebbe come "cicciopuccioso", nel senso che è uno stile teneroso, tondeggiante e molto sintetico...In stile Hello Kitty e Pukka, per intenderci). Ogni testimonial rappresenta un diverso elemento della comunità GLBT, ma la mascotte principale è Giulio.

Carino, vero? Peccato che sul sito del Bologna Pride sia usato giusto come contorno, mentre degli altri personaggini non ci sia traccia. Organizzare un Gay Pride è un'impresa immane e ci sono tante cose a cui pensare...Ma possibile che il potenziale di questo simpatico personaggino (e degli altri che lo hanno accompagnato) sia stato sottovalutato in questo modo? Lo si sarebbe potuto sfruttare per un'infinità di gadgets, dalle t-shirts alle tazzine, e una striscia a fumetti con lui e gli altri personaggi sarebbe stata davvero simpatica...E invece niente! Magari sbaglierò, ma qualcosa mi dice che anche questo è un riflesso della mancanza di una vera cultura del fumetto nel nostro paese: sui manifesti il fumetto si può usare perchè è simpatico, però non giustifica un investimento di risorse più studiato e mirato...Peccato! un'altra occasione sfumata! A meno che qualcuno non decida di riciclare Giulio e i suoi amici a prescindere dal Bologna Pride...Ma qualcosa mi dice che è un'ipotesi un pochino inverosimile. D'altra parte il nostro paese non è esattamente famoso per le sue scelte in fatto di mascottes e gestione delle stesse...Qualcuno si ricorda le orripilanti mascottes delle olimpiadi invernali di Torino 2006???
Eppure all'epoca erano praticamente ovunque e gli hanno pure dedicato un cartone animato! Le abominevoli mascottes delle nevi! BRRRR...Però non erano il primo caso di abominio mascottifero partorito in Italia...Chi non è proprio giovanissimo dovrebbe ricordarsi anche dell'inquietante CIAO...La mascotte dei campionati di Italia 90...
Però anche CIAO all'epoca lo piazzarono ovunque...E tutto questo mentre i poveri Giulio & Co. - che effettivamente sono un'idea simpatica e interessante - sono comparsi unicamente sui manifesti e su qualche rivista gay...E neppure viene citato il loro ideatore...Uff...Comunque se volete conoscermi al Gay Pride io ci sarò :-)

martedì 24 giugno 2008

IL POST LEGGERO DI OGGI

In realtà oggi non pensavo di postare nulla, ma siccome ho appena letto che questo blog nella classifica universale di alexa.com si trova in posizione 507495 mi sembrava perlomeno doveroso esternarvi i miei ringraziamenti, visto che anche in piena estate questo piccolo spazio web continua a guadagnare posizioni. D'altra parte fare un post solo per ringraziarvi mi sembrava un tantino triste. Così mi sono detto che, visto che parlare del cartone di JEM mi ha portato bene, oggi potevo cogliere la palla al balzo e parlarvi del terzo gruppo musicale comparso in quella serie così gay friendly: gli Stingers. Se ricordate bene la serie, ma questo nome non vi dice comunque nulla, non preoccupatevi: erano comparsi solo nelle ultime puntate dell'ultima serie e il giocattolo non superò mai la fase prototipo. La ditta che produceva i giocattoli di JEM (la Hasbro) decise improvvisamente di concludere il progetto dopo due anni e mezzo, e con esso la serie animata. Il motivo ufficiale era che le bambole non vendevano, ma voci di corridoio sostengono che il problema fosse nel fatto che le bambole proponevano dei modelli un tantino troppo trasgressivi e sessualmente disinibiti rispetto alle classiche Barbie, e per questo iniziarono ad essere boicottate dai genitori. La serie animata, poi, non si rivolgeva certo alla prima infanzia, e pur continuando ad avere un'ottima audience, iniziò ad essere vista con sospetto a vari livelli. Forse il colpo di grazia venne dato proprio dagli Stingers: Riot, Minx e Rapture...In particolare Riot, la voce solista, era il classico edonista dai risvolti ambigui...E la sua passione per JEM era dettata più dal suo desiderio di valorizzare la propria immagine che da un genuino interesse nei confronti della titolare della serie. Per quanti non avessero idea di chi sto parlando ecco qui alcuni video.

Iniziamo con la canzone d'esordio degli Stingers.


Questo clip invece illustra i difficili esordi della band.


Il video seguente secondo me è particolarmente esemplificativo: mostra il rapporto conflittuale di Riot col padre militarista che non lo accetta, considerandolo poco uomo. Già dal titolo (che in italiano sarebbe "prendere o lasciare") si possono intuire i sottointesi gay di tutta la vicenda.


Direi che ben si abbina col pezzo seguente...Un inno alla libertà, alla tolleranza e alla riconciliazione.


Ci sono poi i brani sensuali e ammiccanti come questo (prego notare le trovate camp)...


E questo...


Non male per un cartone basato su una linea di bambole, vero? Peccato che chi di dovere non abbia continuato su quella strada...

lunedì 23 giugno 2008

LA SEGNALAZIONE DI OGGI

In questi giorni viene presentato ufficialmente In Italia sono tutti maschi, l'attesa graphic novel di Luca de Santis e Sara Colaone in uscita per Kappa Edizioni, che nei giorni del Gay Pride di Bologna ci propone un viaggio nella memoria, attraverso fascismo, ipocrisia, amicizia e scandali dimenticati.

Riassunto:
Le leggi razziali dell'Italia fascista non menzionavano provvedimenti contro gli omosessuali: non ce n'era bisogno, disse Mussolini, poiché in Italia gli uomini non potevano essere che maschi, attivi e virili.
La realtà fu ben altra. Dal 1938 al 1943 molti omosessuali italiani furono mandati al confino nelle isole. Quasi trecento giovani "femminielli", "arrusi", "buchi" furono così sradicati dalla propria vita, bollati ufficialmente come nemici della Patria.
Cinquant'anni dopo, il documentarista Rocco si mette sulle tracce dell'ex confinato Antonio, per riportare alla luce quella storia dimenticata, ma si trova a fare i conti con tutto il dolore che i ricordi possono provocare.

Gli autori:

Luca de Santis è nato nel 1978 a Campobasso. È sceneggiatore, autore teatrale e radiofonico. Ha collaborato con Comedy Central, Mtv Italia, Endemol e in teatro è coautore dell'avanspettacolo Burlesque! con i cui testi ha vinto il Premio Massimo Troisi 2008.

Sara Colaone è nata nel 1970 a Pordenone. Ha pubblicato i suoi fumetti per Kappa Edizioni, Coconino Press, Vivacomix e Stripburger. Come illustratrice ha collaborato con Internazionale, PuntoIt, Associazione Hamelin, Cooperativa Giannino Stoppani, Zanichelli e Pearson-PBM. Insegna Fumetto e Illustrazione all'Accademia di Belle Arti di Bologna.



Prima presentazione:
martedì 24 giugno, ore 18.00
Libreria Melbookstore
Via Rizzoli, Bologna

Mostra:
Istituto Storico Parri Emilia Romagna
dal 26 giugno al 26 luglio 2008, dal lun al ven dalle 16 alle 19, sab dalle 10 alle 13
Via Sant'Isaia 18, Bologna

Una piccola anteprima:



Riflessione personale: non ho ancora visto il libro, quindi il mio giudizio è solo sul valore simbolico dell'iniziativa. Da una parte è molto bello che in Italia esca un romanzo grafico di questo tipo, con un valore storico incontrovertibile e totalmente inedito per il nostro paese. Dall'altra non posso fare a meno di esclamare un bel "ci risiamo!". Sembra proprio che gli unici fumetti a tema gay che possono essere realizzati e pubblicati in Italia debbano puntare su toni vittimistici e pietistici, o perlomeno emotivamente conflittuali. Nessun fumetto che propone modelli assertivi, propositivi e ottimisti. Nessun protagonista gay che sia sereno e sicuro di sè, che non sia preda di amori impossibili e turbamenti vari, nessun personaggio che sia capace semplicemente di vivere per quello che è senza logoramenti di vario tipo...E soprattutto nessun fumetto gay in cui i gay siano incontrovertibilmente mascolini (niente da dire su chi è più femminile, per carità, però quello non è l'unico modo di essere gay!). Mi sa che di RAINBOWS c'è ancora molto bisogno e che dovrò accelerare i tempi per riprenderlo in mano...

domenica 22 giugno 2008

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Aiuto che caldo! E' proprio vero che non c'è più la mezza stagione, e non avendo l'aria condizionata posso garantirvi che che la botta di caldo si sente tutta...E immagino che con questo caldo diventerò anche più lento negli aggiornamenti dei post.
Comunque sono ancora qui e oggi volevo riallacciarmi un attimo all'ultimo articolo che ho pubblicato su Gay.It e che trovate qui. Ho parlato dell'antologia spagnola GAY TALES curata da David Cantero, che molto gentilmente mi ha procurato il gestore di TROY (che ogni tre per due se ne va a Madrid, beato lui!). Comunque in questa sede non voglio ripetere la recensione, ma volevo focalizzarmi su un punto che avevo affrontato solo superficialmente, ovvero il fatto che in Italia non sarebbe affatto semplice mettere assieme tredici disegnatori di fumetti gay, e non certo perchè i fumettisti gay manchino. Il fatto è che anche i fumettisti sono esseri umani, e come buona parte degli omosessuali italiani preferiscono non rendere visibile il loro orientamento sul lavoro. Ovviamente camuffarsi in questo modo contribuisce a rallentare i progressi della già arretrata mentalità nostrana, soprattutto quando il lavoro coincide con un canale priviliegiato per lanciare messaggi (e questo discorso vale per i fumetti, come per la televisione, il cinema e gli altri media). Per esempio, io conosco da anni un fumettista gay che abita nella mia città (per rispetto non farò nomi), che non ha particolari problemi ad accettarsi, ma nonostante la giovane età bada bene di non dichiararsi sul lavoro o coi colleghi, e probabilmente non farebbe mai un fumetto esplicitamente gay...Neppure a pagarlo a peso d'oro. Eppure è bravo, ha una posizione consolidata e prossimamente pubblicherà anche per l'estero. Che dire? Forse la colpa è sia del clima che si respira in Italia (che, diciamocelo, non invoglia molto a farsi avanti), sia del fatto che nella nostra comunità gay più che sostenere la visibilità si incoraggia la filosofia del "meglio evitare di espormi ogni volta che posso". In ogni caso, per sottolineare il contrasto fra questo modo di pensare e il modo di pensare che c'è altrove, oggi vorrei condividere con voi un paio di video di Charles “Zan” Christensen, lo sceneggiatore della serie (inedita in Italia) The Mark of Aecus, pubblicata dalla Class Comics di Patrick Fillion (fumettista e imprenditore gay che tanto per cambiare è a sua volta inedito in Italia). Si tratta di una storia erotica a tinte horror, a base di sette, antichi culti proibiti e altre amenità del genere...Il nostro amico Zan a voluto mettere su youtube il momento in cui ha scartato il pacchetto con le prime copie fresche di stampa.

E si è anche autointervistato desnudo in camera da letto, presentando dettagliatamente il frutto della sua creatività (e dei disegni di Mark Brill)...Se siete amanti degli orsetti brizzolati potreste trovare questo filmato particolarmente interessante...

Alla faccia della faccia tosta! Premesso che il sottoscritto non oserà mai fare una cosa del genere per promuovere i suoi fumetti, e premesso che come sanno fare autopromozione gli americani non la sa fare nessuno, quando vedo certe cose non posso fare a meno di sentirmi su un altro pianeta. Mhhh...Dite che un patentino interplanetario è molto difficile da prendere?

venerdì 20 giugno 2008

IL POST LEGGERO DI OGGI

Qualcuno mi ha fatto notare che parlando del cartone di JEM ho liquidato un po' troppo in fretta il gruppo avversario delle MISFITS, che essendo più provocanti e spregiudicate avevano quel tocco trasgressivo in più che fa tanto "icona gay". Per correttezza, quindi, oggi condivido con voi alcuni video della prima formazione di questa band, quando era formata da Roxy, Stormer e dalla loro leader Pizzazz (che si pronuncia Pizèz e non "Pizza" come nell'adattamento italiano). A parte il fatto che effettivamente certe drag-queen sono più sobrie, c'è da dire che nei testi delle loro canzoni i sottointesi gay non erano poi così sottointesi. Detto questo qui di seguito vi posto alcuni video che hanno in comune il fatto di provenire da episodi realizzati da uno dei migliori studi di animazione che ha seguito la serie (infatti questo cartone animato era commissionato a studi diversi per garantire un'episodio alla settimana, e questo spiega perchè la qualità delle animazioni - e persino la caratterizzazione dei personaggi - fosse discontinua). Voi quale preferite?






In ogni caso, a riprova del fatto che questo cartone ha lasciato il segno in più di una generazione, qui di seguito vi faccio vedere un paio di cosplay ad esso dedicati al Wondercon del 2006 e al ComiCon del 2007...




E siccome su questo BLOG non deve mancare nulla eccovi lo spettacolo in drag dedicato a JEM nel Gay Pride di Toronto 2007!



E ovviamente c'erano anche le MISFITS...



Che dire...Forse il fatto che in Italia questo cartone non è replicato da tanto tempo non è proprio casuale...

giovedì 19 giugno 2008

L'ARTISTA DI OGGI

Ultimamente i fumettisti gay dichiarati (e le fumettiste dichiaratamente lesbiche), sono in sensibile aumento in tutto il mondo. C'è da dire che non è un aumento generalizzato, nel senso che coinvolge solo artisti di un certo tipo. Infatti è un fenomeno che riguarda fumettisti decisamente giovani (l'età media è intorno ai trent'anni), inseriti anche nel mondo gay e che magari hanno esordito con prodotti che si rivolgono proprio a questa nicchia di mercato. E questo spiega anche perchè in Italia, dove il mondo gay di fatto non copre le spalle a nessuno, siano così pochi. In ogni caso in tutto il mondo i fumettisti gay dichiarati over 50 sono pochissimi, visto che si sono formati in un'epoca in cui dichiarare certe cose era effettivamente un problema. I pochi fumettisti gay dichiarati di quella generazione, inotre, lo sono anche perchè i loro fumetti erano parte integrante del movimento gay (come nel caso di Howard Cruse), mentre chi era già inserito nel mondo del fumetto tradizionale ha sempre preferito vivere la sua condizione nella riservatezza anche dopo lo sdoganamento dell'omosessualità. Però c'è almeno un'eccezione.
C'è un fumettista, nato nel 1953, che nel 1991 si è dichiarato pubblicamente in un'intervista al prestigioso The Comics Journal, e a quanto mi risulta è stato il primo caso di coming-out fumettistico da parte di un autore gay che non realizzava fumetti gay. L'autore in questione si chiama Philip Craig Russell ed è il simpatico signore che vedete in questa foto.
Il nostro amico P.C. Russel (il suo sito, ricco di cose sfiziose, è QUI) ha cominciato a lavorare per la Marvel nel 1972, dopo essersi diplomato in discipline pittoriche all'Università di Cincinnati, ma nel giro di pochi anni ha capito che voleva dare ai suoi lavori un taglio più personale, e così si è rivolto sempre più spesso agli editori alternativi, grazie ai quali ha potuto esprimere al meglio la sua creatività. Ad esempio ha realizzato un delizioso adattamento a fumetti dei Libri della Giungla di R. Kypling e una suggestiva versione dello stregone Elric di Melnibone creato dallo scrittore Michael Moorcock (che ha collaborato direttamente con lui). Il suo pezzo forte, però, sono stati gli adattamenti teatrali di famose opere liriche: da "I Pagliacci" a "Salomè", ma soprattutto una bellissima (e lunghissima) versione de "L'Anello dei Nibelunghi" (tradotta anni fa anche in Italia). E' anche autore della metafisica grapic novel Mistero Celeste (anche questa tradotta anni fa in Italia), tutta dedicata ad un paradiso popolato da angeli nudi e asessuati (ma inequivocabilmente maschili) che non facevano mistero delle passioni che li legavano. Se escludiamo i suoi fumetti tratti dalle favole di Oscar Wilde, che comunque sono patrimonio dell'umanità e non certo un'esclusiva "gay", l'unica altra cosa relativamente gay che avrebbe voluto portare avanti era un progetto assieme al regista/scrittore/pittore Clive Barker (anche lui gay dichiarato), ma purtroppo non se ne fece mai nulla. In compenso dai disegni di P.C. Russel traspare una inequivocabile passione per la realizzazione delle figure maschili, ed è bello vedere che non si fa problemi al riguardo. Approfittando del cambio euro-dollaro favorevole mi sono fatto arrivare un bel volume retrospettivo che ripercorre la carriera di questo artista ed è stata una piacevole sorpresa vedere che al suo interno c'erano diversi studi di nudo maschile...
Dovete sapere che di solito quando negli USA si dedicano delle monografie ai fumettisti (una sana abitudine che in Italia NON abbiamo) vengono sempre arricchiti con i loro studi di nudo, che finiscono per essere sempre e solo femminili. Niente di male, per carità, però ammetto che tutte queste grazie femminili abbondantemente esposte mi procurano sempre una punta di irritazione, perchè sembra proprio che si voglia dare spazio solo ad una prospettiva eteromaschile (e poi qualcuno si chiede perchè ci sono poche ragazze che leggono i comics americani!). Invece, perlomeno nel caso della monografia sul pluripremiato P.C. Russel, c'è stato spazio per i suoi studi di nudo maschile (e volevo ben dire...!). Qui di seguito ve ne posto qualcuno, e poi se vi va mi direte che ne pensate.









OK! Negli USA c'è un altro modo di intendere i fumetti, i fumettisti e l'essere gay, ma mi piacerebbe tanto che qualche "P.C. Russel" sbucasse fuori anche in Italia, prima o poi...Anche se temo proprio che, vista la nostra penosa situazione attuale, le possibilità siano decisamente scarse...

mercoledì 18 giugno 2008

GLI ARCHIVI DI WALLY

Ciao a tutti...Avrei dovuto inserire questo post ieri, ma c'era un temporale un po' inquietante con tanto di cali di corrente, quindi ho spento il PC anzitempo per precauzione. Robin Hoog riprenderà prestissimo, ma per ingannare questi ultimi giorni di attesa pensavo di fare cosa gradita dividendo con voi la primissima versione di questa mia idea di Robin Hood in versione gay...Risale alla seconda metà degli anni 90 e non era andata oltre alle 4 pagine (all'epoca mi davo tanto da fare per concretizzare le mie idee, ma generalmente iniziavo tante storie e non andavo mai avanti con nessuna, anche perchè sapevo che non le avrebbe potute vedere nessuno...). La trama riprende in maniera decisamente più fedele i canovacci dei romanzi classici, e giusto per voi mi sono permesso di riscrivere i dialoghi. Spero che vi piacciano e che compensino almeno in parte le mie ingenuità grafiche dell'epoca. Ammetto che il pensiero che almeno una delle tante idee che ho avuto si è potuta concretizzare - con dei riscontri di pubblico positivi - è abbastanza gratificante. Al che mi viene il dubbio che forse varrebbe la pena di riproporre e/o condividere anche le altre idee che ho avuto prima di iniziare a fare RAINBOWS...Mhhh...Alcune in effetti non erano malvagie, anche se ammetto che l'idea di far vedere tutti gli errorini grafici di cui ero capace mi imbarazza ed è un ottimo deterrente. Ci penserò un po' su, nel frattempo ecco a voi la primissima versione di Robin Hoog...
P.S. La trovata del tuffo nella fonte in effetti mi era piaciuta talmente tanto che l'ho riciclata anche nella versione che tutti conoscete...



lunedì 16 giugno 2008

SIGH...SIGH...SIGH...

Ci sono delle volte che mi sento un po' un pesce lesso...Questa sensazione è particolarmente forte quando mi confronto con chi ha uno spirito imprenditoriale migliore del mio, visto che io ho il difetto di non sapermi promuovere. Questa sensazione, poi, aumenta ulteriormente quando vedo gente che ha successo in funzione non tanto di quello che fa, ma del modo in cui riesce a vendersi. Sgrufolando qua e là su internet mi sono imbattuto nel bel BLOG del misterioso Humbuged: HUMPLEX (clicca qui). Il suddetto blog è abbastanza scarno per quel che riguarda le informazioni sull'artista che lo anima, ma in compenso è una fantastica vetrina per i suoi lavori. Mostra i suoi artworks, vende prodotti con i suoi disegni, realizza illustrazioni su commissione, ha un mucchio di banner pubblicitari e, soprattutto, ha scoperto l'acqua calda. Cosa voglio dire? In Giappone da almeno un decennio vanno molto le visual novels: si tratta di animazioni interattive con personaggi che possono essere guidati verso situazioni più o meno spinte. Sono una specie di videogiochi in semianimazione e ce ne sono diversi anche per il pubblico gay. Il nostro amico di HUMPLEX, che a giudicare dal suo stile di disegno ama il mondo dei manga, si è dato da fare con FLASH per realizzare giochini interattivi e visual novels sui personaggi suoi e altrui. Cliccate qui per un esempio con Wakka di Final Fantasy X...

Sta addirittura portando avanti una serie in flash, dal titolo Keric's Complex, incentrata sulla sua passione per gli elfi gay palestrati e in contesti moderni...Questo è il protagonista...



Per la versione interattiva delle sue avventure dovete cliccare QUI e QUI, ma per farla partire dovete cliccare su "PLAY THIS GAME".

La cosa allucinante è che questo blog è online da circa tre mesi e nella classifca assoluta di internet è già in posizione 98824! Che dire...Tanto di cappello! Ma la volete sapere una cosa divertente? Cercando informazioni su questo sito mi sono imbattuto in un altro sito, che elabora il potenziale di guadagno dei siti internet e la loro quotazione in base al numero di contatti (cliccate QUI e potete divertirvi ad usarlo anche voi), e ho scoperto che il potenziale di guadagno del mio blog sarebbe di 6$ al giorno...Che ovviamente non sono stato ancora capace di concretizzare...Uff...Dura la vita per chi non sa monetizzare!

sabato 14 giugno 2008

IL POST LEGGERO DI OGGI

Quando ero piccolo guardavo tanti cartoni animati, però ammetto che i cartoni di avventura americani mi affascinavano più di quelli giapponesi. Mi affascinavano per la pulizia delle linee, per l'espressività della caratterizzazione grafica dei personaggi e per la varietà delle ambientazioni e delle situazioni (che compensava la piattezza emotiva e il "politicamente corretto" a cui tutte le produzioni USA dovevano sottostare per legge). Intendiamoci: i cartoni giapponesi mi piacevano tantissimo, però era qualcosa di più emotivo e viscerale, mentre nei confronti dell'animazione americana avevo una sorta di...Come dire...Ammirazione tecnica...E forse questa influenza si può ancora vedere nel mio stile di disegno. Oggi volevo condividere con voi il ricordo di una serie che in Italia è arrivata in sordina (anche se negli USA è un cult, tanto che ne hanno fatto due remake), e che quando la vidi la prima volta a 7/8 anni mi fece dire una frase del tipo "WOW! E' il cartone più bello che abbia mai visto!". La serie era del 1964 e si chiamava Johnny Quest. Parlava di questo ragazzino biondo che accompagnava il padre scienziato alla scoperta di inquietanti misteri su e giù per il mondo. Con loro viaggiavano sempre la loro guardia del corpo Race, il giovane Hadji (fratello adottivo di Johhny) e il cagnolino Bandito. Qui di seguito posto la sigla.

In anni più recenti sono venuto a sapere che è stata anche una serie chiacchieratissima, visto che proponeva per la prima volta una vera e propria situazione omogenitoriale, ponendo peraltro inquietanti interrogativi sul reale rapporto che lagava il Dr.Quest e la sua guardia del corpo.
Nel remake del 1987 gli sceneggiatori cercarono evidentemente di porre rimedio inserendo come comprimario fisso il fantasma della madre di Johnny!
Ecco qui la sigla.

Nel terzo remake, che risale al 1997, viene provvidenzialmente inserita la figlia di Race (che nelle due serie precedenti nessuno aveva nemmeno nominato), che serviva sia a confermare l'eterosessualità del padre (come se bastasse avere una figlia per non essere gay...Beata ingenuità!) che a dissipare i dubbi sul legame che univa Johnny e Hadji, visto che in questa serie erano decisamente cresciutelli e ben messi...
Essendo una serie trasmessa anche da RAIUNO forse qualcuno ricorderà di averci dato un'occhiata...

In ogni caso la prima serie rimane impareggiabile ed è sicuramente da rivalutare...Anche solo per il gusto di interpretarla col senno di poi.
Alla prossima.

venerdì 13 giugno 2008

LA SEGNALAZIONE DI OGGI

E bravi gli orsetti di Bologna, che riescono a organizzare sempre tante cosette interessanti! Fra le tante iniziative che anticipano la sfilata del Gay Pride nazionale, infatti, vale la pena segnalare la presentazione del libro Bearflavoured presso la libreria IGOR di Via S.Petronio Vecchio 3 (la prima e per ora unica libreria GLBT del capoluogo emiliano). Si tratta di un’antologia che, attraverso i lavori di 30 artisti (fotografi, pittori, illustratori e altro) provenienti da diverse parti del mondo, affronta il mondo della bear art, affrontando l’estetica e gli ideali tipici di questa particolare (ma diffusissima) sottocultura gay. Per chi non lo sapesse si definisce bear (”orso” in italiano), il gay che vive la sua identità prediligendo alcuni tratti che richiamano l’omonimo animale, come ad esempio la stazza e la “pelliccia” (anche attraverso la valorizzazione di barba e baffi). La comunità bear, poi, si differisce in decine di sotto-categorie, ben note a chi ne fa parte e/o agli estimatori di questo tipo di maschio. Il libro Bearflavoured prende il nome dall’omonimo collettivo artistico londinese che lo ha coordinato, e che nei locali della libreria IGOR ha appena allestito una mostra con i suoi lavori più rappresentativi. Tecnicamente non si tratta di un evento propriamente fumettistico, ma penso valga la pena di segnalarlo, non foss'altro perchè bisogna dare rilievo alle iniziative di un certo tipo (che purtroppo hanno sempre pochissima pubblicità). Tra l'altro gli orsetti di Bologna hanno anche realizzato un video sulla presentazione del libro e della mostra con relativo party che si è tenuto al Cassero. Ecco quel che si dice un evento culturale su più livelli, anche se in effetti Bologna è sempre stata parecchio ricettiva da questo punto di vista. Comunque eccovi il video.

giovedì 12 giugno 2008

LA CURIOSITA' DI OGGI

Ci ho ripensato...L'idea di alternare post che parlano di me a post che parlano di altro è buona, ma lasciare delle giornate senza nessun post mi scoccia...Così ho deciso che quando non ci saranno argomenti e/o novità che mi riguarderanno direttamente coglierò comunque l'occasione per postare qualcosina, magari di leggero.
Oggi volevo rispondere a una domanda che forse qualcuno di voi si è già posto, soprattutto se è stato bambino/a e/o ragazzino/a negli anni 80. Chi era davvero JEM, la protagonista dell'omonimo cartone animato che ha lanciato la prima vera icona gay animata? E che fine ha fatto? Per chi non sapesse di cosa parlo mi riferisco a quel cartone datato 1986 che era incentrato su Jerrica Benton, giovane imprenditrice musicale che grazie ad un paio di orecchini olografici guidati dal super computer Sinergy diventava la cantante glam-pop Jem. Qui di seguito vi posto la sigla originale.

Jem con le sue amiche formava il gruppo delle Holograms e spesso doveva vedersela con il gruppo rivale delle Misfits guidate da Pizzazz (e più avanti anche con gli Stingers di Riot). Gli elementi gay e gay-friendly erano numerosissimi (e forse anche per questo la serie TV e la relativa linea di giocattoli sono state troncate all'improvviso), e magari ne parlerò in altre occasioni. Tuttavia oggi volevo farvi vedere il vero volto di Jem...Ovvero colei che ci metteva la voce: Britta Phillips. Che ci crediate o no era (ed è)una vera cantante, tutt'ora in attività. I brani melodici che potete vedere qui di seguito risalgono all'anno scorso e li interpreta assieme al marito Dean Wareham...Lei si mantiene decisamente bene, non trovate?

mercoledì 11 giugno 2008

LA SEGNALAZIONE DI OGGI

Oggi per prima cosa volevo informarvi di una mezza idea che mi è venuta circa la gestione di questo blog...D'ora in poi pensavo di aggiornarlo un giorno sì e un giorno no con notizie che riguardano il mondo del fumetto gay in generale, tenendo gli altri giorni liberi per postare eventualmente notizie che mi riguardano direttamente. In questo modo dovrei riuscire a ottimizzare questo spazio nel modo migliore. In ogni caso oggi volevo condividere con voi una scoperta che, in teoria, tanto scoperta non dovrebbe essere, anche se ammetto che io non ne sapevo nulla. Che il mondo bear sia un po' una realtà a parte nella variegata comunità GLBT non è un mistero, e non è un mistero che questo renda un tantino complicato essere sempre al corrente delle iniziative che lo coinvolgono. Così solo ieri sono venuto a sapere che la comunità ursina italiana aveva dedicato un intero DVD al fumettista Mauro Padovani, feticista dichiarato di questo tipo di maschio. Forse qualcuno di voi si ricorderà che ne avevo parlato dopo averlo scoperto lo scorso aprile a FULLCOMICS, e con mio grande piacere qualche giorno fa mi ha contattato dopo aver scoperto questo blog (questo blog sta iniziando a farsi conoscere su serio! Che bello!), e spero che questo sia l'inizio di una bella collaborazione con lui e con tanti altri fumettisti gay e gay-friendly (e relativi appassionati) che volessero usare questo spazio per costituire una rete di contatti che magari in futuro potrebbe portare a qualcosa di concreto...Ammetto di essere un po' idealista, ma da qualche parte bisogna pur partire, no? Comunque, tornando a bomba, ho trovato un estratto del DVD con la lunga intervista a Mauro Padovani e, siccome bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, lo condivido volentieri con voi, anche perchè di fumettisti glbt (che magari fanno fumetti glbt) disposti a metterci la faccia, in Italia, ce ne sono ancora troppo pochi. Da notare che del suddetto DVD nel mondo del fumetto ufficiale nessuno ha mai parlato...E non è che di DVD sui fumettisti se ne facciano così spesso nel nostro paese! OK...Diciamo che i fumetti di Mauro Padovani sono decisamente "forti", a livello del più crudo Gengoroh Tagame per intenderci, però è davvero incredibile come nel nostro paese basti infrangere un tabù, anche solo attraverso dei disegni, per essere sistematicamente rimossi dalla pubblica coscienza...Per la cronaca: Mauro Padovani adesso viene pubblicato in diversi paesi del nord europa, e persino in Grecia. Comunque eccovi qui di seguito un estratto dal suo DVD.

lunedì 9 giugno 2008

SIGH...SIGH...SIGH...

Ieri non ho proprio potuto postare nulla, ma vedo con piacere che gli accessi a questo blog non sono calati, e immagino che anche questo sia un buon segno. Oggi vedrò di recuperare con un post stimolante. Cominciamo parlando del MOCCA ART FESTIVAL di New York che avevo annunciato qualche giorno fa. Il Festival si è tenuto e gli spazi per promuovere il fumetto gay (con tanto di autori gay), c'erano come previsto.
Ad esempio c'era Allan Neuwirth, lo sceneggiatore di Chelsea Boys.
C'era anche Abby Denson, che più passa il tempo e più mi sembra che in foto abbia una faccia simpatica, anche se questo non cambia la mia opinione sul fatto che i suoi lavori siano un tantinello sopravvalutati. Qui nella foto è in compagnia del ben più talentuoso fumettista ispanico Ivan Velez Jr. (del quale magari parlero più dettagliatamente in un prossimo post).
C'era anche qualche faccia nuova e/o che non si fa vedere molto spesso in queste occasioni, come ad esempio Jennifer Camper e Bill Roundy (che è un po' la versione maschile di Abby Denson...A riprova del fatto che questo stile un tantino primitivo è una vera e propria corrente artistica negli USA...Anche se io, sinceramente parlando, mi auguro che si diffonda il meno possibile).
Che dire...Dalle foto si direbbe un evento culturale ben riuscito...Arioso, sereno e tutto il resto...Che poteva contare sugli spazi del prestigioso Puck Building di New York (che, tra le altre cose, è il grattacielo in cui si trova lo studio d'arredamento di Grace Adler, co-protagonista della strafamosa sit-com "Will & Grace"). C'è da dire che quando gli Stati Uniti promuovono la cultura del fumetto lo fanno bene, al punto di fare le veci di quei paesi che in questo senso hanno dimostrato un po' di carenze. So che avevo promesso di trattenermi al riguardo, ma anche stavolta non posso proprio stare zitto...Che i fumettisti italiani inizino a guardare con interesse ai mercati stranieri, visto che la nostra situazione è ripiegata su sè stessa e offre pochissimi sbocchi, non è una novità. La novità è che i fumettisti italiani che si dedicano ai temi GLBT sembrano avere dei riconoscimenti in questo senso SOLO all'estero. L'anno scorso in un articolo su gay.it avevo anche intervistato Jacopo Camagni proprio per rendere pubblica la sua esperienza al riguardo (clicca qui) e fra poco penso che dovrò fare altrettanto con le Peruggine (clicca qui per il loro sito).
Per chi non sapesse nulla di loro mi limito a dire che Barbara Apostolico e Claudia Lombardi sono due leggiadre fanciulle che abitano nei dintorni del ridente capoluogo umbro. Si sono appassionate al mondo dello yaoi e dello shonen-ai durante il primo boom del fenomeno alla fine degli anni 90 e hanno cominciato a produrre i loro fumetti con caparbietà e senza arrendersi di fronte alle difficoltà (mi dicevano addirittura che - per mancanza di tempo e spazio - disegnavano usando il letto come scrivania...E questo la dice lunga su cosa siano la vera passione la vera costanza!). Probabilmente la loro fortuna è stata anche quella di non essere state coinvolte direttamente dal terribile flop della collana BOY+BOY della Echo Communication, perchè all'epoca portavano già avanti per conto proprio il medioeval-yaoi CAIN...E così fra una cosa e l'altra possono dire di essere state le prime e uniche fumettiste italiane ad aver concluso una serie yaoi in 4 volumetti, così come avevano progettato dall'inizio. Fatto sta che negli ultimi anni il fenomeno dello yaoi made in Italy era paurosamente rientrato, minacciando di scomparire del tutto portando con sè tante brave autrici che non avevano avuto modo di essere valorizzate...Se non che, *MAGIA*, ecco arrivare dagli Stati Uniti la YAOI PRESS...Piccolo editore in costante crescita che si sta specializzando in manga yaoi realizzati da autrici occidentali. E poteva la Yaoi Press lasciarsi sfuggire le Peruggine (e le altre autrici italiane ingiustamente bistrattate in patria)? Ovviamente no...Così paradossalmente i loro fumetti, ormai introvabili in Italia, adesso sono distribuiti in lingua inglese attraverso circuiti internazionali come AMAZON...E come se tutto ciò non bastasse le Peruggine quest'anno andranno anche negli Stati Uniti come ospiti della YAOI PRESS presso due eventi estivi di una certa importanza: lo YAOI JAMBOREE che si tiene dal 20 al 22 giugno a Phoenix (in Arizona) e l'ANIME EXPO che si tiene dal 3 al 6 luglio a Los Angeles. Personalmente faccio loro un grande in bocca al lupo e le inviterò a inviarmi qualche foto da postare su questo BLOG...Anche perchè mi piacerebbe renderlo sempre più un faro nella nebbia che avvolge i fumetti GLBT in Italia (^___^). Intendiamoci: c'è chi sa parlare di YAOI molto meglio di me, ma credo che questo fenomeno sia comunque interessante e sicuramente si tratta di una buona cartina di tornasole sotto svariati punti di vista. Non so cosa ne pensate voi, ma io sono sempre più orientato a pensare che - nonostante tanti bei giri di parole - il nostro paese rimanga indietro di svariati decenni rispetto a buona parte delle realtà occidentali, e sia destinato a rimanere tale finchè tante belle teste saranno costrette cercare le giuste gratificazioni ad un oceano di distanza...Certo ora siamo in una società globalizzata e le distanze si stanno accorciando sempre di più, ma a maggior ragione è davvero inquietante che l'Italia sia così arretrata. Ieri l'altro mi sono fermato in libreria e mi è capitato di sfogliare un libro che diceva che il nostro grande problema è quello di provenire da una cultura che rimane profondamente contadina sia come modo di ragionare, sia come scala di valori. Non ci avevo mai pensato, ma probabilmente è proprio così. Ovviamente poi c'è anche chi ha interesse a fare in modo che la situazione non cambi, o magari regredisca ancora di più...D'altra parte è molto più facile manipolare una massa di contadini arretrati e sottostimolati che non dei cittadini consapevoli e acculturati. Voi che ne dite? Alla prossima.

sabato 7 giugno 2008

TROY

Partono le parate del Gay Pride e riparte anche TROY...Da qualche parte dovevo pur ricominciare...Ovviamente sto lavorando anche alle altre cose che ho lasciato in sospeso, ma ho voluto tiprendere dal fumetto che è un po' la Cenerentola fra quelli che ho portato avanti finora. Trenta striscie in un anno sono una specie di record anche per me...Anche se non dovrei esserne propriamente orgoglioso. In realtà, a parte le moltiplici difficoltà che ho dovuto affrontare nell'ultimo anno (e che si sono sommate agli strascichi degli anni precedenti, riflettendosi anche in campo lavorativo), TROY è stato penalizzato anche per un motivo che stava più a monte: non mi convinveva del tutto l'idea di base. Mi spiego meglio: l'idea di un fumetto omoerotico basato sulla mitologia classica è sempre stato uno dei miei sogni nel cassetto, e sicuramente ha un grosso potenziale, ma man mano che questo progetto predeva corpo mi sono reso conto che nel 2008 la mitologia classica, oltre ad essere qualcosa di davvero trito e ritrito, non ha più il mordente di una volta...Nel senso che offrirebbe situazioni abbastanza prevedibili e contesti in un certo senso banali. Non è un caso se quando già negli anni 90 hanno dedicato una serie di telefilm ad HERCULES hanno stravolto completamente la mitologia così come eravamo abituati a immaginarla...Tendenza che si è accentuata ancora di più con lo spin-off dedicato a XENA. Questo perchè la mitologia da sola, oggi, non basterebbe a reggere una serie. Magari sarebbe l'ideale per un progetto editoriale di altro tipo, ma non per una serie, tantopiù su internet e in uno spazio gay dai toni allegri e trendy. Così come l'avevo ideato all'inizio era fuori luogo, e questa sensazione avava contribuito a bloccarmi, visto che non avevo le idee chiare su dove sarei andato a parare. Ammetto che mi ero lasciato influenzare molto dallla carica omoerotica del film 300, e soprattutto da EPOXY un fumetto francese del 1968, recentemente ristampato (solo in francese però). Epoxy era il nome della protagonista, che grazie a un fulmine finiva nel mondo della mitologia...Vi ricorda niente? Per dirla tutta ho voluto omaggiare chiaramente questo fumetto fin dall'inizio...

Però c'era qualcosa che non mi convinceva...E per mesi non sono riuscito a capire cos'era. Qualche giorno fa ho avuto l'illuminazione: se la mitologia classica era troppo vincolante e prevedibile era necessario far girare la storia attorno ad un altro tipo di ambientazione, che però non escludeva a priori quella classica...Qualcosa che fosse ben radicato nella cultura popolare di oggi, ma che lasciasse un ampio spazio di interpretazione e così ho riscoperto l'acqua calda, ovvero le ambientazioni da gioco di ruolo in stile Dungeons & Dragons...Cosa che peraltro hanno fatto (in maniera abbastanza kitch) gli autori di Hercules e Xena. Cosa succederà adesso ? Vedrete...Vedrete...A proposito: che ne pensate del nuovo look del protagonista?

venerdì 6 giugno 2008

IL POST LEGGERO DI OGGI

Oggi vi lascio con un post leggero leggero...Giusto per farvi vedere ancora una volta come la nudità maschile sia vissuta con spontaneità, naturalezza e ironia nei cartoni giapponesi. Qui di seguito posto un intero episodio della serie PATLABOR, due terzi del quale si svolgono in un bagno pubblico maschile. L'intento ovviamente non è quello di lanciare stimoli erotici, semmai quello di suscitare parentesi divertenti in un crescendo di situazioni imbarazzanti che culminano in un tripudio di bollini censori (visto che in Giappone rimane illegale mostrare i genitali degli adulti, ma non gli adulti nudi, e il risultato paradossale è qualcosa che vale la pena di essere visto!). PATLABOR è stata una delle poche serie robotiche giapponesi ad arrivare in Italia negli anni 90, ma in effetti dopo un paio di passaggi televisivi non mi risulta sia più stata replicata...Peccato, perchè i suoi protagonisti si ritrovavano spesso e volentieri a passare il tempo fra saune, doccie e bagni pubblici...E comunque, nonostante gli intenti castissimi, non è detto che certe sequenze lascino del tutto indifferenti...



giovedì 5 giugno 2008

L'ARTISTA DI OGGI

Ultimamente parlo molto di autori e fumetti gay spagnoli...Non sono fissato, è che mi sembra carino parlare di una realtà così poco conosciuta. Negli ultimi anni, poi, è sbocciata in maniera impressionante ed un fenomeno che secondo me va monitorato. Il fatto è che poi, monitora oggi e monitora domani, il sottoscritto inizia a provare un po' di frustrazione, anche perchè buona parte dei fumettisti gay spagnoli di successo hanno la mia età, sono belli e bravi e...Beh...Diciamo che mediamente se la passano meglio di me (beati loro!). Ce n'è uno in particolare che ultimamente mi farebbe molta invidia, se non fosse che io - essendo una creatura angelicata e superiore a queste cose - non amo perdere il tempo a rodermi il fegato. Si chiama Ismael Alvarez (clicca qui) ed è sulla breccia da diversi anni ormai. Nel suo genere è davvero bravo ed è richiestissimo in tutti i settori gay e gay-friendly (ha anche fatto una copertina per l'ultimo CD di Miguel Bosè!). E fin qui non ci sarebbe niente di strano: il mondo è pieno di fumettisti/illustratori gay che, vivendo in un contesto più favorevole di quello italiano, hanno avuto più possibilità di me. Allora che cosa c'è che mi turba pensando a Ismael Alvarez?

Cominciamo dall'inizio: questo è Ismael Alvarez...



E, tanto per ribadire il concetto, questo è un suo autoritratto...



Iniziate a capire dove voglio arrivare? Andiamo avanti: questa foto è stata scattata al suo matrimonio, a gennaio...Si è sposato dopo 8 anni di felice relazione...


Ha anche disegnato la decorazione sulla torta nuziale...Con una caricatura di lui e di suo marito...


Iniziate a capire il mio ragionamento?
Andiamo avanti...Tralascio la loro Luna di Miele a New York...E tralascio il fatto che il suo sito nella classifica di alexa.com si trova in posizione 117773...Parliamo piuttosto del suo lavoro...
Fino a qualche mese fa sapevo che era bravo nelle illustrazioni realistiche, e soprattutto in quelle erotiche, però adesso so che è anche portato per i fumetti umoristici: per la rivista gay spagnola Moxow (clicca qui) ha creato il personaggio di Bruno...Un ragazzotto gay sfigatissimo, ma che trovo davvero divertente. Anche se non conoscete lo spagnolo posto qui di seguito qualche tavola tratta da questo fumetto...Poi mi direte anche voi cosa ne pensate...




Che dire a questo punto? Sembra proprio che Ismael Alvarez sia una persona con tante qualità e una buona dose di fortuna...E sono sinceramente contento per lui...Tuttavia c'è una cosa che effettivamente gli invidio...Vi lascerò un indizio: ha a che fare con la torta nuziale, ma non è la torta nuziale...
Mamma mia! Sarò un inguaribile romantico, ma penso che debbano esserci poche cose belle come sposarti con la persona che ami...Sigh...E un conto è sentire parlare dei matrimoni gay, e un altro è vedere delle foto che ti sbattono in faccia questa realtà...Non fanno questo effetto solo a me, vero? Insomma: un fumettista/illustratore gay carino, artisticamente dotato, quotato e sposato...Mi sa che se tutto questo dipende dall'aria che tira in Spagna dovrò cominciare a fare dei bei viaggietti da quelle parti e dovrò imparare un po' meglio la lingua del posto...Nel mio caso funzionerebbe molto di più che un pellegrinaggio a Lourdes (^__^)...