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domenica 31 gennaio 2010

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Proseguo il mio viaggio alla scoperta dei cantanti gay dichiarati nel resto del mondo (e che, guardacaso, in Italia non vengono promossi) segnalandovi il darkeggiante cantautore Cassidy Haley, specializzato in musica elettroacustica e sperimentale. Qualche curiosità: suo padre era gay e sua madre lesbica (cosa che non ha impedito loro di generare altri cinque figli! Alla faccia di chi dice che gli omosessuali non possono procreare!). Ragazzo dai mille talenti ha fatto lo stripper nei locali gay e l'artista del circo per vari anni (girando in lungo e in largo gli Stati Uniti, esibendosi principalmente sui trampoli e con le corde di seta), adesso è uno stilista affermato che si dedica anche alla musica dal 2005... Ha fatto un bel coming out (soprattutto con se stesso) nel 1997, e adesso scrive brani che affrontano spesso il tema del diritto di essere se stessi sempre e comunque... Come nel pezzo da cui è tratto il video seguente...

Che dire? Un personaggio interessante dal punto di vista umano e musicale... Sarò esterofilo, ma quando penso alle icone musicali di riferimento per i gay italiani e poi penso che negli Stati Uniti ci sono personaggi come Cassidy Haley mi spiego tante cose...
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venerdì 29 gennaio 2010

COSE DELL'ALTRO MONDO...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Anche quest'anno l'associazione americana GLAAD (che si occupa di vegliare sulla rappresentazione non pregiudizievole e non denigratoria della comunità GLBT nei media americani), ha annunciato le nominations per i GLAAD AWARDS, che ogni anno vengono assegnati ai prodotti più rappresentativi presentati nel circuito "per tutti" l'anno precedente. Giusto per darvi un'idea delle nominations qui di seguito vi mostro un video introdotto dall'attuale presidente della GLAAD Jarrett Barrios.

Come vedete, fascino del presidente a parte, le categorie sono molto varie (e in questo video ne viene esposta una piccola parte), ma già il fatto che ci siano categorie per i reality e i le soap opera più gay friendly dà la misura del clima che si respira nel mondo dell'entertainment americano di oggi. Inutile dire che buona parte di questi prodotti in Italia non si sono visti, e probabilmente non si vedranno mai... Tuttavia la GLAAD assegna una premio anche alla categoria comic books e così, siccome questo blog ha un occhio di riguardo proprio per i fumetti, qui di seguito vi riporto le nominations di quest'anno.
Per il 2010 sono in lizza:

Secret Six di Gail Simone (DC Comics).
Per aver continuato a puntare l'attenzione sulla coppia di antieroine lesbiche composta da Scandal e Knockout. A proposito: questa serie debutta in italiano proprio in questi giorni.La serie di Buffy the Vampire Slayer di Jane Espenson, Steven S. DeKnight, Drew Z, Greenberg, Jim Krueger, Doug Petrie, Joss Whedon (Dark Horse Comics).
Per il suo approccio gay friendly e per i numerosi comprimari omosessuali di primo piano.La serie Detective Comics di Greg Rucka (DC Comics).
Per aver rilanciato definitivamente la nuova Batwoman, lesbica dichiarata, in un ruolo di protagonista.Madame Xanadu di Matt Wagner (Vertigo/DC Comics).
Per aver esplorato le esperienze omosessuali (passate e presenti) della sensitiva più importante dell'universo di Superman e Batman.
X-Factor di Peter David (Marvel Comics).
Per aver ufficializzato la pluriennale relazione fra Rictor e Shatterstar, e aver mostrato il primo bacio gay fra due supereroi Marvel.
Tanto per cambiare le ragazze lesbiche della DC Comics hanno il maggior numero di candidature anche quest'anno, mentre Buffy (che aveva già vinto il premio GLAAD l'anno scorso) è stata di nuovo nominata. Chi vincerà questa volta? Si accettano pronostici...
Ammetto che, mentre leggevo queste nominations, non ho potuto fare a meno di chiedermi se si potesse fare qualcosa di simile con i fumetti prodotti in Italia nel 2009, e la risposta ovviamente è stata no... Tuttavia quest'anno mi è balenata in mente un'idea balzana... Perchè non fare un sondaggio su questo blog in qui voi potete votare il fumetto Made in Italy che nel corso del 2009 ha dato la rappresentazione più inadeguata e malinconica dell'omosessualità? Tecnicamente sarebbe una specie di premio di demerito, ma visto che siete in tanti potrebbe essere un'idea carina e con un certo impatto simbolico... E, soprattutto, non avrei problemi a recuperare le nominations.
Voi che ne pensate? Attendo pareri...
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mercoledì 27 gennaio 2010

MAH...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
La scorsa settimana non ho potuto fare a meno di notare la copertina dell'edizione italiana di VANITY FAIR (la nota rivista che da sempre punta sul pubblico dei gay modaioli, anche se non lo ammetterebbe nemmeno sotto tortura), dove campeggiava l'attore Gabriel Garko in posa seducente e con i risultati della palestra in bella vista...
Non ho potuto fare a meno di trarre due conclusioni: la prima è che nel nostro paese c'è una penuria di sex symbol maschili davvero notevole (altrimenti non si punterebbe sempre e solo sui soliti personaggi da una dozzina d'anni a questa parte), la seconda è che - probabilmente - questo dipende anche dal fatto che gli spazi per valorizzare la carica erotica del corpo maschile, da noi, sono praticamente inesistenti... Un po' perchè in una nazione fondamentalmente maschilista (e che ha una percezione maschiocentrica dei media) valorizzare la carica erotica di un maschio vorrebbe dire rivolgersi gay (con tutto quel che ne conseguirebbe), e un po' perchè - sempre per il discorso maschilista di cui sopra - esaltare dei maschi troppo belli metterebbe a disagio la maggior parte del pubblico maschile, che non reggerebbe il paragone (anche se, nel caso delle donne, nessuno si pone lo stesso problema... Strano, vero?). A riprova di questa affermazione vi segnalo che qualche giorno fa si è tenuto il concorso del PIU' BELLO D'ITALIA, che come sempre è passato sotto silenzio... Ah! Se vi interessa ha vinto il ventiquatrenne napoletano Gabriele Morra...
Penso che questo dia la misura di quello a cui mi riferisco quando dico che il sex appeal maschile, da noi, è considerato ancora qualcosa di imbarazzante da gestire (per i motivi di cui sopra) per i nostri media, in particolare al cinema e in TV, con la sola eccezione - credo - del talent show AMICI...
Tuttavia direi proprio che non fa testo, visto che - in maniera abbastanza ipocrita - usa la scusa del ballo per mostrare ballerini sempre più nudi, con l'evidente scopo di fare leva sui bassi istinti del suo pubblico (in buona parte composto da ragazzine affamate e da gay) senza compromettersi ufficialmente. Intendiamoci: fare esibire dei ballerini senza vestiti di tanto in tanto può essere una scelta stilistica, ma farlo con regolarità (fra il pubblico in delirio e con tutta una serie di commentini - e inquadrature - in stile "mercato degli schiavi") è una dichiarazione di intenti...
In ogni caso, mentre da noi si respira questo clima alquanto avvilente, il mondo va avanti, e presto o tardi dovranno accorgersene anche dalle nostre parti. Giusto il 22 gennaio è stata trasmessa, dal canale americano STARZ, la prima puntata del serial SPARTACUS: BLOOD AND SAND, ennesima rivisitazione delle vicende del famoso gladiatore romano... Questa volta interpretato dall'attore australiano Andy Whitfield...
A quanto pare in questo serial non si faranno molti problemi a valorizzare il suo sex appeal (e quello degli altri attori), visto che già nella prima puntata sono abbondate le scene di nudo maschile integrale (anche se mai frontale).
A quanto pare, però, gli Stati Uniti sembrano proprio essere in vena di valorizzare il corpo maschile soprattutto a Hollywood, dove stà per debuttare (o è in cantiere) una discreta quantità di film che in un modo o nell'altro punteranno su questo elemento per aggiudicarsi il favore del pubblico. A maggio dovrebbe debuttare Prince of Persia: The Sands of Time, e guardacaso le prime immagini promozionali (che tempo fa avevo postato anche su questo blog) raffigurano proprio Jake Gyllenhaal che esibisce un bel fisico palestrato... Sarà proprio un caso? E sarà proprio un caso se buona parte delle prime locandine del film puntano tutto sul suo sex appeal?
Secondo me è tutto fuorchè un caso... E sono pronto a scommettere che fra qualche tempo cominceremo a vedere anche delle foto in cui compare Chris Hemsworth, che ha appena iniziato a girare il film tratto dai fumetti Marvel di THOR, in tenuta abbastanza sbottonata... Che poi non sarebbe una gran novità (a proposito: nella foto seguente di viso assomiglia proprio al Thor dei fumetti, non trovate?).
E in tutto questo pulsare di pettorali, addominali e bicipiti, che evidentemente fanno battere cassa, Hollywood non poteva certo lasciarsi sfuggire una nuova versione di CONAN IL BARBARO, l'eroe di tanti fumetti e romanzi fantasy che negli anni '80 venne portato sul grande schermo - con grande successo - dalla possente (e inespressiva) massa muscolare di Arnold Schwarzenegger...
A vestire i panni già indossati (si fa per dire) dall'attuale governatore della California dovrebbe essere Jason Momoa, giovane modello e attore di origine teutonico-hawaiana, che si fece conoscere sul piccolo schermo grazie a una delle innumerevoli serie dedicate a BAYWATCH... Per la precisione BAYWATCH HAWAII (non so se è mai stata trasmessa in Italia, ma in caso contrario non credo che ne sentiremo la mancanza... Se non per la quotidiana sfilata di bagnini, ovviamente). Qui sotto potete vedere Jason Momoa così come si presentava nella suddetta serie (è quello a sinistra)...Come spalle direi che ci siamo, ma il nostro Jason dovra fare un bel po' di palestra se vorrà essere un Conan credibile... D'altra parte col tempo Jason aveva già iniziato a irrobustirsi: BAYWATCH HAWAII era finito nel 2001, ma dal 2005 al 2009 il ragazzo è diventato più massiccio per partecipare alla serie STARGATE ATLANTIS (nel ruolo di Ronon Dex)... Forse, se siete appassionati del genere, vi sarà rimasto impresso per il suo look trucido e spietato...In effetti in foto non rende molto l'idea, ma nella serie STARGATE ATLANTIS emanava un sex appeal notevole... Anche se ha sempre il "difetto" di essere un po' troppo longilineo per mettere su la massa muscolare necessaria per diventare un barbaro in stile Conan...
Mhhh... Prevedo una dieta ferrea e molto proteica, con almeno tre ore di palestra al giorno... Vedremo un po' come andrà a finire, anche se in effetti i canoni di bellezza maschile attuali sono molto più simili ai suoi che non a quelli del caro vecchio Arnold Schwarzenegger... Il che ci fa tornare al discorso iniziale, ovvero al fatto che Hollywood non si muove a caso e vuole deliberatamente strizzare l'occhio al sex appeal maschile che va per la maggiore... E che generalmente è quello che viene lanciato e premiato dalla comunità gay... La stessa che in Italia - da questo e da altri punti di vista - non viene considerata dai media... Se non di straforo e ricorrendo a qualche sporadico sotterfugio... Non sarebbe ora di cambiare registro?
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lunedì 25 gennaio 2010

LA LETTERA DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi volevo rispondere a una e-mail che mi ha mandato Midnight Sun e che riguarda questo blog.
Midnight Sun mi scrive:

"Ciao Vale,
quello che stai facendo con il tuo blog è senz'altro un buon lavoro, ma alle volte mi piacerebbe che i tuoi commenti entrassero un pò più nel merito delle questioni che affronti, anziché limitarsi alla solita constatazione che in Italia le cose non sono come dovrebbero, altrimenti chi non sa l'inglese rimane comunque al di fuori della reale complessità delle cose. Per esempio, qualche giorno fa hai parlato dell'ultimo fumetto con Northstar protagonista e come c'era da aspettarsi hai messo in luce solo gli aspetti positivi della cosa. Peccato che se uno legge siti e blog in inglese le discussione è molto più variegata, tanto che ho letto perfino qualcuno temere che chi sta tentando di boicottare il matrimonio gay possa usare quel fumetto come appiglio per dimostrare l'incapacità dei gay di avere una relazione.
Spero che in futuro nei tuoi post tu riesca ad andare più a fondo senza paura di parlare anche del lato "scomodo" delle cose.
Saluti
Midnight Sun"

Caro Midnight Sun, mi fa piacere che apprezzi il lavoro che porto avanti su questo blog e sicuramente la tua è un'osservazione interessante. Ammetto che nei miei post tendo sempre a mettere in evidenza le carenze italiane e i traguardi tagliati altrove, però penso di essere anche abbastanza imparziale con le cose scomode che accadono all'estero. Ovviamente, però, devo fare una selezione fra le notizie e le informazioni. Con che criterio mi muovo? Generalmente utilizzo il mio intuito e cerco di basarmi il più possibile su dati oggettivi (anche se non sempre ci riesco come vorrei) e tendo a mettere da parte le ipotesi e le congetture fino a quando non prendono consistenza. I blog e i forum sono un terreno abbastanza spinoso, in questo senso. Faccio un esempio banale: in questo periodo era circolata la voce che il film AVATAR nascesse con intenti omofobi, perchè sul pianeta Pandora non mostrava alcun tipo di relazione omosessuale... Tecnicamente era una notizia che poteva avere interesse per i lettori di questo blog, ma non l'ho riportata perchè mi sembrava improprio definirla "una notizia", dato che se è vero che non si vedevano alieni o umani con comportamenti "gay" nel film non è neanche detto che non ci fossero, o che sul pianeta Pandora i rapporti omosessuali fossero vietati... Anzi, la mia sensazione vedendo il film è andata proprio in senso opposto. Ovviamente quando riferisco qualcosa cerco di essere sintetico (anche se poi scrivo sempre comunque troppo), e così - quando una notizia è fondamentalmente positiva - mi limito a riportarla come tale. Nel caso della storia di Northstar mi è sembrato che gli elementi positivi superassero di gran lunga quelli negativi, che comunque per ora sono solo ipotetici...
D'altra parte, anche se con questo blog mi propongo di offrire una panoramica sui fumetti GLBT (e non solo) che nel web italiano manca, è anche vero che non sono materialmente in grado di riportare TUTTO quello che viene dibattuto in altre lingue, così preferisco riportare di volta in volta gli elementi più significativi di queste notizie... Che mediamente sono abbastanza buone, per fortuna. Detto questo, per non smentirmi, vorrei concludere segnalandovi che in Francia è appena uscita l'edizione (in francese, ovviamente) della graphic novel italiana "IN ITALIA SONO TUTTI MASCHI", pubblicata poco tempo fa da Kappa Edizioni e incentrata sul fenomeno del confino degli omosessuali al tempo del fascismo...
Un bel traguardo per l'opera prima di Luca De Santis e Sara Colaone, che a quanto pare sta incuriosendo parecchio il pubblico francese (in particolare quello gay). Da notare che verrà pubblicato in Francia da Darguard (che è un po' come dire Feltrinelli da noi). Piccola riflessione a margine: in Francia viene pubblicato un fumetto italiano con una tematica omosessuale a distanza di circa un anno dalla sua uscita in Italia, ma quando è stata l'ultima volta che un fumetto francese a tematica gay è stato tradotto nel nostro paese? Forse mi sbaglio, ma mi pare che l'ultimo esempio sia stato il primo volume del DIARIO di Fabrice Neaud, nel 2000 o giù di lì... Meditate, gente, meditate...
Comunque oggi voglio essere buono e per festeggiare questa pubblicazione vi propongo un servizio che l'anno scorso RAINEWS24 ha dedicato proprio a questo libro, con tanto di intervista a Luca De Santis...

Quando la TV italiana fa una bella figura e parla di fumetti a tema gay fa uno strano effetto, vero? Peccato solo che questi servizi passino solo sulla TV satellitare...
Alla prossima.
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domenica 24 gennaio 2010

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Non so come si sta dalle vostre parti, ma in questi giorni dove sto io c'è davvero un freddo glaciale, così ho pensato che questa volta sarebbe stato carino selezionare un video soleggiato e primaverile (infatti è stato girato a Parigi lo scorso maggio). Il brano è opera di REEAD, ventottenne francese di origine algerina che da poco si è affacciato sulla scena electro dance contemporanea... Ammetto che non ho letto da nessuna parte che è gay, ma i suoi video sono abbastanza eloquenti, e già da soli giustificano la sua presenza su questo blog... Ah, dimenticavo! Se andate sul suo sito CLICCANDO QUI potete scaricare il suo ultimo album completamente GRATIS! Quando si dice fare le cose per passione...


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venerdì 22 gennaio 2010

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Giusto qualche giorno fa avevo segnalato come l'editoria giapponese, e in generale il Giappone, può essere elastico nei confronti delle tematiche omosessuali, ma evidentemente non è così... O meglio: non è così in ogni circostanza. Infatti in Giappone sta per uscire il dodicesimo volumetto che raccoglie le ultime puntate della serie Yami no Matsuei (pubblicata in Italia con il titolo La Stirpe delle Tenebre) di Yoko Matsushita...
Ora: dovete sapere che generalmente i volumetti (i cosiddetti tonkobon), raccolgono le puntate già comparse su riviste e antologie, non appena queste raggiungono una quantità di pagine sufficiente... Nel caso del dodicesimo volume di questa serie, però, è stato necessario aspettare otto anni dall'uscita dell'undicesimo, visto che la serie era stata bruscamente interrotta per divergenze fra l'editore Hakusensha e l'autrice... Che a quanto pare si era spinta un po' troppo oltre, e stava trasformando questa serie avventurosa per ragazze in un vero e proprio manga BOYS LOVE (se non addirittura YAOI) a base di relazioni omosessuali...
Evidentemente all'editore non stava bene, e le divergenze hanno portato all'arresto della serie e alla posticipazione del volumetto, che a quanto pare uscirà con vari ritocchi (censure?) rispetto alla versione pubblicata su rivista. A quanto sembra l'editore non aveva alcuna intenzione di continuare pubblicare quello che di fatto era un BOYS LOVE sotto mentite spoglie, perchè non era il suo genere di riferimento. Anche se all'inizio aveva tollerato varie parentesi in questo senso, a un certo punto ha ritenuto che la tematica gay stesse diventando troppo importante per un semplice manga horror/avventuroso... Anche perchè, immagino, avrà valutato le eventuali ripercussioni negative della cosa sul merchandising relativo alla serie... Non ultima l'immancabile serie animata...
Ora bisognerà vedere se, come e quando, la serie proseguirà dopo il dodicesimo volume... E soprattutto se l'autrice dovrà limitare la sua creatività per assecondare il suo editore. Tutto questo per dire che, evidentemente, quando ci sono di mezzo le tematiche omosessuali tutto il mondo è paese, seppur con notevoli differenze da nazione a nazione. Forse La Stirpe delle Tenebre è rimasta vittima di direttive editoriali poco gay-friendly, ma è pur vero che in Giappone ci sono editori che pubblicano SOLO fumetti a tema omoerotico per ragazze, senza contare gli editori che investono nel settore baramanga... Situazione estremamente diversa da quella italiana, ad esempio, dove se viene censurato o boicottato un fumetto a tema gay non c'è nemmeno la consolazione di sapere che comunque c'è un florido settore editoriale dedicato solo a quello... Editoriale e multimediale... Tant'è che in Giappone vengono regolarmente commercializzati videogiochi per PC a tema BOYS LOVE come quello di cui vi faccio vedere il trailer qui di seguito, dove l'obbiettivo è di fare accoppiare felicemente i giovani protagonisti...

D'altra parte mondo è bello perchè vario, giusto?
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mercoledì 20 gennaio 2010

COSE DELL'ALTRO MONDO

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va? Per prima cosa vi vorrei segnalare che in altro a destra, fra il traduttore di google e il tasto per fare un'abbonamento simbolico di un euro al mese per supportare questo blog, ora trovate un widget che vi rimanda al mio blog artistico personale. Cos'è un widget? Molto in sintesi è un'applicazione che i consente di mostrarvi gli aggiornamenti di un sito in tempo reale (su questo blog ne avevo inseriti già diversi), e in questo caso vi offre la possibilità di sapere quando e come il mio blog artistico (il WALLY RAINBOW'S ART SPACE) viene aggiornato. Cliccandoci sopra potete selezionare il post che vi interessa o potete visualizzare il blog nel suo insieme. In questo modo evito di fare gli stessi post su entrambi i blog (sarebbe ripetitivo, dico bene?) e al tempo stesso rendo questi due spazi ancora più uniti. Ovviamente sull'altro blog c'è un widget riferito a questo. Detto questo passo a segnalarvi la notizia di oggi, partendo dal numero 11 della serie dedicata al supereroe gay dichiarato Midnighter... Il suddetto numero 11 non è recententissimo, tant'è che è arrivato anche in Italia, ma ve lo segnalo perchè alle matite aveva un disegnatore di nome Christopher Williams, meglio noto agli appassionati di fumetti come ChrisCross (qui sotto potete vedere una sua foto). Il signor ChrisCross, a mio modesto parere, è uno dei fumettisti più freschi e innovativi degli ultimi anni, e il suoi disegni sono così espressivi e ai confini del CAMP, che più di qualche volta mi è venuto il dubbio che il suddetto disgnatore fosse gay e inserisse nei suoi disegni il suo spirito più queer, o perlomeno la sua anima gay-friendly. Tantopiù che, oltre a lavorare su Midnighter ha lavorato senza problemi alla serie liberal/progressista Blood Syndicate, scritta dal militante gay Ivan Velez, Jr, e durante il suo lungo ciclo su Capitan Marvel ha lavorato sui testi del super gay-friendly Peter A. David , proprio mentre abbozzava una relazione lesbica fra alcuni personaggi della serie.
A quanto pare, però, ChrisCross non è poi così gay-friendly come sembrava... Visto che sulla sua pagina di facebook ha dichiarato di appoggiare la PROPOSITION 8, che - nel caso non lo sapeste - è la clausola che è stata approvata in California tramite referendum popolare, stabilendo che in quello Stato i matrimoni gay non potranno più essere celebrati. Essendo cittadino californiano Chris Cross, quindi, ha votato a favore della clausola. La sua presa di posizione ha fatto il giro di internet, e la sua risposta ad un suo ammiratore gay (che gli ha detto che non sarà più un suo fan) è stata la seguente:

"Sono orgoglioso del mio voto. Cerca di non odiarmi per questo. Leggi la prima lettera a Timoteo prima. Poi chiediti perchè ho votato in questo modo. Sono un cristiano, e io sto con quello che Dio ha deciso per la nostra società. Sinceramente la vostra delusione non mi rattrista e non mi tocca. Però mi ha fatto piacere che tu sia stato un mio fan".

Che dire? Ognuno è libero di pensare come meglio crede e di certo prendere alla lettera la propria religione non è un reato. Quello che però mi ha fatto più impressione in tutta questa storia non è stata tanto la presa di posizione di ChrisCross, ma il fatto che questo episodio sia diventato una notizia riportata su diversi siti e blog dedicati al fumetto a tema gay, o gestiti da appassionati gay di fumetti. Al punto da spingere qualcuno a scrivergli per lamentarsi del suo atteggiamento, rinfacciandogli di avere lavorato a vari fumetti gay-friendly in passato! Intendiamoci: anche questo è un atteggiamento legittimo, anche se ChrisCross potrebbe non essere d'accordo.
Quello che mi ha fatto impressione è che, perlomeno negli Stati Uniti, i lettori gay di fumetti hanno un tale livello di coscienza civile e di partecipazione pubblica, da arrivare a scandalizzarsi quando ci sono dei fumettisti che dichiarano una posizione in contrasto con le aspirazioni della comunità gay americana... Arrivando persino a rimproverarli personalmente, se non addirittura a boicottarli. Credo che questo dia esattamente la misura di come sia diversa la situazione rispetto all'Italia, dove i lettori gay di fumetti vivono in maniera più o meno isolata e sommersa, e si limitano a mandare giù una serie di rospi invece di reagire e prendere posizione (magari facendo gruppo)... Anche se gli appassionati gay (o gay-friendly) di fumetti in Italia sono TANTISSIMI e basterebbero da soli a fondare una propria associazione. D'altra parte dalle nostre parti c'è sempre il grosso problema di avere pochi spazi di aggregazione, discussione e confronto adeguati, sia dal vivo che su internet, col risultato di non riuscire a raggiungere la cosiddetta "massa critica" che consentirebbe di trovare la forza di reagire e di farsi valere in maniera concreta. Intendiamoci: gli spazi in Italia esistono, ma hanno il grossissimo limite di essere impostati per attirare delle persone che - spesso - hanno in comune il solo fatto di essere omosessuali (o al limite il desiderio di fare conoscenze "a caso" e divertirsi). In tutto ciò non c'è niente di male, e comunque questo tipo di posti si trova in tutto il mondo, il punto è che se si creano unicamente questi vivai per persone che hanno in comune solo i gusti sessuali è abbastanza evidente che non se ne tirerà mai fuori molto... A parte rapporti sessuali e relazioni di coppia, ovviamente. Con buona pace della coscienza civile e della partecipazione pubblica (che non significa solo sfilare ai Gay Pride una volta all'anno per poi aspettare che le cose vadano meglio). Voi cosa ne pensate?
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lunedì 18 gennaio 2010

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi volevo partire segnalandovi una notizia che arriva dal Giappone e che mi ha abbastanza colpito. Una delle Università private più prestigiose dell'arcipelago nipponico è la MEIJI UNIVERSITY di Tokyo, che è stata fondata addirittura nel 1881 (agli albori dell'apertura del Giappone all'Occidente). Questà Università, che si pone l'obbiettivo di diventare la più grande Università del mondo entro il 2014, ha deciso di ampliare la sua prestigiosissima biblioteca con un'ampia sezione dedicata a tutti i manga prodotti dal 1960 a oggi, che probabilmente verrà ampliata di anno in anno. Qui di seguito potete vedere una delle salette della suddetta biblioteca (che ovviamente è aperta al pubblico) e il progetto in 3D della struttura così come dovrebbe presentarsi a breve.

Non ci sono stati ancora comunicati ufficiali, ma considerando che questa iniziativa vuole coprire l'universo manga a 360 gradi è altamente probabile che presto o tardi in questa biblioteca ci saranno anche BOYS LOVE, BARA, YAOI, YURI e tutti quei manga che - in diverse forme - toccano tematiche LGBT... D'altra parte tantissimi manga molto popolari toccano comunque questi temi anche solo di sfuggita... E porre dei veti in questo senso vorrebbe dire escludere classici come Lady Oscar, Ranma 1/2, Sailor Moon e buona parte dei lavori del gruppo CLAMP... Cosa ovviamente IMPROPONIBILE per una biblioteca manga degna di questo nome...
Come se tutto ciò non bastasse il Partito Democratico giapponese ha deciso di investire la suddetta Università di un ruolo di primo piano nella progettazione di un verio e proprio Media Art Center di rilevanza internazionale, in cui i manga giocheranno un ruolo di primo piano. Notevole, vero? Ammetto che non ho resistito all'idea di immaginare una realtà parallela, in cui un'Università privata italiana tipo la Bocconi matura l'idea di creare una biblioteca del fumetto (compreso quello a tema LGBT), mentre il nostro Partito Democratico inizia a stanziare dei fondi per creare un Media Art Center a Roma, per valorizzare il fumetto prodotto in Italia... A dirlo così sembra un delirio febbrile, vero? Eppure in Giappone sta succedendo... Intendiamoci: il Giappone non è una nazione perfetta, ma sa valorizzare il suo patrimonio culturale (e quello altrui) come pochi. Certo bisogna dire che sa anche monetizzare il suddetto patrimonio (per i visitatori l'entrata della biblioteca manga della MEIJI UNIVERSITY costa 100 yen... Più o meno 80 centesimi di euro), ma credo che questo episodio possa dimostrare che la leggenda secondo cui i giapponesi sono sempre "più avanti di noi" abbia ancora qualche fondamento... Tantopiù che nel mondo dei baramanga continuano a debuttare nuovi autori (e persino autrici, che preferiscono lo stile BARA al classico BOYS LOVE), segno evidente che il genere ha un crescente successo... Le copertine seguenti, infatti, sono quelle delle prime raccolte dei manga di HIROMI MIYOSHI e 3K, uscite proprio in queste settimane...

Comunque, per stare in tema di manga a tema gay, vi volevo segnalare che negli Stati Uniti si festeggiano i primi dieci di BOYS LOVE e YAOI, e i primi sette dalla loro pubblicazione cartacea. Cosa voglio dire? A quanto pare nei primi anni del 2000, mentre da noi i manga omoerotici scritti da donne per donne debuttavano in pompa magna, con tanto di presentazioni in librerie, fumetterie, locali e circoli gay, negli Stati Uniti si preferiva puntare su una strategia più prudente... Ovvero la vendita delle versioni in inglese di questi manga sotto forma di pdf autorizzati aquistabili dal web... Principalmente per opera della COMICS ONE (operativa fra il 1999 e il 2005), che propose titoli come Lucky Star di Shimoi Kouhara e Horizon Line di Ikue Ishida. Per vedere i primi BOYS LOVE e YAOI stampati e distribuiti in modo tradizionale, però, bisognerà attendere la TOKYOPOP, che inizia la pubblicazione di FAKE di Sanami Matoh nel 2003...
Adesso, se cercate YAOI MANGA su amazon.com compaiono centinaia e centinaia di titoli, a riprova del fatto che questo genere, negli Stati Uniti, si è ormai affermato. La domanda è: perchè negli Stati Uniti, dove pure era partito in sordina, è un genere affermato, mentre da noi - dove partì in pompa magna - stenta ancora a ritagliarsi il suo spazio? Forse dipende dal fatto che rimane un prodotto di nicchia in entrambi i casi, con la differenza che una "nicchia" di mercato negli Stati Uniti (come in Giappone) conta decine (se non centinaia) di migliaia di persone, mentre da noi - per una questione prettamente anagrafica e linguistica - si arriva al migliaio scarso... Tuttavia non sono sicuro che le cause siano da cercare solo nella legge dei grandi numeri... Probabilmente è un discorso che si ricollega al discorso di valorizzazione del fumetto di cui parlavo all'inizio e alle strategie di marketing (appropriate!) per un tipo di prodotto che - volenti o nolenti - verte su un tabù come i rapporti omosessuali, e che per giunta non si rivolge nemmeno agli omosessuali, ma alle donne... Il tabù del sesso gay, pur presente anche in Giappone e Stati Uniti, in queste realtà è stato elaborato in maniera meno superficiale che da noi, con tutto quel che ne consegue - per quel che riguarda i fumetti - a livello di distribuzione, pubblicità e riscontri di pubblico. Probabilmente le cose stanno lentamente cambiando anche in Italia, ma la strada è ancora lunga e sicuramente i rigurgiti omofobi italiani non aiutano... Voi cosa ne pensate?
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domenica 17 gennaio 2010

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Siccome non voglio fare discriminazioni in questo piccolo appuntamento dedicato ai cantanti gay dichiarati, oggi volevo segnalare l'ultimo video realizzato da BOY GEORGE, che è stato un po' l'emblema dei cantanti gay dichiarati negli anni '80, non foss'altro perchè col suo look e il suo modo di fare era un coming out ambulante persino in quell'epoca, in cui effettivamente il look androgino non era così raro. Probabilmente adesso risulta persino irritante per tanti gay che non si ritrovano negli stereotipi che rappresentava, tuttavia bisogna considerare che per tanti omosessuali, vissuti prima di internet e in contesti totalmente repressivi, la sua esistenza e il suo successo bastavano da soli ad infondere una certa positività... So che nel mio paesino ci sono ancora degli ex adolescenti gay dell'epoca che dormono ancora con la sua autobiografia sul comodino... Erano proprio altri tempi... In questo video, che è un vero e proprio manifesto del kitch, è accompagnato dalla cantante portoghese Ana Lains...

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venerdì 15 gennaio 2010

LA SEGNALAZIONE DI OGGI

Ciao a tutti e tutte, come va?
Oggi volevo segnalarvi che nelle fumetterie americane (e ovviamente nelle fumetterie italiane che importano fumetti dagli USA) è in distribuzione il secondo numero dell'antologia Nation X, dedicata al mondo dei mutanti della Marvel Comics.
Come già annunciato su questo blog, una delle storie è dedicata al mutante gay dichiarato Northstar ed è realizzata dal fumettista gay dichiarato Tim Fish (che finora aveva autoprodotto principalmente fumetti a tema gay). La cosa interessante è che la suddetta storia darà un discreto spazio alla relazione a distanza fra Northstar e il suo nuovo boyfriend di San Francisco, un simpatico giovanotto di colore di nome Kyle (che non ha nessun super potere).
Quello che volevo sottolineare è che, dopo una vita editoriale decisamente travagliata (con tanto di morte e risurrezione, nel tipico stile Marvel), la caratterizzazione del personaggio inizia ad essere meno spigolosa e più sfaccettata. Quando questo personaggio venne presentato per la prima volta negli '80, aveva un'atteggiamento decisamente scontroso e acido, tendente al malumore e fondamentalmente pessimista. Forse anche perchè erano anni in cui il gay bello e dannato faceva tendenza, o più semplicemente perchè all'epoca la comunità omosessuale era effettivamente pessimista (vedi epidemia di AIDS) e perchè gli sceneggiatori di quelle storie avevano una conoscenza molto parziale del mondo omosessuale. A riprova di questo vale la pena ricordare che Jonh Byrne (vero autore culto per gli amanti dei supereroi, che vedete nella foto sotto), non era nuovo a caratterizzazioni gay un po' stereotipate.
Infatti l'autore canadese, quando ancora era al college, pubblicò un fumetto umoristico dedicato a un supereroe gay, che giocava tutto proprio sui luoghi comuni e gli stereotipi, a partire dal nome: GAYGUY. Siccome questo è il blog che vi dà quello che gli altri non vi danno, qui di seguito vi posto la prima tavola del suddetto fumetto, così potete farvi un'idea...
Intendiamoci: questa non è una critica o un atto di accusa nei confronti di John Byrne, che in tempi non sospetti aveva affrontato un tabù del mondo del fumetto in maniera leggera e surreale, tuttavia penso che sia lampante che non aveva la formazione necessaria per definire un personaggio omosessuale che uscisse troppo dagli schemi... Tantopiù che la Marvel di quel periodo era gestita da un certo Jim Shooter (foto sotto) che, pur essendo un dirigente molto capace, vincolava pesantemente la libertà creativa degli autori e aveva posto una specie di veto sull'omosessualità (che per fortuna John Byrne e altri sono riusciti ad aggirare in qualche modo). Si poteva definire omofobo? Non sta a me dirlo, però la leggenda narra che fosse un dirigente abbastanza opprimente (e un tantino inquietante, aggiungo io)...
In ogni caso, anche dopo che Jim Shooter se ne andò e dopo che John Byrne passò la gestione di Northstar ad altri, il personaggio ha sempre avuto una caratterizzazione stentata e a tratti lacunosa, perlomeno dal punto di vista dell'orientamento sessuale, anche se negli ultimi anni la situazione è decisamente migliorata, anche grazie all'introduzione di un personaggio come Kyle. Probabilmente è la prima volta che si vede Northstar così felice e sereno, ed è la prima volta che ha lasciato da parte il ruolo del gay maledetto e perennemente infelice, come potete intuire dall'immagine qui sotto...
Adesso che, per la prima volta, Nothstar viene gestito da un autore gay dichiarato (Tim Fish) forse ci si può augurare che la situazione si evolverà ulteriormente e che il nuovo decennio possa segnare la svolta nella vita del primo supereroe gay dichiarato della storia della Marvel... D'altra parte dal 1979, quando comparve per la prima volta, a oggi sono trascorsi trentun anni e di acqua sotto ai ponti ne è passata decisamente parecchia... Anche per quel che riguarda la percezione e l'integrazione della comunità omosessuale un po' in tutto il mondo occidentale. Il che, però, mi porta a pensare che il nostro paese non sia poi così occidentale, visto che i pochi personaggi omosessuali presentati col contagoccie nel nostro fumetto "popolare" (quello che va nelle edicole, per intenderci) invece di evolversi sembrano tendere a una certa involuzione... E di certo ai nostri editori non passa nemmeno per l'anticamera del cervello di far gestire personaggi omosessuali a sceneggiatori omosessuali dichiarati, magari puntando sulla cosa...
E anche questo è qualcosa su cui riflettere, penso.
Se vi interessa una breve storia di Northstar scritta da me CLICCATE QUI.
In ogni caso, per stare in tema e per concludere con una nota di ottimismo, vi segnalo che iniziano a circolare le prime immagini relative al secondo film dedicato al mutante Wolverine, che questa volta sarà ambientato in Giappone (che, nei fumetti, è un po' la seconda patria del personaggio)...
Ora: a parte il fatto che Hugh Jackman è come il vino e invecchiando diventa sempre più buono, volevo farvi notare che, se le immagini di lancio sembrano uscite da una rivista gay, probabilmente non è proprio un caso... Ed evidentemente quei furboni dei produttori hanno realizzato che una buona fetta di pubblico sarà composta da gay attirati dal sex appeal di Hugh, esattamente come lo sono le api dal miele... E come già era successo con il primo film (tant'è che il cineforum gay che avevo organizzato l'anno scorso per la mia associazione è stato disertato in massa proprio quando il film di Wolverine era in cartellone...). Sarà anche una bieca strategia commerciale, ma il fatto che la comunità gay venga tenuta in debita considerazione - perlomeno da Hollywood - è comunque gratificante, non trovate?
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mercoledì 13 gennaio 2010

ITALIA NOSTRA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
In questi giorni stavo riflettendo sul fatto che fra poco sarà trascorso un anno da quando ho fatto il "direttore artistico" per la mostra ARCOBALENI FRA LE NUVOLE, che si è tenuta a Genova nell'ambito delle iniziative del Genova Pride 2009. Lungi da me l'idea di rinfacciare qualcosa a qualcuno, ma all'epoca si parlava di farla circolare, di promuoverla e di valorizzarla anche in altre sedi. Un anno è quasi passato e non ne ho saputo più nulla... Così, per scrupolo, ho appena sentito l'Arcigay di Genova che mi ha detto che è ancora tutta lì, quindi se tanto mi da tanto credo che potrebbe spettare al sottoscritto riesumarla e cercare di rimetterla in circolo prima che sia troppo tardi. Vedremo un po' cosa si potrà fare, e se magari si riuscirà ad ampliarla. Tuttavia ammetto che uno dei miei sogni segreti sarebbe quello di riuscire a organizzare, in un ipotetico futuro, una fiera dedicata ai fumetti e all'illustrazione gay contemporanea anche nel nostro paese, magari dando uno stand a ogni artista per vendere le sue opere... Qualcosa tipo la THE PAINTED BOY GAY ART FAIR di New York...
OK... Ammetto che per come siamo messi oggi suona più come un sogno che altro, però è anche vero che se una decina di anni fa mi avessero detto che avrei gestito la mostra di cui sopra, che è stata la prima mostra a tema gay ospitata da una fiera di fumetti italiana, non lo avrei proprio creduto possibile. Certo è che la strada per raggiungere il livello di espositori e di visitatori (paganti!) della THE PAINTED BOY GAY ART FAIR di New York mi sembra decisamente lunga, ma da qualche parte bisogna pur partire, no? Ovviamente paragonare New York e la sua realtà culturale gay con qualsiasi città italiana (comprese le più grandi e quelle con le più alte percentuali gay e gay friendly) è del tutto insensato, però credo che possa comunque servire da ispirazione. Siccome so che siete dei lettori curiosi, qui di seguito vi posto un video relativo alla THE PAINTED BOY GAY ART FAIR che si è tenuta nell'aprile del 2009 (ce n'è stata una seconda edizione a fine novembre, ma non circolano ancora i relativi video).

Carina, vero? Negli Stati Uniti le fiere di questo tipo abbondano (e se seguite questo blog dovreste averlo capito), ma a quanto pare continuano a sbucarne di nuove (questa ha debuttato nel 2009 con ben due edizioni!). Vi faccio notare che non solo il pubblico veniva anche per aquistare i lavori degli artisti, ma pagava un biglietto di 20 $, di cui buona parte serviva a sponsorizzare le inziative del The Lesbian, Gay, Bisexual & Transgender Community Center che ospitava l'evento. Da notare che, come in ogni manifestazione statunitense che si rispetti, era previsto un galà di apertura... Per la modica cifra di 35 $... Forse per la maggior parte dei gay italiani l'idea di spendere una trentina di euro per partecipare al galà di apertura una mostra di arte gay e finanziare così le attività di un'associazione gay suona un po' strano... D'altra parte mi sembra evidente che le associazioni GLBT americane si presentano in maniera decisamente diversa da quelle italiane... Siccome non mi piace fare la figura di quello che parla a vanvera, qui di seguito vi posto un video di presentazione del The Lesbian, Gay, Bisexual & Transgender Community Center di New York. Questa associazione è nata nel 1983 (due anni prima della nostra Arcigay) e il video risale al 2008, quando festeggiava i suoi primi 25 anni (traguardo che Arcigay taglierà proprio quest'anno). A voi giudicare...

Non so se avete mai frequentato un comitato Arcigay di una grande città (non mi riferisco al circuito dei locali convenzionati), ma anche se non lo avete mai frequentato e anche se non conscete bene l'inglese, credo che sarete in grado comunque di fare un confronto e trarre le vostre conclusioni.
Ciao e alla prossima.
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domenica 10 gennaio 2010

LA CURIOSITA' DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
In Francia c'è un'associazione che si chiama ACBD, che significa Association des Critiques et journalistes de Bande Dessinée, e cioè Associazione dei Critici e dei Giornalisti del Fumetto.
Notevole, non trovate anche voi? In Italia non esiste niente di simile, ma ogni anno questa associazione si impegna a stendere un bilancio del settore nell'anno precedente, e all'inizio del 2010 non poteva mancare quello relativo al 2009. Qualche dato interessante: in Francia nel 2009 ci sono stati 288 editori che hanno pubblicato fumetti, per un totale di 4863 volumi (parliamo di soli volumi e non di riviste o pubblicazioni su albi) che sono stati distribuiti nel circuito delle librerie di varia. I volumi di fumetti stranieri tradotti in francese sono stati 1891, mentre i fumettisti professionisti che pubblicano per la Francia (cioè quelli che campano facendo prettamente questo mestiere) sono 1439. Relativamente pochi se si paragonano ai numeri di una qualsiasi categoria lavorativa, ma molti di più dei loro colleghi italiani. Forse non lo sapete, ma fra i fumettisti italiani c'è un po' il mito della Francia, e scrutando questi numeri (che peraltro sono in leggero calo rispetto agli ultimi anni), non gli si può dare torto. A questo punto non stupisce più di tanto se in Francia iniziano ad essere in commercio i cofanetti con le storie lunghe di Gengoroh Tagame (veri e propri romanzoni che vanno avanti per vari volumi e migliaia di pagine).
Evidentemente la cultura del fumetto, in Francia, è molto diversa da quella italiana, ma questo è un dato di fatto abbastanza risaputo. Un po' meno risaputo è il fatto che, già prima dello sdoganamento dei fumetti gay grazie ad internet, anche in Francia qualche editore coraggioso si concedeva il lusso di pubblicare fumetti a tema gay senza farsi troppi problemi... Cose tipo questa raccolta di fumetti che Alain Fretet aveva realizzato per la rivista gay francese Gay Pied nei primi anni '90.
Un copertina del genere, dal tono vagamente sacrilego, sarebbe ritenuta del tutto improponibile per qualsiasi editore italiano di oggi... Figuriamoci per un editore italiano degli anni '90... Nonostante ciò le storie contenute in questo volume (realizzate nello stile "fotografico" della copertina), in Italia arrivarono sulle pagine della rivista BLUE... Che però non era una rivista gay, quindi sicuramente i gay italiani non ne vennero a conoscenza e anche questa occasione di diffondere il fumetto gay nel nostro paese andò persa... Tantopiù che all'epoca le riviste gay che arrivavano in edicola (e che erano vendutissime! Tant'è che la rivista pornografica GAY ITALIA a un certo punto passo da mensile a quindicinale e poi addirittura divenne settimanale!) non avevano l'intuito e le competenze necessarie per promuovere e gestire dei fumetti a tema... Anche se - in qualche caso - ebbero delle parentesi che lasciavano ben sperare, visto che GAY ITALIA venne fondata dall'artista fumettofilo Graziano Origa (che contribuì anche con vari lavori realizzati in prima persona, usando lo pseudonimo Orazio Garigan). Però, guardacaso, parte dei suddetti lavori venne raccolta in un bel volumetto che uscì per l'editore francese Mouette nel 1991...
Come dire che le cose erano ben chiare anche una ventina di anni prima che le edizioni H&O pubblicassero in francese (e in edizione extra lusso) la storia piratesca Made in Italy di Franze e Andärle...
Mhhh... Come dire che piove sul bagnato e che effettivamente nulla accade per caso... Comunque direi che è abbastanza indicativo il fatto che - nonostante il fatto che la capitale dei fumetti a tematica GLBT siano da sempre gli Stati Uniti - anche la Francia (dove i fumetti godono di un'alta considerazione) abbia dimostrato una certa apertura verso i temi gay in tempi non sospetti. Un'apertura che, forse, da noi si sta iniziando a manifestare giusto con quei due decenni di ritardo... Forse... Speriamo in bene...
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