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martedì 30 agosto 2011

PARLIAMO UN PO' DI ME

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Questo BLOG negli ultimi mesi non ha mai mancato di aggiornarvi su tutto quello che avveniva nel mondo dei fumetti gay, ma anche in territori limitrofi come il cinema, l'arte e altro ancora. Vi ha aggiornato su tutto e tutti, ma non su di me... E questo nonostante da più parti questa richiesta arrivasse costantemente. Così eccomi qui, a parlarvi proprio di questo, e cioè di me. Intanto chiariamo una cosa: nonostante alcune voci non ho mai preso in considerazione l'ipotesi di rinunciare alla mia carriera di fumettista...
Il punto è che avevo davvero bisogno di fare una pausa, per capire meglio dove stavo andando a parare e per valutare cos'era meglio fare. In effetti per una decina di anni sono andato avanti un po' a caso, e soprattutto dando per scontato che sul mio cammino avrei incontrato - prima o poi - delle persone in grado di valorizzare il mio lavoro, mentre io mi sarei potuto dedicare tranquillamente alla parte creativa. In realtà non è mai andata davvero così, e leggendo le biografie di una discreta quantità di fumettisti (anche abbastanza famosi) mi sono reso conto che è un errore di strategia molto comune nella mia categoria... Mal comune mezzo gaudio, ma in effetti questo non rende meno irritanti (e deleterie) tante situazioni in cui mi sono venuto a trovare e che ora mi avevano portato a bloccare tutto per tirare le somme e riflettere sul da farsi...
In effetti anche scrivere questo BLOG mi ha aiutato molto, perchè mentre riflettevo su quello che accadeva agli altri riuscivo a capire meglio anche la situazione in cui mi muovevo io. Inoltre non volevo rischiare nuovi passi falsi... A questo punto, però, vi chiederete a quali conclusioni sono giunto e come intendo muovermi. La prima conclusione a cui sono giunto è che il rapporto fra fumetto e media gay, in Italia, è desolante... Mentre puntare all'estero ha senso a determinate condizioni (che non sono ancora le mie). Inoltre allo stato attuale i media gay non sono in grado di sostenere stabilmente una serie a fumetti. Quindi a questo punto non ha senso aspettare che un nuovo sito generalista ospiti le mie storie, se poi potrei ritrovarmi da punto accapo. Quindi porterò avanti le mie cose sfruttando altri canali e altre strategie, pur rimanendo su internet. Detto questo: Robin Hoog riprenderà, ma una volta arrivato alla conclusione dell'attuale sequenza narrativa proseguirà con capitoli scaricabili a pagamento. E non ci saranno Santi. Testando in giro ho già sentito della gente che si lamenta del fatto di dover pagare uno o due euro al mese per una trentina di striscie, ma la volete sapere una cosa? Non mi interessa più. Se uno ci tiene quei soldi li spende, si munisce di una postepay ricaricabile e rinuncia - al massimo - a due o tre caffè al bar (o magari a un superalcolico, che ci guadagna anche in salute). Se non è disposto a fare questo sacrificio vuol dire che quello che faccio non gli interessa sul serio, dico bene? Quindi tanto di cappello, anche perchè non mi avrebbe sostenuto comunque. Inoltre non era bello che gli scrocconi vivessero sulle spalle di qui pochi martiri che in questi anni non mi hanno fatto mancare il loro supporto (anche con delle donazioni spontanee), che comunque da solo non bastava a sostenere il mio lavoro. Col risultato che gli scrocconi si lamentavano ancora e i martiri restavano doppiamente delusi. D'ora in poi questo non si verificherà più, e se qualcuno vuole lamentarsi gli consiglio di tenere la sua lingua occupata in più pertinenti occupazioni...
Detto questo la mia ripresa non sarà col botto, anche perchè ho imparato che le riprese col botto - e i relativi annunci - di solito portano una discreta sfortuna. Dal mese di settembre comincerete a vedere i primi movimenti e la ripresa delle mie attività, ma si tratterà di una cosa graduale per cercare di carburare al meglio. Sicuramente anche questo BLOG ne verrà influenzato, e parlerà più spesso delle mie attività e dei miei progressi lavorativi. A costo di ripetermi questa nuova fase della mia carriera dipenderà in ugual misura da me e dai miei lettori, e chi sta già arrotando gli artigli per scrivere che non vuole pagare un centesimo per quello che faccio, o che magari si dice orgoglioso di non averlo mai fatto (qualcuno l'ho anche conosciuto di persona, e vi garantisco che è stato davvero irritante), sappia che non mi farà cambiare più idea... E che se cerca di litigare è meglio che giri al largo...
Per arrivare alle cose più pratiche: sicuramente riprenderò ad utilizzare lulu.com e riprenderò a vendere illustrazioni su eBay. Il sito di Robin Hoog ospiterà le vignette nuove gratuite (fino alla fine della sequenza di cui parlavo prima), dopodichè ospiterà le anticipazioni dei capitoli a pagamento e indicherà come procurarseli. Purtroppo il gestore di popkorn.it (su cui avevo ricominciato TROY) è diventato pressochè irreperibile. Così, dopo un anno di vani tentativi di riprendere un rapporto continuato, direi che posso sentirmi libero di proseguire TROY sotto altre forme. Al momento l'idea migliore e più fattibile mi sembra quella di creare un blog su cui pubblicare TROY in versione censurata, con la versione integrale per gli interessati su lulu.com. A quanti preferissero un sito vero e proprio faccio presente che al momento io non sono in grado di farne uno come si deve, e che l'ultimo tentativo di aprirne uno si è risolto nell'ennesima persona che è sparita nel nulla (dopo aver rilevato il dominio wallyrainbow.com, che al momento non so neppure per quanto tempo è stato opzionato). Probabilmente sono io che tendo a peccare di fiducia, però se tanto mi da tanto è davvero meglio che riparta dalle cose che sono certo di poter fare da solo.

Riguardo alla questione di RAINBOWS, che giace immobile da anni, la questione è leggermente spinosa. Nel senso che attualmente è ospitato da un circuito che ha molto poco tempo ed energia per seguirlo a dovere (e men che meno per remunerarlo come si deve). Quindi, molto probabilmente, riprenderà se e quando le altre cose che porterò avanti mi garantiranno introiti sufficienti per proseguirlo senza problemi anche in perdita. Per il resto ho diversi altri progetti che mi piacerebbe portare avanti, ma per scaramanzia preferirei parlarne man mano che prenderanno consistenza (come il famoso fumetto fantasy che ho annunciato da anni e la ripresa di Capitan Gel in una versione nuova e più - diciamo - in contatto con il mondo dei supereroi). Per quanti si chiedessero se attualmente ho in progetto collaborazioni con editori che pubblicano su carta la risposta è no. In futuro non si può mai dire, ma diciamo che visto come stanno andando le cose - e viste le mie esperienze passate - preferisco investire il mio tempo in attività che danno qualche garanzia concreta, come ad esempio lulu.com (il che è tutto dire). A grandi linee credo di avere detto tutto... Ora non resta da fare altro che vedere cosa succederà e dove potrò arrivare.
Scusate le foto ridicole, ma non mi sono venute idee migliori per corredare questo post. In ogni caso sono tutte foto scattate questa estate, così potete farvi un'idea un po' più attuale della faccia che ho.
Ciao e alla prossima.

sabato 27 agosto 2011

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Anche questo fine settimana prosegue l'aggiornamento estivo sui cantanti gay dichiarati che vi ho già presentato in questa rubrica, e il prescelto di oggi è Will Young, che proprio il mese scorso se n'è uscito con il suo ultimo video, in cui ci parla dei tormenti della gelosia...

Mhhh... Non so perchè, ma qualcosa mi dice che questo pezzo - in Italia - non verrà promosso granchè...
Alla prossima.

giovedì 25 agosto 2011

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Devo ammettere che mi fa piacere verificare che anche in piena estate non mancano mai le notizie per questo BLOG, anche perchè questo è un evidente segno dei tempi che cambiano. Ad esempio: qualche giorno fa vi avevo parlato di come alla Apple fossero diventati improvvisamente più disponibili nei confronti della distribuzione dei fumetti a tema gay per iPhone e iPad, che in precedenza venivano censurati anche quando avevano contenuti molto soft, e forse adesso ne ho capito il motivo. Infatti il nuovo mega direttore galattico della Apple, che subentra a Steve Jobs (che ora potrà concentrarsi sui sui problemi di salute), si chiama Tim Cook, ed è gay dichiarato...
Forse sbaglierò, ma qualcosa mi dice che la cosa abbia avuto un certo peso nell'atteggiamento più gay friendly della Apple nei confronti di certi contenuti. Staremo a vedere cosa riserverà il futuro, anche se sicuramente questa situazione avrà dei risvolti positivi per la rivalutazione dell'immagine dei gay in tutto il mondo (e infatti in Italia i TG si sono ben guardati di precisare che Tim Cook è omosessuale). Comunque, per restare in tema di fumetti gay e di atteggiamento più o meno gay friendly nei loro confronti, proprio ieri uno dei più affezionati lettori di questo BLOG mi ha segnalato che, nelle fumetterie italiane, è arrivata la prima edizione italiana di un fumetto di Sebas Martìn: DENTRO, pubblicato da COMMA 22.
Si tratta del primo di una serie di volumi che il bravo autore spagnolo ha realizzato a partire dal 2005, che vanno a costituire un riuscitissimo affresco (estremamente realistico) della vita di un trentenne gay dei nostri giorni. Protagonista della storia è Salva, la cui educazione sessuale comincia molto presto, da una porta lasciata socchiusa che gli svela l'esistenza di un universo gay. Le sue avventure e disavventure amorose si snodano sullo sfondo di un quotidiano fatto di chiacchiere con gli amici, incontri casuali, gay pride, difficili momenti in famiglia. Il quadro che si compone è quello di un uomo in perenne formazione emotiva e sentimentale, che non smette di provare, cercare e trovare. E forse è proprio questo il fascino intrinseco nei personaggi gay di un buon fumetto a tema gay: il loro continuo rimettersi in discussione senza adeguarsi a ruoli e schemi prefissati. Questo volume lo avevo già in spagnolo, e posso garantirvi che - una volta che si entra in sintonia con lo stile di disegno molto particolare - risulta un fumetto davvero coinvolgente. Sebas Martìn (che vedete nella foto sotto) riesce a parlare delle luci e delle ombre del mondo gay senza filtri e a colpo sicuro, e questa è una dote rarissima.
Il fatto che un autore del genere sia arrivato in Italia è una cosa molto positiva, e diciamo pure inaspettata, ma proprio per questo non posso fare a meno di notare che - anche stavolta - la storia si ripete. Nel senso che DENTRO è uscito totalmente in sordina e senza che l'editore abbia pensato di informarsi sui media gay che avrebbero potuto promuoverlo, o perlomeno segnalarlo. Da quel che ho capito il volume è stato stampato a gennaio (il provvido lettore che me l'ha segnalato, e che tanto ringrazio, mi ha mandato anche la foto della pagina interna con i dati di stampa), ma non è stato distribuito prima di giugno. Non so se è un caso o se alla COMMA 22 hanno pensato di aspettare per sfruttare al meglio il traino dell'Europride, ma in ogni caso devono avere dato per scontato che in Italia i gay sono frequentatori abituali delle fumetterie (il che, purtroppo, non è vero), altrimenti non si spiegherebbe perchè in sei mesi non si sono fatti vivi con nessun medium gay per segnalare la prima uscita italiana di un autore di questo genere.
Certo c'è anche la possibilità che dalle parti di COMMA 22 non abbiano voluto puntare troppo sul circuito gay per non fare la figura di quelli che si ghettizzano o per dimostrare che non si tratta di un fumetto per soli gay, ma il problema con questo genere di fumetto è proprio che fuori dai circuiti gay si tende a non parlarne. Infatti nessun sito italiano di fumetti ne ha ancora parlato, nonostante la sua indubbia qualità. Morale della favola: in Italia è arrivato un fumetto gay con un grandissimo potenziale e ha debuttato sotto silenzio. Non che ci sia niente di nuovo sotto al sole, però direi che è abbastanza curioso vedere come gli anni passano e - a livello di marketing - certe cose restano sempre uguali.
Da una parte degli editori che pubblicano fumetti gay senza preoccuparsi di interagire in maniera compiuta - e sensata - col mondo gay, e dall'altra un mondo gay che in questo modo continua ad ignorare il potenziale dei fumetti gay. Ultimamente REN BOOKS sembra voler attuare una strategia più meditata e multilaterale, ma è solo agli inizi quindi per ora non ha ancora fatto scuola. Staremo a vedere cosa succederà. Certo è che di questo passo le cose continueranno a muoversi in maniera lentissima, e questo non è esattamente un bene (soprattutto in una nazione come la nostra). Oltretutto c'è il rischio che un marketing approssimativo non porti a DENTRO il successo che merita, magari compromettendo la pubblicazione dei volumi che raccontano il seguito delle avventure di Salva...
Inoltre, piccolo ma non irrilevante dettaglio, il titolo è stato tradotto in maniera un po' ambigua. Infatti il titolo originale ESTOY EN ELLO vuol dire letteralmente "ci sto dentro", ma in realtà è anche un'espressione spagnola che significa "ALLA GRANDE", nel senso ottimista del termine. Quindi forse aveva più senso usare un titolo come GRANDE piuttosto che DENTRO, anche perchè chiamare DENTRO un fumetto gay sembra voler puntare l'accento su un doppio senso un po' inopportuno e un tantinello scurrile. Pazienza. In ogni caso, per stare in tema di spagnolo, aumentano le anteprime che riguardano il nuovo ULTIMATE SPIDER MAN, che - come saprete se leggete questo BLOG - sarà afro-latino-americano, o "blatino" come si dice in gergo.
Sara Pichelli ha anche diffuso una serie di schizzi preparatori, che promettono molto bene e presentano un ragazzino che sicuramente crescerà come si deve... E che, a prescindere dal fatto che il suo presunto orientamento gay sia confermato o meno, sicuramente farà strage di cuori fra tantissimi ragazzini.
Certo, se fosse anche gay non sarebbe male... Anche in questo caso staremo a vedere. Detto ciò, visto che Marvel e Disney ormai sono tutt'uno, resto in tema e vi lascio con il primo trailer del film che, nel 2012, la Disney vuole dedicare a John Carter di Marte... Devo essere sincero: i personaggi sono persino più vestiti di quanto temessi, quindi ho come la sensazione che non sarà esattamente un successo, ma forse mi sbaglio...

Nel frattempo credo che andrò a vedermi Conan, e i pettorali di Jason Momoa in 3D...
Alla prossima.

martedì 23 agosto 2011

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi volevo iniziare condividendo con voi il volantino della mostra sui maestri della BARA ART (l'arte omoerotica giapponese) che si terrà a Parigi dal 21 al 26 ottobre prossimi alla Galleria Brugier Rigail di Parigi (quindi se volete andarla a vedere calcolate bene i tempi).Questa anteprima quasi assoluta (credo che il volantino debba ancora andare in stampa), mi da l'occasione per tornare a parlare di Gengoroh Tagame, che dopo aver condiviso coi suoi fans tutti i segreti dei suoi strumenti di disegno, ha deciso di renderli partecipi anche del suo metodo di lavoro. Confidando di farvi cosa gradita ve lo riporto qui di seguito... Non è diverso dai metodi di lavoro di tanti fumettisti (me incluso), ma penso che sia ugualmente interessante ripassare un po'.
La prima fase consiste nel realizzare un disegno di base a matita, che viene definito mano a mano, finendo per ripassare con una mina più morbida quelli che saranno i tratti da ripassare a china.
La seconda fase consiste nel ripassare le linee principali con la china, ed eventualmente nell'eseguire la texture a mano per rendere al meglio dettagli come i capelli rasati.
Successivamente si passa ad eseguire i tratteggi sottili con la china per indicare le masse muscolari e le zone in ombra.A questo punto con dei tratti a china più sottile si fanno i peli uno ad uno, dopodichè - quando la china si è seccata bene - si cancella la matita sottostante.
A questo punto si scansiona il disegno con lo scanner e col computer si aggiungono i neri pieni, i retini (ci sono programmi appositi che riproducono l'effetti dei retini che una volta venivano applicati a mano) e i testi.
Alla fine avremo una bella vignetta pronta per andare in stampa (assieme a tutto il resto della storia, che in questo caso è il primo capitolo di una serie di imminente uscita che in italiano potrebbe tradursi come... Aemh... L'uomo-figa...). Non so voi, ma penso che sia sempre molto interessante vedere come lavora un autore di fumetti, soprattutto se è un artista bravo come Gengoroh Tagame, che giustamente è uno dei più quotati nel suo genere. A proposito di Gengoroh Tagame: spulciando nel suo blog non ho potuto fare a meno di riflettere su come può essere stimolante la vita di un artista omoerotico che vive in Giappone, rispetto a quella di uno che vive in Italia. Ad esempio: a febbraio ha partecipato a una mostra alla Vanilla Gallery di Tokyo, incentrata sul mondo dei fantasmi e degli spiriti...
Anche se la mostra non era propriamente omoerotica nessuno si è fatto problemi ad invitarlo. Gli altri altri artisti che hanno partecipato, fra cui molti mangaka, erano 市場大介 (Daisuke Ichiba), 小妻容子 (Yôko Ozuma), 小山哲生 (Tetsuo Koyama), 三代目彫よし (Sandaime Horiyoshi), 沙村広明 (Hiroaki Samura), SHIGE, 空山基 (Hajime Sorayama), 田亀源五郎 (Gengoroh Tagame), ツバキアンナ (Anna Tsubaki), 鳥居椿 (Tsubaki Torî), 富崎NORI (Nori Tomizaki), ヴァーニャ・ズーラヴィロフ (Vania Zouravliov), 福山フキオ (Fukio Fukuyama), 亡月王 (Bôgetsuô), 宮西計三 (Keizô Miyanishi) e 山口椿 (Tsubaki Yamaguchi). Poi a marzo, sempre alal Vanilla Gallery, ha partecipato ad una mostra di artisti che omaggiavano l'estetica di Pier Paolo Pasolini. La mostra ha avuto tanto successo che è stata riproposta anche a giugno. Qui sotto vedete Gengoroh Tagame all'inaugurazione, assieme a Inuhiko Yomoda, che a quanto pare è un noto professore univeristario di letteratura comparata, che ovviamente non si è fatto problemi a presenziare alla mostra.
A giugno il buon Gengoroh Tagame, che giustamente ama guardarsi attorno, ha potuto visitare anche una mostra dedicata alla brava pittrice Ryoko Kimura, specializzata in figure maschili disegnate nel classico stile delle stampe giapponesi. La vedete nella foto sotto mentre posa assieme al maestro Tagame.
Piccola nota a margine: è molto bello vedere che in Giappone la figura maschile è un soggetto apprezzato anche dalle artiste, ed è ancor più apprezzabile vedere che c'è posto anche per questo tipo di pittrici e per il loro raffinato erotismo, che effettivamente è tutt'altro che esplicito e banale.
Comunque a luglio il maestro Tagame è stato anche invitato come ospite ad una mostra dedicata alle fotografie di Bruce LaBruce, e in particolare agli scatti dal set del suo film gay porn horror L.A. Zombies, che ha avuto fra i suoi intepreti Francois Sagat e l'italianissimo Francesco D'Macho. Qui sotto vedete Gengoroh Tagame con Akihiro Suzuki, il curatore della mostra.
E questo è solo quello che Gengoroh Tagame ha potuto fare senza muoversi da Tokyo, visto che in questi mesi i suoi lavori sono stati esposti in Svezia e Australia, mentre in Francia ha anche un rivenditore fisso (che ha curato anche tre mostre di Tagame a Parigi), nella persona di Oliver Cerri (foto sotto), direttore della Art Men Paris Gallery.
Il punto a cui volevo arrivare però è un altro: sicuramente Gengoroh Tagame è un artista bravo a prescindere, però è anche vero che vive in un contesto che è stimolante a prescindere da lui. Mostre come quelle a cui ha partecipato o assistito negli ultimi mesi provano che a Tokyo la scena artistica è assolutamente vivace e ricettiva anche nei confronti delle tematiche omoerotiche. Questo potrebbe spiegare anche perchè in Giappone sono tanti gli artisti che si confrontano con l'omoerotismo in più modi. Il bravo Itetsu Ogura, ad esempio, parteciperà alla mostra parigina di cui parlavo all'inizio con le sue illustrazioni...
Questo artista, però, sarà presente anche con le sue sculture, come quella che vedete qui sotto...
Come dovreste sapere se siete fedelissimi di questo BLOG, la mostra parigina è la stessa che si vorrebbe portare a Milano. Speriamo in bene, e speriamo che non ci siano le solite polemiche a rendere tutto più difficile. Vorrei farvi notare che nelle iniziative giapponesi compaiano i nomi di Pier Paolo Pasolini e Bruce LaBruce, e questo dimostra anche che quello giapponese non è un approccio nazionalista, e che anzi ha un occhio di riguardo anche per quello che avviene all'estero... Ma questo è più o meno è il contrario di quello che avviene in Italia, dove l'omoerotismo è un tabù che non viene valorizzato in nessun caso. Ognuno può trarre le conclusioni che vuole, ma se la mostra parigina arrivasse davvero a Milano sarebbe senza dubbio una grande conquista. Comunque, visto che siamo in tema di Francia, volevo segnalarvi che gli amici francesi che mandano avanti la fanzine DOKKUN (dedicata ai bara manga Made in France) sono usciti col terzo numero alla fine di luglio... E la prima tiratura è già andata esaurita, nonostante siamo in piena estate... Segno evidente che l'iniziativa ha centrato i gusti del pubblico a cui voleva rivolgersi, e che probabilmente ha il potenziale per evolversi rapidamente in qualcosa di più professionale. Staremo a vedere. Quel che è certo è che potrebbe rappresentare un bell'esempio da seguire anche per tanti aspiranti autori di bara manga italiani... Anche se, effettivamente, la situazione culturale italiana (soprattutto nel suo rapporto coi fumetti) è profondamente diversa da quella francese, e sicuramente questo incide tanto...
D'altra parte sperare non costa nulla, e comunque vedere che il mondo non inizia e finisce con l'Italia (per fortuna) potrebbe portare a qualche cambiamento inaspettato... Prima o poi.
Ciao e alla prossima.

sabato 20 agosto 2011

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Anche questo sabato prosegue la mia rubrica musicale settimanale, che per l'estate vi vuole aggiornare su quello che è accaduto ai cantanti gay dichiarati che vi avevo già segnalato in questo spazio. Oggi, ad esempio, punto il riflettore su Magnus Carlsson, che dopo aver lasciato l'ultima formazione degli ALCAZAR (e il suo ragazzo, nonchè voce storica del gruppo), ha intrapreso una più che dignitosa carriera solista nell'Europa del Nord. Il brano che vi faccio ascoltare oggi risale allo scorso inverno, e a quanto pare dimostra che ha ancora grinta da vendere...

Da notare che in Europa continua ad andare molto l'eurodance melodica che in Italia è stata abbandonata in favore dei ritmi house che ormai hanno colonizzato tutte le discoteche... Forse perchè l'eurodance è intrinsecamente ottimista, mentre i giovani italiani di oggi preferiscono ritmi in cui perdersi perchè hanno rinunciato a lottare e a sperare in un domani migliore? Meditate, gente, meditate...

giovedì 18 agosto 2011

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi - una volta tanto - vorrei articolare questo post attorno ad un'unica notizia, e più precisamente all'annunciata mostra dedicata al fumettista e illustratore Milo Manara, che si terrà a Siena dal primo ottobre 2011 all'otto di gennaio 2012, nel Complesso Museale Santa Maria della Scala.
“Milo Manara - Le stanze del desiderio” è promossa dal Comune di Siena e dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena e realizzata da Vernice Progetti Culturali insieme al Complesso Museale Santa Maria della Scala. Per la direzione scientifica e cura di Claudio Curcio, direttore di Napoli COMICON, struttura che segue le mostre del maestro veronese nel mondo da cinque anni, e la direzione artistica e allestimenti di Giovanni Mezzedimi, questo appuntamento segue idealmente la mostra-evento del 2005 dedicata a Hugo Pratt ed è allestita nella stessa sede, le sale del Complesso Museale Santa Maria della Scala. La cosa interessante è che Milo Manara è noto soprattutto per essere un illustratore e fumettista erotico...
Piccola premessa: io ho sempre pensato che Milo Manara fosse un autore bravissimo nel suo genere, capace di utilizzare un archivio fotografico di classe per creare donnine favolose e storie sottilmente provocanti. In effetti per utilizzare al meglio le foto del suo immenso archivio spesso si ritrova a lavorare su tavole gigantesche (ho visto tovaglie più piccole), ma il risultato finale è senza dubbio notevole. Quando poi ha lavorato sui testi di Hugo Pratt (quello di Corto Maltese) per il volume UN'ESTATE INDIANA ha realizzato un'opera che - all'epoca - mi ha portato a rivedere tutto il mio concetto di fumetto.
Tutto questo per dire che, oltre ad avere quasi tutte le sue opere, non ho niente contro di lui e tutto quello che dirò da questo punto in poi non ha niente a che fare con quello che penso di Milo Manara, per il quale la mia stima resta immutata. Tuttavia non posso fare a meno di pensare che la sua brillante carriera quarantennale e la mostra di Siena, che esporrà ben 300 originali, siano lo specchio di una nazione che negli ultimi quarant'anni ha fatto della rimozione del mondo gay un tratto distintivo della sua cultura, a favore di una visione assolutamente ed esclusivamente eterocentrica della sessualità...
Se ripercorriamo la quarantennale carriera di Milo Manara, infatti, possiamo ripercorrere tutte le tappe più significative dell'evoluzione del fumetto erotico italiano, che a sua volta ha riflettuto una concezione della sessualità che lasciava spazio solo al mondo eterosessuale. Milo Manara iniziò a farsi conoscere alla fine degli anni '60, lavorando su diverse serie erotiche (come Genius e Jolanda De Almaviva). Quanto i tascabili erotici diventarono più spinti iniziò a proporsi alle riviste d'autore degli anni '70 con fumetti erotici d'avventura e in qualche caso sperimentali (come la sua versione delle avventure de LO SCIMMIOTTO), ma anche alle riviste vietate ai minori degli anni '80. Infatti fu su PLAYMEN che nel 1982 comparvero le prime puntate della serie che lo rese celebre nel mondo: IL GIOCO, incentrato su un marchingegno capace di far perdere le inibizioni ad una rigida signora dell'alta borghesia.
Da quel momento in poi è stato un crescendo di consensi, e i suoi lavori hanno contribuito a sdoganare l'erotismo d'autore nel mondo del fumetto italiano, ma anche presso i grandi editori come Rizzoli e Mondadori, che col tempo hanno proposto i suoi lavori anche nelle librerie di varia, che dalla fine degli anni '80 lo ospitano in maniera costante. Nel 1989 la sua fama era tale che anche il regista Federico Fellini ha voluto scrivere soggetti per le sue storie...
Negli anni '90, ormai, Manara poteva permettersi di sperimentare un po' di tutto, dai racconti ispirati al Kamasutra indiano a quelli che traevano spunto dai viaggi di Gulliver... Nell'ultimo decennio la sua fama ha valicato tutti i confini, e persino la MARVEL lo ha convocato per interpretare con il suo tratto sensuale le X-Woman più famose...
Nel 2011 la sua popolarità è ancora tanta e tale che si è potuto permettere di realizzare un'illustrazione satirica sulla beatificazione di Giovanni Paolo II, pubblicata su IL FATTO QUOTIDIANO...
Come dire che siamo arrivati al punto in cui non c'è più nulla che le sue donnine non possono permettersi, visto che ormai sono entrate a pieno titolo nella cultura italiana (che dopotutto hanno ben rappresentato fin dall'inizio). Ora: ripercorrendo quarant'anni di carriera di Milo Manara non ho potuto fare a meno di notare due cose importanti. La prima è che dalla fine degli anni '60 ad oggi gli spazi per pubblicare fumetti erotici a base di donnine non sono mai mancati, nemmeno nei periodi di maggiore crisi del settore. La seconda è che il suo lavoro è la prova che, come dice il detto popolare, il pudore è il padre del desiderio. Infatti Milo Manara sa solleticare senza mai arrivare al dunque, limitandosi a sfiorare la pornografia nel senso pieno del termine... Facendo vedere di tutto senza mostrare niente più del necessario, e probabilmente è questo il segreto del suo successo, soprattutto in una nazione come la nostra, dove si può pensare e fare di tutto a patto di salvare le apparenze.Altra cosa interessante da notare è che Milo Manara sa disegnare anche dei maschi molto sensuali, ma dopo qualche esperimento con protagonisti maschili (come il suo alter ego Giuseppe Bergman) ha preferito lasciar perdere, anche perchè i fumetti incentrati sulle sue donnine gli assicuravano un maggior successo commerciale e una maggior visibilità.
Per quel che riguarda l'omosessualità diciamo che quella maschile è sempre stata tassativamente esclusa dai suoi lavori, a parte qualche storia che in effetti andava a confermare i peggiori stereotipi e pregiudizi del caso, mentre qualche spazietto per i languori lesbici si è sempre trovato, come impone la tradizione del fumetto erotico italiano...
Ripensando a tutto questo, e alla carriera di Milo Manara, sono portato a credere che - effettivamente - se ora una sua mostra viene sponsorizzata da prestigiose fondazioni bancarie e istituzioni pubbliche, mentre l'omoerotismo maschile è ancora un tabù, negli ultimi quarant'anni qualcosa non deve avere funzionato nel migliore dei modi. Sembrerebbe quasi che ci sia stata una certa liberazione dei costumi, segnalata anche dalle varie tappe raggiunte da Manara, ma solo in ambito eterosessuale.
Cosa accadrebbe se un ipotetico fumettista volesse proporre l'equivalente gay dei fumetti di Milo Manara? I media gli darebbero risalto? Troverebbe facilmente qualche editore o sponsor per una mostra? Darebbe scandalo nonostante l'assenza di sessualità esplicita? Di certo non verrebbe chiamato per realizzare uno spot televisivo come quello che Manara realizzò per la permaflex nel 2008 (in cui compare proprio come protagonista).

Forse sbaglio, ma la mia sensazione è che la storia di Milo Manara sia la miglior prova dell'esistenza una cultura eterocentrica e maschilista che premia e valorizza chi ne promuove i valori, possibilmente mascherandoli da raffinato erotismo. Forse il grande successo di Manara si spiega proprio se si considera il suo lavoro come la parafrasi artistica di una cultura eterocentrica e maschilista, sempre alla ricerca di conferme per i propri modelli e per i propri ideali, estetici e non.
Una cultura che, perlomeno in Italia, regna incontrastata da almeno una quarantina d'anni, sopprimendo sul nascere le proposte alternative, anche a livello artistico e fumettistico... Visto che non gli ha mai concesso degli spazi reali per svilupparsi e farsi conoscere. Al di là delle sue capacità, Manara ha trovato sempre spazi per essere valorizzato e per procedere nella sua realizzazione professionale. Un Manara in versione gay cosa avrebbe potuto fare, dagli anni '60 ad oggi, in Italia? Probabilmente potete darvi una risposta da soli.
D'altra parte negli USA gli spazi per le alternative c'erano, e infatti Tom of Finland ha avuto una carriera che - in parte - si può paragonare proprio a quella di Milo Manara, e che si è sviluppata più o meno negli stessi anni. Anche questo probabilmente significa qualcosa. Così adesso Tom of Finland è presente con mostre in tutto il mondo, ma non in Italia (a parte alcuni disegni alla Biennale di Venezia, che però sono presentati dal padiglione dei paesi nordici, e che quindi non fanno testo). Al contrario la mostra di Milo Manara verrà presentata in Italia con tutti gli onori, e sicuramente ne parleranno tutti i media nazionali.
Tanto di cappello, però NON sono sicuro che ritrovarci ancora nel 2011 ad analizzare una situazione di questo tipo sia sintomo di buona salute per una nazione che dovrebbe puntare verso il futuro per risollevarsi da una condizione non proprio eccezionale sotto tanti punti vista... D'altra parte se nel 2011 si mette su un piedistallo un autore che - per quanto bravo - è fondamentalmente uguale a sè stesso da circa quarant'anni un motivo dovrà pur esserci...
A questo punto ognuno può trarre le sue conclusioni, quel che è certo è che una volta di più il mondo del fumetto (e ciò che gli gira attorno) sembra un ottimo specchio della società, nel bene e nel male.
Ciao e alla prossima.