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mercoledì 17 luglio 2019

VALUTAZIONI VENTENNALI

Ciao a tutti, come va?

Oggi vorrei iniziare il post rispondendo ad un anonimo lettore, che ha commentato il mio ultimo intervento:

"Ciao Valeriano, quando il mese scorso hai ricominciato a postare pensavo che le cose fossero tornate alla normalità, mi spiace vedere che siamo a metà di luglio senza nessuno nuovo post. Capisco che per te il blog sia impegnativo, e che magari noi lettori non ti diamo neppure molta soddisfazione (e immagino men che meno soldini...) ma ho come l'impressione che questo momento sia abbastanza importante per il fumetto gay, sia all'estero che qui da noi (non dovrebbe essere uscito proprio in questi giorni il primo volume della collana di Samuel Spano?) e avere le tue impressioni sarebbe davvero gradito."

Caro lettore anonimo, in effetti è proprio vero che le ultime settimane sono andato in pausa, ma più che per una questione di impegni (che pure ci sono stati), non nego che è stato necessario prendermi un breve momento di riflessione per capire meglio un po' cose... E fra queste c'era anche dove volevo andare a parare con questo blog, visto che in oltre dieci anni di presenza sul web - in realtà - ha finito per diventare un po' ripetitivo. Quindi volevo davvero capire come trasformarlo in qualcosa di più utile, e magari di più originale, e infatti qualche idea mi sarebbe già venuta... Anche se per ora preferisco non parlarne.

Fatto sta che mi fa piacere che ci sia (ancora) qualcuno che ci tiene a quello che scrivo, e visto che secondo te sarebbe importante la mia presenza in un momento particolarmente importante per il fumetto gay, non posso certo tirarmi indietro. In realtà, come avrai notato, su questo blog non faccio praticamente mai delle vere e proprie recensioni, e più che altro esprimo riflessioni e provo ad analizzare quello che succede. A volte mi ritrovo a fornire delle risposte alle domande che nessuno pone mai e mi piace anche segnalare quello che succede nel resto del mondo, però rarissimamente entro nel merito di questa o quella storia, a meno che non abbia delle implicazioni che vanno al di là della storia in quanto tale.

Quindi, anche nel caso del primo volume dell'etichetta Mizar della Cosmo Editoriale (che avevo annunciato parecchio tempo fa), non entrerò nel merito del prodotto in sè, ma visto che mi chiedi un parere ti dirò cosa penso della situazione in generale, e di come si può inquadrare questa operazione in un contesto più ampio.

Allora: al netto della qualità della proposta, e del fatto che è comunque importante che una casa editrice affermata sia stata disposta ad investire su un'etichetta specifica per i fumetti di questo tipo (cosa che, in effetti, non era mai successa), quello che penso è che - fondamentalmente - tutto questo contribuisca a consolidare un'opinione che si sta facendo largo in me da un po' di tempo a questa parte. E cioè che negli ultimi vent'anni, in Italia, la situazione è rimasta terribilmente uguale a se stessa.

Ovviamente non intendo uguale in tutto e per tutto: i modi, i tempi e i supporti per fruire dei fumetti a tematica LGBT+ italiani si sono evoluti, ma è un po' come se gli unici percorsi che è possibile percorrere oggi siano gli stessi che hanno lasciato il solco una ventina di anni fa. Ovviamente in versione aggiornata, riveduta e corretta, ma fondamentalmente senza che ci sia stata una reale evoluzione della situazione... E nonostante il fatto che la "coscienza collettiva" della comunità LGBT+ abbia fatto dei notevoli passi avanti.

Cercherò di entrare un po' più nello specifico, anche se mi rendo conto che non è proprio semplice da spiegare. Una ventina di anni fa i fumetti italiani  che reinterpretavano il genere BOYS LOVE in maniera più o meno originale, realizzati da autrici italiane di belle speranze e variamente talentuose, venivano presentati come una grande novità, e come l'inizio di una vera e propria rivoluzione dell'editoria. Tant'è che ci furono anche dei tentativi di creare delle collane dedicate.

E oggi, a distanza di vent'anni, siamo ancora qui a parlare di come una casa editrice abbia deciso di inaugurare un marchio specifico per i fumetti LGBT+ prodotti in Italia, partendo da opere che si inseriscono nell'onda lunga del genere BOYS LOVE (possibile che non ce ne siano altri?), e ovviamente realizzate da fumettiste che hanno un certo tipo di sensibilità e un certo tipo di approccio su tutta la questione gay. E badate che non sto esprimendo giudizi sull'opera in quanto tale, ma proprio sul fatto che certe dinamiche sembrano ripetersi in maniera quasi identica. Anche se, ovviamente, questa volta spero che le cose vadano meglio rispetto al passato (dove i flop, in questo senso, sono stati davvero tanti).

Comunque non si tratta solo di una questione di BOYS LOVE. Vent'anni fa ricordo che fecero molto discutere i personaggi di Matteo ed Enrico, ideati da Massimiliano De Giovanni e Andrea Accardi, e che a suo tempo vennero presentati (e percepiti) come gli apripista dei personaggi gay nel fumetto italiano, che avrebbero inaugurato un nuovo modo di intendere le dinamiche dell'attrazione nel fumetto di casa nostra e via dicendo... Ovviamente con tutto il loro carico di conflitti interiori, situazioni irrisolte e tanti risvolti drammatici (che a me sono sempre sembrati messi un po' a caso, per dare più pathos a una storia un pochetto insipida, ma ovviamente è un parere personale). Anche perchè - secondo una certa scuola di pensiero - se un personaggio gay non è pieno di problemi e conflitti non è interessante, credibile e coinvolgente...

Ora: al netto del fatto che tutta questa rivoluzione nella rappresentazione della sessualità nei fumetti italiani poi non ci fu, purtroppo, bisogna anche ammettere che negli anni successivi una vera e propria nicchia di mercato per il fumetto a tematica gay prodotto in Italia non si è mai venuta a creare. Anche perchè, in primis, gli editori hanno sempre avuto una certa prudenza e non hanno mai "osato" più di tanto.

Attualmente i volumi di questo genere che escono ogni anno si contano sulle dita di una mano (o poco più) e quasi sempre rientrano nella categoria dei racconti di formazione e/o dei romanzi grafici con risvolti autobiografici... Quasi come se le storie di Matteo e Enrico avessero aperto le porte solo ad un certo tipo di contenuti... O addirittura ad una vera e propria "scuola bolognese" di autori di fumetti LGBT+ che - in diversa misura - hanno avuto a che fare con Bologna, e che prima o dopo finiscono per ambientare qualche storia proprio a Bologna...

Quindi, anche se magari si tratta di storie bellissime, alla fine queste opere finiscono per attirare la nicchia di pubblico a cui interessano le tematiche gay all'interno della nicchia di quelli che apprezzano i romanzi grafici di formazione, possibilmente all'interno della nicchia di quelli che sono disposti a spendere soldi per avere una bella edizione da libreria... Quindi non dovrebbe stupire più di tanto il fatto che i fumetti gay realizzati in Italia - negli ultimi vent'anni - non abbiano mai fatto il grande salto e siano rimasti tutto sommato un genere di nicchia nella nicchia nella nicchia, di cui - ad esempio - non si parla più di tanto al di fuori di determinati ambiti.

Anche in questo caso vorrei precisare che non ho niente contro i romanzi di formazione, le storie di vita vissuta e tutto il resto (anche se non credo che potrei vivere leggendo solo fumetti di quel tipo), però non posso fare a meno di pensare che se in Italia è così difficile pensare di realizzare dei fumetti a tematica gay, e/o con protagonisti gay, che siano svincolati da determinati generi narrativi e da certi tipi di contesti, probabilmente deve esserci qualche blocco psicologico/culturale a monte.

Forse legato al fatto che gli autori di questi fumetti tendono a prendersi troppo sul serio? Forse perchè finora non ci sono stati esempi validi di fumetti a tematica gay e/o con protagonisti gay che hanno esplorato altri generi (a parte, forse, NINE STONES di Samuel Spano)?

Davvero non saprei. Fatto sta che a distanza di vent'anni, giusto per confermare parzialmente la mia teoria, Massimiliano De Giovanni ha annunciato che vedrà la luce una nuova storia di Matteo ed Enrico, che sono invecchiati in tempo reale e che adesso - tanto per cambiare - saranno alle prese con una nuova dose di tormenti interiori, visto che ora sono genitori grazie alla maternità surrogata e uno dei due ha scoperto di avere la leucemia... Giusto per non uscire dal tracciato di cui parlavo prima, appunto...

In questi venti anni ho cercato, per quanto mi è stato possibile, di monitorare la situazione e - se proprio devo essere sincero - la sensazione è che ci sia stato un grande balzo in avanti agli inizi del 2000, che però poi non ha portato ai risultati sperati. Anche se ammetto che i fuochi di paglia non sono mancati...

Però, vuoi per la mancanza di una continuità editoriale, vuoi per la mancanza di investimenti seri o per problemi di scarsa affidabilità (e non da parte degli autori), tanti slanci interessanti sono finiti in un nulla di fatto, nonostante avessero avuto dei riscontri di pubblico interessanti.

E così, alla fine, sono passati due decenni e mi ritrovo ancora a parlare di fumetti italiani di ispirazione vagamente BOYS LOVE e di romanzi grafici di un certo tipo. Il tutto mentre la rappresentanza LGBT+ nei fumetti italiani ad alta tiratura continua ad essere praticamente nulla (e il più delle volte stereotipata in senso negativo, possibilmente con tragedie "punitive" annesse).

Poichè l'anonimo autore del commento che ho riportato all'inizio mi parlava di quanto questo momento sia importante anche per i fumetti gay all'estero, direi che effettivamente l'estero continua a dare la misura di quanto noi siamo rimasti indietro. Visto che, ad esempio negli USA, tematiche e personaggi gay trovano spazio crescente in tutti i generi di fumetti, in tutti i formati e in tutti i circuiti distributivi. E forse è anche per questo che negli USA gli appassaionati di fumetti gay riescono a raggiungere la massa critica per creare delle associazioni gay dedicate ai fumetti (che in Italia, guarda un po', continuano a non prendere forma).

In Italia, invece, succede che il mondo dei games abbia un'offerta più variegata in fatto di contenuti LGBT+, e guardacaso iniziano timidamente a comparire delle associazioni che promuovono le tematiche LGBT+ nell'ambito ludico... E scommetto che se in Italia i giochi che possono lasciare spazio a questi temi avessero avuto un unico tipo di ambientazione e un solo taglio narrativo di riferimento (un po' come avviene nel caso dei fumetti italiani a tematica LGBT+) probabilmente non si sarebbe mai raggiunta la massa critica neanche in questo frangente... Cosa che invece sta iniziando ad accadere in alcune città... Tra le quali spicca Bologna (tanto per cambiare).

Tra l'altro, giusto per provare che i fumetti gay - in Italia - col tempo sono diventati un prodotto sempre più di nicchia, può essere interessante fare una ricerchina con google trends, la funzione di Google che monitorizza le ricerche di determinate parole chiave. Se, ad esempio, cerchiamo l'andamento della ricerca di "fumetti gay" in Italia, dal 2004 a oggi, il grafico che abbiamo di fronte è il seguente:

Praticamente è dall'inizio del 2009 che la ricerca di "fumetti gay" non ha più avuto picchi di interesse. Se però invece creiamo lo stesso grafico cercando l'andamento delle ricerche di "gay comics" negli USA, e nello stesso lasso di tempo, il grafico che abbiamo di fronte è il seguente:

In parole povere l'andamento è stato costante, e ha addirittura avuto un picco positivo dopo il 2009. Ovviamente questi dati possono essere letti in tanti modi, ma penso che sia abbastanza evidente il fatto che negli USA il pubblico che utilizza Google per le sue ricerche ha dimostrato una curiosità crescente verso un certo tipo di fumetto, mentre in Italia no. E guardacaso temi e personaggi LGBT+, come dicevo prima, negli ultimi anni sono diventati una presenza costante in tutti i generi di fumetto... Dal fantasy alla fantascienza, passando per i supereroi e l'horror.

E forse non è un caso  se la Image (che non è proprio un'etichetta di second'ordine) ha appena annunciato, in occasione dell'apertura della nuova San Diego Comic-Con International (a proposito: come ogni anno è disponibile la guida agli eventi LGBT+ di questa manifestazione, realizzata dall'associazione PRISM COMICS, e se vi interessa potete scaricarla CLICCANDO QUI), che porterà negli USA la saga di Nomen Omen di Marco Bucci e Jacopo Camagni, che pur non essendo propriamente un fumetto a tematica gay è impregnata di tematiche e atmosfere LGBT+, nel senso moderno del termine, a partire dal fatto che la protagonista ha due mamme.

E i due autori sono già stati prenotati per presenziare alla prossima edizione della New York ComiCon, che tra l'altro è una delle manifestazioni americane che negli ultimi anni si è maggiormente distinta per il suo approccio gay friendly. A quanti altri autori italiani è stata data questa opportunità?

A questo punto potete trarre da voi le conclusioni del caso.

Alla prossima...

giovedì 27 giugno 2019

CORSI E RICORSI STORICI

Ciao a tutti, come va?

Forse se siete passati in edicola questa settimana avrete notato che, come spesso accade, non bisognerebbe mai cantare vittoria troppo presto. Qualche settimana fa avevo iniziato a celebrare il fatto che, da gennaio ad oggi, Topolino non avesse dedicato nessuna copertina alle versioni paperizzate di calciatori, cantanti e simili, e OVVIAMENTE questa settimana sono stato smentito... Dato che sul settimanale è arrivata la versione paperizzata di Luciano Ligabue, e cioè Liga Duck, ovvero un rocker prossimo alla sessantina che con il mondo Disney, tanto per cambiare, non c'entra assolutamente nulla...


Come è perchè la testata abbia deciso di prestarsi di nuovo a questo tipo di operazioni, che in più occasioni hanno dimostrato di NON FARE BENE alla testata (anche se forse gli hanno fatto incassare qualcosa in più sul momento), non sta a me dirlo. E d'altra parte, per quello che ne sappiamo, potrebbero esserci stati di mezzo degli impegni contrattuali presi con la precedente gestione, che andavano onorati a dai quali non era possibile tirarsi indietro. Ovviamente lo potremo sapere solo col tempo, e verificando se in futuro questo tipo di operazioni torneranno a prendere piede.

Tuttavia penso che sia estremamente interessante il fatto che questa copertina venga a cadere proprio nella settimana del 28 giugno, che è un po' l'apice della stagione italiana dell'Onda Pride...

Quest'anno di Pride italiani se ne conteranno oltre quaranta, con una crescente partecipazione di famiglie (etero) con bambini, e oltretutto ricorre il cinquantenario della rivolta di Stonewall a New york e il venticinequennale del primo corteo italiano. Inoltre non è un mistero che l'attuale Direttore di Topolino sia gay e felicemente maritato da anni, così come non è un segreto che la Disney - in senso lato - abbia iniziato ad adottare una politica esplicitamente gay friendly, al punto di promuovere dei cortei ufficiali anche all'interno dei suoi parchi... E addirittura dei gadget tematici che vengono proposti anche nei Disney Store italiani... Se, ad esempio, andate sul sito Disney Store italiano (CLICCATE QUI) in questo momento e fate una ricerca digitando "Pride", avrete la possibilità di acquistare: Topolino in versione pride flag, una canotta "I BELIEVE IN LOVE" inequivocabile e un bicchiere da bibita molto esclusivo...



E sono pronto a scommettere che questo è solo l'inizio...

Fatto sta che, mentre accade tutto questo, Topolino dedica la copertina a cavallo del 28 giugno alla promozione di Luciano Ligabue. Sono cose che fanno riflettere, in effetti. Anche perchè al netto del fatto che alle spalle del Topolino italiano c'è una multinazionale - la Panini - che è licenziataria dei fumetti Disney, ma NON è la Disney, e al netto del fatto che l'Italia - soprattutto in questo periodo - rappresenta un po' un campo minato, è abbastanza evidente che certe scelte proprio casuali non devono essere... Tant'è che nella recente versione italiana del volume che raccoglie una vecchia serie bellica MARVEL (quando la casa editrice si chiamava ancora Atlas), la Panini ha scelto deliberatamente di omettere la storia a fumetti dedicata all'ascesa e alla caduta di Benito Mussolini...

Che invece era stata pubblicata senza problemi nella versione originale americana dello stesso volume...
Considerando che la storia in questione risaliva agli anni Cinquanta, e per giunta era americana, potete immaginare quale figura potesse farci Benito Mussolini... E il fatto che la Panini abbia scelto di ometterla, per giunta in un volume per collezionisti che sicuramente non avrebbe avuto una larga diffusione, la dice lunga su molte cose... E sulla situazione che stiamo vivendo in questo periodo. La cosa "divertente" è che anche se - ovviamente - si tende sempre a minimizzare, poi i fatti tendono a smentire clamorosamente certe dichiarazioni e certi atteggiamenti di circostanza.

E i risultati, anche in termini di riscontro e coinvolgimento di pubblico, si vedono...

Comunque, per la cronaca, il 26 giugno negli USA ricorre il  MARRIAGE EQUALITY DAY. Per ora non si tratta di una celebrazione ufficiale, ma conoscendo i gay americani è solo questione di tempo prima che la diventi. In ogni caso in questa giornata si ricorda la data in cui i matrimoni gay sono diventati legali in tutti gli Stati Uniti. In Italia la Legge sulle Unioni Civili è entrata in vigore dal 5 giugno 2016, però - ovviamente - in Italia non siamo molto avvezzi a celebrare ricorrenze di questo tipo.

Sia come sia, a tre anni di distanza dalal data italiana, non c'è stato un solo fumetto italiano che abbia rappresentato direttamente la celebrazione di un'unione omosessuale. O meglio: quest'anno la benemerita Annexia, col lancio del suo secondo "pack" in cui celebra alcune storiche serie tascabili erotiche degli anni Settanta, a pensato bene di dedicare quello della vampira Sukia al "matrimonio" del suo assistente tuttofare Gary: probabilmente il primo gay sessualmente liberato, e persino attivista, del fumetto italiano...


La breve storia, che tra l'altro - una volta tanto - è stata affidata ad uno sceneggiatore gay dichiarato (Luca Vanzella, che oltretutto è a sua volta sposato) riprende molto lo stile dei fumetti degli anni Settanta, e infatti si scoprirà presto che il matrimonio è orchestrato da un vecchio nemico (gay) di Sukia, che vuole vendicarsi di lei plagiando il suo compagno di avventure e portandoglielo via...
Tant'è che organizza il matrimonio in una chiesa protestante, per impedire alla vampira di imtromettersi...

Comunque, parlando di una vampira che in più occasioni ha dimostrato di sapere il fatto suo (tenendo testa perfino alle querele di Ornella Muti, sui cui lineamenti era stata inizialmente modellata), il finale è tutt'altro per scontato...

E tra l'altro, sempre nello stesso pack, è presente anche una nuova storia di Belzeba, che - per chi non lo sapesse - è una diavolessa ermafrodita, nata dal coito fra Belzebù e una contadinella col preciso scopo di sconfiggere la Santa Inquisizione nel quindicesimo secolo... Quindi, grazie ad Annexia, abbiamo anche una storia dedicata a quella che, tecnicamente, oggi verrebbe definita un'intersessuale pansessuale...

Morale della favola: per vedere questo tipo di contenuto in un fumetto italiano nel 2019 è stato necessario aspettare l'operazione revival di una piccola casa editrice amatoriale, che ha iniziato a puntare sui titoli storici dei tascabili erotici italiani... E anche questo è abbastanza indicativo. Soprattutto se si considera che Luca "Laca" Montigliani adesso gestisce tutto dalla Spagna... Dove, oltretutto la tassazione sulla produzione di materiale pornografico è del 4%, contro il 25% che bisognerebbe pagare in Italia. E anche questi sono dei dettagli interessanti da considerare, per avere un quadro generale della situazione.

Se comunque siete collezionisti e volete maggiori informazioni su ANNEXIA potete CLICCARE QUI... Nella speranza che un domani possa arrivare un pack dedicato ai personaggi dei tascabili erotici che sono stati particolarmente iconici dal punto di vista omosessuale...

Ad ogni modo, in questo panorama alquanto mortificante, soprattutto in considerazione del fatto che anche in Italia dovremmo festeggiare in cinquantennale della rivolta di Stonewall, qualche barlume di speranza del circuito delle librerie e delle fumetterie potrebbe palesarsi a breve... Anche se, probabilmente, la situazione non è propriamente semplice, e la strada si preannuncia molto ripida.

Ad ogni modo c'è ancora qualcuno che prova a non arrendersi, e questo è un buon segnale.

Ovviamente vi darò tutti gli aggiornamenti del caso quanto prima.

Alla prossima e buon Pride.

venerdì 14 giugno 2019

SEGNALI DI VITA E DI MORTE...

Ciao a tutti, come va?

Forse, se partecipate da qualche anno ai cortei del Pride, avrete notato che da un po' di tempo anche in Italia stanno iniziando ad avere dei risvolti un po' anglosassoni, perlomeno a livello di sponsorizzazioni e iniziative di marketing preparate per l'occasione... Anche da dei soggetti che, fino a qualche anno fa, non avrebbero mai valutato neanche lontanamente l'idea di essere associati ufficialmente ad un certo tipo di manifestazione. E invece, a quanto pare, i tempi cambiano...

Tant'è che ci sono delle aziende che, anche in Italia, producono edizioni limitate dei loro prodotti di punta proprio in occasioni dei Pride. E probabilmente il fatto di non avere più un solo Pride nazionale, ma decine di Pride sparsi su tutto il territorio italiano con l'Onda Pride, ha contribuito a favorire questa situazione. In modi e maniere che fino a una decina di anni fa erano semplicemente inconcepibili. E visto che questa sana abitudine sta proseguendo se ne deduce che i risultati, anche a livello di marketing, non sono malvagi.

Ovviamente, dato che gli editori italiani di fumetti tendono a vivere un po' in un mondo a parte, diciamo che le loro iniziative in questo senso non abbondano, anche se il settore avrebbe un gran bisogno ANCHE di questo genere di marketing per rilanciarsi e ritornare ad avere un contatto col suo pubblico potenziale. E d'altra parte, se le portano avanti le multinazionali dei detersivi, non si capisce perchè una casa editrice dovrebbe escludere a priori questa possibilità. A meno che, ovviamente, non sia ancora convinta che i tempi non sono maturi per operazioni del genere, e/o che la maggior parte del suo pubblico sia composta da persone che non approvano i Pride, anche solo per una questione prettamente anagrafica...

E se le cose stessero così vorrebbe dire che per questi soggetti non indisporre il pubblico storico, e che è in via di esaurimento, viene considerato più importante che agguantare del pubblico nuovo - anche anagraficamente - e con idee più moderne. Con tutto quello ne può conseguire nel lungo periodo. Ovviamente queste sono solo ipotesi, però è un dato di fatto che la stragrande maggioranza degli editori italiani, in questi anni, ha preferito glissare su tutta la questione dell'Onda Pride.

E così, anche per questo motivo, mi ha colpito abbastanza il fatto che in occasione dell'Onda Pride 2019 la SaldaPress ha deciso di pubblicare un'edizione limitata del numero 59 di The Walking Dead. Si tratta di 2000 copie numerate, che ripropongono la variant cover del numero 168 della serie originale americana, che la Image aveva utilizzato durante il mese del Pride del 2017.

La copertina raffigura Jesus, uno dei protagonisti omosessuali della serie (che nei fumetti è ancora vivo e vegeto, mentre nella serie TV ha fatto una brutta fine nella nona stagione, senza peraltro che la sua omosessualità fosse esplicitatà granchè), e a ben vedere ha anche tutta una serie di significati simbolici che vanno al di là della serie in quanto tale.

Ad ogni modo la cosa davvero interessante è che il ricavato della vendita degli albi (prezzo di copertina 5 euro) andrà a sostegno del progetto Schoolmates voluto e sviluppato dall'Arcigay, partner di saldaPress nell’iniziativa. Il progetto si occupa di collaborare con scuole ed enti locali nella creazione di laboratori e percorsi di formazione sui temi del contrasto al bullismo, della destrutturazione degli stereotipi di genere e della conoscenza dell’identità sessuale. A quanto mi risulta è la prima volta che Arcigay, o comunque un'associazione gay italiana, porta avanti una collaborazione così stretta con una casa editrice di fumetti. Il che significa che, volendo, portare avanti questo genere di iniziative è possibile... Se lo si vuole davvero.

Tantopiù che, come ha detto Andrea G. Ciccarelli (direttore editoriale di SaldaPress): «La libertà creativa è fondamentale per chi fa il nostro mestiere. Ma, nello stesso tempo, crediamo che sia importante dichiarare apertamente che, come casa editrice, siamo a favore dell’inclusività, della diversità e della parità di tutti. Oggi più che mai. Anche con un piccolo ma importante gesto come questo».

L’albo sarà disponibile in fumetteria, nello shop online del sito saldapress.com e presso il Gay Center di Roma (Via Nicola Zabaglia 14) dal 13 giugno in avanti, negli orari di apertura. Nei giorni seguenti sarà possibile trovarlo in vendita in alcuni specifici Pride in giro per la penisola:

– Torino Pride 15 giugno
– Vicenza Pride 15 giugno
– Lazio Pride (Frosinone) 22 giugno
– Milano Pride 29 giugno
– Bari Pride 29 giugno
– Toscana Pride (Pisa) 7 luglio


Ovviamente la speranza è che l'iniziativa possa ottenere un riscontro positivo, anche perchè se così fosse potrebbe essere replicata e/o implementata, o magari presa come riferimento da altre case editrici. In particolare case editrici che producono fumetti italiani. E soprattutto da quelle che finora hanno trattato il pubblico LGBT e LGBT friendly con sufficienza (per usare un eufemismo).

A questo proposito penso che sia interessante notare che, di recente, la Bonelli ha aggiornato l'elenco dei suoi arretrati disponibili, e dall'elenco sono scomparse intere serie. Anche molto recenti. Ovviamente non perchè sono andate a ruba, ma perchè le giacenze di magazzino erano molte ed evidentemente le persone che volevano recuperare certi titoli erano troppo poche per giustificare l'affitto dello spazio che occupavano.

Per la precisione l'elenco dei nuovi "esauriti" è il seguente...

ADAM WILD da 1 a 27
AGENZIA ALFA da 2 a 39
ASTEROIDE ARGO da 1 a 10
BRENDON da 1 a 103
CASSIDY da 1 a 19
DEMIAN da 1 a 18
DYLAN DOG GIGANTE da 1 a 25
GREGORY HUNTER MAXI da 1 a 4
JAN DIX da 1 a 14
JULIA da 4 a 224
LUKAS da 1 a 12
MARTIN MYSTERE da 116 a 347
MARTIN MYSTERE GIGANTE da 1 a 25
MARTIN MYSTERE MAXI da 1 a 7
MISTER NO MAXI 1 e 2
NAPOLEONE da 1 a 58
NATHAN NEVER GIGANTE da 1 a 18
NATHAN NEVER MAXI da 1 a 13
ROMANZI A FUMETTI 4, 6, 8, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22
SAGUARO da 1 a 37
SHANGHAI DEVIL da 1 a 23
SPECIALE JULIA da 1 a 3
STORIE DA ALTROVE  da 1 a 16
TEX da 494 a 575
TUTTO TEX da 400 a 538
ZAGOR da 463 a 599
ZAGOR GIGANTE  da 1 a 3


Se seguite questo blog da qualche anno noterete che in questo elenco ci sono tanti titoli che negli ultimi anni ho dettagliatamente "massacrato" per via del loro approccio omofobo/anacronistico/censorio. O per il fatto che erano soliti rappresentare il mondo LGBT in maniera negativa, stereotipata e pregiudizievole. Evidentemente questo atteggiamento non ha pagato nemmeno nel lungo periodo, e in particolare per quel che riguarda i titoli lanciati negli ultimi anni, e che quindi - si suppone - avrebbero dovuto avere un taglio più moderno e intrigante...



Magari sarà tutto un caso, però non posso fare a meno di pensare che ci possa essere un nesso anche in questo senso. Ovviamente se, per esempio, l'edizione limitata di The Walking Dead andasse esaurita sul serio (e non perchè è stata mandata al macero) potrebbe essere un'ulteriore conferma. Chi vivrà vedrà.

Alla prossima!

mercoledì 12 giugno 2019

SIMBOLI E CONTENUTI

Ciao a tutti, come va?

Come forse saprete la città di Matera è stata eletta capitale europea della cultura per il 2019 (assieme a Plovdiv, in Bulgaria). Ne parlo qui perchè, anche alla luce di questa importante nomina, acquista un particolare significato il fatto che si sia deciso di organizzare proprio nel 2019 il primo Pride di questa città... Un Pride che, a quanto pare, ha deciso di  puntare molto sull'associazione di idee fra "rivendicazione dei diritti" e "atto supereroico", tant'è che il simbolo dell'evento è proprio la silhouette un supereroe (probabilmente Superman)... Con tanto di hashtag ufficiale #superumani e un titolo molto evocativo...

Secondo me è molto emblematico il fatto che, a discapito della locandina e del titolo (MATERA HEROES PRIDE), fra le iniziative organizzatte in vista del corteo del 20 luglio, non ce ne sarà nessuna dedicata al mondo del fumetto o, più in generale, al mondo dei supereroi. Intendiamoci: la mia non è una critica agli organizzatori, ma la constatazione del fatto che, capitale della cultura o meno, i supereroi ormai sono considerati più che altro qualcosa di simbolico e che non sono in grado di dare un apporto concreto ai contenuti di un Pride. Forse anche per via del fatto che fumetti e derivati, per un motivo o per l'altro, hanno continuato ad essere snobbati (o perlomeno sottostimati) da un certo ambito culturale legato alle rivendicazioni LGBT... Come peraltro accade con tutto, o quasi, quello che ha che fare con l'immaginario POP. A differenza di quanto accade all'estero, dove il mondo dell'associazionismo LGBT ha un'alta considerazione di questi argomenti, e dove le manifestazioni dedicate non mancano di offrire spazi di approfondimento alle tematiche LGBT. Mentre le manifestazioni dedicate all'immaginario POP in chiave LGBT (come la FLAMECON) stanno diventando una tradizione consolidata...

Considerando la situazione in cui versa l'Italia da qualche decennio a questa parte, immagino che questa incapacità di valorizzare certi contenuti non dovrebbe stupire nessuno. Anche se, ovviamente, la situazione non risulta per questo meno irritante. Tantopiù che gli editori stranieri sono ormai parte attiva del processo di sviluppo della cultura LGBT, mentre buona parte di quelli italiani continua a mantenersi prudentemente a distanza anche solo da una presa di posizione netta (e soprattutto moderna) nei confronti di tutta la questione. Giusto per fare un esempio: il prossimo agosto dovrebbe essere distribuito un albo speciale per l'ottantesimo anniversario della MARVEL COMICS. Ottanta pagine, ciascuna disegnata da un team creativo diverso.

La grafica della della variant cover "composita" era  stata affidata ad un certo Mr. Garcin, che aveva messo insieme un collage di vignette riprese dagli ottant'anni della casa editrice... Però, dopo che la prima anteprima era stata diffusa, è stato scoperto un errore clamoroso a tempo di record... E cioè la presenza di una coppia gay (quella composta dall'ultima incarnazione Alan Scott e dal suo compagno) che appartiene all'universo della DC Comics!

Ovviamente non possiamo sapere se questo errore così grossolano, per giunta relativo ad una coppia gay che si bacia (e di coppie gay, nei fumetti di supereroi,  non ce ne sono poi tante), c'è stato davvero o se si è trattata di un'abile mossa pubblicitaria (tra l'altro a cavallo del mese del Pride). Tuttavia quel che è certo è che - dopo la segnalazione - il grafico è corso ai ripari e ha modificato il collage inserendo un'alternativa proveniente dai fumetti della MARVEL, e cioè un bacio della coppia formata da Northstar e suo marito. A riprova del fatto che - in una copertina celebrativa di questo tipo - sarebbe stato del tutto inopportuno non inserire una coppia omosessuale, possibilmente intenta a scambiarsi effusioni per rimarcare la vicinanza della casa editrice all'integrazione della minoranza LGBT.

Comunque il nocciolo della questione è che, mentre la MARVEL deve gestire questo tipo di situazioni negli albi in uscita questa estate, un periodo in cui - tra l'altro - compare la sua prima squadra di mutanti gay (e cioè le versioni di Iceman, Northstar e Rictor che compaiono nella realtà alternativa AGE of X), diciamo che in Italia la situazione è leggermente diversa...

Ecco, diciamo che in Italia, peraltro in occasione del venticinquesimo anniversario del primo Pride Nazionale, nessunissimo editore ha pensato di prendere in considerazione questo argomento. In compenso è stato annunciato, per luglio, un albetto speciale allegato a Dylan Dog, in cui l'Indagatore dell'Incubo incontrerà... Il rapper sardo Maurizio Pisciottu, in arte Salmo...

Qualcosa di simile era accaduto con Jovanotti e Zagor nel febbraio dell'anno scorso (CLICCATE QUI), e viene da chiedersi - ancora una volta - quale possa essere il senso si un'operazione di questo tipo. Svecchiare il personaggio facendolo affiancare da un cantante che lo faccia sembrare un po' meno anacronistico per le nuove generazioni, invece di aggiornarlo sul serio? Certo è che puntare su un rapper che, nel 2012, fece montare una mezza polemica perchè in un suo brano (dal titolo Merda in testa) inserì la frase "Avessi un figlio gay sicuro lo pesterei", e proporlo al fianco di Dylan Dog proprio a cavallo dell'Onda Pride italiana... Un pochettò fa riflettere. All'epoca il cantante ammise di avere peccato di leggerezza (CLICCATE QUI), e che non pensava quello che cantava... Però la canzone quella è e quella resta.

Ma realizzare un albo speciale in occasione del mese del Pride? Magari considerando che solo a Roma il corteo di quest'anno ha attirato 700.000 persone? No, eh? Tra le altre cose a luglio verrà distribuita una storia della Bonelli dedicata alle indagini di Leonardo Da Vinci, scritta dallo stesso Giuseppe De Nardo che, qualche anno fa, realizzò una storia a fumetti dedicata a Caravaggio stando ben attento a non evidenziare le sue tendenze omosessuali... Quindi, salvo clamorose smentite, è altamente probabile che ci ritroveremo di fronte ad un prodotto molto simile anche per quel che riguarda Leonardo...

La cosa davvero ironica, comunque, è che in tutto questo diventa sempre più evidente l'incapacità di guardare in faccia all'evoluzione di buona parte della nostra società... Soprattutto dal punto di vista delle ultime generazioni, che probabilmente fanno sempre più fatica a capire come e perchè l'Italia di oggi - e il suo concetto di entertainment - sembrano esistere in un altro universo rispetto a quello in cui vivono loro... E probabilmente, col passare del tempo, questo stato di cose sarà sempre più evidente. Perchè se dalle parti di Dylan Dog pensano di ringiovanire il personaggio utilizzando un rapper prossimo alla quarantina, e che per buona parte del pubblico giovane di oggi appartiene già alla retroguardia, resta il fatto che in Italia - in anteprima mondiale - sono andate in onda le puntate della nona serie di MY LITTLE PONY: FRIENDSHIP IS MAGIC in cui viene ufficializzata la presenza della coppia lesbica che ha in affido la piccola pony Scootaloo...

Certo si può minimizzare la cosa quanto si vuole,  ma se serie come questa sono andate avanti da nove anni vuol dire che ci sono intere generazioni di pubblico potenziale per cui certi contenuti e certi valori sono ormai scontati. Anche se vengono bellamente ignorati da chi si occupa di intrattenimento per ragazzi nel nostro paese.

Niente di strano che poi le manifestazioni gay restituiscano il favore, finendo per non parlare di fumetti e affini durante i loro eventi culturali più importanti. E la cosa triste è che, allo stato attuale, le possibilità di un'evoluzione della situazione italiana sotto questo punto di vista sono davvero molto limitate...

Ed è un vero peccato.

Alla prossima.