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lunedì 3 agosto 2015

CESPUGLI CHE ROTOLANO...

Ciao a tutti, come va?

Penso che un po' tutti, quando visualizziamo il deserto nord americano, non possiamo fare a meno di evocare ampie distese desolate in cui le uniche cose in movimento sono i cespugli di alcune piante che rotolano spinti dal vento. In realtà quando ero piccolo pensavo che fossero dei semplici mucchi di sterpaglie secche, ma poi ho scoperto che è proprio una strategia adottata da vari tipi di piante che - quando arriva il momento - si staccano spontaneamente dalle proprie radici per farsi portare dal vento in nuove zone in cui attecchire, spargendo nel frattempo i loro semi...

Prodigi della natura.

Mentre l'altro giorno chiacchieravo su skype, facendo il punto delle non-reazioni di buona parte del mondo del fumetto italiano riguardo ai problemi affrontati dallo sceneggiatore Luca Vanzella e da suo marito Roberto (CLICCATE QUI se non sapete di cosa sto parlando), non ho potuto fare a meno di visualizzare questa scena. Perchè, se pure gli attestati di solidarietà ci sono stati (anche se in buona parte sono stati ambigui, e CLICCATE QUI per capire cosa intendo) è innegabile che si sia stata anche una buona dose di "deserto silenzioso con cespugli che rotolano"...

Un clima che per fortuna non è stato determinante per l'esito della vicenda, che in effetti ha avuto un lieto fine qualche giorno fa (CLICCATE QUI).

Non so perchè, ma adesso che la situazione pare essersi risolta per il meglio (proprio giovedì scorso a Roberto è stato riconosciuto lo status di "familiare di cittadino europeo"), ho la netta sensazione che nel mondo del fumetto i professionisti e gli editori che vorranno esporsi sui social, congratulandosi per il buon esito del tutto, saranno molto pochi... E dubito anche che i siti di informazione fumettistica segnaleranno in massa il fatto che è stato appena scongiurato il rischio di vedere uno sceneggiatore italiano costretto ad emigrare, per seguire il marito espulso dal nostro paese a causa del suo stato matrimoniale non riconosciuto...

Ovviamente la cosa importante è che tutto si sia risolto bene, tuttavia - ripeto - sono abbastanza sicuro che i colleghi di Luca Vanzella che vorranno esporsi pubblicamente per felicitarsi del parziale riconoscimento del suo matrimonio paritario saranno ancora meno di quelli che hanno espresso solidarietà per i problemi che stava affrontando... E probabilmente molti di loro si limiteranno a congratularsi in privato e lontano da occhi indiscreti...
Perchè? Perchè felicitarsi pubblicamente per il parziale riconoscimento di un matrimonio gay vuol dire schierarsi pubblicamente (e chiaramente) a suo favore, e schierarsi a suo favore vuol dire correre il rischio di suscitare delle antipatie negli ambienti più reazionari e tradizionalisti... Che purtroppo continuano a influire sul mondo del fumetto italiano, e in diversa misura ne fanno anche parte.

Ovviamente mi auguro di essere smentito, anche perchè proprio in questi giorni sta uscendo DYLAN DOG COLOR FEST 15, che guardacaso ospita una storia scritta da Luca Vanzella... Quindi, volendo, ci sarebbe anche un elemento di attualità fumettistica a cui "agganciarsi" per accennare alla questione, soprattutto da parte di siti, blog e altro (anche perché SICURAMENTE segnaleranno, in qualche modo, questo nuovo speciale di Dylan Dog).

Quindi staremo a vedere se ci saranno ancora dei cespugli che rotoleranno nel deserto oppure no... Quel che è certo è che rotoleranno comunque per altri motivi.

Cercherò di spiegarmi meglio: per via della situazione di cui sopra, in Italia, gli aggiornamenti sulla situazione del fumetto LGBT italiano e internazionale sono abbastanza scarsi. Siti e spazi internet vari tendono a soprassedere, in particolare per quel che riguarda la situazione straniera (a meno che non ci siano di mezzo annunci ecclatanti che coinvolgono grandi editori come MARVEL e DC)... Un po' perchè i siti italiani sanno che buona parte di queste pubblicazioni in Italia non arriverà MAI, e un po' perchè - per loro stessa ammissione - si sentono pur sempre in dovere di tutelare il loro pubblico minorenne, e soprattutto la loro reputazione, evitando segnalare e recensire materiale troppo "di parte"...

Anche se poi, per dirne una, non si fanno grossi problemi a dedicare ampio spazio agli ultimi albi di Manara, all'ennesima ristampa della Valentina di Crepax e a tutta una serie di produzioni (anche collaterali al fumetto) non proprio per bambini... Certo possono sempre dire che Manara e Crepax sono stati sdoganati, mentre altre cose no, ma sempre di materiale erotico si tratta...

Evidentemente tutto è relativo.

Una delle conseguenze di questo stato di cose, comunque, è che quando un fumettista italiano pubblica per l'estero, in particolare per editori che hanno un'ampia distribuzione, presto o tardi il suo caso viene segnalato (e spesso gli viene dato spazio ancora prima che i suoi lavori vengano effettivamente pubblicati), con tanto di complimenti e auguri... Eppure, nel caso dei fumettisti italiani che pubblicano fumetti gay all'estero, generalmente tutto tace...

Ad esempio: da un paio di settimane l'editore Gmuender ha messo online il suo nuovo catalogo, con le uscite relative alla seconda metà del 2015 (per il pdf CLICCATE QUI), e nel mese di settembre spicca l'annuncio relativo al nuovo no-word comics di Dale Lazarov, PEACOCK PUNKS, che si avvale del tratto erotico/umoristico dell'italiano Mauro Mariotti (con i colori di Janos Janecki)...

Ora: l'editore Gmuender sarà pure di nicchia, ma viene distribuito in tutto il mondo (questo volume è già prenotabile su amazon) ed è noto per le confezioni estremamente lussuose dei fumetti che pubblica. Il fatto che, dopo diversi anni, una nuova matita italiana abbia trovato spazio dalle parti della Gmuender, peraltro realizzando un prodotto abbastanza originale (un no-word comic omoerotico con risvolti umoristici e caricaturali)... Insomma... Forse meriterebbe un po' più di attenzione...

Tantopiù che, caso abbastanza raro, rappresenta sia il debutto ufficiale di Mauro Mariotti che il suo lancio internazionale, peraltro in una bella edizione cartonata... Certo si tratta di un fumetto dai risvolti erotici, ma questa di per sè può essere considerata una discriminante? O non sarà, piuttosto, che potrebbe esserci qualche problema dovuto al fatto che è un fumetto erotico nel senso gay del termine?

Staremo a vedere se qualcuno avrà voglia di parlarne da qui a settembre, anche se io - al riguardo - ho qualche dubbio...

Anche perchè - come dicevo prima - quello gay è un ambito fumettistico che i siti italiani preferiscono non trattare (e sul quale, a quanto pare, non vogliono nemmeno tenersi molto informati)... E poco importa se ci sono autori italiani che si fanno conoscere in tutto il mondo grazie a questo tipo di produzioni. Anche perchè la sensazione è che in Italia, prima di essere considerati fumetti al pari degli altri, i fumetti a tema LGBT (o perlomeno buona parte di essi) vengano considerati solo "roba gay" e quindi un argomento più pertinente ai siti di informazione gay che non ai siti di informazione fumettistica... Anche se poi i siti di informazione gay italiani, di solito, pensano che i fumetti gay non siano "roba gay" di interesse generale, e finiscono per ignorarli. Col risultato che in Italia c'è tutto un settore dell'editoria che su internet non riesce a trovare la sua giusta collocazione (e valorizzazione) da nessuna parte...

E, anzi, può anche capitare che quando un autore italiano pubblica un fumetto omoerotico all'estero con un certo successo, per poi avere un'edizione italiana, venga stroncato di netto senza tanti complimenti e senza contestualizzarlo più di tanto... Come nel caso di Black Wade, ad esempio, che quando arrivò in Italia venne addirittura definito "una patacca" (e CLICCATE QUI se non ci credete)...

E tra l'altro, quando lo stesso disegnatore (Francesco Lagramandi, in arte Franze) pubblicò all'estero un altro fumetto dai risvolti omoerotici, POSEIDON-T, nei siti italiani dedicati ai fumetti non sono rotolati nemmeno i cespugli...

E in effetti il suo non è stato nemmeno un caso isolato... Al momento mi vengono giusto in mente Mauro Padovani e Enzo Di Lauro (che in Francia aveva tentato la carta dei fumetti omoerotici in CGI), ma sicuramente ce ne sono altri che al momento mi sfuggono...

Quindi diciamo pure che, se anche se nel caso di Mario Mariotti venisse confermato questo clima che potremmo definire eufemisticamente "un po' snob", forse sarebbe il caso di porsi qualche domanda... Tra l'altro, giusto per la cronaca, al momento c'è anche un altro autore italiano al lavoro su un fumetto di Dale Lazarov (che dovrebbe intitolarsi CARNAL), e cioè TheAmir... E anche di questo progetto molto particolare, in Italia, non si sta parlando da nessuna parte (anche se l'autore sta passando il bollente agosto romano incatenato al tavolo da disegno per rispettare le scadenze, e per giunta senza aria condizionata)...

Parlare di boicottaggio mi sembra eccessivo, ma credo sia evidente che c'è un notevole scollamento fra il fumetto LGBT e quello che in Italia viene considerato ufficialmente "il mondo del fumetto". E questo non riguarda solo gli autori italiani che pubblicano all'estero, ma anche gli autori di fumetti gay stranieri che vengono pubblicati in Italia. Ad esempio la REN BOOKS (che non si ferma mai, e continua a proporre cose interessanti, coinvolgendo anche tanti autori italiani) ha annunciato da oltre una settimana che riporterà i fumetti di Ralf Konig in Italia, a partire dalla versione "definitiva" de IL CONDOM ASSASSINO...


E anche se Ralf Konig non è esattamente un signor nessuno (e tra l'altro è stato pure premiato a Lucca Comics qualche anno fa), anche nel suo caso i cespugli, per ora, stanno continuando a rotolare nel deserto silenzioso...

In effetti la sensazione è che in tutto questo ci sia qualcosa che non torna.
Non sarà che forse i tempi sono maturi per provare a cambiare un po' questo stato di cose?
Mhhh...

Alla prossima.

venerdì 31 luglio 2015

PARCHI RAINBOW

Ciao a tutti, come va?
Di solito su questo blog non faccio pubblicità ad eventi commerciali, ma questa volta mi tocca fare un'eccezione a causa delll'eccezionalità socio-antropologica dell'evento in questione.

Per chi non lo sapesse a Roma, dal 1991, si tiene la serata Muccassassina, ovvero la storica serata LGBT della capitale (nata come iniziativa di autofinanziamento del circolo Mario Mieli), che da diverso tempo ha trovato posto presso la discoteca QUBE, che con i suoi 6000 posti è la discoteca più grande della città...

Sempre per chi non lo sapesse, a poca distanza da Roma (in zona Valmontone) dal 2011 è aperto Rainbow Magicland (CLICCATE QUI), il primo parco dei divertimenti tematico nei pressi della città eterna, nato dalla collaborazione fra la società Alfa Park e lo studio di animazione Rainbow S.r.L. (che realizza i cartoni delle WINX e molte altre cose)...
Infatti molte delle attrazioni e degli spettacoli del parco sono ispirati dalle varie serie animate che hanno reso popolare il marchio Rainbow S.r.L. nel mondo.

Perchè parlo nello stesso post della serata Muccassassina e del parco Rainbow Magicland?
Il fatto è che, incredibile a dirsi, proprio oggi a partire dalle ore 19.00 e fino alle 2.00 di sabato mattina, la serata del Muccassassina si trasferisce a Rainbow Magicland!


  A quanto mi risulta questa è la prima volta che un parco dei divertimeni italiano ospita ufficialmente un evento dichiaratamente LGBT, e al di là del fatto che si tratta di un'iniziativa prettamente commerciale bisogna prendere atto che sicuramente rappresenta una tappa abbastanza storica sotto diversi punti di vista...

In primo luogo perchè si porta una serata LGBT, con tanto di drag queen e cubisti, in uno spazio per famiglie, per giunta caratterizzato da personaggi di cartoni animati per bambini...

In secondo luogo perchè il mondo LGBT italiano sceglie di uscire da quelli che sono ritenuti i suoi spazi tradizionali... Peraltro prendendo atto che il mondo dei cartoni animati può rappresentare un punto di incontro fra il mondo del divertimento gay e il mondo del divertimento "per tutti"...

In terzo luogo perchè un parco che si chiama Rainbow Magicland, che ha arcobaleni dappertutto, una mascotte che si chiama Gattobaleno (che potrebbe benissimo sfilare al Gay Pride) e una scenografia kitch e barocca (come esigono i cartoni della Rainbow S.r.L.,) si è reso conto che potrebbe esercitare un'attrattiva supplementare per i turisti LGBT... Sia italiani che stranieri... E che sarebbe stato stupido continuare a fare finta di niente. Tantopiù che i cartoni animati della Rainbow S.r.l., tendenzialmente, hanno sempre manifestato una discreta quantità di risvolti queer (se si escludono alcuni scivoloni recenti, di cui ho parlato QUI).


Infine perchè, in un certo senso, segue l'esempio di diversi parchi Disneyland nel mondo, che da molti anni ospitano vari raduni della comunità LGBT (i cosiddetti Gay Days), che possono durare anche una settimana, con varie iniziative che si rivolgono specificamente a questi visitatori (che generalmente si riconoscono per via della maglietta rossa dell'evento)...

Forse l'esprimento di Rainbow Magicland non avrà i risvolti simbolici dei Gay Days di Disneyland, e di certo non farà "magicamene" cambiare le cose in Italia, ma sicuramente questa netta presa di posizione del parco, per giunta in un periodo in cui gli estremisti cattolici utilizzano proprio i bambini come arma per frenare il processo di integrazione e legittimazione della condizione LGBT, non è una cosa da poco... Anche solo perchè dimostra che chi ha interessi economici in Italia sta iniziando a rendersi conto del fatto che le persone LGBT non sono un problema, ma una risorsa, e del fatto che il corso della storia non si può fermare...

Nemmeno se da parte di un certo tipo di utenza arrivano delle critiche (come quelle che sono già arrivate sulla pagina facebook ufficiale del parco, e che trovate CLICCANDO QUI).

Certo si tratta di una goccia nel mare, ma per come vanno queste cose non mi stupirebbe se gli eventi LGBT al Rainbow Magicland diventassero più frequenti e partecipati, e portassero ad una serie di ulteriori sviluppi...

Staremo a vedere.

mercoledì 29 luglio 2015

TANTI AUGURI E CONIGLI MASCHI!

Ciao a tutti, come va?

Siccome il mio post del lunedì è stato occupato da altro mi sono colpevolmente scordato di festeggiare una data importantissima! Ebbene sì: mi sono dimenticato di ricordare che il 27 luglio era il compleanno di Bugs Bunny, il coniglio che è anche diventato la mascotte della Warner Bros... Per giunta in occasione dei suo 75° anniversario!

 Proprio il 27 luglio del 1940, infatti, il coniglio grigio più conosciuto al mondo ha debuttato “ufficialmente” nel cortometraggio animato “A Wild Hare” della serie “Merrie Melodies”, alle prese con l'imbranatissimo cacciatore Taddeo (in originale Elmer).

Dico ufficialmente perché una proto versione del personaggio, senza nome, apparve tre anni prima in “Porky’s Hare Hunt”, inseguito da Porky Pig.

In ogni caso, se ne parlo qui, è anche per ricordare un piccolo dettaglio che - ovviamente - in Italia è passato sotto silenzio anche nell'ambito dei siti di informazione gay... E cioè il fatto che Bugs Bunny è unanimamente riconosciuto come una delle primissime icone gay dell'animazione... Se non addirittura la primissima. Infatti quasi da subito ha mostrato un certa propensione a puntare sulla sua "femminilità", provocando i suoi avversari, confondendoli e/o facendogli perdere la testa per lui/lei... Umiliando - di fatto - i loro incontenibili istinti eterosessuali.

Manifestando da sempre anche una certa propensione a baciarli, tra l'altro con una certa passione, sulla bocca... Tant'è che il suo primo bacio gay risale proprio al cortometraggio “A Wild Hare” che viene celebrato in questi giorni come il suo esordio ufficiale...

Che gli animali della Warner Bros fossero più svegli e politicamente scorretti di quelli Disney non è una gran scoperta (e potrebbe anche essere uno dei motivi per cui in Italia non hanno mai goduto del sostegno riservato e Topolino & Co.), tuttavia nel caso di Bugs Bunny parliamo di un personaggio che - seppur col filtro dell'ironia - negli anni ha giocato con una gran quantità di tabù... Ritrovandosi in tutta una serie di situazioni che - a guardarle col senno di poi - erano decisamente gay friendly (e che finivano per coinvolgere spesso e volentieri proprio lo sprovveduto Taddeo)...

Sia come sia in 75 anni di vita le parentesi "travestite" di Bugs Bunny sono state quasi una costante, e il fatto che anche i suoi cartoni più vecchi siano stati continuamente replicati (anche dalla TV italiana) ha sicuramente contribuito al suo status di "icona gay" per grandi e piccini... Soprattutto durante periodi storici in cui il concetto stesso di "gay" era ancora osteggiato in tutti i modi possibili (tanto che negli USA chi si travestiva era considerato a tutti gli effetti un fuorilegge). E siccome non mi piace parlare a vanvera vi invito a dare un'occhiata ai video qui sotto...

Certo, nel 1996 (in occasione del film Space Jam) alla Warner Bros hanno pensato che fosse il caso di creare Lola Bunny, la coniglietta destinata a diventare la ragazza ufficiale di Bugs Bunny per dargli un minimo di contegno (e una parvenza di eterosessualità in anni in cui si cercava di rilanciare i personaggi Warner Bros nella TV generalista), ma resta il fatto che Bugs Bunny è e rimane un personaggio "polisessuale", come lo ha definito il critico cinematografico Jonathan Romney nel 2001...

Secondo me festeggiare il compleanno di di Bugs Bunny ricordando questo aspetto del personaggio, al di là di tutto, è particolarmente importante... Soprattutto in Italia e in questo periodo...

Visto che ultimamente sta iniziando a diffondersi un termine abbastanza odioso, ideato dagli estremisti cattolici per giustificare tutta una serie di affermazioni e richieste omofobe sotto mentite spoglie, che va sotto il nome di "teoria gender".

Per dirla in parole molto povere: il termine "teoria gender" è una sorta di minestrone fuorviante e volutamente confuso di tutte le paure che i cattolici più intransigenti associano all'avanzata dei diritti LGBT, e delle strategie finalizzate alla parità di trattamento fra uomini e donne... Facendo passare il tutto per un preciso complotto ordito da non meglio precisate lobby di potere gay, per corrompere le nuove generazioni e i sani valori di una volta, l'educazione dei bambini e il concetto di famiglia.

In Italia, dove la classe politica ormai non sa più a cosa appigliarsi per mantenere un minimo di appeal su un elettorato deluso e sfiduciato, i rappresentanti di diverse correnti politiche hanno sposato la crociata contro la "teoria gender" (che, vi ricordo, è qualcosa che di fatto NON ESISTE se non nella mente di chi la agita come uno spauracchio) e hanno deciso di prendere anche dei provvedimenti per la salvaguardia dei bambini e dei giovani in generale...

Intralciando i corsi di educazione sessuale nelle scuole pubbliche, ad esempio, e vietando nelle scuole materne ed elementari dei libri che ritengono fuorvianti per i giovanissimi... Magari libri che - orrore degli orrori - possono insegnare che viviamo in un mondo in continua evoluzione, in cui bisogna essere di ampie vedute e in cui la rigidità dei ruoli e dei pregiudizi - in tutti gli ambiti - è qualcosa di cui si può fare volentieri a meno. Il Sindaco di Venezia, ad esempio, di questi libri ne ha proibiti oltre quaranta...

Al di là della mostruosità dell'atto in quanto tale, penso che sia abbastanza evidente che si tratta di una strumentalizzazione messa in piedi da persone alquanto sprovvedute...  Talmente sprovvedute da non rendersi conto che Bugs Bunny continua a travestirsi e a baciare altri maschi (di svariate specie) da settantacinque anni, senza peraltro compromettere intere generazioni di bambini innocenti...

Alla prossima.

lunedì 27 luglio 2015

LUPIN - LA DISAVVENTURA ITALIANA

Ciao a tutti, come va?

Manco a farlo apposta anche per questo lunedì è saltato fuori un argomento "italiano" da affrontare.
Tutto parte dall'attesissima quarta serie di Lupin III, che - film e speciali a parte - rinnova il mito del personaggio sul piccolo schermo dopo una trentina d'anni (visto che la serie prequel "per adulti" Lupin The Third – La donna chiamata Fujiko Mine - datata 2012 - lo presentava come coprotagonista occasionale)...
Per quei pochi che non lo sanno ancora, la particolarità di questa serie (oltre alla giacca blu del protagonista) è che sarà tutta ambientata fra l'Italia e San Marino.

Che i giapponesi amino molto l'Italia non è una novità, e non è neanche una novità che gli italiani amino molto Lupin III... Visto che è un personaggio picaresco e spregiudicato, donnaiolo e impenitente, ladro infallibile e ingenuo beone al tempo stesso, che ha sempre suscitato una rara simpatia presso il pubblico del nostro paese.

Tuttavia il fatto che la sua nuova e attesissima serie fosse ambientata in Italia deve avere esercitato un fascino irresistibile persino su Mediaset, anche se oggi è diventata estremamente selettiva per quel che riguarda le serie giapponesi (e i motivi li ho spiegati nel lungo post che trovate CLICCANDO QUI)... Al punto di diffondere un comunicato stampa in cui annunciava che l'avrebbe presentata in ANTEPRIMA MONDIALE a fine maggio, su Italia Uno o su Italia Due.

Cosa che, però, a maggio non è mai avvenuta (senza che fosse fornita alcuna spiegazione).

Tuttavia a metà luglio è stato finalmente comunicato ufficialmente che l'arrivo della serie è previsto a partire dal 29 agosto, ogni sabato alle 22.30 su Italia Uno.

Per come vanno queste cose è probabile che non verremo mai a sapere quali riflessioni aziendali hanno portato a questo cambio di programma, ma per fortuna gli indizi non mancano, e portano a delle conclusioni abbastanza interessanti...

Partiamo da un dato di fatto: la serie LUPIN the Third - La donna chiamata Fujiko Mine è stata trasmessa anche in Italia, e senza censure, da Italia Due (anche perchè, se ci fossero state censure su una serie del genere, sarebbe stata la buona volta che i fan avrebbero dato fuoco a Mediaset)... Tuttavia, per non incorrere nelle multe AGCOM, nelle polemiche dei bigotti e in tutta una serie di altri problemi annessi e connessi è stata trasmessa (a due anni di distanza dalla messa in onda giapponese) come un prodotto a dir poco di nicchia... E cioè ogni lunedì alle ore 23.15, a partire dal 26 maggio 2014... Con una campagna pubblicitaria insignificante (per attirare il meno possibile l'attenzione dei media su un prodotto del genere, presumo), che probabilmente puntava tutto sul passaparola per cercare di raggiungere solo i fan più sfegatati e più "adulti".

Piccolo e non irrilevante dettaglio: l'erotica introduzione animata a tinte noir si concludeva con un bacio lesbico, e non è un caso...

Infatti in questa serie ci sono alcune parentesi lesbiche e bisessuali della protagonista, nonchè personaggi secondari estremamente ambigui e indefinibili... Come ad esempio Oscar, l'assistente dell'ispettore Zenigata, che non si capisce fino a che punto sia bisex, gay o transgender (anche se è evidente che ama follemente proprio il burbero ispettore Zenigata , qui presentato in una versione molto "cool", e che predilige i tacchi alti)...

In ogni caso con questa serie Italia Due aveva già tentato la carta della seconda (terza?) serata per quel che riguarda l'animazione giapponese, e per giunta proprio con i personaggi della saga di Lupin III nella loro versione più "trasgressiva"... E pertanto - a rigor di logica - anche la nuova serie di Lupin III, ambientata in Italia, avrebbe potuto trovare la sua giusta collocazione sul canale che trasmette le (poche) nuove serie animate giapponesi di Mediaset (e dove comunque erano state replicate da poco le vecchie serie di Lupin III)...

Però le cose sono andate diversamente... Come mai?

Di certo si sa che i primi annunci relativi alla trasmissione italiana della serie di Lupin III ambientata in Italia risalgono allo scorso ottobre, in occasione del MIPCOM di Cannes (l'evento per addetti ai lavori in cui l'entertainment mondiale propone i suoi prodotti al mercato europeo), dove probabilmente era stato perfezionato il contratto fra Mediaset e i giapponesi della TMS, a cui era seguito l'annuncio dell'anteprima italiana a partire da maggio... Anteprima che, presumo, per essere stata annunciata con tanto entusiasmo (persino in Giappone dalle riviste specializzate!) doveva già avere avuto il beneplacito dei giapponesi, che sicuramente avevano garantito abbastanza episodi pronti per iniziare la trasmissione italiana della serie a maggio...

Ma gli imprevisti, ovviamente, sono in agguato, soprattutto se si prendono le cose alla leggera e se ci si lascia guidare dai facili entusiasmi... In particolare quando non si sa esattamente con che cosa si ha a che fare.

Come dicevo prima, per vedere in Italia la serie Lupin the Third - La donna chiamata Fujiko Mine ci sono voluti due anni: questo significa che Mediaset ha avuto modo di visionare la serie e di valutare con calma dove collocarla nel modo migliore (e nel modo meno dannoso possibile)... E ha anche avuto modo di studiare una strategia per pubblicizzarla (o per NON pubblicizzarla, a seconda dei punti di vista).

Tuttavia con la quarta serie di Lupin non è andata così: probabilmente, con le puntate ancora in produzione, Mediaset ha visionato solo degli spezzoni, ha visto l'ambientazione italiana e deve avere perso la testa, acquistandone istantaneamente i diritti e pubblicizzandola da subito come una grande anteprima mondiale in esclusiva... Soprattutto considerando l'appeal che esercita Lupin nel nostro paese (e il potenziale introito pubblicitario generato da una serie del genere).

In effetti verrebbe addirittura il sospetto che le persone di Mediaset che sono andate al MIPCOM per visionare le proposte e stipulare i contratti non fossero quelle che avevano richiesto e gestito la serie di Fujiko Mine per Italia Due... Ignorando, quindi, che gli ultimi prodotti legati a Lupin potevano essere considerati in qualche modo "a rischio" per gli standard della TV italiana... Come, appunto, nel caso della sopracitata serie di Fujiko, in cui - per dirne una - la protagonista si è perfino divertita a impersonare l'insegnante lesbica di un esclusivo collegio femminile, per la gioia di diverse studentesse ansiose di sperimentare i suoi baci...

Ovviamente non possiamo sapere se la quarta serie di Lupin III raggiungerà certi livelli, ma possiamo supporre che seguirà comunque quella strada, piuttosto che quella tracciata dalle serie classiche di Lupin III arrivate in Italia negli anni '80... Anche se io sarei portato a credere che invece era proprio a quelle serie che pensavano i rappresentanti di Mediaset volati a Cannes, altrimenti non avrebbero certo acquistato con tanta leggerezza degli episodi non ancora ultimati, per poi pubblicizzarli a scatola chiusa...

Comunque, se questa teoria è esatta, quando sono iniziate ad arrivare le puntate integrali da doppiare, dalle parti di Mediaset qualcuno deve avere controllato meglio, e dopo avere strabuzzato gli occhi potrebbe essersi reso conto di avere fatto il passo più lungo della gamba, anche se ormai era troppo tardi per tornare indietro...

Anche perchè, nel frattempo, era stato contattato  persino il giovane rapper Moreno Donadoni (foto sotto) per interpretare la nuova sigla assieme a Giorgio Vanni, probabilmente nel tentativo di intercettare anche l'ampio pubblico dei teenager  "di tendenza" che seguono i talent show e amano il rap, che non necessariamente sono anche appassionati di animazione giapponese... Con l'evidente intento di sfruttare al massimo il potenziale commerciale di questa serie fin dalla prima messa in onda... E probabilmente è stato anche per questo motivo che alla fine si è deciso di trasmetterla su Italia Uno, che è un canale più generalista e commercialmente rilevante rispetto a Italia Due.
Anche la sigla di Moreno Donadoni e Giorgio Vanni era pronta per maggio (tant'è che è stata presentata al Milano Anime Expo, che si teneva proprio il 9 e 10 maggio)... Eppure su tutta l'operazione ad un certo punto è calato un silenzio inquietante, perlomeno fino a luglio...

Cosa è successo?

Il fatto è che questa serie di Lupin III ambientata in Italia, nonostante le apparenze, si sta rivelando molto di più che una semplice vetrina per il nostro paese. Tant'è che il produttore Kazuhide Tomonaga ha dichiarato che in questa nuova produzione Lupin sarà per certi versi più contraddittorio, maturo e vanesio ( ma anche meno goffo e smaccatamente buono) rispetto alle serie precedenti... In parole povere sarà una versione aggiornata del Lupin III comparso nella prima storica serie (quella in cui indossava la giacca verde), quella stessa serie che - per inciso - è stata la più censurata dalle reti Mediaset...

E in questo caso il fatto che la serie sia ambientata in Italia rappresenta un'aggravante, visto che - a quanto pare - verranno anche affrontati una serie di temi scottanti che si ispirano alla realtà italiana di oggi (dalla corruzione dei politici alle partite di calcio truccate). In parole povere, se da una parte questa serie metterà in risalto le bellezze del nostro paese, dall'altra evidenzierà i suoi problemi sociali e culturali, come corruzione, criminalità organizzata e via discorrendo...

Esattamente quel genere di cose di cui nel nostro paese non si può parlare senza tutta una serie di filtri e compromessi, che ovviamente i giapponesi non sono tenuti ad adottare. Tantopiù che Lupin III, nei fumetti, nasce proprio come personaggio satirico e grottesco (e l'Italia di oggi, in effetti, offre tantissimi spunti in questo senso).

Tra l'altro alle sceneggiature abbiamo Yuya Takahashi, un autore che certo non ha peli sulla lingua in fatto di denuncia sociale e tematiche "adulte", e che peraltro con la serie Tiger & Bunny ha anche dimostrato di avere una certa dimestichezza con le allusioni LGBT e i personaggi visibilmente omosessuali... Cosa, questa, che a quanto pare potrebbe caratterizzare anche il suo contributo alla serie "italiana" di Lupin III, e fin dal primo episodio...
Infatti il Corriere della Sera, che evidentemente lo ha già visto doppiato in italiano, riporta che:

"La prima puntata, a San Marino, si apre con una sorpresa. Fede al dito, Lupin è all’altare, pronto a sposarsi. Al suo fianco però non c’è la sua fissazione Fujiko, ma l’ereditiera di una catena d’alberghi con un passato da modella che finisce spesso sui giornali di gossip: una Paris Hilton di cartone non molto distante dalla Paris Hilton di plastica che conosciamo, a cui però non difetta il senso dell’umorismo. Maliziosa e per niente scandalizzata si chiede se l’uomo infuriato che vuole interrompere la cerimonia (l’ispettore Zenigata) non sia per caso il fidanzato geloso di Lupin." 

Quindi, ricapitolando, la sensazione è che a Mediaset avessero pensato di opzionare un certo tipo di prodotto, che grazie all'ambientazione italiana poteva avere un potenziale commerciale molto interessante, ritrovandosi poi per le mani qualcosa di completamente diverso... Senza peraltro potere ricorrere all'opzione della censura (perchè ora il pubblico non gliela farebbe mai passare liscia)... E così Moreno Donadoni e Giorgio Vanni si sono ritrovati a dover interpretare una tarantella rap, dove - per la prima volta in una sigla italiana di cartoni animati - si è ritenuto opportuno utilizzare la parola "mafia"... E non penso che questa parola sia stata inserita proprio a caso.
Al di là del fatto che questa sigla non è piaciuta quasi a nessuno (al punto che è partita persino una petizione online per abolirla, che potete trovare CLICCANDO QUI), direi che è abbastanza rappresentativa del piccolo corto circuito produttivo che ha coinvolto Mediaset in questa occasione... Un corto circuito che potrebbe essere il motivo che l'ha portata a posticipare la partenza della serie da metà maggio a fine agosto: per valutare al meglio le proprie mosse e limitare i rischi... E magari per trovarle una collocazione in palinsesto diversa da quella prevista inizialmente: una collocazione che tutelasse in qualche modo l'emittente da certi contenuti potenzialmente compromettenti...

E quindi quale mossa migliore se non quella di trasmettere la suddetta serie il sabato alle 22.30? Quando l'AGCOM non pretende contenuti protetti, quando i bambini sono a letto, i giovani sono fuori con gli amici e gli unici adulti che potrebbero seguirla sono quelli che amano già il personaggio e quindi sono meno propensi a montare polemiche?

Certo proporla il sabato a quell'ora è quasi un suicidio assistito, ma a questo punto non c'erano molte alternative... Anche perchè con la notevole campagna pubblicitaria che hanno fatto avventatamente partire, fin da subito hanno creato molte aspettative...

Tra l'altro parliamo di una serie che durerà ventisei episodi, che però in buona parte non sono ancora stati ultimati e dei quali - probabilmente - Mediaset ignora ancora il contenuto nei dettagli. Cosa potrebbe succedere se questa serie toccasse argomenti che non sono proponibili nemmeno alle 22.30 di sabato?

Cosa accadrebbe se, per fare un esempio, parlasse di politicanti italiani xenofobi e/o nostalgici fascisti? E se parlasse di forze dell'ordine violente e colluse con la criminalità? E se i carabinieri non ci facessero una bella figura? E se prendesse di mira degli alti prelati in qualche modo "riconducibili" a figure esistenti? E se venisse messo in mostra il modo con cui gli italiani fanno andare in malora il proprio patrimonio artistico (tanto caro ai giapponesi)? O il fatto che in Italia ci sono alcune città in cui la malavita detta legge? E se una puntata si ispirasse a scandali realmente accaduti, che magari riguardano personaggi in qualche modo vicini a Mediaset stessa? Dopotutto una puntata in cui Lupin III si ritrova dalle parti di Milano e si imbatte nelle orge di qualche politico lussurioso non sarebbe poi così inverosimile...


Certo le mie, al momento, sono solo supposizioni... Però qualcosa mi dice che sono le stesse supposizioni che hanno iniziato a fare dalle parti di Mediaset...
E se si concretizzassero cosa potrebbe accadere?

La serie verrebbe spostata alle 24.00 di domenica notte? Verrebbe interrotta bruscamente? Verrebbe offerta solo in streaming su internet?

E se questo accadesse il grande pubblico inizierebbe a capire, finalmente, che in Italia abbiamo qualche problemino legato alla libertà di espressione, alle lobby di potere e ai conflitti di interesse nei media?

Chissà...

Forse sto prendendo un granchio, ma qualcosa mi dice che quando questa serie partirà (sempre che non venga ancora rimandata per via di qualche "misterioso" motivo) si creerà un po' di tensione... E forse non avrà una vita molto facile...

Staremo a vedere.

Sicuramente la prima impressione è che in questa occasione Mediaset abbia dimostrato una volta di più di essere ormai incompatibile con un certo tipo di pubblico, quello che ha delle delle esigenze precise e che non è più disposto ad adeguarsi ai conflitti di interesse di un'emittente televisiva e della sua dirigenza... Anche perchè adesso, con internet, ha infinite alternative e avendo il coltello dalla parte del manico non accetta più di essere preso in giro...

Tant'è che, a pochi giorni di distanza dall'anteprima della sigla ufficiale, su youtube ha già iniziato a spopolare una sigla non ufficiale realizzata da un gruppo di fan (delusi) di Lupin... Al punto che è già partita una nuova petizione (CLICCATE QUI) per chiedere a Mediaset di renderla la sigla ufficiale al posto di quella di Moreno e Giorgio Vanni...
Si avvicina la resa dei conti?

Alla prossima.