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PREMI GLAD (Gay e Lesbiche Ancora Denigrati) 2015!

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mercoledì 6 maggio 2015

KILL THE FAGGOT???

Ciao a tutti, come va?

Devo ammettere che la notizia che devo dare oggi è un po' surreale, ma a quanto pare non è una bufala, ed è talmente insulsa da risultare ridicola... Comunque i fatti sono questi: Valve’s Steam Greenlight è una community per aspiranti sviluppatori di videogames che vogliono condividere le loro demo e testare il gradimento delle loro idee.

Fatto sta che la scorsa domenica un aspirante sviluppatore di Los Angeles, noto come Skaldic Games, ha condiviso su questa piattaforma la demo giocabile di un videogame dal titolo "KILL THE FAGGOT", e cioè "AMMAZZA IL FROCIO"... Che effettivamente rispecchia ESATTAMENTE il contenuto del gioco...

In parole povere centrando i gay si ottengono 100 punti, centrando le trans se ne ottengono 150 e se per sbaglio si spara a degli eterosessuali si perdono 100 punti (O__o)... Il tutto mentre una voce fuori campo interpreta le frasi dei "froci" che corrono sullo schermo nel tentativi di sfuggire alle pistolettate (della serie "Can I put my weiner in your butt?" e "Whoops, I just dropped the soap...", per intenderci... E quando un gayo una trans sono eliminati la voce puàò anche dire "AIDS carrier eliminated").

Ovviamente si è scatenato un fiume di proteste e la demo è stata rimossa a tempo di record... Anche perchè violava il codice di condotta del sito.

Non prima, però che qualche appassionato testatore di videogames lo scaricasse e registrasse la sua esperienza di gioco per youtube... Come Jim Starling, che potete vedere qui sotto... E che in preda al disgusto ha interrotto la partita...
Commenti?

Sul sito Skalder Games è poi comparsa una specie di arringa difensiva, che dice più o meno così:

"Wow! Sono sorpreso di questa reazione. Così vorrei esporre alcuni punti sul perché questo gioco è stato proposto. 

1. Il nostro prossimo gioco è una battaglia per la sopravvivenza in un futuro post apocalittico. Il giocatore potrà raccogliere vari oggetti, tra cui un cellulare. Sul cellulare potrà giocare a dei giochi nel gioco. Uno di questi è "Kill The Faggot". 

2. Doveva essere una parte  di un gioco più ampio, ma ho deciso di rilasciarlo su Greenlight per vedere le reazioni della gente. La ragione di questo particolare gioco è che  sono stanco di gente che è troppo sensibile , e che si può offendersi per cose da nulla, in particolare con tematiche LGBT. Non ho fatto questo gioco per attaccare direttamente le persone LGBT, ma per provocare le persone suscettibili, anche quelle eterosessuali. Se queste persone pensano che sei omofobo e bigotto fanno di tutto per distruggerti... Così ho deciso provare un percorso che molti sviluppatori hanno paura di praticare: provocare il pubblico rendendo questo gioco il più offensivo possibile.... Per dimostrare che la mia tesi è giusta. E infatto questo gioco ha scatenato un putiferio... Tant è che un mucchio di gente a sprecato il suo tempo per parlarne e per inviarmi messaggi di protesta. E questo dimostra solo che il mio progetto di fare incazzare queste persone è riuscita, e che ci sono molte persone disturbate che adesso vorrebbero farmi del male. Voglio dire: parliamo solo di un gioco da niente realizzato da uno sviluppatore senza nome. Perché gli interessa così tanto? É ovvio che nessuno sano di mente avrebbe preso sul serio questo gioco. Se qualcuno avesse fatto un "AMMAZZA TUTTI I BIANCHI" ci avrebbero tutti riso sopra, perchè avrebbero capito che non doveva essere preso sul serio. In ogni caso conserverò tutte le minacce e le lettere d'odio che mi sono state inviate, anche se dimostrano solo che ci sono persone con molto tempo libero.
 
3. Ovviamente questo gioco è stato fatto in pochi giorni, quindi sono d'accordo con le persone che si lamentano della grafica e della giocabilità. 


4. La gente dice questo comprometterà la mia carriera... Io mi autoproduco, e se questo gioco rovina eventuali vendite future, allora così sia. Io continuerò a produrre giochi anche se non vendono. Io non miro al profitto, ma a realizzare grandi giochi.

5. Naturalmente non approvo l'uccisione o l'omicidio di qualsiasi tipo. Questo gioco non è stato pensato per essere preso sul serio.

6. Per quanto riguarda le mie scuse... Non ci saranno... E se qualcuno si ritiene troppo offeso era proprio quello che speravo di ottnere... Anzi...  Il prossimo gioco a cui sto lavorando sarà ancora più offensivo."


Quindi abbiamo a che fare con un omofobo o con un genio della provocazione?

Quel che si sa è che il sito ARS TECHNICA (CLICCATE QUI) ha appurato che dietro alla Skaldic Games si cela un certo Randall Herman (che vedete nella foto sotto, tratta dal suo profilo IMDb)...

Di lui si sa anche che è uno skater, e che qualche anno fa tentò di lanciare il marchio
Devotor Footwear... Il primo marchio di scarpe per gli skater devotamente cristiani (non è uno scherzo!), che però non andò mai al di là della fase progettuale...

Quindi i casi sono due: o anche le scarpe per skater cristiani erano una provocazione, oppure abbiamo a che fare con un personaggio che forse, e dico forse, proviene da un ambiente che qualche pregiudizio verso i gay potrebbe anche avercelo sul serio...

Sia come sia questa storia, più che rabbia, a me suscita una grande tristezza... Perchè il diritto alla satira e alla provocazione è sacrosanto, ma pensare che sia legittimo fare satira su una categoria di persone che effettivamente viene perseguitata e condannata a morte in diverse parti del mondo è abbastanza deprimente...

D'altra parte se tanta gente si è lamentata ed è insorta, facendone un caso internazionale, forse vuol dire che c'è ancora speranza...

Voi cosa ne pensate?

P.S. Vi ricordo che in cima a questo blog (nella versione web che potete visualizzare dal browser e non in quella per cellulare) potete votare per il PREMIO GLAD (Gay e Lesbiche Ancora Denigrati: trovate tutti i dettagli cliccando sull'apposito banner) 2015. Partecipate e spargete la voce!

lunedì 4 maggio 2015

OMOFOBIA A CENTOPIA....?

Ciao a tutti, come va?

Anche questo lunedì finisco per parlare di qualcosa di italiano (almeno in parte), ma una volta tanto non si tratterà di fumetti, bensì di animazione.

Forse sarà capitato anche a voi di imbattervi in qualche puntata di MIA & ME, la serie in parte live action e in parte computer animation realizzata dall'italianissimo STUDIO RAINBOW per RAI GULP e per la tedesca ZDF (anche se di mezzo ci sono anche Canada e Paesi Bassi)...

Per chi non avesse idea di quello a cui mi riferisco mi limito a dire che la prima serie di MIA & ME risale al 2011 (anche se continua ad essere replicata fino alla nausea su RAI GULP) e racconta di come una ragazzina di nome Mia Genovese (interpretata dall'attirce italo americana Rosabell Laurenti Sellers) inizia a studiare presso un esclusivo collegio internazionale dalle parti di Firenze dopo la morte dei suoi genitori, che le lasciano in eredità uno strano libro e un bracciale (stranamente tecnologico e munito di sintetizzatore vocale) tramite il quale può letteralmente entrare nella realtà parallela descritta nel libro, trasformandosi in un'elfa alata coi capelli fucsia...

Il mondo in questione, in realtà, è circoscritto ad un'isola incantata chiamata Centopia, abitata da elfi, unicorni, draghi e varie altre creature magiche. Il compito di Mia (l'unica in grado di comunicare con gli unicorni) diventa così quello di salvare Centopia dalle mire della Regina Panthea, che vuole privare l'isola della sua forza vitale.

Nel giro di 26 puntate Mia riesce nel suo proposito, anche se questo significa non avere più ragioni per tornare a Centopia, mentre nel mondo "reale" trova  la sua strada e nuovi amici fra i compagni del collegio.

Come potete intuire si tratta di una serie che si rivolge prevalentemente al pubblico delle bambine, anche se dal punto di vista estetico mischiare lo stile dello STUDIO RAINBOW (quello delle WINX) con i quadri del pittore austriaco Gustav Klimt (1862 - 1918), fonte di ispirazione dichiarata del progetto, ha creato un mondo estremamente bizzarro e "queer", popolato da una gran quantità di creaturine androgine e ambigue, drag queen sotto mentite spoglie, scenografie kitch e vari ammiccamenti all'estetica gay, anche nel senso più pacchiano del termine.

  




Difficile dire se la cosa era voluta o se si è trattato si un incidente di percorso, tuttavia ora che la seconda serie di MIA & ME è arrivata su RAI GULP, la situazione ha preso una strana piega...

Nel senso che, fin dal primo episodio, si scopre che nuovi problemi arrivano dal mare assieme al circo galleggiante di Fantopia, che in realtà serve per mascherare i loschi piani degli elfi neri di Dystopia (di cui la Regina Panthea era solo un emissario). Il punto è che il suddetto circo di Fantopia è gestito da un losco personaggio di nome Rixel... Che, oltre a presentarsi come un incrocio fra Elton John e Platinette, è un concentrato di diversi stereotipi - in buona parte negativi - legati all'omosessualità... Seppur rivisti in chiave fiabesca.

Tanto per cominciare sfoggia una ridicola palandrana rosa decorata con inserti floreali e farfalleschi, due occhiali vintage improponibili e una permanente imbarazzante (con tanto di fiore fra i capelli)... Inoltre, mentre tutti gli altri elfi della serie (quelli "normali") sono presentati come eternamente belli e/o giovani, lui è l'unico che si presenta come un laido individuo di mezza età, appesantito e trasandato (va sempre in giro con abiti sgualciti e in ciabatte!), ma soprattutto abbietto e infido...

Inoltre (perlomeno) nel doppiaggio italiano si è cercato anche di dargli una cadenza abbastanza equivoca, e un'esclamazione caratteristica, "EXTRAVAGANZA!", che utilizzata da lui assume un significato del tutto particolare...

Senza contare che il suo animale da compagnia preferito, l'unico che gli è davvero affezionato, è una scimmietta dal pelo rosa glitterato di nome Tokito...

E questi sono i lati positivi, se vogliamo, perchè questo Rixel nella serie ha anche dei risvolti più inquietanti: infatti per addomesticare gli animali utilizza pozioni speciali (in poche parole vere e proprie droghe) e ricorre con disinvoltura anche ad una frusta e ad altri mezzi decisamente odiosi. 

E in ogni caso si dimostra pronto a tutto, ma proprio a tutto, pur di coronare la sua aspirazione di diventare un elfo nero di Dystopia. In parole povere Rixel si rivela una persona spregevole, amorale, un traditore della sua razza (di cui fanno parte gli elfi di Centopia), un'icona del cattivo gusto e - molto probabilmente - un invito a diffidare delle persone eccentriche come lui (e cioè di quelle visibilmente omosessuali).

E questo è quanto.

La domanda è: si tratta solo di un insieme di sfortunate coincidenze? 
In realtà si voleva creare solo una sorta di eccentrico impresario circense e involontariamente è saltato fuori un personaggio molto "gay"? 

Oppure si è volutamente indugiato su un certo tipo di caratterizzazione?

Quel che è certo è che, guardando la serie con attenzione, Rixel stride in maniera abbastanza evidente con il resto dei personaggi e con il contesto nel suo insieme, anche se il suo ruolo nella serie è tutt'altro che irrilevante... 

Oltretutto non è da escludere che, se MIA & ME 2 verrà trasmessa in oltre cinquanta nazioni (come la serie precedente), un personaggio del genere prima o poi verrà sicuramente letto in chiave omofoba da qualcuno e la cosa non passerà inosservata alle associazioni LGBT straniere, che a differenza di quelle italiane sono sempre molto attente a questo tipo di messaggi... E sono sempre pronte a mobilitarsi...

Possibile che non ci abbia pensato nessuno?

Certo potrebbe essere tutto un caso, ma se non fosse così?

In effetti alcuni indizi gettano una luce un po' ambigua su tutta la questione...

Partiamo da alcuni dati di fatto interessanti.

In primo luogo MIA & ME è prodotta in buona parte da RAI FICTION, e dico "in buona parte" anche perchè, in caso contrario, la parte "live" non sarebbe stata girata interamente fra Fiesole e Firenze (utilizzando nei ruoli principali SOLO attori italo americani e italo canadesi, che recitano in inglese)...  Di per certo si sa che RAI FICTION, nel 2010, investì oltre 16 milioni di euro per le sue coproduzioni animate (tra le quali spiccava proprio la prima serie di MIA & ME).

In secondo luogo la Russia rappresenta un mercato particolarmente interessante per la RAINBOW S.r.l, visto che il sito del suo fondatore e direttore Iginio Straffi (foto sotto) è disponibile in italiano, inglese e russo (CLICCATE QUI)... Ed è una cosa abbastanza curiosa che oltre all'italiano e all'inglese ci sia solo il russo, se si considera che le serie e i film targati RAINBOW arrivano in tutto il mondo...

D'altra parte, in un'intervista del 2010 (CLICCATE QUI), lo stesso Iginio Straffi ha proprio detto che: 

"Per quanto riguarda il mercato televisivo e cinematografico per Rainbow il 2009 è stato l’anno della Russia, Paese nel quale Winx sta diventando un vero e proprio fenomeno di costume e dove stiamo investendo tantissimo per creare una vera e propria organizzazione tutta dedicata a quell’immenso Paese."

A che punto sono gli investimenti della RAINBOW S.r.l in Russia? E quelli dei russi nella RAINBOW S.r.l.? Al riguardo le informazioni ufficiali sono molto scarse, ma è altamente probabile che negli ultimi anni la posizione della RAINBOW S.r.l in Russia si sia ampiamente consolidata.

Cos'hanno a che fare, quindi, RAI FICTION e la Russia con un detestabile elfo gay di nome Rixel che ha fatto la sua comparsa nella seconda serie di MIA & ME?

In realtà ci sarebbe anche un altro piccolo dettaglio da considerare: la messa in produzione di MIA & ME 2 è stata annunciata ufficialmente nell'estate del 2013, ma nel gennaio dello stesso anno in Russia era stata approvata la famigerata legge contro la propaganda gay... E questo è avvenuto quando la prima serie di MIA & ME ancora non era stata trasmessa in Russia (e infatti a tutt'ora in Russia non è arrivata... Tutto un caso?).

Le due cose sono collegate? E se l'aggiunta di un personaggio "gay" estremamente grottesco, negativo e stereotipato fosse stata dettata anche dalla necessità di prendere una posizione velatamente anti gay per non essere più boicottati dal mercato russo e per risultare più "accettabili" nelle nazioni che hanno più pregiudizi nei confronti dell'omosessualità? Dopotutto MIA & ME è arrivata anche negli Emirati Arabi, in Malesia, a Singapore, in India e in una quantità di nazioni in cui l'omosessualità viene penalizzata a vari livelli...

In Malesia, tanto per dirne una, la commissione censoria nazionale, dal 2010, consente la rappresentazione di personaggi omosessuali nei media solo se sono negativi, pentiti o se finiscono per morire... Gli ideatori e i produttori di MIA & ME hanno iniziato a calcolare anche questi dettagli?

Chissà...

Ufficialmente la serie MIA & ME è stata ideata dal tedesco Gerhard Hahn, e le storie sono scritte da lui assieme a Shaun Graham e Jens-Christian Seele (che lavorano per la tedesca Hahn Film, che per l'appunto appartiene a Gerhard Hahn ), ma dal momento che questa serie - proprio grazie alla RAINBOW S.r.l  - è diventata un grande successo internazionale, è possibile che i tedeschi siano dovuti scendere a compromessi con l'arrivo della seconda serie?  Magari per non compromettere troppo la RAINBOW S.r.l in Russia, visto che proprio RAINBOWS S.r.l in Russia ha tanti interessi?

Ad esempio: lo sapevate che la Russia è il paese che detiene il primato mondiale di download di applicazioni relative alle WINX da Google Play? Se ne è parlato anche durante un summit fra la RAINBOWS S.r.l e i suoi partner russi, che si è tenuto nel 2014 (CLICCATE QUI). E lo sapevate che il marchio WINX CLUB FAIRY COUTURE in Russia ha un mercato in continua espansione, che va dagli abiti alla biancheria per la casa?

Quindi è davvero così improbabile ipotizzare che per rendere più "accettabile" MIA & ME in certe nazioni (dove la RAINBOW S.r.l. ha il terreno spianato), e sfruttare il suo potenziale commerciale anche laggiù, si sia pensato di inserire un personaggio gay molto stereotipato in senso negativo?

Chissà...

C'è da dire che le serie della RAINBOW S.r.l., e MIA & ME in particolare, richiamano da sempre un'estetica che si potrebbe definire gay friendly...

Forse qualcuno ha fatto presente a Iginio Straffi e ai suoi collaboratori che adesso in Russia rischiavano grosso e che sarebbe stato importante evitare malintesi? Magari inserendo da qualche parte un personaggio gay negativo e ridicolo, per essere al sicuro da eventuali accuse di "propaganda gay"?

Ovviamente non possiamo dirlo con certezza, ma possiamo ipotizzare con un buon margine di sicurezza è che dalle parti di RAI FICTION sicuramente NON si sono strappati i capelli quando hanno saputo che in MIA & ME 2 era presente un personaggio "gay" sgradevole e stereotipato... Anche perchè, per come vanno queste cose, non è da escludere che anche dalle parti della RAI qualcuno si possa essere lamentato del fatto che l'estetica di questa serie avesse più elementi in comune con un Gay Pride che con un classico racconto di elfi e unicorni per bambine...

Forse, se RAI FICTION non fosse un'emanazione dei poteri forti del nostro paese (gli stessi che, per esempio, hanno fatto interrompere a RAI 4 la programmazione del serial spagnolo FISICA E CHIMICA, che hanno censurato Brokeback Mountain e che hanno impedito i baci gay durante il concerto del primo maggio 2015), le cose sarebbero potute andare diversamente? Qualcuno, a RAI FICTION, avrebbe fatto notare  a chi di dovere che introdurre un personaggio come Rixel sarebbe stato come introdurre un ebreo usuraio, un africano cannibale o un musulmano terrorista?

E a quel punto RAI FICTION sarebbe riuscita ad influire in fase di pre produzione sulla sua caratterizzazione, per fare in modo che non scattasse l'associazione di idee "gay=stereotipo=negativo"?

Non lo escluderei, visto che buona parte dell'investimento economico per la realizzazione di MIA & ME 2 arrivava proprio da RAI FICTION...

Il punto, però, è che evidentemente a RAI FICTION non importa più di tanto se ai bambini e alle bambine che guardano MIA & ME 2 arriverà un messaggio sottilmente omofobo e molto poco educativo... Magari in linea con le direttive anti gay russe... Anzi: visti i precedenti non escluderei che questo approccio possa essere in linea anche con le direttive RAI...


Adesso, però, bisognerà vedere se questo dettaglio verrà notato in quei paesi in cui la lotta all'omofobia, anche attraverso iniziative rivolte ai più piccoli, è una questione di principio... Soprattutto considerando che oggi RAINBOW S.r.l è di fatto una sussidiaria della multinazionale dell'intrattenimento Viacom... Che guardacaso, negli USA, tra le altre cose è proprietaria del canale gay LOGO (quello che - tra le altre cose - realizza i talent show di RuPaul, per intenderci)...

Non so perchè, ma qualcosa mi dice che è solo questione di tempo prima che i nodi vengano al pettine...

Alla prossima.

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venerdì 1 maggio 2015

PARITÀ E NUDITÀ...

Ciao a tutti come va?

Oggi volevo portare alla vostra attenzione un caso che ha iniziato ad animare un piccolo dibattito nel mondo degli appassionati di videogiochi. Lo scorso dicembre la casa di produzione giapponese Square Ennix aveva presentato il primo capitolo di FINAL FANTASY pensato per smartphone e tablet, che dovrebbe chiamarsi MOBIUS FINAL FANTASY, ambientato sul mondo di Paramitia e avente per protagonista un certo Wal... Il tipico guerriero post adolescenziale pieno di risorse e di armi fisicamente impossibili da impugnare agevolmente...

Ad aprile, però, gli ideatori del videogioco hanno annunciato, in una conferenza online, che vorrebbero ritoccare il look del personaggio principale, perchè a quanto pare hanno ricevuto molti pareri negativi per il suo abbigliamento (perlomeno nelle fasi iniziali del gioco), che era ritenuto troppo sexy...

In particolare pare che abbia dato fastidio la sua schiena nuda e tatuata e la pelle lasciata scoperta lungo i fianchi...


Vedendo le demo di prova (che vedete qui sotto), pare che siano fioccate le critiche relative all'approccio troppo gender bender, se così vogliamo definirlo, del povero Wal... Nel senso che trasgredisce le aspettative relative al suo ruolo di genere, o perlomeno quelle relative al tipico abbigliamento di un guerriero protagonista di un videogame di questo tipo... O perlomeno quelle relative ai guerrieri di sesso maschile, visto che i personaggi femminili di questo genere di videogioco hanno sfoggiato completini molto più sexy e minimal...
In ogni caso durante la conferenza di cui sopra è stata ufficializzata la copertura delle nudità contestate, e Wal finirà per indossare un più classico smanicato...

Comunque nella conferenza (che vi riporto qui sotto, ma vi avviso che è tutta in giapponese)
gli sviluppatori del gioco hanno anche detto che se ci fossero abbastanza commenti favorevoli ad un ritorno al look originale potrebbero tornare sui loro passi...

La situazione, che si sta evolvendo in maniera alquanto bizzarra, sta alimentando una discussione abbastanza interessante attorno all'annosa questione della parità di rappresentazione dei sessi, e dei generi, nei videogames... Visto che il look di Wal non era poi così provocante se paragonato a quello di una buona parte delle sue colleghe di sesso femminile, specialmente in ambito fantasy... Dato che spesso e volentieri si ritrovano a combattere al massimo in succinti bikini e stivali sadomaso... Al punto che, per definire il loro abbigliamento, è stato coniato il termine "battlekini"... Un abbigliamento che, solo in anni recenti, inizia a trovare qualche corrispettivo nel look dei personaggi maschili, ma solo nei casi in cui il suddetto look può essere personalizzato dai giocatori... Come nel caso di GUILD WARS 2...



O magari FINAL FANTASY XIV...








Il caso di Wal e MOBIUS FINAL FANTASY probabilmente ha creato un precedente perchè il protagonista ha un look sessualmente provocante, e vagamente gender bender, nella versione standard per tutti...

E questo dettaglio ha fatto riemergere il fantasma del maschilismo e dell'omofobia in un contesto, quello dei videogames, dove sembrava che il pubblico - negli anni - avesse iniziato ad avere un approccio un po' più aperto...

Ma forse si trattava solo di apparenza, visto che garantire opzioni meno maschiliste (o magari gay friendly) non implica il fatto che si riesca a modificare radicalmente la mentalità del tipico videogiocatore maschilista (che rappresenta ancora una buona percentuale di utenza) nel giro di qualche anno...

Probabilmente la strada da fare è ancora lunga, ma il fatto che si sia innescato un dibattito attorno a Wal è sicuramente un segno (positivo) di come i tempi cambiano e di come ci siano delle persone che stanno iniziando a mettere in discussione tutta una serie di punti di vista che una volta sarebbero stati considerati gli unici possibili...

Certo è sempre possibile contestare un brutto look (e personalmente ammetto che trovo il look di Wal brutto, e in particolare la sua armatura, a prescindere dal fatto che sia sexy o meno), ma se quello che viene contestato è solo il fatto che è troppo sexy e che un giocatore davvero "maschio" non potrebbe mai mettersi nei panni di un personaggio del genere, sarà interessante verificare come si evolverà la discussione e quale sarà la decisione finale dei programmatori...

Chi vivrà vedrà...

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mercoledì 29 aprile 2015

FUN HOME A BROADWAY

Ciao a tutti, come va?

Se avete buona memoria forse vi ricorderete che qualche tempo fa vi avevo parlato di come FUN HOME, la prima autobiografia a fumetti di Alison Bechdel (che, vi ricordo, è incentrata sul rapporto fra l'autrice lesbica in boccio e il padre gay represso con doppia vita), fosse diventata un musical nel 2013, e di come questo spettacolo fosse anche entrato nel College di Charleston nel 2014... Dopo che il libro da cui era stato tratto venne assegnato come lettura estiva, suscitando provvedimenti punitivi da parte dei politici conservatori locali...

Ora, però, il suddetto musical ha conquistato un altro importante traguardo, visto che da alcune settimane è arrivato addirittura a Broadway! E più precisamente al Circle In The Square Theatre della Cinquantesima Strada (se volete prenotare il vostro biglietto potete farlo CLICCANDO QUI)...

Se questo spettacolo è arrivato a Broadway nel giro di un paio d'anni è evidente che che se lo meritava, e questo è sicuramente un segnale importante, anche perchè si tratta del primo romanzo grafico LGBT ad arrivare fino a questo punto...  Con grande gioia da parte dell'autrice e del cast, come potete vedere dal video di presentazione qui sotto...

Alison Bechdel’s Fun Home on Broadway [SIV396] from Seven Days on Vimeo.

Che dire? 

In Italia ci siamo abitati a tutt'altro modo di intendere lo spettacolo, il talento e la rappresentazione delle tematiche LGBT, e sicuramente il musical di FUN HOME ci può dimostrare che - per fortuna - c'è anche un altro possibile modo di rapportarsi con tutte queste cose... Senza contare che, è bene ricordarlo, questo musical è tratto da un fumetto, e per giunta un fumetto a tematica omosessuale che tratta anche di argomenti molto delicati...

Considerando che, se la memoria non mi inganna, l'ultima volta che un personaggio del fumetto italiano è arrivato ad avere una commedia musicale è stato nel caso del Signor Bonaventura (personaggio de IL CORRIERE DEI PICCOLI nato nel 1919, che ispirò sei commedie musicali e un film), forse sarebbe il caso di porsi qualche domanda... 

D'altra parte la situazione italiana è quella che è, e il mondo dello spettacolo - quello vero - non può che subirne le conseguenze...

Se non altro, grazie a internet, possiamo essere più consapevoli del fatto che c'è un altro mondo possibile, e che è su questo che bisogna iniziare a lavorare.

Alla prossima.


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