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martedì 19 settembre 2017

IN DIVENIRE?

Ciao a tutti, come va?

Nelle ultime due settimane me la sono dovuta vedere con alcuni imprevisti che mi hanno impedito di seguire questo blog (e altre cose, per la verità), ma vorrei tranquillizzare tutti quelli che si sono preoccupati (e anche quelli che forse avevano iniziato a brindare): non è successo niente di grave e non ho intenzione di sparire nel nulla. Anzi: questa pausa mi ha dato modo di pensare meglio a una serie di cose e mi ha fornito l'occasione per fare il punto della situazione... Quindi, a voler guardare la bottiglia mezza piena, nel lungo periodo potrebbe avere dei risvolti positivi.

Comunque, fra le altre cose, queste due settimane di relativa calma mi hanno dato modo di analizzare con un po' più di calma e un po' più di distacco gli argomenti di cui parlo abitualmente qui, e devo dire che - dopo tanti anni di analisi e  confronti - penso di poter affermare con un certo margine di sicurezza che il panorama italiano non è incoraggiante, e forse sta persino peggiorando (nonostante qualche sporadico barlume di speranza)... Soprattutto se si considera l'evoluzione che hanno avuto altri panorami nel frattempo. Tra l'altro questo processo, ultimamente, sembra avere subito una notevole accelerata e qualcosa mi dice che nel giro di pochi anni potrebbe diventare ancora più evidente. Ad ogni modo, siccome questo non è un blog che parla per astratto e preferisce esempi concreti, direi che potrei partire segnalandovi il numero di Topolino in edicola questa settimana. Un numero che dedica la copertina al duo canoro formato da Benji e Fede, a cui viene dedicata un'intervista esclusiva...

Ora: apparentemente questo potrebbe essere visto come un passo avanti, visto che di solito le copertine di questo tipo mettono al centro dei personaggi che potrebbero essere i nonni (o i bisnonni) di chi appartiene alla fascia d'età 7-14. O che comunque NON hanno un pubblico composto prettamente da giovanissimi. Oltretutto in questo caso si tratta di un duo (peraltro abbastanza "chiacchierato" nel senso gay del termine) che è nato come fenomeno su youtube, quindi questa copertina potrebbe sembrare un segnale di apertura e modernizzazione importante. Però, a ben guardare, è anche vero che certe operazioni sembrano più che altro dei service commerciali, e che lasciano quello che trovano... E devo ammettere che in questi casi mi chiedo sempre se sono gli agenti dei cantanti a pagare Topolino per avere visibilità o se è Topolino che richiede l'intervista e la "paga" offrendo (anche) una copertina paperizzata... Chissà... Anche perchè abitualmente Topolino NON parla di fenomeni nati su youtube, e - per inciso - tre settimane fa in copertina sfoggiava ancora il Commissario Topalbano... E cioè la parodia (o il service, decidete voi) della fiction Rai ispirata ai romanzi di  Andrea Camilleri...

Se però si allarga lo sguardo a Le Journal de Mickey di questa settimana, oltre ad un servizio sul calciatore Neymar (che per fortuna non è stato paperizzato), in copertina viene evidenziata un'intervista esclusiva a Zep (nome d'arte di Philippe Chappuis), il creatore dell'incontenibile Titeuf (che è stato anche ospitato sulle pagine de Le Journal de Mickey e che proprio in questo periodo festeggia i suoi primi 25 anni). 

L'intervista viene realizzata in occasione dell'uscita del nuovo attesissimo albo del ciuffuto ragazzino, che a quanto pare anche questa volta non mancherà di sfidare veti e tabù... Tant'è che il titolo dell'albo in questione (il quindicesimo) in italiano potrebbe tradursi come "Abbasso le mutande!"... E infatti su le Journal de Mickey l'intervista all'autore (lo vedete nella foto sotto) viene annunciata come "le mutande del nuovo album"...

Penso che la differenza di approccio sia sostanziale, anche perchà come ho detto più volte le Journal de Mickey si propone come un vero e proprio magazine dalla parte dei lettori fra i 7 e i 14 anni, senza cercare mediazioni col pubblico adulto, con i bigotti, i poteri forti o altro.

Certo si può obbiettare che la Francia non è l'Italia, che i fumetti per giovanissimi in Francia sono un'altra cosa rispetto ai corrispettivi italiani, che in Italia Topolino non dà visibilità ai fumetti di altre case editrici e tanto altro... Però sarebbe interessante chiedersi se è nato prima l'uovo o la gallina.

Tra l'altro penso che sia abbastanza indicativo anche il fatto che la casa editrice che pubblica in Francia Titeuf (la Glènat) , che - per inciso - è un idolo dei ragazzini francofoni, non solo è quella che sta pubblicando le storie "sperimentali" di Topolino realizzate da alcuni grandi nomi del fumetto francese, ma è anche quella che lo scorso mese ha pubblicato un'interessante graphic novel a tematica gay di 232 pagine: un vero e proprio thriller erotico con tanto di scene piccanti dal titolo "La nuit mange le jour"...



Non che sia una grande novità, considerando che Glènat pubblicò anche "Il blu è un colore caldo" di Julie Maroh (con tutto quello che ne segui, premi cinematografici compresi), però secondo me è interessante notare che a distanza di quasi otto anni dal lavoro di Julie Maroh la Glènat non vuole mollare le tematiche LGBT, pur restando una casa editrice generalista (per inciso: Titeuf nel 2008 aveva già venduto 16 milioni di copie in 25 lingue, quindi alla Glènat non ha mai avuto bisogno di titoli LGBT per battere cassa), mentre in Italia gli editori di fumetti di questo calibro si guardano bene dall'azzardare operazioni di questo tipo. Tant'è che dalle parti della Bonelli è stata appena annunciata la versione a fumetti del romanzo Mani Nude di Paola Barbato: in poche parole 300 pagine a base di lotte clandestine fra sedicenni rapiti da colletti bianchi insospettabili per i loro giri di scommesse possono essere pubblicate senza problemi, ma una storia che mette al centro tematiche e/o personaggi gay nel senso moderno del termine ancora no... E anche questo è abbastanza indicativo, penso...

E visto che siamo in tema di Bonelli penso che sia abbastanza interessante notare che il progetto crossmediale incentrato sulla graphic novel Monolith, che ha portato anche ad un film (inizialmente progettato per la TV) nei cinema non abbia esattamente sbancato ai botteghini e non abbia ricevuto grandi plausi dalla critica. Il che lo rende solo l'ultimo di una lunga serie di tentativi non proprio riusciti di tentare la via della crossmedialità per ottimizzare il potenziale dei fumetti attraverso produzioni collaterali. Da Il Ragazzo Invisibile (che a quanto pare sta per arrivare col secondo capitolo, nonostante gli sconfortanti risultati del primo) alla serie in semi animazione di Orfani proposta dalla RAI (qualcuno se la ricorda?)... Il tutto mentre dalle nostre parti praticamente nessuno - al momento - sta valutando l'ipotesi di produrre qualcosa ispirandosi a fumetti italiani già pubblicati, che magari abbiano un taglio adulto e autoriale o mettano al centro tematiche gay, come "Il blu è un colore caldo" a cui accennavo prima. Il tutto mentre negli USA sembra praticamente certa la messa in produzione di (almeno) un film ispirato al bellissimo Strangers in Paradise di Terry Moore...

La cosa curiosa, secondo me, è che di film italiani ispirati a fumetti a tematica gay se ne potrebbero produrre diversi con un budget abbastanza contenuto (Sprayliz? Matteo e Enrico?), ma l'idea non sembra sfiorare nessuno... Si sa che c'è un serial di Diabolik in produzione da anni (anche se a quanto mi risulta è tutto fermo e il casting non è ancora stato fatto) e si vocifera che adesso che i diritti di sfruttamento di Dylan Dog, Zagor e Nathan Never sono tornati in Bonelli si potrebbero avviare collaborazioni con lo studio Rainbow (quello delle WINX), ma la prospettiva è un po' inquietante...

E d'altra parte è anche abbastanza inquietante il fatto che, nella probabile realizzazione della serie animata ispirata alle avventure del giovane Dragonero, verrà del tutto rimossa la componente lesbica dalla caratterizzazione della sorella Myrva (la vedete sotto)... Il tutto mentre, per inciso, nelle serie animate statunitensi di ultima generazione (anche per i più piccoli) la componente LGBT è sempre più visibile ed esplicita (in questo blog ne ho riportati diversi esempi anche di recente).

E comunque, a ben guardare, il fatto che negli USA le serie animate affrontino questi argomenti con sempre maggior disinvoltura non può prescindere dal fatto che le produzioni legate all'immaginario pop in generale hanno preso una posizione molto netta al riguardo. Anche e soprattutto per quel che riguarda i fumetti. Per inciso: mentre in Italia solo ora si stanno iniziando timidamente a sfiorare certi argomenti, e ancora troppo raramente lo si fa senza ripiegare sugli stereotipi eterocentrici e sulle generalizzazioni negative, giusto il mese scorso negli USA è stata aperta una finestra sul futuro della coppia di supereroi MARVEL composta da Hulkling e Wikkan... Che a quanto pare diventeranno papà di un bel bimbo...

Mentre un supereroe di tutto rispetto come Iceman/Uomo Ghiaccio (o meglio: la versione adulta del personaggio, che attualmente coesiste con la sua versione più giovane e più disinvolta) ha deciso di fare coming out con i suoi genitori... E credo che sia la prima volta per un supereroe "storico" della sua portata, di quelli ideati da Stan Lee negli anni Sessanta, per intenderci...

E questa, giusto per stare in tema, è solo la punta dell'iceberg. Un iceberg che però, in Italia, si intravede a stento.... E in tutto ciò penso che sia abbastanza emblematico il fatto che, mentre da anni su questo blog parlo di come le manifestazioni fumettistiche straniere dedichino momenti di approfondimento alle nuove tendenze del fumetto e all'inclusione di tematiche innovative come l'inclusione delle minoranze, la quarantacinquesima edizione di Rapalloonia - Mostra Internazionale dei Cartoonists (30/31 settembre) si intitolerà “Pennelli in fuga. Gli artisti italiani nel mondo”...

Sul come e sul perchè in Italia sia possibile dedicare un intero evento fumettistico agli autori che hanno trovato miglior fortuna all'estero ci sarebbe molto da dire. Sicuramente se questo fenomeno è in crescita (ed è in crescita) qualche motivo deve esserci... A partire dal fatto che il mercato per le produzioni italiane è in contrazione da anni e non offre nuovi sbocchi a chi vuole effettivamente vivere facendo fumetti... A meno che non si tratti di fenomeni editoriali (Zerocalcare, Sio, ecc) che, guardacaso, NON si sono fatti conoscere attraverso le case editrici tradizionali... Sarà solo un caso?

Chissà...

Intendiamoci: qualche segnale positivo qua e là si può ancora cogliere, ma gli editori che fanno gli editori senza scendere a compromessi e scegliendo di osare sul serio (con le tematiche LGBT e non solo), sono ancora troppo pochi... Anche se paradossalmente sono quelli che in proporzione hanno avuto il maggior incremento di pubblico (e liquidità)...

Devo ammettere che, constatando come stanno andando le cose, inizio a pensare che sia davvero arrivato il momento di tornare a fare qualcosa per cambiarle.

Vi terrò aggiornati.

Alla prossima.

giovedì 31 agosto 2017

RAGNI E GAY

Ciao a tutti, come va?

Mentre tutti erano rapiti, legittimamente, dal debutto delle nuove DucktTales, sui canali del colosso Disney debuttava anche un'altra serie animata, che però è passata un po' in secondo piano. Una serie che, già dai primi episodi, sembrerebbe promettere bene, perlomeno dal punto di vista dei contenuti gay friendly.

Mi riferisco alla nuovissima serie di Spider-Man, quella che è andata a sostituire la non proprio esaltante Ultimate Spider-Man e le sue varie diramazioni. Questa volta, per fortuna, sembra che al centro della storia sia tornato Peter Parker (come nell'indimenticata serie Spectacular Spider-Man), con una bella trama orizzontale e tanti elementi provenienti dalla serie a fumetti che finora non erano state considerate granchè dalle produzioni televisive. Con il lancio di un nuovo Spider-Man cinematografico, d'altra parte, era abbastanza inevitabile che arrivasse anche una serie che riprendesse i fili (della ragnatela) del discorso dall'inizio, provando a rilanciare il personaggio per le giovanissime generazioni... E infatti questa volta si è optato per una grafica che sembra ripresa pari pari dalle serie di BEN 10...

Perchè parlo di questa serie proprio su questo blog? Perchè, fra i vari elementi che cercano di rinnovare il concept animato di Spider-Man c'è stata l'introduzione - fin dal primo episodio - di un personaggio che viene presentato da subito come il mentore/benefattore del giovane Peter Parker, a cui - addirittura - assegna un avvenieristico laboratorio per portare avanti le sue ricerche di giovane studente prodigio (e questo, tra l'altro, spiega come fa il giovane Spider-Man a procurarsi la tecnologia che gli serve, costume compreso, senza tirare in mezzo Iron Man). Il personaggio in questione è Max Modell, direttore degli Horizon Labs, che nei fumetti è arrivato solo a partire dal 2010 e che nella nuova serie animata gestisce anche una scuola privata per adolescenti particolarmente promettenti nel campo della ricerca scientifica.

L'introduzione di questo personaggio ricorrente, per giunta in un ruolo così importante, è particolarmente interessante perchè nei fumetti Max Modell è gay dichiarato, e per giunta si è anche sposato con il suo partner Hector Baez (in una storia del 2012).


Quindi quali potrebbero essere le future implicazioni dell'introduzione di Max Modell nell'universo animato di Spider-Man? Per ora si possono fare solo ipotesi, ma in ogni caso è improbabile che questa scelta sia stata fatta senza considerare che il personaggio è gay e che questo aspetto della sua vita, in futuro, potrebbe emergere in qualche modo... Anche perchè se non emergesse mai, e i gay americani notassero la cosa, sicuramente si solleverebbe un discreto polverone. E d'altra parte se un qualsiasi piccolo spettatore che cercasse informazioni su Max Modell, magari tramite internet, scoprirebbe già da solo che si tratta di un simpatico omosessuale di mezza età... E vedere che nella serie viene presentato come un personaggio positivo e come un modello di riferimento per Peter Parker, in effetti, ha un valore simbolico - e pedagogico - non da poco...

A questo punto bisognerà vedere quando e se ci sarà l'occasione di affrontare la questione omosessualità in maniera un po' più diretta. Di certo, come dicevo prima, l'introduzione di questo personaggio - soprattutto in un momento di grande rilancio per Spider-Man - non può essere casuale. 

Probabilmente dalle parti della Disney hanno voluto tastare il terreno con una produzione che non metteva chiaramente il marchio Disney in copertina (bensì quello della MARVEL), per valutare poi eventuali mosse future... E forse per presentare ufficialmente Hector Baez in un secondo momento (nella seconda stagione?). 

Sicuramente nel frattempo le occasioni per fare interagire Max Modell col protagonista non mancheranno, anche perchè gli Horizon Labs attirano una gran quantità di loschi figuri, e Spider-Man deve darsi da fare per toglierlo dai guai fin dal primo episodio (e prima di potersi permettere un costume decente).

Comunque non è da escludere che l'introduzione di questo personaggio serva anche a calamitare l'attenzione dei nerd gay e gay friendly un po' più cresciutelli... E anche questo implicherebbe che chi di dovere abbia messo in conto di palesare l'orientamento sessuale di Max Modell in qualche modo, per non rischiare polemiche in futuro. 

Staremo a vedere. Personalmente credo che seguirò questa serie con una certa curiosità.

In ogni caso proprio ieri stavo riflettendo sul fatto che negli USA, ormai, ogni mercoledì (il mercoledì è il giorno in cui vengono distribuiti i nuovi fumetti) arrivano perlomeno un paio di pubblicazioni con protagonisti gay dichiarati, personaggi comprimari omosessuali o situazioni che in qualche modo hanno a che fare con temi LGBT... E questo sicuramente è uno spunto di riflessione interessante. Anche perchè questi elementi vengono gestiti in maniera molto variegata. 

Probabilmente sono tutti segnali di una lenta, ma progressiva, evoluzione dei costumi e della percezione di determinate realtà... E se questa evoluzione inizia a coinvolgere anche i cartoni di Spider-Man forse sarebbe il caso che anche le realtà editoriali più refrattarie a questo genere di cose iniziassero a prendere appunti... 

Alla prossima.

martedì 29 agosto 2017

SEGNALI DI FUMO

Ciao a tutti, come va?

Cerchiamo di guardare al lato positivo.

Uno dei vantaggi di vivere in Italia, e di tenere un blog che affronta (anche) il tema della censura nelle produzioni legate ai fumetti e all'immaginario pop, è che gli spunti per parlare di come si sviluppa l'argomento nel nostro paese sono talmente tanti da riuscire a dedicargli uno spazio pressochè settimanale anche in agosto...

Lo spunto di oggi, in particolare, direi che è alquanto rappresentativo.

Corto Maltese è un avventuriero, creato da Hugo Pratt nel 1967, che si muove nel primo quarto del ventesimo secolo (è nato nel 1887) in una serie a fumetti particolarmente suggestiva e amata anche all'estero, e in particolare nell'area francofona e in quella ispanofona. E infatti, a vent'anni dalla morte dell'autore (e a ventitrè dall'ultima sua storia) i belgi dell'editore Casterman hanno capeggiato una "cordata " internazionale di case editrici (Norma Editorial per la Spagna e Rizzoli-Lizard per l'Italia) finalizzata alla realizzazione di nuove storie inedite, affidate agli spagnoli Juan Dìaz Canales e Rubén Pellejero. La prima avventura inedita, Sotto il sole di mezzanotte, si è vista nel 2015. Vorrei farvi notare un piccolo dettaglio: il protagonista in copertina si sta accendendo una sigaretta...

Passano due anni, ed è pronta la seconda storia inedita di Corto Maltese: si chiama Equatoria e Casterman la fa pubblicare a puntate prima su Le Figaro in Francia (a partire dal 7 luglio) e poi su La Repubblica in Italia (dal 4 agosto). L'edizione in volume dovrebbe arrivare a settembre. Presumo che faccia parte di una strategia finalizzata a fare riavvicinare i lettori storici al personaggio, e magari a recuperare qualche nuovo lettore che - per motivi anagrafici - non ha ancora avuto modo di conoscerlo. Anche perchè la bella serie animata di Corto Maltese del 2002, in Italia, non si vede perlomeno del 2009 (quando Raitre la replicò alle 23.40 di notte). A questo proposito vorrei farvi notare un altro piccolo dettaglio: nella serie animata del 2002 Corto Maltese di tanto in tanto fumava (così come fumava nelle sue storie a fumetti, che ispiravano direttamente gli episodi televisivi)...

Fatto sta che a seguito della pubblicazione italiana di Equatoria su La Repubblica, e a breve distanza dall'arrivo della nuova ristampa dell'opera di Hugo Pratt in arrivo in edicola (in trenta volumi, sempre con la Repubblica), tutti sono stati presi abbastanza in contropiede da un comunicato del CODACONS (COordinamento Delle Associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei CONSumatori), in cui di annunciava la denuncia di Equatoria presso l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, all’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni (e cioè la temibilissima AGCOM) e alla Procura della Repubblica di Roma... In quanto Corto Maltese, fumando spesso, istigherebbe al consumo di sigarette... E di fatto farebbe pubblicità occulta alle multinazionali del tabacco! Il comunicato, che si conclude chiedendo (esigendo?) che Corto Maltese non fumi più, potete leggerlo integralmente sul sito CODACONS (CLICCATE QUI). Il che, comunque, rende particolarmente ironico il fatto che in questa occasione sulla copertina dell'edizione in volume di Equatoria non ci sia traccia di sigarette...

Ovviamente all'indomani di questo annuncio i commenti su blog, siti e social si sono sprecati, e si sono equamente divisi fra chi non ha preso troppo sul serio la cosa e fra chi ha gridato allo scandalo. Di certo si tratta di una situazione abbastanza grottesca, ma forse non è nemmeno il caso di liquidarla come una cosa da niente... Anche perchè c'è almeno un precedente notevole, che tra l'altro aveva finito per coinvolgere proprio La Repubblica.

Sul n° 458 di Tex, datato dicembre 1998 e intitolato "Sulla pista di Fort Apache" c'è una striscia in cui uno scout di nome Laredo chiede a Willer, che si sta accendendo una sigaretta in cerca di ispirazione sul miglior modo di uscire da una drammatica situazione: "É questo il segreto della tua leggendaria calma, Tex? Il tabacco?". E il ranger risponde: "No, ma aiuta". Per questo banalissimo dialogo, il Codacons denunciò Sergio Bonelli nel gennaio del 1999, chiedendo alla magistratura il sequestro dell'intera tiratura dell'albo...

A quel punto, come spesso accade, è un po' difficile capire cosa successe davvero. Si sa che dalle parti della casa editrice rimasero abbastanza contrariati (anche perchè dopo le interpellanze parlamentari che coinvolsero i fumetti horror qualche anno prima, e che segnarono pesantemente le nuove storie di Dylan Dog, sicuramente non cercavano guai), ma si sa anche che ci fu una specie di insurrezione popolare da parte dei lettori di Tex, molti dei quali erano anche iscritti al CODACONS (e fra di loro c'erano anche giornalisti di spicco, che scrissero articoli infuocati), che lo sommersero di mail e commenti negativi fino a quando non decise di ritirare la denuncia... Cosa che a quanto pare avvenne il 4 gennaio 1999, a soli due giorni di distanza dal primo comunicato e con tante scuse ai lettori di Tex... Anche se nei fatti il CODACONS ci tenne a precisare che rimaneva della sua opinione e che, dal suo punto di vista, Tex era un perfetto testimonial per una multinazionale del tabacco...

Piccolo dettaglio: per celebrare con una punta di sadico piacere la vittoria ottenuta, sulla copertina del numero 459 di Tex indovinate un po' che cosa si vede? Ovviamente il protagonista che si accende una sigaretta mentre un indiano minaccioso si profila alle sue spalle (una metafora del CODACONS? Chissà...).

Quindi tutto e bene quel che finisce bene? La libertà di espressione ha trionfato? Come dicevo prima è sempre complicato capire davvero cosa succede dietro le porte delle redazioni italiane, soprattutto quando si prendono un bello spavento, ma cercano di non darlo a vedere. Di per certo si sa che le sigarette nelle storie di Tex non sono sparite del tutto, ma - al di là del fatto che è impossibile sapere se adesso ne compaiono meno di quelle che sarebbero potute comparire se non fosse intervenuto il CODACONS - di certo adesso non c'è più spazio per personaggi che elencano i benefici effetti di una sigaretta... E nelle ultime ristampe di Tex pare proprio che molte sigarette siano magicamente sparite o siano mostrate spente (o perlomeno questo è ciò che sostiene il CODACONS, che nel 2007 esternò la sua soddisfazione QUI)... Tant'è che quando nella serie di ristampe allegate a La Repubblica si arrivò al fatidico numero 458 (ben undici anni dopo la minaccia di denuncia) vennero anche ritoccati i dialoghi della sequenza incriminata.


In realtà, come ben sanno i collezionisti, dagli anni Quaranta ad oggi Tex Willer ha subito un progressivo processo di  "addolcimento" per allinearlo meglio alle esigenze del politicamente corretto, e le sue ristampe hanno finito per assecondare questo processo. Tuttavia nel caso delle sigarette la situazione è leggermente diversa, e sembra più che altro una scelta dettata dalla paura di nuove denuncie che magari potrebbero arrivare fino in fondo... E a questo proposito può essere interessante notare che mentre veniva distribuito il libro "Tex Willer – Il romanzo della mia vita", scritto da Mauro Boselli (l'autore della storia pubblicata in Tex 458), è lo stesso Tex Willer a dire, in un'intervista fittizia rilasciata a Libero (e prontamente riportata dal CODACONS, che trovate QUI), che:

"Le patatine le divoro compulsivamente da quando quelli del Codacons mi hanno accusato, fumando, di dare il cattivo esempio ai giovani. Ho smesso di fumare e m’ingozzo di patatine, che mica mi piacciono tanto, poi. Ungono e rendono scivolosa la colt..."

Parliamo del 2011. Certo si tratta di un'intervista molto ironica, ma che forse lascia trapelare anche qualche scomoda verità... Anche perchè la ristampa censurata del numero 458 risaliva giusto all'anno prima.

Tutto ciò premesso, e considerando che due più due fa sempre quattro, potrebbe davvero esserci il rischio che nelle imminenti ristampe di Corto Maltese previste da La Repubblica verranno applicate delle censure di qualche tipo? Agghiacciante interrogativo... Soprattutto considerando che i fans di Corto Malese, oggi, sono sicuramente meno numerosi di quelli di Tex nel 1999.

Staremo a vedere.

In ogni caso quello che emerge da tutta questa vicenda è che, fondamentalmente, dalle parti del CODACONS sono degli sprovveduti, dato che evidentemente si sono accorti che Corto Maltese fuma solo adesso che hanno visto - per caso - Equatoria pubblicata a puntate su un quotidiano a larga diffusione (e poi ci si chiede ancora perchè in Italia i quotidiani non pubblicano fumetti come negli USA...), e che evidentemente si muovono un po' a caso. Tant'è che l'anno scorso se la presero anche con Pokemòn Go, con un esposto alla Procura di Roma (CLICCATE QUI), che ovviamente non venne preso sul serio da nessuno.

Adesso che con Corto Maltese hanno tirato in mezzo l'AGCOM sarà interessante verificare se ci saranno degli sviluppi diversi... Anche perchè quelli dell'AGCOM sono gli stessi che minacciano e multano le emittenti che trasmettono serie animate con contenuti ritenuti poco idonei per la fascia protetta... Nonchè quelli che impediscono che la TV italiana mostri nudi integrali maschili.

Staremo a vedere.

Di certo l'AGCOM non è mai intervenuta in merito ai fumetti, e sarebbe ben curioso se lo facesse ora... Anche perchè in quel caso creerebbe un precedente che contribuirebbe ad affossare ulteriormente un settore già pesantemente in crisi.

Sia come sia penso che tutta questa storia sia interessante perchè dimostra:

1) Che in Italia la libertà di espressione è ancora ostaggio di una serie di realtà perlomeno ambigue e incoerenti.

2) Che le suddette realtà possono essere messe a tecere quando sollevano una reazione opposta di portata uguale o superiore.

3) Che gli editori italiani (o perlomeno alcuni di loro), nonostante il supporto dei lettori, preferiscono comunque non rischiare di infastidire nessuno e preferiscono scendere a compromessi piuttosto che cimentarsi in una battaglia legale (e di opinione) per affermare i propri diritti. Ed è molto difficile capire se questo avviene per paura, pigrizia, ignavia o - più semplicemente - perchè sono convinti che in Italia la libertà di espressione non sia un diritto molto facile da difendere, soprattutto se si sfidano i poteri forti (e i loro presunti rappresentanti).
La vera domanda, però, è un'altra. Se una semplice sigaretta può creare tutti questi problemi, quale può essere il tono della discussione nelle redazioni in cui cui vengono proposte delle storie che vogliono affrontare temi eticamente sensibili o argomenti che possono dividere il pubblico e/o offrire nuovi punti di vista?

Dico questo perchè, più o meno nel periodo in cui Tex se la vedeva con il CODACONS, la serie di Julia aveva iniziato a suscitare qualche polemica per via del fatto che dava una rappresentazione perlomeno inquietante e stereotipata dell'omosessualità femminile, per via della serial killer Myrna. Addirittura lo sottolineò Luca Enoch (che all'epoca non lavorava in pianta stabile alla Bonelli, e infatti da quando ha cominciato a farlo di Myrna non ha più parlato), e arrivò a parlarne anche qualche giornalista generico (CLICCATE QUI). In quel caso non ci furono prese di posizione da parte di associazioni, men che meno da parte di associazioni gay (perchè, si sa, in Italia tradizionalmente si occupano d'altro), e nelle ristampe di Julia non mi risulta che ci siano mai stati ritocchi ai dialoghi...

Così come non ci sono stati ritocchi nelle ristampe di altre serie Bonelli in cui sono comparsi personaggi omosessuali dipinti in maniera non proprio lusinghiera, diciamo... E questo apre tutto un ventaglio di considerazioni interessanti. Intendiamoci: ritocchi e censure non sono mai gradevoli, però è perlomeno curioso che ci siano due pesi e due misure, e che il parere della CODACONS che minaccia azioni legali contro Tex valga più di un'intera società civile che - soprattutto nelle nuove generazioni - ha dato segnali di maggiore apertura e vicinanza alla comunità LGBT.

E questo vale sia nelle ristampe che nelle storie inedite, visto che anche negli ultimi anni stereotipi e rappresentazioni negative della condizione omosessuale non hanno mai scarseggiato.

Forse se i lettori gay e gay friendly si organizzassero meglio per esprimere la loro opinione cambierebbe qualcosa? Se minacciassero anche loro azioni legali di qualche tipo? Chissà... Di sicuro i problemi di visibilità che ha ancora l'omosessuale italiano medio non aiutano, e non lo aiutano nemmeno a fare gruppo in contesti in cui ufficialmente i lettori omosessuali "non esistono", ma non è detto che da qui a qualche anno le cose non possano cambiare.

Staremo a vedere.

Alla prossima.

giovedì 24 agosto 2017

CG friendly

Ciao a tutti, come va?

Nel momento in cui sto scrivendo il cortometraggio animato In a Heartbeat (CLICCATE QUI) ha superato i 27 milioni di visualizzazioni su youtube. Il video è stato postato il 31 luglio, e questo significa che finora ha avuto più di un milione di visualizzazioni al giorno. Qualcosa vorrà pur dire, e fra le altre cose penso che voglia dire che l'animazione digitale che tratta temi attuali e forse anche un po' delicati, se non addirittura tabù (come l'omosessualità vissuta nella preadolescenza), piace. Il che non era da dare per scontato, soprattutto ora che il pubblico sta diventando sempre più selettivo ed esigente, e non si lascia più sorprendere tanto facilmente...

La cosa interessante, però, è che ora una certa tendenza ad essere più inclusivi non è solo una prerogativa delle produzioni indipendenti.  La Dottoressa Peluche (in originale Doc McStuffins) è una serie televisiva in CG prodotta dalla Disney per la fascia prescolare, distribuita in tutto il mondo e incentrata su una bambina specializzata nel risolvere i problemi dei giocattoli. Nell'episodio intitolato "The Emergency Plan" (il ventunesimo della quarta stagione, che si è visto negli USA il 5 agosto), la protagonista si è dovuta ingegnare per aiutare una famiglia composta da due bambole lesbiche con due figli... Tra l'altro una famiglia nata da un matrimonio misto.

In originale le due mamme anno anche avuto la voce di due attrici lesbiche dichiarate e con figli (che tra l'altro seguono con piacere le avventure della piccola Dottoressa)... E così Wanda Sykes ha dato la voce a Thea e Portia de Rossi ha dato la voce a Edie, e - come è facile immaginare - entrambe sono state molto felici di dare il loro contributo a questa puntata un po' speciale. Ovviamente ci sono state le inevitabili proteste da parte dei conservatori, ma la ferma presa di posizione della Disney pare che sia stata molto apprezzata da un'ampia porzione di pubblico, e non solo all'interno della comunità LGBT.

La puntata in Italia non è ancora arrivata, ma sono MOLTO curioso di vedere cosa ne penserà il MOvimento Italiano GEnitori (quello che si è sempre opposto all'introduzione di tematiche come l'omosessualità nelle produzioni che si rivolgono ai minori, contribuendo a tutta una serie di sgradevoli conseguenze nei palinsensti televisivi degli ultimi decenni), che giusto nel 2016 aveva premiato - tra gli altri - proprio la serie della Dottoressa Peluche nella cerimonia in pompa magna che si è tenuta nella Sala Regina della Camera dei Deputati...

Considerando che il motto del MOIGE era e resta "proteggiamo i nostri figli" sarà molto interessante verificare se ADESSO cambierà la sua opinione sulla serie... E soprattutto sarebbe bello se qualcuno si prendesse la briga di controllare RAI YO YO, e forse anche DISNEY JUNIOR, per verificare se l'episodio di cui sopra verrà trasmesso senza problemi quando arriverà il momento. Tra l'altro si tratterebbe anche di un episodio particolarmente utile perchè - al di là della famiglia lesbica di cui sopra - spiega ai più piccoli che comportamento tenere in caso di terremoti... Quindi saltarlo per paura di generare polemiche anche in Italia sarebbe doppiamente stupido...

Sia come sia direi che anche anche la Dottoressa Peluche ha contribuito allo sdoganamento di certi temi, peraltro in maniera molto delicata, dimostrando una volta di più che possono essere affrontati anche attraverso produzioni e tecniche di animazione che tradizionalmente si rivolgono ad un pubblico molto giovane. La speranza, ovviamente, è che questo sia solo l'inizio e che anche in Italia qualcuno prenda esempio nel prossimo futuro.

Dico questo perchè, proprio nei giorni in cui In a Heartbeat macina milioni di consensi e anche la Dottoressa Peluche è diventata una serie gay friendly, è stato diffuso il trailer di una nuova produzione italiana interamente animata in digitale. Si tratta della trasposizione attualizzata e reinterpretata della versione napoletana della fiaba di Cenerentola (meglio nota come Gatta Cenerentola e che, per quanti non lo sapessero, è precedente a quella francese).

Nel caso di questa Gatta Cenerentola, che tra l'altro verrà presentata al Festival di Venezia, la protagonista vive segregata su una nave ipertecnonologica realizzata dal padre defunto, ferma da anni nel porto di Napoli, che viene utilizzata come copertura per un traffico di cocaina nascosta nelle scarpe... Il tutto realizzato in una CG che, al massimo, poteva risultare competitiva alla fine degli anni Novanta... Nel 2013 lo stesso studio di animazione aveva destato una certa attenzione con il lungometraggio "L'arte della Felicità", che però era stato realizzato da dieci animatori molto volenterosi ricorrendo alla tecnica tradizionale del rotoscopio (che consiste nel "disegnare" sopra i fotogrammi di una pellicola registrata con attori veri), vincendo anche diversi premi all'estero. In questo caso, però, si è optato per la CG (o meglio: per una CG abbastanza approssimativa, per evidenti limiti di budget), e il risultato è quello che è...

Premesso che il film non l'ho visto, anche perchè verrà distribuito da metà settembre, penso che sia abbastanza interessante notare che in Italia si può portare a Venezia un film su una Cenerentola "sgarruppata" che se la deve vedere con un traffico di cocaina nel Golfo di Napoli, mentre all'orizzonte non c'è traccia di una qualsiasi produzione in CG che in qualche modo possa sfiorare temi LGBT.  Tantopiù che in arrivo c'è un film di animazione sulla giovinezza, assolutamente etero, di Leonardo da Vinci (ne ho parlato QUI).

E anche questo fa un po' riflettere.

Alla prossima.