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lunedì 29 giugno 2015

...E ADESSO?

Ciao a tutti, come va?
Come forse saprete la Corte Suprema degli Stati Uniti d'America si è espressa a favore dei matrimoni gay, nel senso che ha dichiarato è che inconstituzionale proibirli e che quindi vanno estesi a tutto il territorio nazionale... E a seguito di questa sentenza storica internet è stata inondata dagli arcobaleni...

Ci sono ancora delle proteste negli Stati più conservatori, ma d'altra parte c'erano state anche quando negli USA venne abolita la segregazione razziale, quindi probabilmente è solo questione di tempo prima che la storia faccia il suo corso.

Ora la questione è: come si rifletterà questa sentenza su una della nazioni di riferimento per la produzione dell'immaginario pop contemporaneo? Chi produce animazione, fumetti, videogames, serial TV e cinema si sentirà ancora più libero di trattare direttamente certi argomenti?

 Probabilmente la risposta è sì, anche se si tratterà di un processo graduale.

E questo, effettivamente, apre le porte ad una serie di scenari molto interessanti per il prossimo futuro. Ad esempio: la Disney, nei cui parchi si è già festeggiata la sentenza della Corte Suprema con apposite luci arcobaleno, inizierà ad avere una politica dichiaratamente gay friendly? Metterà in produzione serie animate e film per il cinema che tratteranno con maggior disinvoltura tutta la questione?

E chi produce fumetti si sentirà ancora più libero di affrontare certi argomenti, e di dare più spazio a personaggi e protagonisti omosessuali? E a quel punto cosa succederà quando queste produzioni verranno esportate in tutto il mondo e arriveranno anche in nazioni (una per tutte l'Italia) che sono rimaste ancora indietro?

Faranno lo stesso effetto dei prodotti americani per ragazzi che arrivavano in Italia negli anni '70 e nei primi anni '80, parlando di fast-food e scuole multietniche quando da noi nessuna di queste cose era presente?

Molto probabile... E tutto questo porterà ad un processo di penetrazione culturale (peraltro già iniziato) che quasi certamente finirà presto o tardi per cambiare le cose anche da noi... Nel giro di qualche decennio al massimo (anche se sarebbe meglio non aspettare tanto).

Tutto questo, però, mi ha fatto notare una cosa curiosa: negli USA l'approvazione dei matrimoni gay in tutta la nazione è stata in un certo senso "annunciata" da una maggiore disinvoltura con cui si è trattato l'argomento nei fumetti mainstream... E in particolare nei fumetti per un pubblico molto giovane, come quelli della Archie Comics..

E non è stato un caso isolato.

Infatti, in almeno altri due paesi con una solida tradizione fumettistica, la recente approvazione dei matrimoni gay è arrivata dopo che si è verificata una maggiore apertura nei confronti di certi temi nel fumetto popolare, e soprattutto nel fumetto per ragazzi.

Segno che forse i matrimoni gay e le leggi a favore della comunità LGBT non sono un punto di partenza, ma la formalizzazione di un cambiamento culturale che era già in corso... E che è più evidente nelle nuove generazioni.

Ad esempio: in Brasile i matrimoni gay sono arrivati nel 2013, ma nei fumetti di Mauricio de Sousa (che praticamente è il Walt Disney brasiliano), il primo personaggio gay (per giunta in coppia) era comparso già nel 2009. Si trattava del giovane Caio (il cui nome omaggia il noto scrittore gay brasiliano Caio Fernando Abreu, morto nel 1996).

La serie in cui in comparso era quella dedicata a Tina, una spigliata adolescente "alternativa" e un po' intellettuale creata da Mauricio de Sousa negli anni '60 (e ancora molto popolare in Brasile), che si rivolge a una fascia di pubblico prettamente preadolescenziale. Quando Caio si presenta a Tina e al suo gruppo di amici tutti temono che voglia fare il filo alla protagonista, con cui sembra andare molto d'accordo... E invece - sorpresa sorpresissima sorpresa - dice che non hanno da temere nulla perchè è già impegnato, e gli presenta il suo ragazzo...


Forse è difficile spiegare al pubblico italiano l'importanza e il peso che hanno i fumetti di Mauricio de Sousa in Brasile, e la stima di cui godono in tutto il mondo, ma posso garantirvi che definirlo il Walt Disney brasiliano non è eccessivo... Tant'è che è stato l'unico fumettista non giapponese a cui la Osamu Tezuka Production ha concesso di utilizzare alcuni suoi personaggi (per giunta in un crossover nippo-brasiliano)...

Ed è evidente che il fatto che un autore così importante abbia voluto inserire questo tipo di argomenti, in pubblicazioni che sono l'equivalente brasiliano del nostro Topolino, è abbastanza indicativo... Soprattutto se si considera il modo naturale e disinvolto con cui Caio è stato presentato al giovane pubblico.

Da notare che Mauricio de Sousa, in patria, è pubblicato dalla branca locale dell'editore Panini (coff... coff...), che evidentemente in Brasile non si fa problemi a presentare storie con personaggi come Caio, mentre in Italia si fa problemi persino a dedicare una copertina di Topolino a Charle Hebdo, dopo che un giornalista ha paventato il rischio di una deriva LGBT del settimanale (coff... coff...).

La stessa Panini che nel suo fumetto per preadolescenti REAL LIFE, peraltro ambientato a Londra (dove i matrimoni gay sono legali dal 2013), non ha inserito alcun riferimento al mondo LGBT...

La stessa Panini che, in occasione della sentenza della Corte Suprema americana, si è limitata  pubblicare una foto del matrimonio di Northstar sulla sua pagina facebook (CLICCATE QUI)...

E che, quando un lettore l'ha commentata dicendo:
"Dico..libertà ok...ma non mi rompete i coglioni pure nei fumetti che tra altro arrivano in mano a mia figlia. Vai a spiegare duo uomini che si baciano. Già deve accettare e capire l'essere uomo donna...ci devo spiegare anche sto cazzo di cosa a 4 anni"

Tutto quello che ha saputo rispondere, forse in un eccesso di diplomazia, è stato:
"Spesso i bimbi sono molto più aperti di noi nel comprendere la vita e le sue molte sfumature. E l'amore non è neanche una delle più difficili."

Curioso...

Ah! A proposito! Ho scoperto da poco che il giornalista che scrisse l'articolo che - secondo la mia teoria - è stato determinante per il ritiro di quella copertina di Topolino dedicata a Charlie Hebdo (CLICCATE QUI), Pietrangelo Buttafuoco, si è recentemente convertito all'Islam (CLICCATE QUI) e ora si fa chiamare Giafar al-Siqilli. Il che, in effetti, sembrerebbe confermare ulteriormente la mia ipotesi, secondo cui quella copertina venne ritirata proprio per non indisporre i partner arabi delle industrie Merloni, che sono proprietarie della Panini e quindi di Topolino... Partner arabi che forse, in qualche modo, erano stati coinvolti da quell'articolo più di quanto non sembrasse a prima vista...

Comunque, tornando a parlare di fumetti per ragazzi e paesi civili, in Francia i matrimoni gay sono stati approvati nel 2013, ma un po' di tempo prima sul mensile per ragazzi Tchô ! (che ospitava le popolarissime avventure di Titeuf) sono iniziate a comparire le storie di Bichon, disegnate da David Gilson (un animatore degli studi francesi della Disney, e si vede)...

Che ci crediate o no Bichon è un bambino di otto anni che - finalmente - rappresenta tutti quei bambini che hanno una sensibilità un po' diversa da quella che ci si aspetterebbe da un rispettabile maschietto standard...

Gli piace fare la majokko (la maghetta giapponese)...

Per carnevale vuole vestirsi da principessa disney come le sue amiche (col benestare di una mamma molto permissiva)...
Gli piace giocare con la sua sorellina...


Passa il tempo con la sua amica del cuore...


Gli piace giocare con le bambole...

Ha uno zio lumbersexual che non lo lascia proprio indifferente...


E soprattutto ha un debole per il suo malinconico amichetto Jean-Marc... A cui, per San Valentino, ha voluto regalare un My Little Pony...
E anche se ha dei compagni di scuola che lo prendono di mira abbastanza spesso (anche perchè Bichon vuol dire "cucciolo")...
Reagisce sempre con una certa classe...

Forse sarò un po' di parte, ma trovo che Bichon sia qualcosa di geniale, anche perchè è uno dei pochi fumetti al mondo che dà voce a tutti i bambini come lui (che pure esistono e non sono "sbagliati", anche se una parte della società - e forse anche la loro famiglia - è così che la pensa)... E forse che Bichon sia geniale non lo penso solo io, visto che nel 2013 è finito anche sulla locandina del Supersalone della letteratura per l'infanzia di Montreuil (pochi mesi dopo l'approvazione dei matrimoni gay, il che è tutto dire)...

Dopo la chiusura di Tchô ! le sue avventure sono state raccolte in volume dall'editore Glènat (uno dei più importanti editori di fumetti francesi), e ha vinto anche il primo premio al Festival del fumetto di Moulin nel 2014... Mentre un volume di storie inedite è in arrivo per la fine di quest'anno.

Comunque è davvero curioso notare come, al di là delle Alpi, possano esserci fumetti per ragazzi di questo tipo, mentre da noi si discute ancora su come e quando inserire - eventualmente e molto prudentemente  - personaggi secondari gay nei fumetti popolari rivolti a un pubblico prettamente adulto... Ed è altrettanto curioso notare come, fra le righe, si intuisca che gli editori italiani vadano persino orgogliosi del loro approccio, anche se è evidente che ormai vivono fuori dal tempo (e anche per questo continuano a perdere lettori)...

Peggio per loro... Il mondo può andare avanti anche senza il loro contributo.

In ogni caso, visto che siamo in tema, mi sembrava interessante cogliere l'occasione anche per segnalarvi che il Gay Pride di Instambul di sabato scorso è stato brutalmente interrotto dalla polizia in tenuta anti sommossa, con gas, getti d'acqua e proiettili di gomma...  Motivo ufficiale: il corteo era stato vietato all'ultimo momento perchè era da poco iniziato il mese di ramadam... Ovviamente è facile intuire che i motivi veri fossero altri, e che il ramadam sia stato usato come pretesto (anche perchè ufficialmente la Turchia si dichiara una nazione laica). E ovviamente i cittadini omofobi (con la scusa della devozione religiosa) hanno colto la palla al balzo per dare una mano alle forze dell'ordine (senza che nessuno glielo avesse chiesto, e senza che la polizia sia intervenuta per fermarli)...
Segnalo questa cosa giusto perchè Instambul è in Turchia, e la Turchia è il paese al mondo in cui i fumetti Bonelli si vendono meglio dopo l'Italia (CLICCATE QUI)... A voi decidere se il fatto che certi fumetti italiani (comprensivi del loro particolare "approccio" alla questione LGBT) riescono ad essere così apprezzati e diffusi proprio in Turchia, piuttosto che altrove, può avere delle implicazioni su cui vale la pena riflettere...

Certo è che se anche in Italia, per avere i matrimoni gay, si dovessero aspettare dei  fumetti per ragazzi con risvolti gay friendly allora saremmo messi un po' male...

Alla prossima.

venerdì 26 giugno 2015

INTRIGHI RAGNESCHI

Ciao a tutti, come va?

Come forse saprete alla fine dello scorso anno la SONY subì un attacco hacker di una certa portata, in cui vennero trafugati scambi di e-mail riservatissime, password, numeri di carte di credito e altro... E che, tra l'altro, mise in difficoltà i giocatori di playstation.

I sospetti iniziali si erano concentrati su qualche potenza straniera nemica, ma pare che la responsabilità sia stata tutta di alcuni gruppi hecker appoggiati da ex dipendenti della SONY, licenziati di recente e in cerca di vendetta...

Fatto sta che, fra le tante e-mail riservate che sono state diffuse successivamente, ne spicca una - circolata proprio di recente - fra la SONY e la MARVEL, che specifica le condizioni dettate da quest'ultima per lo sfruttamento dei diritti cinematografici di Spider-Man (e per la rappresentazione della sua identità segreta).
La comunicazione parla prima di tutto dei vincoli per la rappresentazione di Spider-Man.
Caratteristiche obbligatorie di Spider-Man. Spider-Man (che sia Peter Parker o un qualsiasi altro Spider-Man alternativo) dovrà per forza conformarsi alle seguenti caratteristiche:
  • Maschio
  • Non ricorre alla tortura
  • Non uccide tranne che per difendere sé stesso o altri
  • Non usa un linguaggio sboccato sconsigliato ai minori di 13 anni
  • Non fuma tabacco
  • Non vende/distribuisce droghe illegali
  • Non fa sesso prima dei 16 anni, e mai con nessuno con meno di 16 anni
  • Non è omosessuale (a meno che la Marvel non abbia presentato un suo particolare alter ego come omosessuale)

E prosegue elencando quelli relativi a Peter Parker.

Caratteristiche di Peter Parker. Le rappresentazioni di Peter Parker e del suo Spider-Man devono seguire queste indicazioni:
  • Il nome completo è Peter Benjamin Parker
  • È caucasico ed eterosessuale
  • I genitori spariscono dalla sua vita durante l’infanzia
  • Da quel momento è cresciuto da Zia May e Zio Ben a New York
  • Acquisisce i poteri durante la scuola media o il college
  • Acquisisce i poteri dopo essere stato morso da un ragno
  • Si disegna da solo il primo costume rosso e blu
  • Il costume nero è un simbionte e non è stato progettato da lui
  • Cresciuto in una famiglia della classe media del Queens, New York
  • Frequenta o ha frequentato il liceo a New York e frequenta o ha frequentato il College a New York.
Come potete intuire riporto qui il testo di questa comunicazione perchè, a quanto pare, la MARVEL ha voluto precisare per bene alla SONY anche i vincoli per l'orientamento sessuale di Spider-Man e Peter Parker.

Anche se il primo film di Spider-Man risale al 2002 pare che questa comunicazione sia datata 2011, quindi è altamente probabile che le precisazioni si riferiscano al nuovo (e non proprio fortunato) ciclo di film che è partito nel 2012 e che ha visto Andrew Garfield nei panni del protagonista.

Tuttavia, non conoscendo quali erano i vincoli posti dalla MARVEL per i film realizzati prima (quelli interpretati da Tobey Maguire), non possiamo dire se le precisazioni del 2011 servivano a confermare indicazioni precedenti o se sono state necessarie perchè i tempi erano cambiati e la MARVEL ha voluto tutelarsi da eventuali guizzi creativi che la SONY avrebbe potuto mettere in atto con il reboot del 2012... Anche perchè, nell'ipotetico caso che la MARVEL avesse avuto in programma di creare,una sua versione gay di Spider-Man, sicuramente non avrebbe voluto che la SONY la anticipasse bruciando l'effetto sorpresa...

Quel che è certo è che, secondo le regole dettate dalla MARVEL, al cinema Peter Parker deve essere assolutamente eterosessuale, mentre Spider-Man in quanto tale avrebbe un più ampio margine di manovra (sempre che la MARVEL, un giorno, decidesse di presentare nei fumetti un suo eventuale nuovo alter ego come omosessuale).

Tutto chiaro.

Questa precisazione, però, potrebbe acquistare sfumature un po' più interessanti se si considerano alcuni dettagli. Ad esempio: la mail hackerata pare che fosse datata 15 settembre 2011, mentre il debutto di Miles Morales (il nuovo Spider-Man di colore dell'universo Ultimate) risaliva giusto a un mese prima...


La disegnatrice Sara Pichelli (foto sotto), in un'intervista rilasciata a USA Today proprio nell'agosto del 2011 disse - a proposito del fatto che era stata messa all'opera sulle avventure di Miles Morales - che in un futuro non troppo lontano uno Spider-Man di colore o gay sarebbe potuto essere considerato assolutamente normale... Una dichiarazione che da qualcuno fu interpretata come una fuga di notizie su Miles Morales, ma che la MARVEL si affrettò a smentire...

E - guardacaso - il mese dopo è partita la mail diretta alla SONY, in cui si precisava che Spider-Man poteva essere omosessuale solo se lo fosse stato un suo alter ego diverso da Peter Parker...

Tutta una coincidenza?

Oppure dalle parti della MARVEL giravano voci, che Sara Pichelli aveva involontariamente riportato, anche se poi la MARVEL ha accantonato l'idea di rendere gay Miles Morales per non bruciarsi da subito un personaggio che avrebbe preferito definire col tempo, in base all'accoglienza che gli avrebbe riservato il pubblico?


Tra l'altro questa storia di un'ipotetica versione gay di Spider-Man risbucò ancora fuori nel 2013, quando Andrew Garfield rilasciò un'intervista a EW, dicendo che proprio di recente aveva parlato col produttore Matt Tolmach di quanto sarebbe stato interessante se Peter Parker avesse potuto avere esperienze omosessuali... E se nei film il suo grande amore Mary Jane fosse stato presentato in versione maschile (Marvin John?). Anche queste sono state dichiarazioni dette a caso? O dietro le quinte si stava muovendo qualcosa di cui non siamo a conoscenza?

Dopotutto Matt Tolmach era sicuramente al corrente dei vincoli posti dalla MARVEL alla SONY nel 2011, quindi è molto sospetto che abbia lasciato che Andrew Garfield rilasciasse un'intervista di questo tipo... Forse ci sono stati successivi scambi di mail in cui si iniziavano a valutare opzioni diverse?

Mistero.

Certo è che qualche sospetto è legittimo, anche perchè la ragazza ufficiale di Miles Morales - Kate Bishop - comparve nella sua serie solo nel settembre 2012... E cioè un anno esatto dopo la mail inviata dalla MARVEL alla SONY.

Tra l'altro, proprio di recente, la suddetta Kate Bishop si è rivelata una giovane agente dell'associazione criminale Hydra, e dopo che Miles Morales le ha rivelato di essere Spider-Man (con tutte le conseguenze del caso), i due si sono separati... Giusto in tempo per il trasloco di Miles Morales dall'universo Ultimate, che cesserà di esistere dopo gli eventi di SECRET WARS, all'universo MARVEL ufficiale.


Col trasferimento di Miles Morales in un nuovo universo (anche se in realtà non si è ancora capito se si tratterà di un trasloco del Miles Morales dell'universo ULTIMATE o del debutto del Miles Morales che già abitava l'universo MARVEL ufficiale e che finora non si era mai visto) cambierà qualcosa? Magari la MARVEL avrà modo di rimangiarsi la smentita relativa alle allusioni di Sara Pichelli?

Uno Spider-Man gay è ancora un po' improbabile, secondo me, ma solo il tempo ci dirà se è così. Sicuramente, però, quello che emerge dalla comunicazione con la SONY è che la MARVEL non esclude a priori che una qualche versione futura di Spider-Man (a patto che non si tratti di Peter Parker) possa fare coming out prima nei fumetti e poi al cinema.

E questo è già qualcosa.

Alla prossima.

mercoledì 24 giugno 2015

GAY E SPADE

Ciao a tutti, come va?

Com'era prevedibile anche in Italia l'ultima puntata della quinta stagione de Il Trono di Spade (in originale The Game of Thrones) ha lasciato tutti un po' spiazzati, l'argomento è diventato virale sui social e alla fine la saga tratta dai romanzi si R. R. Martin (foto sotto) ha raggiunto nuove vette di popolarità... E forse non è esagerato dire che Il Trono di Spade, in TV, sta avendo lo stesso effetto che ha avuto Il Signore degli Anelli al cinema, facendo scoprire (e riscoprire) ad un ampio pubblico la passione per il fantasy.

Attenzione però: in questi casi il fantasy ha successo in quanto metafora della vita reale e delle sue dinamiche, e non in quanto favola o epopea eroica fine a se stessa... E probabilmente è proprio per puntare su questo aspetto che il canale HBO, che produce la serie TV de Il Trono di Spade, ha deciso di ritoccare qua e là alcuni punti della storia, per renderli più accattivanti e stimolare una maggiore identificazione da parte del pubblico.

Così, ad esempio, il rapporto fra l'omosessualità e le varie culture che animano la saga è diventato un argomento che si è riaffacciato periodicamente, e che nella serie TV è stato maggiormente enfatizzato rispetto ai romanzi originali... Contribuiendo sicuramente a rendere la saga più coinvolgente e "moderna".

In realtà c'è una parte del pubblico gay, in particolare negli USA, che avrebbe voluto ancora di più, ma mettere al centro della vicenda determinate situazioni e certi personaggi, che nei romanzi avevano un ruolo marginale, avrebbe voluto dire modificare eccessivamente la storia originale, e non avrebbe avuto senso (anche perchè Il Trono di Spade NON nasce come una saga fantasy con un punto di vista prevalentemente gay).

Tuttavia resta il fatto che, in ambito fantasy, questa serie TV è quella che finora ha trattato le tematiche omosessuali con maggior frequenza e maggior disinvoltura, cercando di dare loro anche un certo spessore "antropologico", visto che nel mondo de Il Trono di Spade la percezione dell'omosessualità può variare a seconda dell'area geografica e del contesto culturale e religioso...

Il Trono di Spade si svolge in un mondo immaginario diviso in vari continenti, e in particolare questa saga segue le vicende che si svolgono nel Westeros (a occidente) e nell'Essos (a oriente), separati da un braccio di mare chiamato Mare Stretto, che si allarga a Sud.

In questo mondo immaginario il ciclo delle stagioni non è regolare, estate e inverno possono durare anni e quando arriva l'inverno sono guai (anche perchè scatena le malvagie forze sovrannaturali dell'estremo nord)

Il Westeros ricorda molto l'Europa del XII secolo, e in particolare le Isole Britanniche, con le sue dame e i suoi cavalieri. É diviso in sette regni principali: il Nord, la Terra dei Fiumi, le Terre dell'Ovest, le Isole di Ferro, l'Altopiano, le Terre della Tempesta e la Valle. In teoria i sette regni hanno giurato fedeltà alla capitale (che si chiama Approdo del Re e che si trova nel territorio chiamato Terre della Corona) ed al suo Re. Ogni regno è governato da un casato (e dai suoi eventuali vassalli) che ha le proprie tradizioni e le proprie peculiarità. Più a sud c'è un regno indipendente, il Principato di Dorne (che pur trovandosi nel Wasteros è un incrocio fra India, Persia e Africa Settentrionale).

In generale di può dire che i regni del nord sono quelli che riflettono di più la natura aspra e inclemente del loro territorio, mentre quelli più a sud sono quelli più solari e permissivi, anche in materia di sessualità. Nell'estremo nord, oltre un'altissima barriera di ghiaccio presidiata dall'ordine dei Guerrieri della Notte, abitano le tribù semibarbare dei "bruti", che ricordano molto le tribù prestoriche dell'era glaciale, ma che rispetto alle popolazioni più civilizzate sembrano avere un rapporto più sereno e spontaneo con tutto quello che ha a che fare con la natura e gli istinti primitivi, e quindi anche col sesso. Nel Westeros civilizzato, però, la religione più diffusa è quella che contempla sette dei, e che è subentrata ad una religione sciamanica basata su dei più antichi quando - migliaia di anni prima - il Westeros è stato colonizzato dagli Andali (originari dell'Essos settentrionale). Tuttavia i bruti e il casato Stark (che - all'inizio della storia - amministra il grande regno del Nord) adorano ancora gli Antichi Dei.

L'Essos, invece, ospita culture che ricordano i grandi imperi mediorientali del lontano passato (Assiri, Babilonesi, ecc.), ed è diviso in varie città stato. A nord est il territorio è dominato da  tribù di nomadi a cavallo (che ricordano in parte antiche popolazioni come gli Sciti e i Sarmati). Nell'Essos, a differenza che nel Westeros, è ancora praticata la schiavitù, mentre la religione è molto frammentata e non ha un culto di riferimento principale.

Come è stato sfruttato questo complesso scenario per contestualizzare al meglio le tematiche omosessuali? Proverò a fare qualche esempio senza entrare troppo nello specifico, per non rivelare troppo a quanti hanno in mente di iniziare seguire la serie solo ora.

Innanzitutto è bene precisare che, anche solo dai discorsi e dalle allusioni che fanno i vari personaggi, si intuisce che in questo mondo immaginario l'omosessualità è contemplata come una variabile possibile (e abbastanza frequente) del comportamento umano, e non come una rara eventualità o un argomento tabù. Dal modo e dalla frequenza con cui emerge l'argomento, infatti, si intuisce che l'omosessualità è abbastanza diffusa e ufficiosamente tollerata... Al punto che, se in questa serie un personaggio sembra non avere una vita sessuale particolarmente attiva con le donne, o magari vive in un ambiente esclusivamente maschile, spesso gli viene chiesto direttamente se ha questo genere di preferenze...

Nei bordelli di Approdo del Re (la capitale), vengono mostrati sia prostitute che prostituti (dei quali si dice anche che sono più cari delle loro colleghe), così come vengono mostrate spie di sesso maschile che ottengono informazioni preziose andando a letto con lo sprovveduto di turno.

Nella serie viene anche mostrata una relazione omosessuale fra un pretendente al trono e un nobile cavaliere (che a quanto pare ama depilare personalmente il suo partner), e quando - per motivi politici - il pretendente al trono si ritrova sposato con una principessa che è anche la sorella del suo amante... La sua giovane e sveglia moglie gli confida di sapere perfettamente chi ama davvero, e che a lei basta avere un figlio da lui anche se il loro sarà sempre e solo un matrimonio di facciata... Anzi: specifica proprio che se per ottenere questo figlio da suo marito sarà necessaria la collaborazione di suo fratello per lei non ci sono problemi. Sia la principessa che suo fratello provengono da Alto Giardino, la capitale dell'Altopiano, che guardacaso si trova nel mite sud.

Da notare che da quando il pretendente al trono viene assassinato il suo amato cavaliere sceglie di combattere indossando l'armatura che era appartenuta a lui.

Più avanti il Principato di Dorne manda un suo ambasciatore ad Approdo del Re. Il suddetto ambasciatore è sposato e ha quattro figli, ma si presenta con la sua concubina preferita e senza fare mistero di essere interessato ad entrambi i sessi. Infatti, quando si trova nei bordelli della capitale, apprezza molto orge bisessuali che lasciano un po' spiazzati i prostituti locali, che quando gli chiedono come sia possibile che non abbia preferenze si sentono rispondere che a Dorne è normale vivere senza inibizioni e non precludersi nulla...

Nell'ultima serie, poi, si arriva persino a parlare di fanatismo omofobo. Per favorire tutta una serie di intrighi politici ad Approdo del Re, si concede ad una setta locale la possibilità di armare una propria milizia, e di godere di una sorta di immunità diplomatica per le operazioni di "polizia religiosa" fatte in nome dei sette dei. Siccome questa setta interpreta in maniera molto rigida le sacre scritture, che a quanto pare considerano l'omosessualità (e la libertà sessuale in generale) un atto blasfemo, inizia a incarcerare tutte le persone sospettate di omosessualità, nonchè le persone che mentono per proteggerli... Senza badare nemmeno ai titoli nobiliari.

Nei più rudi regni del Nord, comunque, i rapporti omosessuali possono anche essere una punizione di per sè. In una puntata, ad esempio, si scopre che il casato dei Bolton (vassallo degli Stark) punisce i prigionieri che provano a fuggire sottoponendoli ad abusi di gruppo.

Nel continente dell'est, invece, la questione omosessualità non è stata approfondita in modo particolare, anche se - fra città in cui la schiavitù è la norma e tribù nomadi che adorano gli stalloni da monta - la sensazione è che certe dinamiche siano sottointese, ma tutt'altro che assenti...

In ogni caso, piccolo e non irrilevante dettaglio, c'è da dire che ne Il Trono di Spade, non mancano nemmeno i nudi integrali maschili (anche se sono presenti in misura nettamente inferiore rispetto a quelli femminili), e non solo quelli posteriori... E la cosa interessante è che possono essere legati a scene di sesso come ad altre situazioni...

E il fatto che questo modo di intendere la nudità maschile e l'omosessualità non abbia compromesso il successo della serie (ma, anzi, abbia contribuito a renderla un cult) potrebbe offrire qualche spunto di riflessione interessante per tutto il mondo dell'entertainment...

Anche perchè, nel frattempo, il mondo propriamente gay non è restato indifferente, e ormai considera questa produzione televisiva abbastanza iconica sotto diversi punti di vista... Non ultimo quello omoerotico, tanto che lo studio MEN l'anno scorso le ha dedicato una parodia pornografica non ufficiale...



Di cui ha appena annunciato l'imminente "seconda stagione"...


Il tutto mentre diversi magazine gay hanno dedicato agli attori che interpretano ruoli gay copertine e interviste esclusive...

E questo ha in qualche modo intaccato la popolarità e la rispettabilità de Il Trono di Spade presso il grande pubblico? Assolutamente no... Anzi, è altamente probabile che abbia contribuito a farle crescere...

Nell'attesa di verificare cosa accadrà nelle prossime stagioni, e di scoprire quale sarà il destino degli omosessuali perseguitati ad Approdo del Re, forse vale la pena prendere atto di come Il Trono di Spade abbia sicuramente contribuito a ridefinire il genere fantasy presso il grande pubblico... Che adesso, forse, ha imparato a nutrire tutta una serie di nuove aspettative nei confronti di questo tipo di ambientazioni...

Certo è che, arrivati a questo punto, se un prodotto di intrattenimento fantasy che vuole coinvolgere un ampio pubblico si ostina non prendere in considerazione l'approccio de Il Trono di Spade... Beh... Probabilmente rischia di perdere il treno, e con esso tutto il pubblico occasionale che si è avvicinato al genere fantasy proprio grazie a questa serie TV...

Se, per ipotesi (ma la mia è solo un'ipotesi, eh!), un editore italiano (ma dico italiano tanto per dire, eh!) mettesse in piedi una saga fantasy che in due anni di pubblicazioni e 25 uscite, senza contare gli speciali e i romanzi derivati (ovviamente ogni riferimento è casuale...),  si fosse ben guardata dal presentare personaggi omosessuali e nudi maschili integrali... Beh... Ecco... Se davvero il suo obbiettivo fosse stato quello di coinvolgere i nuovi appassionati di fantasy, allora vorrebbe dire che non ha ben chiaro quello che sta succedendo e che direzione stanno prendendo i gusti del grande pubblico (che non è più composto solo dai lettori storici di fantasy o dagli appassionati di giochi di ruolo)... Soprattutto quelli di chi si è appassionato al fantasy grazie a Il Trono di Spade...

Ovviamente questo non significa che un fantasy ha successo solo grazie agli elementi omosessuali e ai nudi maschili, ci mancherebbe, ma è innegabile che il fantasy moderno - quando non si rivolge solo ai giovanissimi - funziona e coinvolge nella misura in cui riflette e reinterpreta TUTTI gli aspetti della società che ci circonda, anche in maniera cruenta, provocatoria e disturbante (quando serve), altrimenti rischia davvero di risultare posticcio e di perdere il suo ascendente sul pubblico...

Probabilmente, al di là dell'intreccio e dei colpi di scena, il segreto del grande successo de Il Trono di Spade è tutto qui.

Ed è un peccato constatare che, a quanto pare, questo "segreto" sia in conflitto con la politica del fumetto popolare italiano di oggi... Per tutta una serie di motivi che sono facilmente intuibili e sui quali questo blog si è soffermato più volte... Dalla paura di suscitare polemiche al desiderio di non scontentare nessuno (nemmeno i lettori più retrogradi e reazionari).

Non so perchè, ma ho la netta sensazione che di questo passo presto o tardi mi toccherà tornare sull'argomento... Soprattutto se i soliti sostenitori delle cause perse giustificheranno eventuali cali di vendite e rischi di chiusure facendo spallucce, e dicendo che è tutta colpa del fatto che in Italia gli appassionati di fantasy non sono abbastanza...

Staremo a vedere.

Alla prossima.