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PREMIO GLAD 2017

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sabato 27 maggio 2017

ANIMAZIONI DIVERSE

Ciao a tutti, come va?

Dal 18 al 26 maggio si è tenuto Le Marché du Film di Cannes (cliccate QUI), ovvero il salone in cui vengono presentate in anteprima le produzioni cinematografiche al mercato internazionale, in vista di possibili distribuzioni in tutto il mondo. Ne parlo qui perchè, caso raro, dall'Italia è arrivata anche l'anteprima di un film in animazione digitale, e per la precisione di un film ispirato a Leonardo da Vinci, prodotto dallo Studio Alcuni e dalla polacca WARSAW MOVIE HOME. 

Premessa: in realtà non si tratta di un'idea proprio originale. Infatti il Gruppo Alcuni, nel 2007, aveva già realizzato (assieme a Rai Fiction e a DQ Entertainment) una serie animata di 26 episodi dedicata alla prima giovinezza di Leonardo, e alle sue improbabili avventure in compagnia dei suoi due amici Lorenzo e Gioconda... Assieme al gatto Pardo (capito il gioco di parole?) e al robot Tiglio...

Poi, in occasione dell'EXPO di Milano di due anni fa, il personaggio ha avuto una nuova serie in CG di 13 episodi, Leonardo Expo, in cui cercava di mandare dei messaggi più mirati per spiegare ai giovanissimi i temi daffrontati dall'evento... Con un look aggiornato e più accattivante...

Forse è in occasione dell'EXPO che si è concretizzata la collaborazione con la Polonia? Probabile. In ogni caso il film presentato a Cannes verrà distribuito nel 2018 e rappresenta l'evoluzione di questa seconda versione, nonchè un vero e proprio remake di tutto il progetto, con l'evidente proposito di dargli un appeal più internazionale, competitivo e in grado di coinvolgere un pubblico più ampio.

E qui arriviamo al tasto dolente.

Nel film Leonardo ha qualche anno in più rispetto alle versioni animate in precedenza, e fondamentalmente il film verte sulla sua nascente passione per la bella Mona Lisa (che probabilmente in italiano verrà ancora presentata come Gioconda, o più semplicemente come Lisa, visto il significato della parola "mona" in diversi dialetti locali)... Tra l'altro la suddetta Mona Lisa viene presentata in maniera particolarmente sexy e seducente... Come potete vedere dal trailer che vi posto qui di seguito...
Tecnicamente il film si colloca nella media dei prodotti di questo tipo, anche se per ovvi motivi di budget utilizza una CG che non può competere con quella dei grandi studios americani, tuttavia è la prima volta che - in questo progetto decennale legato a Leonardo - si punta l'accento in maniera così evidente sui suoi primi pruriti... Eterosessuali.

Ovviamente si tratta di una produzione che si ispira molto relativamente alla figura di Leonardo Da Vinci, e che sicuramente non mette al centro la fedeltà ai dati storici... Però resta il fatto che si è scelto di costruire un personaggio accattivante, geniale e iconico ispirandosi a Leonardo da Vinci, presentandolo - per ovvi motivi di marketing - come un qualsiasi adolescente eterosessuale alle prese con le prime tempeste ormonali... Quando in realtà proprio eterosessuale non era, tant'è che a 24 anni si beccò anche una denuncia per sodomia (e venne assolto non perchè il fatto non sussisteva, ma perchè chi lo denunciò non volle andare fino in fondo, e probabilmente non sapremo mai il perché), mentre sono abbastanza leggendari i problemi che gli procuravano i garzoni che si teneva a bottega e che era solito viziare nonostante il loro pessimo carattere... E alcuni bozzetti di Leonardo (poco noti e poco diffusi), possono aiutarci a capire il perchè solitamente non li cacciava via a pedate...

Vero è che, più o meno dalla fine degli anni Novanta si è cercato di "riabilitare" il buon nome di Leonardo (anche per non compromettere tutta una serie di iniziative turistiche e commerciali che in qualche modo volevano sfruttarlo come testimonial) declassando le voci sulla sua presunta omosessualità a semplici pettegolezzi messi in giro da chi, all'epoca, provava invidia e rancore nei suoi confronti. Resta il fatto che - ancora oggi - gli indizi sulla sua presunta omosessualità superano di gran lunga quelli relativi a una sua presunta eterosessualità. E questo è quanto.

Perciò diciamo pure che ritrovarsi nel 2018 con un film che, per ovvi motivi commerciali, presenterà un giovane Leonardo da Vinci in chiave eterosessuale risulta un po' una forzatura, e se proprio si doveva realizzare un film del genere si sarebbe potuto presentare il personaggio in maniera diversa (magari senza riferimenti espliciti al suo orientamento, etero o omosessuale che fosse). Anche solo per il fatto che, presumo, un minimo di impatto educativo/pedagogico questo film di animazione potrebbe averlo... E alla fine il messaggio che passa - soprattutto al pubblico più giovane - è che Leonardo era cool, coraggioso, geniale e - OVVIAMENTE - eterosessuale... Perchè un personaggio del genere, per definizione, non può e non deve essere qualcos'altro... Soprattutto se compare in un film che si rivolge ad un pubblico di giovanissimi.

Non che da una co-produzione italo polacca per ragazzi ci si potesse aspettare qualcosa di più, ma il sapore dell'occasione mancata, misto ad un senso di lieve avvilimento, resta... Anche perchè questo è solo l'ennesimo esempio che si può inserire nell'ambito di quella produzione mediatica (particolarmente prolifica nel nostro paese) che cerca di "eteronormare" tutta una serie di personaggi storici che, in un modo o nell'altro, possono mettere in crisi i pregiudizi e gli stereotipi omofobi... Soprattutto se hanno dato un grande contributo all'arte e alla civiltà...

Di buono c'è che il mondo va avanti lo stesso, e a breve dovrebbe essere disponibile per tutti un cortometraggio in CG a tema gay che promette davvero bene... E che è stato reso possibile da una raccolta fondi lanciata sul web. Mi riferisco ovviamente a quel In a Heartbeat di cui tanto si è parlato ultimamente... E che di certo metterò al centro di uno dei miei prossimi post...

Alla faccia di chi pensa che di queste cose non si può e non si deve parlare mai, men che meno ai ragazzi...

Alla prossima.

giovedì 25 maggio 2017

CONFERME TEDESCHE

Ciao a tutti, come va?

Siccome in Italia non ne sta parlando davvero nessuno volevo segnalarvi che proprio oggi parte il Comic Festival di Monaco di Baviera, che magari non sarà il festival del fumetto più grande d'Europa, ma che comunque ha un profilo di tutto rispetto, tant'è che quest'anno sono arrivati apposta dall'Italia (e ovviamente in veste di ospiti) Zerocalcare, Mirka Andolfo, Enrico Marini e Matteo Lolli. Comunque se vi parlo di questo festival oggi non è per la presenza degli italiani, ma per il fatto che uno degli ospiti d'onore è il sempreverde Ralf Konig, a cui è stato dedicato (in parte) anche il manifesto ufficiale (prego notare la situazione in cui si trova Spirou)...

E non è un caso. Infatti, anche se in Italia è da un bel po' che non si vedono in circolazione nuove pubblicazioni di Ralf Konig (e prima o poi bisognerebbe cercare di capire il perchè, dato che iniziava a costruirsi uno zoccolo duro di estimatori anche da noi), questo autore continua a sfornare titoli su titoli... L'ultimo, uscito proprio il mese scorso, potrebbe tradursi come "L'autunno del deretano" e affronta il non proprio facile tema dell'invecchiamento nel mondo gay...

Quindi, se pensavate che Ralf Konig fosse sparito dalla circolazione in Italia per via di qualche problema a monte potete rasserenarvi: non solo sta bene, ma ultimamente sta andando su e giù come un pazzo per fare interviste, presentazioni e sessioni di autografi. Tra l'altro, proprio quest'anno, ricorre il trentennale di una delle sue opere più celebri: quel TUTTI LO VOGLIONO da cui è stato tratto anche un film di successo (visto anche in Italia) e una serie TV (che da noi è rimasta inedita)... E, per l'occasione, a partire da agosto questo fumetto diventerà anche un MUSICAL, proposto al Thalia Theater di Amburgo... Nel caso vi interessasse e/o vi trovaste in zona in quel periodo potete già prenotare un biglietto CLICCANDO QUI.

Morale della favola, anche se in una recente intervista (che trovate QUI) il buon Ralf Konig ammette di non essere più veloce come trent'anni fa (nello stesso anno di TUTTI LO VOGLIONO realizzò anche IL CONDOM ASSASSINO e LISISTRATA, a loro volta diventati due film), sicuramente continuerà a sfornare delle perle ancora per molto tempo... Anche se - come dicevo prima - la sua latitanza sul suolo italico - oltretutto in un periodo in cui l'omosessualità inizia davvero ad essere un tema trendy e in cui le librerie di varia iniziano a diventare un circuito distributivo molto interessante per gli autori alternativi, lascia perlomeno perplessi... Anche solo per il fatto che la maggior parte delle sue produzioni, in Italia, restano ancora inedite... Ed è un peccato.

Comunque tanto di cappello ad un autore che, in trent'anni, non ha mai fatto venire meno la sua verve comica ed è sempre riuscito a restare sulla cresta dell'onda... Estendendo gradualmente la sua azione satirica dal mondo gay alla società in cui i gay si muovono, senza mancare di affrontare anche temi molto delicati e importanti... Iniziando, peraltro, in un'epoca in cui non andava affatto di moda farlo, men che meno dal punto di vista gay.
A maggior ragione se qualcuno in Italia volesse iniziare a rilanciarlo come si deve non sarebbe male, e probabilmente questo sarebbe il periodo giusto per farlo...

Editore avvisato, mezzo salvato.

Alla prossima.

martedì 23 maggio 2017

VITTORIE E SCONFITTE

Ciao a tutti, come va?

Oggi, per cominciare, parto analizzando il risultato del sondaggio indetto per assegnare il Premio GLAD (Gay e Lesbiche Ancora Denigrati) di quest'anno. Ovviamente si tratta di un sondaggio di portata molto simbolica, visto che - per ovvi motivi - la stragrande maggioranza di chi segue questo blog non compra fumetti dal taglio omofobo e quindi non se la sente di esprimere il suo parere in un sondaggio che propone di votare proprio i fumetti meno gay friendly realizzati in Italia.

Fatto sta che, per quanto simbolico, il sondaggio di quest'anno offre uno spunto di riflessione in più. Infatti in prima posizione abbiamo due titoli che hanno ottenuto la stessa percentuale di voti, e cioè il 39,7%... E così questa volta i vincitori, a pari merito, sono stati DYLAN DOG e DRAGONERO (distanziando in maniera abbastanza notevole il secondo classificato, e cioè IL MORTO, che ha ottenuto solo il 12,7% delle preferenze).

Come dicevo prima il mio sondaggio ha un valore molto simbolico, ma nel suo piccolo penso che possa essere indicativo di alcune cose: la prima è che i titoli che hanno vinto non sono stati quelli che hanno presentato le parentesi più omofobe fra quelli in lista, ma quelli che - molto probabilmente - hanno deluso di più le aspettative del pubblico che li ha votati... Anche perchè è facile immaginare che, da un fantasy moderno e da un horror metropolitano ambientato nella Londra dei nostri giorni, il pubblico gay friendly avrebbe voluto qualcosa di più.

Inoltre sono portato a credere che il suddetto pubblico - perlomeno a giudicare dai commenti che mi sono arrivati di recente - segua ancora queste testate anche e soprattutto nella speranza che qualcosa, prima o poi, possa cambiare in meglio. Nel momento in cui la sua speranza verrà meno, sia per quel che riguarda le tematiche LGBT sia per quel che riguarda altri aspetti che non lo soddisfano (perchè sono anacronistici e/o non sono all'altezza degli standard narrativi del 2017, soprattutto per quel che riguarda il pubblico giovane), quasi certamente interromperà la sua collezione... Con buona pace degli editori che ancora si chiedono perchè negli ultimi anni si sta verificando una perdita di lettori così importante.

E non penso ci sia molto da aggiungere, anche perché fondamentalmente questo sondaggio sembra confermare quello che scrivo da diverso tempo... E cioè che, in particolare nel caso di DRAGONERO e DYLAN DOG, certe scelte anacronistiche fanno più danni che altrove...

Tuttavia, mentre su questo blog si finivano di raccogliere i voti per il Premio GLAD, negli USA venivano proclamati i vincitori del Premio GLAAD (quello assegnato dall'omonima associazione), comprensivi della categoria "fumetti"... E il premio per il miglior fumetto, quest'anno, è andato alla serie THE WOODS della Boom! Studios, scritta dallo sceneggiatore bisessuale dichiarato James Tynion IV...

THE WOODS è la storia di un liceo - comprensivo di studenti e professori - che viene teletrasportato su un pianeta selvaggio e ostile, facendo emergere il meglio e il peggio di tutti le persone coinvolte... Senza trascurare, ovviamente, i personaggi e le parentesi LGBT.

Da questa idea, apparentemente banale, si sviluppa una storia decisamente interessante e tutt'altro che scontata, in cui sicuramente il pubblico giovane può identificarsi con una certa facilità. Non vorrei sbagliarmi, ma credo che al momento questo fumetto non sia tradotto in italiano, così come non hanno una versione italiana dozzine di fumetti molto interessanti e innovativi che vengono prodotti negli USA da diversi editori minori. E in effetti, pensandoci bene, è anche vero che probabilmente la  pubblicazione di THE WOODS in italiano passerebbe pressochè inosservata presso il pubblico giovane e occasionale... Dato che, da diversi anni a questa parte, tutto - o quasi - il fumetto americano che non rientra nel genere supereroistico arriva giusto in fumetteria, o - nella migliore delle ipotesi - nelle librerie di varia, e il più delle volte in raccolte relativamente costose e ben al di là della portata di un giovane lettore occasionale.

Facciamo un esempio pratico: neanche tanto tempo fa nella libreria Feltrinelli della mia città mi sono imbattuto nella seconda raccolta italiana della nuova serie di Archie, pubblicata da BD Edizioni...

Questa serie, negli USA, nasce proprio per svecchiare alcuni dei personaggi più iconici del fumetto per ragazzi americano, nella speranza di farli emancipare dallo stile umoristico/satirico/caricaturale che li aveva caratterizzati fin dagli anni Quaranta, e che iniziava a limitare notevolmente il loro potenziale presso le nuove generazioni.

Fra parentesi: alla Feltrinelli c'era anche la prima raccolta di JUGHEAD, in cui il migliore amico di Archie fa coming out come asessuale...

Negli USA questa operazione sta andando abbastanza bene, soprattutto ora che si accompagna alla serie televisiva RIVERDALE (ispirata ai toni di questa nuova versione, ma solo in parte sovrapponibile ad essa, tant'è che a sua volta la serie TV ha dato il via ad un proprio universo narrativo a fumetti), ma in Italia questi volumi costano quindici euro l'uno, NON arrivano in edicola e presentano dei personaggi che da noi sono pressochè sconosciuti al grande pubblico (tantopiù che il serial RIVERDALE non è ancora stato doppiato in italiano)... In parole povere queste storie non riescono nemmeno a sfiorare (e figuriamoci a coinvolgere), la stragrande maggioranza del loro pubblico potenziale... Restando fondamentalmente un prodotto per collezionisti.

Cosa c'entra tutto questo con DYLAN DOG, DRAGONERO e i premi GLAD?

Il punto è che, se vi capita ancora di andare in edicola in questo periodo, forse avrete notato che il panorama è abbastanza desolante. Nel senso che l'area riservata ai fumetti (che è sempre più ridotta), e in particolare a quelli prodotti in Italia, è fondamentalmente un cimitero vivente di personaggi, generi e formati che cercano - senza troppo successo - di vivere di rendita a tempo indeterminato, riproponendo all'infinito  le idee e i format che ne avevano decretato il successo nei decenni passati...

Con l'intento, neanche tanto celato, di spremere come limoni i lettori che si sono fidealizzati in passato, piuttosto che con l'intenzione di confrontarsi davvero con i potenziali lettori futuri...

E non è solo un problema di fumetti Bonelli (e della media dei fumetti Made in Italy), che grossomodo si propongono ancora come trenta o quaranta anni fa, ma anche di chi pubblica supereroi con le strategie e i formati degli anni Novanta e di chi pubblica manga senza considerare che gli anime sono spariti dai palinsesti televisivi generalisti  da diversi anni...

La sensazione è che chi gestisce l'editoria italiana a fumetti per le edicole, oggi, viva - salvo rarissime eccezioni - proiettandosi in un passato che non esiste più, senza rendersi conto che la situazione si è rapidamente evoluta e che probabilmente sarebbe arrivato il momento di pensare a delle nuove strategie... E non tanto per rilanciare questo o quel personaggio, ma proprio per rivitalizzare il settore e riavvicinare un nuovo pubblico, che magari non ha mai letto fumetti (a parte, forse, Topolino quando era molto piccolo)...

Un nuovo pubblico da cui non si può pretendere un inserimento di punto in bianco nell'universo supereroistico americano, perché ormai è troppo complesso (e troppo distante dalle produzioni derivate) per risultare comprensibile a chi lo avvicina per la prima volta. Un pubblico a cui non si possono neppure imporre degli standard che strizzano l'occhio al pubblico degli over Quaranta e degli over Cinquanta, anche perché adesso ha a disposizione mille alternative per passare il tempo (e tutte molto vicine ai suoi gusti). D'altra parte non si può nemmeno pretendere che questo pubblico si avvicini ai fumetti con i manga, visto che - gradualmente - gli anime (a parte una manciata di titoli e alcuni classici) sono diventati un genere cult, e non più una forma di intrattenimento di massa, e probabilmente ora rappresentano un traino molto relativo per la loro controparte cartacea...

Che fare, allora?

In realtà, pensando a titoli come ARCHIE o THE WOODS, non posso fare a meno di chiedermi cosa potrebbe accadere se in edicola arrivassero delle pubblicazioni che mettessero al centro fumetti di questo tipo... Magari su carta supereconomica e strapiene di sponsor, per garantire un prezzo davvero accessibile. Di serie nuove e fresche, slegate da universi narrativi complessi, gli USA ne stanno producendo tantissime e di tutti i tipi, dalla fantascienza all'horror, passando per il fantasy... Tanti gioiellini che, fondamentalmente, in Italia sono considerati - nella migliore delle ipotesi - come prodotti per collezionisti... E che quindi non arrivano nemmeno sotto forma di albo economico prima di essere raccolti in volume.

Ad esempio: Saldapress sta pubblicando le raccolte del fantasy Birthright (a 14,90 euro l'una)...

Bao sta pubblicando il fantascientifico Descender (ogni volume a 17 euro)...

E Renoir sta per pubblicare i volumi della serie Joyride, il cui primo ciclo si è appena concluso negli USA con un finale estremamente gay friendly (e anche qui il costo di ogni volume è 14,90 euro)...

Tutte cose che, oltre che in fumetteria, arrivano anche nelle librerie di varia (che però hanno spesso degli spazi molto risicati per i fumetti), ma che  - quasi certamente - se arrivassero in edicola in un formato adeguato e considerando le reali esigenze del pubblico, potrebbero anche riservare delle sorprese...

Visto che sono pensate proprio per coinvolgere il giovane pubblico occasionale.

E forse potrebbero riavvicinare quel pubblico che ha finito per non prendere più in considerazione i fumetti in generale, soprattutto dopo alcuni scivoloni compiuti dal fumetto Made in Italy negli ultimi anni... Scivoloni che, comunque, si fanno sempre più scivolosi... Tant'è che, giusto per fare un esempio, l'esperimento dei Bonelli Kids (di cui ho già parlato QUI) sta già iniziando a raschiare il fondo (a pochi mesi di distanza dal suo lancio) con l'introduzione della versione "kid" dello sceneggiatore Alfredo Castelli (per gli amici Alf)...
Non so perchè, ma ho la sensazione che questa operazione di marketing per "kids" non contribuirà granchè ad avvicinare i giovanissimi alle produzioni della casa editrice... Anzi...

E, anche in questo caso, non posso fare a meno di chiedermi cosa accadrebbe se in edicola ci fosse un magazine, magari settimanale, con il meglio delle produzioni a fumetti per giovani e/o giovanissimi realizzate all'estero (e non solo americane, ma anche francofone, ad esepio). Allo stato attuale mi rendo conto che è un'ipotesi abbastanza fantascientifica, e che richiederebbe uno sforzo imprenditoriale a dir poco erculeo, ma temo che se non si inizieranno a valutare delle alternative la situazione potrebbe raggiungere il punto di non ritorno entro una decina (o al massimo una ventina) d'anni.

Soprattutto se si continua a mantenere un taglio retrò, o perlomeno inadeguato, ogni volta che si affrontano/presentano argomenti e situazioni che gli altri media hanno già ampiamente sdoganato. E, come ho detto in passato, probabilmente la questione LGBT è solo la punta dell'iceberg.

Cosa succederà quando questo iceberg inizierà a scontrarsi davvero con l'editoria a fumetti italiana?

Fra parentesi: proprio oggi debutta la nuova serie Bonelli dedicata a Mercurio Loi...

Entro quest'anno troverà il modo di meritarsi la candidatura ai premi GLAD del 2018? Staremo a vedere...

Ovviamente spero  che da qui all'anno prossimo le cose possano cambiare radicalmente, e in meglio.

Alla prossima...

domenica 21 maggio 2017

FINALMENTE!

Ciao a tutti, come va?

Di solito la domenica non inserisco post, ma considerando che devo recuperare un po' di arretrati e che in certe occasioni un giorno può fare la differenza, oggi mi sento in dovere di fare uno strappo alla regola. Anche perchè la notizia merita.

Infatti, a quanto pare, finalmente ci sarà una mostra di disegni di Tom of Finland anche in Italia, e sarà accompagnata  nche da alcune foto realizzate dai pionieri dell'omoerotismo degli anni Cinquanta. Tuttavia, siccome in Italia dobbiamo sempre distinguerci, la suddetta mostra durerà solo quattro giorni, dal 24 al 27 maggio, in Via Santa Croce 10 (presso Senape - Vivaio Urbano) a Bologna...

Con i seguenti orari:
mercoledì ore 19-22
da giovedì a venerdì 10–13 e 15.30–19.30
sabato 10–13 e 15.30–22

E oltretutto sarà anche ad ingresso gratuito (ovviamente riservato agli adulti)!
Oltretutto a Bologna verrà anche presentato in anteprima nazionale il film sulla vita di Tom of Finland realizzato da Dome Karukoski quest'anno, in occasione della 13ª edizione del Biografilm Festival in programma dal 9 al 19 giugno.

I fotografi che verranno esposti assieme a Tom of Finland, invece, sono dei nomi cult come Bob Mizer, Bruce of Los Angeles, Bob Delmonteque, Don Whitman e Chuck Renslow...

Quindi tanto di cappello al curatore Leonardo Iuffrida, che ha messo in piedi questa cosa.

In realtà Tom of Finland era stato esposto in Italia già in un paio di occasioni (perlomeno alla Biennale di Venezia e ad una mostra sull'omoerotismo nel 2007), ma è la prima volta che gli viene dedicata una mostra di questo tipo, peraltro in compagnia di fotografi che - come lui - hanno delineato l'immaginario omoerotico così come lo intendiamo oggi.

Spero che sarete in tanti a farci una capatina, anche perchè è un po' un evento storico.

Alla prossima.