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martedì 19 giugno 2018

APPUNTAMENTO INTERESSANTE!

Ciao a tutti, come va?

Di solito mi lamento del fatto che in Italia si organizzano poche iniziative che mettono al centro dell'attenzione il mondo del fumetto LGBT, ma siccome è statisticamente impossibile che le cose vadano sempre così, nel post di oggi vado a segnalare un evento che mette al centro proprio il fumetto LGBT italiano e i suoi autori... Tra l'altro nella cornice del prestigioso FESTIVAL MIX (che è il Festival del cinema LGBTQ di Milano, e il suo sito lo trovate CLICCANDO QUI), e infatti il tutto si terrà proprio nel Piccolo Teatro Strehler, in Largo Greppi 1, e più precisamente nella sua  "Scatola Magica" (una sala un po' appartata, in cui di solito trovano spazio le iniziative più particolari).

A curare l'evento - dal titolo LOVE IS LOVE - ci sta pensando Massimo Basili, che ultimamente aveva organizzato anche le presentazioni di fumetti a tema presso la Libreria Antigone di Milano. In realtà l'evento era stato progettato per un'iniziativa di tipo diverso,  ma siccome ci sono stati degli imprevisti e bisogna fare di necessità virtù, alla fine si è trasformata in una piccola tavola rotonda, a cui parteciperanno Giulia Argnani, Jacopo Camagni, Giopota, Samuel Spano e Ariel Vittori... E, salvo imprevisti, ad animare il dibattito ci sarò anche io (^__^).

E ovviamente ci saranno le più recenti pubblicazioni degli autori presenti, che ovviamente saranno felici di autografarle.

Di cosa si parlerà?

In realtà il tempo non è tantissimo, le persone presenti non sono poche e le cose da dire sarebbero un'infinità, ma a quanto pare l'idea di Massimo Basili è quella di provare a fare il punto della situazione partendo dall'esperienza personale di chi ci sarà... Che è anche un ottimo modo per trovare sempre nuovi spunti di cui parlare. Dopodichè, in base a quello, si cercherà di animare un dibattito attorno ad un inquietante interrogativo: "A cosa servono, al giorno d'oggi, i fumetti LGBTQ?".  Sempre che servano ancora a qualcosa e non siano un semplice esercizio di stile, ovviamente.

Siccome non voglio rovinare la sorpresa a quelli di voi che si presenteranno al Piccolo Teatro di Milano, venerdì 22 GIUGNO alle ore 17.00, mi riservo di dire quello che penso al riguardo in quell'occasione... Anche se, dopo avere letto costantemente quello che scrivo da queste parti, forse un'idea al riguardo potete farvela già da soli...

In questa sede mi limito a fare qualche considerazione generale sul fatto che, alla fine, Massimo Basili ha messo insieme diversi autori, provenienti da varie zone d'Italia, nel giro di poche settimane, e si sta occupando anche della gestione e della promozione dell'evento. Al netto dell'appoggio della Libreria Antigone e dell'occasione rappresentata dal FESTIVAL MIX, penso che sia abbastanza evidente che per organizzare un evento di questo tipo non servono risorse gigantesche e un dispiego fi forze imponente... Però, a quanto mi risulta, era da anni che non avveniva.

Credo che l'ultima volta che è stato organizzato qualcosa di simile sia stato in occasione del Festival Bilbolbul di Bologna nel marzo del 2012 (CLICCATE QUI), e credo anche che realizzare un incontro di questo tipo una volta ogni sei anni sia abbastanza imbarazzante... E oltretutto dimostra che se gli eventi di questo tipo non vengono organizzati più spesso è soprattutto per una mancanza di volontà, e non certo perchè richiedono un impegno e un dispendio di risorse superiore alla media. E questo discorso vale soprattutto nel caso delle manifestazioni fumettistiche propriamente dette. Anche se in effetti il meccanismo che porta all'assenza di questo tipo di eventi è - in parte - abbastanza ovvio...

Nel senso che se le manifestazioni fumettistiche italiane sono organizzate anche e soprattutto come delle fier ecampionarie dove ognuno promuove le proprie produzioni, probabilmente per gli editori presenti sarebbe inconcepibile farsi promotori di eventi trasversali che promuovono anche la concorrenza. E d'altra parte, alla luce del fatto che gli organizzatori delle manifestazioni fumettistiche italiane EVIDENTEMENTE si sentono ancora a disagio (per dirla con un eufemismo) a promuovere certi argomenti (anche solo per una questione di reputazione e per il fatto che sono manifestazioni "per tutti"), l'unica soluzione sarebbe affidarsi alle capacità organizzative di un terzo soggetto, sopra le parti. Un soggetto che faccia quello che ha fatto Massimo Basili in questa occasione, per intenderci... E che al momento, purtroppo, non esiste.

E così in Italia ci ritroviamo ad avere la prima tavola rotonda sul fumetto LGBTQ a distanza di sei anni dalla precedente, e grazie al FESTIVAL MIX e non certo al CARTOOMICS di Milano, per intenderci. E anche su questo varrebbe la pena di rifletterci un po'. Anche perchè gli anni passano e, incredibilmente, la situazione non sembra essere cambiata di una virgola.

Ad ogni modo se volete fare un salto al Piccolo Teatro per sentire cos'avranno da dire gli ospiti presenti, e cosa avrò da dire io (sperando di avere un po' di tempo per farlo come si deve), l'ingresso è GRATUITO :-) E anche questo non fa male.

Quindi segnatevi Venerdì 22 Giugno alle ore 17.00 presso il Piccolo Teatro Strehler, in Largo Greppi 1 a Milano. E una volta dentro cercate la Scatola Magica :-) Mi ci dovreste trovare dentro.

A prestissimo.

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giovedì 14 giugno 2018

GIOCHI DI CLASSE...

Ciao a tutti, come va?

Se dovessi fare una selezione dei fumetti americani che lo scorso anno hanno giocato di più sui fan service per il pubblico gay, probabilmente uno dei primi titoli che mi verrebbero in mente sarebbe Shirtless Bear-Fighter della IMAGE... Ovvero la storia, comicamente surreale, di un trovatello barbuto (???) allevato da una famiglia di orsi, che con la sua forza sovrumana diventa prima il protettore della sua foresta e poi un agente speciale dell'FBI specializzato nel tenere a bada gli orsi che minacciano l'umana civiltà... Il tutto indossando poco e niente... Anche se ovviamente le sue parti intime vengono regolarmente pixellate o sapientemente occultate, a partire dalle copertine...

Copertine che nelle edizioni variant omaggiano anche  tutta una serie di scatti e generi molto iconici in fatto di rappresentazione del sex appeal mascolino...


Disgraziatamente nel corso della sua prima miniserie il protagonista si vede costretto ad indossare dei pantaloni di tela tenuti su da uno spago, ma per fortuna è l'unica concessione che fa alla cultura dominante... Anche perchè deve rimanere coerente col titolo, presumo...

Comunque nonostante le pixellature e le inquadrature strategiche, e nonostante il tono delle storie sia volutamente satirico e dissacrante, il personaggio è diventato sicuramente molto iconico nel giro degli appassionati... E in particolare nel giro degli appassionati gay con un debole per i maschi irsuti e muscolosi...


E infatti, caso strano per un personaggio a fumetti che ha all'attivo solo una miniserie, è appena arrivata la sua action figure in edizione limitata, realizzata su licenza ufficiale e disponibile sia in versione pantalonata che in versione (disgraziatamente) pixellata...



Se vi interessa potete acquistarla direttamente dallo shop della casa produttrice (lo trovate CLICCANDO QUI), al modico costo di 44 dollari (e se prendete entrambe le versioni c'è lo sconto)... Ad ogni modo si tratta di un caso abbastanza interessante, che probabilmente è abbastanza indicativo di come stanno cambiando i tempi e di come, anche nei circuiti mainstream, ci sta rendendo conto che c'è tutta una nicchia di mercato interessata a prodotti di questo tipo.  Tant'è che, pian piano, l'offerta in questo senso sembra aumentare. Qualche tempo fa vi avevo parlato di Tossa Tossa (CLICCATE QUI), il cui concept era europeo, ma si ispirava al mondo dei manga, e che era stato fatto realizzare da un'azienda specializzata a Hong Kong... Un personaggio per il quale - nell'attesa che arrivino altri bambolotti della serie con cui farlo interagire - continuano ad essere prodotti nuovi accessori, a partire dai complementi per il suo guardaroba...

E in passato vi avevo anche parlato dei pezzi unici (o prodotti in quantità limitatissima) realizzati dal koreano (ma milanese d'adozione) Chan Park, che può permettersi di vendere le sue creazioni da collezione (come quelo che vedete qui sotto) anche per 1450 euro l'una... Casomai vi interessasse il suo shop lo trovate CLICCANDO QUI.

Ultimamente, però, si stanno facendo largo anche una serie di scultori che cercano di trovare la giusta via di mezzo fra la produzione totalmente artigianale e una catena produttiva che gli consenta di produrre in serie le proprie idee senza perdere in qualità. Uno di questi, ad esempio, è Gary Wong (in arte Garejibear), che si sta specializzando in sculture dalle parti intercambiabili, che si possono  unire tramite allacci magnetici (una tecnica che nei giocattoli per bambini andava molto di moda nei primissimi anni Ottanta, con la serie dei Micronauti ad esempio). La sua ultima creazione, realizzata in un numero limitato di pezzi e su prenotazione, si chiama Oguma...

Avendo due paia di braccia e varie soluzioni inguinali/posteriori, nonchè un peluche ursino in dotazione, è quindi possibile montarlo a seconda della proprie preferenze...




Ovviamente si possono scegliere anche varie soluzioni intermedie, e qualcosa mi dice che in futuro saranno disponibili anche ulteriori kit per variare le pose del personaggio. A quanto pare ogni pezzo viene dipinto a mano dall'artista, e il primo lotto - come era prevedibile - è già stato tutto prenotato (nonostante il costo di 2500 dollari di Hong Kong, e cioè circa 270 euro). Se volete seguire questo artista anche nei suoi prossimi lavori il suo blog lo trovate QUI e trovate tutti gli altri suoi contatti CLICCANDO QUI. Ad ogni modo questo è già il suo terzo progetto in questo particolare ambito (qui sotto vedete gli altri, che avevano anche degli elementi in tessuto), e visto il buon successo che sta ottenendo credo proprio che ne sentiremo ancora parlare...



Morale della favola... Direi che, anche grazie a internet, inizia a farsi notare quell'immaginario gay legato all'estetica muscle bear e ai bara manga, che finora era stato considerato troppo marginale per alimentare una vera e propria nicchia di mercato. O anche solo un mercato che ruota attorno a sculture e action figure a tiratura limitata. Evidentemente le cose stanno cambiando, e il fatto che anche la IMAGE abbia iniziato a tastare il terreno - seppur in maniera molto discreta - direi che la dice lunga...

E qualcosa mi dice che siamo solo all'inizio...

A questo punto vedremo un po' cosa accadra nei prossimi anni.

Alla prossima.

martedì 12 giugno 2018

ESTATI GIOVANI...

Ciao a tutti, come va?

L'estate sta arrivando, e - come faccio ogni anno in questo periodo - colgo l'occasione per fare una piccola panoramica sulle nuove proposte mainstream, e in particolare sulle proposte che magari utilizzano i canali più tradizionali, come le edicole e la televisione. E anche stavolta lo scenario è un po' inquietante. Soprattutto se si considera la situazione nel suo insieme, il passato recente e le prospettive future. In particolare se non si vogliono continuare a perdere di vista le nuove generazioni, che già da un po' hanno iniziato a disaffezionarsi alle edicole e alla TV... Anche se forse, a giudicare dallo scenario che si prospetta, chi di dovere ci ha già messo una pietra sopra e preferisce concentrarsi sugli over quaranta nostalgici - e possibilmente analfaberi digitali - finchè può ancora farlo e trarne profitto...

Dico questo perchè alla fine quella che si prospetta è sempre più è un'offerta che sembra pesantemente orientata al passato e al corteggiamento di un pubblico che - evidentemente - non ha l'impulso di provare qualcosa di nuovo o di rimettersi in gioco sperimentando qualcosa che non sia legato alla sua infanzia e alla sua giovinezza, che diventa metro e misura della sua passione per i fumetti e l'animazione...  Mentre i palinsesti televisivi, che ormai sono totalmente schiavi di regole sempre più rigide, finiscono per compiere delle scelte che una volta sarebbero state ritenute a dir poco assurde...

Il tutto nell'indifferenza generale, e - anzi - con una buona dose di gongolante soddisfazione da parte di nostalgici di cui sopra. Non che ci sia niente di male a gongolare nel veder riconosciuta la propria passione per questo o quel personaggio a distanza di trenta, quaranta o cinquant'anni, però bisogna anche cercare di vedere la situazione nel suo insieme, e a cosa potrebbero portare certe scelte nel lungo periodo...

Ad esempio: in questi giorni La Gazzetta dello Sport, che da un po' di tempo ha scoperto che gli anime cult degli anni Settanta e Ottanta in allegato si vendono bene anche se non hanno niente a che fare con lo sport, sta lanciando la serie in DVD di Hurricane Polymar... Quella originale del 1974, ovviamente, che si è vista da noi a partire dal 1979 e che è disponibile gratuitamente sul canale VVVID (CLICCATE QUI)...

Da notare che l'unico modo per poter rivedere Hurricane Polymar in televisione, nel 2018, sono proprio gli spot della Gazzetta dello Sport... Perchè, anche se la serie è stata più volte replicata negli anni Ottanta, i nuovi regolamenti in fatto di TV e minori (di cui ho parlato abbondantemente anche QUI), lo rendono improponibile nelle fasce orarie in cui avrebbe senso proporlo... E forse lo renderebbero inadeguato per gli standard delle emittenti televisive di oggi a prescindere dalla fasce orarie, e non certo perchè è una serie dalle atmosfere ormai vintage...

Dico questo perchè, giusto per fare un esempio, Italia Uno ormai utilizza solo la fascia notturna, grossomodo fra le 3.00 del mattino e le 5.50, per proporre serie animate con dei contenuti non prettamente infantili (per gli standard di oggi, ovviamente). Ultimamente la suddetta fascia era stata utilizzata per la quarta serie di Detective Conan, ma da questa settimana verrà utilizzata addirittura per ripresentare la trasposizione de L'Isola del Tesoro datata 1978, e trasmessa per la prima volta dalla RAI nel 1982...

Il che è obbiettivamente imbarazzante... Visto che si parla di un classico occidentale della letteratura per ragazzi... Però, a quanto pare, la suddetta serie ha, grazie anche alla regia di Osamu Dezaki (quello della seconda parte di Lady Oscar e di Remì), degli accenti troppo drammatici per i bambini di oggi e per le rigidissime maglie dell'AGCOM...

E infatti anche se in Giappone di nuove serie animate per la televisione ne vengono prodotte anche un centinaio all'anno, senza contare quelle per l'home video e i film di animazione, ormai la televisione italiana non ne importa praticamente più (tant'è che non fa più nemmeno incidere nuove sigle italiane a Cristina D'Avena, il che è tutto dire)... Salvo una manciata di eccezioni, che ogni anno si contano sulle dita di una mano.

Ad ogni modo, sempre da La Gazzetta dello Sport, arriva l'annuncio di un'altra serie di allegati estremamente vintage, ovvero la ristampa delle avventure de Il Grande Blek (pubblicato dal 1954 al 1967 e più volte ristampato), in un'edizione colorata per l'occasione. Blek Macigno, con le sue punte di 400.000 copie vendute ogni settimana, era diventato un personaggio popolarissimo e sicuramente sono ancora in tanti a ricordare con nostalgia le sue avventure impregnate di umorismo infantile e facilonerie varie, come esigeva la morale (e il Codice di Garanzia Morale) dell'epoca... Tanto che il suo taglio totalmente infantile (e spesso caricaturale) faceva passare in secondo piano anche i suoi involontari contenuti cripto gay, che non fecero mai scalpore anche se sicuramente contribuirono a determinare il suo successo (ne ho parlato ampiamente QUI e QUI). L'unica cosa nuova, a quanto pare, saranno le copertine...
Da notare che il suddetto personaggio ha lasciato una profonda traccia nell'immaginario collettivo di chi ha vissuto il periodo della sua maggiore popolarità... Come testimonia questo recentissimo intervento (risale alla settimana scorsa) del conduttore radiofonico Linus su Radio Deejay...

Al di là del fatto che è un po' inquietante, e molto italiano, il fatto che Linus - dall'alto dei suoi 61 anni - non abbia la minima intenzione di lasciare il posto a qualche collega un po' più giovane nella gestione di una radio che dovrebbe essere "giovane" per definizione, penso che questo episodio - nel suo piccolo - sia abbastanza emblematico della situazione culturale del nostro paese. Una realtà in cui, evidentemente, le generazioni più mature hanno perso la nozione del tempo che passa e in cui, fondamentalmente, anche quelle che sono prossime alla pensione ancora si considerano (e vengono considerate) "le" generazioni di riferimento... E, probabilmente, è anche per questo motivo che un conduttore radiofonico come Linus non si pone nemmeno il problema di passare per un matusa citando un personaggio come Blek Macigno, che quasi sicuramente alla maggior parte degli under quaranta non dice assolutamente nulla... Al netto del fatto che sicuramente è un sessantunenne che si tiene in forma.

Al di là di questo dettaglio, che anche se sembra da poco a suo modo è abbastanza significativo, è davvero incredibile verificare come a La Gazzetta dello Sport non abbiano considerato che la ristampa in allegato a il SOLE24ORE (con le sue settanta uscite) risale al 2013 e che Il Grande Blek presenta le stesse storie da tipo sessant'anni. Quindi è un po' improbabile che al momento ci siano tante persone disposte ad acquistarle in mille versioni diverse... Anche perchè le persone che lo seguono sono fondamentalmente le stesse da almeno trent'anni. Magari sperano che il colore farà la differenza, e che con Il Grande Blek si ripeterà il successo avuto con gli allegati a colori di Tex presentati con La Repubblica? Chissà...

C'è da dire, però, che Tex continua a presentare storie inedite in edicola, mentre Il grande Blek ripresenta ciclicamente solo le sue ristampe fin dagli anni Settanta, quindi il suo pubblico - col tempo - sicuramente non è stato coltivato e si è ridotto... E comunque resta un personaggio pensato per i bambini degli anni Sessanta e che non è mai stato aggiornato, o anche solo ritoccato graficamente, per stare più al passo coi tempi o con l'età anagrafica del suo pubblico. Mentre Tex nasceva già con un taglio più adulto, e in un certo senso si prestava di più ad essere apprezzato dai suoi lettori man mano che crescevano. Per farsene un'idea basta paragonare i comprimari ricorrenti, che nel caso de Il grande Blek erano un ciarlatano sovrappeso che faceva da spalla comica e un ragazzino petulante e tendenzialmente inetto (tant'è che spesso e volentieri faveva le veci dell'eterna fidanzata da salvare in ogni occasione), mentre per Tex erano (e sono) due pard maturi e molto in gamba e un figlio che è tutto suo padre... Quindi paragonare i due personaggi, soprattutto al giorno d'oggi, sarebbe comunque un po' improprio.

Anche in questo caso, quindi, la sensazione è che ormai l'obbiettivo primario sia quello di spremere gli appassionati storici finchè si può, senza pensare a quello che avverrà dopo... Anche se un "dopo", prima o poi, arriverà per forza...

E nel frattempo quelle che dovrebbero essere le iniziative promozionali per delle testate che, teoricamente, hanno ancora un certo pubblico potenziale nascono già "vecchie", o comunque partendo dal presupposto che il nuovo pubblico si possa accalappiare utilizzando delle strategie di marketing che in realtà possono fare presa su una nicchia di pubblico molto marginale... Come ad esempio il sottoinsieme dei bambini che seguono il calcio e leggono fumetti...

Il numero di Topolino in edicola dalla scorsa settimana, ad esempio, festeggia il compleanno di Paperino piazzandolo in copertina nelle vesti di un calciatore vincente su una figurina Panini (e sull'effetto boomerang che sta avendo la promozione forsennata del calcio sul settimanale, da quando fa parte del gruppo Panini, mi sono già dilungato in varie occasioni)... Magari hanno voluto ottimizzare il traino dei mondiali in Russia (a cui comunque l'Italia NON parteciperà)? Forse pensano ancora che una copertina calcistica possa portare centinaia di migliaia di tifosi italiani a comprare Topolino per sè o per i propri figli? Forse sbaglio, ma credo che le possibilità siano pari a quelle di far diventare i fans dei personaggi Disney degli appassionati di calcio, anche se non gli è mai interessato granchè...

E nel frattempo, giusto per stare in tema di iniziative di marketing per un pubblico inappropriato e tendenzialmente stagionato, è stato annunciato per luglio il numero speciale di Dylan Dog scritto dal regista cult Dario Argento... Che sarà anche un regista cult, ma - come sanno bene gli appassionati del genere - non ne imbrocca una giusta una da decenni... Anche perchè la sua vena horror è rimasta ferma ai primi anni Ottanta... Quindi a che pro cercare di risollevare le sorti di un mensile in caduta libera con l'apporto di una sceneggiatura scritta da un regista cinematografico che quest'anno compirà 78 anni, e che nel settore è già considerato abbondantemente trapassato? Giusto per avere un po' di pubblicità in più? Per coccolare i lettori over Quaranta che da ragazzini se la facevano sotto guardando Profondo Rosso al cinema? Sarà forse per questo che la storia di Dylan Dog si chiamerà "Profondo Nero" (SIGH)?

Ovviamente le mie sono domande retoriche...

E in tutto questo fiorire di belle pensate mainstream, per cui - ovviamente - la parola gay nemmeno esiste, bisogna prendere atto che INCREDIBILMENTE gli unici a fare bella figura sono quelli di RaiGulp.. Che hanno deciso di riprendere a trasmettere la serie di Sailor Moon Crystal tutti i pomeriggi a partire dal 6 giugno... Anche perchè, a quanto pare, ogni volta che viene replicata continua a fare buoni ascolti.

Il che, se vivessimo in un contesto in cui il mondo dell'intrattenimento per ragazzi si muovesse su dei binari sani e fosse gestito da persone competenti, dovrebbe fare testo sotto vari punti di vista. Cosa che però, come si è visto, non avviene. Perchè a quanto pare si preferisce investire su chi è già un affezionato lettore di fumetti da almeno due o tre decenni... E che si è formato quando, per inciso, di coppie omosessuali non si poteva parlare neanche per scherzo.

Direi che questa piccola panoramica si commenta da sola. Praticamente la tendenza è ancora quella di utilizzare anche l'estate, che notoriamente è una stagione in cui il pubblico ha più tempo libero, per lanciare delle nuove proposte che sono tutto fuorchè delle novità... Dimostrando una volta di più che, perlomeno in certi ambiti, la situazione continua a ripiegarsi su se stessa. Quasi come se chi di dovere avesse gettato la spugna, o perlomeno non sia più interessato a testare delle vere alternative.

Anche perchè, per motivi anagrifici, probabilmente le alternative non è neanche in grado di concepirle. E il contesto tendenzialmente repressivo e refrattario alle novità in cui si muove di certo non aiuta. E il fatto che poi - per i motivi anagrafici di cui sopra - sia più facile coltivare i lettori storici piuttosto che venire davvero incontro alle esigenze di quelli giovani e giovanissimi, probababilmente, fa il resto...

E quindi la grande novità dell'estate 2018, in edicola, sarà la ristampa a colori de Il Grande Blek...

Con tutto quel che ne consegue.

Non so perchè, ma ho la sensazione che il peggio debba ancora venire.

Alla prossima.

venerdì 8 giugno 2018

DUE PESI E DUE MISURE?

Ciao a tutti, come va?

Oggi volevo prendere spunto da un commento al mio ultimo post, in cui cercavo di analizzare la situazione attuale del fumetto in Italia e le eventuali ripercussioni che potrebbero esserci sullo stesso adesso che la situazione generale sembra avere imboccato un strada nuova e potenzialmente avversa a certi tipi di contenuti (CLICCATE QUI).

Nella fattispecie il lettore anonimo mi scrive:

"Oddio... Credo sia un dato di fatto che nell'ultimo anno le cose per i gay, a livello mondiale, hanno iniziato a prendere una brutta piega, a cominciare dagli USA. Come questo si possa riflettere sui media è difficile dirlo. Negli Stati Uniti, ad esempio, abbiamo avuto episodi spiacevoli nel campo del fumetto di cui hai parlato anche in questo blog, ma al contempo un'esplosione di contenuti LGBT in altri settori, per esempio Netflix. E la direzione opposta in cui fumetti e tv sono andate ci può dare da pensare riguardo a cosa dipenda dalla politica e cosa da altri fattori (per esempio ci si può lamentare della chiusura di serie gay, ma i Fantastici Quattro sono stati assenti dalle scene per qualche anno ed è un titolo molto più importante).
E in Italia? Che i nostri editori e distributori non abbiano una vera visione del proprio ruolo e siano piuttosto pavidi non ci piove, ma forse quello che manca davvero è una tipologia di contenuti capace di fare breccia. Nine Stones è fantastico, ma non possiamo certo attenderci abbia ripercussioni mainstream..."


Partiamo dalla fine: al di là della sua bellezza bisogna dire che Nine Stones ha venduto anche molto bene, e molto più delle media delle nuove proposte del fumetto italiano. Con tanto di tirature più volte esaurite, anche per quel riguarda l'edizione da libreria con contenuti espliciti.

Forse non nasceva come prodotto mainstream, ma sicuramente ha dimostrato che il confine fra un prodotto mainstream e uno che non lo è non è poi così chiaro. Anche perchè tante nuove proposte"mainstream", nel senso classico, nell'ultimo anno sono andate malissimo. Probabilmente è il concetto stesso di mainstream che andrebbe riveduto un pochetto, anche perchè è abbastanza assurdo che a fronte dei buoni risultati di Nine Stones (che nell'ambiente sicuramente sono risaputi), non ci sia stato nessuno - fra la concorrenza - che abbia pensato di puntare sugli elementi più innovativi che ne hanno determinato il successo.

Per quanto riguarda la situazione degli USA penso che  l'argomento sia particolarmente interessante, e infatti era da un po' che volevo parlarne... Anche perchè è abbastanza assurdo che adesso la DC Comics abbia iniziato a seguire - almeno in parte - l'esempio delle strategie "velatamente" filo-presidenziali (se così vogliamo chiamarle) della MARVEL e abbia deciso, ad esempio, di cancellare la serie a fumetti di Batwoman (che, vi ricordo, è esbica dichiarata) proprio mentre se ne annunciava la prossima comparsa nei serial TV prodotti da Gerg Berlanti...

D'altra parte non sarebbe neanche la prima volta che, a fronte di una presidenza americana più conservatrice, la DC Comics comincia a comportarsi in maniera più o meno ammiccante nei suoi confronti. Ad esempio: sotto la presidenza di George W. Bush, in un periodo in cui peraltro si iniziava a parlare con maggiore insistenza delle possibili implicazioni gay dei fumetti più popolari, la casa editrice sostituì l'ultima versione di Robin - Tim Drake - con una ragazza (Stephanie Brown)...

Successivamente - nel 2006 - tagliò la testa al toro presentando il figlio biologico di Batman, con l'evidente proposito di farlo diventare presto o tardi il nuovo Robin ufficiale... Cosa che, effettivamente, avvenne poco dopo. Per non parlare di tutta una serie di altre scelte, per nulla gay friendly, che fece in quel periodo...

Poi *MAGICAMENTE*, dopo le elezioni di Obama nel gennaio 2009, c'è stato un cambio anche ai vertici della DC COMICS: diventa Presidente Diane Nelson (foto sotto) e le cose iniziano gradualmente a cambiare...

Se non che, *MAGICAMENTE*, dopo l'elezione di Donald Trump nel gennaio 2017 Diane Nelson inizia ad assentarsi per motivi famigliari e rassegna le sue dimissioni nel giugno del 2018, proprio qualche giorno fa... Da notare che delle sue assenze per motivi famigliari nessuno aveva parlato fino al momento delle sue dimissioni... Che tra l'altro sono arrivate proprio nel bel mezzo della saga che, guardacaso, porterà al matrimonio di Batman con Catwoman (che per la cronaca, qualche anno fa, aveva praticamente fatto coming out come bisessuale, e se non ci credete CLICCATE QUI, ma tant'è)...

Il tutto mentre  i personaggi LGBT della casa editrice stanno gradualmente uscendo di scena, o vengono relegati a ruoli sempre più marginali...

E nel frattempo - potere delle coincidenze - viene annunciato il rilancio della linea VERTIGO, che - al netto della qualità della sua offerta - è sempre stata considerata una specie di zona franca in cui circoscrivere i fumetti dai contenuti più adulti e socialmente impegnati. Cosa che, a quanto pare, avverrà anche con i nuovi titoli in programma... E di cui sicuramente tornerò a parlare, anche perchè fra prostitute queer che cercano di salvare il mondo del futuro dalla dittatura dei bigotti e Gesù che torna sulla terra per prendere lezioni da un supereroe direi che gli spunti sfiziosi non mancano...


Ad ogni modo penso che mettendo assieme tutti i pezzi del puzzle qualche sospetto sia legittimo, anche se per avere dei riscontri oggettivi bisognerà aspettare un po', per vedere cosa succederà quando si esauriranno i progetti gay friendly approvati sotto la presidenza di Diane Nelson.

Sia come sia è interessante notare che anche dalle parti della MARVEL all'indomani dell'elezione di Trump ci sono stati cambi ai vertici e ritorni a politiche editoriali più tradizionaliste (CLICCATE QUI). Il che, effettivamente, cozza anche in questo caso con l'approccio delle serie televisive ispirate al suo universo fumettistico.

Perchè questo approccio così contraddittorio, quindi?

In linea di massima bisogna considerare alcuni elementi: da una parte la MARVEL e la DC ora fanno parte di due grandi major dell'intrattenimento (la Disney e la Warner), e con gli anni i loro personaggi hanno acquisito un valore iconico non da poco nella cultura popolare americana. Di conseguenza le loro pubblicazioni da un lato hanno assunto sempre di più il valore di un biglietto da visita, o comunque di un mezzo per esternare il loro rispetto nei confronti dell'Amministrazione in carica, e dall'altro si sentono in dovere di venire incontro alla maggioranza - o presunta tale - degli americani, anche solo per una questione prettamente economica (soprattutto in un periodo in cui i fumetti non si vendono più come una volta). Una maggioranza che si esprime, ovviamente, anche nei risultati delle elezioni.

Le serie TV, ispirate dai fumetti o meno, per orientarsi, utilizzano invece tutt'altro tipo di riscontri. A partire dallo share che registrano i singoli episodi, dagli abbonamenti e dai commenti sui social del loro pubblico di riferimento. Se una serie TV ha dei buoni riscontri di pubblico, anche e soprattutto quando utilizza personaggi o sottotrame LGBT, sicuramente le emittenti che l'hanno commissionata non imporranno veti di sorta. Anche perchè, molto banalmente, ogni emittente americana ha già un suo elettorato di riferimento o comunque un target di pubblico su cui puntare. Anche se si tratta di emittenti che rientrano nella galassia Disney o Warner. Tantopiù che il pubblico dei serial TV, in generale, non equivale a quello dei fumetti da cui eventualmente sono tratti. Per tanti motivi che sarebbe troppo lungo spiegare qui.

L'approccio dei film, poi, sembrerebbe confermare questa teoria. Perchè come nel caso dei fumetti hanno un pubblico potenziale molto più ampio e trasversale dei serial televisivi, soprattutto in considerazione del fatto che devono valutare le implicazioni del mercato globale e dei veti locali in fatto di tematiche LGBT, ad esempio... Quindi diciamo che devono fare le stesse valutazioni delle case editrici da cui traggono ispirazione, ma devono farlo su una scala molto più vasta. E così il massimo del (relativamente) gay friendly che si possono concedere (se non vogliono essere boicottati a livello internazionale) è qualche scena shirtless e qualche ammiccamento velatissimo...

Questo, ovviamente, in relazione alla situazione americana.

La situazione italiana, invece, ha delle criticità in parte sovrapponibili a quelle di cui sopra, ma in buona parte legate ad un contesto repressivo e omofobico che non si riesce ancora a bypassare. E inoltre noi non abbiamo delle produzioni televisive che possano compensare in qualche modo. Soprattutto in considerazione del fatto che, dietro alle fiction del nostro paese, si muovono spesso degli interessi tutt'altro che artistici e contenutistici. Forse l'unica speranza potrebbe essere rappresentata proprio da qualche canale tipo Netflix, nel caso voglia continare a produrre dei serial (intesi nel senso moderno del termine) anche in Italia. Magari ispirandosi anche a qualche fumetto italiano con un taglio un po' più accattivante della media...

Chissà.

Di sicuro sarà interessante monitorare la situazione.

Alla prossima.