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giovedì 21 marzo 2019

SILENZIO ASSENSO?

Ciao a tutti, come va?

Forse, se siete appassionati di serie TV, saprete già che la seconda stagione televisiva dei TITANS, ispirata all'omonima squadra di giovani supereroi della DC Comics, vedrà un notevole ampliamento del cast principale... Che in effetti nella prima season, rispetto alla controparte fumettistica, era stato ridotto all'osso (presumibilmente per motivi di budget)...

E forse saprete anche che nella seconda stagione debutterà anche la prima versione "live" di Jericho (vero nome Joseph William Wilson), uno dei personaggi più originali che vennero creati in occasione del rilancio della squadra nei primi anni Ottanta. Figlio (in incognito) del superkiller Deathstroke, era diventato muto quando alcuni nemici del padre tentarono di ucciderlo, ma in compenso era nato con la capacità di possedere mentalmente le persone con cui entrava in contatto visivo.

All'inizio si vociferava di una sua presunta omosessualità, e in effetti l'intenzione degli autori Marv Wolfman e George Pérez era proprio quella di presentarlo come tale... Se non che, stando alle loro dichiarazioni, pare che poi avessero notato che gli avevano dato troppe carattiristiche legate allo stereotipo dell'omosessuale (sensibilità, passione per l'arte, modi un po' effemmiinati, ecc), e di conseguenza temevano che farlo dichiarare ANCHE omosessuale lo avrebbe reso troppo banale, o addirittura la caricatura di un omosessuale. Così col tempo cambiarono idea. Tuttavia l'ultima incarnazione del personaggio, così come è apparso dopo l'operazione "rebirth" della casa editrice, è dichiaratamente bisessuale.

Comunque la notizia importante non è tanto l'arrivo di Jericho nella seconda stagione della serie televisiva dei TITANS, ma il fatto che per interpretarlo sia stato scelto un giovane modello transgender (FtM, da femmina a maschio) di nome Chella Man, molto seguito in ambito social (anche perchè ha voluto condividere nei dettagli il suo percorso di transizione dal 2017 a oggi), che oltretutto è diventato sordo a seguito di una patologia che lo ha colpito quando aveva quattro anni. Adesso si aiuta con un apposito apparecchio auricolare.

Lui si definisce genderqueer (nel senso che la sua identità di genere non rientra strettamente nei canoni stabiliti dal binarismo di genere uomo/donna) e, come testimonia il suo canale youtube, attualmente ha una ragazza. Considerando che ha solo vent'anni è sicuramente un personaggio interessante al di là del ruolo che dovrà interpretare nella serie dei TITANS, e non è da escludere che possa metterci anche un po' del suo vissuto, visto che al pari di Gericho appartiene a diverse minoranze allo stesso tempo (tra l'altro è pure ebreo e di origine asiatica) . Al momento non si sa se questa versione di Gericho sarà FtM come l'attore che lo impersonerà, ma sicuramente si tratta di una scelta interessante... Che potrebbe assumere anche un ruolo "formativo" per il grande pubblico che non ha ancora famigliarizzato con certi concetti.

Non che da un serial prodotto da Greg Berlanti ci si potesse aspettare niente di meno, però in questo caso la scelta sembra particolarmente meditata, anche perchè Chella Man è un attivista per i diritti delle minoranze ed è ben felice di condividere la sua esperienza di vita. E infatti quando la sua scelta per il ruolo di Jericho è stata ufficializzata i media americani non hanno mancato di porre l'attenzione sul fatto che si trattava di un giovane attore FtM, anche perhè si tratta del primo attore FtM che partecipa ad una serie televisiva di supereroi.

La cosa interessante, però, è che se negli USA certi dettagli hanno avuto ampio risalto, dalle nostre parti si è preferito non specificarlo. Se date un'occhiata anche a siti specializzati in fumetti e immaginario pop come COMICUS (CLICCATE QUI) e MANGAFOREVER (CLICCATE QUI), noterete che non viene riportato in alcun modo il fatto che si tratta di un attore FtM...

E comunque anche sui siti italiani che si occupano di serial TV la cosa viene generalmente glissata, accennando al massimo al fatto che è sordo.

Devo ammettere che in questi casi faccio sempre un po' di fatica a capire se queste omissioni vengono fatte per una qualche forma di pudore (che in questo caso è completamente fuori luoga, visto che si tratta di un attore che rivendica orgogliosamente il suo essere FtM) o, più semplicemente, per paura di urtare la sensibilità di qualche utente bigotto... Forse qui nessuno ne parla perchè si dà ancora per scontato che, nell'immaginario collettivo, la parola transgender possa essere associata solo alla persone MtF (da maschio a femmina)? Forse è una qualche forma totalmente sfasata di politically correct?

Davvero non lo so, ma in ogni caso mi verrebbe da pensare che è il segnale di una situazione generale non proprio incoraggiante e forse anche un po' irritante.

A titolo informativo, comunque, qui sotto posto una breve intervista all'attore in questione... Giusto per dimostrare che lui ci tiene a far sapere che è orgoglioso di essere quello che è, e che pensa sia giusto testimoniarlo.
  Ovviamente il fatto che un attore appartenga ad una o a più minoranze non dovrebbe essere un metro di giudizio, ma omettere del tutto la questione - soprattutto se si considera che è il primo attore FtM in una produzione di questo tipo (e che forse l'ultimo attore sordo visto in una produzione supereoistica è stato Lou Ferrigno, nella serie TV di Hulk)... Insomma... Qualche sospetto lo fa venire...

Voi che ne pensate?

Alla prossima.

martedì 19 marzo 2019

Anteprime e considerazioni

Ciao a tutti, come va?

Sulla quarta di copertina del numero 5 della serie Cani Sciolti della Bonelli, come da prassi, si trova l'anticipazione del numero successivo... E a quanto pare di tratterà di un numero particolare, visto che racconterà di come - accidentalmente - due dei protagonisti della serie (in qualità di universitari in vacanza) si ritrovano a New York proprio il 28 giugno del 1969, venendo coinvolti dalla rivolta di Stonewall... Questo albo dovrebbe essere distribuito in edicola a partire dall'11 aprile (se fosse stato disponibile in occasione del 17 maggio, o per la stagione dei Pride, sarebbe stato meglio, ma forse era chiedere troppo).

Dato che l'evento è a modo suo storico, per vari motivi, ho pensato che fosse il caso di trarne qualche spunto di riflessione con  un po' di anticipo, anche perchè qualcosa mi dice che quando uscirà le cose da dire saranno comunque tantissime. Anche se in realtà ci tenevo a parlarne prima anche nella speranza di evitare alcuni scivoloni che già potrebbero prospettarsi all'orizzonte... Perlomeno a giudicare dalla preview della copertina...

Anche volendo tralasciare il fatto che sulla vetrina del locale raffigurato in copertina viene scritto "Stonewall", e non "The Stonewall Inn" (che era il nome del locale da cui partì tutto, e che ha mantenuto il nome tale e quale anche oggi)...


Ecco... Anche volendo trascurare questo piccolo dettaglio, diciamo... Un'altra cosa che spicca nella copertina è il fatto che tutti i "rivoltosi" sono bianchi, mentre quel locale era frequentato da tantissime persone appartenenti alla minoranza ispanica e afroamericana... Come peraltro viene testimoniato anche dalle foto di quel periodo... Quindi la speranza è che quello che si vede nella preview sia giusto un errore di colorazione (per quanto inopportuno, soprattutto in questo periodo), e che all'interno della storia questo aspetto della vicenda non venga rimosso...

Tra l'altro, sempre nella suddetta copertina, fra i rivoltosi spicca la mancanza di persone visibilmente transgender, quando questa categoria ebbe una rappresentanza e un peso importante in tutta la vicenda... E anche in questo caso non sarebbe male se si trattasse di una "svista" presente solo in copertina, anche perchè proprio nel numero di Cani Sciolti di questo mese si è vista una prostituta transgender italiana (anche se all'epoca si facevano chiamare "travestiti"... E in più di qualche caso non erano propriamente persone transgender, ma omosessuali maschi che nel crossdressing avevano più opportunità di trovare un punto di equilibrio con il loro orientamento sessuale)...

Quindi non sarebbe carino se, anche in questa serie, fosse concesso di rappresentare questa categoria di persone solo in qualità di prostitute sottomesse all'italica libido, e non - ad esempio - in qualità di ribelli di Stonewall... Anche perchè, in questo caso, si confermerebbe definitivamente la vocazione anacronistica del progetto "Audace" della Bonelli, che finora ha dimostrato di essere "Audace" solo per i parametri del suo pubblico storico, che è sempre più stagionato... E che magari trova molto esaltante anche il fatto che "finalmente" negli albi Bonelli si parli del clima della fine degli anni Sessanta, quando magari aveva la stessa età dei protagonisti di Cani Sciolti, e viveva le loro stesse esperienze... O magari avrebbe voluto viverle se non fosse stato vincolato da alcune dinamiche tipiche dell'Italia di quel periodo (e non solo)...

Quindi adesso non possiamo fare altro che restare in attesa di vedere come Gianfranco Manfredi gestirà il numero 6 della serie... E nel frattempo prendiamo atto di una cosa, che è sotto gli occhi di tutti: anche se in Italia inizia a crearsi un clima sociale molto partecipato su diverse questioni, il massimo che riescono a fare i fumetti italiani è ambientare le loro storie più trasgressive alla fine degli anni Sessanta...

Cercherò di essere più chiaro. Nel giro di due settimane abbiamo avuto: il 2 marzo una manifestazione antirazzista a Milano che ha riempito Piazza Duomo...

L'8 marzo una serie di cortei che hanno dimostrato che, per quanto incredibile, il movimento femminista sta tornando a farsi largo anche in Italia...

Il 14 marzo centinaia di migliaia di ragazzi che si sono riversati in strada aderendo allo sciopero globale per il clima...

Quindi, anche a voler essere di manica stretta, bisognerebbe perlomeno ammettere che ci sono tre temi che coinvolgono in maniera crescente e trasversale un'ampia fetta di società civile, e in buona parte la sua rappresentanza giovanile: il razzismo, la questione femminile e la preoccupazione per la crisi ambientale...

Mentre in edicola, oltre ad una discreta quantità di ristampe di materiale risalente a parecchi decenni fa, si ritrovano produzioni che - come da prassi - scelgono di non prendere spunto dalla realtà in cui vivono i loro potenziali lettori... E che, come dicevo all'inizio, nella migliore delle ipotesi trattano di tensioni sociali relative alla fine degli anni Sessanta.

Un ottimo modo per cercare di fare breccia nel pubblico di oggi, direi. E soprattutto in quello giovane, che oltretutto è già un target sempre più difficile da agguantare... Anche se in realtà non partirebbe poi così prevenuto come sembra...

Generalmente quando si solleva l'argomento, in particolare per quel che riguarda il fumetto seriale italiano, chi difende un certo tipo di scelta ribatte che - anche volendo - sarebbe impossibile stare sul pezzo perchè si tratta di prodotti elaborati con anni di anticipo, e che in molti casi richiedono che gli autori vengano messi all'opera su una determinata storia con mesi e mesi di anticipo.

Perchè in Italia, si sa, la media delle pagine mensili per ciascuna storia è molto maggiore rispetto ai corrispettivi statunitensi o di altri paesi... E quindi richiede più tempo per essere ultimata.

Tutto vero. Però al netto del fatto che comunque a monte c'è - da parte del fumetto italiano che arriva in edicola - un'atavica paura di rapportarsi con temi eticamente sensibili,  a volte c'è anche la netta sensazione che certe scelte editoriali siano una giustificazione valida e al tempo stesso un pretesto.

Anche perchè, se i tempi di lavorazione sono così lunghi, non c'è scritto da nessuna parte che non possano essere pubblicati mensili antologici con storie di massimo venti pagine l'una. L'editoria giapponese si regge quasi tutta su periodici antologici, anche settimanali, in cui le storie vengono portate avanti al ritmo di poche decine di pagine per volta...

Cosa che, tra l'altro, garantisce un periodico rinnovamento delle storie, degli autori e delle idee... Anche in base alla risposta del pubblico. E forse è per questo che, anche se parliamo di una nazione altamente informatizzata, i fumetti pubblicati da queste riviste poi vengono raccolti in volumetti che vendono milioni di copie ciascuno (e solo in Giappone).

Qui sotto, per completezza, potete vedere la classifica dei dieci volumetti più venduti del 2018 in Giappone:
  1. One Piece – 8,113,317
  2. My Hero Academia – 6,718,185
  3. L’Attacco dei Giganti – 5,235,963
  4. Slam Dunk – 5,214,085
  5. Haikyu!! – 5,030,624
  6. Kingdom – 4,970,171
  7. The Seven Deadly Sins – 4,867,680
  8. The Promised Neverland – 4,246,955
  9. Vita da Slime – 3,460,066
  10. Tokyo Ghoul:re – 3,267,843
Parliamo, nell'ordine, di pirati, di supereroi, di un fantasy distopico, di pallacanestro, di pallavolo (maschile), di combattimenti e intrighi sullo sfondo dell'antica Cina, di fantasy ispirato al medioevo occidentale, di horror a base di bambini in balia di demoni, di avventura fantasy ispirata ai giochi di ruolo e di un urban fantasy dark/horror...

E in tutti i casi i personaggi chiave sono bambini, ragazzini, adolescenti o giovani adulti... Che in un modo o nell'altro riescono a creare un rapporto di identificazione con i loro lettori, e in particolare con quelli che hanno la loro stessa età..

E bisogna tenere presente che, anche quando si muovono in contesti poco legati al mondo reale, cercano di toccare temi ed emozioni che fanno comunque parte della quotidianità del loro pubblico di riferimento.

Però, quando si paragona il fumetto giapponese con quello italiano, i soliti difensori della causa insorgono dicendo che gli autori giapponesi hanno un metodo di lavoro diverso, che hanno stuoli di assistenti e che in Italia non si lavora così... Anche perchè, come si diceva sopra, i fumetti italiani vengono pubblicati prendendo come riferimento altri criteri tipografici, stilistici, editoriali, ecc...

E anche questo è vero. Però, se a questo punto il nocciolo della questione è che il metodo di lavoro tradizionalmente adottato in Italia non consente di sperimentare e articolare l'offerta come in Giappone, dove i fumetti vengono milioni di copie, non sarà che - forse - il problema sta anche nel metodo di lavoro italiano, e nel fatto che ormai è superato e poco competitivo?

Se, ad esempio, non consente di mettere in atto quelle dinamiche che gli permetterebbero - se volesse - di affrontare con pochissimo scarto temporale i temi e gli argomenti che potrebbero intrigare il pubblico di oggi, non sarebbe il caso di rivederlo?


Chissà...

La cosa ironica è che, se proprio volessimo essere onesti, il formato bonelliano che intendiamo oggi ha molte più cose in comune con i manga giapponesi di quanto non si direbbe. Nel senso che nasceva per raccogliere dei fumetti che precedentemente erano arrivati in edicola sottoforma di strisce settimanali (o quindicinali) di poche decine di pagine... Quindi, tecnicamente, si tratterebbe di una specie di ritorno alle origini...
Ovviamente per concretizzare l'idea di un periodico antologico su carta economica, che ogni volta ospita i capitoli di diverse storie in qualche modo collegate ai temi caldi del momento, sarebbe necessario rivoluzionare da cima a fondo tutto l'establishment fumettistico italiano... Escludendo automaticamente tanti nomi noti che non riuscirebbero a starci dietro, e dando spazio a tanti nuovi direttori editoriali, sceneggiatori e disegnatori: giovani, veloci e col dono di sapersi relazionare davvero con il pubblico italiano.

Quindi bisognerebbe fare una grande selezione, con un'operazione di scouting senza precedenti e a tutti i livelli, e sarebbe una strage...

E forse, e dico forse, questo potrebbe essere uno dei motivi per cui questa strada non è mai stata percorsa, e a tutt'ora si preferisce navigare a vista sperando di trovare prima o poi l'approdo giusto.

Puntando, nel frattempo, sugli ex giovani degli anni Sessanta... E iniziando a nominare timidamente i moti di Stonewall giusto nel 2019... E cioè quando a New York si celebra il cinquantennale dell'evento, e tra l'altro lo si fa con un WORLD PRIDE...

Meglio tardi che mai, insomma...
Ad ogni modo, come dicevo all'inizio, sarà molto interessante verificare come verrà trattato l'argomento... E sicuramente questo blog ne riparlerà a tempo debito.

Alla prossima.

giovedì 14 marzo 2019

AGGIORNAMENTI STATISTICI

Ciao a tutti, come va?

Tra le tante novità del sempre effervescente mercato dei comics USA, devo ammettere che mi ha colpito abbastanza il reboot a fumetti di Buffy l'Ammazzavampiri. Infatti da quando la Dark Horse - che aveva offerto per anni il sequel ufficiale della serie TV (facendola arrivare alla dodicesima stagione) - ha ceduto i diritti alla BOOM! Studios, la saga è ripartita daccapo, ed è stata trasposta ai giorni nostri...

Per me, che ero appassionato della serie TV anche una ventina di anni fa, questa nuova versione non è affatto male. Nel senso che non snatura la saga, ma oltre ad inserire tutta una serie di elementi per renderla più attuale (a partire dagli smartphone), reimpasta le sue situazioni e i suoi personaggi in una sorta di gigantesco universo alternativo, dove non bisogna dare nulla per scontato.

E tra l'altro gestisce molto bene anche il problema della "decompressione narrativa" che, purtroppo, fa tanta tendenza da qualche anno a questa parte. Nel senso che - fortunatamente - leggendo questa serie non si ha la netta sensazione di avere impiegato 24 pagine per seguire quello che è avvenuto in 5 minuti della vita della protagonista... E anche questo è un punto a favore.

Tuttavia devo ammettere che uno degli elementi che mi stanno colpendo di più è il fatto che l'omosessualità, in questa versione della saga, viene vissuta in maniera molto più disinvolta rispetto a quanto avveniva nella serie TV originale, tant'è che quando Buffy arriva nel suo nuovo liceo si trova di fronte una giovane e inesperta Willow che però ha già fatto coming out, e si scambia tranquillamente delle effusioni con la sua ragazza nei corridoi della scuola...

Ora: chi conosce la serie TV sa che questo personaggio ha avuto bisogno di quattro stagioni per prendere pienamente coscienza di sè, e magari potrebbe pensare che vederla così emancipata fin da subito potrebbe rappresentare una forzatura da politically correct... Però bisogna essere obbiettivi: dal debutto di Buffy negli USA sono passati 22 anni, e non è pensabile che gli adolescenti di oggi si comportino come gli adolescenti di 22 anni fa... Soprattutto se con questa serie si mira a coinvolgere un pubblico diverso da quello dei nostalgici, e magari coetaneo dei protagonisti...

E forse, più che di politically correct (in questo come in altri casi), bisognerebbe parlare di un semplice aggiornamento. Anche perchè ci sono tutta una serie di riscontri oggettivi che dimostrano come certe tematiche stiano entrando a far parte del mondo giovanile in maniera sempre più disinvolta, e nonostante gli USA non stiano vivendo un momento particolarmente progressista...

E anche questo è un dato interessante su cui riflettere.

La Gallup Inc. è un rinomato istituto demoscopico, che opera negli USA dal 1935, e nel maggio dello scorso ha ha pubblicato i risultati di un'indagine condotta su 340.600 persone, e incentrata sulla percezione del proprio orientamento sessuale. I risultati (CLICCATE QUI) sono molto interessanti.

Negli ultimi anni gli americani che si definiscono LGBT (e che NON vanno confusi con le persone che hanno avuto rapporti sessuali con persone del proprio sesso almeno una volta nella vita, che sono molte di più) sono arrivati ad essere il 4,5% della popolazione.

E ovviamente la percentuale maggiore si registra fra i millenials (quelli nati fra il 1980 e il 1999), tant'è che in questa generazione coloro che, nel 2017, si identificavano come LGBT arrivano addirittura a quota 8,2%.

Un altro dato interessante è che la maggior parte delle persone che si identificano come LGBT sono di genere femminile, e in proporzione sono più numerose nell'etnia ispanica, anche se in nessuna etnia si scende sotto al 4,0%.

Infine può essere interessante notare che l'incremento della consapevolezza di essere LGBT aumenta in tutte le fasce di reddito e fra tutti i titoli di studio.

Quindi, prima di liquidare certe scelte narrative come un atto di sottomissione al politically correct fine a se stesso, andrebbe considerato il fatto che se questi dati sono pubblici sicuramente arrivano anche alle case editrici americane di fumetti... Che non possono fare a meno di prenderli in considerazione.

Anche perchè sarebbe abbastanza stupido fare altrimenti.

Se non altro perchè, ovviamente, un aumento delle persone che si definiscono LGBT non può che indicare anche un aumento dei loro simpatizzanti (anche perchè, in caso contrario, sarebbe ancora molto difficile esporsi o anche solo prendere coscienza di sè).

Perciò, molto banalmente, se negli USA aumentano i fumetti gay friendly (e se i MARVEL STUDIOS osano annunciare che a breve arriverà un film con un supereroe gay) forse è anche una questione di marketing puro e semplice, seppur con numerosi risvolti positivi sotto altri punti di vista.

E non penso che ci sia molto altro da aggiungere.

A parte, forse, il fatto che prima o poi sarebbe auspicabile che anche in Italia qualcuno si ricordasse che il marketing per i giovani si fa puntando sui giovani, e non sui loro nonni.

Alla prossima.

martedì 12 marzo 2019

ANDAMENTI E FATTURATI

Ciao a tutti, come va?

Fra una fiera e l'altra, fra gruppi facebook e social vari, il mondo degli appassionati italiani di fumetto - sotto un'apparente calma - sembra essere in uno stato di perenne preoccupazione... Un po' perchè gli editori storici tendono a fare molti passi falsi, un po' perchè non si riesce a favorire il ricambio generazionale dei lettori e un po' perchè il mercato delle edicole si sta contraendo a vista d'occhio, e poi perchè i nuovi media distraggono il pubblico potenziale, perchè il mercato delle librerie non è ancora in grado di ammortizzare l'abbandono delle edicole... E per mille altri motivi...

Poi, ogni tanto, qualcuno riporta dati di vendita più o meno attendibili e si scatena il putiferio generale, e il tifo da stadio, anche perchè ognuno vuole dire la sua e - come spesso accade - tutti vogliono avere ragione... E generalmente non si viene a capo di nulla, mentre l'unica conferma ufficiale è quella che gli editori italiani mantengono il massimo riserbo sull'andamento reale della situazione, probabilmente per non rischiare che ulteriori danni di immagine vadano a compromettere una situazione già abbastanza precaria di suo...

Tuttavia è da un paio di annetti che, scartabellando fra i dati di fatturato aziendale depositati dai maggiori editori italiani e riportati dal sito iCribis (potete CLICCARE QUI per quelli del 2015 e potete CLICCARE QUI per quelli del 2016), su questo BLOG provo a fare una panoramica della situazione... Anche perchè, pur non avendo dati di vendita precisi, quelli relativi al fatturato possono comunque essere d'aiuto per capire lo stato di salute generale del settore.

E così, ridendo e scherzando, è arrivato il momento giusto per analizzare gli ultimi dati depositati, relativi al 2017 e che calcolano l'andamento del fatturato analizzando i due anni precedenti. Questo, in effetti, è particolarmente interessante, perchè quando ho iniziato ad analizzare questi dati avevo a disposizione quelli relativi al periodo  2013/2015, mentre quelli disponibili oggi si riferiscono al periodo 2015/2017: quindi se vi va potete fare un po' di conti per avere un'idea più precisa di quello che è successo fra il 2013 e il 2017.

Comunque, siccome i numeri non mentono, passo subito a riportarvi i dati relativi a ciascuna casa editrice, partendo da quella che è ancora considerata quella più rappresentativa:

Dati finanziari di Sergio Bonelli Editore S.p.a.:
L’ultimo bilancio depositato da Sergio Bonelli Editore S.p.a. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2017 e riporta un range di fatturato di 'Tra 6.000.000 e 30.000.000 Euro'.
Il fatturato di Sergio Bonelli Editore S.p.a. durante il 2017 è diminuito del 2.32% rispetto a 2015.
Il Capitale Sociale di Sergio Bonelli Editore S.p.a. durante il 2017 è rimasto invariato rispetto al 2015.

Tramite il sito ReportAziende (cliccate QUI), però, possiamo anche venire a sapere che - dal 2016 al 2017 - utili e fatturaro sono scesi di diverse centinaia di migliaia di euro.

Considerando che il fatturato era aumentato dell'1,23% fra il 2013 e il 2015 direi che questi dati non sono propriamente confortanti, soprattutto se si considerano tutti gli investimenti che sono stati fatti per cercare di agguantare nuovo pubblico e rilanciarsi a livello multimediale. Ovviamente i dati che emergeranno nei prossimi anni ci diranno se si tratta di una crisi temporanea o di un fenomeno  che tradisce problemi più gravi a monte. Chi segue questo blog conosce già la mia opinione al riguardo, quindi non aggiungo altro.

Nel frattempo, anche quest'anno, c'è un editore che continua a mandare in tilt il sito di iCribis, infatti ancora una volta la pagina relativa alla Panini riporta:

Dati finanziari di Panini Societa' Per Azioni:
L’ultimo bilancio depositato da Panini Societa' Per Azioni nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2017 e riporta un range di fatturato di 'Sopra 30.000.000 Euro'.
Il fatturato di Panini Societa' Per Azioni durante il 2017 è aumentato del ∞% rispetto a 2015.
Il Capitale Sociale di Panini Societa' Per Azioni durante il 2017 è aumentato del 999900% rispetto a 2015.

Probabilmente le operazioni finanziarie che la vedono coinvolta da qualche anno a questa parte  hanno ancora  compromesso il sistema di calcolo dei dati del sito. Per fortuna, però,  il sito ReportAziende può venirci ancora in aiuto, visto che riporta i dati relativi all'andamento della società fra il 2016 e il 2017 (CLICCATE QUI), come potete vedere qui sotto.

Cosa possa significare un fatturato in calo di 50 milioni di euro in un solo anno (e nonostante le importanti operazioni finanziarie di cui sopra) non oso nemmeno immaginarlo (anche perchè prima del 2015 aveva perso altri 110 milioni), ma se a questo aggiungiamo un calo degli utili di quasi 400.000 euro possiamo capire un po' meglio i motivi del siluramento della Direttrice di Topolino (CLICCATE QUI)... In ogni caso, facendo un rapido calcolo e avendo a disposizione il dato del 2015 (che era di  236.481.266 euro), possiamo scoprire che dal 2015 al 2017 il fatturato della Panini è calato del 13,66% circa... E, considerando che entro il 2024 deve saldare i conti con le banche che le hanno fatto credito per salvarla dal tracollo, direi che non è un buon segno... Oltretutto confrontando gli utili del 2015 (22.770.603 euro) con quelli del 2017 si riscontra un calo del... Aemh... 73,8%... Ora: io non sono un esperto, ma non mi sembra che sia una situazione molto allegra... Anche perchè gli utili sono quello che interessa agli azionisti di una S.p.A., e se la situazione non cambierà è facilmente ipotizzabile che il congedo di Valentina De Poli possa essere solo l'antipasto...

Ad ogni modo, in questo mondo di incertezze, può fare piacere sapere che fra il 2015 e il 2017 c'è stato almeno un editore il cui fatturato è rimasto invariato:

Dati finanziari di Astorina S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Astorina S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2017 e riporta un range di fatturato di 0.0.
Il fatturato di Astorina S.r.l. durante il 2017 è rimasto invariato rispetto al 2015.
Il Capitale Sociale di Astorina S.r.l. durante il 2017 è rimasto invariato rispetto al 2015.

E direi che questo è un dato abbastanza curioso, soprattutto se si considera l'andamento generale dell'editoria a fumetti in edicola e il fatto che non c'è mai stato un reale rinnovamento del parco lettori di Diabolik. Probabilmente, con qualche accorta manovra (come ad esempio il cambio del copertinista) è riuscita a frenare l'abbandono da parte dei lettori storici delle sue testate, e anche se non ne ha guadagnati di nuovi è comunque riuscita ad avere due anni di relativa stabilità. E, considerando che nel 2015 il prezzo di copertina delle testate di Diabolik è aumentato di ben 30 centesimi, bisogna rendergliene merito.

E nel frattempo, a sorpresa, anche l'Editrice Aurea sembra segnare una ripresa rispetto all'andamento abbastanza disastroso delle annate precedenti.

Dati finanziari di Editoriale Aurea Societa' A Responsabilita' Limitata:
L’ultimo bilancio depositato da Editoriale Aurea Societa' A Responsabilita' Limitata nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2017 e riporta un range di fatturato di 'Tra 1.500.000 e 3.000.000 Euro'.
Il fatturato di Editoriale Aurea Societa' A Responsabilita' Limitata durante il 2017 è aumentato del 3.52% rispetto a 2015.
Il Capitale Sociale di Editoriale Aurea Societa' A Responsabilita' Limitata durante il 2017 è rimasto invariato rispetto al 2015.



Devo ammettere che, visti i risultati un po' inquietanti del passato recente sono rimasto abbastanza colpito... Forse ingrandire il formato di alcune sue pubblicazioni è stato davvero utile per ridarle visibilità e riavvicinare parte del pubblico che aveva perso negli anni? Forse l'inserimento di alcuni nuovi fumetti (o reinserire delle vecchie glorie) è riuscito ad intrigare quei lettori che ultimamente avevano lasciato perdere i suoi prodotti? Il rilancio delle storie inedite di Dago a colori ha avuto qualche effetto? Davvero non saprei dirlo, ma sicuramente una piccola ripresa dopo il tracollo del periodo 2013/2015 è incoraggiante...

C'è da dire che anche la casa editrice di Alan Ford ha registrato un miglioramento... Forse dovuto all'aumento dei prezzi di copertinaa fronte di un bacino di lettori fedelissimi? O forse i maggiori introiti sono derivati dall'omonimo portale generalista (che comunque da capo alla casa editrice)? Le cose sono andate meglio grazie alla nuova, ed ennesima, collana di ristampe della Mondadori? Non saprei dirlo, ma di questi tempi non è un dato da sottovalutare

Dati finanziari di 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2017 e riporta un range di fatturato di 'Tra 300.000 e 600.000 Euro'.
Il fatturato di 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l. durante il 2017 è aumentato del 17.17% rispetto a 2015.
Il Capitale Sociale di 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l. durante il 2017 è rimasto invariato rispetto al 2015.

Sia come sia sarà interessante verificare se ci sarà un ulteriore ripresa adesso che inizieranno i festeggiamenti per il cinquantennale di Alan Ford, perchè rappresenterebbe una cartina di tornasole importante.

Sta di fatto che le cose non possono andare bene per tutti, e così bisogna prendere atto che, nel biennio preso in esame, le Edizioni If sono andate abbastanza male...

Dati finanziari di Edizioni If S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Edizioni If S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2017 e riporta un range di fatturato di 'Tra 600.000 e 1.500.000 Euro'.
Il fatturato di Edizioni If S.r.l. durante il 2017 è diminuito del 33.11% rispetto a 2015.
Il Capitale Sociale di Edizioni If S.r.l. durante il 2017 è rimasto invariato rispetto al 2015.

Probabilmente il fatto di essere andata avanti ristampando dei personaggi che non avevano il carisma "storico" di quelli che aveva ristampato in passato deve avere inciso... C'è da dire che con tutte le collane di allegati che stanno partendo in questo periodo, e che la vedono coinvolta a vario titolo, è altamente probabile una sua ripresa economica in tempi brevi...

E comunque anche la casa editrice di Lupo Alberto non è andata granchè bene, di recente, anche perchè di materiale inedito non ne produce praticamente più...

Dati finanziari di Mck Srl:
L’ultimo bilancio depositato da Mck Srl nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2017 e riporta un range di fatturato di 'Tra 300.000 e 600.000 Euro'.
Il fatturato di Mck Srl durante il 2017 è diminuito del 13.18% rispetto a 2015.
Il Capitale Sociale di Mck Srl durante il 2017 è rimasto invariato rispetto al 2015.

E comunque è altamente probabile che anche il rilancio tentato con la Panini non abbia ottenuto l'esito sperato... E anche in questo caso sarebbe interessante riflettere sul senso che può avere ripresentare tale e quale un personaggio ideato decenni fa, e in un contesto completamente diverso... Senza nemmeno prendersi la briga di operare un piccolo restyling grafico...

In ogni caso spiace un po' vedere che, dopo i risultati esplosivi del biennio precedente, anche i due rappresentanti di spicco della nuova editoria a fumetti italiana abbiano iniziato a perdere terreno.

Infatti la casa editrice Shockdom ha visto una crescita molto ridotta rispetto al passato...

Dati finanziari di Shockdom S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Shockdom S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2017 e riporta un range di fatturato di 'Tra 600.000 e 1.500.000 Euro'.
Il fatturato di Shockdom S.r.l. durante il 2017 è aumentato del 6.67% rispetto a 2015.
Il Capitale Sociale di Shockdom S.r.l. durante il 2017 è rimasto invariato rispetto al 2015.

Mentre l'Editoriale Cosmo ha riscontrato il suo primo calo di fatturato importante...

Dati finanziari di Editoriale Cosmo S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Editoriale Cosmo S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2017 e riporta un range di fatturato di 'Tra 1.500.000 e 3.000.000 Euro'.
Il fatturato di Editoriale Cosmo S.r.l. durante il 2017 è diminuito del 12.26% rispetto a 2015.
Il Capitale Sociale di Editoriale Cosmo S.r.l. durante il 2017 è rimasto invariato rispetto al 2015.

Comunque, se nel caso della Shockdom la crescita di fatturato è solo rallentata, ben più interessante è notare che dalle parti della Cosmo c'è stato un calo abbastanza evidente. Se dovessi azzardare un'ipotesi mi verrebbe da dire che il fatto di avere tante collane tematiche, in cui vengono presentati tanti cicli completi di storie e personaggi diversi, è un'arma a doppio taglio.

Nel senso che da un parte garantisce un serbatoio di storie e autori virtualmente illimitato, e dall'altro determina il costante rischio di imboccare la strada sbagliata senza rendersene conto, compromettendo l'andamento generale della collana. Nel caso della Cosmo, in particolare, dopo un esordio in cui aveva puntato molto sul genere fantasy e sulla fantascienza, nonchè sul fantastico in generale e sulla riscoperta dei classici, aveva iniziato un processo di progressiva "bonellizzazione" del suo catalogo, e probabilmente questo non ha aiutato (anche perchè non possono esserci due galli nello stesso pollaio, e lo zoccolo duro dei lettori "bonelliani" viene già spremuto a sufficienza)...

Anche se bisogna dire che ultimamente sembra intenzionata a correggere il tiro... E tra l'altro il fatto che voglia lanciare una collana interamente dedicata al genere YAOI, a seguito del successo di NINE STONES (CLICCATE QUI), fa pensare che  non voglia adagiarsi sugli allori... Quindi attendiamo fiduciosi...

Morale della favola: se anche quest'anno volessimo fare una classifica delle case editrici italiane che producono fumetti da edicola, in base all'andamento del loro fatturato nel biennio 2015/2017, sarebbe questa:
  1. 1000VM                      + 17,17%
  2. Shockdom                   +  6,67%
  3. Aurea                          +  3,52%
  4. Astorina                        INVARIATO
  5. Bonelli                         -  2,32%
  6. Cosmo                         - 12,26%
  7.  MCK                          - 13,18%                       
  8. Panini                          - 13,66%
  9. Edizioni IF                  - 33,11% 
Ognuno, ovviamente, può fare le valutazioni che crede.

C'è da dire che, ampliando lo sguardo agli editori che pubblicano prettamente per il circuito delle librerie e delle fumetterie, la situazione assume dei contorni leggermente diversi... Se, ad esempio, si volesse dare un'occhiata ad alcuni degli editori di riferimento per questo tipo di distribuzione, effettivamente si scoprirebbe che la situazione è mediamente più buona, perlomeno a livello di crescita di fatturato.

Qualche esempio?

Dati finanziari di Edizioni Star Comics S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Edizioni Star Comics S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2017 e riporta un range di fatturato di 'Tra 3.000.000 e 6.000.000 Euro'.
Il fatturato di Edizioni Star Comics S.r.l. durante il 2017 è aumentato del 22.33% rispetto a 2015.
Il Capitale Sociale di Edizioni Star Comics S.r.l. durante il 2017 è rimasto invariato rispetto al 2015.
  
Dati finanziari di Edizioni Bd S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Edizioni Bd S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2017 e riporta un range di fatturato di 'Tra 3.000.000 e 6.000.000 Euro'.
Il fatturato di Edizioni Bd S.r.l. durante il 2017 è aumentato del 53.61% rispetto a 2015.
Il Capitale Sociale di Edizioni Bd S.r.l. durante il 2017 è rimasto invariato rispetto al 2015.

Dati finanziari di Bao Publishing S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Bao Publishing S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2017 e riporta un range di fatturato di 'Tra 3.000.000 e 6.000.000 Euro'.
Il fatturato di Bao Publishing S.r.l. durante il 2017 è aumentato del 12.22% rispetto a 2015.
Il Capitale Sociale di Bao Publishing S.r.l. durante il 2017 è rimasto invariato rispetto al 2015.

Dati finanziari di Coconino Press S.r.l:
L’ultimo bilancio depositato da Coconino Press S.r.l nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2017 e riporta un range di fatturato di 'Tra 600.000 e 1.500.000 Euro'.
Il fatturato di Coconino Press S.r.l durante il 2017 è aumentato del 74.43% rispetto a 2015.
Il Capitale Sociale di Coconino Press S.r.l durante il 2017 è rimasto invariato rispetto al 2015.

Ovviamente l'ambito delle fumetterie e delle librerie di varia è più circoscritto rispetto a quello delle edicole, e il prezzo di ciascun volume è mediamente più alto... E questo significa che, se da una parte è più semplice avere un fatturato in crescita (anche se non si fanno vendite stratosferiche) dall'altra è anche vero che è facilissimo andare in perdita, soprattutto se si considera quanto numerosa è agguerrita è la concorrenza che vuole farsi largo in questo ramo del mercato... Anche perchè, ovviamente, questo settore inizia a fare gola anche agli editori che fino all'altro ieri erano presenti solo nelle edicole, e che adesso tentano di ritagliarsi dei veri e propri punti vendita, ben riconoscibili, nelle librerie di varia...

Però nella maggior parte dei casi resta una sostanziale differenza fra i prodotti che riescono a farsi largo nelle librerie e nelle fumetterie, rispetto a quelli che storicamente puntano alle edicole... E cioè il tipo di contenuto che propongono...

E questo avviene perchè, generalmente, le produzioni per le edicole restano molto più vincolate ad una serie di convenzioni e di tabù che in libreria e fumetteria sono stati abbondantemente superati. Qui sotto vi faccio vedere il dettaglio uno scaffale ad altezza bimbo della libreria Feltrinelli della mia città...

E questa è giusto l'area dedicata ai manga (piccola ma molto fornita), ma guardando alla zona riservata ai fumetti in senso lato (peraltro in una zona molto strategica, e ben visibile nei pressi dell'entrata del negozio) ci sono una quantità di volumi dedicati ad autori e generi che da troppo tempo sono scomparsi dalle edicole italiane, e che in alcuni casi non ci sono mai arrivati... Per non parlare dei volumi di autori famosi anche in edicola, ma che solo in libreria possono vedersi distribuiti certi tipi di fumetti... Magari a tema LGBT...

Quindi, a conti fatti, verrebbe da pensare che se il circuito delle librerie ha iniziato a funzionare bene anche per i fumetti non è solo perchè le edicole non sono più rilevanti come un tempo, ma anche perchè la qualità dell'offerta libraria è nettamente diversa... E, probabilmente, più intrigante.

Il che, però, fa sorgere un inquietante dubbio: gli editori che pubblicano in libreria e fumetteria osano di più perchè sanno che il loro cliente tipo è meno prevenuto e bigotto, e forse mediamente più giovane e istruito, di quello che passa in edicola? E quelli che continuano a fare tentativi in edicola si impongono un certo registro perchè non vogliono correre rischi e si sentono più esposti, anche alla luce del fatto che le edicole hanno un pubblico sempre più "maturo" e refrattario alle novità?

Certo, si potrebbe replicare che il problema sta anche nel fatto che le edicole italiane stanno morendo (se vi interessa potete CLICCARE QUI per vedere un bel servizio della trasmissione REPORT, dove si spiega bene il perchè), e che di conseguenza sono loro che influenzano negativamente il fatturato del comparto fumetti...  Però sarebbe anche interessante capire se, perlomeno nel caso dei fumetti, è nato prima l'uovo o la gallina...

Nel senso che, vedendo la situazione dal punto di vista opposto, una domanda sorge spontanea: se in edicola  avessero continuato ad essere proposti fumetti in linea coi tempi, ad un prezzo onesto e capaci di coinvolgere il pubblico (magari puntando a diversi target e a diverse fasce d'età), siamo davvero sicuri che non avrebbero contribuito alla buona salute e al rilancio del settore edicole? Magari ammortizzando l'impatto della diffusione di smartphone, social, connessioni veloci e tutto il resto?

Probabilmente, arrivati a questo punto, non lo sapremo mai, ma il dubbio resta... In ogni caso se gli editori che stanno passando dalle edicole alle librerie con lo stesso tipo di prodotto non avranno concreti benefici di fatturato, mentre la loro concorrenza continuerà a fare strage di cuori, nel giro di qualche anno capiremo meglio come stanno davvero le cose.

Alla prossima.