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lunedì 29 agosto 2016

PRIMI (E ULTIMI) BACI...

Ciao a tutti, come va?

Prima di entrare nel vivo di questo post volevo ribadire un concetto che ho già espresso più volte, ma che forse è bene che ribadisca ancora: se parlando di fumetti italiani finisco per tornare sempre sui soliti editori non è perchè li ho presi di mira. Il fatto è che in Italia gli editori che producono dei fumetti che arrivano in edicola sono davvero pochi, e poichè sono anche quelli che producono di più  statisticamente offrono più spunti di discussione. Anche perchè ce ne sono alcuni che, più di altri, continuano a fornire materiale di cui discutere... Anche in piena estate.

Oggi, ad esempio, non posso davvero fare a meno di segnalarvi il gran finale di NATHAN NEVER... Perchè nei fatti è davvero di un finale che si è trattato, anche se la serie proseguirà (per ora).

Gli ultimi tre mesi, infatti, hanno rappresentato il culmine di una serie di sottotrame che si erano sviluppate per anni, e sono stati anche il modo con cui uno degli ideatori della serie, Antonio Serra, ha detto addio alla scrittura del personaggio dopo ben venticinque anni...

Molto in sintesi: il terribile androide Omega ha lanciato la sua offensiva finale all'umanità, con il suo esercito di robot e zombie (creati scientificamente), e pare che questa volta non ci sia davvero scampo, anche perchè se vince sarà la fine dell'umanità e se perde farà detonare il sole e sarà comunque la fine di tutto nel giro di pochi giorni. Se non che, strada facendo, Nathan Never e compagni scoprono l'esistenza di una dimensione parallela, estremamente simile alla nostra, dove Omega è appena stato sconfitto e il processo di detonazione solare è imminente... Così - per salvare almeno i terrestri di questa dimensione parallela - chiedono aiuto all'Uomo Quantico (un magnate industriale che ha acquisito poteri semidivini), che che alla fine scambia i soli delle due dimensioni parallele... Condannando quella in cui Omega non è ancora stato sconfitto, ma permettendo a quella in cui è stato sconfitto di andare comunque avanti (senza Omega).

Quando si dice scegliere il male minore...

Morale della favola: il mondo che ha ospitato le avventure di Nathan Never fino quest'ultimo numero 303 è stato investito dall'esplosione del sole, portandosi dietro Nathan Never, Legs Weaver e tutta la popolazione umana presente nel sistema solare... Mentre il mondo parallelo - presentato nel corso di questa saga - è ancora vivo e vegeto, con il suo Nathan Never, la sua Legs Weaver e la sua popolazione umana, che ora animeranno i numeri futuri della testata.

Tutto chiaro, finora?

Ovviamente questo nuovo mondo è simile all'altro, ma non del tutto, tant'è che viene il sospetto che sia anche quello in cui è ambientata la recente miniserie ANNOZERO, che riscrive le origini del personaggio in maniera diversa rispetto a quella canonica.

Questo, più o meno, è il quadro generale della situazione. E sembra confermare come in Bonelli abbiano iniziato a guardare con sempre maggiore attenzione alle strategie dei fumetti seriali americani, che - tra le altre cose - hanno una lunga tradizione in fatto di universi paralleli e terre alternative... E spesso le utilizzano proprio per rinnovare i loro personaggi storici e/o per creare incontri improbabili (quindi viene il sospetto che anche lo SPECIALE in cui si incontrano MORGAN LOST e BRANDON, di cui ho parlato QUI, rientri in questa nuova concezione del multiverso bonelliano)...

A cosa porterà tutto questo lo vedremo nel prossimo futuro.

Di certo in questi ultimi tre numeri Antonio Serra si è voluto togliere qualche sassolino dalla scarpa, perlomeno leggendo questa saga alla luce dell'intervista che ha rilasciato l'anno scorso (l'ho analizzata QUI)...

Infatti è riuscito ad inserire BEN DUE BACI FRA PERSONE DELLO STESSO SESSO IN PRIMO PIANO, uno fra due donne e - soprattutto - uno fra due uomini (e un bacio gay, in un albo Bonelli, non si era mai visto nemmeno in lontanza). Però in entrambi i casi si tratta di un bacio d'addio, visto che poco dopo uno dei componenti di ciascuna coppia passa a miglior vita.

Il primo bacio, visto su NATHAN NEVER 301 è quello fra Legs e la sua ultima ragazza Tanya, che viene colpita a morte dai robot di Omega quando le sorprendono in missione...





Il secondo è il bacio che si scambiano l'Uomo Quantico e il suo fedele assistente David.

Infatti dopo aver scambiato i soli l'Uomo Quantico è stato costretto a rinunciare ai suoi poteri, tornando così William Campbell: un semplice essere umano gravemente malato e prossimo alla morte. Il rapporto fra William (anche in versione Uomo Quantico) e David si era sempre prestato a tutta una serie di interpretazioni omoaffettive, ma solo ora che uno dei due è prossimo alla morte hanno deciso di manifestare i propri sentimenti con un bacio... Tuttavia, proprio in quel momento, i macchinari segnalano che William è passato a miglior vita...


Se non altro è morto felice...

Comunque, per non farsi mancare nulla, Antonio Serra ha pensato che fosse anche il caso di fare eliminare da Omega tutti i telepati della terra, tra cui quella Kay di cui poco tempo fa era stato raccontato come si fosse scoperta lesbica (ne ho parlato QUI)...

Forse sbaglio, ma fra le righe questi baci di addio potrebbero essere visti anche come un modo per evidenziare (e criticare) la politica della casa editrice nei confronti dei personaggi omosessuali... Dopotutto per venticinque anni Antonio Serra, per sua stessa ammissione, ha dovuto combattere strenuamente per ottenere solo qualche misera concessione LGBT nelle storie di Nathan Never (finendo anche per essere rimproverato una volta che è emersa ufficialmente l'omosessualità di Legs Weaver)... E forse, dato che questi erano i suoi ultimi numeri da scrittore e gli è stata concessa maggiore libertà, ha voluto mettere alla berlina la tendenza prevalente della casa editrice su certi argomenti...

E cioè che gli unici omosessuali rappresentabili esplicitamente sono quelli che poi devono dimostrare che, come minimo, essere omosessuali porta sfortuna... E che ancora nel 2016 gli unici omosessuali che si possono raffigurare mentre si baciano, magari con un bel primo piano, sono quelli che stanno per morire... E ai quali, quindi, può essere concessa in via del tutto eccezionale questa "trasgressione" così scabrosa, dato che era una specie di "ultimo desiderio" (tant'è che un bacio in primo piano di Legs Weaver, finora, non si era mai visto)...

Ovviamente non sappiamo cosa accadrà con il "nuovo" Nathan Never e con la "nuova" Legs Weaver, ma qualcosa mi dice che non ci saranno grandi segni di apertura in questo senso... Anche perchè Antonio Serra, nella famosa intervista, sosteneva di essere l'unico a battagliare perchè certe tematiche fossero incluse in maniera esplicita, e se adesso non scriverà più Nathan Never non è detto che qualcuno voglia portare avanti le sue istanze...

Tuttavia penso sia abbastanza evidente che adesso i lettori si troveranno di fronte ad una situazione abbastanza sgradevole a prescindere dal discorso LGBT, visto che non hanno la minima idea di cosa c'è di diverso nel nuovo universo e cosa no. Oltretutto, in questo caso, non si tratta nemmeno di una ripartenza nel senso pieno del termine, o di una linea temporale alternativa creata da un viaggio del tempo (come nei film di STAR TREK), ma si tratta proprio di una realtà parallela... Con dei personaggi che di fatto NON sono più quelli di cui si sono seguite le vicende finora... Anzi: tecnicamente sono ben distinti dai protagonisti originali della saga, anche da prima che si scoprisse dalla loro esistenza. Quindi l'effetto "presa in giro" per chi ha letto Nathan Never negli ultimi venticinque anni penso sia notevole.

Intendiamoci: negli USA fra realtà alternative, crisi spazio temporali e reboot vari hanno fatto anche di peggio... Però col tempo hanno anche imparato che l'effetto "presa per i fondelli" va limitato il più possibile, o comunque va compensato con degli elementi che possano giustificare delle scelte così estreme. Nel caso di questo Nathan Never, però, non ci sono i mezzi narrativi per arginarlo... Visto che si parla di due realtà nettamente separate, che fino a pochi mesi fa si ignoravano reciprocamente, e tuttavia si proverà a proseguire la storia come se niente fosse... Anche se i nuovi personaggi sanno bene che sono vivi grazie alle loro versioni alternative, e cioè quelle che sono state le versioni originali per venticinque anni. E soprattutto lo sanno i lettori. Quindi, oltre al danno, qui c'è anche la beffa.

Inoltre qui si rischia di creare tutti gli scompensi dovuti ad un'operazione di questo tipo senza tamponarli con delle novità degne di questo nome...

Nell'introduzione per l'ultimo numero scritta da Antonio Serra, che dovrebbe rimanere in veste di curatore redazionale, viene detto che tutta questa operazione dovrebbe servire a rinnovare il personaggio per renderlo più accattivante per le nuove generazioni... Tuttavia ho dei seri dubbi sul fatto che le nuove generazioni possano avvicinarsi ad un personaggio che di fatto, nonostante tutta questa rivoluzione, verrà fatto rimanere sulla sessantina (e in effetti questa saga sarebbe stata un'ottima occasione per passare il testimone ad una versione più giovane del protagonista, ma così non è stato)... E men che meno si avvicineranno ad una serie dove gli unici omosessuali che vengono raffigurati mentre si baciano sono quelli che poi fanno una fine tragica nel giro di poche vignette... E senza distinzione di sesso.

A che serve snellire e/o aggiornare un universo narrativo per le nuove generazioni, se non si considerano prima di tutto elementi come questi?

Mistero.

La cosa più ironica, se vogliamo, è che questa saga - in cui si conferma il destino intrinsecamente infelice delle coppie omosessuali - arriva proprio mentre in Italia la Legge sulle Unioni Civili ha iniziato ad essere applicata. Ovviamente quando le storie sono state scritte (almeno due anni fa) nessuno poteva saperlo, ma questo non rende il tutto meno imbarazzante.

Ad ogni modo la mia fonte ufficiale sull'universo di NATHAN NEVER, che è stato anche così gentile da farmi presente quello che stava succedendo, mi ha già detto che al netto dell'ennesima rappresentazione indisponente dell'omosessualità concederà al nuovo corso di Nathan Never qualche numero di prova... Per verificare se da questo scambio dimensionale verrà fuori qualcosa di buono, o anche solo di sensato... In caso contrario interromperà la sua collezione. E comunque, per la cronaca, la miniserie ANNOZERO lui non l'ha comprata proprio perchè contraddiceva la storia ufficiale del personaggio...

Quindi c'è il rischio concreto che, oltre a non inserire elementi davvero accattivamenti per le nuove generazioni, questo nuovo corso possa finire per allontanare diversi lettori storici... Che tecnicamente non avrebbero neanche tanti motivi per sentirsi in colpa al riguardo, dato che il "loro" Nathan Never di fatto è stato disintegrato.

In parole povere diciamo pure che la gestione di questa ripartenza si preannuncia un po' complicata, a prescindere dalle tematiche LGBT... Anche se in questo caso la speranza è che nel nuovo universo possano essere affrontate con un taglio più moderno, e magari possano avere un sviluppo meno tragico.

Anche perchè se così non fosse vorrebbe dire che la serie non ha intenzione di aggiornarsi sul serio, con buona pace di chi spera in un ricambio generazionale dei lettori...

Alla prossima.
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venerdì 26 agosto 2016

FINLANDIZATION!

Ciao a tutti, come va?

In inglese (e in diverse lingue del nord Europa) c'è un termine, un po' tecnico, che si usa per indicare quel processo di influenza esercitato da una nazione molto potente nei confronti delle piccole nazioni limitrofe: "finlandization" (e cioè "finlandizzazione")... In riferimento all'influenza esercitata dalla Russia sulla Finlandia durante gli anni della guerra fredda.

Questa parola, però, negli ultimi trent'anni ha acquistato anche un altro: infatti la comunità gay finlandese devota ai modelli estetici promossi da Tom of Finland organizza un raduno annuale che - ironicamente - si chiama proprio Finlandization... E che quest'anno si tiene ad Helsinki dal 26 al 28 agosto...

E quando parlo di comunità gay devota ai modelli lanciati da Tom of Finland non lo dico tanto per dire: infatti l'associazione che promuove l'evento si chiama TOM'S CLUB, e come si evince dal suo sito ufficiale (CLICCATE QUI) considerà Tom of Finland alla stregua di un nume tutelare.

La cosa curiosa, se vogliamo, è che questa associazione (a cui possono iscriversi i maschi gay o bisex) è iscritta all'ECMC (European Confederation of Motorsport Club) e rilascia una tesserina che garantisce tutta una serie di convenzioni in diversi esercizi commerciali della città. Infatti, quando non organizza il suo raduno annuale (che attira pubblico da tutta Europa), il TOM'S CLUB organizza comunque ritrovi e motoraduni mensili (aperti, ovviamente, anche a chi non possiede una moto ed è feticista del genere) e iniziative di vario genere...

Ad ogni modo, visto che oltre ad essere il trentesimo anniversario dell'evento c'è di mezzo anche il quarantesimo anniversario del TOM'S CLUB, durante la Finlandization ci sarà l'elezione di Mr. Leather Europe, e già che ci sono qui sotto vi faccio vedere i finalisti dell'anno scorso...

Come vedete al secondo posto era arrivato Mr. Leather Italia, Marco Solimene (in questo concorso l'Italia si fa notare relativamente spesso), anche se - tanto per cambiare - dalle nostre parti non ne ha parlato praticamente nessuno...

Fra parentesi: Mr. Leather è un evento che rientra nelle iniziative ufficiali dell'European Confederation of Motorsport Club fin dal 1985... Alla faccia di chi pensa che nell'ambiente dei motoraduni i gay siano esclusi per principio.

Certo si potrebbe aprire una lunga parentesi sulle differenze culturali, anche nell'ambiente gay, fra l'Italia e l'Europa settentrionale (anche in fatto di motoraduni), ma non è questo lo scopo di questo post.

In realtà ci tenevo a segnalare il Finlandization di quest'anno perchè questo anniversario è un po' l'ennesima prova del contributo che a portato Tom of Finland alla cultura gay in senso lato (contribuendo allo sdoganamento di un immaginario omoerotico "virile" e sessualmente emancipato), e in particolare alla cultura gay della nazione in cui è nato. Al punto che oggi per celebrarlo si usa una parola che, ironicamente, ricorda i tempi bui in cui la Russia dettava legge e in cui Tom of Finland era stato praticamente costretto a pubblicare i suoi primi lavori all'estero (prima in Danimarca e poi negli USA)...

Mentre adesso, oltre ad essere un punto fermo della cultura e dell'immaginario erotico gay, Tom of Finland è considerato un artista a tutti gli effetti... Tant'è che in diverse parti del mondo ci sono musei si tutto rispetto che gli hanno dato molto spazio e i prodotti che riprendono i suoi disegni non si contano (e se seguite questo blog sapete a cosa mi riferisco).

Peccato solo che, al momento, da tutto questo bel processo di valorizzazione artistica l'Italia resti ancora tagliata fuori, tant'è che dalle nostre parti una mostra personale dedicata a Tom of Finland non è mai stata organizzata...

E su questo ci si potrebbe scrivere un post intero... Cosa che magari, un giorno, potrei anche fare...

Per il momento, comunque, la cosa importante è che la Finlandization sia arrivata al trentesimo anno e che il TOM'S CLUB festeggi il quarantesimo: a livello simbolico non è una cosa da poco.

Alla prossima.
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mercoledì 24 agosto 2016

IDEE DA COPIARE...

Ciao a tutti, come va?

Il tempo vola e mancano pochi mesi alla nuova edizione di Lucca Comics & Games, ovvero la più grande manifestazione fumettistica italiana e una delle più visitate mondo. Al momento non è prevista alcuna parentesi LGBT, e non mi risulta che ci siano associazioni LGBT che vogliono organizzare qualcosa da proporre all'evento.

Come sempre, del resto.

Anche perchè a Lucca non mi risulta che ci siano associazioni LGBT, e quella più vicina (che in teoria sarebbe competente anche per il territorio di Lucca) è l'Arcigay Pinkriot di Pisa (CLICCATE QUI), che probabilmente non ha le competenze e/o gli stimoli giusti per portare avanti un discorso del genere.

Sicuramente di Lucca tornerò a parlare a breve, tuttavia oggi non è di Lucca che voglio parlare, bensì del Festival International de la Bande Dessinée d'Angoulême, che quest'anno arricchirà il suo ventaglio di proposte con un nuovo tipo di iniziativa a tematica LGBT, da cui SICURAMENTE in Italia - e in particolare a Lucca - bisognerebbe prendere esempio.

L'idea è partita da un'associazione LGBT locale, che si chiama ADHEOS (CLICCATE QUI), e che - come nel caso dell'Arcigay Pinkriot di Pisa - copre l'area di tre Comuni (Angoulême, Saintes e La Rochelle) e non ha la sede ad Angoulême, bensì a Saintes (anche se ha un referente per ciascuno dei territori che copre). Quindi diciamo che, almeno in questo caso, c'è una curiosa somiglianza fra i due contesti (anche se è bene precisare che ADHEOS, ad Angoulême e a La Rochelle, ha uno spazio fisso una volta al mese)...

La grande differenza sta nel fatto che ADHEOS, quest'anno, ha deciso di essere presente al Festival di  Angoulême con una sua pubblicazione: una piccola antologia di fumetti realizzata in collaborazione con l'associazione LGBT BD... Un'antologia per cui si vaglieranno gli autori (e ovviamente le autrici) fino al 26 settembre, e che OVVIAMENTE accetta proposte da tutto il mondo (a patto che le storie siano tutte di una pagina e siano scritte in inglese e/o francese, o eventualmente senza parti scritte). Questa antologia, inoltre, verrà utilizzata per sensibilizzare i giovani nelle scuole della regione della nuova Aquitania, in cui ADHEOS porta avanti i suoi interventi, e verrà riproposta anche in altri festival del fumetto francesi..

Niente male, vero?

Il suo titolo dovrebbe essere Le Cahier BD des diversités e potete trovare tutte le informazioni che vi servono per partecipare sul sito dedicato, che trovate CLICCANDO QUI. Considerando che l'antologia avrà un numero limitato di pagine presumo che ci sarà una bella concorrenza, ad ogni modo ciascun autore (o autrice) può proporre fino a cinque lavori e questo è positivo... E sicuramente se qualcuno dall'Italia riuscisse ad inserirsi sarebbe una bella soddisfazione, anche solo per dimostrare che se dalle nostre parti non si organizza una cosa del genere non è per mancanza di talenti...

Ad ogni modo, alla luce di questa bella proposta, direi che è ancora più evidente il fatto che in Italia manca un'associazione che si occupi di promuovere il fumetto a tematica LGBT, e che eventualmente possa collaborare con le associazioni LGBT "tradizionali" per iniziative di questo tipo... E, visto che dalle nostre parti il mondo delle manifestazioni fumettistiche è abbastanza restio a rapportarsi con certe tematiche (a differenza di quanto accade negli USA, ad esempio), il peso di questa lacuna non è indifferente...

Tantopiù che il mondo del fumetto italiano, in generale, continua a risentire di un clima non propriamente progressista, diciamo... E non è che sia esattamente un bene.

Ad ogni modo vedete un po' di diffondere il più possibile l'iniziativa che vi ho segnalato oggi, e vediamo un po' che succede.

Alla prossima.
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lunedì 22 agosto 2016

STRATEGIE EDITORIALI...

Ciao a tutti, come va?

Lo spunto per il post di oggi arriva da una delle ultime uscite della casa editrice Bonelli, e cioè il nuovo speciale di BRENDON, in cui ha trovato posto anche il protagonista della serie MORGAN LOST (come BRENDON ideata e scritta da Claudio Chiaverotti)...

Gli speciali di BRENDON proseguono le vicende del personaggio dopo la chiusura della sua serie regolare qualche anno fa, presumibilmente per non abbandonare il pubblico che gli era rimasto fedele (e che, anche se non bastava più per sostenere una serie regolare, pare sia sufficiente per proseguire con uscite a cadenza annuale).

In realtà, per qualche motivo, la collana annuale di BRENDON aveva saltato l'uscita del 2015 ed è abbastanza interessante notare come sia tornata in edicola proprio in occasione di questo incrocio narrativo... Soprattutto considerando che MORGAN LOST continua a perdere pubblico mese dopo mese (e, considerando che l'uso della stampa in bicromia rende il punto di pareggio più alto rispetto a una semplice serie in bianco e nero, non è csa da poco).

La sensazione è che, più che di un'esigenza narrativa dell'autore, si sia sia trattato di un tentativo per risollevare le sorti di MORGAN LOST presentandolo ai lettori affezionati di BRENDON che ancora non lo conoscono... Nella speranza che possano appassionarsi al nuovo personaggio.

Una cosa del genere, comunque, sta per succedere anche con l'imminente crossover speciale fra le testate di DYLAN DOG e DAMPYR... Un altro incontro un po' forzoso che è stato progettato, guardacaso, proprio quando la testata di DAMPYR ha iniziato a vedersela davvero male in fatto di vendite...

Intendiamoci: gli incroci narrativi, soprattutto se sono ben gestiti, sono una strategia legittima e una risorsa importante, che nei fumetti seriali hanno una lunga e gloriosa tradizione (soprattutto negli USA). Non fanno parte della tradizione del fumetto italiano, ma le cose possono sempre cambiare...

Tuttavia il punto è un altro.

Gli incroci narrativi (o crossover, per dirlo all'americana) sono un espediente che, da che mondo e mondo, si usa per lanciare un nuovo personaggio o per farlo conoscere a chi abitualmente ne segue  un altro. Inoltre possono servire per alimentare la coerenza dell'universo narrativo e/o potenziare le storia di una casa editrice in cui i vari personaggi vivono nello stesso contesto spazio temporale (e infatti MARVEL e DC COMICS li usano regolarmente, e fin dagli anni Quaranta).

Al limite i crossover si possono usare anche per concludere le vicissitudini di un personaggio che ha interrotto bruscamente le sue pubblicazioni e, in casi più rari, si possono usare per mettere a confronto personaggi di case editrici diverse, o franchise che non hanno niente in comune, ma che possono sicuramente incuriosire il pubblico...

Ad ogni modo utilizzare i crossover una tantum, nella speranza di rianimare in extremis delle serie che stanno boccheggiando, non ha molto senso...

Soprattutto se si verificano all'improvviso e senza che si inseriscano in maniera logica nelle vicissitudini dei personaggi coinvolti...

E d'altra parte non è affatto detto che un lettore che segue DYLAN DOG o che ha seguito BRANDON si appassioni a DAMPYR o a MORGAN LOST... Per il semplice fatto che in Bonelli ogni personaggio vive in una sorta di mondo a parte, e anche quando due personaggi condividono la stessa realtà e la stessa epoca (come Dylan Dog e Dampyr), vivono di fatto in due mondi separati... Ciascuno con le sue regole, le sue sottotrame, la sua "mitologia" e i suoi riferimenti narrativi, che non hanno praticamente alcuna influenza sulle altre testate della casa editrice (a differenza di quanto avviene nel caso dei personaggi degli editori americani)...

Per dirla in parole semplici: se qualcuno ha letto tutti e 359 i numeri di Dylan Dog non sa praticamente nulla della realtà descritta nei 197 numeri di Dampyr (e viceversa)... E di sicuro un incrocio narrativo, che tra l'altro lascia quello che trova, non sarà sufficiente ad incuriosirlo quel tanto che basta per spingerlo ad affezionarsi ad un personaggio che non ha alcun reale legame con quello che segue abitualmente... E men che meno lo spingerà a seguire un altra testata ogni mese.

E la cosa è ancora più evidente nel caso dello speciale che riunisce Brendon e Morgan Lost, che di fatto vivono in due realtà alternative nettamente separate... Due personaggi che non avrebbe alcun senso fare incontrare, se non - appunto - per lanciare un salvagente a MORGAN LOST. Ad ogni modo è curioso notare come, invece di lavorare sui contenuti per rendere più appetibili le serie in crisi, dalle nostre parti si utilizzino sempre più spesso strategemmi ripresi un po' a caso dall'editoria americana... Nonostante sia strutturata in maniera completamente diversa rispetto a quella italiana.

Anche perchè, come dicevo prima, gli incroci narrativi, in quel contesto, sono solo dei bonus promozionali... E non sono certo l'ultima spiaggia per dei personaggi che stanno rantolando da diverso tempo.

La domanda, quindi, è: che serve puntare su un incrocio narrativo, se prima non si pone rimedio ad una serie di lacune che compromettono la salute di una serie a prescindere dagli incroci narrativi in cui può essere coinvolto il suo titolare?

Vi faccio un esempio pratico. La pagina che segue è tratta da ACTION COMICS 151, del dicembre 1950. Come potete intuire si tratta una delle tante pubblicazioni dedicate a Superman...

Quella che vedete qui sotto, invece, è tratta dal numero 1 di MORGAN LOST, che risale all'ottobre del 2015...
Come forse avrete notato lo schema delle vignette di un albo Bonelli di oggi è praticamente identico a quella di un albo americano del 1950... E badate che non è un dato da sottovalutare: la scansione narrativa dei disegni e il conseguente modo di proporre una narrazione, il cosiddetto storytelling, ha un ruolo importantissimo nei fumetti. Dà il senso del ritmo e suscita determinati riflessi emotivi nel pubblico. Un albo in cui tutte le vignette sono omogenee e ben ordinate, come le aiuole di un giardino d'altri tempi, sicuramente poteva essere in linea con le aspettative e il pubblico degli anni Cinquanta... Però ha decisamente poco a che fare con un fumetto d'azione dai toni noir, ambientato in una realtà parallela dai risvolti oscuri... E sicuramente non lo valorizza.

Questo stile può davvero contribuire a creare un legame emotivo con i lettori? O non sarà, forse, che alimenta un senso di distacco, limitando il senso di partecipazione di chi prova a seguire questa serie?

Certo qualcuno può obbiettare che in MORGAN LOST, come in molte delle testate Bonelli più recenti e "giovani", si utilizzano delle suddivisioni della pagina più audaci rispetto a quella qui sopra... E che ci sono sempre più pagine che non si rispettano il classico schema di sei vignette in fila per tre.

Infatti nel numero 1 di MORGAN LOST c'erano anche pagine come quella qui sotto...

Quindi chi sostiene che la Bonelli negli anni si è evoluta ha ragione. Se non che, sfogliando sempre il solito numero 151 di ACTION COMICS, ci si può rendere conto che anche queste "innovazioni" sono molto relative... E che alcune scelte che in un albo Bonelli possono ancora essere considerate moderatamente audaci e innovative, in realtà, non lo sono poi così tanto...

MORGAN LOST, evidentemente, nasceva per incanalare tematiche dark e noir, mixandole con un po' di pulp... Tuttavia quanto può risultare coinvolgente una serie del genere, se lo storytelling delle sue pagine è lo stesso dei fumetti di Superman degli anni Cinquanta? E quanto incide questo approccio, che viene considerato imprescindibile per TUTTE le pubblicazioni di questa casa editrice (a prescindere dalla loro ambientazione e dai loro contenuti), sul calo generalizzato delle vendite?

Ad ogni modo è curioso notare come questo schema grafico, abbastanza ingessato, rigido e anacronistico, riflette anche un certo tipo di contenuto, che difficilmente si allontana dai binari di cui ho parlato più volte su questo blog... Dei binari che, ad esempio, non consentono una rappresentazione moderna delle tematiche LGBT.

La sensazione, quindi, è che dalle parti della Bonelli vogliano tentare tutta una serie di strategie che l'editoria statunitense ha collaudato con successo da tempo... Dimenticando, però, che non è l'abito a fare il monaco.

Così prima ci sono state le copertine "variant" per le fumetterie, poi le edizioni speciali da collezione, ora gli incroci narrativi fra varie testate e prossimamente arriverà anche una serie dedicata ad un personaggio che ha debuttato in una serie antologica... Esattamente come avviene dalle parti di MARVEL COMICS e DC COMICS.

Il personaggio che avrà l'onore e l'onere di fare da apripista sarà Mercurio Loi, un professore universitario (ed investigatore occasionale) che si muove nella Roma del 1826, e che si era visto sul numero 28 della collana LE STORIE...

Anche in questo caso l'operazione ha una sua logica. Le ultime testate Bonelli che hanno esordito presentando dei personaggi completamente nuovi sono andate tutte male, quindi tanto valeva dare un'occhiata all'unica testata antologica della casa editrice - che pure è arrivata a vendere pochissimo - e magari valutare se aveva presentato un qualche personaggio che valeva la pena di rilanciare, magari fra quelli che avevano ottenuto i riscontri migliori fra il pubblico...

Sia come sia questa nuova testata - che debutterà entro il 2017 - sarà a colori, quindi si presume che rappresenterà un investimento notevole per la casa editrice, soprattutto in questi tempi incerti.

Pertanto logica vuole che la serie si proponga di risultare accattivante per un ampio pubblico, anche se è ambientata nella Roma del 1826... E come si può fare per renderla accattivante? L'ideatore della serie, Alessandro Bilotta, ha già detto (CLICCATE QUI) che:

"I soggetti degli episodi si focalizzano su temi filosofici e psicologici che in fondo raccontano la nostra epoca contemporanea: la riflessione sul Male, sulla follia e la corruzione, se davvero si può fare qualcosa per salvare il mondo… Ma anche la paura, l’identità, il potere, che cos’è un eroe... Saranno proprio questi i soggetti attorno a cui gireranno i vari albi."

Il che, fra le righe, sembra voler dire che la serie proverà a parlare di temi che potrebbero coinvolgere un ampio pubblico, ma che l'editore non oserebbe mai affrontare in un fumetto ambientato ai giorni nostri e con riferimenti a contesti attuali, men che meno ambientandolo in Italia...

L'idea di per sè sarebbe anche buona, ma - se gli schemi della narrazione rimarranno rigidi come quelli delle vignette che caratterizzano tradizionalmente le pubblicazioni di questa casa editrice - il sospetto che il tutto rimarrà troppo abbozzato e inamidato per fare davvero presa sul pubblico di oggi... E le prime avvisaglie ci sono state già nel numero 28 de LE STORIE, in cui assieme a Mercurio Loi è stato presentato il suo giovane assistente/studente Ottone De Angelis... Un tizio misterioso e dall'aria abbastanza ambigua (accentuata dal fatto che Mercurio Loi non sembra granchè sensibile al fascino femminile)...

Ora: se questo fosse un fumetto americano, o che vuole adottare delle strategie di marketing davvero "americane",  nel giro di pochi numeri potrebbe anche saltare fuori che (almeno) uno dei due protagonisti è omosessuale e che non reprime questo lato di sè: la situazione e la caratterizzazione dei personaggi si presterebbe molto, e questa trovata offrirebbe lo spunto per tutta una serie di storie molto accattivanti, che potrebbero dare una visione inedita dell'epoca in cui è ambientata la serie...

Inedita, ma molto verosimile, visto che proprio in quel periodo l'Italia era una delle nazioni europee più tolleranti nei confronti dell'omosessualità (nonostante questa pratica fosse punità col carcere quando dava pubblico scandalo o quando si accompagnava allo stupro), ed era una meta privilegiata per tutti gli omosessuali europei che si potevano permettere il cosiddetto "Grand Tour", e cioè un viaggio formativo da compiere una volta raggiunta la maggiore età (e che spesso era seguito da molti altri)...

Un viaggio che, assieme ai risvolti culturali (meta obbligata erano i ruderi del mondo classico e gli scavi archeologici appena inaugurati), affiancava una buona dose di turismo sessuale (anche e soprattutto per i turisti omosessuali)... E questa tradizione è perdurata fino ai primi decenni del Novecento... Come testimoniano anche i report fotografici di personaggi come Wilhelm von Gloeden (1856-1931), che a quanto pare servivano anche come "cataloghi" per i turisti che volevano scegliere i giovani da conoscere in Italia, onde programmare al meglio il loro viaggio... 

Qualcosa di molto simile a certe App di incontri di oggi, insomma...

E questa situazione era accentuata dal fatto che, in particolare nell'Italia Meridionale, il tutto era tollerato (se non addirittura incoraggiato dalle famiglie che volevano "accasare" i loro figli maschi con qualche ricco straniero) in una maniera che lasciava senza parole chi proveniva dall'Europa del Nord (per maggiori informazioni potete CLICCARE QUI)... Tantopiù che, dopo l'unità d'Italia,  nell'ex Regno delle due Sicilie e nell'ex Granducato di Toscana non era più presente una legge contro la sodomia...

Comunque, tornando a bomba, MERCURIO LOI non è un fumetto americano, ma un fumetto italiano... Peraltro pubblicato da Bonelli... Quindi, al netto dell'originalità dell'ambientazione e del fatto che è stato lanciato utilizzando una strategia tipicamente americana, parliamo comunque di storie e personaggi che (salvo improbabili imprevisti) saranno tenuti comunque a rispondere a determinati schemi e a determinati vincoli. Grafici, narrativi e di altro genere.

Schemi e vincoli che prendono ancora come riferimento gli anni Cinquanta.

E se, come è prevedibile, in questa serie ci saranno dei tabù che omologheranno la Roma del 1826 al West di Tex, al mondo fantasy di Dragonero e alla Londra inverosimile di Dylan Dog... Allora è altamente probabile che, nel giro di un paio d'anni al massimo, anche questa serie si ritroverà nella situazione di quelle che la hanno preceduta... Anche perchè molto difficilmente il pubblico di oggi si potrà identificare in personaggi che si muovono nel 1826 e che - oltretutto - devono rispondere delle loro azioni agli standard grafici, narrativi e contenutistici di trenta o quaranta anni fa...

Quegli standard che, per inciso, prevedono che gli unici personaggi rappresentabili siano quelli che mantengono le loro eventuali inclinazioni omosessuali sottotraccia, a meno che - ovviamente - non siano personaggi negativi... Anche se a volte nemmeno loro possono essere rappresentati in maniera troppo esplicita...


Forse, a prima vista, proporre una serie ambientata in un contesto apparentemente "protetto" per non dover giustificare l'assenza di certi temi, di certe trovate grafiche e di certe situazioni può sembrare una soluzione interessante... Tuttavia, come ha dimostrato il recente caso di Adam Wild (e non solo), finisce più che altro per diventare una causa di disaffezione da parte del pubblico, che dopo pochi numeri interrompe la sua collezione.

E - quando una serie perde troppi lettori - ripiegare su un incrocio narrativo all'ultimo momento non può fare miracoli e molto facilmente bisognerà tirare i remi in barca...

Con buona pace di chi non si rassegna all'evidenza dei fatti.

Certo è che, arrivati a questo punto, tentare strade davvero nuove non sarebbe poi così rischioso... E viene davvero da chiedersi se vale ancora la pena di prendere come riferimento gli anni Cinquanta solo per stare tranquilli, tenersi buoni i lettori maturi e non suscitare polemiche... Soprattutto se poi si continuano a lanciare nuove testate che finiscono regolarmente per perdere vagonate di lettori, numero dopo numero... Per poi tentare improbabili operazioni di marketing nella speranza di salvare il salvabile...

Non so perchè, ma qualcosa mi dice che di tutta questa storia tornerò a parlare presto...

Alla prossima.
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