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PREMI GLAD (Gay e Lesbiche Ancora Denigrati) 2015!

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lunedì 30 marzo 2015

LESBICHE ALLUPATE...

Ciao a tutti, come va?

Per una curiosa sincronia, mentre negli USA la comunità LGBT celebra i nuovi traguardi raggiunti dalle lesbiche nei fumetti (come ho segnalato nel mio ultimo post), proprio in questi giorni le edicole italiane stanno ospitando l'ennesimo esempio di come - dalle nostre parti - non si riesca a dare spazio ai personaggi lesbici senza concedere qualche strizzatina d'occhio ai pregiudizi e ai luoghi comuni... Magari condendo il tutto con un pizzico di compiacente omofobia (più o meno volontaria). E la cosa curiosa, se vogliamo, è che la segnalazione di oggi arriva ancora una volta da LUKAS (o meglio: dalla sua seconda miniserie), che numero dopo numero si sta trasformando in una sorta di prontuario di quello che NON dovrebbe fare chi vuole dare spazio ai personaggi LGBT in un fumetto moderno.

Così, dopo che la serie a presentato una quantità di personaggi omosessuali maschili non proprio incoraggianti, ora sta iniziando ad esplorare anche quelli femminili, ma con le dovute - e prevedibili - differenze... In realtà il debutto dei personaggi in questione avviene in un modo un po' insolito, inquadrando un tizio con problemi di peso che viene portato a letto da una ragazza molto sexy e con le tempie rasate (sigh!), che sostiene di avere un debole per i maschi in carne... E che ovviamente si prodiga per valorizzare tutta una serie di inquadrature sexy a favore di pubblico...



Poi, però, il tizio sovrappeso si leva la benda che aveva indossato per rendere tutto più piccante, e scopre che la sua partner sessuale è in realtà una licantropa affamata, che evidentemente l'ha attirato in una trappola...

Una licantropa che però è un po' sprovveduta, perchè il solito tizio sovrappeso ha i riflessi pronti e la stende con una lampada... Facendo in tempo a fuggire in strada...

Dove si imbatte in un'altra avvenente fanciulla in auto, a cui chiede disperatamente un passaggio...

Però, sorpresa sorpresissima sorpresa, si scopre che anche la nuova arrivata ha tendenze perlomeno predatorie, stordisce il malcapitato e lo mette nel bagaglialio della sua auto... Non mancando di farsi inturgidire i capezzoli sotto la maglietta...

A quel punto sopraggiunge la licantropa di prima e si scopre che:

1) Le due vivono assieme e sono una coppia.
2) Il cicciobomba era stato scelto come regalo di anniversario (presumubilmente in qualità di pietanza principale).
3) Le due si vogliono tanto bene, ed evidentemente la loro relazione si basa anche sulla condivisione di atti truculenti compiuti in allegria e con una certa disinvoltura.
4) In LUKAS i baci lesbici non sono un problema, cosa che non si può dire dei baci gay.

Come ho già detto in altre occasioni non c'è niente di male a presentare personaggi omosessuali negativi o malvagi: il problema nasce quando - negli stessi contesti - non vengono mai presentati personaggi omosessuali realmente positivi e non stereotipati...

E comunque la teoria secondo cui il pubblico italiano è composto unicamente da maschi etero solleticati dall'idea di una coppia di lesbiche sexy che amoreggiano, mentre non tollera assolutamente una coppia di gay maschi che fanno altrettanto, è decisamente superata... E, più che una scelta finalizzata ad assecondare i gusti reali del pubblico, sembra studiata apposta per attirare e consolidare SOLO UN CERTO TIPO DI PUBBLICO, e cioè quello prettamente maschilista che non riesce a scrollarsi di dosso i propri pregiudizi... E che anzi è alla continua ricerca di conferme per gli stessi.

E in questo senso LUKAS si è dimostrata una serie particolarmente riuscita, con i suoi personaggi  "frou frou" migliori amici delle donne, i suoi gay bellocci capaci solo di prostituirsi, le lesbiche disinibite e perverse e via discorrendo.

Tra l'altro, proprio in questo periodo in cui - perlomeno in Italia - si è inasprito il conflitto sulla questione del riconoscimento delle coppie gay, presentare in un albo Bonelli - dopo tanto tempo - una coppia omosessuale in un contesto contemporaneo poteva essere uno spunto perlomeno interessante...

E invece si è scelto di offrire la rappresentazione di una coppia lesbica - e per giunta felice - tramite due creature delle tenebre assetate di sangue, che peraltro adescano sessualmente ignari maschi etero  e sovrappeso, destinati a diventare la portata principale del loro banchetto di anniversario...

In tutto questo c'è qualcosa che, anche con tutta la buona volontà, non risulta propriamente gay friendly.

E in ogni caso cercare a tutti costi di inserire spunti moderni, puntando però a confermare paure e pregiudizi arcaici, rischia di dare al tutto un sapore abbastanza sgradevole... Se non altro per tutti coloro che cercano un fumetto che non li faccia sentire parte della mentalità bigotta che è alla base di tanti problemi del nostro paese...

Tutta gente che, evidentemente, non si ritrova nella media dei fumetti Bonelli, ma che la Bonelli non sembra intenzionata a considerare, anche se questo significa vendere sempre meno (anche perchè i lettori di questo tipo sono sempre di più)... E dopo tanti passi falsi viene il sospetto che certe scelte non siano dettate tanto dalla paura di giocarsi ampie fette di pubblico, ma proprio dal fatto che la politica della casa editrice sia nettamente schierata con chi ha una bassa opinione dell'omosessualità...

Buon pro le faccia: se questa casa editrice perde il 5% dei suoi lettori ogni anno non è un problema mio.

Alla prossima.

P.S. Vi ricordo che in cima a questo blog (nella versione web che potete visualizzare dal browser e non in quella per cellulare) potete votare per il PREMIO GLAD (Gay e Lesbiche Ancora Denigrati: trovate tutti i dettagli cliccando sull'apposito banner) 2015. Partecipate e spargete la voce!

venerdì 27 marzo 2015

RAGAZZE VINCENTI...

Ciao a tutti, come va?

Con il consueto Galà a Los Angeles sono stati annunciati i vincitori principali del Premio GLAAD (assegnati dall'omonima associazione americana ai prodotti mediatici che hanno dato una rappresentazione intelligente e non pregiudizievole della comunità LGBT), mentre le restanti categorie verranno premiate a New York fra un mesetto. Per quel che riguarda i fumetti mainstream il premio di quest'anno è andato alla serie fantasy Rat Queens della IDW, perchè in effetti fra le sue numerose protagoniste non ha mai trascurato la giusta quota di eroine lesbiche, rappresentate in maniera credibile e tridimensionale.

Comunque in questi giorni non è stata solo la casa editrice IDW che ha fatto parlare di sè per quel che riguarda le protagoniste lesbiche. Infatti la DC COMICS, in maniera abbastanza inaspettata, ha voluto inserire un coming out decisamente interessante sul numero 40 dell'ultimissima serie di Supergirl, e cioè quello della supereroina aliena Maxima... O per meglio dire la sua versione più recente, comparsa nel cosiddetto universo New52 giusto qualche mese fa.

Pur essendo un personaggio secondario dell'universo di Superman, Maxima ha sempre avuto un certo successo (e infatti è stata un personaggio ricorrente sia nella serie di telefilm di Superboy degli anni '90, sia nell'ultima serie animata di Superman, conclusa nel 2000), anche perchè creava delle dinamiche particolarmente interessanti. Comparsa per la prima volta nel 1989, questa principessa del pianeta Almerac si presentava come un pin-up interplanetaria in grado di mettere facilmente in difficoltà Superman con una sfilza di super poteri che potevano competere con i suoi...

E anche per questo Maxima aveva deciso che, di tutti i maschi della galassia, solo lui poteva diventare il suo compagno e il padre dei suoi figli, anche perchè per le donne di Almerac trovare il compagno adatto per riprodursi è qualcosa di essenziale. E infatti il rifiuto di Superman, almeno inizialmente, l'ha trasformata in una delle sue più terribili avversarie...

Col tempo, però, la sua posizione si è ammorbidita e le sue motivazioni sono diventate più nobili, tant'è che nel 2001 scelse di sacrificarsi per salvare l'universo... Cosa, questa, che comunque non le ha impedito di comparire anche nel serial di culto SMALVILLE, nel 2008...

Fatto sta che all'indomani dell'ennesima ripartenza dell'universo DC COMICS, che è sfociata nell'universo New52, Maxima non è stata fra i primi personaggi ad essere ripescati, ed è ritornata giusto sul numero 36 dell'ultimissima serie di Supergirl, nel novembre del 2014, come studente della Crucible, una specie di scuola cosmica in cui vengono addestrati i giovani più potenti dell'universo... Quindi questa versione di Maxima è decisamente più giovane della precedente, e a quanto pare anche più scontrosa... E alquanto insofferente nei confronti del sesso maschile...

Successivamente si scopre che il suo pessimo carattere è dovuto al fatto che vive con disagio il fatto di provenire da un pianeta che valuta le persone, e in particolare le principesse, in base al loro potenziale riproduttivo e al loro contributo all'indice anagrafico...

Infine, sul numero 40 di Supergirl, quando la protagonista sta per lasciare la Crucible, Maxima mette le carte in tavola e confida all'amica che le piace e che ha scoperto di amarla... E le confessa di essersi allontanata dal suo pianeta proprio perchè gli uomini in realtà non le interessano. Tuttavia, proprio grazie a Supergirl, ha capito che nell'universo può esistere qualcuno che ha tutte le qualità necessarie per dare senso alla sua vita... E la cosa più interessante è che Supergirl, per nulla imbarazzata, si congeda da Maxima con un abbraccio, ringraziandola per quello che le ha detto...

In poche parole alla DC COMICS hanno scelto di trasformare Maxima da paladina della famiglia finalizzata alla procreazione a portavoce dell'amore lesbico... Niente male! Soprattutto considerando le polemiche suscitate da alcune scelte poco gay friendly che hanno caratterizzato la storia recente dell'editore. Dal canto suo Kate Perkins, la giovane sceneggiatrice che ha seguito gli ultimi numeri di Supergirl assieme a Mike Johnson (e che vedete nella foro sotto) è stata molto soddisfatta del risultato.

Infatti ha commentato:

"Sono stata molto felice di partecipare a questo momento. C'è bisogno di più personaggi con retroscena particolari, compresi quelli LGBT, nei media popolari. Sono orgogliosa di essere stata parte attiva di un cambiamento sociale positivo e di far parte un team di lavoro così fottutamente eccezionale, che ci permette di portare avanti storie epiche. É fenomenale."

Che dire? Di certo è bello leggere di sceneggiatori (e sceneggiatrici) così entusiasti del loro lavoro e del fatto che possono contribuire all'integrazione della comunità LGBT attraverso le loro storie a fumetti...  E una volta tanto, per non rovinare questo bel momento, mi sforzerò di non fare paragoni con la situazione italiana.

Alla prossima.

P.S. Vi ricordo che in cima a questo blog (nella versione web che potete visualizzare dal browser e non in quella per cellulare) potete votare per il PREMIO GLAD (Gay e Lesbiche Ancora Denigrati: trovate tutti i dettagli cliccando sull'apposito banner) 2015. Partecipate e spargete la voce!

mercoledì 25 marzo 2015

AUTORI PER BENEFICENZA...

Ciao a tutti, come va?

Nel post di oggi cercherò di mettere in evidenza un paio di notizie molto interessanti che dimostrano (se ancora ce ne fosse bisogno), che gli artisti che lavorano nel campo del fumetto e dell'animazione possono dare un contributo molto concreto alla causa LGBT. La prima arriva dalla California, e più precisamente alla Galleria Nucleus di Alhambra (specializzata in opere legate all'immaginario pop, all'animazione al fumetto), che ha appena concluso una mostra/tributo dedicata alla saga animata di AVATAR e al suo sequel KORRA.

La suddetta mostra ha coinvolto anche i creatori originali della serie, tra cui Bryan Konietzko, che vedete nella foto sotto e che è il responsabile della caratterizzazione grafica di queste fortunate produzioni.

Fra le altre cose il nostro amico ha realizzato una bella illustrazione dedicata al rapporto d'amore (lesbico) che si è concretizzato fra Korra e Asami alla fine della serie, che è stata riprodotta in un'edizione limitata a 100 stampe numerate e venduta in esclusiva dalla Galleria Nucleus.

La cosa interessante è che Bryan Konietzko ha deciso che tutto il guadagno ottenuto dalla vendita di queste stampe (che ovviamente sono andate esaurite praticamente subito) sarà interamente devoluto ad un telefono amico LGBT, di quelli specializzati nella prevenzione dei suicidi. Ottima cosa, direi.

Un'altra bella iniziativa, che se vi interessa è ancora in corso, arriva dalla Francia, ed è stato messo in piedi grazie alla piattaforma di crowfounding francese ULULE. In realtà, però, questa storia ha inizio nel 2012, quando due disegnatori francesi (Silver e Pochep) decisero di creare un sito in cui raccogliere i contributi di fumettisti e illustratori contro l'omofobia. Il sito si chiama Project 17 Mai (Progetto 17 Maggio), e ovviamente è ancora online CLICCANDO QUI. Nel 2013 la casa editrice francese Des ailes sur un tracteur (specializzata in pubblicazioni LGBT, ma NON in fumetti, e che trovate CLICCANDO QUI), gli ha proposto di raccogliere i disegni del sito in una pubblicazione, utilizzando ULULE in modo da poter devolvere tutti gli eventuali guadagni all'associazione francese SOS HOMOPHOBIE (che trovate CLICCANDO QUI), che si occupa della lotta all'omofobia su tutto il territorio francese. Il progetto andò felicemente in porto, vennero vendute 1500 copie e a SOS HOMOPHOBIE arrivarono oltre 10.000 euro.

Anzi: il progetto è andato così bene che nel 2014 ha ricevuto il Prix de la Tolérance, che viene assegnato in Francia/Germania/Polonia dal 2006, e che probabilmente ha spinto gli ideatori a ripetere l'esperienza anche quest'anno, con una seconda raccolta di lavori promossa sempre su ULULE, e che si prefigge ancora di raccogliere fondi per SOS HOMOPHOBIE. Se il progetto vi interessa la sua pagina su ULULE si trova CLICCANDO QUI.

Che dire? Tutte queste belle iniziative scaldano il cuore, però mettono anche in luce alcune sostanziali differenze fra l'Italia e il resto del mondo. Nel senso da noi, al momento, non hanno ancora avuto gli stessi riscontri.

Mi spiego ancora meglio: l'unico caso italiano simile ai due che ho citato in questo BLOG, a quanto mi risulta, è stato quello di REN BOOKS, nel 2013, che ha effettuato una raccolta fondi tramite il sito PRODUZIONI DAL BASSO per la realizzazione dell'antologia manga IT'S OK!, un progetto dichiaratamente contro l'omofobia che sarebbe dovuto servire a finanziare delle associazioni che lottano contro l'omofobia (a suo tempo ne parlai anche io, e se non ci credete CLICCATE QUI). E questo è sicuramente positivo, anche perchè IT'S OK! è stato il primo esempio di crowfounding di questo tipo ad avere avuto successo in Italia.

Purtroppo, però, i soldi raccolti sono bastati giusto per coprire le spese di produzione, e poichè buona parte della tiratura è rimasta invenduta non è stato possibile raccogliere i fondi di beneficenza previsti, che nelle intenzioni iniziali sarebbero dovuti andare all'AGEDO (Associazione GEnitori di Omosssuali). Forse l'idea dell'antologia manga per sostenere un'iniziativa del genere non ha centrato pienamente l'obbiettivo, anche alla luce del fatto che il modo con cui i giapponesi trattano l'argomento forse non è risultato particolarmente accattivante per il pubblico italiano... O forse sarebbe stato meglio puntare su un'unica storia lunga... O magari su dei contenuti che trattassero l'omofobia in maniera più trasversale...

Chissà...

D'altra parte in certi casi non si può fare altro che andare per tentativi, soprattutto considerando che in Italia non ci sono precedenti in questo senso. Morale della favola: tanto per cambiare la situazione italiana è ampiamente perfezionabile, e magari guardare con più attenzione ad alcuni esempi stranieri potrebbe risultare di grande aiuto.

Alla prossima.

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lunedì 23 marzo 2015

DATI NON PERVENUTI?

Ciao a tutti, come va?

Speravo che per un po' non sarei tornato a mettere in evidenza l'ambigua situazione dell'editoria a fumetti italiana, ma a quanto pare mi stavo illudendo. E a quanto pare mi illudevo anche quando ho sperato che per un po' non sarei dovuto tornare a parlare di Topolino...

Pazienza.

Il fatto è che, siccome penso che il fumetto abbia ancora un grande potenziale anche in Italia, non posso proprio fare a meno di sottolineare dei comportamenti che mi sembrano perlomeno sospetti, e che nel lungo periodo possono peggiorare una situazione già molto precaria... Anche se mi rendo conto che potrei passare per un rompiscatole.

I fatti sono questi: ultimamente su siti, blog e riviste specializzate, nonchè sui sempre più essenziali social, si sono diffusi a macchia d'olio i complimenti a Topolino, per la sua capacità di avere recuperato alcune decine di migliaia di lettori nel mese di dicembre... Dimenticando, però, di riportare alcuni dettagli: e cioè che dopo il guizzo di luglio 2014 (dovuto ai gadget e al ritorno di PK) c'era stato un tracollo totale, che comunque il settimanale sta perdendo una media di venti abbonati OGNI GIORNO e che anche nel mese di dicembre Topolino aveva dei gadget in allegato...

Roba da niente, insomma.

Ora: la questione fondamentale è che i dati di vendita di Topolino sono pubblici, perchè - ospitando pubblicità al suo interno - è tenuto a comunicarli all'ADS e cioè l'agenzia di Accertamento Diffusione Stampa. Cosa, questa, che permette a chiunque, me compreso, di monitorare le sue vendite e di farsi un'idea precisa della situazione reale, traendo le debite conclusioni nonostante tanti giri di parole e nonostante il fatto che i siti di fumetti più gettonati offrano una visione falsata della realtà.

La cosa interessante è che i dati ADS di gennaio, e cioè del mese successivo a quel dicembre "favoloso" per cui tutti si sono complimentati con Topolino per i suoi dati di vendita, NON comprendono Topolino... O meglio: per Topolino compare una bella scritta "DATI NON PERVENUTI" (se non ci credete CLICCATE QUI per dare un occhiata alla tabella in formato Excel)... Che è un po' come dire che Topolino non glieli ha mandati. Cosa, questa, che non era successa praticamente MAI.

Certo, i dati possono non essere pervenuti per mille motivi, ma CASUALMENTE non sono pervenuti per quel che riguarda il mese successivo al dicembre "favoloso" di cui sopra, e non sono pervenuti dopo che è successo quel gran pasticcio con la copertina dedicata  Charlie Hebdo (e di cui si è parlato tanto anche su questo blog)... Si dice che a pensar male si fa peccato, ma si sbaglia raramente, e se proprio dovessi essere sincero mi viene il sospetto che dietro a quel "DATI NON PERVENUTI" ci potrebbe essere una specie di strategia di marketing un po' contorta, finalizzata a non diffondere più (per il momento) dati di vendita sconfortanti per non generare ulteriori danni di immagine in un momento così delicato.

Ovviamente la prova del nove arriverà nei mesi prossimi, quando Topolino dovrebbe comunicare i dati relativi ai mesi successivi al caso Charlie Hebdo, che sicuramente avrà determinato l'allontanamento di parecchi lettori (soprattutto fra gli abbonati)...

Tuttavia, a riprova del fatto che Topolino non naviga esattamente in buone acque, è stato annunciato che fra un paio di mesi ci sarà il ritorno di PK in una saga in quattro parti, con l'evidente speranza di bissare l'effetto salvagente che questo personaggio (che NON è mai stato pensato per trovare spazio sulle pagine di Topolino) ha avuto l'estate scorsa.

Eppure non ci vuole un genio per capire che le cose stavolta andranno diversamente: in primo luogo perchè non sarà più IL ritorno, ma UN ritorno, e l'effetto nostaglia non sarà più quello della prima volta, e in secondo luogo perchè i fans storici di PK, anche ammesso che vogliano contiuare a seguire il personaggio anche "da grandi", probabilmente non hanno il tempo e la voglia di tenere d'occhio Topolino nella speranza che OCCASIONALMENTE compaia qualche nuova storia a puntate di PK, tantopiù che quando seguivano PK ne compravano un albo al mese, tutto dedicato a lui, mentre adesso si ritroverebbero a spendere i loro soldi per una copia di Topolino in cui troverebbero poche pagine di PK ogni settimana. E questo potrebbe spiegare perchè la Disney Panini ha annunciato la pubblicazione delle nuove saghe di PK in volume, a partire da quella dell'estate scorsa, alla "modica" cifra di 17 euro l'uno! Che, a ben guardare, sembra una soluzione studiata proprio per essere un incentivo a seguire PK su Topolino... Perchè pur comprandone quattro numeri i fans del personaggio spenderebbero circa la metà dei soldi necessari per la raccolta, e farebbero tirare un po' il fiato ad un settimanale ormai in caduta libera.

Forse sbaglio, ma se la mia teoria fosse esatta e Topolino per riguadagnare lettori si fosse orientato totalmente alle operazioni di marketing, piuttosto che su una reimpostazione dei suoi contenuti, temo che non farà altro che peggiorare la situazione.

Soprattutto in un periodo storico come questo, in cui molte persone stanno riscoprendo la necessità di confrontarsi con forme di narrazione e di intrattenimento che in qualche modo rispecchiano metaforicamente la realtà che li circonda... La tendenza di Topolino negli ultimi decenni, che ormai è diventata una tradizione, è quella di ridicolizzare e banalizzare gli spunti che arrivano dal mondo reale, invece di reinterpretarli e - magari - trarne spunto per storie caratterizzate da un umorismo agrodolce, come avveniva in passato. Un umorismo che comunque lasciava spazio anche ad un margine di riflessione.

E la scusa del fumetto "per bambini" non tiene più, se mai ha tenuto davvero...

Proprio in questi giorni, ad esempio, mi è ricapitato per le mani il numero 44 di Fumo di China, datato settembre 1996, che dedicava un articolo al successo di vendita (all'epoca) di Topolino e delle altre testate pubblicate dalla Disney Italia. Ebbene: citando i dati Audipress del gennaio 1995, quell'articolo riferiva che in quel periodo i 3/4 dei lettori di Topolino erano maggiorenni!

Ognuno può trarre le sue conclusioni.

Quel che è certo è che più si è puntato sull'infantilizzazione dei contenuti e delle storie, forse nella speranza di trasformare i bambini nel target di riferimento principale, e più le vendite sono diminuite.
Probabilmente il calo non è dipeso tutto da quello, ma sicuramente ha fatto la sua parte.

D'altra parte se fino ai primi anni '90 la psicologia di Topolino, per fare un esempio, era quella di un giovane adulto, intelligente e dai modi risoluti, e nelle storie di oggi si tende a presentarlo come un adolescente ingenuo (per non dire rimbambito) e un po' rintronato (anche se di tanto in tanto ci sono autori come Andrea Castellan, in arte Casty, che per fortuna si richiamano ancora al modello di autori come  Romano Scarpa e Floyd Gottfredson), va da sè che gli adulti non ci si identificano e i bambini non lo trovano realmente accattivante... Anche se, paradossalmente, questo modello è stato elaborato proprio pensando ai bambini....

O meglio: pensando all'idea "canonica" di bambino tanto cara alle lobby di potere del nostro paese... Che però non coincide con i bambini reali, e soprattutto NON con i bambini di oggi... Che sanno maneggiare gli iPad prima ancora di sapere scrivere e molto difficilmente si identificheranno in un Topolino che dimostra di avere problemi con internet (come è avvenuto in una storia pubblicata su Topolino 3086) e rivendica il diritto di non avere un profilo sui social... In una storia che peraltro presenta internet (e, per estensione, le nuove tecnologie) come una potenziale fonte di problemi e di pericoli...

Al punto di spingere Topolino ad utilizzare un vecchio modello di cellulare pre-smartphone con tanto di antenna, che probabilmente per molti bambini di 6 o 7 anni del 2015 è un oggetto che non si è mai visto nemmeno in cartolina...

Una storia del genere, a guardarla bene, sembra proprio studiata per assecondare i pregiudizi delle lobby di cui sopra (che probabilmente vogliono scoraggiare un utilizzo di internet troppo disinvolto), ma è evidente che le suddette lobby non sono poi così rilevanti fra i lettori reali di Topolino... Altrimenti con tutte queste storie studiate su misura per loro non si sarebbe verificato questo calo progressivo di lettori.

Come ho avuto modo di sottolineare più volte, ad esempio, anche solo accennare a situazioni LGBT in maniera garbata e delicata, con personaggi adeguati e contesti adeguati, non farebbe altro che riflettere una situazione con cui sia gli adulti che i bambini italiani di oggi hanno già una certa famigliarità, ma siccome è un argomento perlomeno osteggiato dalle lobby di potere che dettano legge nel nostro paese, e nei nostri media, si bada bene di non sfiorare la questione nemmeno di striscio.

Tuttavia, a riprova del fatto che ci sono due pesi e due misure, mi sento in dovere di segnalare il fatto che, anche se gli omosessuali e l'omosessualità su Topolino sono un tabù, a quanto pare gli ex gay - o sedicenti tali - non lo sono altrettanto. Infatti su Topolino 3091 è ricomparso il mago trasformista Arthur Brachetto, e cioè la versione paperinizzata di Arturo Brachetti...

Ora: per chi non lo sapesse Arturo Brachetti è un grandissimo trasformista di origine torinese che fa spettacoli in tutto il mondo fin dal 1978, giocando molto sulla sua ambiguità e costruendo attorno a sè un'immagine molto surreale. Da giovane pare che non si facesse grandi problemi a giocare molto anche sulla sua sessualità, e infatti anche se era un artista famosissimo Topolino per una trentina d'anni non ha mai osato paperinizzarlo, pur dedicando qualche inevitabile servizio ai suoi spettacoli...

Poi, nel 2007, Arturo Brachetti rilasciò un'intervista sul canale La7 nella quale, quando gli venne chiesto se era omosessuale, si espresse così:

"Omosessuale? É stato un periodo, peraltro felice, della mia vita. Ho fruito della vita in tutti i modi. Adesso ho qualcuno che mi vuole bene ma non voglio sposarmi nè avere un figlio. Ho vissuto flirt a destra e a sinistra perchè sono geneticamente infedele e forse è stato proprio questo che mi ha tenuto insieme alla mia amica. Adesso vivo di cose romantiche e di relazioni platoniche"

E così, molto casualmente, Arturo Brachetti è iniziato a comparire *PUFF* su Topolino nei panni di Arthur Brachetto a partire dal numero 2759, del 2008... A meno di un anno di distanza dalla sua intervista. Tutta una coincidenza?

Ovviamente non sta a me dirlo, però qualche sospetto mi pare legittimo.

Ora la questione è: tutti i vari trucchetti di marketing che sta adottando la Disney Panini per rilanciare Topolino (con più copertine alternative per ciascun numero e tutto il resto) hanno senso? Possono davvero compensare il fatto che con gli anni i fumetti del settimanale hanno iniziato a muoversi in gabbie sempre più strette, che non gli permettono più di reinterpretare la realtà e le dinamiche della vita dei loro lettori?

Io al riguardo ho qualche dubbio.

Alla prossima.

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