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venerdì 22 maggio 2015

FIDANZATI FANTASTICI

Ciao a tutti, come va?

A volte i grandi cambiamenti vengono sottolineati dalle piccole iniziative, in particolare da quelle che passano quasi inosservate.

Dopo anni e anni in cui ho segnalato la crescita, lenta e costante, del settore dei videogiochi a tematica BARA in Giappone, e il fatto che questi prodotti non avessero un'edizione in inglese, adesso finalmente posso segnalare che in Giappone si vuole sperimentare la produzione di un BARA GAME in doppia versione giapponese/inglese...

Tecnicamente non si tratterebbe di una novità assoluta, visto che da anni sono presenti videogiochi simili (e cioè quelli in sitle "dating", in cui i protagonisti devono essere guidati in situazioni omoerotiche dopo aver conosciuto il bel ragazzotto di turno) anche in lingua inglese, come quelli prodotti dalla "cooperazione internazionale" che è alla base del progetto BlackMonkey-Pro (CLICCATE QUI), o quelli realizzati in occidente - anche tramite crowdfunding - come Coming Out On Top (CLICCATE QUI) e Super Health Club (CLICCATE QUI)...



Tuttavia in tutti questi casi NON si tratta di progetti in stile BARA che partono direttamente dal Giappone, a differenza di FANTASTIC BOYFRIENDS: Legends of Midearth, la proposta della piccola casa di produzione Life Wonders di Tokyo (che dichiara di nascere proprio per proporre videogiochi a tematica gay, e se volete maggiori informazioni potete CLICCARE QUI)...


FANTASTIC BOYFRIENDS: Legends of Midearth è un dating game/Gioco di ruolo (o RPG, come dice in gergo) in stile BARA con un'ambientazione fantasy, ma a parte questo è tutto il progetto ad avere diversi risvolti interessanti...


Il primo, come vi dicevo, è che parte direttamente dal Giappone, il secondo è che nasce come App per piattaforma mobile e il terzo - probabilmente il più interessante - è che la sua versione in lingua inglese si concretizzerà grazie ad un'operazione di crowdfunding sul sito Indiegogo (CLICCATE QUI).

Quindi, tecnicamente, questo progetto detiene diversi primati, ma presenta anche alcune incognite inquietanti...

Gli sviluppatori, ad esempio, sanno per certo che la versione in giapponese è scaricabile senza problemi dall'App Store di Google Play in Giappone, ma ammettono di non avere idea di come si potrebbero comportare gli App Store di ciascuna nazione, in base ad eventuali limitazioni locali...

Ad esempio sui baci gay...



Quindi diciamo che si tratterà di un vero e proprio esperimento a più livelli, che da una parte testerà l'interesse internazionale nei confronti dei videogames in stile BARA e dall'altre verificherà le potenzialità effettive di questo genere al di fuori del Giappone, dove si è ritagliato una sua nicchia di mercato ormai da diverso tempo...

In ultima analisi credo che seguire le vicissitudini di questo videogioco sarà estremamente interessante anche per farsi un'idea delle nuove frontiere della rivoluzione digitale (in particolare quella legata alla telefonia mobile) che è in atto... Anche perchè se FANTASTIC BOYFRIENDS: Legends of Midearth si rivelasse un successo, e se si riuscisse a scongiurare il pericolo del boicottaggio di Google (perlomeno nelle nazioni più civili) si potrebbero aprire una serie di scenari che finora erano impensabili.

Staremo a vedere.

Ovviamente non mancherò di aggiornarvi.

Alla prossima.

mercoledì 20 maggio 2015

ORGOGLIO NORDICO

Ciao a tutti, come va?

Forse vi ricorderete che vi ho già parlato in più occasioni del film sulla vita di Tom of Finland che è in produzione da qualche anno (CLICCATE QUI), grazie agli sforzi di una piccola compagnia finlandese indipendente... E forse vi ricorderete che, nonostante tanta buona volontà e l'evidente proposito di realizzare una pellicola di qualità, vi avevo accennato al fatto che si trattava di una produzione NON UFFICIALE, al punto che - paradossalmente - non può utilizzare i disegni originali di Tom of Finland...

Ebbene: siccome a quanto pare Tom of Finland, per i finlandesi, è una questione di principio... É stata da poco annunciata UFFICIALMENTE (anche se la Helsinki Film ne parlava già da un paio d'anni) la messa in produzione anche di un film UFFICIALE sulla vita di Tom of Finland... E questa volta si tratterà di una coproduzione internazionale di tutto rispetto, con tanto di collaborazione diretta con la Tom of Finland Foundation (che detiene il copyright sui disegni originali dell'artista)!

Il regista del film sarà Thomas "Dome" Karukoski (foto sotto), uno dei più popolari registi finlandesi degli ultimi anni, che ha all'attivo una dozzina di premi e che - dalle sue parti - propone dei film che riescono a competere con i grandi blockbuster americani... Con il film su Tom of Finland realizzerà il suo primo film in lingua inglese.

Per ora si sa ancora molto poco di questo progetto, anche se è già disponibile un sito ufficiale (CLICCATE QUI)... E la cosa interessante è che il suddetto rimanda chi fosse interessato al film NON UFFICIALE su Tom of Finland ad un apposito link... Quel che si dice la cultura del rispetto nordica, insomma...

Sfortunatamente qualcosa mi dice che, al pari del film non ufficiale, anche questa produzione con i disegni originali e tutto il resto MOLTO DIFFICILMENTE troverà una distribuzione italiana. Così come MOLTO DIFFICILMENTE in Italia si vedrà una mostra su Tom of Finland come quella che aprirà i battenti a New York dal 13 giugno al 23 agosto e che si intitolerà "Tom of Finland: The Pleasure of Play"... E probabilmente sarà la più grande mostra personale dedicata a questo artista negli USA. Infatti saranno esposti 120 fra i suoi disegni più noti, gli schizzi preparatori mai visti e persino alcuni disegni di quando era bambino... Senza contare oltre 600 pagine originali che arrivano direttamente dai faldoni in cui raccoglieva il materiale fotografico che utilizzava come riferimento...


In poche parole si tratterà di un evento imperdibile... Il tutto presso l'Artists Space di new York (38 Greene Street, al terzo piano), che dal 1972 è un punto di riferimento importante per l'arte contemporanea in senso lato...

Se andate a New York in quel periodo magari potreste farci un pensierino e poi mi dite...

Alla prossima.

lunedì 18 maggio 2015

RIVOLUZIONE IN CORSO

Ciao a tutti, come va?

Oggi comincio riallacciandomi al mio ultimo post, quello in cui annunciavo la partenza della campagna di crowdfunding della Archie Comics (CLICCATE QUI). Ebbene: la campagna è stata prematuramente sospesa, e non perchè i soldi non arrivassero (1/10 della somma richiesta era stato raggiunto nei primi 4 giorni, sui 30 previsti), ma perchè stavano iniziando a piovere critiche e voci tendenziose sulla casa editrice, che quindi ha pensato che fosse il caso di tornare sui suoi passi, anche se questo significa che per le tre testate per cui stava raccogliendo fondi bisognerà aspettare qualche mese in più... Visto che ora sta utilizzando il budget che ha a disposizione per il rilancio e il rinnovo delle sue testate principali.

Chiudendo la raccolta fondi, però, la casa editrice ha ammesso molto candidamente che voleva utilizzare kickstarter giusto per velocizzare i tempi e provare nuove strade, relazionandosi in maniera più diretta col suo pubblico, ma che siccome non vuole essere fraintesa sicuramente proporrà IN OGNI CASO le serie Jughead, Betty & Veronica e Life with Kevin come da progetto...

Anche perchè, presumo, dopo aver verificato il buon risultato che stava ottenendo la campagna su kickstarter, ora ha sicuramente molti meno dubbi riguardo al grande rinnovamento delle sue testate e del suo parco autori.

Quindi si può ben dire che kickstarter, oltre ad essere un mezzo di finanziamento, si può dimostrare anche un interessante indicatore dei gusti del pubblico, un po' per tutti i prodotti legati all'entertainment, e non solo per i fumetti...

Lo dimostra, ad esempio, il grande successo della raccolta fondi per il mediometraggio svedese Kung Fury, che ha superato di gran lunga le aspettative (raccogliendo oltre 600.000 dollari sui 200.000 richiesti) e che ha finito per essere presentato in anteprima anche a Cannes...

O, ancora, la recente campagna fatta partire dal game designer Koji Igarashi, a cui nessuna casa di produzione voleva più dare carta bianca per realizzare uno dei suoi videogiochi in stile gotico (lui è il creatore del famosissimo Castelvania)... E che presentandotramite kickstarter il suo progetto per un gioco chimato Bloodstained: Ritual of the Night ha raccolto oltre due milioni di dollari... In meno di una settimana (sui 500.000 richiesti, e alla conclusione della raccolta fondi mancano oltre tre settimane)!

Quindi, forse, ci troviamo davvero all'alba di una piccola rivoluzione del mercato dell'intrattenimento, che si sta sempre più orientando su varie nicchie più o meno ampie, piuttosto che su scelte di compromesso che - cercando di accontentare tutti - finiscono per non accontentare più nessuno... Non ora che che la gente si sta abituando sempre più spesso a pagare solo quando sa di ottenere ESATTAMENTE quello che vuole.

E, nel caso dei fumetti, sembra che anche in Italia questa tendenza stia iniziando a prendere piede sul serio...

Qualche esempio?

LUMINA, tramite il sito indiegogo, ha raccolto quasi 60.000 euro in un mese (sui 44.000 richiesti per andare in stampa) grazie a 1631 finanziatori.

RIM CITY (ancora su indiegogo), ha raccolto 44.000 euro in due mesi (sui 40.000 richiesti per andare in stampa) grazie a 1293 finanziatori.

Non male...

E, oltre ai progetti singoli, ci sono anche progetti editoriali più complessi che stanno nascendo per puntare su questa particolare forma di "vendita su prenotazione", esclusivamente tramite internet. É il caso di  PROGETTO ATOMICO (quello di RIM CITY), che praticamente è partito affidandosi solo al supporto dei lettori del seguitissimo blog L'ANTRO ATOMICO DEL DR. MANHATTAN, ma anche di PRIMAOMAI, un progetto editoriale che addirittura non si appoggia a piattaforme esterne, ma manda in stampa i suoi progetti solo dopo aver raggiunto il numero di prenotazioni (pagate) necessarie... E anche PRIMAOMAI rende pubbliche le sue cifre (il suo ultimo libro IL SUICIDIO SPIEGATO A MIO FIGLIO ha venduto 1040 prenotazioni).


Forse possono sembrare vendite molto basse, ma bisogna calcolare che sono vendite INIZIALI concentrate in un mese o poco più partendo dal nulla, senza l'appoggio di una casa editrice, di un distributore o altro... E calcolando che almeno metà degli incassi rientrano direttamente nel guadagno degli autori (cosa che nel mondo dell'editoria ufficiale non succede praticamente MAI) si può ben dire che segnino un primo passo verso una piccola rivoluzione, se non altro dal punto di vista di chi i fumetti li realizza...

E comunque il fatto che una prima tiratura sia andata bene, ricompensando degnamente gli artisti per il tempo e l'energia che hanno dedicato a un progetto, non implica che in futuro quel fumetto non possa essere ristampato da qualche altro editore, che magari prima non avrebbe mai scommesso un euro sulla riuscita di cose come LUMINA o RIM CITY, impedendone di fatto la realizzazione...

Inoltre è bene ricordare che con il crowdfounding un autore di fumetti può riuscire a guadagnare in breve tempo cifre che gli permettono di concentrarsi sulla realizzazione del suo progetto come se fosse una qualsiasi altra attività lavorativa degna di questo nome... Cosa che in Italia con i fumetti NON capita spesso.

Infatti, a parte casi rarissimi, è bene ricordare che un volume a fumetti in Italia "va bene" quando vende sulle 5000 copie in due anni. E in questo caso all'autore arriveranno, grazie ai diritti (la tavola pagata è un discorso a parte, e NON è sempre garantita, soprattutto se non si tratta di un autore di richiamo), in due anni più o meno 5000 euro per una storia a fumetti di 90 pagine, che gli è costata, in media, sei mesi di lavoro... E questo vuol dire che, se il suo libro "va bene", avrà lavorato sei mesi per 800 € al mese (che però gli arriveranno dopo anni). La gran parte dei romanzi grafici italiani, però, non supera le 1000 copie di venduto, e questo vuol dire che qualcuno c'è anche chi ha guadagnato 180 € per ciascuno dei sei mesi che ha dedicato al suo progetto...

Certo il denaro non è tutto, però certe cifre possono stroncare molte carriere promettenti e tante buone idee...

E questo spiega perchè in Italia la gente fa la fila e si spintona per andare a lavorare in Bonelli, in Disney o - al limite - in Astorina... Dato che - grazie alle loro grandi tirature e alla loro produzione costante - questi editori garantiscono introiti tali da trasformare la voglia di fare fumetti in un'occupazione lavorativa vera e propria per i "fortunati" che entrano nel loro giro... Anche se poi lavorare per questi editori implica tutta una serie di vincoli e limitazioni che per molti autori risultano castranti (e che di certo non contribuiscono al benessere del fumetto italiano, ma questa è un'altra storia).

Il crowfounding potrebbe cambiare le carte in tavola? Sicuramente sarà molto interessante verificare come si svilupperà il tutto, anche perchè gli editori italiani (salvo rari casi) vendono sempre meno e riducono sempre di più gli spazi per i nuovi autori e le nuove idee.

Quel che è certo è che, per come vanno le cose nel nostro paese, il crowdfunding potrebbe rappresentare una delle poche alternative alla ristagnazione di idee che ha caratterizzato gli ultimi anni.

Mi spiego meglio: alla Archie Comics non hanno provato a fare crowdfunding con kickstarter perchè altrimenti NON avrebbero rivoluzionato e modernizzato il proprio parco testate, ma solo perchè volevano velocizzare il tutto...

Loro si sarebbero rinnovati COMUNQUE e avrebbero proposto comunque fumetti innovativi come la serie Life with Kevin...

Mentre in Italia i progetti che sono stati resi possibili dal crowdfunding - probabilmente - non avevano altre possibilità... Anche perchè gli editori italiani che potrebbero finanziare progetti realmente innovativi - nonostante tante belle parole - in realtà preferiscono NON rinnovarsi più di tanto. E credo che i vari approfondimenti che ho dedicato al "nuovo" Dylan Dog negli ultimi mesi (giusto per fare un esempio) siano abbastanza esemplificativi in questo senso.

Certo qualcuno può obbiettare che in italia gli editori che hanno più soldi si occupano di fumetto popolare, mentre le idee innovative provengono dal fumetto "d'autore", quindi dei compromessi (al ribasso) sono inevitabili... Ma sarà davvero così?

Il punto è che con "fumetto popolare", in teoria, si definisce un tipo di fumetto pensato per le grandi masse, molto economico e in grado di intercettare il più ampio consenso possibile, mentre il "fumetto d'autore" dovrebbe essere un fumetto che prima di tutto serve per esternare le idee dei suoi creatori, raccogliendo pubblico in funzione della sua affinità con le suddette idee...

Ma al giorno d'oggi questa distinzione ha ancora senso?

In Italia esiste ancora un'unica "grande massa maggioritaria" verso cui indirizzare un "fumetto popolare"? Una massa da corteggiare scendendo a compromessi? Una massa che è possibile accontentare con un unico punto di vista e un'unica prospettiva sul mondo? Forse fra gli over '40 e gli over '50 esiste ancora qualcosa di simile... Però ragionare in questi termini per le generazioni successive è inverosimile, e lo sarà sempre di più. Oltretutto i fumetti, come tutte le forme di intrattenimento che richiedono una forma di partecipazione attiva, stanno diventando sempre più spesso un passatempo per gente con una certa formazione e con esigenze molto precise, piuttosto che per una massa indefinita di persone che non sanno come ammazzare il tempo... Anche perchè le alternative per ammazzare il tempo (anche gratuitamente) sono sempre di più.


Per fare un esempio molto pratico e pertinente con le tematiche di questo blog: se tu, editore, pensi che un "fumetto popolare" in Italia NON debba avere personaggi omosessuali davvero positivi ed emancipati, perchè pensi che in Italia ci sia una "grande massa" che non è ancora pronta per queste cose, in realtà stai già facendo una selezione del tuo pubblico, perchè automaticamente tieni lontano chi si è abituato ai personaggi omosessuali davvero positivi ed emancipati... O anche solo a una rappresentazione dell'omosessualità meno stereotipata e deprimente.

E non è detto che questa sia un'idea vincente... Anzi: al giorno d'oggi queste persone possono essere davvero considerate una minoranza irrilevante? Oppure numericamente possono competere con quella che tu consideri ancora la "maggioranza assoluta"?

Pensaci bene: se per caso tu, editore, applichi questa filosofia a TUTTI i tuoi fumetti, e quindi - diciamo - anche ad un ipotetico fumetto horror... Beh... Ti potresti giocare - ad esempio - il (vasto) pubblico dei giovani che apprezzano serial tv come TEEN WOLF... Dove l'omosessualità maschile rappresenta una componente secondaria ben integrata nello sviluppo delle trame...

Tant'è che anche nella quinta stagione (che negli USA partirà a breve) ci sarà spazio per nuovi intrecci a base di adolescenti omosessuali, che peraltro - come da tradizione in questa serie - non verranno dipinti come casi umani in situazioni di disagio, ma come normali ragazzi che giocano nella locale squadra di lacrosse (uno sport di contatto abbastanza cruento, inventato dai nativi americani)... Ragazzi che sono dichiarati e sono ben integrati con i loro amici etero (anche negli spogliatoi, ad esempio), che frequentano liberamente locali gay e che alle feste organizzate dai loro amici pomiciano liberamente come qualsiasi coppia etero...

Cosa che peraltro accade fin dai primi episodi della prima serie... Senza contare le varie strizzatine d'occhio ad una vaga estetica omoerotica... Che peraltro non hanno mai tenuto lontano il pubblico maschile, ma semmai hanno avvicinato quello gay e quello femminile...

Però fra TEEN WOLF, che è studiato per essere una forma di intrattenimento "popolare", e il fumetto "popolare" italiano c'è un abisso... E non è che TEEN WOLF in Italia sia meno "popolare" dei fumetti horror italiani come Dylan Dog e Lukas... Anzi... La pagina ufficiale di Lukas su facebook ora conta circa 4600 "mi piace", quella ufficiale di Dylan Dog  ne ha 44.000... E indovinate un po'? Quella di TEEN WOLF ITALIA ne conta oltre 160.000... E guardacaso dà ampio spazio anche agli aspetti più "gay" del serial, ricordando anche cose come la Giornata Internazionale contro l'Omofobia...

Quindi, forse, in Italia bisognerebbe rivedere un pochino il classico concetto di "popolare", soprattutto se vuole coinvolgere un pubblico giovane...

Anche perchè in caso contrario sarà solo questione di tempo prima che l'Italia e gli italiani scoprano davvero cose come il crowdfunding, e allora sarà troppo tardi per correre ai ripari... Anche se forse il crollo di qualche editore storico che non ha saputo rinnovarsi potrebbe smuovere finalmente le acque e coincidere con un reale rinnovamento del fumetto italiano...

Chissà...

Alla prossima.

venerdì 15 maggio 2015

FONDI PER KEVIN...

Ciao a tutti, come va?

Era da un po' di tempo che non vi aggiornavo sulla vista editoriale di Kevin Keller, il primo personaggio gay dichiarato della Archie Comics, e in effetti le novità - nonostante l'imminente rivoluzione del parco testatte della Archie Comics - scarseggiavano...

Finora...

Infatti da qualche giorno la Archie Comics ha sorpreso un po' tutti lanciando una campagna di crowdfunding su kickstarter in occasione del rilancio di quelle che potrebbero diventare le sue nuove testate di punta: Jughead, Betty and Veronica e Life with Kevin...

E che trovate CLICCANDO QUI.

In effetti questa mossa ha spiazzato un po' tutti, ma forse - prima di rimanere perplessi - è il caso di inquadrare la situazione nel suo insieme.

La Archie Comics è una casa editrice storica, che ha creato delle vere e proprie icone pop americane, ma a differenza dei grandi editori come MARVEL e DC COMICS non ha alle spalle delle major dell'intrattenimento che possono assorbire gli eventuali rischi di impresa determinati da una rivoluzione radicale nel suo parco testate... Rivoluzioni del tipo di quelle che, in effetti, i grandi editori di cui sopra possono permettersi di fare anche perchè ormai sono ramificazioni della DISNEY e della WARNER.

Inoltre per il rinnovo dei suoi personaggi la Archie Comics ha voluto scritturare alcuni nomi molto gettonati nel mondo del comics statunitense, e siccome negli USA non funziona come in Italia e c'è effettivamente un mercato per gli autori di fumetti, per avere - ad esempio - Adam Hughes su BETTY & VERONICA sicuramente la Archie Comics dovrebbe sborsare più quattrini di quanti ne ha sborsati finora per i suoi classici disegnatori (che essendo molto "di nicchia" di fatto lavoravano solo per la Archie Comics, e quindi avevano tariffe meno alte).

Il punto è che anche gli altri nomi famosi che la Archie Comics vuole ingaggiare per i suoi altri progetti hanno un notevole  "prezzo di mercato", se così vogliamo chiamarlo, e probabilmente alla Archie Comics si sono detti che forse poteva essere interessante ricorrere al crowdfunding per ammortizzare i costi e per verificare se EFFETTIVAMENTE il pubblico era interessato a sostenenere una simile rivoluzione grafica e narrativa nel suo storico parco testate...

E probabilmente non è un caso se per il crowdfunding di cui vi parlo oggi la Archie Comics propone, oltre a BETTY & VERONICA di Adam Hughes, anche JUGHEAD di Chip Zdarsky e LIFE WITH KEVIN con le chine di J. Bone (sui classici disegni di Dan parent)... Tutti pezzi da novanta nel loro genere, per intenderci.

Venendo - nello specifico - al caso di Kevin, dalle poche preview che stanno circolando si scopre che la sua serie sarà ambientata qualche anno nel futuro, e quindi sarà leggermente staccata dalla continuity delle nuove serie della Archie. Infatti in questa serie Kevin si presenta come un ventunenne gay dal look lumbersexual, che si è appena trasferito in una grande città...

Questo, effettivamente, apre tutta una serie di opzioni interessanti, e non escluderei che la scelta di J.Bone per i ritocchi e le chine sia stata motivata dal fatto che questo artista è noto per la sua capacità di disegnare maschi deliziosamente sexy in stile vintage...



In effetti è probabile che alla Archie Comics si siano decisi a realizzare delle storie di Kevin che potessero risultare esteticamente intriganti anche per il pubblico propriamente gay, e rendendosi conto che in questo senso Dan Parent (in quanto etero) aveva dei limiti, hanno convocato qualcuno che di maschi sexy se ne intende... E che, tanto per dirne una, è anche un fan del porn performer Colby Keller (nessuna parentela con Kevin)...

Scelta molto oculata, a mio modesto parere, anche se resta il problema che Dan Parent non ha esperienze dirette nel mondo gay, men che meno per quel che riguarda la vita dei gay ventunenni nelle grandi città, quindi bisognerà verificare in che modo verrà valorizzato - a livello di storie - il potenziale davvero ENORME della nuova testata dedicata a Kevin Keller.

Nell'attesa c'è da dire che, negli USA, più di qualcuno ha storto il naso dopo aver visto che anche un editore come la Archie è ricorsa al crowdfunding... Anche se personalmente io l'ho trovata una scelta molto onesta e, in ultima analisi, responsabile...

Soprattutto se si considera il fatto che la rivoluzione in corso è davvero una scelta rischiosa ed azzardata per un editore che fa SOLO l'editore e che storicamente è sempre stato associato a teen comics dal taglio umoristico per preadolescenti... Quindi che male c'è nel voler verificare se ci sono abbastanza lettori per raccogliere i 350.000 dollari necessari per dare il calcio d'inizio alle tre testate di cui sopra?

Certo, se avessero realizzato un crowdfunding per CIASCUNA delle tre serie sarebbe stato meglio, anche perchè al pubblico gay che vorrebbe leggere le nuove avventure di Kevin Keller fondamentalmente NON interessa che venga prodotta una serie dedicata a BETTY & VERONICA coi disegni sexy di Adam Hughes...

In ogni caso staremo a vedere come andrà a finire...

Alla prossima.