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lunedì 29 luglio 2013

GIAPPONE E REPRESSIONE

Ciao a tutti, come va?
Pochi giorni fa vi avevo detto di come, probabilmente, la prima pubblicazione di Gengoroh Tagame negli USA avrebbe fatto solo da apripista, ed ora sembra proprio che siano arrivate le prime conferme. Infatti a settembre dovrebbe essere distribuita la prima antologia statunitense dedicata al mondo dei manga bara...
Molti i nomi noti, e meno noti, presenti, ma forse può essere interessante notare che la suddetta antologia (come la precedente monografia dedicata a Gengoroh Tagame) è stata curata da Chip Kidd, nome ben noto nel mondo dei fumettari americani. Infatti questo graphic designer a tutto tondo (che vedete nella foto sotto), oltre ad essere molto apprezzato nel suo ambito, negli ultimi anni ha trasformato la sua passione per i fumetti in un'attività parallela, curando tutta una serie di volumi di pregio, che si sono guadagnati anche diversi premi prestigiosi.
Dalle antologie dedicate all'illustratore Alex Ross, ai volumi che approfondiscono alcuni aspetti poco conosciuti di Batman (come ad esempio la sua semisconosciuta versione manga degli anni '60). A quanto pare Chip Kidd si è innamorato dei manga bara già nel 2001, e ora è riuscito - finalmente - a contribuire alla loro pubblicazione americana. Oltretutto, in occasione della pubblicazione del volume dedicato a Gengoroh Tagame è riuscito ad inserire una storia che il maestro Tagame ha disegnato a partire da una sua sceneggiatura!
Come dire che i manga bara, negli USA, sono entrati dalla porta principale.
Se il buongiorno si vede dal mattino potrebbe anche succedere che gli USA possano effettivamente diventare un mercato interessante per i manga bara e i loro autori, cosa che potrebbe avere dei risvolti molto positivi su tutto quello che è il settore omoerotico Made in Japan, che in patria deve ancora sottostare all'ambigua legge 175 sulla censura (che risale addirittura al 1880, e che è stata rivista negli anni '50), che può essere interpretata in vari modi, ma che stabilisce inequivocabilmente che chi vende o produce materiale osceno deve essere punito, e che è osceno tutto ciò che "eccita". Ovviamente i modi per intepretare questo "eccita" sono infiniti, e rendono questa stessa legge alquanto ridicola, dato che nei video porno giapponesi si può fare e mostrare di tutto a patto che gli organi genitali siano pixellati con effetto mosaico... Dato che evidentemente si presume che una raffigurazione esplicita sia formalmente eccitante, e una censurata no... E d'altra parte, si sa, nella cultura giapponese la "forma" arriva prima della sostanza...
Paradossalmente tutto quello che coinvolge altre parti del corpo (zona anale compresa) può essere mostrato senza problemi. Nei manga, soprattutto negli ultimi anni, si è pensato di aggirare la legge con un'intepretazione molto personale del concetto di base. Nel senso che, se una volta i genitali erano completamente censurati, sbianchettati o rappresentati in maniera metaforica, poi c'è stato un periodo in cui bastava abbozzarli in maniera poco dettagliata, per poi arrivare ai giorni nostri... In cui "esplicitamente" può diventare sinonimo di "integralmente", e quindi basta applicare delle micro barrette pressochè simboliche per aggirare la suddetta legge... Micro barrette che però possono sparire nelle edizioni occidentali degli stessi manga, come potete vedere confrontando la versione italiana e quella giapponese di questa vignetta di Gengoroh Tagame...

Magari penserete che è una cosa da poco, ma in effetti la legge può ancora vincolare la creatività di un artista, che deve comunque scendere a dei compromessi un po' fastidiosi per evitare guai. E la cosa agghiacciante è che l'anacronistica legge 175 (che naque fondamentalmente per assecondare la pudica mentalità occidentale del XIX secolo) continua a mietere vittime anche ai giorni nostri, con sequestri e incarcerazioni! L'ultima vittima illustre è stato il fotografo taiwanese Leslie Kee (foto sotto), molto noto nel mondo della moda e che è famoso anche per i suoi fotolibri dedicati a personaggi del calibro di Lady Gaga.
Lo scorso 4 febbraio è stato brutalmente arrestato (assieme al proprietario della libreria Lumière di Tokyo, che lo ospitava), perchè aveva avuto la bella idea di mettere in vendita alcuni libri fotografici dedicati al nudo maschile, tra cui spiccava quello dedicato a Masaki Koh (foto sotto), probabilmente il più celebre gay porn performers giapponese di sempre, con oltre 100 video girati in meno di quattro anni...

Il problema nasceva dal fatto che Leslie Kee aveva stampato le foto di Masaki Koh (e compagnia) senza veli e senza censure. Probabilmente dando per scontato di avere una sorta di "immunità artistica". E invece è stato arrestato in piena Tokyo, passando diversi giorni in carcere e finendo per essere "graziato" solo grazie all'intervento di numerosi personaggi pubblici che si sono schierati dalla sua parte. La cosa, fortunatamente, si è risolta bene, e Leslie Kee ha detto che non ha intenzione di rinunciare alle sue foto di nudo maschile, anche se probabilmente in Giappone non si vedranno più... Quel che è certo è che, probabilmente, le sue foto di Masaki Koh entreranno presto nella leggenda, visto che - come epilogo di tutta questa brutta storia - un paio di mesi fa il gay porn performer più iconico del Giappone si è spento a soli 29 anni, per via di un'appendicite curata male...
Un vero peccato, perchè stava inziando a diventare famoso anche al di fuori dei confini nipponici (a gennaio aveva fatto anche una mini tournèe in Francia), e non è da escludere che avrebbe potuto contribuire a sbloccare - almeno in parte - la situazione del suo paese. Infatti aveva deciso di promuovere in prima persona la questione dei diritti gay, dell'integrazione e della visibilità della comunità LGBT nipponica, e lo faceva anche assieme al suo ragazzo (e collega) Tenten...
Credo che sia abbastanza significativo il fatto che uno degli ultimi filmati che lo riguardano, nonostante la sua brillante carriera nel mondo della pornografia gay, sia proprio qualcosa del genere. Riposi in pace. Di lui si iniziava a parlare persino nei quiz televisivi e la versione giapponese di GQ lo aveva intervistato con tanto di dettagliatissima scheda tecnica (manco fosse stato l'ultima versione di Gundam)... Davvero un peccato che se ne sia andato, e oltretutto il 18 maggio (all'indomani della giornata mondiale per lotta all'omofobia)...
Sia come sia, ora che in Giappone è stato appena eletto un governo conservatore, molto difficilmente la legge 175 verrà ritoccata e forse, nei prossimi anni, assisteremo ad  un lento e crescente "sdoppiamento" dell'arte omoerotica giapponese verso lidi meno restrittivi... E non è detto che prima o poi questo sdoppiamento non produca opere che escono direttamente per il mercato occidentale, anche perchè per anni i manga bara si erano già fatti conoscere attraverso internet e ora si trovano il terreno spianato...
Staremo a vedere.

venerdì 26 luglio 2013

STINGERS!

Ciao a tutti, come va?
Nella valanga di annunci e anticipazioni che sono giunte dalla San Diego ComiCon, ce n'è una che non potevo decisamente omettere... Anche solo per una questione di coerenza, dato che a questo argomento ho dedicato numerosi post in passato e secondo me è emblematico dei tempi che cambiano. Mi riferisco alla linea di bambole celebrative da collezione di Jem realizzate da Integrity Toys per la Hasbro. Come vi avevo detto recentemente, nonostante i prezzi surreali (soprattutto in tempo di crisi) questi pezzi da collezione stanno facendo scintille, tant'è che - a breve distanza dalle ultime uscite - ne sono state proposte altre tre, e altre ne sono state annunciate per settembre, ma andiamo con ordine... Prima di tutto sono arrivate le dolls ispirate a due puntate storiche della serie animata degli anni '80. Mi riferisco a Broadway Magic Jem (venduta assieme ad un palco montabile e ad un esclusivo diorama che riproduce New York)...

E alla leggendaria Glitter 'N Gold Jem, considerata particolarmente iconica dal pubblico gay, anch'essa ripresa pari pari dall'omonimo episodio della serie... Episodio nel quale era presente anche il suo ragazzo Rio in versione Glitter 'N Gold, cosa che ovviamente non poteva sfuggire a chi sta pianificando le uscite di questa serie di dolls, che è sempre meno celebrativa e sempre più cult...



Tuttavia la notizia più golosa è che quest'autunno verranno messe in vendita le dolls che riproducono il terzo gruppo musicale presente nella serie animata, e che a causa della prematura soppressione della linea di bambole originali non andò mai oltre alla fase prototipo: gli STINGERS...
Il fatto che la loro uscita sia stata programmata così presto da una parte dimostra che alla Hasbro/Integrity non vogliono semplicemente cavalcare l'effetto nostalgia (altrimenti avrebbero rispettato l'ordine di uscita delle dolls anni '80), e dall'altra - probabilmente - conferma che questa linea ha davvero un occhio di riguardo per i fans gay della serie animata. Infatti la leading voice degli STINGERS Riot, che aveva la voce del cantante pop Gordon Grody (noto anche per essere stato un insegnante di canto di Lady Gaga), era un personaggio dai risvolti ambigui e in cui il pubblico gay poteva facilmente identificarsi, anche per via del suo rapporto conflittuale col padre che non condivideva le sue scelte di vita...

Inoltre gli STINGERS sono un gruppo formato da personaggi che, a seguito di una vita difficile, sono diventati delle vere e proprie carogne, cinici e spietati come pochi. Altro dettaglio che li ha resi subito molto simpatici ai gay, nonostante la serie si sia conclusa poco dopo il loro arrivo. E, se poi si volesse scavare ancora più in profondità, non bisogna sottovalutare il fatto che i brani musicali degli STINGERS erano interpretati anche da un'icona gay della musica dance anni '70... Infatti Minx e Rapture avevano la voce di Vicki Sue Robinson, che nel 1976 lanciò un brano che diventò subito un cult per il mondo gay: TOURN THE BIT AROUND...



Vicki Sue Robinson è morta prematuramente nel 2000, a soli 45 anni, e probabilmente questo ha persino rafforzato il suo status di icona gay... Motivo in più per considerare l'ipotesi che - nel caso qualcuno avesse ancora dei dubbi al riguardo - chi sta gestendo le uscite delle nuove dolls di Jem sa bene con chi ha a che fare e quali possono essere i suoi veri punti di interesse.
Staremo a vedere le sue prossime mosse, ma forse non è eccessivo ipotizzare che la nuova linea di bambole di Jem e le Holograms potrebbe rivelarsi la linea di dolls da collezione più gay friendly di sempre.
La prova del nove, probabilmente, si avrà se e quando la Integrity Toys pianificherà anche l'uscita di Teckrat, un personaggio che si è visto solo nella serie animata e che - per stessa ammissione dei suoi creatori - era gay e all'inizio doveva ispirarsi addirittura a Boy George...
E qualcosa mi dice che alla Habro/Integrity stanno già valutando l'ipotesi di metterlo in calendario...
Staremo a vedere...
Alla prossima.

mercoledì 24 luglio 2013

TAGAME CONQUISTA IL WEST?

Ciao a tutti, come va?
Lo scorso week end si è tenuta la San Diego ComiCon, e ovviamente una grande quantità di siti italiani specializzati in fumetti hanno dato un resoconto dettagliato delle novità più interessanti che sono arrivate dalla manifestazione fumettistica più attesa di sempre. Ovviamente i siti italiani hanno dedicato pochissimo spazio, anzi diciamo proprio nessuno spazio, ai risvolti LGBT dell'evento (nonostante la fittissima agenda che vi ho segnalato qualche giorno fa). Ovviamente questo BLOG non può coprire da solo queste lacune (anche perchè, fisicamente, io non ero a San Diego), però vorrei segnalarvi che - per la prima volta - alla San Diego ComiCon i bara manga hanno iniziato ad avere un po' di visibilità... Con le t-shirt di Gengoroh Tagame...

E gli esclusivi asciugamani del suo collega Jiraiya...
Questa bella pensata è venuta ai ragazzi di MASSIVE, che da quel che ho capito sono co-responsabili del lancio ufficiale di Gengoroh Tagame negli USA, che a quanto pare è stato già baciato dal successo e probabilmente è solo il preludio a una più corposa presenza dei fumetti gay giapponesi in territorio statunitense. Tra l'altro i simpaticoni di MASSIVE, in occasione della San Diego ComiCon, hanno anche proposto un esclusivo posterone porcellone di Gengoroh Tagame, che veniva venduto con una certa nonchalanche (e presumo senza scatenare reazioni imbufalite da parte del pubblico non interessato) presso lo stand della PRISM COMICS...

Ve l'immaginate cosa succederebbe a sventolare una cosa del genere in una qualsiasi fiera del fumetto italiana? E comunque è evidente che al di là dell'Atlantico si fanno molti meno problemi riguardo ai fumetti omoerotici... Altrimenti non si spiegherebbe come mai il maestro Tagame sia stato invitato a promuovere il suo primo libro in inglese al Toronto Comic Art Festival...
Per poi proseguire con un piccolo tour negli USA che ha visto anche l'inaugurazione della sua prima mostra di tavole originali a New York, presso la MARTOS GALLERY, inaugurata lo scorso 30 maggio...
E a questo proposito volevo farvi notare due cose: la prima cosa è che la locandina promozionale della suddetta mostra era abbastanza diretta...
La seconda è che le tavole esposte erano ancora più dirette della locandina...
La cosa interessante è che, considerando che si trattava di un autore del tutto inedito negli USA, ha avuto lo stesso trattamento che sarebbe stato riservato ad un artista erotico famoso, e quindi intoccabile. Forse sbaglierò, ma credo che nel caso di un'ipotetica mostra di tavole originali di Gengoroh Tagame in Italia non gli sarebbe riservato lo stesso trattamento e una tale libertà espositiva...
Quel che è certo è che intorno all'universo dei bara manga (o dei gai komi, come oggi va di moda chiamarli in Giappone) qualcosa inizia a muoversi anche in america... E considerando la notevole faccia tosta degli emancipati gay americani, che tutto si fanno fuorchè dei problemi a manifestare le loro passioni, probabilmente prossimamente ne vedremo delle belle.
Intanto vi lascio con una breve intervista in cui il maestro Tagame riflette sulla filosofia dei suoi fumetti sadomaso e del eprchè gli piacciono tanto certi tipi di ambientazione... Come vedete questo BLOG continua a farvi vedere quello che gli altri BLOG italiani di solito ignorano, anche in piena estate...
Alla prossima.

lunedì 22 luglio 2013

BOXTROLLS E FAMIGLIE GAY

Ciao a tutti, come va?
Vi ho recentissimamente parlato di come a Hollywood il parere, e le reazioni, della comunità LGBT e dei loro sostenitori (che sono sempre di più) siano tenute in crescente considerazione. Anche perchè dalle parti di Hollywood, al di là di un certo inevitabile opportunismo, ci sono molte persone che effettivamente hanno sposato la causa dei diritti gay. Così non stupisce più di tanto che alcuni di loro manifestino apertamente la loro posizione già dai trailer dei loro film di imminente uscita. Questo, di per sè, è qualcosa di positivo, ma non proprio eccezionale. Tuttavia può diventare degno di nota se parliamo del trailer di un film di animazione che si rivolge ai più piccoli.
E forse qualcuno di voi avrà già capito che mi riferisco a BOXTROLLS...
Il film è in arrivo a settembre, ma ovviamente i trailer sono già in circolazione. Nel trailer in questione si parla di come i bambini possono avere famiglie (vittoriane) di vario tipo, comprese quelle composte da due padri o due madri... O magari dai trolls in scatola protagonisti del film...
Il trailer, da solo, lancia già un certo messaggio educativo, e a quanto pare chi sta dietro a questo progetto ci teneva in modo particolare a lanciarlo. Al che, vi chiederete, chi c'è dietro a Boxtrolls? Domanda legittima. Dietro a Boxtrolls c'è la Laika Film, diretta dal rampante trentanovenne Travis Knight (foto sotto), responsabile del cult dark Coraline e di quel ParaNorman che qualche tempo fa ha sorpreso un po' tutti con il suo finale inaspettatamente gay friendly (con tanto di coming out di uno dei giovani protagonisti).
A questo punto penso sia corretto specificare due cose: la prima è che Travis Knight è eterosessuale (ha da poco festeggiato la nascita del suo terzo figlio), e - seconda cosa - ha una genuina passione per l'animazione. Nel senso che, essendo il figlio del proprietario della Nike (che non è esattamente il calzaturificio dietro l'angolo) avrebbe potuto dedicarsi a tutt'altro o magari vivere di rendita per il resto dei suoi giorni, piuttosto che imbarcarsi nel rischiosissimo settore dei film di animazione (peraltro col sostegno di papà).
Comunque, a proposito della rappresentazione dell'omosessualità nei film da lui prodotti, all'Hollywood Report ha detto che:

"Non vogliamo essere attivisti a tutti i costi. Stiamo solo cercando di essere quello che siamo. Tutta l'arte e tutti gli artisti hanno un punto di vista, un modo di guardare il mondo. Vogliamo fare dei originali, che si facciano ricordare e che abbiano qualcosa di significativo da dire."

E poi ha aggiunto che:

"Ci saranno di sicuro persone che, semplicemente, non saranno d'accordo col nostro punto di vista, e le capiamo, ma di certo noi non indietreggieremo per paura delle conseguenze. Il genere di film che facciamo deve essere coerentecon i nostri valori e con il nostro modo di guardare il mondo. Questo, a volte, vuol dire che qualcuno si deve rassegnare."

Niente male per il figlio del boss della Nike. Da notare, comunque, che la Nike ha sempre supportato la causa gay, sponsorizzando anche delle manifestazioni importanti. Evidentemente sia Travis che il suo babbo Phil (che vedete qui sotto) la pensano allo stesso modo.
Davvero un peccato che degli imprenditori di questo livello, che siano anche così illuminati e schierati, in Italia ce li possiamo solo sognare.
Tra l'altro tutto il film Boxtrolls, ispirato ad un racconto di Alan Snow, mira proprio ad essere un'unica lunga riflessione sul senso della famiglia e su cosa rende una famiglia tale, quindi potrebbe essere un film dai risvolti decisamente interessanti.

Staremo a vedere.

Alla prossima.

venerdì 19 luglio 2013

SAN DIEGO COMICON LGBT

Ciao a tutti, come va?
Se siete appassionati di fumetti dovreste sapere che in questo periodo si tiene la San Diego ComiCon, una delle più importanti manifestazioni legate al fumetto e all'immaignario pop contemporaneo. Anche stavolta, come ormai accade da alcuni anni, è stato necessario che l'asociazione PRISM COMICS preparasse una guida a parte per orientare il pubblico fra le innumerevoli iniziative LGBT che si terranno in occasione dell'evento.
Sembra davvero lontano quel 1988 in cui, per la prima volta, uno sparuto gruppo di appassionati gay porto a San Diego la sua prima conferenza sui fumetti a tema gay... E probabilmente in futuro le cose si evolveranno ancora. Se siete dalle parti di San Diego, o siete anche solo curiosi di orientarvi in questo stimolante giardino delle delizie, potete leggere la suddetta guida CLICCANDO QUI.
E intanto il mio pensiero va a Lucca Comics & Games, per la quale - anche quest'anno - non mi sembra sia stato pianificato alcun evento che riguarda il fumetto LGBT, a parte - presumo - qualche presentazione a carico dei singoli editori.
Situazione squalliduccia, vero? D'altra parte va a riflettere una situazione generale che è quella che è.
Alla prossima.

mercoledì 17 luglio 2013

ORSON SCOTT CARD COLPISCE ANCORA

Ciao a tutti, come va?
Devo ammettere che, dopo aver seguito per tanto tempo la storia del boicottaggio dello sceneggiatore anti-gay Orson Scott Card (foto sotto) da parte dei lettori gay di fumetti, che hanno spinto la DC Comics a "licenziarlo" ancora prima che la sua storia di Superman fosse ultimata, pensavo che non avrei più dovuto parlarne... E invece sembra proprio che la sua odissea si arricchirà di nuovi ed interessanti capitoli. Infatti, in occasione del verdetto della Corte Suprema a favore dei matrimoni gay non è proprio riuscito a starsene zitto, e in un'intervista ha detto che secondo lui è stato un gesto di intolleranza nei confronti dei matrimoni tradizionali, che così rischiano di perdere il loro significato e il loro primato naturale.
E dopo questa uscita, secondo voi, le associazioni gay americane potevano starsene a loro volta zitte?  Proprio no! In particolare quelle che raccolgono gli appassionati di immaginario pop, dopo questa sua infelice dichiarazione, non vogliono lasciare che questo scrittore si arricchisca impunemente con l'imminente lancio internazionale della riduzione cinematografica di uno dei suoi racconti. Infatti in vista del debutto del film ENDER'S GAME, il prossimo autunno, l'associazione GEEKS OUT (che probabilmente non resterà da sola) ha deciso di organizzare una vera e propria azione di sensibilizzazione collettiva, per spingere il pubblico gay e gay friendly a disertare le sale cinematografiche in cui il suddetto film verrà proiettato.
Inoltre sembrano decisi ad organizzare delle vere e proprie manifestazioni in occasione della prima del film nelle città più importanti, e se volete partecipare al tutto potete CLICCARE QUI. In attesa di verificare fino a che punto le loro minaccie si concretizzeranno, i produttori e il distributore Lionsgate, sono arrivati al punto di dichiarare pubblicamente che si dissociano dalle opinioni di Orson Scott Card e che queste non dovrebbero condizionare il pubblico interessato a vedere la trasposizione cinematografica del suo racconto... E devo ammettere che mi hanno quasi fatto tenerezza.
D'altra parte l'associazione GEEKS OUT ha risposto dicendo che il problema non nasce dal il film in quanto tale, ma dal fatto che SICURAMENTE Orson Scott Card reinvestirebbe eventuali guadagni milionari per sostenere le associazioni anti-gay di cui fa parte (anche perchè è co-produttore del suddetto film), quindi non tornerà sui suoi passi.
Quando si dice avere le idee chiare...
Sia come sia sarà davvero molto interessante seguire gli sviluppi della situazione.
Una cosa, però, è certa: di tutto questo in Italia probabilmente non giungerà che un vago eco, e molto difficilmente i gay italiani si porranno dilemmi al riguardo.
Anche perchè, probabilmente, dalle nostre parti non ci sono associazioni gay abbastanza evolute da prendersi a cuore questioni di questo genere.
Alla prossima.

martedì 16 luglio 2013

PREORDINI BARA

Ciao a tutti, come va?
Sarò sincero: traumatizzato da alcuni funesti eventi editoriali degli anni '80, ho sempre paura che quando ci sono dei ritardi nell'uscita di qualche fumetto siano in agguato comunicati stampa o notizie ufficiose che annunciano la sospensione a tempo indeterminato di una serie o - peggio - la chiusura di qualche casa editrice. Fortunatamente - salvo rarissime eccezioni - adesso non funziona più così, e uno dei vantaggi di internet è che non devi aspettare i ritardi nelle uscite per sapere in che condizioni si trova questo o quell'editore. In ogni caso mi ha fatto molto piacere verificare che i titoli bara manga che REN BOOKS aveva annunciato diversi mesi fa sono tutti in via di stampa e/o distribuzione. Quindi, a beneficio di chi vuole pianificare al meglio i suoi bara acquisti, contribuendo a consolidare la presenza di questo genere nel nostro paese, eccovi un breve riassunto delle uscite REN BOOKS.
In questi giorni viene spedito e/o distribuito l'erotico THREE ANIMALS GO!!! di Takeshi Matsu...
Ad agosto arriva il primo volume (di tre) dedicato alla commedia SORAIRO FLUTTER di Okura...
A inizio settembre nuova antologia per Takeshi Matsu, che bissa con TAKUHAI SPIRITS...
A metà settembre battesimo del fuoco (in Italia) per un altro prolifico autore di bara manga omoerotici: arriva Gai Mizuki con LOVEHOLIC GUYS...
E dallo stesso autore, a fine settembre, arriverà una seconda antologia: HONEY TRAP...
Un piano editoriale molto concentrato, soprattutto considerando che REN BOOKS è una realtà giovane e abbastanza sperimentale. E infatti offre anche la possibilità di preordinare i suoi titoli direttamente dallo SHOP del suo sito (CLICCATE QUI). Cosa che vi invito a fare per vari motivi, oltre a quello di farvi arrivare comodamente a casa una copia sicura: vista la precaria situazione editoriale italiana se un piccolo editore pubblica troppe copie di un titolo, o troppo poche, rischia sempre di andare in perdita, o di non soddisfare tutte le richieste... Compromettendo nel lungo periodo la sua buona salute, a prescindere dalla validità delle sue proposte. Inoltre coi preordini un editore può farsi un'idea più precisa dei gusti del suo pubblico, accelerando i tempi nella scelta dei suoi titoli futuri (e quando ci sono di mezzo i giapponesi velocizzare i tempi, almeno in Italia, è importante). L'alternativa sarebbe quella di aspettare i dati di vendita dei distributori, che però possono arrivare anche dopo un anno e comunque non sono affidabili al 100%. Nel senso che il pubblico potenziale di REN BOOKS non è composto unicamente dai clienti delle fumetterie in cui viene distribuita, e comunque non tutte le fumetterie sono tenute a tenere (o esporre) i titoli REN BOOKS se non ne condividono i contenuti... E chi ha orecchie per intendere intenda.
E se avete paura che qualcuno intercetti i vostri pacchetti peccaminosi presumo che REN BOOKS sarà ben lieta di spedirveli in buste anonime, incartando il tutto con tanto amore (dico bene, REN BOOKS?).
Tutto chiaro?
Alla prossima.

lunedì 15 luglio 2013

ISMAEL INTERNATIONAL

Ciao a tutti, come va?
In effetti è da un po' di tempo che non parlo del simpatico illustratore spagnolo Ismael Alvarez, e vado subito a recuperare segnalandovi che da questo emese le sue illustrazioni (a partire da quella che vedete qui sotto) faranno presenza fissa su VOGUE JAPAN.
Eppure questa non è che la punta dell'iceberg della sua attività negli ultimi mesi. In effetti il mese scorso mi era sfuggito (Mea culpa! Mea culpa!) il fatto che ha participato molto attivamente anche al Festival Internazionale della Diversità Sessuale (per gli amici FIDS) che si è tenuto a Cuauhtémoc (una delle municipalità del Distretto Federale di Città del Messico), per il quale ha realizzato anche una provocante locandina (che vedete qui sotto).
Oltre al fatto di avere come ospite d'onore, tra gli altri, proprio Ismael Alvarez, direi che questo Festival merita una menzione speciale anche solo per il fatto che è arrivato alla ventiseiesima edizione, e che si tratta di un Festival decisamente impegnato, visto che le sue iniziative vengono ospitate dal Museo dell'Università di Chopo, dal Museo della Donna, dall'Accademmia di San Carlos e dal Centro Culturale Spagnolo, con tutta una serie si patrocini importanti. So che è un po' come sparare sulla crocerossa, ma credo che un'iniziativa del genere, in Italia, possiamo solo sognarcela: un Festival che celebra le diversità sessuali e che trova posto in Università e Musei (a proposito: in Italia abbiamo musei dedicati alle donne?) è davvero qualcosa che - anche solo a parlarne - sembra un po' un'eresia. In ogni caso complimenti ad Ismael Alvarez (foto sotto), che fa parte di tutto ciò e che è un po' a prova che i paesi moderni possono creare dei circuiti virtuosi in cui gli artisti possono muoversi ed essere valorizzati come si deve.
L'Italia di oggi fa parte di questo circuito?
Io qualche dubbio ce l'ho... E voi che ne pensate?
Alla prossima.

venerdì 12 luglio 2013

UNA NOCCIOLINA ANOMALA

Ciao a tutti, come va?
Più passa il tempo e più mi rendo conto che uno dei problemi del nostro paese è il fatto che le anomalie sono talmente diffuse e ramificate che la gente non ci fa nemmeno più caso. Il punto, però, è che nel lungo periodo le anomalie non pagano, spesso vacillano e poi franano rovinosamente... E siccome in Italia la gente non sa più distinguere cosa è anomalo da cosa non lo è, generalmente quando questo succede la rimane stupita e si chiede come sia stato possibile. Prendiamo ad esempio il caso di LINUS, l'unica rivista italiana che ancora dedica ampio spazio alle comic strips, fra tanti articoli e approfondimenti di attualità e non solo.
Nata nel 1965, tecnicamente è il prodotto di una cultura progressista e di sinistra che non c'è più, e anche se i suoi contributi e i suoi fumetti sono indubbiamente pregevoli e intellettualmente stimolanti, sta iniziando a pagare lo scotto del suo essere una delle anomalie italiane di cui sopra. Dopo vari decenni, infatti, per un paio di mesi non è uscito e un comunicato dell'editore sottolineava gravi problemi della casa editrice e difficoltà logistiche legate alla rivista nello specifico. Un modo generico per dire che la rivista non vende tanto e che la crisi generale la sta mettendo seriamente in pericolo (l'editore ha dovuto mettere in cassa integrazione 10 dei suoi 24 dipendenti). Intendiamoci: LINUS è una rivista ben fatta, curata e tutto il resto, ma ormai è diventata un'anomalia nel senso pieno del termine. Si rivolge ad un pubblico (gli intellettuali di sinistra) che in Italia è in via di estinzione: quelli che - appunto - negli anni '60 e '70 si ritrovavano nelle metafore sociali  delle striscie dei PEANUTS di Shultz, con le loro bambine femministe e i loro bambini vessati dal sistema.
LINUS propone ancora fumetti a striscie che hanno un notevole spessore e che spiccano per i lorocontenuti politicamente/socialmente impegnati, serie che negli USA hanno ancora un ampio seguito perchè negli USA non hanno mai smesso di comparire sui quotidiani e di coltivare il loro pubblico progressista. Però, in Italia, sfido chiunque a trovare in un qualsiasi ritrovo "di sinistra" più di dieci persone su 100 che conoscono DOONESBURY di Garry Trodeau (anch'esso pubblicato regolarmente da LINUS)...
Un'altra anomalia è che da diversi anni LINUS ospita regolarmente i fumetti gay (e non) di Ralf König. Ovviamente tanto di cappello per questa scelta, ma ha senso? Certo dal punto di vista dei curatori di LINUS sì, perchè i gay sono "una cosa di sinistra" (sigh!), ma dal punto di vista dei lettori? Nello specifico: conosco tante persone che sarebbero felici di avere una razione mensile dei fumetti di Ralf König, ma finora ne ho conosciuta solo una  disposta a comprare LINUS solo per quello, anche perchè non è un mensile propriamente a buon mercato. E non penso che il fatto che sul numero di LINUS 578, che è in edicola ora (copertina sotto), ci siano ben tre storie brevi di König cambierà granchè le cose.
Diverso sarebbe il discorso se le striscie di  König, negli ultimi anni, fossero andate ad impreziosire un magazine più gay oriented. Quel genere di rivista che in Italia manca e che, purtroppo, è nata e morta con la prima e fortunata gestione di Babilonia. E in ogni caso penso che, più in generale, chi vuole leggere solo i fumetti di LINUS si senta un po' a disagio ad avere per le mani una rivista che per oltre la metà della foliazione ospita articoli e interventi schierati politicamente. Non che ci sia niente di male in una rivista del genere, ma è ovvio che attira le persone schierate a cui piacciono i fumetti (che sono poche) e allontana quelle a cui fumetti piacciono, ma che ne hanno le scatole piene di un certo giornalismo politico (e in questo periodo sono tantissime). Per quel che riguarda i lettori gay, considerando che l'unica cosa "gay" sono i fumetti di König e qualche articolo a sfondo politico, potete facilmente immaginare quanto siano attratti dalla rivista in quanto tale...
Tutto questo per dire che con LINUS che rantola e rischia di chiudere definitivamente si rischia di perdere l'unico appuntamento mensile coi fumetti gay che abbiamo in Italia, un appuntamento che però passa fondamentalmente inosservato da oltre dieci anni... Perchè, paradossalmente, non è mai stato pensato per i gay italiani. E sono pronto a scommettere che se LINUS chiuderà qualcuno esordirà dicendo che ha chiuso anche perchè i fumetti di Ralf König non interessano ai gay del nostro paese... E che l'editore ha avuto il coraggio di proporlo regolarmente in Italia per tanto tempo... E che c'è crisi per tutti...
E bla bla bla...
E nel frattempo, crisi o no, Ralf  König (foto sotto) continua a vendere bene (e in qualche caso strabene) in tutta Europa, portando lettori a tutte le riviste che lo ospitano... Che però, guardacaso, sono pubblicazioni che si occupano principalmente di fumetti o che si rivolgono principalmente al pubblico gay.
Com'è che dalle nostre parti è così difficile da capire come funzionano certe cose?
Sono solo io che penso che su LINUS il suo talento sia un po' sprecato?
Mistero!
Alla prossima.