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venerdì 12 luglio 2013

UNA NOCCIOLINA ANOMALA

Ciao a tutti, come va?
Più passa il tempo e più mi rendo conto che uno dei problemi del nostro paese è il fatto che le anomalie sono talmente diffuse e ramificate che la gente non ci fa nemmeno più caso. Il punto, però, è che nel lungo periodo le anomalie non pagano, spesso vacillano e poi franano rovinosamente... E siccome in Italia la gente non sa più distinguere cosa è anomalo da cosa non lo è, generalmente quando questo succede la rimane stupita e si chiede come sia stato possibile. Prendiamo ad esempio il caso di LINUS, l'unica rivista italiana che ancora dedica ampio spazio alle comic strips, fra tanti articoli e approfondimenti di attualità e non solo.
Nata nel 1965, tecnicamente è il prodotto di una cultura progressista e di sinistra che non c'è più, e anche se i suoi contributi e i suoi fumetti sono indubbiamente pregevoli e intellettualmente stimolanti, sta iniziando a pagare lo scotto del suo essere una delle anomalie italiane di cui sopra. Dopo vari decenni, infatti, per un paio di mesi non è uscito e un comunicato dell'editore sottolineava gravi problemi della casa editrice e difficoltà logistiche legate alla rivista nello specifico. Un modo generico per dire che la rivista non vende tanto e che la crisi generale la sta mettendo seriamente in pericolo (l'editore ha dovuto mettere in cassa integrazione 10 dei suoi 24 dipendenti). Intendiamoci: LINUS è una rivista ben fatta, curata e tutto il resto, ma ormai è diventata un'anomalia nel senso pieno del termine. Si rivolge ad un pubblico (gli intellettuali di sinistra) che in Italia è in via di estinzione: quelli che - appunto - negli anni '60 e '70 si ritrovavano nelle metafore sociali  delle striscie dei PEANUTS di Shultz, con le loro bambine femministe e i loro bambini vessati dal sistema.
LINUS propone ancora fumetti a striscie che hanno un notevole spessore e che spiccano per i lorocontenuti politicamente/socialmente impegnati, serie che negli USA hanno ancora un ampio seguito perchè negli USA non hanno mai smesso di comparire sui quotidiani e di coltivare il loro pubblico progressista. Però, in Italia, sfido chiunque a trovare in un qualsiasi ritrovo "di sinistra" più di dieci persone su 100 che conoscono DOONESBURY di Garry Trodeau (anch'esso pubblicato regolarmente da LINUS)...
Un'altra anomalia è che da diversi anni LINUS ospita regolarmente i fumetti gay (e non) di Ralf König. Ovviamente tanto di cappello per questa scelta, ma ha senso? Certo dal punto di vista dei curatori di LINUS sì, perchè i gay sono "una cosa di sinistra" (sigh!), ma dal punto di vista dei lettori? Nello specifico: conosco tante persone che sarebbero felici di avere una razione mensile dei fumetti di Ralf König, ma finora ne ho conosciuta solo una  disposta a comprare LINUS solo per quello, anche perchè non è un mensile propriamente a buon mercato. E non penso che il fatto che sul numero di LINUS 578, che è in edicola ora (copertina sotto), ci siano ben tre storie brevi di König cambierà granchè le cose.
Diverso sarebbe il discorso se le striscie di  König, negli ultimi anni, fossero andate ad impreziosire un magazine più gay oriented. Quel genere di rivista che in Italia manca e che, purtroppo, è nata e morta con la prima e fortunata gestione di Babilonia. E in ogni caso penso che, più in generale, chi vuole leggere solo i fumetti di LINUS si senta un po' a disagio ad avere per le mani una rivista che per oltre la metà della foliazione ospita articoli e interventi schierati politicamente. Non che ci sia niente di male in una rivista del genere, ma è ovvio che attira le persone schierate a cui piacciono i fumetti (che sono poche) e allontana quelle a cui fumetti piacciono, ma che ne hanno le scatole piene di un certo giornalismo politico (e in questo periodo sono tantissime). Per quel che riguarda i lettori gay, considerando che l'unica cosa "gay" sono i fumetti di König e qualche articolo a sfondo politico, potete facilmente immaginare quanto siano attratti dalla rivista in quanto tale...
Tutto questo per dire che con LINUS che rantola e rischia di chiudere definitivamente si rischia di perdere l'unico appuntamento mensile coi fumetti gay che abbiamo in Italia, un appuntamento che però passa fondamentalmente inosservato da oltre dieci anni... Perchè, paradossalmente, non è mai stato pensato per i gay italiani. E sono pronto a scommettere che se LINUS chiuderà qualcuno esordirà dicendo che ha chiuso anche perchè i fumetti di Ralf König non interessano ai gay del nostro paese... E che l'editore ha avuto il coraggio di proporlo regolarmente in Italia per tanto tempo... E che c'è crisi per tutti...
E bla bla bla...
E nel frattempo, crisi o no, Ralf  König (foto sotto) continua a vendere bene (e in qualche caso strabene) in tutta Europa, portando lettori a tutte le riviste che lo ospitano... Che però, guardacaso, sono pubblicazioni che si occupano principalmente di fumetti o che si rivolgono principalmente al pubblico gay.
Com'è che dalle nostre parti è così difficile da capire come funzionano certe cose?
Sono solo io che penso che su LINUS il suo talento sia un po' sprecato?
Mistero!
Alla prossima.

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