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lunedì 1 luglio 2013

IL RITORNO (?) DI BLEK MACIGNO

Ciao a tutti, come va?
La mia opinione sulla questione delle ristampe dei fumetti allegate ai quotidiani più o meno la dovreste conoscere, nel senso che l'idea è buona, ma tante volte le scelte non si capisce in base a quale criterio siano effettuate. Ultimamente, poi, devo dire che si vedono delle cose perlomeno curiose. Così se da una parte abbiamo la prima serie manga - e che manga - ristampata assieme al Corriere dello Sport (mi riferisco, ovviamente, a Ken il Guerriero), dall'altra Il Sole 24 Ore ha deciso di dedicare una serie di ristampe a Blek Macigno...
Perchè parlo di Blek  Macigno e della sua ristampa qui? Blek Macigno è un fumetto che nasce, sotto forma di striscia, nel 1954. Periodo molto prolifico per i fumetti western in Italia, probabilmente anche perchè gli americani andavano molto di moda, visto che avevano vinto la guerra e fino a pochi anni prima, col Piano Marshall, avevano rimesso in piedi l'Italia. Poco importa se nei fumetti italiani fosse presente un'america riveduta e corretta, soprattutto alla luce dell'egemonia culturale cattolica del nostro paese, che dettava legge e censurava anche i più piccoli accenni alla sessualità e non solo. Infatti  sconsigliava anche di parlare dei culti protestanti, che magicamente sparivano dalle ambientazioni westerm, per evitare che i giovani lettori si facessero idee strane. Ovviamente era inconcepibile che qualcuno in un fumetto potesse legittimare o assecondare in qualche modo l'omosessualità... Che in quegli anni, comunque, era considerata sinonimo di travestitismo.
Quindi, teoricamente, se qualcuno realizzava un fumetto a base di maschioni muscolosi e non troppo vestiti, era al di sopra di ogni sospetto. Così avvenne con personaggi come, appunto, Blek Macigno, che penso che sia l'unico trapper della storia che si sia mai aggirato vestito solo di una giacchetta di pelliccia, anche in pieno inverno.
A parte tutto, comunque, questo avventuriero che si muoveva nell'america coloniale in aperto contrasto con gli inglesi, rimaneva vittima della morale di quegli anni, per cui le sue avventure dovevano essere necessariamente stemperate da una spalla comica (il Dr. Occultis) e - non essendo autorizzati a gestire situazioni particolarmente impegnative con personaggi del sesso opposto - gli ideatori pensarono che il ruolo della damigella da salvare e proteggere, in questo caso, poteva essere affidato ad un ragazzino orfano che viene salvato da Blek già nella sua prima avventura, e che in seguito diventerà il suo inseparabile amico: Roddy Lassiter...
Roddy Lassiter, che successivamente viene ufficialmente adottato da Blek, è un personaggio estremamente petulante ed emotivo, nonchè geloso del protagonista, ed è davvero curioso notare come il suo ruolo nell'economia della saga sia andato via via delineandosi come quello che avrebbe potuto avere l'eventuale partner femminile del personaggio.
La serie, comunque, ebbe un grande successo, arrivando a vendere anche 500.000 copie per numero, diventando anche un cult per i lettori omosessuali, che in quelle avventure - oltre che apprezzare la fisicità di Blek - potevano immaginare facilmente dei sottointesi cripto gay. Non ci è dato sapere se i tre realizzatori di quelle storie (e di quelle di tanti altri personaggi di successo del periodo) avessero coscienza della cosa e ci avessero preso gusto. Quel che è certo è che presto avrebbero ideato un altro personaggio western con un look inverosimile e sexy quanto quello di Blek: il meno fortunato Alan Mistero (1965)... Che fini dopo meno di trenta numeri. Forse perchè, guardacaso, NON aveva un amichetto speciale (anche se in compenso aveva due spalle comiche)?
Sia come sia, considerando che il pubblico di questi fumetti era al 99% maschile, si fa fatica a credere che Giovanni Sinchetto, Dario Guzzon e Pietro Sartoris (meglio noti come EsseGesse) non siano mai stati sfiorati dal pensiero che - forse - il successo determinato da questi personaggi maschili un po' sovraesposti non avesse niente a che fare con il loro sex appeal su un certo tipo di pubblico. In ogni caso il grande Blek restò in edicola fino primi anni 70, quando i supereroi presero il suo posto nel cuore del pubblico. Forse anche perchè il taglio delle storie di Blek Macigno iniziava ad essere davvero troppo infantile per gli emancipati anni '70. Comunque, nel 1994, il fumettologo gay dichiarato Graziano Origa (foto sotto), fu responsabile del suo rilancio e della ristampa delle sue avventure (comprese quelle che erano state realizzate in altri paesi, quando il materiale italiano era finito).
Sarà stato un caso se proprio Graziano Origa, fra tanti, si impegnò per riproporlo alle nuove generazioni? Non credo... Fatto sta che dal 1994 ad oggi, in un modo o nell'altro, le ristampe de IL GRANDE BLEK sono state una presenza costante in edicola, in un modo o nell'altro. E qui arriviamo a IL SOLE 24 ORE: che senso aveva una nuova ristampa di Blek Macigno? E soprattutto: nel 2013 ha senso riproporre una serie che, nei suoi tempi d'oro, aveva avuto successo anche perchè - fra le righe - appagava dei desideri inconfessabili? Oltretutto si tratta di una serie disegnata con uno stile vetusto, intrisa di una retorica e di un umorismo ormai anacronistici... E a questo punto un suo eventuale successo in versione allegato, soprattutto considerando che le sue ristampe in edicola continuano a ripartire ciclicamente dal 1994, sarebbe a dir poco preoccupante.
Perchè vorrebbe dire che nel nostro paese ci sono ancora troppe persone che sono disposte ad accontentarsi di fantasticare sui fumetti cripto gay degli anni '50...
E forse oggi ci meritiamo un po' di più.
Voi cosa ne pensate?

3 commenti:

quid76 ha detto...

Il Vintage spinto si adatta molto al nostro paese. Purtroppo.

PS
Ken è con Corriere dello Sport-Stadio

Anonimo ha detto...

Che ti meriti questo:
http://www.youtube.com/watch?v=xDr7fi1gFco
(e che duri a lungo dipartito a tanti altri)

Wally Rainbow ha detto...

Wow! Grazie :-)