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mercoledì 29 aprile 2015

FUN HOME A BROADWAY

Ciao a tutti, come va?

Se avete buona memoria forse vi ricorderete che qualche tempo fa vi avevo parlato di come FUN HOME, la prima autobiografia a fumetti di Alison Bechdel (che, vi ricordo, è incentrata sul rapporto fra l'autrice lesbica in boccio e il padre gay represso con doppia vita), fosse diventata un musical nel 2013, e di come questo spettacolo fosse anche entrato nel College di Charleston nel 2014... Dopo che il libro da cui era stato tratto venne assegnato come lettura estiva, suscitando provvedimenti punitivi da parte dei politici conservatori locali...

Ora, però, il suddetto musical ha conquistato un altro importante traguardo, visto che da alcune settimane è arrivato addirittura a Broadway! E più precisamente al Circle In The Square Theatre della Cinquantesima Strada (se volete prenotare il vostro biglietto potete farlo CLICCANDO QUI)...

Se questo spettacolo è arrivato a Broadway nel giro di un paio d'anni è evidente che che se lo meritava, e questo è sicuramente un segnale importante, anche perchè si tratta del primo romanzo grafico LGBT ad arrivare fino a questo punto...  Con grande gioia da parte dell'autrice e del cast, come potete vedere dal video di presentazione qui sotto...

Alison Bechdel’s Fun Home on Broadway [SIV396] from Seven Days on Vimeo.

Che dire? 

In Italia ci siamo abitati a tutt'altro modo di intendere lo spettacolo, il talento e la rappresentazione delle tematiche LGBT, e sicuramente il musical di FUN HOME ci può dimostrare che - per fortuna - c'è anche un altro possibile modo di rapportarsi con tutte queste cose... Senza contare che, è bene ricordarlo, questo musical è tratto da un fumetto, e per giunta un fumetto a tematica omosessuale che tratta anche di argomenti molto delicati...

Considerando che, se la memoria non mi inganna, l'ultima volta che un personaggio del fumetto italiano è arrivato ad avere una commedia musicale è stato nel caso del Signor Bonaventura (personaggio de IL CORRIERE DEI PICCOLI nato nel 1919, che ispirò sei commedie musicali e un film), forse sarebbe il caso di porsi qualche domanda... 

D'altra parte la situazione italiana è quella che è, e il mondo dello spettacolo - quello vero - non può che subirne le conseguenze...

Se non altro, grazie a internet, possiamo essere più consapevoli del fatto che c'è un altro mondo possibile, e che è su questo che bisogna iniziare a lavorare.

Alla prossima.


P.S. Vi ricordo che in cima a questo blog (nella versione web che potete visualizzare dal browser e non in quella per cellulare) potete votare per il PREMIO GLAD (Gay e Lesbiche Ancora Denigrati: trovate tutti i dettagli cliccando sull'apposito banner) 2015. Partecipate e spargete la voce!

lunedì 27 aprile 2015

SCAMBI CULTURALI

Ciao a tutti, come va?

Proprio ieri a Tokyo si è tenuta la parata del Tokyo Rainbow Pride, che è il coronamento del Tokyo Rainbow Week - in parole povere - è l'equivalente del Gay Pride... E come da prassi si è tenuto a Shibuya, non a caso la prima municipalità di Tokyo che (da qualche mese) ha reso operativo il primo Registro delle Unioni Civili giapponese... Anche se in effetti il quartire gay di Tokyo per definizione è Shinjuku, che ospita qualcosa come 460 attività commerciali e ricreative per la popolazione gay (e nel conto non sono presenti quelle per le lesbiche), fra bar, saune e altro...


In ogni caso, considerando che stiamo parlando di Tokyo, i numeri del Rainbow Pride sono ancora abbastanza modesti rispetto a quelli delle altre capitali, ma le persone che hanno partecipato quest'anno sicuramente hanno le idee chiare... E considerando che questa parata si tiene da pochissimi anni, e che peraltro è una tipologia di evento che tradizionalmente non fa parte della cultura giapponese, sicuramente i numeri del corteo sono destinati a crescere col tempo...






Una delle iniziative più interessanti che sono partite in occasione di questo Tokyo Rainbow Week, comunque, è stata l'inaugurazione del progetto OUT IN JAPAN, che in cinque anni si propone di realizzare ben 10.000 fotoritratti di giapponesi dichiaratamente LGBT... Questa impresa titanica è stata inaugurata dal fotografo Leslie Kee, di cui vi parlai anche su questo BLOG quando passò dei guai a causa di alcune foto di nudo maschile che sfidavano le rigide leggi giapponesi (CLICCATE QUI)...

In ogni caso potete vedere i dietro le quinte del "primo capitolo" di OUT IN JAPAN qui sotto...

  E se avete un buono spirito di osservazione forse avrete notato che fra i tanti rappresentanti della comunità LGBT giapponese che si sono offerti volontari c'era anche il mangaka Gengoroh Tagame...

Si tratta sicuramente di una bella iniziativa, soprattutto considerando che in Giappone la comunità LGBT vive ancora in maniera molto "invisibile" e c'è un gran bisogno di testimonial di tutti i tipi... Tuttavia, siccome siamo in Giappone e in Giappone le cose si fanno per bene, avrete notato anche voi che quelli realizzati da Leslie Kee sono stati dei servizi fotografici molto professionali, che hanno richiesto uno studio, assistenti, tecnici, luci, ecc... E siccome tutto questo richiede un certo investimento economico è stato determinante l'intervento di uno sponsor...

E indovinate un po' chi ha sponsorizzato il tutto?

Che ci crediate o no è stato il marchio ALFA ROMEO!

Non sto delirando: l'ALFA ROMEO, che è passata alla FIAT nel 1986 e che ha chiuso il suo ultimo stabilimento italiano nel 2013 (con tutte le polemiche che ne sono seguite), in Giappone ha finito per diventare lo sponsor principale del Gay Pride e delle iniziative ad esso connesse... E non solo, visto che è anche lo sponsor del locale Festival Internazionale del Cinema Gay e Lesbico... Nonchè di diverse manifestazioni artistiche... Tipo quella di cui vedete il video qui sotto, e che risale al 2012...
Che dire?
Io direi che questa imbarazzante situazione, per cui i marchi italiani fanno marketing gay lontano dall'Italia senza problemi, mentre in Italia stanno bene attenti a non sbilanciarsi troppo, si commenta da sola...

In ogni caso se volete vedere i fotoritratti realizzati da Leslie Kee per OUT IN JAPAN (grazie all'ALFA ROMEO, ribadisco) li trovate CLICCANDO QUI.

Di buono c'è che, se da una parte la comunità LGBT giapponese ha iniziato ad assorbire le idee e gli approcci di quelle occidentali, e in particolare di quelle statunitensi, dall'altra gli USA hanno iniziato a prendere in seria considerazione i manga gay giapponesi... E lo prova il fatto che l'antologia di bara manga MASSIVE è arrivata fra i finalisti per il premio MIGLIOR ANTOLOGIA negli Eisner Awards, che dal 1988 rappresentano uno dei riconoscimenti più prestigiosi nell'ambito del fumetto americano...

Forse può sembrare una cosa da poco, ma considerando che sitmao parlando di un'antologia erotica gay, per giunta relativa ad un genere fumettistico che negli USA rappresenta una novità pressochè assoluta direi che si tratta di una conquista molto importante...

E nel frattempo Gengoroh Tagame (sempre lui) è stato confermato fra gli ospiti della conferenza QUEERS & COMICS (CLICCATE QUI) che si terrà a New York fra un paio di settimane, e che - vi ricordo - si tiene presso City University of New York... Che, tanto per dirne una, è la più vasta Università urbana degli Stati Uniti...

Quindi il fatto che una conferenza del genere trovi posto nei suoi spazi, e sia promossa dai suoi studenti, è sicuramente un segnale importante... Così come è un segnale importante che in questo contesto venga ospitato un autore giapponese di bara manga come Gengoroh Tagame...

E la sensazione è che siamo solo all'inizio...

Alla prossima...

venerdì 24 aprile 2015

MORTAL GAY KOMBAT

Ciao a tutti, come va?

Ormai l'inserimento di personaggi gay dichiarati, o sessualmente ambigui, anche nel mondo dei videogames non è più una novità assoluta, e non fa più l'effetto di qualche anno fa... Però quando questo accade in una serie di videogames storica, per giunta incentrata su combattimenti all'ultimo sangue, è sicuramente una notizia degna di nota.

Mi riferisco a MORTAL KOMBAT, una delle serie di picchiaduro (come si dice in gergo) più popoplari degli ultimi vent'anni, che ha all'attivo anche film per il cinema, serie TV (animate e non), fumetti vari e persino qualche hit da discoteca.

Nato nel 1992 per proporre un'alternativa iperrealistica e cruenta ai combattimenti mangosi e poco fluidi di STREET FIGHTER II, si distinse fin da subito per la sua particolare ambientazione (in stile film fantasy di Hong Kong) e per il fatto che le immagini erano ottenute digitalizzando le mosse di veri esperti di arti marziali, anche se nel primo capitolo buona perte dei ruoli erano ricoperti dal solo Daniel Pesina (che vedete qui sotto)...

In realtà il gioco era stato studiato in funzione dell'attore Jean-Claude Van Damme, che all'epoca era all'apice della popolarità, ma che alla fine non partecipò al progetto... E questo forse fu un bene, perchè permise di investire più energie (e denaro) sul gioco in quanto tale, coinvolgendo negli anni un numero maggiore di personaggi e di attori da digitalizzare...










Molto in sintesi il MORTAL KOMBAT è un torneo di arti marziali che si disputa fra la terra e la tetra dimensione mistica di Outworld, popolata da maghi, demoni, dei e varie razze vagamente umanoidi... E ovviamente c'è in palio il destino della terra.

Nonostante il gioco nasca avendo la struttura di un classico picchiaduro (in cui il giocatore sceglie chi vuole portare alla vittoria), attorno a questo gioco si è sviluppata anche una linea narrativa ufficiale, che si è dipanata in una ventina di puntate, fra nuovi capitoli del gioco e varianti degli stessi... Senza contare i reboot...

Il tutto aggiungendo di volta in volta nuovi personaggi più o meno legati ai precedenti e nuovi spunti narrativi... E mettendo in piedi una vera e propria saga a puntate, che in effetti richiede un certo impegno per conoscerla in tutte le sue sfaccettature...

L'ultimo capitolo risaliva al 2012 e su oltre settanta personaggi presentati a partire dal 1993 non ce n'era mai stato neanche uno che fosse incontrovertibilmente e ufficialmente gay... Poi, proprio ad aprile 2015, ha debuttato MORTAL KOMBAT X, e finalmente anche questa saga ha avuto modo di dimostrarsi gay friendly (nei limiti delle possibilità offerte da un picchiaduro così cruento, ovviamente)...

Infatti fra la decina di nuovi personaggi che hanno debuttato in questo nuovo capitolo spicca l'arciere shaolin Kung Jin, cugino di un altro storico personaggio della serie (Kung Lao), ed ex ladro... Di cui viene presentata un'interessante sequenza in flashback, ambientata prima che entrasse nel monastero shaolin che gli avrebbe insegnato le arti marziali...

Nella sequenza in questione Kung Jin si confida con il dio del tuono Raiden (altro storico personaggio di MORTAL KOMBAT), dicendogli che non ha il coraggio di presentarsi dai monaci, perchè teme che non lo accetterebbero... E a quel punto Raiden gli fa coraggio dicendogli che ai monaci interessa com'è il suo cuore e non quello che il suo cuore desidera...

Siccome questo scambio di battute si prestava effettivamente ad una interpretazione gay, molti fans hanno iniziato a sospettare che si trattasse della cosa più vicina ad un coming out che si fosse mai vista in MORTAL KOMBAT... E a quel punto è intervenuto nella discussione Dominic Ciancialo, attuale responsabile delle trame di MORTAL KOMBAT, che così ha commentato sul Twitter:

"Ho visto che ci sono state diverse persone che hanno colto la sottile allusione inserita nel flashback di Kung Jin. Siamo felici di avere dei giocatori così perspicaci."

Quindi, in parole povere, anche Dominic Ciancialo (che vedete nella foto sotto) ha confermato che Kung Jin è il primo personaggio gay di MORTAL KOMBAT... Che tra l'altro è stato capace di farsi avanti con una certa delicatezza e senza snaturare l'atmosfera del videogioco in cui è comparso.

Di solito nel mondo dei videogames succede che quando un prodotto di successo propone una nuova idea la concorrenza tende a riciclarla... Quindi non escluderei che l'esempio di Kung Jin in MORTAL KOMBAT possa essere seguito da qualche altro picchiaduro di successo...

E questo, effettivamente, potrebbe essere interessante anche perchè contribuirebbe a svecchiare tutta una serie di stereotipi "gay", che tradizionalmente hanno sempre impedito che i personaggi LGBT potessero risultare credibili in alcuni tipi di videogioco..

Restiamo in attesa...

Comunque, a proposito di videogiochi, è molto interessante notare che le lobby anti gay, essendo notoriamente  composte da persone ottuse, retrograde e poco aggiornate, pare che non abbiano la minima idea di quello che sta succedendo ultimamente nel mondo dei videogiochi, e il massimo che riescono a fare è puntare il dito a caso... Possibilmente su quei videogiochi che sono diventati fenomeni multimediali che anche loro riescono a seguire in qualche modo...

Un po' come ha fatto una chiesa cristiana della Georgia, negli USA, secondo cui i Pokémon  “hanno avuto molta influenza sugli adolescenti nel corso degli anni facendoli crescere con una sessualità fuori dalla norma”.

Secondo Creflo Augustus Dollar Jr (foto sotto), fondatore della World Changers Church International, tutti i gay che erano adolescenti nel primo decennio del Duemila, sono così proprio per colpa dei Pokemon, anche perché, stando all’illuminato pastore:
Vari Pokemon hanno forma fallica e Meowth è un’icona che potrebbe partecipare a un gay pride. Ash Ketchum, poi, è un gay che non ha fatto coming out.

Stando sempre alle rivelazioni del pastore, Ash Ketchum ha una relazione con Brock e questo è evidente in ogni singola puntata della serie...

E meno male che non ha idea di cosa sia MORTAL KOMBAT X...

Alla prossima...

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mercoledì 22 aprile 2015

MEGLIO TARDI CHE MAI...

Ciao a tutti, come va?

A quanto pare c'è stato un nuovo coming out eccellente dalle parti della MARVEL, e più precisamente fra gli X-MEN.

Nessuna novità, direte voi, ma in realtà una novità c'è, perchè si tratta di uno dei membri fondatori della prima versione (a fumetti) del gruppo di mutanti più noto di sempre, e in un certo senso ha un valore retroattivo.

Ora cercherò di spiegarmi al meglio, cercando di sintetizzare al massimo.
La prima serie degli X-MEN partì nel settembre del 1963, e la formazione originale era quella composta da cinque adolescenti: Ciclope, Bestia, Uomo Ghiaccio, Marvel Girl e Angelo, sotto la guida del professor Xavier.

Da allora sono passati molti anni anche se, come è noto, è tradizione che la MARVEL consideri 5 o 6 anni di pubblicazioni come un anno nella vita "reale" dei suoi personaggi, postadatando periodicamente l'ambientazione delle loro prime avventure (di modo che le prime avventure degli X-MEN, ad esempio, adesso risultino ambientate grossomodo intorno all'anno 2000)... In ogni caso fra tragedie, evoluzioni e altro ancora anche i primi X-MEN sono cambiati radicalmente...

Sono cambiati talmente tanto che lo sceneggiatore Brian Bendis ha pensato che fossero dei personaggi completamente diversi rispetto agli adolescenti che erano un tempo, e che forse valeva la pena che a quegli X-MEN adolescenti fosse data una seconda possibilità, anche alla luce delle dinamiche del fumetto contemporaneo, molto diverse da quelle del 1963.

Come fare allora? Di X-MEN alternativi provenienti da universi paralleli ce n'erano già a bizzeffe, e così ha pensato bene di mandare gli X-MEN di oggi indietro nel tempo, nel tentativo di salvare il presente da Ciclope, che è diventato una minaccia per l'umanità (e che ha persino ucciso il professor Xavier), cogliendo l'occasione per ripresentare la prima squadra di X-MEN adolescenti... In questa occasione i due team hanno finito per lavorare assieme e le versioni adolescenti hanno deciso di continuare ad aiutare quelle adulte, seguendole nel loro futuro, e cioè nell'universo MARVEL del presente... Con tanto di una nuova serie a loro dedicata...

Tutto chiaro?

In poche parole adesso nell'universo MARVEL ufficiale ci sono due Angelo, due Bestia, due Ciclope, ecc... E tecnicamente non sono versioni alternative, ma versioni provenienti da diversi punti della stessa linea temporale (anche se grazie a questa operazione, secondo la "fisica" MARVEL, si sono create due realtà divergenti, ma forse è meglio non addentrarsi troppo in questi discorsi)...

In questa situazione paradossale, che a quanto pare sta creando una serie di dinamiche molto interessanti, può anche succedere che i giovani X-MEN (con i loro nuovi costumi più adeguati ai tempi) tocchino direttamente degli argomenti che le loro versioni adulte non hanno mai osato toccare... Anche se sono stati accennati e suggeriti da sempre, alimentando il dibattito fra i fans per decenni...

Uno di questi argomenti è la presunta omosessualità (o perlomeno bisessualità) dell'Uomo Ghiaccio: un vero e proprio tormentone che si è ripresentato periodicamente fin dalla sua primissima apparizione... Quando i suoi compagni di squadra erano tutti in fibrillazione per l'arrivo del primo membro femminile del gruppo (Jean Grey/Marvel Girl), mentre lui sembrava totalmente disinteressato e preferiva dedicarsi alla pole dance...

Successivamente Bobby Drake/Uomo Ghiaccio avrebbe avuto alcune relazioni (tutti, o quasi, amori abbastanza impossibili, per la verità) con alcune rappresentanti del gentil sesso... Ma non solo... Visto che durante le sua breve militanza nel super gruppo dei DEFENDERS era sul punto di iniziare una relazione con l'alieno ermafrodita Cloud... Anche se la scoperta che era maschio e femmina a fasi alterne gli ha fatto abbandonare presto l'idea...

D'altra parte ha avuto un padre molto intransigente e conservatore, che fondamentalmente lo ha fatto sempre sentire odiato e disapprovato... E forse anche per questo è sembrato molto scocciato dal fatto che Shatterstar (mutante gay dichiarato) non riuscisse a staccargli gli occhi di dosso, al punto da farlo richiamare dal suo ragazzo Rictor...

Inoltre essendo uno dei pochi personaggi MARVEL che continua ad aggirarsi, di fatto, in tenuta da cubista ha sempre lanciato una serie di messaggi ambigui, soprattutto nei confronti dei lettori gay, che peraltro si sono spesso ritrovati nel suo carattere insicuro e scontroso, fondamentalmente incapace di integrarsi davvero col resto del gruppo... O anche solo di aprirsi davvero col prossimo.

E forse non è un caso se la presunta omosessualità dell'Uomo Ghiaccio ha ispirato anche una gag nella serie de I GRIFFIN...
In ogni caso sembra proprio che ora i nodi siano venuti al pettine, dato che questa settimana sul numero 40 della serie ALL-NEW X-MEN (dedicata ai nuovi vecchi X-MEN adolescenti), il giovane Uomo Ghiaccio è stato messo alle strette da Marvel Girl, che essendo una telepate sa bene a cosa pensa davvero il suo amico... Anche quando fa finta di fare il cascamorto con la loro collega Magik...

Così lo prende da parte e lo invita ad essere onesto con se stesso...

La sequenza (bella e molto delicata) la vedete qui sotto...
Non male... Anche se effetti suona un po' strano che in questa occasione Marvel Girl abbia  confermato che la versione adulta di Bobby Drake /Uomo Ghiaccio - stando alle sue scansioni telepatiche - non è gay, visto che di fatto si parla della stessa persona... Ma in effetti può anche essere che, in questo momento della sua vita, l'Uomo Ghiaccio adulto abbia represso talmente tanto questa parte di sè da farla risultare inesistente anche alla scansione telepatica della giovane Jean Gray/Marvel Girl... Che, in effetti, essendo giovane, non è nemmeno detto che sia in grado di leggere in profondità la mente di Uomo Ghiaccio adulto... Soprattutto considerando che - come tutti gli X-MEN - ha probabilmente appreso dal professor Xavier (super telepate anch'esso) un minimo di tecnica per occultare i propri pensieri...

Quindi non è detto che in futuro non ci siano sorprese anche per quel che riguarda  l'Uomo Ghiaccio "storico"...

Comunque è senz'altro positivo che la quota LGBT in casa MARVEL continui a crescere, anche perchè siamo ancora molto lontani dalle percentuali che si riscontrano nel mondo reale...

Alla prossima.

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