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sabato 30 novembre 2013

A TUTTO C'É UN LIMITE!

Ciao a tutti, come va?
Come forse saprete il proposito di questo BLOG è anche quello di dare un piccolo contributo alla cultura LGBT del nostro paese, che spesso e volentieri viene diffusa da persone incompetenti e che fanno più danni che altro. Tuttavia finora devo ammettere che avevo sottovalutato il suo potenziale e il suo ruolo di baluardo della cultura LGBT POP nella nazione del "chi sa tace e chi non sa insegna". Poi è successa una cosa...
É successo che per puro caso mi sono imbattuto in un recente articolo del sito con cui ho collaborato per 12 anni, e cioè Gay.It, in cui si parlava di una versione gay di Ken... Il fidanzato di Barbie.. E per la precisione di Earring Magic Ken... L'articolo lo leggete CLICCANDO QUI.
Ora, sul fatto che Earring Magic Ken sia una versione di Ken particolarmente gay non ci sono dubbi, ma... Per la miseria! Questa versione di Ken risale al 1992! E che era vecchiotto lo si deduce anche solo dal fatto che aveva ancora i capelli scolpiti... Morale della favola: solo ora credo di essermi reso che quella per la diffusione della gultura gay pop in Italia è una vera e propria battaglia, e che questo BLOG può e deve essere in prima linea...
Così ho deciso che dal prossimo sabato riprenderò a raccontare la storia di Ken, a partire da dove mi ero interrotto anni fa (e cioè con le versioni della fine degli anni '80)... Forse non avrò i lettori di Gay.It, ma non sarà grazie a me che l'ignoranza prevarrà... Non se posso fare qualcosa per impedirlo.
Ci sono molte cose da sistemare e direi che è arrivato il momento di darsi da fare.
A presto!

venerdì 29 novembre 2013

BONELLI O BONOMELLI?

Ciao a tutti, come va?
Come promesso nell'ultimo post ora vado ad analizzare quello che sta succedendo dalle parti della Sergio Bonelli Editore, che da qualche tempo sta offrendo alcuni spunti interessanti per questo BLOG.
A cosa mi riferisco?
Andiamo con ordine...
Mentre negli USA i personaggi e i temi gay vengono trattati con crescente frequenza e una sempre maggiore disinvoltura, l'editore italiano per eccellenza stenta ancora a dare spazio a questo genere di cose... Tant'è che il massimo del "gay" che abbiamo potuto vedere di recente è stato uno scambio di battute sul numero 29 di AGENZIA ALFA, dove è stato usato il termine "gay" in maniera abbastanza scherzosa e senza che ci fossero di mezzo personaggi davvero gay...
Wow! Davvero niente male per un fumetto scritto nel 2013 e ambientato nel futuro...
E ancora qualcuno si chiede perchè alla Sergio Bonelli fanno tanta fatica a raccogliere nuovi lettori. Tra l'altro anche le miniserie, che ultimamente sembravano essere destinate ad essere il salvagente di questa casa editrice, stanno iniziando a perdere colpi. La miniserie dedicata a Saguaro, ad esempio, ha continuato a perdere lettori e chiuderà in anticipo (dovevano essere 30 numeri, ma ora pare che saranno 27 o forse meno).
Questo caso è a suo modo emblematico di come l'editore da un lato ha perso il contatto con i gusti del pubblico, e dall'altro continua ad essere poco propenso ad uscire dai suoi canoni tradizionali... Col risultato di conquistare meno lettori del previsto, per poi lamentarsi. Nella fattispecie Saguaro  è la storia di un reduce della guerra del Vietnam che, intorno al 1972, fa da agente speciale per mantenere in pace le comunità di pellerossa. Idea originale, ma... Al giorno d'oggi, in Italia, quanto ascendente possono avere i nativi americani e la loro storia recente?
E inoltre: ha ancora senso puntare su eroi tutti d'un pezzo in perfetto stile anni '50?
Personaggi che non hanno mai reali cedimenti, con un emotività monolitica, sempre composti e tutto il resto? Dopotutto in questi personaggi i lettori non solo NON possono identificarsi, ma non sono nemmeno più in grado di trovare dei modelli di comportamento credibili...
Tantopiù che, tanto per tornare su un argomento che vi sta a cuore se siete qui, questi personaggi vivono sempre in un mondo surreale in cui argomenti "a rischio" come l'omosessualità maschile vengono accuratamente evitati... Mentre nel mondo reale è qualcosa di sempre più visibile e i lettori (anche etero) ci si devono confrontare sempre più spesso.
La sensazione è che una serie come questa serva più che altro a gratificare un'editore che sta tentando - invano - di aggiornarsi senza perdere le sue radici (e cioè l'avventura anni '50, con tutto il suo carico di moralismo anni '50 al seguito) e senza sfidare i suoi preconcetti.
Per assurdo: quanto successo avrebbe avuto Saguaro se il suo protagonista fosse stato un pellerossa omosessuale che viveva negli anni in cui la comunità gay iniziava a reclamare il suo diritto alla visibilità?
Forse sbaglio, ma sarebbe stata tutta un'altra cosa, tantopiù che nelle comunità pellerossa l'omosessualità ha un significato del tutto particolare e in diverse tribù è uno stile di vita perfettamente accettato.
Tuttavia, se questo ragionamento vale fino a un certo punto con una serie come Saguaro, che ha un impianto abbastanza classico, direi che diventa particolarmente valido su serie che puntano su ambientazioni più originali, per raccogliere un pubblico nuovo rispetto a quello tipico della Bonelli... Un pubblico che però, guardacaso, stenta ad arrivare.
Di cosa sto parlando? Beh... Tanto per iniziare di DRAGONERO...
La prima serie fantasy della Bonelli ha venduto 49.000 copie con il primo numero, che alla terza uscita si erano già ridotte a 29.000... 20.000 copie in meno in due mesi vorrà pur dire qualcosa, giusto? Forse che il pubblico è rimasto deluso? D'altra parte gli appassionati di fantasy sono molto esigenti, mentre ai classici lettori Bonelli, abituati a tutt'altro, il fantasy non interessa... E la Bonelli è riuscita esattamente a fare la cosa migliore per scontentare entrambi: un classico fumetto Bonelli con ambientazione fantasy... Eroi tutti d'un pezzo, trame lineari e nessun elemento particolarmente originale o sorprendente... Dando per scontato che il grosso dell'attrattiva era rappresentato dall'ambientazione accurata (come è avvenuto con Nathan Never e derivati) e qualche mostro qua e là...
Illusi...
Se c'è una cosa che fa funzionare il fantasy è proprio il fatto di avere storie e personaggi che sono interessanti a prescindere dal contesto fantasy. E infatti chi ha esperienza di giochi di ruolo sa bene che il loro punto di forza non sono tanto le storie archittettate dai vari master, ma come i personaggi giocanti interagiscono con esse, creando situazioni imprevedibili e coinvolgenti... Anche perchè quando uno fa un gioco di ruolo si può permettere di lasciar perdere le proprie inibizioni e il proprio contegno. Esattamente quello che NON fanno i personaggi di DRAGONERO, e nemmeno gli autori, che forse non hanno grandi esperienze in fatto di giochi di ruolo, e men che meno di videogiochi fantasy... Anche perchè forse, in quel caso, avrebbero pensato di inserire anche qualche personaggio e/o situazione vagamente LGBT, visto che ormai sono opzioni presenti in tutti i prodotti fantasy di maggior successo...
La cosa che stupisce di più è che in questo progetto era coinvolto anche Luca Enoch, che finora non aveva mai avuto grandi problemi a parlare di omosessualità... Anche se a onor del vero lo ha sempre fatto su serie interamente gestite da lui e comunque mai su serie Bonelli mensili...
Tuttavia è abbastanza ironico il fatto che, nel frattempo, a DRAGONERO sia già stato dedicato proprio un gioco di ruolo...
Penso che sia abbastanza evidente che se DRAGONERO continuerà a perdere lettori finirà inevitabilmente per chiudere, e rivedremo il tipico copione a base di editori e sedicenti esperti che si interrogano sulle cause dell'accaduto, sulla crisi del fumetto in Italia e bla bla bla...
E io, per l'ennesima volta, mi chiederò se ci sono o ci fanno.
Tra l'altro davvero non capisco come un editore che vuole cercare nuovi lettori, presumibilmente giovani, continui a proporre personaggi "vecchi" in cui i giovani di oggi non possono identificarsi. E non intendo vecchi solo in senso anagrafico, ma proprio per una questione di personalità, visto che il tipico eroe Bonelli è "vecchio dentro", e a lungo andare risulta inevitabilmente noioso - se non soporifero - per il pubblico più giovane che cerca avventure e personaggi che possano competere - a livello di empatia - con i protagonisti dei manga e dei videgames di ultima generazione... E d'altra parte questo tipo di personaggio risulta noioso anche per quei trenta/quarantenni che hanno un approccio giovanile alla vita (e sono sempre di più).
Tutto questo sembra molto evidente anche in quella che doveva essere la vera perla editoriale della stagione, e cioè il tanto pompato ORFANI, presentato come il "fumetto più costoso del mondo"...
Cosa che potrebbe essere vera visto che è un fumetto bonelliano mensile e a colori.
Allora: il suddetto fumetto cerca di ispirarsi alla fantascienza e ai videogames di ultima generazione, in stile HALO e MASS EFFECT, per intenderci... Si parla di alieni che attaccano all'improvviso la terra e dei sopravvissuti che si organizzano per trasformare i bambini superstiti in soldati superpotenziati in grado di affrontarli e sconfiggerli. La domanda è: perchè una persona dovrebbe seguire questo fumetto piuttosto che giocarsi una partita ad HALO o a MASS EFFECT? Ci sono elementi originali ed entusiasmanti? Personaggi sfaccettati e coinvolgenti?
La risposta è no.
O meglio: questa serie può conquistare le persone che sono incuriosite dalla fantascienza in stile STARSHIP TROOPERS (un film talmente peso da risultare satirico) e  NON conoscono i videogiochi di cui sopra, ma quante possono mai essere...?
Nelle parti in cui si parla dei ragazzini scampati all'ecatombe aliena, ad esempio, non sembra di avere di fronte dei ragazzini, ma degli adulti rassegnati (peraltro privi di una vera personalità). Un manga che avesse trattato lo stesso argomento non avrebbe mai presentato dei ragazzini in questo modo, e sarebbe stato molto più interessante. Oltretutto anche in questo caso sembra proprio che non ci sia l'intenzione di "osare" più di tanto con gli argomenti tabù, anche se l'occasione sarebbe servita su un piatto d'argento. Infatti gli orfani di cui in questi primi numeri si seguono le vicissitudini sono tutti spagnoli... E in Spagna, al momento dell'invasione aliena, c'erano già matrimoni e adozioni gay, nonchè una certa legittimazione dell'omosessualità... Pertanto sarebbe stato perlomeno coerente proporre un ragazzino (o una ragazzina) orfano della sua famiglia omogenitoriale... O magari un soldato che crescendo ha vissuto la propria omosessualità con una certa spontaneità, visto che durante l'infanzia ha vissuto in una nazione gay friendly. Senza contare che negli ambienti militari di diverse parti del mondo l'omosessualità inizia ad essere vissuta alla luce del sole e in ORFANI compare un esercito sovranazionale... E invece per ora non si vede niente di tutto questo, ma in compenso nel secondo numero c'è già un bel matrimonio etero fra commilitoni...
Eppure, tanto per dirne una, in america i cosplay di MASS EFFECT e HALO in versione gay (che sono anche coppie gay determinate a testimoniare il loro status) sono tutt'altro che rare, e anzi stanno diventando un piccolo classico... Segno evidente che la dimensione LGBT nei suddetti videogames è tutt'altro che secondaria...


E invece ORFANI che fa? Tira fuori un bel matrimonio etero nel giro di due numeri, senza neanche aver fatto familiarizzare i lettori coi personaggi che si sposano... Forse sbaglio, ma intravedo nere nubi che si addensano anche su ORFANI, a meno che non si verifichi un deciso cambio di rotta... Anche perchè, piccolo dettaglio che alla Bonelli sembrano avere sottovalutato, se si ammicca al pubblico dei videogames (o dei giochi di ruolo) poi bisogna essere all'altezza delle sue aspettative, e non bisogna aspettarsi che abbocchi ad un'esca qualsiasi... Perchè, essendo abituato molto bene, è un pubblico molto più esigente, a livello di stimoli e contenuti, rispetto al tipico lettore Bonelli...
Intendiamoci: non sto dicendo che l'eventuale insuccesso di queste proposte ruoterebbe unicamente attorno all'omissione delle tematiche omosessuali... Tuttavia è innegabile che questa omissione è un buon indicatore di una più generale abbondanza di lacune, e che certi tabù tradiscono una più generale incapacità di relazionarsi in maniera moderna e concreta col pubblico di oggi, finendo per non riuscire a conservarlo e trasformando delle buone idee in clamorosi flop.
Voi cosa ne pensate?

mercoledì 27 novembre 2013

IO L'AVEVO DETTO... E LO RIDICO...

Ciao a tutti, come va?
Forse non dovrei dirlo, ma se c'è una cosa che mi fa godere come un gerbillo è verificare che le mie intuizioni erano corrette. Intendiamoci: mi fa anche piacere essere smentito quando questo vuole dire che le cose vanno meglio di quanto pensassi, ma verificare che i miei cattivi presentimenti sono azzeccati dopo che i miei avvertimenti sono stati ignorati...
Ammetto che mi procura un piacere quasi sadico...
Se poi questo riguarda il fumetto italiano il tutto acquisisce un ulteriore sfumatura di soddisfazione.
Perchè il fumetto italiano, e il mondo che gli gira attorno, è composto in buona parte da persone che guardano i comuni mortali dall'alto al basso e che - soprattutto - pensano che NON parlare di omosessualità per far contenti gli omofobi (che reputano essere ancora la maggioranza) sia ancora garanzia di successo editoriale...
Così, quando poi i fatti gli danno torto e hanno quello che si meritano, io provo sempre una sottile estasi mistica...
Detto questo cercherò di spiegarvi, molto in breve, quello a cui mi riferisco.
A quanto pare la miniserie SUORE NINJA pubblicata da Star Comics chiuderà i battenti con il numero 6 (e cioè con la conclusione del primo ciclo previsto), e non sono previste ulteriori miniserie o altro. Per il semplice e solito motivo: vendite basse. Giusto per davi un dato (riportato anche da altri siti), il numero 3 ha venduto 3000 copie su 30.000 stampate, il che - presumo - voglia dire che il fumetto è andato molto peggio rispetto alle aspettative.
Quali aspettative, vi chiederete voi?
Se siete acuti e informati (e so che lo siete), vi ricorderete che questa serie ha preso il via a seguito dello sconvolgente successo di un albetto autoprodotto in occasione di Lucca Comics 20111... ZOMBIE GAY IN VATICANO...
Quell'albetto divenne il caso editoriale dell'anno, a Lucca finì esuarito nei primi due giorni e la Star Comics pensò che poteva essere una gallina dalle uova d'oro... Così opzionò gli autori per una miniserie che sarebbe potuta sfociare in una serie regolare, presumo nel tentativo di bissare il successo di RAT-MAN o cose del genere. Con un tempismo surreale la miniserie venne lanciata proprio nel mese in cui è stato eletto il nuovo Papa, riproponendo la versione allungata e corretta di quell'albetto, e facendo delle tre suore ninja che vi comparivano le vere protagoniste...
Quindi, dopo il primo numero della miniserie (in cui la parola "gay " era scritta in caratteri microscopici), l'argomento gay non è più stato toccato... Anche se - molto probabilmente - è stato proprio uno dei motivi che fecero avere tanto successo all'albetto autoprodotto, non foss'altro perchè sulla copertina la parola GAY era quella che spiccava di più. E non sono stati toccati neanche altri argomenti dai risvolti imbarazzanti, seppur in senso satirico, per la chiesa... Preferendo puntare su mostri e invasioni aliene...
Niente di male, ma alla fine questa miniserie non lasciava niente dopo la lettura, e  anche i risvolti satirici erano tremendamente contenuti e quasi da oratorio. E infatti mi stupisce molto che qualcuno abbia avuto il coraggio di definirlo un fumetto "anticlericale", tantopiù che vi compariva un Papa del tutto inventato e un Vaticano totalmente surreale.  Anzi, a pensarci bene, a modo suo era più anticlericale il fumetto GABRIEL, che in un contesto realistico confrontava una suora dotata di superpoteri con le peggio brutture del mondo, mettendo perennemente in crisi la sua fede... Però il suddetto fumetto risale agli anni '90 e - nonostante il personaggio fosse stato pubblicato da ben due editori (MBP e Phoenix) - a quanto pare i sedicenti esperti di fumetti che si trovano sul web hanno la memoria corta...

Non ci è dato sapere se sia stata una scelta degli autori della serie SUORE NINJA o una direttiva della casa editrice, ma se nel primo numero avevano colto l'occasione per affrontare il delicato tema del rapporto fra chiesa e matrimoni gay, nei numeri successivi avrebbero avuto una quantità paurosa di argomenti da sviscerare e su cui fare satira... La banca vaticana, il sacerdozio femminile, gli anticoncezionali, i preti pedofili, la crisi delle famiglie tradizionali, i rapporti con le altre religioni... Ma non hanno fatto niente di tutto questo... E oltretutto non hanno più tirato in ballo nemmeno il discorso gay...
Se anche avessero voluto darsi la zappa sui piedi e giocarsi una bella occasione non avrebbero potuto fare di meglio... O magari non si erano resi conto che gli argomenti dell'albo ZOMBIE GAY IN VATICANO erano obbiettivamente "forti", e avrebbero dovuto continuare su quella strada. A questo punto, in effetti, la domanda non è perchè hanno avuto poco successo, ma semmai come è possibile che non siano riusciti a capire quali erano gli elementi che hanno portato al successo quell'unico albetto a Lucca Comics 2011! Tra cui, direi, proprio il discorso gay e il fatto che quel "GAY" in copertina aveva attirato un mucchio di gente. Con tutto il rispetto ho la sensazione che gli autori si siano ritrovati alle prese con qualcosa di troppo grosso, e a cui non erano assolutamente preparati, e dal canto suo la casa editrice non li ha aiutati a tirare fuori il vero potenziale della miniserie.
E questo è quanto.
Tuttavia questa non è l'unica chiusura che si potrebbe prospettare all'orizzonte, e a quanto pare la Sergio Bonelli Editore - in proporzione - non sta facendo tanto meglio della Star Comics, dopotutto.
Tuttavia, siccome la Bonelli, ultimamente, sta offrendo diverse cose interessanti da analizzare, mi riservo di farlo in un apposito post, per non parlare di troppe cose in una volta.
Alla prossima.

lunedì 25 novembre 2013

SEMPRE DI PIÚ...

Ciao a tutti, come va?
Ormai uno non fa in tempo a distrarsi un attimo che dagli USA è pronta ad arrivare una serie di nuovi coming out nel mondo del fumetto mainstream... Che ovviamente mi sento in dovere di condividere con voi.
Da che parte cominciamo? Magari dalla Archie Comics, che finora era famosa per il teenager gay dichiarato Kevin Keller, diventato un personaggio molto popolare nell'universo narrativo "classico" della casa editrice (e in un suo ipotetico futuro). Ebbene: a quanto pare dalle parti della Archie Comics hanno pensato che, forse, era il caso di mostrare il coming out anche di qualche personaggio femminile, per giunta storico, seppur in una serie ambientata in un realtà alternativa a tinte horror... Quella della serie in stile apocalisse zombie (ma gli americani non si iniziano a stufare di tutti questi zombie?) AFTERLIFE WITH ARCHIE...
Nella suddetta serie, disegnata con uno stile più realistico rispetto ai classici albi umoristici della Archie Comics, gli autori hanno deciso di riesumare (è proprio il caso di dirlo) due personaggi minori del cast classico: Ginger (una versione femminile di Archie, che per un certo periodo ebbe anche una propria serie ed era nota per il fatto che si innamorava sempre di nuovi ragazzi) e Nancy, uno dei primi personaggi di colore nel cast fisso della Archie...

Nella versione AFTERLIFE, ovviamente, sono diventati due personaggi molto più realistici e drammatici, e fanno anche intendere che condividono una relazione (sul numero 2 di AFTERLIFE WITH ARCHIE), anche se non si tratta di un coming out esplicito come quello di Kevin Keller...


Idea carina, nonostante il contesto trucido, che però mette ancora più in luce il fatto che la tematica LGBT, in teoria, può trovare spazio davvero ovunque e non ci sono motivi validi per cui dovrebbe essere presente solo in certi tipi di fumetti piuttosto che in altri, dove magari inizia ad essere un po' scontato... Mi riferisco, ad esempio, ai fumetti di supereroi, dove ormai stare dietro ai coming out inizia ad essere complicato quasi quanto seguire le intricate vicissitudini dei supereoi in quanto tali. E infatti il secondo coming out di oggi, annunciato sull'imminente Uncanny X-Men 14, che vede come protagonista il giovane Benjamin Deeds, in arte Zelig...
Per la cronaca: il suo potere, come potete intuire, non è quello di fare cabaret, ma di assorbire poteri, personalità e caratteristiche fisiche delle persone con cui parla...
Non è una gran bellezza, ma giustamente era anche ora che arrivasse un supereroe gay dichiarato che non fosse proprio un modello... E che dà prova dei suoi poteri in proporzione alla sua voglia di chiacchierare. In effetti bisogna prendere atto di come, ultimamente, i comung out nel mondo dei fumetti di supereroi stiano avvenendo sempre con maggiore scioltezza, e magari in contesti leggeri... Segno evidente del fatto che, dai tempi del drammaticissimo coming out di Northstar qualcosa è cambiato, per fortuna...
Inoltre questo approccio "solare" e quasi allegro si riscontra anche quando personaggi che hanno già fatto coming out devono ribadire il concetto presso i loro colleghi, e soprattutto colleghe, che non hanno ben capito la cosa... Un po' come avvenne nel caso di Bunker e Wonder Girl, l'anno scorso su Teen Titans 6...
Ovviamente parliamo di situazioni che, per il momento, il fumetto mainstream italiano se le sogna, e considerando alcune scelte editoriali recenti direi che questo atteggiamento inizia ad essere decisamente anacronistico, se non addirittura surreale...
Di questo, però, parlerò meglio un'altra volta...

venerdì 22 novembre 2013

CONGRATULAZIONI!

Ciao a tutti, come va?
Devo ammettere che a volte mi piace essere colto di sorpresa, o - come in questo caso - smentito parzialmente...
Qualche settimana fa vi avevo segnalato il bel progetto di RENBOOKS, e cioè l'idea di pubblicare un'antologia di bara manga contro l'omofobia solo una volta raggiunto il numero sufficente di prenotazioni (500 quote, per un totale di 2500 euro). La raccolta delle prenotazioni avveniva tramite internet, e più precisamente attraverso una pagina del sito PRODUZIONI DAL BASSO. Questa strategia, che in gergo si chiama crowd founding, negli USA ha portato a risultati molto interessanti (e alla raccolta di cifre anche spropositate), ma in Italia è una novità pressochè assoluta, soprattutto per quel che riguarda i fumetti... Figuriamoci, poi, per i fumetti a tema gay... E infatti quando ho segnalato il progetto avevo detto che era una cosa bellissima, ma che vista la situazione del nostro paese avevo qualche dubbio sulla sua riuscita... Anche perchè c'era solo un mesetto di tempo per raccogliere le 500 prenotazioni necessarie, e - conoscendo i miei polli - temevo che sarebbe mancato l'appoggio dei siti gay e di quelli specializzati in fumetti... A dire la verità mi immaginavo un buon risultato, ma consideravo la piena riuscita dell'operazione un piccolo miracolo... Un piccolo miracolo che, però, si è verificato!
Infatti per un soffio le quote previste sono state raggiunte entro i termini previsti (io ne ho prenotata una sola copia, ma so di gente che ne ha prenotate molte di più), quindi l'antologia IT'S OK!! si farà. E probabilmente per il fumetto gay in Italia ci sarà un PRIMA e un DOPO questa iniziativa, e forse non solo per quel riguarda il fumetto gay.
Per questo, forse, vale la pena di approfondire un attimo il discorso, analizzando per bene la situazione.
Intanto alcuni miei dubbi sono stati confermati: i siti gay e i siti di fumetti NON hanno parlato di questo progetto, che pure era nobilitato dal tema della lotta all'omofobia. O meglio: ne hanno parlato un paio di siti di fumetti PRIMA che IT'S OK!! venisse presentata come un progetto di crowd founding, e l'unico sito "gay" che ha dato spazio alla cosa è stato quello di LE COSE CAMBIANO, che però è legato a una bella inziativa di sensibilizzazione internazionale e viene gestito in collaborazione col Corriere della Sera, e quindi NON è il tipico "sito gay italiano"... Tant'è che ci hanno trovato spazio personaggi come Elisabetta Spinelli (la doppiatrice di Sailor Moon), che a quanto mi risulta nessun sito gay ha mai pensato di contattare per alcunchè... Questi sono i fatti, e le cause le ho esposte nel mio intervento di qualche settimane fa... Però un altro fatto è che ne hanno parlato diversi BLOG (tra cui il mio) e social network, che ormai in Italia stanno iniziando a diventare qualcosa di davvero importante quando si tratta di raccogliere le persone attorno ad un progetto o un fine comune, anche perchè grazie ai social network pare che sempre meno gente si faccia problemi a vivere la propria omosessualità a 360°, condividendo pubblicamente passioni e interessi...
Forse sbaglio, ma inizio a pensare che FACEBOOK stia riuscendo là dove le associazioni gay italiane hanno fallito il più delle volte...
Associazioni che, d'altro canto, non so quanto abbiamo sostenuto IT'S OK!! (nonostante il suo intento dichiarato fosse quello di devolvere una percentuale degli eventuali guadagni proprio ad una associazione LGBT).
Infatti inviterei gli amici di RENBOOKS a valutare bene a chi fare la loro donazione, magari scegliendo un'associazione che ha davvero bisogno di aiuto e che fa il suo dovere, piuttosto che una delle tante che guardano il mondo LGBT dall'alto al basso e che, nonostante tante belle parole, troppo spesso hanno usato i loro introiti (anche abbondanti) per fare gli interessi dei loro vertici piuttosto che quelli della loro comunità...
Detto questo è evidente che i social network hanno avuto un ruolo determinante nella promozione di IT'S OK!!, e il loro ruolo nel mondo LGBT italiano dovrebbe  essere analizzato con maggiore attenzione, d'ora in poi. A questo punto, però, sarà davvero molto interessante verificare se - dopo questo piccolo grande risultato - perlomeno i siti di fumetti inizieranno a segnalare la cosa. Dopotutto 500 copie SICURE e prenotate sulla fiducia tramite internet sono un risultato tutt'altro che disprezzabile (molti volumi decisamente più pompati non riescono a vendere 500 copie nemmeno nel giro di due o tre mesi), e se tutto questo progetto continuerà ad essere avvolto nel silenzio sarà davvero la prova che ci sono delle resistenze quando bisogna parlare di certi argomenti...
D'altra parte, se dovessero iniziare a parlarne dovrebbero anche giustificare il fatto che non ne hanno parlato quando era il momento di promuoverlo, quindi ho come la sensazione che molti preferiranno glissare su tutta la questione...
E questa potrebbe essere la parte più interessante di tutta questa storia, che in effetti potrebbe contribuire a mettere in luce i limiti del circuito gay italiano classico e di quello fumettistico ufficiale, e le potenzialità dei circuiti alternativi che si stanno sempre più facendo largo (e con risultati molto apprezzabili), alla faccia di chi rimasto indientro di venti o trent'anni.
E inoltre potrebbe iniziare a far riflettere gli appassionati di fumetti LGBT che forse, e dico forse, è davvero arrivato il momento di fare fare fronte comune per farsi sentire e ritagliarsi degli spazi dignitosi.
Staremo a vedere.
Da oggi credo che sarò un po' più ottimista...
Nell'attesa della mia copia di IT'S OK!!, ovviamente.
Alla prossima.
crowd funding

mercoledì 20 novembre 2013

ERCOLE CONTRO ERCOLE

Ciao a tutti, come va?
Se non avvete qualche annetto sulle spalle difficilmente ricorderete la stagione d'oro dei film "peplum", chiamati così perchè erano tutti ambientati in un epoca mitologica in cui il peplum (il peplo) era il capo d'abbigliamento più diffuso, anche se generalmente i protagonisti dei suddetti film erano culturisti che non indossavano quasi mai un peplum integrale, ma una versione assai ridotta dello stesso.
I suddetti film tennero banco per almeno un decennio (a partire dalla fine degli anni '50), venivano realizzati in buona parte in Italia (anche se poi erano distribuiti in tutto il mondo) e avevano finito per riesumare tutti i più famosi "forzuti" che vivevano nell'epoca classica o giù di lì, anche quelli che erano stati inventati in tempi moderni. Infatti se Ercole arrivava dalla mitologia greco romana c'erano anche Maciste (ideato da Gabriele d'Annunzio nel 1914), Ursus (creato da Henryk Sienkiewicz per il romanzo Quo Vadis nel 1896), Sansone (direttamente dalla Bibbia) e via discorrendo... E quando questi eroi da soli avevano poco da dire poteva capitare che incrociassero le loro strade e comparissero negli stessi film, possibilmente cogliendo l'occasione per sfidarsi in qualche modo... Così si vedevano film come "Maciste contro Ercole", "Ercole contro Ursus", e via dicendo... Per arrivare a super filmoni in cui i pettorali non si contavano più...
Quando il senso del pudore si spostò, però, alla fine degli anni '60, questo filone andò in declino...Forse proprio perchè per vedere dei bei maschioni poco vestiti non era più necessario ripiegare su dei surrogati e, soprattutto negli USA, si potevano già vedere i primi film porno gay. Negli anni '80 ci fu un breve ritorno dei pettorali in vista, dopo il successo dei film fantasy in stile Conan, ma si rivelò un fuoco di paglia, anche perchè in questi casi la dimensione erotica (e omoerotica) era quasi del tutto assente. In compenso da qualche anno qualcosa di simile al genere peplum sembra essere tornato alla ribalta, anche se stavolta ci sono due sottogeneri: uno con gli eroi vestiti di tutto punto (che ha visto il suo capostipite ne IL GLADIATORE) e uno in cui è buona prassi che i protagonisti indossimo solo lo stretto indispensabile (inaugurato da 300, tratto dal fumetto di Frank Miller, che sta ispirando anche una pellicola collaterale)...

Poi, con la fiction dedicata a SPARTACUS, qualcuno (bontà sua) ha iniziato anche a sperimentare gli eroi completamente nudi, peraltro con grande successo.

Ognuno può decidere quale approccio preferisce.
Quel che è certo è che, evidentemente, questa primavera del post peplum sta entrando in una nuova fase, visto che per il prossimo anno sono previsti ben due film dedicati ad Ercole, realizzati da due case di produzione diverse e interpretate da due attori diversi, che però - a quanto pare - mostreranno i loro pettorali ben modellati in entrambi i casi.
La Millenium Film sta ultimando Hercules: The Legend Begins, che nel ruolo del protagonista vede un inedito Kellan Lutz biondo. E, siccome iniziano a circolare le prime immagini dal set, qui di seguito ne trovate qualcuna...








Inizia a circolare anche un primo trailer, dal quale si capisce che anche in questo caso si tratterà di un'intepretazione molto libera ell'eroe classico (che avrà più a che fare con i gladiatori romani che altro). Il che non è certo una novità. In compenso il film su Ercole prodotto dalla Paramount, Hercules: The Thracian Wars, si ispira ad un fumetto di Steve Moore with Cris Bolsin, che per la caratterizzazione del protagonista ha un occhio di riguardo nei confronti dell'eroe della mitologia classica (anche qui, ad esempio, indossa una pelle di leone)... Tuttavia le foto dal set con l'ex wrestler Dwayne Johnson (già Re Scorpione) lasciano volutamente un certo alone di mistero su tutta l'operazione...



Chi vincerà la battaglia al botteghino? Quel che è certo è che, se questi film ottenessero dei buoni incassi, per gli amanti degli addominali a tartaruga si potrebbe aprire una stagione cinematografica particolarmente florida...
Staremo a vedere... E staremo a vedere se col tempo qualcuno si ricorderà che nella mitologia greca l'omosessualità non era un tabù.
Alla prossima.