SE COMPRI SU AMAZON.IT PASSANDO DA QUESTI LINKS RISPARMI E SOSTIENI QUESTO SITO!

Libri o fumetti in inglese? Qui niente spese di spedizione e dogana, solo sconti pazzi!

VUOI AGGIUDICARTI UN DISEGNO ORIGINALE DI WALLY RAINBOW?

PREMIO GLAD 2017

Vuoi seguire questo blog dalla tua e-mail? Inserisci il tuo indirizzo!

venerdì 30 novembre 2012

PARTE LA BENT-CON

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Vi siete mai chiesti come potrebbe essere la fiera di fumetti ideale dal punto di vista LGBT? Da qualche tempo gli organizzatori della BENT-CON (la fiera dedicata agli appassionati LGBT di fumetti e immaginario POP) di Los Angeles se lo stanno chiedendo, e stanno cercando di rispondersi realizzando una manifestazione che unisce la loro passione per l'immaginario POP e la loro identità sessuale. Proprio oggi parte la terza edizione di questa manifestazione, che per tre giorni offrirà diversi spunti di riflessione interessanti, e non solo sul territorio americano. Prendiamo, ad esempio, il modo con cui gestirà il settore dei cosplay...
Oltre alla classica sfilata con gara verrà organizzata la rappresentazione (in cosplay) del matrimonio gay dell'anno: quello fra Northstar e il suo compagno (che, in effetti era già stata organizzata in occasione di altre fiere, ma in questa occasione assume un significato del tutto particolare). Inoltre ci sarà un karaoke in costume e, per chi vorrà, la possibilità di diventare il modello di sessioni di disegno dal vivo (che, si presuppone, avranno anche risvolti gay-friendly). Non male per essere una fiera al terzo anno: oltretutto rispetto all'anno scorso si è allungata anche la lista degli ospiti e degli espositori, segno evidente che è una manifestazione in crescita. Cosa, questa, che in futuro può aprire molte possibilità interessanti.
Anche perchè dimostra che una fiera di fumetti, ormai, si può reggere unicamente attorno alla tematica LGBT,  e questa e già di per sè è una conquista. Editori di fumetti LGBT, conferenza a tema LGBT, ospiti che hanno a che fare col mondo LGBT... E, a ben guardare, non bisogna sottovalutare il fatto che in occasioni come questa si possono valorizzare quei fumetti che, generalmente, godono di scarsa considerazione nel mare magno delle comuni fiere di fumetti. Ad sempio: in questa edizione della BENT-CON è prevista una conferenza per celebrare i 30 anni di vita di una serie a fumetti gay che - nonostante la sua longevità - è sempre rimasta un po' ai margini: Jayson, creata nel 1982 da Jeff Krell (che vedete nella foto sotto)...
La cosa interessante, se vogliamo, è che il fumetto di Jeff Krell sta conoscendo una seconda giovinezza proprio in questi ultimi anni. Infatti, nonostante fosse arrivato ad avere uno spettacolo teatrale nel 1998, aveva avuto parecchie difficoltà a farsi conoscere prima dell'arrivo di internet e - soprattutto - prima che l'autore entrasse in contatto con l'associazione PRISM COMICS, che da quel momento in poi ha contribuito - e non poco - a farlo riscoprire. E questo dimostra, nel caso qualcuno avesse ancora dei dubbi, che le associazioni gay per la promozione dei fumetti LGBT servono sul serio.
Infatti in Italia mancano e il risultato è abbastanza evidente, penso. Alla prossima.  

giovedì 29 novembre 2012

IL RITORNO DI ELFQUEST

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Per spiegare la notizia di oggi anche a chi non è un provetto fumettologo credo sia necessario tornare indietro di qualche annetto, e più precisamente al 1978, quando "Il Signore degli Anelli" non era ancora un fenomeno di costume e quando la parola fantasy era associata soprattutto a personaggi come Conan il barbaro. In quel particolare momento, quando la NEW AGE emetteva i primi vagiti, una coppia anticonformista decise di iniziare ad autoprodurre una saga fantasy decisamente fuori dagli schemi: ELFQUEST...
Fuori dagli schemi perchè i protagonisti, una volta tanto, erano dei piccoli elfi molto agguerriti e alla ricerca della verità sulle loro origini, ma anche perchè si trattava di elfi sessualmente emancipati. Il fumetto - negli anni - si è evoluto come un'intricatissima saga corale (più o meno in stile Dragon Ball) e, tra le altre cose, si è distinto dalle pubblicazioni sue contemporanee perchè gli elfi in questione - in un periodo in cui l'omosessualità nei fumetti era di fatto un tabù - si definivano "omnisessuali", nel senso che per loro il sesso era ne più ne meno che un modo per comunicare i propri sentimenti, e quindi non avevano alcun problema ad avere rapporti omosessuali o di gruppo, anche mentre avevano relazioni eterosessuali stabili, ed eventualmente potevano anche portare avanti vere e proprie relazioni omosessuali mentre mettevano su famiglia, col benestare di tutta la tribù.
In parole povere gli elfi di ELFQUEST, a partire dalla tribù dei wolfriders e dal loro capo Cutter, erano i portabandiera di un movimento di liberazione sessuale che nei fumetti non si era mai visto, e le cose non sono cambiate nemmeno quando il fumetto è stato pubblicato dalla MARVEL e, successivamente, dalla DC Comics. In più occasioni i due creatori dela saga (i coniugi Wendy e Richard Pini, che vedete nella foto sotto) hanno detto chiaramente che, anche se per ovvi motivi non potevano mostrare scene troppo esplicite, il loro scopo era quello di mostrare una società di elfi sessualmente liberata e assolutamente disinibita...
E per questo hanno sempre voluto dare ai loro personaggi una notevole carica erotica, anche quando si trattava dei personaggi maschili... Forse anche per rivalersi sull'educazione religiosa molto repressiva e castrante che entrambi hanno ammesso di avere subito durante l'infanzia...



Questo bel fumetto, in Italia, è stato pubblicato solo parzialmente alla fine degli anni '90, mentre negli USA ha continuato la sua corsa con diverse saghe incrociate e vari cambi di editore, fino ai giorni nostri, tant'è che ora compare (al ritmo di una pagina alla settima) sul sito BOING BOING (CLICCATE QUI), e anche nel 2012 gli ammiccamenti e i sottointesi gay non mancano...
In ogni caso, se l'inglese non vi spaventa e volete recuperare tutta la saga di ELFQUEST, vi farà piacere sapere che gli autori hanno concesso al SITO UFFICIALE di mettere a disposizione del pubblico tutta la saga di ELFQUEST finora pubblicata (qualcosa come 6000 pagine!)... GRATUITAMENTE! Se non ci credete CLICCATE QUI.
Oggi, comunque, parlo di ELFQUEST perchè è di questi giorni la notizia che i due autori hanno ceduto i diritti di sfruttamento della serie a due fans particolarmente affezionate alla serie: le produttrici Stephanie Thorpe e Paula Rhodes (foto sotto), che quindi sono appena subentrate  alla Warner (che, in effetti, anche se è un colosso dell'intrattenimento non ha mai investito granchè su ELFQUEST e dintorni)...
Si tratta di due attrici/produttrici molto attive nella scena indipendente, ma soprattutto molto devote a ELFQUEST e al suo spirito, tant'è che in tempi non sospetti avevano prodotto un cortometraggio amatoriale per youtube ispirandosi proprio a questo fumetto, guadagnandosi peraltro diversi riconoscimenti...
Che significa tutto questo? Forse è presto per dirlo, ma ci sono buone possibilità che nel giro di qualche anno ELFQUEST possa tornare alla ribalta, e senza rischiare di perdere il suo spirito gay friendly. In effetti, in un periodo di tale apertura verso le tematiche LGBT nel fumetto (e non solo), era davvero un peccato che ELFQUEST fosse finito nel dimenticatoio, anche perchè grazie a internet continuava comunque a guadagnarsi nuovi fans...
Ora non ci resta che incrociare le dita... Anche perchè in effetti nei fumetti fantasy l'omosessualità ha sempre avuto pochissimi spazi... E sarebbe ora di riprendere il discorso come si deve.
Speriamo in bene.
Alla prossima.
 

mercoledì 28 novembre 2012

BRONIES & PONIES

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi vorrei fare una piccola riflessione partendo da una constatazione... Ho accettato la dura realtà, e quindi devo ammettere che sono un brony (plurale bronies), e cioè un maschio adulto estimatore della serie animata MY LITTLE PONY - FRIENDSHIP IS MAGIC... E cioè dell'ultima serie animata che trae spunto dal noto brand equino della HASBRO...
All'inizio non mi rassegnavo, e mi imbarazzava anche ammetterlo, ma poi mi sono reso conto che effettivamente ci sono tantissimi maschi etero e gay (Ok! Prevalentemente gay!) sulla trentina e muniti di barba che rientrano nella categoria, e così ho deciso di fare coming out. Dedico un post all'argomento perchè ultimamente questa serie sta diventando un vero e proprio fenomeno di costume, non tanto fra le bambine (per cui in teoria era stato progettato), quanto fra i maschi adulti. Tant'è che la serie è in onda da soli due anni, ma si sono già venute a creare delle convention specifiche per i bronies (le BronyCon) e il fenomeno è sempre più visibile...
Come è possibile? Quando il brand dei MY LITTLE PONY (o MIO MINI PONY, come venne ribattezzato in Italia) era agli albori correvano i primi anni '80 e anche se il cartone avesse appassionato qualcuno fra gli adulti, o magari fra i maschietti (come accadeva cone me), non c'era davvero alcun modo per coltivare e condividere la suddetta passione alla luce del sole... Inoltre non c'erano alle spalle anni e anni di internet a dimostrare che si possono avere passioni insolite e controcorrente senza correre il rischio di rimanere isolati... O peggio... Oggi, invece, le cose sono diverse...
Come è successo? Perchè? Secondo me varrebbe la pena di rifletterci bene sopra, perchè forse i bronies potrebbero rappresentare davvero un nuovo tipo di sfida alle convenzioni di genere, che poi stanno alla base ti tantissimi problemi di discriminazione e omofobia...
Perchè un conto è sfidare le convenzioni con atteggiamenti provocatori, mentre un'altra è ribellarsi alle convenzioni condividendo la passione per i MY LITTLE PONY e la loro estetica... La stessa differenza che passa fra Napoleone e Ghandi, per intenderci...
Probabilmente in Italia il fenomeno rimarrà molto circoscritto, almeno per ora, nell'ambito degli over trenta, ma non è da escludere che fra i più giovani possa trovare degli sbocchi inasepettati, soprattutto se si considerà la potenza di internet a cui si accennava prima... E se si diffondesse anche in Italia non sarebbe affatto male, anche se sicuramente in una società schiava dell'immagine e del machismo come la nostra potrebbe incontrare delle resistenze che altrove non incontra...
Staremo a vedere... Quel che è certo è che negli USA anche gli stessi bronies iniziano a porsi degli interrogativi sulla natura della loro passione e sulla sua capacità di ridefinire cosa è maschile e cosa no, scomodando anche  fior fior di filosofi e sociologi, come potete vedere nel video seguente (in inglese)...

  I bronies diventeranno davvero il manifesto di una società più aperta e inclusiva? Rappresenteranno davvero le aspirazioni di chi vuole tornare a vivere un immaginario lineare e colorato, seppur con una buona dose di cinico umorismo, in cui ci sono ancora dei valori semplici in cui credere?Diventeranno il manifesto di quei maschi che pensano che non bisogna essere schiavi della propria educazione di ruolo?
Chissà... Quel che è certo è che i ragazzi che indossano la magliettina di Spike (la mascotte dei ponies, che una volta in italiano era chiamato Dragoberto), hanno un fascino del tutto particolare...
Alla prossima!

martedì 27 novembre 2012

CONTEST BULLET & JUSTINE

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
L'editoria italiana non offre molte possibilità a chi vuole cimentarsi con personaggi omosessuali, anche solo attraverso dei semplici omaggi. Ogni tanto, però, accade quell'eccezione conferma la regola, e ovviamente questo BLOG deve segnalarlo. Comincio col dire che tutto parte dalla nostra vecchia conoscenza Mauro Padovani (foto sotto), che finalmente ha trovato la possibilità di pubblicare con il piccolo editore ProGlo la sua saga di BULLET & JUSTINE...
Dedicata ad un killer, Bullet, che in fin di vita viene vampirizzato dalla sexy vampira Justine... Meditando piani di trucida vendetta in una New York sordida e crudele, che fa tanto poliziesco anni '70. Nella saga spicca anche un detective gay italo americano e il suo compagno, al cui violento passato viene dedicata una buona parte del secondo volume.
Tuttavia, siccome il nostro amico Mauro Padovani è sempre all'opera come una piccola ape operosa, per l'inizio del prossimo anno prevede l'uscita del terzo volume che, come i precedenti, avrà alcune pagine dedicate agli omaggi che altri fumettisti hanno dedicato alla sua serie.
La novità è che questa volta quattro pagine saranno dedicate agli autori esordienti che vorranno dare la loro intepretazione dei personaggi di questa insolita saga dark/horror/poliziesca/pulp/noir con un'illustrazione inedita in bianco e nero...

Trovate tutte le informazioni CLICCANDO QUI e una volta tanto, essendoci anche dei personaggi omosessuali, non ci dovrebbero essere problemi se proporrete delle illustrazioni dai risvolti gay...
Mi raccomando: avete tempo fino al 20 dicembre!
Se nel frattempo volete procurarvi i due volumi realizzati finora da Mauro Padovani potete utilizzare i link che vedete qui sotto: risparmiere qualcosa e intanto contribuirete al mantenimento di questo BLOG.
 
Alla prossima.

lunedì 26 novembre 2012

ARCHIE + KEVIN = GLEE

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Mentre i temi LGBT sono ancora un tabù assoluto per i fumetti italiani che si rivolgono al pubblico preadolescenziale sembra proprio che la Archie Comics voglia continuare a puntare sul suo personaggio cult Kevin Keller, tant'è che forse - a febbraio - gli farà sperimentare la sua prima vera cotta... E ovviamente tutti speriamo che si tratti di un amore ricambiato e non di uno specchietto per le allodole...
Quel che è certo è che alla Archie Comics non vogliono limitare la loro politica gay friendly al solo Kevin Keller, visto che nel 2013 debutterà una miniserie in cui i suoi personaggi interagiranno con quelli del serial televisivo (nonchè cult per il pubblico gay di mezzo mondo) GLEE...E c'è da scommettere che Kevin Keller avrà un ruolo centrale (anche perchè la miniserie è realizzata dal suo ideatore Dan Parent)...
Quando si dice prendere posizione e stare al passo coi tempi... Tra l'altro, giusto per rimanere in ambito di gemellaggio fra GLEE e il mondo del fumetto, vi devo segnalare che proprio la scorsa settimana la nuova puntata del serial ha omaggiato il mondo dei supereroi (trasformando i ragazzi protagonisti in altrettanti improbabili super cantanti)...
Comunque, tornando a parlare della Archie, può essere interessante notare che ha da poco ristampato anche Life with Archie #16, l'albo con la storia del matrimonio della versione futura di Kevin Keller, affidando la nuova copertina al fumettista gay dichiarato Phil Jimenez...
Se non è marketing gay friendly questo non saprei proprio come chiamarlo... Chissà, magari fra quei venti o trenta anni anche il fumetto italiano offrirà l'occasione per fare simili segnalazioni...
Forse...
Nel frattempo potete recuperare il ben cartonato che raccoglie le prime apparizioni di Kevin Keller tramite il link che vedete qui sotto: risparmierete qualcosina e intanto darete un supporto a questo BLOG... Oltretutto se avete dei (o delle) nipoti a cui volete regalare un fumetto istruttivo facendogli imparare un po' di inglese potrebbe essere un'ottima idea regalo per Natale...

Alla prossima!

sabato 24 novembre 2012

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Come forse saprete il 20 novembre era la giornata della Memoria per le vittime della transfobia, e proprio quel giorno, dalle parti di Roma, si è suicidato un ragazzo che era regolarmente vittima di bullismo omo-transfobico. I suoi compagni di scuola gli avevano anche dedicato una pagina su facebook intitolata "IL RAGAZZO COI PANTALONI ROSA" dove, da circa un anno, lo prendevano di mira. Ovviamente adesso la scuola dice che non è colpa sua, i compagni sostengono che non è colpa loro, idem la famiglia. E tutti fanno a gara a scrivere lettere di commiato più o meno strappalacrime al povero quindicenne che non ce l'ha fatta ad andare avanti.
E ovviamente tutti - famiglia compresa - sostengono che in realtà non era nemmeno gay, e che queste sono solo insinuazioni.
Ogni commento è superfluo.
Per quel che vale ho deciso che, da qui alla fine dell'anno, dedicherò i post in cui segnalo i cantanti gay dichiarati a quei giovani artisti che hanno fatto dell'ambiguità sessuale il loro manifesto e che, guardacaso, in Italia nessuno si fila nemmeno di striscio. Per questo vorrei partire da Danny Blu, che con la sua blu factory sta producendo brani molto interessanti da diverso tempo...
Lui si definisce bisessuale, ma ha scelto un look decisamente transgender, e si è dedicato alla musica da quando ha finito il liceo nel New Jersey e si è trasferito a New York. Correva l'anno 2008 e da allora questo giovane cantante sta cercando di lanciare un nuovo genere musicale, che lui definisce industrial pop, iniziando a farsi notare a partire dal 2010.
Ho scelto Danny Blu perchè, proprio di recente, ha realizzato un bel video per un suo brano in cui parla di bullismo, esperienza che anche lui ha provato in prima persona (e si capisce anche ascoltando la passione che mette in questa canzone)...
Bel brano e bella voce, vero? Tra l'altro dichiara che l'obbiettivo della sua musica è proprio quello di aiutare a liberare chi si sente oppresso... Ma tanto in Italia un artista come Danny Blu non si vedrà nemmeno col binocolo, anche perchè sicuramente sarebbe considerato troppo "diseducativo": dopotutto farebbe passare il messaggio che anche le persone come lui sono degne di rispetto, giusto?
E forse sono proprio scelte come queste che portano chi è diverso a sentirsi isolato e a farla finita.
Non sarebbe ora di cambiare le cose?

venerdì 23 novembre 2012

NUOVI YOUNG AVENGERS & Co.

Ciao a tutti e a tutte, come va?
Se siete appassionati di fumetti americani di supereroi dovreste sapere che si parla di uno scenario editoriale in perenne ebollizione, in cui non bisognerebbe mai dare nulla per scontato e dove da un momento all'altro possono avvenire operazioni di restyling perlomeno azzardate anche su serie storiche e apparentemente intoccabili. A maggior ragione questo può avvenire quando ci sono di mezzo delle serie di importanza marginale, che poi sono anche quelle dove è più facile sperimentare, anche dal punto di vista dei personaggi LGBT. Così il prossimo gennaio verrà data una nuova possibilità al gruppo degli YOUNG AVENGERS, quello in cui milita la coppia di superadolescenti gay formata da Wiccan e Hulkling...
Attenzione però: si tratterà di una formazione con diversi nuovi elementi (tra cui, pare, la versione giovanile e ravveduta del dio dell'inganno Loki, che a ben guardare ha avuto anche un passato "trans") e, soprattutto, non sarà più scritta dal nume tutelare della serie, lo sceneggiatore gay dichiarato Allan Heinberg. Al suo posto, però, ci sarà Kieron Gillen (foto sotto) un altro sceneggiatore gay dichiarato, che peraltro ha già affrontato questioni LGBT collaborando alla serie MARVEL Generation Hope.
Salvo imprevisti, quindi, la gestione di una sottotrama importante come la relazione fra Hulkling e Wiccan dovrebbe essere affidata a qualcuno che saprà trattare l'argomento, e questo la dice lunga sulla politica gay friendly che tiene banco alla MARVEL. E questo è evidente anche nell'ultimo numero di AVENGERS ACADEMY: infatti la serie si conclude col numero 39, e in attesa di ricomparire su qualche altra testata i protagonisti omosessuali della serie si congedano con un bacio gay e un bacio lesbico...
Se non altro il bacio fra Julie Power e Karolina Dean e quello fra Striker e il suo nuovo boyfriend Jonathan dovrebbe tranquillizzare tutti coloro che ancora avevano qualche dubbio sulla politica gay friendly della MARVEL. In casa DC Comics, invece, bisogna ammettere che ultimamente il clima non è esattamente incoraggiante, nonostante questo editore sia stato il primo ad aprirsi a questi temi in maniera ufficiale. Infatti, a parte la nuova Batwoman, le parentesi gay friendly sono davvero molto relative. La relazione fra la nuova versione di Apollo e Midnighter, ad esempio, sta procedento ad un ritmo davvero lentissimo e sembra di essere tornati indietro a quando le coppie gay potevano esprimersi solo con ammiccamenti e sottointesi (come si vede su Authority #13)...
Nel frattempo su Earth Two #6 la tanto sbandierata omosessualità della nuova versione di Alan Scott/Green Lantern non sembra risolversi in niente di più che in qualche coccola con il ricordo del suo ragazzo tragicamente scomparso nel numero due della serie...
E anche questa non sembra esattamente una scelta accattivante e gay friendly... Staremo a vedere se ci potremo ricredere strada facendo...
Magari con l'annunciato"YOUNG ROMANCE: A NEW 52 VALENTINE’S DAY SPECIAL" che arriverà a San Valentino: un'antologia dedicata proprio ai risvolti amorosi dei supereroi DC. Anche se nella copertina (che vedete sotto) campeggia la coppia formata da Superman e dalla nuova versione - super etero e super allupata - di Wonder Woman, ci sarà spazio anche per Apollo, Midnighter e Batwoman... Quindi attendiamo fiduciosi.
Intanto c'è un universo di editori medio piccoli che sta dando prova di farsi meno problemi. Dalle parti della Dark Horse (che rimane il terzo editore di comics degli USA) l'universo di Buffy l'Ammazzavampiri (o buffyverse, come lo chiamano gli appassionati) continua ad offrire materiale da segnalare. Non paghi di aver presentato proprio in questi mesi il primo ammazzavampiri gay della saga, hanno deciso di puntare di nuovo i riflettori su un personaggio omosessuale amatissimo come le strega Willow, che ora avrà una nuova miniserie a lei dedicata, in cui dovrà districarsi fra dimensioni alternative e mondi privi di magia...
Insomma: certi e temi e personaggi dimostrano che il processo di sdoganamento dell'omosessualità nel fumetto popolare americano non si arresta... Attendiamo di vedere se e quando in Italia arriveremo a questi livelli...
Alla prossima!

giovedì 22 novembre 2012

TENTAR NON NUOCE...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Su questo BLOG mi è capitato spesso di  parlare di come, perlomeno negli USA, stia prendendo piede la moda di proporre progetti su internet, nella speranza di finanziare la loro realizzazione tramite la prenotazione e il pagamento anticipato - sulla fiducia - di una quantità minima di copie di fumetti, DVD, biglietti per eventi o altro. Considerando che i progetti così organizzati spesso vanno in porto direi che questo dà la misura di come può cambiare la mentalità da una nazione all'altra, soprattutto quando si parla di progetti che hanno risvolti LGBT. Questo, però, non vuol dire che TUTTI i progetti vanno in porto, anche perchè alcuni di questi sono davvero troppo ambiziosi. Ad esempio: sul sito Kickcstarter, proprio in questi giorni, si sta concludendo la raccolta fondi per la realizzazione di un film a basso budget, che però è riuscito a raccogliere solo 1/4 della somma che si era prefissato. Il film in questione si dovrebbe chiamare REAL HEROES (cliccate qui per la pagina su Kickstart)  e - in sintesi - dovrebbe raccontare di alcuni supereroi di second'ordine che cercano di ottenere popolarità tramite un reality show che segue le loro vite private...
L'idea è originale, ed è ancora più originale se si considera che ci sono almeno due supereroi gay dichiarati, e che mediamente gli intepreti maschili sono decisamente bellocci...

Tutto questo - presumo - grazie al fatto che l'autore/prduttore/regista di questa commedia è Keith Hartman, scrittore e regista gay dichiarato che ha all'attivo diversi libri e un'altra commedia gay friendly (di cui vedete la locandina qui sotto), incentrata su di una madre che ha deciso di trovare il ragazzo giusto per suo figlio... Una commedia che - per inciso - ha vinto ben nove premi in altrettanti festival dedicati al cinema indipendente.
Ovviamente non è detto che se la prima raccolta fondi per REAL HEROES è andata male Keith Hartman (che vedete nella foto sotto con il figlio adottivo Nikolai) rinuncerà al progetto, tuttavia credo che - al di là di tutto - sia notevole che negli USA si possano anche solo lanciare simili progetti, e che ci siano persone disposte a crederci sul serio, magari puntando tutto su una raccolta fondi...
Probabilmente in Italia ragionare in questi termini sarebbe al di là di ogni logica, ed è un peccato, perchè uno dei grossi problemi del nostro paese è che di investimenti su prodotti dai risvolti LGBT non se ne fanno, e una delle poche soluzioni sarebbe proprio creare dei prodotti che possono finanziarsi partendo dal basso. E non solo a livello di film e fumetti. Un altro progetto di raccolta fondi, più modesto e che probabilmente andrà in porto senza troppi problemi, parte dall'associazione Geeksout di New York, davvero ammirevole per la costanza con cui continua a promuovere l'immaginario gay pop con una gran quantità di iniziative interessanti. Forte del successo ottenuto dalla sua serata di beneficenza incentrata sull'attore gay dichiarato George Takei (il signor Sulu di Star Trek), adesso vuole lanciare una raccolta fondi (CLICCATE QUI) per raggiungere i 1500$ che gli servono per organizzare una serata di beneficenza dedicata a Sigourney Weaver, icona gay e lesbica a tutto tondo (conoscete tutti Prayers for Bobby, vero?)...
E anche in questo caso direi che spicca il fatto che negli USA le associazioni gay non solo organizzano serate per raccogliere fondi, ma raccolgono fondi per organizzare serate per raccogliere fondi... Decisamente un altro universo, ma d'altra parte è anche vero che le associazioni gay americane, negli anni, si sono costruite un'ottima fama, mentre quelle italiane - mediamente - non possono certo dire altrettanto...
Se non altro ora, con internet, è possibile verificare che c'è un altro mondo possibile, in cui le iniziative LGBT possono svilupparsi anche e soprattutto grazie al supporto - anche economico - di una "comunità", e forse questo modo di ragionare inizierà a far ebreccia anche da noi, prima o poi.
Alla prossima.

mercoledì 21 novembre 2012

ALISON COLPISCE ANCORA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Forse le autrici lesbiche di fumetti sono numericamente inderiori ai loro colleghi gay, però bisogna dire che quando si impegnano sanno fare scintille. Come dovreste sapere se seguite questo BLOG, il magazine OUT pubblica la lista dei 100 rappresentanti della comunità LGBT che si sono distinti maggiormente nel corso dell'anno, e stavolta nel prestigioso elenco è entrata anche la fumettista Alison Bechdel (che vedete qui sotto)...
 Quest'anno, infatti, sembra che sia riuscita a bissare il grande successo ottenuto dal suo fumetto autobiografico FUN HOME (dedicato al difficile rapporto col padre gay represso), grazie a ARE YOU MY MOTHER?, tradotto fulmineamente da Rizzoli e disponibile anche in italiano con il titolo SEI TU MIA MADRE?, in cui parla del rapporto con la madre (che nel primo volume era rimasta decisamente in ombra).
Fermo restando che proprio in momenti come questo si nota in maniera spietata la differenza fra gli USA e l'Italia (dove i personaggi pubblici che hanno fatto coming out sono davvero pochi e generalmente non producono niente di notevole), fa molto piacere vedere non solo che il mondo del fumetto LGBT si fa notare, ma che la comunità LGBT americana mette i suoi autori (e autrici) sullo stesso piano di qualsiasi altro VIP omosessuale... E questo sicramente è un buon segno.
Se non conoscete i bellissimi lavori di Alison Bechdel potete recuperarli acquistandoli attraverso i link che vedete qui sotto: risparmierete qualcosa, vi farete un bel regalo per Natale e nel frattempo finanzierete questo BLOG.


Ciao e alla prossima!

martedì 20 novembre 2012

HERGÉ ET TCHANG...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Come forse saprete adesso in Francia c'è una grande discussione sui matrimoni gay, e forse questo clima di rinnovata apertura ha permesso la pubblicazione di un'opera a fumetti che - a causa dei suoi contenuti - non aveva ancora trovato un editore (e di editori di fumetti, in Francia e in Belgio, ce ne sono davvero tanti!) disposto a mandarla in stampa... Cos'aveva di così scabroso il romanzo grafico di Laurent Colonnier (che vedete qui sotto assieme alla copertina dell'opera incriminata)?
Per capirlo bisogna partire dal titolo: Georges & Tchang... Il George in questione, infatti, è Georges Prosper Remi (1907-1983), meglio noto con lo pseudonimo di Hergé, con cui firmava la sua serie a fumetti dedicata al giovane Tintin, che nel tempo è diventata una vera e propria icona della cultura francofona. E perchè mai un fumetto che racconta la vita di Hergé avrebbe creato tanto scalpore? Perchè in effetti va a scavare in alcuni risvolti della vita privata dell'autore che, finora, sono sempre stati solo sussurrati... Anche se in effetti, potrebbero spiegare perchè tanti omosessuali si sono sempre identificati con facilità nel giovane Tintin e nell'atmosfera delle sue avventure... Tant'è che il recente film in 3D prodotto da Spielberg è stato definito la cosa più gay friendly vista al cinema dai tempi di MILK...
Comunque, tornando al fumetto dello scandalo, l'autore ha trovato l'ispirazione in una vecchia intervista rilasciata da Hergé nel 1973: quando gli venne chiesto qual'è la sua storia di Tintin preferita, lui rispose che era Tintin in Tibet perchè "è una grande storia d'amore", anche se poi si corresse dicendo che "è una grande storia di amicizia"...
Il punto è che, nella storia in questione, l'affetto di Tintin (amore o amicizia che sia), non era diretto ad una ragazza (perchè a Tintin le ragazze non sono mai interessate, in effetti), ma ad un giovane cinese di nome Chang... Che da quel momento in poi ha contribuito alla nascita di una serie sconfinata di ipotesi sulle preferenze sessuali del protagonista...
La cosa interessante, però, è che per il personaggio di Cheng il signor Hergé si era ispirato ad un suo carissimo amico, uno studente universitario di nome Tchang-Tchong-Jen, che tra l'altro gli fu presentato proprio per dargli una mano nella realizzazione della sua prima storia ambientata in Cina: Il loto blu... Per il quale disegnò persino gli ideogrammi cinesi che comparivano negli sfondi...
I due vissero a strettissimo contatto a metà degli anni '30, in Belgio, tanto da rendere molto gelosa la neo moglie di Hergé, Germaine, che l'aveva sposato da appena un anno... E nel romanzo grafico di cui parliamo si ipotizza una vera e propria relazione omosessuale fra i due. Di tutta questa storia non si è mai parlato molto, anche perchè Hergé era notoriamente un conservatore di destra e le sue storie venivano pubblicate principalmente su periodici cattolici, che col tempo ne avevano fatto il loro vate. Il fumetto di Laurent Colonnier, in effetti, potrebbe rappresentare un ulteriore colpo alla morale conservatrice francese, tant'è che le autorità cattoliche hanno già invitato gli eredi di Hergé ad intraprendere azioni legali contro di lui... Anche perchè con George & Tchang rispolvera l'altro grande tabù legato al rapporto fra Hergè e il suo allegro compare, e cioè l'ipotesi che l'amichevole cinese fosse in realtà una spia comunista incaricata di sfruttare il suo ascendente su Hergé per scopi non proprio chiari... Argomento a cui Roger Faligot ha dedicato addirittura un libro...
Oltretutto questa discussione potrebbe fare tornare alla ribalta l'ipotesi, mai del tutto smentita, che Hergé fosse morto a causa di complicazioni da AIDS. Complimenti, quindi, all'autore e all'editore francese 12BIS per avere dato spazio a questa storia, anche perchè è sempre bene cercare di proporre chiavi di lettura scomode e alternative...
Piccola nota a margine: i siti italiani di fumetti non hanno praticamente parlato di questa piccola vittoria della libertà di stampa, e non lo ha fatto nemmeno il noto portale www.fumetti.org, che ogni volta che si parla di Tintin scatta sull'attenti, dedicando sempre tantissimo spazio a tutto ciò che ha a che fare con questo personaggio...
Chissà come mai...