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venerdì 28 febbraio 2014

DIRLO O NON DIRLO?

Ciao a tutti, come va?
Il post di oggi parte dal fatto che il 7-8-9 marzo si terrà la nuova edizione di Mantova Comics, una delle poche manifestazioni fumettistiche italiane in cui l'aspetto professionale/culturale ha ancora lo stesso peso di quello commerciale e ludico. Infatti resta una delle poche manifestazioni che fa arrivare appositamente in loco talent scout ed editors stranieri per valutare i lavori dei fumettisti (o aspiranti tali) che vogliono collaborare con editori esteri. Certo, ora molte cose si possono ovviare con e-mail e altro, ma è pur vero che incontrare di persona un editor vuol dire saltare molti passaggi, ed è comunque tutta un'altra cosa. Parlo di questa cosa perchè, fra gli editor che interverranno a Mantova Comics 2014, c'è anche il simpatico Daniel Ketchum...
Classe 1981, lavora come supervisore editoriale alla MARVEL dal 2006 e viene a Mantova alla ricerca di nuovi talenti. Perchè ne parlo qui? Perchè, tanto per cambiare, sui siti e i blog italiani di fumetti hanno tutti riportato con un certo entusiasmo questa notizia, omettendo però un'informazione che, volendo, non è proprio secondaria: Daniel Ketchum è gay dichiarato, orgoglioso di esserlo e assolutamente bendisposto verso un certo tipo di tavole. Nel senso che, una volta tanto, se siete gay, avete una certa predisposizione per disegnare supereroi fascinosi e il vostro forte sono le anatomie maschili, è il genere di persona con cui potreste essere in sintonia. Oltretutto, giusto per ribadire il concetto, vi ricordo che nella sua gestione della più recente serie dedicata all'x-man Gambit ha PRETESO che il personaggio avesse TASSATIVAMENTE delle scene shirtless in ogni albo...
Ora: sicuramente è un editor serio e non valuta i disegnatori solo in base al sex appeal dei loro personaggi maschili, però è pur vero che se avete un portfolio che enfatizza questo aspetto forse, e dico forse, potreste essere valutati per eventuali iniziative future che richiedono ANCHE questa dote particolare. Così, giusto per la cronaca, vi ricordo che il simpatico Daniel Ketchum ha supervisionato anche gli albi dell'arco narrativo AGE OF X, in cui comparivano una discreta quantità di eroi poco vestiti, e in cui - una volta tanto - era richiesto che maschi e femmine avessero la stessa dose di sex appeal...
Detto questo può essere interessante notare che Daniel Ketchum è stato intervistato da una gran quantita di siti gay americani, e in perticolare siti gay specializzati in fumetti, senza mostrare alcun tipo di problema anche di fronte a domande della serie "con quale personaggio vorresti fidanzarti?" e cose del genere. Eppure, nonostante queste premesse, questo lato di lui viene bellamente ignorato negli spazi italiani dedicati al fumetto. Non so se per pudore, per disagio o che altro, ma considerando che come editor ha supervisionato anche il famoso albo del matrimonio di Northstar tutta questa indifferenza non mi sembra proprio casuale...
Comunque, ponendo anche il caso che sia io ad essere sospettoso, un'altra cosa che mi lascia un po' perplesso è il fatto che un personaggio del genere arriva a Mantova Comics quando sarà presente anche Luca Enoch (che con le tematiche gay ha una certa familiarità) e sarebbe bastato davvero molto poco per organizzare una tavola rotonda (anche extra fiera, eventualmente) per parlare di fumetti a tematica LGBT. Visto che, oltretutto, in questa manifestazione si dà un certo spazio ai blogger si sarebbe potuto chiamare qualcuno che gestisce un blog che si occupa di questo genere di fumetti (aemh... aemh...) e facendo venire un altro paio di ospiti di poteva davvero organizzare una cosa molto interessante.

Ovviamente non ci ha pensato nessuno.

Evidentemente nessuno ha pensato - anche in buona fede, presumo - che una cosa del genere potesse essere interessante. Così come nessuno ha ritenuto di dover dire che Daniel Ketchum è gay... E a questo punto il mio augurio è che non si ritrovi in situazioni imbarazzanti durante la sua permanenza in fiera e/o in Italia... E soprattutto mi auguro che eventuali fumettisti (gay e non), che non sanno di lui, non arrivino da lui dopo aver selezionato solo le tavole dove i personaggi femminili sono venuti meglio, nella speranza di fare colpo sul classico eterosessuale di turno...

Sapete una cosa? Inizio ad essere un po' stanco di questo andazzo.
Bisogna fare assolutamente qualcosa...

15 commenti:

Anonimo ha detto...

(aemh... aemh...) questa è stata una bellissima battuta

Wally Rainbow ha detto...

Una battuta? (O__O) Io volevo fare una sottile allusione!

Anonimo ha detto...

Altra lettura della vicenda: e se non gliene fregasse più niente a nessuno, all'estero, del fatto che uno è gay e che disegni bene le anatomie maschili? E se fosse una cosa talmente normale e usuale in certi paesi per cui non si ritiene l'arte del nudo maschile come esclusivo appannaggio dei gay?
Non ti è venuto in mente?

Wally Rainbow ha detto...

Caro anonimo (a proposito: se ogni anonimo si firmasse almeno con un nick saprei con chi parlo e con chi no), dalle tue poche parole mi pare da cogliere una certa irritazione nei confronti del mio ragionamento, o meglio: di quello che ci hai voluto vedere tu, e che non era quello che ho scritto io, visto che nelle tue domande non vedo collegamenti con quello che ho scritto. Comunque, per precisare: all'estero - e soprattutto alla MARVEL (e lo dico per testimonianze dirette) NON gliene frega nulla a nessuno se un disegnatore è gay o se disegna bene le anatomie maschili, visto che a rigor di logica dovrebbe essere bravo a disegnare TUTTE le anatomie (animali compresi). E non gliene frega nulla se un editor è gay, se fa bene il suo lavoro. Il punto è che questo editor lavora proprio SENZA precludere la valorizzazione delle anatomie maschili e il loro sex appeal, visto che nelle sue testate le valorizza volentieri. Anche perchè è gay e ha una certa visione della cosa. Il fatto è che ora arriva in Italia in cerca di talenti e in Italia i fumettisti gay, in media, sono allineati alla media degli altri gay del nostro paese e tendono a REPRIMERE alcuni aspetti di loro se non sanno che chi hanno di fronte è aperto su certe cose, soprattutto se con i fumetti ci vogliono LAVORARE. Con questo post ho volto sottolineare che essendo questo editor gay, e aperto su questo argomento, se ci sono dei fumettisti che voglono sottoporgli delle tavole in cui, ad esempio, sono stati particolarmente bravi con le anatomie maschili o con delle scene di tenerezza gay (non parlo di cose erotiche o pornografiche, ovviamente), non si troveranno di fronte un muro. Ovviamente se ne parlo solo io, che faccio sicuramente meno lettori di tanti siti italiani di fumetti, questa possibilità viene compromessa, ed è un peccato.

Anonimo ha detto...

Se il commento ti è sembrato irritato, mi spiace. Era da leggere solo per quello che era in maniera genuina. Ovvero si riferiva proprio al fatto che il legame fra gay e apertura verso i disegni di nudo maschile potrebbe scindersi definitivamente, no?
E anche il fatto di dire "è gay e quindi aperto su questo argomento" mi sembra l'ennesimo modo di pensare nostrano e che pone un paletto all'evoluzione del pensiero. è il tuo blog, per carità, ma non sarebbe molto più corretto dire che questo editor è aperto a questo tipo di disegni (fra gli altri) indipendentemente dalla sua sessualità... e invitare gli interessati a farsi avanti in virtù di questo? Altrimenti mi sembra ancora un modo per dire "tutto va bene finché siamo FRA GAY". Poi vedi tu... è solo un'opinione.

La firma è Marco, comunque

Wally Rainbow ha detto...

Ma guarda che la mia non è una supposizione, è proprio lui che ha ammesso che nella serie Gambit voleva il personaggio senza maglietta per almeno una sequenza in ogni storia pubblicata, per renderlo più accattivante per il pubblico a cui piacciono i maschi (femmine etero comprese). Ad un editor maschio etero sarebbe venuto questa idea? Non penso... Il fatto che se è gay ha un occhio di riguardo verso certe cose piuttosto che su altre, poi, mi sembra naturale. Gli altri editors, se eterosessuali, presumo che restino favorevolmente colpiti dalle figure femminili ben disegnate e magari nei personaggi maschili non saprebbero neanche giudicare cose il sex appeal o il fascino di un personaggio senza maglietta. Ci sono dei lavori in cui uno può sicuramente mantenere separato il proprio orientamento dalla propria professionalità, ma quando si ha a che fare con qualcosa che riguarda la creatività penso che sia inevitabile che le due cose interagiscono e si influenzano in qualche modo. Io non lo vedo come un problema, nella misura in cui ci sia spazio per tutti. Se un editor ha una certa personalità, poi, è giusto che non la reprima se influisce sul suo modo di vedere le cose. Sarà il pubblico a decidere. Magari approfondirò meglio la questione in un prossimo post.

Marco ha detto...

Premetto che scrivo solo per amore della conversazione e non per litigare.
Lui ha affermato di volere le scene shirtless per aumentare le vendite verso gay e donne. Non ha detto che l'essere gay lo rende più affine a certe cose o più esperto o adatto. Questo lo stai estrapolando tu sempre in base a quel pensiero retrogrado di cui ti ho parlato precedentemente.

"A un editor etero sarebbe venuta quest'idea? Non penso" Appunto... ecco il tuo problema. Pensare che si possa avere una tale apertura mentale, anche solo per un tornaconto economico e di vendite, non rientra nel tuo universo di riferimento.

Dividi la creatività in base alla sessualità. Hai scritto chiaramente che maschi gay e donne etero possono essere buoni editor per quello che riguarda le figure maschili, perché naturalmente attratti da queste fisionomie.
E di conseguenza i maschi etero sono più attratti dalla fisionomia femminile e ne capiscono più in tal senso (e le donne lesbiche come le collochi? In base a quest'idea avrebbero gli stessi gusti dei maschi etero? Sì, e io sono Dalida)

Affermare che il sex appeal delle immagini e dei personaggi dei fumetti (o in generale nella moda, nelle altre arti ecc, vedi tu) sia sviluppato in miglior modo da persone attratte dal sesso dei personaggi disegnati mi sembra un pensiero vecchio e castrante, oltre che falso, dato che, per esempio, moltissimi ideali di sex appeal femminili (rivolti agli uomini) sono pensati da donne etero. Ed è un pensiero ancora più castrante perché lo fai seguire dalla frase "Basta che ci sia spazio per tutti".
Un vero editor, o un vero creativo, dovrebbe aprire la mente ed essere portato per tutti i tipi di disegni e sapere esattamente quali sono le figure giuste per accontentare tutti i palati.
D'altronde quello di cui parli ha detto che pretende le scene shirtless per vendere più a uomini gay e donne etero, no? Probabilmente, se è un bravo editor, sarà naturalmente portato a riconoscere tutti i tipi di sex appeal, femminile o maschile. Con l'unica differenza che è gay... differenza ininfluente per chiunque... tranne che per te, che ci vedi un requisito per riconoscere un disegno maschile decente.
Mah... questo editor mi sembra che abbia le idee ben chiare su cosa vende e non pone i limiti di cui tu parli. Scusa, ma mi pare che il resto sia della gran fuffa che elucubri tu.

Marco

Wally Rainbow ha detto...

Sicuro che per qualche motivo tu la stia prendendo sul personale? Non entro nel merito perchè non ti conosco, ma ti faccio notare, giusto perchè mi citi le lesbiche, che proprio questa categoria è quella che si sente meno rappresentata dai fumetti di supereroi (tant'è che le donne lesbiche sono una risicatissima parte dei lettori di supereroi), visto che anche quando ci sono di mezzo personaggi lesbici a scriverne le storie sono quasi sempre uomini etero, bravi quanto vuoi, ma con un punto di vista esterno. Va un po' meglio quando ci provano le sceneggiatrici donne. Lo stesso problema si è sempre presentato con l'annosa questione della rappresentazione degli eroi di colore: gli sceneggiatori delle loro storie erano sempre e solo bianchi, e le serie non hanno mai raccolto grandi consensi fra gli afroamericani. Stesso discorso con le serie dedicate alle supereroine, che non hanno MAI fatto presa sul pubblico femminile (tranne alcune rare eccezioni), e generalmente hanno sempre avuto vita breve. Anche perchè i disegnatori erano tutto maschi, e ovviamente rappresentavano le donne in un certo modo, poco accattivante per le lettrici, che pure avrebbero dovute essere il bacino che speravano di conquistare. Dire che l'orientamento sessuale di una persona è del tutto ininfluente sul suo senso estetico e sul suo modo di disegnare (o di gestire le storie, nel caso di un editor) mi sembra insensato. E bada: non dico che una persona debba essere di parte, o ninfomane, in un senso o in un altro. Dico solo che inevitabilmente la sua storia personale e la sua indole influiscono sul suo modo di vedere il mondo, e sicuramente sulla sua apertura mentale riguardo ad alcune cose. Perlomeno nel caso degli omosessuali dichiarati e risolti (come nel caso dell'editor di cui sopra). E infatti, sempre per tornare al discorso di Gambit, in tutte le sue serie e miniserie precedenti era sempre stato presentato col suo look tradizionale, e cioè coperto dalla testa ai piedi (con tanto di guanti, passamontagna e cappotto). Poi arriva a gestirlo un editor gay e, guardacaso, ha la possibilità di mostrarsi regolarmente con pochi vestiti addosso. Ovviamente io non ho prove per dire che un editor etero si sarebbe comportato diversamente, ma sta di fatto che il primo editor che l'ha concesso (e Gambit è in circolazione dal 1990) e che ha pensato che poteva essere una scelta accattivante è gay. Se pensi che sia solo un caso sei liberissimo di farlo, ovviamente, ma io non lo penso :-)

Marco ha detto...

Ho detto che non voglio litigare, non che non la prenda sul personale. Tutto va preso sul personale in generale, nella vita. :)
Comunque sono dell'ambiente e ho le prove di quello che dico. E ritengo che non sia vero ciò che dici. E' la mia opinione e si basa su dei fatti che vedo nella mia esperienza e in quella di altri disegnatori o creativi. E mi sembra che tu limiti la creatività stessa all'orientamento sessuale.
Tra l'altro basandoti solo sul primato che ha avuto questo editor rispetto agli altri. Vedi tutto in funzione della sessualità. Anch'io mi rendo conto che sia stato il primo a concedere questo look a Gambit ecc, ma non lego questo primato alla sua omosessualità. Per me è una questione d'arte, di stile, di apertura mentale che in tanti avrebbero potuto avere... gay o meno.
Tanto per farti un esempio, che non so quanto riterrai valido, io sono un maschio etero eppure disegno scene di omoerotismo e di nudo maschile ritenute interessanti e ben disegnate da maschi gay e da donne etero.
E disegno comunque scene di erotismo etero e di nudo femminile che i maschi etero hanno apprezzato.
Chiaramente sto parlando di persone esterne al mio nucleo di conoscenze, quindi non di parte.
Questo non è per farmi pubblicità o tirarmela, ma era solo per fare il ragionamento successivo.
Al che tu potresti obiettare che i miei disegni sono sicuramente più soddisfacenti da un lato e meno dall'altro, ma non ritengo che tutte quelle persone che li hanno visionati siano cretine. E se questi disegni hanno centrato il senso estetico di gay maschi, donne etero e maschi etero, non può forse voler dire che un creativo può essere abile e spontaneo con più tipi di sex appeal?
Aspetta aspetta... sento che la tua prossima obiezione sarà: "Allora tu sei bisessuale"... giusto? :)
Scherzo, ma è per dire che il punto è che non lego la sessualità necessariamente alla creatività... non penso sia uno scambio necessario (per quanto utile) e non pongo paletti che tu vedi come sicuri solo perché, al tuo sentire, sono giusti così. Io ho sperimentato questa realtà come altre persone e semplicemente, senza arrabbiarmi o innervosirmi, mi sento di dissentire su quanto affermi. Ma solo perché ritengo di aver fatto e di stare facendo un lavoro di ricerca, attraverso l'arte, che mi consente di affermare ciò.
Invece mi pare che tu basi la tua opinione solo sul tuo sentire, che equivarrebbe a "Sei gay, allora sei portato per questo" "Sei etero, allora sei portato per quest'altro"... non credi?

PS: Sulle lesbiche non ho parlato del loro rapporto col fumetto.
In merito ho detto solo che, seguendo il ragionamento che hai fatto, ovvero "Donna etero/maschio gay sono portati per nudo maschile e simile" e "Maschio etero è portato per nudo femminile e dintorni", le lesbiche dovrebbero ricadere nello stesso senso estetico dei maschi etero. Sarebbe il proseguimento del tuo ragionamento, ma era per dimostrarti quanto fosse assurdo... dato che, converrai con me, il senso estetico delle lesbiche si trova a mille anni luce da quello dei maschi etero. Ma forse parlo una lingua assurda per te, perché tu, essendo gay, sei convinto di poterti intendere solo di sex appeal maschile, giusto? :)

Marco

Wally Rainbow ha detto...

OK :-) Ora ho capito perchè ti ho punto sul vivo e cosa ti ha turbato quindi chiudo qui, perchè ho la sensazione che non se ne uscirà mai :-) Comunque io resto della mia opinione, anche perchè pure io ho le mie fonti nell'ambiente, diciamo. Se nel frattempo vorrai linkare qualcuna delle tue opere ne sarei tanto felice.

Marco ha detto...

Ok. Ma sei sicuro che si possa fare?

Comunque non mi hai punto sul vivo, Wally. Semplicemente amo gli artisti, e ti ritengo tale, e i punti di vista contrastanti. Come ti ho scritto, non sono turbato o nervoso, ma mi piace prendere le cose sul personale, se non altro per avere poi un confronto con gli altri, dell'ambiente o meno, e crescere

Marco ha detto...

Ti ho inviato un commento in risposta. Puoi pubblicarlo o vuoi per forza far passare il concetto che mi hai punto sul vivo con le tue dubbie argomentazioni?

Wally Rainbow ha detto...

Più che altro vorrei che passasse il concetto che non sto tutti i giorni su internet a moderare i commenti del mio blog. Per il resto attendo fiducioso qualche link per le tue opere, in particolare quelle omoerotiche.

Wally Rainbow ha detto...

Detto questo i tuoi messaggi sono molto poco diplomatici. Cercare di affermare le proprie ragioni usando un tono volutamente perentorio/denigratorio/provocatorio/sminuente, e insinuando che censuro dei commenti mi indispone molto. E penso che usare questo tono nei confronti delle persone con cui si è in disaccordo è un ottimo modo per risultare poco convincenti. Nel tuo caso, in particolare, questo accanimento contribuisce a farti passare per una persona che finora ha scritto dei papiri in calce al mio post per autoconvincersi del fatto che disegnare (bene) delle scene omoerotiche o dei nudi maschili sensuali non implica un interesse personale per quel genere di soggetti.

Marco ha detto...

Per quanto riguarda i link ai miei disegni, ti ho chiesto se effettivamente la cosa sia possibile.
Da ciò che dici immagino di sì e li sto organizzando al meglio. Eventualmente posso anche mandarti qualcosa per email, se preferisci.

Non ho ben capito cosa intendi con tono volutamente perentorio/denigratorio/provocatorio/sminuente. Direi volutamente sarcastico e ironico, ma purtroppo è difficile far passare un tono reale con delle parole scritte su uno schermo. Non volevo certamente denigrarti, provocarti o sminuirti, anche perché ti ammiro e considero un'autorità in determinate cose.