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lunedì 10 febbraio 2014

UN BRONY DA SALVARE

Ciao a tutti e a tutte, come va?
Su questo BLOG ho parlato in diverse occasioni del brand My Little Pony, di come e perchè in passato abbia avuto una gran quantità di valenze gay friendly (in particolare in Italia, per una questione di libertà creativa degli adattatori) e di come la sua ultima incarnazione animata MY LITTLE PONY: FRIENDSHIP IS MAGIC sia diventato un cult gay internazionale, per il suo umorismo, la sua filosofia e il suo NON ALLINEAMENTO ai tipici prodotti che si rivolgono alle bambine... Tant'è che da qualche anno si parla di bronies per indicare i fans sfegatati di questa serie, che spesso sono adulti e vaccinati, nonchè portatori dei valori della cosiddetta new sincerity... E cioè quella filosofia di vita secondo cui non vale la pena reprimere i propri gusti solo per assecondare gli schemi della società...
Che poi - a ben guardare - è anche lo spirito che sta alla base dell'identità gay nel senso moderno del termine... E infatti la comunità brony (perchè così sta iniziando ad essere definita) sembra proprio voler creare un nuovo tipo di ponte fra il mondo gay e quello etero, scombinando tutta una serie di pregiudizi e stereotipi che finora hanno dettato legge... Di questo, però, avevao già parlato. La novità di oggi, e purtroppo si tratta di una BRUTTA novità, sta nel fatto che gli schemi sono duri a morire e i bambini sanno essere molto crudeli, soprattutto se crescono in contesti che - evidentemente - non promuovono il rispetto per la libertà altrui, demonizzando chi non rispetta i soliti schemi. Il che, peraltro, porta alla luce le contraddizioni di un sistema conservatore. Il North Carolina, ad esempio, ha una legge contro il bullismo scolastico, anche con riferimento all'orientamento sessuale, ma NON ha alcun tipo di legge a tutela degli omosessuali in quanto tali: nessun riconoscimento per le coppie o per i diritti del singolo (al lavoro o altrove). Non conosco bene questo territorio, ma presumo che in un contesto del genere i bambini non abbiano molte occasioni per essere educati al rispetto della minoranza gay. E questo potrebbe essere uno dei motivi per cui a Michael Morones (foto sotto) è successo quello che è successo...
Questo ragazzino di undici anni è un brony, e ha una passione sfegatata per Pinkie Pie, che peraltro condivide con lo zio Jimmy. Una passione che lo portava ad andare a scuola portandosi appresso una serie di gadgets MY LITTLE PONY: FRIENDSHIP IS MAGIC. Lui non ci vedeva niente di male, e infatti non c'era niente di male. Però è stata un'occasione troppo ghiotta per i bulletti dell'istituto, che hanno cominciato a prenderlo di mira e ad insultarlo pesantemente... Ovviamente dicendo che era gay, con tutto il resto al seguito. La cosa era resa ancor più grave dal fatto che Michael aveva avuto un'educazione molto religiosa (andava sempre in giro con una piccola Bibbia), e presumibilmente la sua idea dell'omosessualità non era molto positiva. In ogni caso i genitori lo hanno sempre supportato dicendogli che non doveva badare a quello che dicevano gli altri... Però in questi casi il sostegno dei genitori non basta, perchè se a scuola (e fuori)  i bulletti sono lasciati liberi di comportarsi in quel modo il messaggio che passa è che hanno diritto di farlo, e che quello che sbaglia sei tu non puoi fare a meno di apprezzare Pinky Pie... E che magari sei davvero gay e quindi quello che ti aspetta è una vita (ed eventualmente un aldilà) d'inferno...
E così, magari, pensi che sia meglio farla finita subito, prima di peggiorare le cose...
Devo ammettere che  faccio fatica ad immaginare cosa devono avergli detto per farlo arrivare al punto di tentare il suicidio a undici anni, ma se i suoi genitori non lo avessero salvato in extremis (levandogli il cappio dal collo) sarebbe stata la fine. Invece per ora una piccola, piccolissima, speranza c'è ancora, anche se il ragazzino è ancora in coma e forse ha subito dei danni cerebrali permanenti. Adesso Michael si trova ancora privo di conoscenza in ospedale, circondato dai suoi giocattoli preferiti, e da quelli che gli hanno voluto regalare le persone che hanno saputo di lui...
Questa triste, tristissima, storia - come potete immaginare - ha toccato il cuore di una marea di persone, grandi e piccole, portando effettivamente alla luce un conflitto che c'è sempre stato, ma che ultimamente si è accentuato, fra chi vuole vivere secondo gli schemi tradizionali e chi propone un'alternativa. Un conflitto esacerbato dal fatto che, effettivamente, oggi c'è tutta una sottocultura alternativa che parte dall'immaginario pop, e che pertanto innesca dei meccanismi nuovi rispetto a quelli di un tempo. Un conflitto che, per forza di cose, esplode quando ci sono di mezzo dei ragazzini che assorbono e amplificano una situazione che - a monte - viene gestita ancora in maniera molto approssimativa e contraddittoria. E in questo tutto il mondo è paese, anche se in Italia si ha il coraggio di parlare di casi simili solo da poco tempo. Sia come sia i bronies non sono rimasti indifferenti, anche perchè vi ricordo che negli USA la sanità ha un certo costo, e infatti stanno iniziando a darsi da fare per raccogliere fondi.
Ad esempio con l'iniziativa che trovate CLICCANDO QUI.
La raccolta fondi è promossa da Eileen Marie Montgomery (se volete conoscerla meglio prima di, eventualmente, lasciare qualcosa CLICCATE QUI), una brony inglese, e in poco più di due settimane è stata raccolta una somma pari a tre volte l'obbiettivo iniziale (che erano 20.000 dollari).
Il fatto che l'iniziativa sia partita, una volta tanto, dall'Europa e non dagli USA ha stupito molto gli americani, che di solito sono i primi a scattare per questo genere di cose, ma se non altro prova che tutta la questione è vissuta in maniera sovranazionale.
Ovviamente la cosa importante è che il piccolo Michael si riprenda completamente quanto prima, e che abbia modo di avere le cure adeguate, a prescindere dal loro costo.
Alla prossima.

1 commento:

Massimo Basili ha detto...

Segnalo con piacere quest'iniziativa tutta italiana partita dal giovane quanto bravissimo illustratore Andrea Lepre, che ha chiamato a raccolta gli illustratori che volessero realizzare "Un'illustrazione per Michael Morones". Qui ci sono tutti gli estremi:

https://www.facebook.com/groups/1421952098048341/1422387641338120/?notif_t=group_activity