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lunedì 23 giugno 2008

LA SEGNALAZIONE DI OGGI

In questi giorni viene presentato ufficialmente In Italia sono tutti maschi, l'attesa graphic novel di Luca de Santis e Sara Colaone in uscita per Kappa Edizioni, che nei giorni del Gay Pride di Bologna ci propone un viaggio nella memoria, attraverso fascismo, ipocrisia, amicizia e scandali dimenticati.

Riassunto:
Le leggi razziali dell'Italia fascista non menzionavano provvedimenti contro gli omosessuali: non ce n'era bisogno, disse Mussolini, poiché in Italia gli uomini non potevano essere che maschi, attivi e virili.
La realtà fu ben altra. Dal 1938 al 1943 molti omosessuali italiani furono mandati al confino nelle isole. Quasi trecento giovani "femminielli", "arrusi", "buchi" furono così sradicati dalla propria vita, bollati ufficialmente come nemici della Patria.
Cinquant'anni dopo, il documentarista Rocco si mette sulle tracce dell'ex confinato Antonio, per riportare alla luce quella storia dimenticata, ma si trova a fare i conti con tutto il dolore che i ricordi possono provocare.

Gli autori:

Luca de Santis è nato nel 1978 a Campobasso. È sceneggiatore, autore teatrale e radiofonico. Ha collaborato con Comedy Central, Mtv Italia, Endemol e in teatro è coautore dell'avanspettacolo Burlesque! con i cui testi ha vinto il Premio Massimo Troisi 2008.

Sara Colaone è nata nel 1970 a Pordenone. Ha pubblicato i suoi fumetti per Kappa Edizioni, Coconino Press, Vivacomix e Stripburger. Come illustratrice ha collaborato con Internazionale, PuntoIt, Associazione Hamelin, Cooperativa Giannino Stoppani, Zanichelli e Pearson-PBM. Insegna Fumetto e Illustrazione all'Accademia di Belle Arti di Bologna.



Prima presentazione:
martedì 24 giugno, ore 18.00
Libreria Melbookstore
Via Rizzoli, Bologna

Mostra:
Istituto Storico Parri Emilia Romagna
dal 26 giugno al 26 luglio 2008, dal lun al ven dalle 16 alle 19, sab dalle 10 alle 13
Via Sant'Isaia 18, Bologna

Una piccola anteprima:



Riflessione personale: non ho ancora visto il libro, quindi il mio giudizio è solo sul valore simbolico dell'iniziativa. Da una parte è molto bello che in Italia esca un romanzo grafico di questo tipo, con un valore storico incontrovertibile e totalmente inedito per il nostro paese. Dall'altra non posso fare a meno di esclamare un bel "ci risiamo!". Sembra proprio che gli unici fumetti a tema gay che possono essere realizzati e pubblicati in Italia debbano puntare su toni vittimistici e pietistici, o perlomeno emotivamente conflittuali. Nessun fumetto che propone modelli assertivi, propositivi e ottimisti. Nessun protagonista gay che sia sereno e sicuro di sè, che non sia preda di amori impossibili e turbamenti vari, nessun personaggio che sia capace semplicemente di vivere per quello che è senza logoramenti di vario tipo...E soprattutto nessun fumetto gay in cui i gay siano incontrovertibilmente mascolini (niente da dire su chi è più femminile, per carità, però quello non è l'unico modo di essere gay!). Mi sa che di RAINBOWS c'è ancora molto bisogno e che dovrò accelerare i tempi per riprenderlo in mano...

3 commenti:

hansstainer ha detto...

Appunto...

Wally Rainbow ha detto...

Quando si dice il dono della sintesi...(^__^)

Anonimo ha detto...

critica after lettura.
la supposizione è la madre di tutti i casini.