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venerdì 27 dicembre 2019

PER CHI SUONA LA CAMPANA?

Ciao a tutti, come va?

In vista del 2020 volevo fare una piccola riflessione partendo da un fatto di cronaca locale, che probabilmente molti di voi non hanno avuto modo di leggere. Dalle parti di Reggio Emilia un settantenne è stato circuito da una diciannovenne di Segrate, che fingendosi interessata all'acquisto della sua collezione di TEX è riuscita a circuirlo e a prosciugargli il conto. Per fortuna, dopo una denuncia, la situazione sembra essersi risolta. Maggiori informazioni potete trovarle CLICCANDO QUI.

Perchè inizio il post di oggi partendo da questa notizia? In realtà per due motivi. Il primo è perchè un po' la prova del fatto che, obbiettivamente, se una diciannovenne italiana del 2020 si dimostra interessata ad una collezione di TEX è perlomeno sospetto. E la seconda è che questa constatazione risulta molto interessante una volta che si incrociano alcuni dati emersi proprio in questi giorni. A partire dall'analisi certosina operata dal sito DIMEWEB, dedicato alle pubblicazioni della casa editrice Bonelli. In un lungo e dettagliatissimo articolo ha calcolato per filo e per segno quante sono state le pubblicazioni del 2019, quante le tavole inedite pubblicate, quante di queste direttamente per il mercato delle fumetterie/librerie e via dicendo. Potete leggerlo per bene CLICCANDO QUI.

A quanto pare, con la bellezza di 24.279 inedite, questo è stato probabilmente l'anno più prolifico di sempre, nonostante la crisi del settore e l'andamento non proprio entusiasmante di numerose proposte a cui le suddette tavole erano state destinate. Evidentemente l'intenzione era quella di invadere il mercato cercando di azzeccare almeno una nuova idea vincente e, al tempo stesso, spremere il più possibile i lettori affezionati. Nella graduatoria qui sotto troverete tutte le serie incolonnate per numero di tavole inedite pubblicate nel 2019. Nell’ultima colonna trovate la variazione rispetto alla posizione occupata nel 2018 e a fianco, quando necessario, un quadratino con scritto "RS", che sta ad indicare che il risultato ottenuto nel 2019, a livello di tavole pubblicate, e il migliore di sempre per il personaggio: il Record Storico. Il quadratino verde indica che il primato è stato battuto, se giallo, che è stato semplicemente eguagliato.

Ai primi posti, come vedete, si collocano ancora Tex, Zagor e Dylan Dog. Sempre nello stesso articolo sono state calcolate le tavole inedite realizzate nell'ultimo decennio per ciascun personaggio, e il risultato è quello che vedete qui sotto.

Anche in questo caso al primo posto restano Dylan Dog, Tex e Zagor, segno evidente che si tratta dei personaggi su cui la casa editrice ha voluto investire di più negli ultimi dieci anni. In un altro articolo,  presente sullo stesso sito, si è fatta un'analisi simile per quel che riguarda le pagine di sceneggiatura (CLICCATE QUI), facendo una classifica degli sceneggiatori più prolifici per quel che riguarda l'anno 2019. Anche in questo caso ci sono degli sceneggiatori che hanno superato il loro record personale.

Allo stesso modo è stata realizzata una classifica degli sceneggiatori più prolifici nell'ultimo decennio.

Quindi, se la matematica non è un'opinione, l'età media dei dieci sceneggiatori più prolifici del 2019 è di 59 anni e sette mesi, mentre l'età media dei dieci sceneggiatori più prolifici dell'ultimo decennio  arriva 58 anni e otto mesi. Se si fa la media fra i venti sceneggiatori più prolifici in Bonelli degli ultimi dieci anni le cose vanno un po' meglio, e si arriva a 52 anni e quattro mesi. Da notare che sette dei dieci sceneggiatori più prolifici del 2019 sono anche sette fra i più prolifici degli ultimi dieci anni, e che negli ultimi dieci anni fra i venti sceneggiatori più prolifici è presente una sola donna. E questo potrebbe dimostrare perlomeno una certa tendenza all'immobilismo, sia per quel che riguarda i contenuti che per quel che riguarda la forma mentis della casa editrice, nonostante negli ultimi anni abbia insistito molto per rimandare - perlomeno a livello di immagine - una certa idea di rinnovamento.

In tutto questo il sito fa notare anche che nell'ultimo anno è aumentata la quantità di pagine realizzate direttamente per il mercato delle librerie/fumetterie, passando dal 5,50% della produzione del 2018 al 8,65% del 2019, segno evidente che c'è anche una certa tendenza ad investire sempre di più in questo settore, dove peraltro abbondano anche le ristampe di lusso.

Quindi, se mai ce ne fosse ancora bisogno, questi dati offrono ulteriori prove del fatto che il target di riferimento su cui investe di più la Bonelli, che resta la principale casa produttrice di fumetti in Italia, sta diventando sempre più maturo e, tendenzialmente, danaroso. Anche perchè, obbiettivamente, decine di migliaia di pagine realizzate ogni anno da uno squadrone di over 50 rampanti molto difficilmente sarà in grado di centrare i gusti delle nuove generazioni,  che oltretutto hanno un potere di acquisto molto relativo (ne ho parlato QUI). E fin qui niente di nuovo sotto al sole.

A questo punto, però, vi chiederete cosa c'entra tutto questo con la diciannovenne di Segrate e col signore di Reggio Emilia...

Per capirlo penso sia necessario condividere con voi i risultati dell'ultimo rapporto Istat su libri e lettori in Italia. Purtroppo l'Istat non fa un'indagine specifica per quel che riguarda i fumetti, e sicuramente il pubblico dei lettori di libri non si sovrappone perfettamente con quello dei lettori di fumetti, però in linea di massima le dinamiche che portano alla lettura in senso lato, e in particolare nel tempo libero, sono molto simili. Di conseguenza certi dati non andrebbero sottovalutati anche per quel che riguarda il settore dei fumetti (tantopiù che adesso hanno iniziato a colonizzare anche le librerie di varia).

Cosa dice, quindi, il report Istat che stato diffuso in questi giorni e che si riferisce al 2018? A quanto pare la quota più alta di lettori continua a essere quella dei giovani. La quota di lettori tra i 15 e i17 anni è pari al 54,5% nel 2018, in crescita rispetto al 47,1% del 2016. Tra uomini e donne c’è un divario rilevante. Nel 2018 la percentuale delle lettrici è del 46,2% e quella dei lettori è al 34,7%. Il divario si manifesta dal 1988, anno in cui risultavano lettori il 39,3% delle donne rispetto al 33,7% degli uomini. Nel 2018 si osserva tuttavia un aumento significativo di 4,2 punti percentuali tra imaschi da 25 a 34 anni. In assoluto, il pubblico più affezionato alla lettura è rappresentato dalle ragazze tra gli 11 e i 19 anni. La quota di lettrici scende sotto il 50% dopo i 55anni, mentre per i maschi è sempre inferiore al 50% in tutte le classi di età. Potete scaricare il report completo, con tabelle e grafici molto interessanti,  CLICCANDO QUI.

Quindi, a rigor di logica, se in Italia la maggior propensione alla lettura si riscontra nelle ragazze fra gli 11 e i 19 anni, perlomeno una parte degli investimenti produttivi di una casa editrice di fumetti che mira a rinnovare il suo pubblico e a rimanere sulla breccia dovrebbero andare in quella direzione. Anche perchè, a parziale conferma del fatto che questi sono dati abbastanza attendibili, basterebbe recarsi in una qualsiasi manifestazione fumettistica italiana per vedere la folla di ragazze presenti, in buona parte attirate dai manga (che, d'altra parte, sono un settore che offre tantissimi prodotti pensati proprio per il pubblico femminile in quella fascia d'età). Tuttavia questo pubblico, in Bonelli, non viene preso in considerazione... Così come non viene preso in considerazione da nessun editore di fumetti che arriva in edicola, per la verità (ma questo, forse, è anche un problema culturale).

Se si incrociano questi dati con quelli prodotti dall'Associazione Italiana Editori (AIE) nel suo rapporto annuale (che trovate CLICCANDO QUI), emergono ulteriori dati interessanti. Perchè se a livello percentuale coincidono abbastanza con quelli dell'Istat è anche vero che, essendo l'Italia un paese che sta invecchiando, emerge che in numeri assoluti (e cioè in termini di quantità), il picco di lettori si concentra nella fascia d'età 45/54 anni. E questo, effettivamente, potrebbe giustificare uno sforzo produttivo che nel breve periodo è finalizzato a tenersi buono questo determinato segmento... Anche perchè avendo un approccio di un certo tipo è molto più facile tenersi buoni i lettori dai 45 anni in poi, piuttosto che intercettare il pubblico più giovane. Anche se, ovviamente, non ci vuole un genio per capire che si tratta di un boomerang, che tornerà indietro a piena potenza quando le scorte di lettori cominceranno ad esaurirsi sul serio, per via del mancato ricambio generazionale...

E, a questo proposito, il rapporto AIE dice anche un'altra cosa molto interessante: fra le persone che seguono serie TV c'è un maggiore interesse per la lettura. Ammetto che questo dato mi ha un po' spiazzato, ma a quanto pare oltre il 31% di chi segue serie TV si dichiara anche un lettore di libri cartacei! E, a quanto pare, c'è ancora un rapporto molto evidente fra le vendite di alcuni titoli e la programmazione televisiva. Il che dimostra che, effettivamente, anche al giorno d'oggi se una persona rimane conquistata da certi temi e certi contenuti in un determinato media può essere interessato a ritrovarli in un media di altro tipo. Passando dalle serie TV ai romanzi, ad esempio, e probabilmente anche ai fumetti... Se questi avessero un livello di accessibilità (economico e contenutistico) adeguato, e se sfruttassero il traino delle serie TV in modo appropriato... E non attraverso parodie disneyane o rielaborazioni furry, ad esempio.

Anche perchè non ha senso prendere serie TV che puntano ad un determinato tipo di pubblico tentando di trasformarle in qualcosa di appetibile per tutt'altro genere di pubblico, col risultato di non convincere nessuno e non centrare mai il bersaglio. E oltretutto non è detto che il pubblico che segue serie TV e legge libri sia necessariamente sovrapponibile a quello che segue le serie TV nazional popolari... Che, anzi, potrebbe rientrare nel gruppo benissimo nel gruppo di quelli che seguono serie TV e NON leggono. o comunque non leggono fumetti. Quelli che seguono le produzioni in stile Montalbano, per intenderci, che poi sembrano le uniche acui gli editori italiani hanno voluto puntare finora. In realtà, anche in questo caso, basterebbe guardarsi intorno a Lucca Comics & Games per verificare che le serie TV che interessano a chi legge fumetti e ama l'immaginario POP, soprattutto se sono giovani, sono di tutt'altro genere...

E qui si arriva al nocciolo della questione. Quali sono gli elementi che vanno per la maggiore nelle serie TV di ultima generazione, e che ne determinano il successo? Fondamentalmente tanta libertà creativa, tanta spregiudicatezza e tanta capacità di incanalare le paure e le speranze della nostra epoca, che viene rappresentata a tutto tondo, lasciando poi al pubblico il verdetto finale... Anche perchè se una serie non piace, con quello che costa produrre una serie TV davvero competitiva al giorno d'oggi, non la si rinnova per la stagione successiva, e si manda a spasso tutta la gente che ci ha lavorato fino a quel momento...

Quindi se, ad esempio, personaggi e tematiche LGBT funzionano e il pubblico dimostra di apprezzare il loro inserimento, diventano di tendenza e gli sceneggiatori fanno a gara per esplorare questo ambito nel modo migliore e più originale. E lo stesso discorso si può applicare a mille temi diversi. Si sperimenta senza porre particolari vincoli, e se un'idea funziona si incentiva. In questo modo si rinnovano le idee, si rinnova il pubblico e si rinnovano gli staff creativi. E, visto il ruolo sempre più determinante delle serie TV, gli altri media si adeguano, fumetti compresi. Anzi, il rapporto fra i vari media è talmente stretto che in Giappone succede regolarmente il contrario, e cioè sono i manga di tendenza che determinano il palinsenso televisivo, che poi influisce sul palinsenso televisivo internazionale e sulle scelte degli editori che pubblicano manga (e fumetti in senso lato) fuori dal Giappone...

Quindi, ritornando a quello che è successo a Reggio Emilia, la cosa incredibile non è tanto il fatto che un settantenne abbia davvero creduto possibile che una ragazza diciannovenne potesse essere interessata alla sua collezione di Tex, ma constatare quanto fosse SOSPETTA la cosa. Perchè nell'Italia di oggi nessun personaggio della casa editrice di Tex - e men che meno i suoi fumetti di punta - si rivolgono ad un pubblico composto da ragazze diciannovenni... Nonostante il fatto che questa casa editrice, nel 2019, abbia prodotto qualcosa come 24.279 pagine inedite. Così come è incredibile che, al netto delle capacità individuali, l'età media dei suoi sceneggiatori sia sempre più alta, con tutto quel che ne consegue anche in termini di allontanamento dal pubblico giovanile. Lo stesso pubblico che magari passa notti intere a seguire le sue serie TV preferite, e che forse sarebbe anche disponibile a convertire questa passione nella lettura di una serie a fumetti... Se solo ne trovasse una che potesse competere con loro, ovviamente. Cosa che però non succede. Ed effettivamente confrontare il modo con cui vengono affrontate le tematiche LGBT, e le questioni di genere, in questi contesti è un'ottima cartina di tornasole.


Così come, più banalmente, può servire analizzare come e quanto si parla di "giovani"... O perlomeno se si propongono dei personaggi in cui effettivamente il pubblico "giovane" può identificarsi, e non in senso strettamente anagrafico. E spulciando fra le famose 24.279 pagine inedite di cui sopra lo scenario non è propriamente incoraggiante. Anche perchè i paradigmi della casa editrice sono altri.

Cosa succederà nei prossimi anni, se la situazione non cambierà? Sicuramente le prospettive non sono molto incoraggianti, anche perchè è altamente probabile che se la casa editrice più produttiva e influente d'Italia confermerà la sua vocazione vagamente geriatrica, fra dieci anni l'età media degli sceneggiatori più produttivi, e quella del pubblico, sarà ancora più alta... Così come sarà più ampio il divario con il pubblico giovanile.

Anche perchè, negli ultimi dieci anni, la concorrenza - in edicola - è praticamente scomparsa. Cosa porterà il 2020? Lo scenario non sembra molto promettente, per la verità... E d'altra parte se chi è chiamato a risolvere la situazione è, in una certa misura, parte integrante del problema, le prospettive rimarranno le stesse degli ultimi dieci anni...

Ovviamente la speranza, a questo punto, è che accada qualcosa di completamente inaspettato, che faccia smuovere le acque e che rivoluzioni tutto quanto...

Restiamo in fiduciosa attesa.

Alla prossima.

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