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giovedì 2 agosto 2012

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Anche in pieno agosto - e nonostante la mia connessione sia saltata per diversi giorni - questo BLOG continua a postare notizie sfiziose e approfondimenti vari sul mondo del fumetto LGBT, e anche se state sempre zitti e avete questa morbosa tendenza al silenzio confido che la cosa vi faccia piacere. Da che parte cominciamo oggi?
Io direi che oggi si potrebbe iniziare puntando i riflettori sull'x-man Gambit, che negli anni si è fatto conoscere per il suo fascino ambiguo e tenebroso. Pur non avendo mai avuto un ruolo di primo piano, infatti, si è sempre distinto per il suo ascendente sexy e più di qualche sceneggiatore ha giocato in maniera più o meno consapevole col suo sex appeal, concedendo ai suoi fans qualche bella situazione un po' sexy, o magari tendente al fetish...
La novità è che questa volta alla MARVEL si sono detti che poteva essere interessante, e commercialmente remunerativo, considerare il suo sex appeal come un elemento da valorizzare in maniera più frequente. Infatti lo sceneggiatore James Asmus (che vedete nella foto sotto) ha annunciato ufficialmente che la nuova serie regolare dedicata a Gambit che sta scrivendo, e che dovrebbe debuttare proprio in questi giorni, abbonderà di scene e situazioni che esalterannno la nudità e il sex appeal del personaggio...
La motivazione ufficiale è che la MARVEL vuole studiare un modo per accalappiare più lettrici, ma qualcosa mi dice che sia stata calcolata anche quella parte di pubblico maschile omosessuale che - finora - non era mai stata graziata da una serie che mettesse in debito risalto il corpo maschile. E dico questo anche perchè in un'intervista James Asmus ha proprio detto che:

 " Il mio editor mi ha chiesto esplicitamente di fare in modo che Gambit comparisse PERLOMENO senza maglietta per ALMENO il 20% del primo e del secondo numero della sua serie!"

E chi è attualmente l'editor (e cioè il supervisore editoriale) delle testate MARVEL dedicate agli X-Men? Se siete affezionati lettori di questo blog saprete che è un simpatico gay dichiarato di nome Daniel Ketchum (foto sotto), che peraltro è stato fra i responsabili del matrimonio di Northstar avvenuto poco tempo fa...
Magari sono io che sono un po' malizioso, ma forse in tutta questa faccenda l'elemento gay friendly è tutt'altro che secondario. In ogni caso quel che è certo è che nella storia dei comics, che è sempre stata costellata di serie che per vendere puntavano sul sex appeal femminile, è davvero la prima volta che una serie cercherà di valorizzare il fascino maschile in modo così dichiarato, e sarà davvero molto interessante vedere se l'idea avrà successo. Più che altro bisognerà vedere come James Asmus, che non mi pare abbia mai detto di essere gay, rappresenterà il sex appeal di Gambit... Dalle prime tavole non si capisce bene dove si andrà a parare, per la verità, quindi staremo a vedere...
In ogni caso se alla MARVEL pensano davvero che basti mettere qualche supereroe a torso nudo per aumentare la quantità di pubblico femminile hanno sbagliato su tutta la linea e sicuramente non ne capiscono molto di psicologia femminile, e probabilmente neanche di fisiologia, visto che è appurato scientificamente che i maschi e le femmine hanno delle reazioni molto diverse rispetto agli stimoli visivi. Probabilmente per conquistare le lettrici sarebbe servito uno sceneggiatore in grado di cogliere ben altre sfumature del personaggio. In effetti la MARVEL ha una lunga tradizione di fumetti che partono da buone idee e che colano a picco perchè non scelgono gli sceneggiatori adatti, come nel caso delle serie dedicate ai supereroi di colore che puntavano al pubblico di colore, ma che sono sempre state affidate rigorosamente a maschi bianchi. Speriamo che almeno nel caso di Gambit le cose vadano meglio.
Se non altro bisogna ammettere che questa ulteriore presa di posizione nei confronti del sex appeal maschile, che non viene considerato più un tabù o magari un pericoloso incentivo all'omosessualità maschile, è sicuramente un segno dei tempi che cambiano. Ovviamente non ho potuto fare a meno di fare un breve raffronto con la situazione italiana, e col fatto che una scelta del genere da noi sarebbe ancora improponibile. Allo stesso tempo non ho potuto fare a meno di pensare ad un fumetto italiano uscito di recente, e che dimostra come nel fumetto popolare italiano il corpo maschile si può esporre solo se lo si priva di ogni valenza erotica: parlo del numero 4 di NIRVANA, il fumetto umoristico/satirico di Emiliano Pagani e Daniele Caluri, ha mostrato senza problemi un nudo maschile frontale e integrale a tutta pagina!
Ovviamente visto il soggetto (lo sfigatissimo Ramiro), il contesto comico politicamente scorretto e lo stile di disegno abbiamo potuto vedere  qualcosa che in un fumetto popolare italiano non si vede molto spesso, ma è evidente che abbiamo potuto vederlo proprio perchè non è stato rappresentato in maniera realistica e meno che mai "seria". Cosa significa questo? Sicuramente conferma che in qualche modo il nudo maschile in Italia è ancora considerato un tabù, altrimenti non si spiega perchè si può pubblicare con tanta disinvoltura solo quando lo si rende ridicolo e viene debitamente "esorcizzato". E volendo può essere interessante notare come nei fumetti comici italiani che arrivano in edicola si affrontano anche altri tipi di tabù: nello stesso numero di NIRVANA, ad esempio, viene introdotto un nuovo personaggio... La transessuale brasiliana Princesa, esperta di voodo...
Ora: nessuno dice che le persone transessuali siano intoccabili e che non si possano prendere di mira in un fumetto satirico, però penso che sia lampante come anche stavolta si dimostra che i fumetti comici italiani sono gli unici che possono toccare certi argomenti in maniera così diretta, e possono farlo proprio perchè li ridicolizzano. E infatti il nudo maschile e le persone transessuali non compaiono praticamente mai nei fumetti popolari italiani che non utilizzano il filtro dell'umorismo. Magari sbaglio, ma credo che questo non sia sintomo di una buona situazione culturale, anche perchè è provato che si può fare satira con i tabù senza ridicolizzarli e avvilirli. Ad esempio: a Los Angeles c'è una bella Galleria d'Arte che si chiama LA LUZ DE JESUS (e il nome dice tutto), specializzata in pop art contemporanea, che dal 3 agosto al 2 settembre dedica una bella mostra al simpatico pittore José Rodolfo Loaiza Ontiveros, che vedete nella foto qui sotto.
Magari il suo nome non vi dice molto, ma forse vi siete già imbattuti in qualcuna delle sue opere, visto che molte reinterpretano in chiave gay i classici personaggi disneyani. E infatti anche nella mostra di cui vi sto parlando espone diversi quadri a tema gay, molti dei quali sono già stati venduti (mediamente a 1100 dollari ciascuno)...




Anche in questo caso si gioca con i tabù, ma l'effetto è completamente diverso e - se vogliamo - non è per nulla avvilente. Il discorso è complesso e meriterebbe un lungo approfondimento, ma in sintesi penso che questa sia la migliore dimostrazione di come le forme d'arte finiscono inevitabilmente per riflettere il contesto culturale in cui vengono concepite, ed è proprio dalle espressioni artistiche (siano esse dipinti o fumetti popolari) che si possono cogliere molti dettagli assai utili per inquadrare una situazione piuttosto che un'altra. La cosa importante è riuscire a coglierli e magari reagire di conseguenza.
Ciao e alla prossima.

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