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giovedì 31 marzo 2011

ITALIA NOSTRA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Il post di oggi inizia con una bella notizia: infatti è stata appena ufficializzata la copertina del primo numero della miniserie di quattro numeri che - a partire da giugno (guardacaso il mese del Gay Pride) - punterà i riflettori su Kevin Keller, il primo personaggio gay dichiarato mai comparso nei teen comics americani della Archie Comics (e di cui ho parlato più volte anche in questo blog).
Gli autori hanno annunciato che si tratterà di un prequel, dove verrà approfondita la vita del ragazzo prima del suo arrivo nella cittadina di Riverdale (tradizionale scenario delle avventure di Archie e i suoi amici). Prego notare le stelle rosa in copertina. Tra le altre cose il direttore della casa editrice Jon Goldwater (che vedete nella foto sotto) ha annunciato che si parlerà anche di argomenti impegnativi come il suo coming out in famiglia, i suoi primi amori e molto altro ancora. Ha poi aggiunto che questo può essere considerato uno dei traguardi più importanti negli oltre settant'anni di storia della casa editrice, e che se le vendite andranno bene (come lui crede) niente vieterà di dedicare a Kevin una serie regolare!
Come se tutto ciò non bastasse vi faccio notare che gli albi della Archie vengono distribuiti anche nel circuito dei supermarket e dei minimarket americani, e quindi il fumetto di Kevin Keller - in teoria - potrà arrivare anche nei più sperduti paesini della provincia americana, con tutta una serie di benefici effetti a catena sui giovani lettori dei fumetti della Archie Comics (che, vi ricordo, negli USA rappresenta quello che Topolino rappresenta in Italia). Probabilmente si tratta di un momento decisivo per la storia dei fumetti a tematica gay, ed è anche la prova definitiva di come negli USA i fumetti sono ancora un prodotto che vuole essere vicino al pubblico, senza rispondere necessariamente ai dettami di qualche autorità bigotta. D'altra parte questo riflette la condizione di libertà della stampa americana in generale, così come i mille timori del fumetto italiano riflettono la posizione di tutta la nostra stampa nei confronti dei poteri forti del nostro paese...
La cosa preoccupante è che questa situazione non influisce solo sulla stampa, ma anche sul clima culturale in senso lato, aumentando di giorno in giorno il divario che c'è fra l'Italia e il resto del mondo. Non sta a me dire quanto questo è voluto e quali interessi ci sono a fare in modo che le cose vadano così, però penso che sia evidente che quando in una nazione occidentale del 2011 l'omofobia inizia ad essere presentata come un valore (seppur fra le righe e attraverso tanti giri di parole), significa che qualcosa sta iniziando davvero a sfuggire di mano... E le conseguenze non possono che avere un raggio sempre più ampio. Generalmente su questo BLOG non parlo di fatti di cronaca, perchè altri lo fanno meglio di me e perchè mi piace parlare d'altro, però oggi mi sento in dovere di fare una piccola eccezione. Purtroppo.
I fatti sono questi: un paio di giorni fa un giovane turista inglese, di nome Daniel H.C., aveva alzato un po' troppo il gomito dalle parti di Campo' de Fiori a Roma, e aveva iniziato a spogliarsi in pubblico. Cosa che magari non bisognerebbe fare, e che a qualcuno può anche risultare sgradevole, ma che è una pratica molto comune in tantissime parti del mondo e che, più che con l'ubriachezza, ha a che fare con una forma di esibizionismo gogliardico estremamente diffuso fra i giovani maschi di diverse parti del mondo, ma soprattutto nei paesi anglosassoni. Tant'è che ci sono centinaia di siti su internet dove queste "esibizioni" vengono raccolte, e spesso ci sono interi gruppi di ragazzi che animano piazze, monumenti famosi e vari luoghi pubblici con questi simpatici fuori programma. Inoltre momenti di questo tipo vengono addirittura istituzionalizzati nelle università più importanti e nei club sportivi... Senza contare le parate e le manifestazioni sportive naturiste, che però vengono organizzate col benestare delle autorità, quindi sono già qualcosa di diverso. In ogni caso queste performances si risolvono generalmente fra lo stupore e il divertimento generale (tant'è che nella maggior parte dei casi le forze dell'ordine non vengono nemmeno chiamate), anche perchè in queste occasioni un corpo maschile nudo viene visto per quello che è: un corpo maschile nudo (e se è fatto bene tanto meglio!). Tornando al caso in questione, però, Daniel H.C. (che probabilmente non era nuovo agli strip in pubblico) forse si aspettava che le cose andassero come al solito anche durante il suo giro in Italia... Invece ecco cosa è successo...

Prima sono partiti gli insulti omofobi ("FROCIO! FROCIO!"), e poi l'aggressione fisica. Ora: evidentemente nessuno poteva sapere se il ragazzo era gay o no, ma il solo fatto che si è messo nudo - in un paese in cui il nudo femminile è ovunque, mentre quello maschile DEVE essere un tabù per chiunque tranne che per i gay - ha fatto partire l'associazione di idee e la crociata per la repressione del male. Probabilmente chi si è avventato su di lui pensava davvero di fare una cosa buona e giusta, e magari di essere legittimato a farlo... E penso che questo video spieghi tante cose sulla mentalità italiana di oggi, e lo faccia meglio di mille parole... E, per inciso, questa è la stessa Roma in cui quest'anno si terrà l'Europride. Non so perchè, ma tutto questo mi ha fatto tornare in mente un quadro del pittore francese Joseph-Désiré Court, ispirato al mito della morte di Ippolito...
C'è questo ragazzo bellissimo, morto cadendo dal suo carro e in un certo senso vittima della sua stessa bellezza (muore per via di una maledizione lanciatagli dal padre Teseo, dovuta proprio al fatto che era sessualmente irresistibile), e come se tutto ciò non bastasse - anche da morto - le briglie del carro gli coprono quello che ha in mezzo alle gambe... Quasi a volere umiliare ulteriormente tanta bellezza. Forse sono un po' troppo poetico, ma ci vedo una bella metafora della situazione in cui stiamo vivendo e della cultura che si sta facendo largo nel nostro paese, per cui il corpo maschile visto come oggetto esplicitamente erotico non ha diritto di esistere e va represso in tutti i modi. Certo è che, in un contesto del genere, l'arte omoerotica e la celebrazione del corpo maschile acquistano un valore mille volte più importante rispetto a una buona parte del mondo occidentale, diventando un vero e proprio manifesto di libertà...
Voi cosa ne pensate?

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