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giovedì 18 novembre 2010

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Inizio il post di oggi parlando un po' di cinema, visto che da qualche settimana hanno iniziato a circolare le prime immagini ufficiali di quel bel figliolo di Chris Evans nei panni di Capitan America... E devo ammettere che bisogna fare i complimenti ai costumisti di Hollywood, che sono riusciti a rendere accattivante (senza snaturarlo) un costume che in origine era obbiettivamente ridicolo...
Oltretutto sembra proprio che i costumi indossati dal buon vecchio Capitano saranno più di uno, con grande gioia dei feticisti del genere, suppongo... La cosa curiosa è che, finalmente, anche un supereroe della DC potrebbe (il condizionale è d'obbligo) avere un film più che dignitoso pur non chiamandosi Batman o Superman... Se seguite questo blog saprete che mi riferisco a Green Lantern, il film con Ryan Reynolds (appena eletto uomo più sexy dell'anno dalla rivista PEOPLE) nel ruolo della lanterna verde della terra... Film che è entrato in post produzione e che ha già distribuito il primo trailer ufficiale...

Non male, vero? Prego notare che, come in ogni vero film di supereroi che si rispetti, non mancano le scene in canotta e quelle shirtless (senza maglietta, per dirla all'italiana), e che - come avevo riportato anche su questo blog - il costume da lanterna verde è stato applicato digitalmente sulla nuda pelle del protagonista, per rendere il costume aderente come quello che viene disegnato nei fumetti... Scelta che probabilmente farà scuola nei prossimi superhero
movies, dato che i protagonisti dei fumetti di supereroi indossano quasi sempre tute che sono una secie di seconda pelle. È bene ricordare che Green Lantern è stato uno dei primi supereroi ad avere dei sottotesti gay, e ammetto che sono abbastanza curioso di verificare se in questo film ci sarà spazio per qualche accenno alla cosa... Anche se effettivamente questo supereroe non ha mai avuto un vero super compagno fisso e non ha mai raggiunto i livelli di ambiguità di Batman e Robin...
Comunque, per cambiare radicalmente argomento pur rimanendo fra le news di questi giorni, volevo segnalarvi che stanno facendo molto discutere le creazioni di Mike Konigsfeld e Tom Brandl, due designers di Colonia che hanno voluto esplorare un settore molto poco praticato dall'arte in generale, e del tutto ignorato in ambito gay... Infatti hanno creato un linea di bare decorate con fantasie di uomini prestanti e praticamente nudi...
L'idea mi lascia un po' perplesso, ma ho come la sensazione che più di qualcuno starà già pensando di prenotarne una... Anche se dubito vivamente che una simile bara potrà essere accolta ufficialmente in una chiesa cattolica. Tuttavia la cosa ironica è che, proprio in questi giorni, sta facendo molto parlare di sè anche lo studio di una ricercatrice dell'Università di Pisa, una certa Elena Lazzarini, secondo il quale Michelangelo Buonarroti avrebbe realizzato i nudi della Cappella Sistina ispirandosi alle scene che vedeva nei bordelli omosessuali e nelle saune che era solito frequentare...
Che Michelangelo amasse le persone del proprio sesso era cosa nota da tempo, così come era noto che anche per le figure femminili usava modelli maschili... Un po' meno noto era il fatto (che secondo Elena Lazzarini sarebbe ben documentato) che frequentasse le saune gay dell'epoca, anche perchè tutti danno per scontato che all'epoca la gente non aveva una gran propensione all'igene personale... In realtà il discorso è un po' più complesso, visto che all'epoca - per le ovvie implicazioni sessuali e relative alla nudità - solo le persone perbene erano tenute a lavarsi il meno possibile... Tant'è che l'espressione "odore di santità" deriva proprio dal fatto che le persone che volevano vivere in maniera molto religiosa erano tenute a lavarsi il meno possibile... Con tutte le conseguenze del caso. Al contrario le persone meno devote, compresi tanti giovani allupati, non si facevano molti problemi, e i bagni pubblici dell'epoca (che di fatto funzionavano anche come bordelli) erano sempre affollati... Per la gioia di artisti come Michelangelo (qui sotto in un famoso autoritratto).
Tuttavia la cosa davvero ironica in tutta questa vicenda è che la notizia ha fatto davvero il giro del mondo, mentre i telegiornali italiani non si sono certo dilungati molto sull'argomento... A differenza di quelli di Hong Kong (solo per fare un esempio), che hanno dedicato a questa scoperta dei servizi come quello che vi mostro qui di seguito (prego notare come evidenzia alcuni dettagli "gay" degli affreschi incriminati)...

Che ci crediate o no questa cosa non mi stupisce affatto, soprattutto dopo aver visto che ieri sulla RAI sono riusciti persino a censurare il primo film di SEX AND THE CITY, tagliando la scena in cui si intravedeva il (notevole) pene di Gilles Marini sotto la doccia... Per gli interessati qui di seguito ecco a cosa mi riferisco...
La scena andava in onda dopo le 22,30 e quindi in fascia protetta, ma evidentemente hanno pensato che fosse troppo "forte" per il pubblico italiano (che SICURAMENTE non ha mai visto un pene in vita sua), poco in linea con le direttive televisive degli ultimi vent'anni e troppo audace per i bigotti sempre pronti a lamentarsi (anche se poi i bigotti trovano sempre motivi per lamentarsi). Se non altro non si può dire che il nostro paese manchi di coerenza.
Voi cosa ne pensate?

giovedì 11 novembre 2010

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi vorrei partire sottoponendovi alcune notizie che, forse, non rappresentano solo una serie di concidenze. Negli ultimi anni i media del nostro paese sono stati abbondantemente strumentalizzati da correnti politiche e da una buona dose di deferenza nei confronti delle autorità religiose. Di conseguenza in ambito gay abbiamo assistito a periodiche censure (al cinema e in TV), adattamenti ad uso e consumo dei bigotti, omissioni di interi episodi di serial stranieri e una buona quantità di produzioni italiane che - dalle fiction ai talk show - hanno sempre puntato sui classici stereotipi, tanto tranquillizzanti per tutti. Ultimamente, però, mi sembra che questo sistema, così ben rodato, stia iniziando a dare segni di cedimento... E non mi riferisco solo ai gay dichiarati nei talent show e alla recente replica di Sailor Moon senza censure e con la reintegrazione delle scene tagliate...
Nella tarda notte di ieri su MTV mi sono beccato TRUE BLOOD, il serial americano che rispolvera il mito dei vampiri e che - tra le altre cose - viene universalmente considerato una delle più riuscite metafore del rapporto fra comunità gay e comunità etero...
Su RAI 4 ogni sabato viene trasmesso il serial spagnolo FISICA O CHIMICA, dove vengono mostrati senza troppi filtri gli adolescenti di oggi, con tanto di relazioni gay vissute esplicitamente e felicemente.
Poi vengo a sapere che il film KICK-ASS verrà distribuito in Italia nel 2011, nonostante le remore iniziali che ne avevano bloccato l'adattamento italiano finora (a causa dei tanti protagonisti adolescenti in situazioni fortemente disturbanti, che in parte riguardavano tematiche gay).
Infine scopro che che il porn performer Carlo Masi dovrebbe essere nel cast della nuova versione italiana del Saturday Night Live (lo strafamoso show statunitense), che dovrebbe andare in onda su Italia Uno a partire da mercoledì 1 dicembre...
Forse qualcosa sta lentamente cambiando? Me lo chiedo soprattutto pensando a Carlo Masi, visto che - per avere l'ultimo precedente in questo senso - bisognerebbe tornare alla fine degli anni '90, quando sugli schermi televisivi italiani iniziò a farsi conoscere la pornostar Luce Caponegro, in arte Selen...
La cosa emblematica è che, nel caso di Selen, prima della TV furono necessari anni e anni di presenza nel sottobosco hard delle edicole italiane con le sue videocassette, ma anche tutta una serie di iniziative editoriali decisamente trasversali, come la (bella) rivista mensile di fumetti di cui era testimonial e che contribuì a svecchiare il fumetto erotico italiano per quasi dieci anni...
Nel 1998, in piena invasione manga, Selen arrivò al punto di incidere anche una cover della sigla della primissima serie di Lupin III (la storica PLANET O, che accompagnava il cartone alla fine degli anni '70 e nei primi anni '80)... Che è diventata una specie di leggenda metropolitana dopo essere comparsa nella compilation STEREOTYPE (la prima e unica compilation prodotta dai Kappa Boys).
Senza contare le interviste e i servizi che le dedicavano mensili decisamente popolari come MAX, nonchè l'invasione periodica di calendari che mettevano in bella vista, in tutte le edicole italiane, le sue grazie... Senza contare il fatto che per il suo lancio si era potuta appoggiare ad altri nomi popolarissimi, e non solo fra gli appassionati del porno, come ad esempio Rocco Siffredi...
Solo dopo una lunga gavetta, quando era già diventata un "personaggio pubblico", venne chiamata per partecipare in pianta stabile a trasmissioni televisive di tendenza (come Ciro)...

Tutto questo discorso con Carlo Masi non si può fare: nella televisione italiana è comparso tre o quattro volte in tutto, nelle edicole del nostro paese non ha mai avuto un gran risalto e di certo non lo si può definire un "personaggio pubblico" nel senso classico del termine... A meno che, ovviamente non si prendano in considerazione internet e i circuiti gay... E forse è proprio questo il punto... Probabilmente Carlo Masi è un buon esempio di come internet inizia ad influire sui palinsesti televisivi, soprattutto se si vogliono rivolgere al pubblico dei navigatori (che è in costante aumento, e snobba sempre di più i media tradizionali), e di come il circuito gay inizi a fare tendenza... Alla faccia di decenni e decenni di bigottismo coatto.
Nel mondo gay e su internet Carlo Masi è davvero molto conosciuto, e sicuramente per il pubblico gay italiano è un nome di richiamo... Quindi è probabile che gli ideatori del programma - molto saggiamente - abbiano preso in considerazione questo dato di fatto, senza preoccuparsi troppo del fatto che si apprestano a sdoganare una volta per tutte il porno gay nel nostro paese... Con tutta una serie di implicazioni che sarà interessante verificare strada facendo...
La cosa interessante è che, almeno in questo caso, sarà molto difficile usare Carlo Masi per confermare i soliti stereotipi gay triti e ritriti, tantopiù che - una volta tanto - abbiamo a che fare con un porn peformer italiano di fama internazionale che ha sempre cercato di dare il suo contributo alla causa gay... Quindi devo ammettere che sono abbastanza curioso di vedere cosa succederà... E soprattutto sono curioso di verificare se è tutto un abbaglio o se davvero, pian piano, le cose stanno cambiando davvero nonostante le spinte contrarie, che purtroppo nel nostro paese sono ancora molto presenti...
Voi cosa ne pensate?