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mercoledì 20 novembre 2019

BILANCINO DI FINE ANNO

Ciao a tutti, come va?

Devo ammettere che diventa sempre più complicato scrivere della situazione dei fumetti in Italia, anche perchè è lo stesso concetto di "fumetto pubblicato in Italia" che sembra volersi allontanare sempre di più dalla sua connotazione originale. Infatti da passatempo "povero", realizzato in economia e pensato per tutte le tasche  (e soprattutto per quelle dei ragazzini, agli interessi dei quali cercava sempre di venire incontro), ha iniziato ad imboccare la strada del prodotto elitario per collezionisti adulti con un bel conto in banca. E sarebbe tanto interessante capire perchè...

Cioè... In realtà non ci vuole neanche tanta fatica per capirlo. Se da una parte è vero che la concorrenza delle nuove forme di intrattenimento - e in particolare di quelle di facile accesso per i giovani - è spietata, il fatto che chi pubblica fumetti non faccia nulla per risultare realmente competitivo con l'intrattenimento a basso costo, e - anzi - si stia orientando sempre di più verso la nicchia dei collezionisti danarosi, probabilmente tradisce altri tipi di problemi, più a monte. A partire dal fatto che chi si occupa di editoria a fumetti in Italia, provenendo perlopiù dal mondo dei collezionisti all'ultimo stadio e iniziando ad essere perlomeno "maturo", fa molta fatica ad immedesimarsi in qualcuno che non lo è, o che non ha determinate liquidità da investire nella carta stampata... O che, magari, non ha spazio per mettere insieme voluminose collezioni e forse non disdegnerebbe di leggere - perlomeno in prima  battuta - fumetti in un formato più "usa e getta", magari su carta poco pregiata e in una veste editoriale senza tante pretese. A patto di spendere somme accettabili. Come avveniva una volta un po' in tutto il mondo, e come avviene ancora - e con buoni riscontri - in Giappone...

A voler essere un po' perfidi verrebbe da pensare che, tra l'altro, molti degli ex lettori degli anni Sessanta/Settanta/Ottanta, dopo essersi fatti largo nel settore, abbiano anche iniziato a sentire il bisogno di gratificare il proprio senso di rivalsa nei confronti delle frustrazioni collezionistiche che hanno accumulato quando erano costretti ad accatastare giornaletti da poco... E così, adesso che hanno un ruolo decisionale importante, inondano il mercato di cartonati, edizioni prestigiose e albi che nella peggiore delle ipotesi vengono pubblicati su carta superpatinata. Tutte cose che loro per primi desidererebbero leggere e collezionare, e che si rivolgono a chi condivide il loro stesso punto di vista... Come ad esempio gli youtuber che pubblicano i video in cui raccontano come hanno speso più di 1700 euro in un solo giorno di Lucca Comics & Games... Qui sotto vi riporto un esempio a caso, ma ci sono parecchi appassionati che realizzano video in cui condividono il loro luuuuungo elenco della spesa... E non solo in occasione di Lucca.


Non che ci sia niente di male (e beato chi ha tanti soldi da spendere in fumetti e affini), ma nel lungo periodo tutto questo a cosa porterà? Non certo ad un cospicuo ricambio generazionale... Se, per fare un esempio banale, un ragazzino gay qualunque venisse a scoprire che in questa o quella serie compaiono personaggi LGBT che lo incuriosiscono, quante possibilità ci potrebbero essere che lui possa investire da subito la sua paghetta in un volume cartonato che costa più di 10 euro, quando magari non ha mai letto fumetti in vita sua? Meglio tenerla da parte per altro...

E quante possibilità ci sono che un ragazzino che vive in una famiglia con un reddito medio basso, inizi a collezionare una serie MARVEL (magari dopo aver conosciuto certi personaggi al cinema o in qualche serie TV) adesso che la Panini ha annunciato che gli albi di 24 pagine passeranno a 3.00 euro e quelli di 48 pagine a 5.00 euro?  Tra l'altro in un periodo in cui le serie MARVEL sono particolarmente cervellotiche e difficili da comprendere per i neofiti e per chi non segue molte serie alla volta... E oltretutto alcune di queste serie sono quindicinali!

Certo il fatto che le edicole stiano morendo non aiuta, e sicuramente il mercato delle librerie è in espansione, ma tutta questa propensione a trasformare i fumetti in un passatempo di prestigio (cosa che in Italia non è mai stato) e a coltivare la nicchia dei collezionisti danarosi, probabilmente, nasce anche da qualche disfasia concettuale più a monte... Forse dalla convinzione che pubblicando più cose, a un prezzo più alto, si può tamponare il calo del pubblico, dovuto a pregressi problemi gestionali e a contingenze varie?  Chissà... Sicuramente la volontà di mantenere stabile il fatturato a discapito del calo dei lettori c'è. E, se queste sono le soluzioni adottate, sembra tanto una dichiarazione di resa... Il punto è: quanto può essere ampio questo mercato dei collezionisti? E quanto si può giocare col fuoco prima di finire scottati? Oltretutto, richiedendo tanta liquidità per essere seguito, il mercato delle librerie e delle edizioni prestigiose non finirà per compromettere ulteriormente la situazione in edicola, facendo diventare la pezza peggiore del buco? Chissà...

Sicuramente non ha senso fare valutazioni nel breve periodo, e i prossimi anni saranno decisivi. Ragion per cui possono venire ancora in aiuto i dati relativi al fatturato che sono stati depositati dagli editori stessi. E dato che adesso sono già disponibili alcuni dati relativi al 2018 ho pensato di anticipare di qualche mese la mia analisi della situazione, che di solito arriva intorno a marzo. Contenti? Come sempre il mio sito di riferimento è quello di iCribis (CLICCATE QUI), quindi si tratta di dati ufficiali e non confuabili, e l'andamento del fatturato viene valutato prendendo come riferimento i due anni precedenti.

Dati finanziari di Sergio Bonelli Editore S.p.a.:
L’ultimo bilancio depositato da Sergio Bonelli Editore S.p.a. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 'Tra 6.000.000 e 30.000.000 Euro'.

Il fatturato di Sergio Bonelli Editore S.p.a. durante il 2018 è aumentato del 2.68% rispetto a 2016.


Dati finanziari di Panini Societa' Per Azioni:
L’ultimo bilancio depositato da Panini Societa' Per Azioni nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 'Sopra 30.000.000 Euro'.

Il fatturato di Panini Societa' Per Azioni durante il 2018 è aumentato del 41.37% rispetto a 2016.


Dati finanziari di 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 'Tra 300.000 e 600.000 Euro'.

Il fatturato di 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l. durante il 2018 è aumentato del 16.64% rispetto a 2016.


Dati finanziari di Astorina S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Astorina S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 0.0.

Il fatturato di Astorina S.r.l. durante il 2018 è rimasto invariato rispetto al 2016.


Dati finanziari di Shockdom S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Shockdom S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 'Tra 600.000 e 1.500.000 Euro'.

Il fatturato di Shockdom S.r.l. durante il 2018 è diminuito del 13.01% rispetto a 2016.


Dati finanziari di Edizioni If S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Edizioni If S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 'Tra 600.000 e 1.500.000 Euro'.

Il fatturato di Edizioni If S.r.l. durante il 2018 è diminuito del 30.95% rispetto a 2016.


Poichè non tutti gli editori che arrivano in edicola hanno depositato i loro bilanci entro novembre, probabilmente ritornerò sull'argomento l'anno prossimo, con maggiori dati da analizzare, però credo che comunque questi possano essere molto interessanti, soprattutto se si confrontano con quelli di chi pubblica fumetti esclusivamente per le librerie e le fumetterie (o quasi)... Visto che tutti questi editori sembrano avere avuto una tendenza al rialzo.

Dati finanziari di Edizioni Star Comics S.r.l.:

L’ultimo bilancio depositato da Edizioni Star Comics S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 'Tra 6.000.000 e 30.000.000 Euro'.

Il fatturato di Edizioni Star Comics S.r.l. durante il 2018 è aumentato del 45.93% rispetto a 2016.


Dati finanziari di Edizioni Bd S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Edizioni Bd S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 'Tra 3.000.000 e 6.000.000 Euro'.

Il fatturato di Edizioni Bd S.r.l. durante il 2018 è aumentato del 46.15% rispetto a 2016.


Dati finanziari di Bao Publishing S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Bao Publishing S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 'Tra 3.000.000 e 6.000.000 Euro'.

Il fatturato di Bao Publishing S.r.l. durante il 2018 è aumentato del 14.83% rispetto a 2016.


Dati finanziari di Coconino Press S.r.l:
L’ultimo bilancio depositato da Coconino Press S.r.l nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2018 e riporta un range di fatturato di 'Tra 600.000 e 1.500.000 Euro'.

Il fatturato di Coconino Press S.r.l durante il 2018 è aumentato del 9.48% rispetto a 2016


In realtà, considerando i dati disponibili anche per il biennio 2014/2016 (e che trovate CLICCANDO QUI), si può avere un'idea più precisa dell'andamento dei fatturati di alcuni editori negli ultimi quattro anni, e considerando la situazione a partire dal 2014 la classifica (per ora parziale), sarebbe la seguente:

1000VOLTE MEGLIO                     +2,29%

ASTORINA                                       -1,59%

BONELLI                                          -7,82%

SHOCKDOM                                   -13,01%

EDIZIONI IF                                    -48,58%


E purtroppo bisogna prendere atto che le case editrici che vanno meno peggio sono quelle che negli ultimi quattro anni hanno ritoccato i loro prezzi di copertina. La Bonelli, ad esempio, nel 2017 ha aumentato i prezzi delle sue testate di 20, 30 o 40 centesimi, a seconda della loro popolarità. E, per la cronaca, c'è stato un ritocco di ulteriori 40 centesimi anche l'estate scorsa. Mentre Alan Ford della 1000voltemeglio è arrivato a costare 5 euro ogni mese (e parliamo di un tascabile in bianco e nero). L'Astorina, nel 2015, aveva fatto aumentare  il prezzo di tutte le pubblicazioni di Diabolik di 30 centesimi, e altri 30 centesimi sono stati aggiunti lo scorso luglio. Quindi dire che l'aumento, o la stabilità, di fatturato degli editori che sono andati meglio negli ultimi quattro anni coincide con una ripresa delle vendite, e del settore in generale, non ha molto senso...

Purtroppo non ho i dati della Panini nel biennio 2014/2016, ma penso che sia interessante notare che, secondo il sito ReportAziende (CLICCATE QUI), dopo annate un po' preoccupanti le cose per la casa editrice siano migliorate... Il che rende ancora più curioso il fatto che i prezzi di buona parte delle loro pubblicazioni siano stati ritoccati proprio in questo momento. Segno, forse, che al di là dei problemi di contrattura del mercato per gli albi spillati ci sia anche dietro una qualche strategia di altro tipo.

Anche se in realtà, essendo la Panini un colosso nell'ambito delle figurine, può anche essere che il miglioramento delle entrate e del fatturato sia stato determinato anche e soprattutto da quel comparto... Chi può dirlo? Certo è che, se così' fosse, viene da chiedersi perchè gli introiti non siano stati ripartiti in modo tale da potenziare anche i settori più a rischio, come quello degli spillati dei supereroi. D'altra parte, non avendo la minima idea di come vengano prese certe decisioni in Panini, immagino che sia inutile fare altre congetture. Quel che è certo è che nelle librerie e nelle fumetterie non sono presenti molte alternative economiche ai cartonati e agli spillati "di lusso", manga a parte, e questo di sicuro non è un bene per il settore nel suo insieme.

In particolare in Italia, dove - a livello di intrattenimento popolare e non "di nicchia" - si fa molto poco per rilanciarlo sul serio presso del nuovo pubblico. Basti pensare all'ultima collana di allegati proposta dal Corriere dello Sport, e cioè la riproposta di alcuni fumetti di guerra inglesi che in Italia vennero pubblicati nella Collana Super Eroica fino alla fine degli Anni Ottanta... Mio nonno, che era nato nel 1915 e ci ha lasciato nel 2009, ne era un grande appassionato...

Mio nonno, però, ai tempi lo leggeva perchè era pubblicato in volumetti supereconomici, e infatti quando iniziavano ad essere troppi  passava mia nonna per raccoglierli e buttarli via senza tanti complimenti. Altri tempi, sotto tutti i punti di vista. E anche rivedere questo titolo in edicola, per giunta in una versione lussuosa per collezionisti, ha tanto il sapore di una bandiera bianca che si alza...


Anche se, per quieto vivere, nessuno ne parla in questi termini, o quasi.

Per quanto tempo la situazione potrà andare avanti a queste condizioni? E quali scenari si apriranno da qui a un po', soprattutto se la gestione dei fumetti in Italia continuerà ad essere appannaggio di persone che non riescono più a pensarci in termini di "prodotto per tutte le tasche"? E che non hanno la minima idea di quali potrebbero essere i gusti e le esigenze reali dei ragazzini, o dei bambini, che adesso possono permettersi di scegliere fra un mare di intrattenimento che punta direttamente ai loro gusti e al contesto in cui vivono?

Per la metà del 2020 dovrebbe uscire un nuovo videogame, Tell Me Why, in cui due gemelli adolescenti devono venire a capo dei misteri della loro vita e del loro passato... E uno dei due è un ragazzo FtM (cioè transgender da femmina a maschio). Per realizzarlo la Dontnod Entertainment ha chiesto il supporto dell'associazione GLAAD e per doppiarlo ha coinvolto un vero attore FtM. Probabilmente il gioco debutterà su Xbox mentre in Italia le ristampa di Super Eroica saranno ancora in corso di pubblicazione.

Sembra incredibile che le due cose possano avvenire nello stesso momento storico, vero?

Non so perchè, ma ho la sensazione che i nodi verranno al pettine prima del previsto.

Alla prossima.

martedì 5 novembre 2019

LUCCA EVOLUTION?

Ciao a tutti, come va?

Alla fine sono riuscito a passare (brevemente) dalle parti di Lucca Comics & Games anche quest'anno, e questa volta ho più cose da dire rispetto al passato... O perlomeno ho delle cose diverse da dire. Anche se in effetti, per ora, è ancora presto per scrivere che l'edizione di quest'anno rappresenterà davvero un punto di svolta. Solo il tempo potrà rispondere a questa domanda, probabilmente... Anche se il mio spietato sguardo indagatore ha cercato di cogliere quanti più indizi possibili...

Comunque, venendo al sodo, penso di poter dire senza paura di essere smentito che questa è stata l'edizione più LGBT friendly di sempre, perlomeno a giudicare da alcuni segnali diffusi fra i padiglioni. In un lontano passato c'erano stati segnali di apertura (ricordo, ad esempio, il Premio a Ralf Konig nel 2006... Praticamente un'era geologica fa), e sicuramente in anni più recenti ci sono stati editori che hanno puntato sui contenuti LGBT e/o che si sono definiti dichiaratamente LGBT oriented... Però, per quel che mi ricordo, è la prima volta che negli stand hanno iniziato ad intravedersi delle rainbow flag vere e proprie... Negli stand degli editori come nella self area (ovviamente perchè certi stand presentavano fumetti di un certo tipo)...


Per anni questo era rimasto un tabù, anche e soprattutto da parte degli editori che avevano dei curatori editoriali LGBT, o addirittura che avevano SOLO curatori editoriali LGBT. Ricordo bene diverse discussioni a questo proposito e la giustificazione, generalmente, era che il pubblico generalista non era pronto, che il pubblico LGBT si sarebbe tenuto alla larga per non risultare troppo riconoscibile o che un'eccessiva ostentazione di certi simboli in quel contesto sarebbe stata più dannosa che altro... Direi che, a distanza di qualche anno, la situazione può dirsi cambiata sotto molti punti di vista... Tantopiù  che c'era chi ostentava anche delle gigantografie di autobiografie transgender a fumetti... E parliamo della Feltrinelli Comics, che oltretutto debuttava a Lucca proprio quest'anno!

Un'altra cosa che mi ha colpito abbastanza sono state le fascette promozionali... Ecco: questa volta c'è stata un po' una gara a chi promuoveva il suo fumetto LGBT con la fascetta più appariscente e ostentando l'introduzione dell'attivista più riconoscibile e prestigioso... E ammetto che non mi sarei mai aspettato di vedere a Lucca Comics & Games delle fascette con rainbow flag così visibili e/o che riportavano i nomi di Imma  Battaglia e Vladimir Luxuria... Eppure ci sono state!


E nemmeno mi sarei aspettato che certi titoli di riferimento per il fumetto LGBT avrebbero finito per essere ristampati da editori diversi da quelli con cui hanno debuttato: soprattutto considerando che tecnicamente non sono editori che sposavano una determinata causa, come invece era avvenuto nel caso dei loro predecessori...

E, soprattutto, dopo anni e anni di vuoto non mi sarei mai aspettato di vedere in programma delle conferenze che affrontavano la tematica LGBT a vario titolo... Anche perchè, oltre alle tre che avevo segnalato nel mio post precedente (che oltretutto sono state molto partecipate, e in alcuni casi erano talmente partecipate che il sottoscritto non è nemmeno potuto entrare), ce ne sono state altre sul superamento dei tabù nei fumetti o su come il fumetto sia importante per affrontare tematiche socialmente impegnate e delicate... E quest'ultima, in particolare, che era incentrata (anche) sulla presentazione del recente fumetto che la DC Comics ha dedicato alla nuova versione gay di Svicolone (ne avevo parlato QUI e QUI), mi ha stupito per i modi e i toni (corretti) con cui si è parlato di omosessualità e omofobia... E persino l'incontro sull'evoluzione dei manga BOYS LOVE e yuri  ha offerto degli spunti nuovi...

E in ogni caso non bisogna dimenticare che, per la prima volta, a Lucca Comics & Games si è tenuta una tavola rotonda sulla situazione del fumetto LGBT in Italia, attraverso l'esperienza dei suoi esponenti di ultima generazione... Purtroppo io non ero fisicamente presente, ma penso di poter dire che si è trattato di un passo avanti importante, soprattutto considerando che questo incontro è stato messo in piedi dalla manifestazione stessa...


E ovviamente, come ogni anno, fra gli stand ci si poteva imbattere in tante novità LGBT friendly... Anche se in alcuni casi erano un po' meno valorizzate che in altri. Ad ogni modo direi che è evidente come, in un modo o nell'altro, qualcosa sia davvero cambiato, altrimenti non mi sarei mai ritrovato nello stand della Bonelli un volume cartonato con sopra scritto STONEWALL... Anche se si trattava della riedizione della mestissima storia scritta da Gianfranco Manfredi per la serie CANI SCIOLTI (di cui ho parlato QUI).



E il tutto mentre la presenza del genere BOYS LOVE continua ad essere costante, così come le autoproduzioni ch eadesso si ispirano... Cosa che, in effetti, sembra dimostrare che uno zoccolo duro continua a resistere anche in Italia da almeno una ventina d'anni a questa parte... E anche questo è un dato interessante su cui varrebbe la pena riflettere.




Così come nell'area GAMES continuava ad essere visibile la presenza de LA GILDA di Bologna (l'associazione dei gaymers bolognesi)... E di tutto quell'ambito di giochi da tavolo/di ruolo/di strategia che puntano sulle tematiche LGBT e dintorni...

Quindi, dopo aver raccontato tutte queste cose (e senza ripetere le cose di cui avevo già parlato nel post precedente, come ad esempio il musical dedicato a Cinzia), ha senso dire che finalmente le cose sono tutte sistemate e che stiamo entrando in una nuova era in cui le tematiche LGBT inizieranno ad essere sdoganate e affrontate abitualmente a Lucca Comics & Games? Possiamo iniziare a dormire sonni tranquilli, consapevoli del fatto che persino Dylan Dog si è unito civilmente con il fido Groucho?

OVVIAMENTE NO!

Anzi, io sono abbastanza convinto che a questo punto sarà particolarmente importante tenere alta la guardia. E se avete ancora cinque minuti provo a spiegarvi il perchè:

1) Innanzitutto non bisogna dimenticare che il tema di Lucca Comics & Games di quest'anno erano le varie sfaccettature del concetto di umanità. E quindi si prestava molto alla promozione delle minoranze (tant'è che quest'anno ha avuto un certo peso anche il tema dei migranti). Fermo restando che la questione LGBT è entrata in una fase di maggiore inclusione sociale a prescindere da Lucca Comics & Games, bisognerà verificare se l'approccio inclusivo di quest'anno rappresenta l'inizio di qualcosa di più strutturato oppure se si è tattato di una gentile (e temporanea) concessione nei confronti di un tema che, in realtà, non viene ancora considerato imprescindibile dall'immaginario pop di oggi. Quindi bisognerà vedere assolutamente cosa succederà dall'anno prossimo in poi...

2) Della questione LGBT si è parlato, ma si è parlato entro certi limiti e utilizzando determinati toni. Quindi la sensazione è che, teoricamente, il discorso sia stato mandato avanti senza voler portare alla luce questioni troppo scomode o spinose. Per quieto vivere? Per parlarne meglio in futuro? O forse perchè non si volevano lasciare strascichi, sapendo già che dalla prossima edizione non se ne sarebbe parlato più? Questo andrà verificato, ma il fatto che in Italia manchino delle associazioni che si occupano di promuovere il dibattito attorno alla questione LGBT nelle manifestazioni come Lucca Comics & Games continua ad essere un problema. Perchè poi la gestione del suddetto argomento viene delegata esclusivamente a chi le organizza, con tutte le eventuali conseguenze del caso.

3) Il fatto che ci siano tanti editori che stanno iniziando a cavalcare l'onda LGBT è positivo, ma la sensazione è che lo stiano facendo un po' a tentoni... E in diversi casi continuando a puntare su determinati luoghi comuni. In alcuni casi ho avuto proprio la sensazione che qualcuno di loro abbia voluto puntare sull'argomento perchè fa tendenza, e senza preoccuparsi della qualità intrinseca del prodotto... E scegliendo comunque di non spingersi troppo oltre, per paura di sbilanciarsi troppo (perchè nessuno propone più i bara manga in italia? E i fumetti di Ralf Konig?). E questo, nel lungo periodo, potrebbe rappresentare un boomerang, con o senza rainbow flag.

4) Come è possibile che, con tanti nomi di richiamo internazionale che erano presenti e che avrebbero avuto tante cose da dire sul tema LGBT, gli incontri sul tema abbiano coinvolto solo autori italiani? A Lucca erano presenti Rebecca Sugar (l'ideatrice di Steven  Universe) e Chris Claremont (che ha reinventato gli X-Men)... Possibile che a nessuno sia venuto in mente di coinvolgerli in un dibattito sui temi e i sottotesti LGBT nell'immaginario pop statunitense??? Mistero!

Quindi, per quel che vale il mio giudizio, non me la sento di promuovere o bocciare questa edizione di Lucca Comics & Games, ma di rimandarla all'anno prossimo per vedere come si comporterà... Il che, considerando come ne parlo di solito, è già un notevole progresso.

Staremo a vedere... Anche perchè il mondo del fumetto, e dell'immaginario pop, non è circoscritto a Lucca, e comunque era e resta una manifestazione con un taglio folkloristico e da sagra cittadina che presta il fianco a molte critiche, a prescindere dal discorso LGBT...

Sia come sia staremo a vedere cosa succederà, e nel frattempo possiamo sempre provare a guardare al bicchiere mezzo pieno.

Alla prossima.

venerdì 1 novembre 2019

PRIMA DI LUCCA...

Ciao a tutti, come va?

Io negli ultimi mesi, e nell'ultimo in particolare, ho avuto una situazione un po' problematica, e questo blog ne ha inevitabilmente risentito. D'altra parte presumo che in circa tredici anni di attività qualche momento come questo sia da mettere in conto.

Tuttavia con l'arrivo di novembre, e mentre Lucca Comics & Games è già iniziata da qualche giorno, voglio provare a rifarmi vivo, nella speranza che sia di buon auspicio per i mesi a venire. Anche perchè nei prossimi due giorni dovrei comunque riuscire a fare un salto dalle parti di Lucca (nonostante il tempo non prometta niente di buono), e magari potrebbe essere interessante provare ad analizzare lo stato delle cose anche prima del mio sopraluogo.

Anche perchè, se proprio devo essere sincero, questo mi sembra un periodo fumettisticamanete un po' strano, e a tratti contraddittorio. Se non altro dal punto di vista degli argomenti di cui parlo qui. Da che parte cominciamo? Forse dalla cosa più strana di tutte: dopo anni (decenni) di vuoto, a Lucca Comics & Games sono stati messi in programma TRE incontri per parlare di tematiche LGBT+ nel fumetto e dintorni, e non solo a livello di presentazioni editoriali. Tutte e tre proposte direttamente dagli organizzatori della manifestazione (i cui vertici sono stati recentemente rinnovati).

Da poche ore si dovrebbe essere conclusa una tavola rotonda sulle mille facce del fumetto LGBT+, con la partecipazione di Lou Lubie, Manon Desveaux, Samuel Spano, RÉN, Giulia Argnani, Fumettibrutti e Yudori. Il tutto moderato da Susanna Scrivo, che una decina di anni fa aveva scritto un breve saggio sul questo fenomeno (nuvole e Arcobaleni, dove si parlava anche di me), e che - essendo rimasto l'unico nel suo genere - ha influito sulla decisione di farne la moderatrice di questo e degli altri due incontri a tema che sono in programma. E cioè quello di domani dedicato al caso di Cinzia, con Leo Ortolani e quello di domenica dedicato ai BOYS LOVE e agli YURI, e cioè ai manga a tematica gay e lesbica per ragazze.

Siamo ancora lontani anni luce dal taglio e dalla quantità di incontri sul tema che vengono pianificati nelle manifestazioni fumettistiche statunitensi, ma è sicuramente un passo avanti storico. Per quanto, a ben guardare, si tratti di un passo felpato che bada bene di non indagare direttamente sulle problematiche e le criticità delle tematiche LGBT+ nel fumetto italiano in senso lato. Però l'importante è che questo sia solo l'inizio e che questi incontri non restino una goccia nel mare. C'è ancora modo per migliorare, e se un giorno si costituissero delle associazioni per la promozione del fumetto LGBT+ anche in Italia, probabilmente le cose potrebbero migliorare ancora più in fretta.

In compenso in Italia abbiamo avuto, probabilmente, il primato di avere presentato in una manifestazione di questo tipo  un  musical ispirato ad un fumetto avente una protagonista transgender. Infatti, nonostante le polemiche, il musical ispirato a Cinzia di leo Ortolani ha debuttato due giorni fa, e a quanto pare è stato accolto calorosamente.


Anche se in effetti qualcuno ha già fatto notare che, forse, certi dettagli sulla rappresentazione stereotipata delle persone transgender, certe battute e un certo approccio un po' datato su alcune questioni non ha fatto un gran servizio a tutto il progetto (CLICCATE QUI per maggiori dettagli). non avendo visto le spettacolo non posso dire di più, ma resta il fatto che si tratta, anche in questo caso, di un notevole passo avanti. Soprattutto se si considera che il romanzo grafico di Cinzia ha debuttato a Lucca giusto l'anno scorso.

C'è da dire che Cinzia, in realtà, sembra essere solo la punta dell'iceberg di un fenomeno che - forse - sta iniziando a farsi largo nel fumetto italiano... E cioè lo sdoganamento di certe tematiche attraverso i contenuti umoristici. Intendiamoci: a differenza di quanto avveniva in passato non si tratta di contenuti umoristici denigratori nei confronti della comunità LGBT+, ma il fatto che sia data una certa visibilità solo a storie e contenuti che la rappresentano (o tentano di rappresentarla) con intenti umoristici inizia ad essere un pochino sospetta. Se voi andate in edicola, ad esempio, potreste incappare nel primo numero della rediviva rivista FRITTO MISTO, che raccoglie  i lavori di Marcello Toninenlli e che ha scelto di debuttare con la parodia gay di Spider-Man... E cioè l'OmoRagno...


E anche qui si gioca molto sugli stereotipi e sui luoghi comuni, anche perchè - presumibilmente - chi omosessuale non è fa ancora abbastanza fatica a fare dell'umorismo su certi argomenti senza ricorrere a determinate soluzioni. Cosa che, in effetti, lo stesso autore ha dimostrato con le strisce dedicate alla transesessuale Tini Tran Tran, che presto verranno riproposte proprio su FRITTO MISTO.

Si dice che due coincidenze sono un indizio, e tre sono una prova... E se fosse così potrebbe essere interessante considerare che, nel numero 399, pare proprio che Dylan Dog potrebbe confermare - in un qualche modo - la suddetta tendenza... Celebrando un matrimonio con il suo assistente storico, che però - in copertina - sembrerebbe voler dare al tutto un qualche risvolto perlomeno "ironico", anche se l'idea era di dare al tutto un sottotesto progressista tutto sommato serio. Anche perchè i due personaggi convolano a nozze pur confermando la loro eterosessualità, pare.  Ad ogni modo, nonostante tutte queste iperboli narrative, direi che è evidente che mostrare Groucho in abito da sposa in copertina è un modo, neanche troppo raffinato, per provare a sdoganare determinati tabù attraverso il filtro dell'ironia...

Anche perchè, nelle tavole interne, il matrimonio in questione è celebrato fra due due uomini vestiti in abiti maschili...

Intendiamoci: sempre meglio sdoganare certi tabù attraverso l'ironia che non tramite le solite tragedie/morti/persecuzioni che generalmente subiscono i personaggi omosessuali nelle serie Bonelli, però non so se questa tendenza (sempre che si confermi una tendenza nei prossimi anni, soprattutto considerando che alla fine dell'albo Groucho fa una brutta fine) possa definirsi propriamente un passo avanti.

Non ho abbastanza elementi per giudicare, e mi riserverò di approfondire a tempo debito, però direi che potrebbe essere il caso di iniziare a valutare con maggiore attenzione quello che accadrà da qui a un po'.

Ad ogni modo non tutti i segnali che sono arrivati in questo ultimo periodo sono così ambigui. Ad esempio in edicola, in questi giorni, si può trovare un'interpetazione fresca (e addirittura mangosa) di Leonardo Da Vinci... Si tratta dell'ennesimo fumetto Made in Italy finalizzato a seguire l'onda lunga delle celebrazioni leonardesche, ma a differenza delle produzioni viste finora gli autori Giulio Bogani e Edoardo Natalini hanno avuto il buonsenso di mettere al centro della vicenda anche il rapporto fra Leonardo e il suo giovane apprendista Gian Giacomo Caprotti (per gli amici Salai)... Cosa che nessun fumetto italiano aveva mai osato fare prima...



E questo, probabilmente, è un passo avanti più rappresentativo di tanti altri, soprattutto considerando il revisionismo storico che sono costretti a subire certi personaggi storici nel fumetto italiano. Cosa accadrà da questo punto in poi, in effetti, non saprei dirlo, ma la sensazione e che siamo sul punto di entrare in una nuova fase, anche se è molto difficile capire come si svilupperà.

Staremo a vedere...

Alla prossima.