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giovedì 24 maggio 2018

PANORAMICA...

Ciao a tutti, come va?

Se siete appassionati di fumetti, e/o di prodotti derivati, probabilmente saprete già che il secondo film che la FOX ha dedicato a Deadpool è stato anche il superhero movie più gay friendly di sempre, con vari ammiccamenti gay friendly, con diversi personaggi gay e persino con la prima supercoppia gay dichiarata mai comparsa in un film di questo tipo. Mi riferisco, ovviamente, a quella composta da Testata Mutante Negasonica/Ellie Phimister (interpretata da Brianna Caitlin Hildebrand) e da Yukio (interpretata da Shiori Kutsuna), che dalla comunità LGBT americana è già stata definita una pietra miliare nella storia del cinema.

Piccola curiosità: Brianna Caitlin Hildebrand è lesbica dichiarata, e sul contratto che ha firmato ha preteso che fosse ben chiaro che avrebbe interpretato un personaggio lesbico solo a patto che la sua condizione non fosse rappresentata come un problema o qualcosa di eclatante.

Ovviamente questo approccio così gay friendly della pellicola ne determinerà il boicottaggio da parte di una quota abbastanza rilevante del mercato internazionale, ma - come ha precisato Ryan Reynolds (alias Deadpool) in un'intervista - quella fetta di mercato avrebbe boicottato Deadpool 2 anche per il suo taglio adulto e per il linguaggio più esplcito, e quindi era tutto calcolato.

Diciamo che Deadpool è, forse, il primo esempio di saga supereroistica pensata in primo luogo per il pubblico occidentale, e non per fare soldi a palate nei mercati emergenti. La speranza è che possa essere di esempio per il futuro, e che l'acquisto della FOX da parte della Disney non interrompa questa sperimentazione.

Anche perchè, in questo senso, i MARVEL STUDIOS (sempre della Disney) non stanno facendo esattamente una bella figura.

Di recente l'associazione GLAAD ha passato al setaccio tutte le produzioni cinematografiche del 2017 per valutarle tramite il Vito Russo Test. Vito Russo (1946-1990) è stato un attivista gay e critico cinematografico americano, fra i fondatori della GLAAD, che aveva elaborato alcuni parametri per valutare le pellicole cinematografiche dal punto di vista LGBT.

Per passare il suddetto test le pellicole dovevano rispondere positivamente a tre domande:

1) Il film contiene personaggi che possono essere chiaramente identificabili come appartenenti alla comunità LGBT?
2) Di questi personaggi vengono presentate altre caratteristiche a parte il loro orientamento sessuale e/o gli stereotipi ad esso associati?
3) Questi personaggi sono stati inseriti per avere una parte attiva nella trama, oppure la loro assenza sarebbe stata del tutto irrilevante ai fini dello sviluppo della storia?

Ebbene, fra tutti i film Disney prodotti l'anno scorso il suddetto test è stato superato solo da La Bella e la Bestia e da nessuno dei film dei MARVEL STUDIOS (cliccate QUI per i dettagli).

In particolare nel caso di Thor: Ragnarok erano presenti due personaggi che nei fumetti sono dichiaratemente omosessuali (la Valchiria e Korg), ma dei quali il film non ha inquadrato l'orientamento sessuale. L'attrice che ha interpretato la Valchiria, Tessa Thompson, ha comunque sottolineato che lei ha rappresentato il personaggio in chiave queer, e che nel flashback in cui si mostrava la morte delle altre Valchirie per mano di Hela lei ha assistito alla morte della sua compagna...

Certo si tratta di una dichiarazione interessante, ma resta il fatto che nel suddetto flashback era prevista una scena in cui la Valchiria si risvegliava da un letto condiviso con un'altra donna, e quella scena è stata tagliata "per non distrarre il pubblico" (?). Quindi diciamo che la sensazione è che i MARVEL STUDIOS stiano molto attenti ai dettagli, per cercare di raggiungere il più ampio pubblico possibile... E che, se pure inseriscono dei sottointesi LGBT, preferiscono sempre che emergano tramite eventuali dichiarazioni degli attori o dei registi, e non in maniera esplicita dal film in cui - teoricamente - sono stati inseriti...

É successo qualcosa di simile anche a proposito del prequel di STAR WARS dedicato ad Han Solo che è nelle sale in questo periodo. Lo sceneggiatore Jonathan Kasdan, in un'intervista (CLICCATE QUI) ha confermato che il personaggio interpretato da Donald Glover, e cioè Lando Calrissian, è pansessuale, e che in quanto sceneggiatore gli piacerebbe che nella saga ci fossero più personaggi esplicitamente LGBT... Un pan sessuale è qualcuno che prova attrazione per gli individui (presumibilmente umanoidi) a prescindere dal loro sesso biologico, dal loro genere e dal loro orientamento. Anche questa, quindi, è una dichiarazione molto interessante, ma anche in questo caso resta una dichiarazione che non ha modo di esplicitarsi - in concreto - nel film prodotto dalla Disney...

Fortunatamente la quota LGBT nelle produzioni legate all'immaginario pop viene regolarmente rimpinguata dalle produzioni televisive, e in particolare da quelle legate al produttore Greg Berlanti, il cui "Arrowerse" continua a espandersi e ad avere una buona risposta di pubblico. E così, proprio questa estate, verranno effettuate le riprese delle puntate dell'ormai classico crossover che si vedrà a dicembre... E che questa volta presenteranno la prima versione live di Batwoman, ben nota per essere la prima supereroina lesbica dichiarata ad essere titolare di una testata DC Comics.

Questo, ovviamente, implicherà l'introduzione di una versione di Gotham City anche nell'Arrowerse... E, considerando che la serie prequel Gotham del canale FOX avrà la sua quinta e ultima stagione proprio l'anno prossimo, il sospetto è che Greg Berlanti possa in qualche modo inserirla nel suo universo televisivo, così come ha fatto con Constantine... Il che non sarebbe male, in effetti.

Morale ella favola: direi che nononostante tutto la situazione sembra ancora in evoluzione, perlomeno dal punto di vista delle produzioni cinematografiche e televisive. Sul fronte dei fumetti, invece, la situazione inizia ad essere un po' più ambigua, ma magari ne parlerò un'altra volta.

Alla prossima.

martedì 22 maggio 2018

SCRIVIAMOCI SOPRA...

Ciao a tutti come va?

Passata la Giornata Internazionale contro l'Omofobia, come da tradizione, condivido e commento il sondaggio per il Premio GLAD di quest'anno... Che purtroppo è partito un po' in ritardo rispetto agli altri anni, e quindi non ha avuto un grande riscontro in termini di partecipazione... Anche se penso che sia interessante il fatto che il vincitore di quest'anno, e cioè Dragonero della Bonelli, ha vinto con una maggioranza schiacciante... Quasi la metà dei voti, praticamente.

Ovviamente 56 partecipanti non danno alcun peso statistico a questo sondaggio, ma nel suo piccolo penso che queste percentuali possano comunque offrire qualche spunto di riflessione. Nella misura in cui evidenziano che la maggior parte della delusione da parte di chi ha votato è arrivata da una serie da cui, evidentemente, si aspettavano qualcosa di più anche in termini di contenuti LGBT. E, considerando che Dragonero è arrivato in testa a questo particolare sondaggio per il secondo anno di fila, verrebbe da pensare che la delusione sia costante. Forse la speranza che un contesto fantasy possa offrire maggiori possibilità in questo senso non si è ancora spenta del tutto, e vederla costantemente tradita crea un certo malcontento di fondo?

Chissà...

Per come la vedo io le cose non sono destinate a cambiare tanto in fretta, soprattutto considerando che i cambiamenti sociali e culturali, anche a livello di immaginario pop e fantasy, che ci sono stati negli ultimi anni non sembrano avere influito sull'approccio - ancora troppo "bonelliano", per la verità - con cui questa serie si interfaccia a certi temi. Forse perchè con gli anni è riuscita a fidealizzare un'ampia fetta di lettori non più giovanissimi? Forse per il fatto che anche la serie per giovanissimi DRAGONERO ADVENTURES ha finito per fare presa più sui lettori adulti della serie regolare che sul target a cui mirava? Magari essere troppo aperti e assertivi su certi temi (nonostante la sorella del protagonista sia dichiaratamente lesbica) comprometterebbe la reputazione della casa editrice?

Mistero.

Di certo c'è che il co-creatore - e sceneggiatore regolare - Stefano Vietti (foto sotto), giusto il 18 maggio è stato invitato a parlare in un laboratorio di scrittura tenuto dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (CLICCATE QUI), e non certo ad una conferenza organizzata in occasione della Giornata Internazionale contro l'Omofobia (che era il giorno prima). Se questo può essere indicativo di qualcosa, oppure no, lo lascio decidere a voi.

Ad ogni modo penso che sia interessante verificare come, a fronte del fatto che è ben consapevole del fatto che continua a perdere lettori (e a deluderne altri, anche e non solo per il discorso LGBT), la casa editrice di Dragonero sta proseguendo nella sua politica di tentare nuove strade e nuovi formati, soprattutto per rilanciarsi fra il pubblico dei giovani e dei giovanissimi...

Cosa che però, a maggior ragione, dovrebbe tenere in considerazione il fatto che i giovani e i giovanissimi di oggi hanno sicuramente maggior dimestichezza con le tematiche LGBT rispetto ai loro predecessori di anche solo di una decina di anni fa... Anche se qualcosa mi dice che a questo dettaglio, assieme a molti altri, difficilmente verrà dato il giusto peso, visto che parliamo di un editore che tende a mantenere la sua storica impostazione anche quando prova a sperimentare cose nuove...

Anzi, se non sapessi che è impossibile, sarei quasi tentato di pensare che tutta questa voglia di sperimentare proposte alternative, per giovani e giovanissimi, sia più un'operazione di marketing un po' raffazzonata che non un reale tentativo di venire incontro ai gusti effettivi dei millenials  e dei centennials, che tra l'altro sono due categorie di lettori potenziali che hanno delle esigenze molto specifiche, e che non possono (e non devono) essere considerati come erano considerati i loro corrispettivi degli anni Ottanta e Novanta...

A meno che non si vogliano avere delle brutte sorprese, ovviamente. Cosa che peraltro a questa casa editrice, e a diverse altre che hanno peccato un po' di presunzione, di recente è capitata parecchie volte... Ma tant'è.

L'ultima frontiera della sperimentazione-salvagente, comunque, pare che sia rappresentata dai romanzi per giovani adulti. Un settore che in libreria tira molto da diverso tempo, e che alla Bonelli hanno pensato bene di sfruttare per farsi conoscere, e fare conoscere i propri personaggi, presso un pubblico nuovo e diverso dal solito. Il che non sarebbe neanche una cattiva idea, se non fosse per il fatto che anche questa volta la sensazione è che si stia muovendo a casaccio, e giusto per provare a salvare il salvabile prima che sia troppo tardi.

Vediamo un po' di fare qualche esempio concreto. Nathan Never non sta andando granchè bene, a quanto pare (e nonostante i colpi di scena degli ultimi anni, che a me sono sempre sembrati dei boomerang, per la verità), e anche se non ci sono dati ufficiali basta consultare il programma editoriale dei prossimi mesi.

Quello di questa estate sarà l'ultimo supplemento dedicato all'UNIVERSO ALFA, mentre per il secondo anno consecutivo il Nathan Never Magazine di luglio presenterà solo delle ristampe. E ai lettori che hanno chiesto delucidazioni sulla pagina facebook ufficiale sono state fornite risposte tipo quella che vedete qui sotto.

Anche in questo caso lascio giudicare a voi queste sibilline risposte, con tutti i loro puntini di sospensione... Mi limito a dire che, come avevo previsto, Dampyr non pare avere beneficiato granchè del tanto atteso (?) incontro speciale con Dylan Dog...

Comunque, guardacaso, Nathan Never vende poco e per luglio viene annunciato un bel romanzo per ragazzi con il protagonista in versione quindicenne... Un romanzo che di fatto è un prequel per ragazzi pensato anche per ingolosire i fans storici. Il tutto affidato a Miriam Dubini, che NON è una scrittrice di fantascienza, ma si è laureata con una tesi sulla narrazione delle fiabe (!), ha collaborato con Art Attack Magazine, circhi e teatri, e ha contribuito ad elaborare Mad Sonja per la Disney (e, per chi non se lo ricordasse, quell'esperimento fu uno sfracello totale). In compenso ha scritto un bel romanzo per ragazzi sullo sfondo dell'Ilva di Taranto. Se CLICCATE QUI potete leggere il suo curriculum.

Io non ho niente contro Miriam Dubini, che tra l'altro si è ritrovata a dover scrivere un romanzo su Nathan Never di 256 pagine, oltretutto scritto in prima persona, però ammetto di avere dei seri dubbi sulla possibilità che questa operazione - gestita in questo modo - possa fare bene a Nathan Never... O addirittura rilanciarlo fra i più giovani.... Ad ogni modo in questo romanzo si parlerà anche di bullismo, ma - non so perchè - ho la sensazione che sarà tutto molto all'acqua di rose, e che molto difficilmente verrà tirato fuori il problema dell'omofobia adolescenziale...

Comunque, se non altro, la collocazione cronologica di questo romanzo nel remoto futuro non rappresenta un problema supplementare, cosa che invece - se si cercasse di mantenere una certa coerenza narrativa - potrebbe accadere nel caso degli altri romanzi di questa collana che sono già usciti, o stanno per uscire, e cioè quelli sulle versioni adolescenti di Zagor, Martin Mystère e Gea...

Analizziamo i fatti. Tradizionalmente le avventure di Zagor partono intorno al 1820 e lui va per i trenta, quindi le sue storie adolescenziali dovrebbero essere collocate fra i trapper americani agli inizi del 1800. Un'ambientazione che per i giovani di oggi è perlomeno astrusa, e sicuramente ha poche attrattive. In realtà il problema è che è proprio il personaggio di Zagor a NON essere concepito per i giovani di oggi, e cercare di rilanciarlo presso un pubblico che non è il suo con queste strategie (e senza reinventarlo radicalmente, cosa che però la casa editrice non farebbe mai, perchè in quel caso a rimetterci sarebbe la serie a fumetti) sembra tanto una battaglia persa in partenza (e in parte ho analizzato i motivi di questa situazione QUI e QUI)...

Tra l'altro lo scrittore prescelto è Davide Morosinotto (foto sotto), che ha all'attivo diversi romanzi per ragazzi (per i quali ha ricevuto dei premi), ma che ha scritto anche diversi romanzi di fantascienza e si è laureato con una tesi su Philip K. Dick... Perchè non è stato scelto lui per scrivere il romanzo su Nathan Never?

Anche questo è un mistero...

E, a proposito di misteri, penso che sia particolarmente divertente il caso del romanzo di Martin Mystère. Nel senso che non si colloca nella linea temporale della serie regolare (quella che vorrebbe il protagonista nato negli anni Quaranta, e quindi richiederebbe avventure adolescenziali ambientate negli anni Cinquanta), ma in quella delle (sfortunate) nuove avventure a colori. Quindi se in quella serie il protagonista - nel 2017 - ha trentacinque anni, a rigor di logica il romanzo dovrebbe parlare di un personaggio che era adolescente alla fine degli anni Novanta... Un periodo in cui, e chi lo ha vissuto lo sa bene, i nerd non erano stati ancora sdoganati e un ragazzo con il suo carattere e con il suo modo di porsi come minimo doveva vivere come un topo da biblioteca sociopatico. E, anche ammesso che lo scrittore Pierdomenico Baccalario (che in fatto di romanzi per ragazzi ha una lunga e apprezzata esperienza) riesca a renderlo meno antipatico (e più fascinoso) per le nuove generazioni, questo romanzo non considera un piccolo dettaglio che probabilmente non gli farà granchè bene...

E cioè il fatto che delle avventure di Martin Mystère in versione adolescente esistono già, e sono quelle della serie animata che viene replicata più o meno regolarmente da una dozzina d'anni a questa parte... Con un protagonista che, effettivamente, è stato svecchiato e reinventanto come si deve, e rappresenta ormai l'unico Martin Mystère con cui giovani e giovanissimi hanno avuto modo di famigliarizzare (ne ho parlato di recente anche QUI), e non solo in Italia. E anche ammesso che un giovane fan della serie animata faccia un tentativo e dia una possibilità a questo romanzo, sicuramente non troverebbe il brio e l'umorismo (anche sessualmente ammiccante) che ha sempre associato al personaggio che ha conosciuto in TV, con tutto quel che ne seguirebbe...

E, anche in questo caso, non posso fare a meno di chiedermi se a questo elemento è stato dato il giusto peso.

Ad ogni modo credo che il romanzo che, più di tutti, farà da cartina di tornasole per questa operazione sarà quello dedicato a Gea, anche perchè essendo la protagonista adolescente anche nella serie a fumetti che è partita nel 1999, le sue avventure da tredicenne si dovrebbero collocare grossomodo nello stesso arco temporale di quelle del romanzo di Martin Mystere... In questo caso, però, si tratterebbe di un vero e proprio prequel della serie regolare, in cui si vedrebbe come la protagonista diventa orfana e prende consapevolezza del suo destino. L'idea, di per sè, sarebbe anche buona, tuttavia essendo un romanzo dai toni molto soft, con una protagonista tredicenne e che si rivolge ad un pubblico molto giovane, una domanda sorge spontanea... Come e dove si collocheranno gli elementi sessualmente progressisti che hanno sempre contraddistinto l'approccio dell'autore del fumetto originale, Luca Enoch?

Il romanzo, al momento, non l'ho letto... Tuttavia mi sembra alquanto improbabile che la scrittrice Lucia Vaccarino - anche volendo - abbia potuto inserire argomenti legati al sesso, o sia stata libera di raccontare come la protagonista ha iniziato a frequentare il suo migliore amico gay Sigfrido, o di spiegare come e perchè Sigfrido è entrato a far parte di un club bear (come si vede fin dai primi numeri della serie)... Tantopiù che il suddetto Sigfrido è un personaggio molto disinibito e sessualmente emancipato, e quindi il suddetto romanzo dovrebbe - come minimo - spiegare il rapporto della protagonista con l'omosessualità, e soprattutto spiegare l'omosessualità mettendola sotto una luce positiva, e di conseguenza dovrebbe affrontare una serie di argomenti che nella letteratura italiana per ragazzi sono ancora considerati un discreto tabù.

Tutte cose che, a rigor di logica, un romanzo che precede le avventure ufficiali di Gea dovrebbe raccontare, insomma... Soprattutto in considerazione del fatto che siamo nel 2018 e non più nel 1999.

Peccato che l'impostazione del progetto, evidentemente, sia un'altra.

Ad ogni modo questo cortocircuito potrebbe spiegare perchè del romanzo di Gea non si è occupato direttamente Luca Enoch, che peraltro ha avuto un buon successo con la scrittura del primo romanzo di Dragonero, "il Risveglio del Potente", e che in teoria era la persona più indicata per scrivere un romanzo prequel sul personaggio da lui stesso creato e portato avanti per tanti anni.

Il tutto mentre nel mondo reale i temi LGBT iniziano ad essere sempre più presenti, con sempre maggior frequenza e intensità, anche nell'entertainment che si rivolge ai più giovani... Che probabilmente, di questo passo, fra una decina d'anni al massimo non si stupiranno quando si imbatteranno in certi temi, ma sicuramente rimarranno perplessi se vedranno che i suddetti temi non sono affrontati in nessun modo dal fumetto, dal romanzo o dal serial televisivo con cui avranno a che fare in quel momento...

E a quel punto cosa succederà a chi avrà scelto di rimanere indietro?

Chi vivrà vedrà...

Alla prossima.

giovedì 17 maggio 2018

WALLY RAINBOW 1

Ciao a tutti, come va?

Siccome oggi è la Giornata Internazionale contro l'Omofobia mi sono detto che poteva essere una buona occasione per unire l'utile al dilettevole, e per ricominciare ad usare questo blog per parlare (anche) delle cose che faccio io. Così ho pensato di usare una delle illustrazioni che ho messo all'asta su ebay in questi giorni per lanciare un piccolo messaggio su facebook (che non diventerà mai virale, anche perchè è una citazione un po' di nicchia, ma pazienza)... I protagonisti sono due noti protagonisti di una serie animata del tempo che fu, sui quali si sono sempre fatte parecchie congetture, e cioè il Dr. Benton Quest e Race Bannon, dalla prima serie di Jonny Quest (quella del 1964). Quando la serie venne prodotta le leggi contro la sodomia e una buona dose di omofobia, anche alla luce del fatto che l'omosessualità ovviamente era considerata una patologia, rappresentavano la norma. Adesso che le cose sono cambiate mi sembrava carino usarli come testimonial, anche perchè di fatto ai tempi rappresentavano il prototipo di una famiglia omogenitoriale con due figli e un cane.
Ovviamente non sono così crudele da mantenere la censura che ho dovuto usare su facebook anche qui. Qui sotto vedete l'immagine originale (per ingrandirla vi basta cliccarci sopra, ovviamente) con la fonte di ispirazione originale sotto.


Comunque, visto che siamo in tema di aste su ebay, vi faccio vedere anche le altre aste che sono attive in questo momento, casomai voleste farci un pensierino. Stranamente mi sono accorto che si tratta di cinque illustrazioni che ripercorrono la storia dell'animazione televisiva degli ultimi cinquant'anni, visto che ciascuna è stata trasmessa in un decennio diverso...

La prima si ispira al Spider-Man così come si era visto nella sua prima serie animata, nel 1967...

La seconda si ispira ad Archie e Jughead così come si sono visti nella serie animata Everything's Archie, del 1973...


La terza è dedicata ad uno dei tanti personaggi che negli anni Ottanta cercarono di replicare il successo di He-Man e i Masters of the Universe, e cioè Galtar (1985)...


Per gli anni Novanta, invece, il caso ha voluto che ci fosse la Bestia degli X-Men, così come si è visto nella serie animata del 1992...


E infine per gli anni 2000 il soggetto dell'illustrazione che vedete qui sotto è Aang (che ovviamente qui è maggiorenne), dalla serie Avatar - The Last Airbender, che è del 2005...


Quale vi piace di più?

Casomai voleste aggiudicarveli fate ancora in tempo a partecipare alle aste della settimana. Vi basta fare una ricerca inserendo le parole chiave "robin hoog" su ebay, oppure cliccare sul banner che trovate in cima a questo blog (nella versione per PC, e non in quella per smartphone). Importante: siccome li ho caricati su ebay.com se fate la ricerca al di fuori degli USA dovete selezionare il filtro per la ricerca su "tutto il mondo", oppure accedere direttamente da ebay.com.

Ciao e alla prossima.
http://lightelf.blogspot.it/2018/04/premio-glad-2018_3.html

martedì 15 maggio 2018

EVENTI IN VISTA

Ciao a tutti, come va?

Questa è la settimana in cui cade il 17 maggio (la Giornata Internazionale contro l'Omofobia), che simbolicamente inaugura la stagione del Gay Pride, con tutti gli annessi e i connessi. Nel momento in cui scrivo, ma spero di dovermi ricredere, i fumetti più gay friendly presenti nelle edicole sono l'ennesima collana di allegati dedicati al supereroe "sessualmente fluido" Deadpool, ovviamente in occasione del lancio del nuovo film...

La ristampa delle avventure di Cybersix, che - pur con tutti i suoi anni sul groppone (la serie è andata avanti dal 1991 al 1999) - continua ad offrire molti spunti interessanti a proposito di sessualità e genere, visto che - tra le altre cose - la sua protagonista vive in incognito utilizzando un'identità maschile, con tutte le complicazioni (anche affettive) che questo comporta...

E, sempre reduce dagli anni Novanta, dovrebbe essere ancora in circolazione la ristampa di Sprayliz, ormai arrivata alle battute finali... Anche perchè il materiale da pubblicare era abbastanza poco, alla fine (anche perchè da quando il suo autore Luca Enoch è stato assorbito dalla Bonelli non ha più avuto modo di seguire il personaggio).

Ovviamente se mi è sfuggito qualcosa, e/o avete delle segnalazioni, io sono qui per condividerle. Comunque penso che sia abbastanza evidente che la situazione non sia proprio esaltante. Almeno l'anno scorso in edicola c'era anche NINE STONES di Samuel Spano, mentre adesso - in fatto di novità Made in Italy a tema LGBT - c'è un discreto vuoto. Ed è molto curioso, secondo me, perchè quell'esperimento è stato un grande successo, e di solito quando un fumetto ha dei buoni riscontri la concorrenza tende a prendere spunto e a battere il ferro finche è caldo. In questo caso, invece, non è volata una mosca... Nemmeno qualche indiscrezione a proposito di progetti a tema LGBT in fase di sviluppo...

Curioso, vero? In compenso si sa per certo che alcuni editori che, evidentemente, hanno molti fondi da investire, hanno preferito accodarsi al Giro d'Italia... Anche se certe trovate - effettivamente - sarebbero state più adatte per qualche corteo del Gay Pride, e se il macchinino di TEX iniziasse a girare in determinate manifestazioni, a fronte di scelte editoriali più coraggiose, qualcosa mi dice che avrebbe dei riscontri inaspettati...


Ovviamente - al momento - questa ipotesi è fantascienza, ma sperare in un futuro migliore non costa nulla. In ogni caso c'è da dire che il mondo del fumetto e il mondo LGBT, al di fuori dell'Italia, vanno a braccetto sempre più spesso e così è più facile che gli autori italiani che hanno realizzato fumetti omoerotici di recente abbiano visibilità negli USA piuttosto che in patria. Dall'11 al 13 maggio, ad esempio, si è tenuta ad Atlanta (in Georgia) la Outlantacon, una delle ormai numerose convention dedicate all'immaginario pop che mettono al centro la dimensione LGBTQ. Certo non è una manifestazione di portata enorme, però penso che sia interessante il fatto che il sempre grintoso Dale Lazarov fosse presente con uno stand in cui ha messo in bella vista anche le sue varie collaborazioni con i fumettisti del nostro paese...

E anche questo penso che voglia dire qualcosa, anche perchè - per dirla proprio tutta - nel mondo del fumetto italiano di tutte queste collaborazioni con Dale Lazarov non se ne è parlato nemmeno quando i suddetti volumi erano una novità... Nemmeno un piccolo accenno... E direi che, visto che la Giornata Internazionale contro l'Omofobia è questa settimana, è un ottimo momento per ricordare che dalle nostre parti certi temi non sono stati sdoganati proprio del tutto... Per dirla con un eufemismo.

Tra l'altro penso che sia indicativo anche il fatto che, siccome manifestazioni dedicate all'immaginario pop in salsa LGBT in Italia proprio non ne abbiamo, alla fine per vedere qualche evento speciale dedicato al fumetto LGBT in questo periodo bisogna appoggiarsi a manifestazioni che - tecnicamente - parlano di cultura pop in senso molto più ampio e trasversale. E così può capitare che questa edizione del Festival Nippop di Bologna (18-20  maggio) possa diventare la manifestazione più gay friendly che si sia mai vista in Italia in questo ambito (CLICCATE QUI).

Infatti gli eventi di interesse LGBT in programma non sono pochi, e ve li elenco qui di seguito.

Venerdì 18 maggio

Sala del Consiglio

14:30 Marta Fanasca – Walk like a man, talk like a man: dansō e performance di genere nel Giappone contemporaneo
15:15 Samuel Spano conversa con Asuka Ozumi e Marta Fanasca
16:30 Simona Stanzani e Elena Zanzi – Tagame Gengoroh: il rivoluzionario del manga omoerotico
17:00 Tagame Gengoroh conversa con Nino Giordano, Simona Stanzani, Elena Zanzi, Marco Lupoi e Paola Scrolavezza

Sabato 19 maggio

Sala Biagi

10:00  Tavola rotonda – Crossdressing e cultura pop, con Marta Fanasca, Asuka Ozumi,  Samuel Spano e Fabrizio Modina
12:00 Gianluca Di Fratta – Travestitismo e identità di genere nel cinema di animazione giapponese di fantascienza

Sala del Consiglio

12:00 L’omoerotismo nel mondo dei videogiochi  dagli anni 70 a oggi,  a cura de La Gilda

Teatro del  Baraccano

10:00  Workshop di disegno manga con Tagame Gengoroh e Uchida Shungicu
12:45 Simona Stanzani – Viaggio nel mondo del manga BL
14:30 Fabrizio Modina –  God save the Queer: – influenze reciproche di pop, moda e animazione tra il Giappone e l’occidente
17:00 Pride Run, con Giacomo Guccinelli, Michele Lanzo e Mauro Copeta (Hard Ton) – coordina Alberto Sebastiani

Domenica 20 maggio

Sala del Consiglio

14:45 Susanna Scrivo –  Yuri: la purezza impura dei gigli

Sala Biagi  

13:00 Take my Revolution, Utena! – Apocalissi, cambiamenti, trasformazioni, rivoluzioni (di genere), a cura dell’Associazione Culturale EVA IMPACT


Un programmino da leccarsi i baffi, insomma. L'unica critica che mi sento di fare è che sarebbe stato molto utile descrivere un po' meglio, nel sito, il contenuto degli eventi in programma, sempre che - ovviamente - questo Festival non voglia rivolgersi solo agli esperti e ai super appassionati.

Una cosa molto curiosa che ho notato è che di questa edizione del Festival, sui siti specializzati in fumetti, praticamente non se ne sta parlando (anche se sarà questo fine settimana). Considerando che le edizioni precedenti sono state pubblicizzate i casi sono due: o questa volta non sono partiti i comunicati stampa oppure, per qualche motivo,  non si è ritenuto che fosse il caso di parlarne (per via dei temi al centro di questa edizione?). Mistero.

Ovviamente, siccome in Italia i siti prettamente gay non sono avvezzi a certi argomenti e a certi temi, anche su questo fronte c'è stato un imbarazzante silenzio. Niente male, direi.

Di buono c'è che proprio il 17 maggio, alle ore 19.00, Gengoroh Tagame sarà ospite del Cassero - LGBT Center di Bologna, per parlare di Giappone, mondo LGBT e cultura pop. Anche di questo momento speciale mi pare che non se ne stia parlando granchè, ma se non altro lo trovate segnalato su questo blog e io posso dire di avere la coscienza a posto (^__^).

Due considerazioni finali: il Festival Nippop è curato dall'omonima associazione culturale, e non da una partecipata comunale, da un'agenzia specializzata in eventi generici o da una qualche organizzazione che fino all'altro ieri si occupava della sagra della salamella e/o del salone dell'arredamento. E si vede. Così come si vede che avere a Bologna un'associazione informale come La Gilda, che può fare da ponte fra immaginario pop e mondo LGBT, sicuramente può dare un contributo importante.

Quindi le cose fatte come si deve, quando le condizioni sono favorevoli e ci sono dietro le persone giuste, si possono fare anche in Italia. Se si vuole.

Alla prossima.
http://lightelf.blogspot.it/2018/04/premio-glad-2018_3.html