Ciao a tutti, come va?
In realtà le cose che vado a segnalarvi oggi le avrei dovute segnalare la scorsa settimana, ma con un tempismo inquietante sono stato travolto da un virus parainfluenzale che mi ha steso, e così invece di segnalarvi alcuni eventi imminenti mi toccherà raccontarvi di alcuni eventi che si sono appena tenuti. Anche se il succo del discorso non cambia e, anzi, a posteriori è possibile avere più elementi a disposizione per parlarne... Visto che comunque, mentre ero preda dei torpori febbrili, sono rimasto attento e vigile.
Come forse saprete, nello scorso fine settimana si sono concentrate due manifestazioni dai contenuti abbastanza inerenti a questo blog, e cioè le nuove edizioni di Romics e di Modena Play, alle quali - stranamante - hanno dato un certo peso persino i telegiornali nazionali (seppur con il loro tipico taglio goffo e improvvisato). Le due manifestazioni sono solo in parte sovrapponibili, visto che Modena si concentra sul mondo dei GAMES, mentre Romics ha solo un'area limitata che si rivolge a questo ambito. In ogni caso penso che sia abbastanza evidente che il tipo pubblico a cui entrambe hanno puntato, almeno in parte, era lo stesso.
Per questo motivo, quindi, è particolarmente interessante, verificare quanto è stato diverso l'approccio di queste due manifestazioni nei confronti del suddetto pubblico, perlomeno dal punto di vista dei contenuti LGBT.
Partiamo da Romics: se consultate il programma della manifestazione, che mentre scrivo è ancora disponibile (CLICCATE QUI), noterete l'assenza di momenti di approfondimento e confronto su tematiche importanti e/o dai risvolti sociali e/o eticamente sensibili A PRESCINDERE dalla questione LGBT... Anche perchè, molto probabilmente, questa manifestazione si ispira alle tipiche manifestazioni fumettistiche italiane, che sono notoriamente delle fiere campionarie impreziosite da ospiti speciali e presentazioni varie, e nulla più. Forse la prima e ultima volta che in questa manifestazione si è tenuta una tavola rotonda sulle tematiche LGBT è stata nel 2002, e posso dirlo perchè ero presente anche io (trovate ancora qualche traccia di quel lontano momento CLICCANDO QUI).
Praticamente parliamo del paleolitico...
In compenso ho trovato particolarmente interessante, da un punto di vista prettamente simbolico, il fatto che quest'anno il Premio Romics d'Oro sia andato ad Alessandro Bilotta, l'ideatore dell'investigatore Mercurio Loi, che proprio il mese scorso ha visto concludersi (per via delle basse vendite) la sua avventura in edicola... Probabilmente in manifestazioni di questo tipo, che nonostante tutto hanno sempre un certo retrogusto da fiera campionaria/sagra paesana, ci sta sempre bene la premiazione di un autore locale (e cioè nato a Roma), e che magari ha ambientato di recente un fumetto nella città che ospita la fiera (e se ha valorizzato la storia e la cultura della città, tanto meglio). Ovviamente lungi da me l'idea di negare i meriti dell'autore, ma in casi come questo viene sempre il dubbio che se un fumetto del genere fosse stato ambientato a Venezia o a Milano, probabilmente a Romics non sarebbe stato premiato...
Ad ogni modo il punto a cui vorrei arrivare è un altro. Con gli ultimi numeri di Mercurio Loi, Alessandro Bilotta sembra aver lanciato tutta una serie di velatissime allusioni alla reale natura dei rapporti che hanno legato Mercurio Loi alla sua ex spalla Ottone, e Ottone al nemico giurato del protagonista, il perfido Tarcisio (li vedete qui sotto, grazie al sempre provvido contributo dell'amico Massimo Basili)...
Ovviamente, come da prassi bonelliana, quando ci sono dei personaggi coinvolti in qualche parentesi anche solo vagamente omosessuale, in particolare se si tratta di due maschi, è sempre meglio che almeno uno dei due abbia dei risvolti estremamente negativi - o perlomeno dia dei segni di squilibrio mentale - e che la tragedia "punitiva" sia sempre dietro l'angolo... E infatti anche negli ultimi numeri di Mercurio Loi abbiamo a disposizione tutto il campionario. Non che sia una novità (CLICCATE QUI e QUI per la mia analisi della storia di Mercurio Loi in cui si parla di omosessualità femminile), però è sempre interessante verificare che in questi contesti l'omosessualità femminile, per quanto dipinta in toni altrettanto squalificanti, possa avere una rappresentazione più esplicita... Mentre quella maschile abbia sempre la tendenza ad esprimersi con sottointesi e accenni estremamente ambigui...
Se poi queste sono imposizioni dall'alto o scelte stilistiche, non sta a me dirlo, ma certamente se il loro scopo era quello di rendere un fumetto come Mercurio Loi più intrigante, magari giocando su una rappresentazione prudententemente allusiva dell'omosessualità maschile e sulla prepotenza di quella femminile, direi che la tecnica non è stata quella giusta. Se non altro a giudicare dai risultati in termini di vendite. Comunque il succo del discorso è che quest'anno il Romics d'Oro è andato all'autore di Mercurio Loi, che ha affrontato certe tematiche in questo modo che ha visto il suo ultimo numero distribuito a marzo di quest'anno.
Nel frattempo, a Modena Play, si respirava un'aria diversa. Infatti sono stati presentati (e giocati per la prima volta) diversi giochi di ruolo a tematica LGBT, mentre non sono mancate le conferenze di approfondimento sul tema e persino le presentazioni si alcune ricerche sul tema.
Andiamo con ordine (anche se sicuramente mi dimenticherò qualcosa e qualcuno, e per questo mi scuso in anticipo).
Intanto c'erano i volontari de La Gilda (il gruppo gioco LGBT che si ritrova al Cassero di Bologna): oltre quaranta dimostratori e dimostratrici sparsi in tre stand, e tutti intenti a spiegare come portare avanti in maniera inclusiva e non discriminante le sessioni di gioco.
Per l'occasione offrivano anche delle simpatiche etichette adesive su cui ciascuno poteva scrivere il suo nome e il suo genere elettivo, giusto per dimostrare in maniera pratica il concetto di cui sopra.
Inoltre hanno avuto la possibilità di organizzare partite dimostrative con le prime copie stampate dell'attesissimo gioco a tema LGBT Lobbies, di cui ho parlato in diverse occasioni, fin dalla campagna di raccolta fondi su kickstarter (CLICCATE QUI).
Nel mentre Marco B.Bucci e Jacopo Camagni tenevano a battesimo i gioco ispirato alla loro saga fumettistico/narrativa di Nomen Omen, che - per quanti ancora non lo sapessero - non ha una visione propriamente reazionaria della vita e della sessualità...
Poi c'era il mio amico di vecchia data Stefano Burchi che ha finalmente proposto alcune sessioni dimostrative del gioco a cui sta lavorando da diverso tempo, "Stonewall 1969 - Una storia di guerra", e che prende spunto dalla rivolta dello Stonewall Inn e dal suo contesto storico...
E dulcis in fundo il gruppo DONNE, DADI e DATI (se non sapete di cosa si tratta CLICCATE QUI) ha portato il risultato della sua indagine sul tema della discriminazione di genere e orientamento sessuale nel mondo dei giochi di ruolo, portata avanti analizzando migliaia di questionari... E se volete conoscere dettagliatamente i risultati potete scaricare il tutto CLICCANDO QUI. Sicuramente si tratta di un lavoro molto interessante (e impegnativo), e in futuro spero di avere modo di snocciolarlo e valorizzarlo come si deve...
Se poi si volessero analizzare anche gli incontri e le iniziative che toccavano le tematiche LGBT in maniera meno diretta, direi che - parte la presenza di Immanuel Casto - varrebbe la pena segnalare l'incontro l'incontro dedicato all'influenza reciproca fra il giocatore di ruolo e il personaggio che interpreta e quello che ha presentato l'iniziativa #sbullizziamoci, per stimolare la discussione attorno alla discriminazione nel mondo dei giochi di ruolo attraverso questo hashtag.
Morale della favola: quale senso può avere il fatto che due manifestazioni come Romics e Modena Play, che per molti versi hanno un'utenza sovrapponibile, si pongano in maniera così diversa nei confronti di un certo tipo di contenuto?
Sembra una domanda banale, ma forse non lo è poi così tanto. Se dovessi azzardare una risposta molto sintetica, mi verrebbe da dire che la discriminante sta nel fatto che mentre Romics risente del fatto che si rivolge anche ad un pubblico di età mediamente più matura (anche per via del fatto che gli editori italiani di fumetti coltivano gli stessi lettori perlomeno dagli anni Sessanta), Modena Play si rivolge soprattutto ad un pubblico dai quarant'anni in giù... E che in buona parte ha meno di trent'anni.
In secondo luogo il mondo dei GAMES, a differenza di quello dell'editoria a fumetti, propone una maggiore democrazia partecipativa... Anche solo per il fatto che i giocatori "costruiscono" le sessioni di gioco e non si limitano a fruire passivamente di qualcosa progettato da altri. E infatti - come si è visto anche in questa manifestazione - non è poi cosi raro che il ruolo di creatore e fruitore possa invertirsi. Tutto questo, aggiunto al fatto che questo ambito favorisce una dimensione aggregativa che il fumetto non ha, determina una maggiore partecipazione anche da parte di quelle realtà minoritarie (o apparentemente tali) che in contesti più piramidali verrebbero marginalizzate. Non ultima la categoria LGBT... Che poi riesce a raggiungere quella massa critica che gli permette di emergere, a differenza di quanto accade nel mondo del fumetto.
E ovviamente da una maggiore emersione deriva una maggiore visibilità, con tutta una serie di benefici a catena che si riflettono - più in generale - nel contesto di questo ambiente, e nei programmi delle manifestazioni dedicate... Che magari danno anche modo a queste nuove realtà LGBT di FARSI AVANTI per proporre qualcosa da inserire nei loro programmi.
Il processo è ancora in corso, quindi non saprei valutare come si svilupperà la situazione nel lungo periodo, ma penso che sia abbastanza evidente che nel mondo dei GAMES il margine di movimento è ancora ampio, e sarà molto interessante seguire gli sviluppi dei prossimi anni.
Si può dire lo stesso del mondo del fumetto italiano e delle manifestazioni ad esso dedicate?
Essendo un ambito molto più variegato, anche solo a livello di formato, approccio e distribuzione, è molto difficile fare dei paragoni. Sicuramente è vero che, per come è strutturato, il mondo del fumetto italiano non parte dal basso, ma dalle idee - più o meno preconcette - che hanno gli autori e gli editori a proposito del pubblico che vorrebbero raggiungere... E al quale da troppo tempo non chiedono un'opinione in maniera strutturata...
Anche se, paradossalmente, preparare questionari e analizzare sondaggi potrebbe essere più sensato che buttare in pasto alle edicole serie che poi rischiano di rivelarsi dei grossi flop... E che magari non arrivano nemmeno al numero venti...
Ovviamente io non posso sapere come evolverà la situazione, però qualcosa mi dice che pensare al mondo del fumetto e al mondo dei GAMES come a due compartimenti stagni che non si contaminano mai sarebbe sbagliato... E d'altra parte sarebbe sbagliato pensare che questa contaminazione portasse semplicemente alla produzione di giochi ispirati a questo o a quel fumetto italiano, impedendo poi che i VERI punti di forza del mondo dei GAMES vadano anche solo ad intaccare superficialmente lo stile e il modo di porsi del fumetto Made in Italy. E con VERI punti di forza, ovviamente, non intendo le ambientazioni o lo stile da disegno... Anche perchè, pure in questo senso, abbiamo avuto diversi bichi nell'acqua...
Comunque qualche editore di fumetti sta iniziando a fiutare la cosa (la Panini con Omen Omen, ad esempio, ma anche la J-POP ha appena inaugurato questa attività con un gioco di ruolo in cui si diventa creatori di anime: "Anime Party")... Quindi adesso sarà molto interessante vedere come reagirà il loro pubblico e cosa succederà a quelli che continueranno a NON capirlo e a sperare di stare a galla senza avere la minima idea del perchè tanti ragazzini e giovani adulti amano i giochi di ruolo e snobbano i loro fumetti...
Staremo proprio a vedere...
Alla prossima.
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martedì 9 aprile 2019
sabato 13 ottobre 2018
LEGGETE SEMPRE LE ISTRUZIONI!
Ciao a tutti, come va?
Magari, se siete più o meno trentenni, vi ricorderete dell'isteria collettiva che nella seconda metà degli anni Novanta prese piede un po' in tutto il mondo grazie al fenomeno Tamagotchi. Si trattava di un piccolo gioco elettronico giapponese a forma di uovo, che dava modo di allevare un "cucciolo" che aveva le esigenze e le reazioni di un cucciolo vero... E che quindi poteva anche morire di crepacuore, di fame o sepolto dalle proprie feci, se il suo proprietario non si ricordava di provvedere a lui in modo adeguato, o non rispondeva ai suoi richiami. Probabilmente pensavate che quell'epoca oscura fosse ormai passata, ma siccome i revival non hanno confini, sembra che adesso stiano avendo un certo successo le versioni aggiornate (tra l'altro con uno schermo a colori e dalla resa migliore) dei Tamagotchi, prodotte in Cina da ditte come la M&D Dream Dragon, che poi le vendono in tutto il mondo a prezzi contenutissimi... E, tra l'altro, con la possibilità di personalizzare l'ovetto in maniera assolutamente kitch (e trasformandoli in una tana perfetta per gli acari veri)...
A questo punto vi chiederete cosa possa mai avere a che fare questo BLOG con il clone cinese del Tamagotchi... E la risposta è tutta nelle simpatiche guide che accompagnano questi QPET (così si chiama ufficialmente il gioco) dalla M&D Dream Dragon, che sono sia in cinese che in inglese (come del resto il gioco, che quindi può essere giocato da chiunque conosca l'inglese).
Ebbene, sulla suddetta guida c'è scritto chiaramente che - una volta cresciute a sufficienza - le creaturine potranno anche iniziare ad avere una vita di coppia... Che però potrà essere ESCLUSIVAMENTE ETEROSESSUALE... Anche perchè si specifica chiaramente che tutti i cuccioli del gioco sono ETEROSESSUALI...
Oltretutto il concetto viene ulteriormente ribadito dal fatto che, poichè in questo gioco è prevista la possibilità, per le creaturine, di interagire avvicinando gli ovetti (tramite un device integrato), i cuccioli di sesso maschile potranno parlare solo con quelli di sesso femminile (e viceversa)... E ovviamente anche le eventuali proposte di matrimonio, o anche dei semplici scambi di regali, potranno avvenire solo in senso eterosessuale...
Ora: si potrebbe anche pensare che - essendo questo gioco prodotto in Cina - abbia dovuto sottostare a tutta una serie di regole e permessi provenienti "dall'alto", ed è pur vero che questo gioco potrebbe essere spedito in una gran quantita di nazioni in cui l'omosessualità è un reato, o comunque non è socialmente accettata. Però credo che sia molto interessante il suo potere "diseducativo" in tutte quelle nazioni in cui si sono fatti dei passi avanti in questo senso e in cui i matrimoni gay sono una realtà. O, peggio ancora, in tutti quei paesi in cui - molto faticosamente - si sta cercando di progredire nell'ambito dei diritti civili e dell'inclusione della comunità omosessuale... Anche attraverso un faticoso aggiornamento del contesto socioculturale circostante.
Diciamo che giochi di questo tipo, che precisano chiaramente il loro punto di vista anche sui libretti di istruzioni, sembrano pensati proprio per sostenere la causa di chi afferma che la strada dell'eterosessismo e dell'eterocentrismo abbia una valore aggiunto. E questo non è esattemente un bene.
Anche perchè, tecnicamente, questo non è solo un gioco per bambini piccoli... Ma anche per quelli più grandicelli, diciamo, e per tutti i nostalgici degli anni Novanta.
Ovviamente, volendo vedere il lato positivo, si potrebbe anche dire che - al giorno d'oggi - è necessario precisare che questo è un gioco eterosessista perchè la tendenza generale va in senso opposto, in particolare nei paesi occidentali...
Quindi, forse, non tutto il male viene per nuocere.
E voi che ne pensate?
Alla prossima.
Magari, se siete più o meno trentenni, vi ricorderete dell'isteria collettiva che nella seconda metà degli anni Novanta prese piede un po' in tutto il mondo grazie al fenomeno Tamagotchi. Si trattava di un piccolo gioco elettronico giapponese a forma di uovo, che dava modo di allevare un "cucciolo" che aveva le esigenze e le reazioni di un cucciolo vero... E che quindi poteva anche morire di crepacuore, di fame o sepolto dalle proprie feci, se il suo proprietario non si ricordava di provvedere a lui in modo adeguato, o non rispondeva ai suoi richiami. Probabilmente pensavate che quell'epoca oscura fosse ormai passata, ma siccome i revival non hanno confini, sembra che adesso stiano avendo un certo successo le versioni aggiornate (tra l'altro con uno schermo a colori e dalla resa migliore) dei Tamagotchi, prodotte in Cina da ditte come la M&D Dream Dragon, che poi le vendono in tutto il mondo a prezzi contenutissimi... E, tra l'altro, con la possibilità di personalizzare l'ovetto in maniera assolutamente kitch (e trasformandoli in una tana perfetta per gli acari veri)...
A questo punto vi chiederete cosa possa mai avere a che fare questo BLOG con il clone cinese del Tamagotchi... E la risposta è tutta nelle simpatiche guide che accompagnano questi QPET (così si chiama ufficialmente il gioco) dalla M&D Dream Dragon, che sono sia in cinese che in inglese (come del resto il gioco, che quindi può essere giocato da chiunque conosca l'inglese).
Ebbene, sulla suddetta guida c'è scritto chiaramente che - una volta cresciute a sufficienza - le creaturine potranno anche iniziare ad avere una vita di coppia... Che però potrà essere ESCLUSIVAMENTE ETEROSESSUALE... Anche perchè si specifica chiaramente che tutti i cuccioli del gioco sono ETEROSESSUALI...
Oltretutto il concetto viene ulteriormente ribadito dal fatto che, poichè in questo gioco è prevista la possibilità, per le creaturine, di interagire avvicinando gli ovetti (tramite un device integrato), i cuccioli di sesso maschile potranno parlare solo con quelli di sesso femminile (e viceversa)... E ovviamente anche le eventuali proposte di matrimonio, o anche dei semplici scambi di regali, potranno avvenire solo in senso eterosessuale...
Ora: si potrebbe anche pensare che - essendo questo gioco prodotto in Cina - abbia dovuto sottostare a tutta una serie di regole e permessi provenienti "dall'alto", ed è pur vero che questo gioco potrebbe essere spedito in una gran quantita di nazioni in cui l'omosessualità è un reato, o comunque non è socialmente accettata. Però credo che sia molto interessante il suo potere "diseducativo" in tutte quelle nazioni in cui si sono fatti dei passi avanti in questo senso e in cui i matrimoni gay sono una realtà. O, peggio ancora, in tutti quei paesi in cui - molto faticosamente - si sta cercando di progredire nell'ambito dei diritti civili e dell'inclusione della comunità omosessuale... Anche attraverso un faticoso aggiornamento del contesto socioculturale circostante.
Diciamo che giochi di questo tipo, che precisano chiaramente il loro punto di vista anche sui libretti di istruzioni, sembrano pensati proprio per sostenere la causa di chi afferma che la strada dell'eterosessismo e dell'eterocentrismo abbia una valore aggiunto. E questo non è esattemente un bene.
Anche perchè, tecnicamente, questo non è solo un gioco per bambini piccoli... Ma anche per quelli più grandicelli, diciamo, e per tutti i nostalgici degli anni Novanta.
Ovviamente, volendo vedere il lato positivo, si potrebbe anche dire che - al giorno d'oggi - è necessario precisare che questo è un gioco eterosessista perchè la tendenza generale va in senso opposto, in particolare nei paesi occidentali...
Quindi, forse, non tutto il male viene per nuocere.
E voi che ne pensate?
Alla prossima.
venerdì 14 settembre 2018
SPIDER-GAY
Ciao a tutti, come va?
É capitato abbastanza spesso che su questo blog segnalassi come il fumetto italiano, nel tempo, ha finito per mettere sempre più in evidenza una certa propensione ad offrire una rappresentazione "di comodo" delle città straniere... Londra, New York, Los Angeles... Spesso e volentieri sono state epurate da tutti quegli elementi che in qualche modo avrebbero rischiato di disturbare l'italico lettore, che magari restava legato ad una serie di sterotipi e pregiudizi tipici della sua cultura di appartenenza, p del suo background generazionale... Ad esempio evitando di mostrare, soprattutto in maniera verosimile, la visibilissima realtà LGBT locale.
E, se leggete questo blog, saprete anche che in più di un'occasione mi sono soffermato a riflettere sul fatto che - considerando che viviamo in un un mondo sempre più globalizzato, queste scelte rappresentavano un boomerang, soprattutto per quel che riguarda la possibilità di un effettivo ricambio generazionale del pubblico.
E oggi parlerò un po' di chi la pensa come me.
Infatti, a parziale riprova del fatto che certi elementi sono diventati importanti per chi, effettivamente, si rivolge ad un pubblico prevalentemente giovanile e potenzialmente sconfinato, ci sono le scelte degli ideatori e dei programmatori dell'ultimo vidogame di Spider-Man per PS4, che ha debuttato circa una settimana fa.
Perchè dico questo? Perchè il suddetto gioco è - com'era prevedibile - ambientato in una New York ricostruita nei minimi dettagli (e che effettivamente fa abbastanza impressione), comprensiva di bandiere gay appese agli edifici e dipinte sui muri, così com'è nella New York reale...
Anche se questo, presumibilmente, renderà il videogame invendibile in Russia e in diverse altre parti del mondo, perlomeno in questa versione.
E devo dire che vedere Spider-Man che si muove con disinvoltura con le rainbow flag sullo sfondo - e magari trova anche il tempo di farci un selfie - fa un certo effetto... E direi che, romanticismo a parte, dimostra che gli utenti LGBT e LGBT friendly sono ormai considerati una fetta importante del mercato.
E direi anche che questa scelta acquista anche un particolare significato se si considera la diffusione del mercato dei videogames anche nel nostro paese... In cui spesso gli editori si lamentano del fatto che il pubblico giovanile sta iniziando a depennare i fumetti dalla lista de suoi interessi preferendo i videogiochi, anche se poi non hanno mai osato fare scelte di questo tipo.
Comunque, a ben guardare, questo non è il solo elemento gay friendly del gioco. Infatti, effettuando le opportune operazioni, è possibile sbloccare oltre una ventina di costumi ragneschi, provenienti dalle varie incarnazioni dell'eroe fumettistico e dei suoi epigoni (visto che adesso, nei fumetti MARVEL, Peter Parker ha diversi "imitatori"), e fra questi c'è una deliziosa tenuta "undies": un modo molto trendy per dire che in questo gioco Spider-Man può anche presentarsi in mutande...
In realtà, nei fumetti, Spider-Man si è ritrovato relativamente spesso alle prese con situazioni imbarazzanti di questo tipo, ma credo che sia la prima volta che vengono considerate come un elemento da inserire in un videogame di questo livello. Che, evidentemente, ha voluto puntare anche su una soluzione che per un certo tipo di pubblico risultasse sexy, e per un'altra parte di pubblico fosse comunque divertente. E in effetti questa è una strategia molto usata per risultare gay friendly senza "prevaricare" i gusti del pubblico eterosessuale, anche in altri ambiti dell'entertainment contemporaneo.
Ovviamente, a questo punto, prevedo valanghe di cosplayer esibizionisti alle prossime manifestazioni fumettistiche, anche perchè credo che questo potrebbe essere il costume di Spider-Man più economico di sempre. E se si presenteranno anche in Italia, magari a Lucca Comics & Games, evidenzieranno ulteriormente la voragine che si sta creando fra la sensibilità del pubblico di oggi e un certo tipo di fumetto italiano che proprio non si vuole schiodare dalla sua impostazione "âgée", per dirla alla francese.
Detto ciò vi lascio con una sequenza "undies" del nuovo videogame di Spider-Man, anche perchè pare che questo look sia uno dei motivi per cui si internet stanno circolando tantissimi commenti di apprezzamento per i glutei sfoggiati dal protagonista in questa sua nuova versione videoludica...
E poi non dite che non vi voglio bene.
Alla prossima.
É capitato abbastanza spesso che su questo blog segnalassi come il fumetto italiano, nel tempo, ha finito per mettere sempre più in evidenza una certa propensione ad offrire una rappresentazione "di comodo" delle città straniere... Londra, New York, Los Angeles... Spesso e volentieri sono state epurate da tutti quegli elementi che in qualche modo avrebbero rischiato di disturbare l'italico lettore, che magari restava legato ad una serie di sterotipi e pregiudizi tipici della sua cultura di appartenenza, p del suo background generazionale... Ad esempio evitando di mostrare, soprattutto in maniera verosimile, la visibilissima realtà LGBT locale.
E, se leggete questo blog, saprete anche che in più di un'occasione mi sono soffermato a riflettere sul fatto che - considerando che viviamo in un un mondo sempre più globalizzato, queste scelte rappresentavano un boomerang, soprattutto per quel che riguarda la possibilità di un effettivo ricambio generazionale del pubblico.
E oggi parlerò un po' di chi la pensa come me.
Infatti, a parziale riprova del fatto che certi elementi sono diventati importanti per chi, effettivamente, si rivolge ad un pubblico prevalentemente giovanile e potenzialmente sconfinato, ci sono le scelte degli ideatori e dei programmatori dell'ultimo vidogame di Spider-Man per PS4, che ha debuttato circa una settimana fa.
Perchè dico questo? Perchè il suddetto gioco è - com'era prevedibile - ambientato in una New York ricostruita nei minimi dettagli (e che effettivamente fa abbastanza impressione), comprensiva di bandiere gay appese agli edifici e dipinte sui muri, così com'è nella New York reale...
Anche se questo, presumibilmente, renderà il videogame invendibile in Russia e in diverse altre parti del mondo, perlomeno in questa versione.
E devo dire che vedere Spider-Man che si muove con disinvoltura con le rainbow flag sullo sfondo - e magari trova anche il tempo di farci un selfie - fa un certo effetto... E direi che, romanticismo a parte, dimostra che gli utenti LGBT e LGBT friendly sono ormai considerati una fetta importante del mercato.
E direi anche che questa scelta acquista anche un particolare significato se si considera la diffusione del mercato dei videogames anche nel nostro paese... In cui spesso gli editori si lamentano del fatto che il pubblico giovanile sta iniziando a depennare i fumetti dalla lista de suoi interessi preferendo i videogiochi, anche se poi non hanno mai osato fare scelte di questo tipo.
Comunque, a ben guardare, questo non è il solo elemento gay friendly del gioco. Infatti, effettuando le opportune operazioni, è possibile sbloccare oltre una ventina di costumi ragneschi, provenienti dalle varie incarnazioni dell'eroe fumettistico e dei suoi epigoni (visto che adesso, nei fumetti MARVEL, Peter Parker ha diversi "imitatori"), e fra questi c'è una deliziosa tenuta "undies": un modo molto trendy per dire che in questo gioco Spider-Man può anche presentarsi in mutande...
In realtà, nei fumetti, Spider-Man si è ritrovato relativamente spesso alle prese con situazioni imbarazzanti di questo tipo, ma credo che sia la prima volta che vengono considerate come un elemento da inserire in un videogame di questo livello. Che, evidentemente, ha voluto puntare anche su una soluzione che per un certo tipo di pubblico risultasse sexy, e per un'altra parte di pubblico fosse comunque divertente. E in effetti questa è una strategia molto usata per risultare gay friendly senza "prevaricare" i gusti del pubblico eterosessuale, anche in altri ambiti dell'entertainment contemporaneo.
Ovviamente, a questo punto, prevedo valanghe di cosplayer esibizionisti alle prossime manifestazioni fumettistiche, anche perchè credo che questo potrebbe essere il costume di Spider-Man più economico di sempre. E se si presenteranno anche in Italia, magari a Lucca Comics & Games, evidenzieranno ulteriormente la voragine che si sta creando fra la sensibilità del pubblico di oggi e un certo tipo di fumetto italiano che proprio non si vuole schiodare dalla sua impostazione "âgée", per dirla alla francese.
Detto ciò vi lascio con una sequenza "undies" del nuovo videogame di Spider-Man, anche perchè pare che questo look sia uno dei motivi per cui si internet stanno circolando tantissimi commenti di apprezzamento per i glutei sfoggiati dal protagonista in questa sua nuova versione videoludica...
E poi non dite che non vi voglio bene.
Alla prossima.
venerdì 6 luglio 2018
GIOCHI PROIBITI
Ciao a tutti, come va?
A quanto pare il mese dell'orgoglio gay, quest'anno, ha portato almeno un paio di annunci abbastanza significativi nel mondo dei videogames, e ovviamente questo blog non poteva fare a meno di fare il punto della situazione. Soprattutto se si considera il ruolo che hanno i videogames nella formazione delle nuove generazioni e il peso crescente che questa forma di intrattenimento sta acquistando nell'ambito del tempo libero... E non solo per quel che riguarda giovani e giovanissimi.
La situazione, molto in sintesi, è la seguente. Il 20 giugno scorso, sul forum ufficiale del gioco di simulazione THE SIMS, un rappresentante della casa di produzione EA Games ha annunciato che ben sette nazioni hanno vietato il download della versione mobile del gioco (The Sims: Freeplay). Per la precisione si tratta di Cina, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Egitto, Oman, Kuwait e Qatar. Non sono state specificate chiaramente le ragioni di questa scelta, ma visto che si è parlato di "standard" locali, e di come per THE SIMS fosse importante restare un'esperienza di gioco inclusiva, e di quanto la casa di produzione sapesse che questo era importante per i giocatori, non ci è voluto un genio per intuire che - con ogni probabilità - la proibizione partiva dalla crescente politica LGBT friendly del gioco. Che tra l'altro gli è valsa il marchio "per adulti" in Russia.
In molti sapranno che il gioco è disponibile ormai dal 2000, e che già da allora era possibile che i personaggi "corteggiassero" persone del proprio sesso per andare a convivere (anche se il coinvolgimento romantico rimaneva inespresso). Quello che magari non tutti sanno è che negli ultimi anni THE SIMS ha dato una forte accelerata all'ampliamento delle opzioni relative a orientamento sessuale e identità di genere. Comunque potrebbe essere interessante fare una breve cronologia dell'evoluzione di queste opzioni.
THE SIMS 2 (2004)
Le coppie omosessuali diventano "visibili" (tramite la possibilità di scambiarsi effusioni di vario tipo) e il loro rapporto viene formalizzato, anche se non possono accedere al matrimonio.
THE SIMS 3 (2007)
Il matrimonio diventa possibile senza impedimenti legati al genere, e le coppie omosessuali ottengono il diritto di adottare dei figli.
THE SIMS 3: INTO THE FUTURE (2013)
In questa espansione ambientata in un remoto futuro le coppie omosessuali possono mischiare il proprio DNA in appositi centri e tornarsene a casa con un figlio biologico di entrambi.
THE SIMS 4 (2014)
Le coppie omosessuali vengono totalmente parificate a quelle eterosessuali, e vengono introdotte anche le famiglie poliamorose. Inoltre con l'aggiornamento del giugno 2016 è stato possibile superare le limitazioni di genere relative all'abbigliamento... O alle gravidanze. Visto che da quel momento in poi è stato possibile decidere se un personaggio poteva rimanere incinta (o fecondare il partner) a prescindere dal proprio genere...
Morale della favola: ora in THE SIMS è disponibile un ventaglio di possibilità che, evidentemente, lo rendono improponibile in contesti culturali che considerano impresentabile anche solo la "semplice" omosessualità. Soprattutto considerando che queste opzioni sono praticabili anche dai personaggi adolescenti... E che la casa di produzione continua a pubblicizzare il tutto come se fosse il suo fiore all'occhiello.
E questo, se non altro, dimostra che i videogiochi hanno un impatto culturale e formativo non da poco, soprattutto se si considera che possono avere una diffusione globale. Al momento non è ben chiaro se il divieto si potrà applicare anche alla versione di THE SIMS distribuita su supporto classico (e questo potrebbe spiegare perchè la casa di produzione ha preferito non alzare i toni della polemica), e comunque chi ha scaricato il gioco sul proprio cellulare potrà continuare a giocarci (anche se ovviamente non avrà più accesso agli aggiornamenti).
Staremo a vedere.
Di buono c'è che un altro videogame cult ha deciso di aprire le porte all'amore omosessuale, anche perchè sorvolare sulla questione nella nuova ambientazione non gli avrebbe fatto onore. Mi riferisco al nuovo capitolo di ASSASSIN'S CREED, ambientato ai tempi della Guerra del Peloponneso fra Atene e Sparta (431 a.C). ASSASSIN'S CREED: ODISSEY, infatti, esplorerà gli eventi che hanno coinvolto la millenaria lotta fra la Confraternita degli Assassini e l'Ordine dei Templari (o meglio: i loro precursori delle epoche più remote) ai tempi dell'Antica Grecia... Quando è opinione comune che la legittimazione dell'omosessualità avesse raggiunto uno dei suoi apici storici (anche se poi non è che le cose andassero proprio così)...
Il gioco sarà in vendita dai primi di ottobre, ma qualcosa mi dice che i cosplayer di tutto il mondo sono già all'opera per realizzare dei costumi fedelissimi fino all'ultimo dettaglio. Anche perchè i due protagonisti principali, gli spartani Alexios e Kassandra, si prestano molto... E il fatto che, questa volta, sarà possibile decidere se avranno relazioni eterosessuali o omosessuali sicuramente li renderà ancora più intriganti...
Ad ogni modo, mentre restiamo in attesa dell'inevitabile valanga di fanart omoerotiche di Alexios che ci invaderanno da qui a breve, volevo fare giusto un piccolo appunto alla Ubisoft (che sicuramente non leggerà mai questo blog, ma se non lo facessi non sarei coerente). Premesso che comunque quello di ASSASSIN'S CREED: ODISSEY è un passo avanti positivo, e che comunque parliamo di videogiochi e non di saggi storici, magari varrebbe la pena ricordare che l'omosessualità non era diffusa e legittimata (entro certi limiti, e in determinate condizioni) solo nell'Antica Grecia, o magari nell'Antica Roma...
ASSASSIN'S CREED è una saga videoludica che copre tutta la storia dell'umanità, ed è diventata famosa grazie ai suoi (numerosi) capitoli ambientati nell'Italia del Rinascimento, quelli che hanno seguito le peripezie di Ezio Auditore... Un protagonista che tra l'altro era intimo amico di Leonardo da Vinci (che negli anni in cui è ambientato il videogioco era già stato formalmente accusato di sodomia). Però sulla questione della sua omosessualità, e sulle possibilità che avrebbe aperto (in particolare nei confronti di Ezio Aurditore), si è preferito glissare... Lasciando il tutto a livello di sottotesto, o magari di accenno da cogliere fra le righe... O magari delegando il tutto agli appassionati.
Anche se Leonardo Da Vinci, alla fine, è stato un personaggio ricorrente anche nei fumetti e nei romanzi tratti dalla saga... E questo avrebbe sicuramente concesso una libertà crativa maggiore rispetto al videogioco vero e proprio...
E Leonardo da Vinci non è nemmeno un caso isolato, se si considera anche l'universo espanso della saga (film, fumetti, ecc), finora sono comparsi una cinquantina di personaggi LGBT (CLICCATE QUI)... Però per poter arrivare all'opzione "relazione omosessuale" è stato necessario aspettare l'Antica Grecia nel capitolo del 2018. Certo bisogna anche ammettere che magari, fino a pochi anni fa, i tempi non erano poi così maturi per trattare la questione in maniera troppo esplicita... Però d'ora in poi non sarebbe male se alla Ubisoft si ricordassero che l'omosessualità è stata una costante nella storia dell'umanità, e che comunque offrirebbe una serie di sviluppi narrativi molto interessanti in tutte le epoche.
Ora bisognerà vedere se, nei futuri capitoli di ASSASSIN'S CREED, le cose cambieranno... Soprattutto considerando che questo potrebbe precludere alla distrbuzione in diversi mercati non proprio gay friendly, con conseguente conflitto di interessi.
Alla prossima.
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A quanto pare il mese dell'orgoglio gay, quest'anno, ha portato almeno un paio di annunci abbastanza significativi nel mondo dei videogames, e ovviamente questo blog non poteva fare a meno di fare il punto della situazione. Soprattutto se si considera il ruolo che hanno i videogames nella formazione delle nuove generazioni e il peso crescente che questa forma di intrattenimento sta acquistando nell'ambito del tempo libero... E non solo per quel che riguarda giovani e giovanissimi.
La situazione, molto in sintesi, è la seguente. Il 20 giugno scorso, sul forum ufficiale del gioco di simulazione THE SIMS, un rappresentante della casa di produzione EA Games ha annunciato che ben sette nazioni hanno vietato il download della versione mobile del gioco (The Sims: Freeplay). Per la precisione si tratta di Cina, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Egitto, Oman, Kuwait e Qatar. Non sono state specificate chiaramente le ragioni di questa scelta, ma visto che si è parlato di "standard" locali, e di come per THE SIMS fosse importante restare un'esperienza di gioco inclusiva, e di quanto la casa di produzione sapesse che questo era importante per i giocatori, non ci è voluto un genio per intuire che - con ogni probabilità - la proibizione partiva dalla crescente politica LGBT friendly del gioco. Che tra l'altro gli è valsa il marchio "per adulti" in Russia.
In molti sapranno che il gioco è disponibile ormai dal 2000, e che già da allora era possibile che i personaggi "corteggiassero" persone del proprio sesso per andare a convivere (anche se il coinvolgimento romantico rimaneva inespresso). Quello che magari non tutti sanno è che negli ultimi anni THE SIMS ha dato una forte accelerata all'ampliamento delle opzioni relative a orientamento sessuale e identità di genere. Comunque potrebbe essere interessante fare una breve cronologia dell'evoluzione di queste opzioni.
THE SIMS 2 (2004)
Le coppie omosessuali diventano "visibili" (tramite la possibilità di scambiarsi effusioni di vario tipo) e il loro rapporto viene formalizzato, anche se non possono accedere al matrimonio.
THE SIMS 3 (2007)
Il matrimonio diventa possibile senza impedimenti legati al genere, e le coppie omosessuali ottengono il diritto di adottare dei figli.
THE SIMS 3: INTO THE FUTURE (2013)
In questa espansione ambientata in un remoto futuro le coppie omosessuali possono mischiare il proprio DNA in appositi centri e tornarsene a casa con un figlio biologico di entrambi.
THE SIMS 4 (2014)
Le coppie omosessuali vengono totalmente parificate a quelle eterosessuali, e vengono introdotte anche le famiglie poliamorose. Inoltre con l'aggiornamento del giugno 2016 è stato possibile superare le limitazioni di genere relative all'abbigliamento... O alle gravidanze. Visto che da quel momento in poi è stato possibile decidere se un personaggio poteva rimanere incinta (o fecondare il partner) a prescindere dal proprio genere...
Morale della favola: ora in THE SIMS è disponibile un ventaglio di possibilità che, evidentemente, lo rendono improponibile in contesti culturali che considerano impresentabile anche solo la "semplice" omosessualità. Soprattutto considerando che queste opzioni sono praticabili anche dai personaggi adolescenti... E che la casa di produzione continua a pubblicizzare il tutto come se fosse il suo fiore all'occhiello.
E questo, se non altro, dimostra che i videogiochi hanno un impatto culturale e formativo non da poco, soprattutto se si considera che possono avere una diffusione globale. Al momento non è ben chiaro se il divieto si potrà applicare anche alla versione di THE SIMS distribuita su supporto classico (e questo potrebbe spiegare perchè la casa di produzione ha preferito non alzare i toni della polemica), e comunque chi ha scaricato il gioco sul proprio cellulare potrà continuare a giocarci (anche se ovviamente non avrà più accesso agli aggiornamenti).
Staremo a vedere.
Di buono c'è che un altro videogame cult ha deciso di aprire le porte all'amore omosessuale, anche perchè sorvolare sulla questione nella nuova ambientazione non gli avrebbe fatto onore. Mi riferisco al nuovo capitolo di ASSASSIN'S CREED, ambientato ai tempi della Guerra del Peloponneso fra Atene e Sparta (431 a.C). ASSASSIN'S CREED: ODISSEY, infatti, esplorerà gli eventi che hanno coinvolto la millenaria lotta fra la Confraternita degli Assassini e l'Ordine dei Templari (o meglio: i loro precursori delle epoche più remote) ai tempi dell'Antica Grecia... Quando è opinione comune che la legittimazione dell'omosessualità avesse raggiunto uno dei suoi apici storici (anche se poi non è che le cose andassero proprio così)...
Il gioco sarà in vendita dai primi di ottobre, ma qualcosa mi dice che i cosplayer di tutto il mondo sono già all'opera per realizzare dei costumi fedelissimi fino all'ultimo dettaglio. Anche perchè i due protagonisti principali, gli spartani Alexios e Kassandra, si prestano molto... E il fatto che, questa volta, sarà possibile decidere se avranno relazioni eterosessuali o omosessuali sicuramente li renderà ancora più intriganti...
Ad ogni modo, mentre restiamo in attesa dell'inevitabile valanga di fanart omoerotiche di Alexios che ci invaderanno da qui a breve, volevo fare giusto un piccolo appunto alla Ubisoft (che sicuramente non leggerà mai questo blog, ma se non lo facessi non sarei coerente). Premesso che comunque quello di ASSASSIN'S CREED: ODISSEY è un passo avanti positivo, e che comunque parliamo di videogiochi e non di saggi storici, magari varrebbe la pena ricordare che l'omosessualità non era diffusa e legittimata (entro certi limiti, e in determinate condizioni) solo nell'Antica Grecia, o magari nell'Antica Roma...
ASSASSIN'S CREED è una saga videoludica che copre tutta la storia dell'umanità, ed è diventata famosa grazie ai suoi (numerosi) capitoli ambientati nell'Italia del Rinascimento, quelli che hanno seguito le peripezie di Ezio Auditore... Un protagonista che tra l'altro era intimo amico di Leonardo da Vinci (che negli anni in cui è ambientato il videogioco era già stato formalmente accusato di sodomia). Però sulla questione della sua omosessualità, e sulle possibilità che avrebbe aperto (in particolare nei confronti di Ezio Aurditore), si è preferito glissare... Lasciando il tutto a livello di sottotesto, o magari di accenno da cogliere fra le righe... O magari delegando il tutto agli appassionati.
Anche se Leonardo Da Vinci, alla fine, è stato un personaggio ricorrente anche nei fumetti e nei romanzi tratti dalla saga... E questo avrebbe sicuramente concesso una libertà crativa maggiore rispetto al videogioco vero e proprio...
E Leonardo da Vinci non è nemmeno un caso isolato, se si considera anche l'universo espanso della saga (film, fumetti, ecc), finora sono comparsi una cinquantina di personaggi LGBT (CLICCATE QUI)... Però per poter arrivare all'opzione "relazione omosessuale" è stato necessario aspettare l'Antica Grecia nel capitolo del 2018. Certo bisogna anche ammettere che magari, fino a pochi anni fa, i tempi non erano poi così maturi per trattare la questione in maniera troppo esplicita... Però d'ora in poi non sarebbe male se alla Ubisoft si ricordassero che l'omosessualità è stata una costante nella storia dell'umanità, e che comunque offrirebbe una serie di sviluppi narrativi molto interessanti in tutte le epoche.
Ora bisognerà vedere se, nei futuri capitoli di ASSASSIN'S CREED, le cose cambieranno... Soprattutto considerando che questo potrebbe precludere alla distrbuzione in diversi mercati non proprio gay friendly, con conseguente conflitto di interessi.
Alla prossima.
Ti piace questo BLOG e vuoi manifestare il tuo apprezzamento? Vuoi sostenerlo? Vorresti offrirmi un caffè ogni tanto? Se ti va puoi cliccare sul tasto che vedi qui sotto e seguendo le indicazioni puoi fare una microdonazione :-)
venerdì 20 aprile 2018
GAME CHART
Ciao a tutti, come va?
Proprio oggi il sito di The Advocate ha provato a fare una classifica dei quindici videogames con risvolti LGBT più rappresentativi degli ultimi anni (la trovate CLICCANDO QUI). Della maggior parte dei titoli selezionati ho parlato anche su questo blog, e credo che - a prescindere dai gusti personali - è molto interessante che The Advocate si sia preso la briga di realizzare una classifica di questo tipo, dimostrando una volta di più quanto il mondo dei videogames abbia iniziato a interfacciarsi con la cultura gay contemporanea...
Ad ogni modo, spulciando questa classifica, mi sono reso conto che - clamorosamente - del titolo che si è guadagnato la prima posizione su questo blog non avevo ancora parlato, anche se è in circolazione più o meno da un annetto. In realtà, facendo mente locale, mi sono ricordato c he all'epoca non ne parlai perchè - nonostante se ne stesse parlando parecchio - la casa di produzione continuava a posticipare la data di uscita... E mi sarebbe piaciuto parlarne solo quando il progetto sarebbe stato ufficialmente disponibile (cosa che si verificò più di un mese dopo, credo). Però a quel punto mi era passato di mente (a volte può succedere), e così - per quanto ancora non conoscessero il videogame in questione - recupero oggi...
Segnalandovi che al primo posto nella classifica di The Advocate c'è Dream Daddy... Ovvero il gioco di simulazione che - una volta tanto - permette al giocatore di corteggiare un bel papà già munito di prole...
Nel gioco (che potete acquistare per 15 euro CLICCANDO QUI) si possono scegliere quale dei sette papà "prefabbricati" corteggiare (ognuno con la sua personalità e il suo look molto caratteristico), ma ovviamente è possibile anche "costruire" il proprio daddy dei sogni selezionando fra molteplici opzioni. Inutile dire che in questo caso non bisogna conquistare solo l'amore del daddy selezionato, ma anche l'affetto della sua (più o meno numerosa) prole...
E ovviamente, nell'anno trascorso da quando questo gioco ha debuttato, è diventato un piccolo cult... Ispirando anche una buona dose di cosplayer particolarmente riusciti...
Con tutto l'immancabile seguito di merchandising ufficiale (e non)...
Sia come sia è abbastanza confortante vedere che un gioco del genere - che, diciamo, permette di corteggiare un daddy nel senso pieno del termine - ha avuto tutto questo riscontro, soprattutto considerando che (tanto per cambiare) è stato messo a punto partendo da un progetto di crowdfunding.
Comunque, fra gli assenti nella classifica di The Advocate, c'è anche una nuova proposta "ibrida", che ha debuttato all'inizio di quest'anno e che - a suo modo - ha sicuramente rappresentato un progetto abbastanza innovativo... E cioè Gaydorado, il videogame che si può scaricare sul proprio apparecchio mobile e che - oltre alla parte prettamente videoludica - consente di interagire via chat con tutti gli altri giocatori iscritti da ogni parte del mondo.
In poche parole questa App offre l'opportunità di muoversi in una metropoli strabordante di bei ragazzi, che si ispirano in buona parte (ma non solo) all'estetica bara manga, per conoscere ragazzi da corteggiare. Indossando, tra l'altro, qualsiasi tipo di abbigliamento (dal più sobrio al più feticista) e sfidando in combattimento gli avversari che si incontrano sul proprio cammino, magari dopo aver potenziato la propria struttura muscolare in palestra...
Tra l'altro in occasione di feste e ricorrenze speciali la App offre esperienze e possibilità supplementari. Ad ogni modo, se la parte più videoludica ha incassato anche diverse critiche (sia a livello di giocabilità, che a livello di stereotipizzazione del mondo gay), la parte più social pare che sia stata quella più apprezzata... Visto che attraverso la chat è davvero possibile conoscere gaymer da tutto il mondo e confrontarsi anche su argomenti che non hanno niente a che fare con il gioco stesso...
Intendiamoci: i videogame con un servizio di chat non sono una novità, ma quelli che - per impostazione - danno la possibilità di raccogliere questa specifica tipologia di utenti non sono poi tantissimi, e sicuramente in questo senso Gaydorado è un esperimento particolarmente interessante.
Staremo a vedere cosa succederà, e come si evolverà il mondo dei videogames a tema gay in futuro...
Alla prossima.
Proprio oggi il sito di The Advocate ha provato a fare una classifica dei quindici videogames con risvolti LGBT più rappresentativi degli ultimi anni (la trovate CLICCANDO QUI). Della maggior parte dei titoli selezionati ho parlato anche su questo blog, e credo che - a prescindere dai gusti personali - è molto interessante che The Advocate si sia preso la briga di realizzare una classifica di questo tipo, dimostrando una volta di più quanto il mondo dei videogames abbia iniziato a interfacciarsi con la cultura gay contemporanea...
Ad ogni modo, spulciando questa classifica, mi sono reso conto che - clamorosamente - del titolo che si è guadagnato la prima posizione su questo blog non avevo ancora parlato, anche se è in circolazione più o meno da un annetto. In realtà, facendo mente locale, mi sono ricordato c he all'epoca non ne parlai perchè - nonostante se ne stesse parlando parecchio - la casa di produzione continuava a posticipare la data di uscita... E mi sarebbe piaciuto parlarne solo quando il progetto sarebbe stato ufficialmente disponibile (cosa che si verificò più di un mese dopo, credo). Però a quel punto mi era passato di mente (a volte può succedere), e così - per quanto ancora non conoscessero il videogame in questione - recupero oggi...
Segnalandovi che al primo posto nella classifica di The Advocate c'è Dream Daddy... Ovvero il gioco di simulazione che - una volta tanto - permette al giocatore di corteggiare un bel papà già munito di prole...
Nel gioco (che potete acquistare per 15 euro CLICCANDO QUI) si possono scegliere quale dei sette papà "prefabbricati" corteggiare (ognuno con la sua personalità e il suo look molto caratteristico), ma ovviamente è possibile anche "costruire" il proprio daddy dei sogni selezionando fra molteplici opzioni. Inutile dire che in questo caso non bisogna conquistare solo l'amore del daddy selezionato, ma anche l'affetto della sua (più o meno numerosa) prole...
E ovviamente, nell'anno trascorso da quando questo gioco ha debuttato, è diventato un piccolo cult... Ispirando anche una buona dose di cosplayer particolarmente riusciti...
Con tutto l'immancabile seguito di merchandising ufficiale (e non)...
Sia come sia è abbastanza confortante vedere che un gioco del genere - che, diciamo, permette di corteggiare un daddy nel senso pieno del termine - ha avuto tutto questo riscontro, soprattutto considerando che (tanto per cambiare) è stato messo a punto partendo da un progetto di crowdfunding.
Comunque, fra gli assenti nella classifica di The Advocate, c'è anche una nuova proposta "ibrida", che ha debuttato all'inizio di quest'anno e che - a suo modo - ha sicuramente rappresentato un progetto abbastanza innovativo... E cioè Gaydorado, il videogame che si può scaricare sul proprio apparecchio mobile e che - oltre alla parte prettamente videoludica - consente di interagire via chat con tutti gli altri giocatori iscritti da ogni parte del mondo.
In poche parole questa App offre l'opportunità di muoversi in una metropoli strabordante di bei ragazzi, che si ispirano in buona parte (ma non solo) all'estetica bara manga, per conoscere ragazzi da corteggiare. Indossando, tra l'altro, qualsiasi tipo di abbigliamento (dal più sobrio al più feticista) e sfidando in combattimento gli avversari che si incontrano sul proprio cammino, magari dopo aver potenziato la propria struttura muscolare in palestra...
Tra l'altro in occasione di feste e ricorrenze speciali la App offre esperienze e possibilità supplementari. Ad ogni modo, se la parte più videoludica ha incassato anche diverse critiche (sia a livello di giocabilità, che a livello di stereotipizzazione del mondo gay), la parte più social pare che sia stata quella più apprezzata... Visto che attraverso la chat è davvero possibile conoscere gaymer da tutto il mondo e confrontarsi anche su argomenti che non hanno niente a che fare con il gioco stesso...
Intendiamoci: i videogame con un servizio di chat non sono una novità, ma quelli che - per impostazione - danno la possibilità di raccogliere questa specifica tipologia di utenti non sono poi tantissimi, e sicuramente in questo senso Gaydorado è un esperimento particolarmente interessante.
Staremo a vedere cosa succederà, e come si evolverà il mondo dei videogames a tema gay in futuro...
Alla prossima.
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