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martedì 25 luglio 2017

LESBICHE ESTIVE

Ciao a tutti, come va?

Giusto a maggio, parlando di come la situazione nelle edicole italiane non si schioda e di come, gira e rigira, piove sempre sul bagnato, mi chiedevo quanto tempo ci sarebbe voluto prima che anche Mercurio Loi della Bonelli offrisse una qualche rappresentazione stereotipata e/o negativa dell'omosessualità (CLICCATE QUI)... Detto fatto: la risposta alla mia domanda è arrivata già sul numero due della serie, uscito il 22 giugno scorso...

In questa occasione, molto in sintesi, il protagonista si confronta con un giustiziere mascherato - di nome Contrappasso - che è solito eliminare chi reputa responsabile di gravi peccati e che si scopre essere in realtà una donna. In effetti non c'è molto tempo per indagare il suo passato, o il motivo per cui il suo volto è perennemente contratto in una smorfia arcigna, ma ce n'è abbastanza per far vedere come si fa avanti con una misera sartina che decide di aiutarla...



Davvero notevole la quantità di luoghi comuni (negativi) legati all'omosessualità presenti in questa storia... E in particolare quelli tradizionalmente presenti negli albi Bonelli quando si parla di lesbiche. Anche qui abbiamo una lesbica predatrice, probabilmente squilibrata e incapace di avere una sessualità serena (non so se avete notato l'espressione che ha anche quando fa sesso), che ricorre all'assassinio per placare i suoi demoni interiori e lo fa indossando panni maschili. E, per non farsi mancare nulla, non si fa problemi ad insidiare una madre di famiglia...
In ogni caso, siccome siamo in un albo Bonelli e ovviamente un personaggio del genere non può cavarsela impunemente, perde la vita cadendo da un tetto dopo essere stata presa a schioppettate dalle forze dell'ordine... Ovviamente sotto lo sguardo impotente della povera sartina di cui sopra, giusto per punire indirettamente (e simbolicamente) anche lei per i suoi momenti di abbandono saffico...
Prima di tutto vorrei ringraziare l'amico Massimo Basili per avermi scansionato le tavole e riassunto la storia (perchè, a scanso di equivoci, non avevo alcuna intenzione di spendere cinque euro per una storia del genere, anche solo per una questione di principio), in secondo luogo non posso davvero fare a meno di chiedermi cosa sarebbe successo se una storia del genere - e con questi toni - fosse stata pubblicata negli USA o in un qualsiasi altro paese in cui i fumetti hanno smesso da tempo di strizzare l'occhio al pubblico tendenzialmente omofobo... Come minimo ci sarebbe stata un'insurrezione di parte del pubblico e molti siti e blog avrebbero iniziato a lanciare (simbolicamente) pomodori e frutta marcia...

Qui, invece, non è successo assolutamente nulla... E chi ha parlato di questo secondo numero di Mercurio Loi - semplicemente - non ha nemmeno accennato al fatto che in questa storia si toccasse (male) il tema dell'omosessualità.

Il che, presumo, la dice lunga su molte cose. Sul fatto che questo non è un fumetto per giovani e sul fatto che, dalle nostre parti, si è preferito glissare sul modo anacronistico e pregiudizievole con cui ha presentato certe situazioni e certi personaggi... E soprattutto sul fatto che chi abitualmente legge questi fumetti - evidentemente - NON fa parte del grande pubblico che ormai ha iniziato a fruire abitualmente di prodotti che hanno un approccio più moderno nei confronti di certi argomenti, altrimenti ci sarebbero state reazioni di tutt'altro genere.

Infatti è passato circa un mese da quando questo albo è arrivato in edicola e nessuno ha messo in luce il fatto che si è giocato una bella opportunità (tanto per cambiare) di svecchiare certi luoghi comuni... Soprattutto considerando che si tratta di una nuova serie che deve farsi conoscere, presumibilmente da un pubblico ampio e non necessariamente legato agli stereotipi bonelliani in fatto di omosessuali...


Cosa questo potrà portare in futuro non lo so, ma qualcosa mi dice che - con simili biglietti da visita - Mercurio Loi non è destinato ad avere un successo strepitoso... E qualcosa mi dice che tornerò a parlarne. In ogni caso penso che sia abbastanza interessante il fatto che una storia del genere si trovasse in edicola proprio mentre scoppiava il caso di una coppia gay rifiutata da una struttura turistica che non accettava "gay e animali".

Nel senso che è evidente che in Italia, come altrove, ci sono ancora molte persone che considerano l'omofobia qualcosa di normale e accettabile, ma mentre all'estero l'editoria a fumetti "popolare" ha un atteggiamento più progressista (e quasi pedagogico) verso omosessuali e minoranze varie, dalle nostre parti ha ancora una certa tendenza a strizzare l'occhio alle platee culturalmente arretrate e reazionarie... Quasi come se desse per scontato che siano sinonimo di "popolare", e quindi di grandi vendite... O meglio: dando per scontato che in italia i lettori potenziali di fumetti "popolari" rientrino, per la maggior parte, in questa categoria di persone, come in effetti avveniva dal Secondo Dopoguerra agli anni Settanta/Ottanta, diciamo.

Il punto è che, se si esclude lo zoccolo duro di quelli che sono invecchiati leggendo fumetti negli ultimi trenta/qurant'anni, il pubblico potenziale di oggi non appartiene necessariamente a fette di popolazione culturalmente disagiate e/o arretrate, o magari legate a una visione "tradizionalista" dei fumetti italiani, visto che le suddette categorie - che pure dalle nostre parti sono molto abbondanti - non passano più il loro tempo libero leggendo fumetti (visto che ormai possono impiegarlo in maniera molto meno impegnativa, e onerosa, facendo altro). Quindi ostinarsi a corteggiarle, nel lungo periodo, sarà una strategia sempre meno vincente.

Con buona pace di Mercurio Loi...

Comunque la cosa davvero imbarazzante è che questa difficoltà a comprendere quale sia il confine fra tematiche omosessuali e rappresentazione accattivante delle tematiche omosessuali è ancora abbastanza condivisa da diversi editori. Infatti l'Editoriale Cosmo ha da poco annunciato che a fine luglio riporterà in edicola Kerry Kross, la detective lesbica creata da Max Bunker (Luciano Secchi) nel 1994... Che fu un disastro allora e che probabilmente sarà un disastro anche questa volta (anche perchè, negli anni, Luciano Secchi ha provato a riproporla in edicola diverse volte, andando sempre peggio).


In realtà, da quello che si sa, l'Editoriale Cosmo voleva coinvolgere Luciano Secchi nella sua collana I GRANDI MAESTRI, e dato che suoi titoli di maggior successo (Alan Ford, Kriminal, Satanik) erano stati opzionati dalla Mondadori per una serie di ristampe la proposta dell'autore è stata questa, e forse all'Editoriale Cosmo hanno accettato di buon grado anche perchè - una volta tanto - si trattava di un personaggio omosessuale... E forse perchè Luciano Secchi ha ritirato fuori la sua versione dei fatti, quella secondo cui il personaggio a suo tempo non ebbe grande successo perchè era troppo avanti (!) a causa dei temi trattati, e perchè era stato boicottato dalle lobby bigotte... Nell'albo intitolato "Un rapimento incredibile", che risale al 2005 ed ha rappresentato uno dei (tanti) tentativi di rilancio del personaggio che si sono conclusi in un flop, si legge:

"Fece il suo esordio nel luglio del 1994 creando subito una reazione negativa nella stampa, specialmente in quella femminile che non gradiva affatto un personaggio omosex. La prima serie durò undici numeri e venne sospesa in attesa di tempi migliori. Ma la prevenzione nei confronti dell'omosessualità, al di là delle dichiarazioni di facciata, è sempre stata un ostacolo corposo sulla vita editoriale di Kerry. Anche la seconda apaprizione, che avvenne quattro anni più tardi nel 1998, con la ristampa degli undici numeri, più i quattro precedenti, sei di continuity e uno speciale che portarono la serie a ventitdue numeri, non ottenne quel successo che avrebbe meritato."

Ora: al di là dell'italiano un po' approssimativo, penso sia abbastanza evidente che Luciano Secchi puntava molto sul personaggio, ma non si è mai reso conto che - molto banalmente - non vendeva perchè le storie erano brutte e davano una rappresentazione dell'omosessualità (e in particolare dell'omosessualità come era vissuta a Los Angeles, dove la protagonista si muoveva) del tutto inverosimile. Anche perchè, evidentemente, Luciano Secchi non aveva idea di cosa voleva dire essere lesbica, e men che meno essere una detective lesbica a Los Angeles.

Senza contare che il personaggio, al di là del suo orientamento sessuale, era proprio costruito male. Nel senso che oltre a porsi in maniera lunatica e sconclusionata, finiva per reiterare tutta una serie di luoghi comuni e metteva in luce tutte le lacune di Luciano Secchi, che magari potevano anche passare inosservate negli anni Settanta, ma che vent'anni dopo facevano sentire tutto il loro peso.

In seguito il personaggio sarebbe comparso in  vari special annuali e come comprimario fisso nella serie Beverly Kerr. La sua ultima apparizione risale al 2008.

In parole molto povere Kerry Kross era un personaggio nato vecchio e che era già fuori luogo negli anni Novanta, quando venne concepito, mentre adesso - ad oltre vent'anni di distanza - probabilmente risulterà ancora più vecchio e fuori luogo... Soprattutto considerando che nel frattempo  il grande pubblico ha avuto modo di famigliarizzare molto di più con con i personaggi e le tematiche omosessuali, nel senso più moderno del termine.

Eppure ce lo ritroveremo (di nuovo) in edicola come se niente fosse... E la cosa tragicomica è che, in realtà, negli ultimi ventitrè anni la situazione nelle edicole italiane non è cambiata poi così tanto, come dimostra il secondo numero di Mercurio Loi. Tant'è che, giusto per dirne una, anche Kerry Kross ha una certa tendenza a predare le donne sposate...

E questo è quanto.

Alla prossima.

2 commenti:

Patrizia Mandanici ha detto...

Un paio di osservazioni: l'assassina insidia una donna che si capisce bene vuole essere insidiata (da prima che le si presentasse nuda per farsi aggiustare l'abito). Che poi le lesbiche nell'Ottocento "insidiassero" le donne sposate mi sembra anche normale - le ragazze quasi per forza si sposavano quasi tutte, e pure in giovane età, quindi la probabilità che le relazioni omosessuali fossero tra persone sposate erano abbastanza alte.
La sarta comunque vive questa relazione come liberazione da una vita che evidentemente aveva dovuto subire, e scopre una se stessa diversa, forse la vera se stessa. Magari visto da destra o da persone bigotte non è una buona cosa da vedere.

Wally Rainbow ha detto...

Ovviamente questo intervento si guadagnerà presto un post a parte :-)