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martedì 7 aprile 2020

COSA É SUCCESSO?

Ciao a tutti, come state?

Come avrete notato ho battuto tutti i record di non-aggiornamento da quando ho inaugurato questo blog, più di dieci anni fa. Probabilmente qualcuno di voi avrà anche pensato che avevo gettato la spugna.

E invece no.

Il fatto è che dall'inizio di gennaio e fino alla metà di  febbraio mi sono ammalato, ed è stata un'influenza virale abbastanza aggressiva. Adesso le fonti ufficiali sostengono che a Piacenza non circolava il corona virus in quel periodo, ma qualunque cosa fosse mi ha stesso per un bel po'. Poi, a febbraio, sono anche rimasto travolto un una situazione un po' surreale. Diciamo che ho contribuito a risolvere un mistero nerd che si trascinava da una trentina d'anni, e cioè quello dell'interprete della prima sigla italiana dell'anime Urusei Yatsura, e - anche se la cosa è diventata un piccolo caso internazionale - mi ha messo in una situazione abbastanza sgradevole. Nella misura in cui, avendo rotto le uova nel paniere a dei personaggi sui quali preferisco non esprimermi, sono state scatenate delle shitstorm contro di me, con tanto di minacce annesse (che in qualche caso si sono anche concretizzate). E questa cosa, alla quale non ero granchè abituato, mi ha fatto ripensare molto a quello che potrebbe essere il mondo nerd italiano... E al senso che potrebbe avere rivolgersi ad un contesto in cui si annida una tale quantità di gente che - a monte - deve avere sicuramente molte situazioni irrisolte.

Così mi sono dovuto prendere una pausa per riequilibrare un po' la situazione, e per fare chiarezza con me stesso, e soprattutto per capire a chi voglio rivolgermi quando mi esprimo su internet, e con quale scopo. Poi, come tutti saprete, è scoppiata la pandemia... E siccome io mi trovo in prossimità dell'epicentro ho dovuto pensare a diverse situzioni d'emergenza, anche perchè con l'associazione di volontariato di cui faccio parte (Il Grande Colibrì) seguivo delle persone che erano entrate in una fase di particolare difficoltà, e a tutt'ora la situazione non è semplice. Quindi, siccome non riesco a fare le cose senza avere il tempo per farle bene, per un po' ho accantonato il blog.

Comunque a quella manciata di irriducibili che hanno continuato a passare di qui nella speranza di avere qualche aggiornamento faccio i complimenti per la costanza, e confermo che facevano bene a sperare. Anche perchè, nei limiti del possibile, ho intenzione di riavviare questo blog... Tantopiù che la situazione attuale - in un certo senso - si sta iniziando a legare a tutta una serie di cose di situazioni che ho analizzato per anni. E probabilmente questo diventerà particolarmente evidente da qui alla fine dell'anno, per poi diventare palese dal 2021 in poi.

Avete presente quando dicevo per per tante situazioni i nodi, prima o poi, sarebbero venuti al pettine?  Ecco... Non è da escludere che la pandemia possa rivelarsi il pettine. Un pettine con i denti molto stretti, per giunta.

Le cose da dire sono tante, e sicuramente bisognerà tornare a parlarne, ma il succo della questione è che questa pandemia cambierà molti equilibri, più o meno fragili, che si erano mantenuti nel tempo e su cui l'industria del fumetto - in particolare in Italia - pensava di poter puntare per i prossimi due o tre decenni.

In primo luogo la riserva di lettori maturi o addirittura anziani. Al di là del fatto che sembrano essere uno dei target preferiti dal virus, quando la crisi economica montante inizierà a fare sentire il suo peso, diventeranno inevitabilmente uno dei pochi appigli per i propri figli e nipoti, e per le loro famiglie. E questo sicuramente li porterà a fare dei tagli sulla spesa dedicata al fumetto. E in particolare per quel che riguarda le edizioni costose o di lusso.

Il che ci porta a una seconda considerazione: fumetterie e librerie stavano diventando il circuito privilegiato per la distribuzione dei fumetti in Italia. Durante la pandemia, e nel post pandemia, quanto potranno reggere il contraccolpo? Al momento sono chiuse, ma quando riapriranno il mercato dei costosi volumi cartonati dovrà necessariamente contrarsi, se vuole sperare di sopravvivere in qualche modo. A meno che non voglia diventare un mercato di nicchia a tutti gli effetti, triplicando i prezzi e rivolgendosi a quei pochissimi che potranno ancora permettersi di fare un certo tipo di acquisto.

E questo farà pesare tantissimo il fatto che, col tempo, si è preferito trascurare il pubblico dei bambini e dei giovani adulti (il pubblico REALE, intendo, e non quello a cui si rivolgevano prodotti pensati per chi era giovane trenta o quaranta anni fa), e in particolare quello con poco potere d'acquisto, mettendo da parte - oltretutto - anche il circuito distributivo delle edicole..  Che, guardacaso, è l'unico che può rimanere aperto e funzionante anche in caso di pandemia. Certo si possono fare ordini online, ma non è la stessa cosa, soprattutto se la pandemia incide anche sulle consegne e se non c'è la possibilità di sfogliare un fumetto prima di acquistarlo. Cosa che peraltro non si potrà più fare nemmeno nelle fiere del settore... Visto che sono tutte rimandate a data da destinarsi, e quelle più grosse, probabilmente, sono destinate a non svolgersi più per almeno un anno... Anche perchè, col tempo, molte di queste si erano trasformate in vere e proprie sagre paesane, con centinaia di migliaia di persone che si riversano per strada, ancor prima di intasare i padiglioni...

Per inciso: se non si troverà un vaccino a tempo di record o il virus non muterà repentinamente in una forma meno virulenta e aggressiva, Lucca Comics & Games 2020 non ci potrà essere in nessuna forma e maniera... Forse col tempo potrebbero riaprire le manifestazioni fumettistiche che si tengono in centri congressi in cui si possono gestire i flussi di pubblico, magari con un numero limitato di ingressi (anche se logisticamente è parecchio complicato), ma le sagre cittadine camuffate da fiere del fumetto proprio no, tantopiù se attirano persone da ogni parte del mondo. Sarebbe da irresponsabili. E comunque anche se per ottobre fosse disponibile un vaccino dovrebbe essere necessario verificare all'ingresso chi è vaccinato e chi no... E non oso pensare a cosa potrebbe accadere in termini di organizzazione... Anche perchè molto banalmente, se uno prenota il biglietto mesi prima non può sapere in che condizione si potrebbe presentare alla manifestazione...

Quindi, probabilmente, bisognerà ripensare anche a tutto il sistema di promozione (e sfruttamento economico) dell'immaginario POP... Con tutta una serie di ripercussioni che, al momento, faccio molta fatica ad ipotizzare. Dopotutto se l'interesse attorno a certi ambiti era portato avanti a livello superficiale, e veniva ravvivato periodicamente da manifestazioni di un certo tipo, sicuramente ci saranno dei contraccolpi importanti su tutto il settore. Anche perchè, col tempo, sono stati enfatizzati sempre più spesso degli aspetti che poco o niente avevano a che fare con la reale valorizzazione dell'immaginario POP in quanto tale, e con i suoi reali contenuti. Basti pensare a come, per una mera questione di opportunismo, per anni queste manifestazioni hanno scelto di ignorare i risvolti LGBT delle ultime produzioni legate all'immaginario POP.

Di conseguenza è molto probabile che, semplicemente, le fiumane di persone che intasavano le manifestazioni per passare un fine settimana diverso, volgeranno i loro interessi altrove... E quando la situazione tornerà alla normalità il panorama di queste manifestazioni potrebbe risultare molto diverso. E probabilmente andranno ripensate da cima a fondo, sempre ammesso che qualcuno abbia le capacità di farlo sul serio, ovviamente.

E sapete qual è la cosa più tragicamente ironica di tutta questa situazione? Che adesso che le edicole potrebbero avere molte più possibilità per rilanciarsi come circuito distributivo (quanti ragazzi e bambini sarebbero felici di andare in edicola pur di fare quattro passi?), le uscite presenti in edicola sono quelle che erano state pianificate PRIMA che scoppiasse la pandemia... E così se qualche under 30 adesso passasse in edicola, magari dopo anni e anni in cui se ne era stato alla larga, e gli cadesse l'occhio su Topolino che ha in copertina la versione paperizzata di Adelmo "Zucchero" Fornaciari, secondo voi che reazione potrebbe avere?
E comunque le edicole adesso hanno un reparto dedicato ai fumetti che, in molti casi, è ridotto all'osso e non presenta quasi niente che possa interessare alle nuove generazioni... E oltretutto, con le fumetterie chiuse molte cose che dovevano uscire anche in edicola non sono state distribuite per non creare una stuazione di "concorrenza sleale"...

Sono cose che fanno riflettere... Così come fa riflettere il fatto che alcuni editori hanno deciso di rendere disponibili gratuitamente, e legalmente, alcuni dei loro fumetti su varie piattaforme. Nella maggior parte dei casi si tratta di assaggini, ma in qualche caso si tratta anche di porzioni più corpose di serie storiche (perlopiù italiane)... E se da una parte è comprensibile che qualcuno voglia cogliere l'occasione per aiutare il pubblico in quarantena a passare il tempo, con l'obbiettivo - scontato - incrementare il consumo di fumetti in digitale (ma c'era bisogno di aspettare una pandemia per promuovere i fumetti online?), dall'altra viene da chiedersi quanto questa iniziativa - realizzata su due piedi - possa essere competitiva con le piattaforme dell'intrattenimento che da anni puntano ad accattivarsi le simpatie del pubblico digitalizzato. Anche perchè non tutti sono abbonati a Netflix, ma ci sono anche una quantità di piattaforme per cui non si richiede nessun abbonamento e che comunque offrono tanto intrattenimento di qualità... Oltretutto inedito.

Ovviamente fare il punto su queste cose, in un momento del genere, risulta inevitabilmente frivolo, però a pensarci bene dà la misura di quanto sia tutto interconnesso, e di come non bisognerebbe mai sottovalutare certi dettagli, perchè da un momento all'altro le prospettive possono sempre ribaltarsi.

Comunque, se da qui a qualche mese quello che ho scritto dovesse trovare conferma, è probabile che da qui a un po' molte cose cambieranno. Anche se la questione, al momento viene ancora ampiamente sottovalutata (ma questa è la norma, a quanto pare).

Di sicuro ci saranno molte di cui bisognerà tornare a parlare nel prossimo futuro.

A presto e state in casa il più possibile!

4 commenti:

MikiMoz ha detto...

Ciao Wally, innanzitutto mi fa piacere sapere che hai intenzione di riprendere a bloggare con maggiore frequenza.
Che dire... Lamù a parte, vedo un futuro non roseo nelle tue parole. Io non voglio minimamente pensare che non ci si aggregherà più, magari non succederà per un po' ma dovremmo pur tornare alla vita normale. Fatta di concerti, cinema e anche, sì, di fiere/sagre.
Però molto lucida la riflessione che fai sul mercato fumettistico. Chissà, magari torneranno in edicola? Alla fine è sempre stata l'edicola, il posto dei fumetti.
Topolino con Zucchero? Molto bello, specie per quella dolcissima miniserie che è Area 15: un gioiellino.
Ecco.
Comunque sono d'accordo che tanto cambierà, e che non si torna a prima in determinate cose. Ma se i nodi dovessero venire al pettine, significherà ricominciare, comunque :)

Moz-

hanssteiner64 ha detto...

Io attendo sempre che riprenda a fare il fumettista, ma mi sa che aspetterò invano... Ciao ciao.

Fumetti di Carta (Orlando Furioso) ha detto...

Felicissimo di risentirti! (un po' meno felice per la faccenda delle minacce... proprio vero che certe "nicchie" sono formate perlopiù da emerite teste di ca##o...)
Questo tuo articolo è lucidissimo, come sempre, e anche un po' spaventoso, perché proietta situazioni future che, secondo me, non saranno molto diverse dalle tue previsioni.
Spero di leggerti ancora prestissimo! Un abbraccio, anche se a forzata distanza di sicurezza.
Orlando

Anda B ha detto...

Caro Valeriano,
è bello poter leggerti ancora, soprattutto in questi giorni.

Dispiace per la situazione venutasi a creare in merito alla sigla di Urusei Yatsura ; spero il tutto si risolva nel modo più indolore e breve possibile. Mi auguro di poter conoscere qualche particolare in più, ma a parlare è la "morbosa curiosità nerd" toccata sul vivo su di un capitolo tanto caro a tanti otuaku "di vecchia data" (italiani, quindi non tanto vecchi di età , aggiungerei).

Interessantissima e largamente condivisibile analisi sulle ripercussioni che l'epidemia di Covid-19 ha sull'industria del fumetto e anche sulle possibili modificazioni della base di lettori a cui potrebbe portare.

Un abbraccio da un tuo lettore