Ciao a tutti, come va?
Oggi volevo parlarvi della BENT-CON che si è tenuta la scorsa settimana, ma un Anonimo ha postato un lungo commento interessante in seguito al mio report su Lucca 2014 (CLICCATE QUI), e mi sono detto che era il caso di dedicargli un post per spiegare meglio il mio punto di vista, anche perchè i lunghi commenti su questo BLOG sono rari, ma sempre molto apprezzati.
L'Anonimo in questione mi scrive:
"ho letto l'articolo per caso, linkato su facebook.
descrivi bene tutto, i disagi del sabato super affollato ecc ecc..
però sull'argomento cosplay ho storto un po il naso..
hai scritto:
"Al
punto da potersi permettere di manifestare la propria passione girando
per strada (e badate bene: per strada e alla luce del sole, e non nel
ghetto di qualche centro espositivo) come un personaggio dei fumetti
(piuttosto che dei videogiochi, dei cartoni o del cinema fantastico)
senza che nessuno abbia niente da ridire... E, anzi, suscitando lo
sguardo ammirato dei presenti."
non che sia errata la descrizione, ma manca del vero e proprio significato del cosplay.
non
è un permesso o una concessione. è un omaggio ad un personaggio che ti
ha fatto provare qualcosa, il tuo personaggio preferito! a volte ci sono
mesi dietro alla preparazione di un cosplay..
non è una cosa strana
se ad una fiera fai un cosplay molto bello e ti fotografano.. (anzi, è
praticamente la cosa più normale del mondo)
oltre a lucca ci sono
altre piccole fiere dove puoi fare cosplay in giro per strada o per
qualche viuzza, però mai nessuno mi ha trovato mai a ridire, l'hai
descritta come se fosse una cosa strana che nessuno dica nulla... al
contrario! si va apposta in fiera ad immedesimarsi nel personaggio che
si crea (i cosplayer più bravi si fanno tutto da se, o quasi) sperando
di averlo fatto al meglio e avere l'apprezzamento della gente.. bisogna
poi immedesimarsi nel personaggio e interpretarlo caratterialmente.
secondo
me c'entrano ben poco con le manifestazioni LGBT, ok a lucca e nelle
fiere si incontrano persone con la stessa passione, ma penso sia ben
diverso da condividere un gusto sessuale o una situazione.
p.s.
quest'anno c'è stata davvero moltissima gente in borghese, più che altro
famigliole coi bambini, questo da una parte è un male perchè sta
diventando una moda, una cosa mainstream... i risultati sono presto
fatti, gli altri anni se passava un tizio con un armatura titanica la
folla si spostava automaticamente al passaggio, quest'anno invece avrei
preso a badilate la maggior parte della gente che non solo non si
levava, ma ti veniva pure addosso dostruggendoti parti del vestito o
armature, costate soldi e fatica, un altro apassionato queste cose le
sa... le famigliole coi bimbi venuti solo per curiosità no... e ce ne
vuole davvero tanto di coraggio per portarti il tuo bimbo di 5 anni in
un girone infernale del carnaio di lucca XD"
Caro Anonimo, o Anonima, quello che scrivi è interessante, e mi offre lo spunto per chiarire che non intendevo dire che chi fa cosplay lo fa in funzione delle concessioni che gli vengono date, ma che sicuramente fare cosplay diventa una cosa sensata nella misura in cui il cosplay si muove in un contesto come una fiera di fumetti o una manifestazione simile, perchè in quel caso ci sono persone che riconoscono un certo personaggio, apprezzano la fattura di un certo costume, la capacità di immedesimazione di chi lo indossa e soprattutto rispettano la passione che ha spinto una persona a darsi da fare in quel senso.
Al punto che in quel contesto nessuno si sognerebbe di chiamare le forze dell'ordine perchè ci sono persone che girano per strada praticamente in costume da bagno, simulano un contagio zombie, indossano completini sadomaso o interagiscono con i passanti in modo insolito e talvolta inquietante. E se è pur vero che ci sono anche (poche) altre piccole manifestazioni fumettistiche che trovano spazio nelle vie di cittadine medio piccole, dove i cosplay possono aggirarsi senza colpo ferire, è pur vero che il caso di Lucca è diverso, perchè probabilmente (in Italia) è l'unico contesto in cui - per la legge dei grandi numeri - un cosplay può essere riconosciuto/ammirato/compreso a certi livelli.
Tant'è che nelle piccole manifestazioni i cosplay che si aggirano per strada non sono poi così tanti e il messaggio che passa è che sono un gruppo abbastanza ridotto di persone eccentriche e colorate, peraltro con un'età media abbastanza bassa, che porta il pubblico occasionale a liquidare il tutto come una bravata adolescenziale, o giù di lì. A Lucca, invece, la sensazione è che i cosplay siano qualcosa di più, quasi una vera e propria comunità, composta anche da persone che hanno superato l'adolescenza da un pezzo. Persone per cui fare cosplay è un modo come un altro di porsi nei confronti del proprio immaginario di riferimento e forse anche nei confronti della vita. Messaggio che comunque, nelle fiere organizzate all'interno di centri congressi, aree espositive o spazi chiusi non passa all'esterno e alla gente comune, e quindi non lancia un chiaro messaggio al mondo "esterno".
Per quello dico che in un certo senso Lucca diventa, tra le altre cose, una specie di Cosplay Pride (ma più in generale di "Geek Pride") senza corteo (anche se a ben guardare di mini cortei tematici, per la città se ne vedono spesso) e che ha molte più cose in comune con un Gay Pride di quanto non possa sembrare a prima vista.
E qui arrivo ad un argomento che mi sta a molto a cuore, anche perchè (come ho precisato in altre occasioni) questo è un BLOG che nasce per offrire un punto di vista LGBT sul fumetto e i suoi derivati. Anche se in Italia a livello di autocoscienza della comunità gay siamo molto indietro per tanti motivi, è bene ricordare che la condivisione dell'orientamento sessuale NON è quello che accomuna le persone gay (per fortuna). Non più di quanto l'eterosessualità accomuni due persone etero. Questa è una visione delle cose molto semplicistica.
Quello che definisce, e accomuna, le persone gay è la vita che hanno costruito PARTENDO dalla consapevolezza di avere un orientamento sessuale minoritario, elaborando una serie di riferimenti culturali ed estetici che hanno finito per trasformarli in una minoranza culturale (e quasi etnica, con tutte le sue varie tribù, che a volte adottano pure animali totemici, tipo lupi e orsi...) più che in un gruppo di persone accomunate da una questione prettamente sessuale (come potrebbero essere, ad esempio, i fetiscisti dei piedi o gli scambisti). Perchè l'orientamento sessuale, se vissuto compiutamente, non è più solo una questione di "gusti", ma è anche qualcosa che influisce sui rapporti interpersonali, sulle scelte che si compiono e sulle grandi tappe della vita come nelle piccole cose.
E fare parte della comunità gay non significa condividere (solo) cose come la moda o i gusti musicali, o magari un linguaggio non verbale di un certo tipo. Quelli, più che altro sono codici di riconoscimento. É piuttosto un certo modo di porsi nei confronti della vita, della società, e - soprattutto - nei confronti di sè stessi. Un certo modo di vedere le cose e di sentire l'esigenza di esprimere in qualche modo il proprio modo di essere in una società che - mediamente - segue tutt'altro genere di binario.
Per quello dico che, fondamentalmente, certe manifestazioni fumettistiche sono per gli appassionati e i cosplay quello che i Gay Pride rappresentano per la comunità gay, e cioè una zona franca dove essere insolitamente visibili, dove sentirsi "a casa" e parte di un grande gruppo di persone con cui si condivide un certo modo di essere... Con tutta una serie di benefici psicologici a seguire.
Anche perchè non bisogna di menticare che, se è pure vero che a Lucca quest'anno sono passate almeno 400.000 persone che si pongono in un certo modo nei confronti dell'immaginario pop, sono rimaste a casa milioni di persone a cui - fondamentalmente - di queste cose non gliene potrebbe fregare di meno, o che magari vedono certe passioni con sospetto e diffidenza, o addirittura con una sorta di malcelato compatimento. E sono le stesse persone con cui i visitatori di Lucca devono fare i conti durante tutto il resto dell'anno: a scuola, in ufficio, sul lavoro, ecc. E questa a me sembra tanto una situazione simile a quello che succede alle persone che tornano a casa dopo un bel Gay Pride.
Senza contare che, altro piccolo e non indifferente dettaglio, a Lucca Comics come al Gay Pride si vive con una certa disinvoltura la questione dell'esibizione del corpo, grazie proprio al contributo di certi cosplay, rendendo ambedue le manifestazioni una piccola sfida alla mentalità bigotta che continua ad aleggiare nel nostro paese.
Questo, almeno, è quello che io penso al riguardo. Certo è anche interessante quello che l'Anonimo dice sul fatto che trasformando una manifestazione come quella di Lucca in un'attrazione turistica, o magari in una specie di carnevale fuori stagione, si rischia davvero di fare un macello, perchè quello che si investe in termini di tempo, denaro e impegno per un cosplay mediamente è ben altra cosa rispetto a quello che si investe in un qualsiasi costume di carnevale... Senza contare che tanti cosplay investono anche energie supplementari in diete e palestre per essere ancora più credibili...
E devo dire che era un po' avvilente vedere i genitori che mandavano i loro bimbetti a rompere le scatole ai cosplay quando era palese che erano concentrati nelle loro pose o addirittura in qualche show acrobatico, o magari vedere le mamme che chiedevano a Spider-Man di tenere in braccio il loro bambino di un anno o poco più per fargli una foto ricordo... D'altra parte questo succede quando tu, organizzazione, investi milioni di euro in pubblicità indiscriminata e vuoi lucrare sul fatto che i turisti occasionali vengono soprattutto per vedere i cosplay. Cosplay sui quali, peraltro, non hai investito praticamente nulla (mentre, visto che ti portano soldi, dovresti PERLOMENO trattarli coi guanti, ad esempio fornendogli un'area riservata munita di camerini, posti a sedere e servizi igenici, magari con un servizio bar a prezzo scontato).
Questa, però, è la situazione a Lucca, dove evidentemente al primo posto NON ci sono le esigenze degli appassionati (o dei cosplay)... E sul perchè e il percome questo avviene mi sono dilungato anche troppo nei post delle ultime settimane (tipo quello che potete leggere CLICCANDO QUI). In ogni caso, a riprova del fatto che il confine fra Gay Pride e manifestazioni fumettistiche non è poi così netto, mi sono permesso di corredare questo post con alcune foto che - come forse avrete intuito - non arrivano da Lucca Comics & Games... Bensì dal Provincetown Carnival, che si tiene ogni agosto a Provincetown, in Massachusetts (cittadina nota soprattutto per il promontorio di Cape Cod, comparso in tantissimi film).
Questa ridente località turistica ha una popolazione di circa 3000 abitanti, ma è una località notoriamente gay friendly e dal 1991 organizza una specie di Gay Parade tematica (accompagnata da una settimana di eventi e iniziative gay oriented), che nel 2014 è stata dedicata proprio al mondo dei fumetti (che negli USA è quasi sinonimo di supereroi), attirando ben 90.000 visitatori! Certo i cosplay del Provincetown Carnival sono mediamente più rustici e "rivisitati" di quelli di una manifestazione fumettistica come Lucca Comics & Games, ma d'altra parte questa NON è una manifestazione fumettistica, ma un omaggio molto semplice e sentito a quello che i fumetti rappresentano... Anche per la cominità LGBT.
Comunque non ho potuto fare a meno di notare che, sotto certi punti di vista, l'edizione 2014 del Provincetown Carnival sembrava davvero un incrocio fra il Gay Pride e Lucca Comics & Games... E se non ci credete potete dare un'occhiata ai video qui sotto...
Tutta una coincidenza?
Io non credo.
Alla prossima.
Visualizzazione post con etichetta riflessioni. Mostra tutti i post
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venerdì 14 novembre 2014
giovedì 20 dicembre 2012
PUBBLICITÀ E PROGRESSO
Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Come saprete, se seguite questo BLOG da un po' di anni, di tanto in tanto mi piace segnalare cose che non riguardano direttamente il mondo del fumetto, ma che in qualche modo riflettono la situazione dei media in generale... Anche perchè questo aiuta ad inquadrare meglio una situazione di cui anche il mondo del fumetto fa parte. Oggi , per esempio, volevo fare un piccolo confronto fra Italia e USA partendo dal mondo della pubblicità, e più precisamente dai cartelloni pubblicitari che sotto le feste di Natale si trovano nelle grandi città. Domenica, ad esempio, passeggiando per Milano, ho voluto vedere di persona il mega cartellone che campeggia sul retro del Duomo...
Avevo letto che, per renderlo "appendibile" sul retro dell'edificio sacro è stato necessario reimpaginare la foto tagliando fuori i capezzoli del modello... Per renderlo meno provocante sessualmente. Evidentemente la pubblicità di un profumo maschile - che si chiama EROS ed è firmato da una casa di moda fondata da un omosessuale dichiarato assassinato, pare, da un escort - può essere esibita sul retro del Duomo di Milano a patto che il modello che lo presenta - pur avendo la camicia slacciata - non esibisca i capezzoli...
Proprio nei giorni in cui il massimo esponente della chiesa cattolica dichiarava che legalizzare i matrimoni gay rappresenta una ferita per la pace, mentre accoglieva la visita di una delle promotrici della legge per la penalizzazione dell'omosessualità in Uganda...
Due pesi e due misure?
Forse sbaglio, ma credo che ormai le contraddizioni presenti nella nostra società - e nella religione che tanto influisce su di essa - siano completamente fuori controllo, e anche in questo caso il mondo della pubblicità riflette abbastanza bene la situazione.
Più lineare e coerente, a quanto sembra, è la situazione a Times Square a New York, dove anche quest'anno campeggia la cartellonistica pubblicitaria di manhunt.net, un noto social network gay specializzato in dating (che, per gli interessati, ha anche una versione in italiano con relative app per iPhone e Android)...
Come potete notare in questo caso non ci soo stati capezzoli tagliati, anche se si tratta di una delle piazze più trafficate del mondo. Se non altro, in questo caso, la pubblicità è coerente col prodotto e comunque si rivolge in maniera esplicita al suo pubblico, senza sotterfugi e camuffamenti... E soprattutto senza dover scendere a compromessi - per quanto relativi - con le autorità religiose... Che a quanto pare, nel nostro paese, riescono anche ad influire sulle politiche delle agenzie pubblicitarie... Tra l'altro, in passato, manhunt.net è arrivata a fare pubblicità anche in autostrada, e nessuno - a quanto pare - è intervenuto per impedirglielo...
Evidentemente la libertà di espressione non è solo una questione di opinioni. E infatti adesso sono proprio curioso di vedere se nella TV italiana, soprattutto ora che siamo in campagna elettorale e sotto le feste di Natale, circoleranno i nuovi spot dei sughi Althea... Storico marchio che ha voluto rinnovarsi puntando, evidentemente, anche alla clientela gay...
Premesso che d'ora in poi io cercherò di comprare più spesso i suddetti sughi per premiare il coraggio e la modernità della ditta, ho come il presentimento che questo spot - anche se è nato per la TV - nella TV italiana avrà parecchie difficoltà a farsi largo. Eppure, se è stato prodotto da una ditta italiana, qualcosa vorrà pur dire...
Staremo a vedere come si evolverà la situazione, tuttavia la sensazione è che sotto le braci stia covando qualcosa, nonostante le apprenze...
Come saprete, se seguite questo BLOG da un po' di anni, di tanto in tanto mi piace segnalare cose che non riguardano direttamente il mondo del fumetto, ma che in qualche modo riflettono la situazione dei media in generale... Anche perchè questo aiuta ad inquadrare meglio una situazione di cui anche il mondo del fumetto fa parte. Oggi , per esempio, volevo fare un piccolo confronto fra Italia e USA partendo dal mondo della pubblicità, e più precisamente dai cartelloni pubblicitari che sotto le feste di Natale si trovano nelle grandi città. Domenica, ad esempio, passeggiando per Milano, ho voluto vedere di persona il mega cartellone che campeggia sul retro del Duomo...
Avevo letto che, per renderlo "appendibile" sul retro dell'edificio sacro è stato necessario reimpaginare la foto tagliando fuori i capezzoli del modello... Per renderlo meno provocante sessualmente. Evidentemente la pubblicità di un profumo maschile - che si chiama EROS ed è firmato da una casa di moda fondata da un omosessuale dichiarato assassinato, pare, da un escort - può essere esibita sul retro del Duomo di Milano a patto che il modello che lo presenta - pur avendo la camicia slacciata - non esibisca i capezzoli...
Proprio nei giorni in cui il massimo esponente della chiesa cattolica dichiarava che legalizzare i matrimoni gay rappresenta una ferita per la pace, mentre accoglieva la visita di una delle promotrici della legge per la penalizzazione dell'omosessualità in Uganda...
Due pesi e due misure?
Forse sbaglio, ma credo che ormai le contraddizioni presenti nella nostra società - e nella religione che tanto influisce su di essa - siano completamente fuori controllo, e anche in questo caso il mondo della pubblicità riflette abbastanza bene la situazione.
Più lineare e coerente, a quanto sembra, è la situazione a Times Square a New York, dove anche quest'anno campeggia la cartellonistica pubblicitaria di manhunt.net, un noto social network gay specializzato in dating (che, per gli interessati, ha anche una versione in italiano con relative app per iPhone e Android)...
Come potete notare in questo caso non ci soo stati capezzoli tagliati, anche se si tratta di una delle piazze più trafficate del mondo. Se non altro, in questo caso, la pubblicità è coerente col prodotto e comunque si rivolge in maniera esplicita al suo pubblico, senza sotterfugi e camuffamenti... E soprattutto senza dover scendere a compromessi - per quanto relativi - con le autorità religiose... Che a quanto pare, nel nostro paese, riescono anche ad influire sulle politiche delle agenzie pubblicitarie... Tra l'altro, in passato, manhunt.net è arrivata a fare pubblicità anche in autostrada, e nessuno - a quanto pare - è intervenuto per impedirglielo...
Evidentemente la libertà di espressione non è solo una questione di opinioni. E infatti adesso sono proprio curioso di vedere se nella TV italiana, soprattutto ora che siamo in campagna elettorale e sotto le feste di Natale, circoleranno i nuovi spot dei sughi Althea... Storico marchio che ha voluto rinnovarsi puntando, evidentemente, anche alla clientela gay...
Premesso che d'ora in poi io cercherò di comprare più spesso i suddetti sughi per premiare il coraggio e la modernità della ditta, ho come il presentimento che questo spot - anche se è nato per la TV - nella TV italiana avrà parecchie difficoltà a farsi largo. Eppure, se è stato prodotto da una ditta italiana, qualcosa vorrà pur dire...
Staremo a vedere come si evolverà la situazione, tuttavia la sensazione è che sotto le braci stia covando qualcosa, nonostante le apprenze...
mercoledì 21 marzo 2012
LA RIFLESSIONE DI OGGI...
Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Ormai è giunta la primavera, con i fiori che sbocciano e gli uccellini che cantano, e forse - per quanto incredibile possa sembrare - potremmo trovarci anche di fronte a un principio di primavera per quel che riguarda il mondo gay italiano. Certo l'Italia resta una nazione particolarmente arretrata sotto diversi punti di vista, tuttavia penso che sia inevitabile che il vento del progresso inizi a soffiare anche da noi, e - per quanto incredibile - lo si può notare anche guardando al mondo dei fumetti gay e ai risultati che hanno ottenuto...
Forse avrete sentito anche voi che la Corte di Cassazione italiana, a seguito del ricorso di una coppia gay italiana sposata in Olanda, ha stabilito che i diritti delle coppie omosessuali in tribunale devono valere come quelli delle coppie regolarmente sposate. Una tappa sicuramente importante nel travagliato percorso per il riconoscimento dei diritti omosessuali nel nostro paese. Quello che forse non sapete è che la causa è stata portata avanti dall'Avvocato Francesco Bilotta (foto sotto), e che quindi questa sentenza è un po' merito anche dei fumetti gay, e in particolar modo di Robin Hoog...
Cosa c'entrano i miei fumetti con una sentenza della Corte di Cassazione? I fatti sono questi: ho conosciuto Francesco Bilotta invitandolo cinque anni fa alla prima edizione del Festival del Diritto che si è tenuto nella mia città e in quell'occasione sono venuto a sapere che non solo era stato un grande lettore di Robin Hoog, ma che aveva iniziato ad accettarsi come omosessuale proprio grazie alla sua lettura! E questo significa che se questo avvocato ha iniziato la sua personale battaglia per l'affermazione dei diritti gay è stato anche per merito di un fumetto gay. Alla faccia di chi pensa che i fumetti gay, e in particolare quelli omoerotici, sono una cosa da niente! Ovviamente adesso che Francesco Bilotta ha incassato questo successo io sono doppiamente orgoglioso di averlo aiutato nel suo cammino personale, e non nego che la cosa mi gratifica molto. Ovviamente, siccome siamo nella nazione in cui siamo, nessuno - soprattutto nel mondo gay - parlerà mai del rapporto fra Francesco Bilotta e Robin Hoog, ma io so come sono andate le cose, ed è questo quello che conta. Detto ciò passo ad un'altra cosa che mi ha fatto riflettere in questi giorni: lo scorso week end si è tenuta la diciannovesima edizione di CARTOOMICS, una nota fiera di fumetti che si tiene a Milano...
Dovete sapere che a questa fiera sono abbastanza legato, nel senso che è stata la prima in cui ho messo piede e in un certo senso siamo cresciuti assieme, visto che praticamente ci sono stato fin dalla prima edizione... E a ben guardare credo di esserci andato tutte e diciannove le volte. In diciannove anni le cose che cambiano sono tante, e il mondo del fumetto può essere molto sensibile a certi cambiamenti... Ad esempio i cosplay non sono più considerati un hobby per nerd sociopatici e inguardabili, e CARTOOMICS 2012 lo ha confermato ulteriormente...

In secondo luogo la presenza fra il pubblico di persone gay, anche in coppia, diventa di anno in anno sempre più evidente e numerosa, e infine - dato non proprio irrilevante - la quantità di fumetti LGBT presenti è sempre più importante e sempre più in bella vista. Certo non siamo ai livelli di altre nazioni, ma girovagando fra gli stand di CARTOOMICS 2012 era davvero facile imbattersi nei Fumetti di Konig, nei bara manga della REN BOOKS, nella ristampa di FIGLIO DI UN PRESERVATIVO BUCATO di Howard Cruse e persino in qualche copia dell'antologia HAPPY BOYS AND GIRLS curata da me anni e anni fa. Oggi sembrano tutte cose banali, ma diciannove anni fa non lo erano affatto e mi ricordo benissimo quando io - sconsolato ragazzino - mi aggiravo fra gli stand di quelle fiere anni '90, rassegnato a non trovare nulla che avesse anche solo lontanamente a che fare con la parola "gay".
Per fortuna le cose sono cambiate, e probabilmente potranno cambiare ancora. Dove arriveremo? In effetti una macchina del tempo a nostra disposizione ce l'abbiamo, nel senso che ci basta guardare a quello che succede negli USA, che generalmente sono più avanti di almeno vent'anni. Infatti, mentre a Milano si teneva il CARTOOMICS, negli USA si è tenuta la WonderCon (che di solito si fa a San Francisco, ma che quest'anno si è tenuta ad Anaheim per problemi tecnici). Anche stavolta gli eventi di interesse LGBT hanno resa necessaria la pubblicazione di una piccola guida a parte per il pubblico interessato... Che non poteva non mettere in copertina il primo bacio di Hulkling e Wiccan...
Siccome, come sempre, questo è il blog che vi offre di tutto e di più ora potete scaricare la suddetta guida in .pdf semplicemente CLICCANDO QUI. Tra le altre cose ci sono state una bella conferenza incentrata sul rapporto fra la Disney e il suo pubblico omosessuale, e un'altra dedicata al rapporto fra fumetto a tema gay e rappresentazione verosimile dell'omosessualità, a riprova del fatto che ormai - negli USA - le conferenze generiche su omosessualità e fumetto hanno fatto il loro tempo. Ebbravi questi americani. Comunque, a proposito di americani, vorrei chiudere in bellezza questo post segnalandovi l'attore che interpreterà il super giustiziere GREEN HARROW nel serial TV di prossima produzione...
Lui si chiama Stephen Amell, ed è diventato abbastanza celebre presso il pubblico gay grazie al suo ruolo di Adam nel serial gay DANTE'S COVE, per il suo ruolo di insegnante di spinning nel serial gay QUEER AS FOLK, perchè si è unito al cast di VAMPIRE's DIAIRES e perchè ha recitato (senza veli) il ruolo di un escort nel film tv HUNG (inedito in Italia, chissà come mai!)... Di cui vi ho procurato qualche immagine...


Sono io che sono malizioso o ultimamente gli attori che negli USA hanno un certo seguito fra il pubblico gay vengono scritturati con maggior frequenza rispetto a un po' di tempo fa? Forse i produttori si sono davvero accorti che il pubblico gay è molto vasto e non bisogna sottovalutarlo? Forse, prima o poi, anche in Italia se ne accorgerà qualcuno... Magari fra venti o trent'anni...
Alla prossima.
Ormai è giunta la primavera, con i fiori che sbocciano e gli uccellini che cantano, e forse - per quanto incredibile possa sembrare - potremmo trovarci anche di fronte a un principio di primavera per quel che riguarda il mondo gay italiano. Certo l'Italia resta una nazione particolarmente arretrata sotto diversi punti di vista, tuttavia penso che sia inevitabile che il vento del progresso inizi a soffiare anche da noi, e - per quanto incredibile - lo si può notare anche guardando al mondo dei fumetti gay e ai risultati che hanno ottenuto...
Forse avrete sentito anche voi che la Corte di Cassazione italiana, a seguito del ricorso di una coppia gay italiana sposata in Olanda, ha stabilito che i diritti delle coppie omosessuali in tribunale devono valere come quelli delle coppie regolarmente sposate. Una tappa sicuramente importante nel travagliato percorso per il riconoscimento dei diritti omosessuali nel nostro paese. Quello che forse non sapete è che la causa è stata portata avanti dall'Avvocato Francesco Bilotta (foto sotto), e che quindi questa sentenza è un po' merito anche dei fumetti gay, e in particolar modo di Robin Hoog...
Cosa c'entrano i miei fumetti con una sentenza della Corte di Cassazione? I fatti sono questi: ho conosciuto Francesco Bilotta invitandolo cinque anni fa alla prima edizione del Festival del Diritto che si è tenuto nella mia città e in quell'occasione sono venuto a sapere che non solo era stato un grande lettore di Robin Hoog, ma che aveva iniziato ad accettarsi come omosessuale proprio grazie alla sua lettura! E questo significa che se questo avvocato ha iniziato la sua personale battaglia per l'affermazione dei diritti gay è stato anche per merito di un fumetto gay. Alla faccia di chi pensa che i fumetti gay, e in particolare quelli omoerotici, sono una cosa da niente! Ovviamente adesso che Francesco Bilotta ha incassato questo successo io sono doppiamente orgoglioso di averlo aiutato nel suo cammino personale, e non nego che la cosa mi gratifica molto. Ovviamente, siccome siamo nella nazione in cui siamo, nessuno - soprattutto nel mondo gay - parlerà mai del rapporto fra Francesco Bilotta e Robin Hoog, ma io so come sono andate le cose, ed è questo quello che conta. Detto ciò passo ad un'altra cosa che mi ha fatto riflettere in questi giorni: lo scorso week end si è tenuta la diciannovesima edizione di CARTOOMICS, una nota fiera di fumetti che si tiene a Milano...
Dovete sapere che a questa fiera sono abbastanza legato, nel senso che è stata la prima in cui ho messo piede e in un certo senso siamo cresciuti assieme, visto che praticamente ci sono stato fin dalla prima edizione... E a ben guardare credo di esserci andato tutte e diciannove le volte. In diciannove anni le cose che cambiano sono tante, e il mondo del fumetto può essere molto sensibile a certi cambiamenti... Ad esempio i cosplay non sono più considerati un hobby per nerd sociopatici e inguardabili, e CARTOOMICS 2012 lo ha confermato ulteriormente...
In secondo luogo la presenza fra il pubblico di persone gay, anche in coppia, diventa di anno in anno sempre più evidente e numerosa, e infine - dato non proprio irrilevante - la quantità di fumetti LGBT presenti è sempre più importante e sempre più in bella vista. Certo non siamo ai livelli di altre nazioni, ma girovagando fra gli stand di CARTOOMICS 2012 era davvero facile imbattersi nei Fumetti di Konig, nei bara manga della REN BOOKS, nella ristampa di FIGLIO DI UN PRESERVATIVO BUCATO di Howard Cruse e persino in qualche copia dell'antologia HAPPY BOYS AND GIRLS curata da me anni e anni fa. Oggi sembrano tutte cose banali, ma diciannove anni fa non lo erano affatto e mi ricordo benissimo quando io - sconsolato ragazzino - mi aggiravo fra gli stand di quelle fiere anni '90, rassegnato a non trovare nulla che avesse anche solo lontanamente a che fare con la parola "gay".
Per fortuna le cose sono cambiate, e probabilmente potranno cambiare ancora. Dove arriveremo? In effetti una macchina del tempo a nostra disposizione ce l'abbiamo, nel senso che ci basta guardare a quello che succede negli USA, che generalmente sono più avanti di almeno vent'anni. Infatti, mentre a Milano si teneva il CARTOOMICS, negli USA si è tenuta la WonderCon (che di solito si fa a San Francisco, ma che quest'anno si è tenuta ad Anaheim per problemi tecnici). Anche stavolta gli eventi di interesse LGBT hanno resa necessaria la pubblicazione di una piccola guida a parte per il pubblico interessato... Che non poteva non mettere in copertina il primo bacio di Hulkling e Wiccan...
Siccome, come sempre, questo è il blog che vi offre di tutto e di più ora potete scaricare la suddetta guida in .pdf semplicemente CLICCANDO QUI. Tra le altre cose ci sono state una bella conferenza incentrata sul rapporto fra la Disney e il suo pubblico omosessuale, e un'altra dedicata al rapporto fra fumetto a tema gay e rappresentazione verosimile dell'omosessualità, a riprova del fatto che ormai - negli USA - le conferenze generiche su omosessualità e fumetto hanno fatto il loro tempo. Ebbravi questi americani. Comunque, a proposito di americani, vorrei chiudere in bellezza questo post segnalandovi l'attore che interpreterà il super giustiziere GREEN HARROW nel serial TV di prossima produzione...
Lui si chiama Stephen Amell, ed è diventato abbastanza celebre presso il pubblico gay grazie al suo ruolo di Adam nel serial gay DANTE'S COVE, per il suo ruolo di insegnante di spinning nel serial gay QUEER AS FOLK, perchè si è unito al cast di VAMPIRE's DIAIRES e perchè ha recitato (senza veli) il ruolo di un escort nel film tv HUNG (inedito in Italia, chissà come mai!)... Di cui vi ho procurato qualche immagine...

Sono io che sono malizioso o ultimamente gli attori che negli USA hanno un certo seguito fra il pubblico gay vengono scritturati con maggior frequenza rispetto a un po' di tempo fa? Forse i produttori si sono davvero accorti che il pubblico gay è molto vasto e non bisogna sottovalutarlo? Forse, prima o poi, anche in Italia se ne accorgerà qualcuno... Magari fra venti o trent'anni...Alla prossima.
martedì 21 febbraio 2012
ITALIA NOSTRA
Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Ultimamente mi è capitato spesso di imbattermi in fumetti a tema LGBT realizzati in Italia di cui ignoravo l'esistenza. Qualche settimana fa mi è capitato con ACQUA STORTA edito da Meridiano Zero, tratto dal romanzo di Luigi Romolo Carrino (foto sotto).
Ovviamente sono corso ai ripari recensendo subito il fumetto nella mia rubrica di Gay.It, nonostante fosse uscito un paio di anni fa. La cosa ironica è che, nel 2008, avevo anche presentato il libro originale nella mia città, con tanto di autore presente... Eppure ho scoperto l'esistenza di questo interessante romanzo grafico, che parla di gay e camorra, solo per caso.
Qualche tempo dopo mi è successa la stessa cosa con IN UN CORPO DIFFERENTE, romanzo grafico pubblicato da Comma 22 che ripercorre la vita di Romanina, la prima transessuale operata italiana di cui si ha ufficialmente notizia...
Poi, per puro caso, dovendo andare a FUMETTOPOLI lo scorso week end scopro che l'associazione culturale K1995 (alla quale potete chiedere tutte le informazioni del caso) ha pubblicato una raccolta dei racconti - finora rimasti inediti - che Antonio Montanaro ha dedicato all'omosessualità intergenerazionale nell'antica Roma... Oltretutto dando prova di una buona dose di coraggio (o incoscienza, a seconda dei punti di vista) vista la scabrosità del tema trattato e il fatto che in alcune vignette il suddetto tema viene trattato in maniera estremamente esplicita (praticamente sul filo della legalità) . So che forse non dovrei dirlo, ma la cosa mi lascia alquanto perplesso...
Come se non bastasse leggo anche che per ogni copia venduta un'euro andrà all'associazione CERTI DIRITTI (che, forse, prima di dare il suo benestare non ha letto bene l'albo). In tutti e tre i casi, comunque, nessuno dei piccoli editori che hanno pubblicato questi fumetti ha pensato di contattarmi per una recensione sulla mia rubrica di Gay.It, che penso sia l'unica rubrica fissa di fumetti su un sito generalista che si rivolge prettamente al pubblico gay. Curioso, vero? Eppure visti i temi trattati, e la situazione dell'editoria italiana, un piccolo editore che sceglie di pubblicare qualcosa del genere dovrebbe cercare subito di farsi pubblicità nell'ambiente gay, e invece...
Invece, presumo, danno per scontato che sia l'ambiente gay a doversene interessare e a fargli pubblicità. Evidentemente certi editori hanno le idee un po' confuse, anche perchè - devo essere sincero - non si capisce proprio perchè arrivano a pubblicare una raccolta di racconti come Ephebus che, ripeto, ha dei contenuti storicamente corretti, ma estremamente rischiosi, mentre trascurano tanti autori validi che trattano l'omoerotismo in maniera più commerciabile. A volte l'Italia è un paese davvero strano. Per fortuna, pian piano, qualche segnale rincuorante giunge anche da noi. Ad esempio la REN BOOKS - la prima casa editrice di fumetti only GLBT in Italia - ha deciso di avere il suo primo spazio ufficiale in una manifestazione fumettistica, e la vittima predestinata sarà Mantova Comics, che si tiene questo week end, in cui dovrebbe proporre in anteprima il suo prossimo volume...
Se ancora non conoscete la REN BOOKS e se non avete idea di chi sia la coppia (composta da Nino e Fabio) che la amministra con tanto amore e buona volontà, potete aggiornarvi guardando il video seguente, realizzato dal bravissimo reporter Eustachio79 in occasione di una loro presentazione a Roma...
Dopotutto è anche giusto dare un volto e una voce alle persone di cui si parla, dico bene? E, a proposito di gente che parla, pare proprio confermata la tavola rotonda sul fumetto gay organizzata a Bologna in occasione della manifestazione fumettistica Bilbolbul, e che tra gli intervenuti dovrebbe avere: Massimiliano De Giovanni, Giulio Macaione, Nino Giordano, Jacopo Camagni, Veruska Sabucco e Susanna Scrivo... Oltre che il sottoscritto. La prossima settimana conto di darvi maggiori dettagli, e qui mi limito a farvi notare che di tutta questa gente ho parlato più volte su questo BLOG, e con tutti loro ho già avuto a che fare, in un modo o nell'altro, segno evidente che - lentamente, ma inesorabilmente - anche da noi si sta costituendo un sottobosco editoriale LGBT... Oltretutto alcuni degli ospiti (compreso me) avevano partecipato all'unica altra conferenza del genere che è stata organizzata in occasione di una manifestazione fumettistica italiana... E che ormai risale - sigh - ad una edizione di Romics di 10 anni fa...

Se volete sapere come andò in quell'occasione potete ancora leggere un resoconto dettagliato CLICCANDO QUI. Questa di Bologna potrebbe essere una buona occasione per fare il punto della situazione a distanza di 10 anni da allora... Speriamo in bene (e speriamo che la conferenza riesca meglio)... E direi che per oggi è tutto. Anzi, no! Dimenticavo! A Mantova Comics saranno disponibili le ultime 300 copie della seconda ristampa del fumetto cult ZOMBIE GAY IN VATICANO...
Evidentemente se un fumetto del genere è arrivato alla seconda ristampa in pochi mesi un motivo deve pur esserci, voi cosa ne pensate?
Ciao e alla prossima!
Ultimamente mi è capitato spesso di imbattermi in fumetti a tema LGBT realizzati in Italia di cui ignoravo l'esistenza. Qualche settimana fa mi è capitato con ACQUA STORTA edito da Meridiano Zero, tratto dal romanzo di Luigi Romolo Carrino (foto sotto).
Ovviamente sono corso ai ripari recensendo subito il fumetto nella mia rubrica di Gay.It, nonostante fosse uscito un paio di anni fa. La cosa ironica è che, nel 2008, avevo anche presentato il libro originale nella mia città, con tanto di autore presente... Eppure ho scoperto l'esistenza di questo interessante romanzo grafico, che parla di gay e camorra, solo per caso.
Qualche tempo dopo mi è successa la stessa cosa con IN UN CORPO DIFFERENTE, romanzo grafico pubblicato da Comma 22 che ripercorre la vita di Romanina, la prima transessuale operata italiana di cui si ha ufficialmente notizia...
Poi, per puro caso, dovendo andare a FUMETTOPOLI lo scorso week end scopro che l'associazione culturale K1995 (alla quale potete chiedere tutte le informazioni del caso) ha pubblicato una raccolta dei racconti - finora rimasti inediti - che Antonio Montanaro ha dedicato all'omosessualità intergenerazionale nell'antica Roma... Oltretutto dando prova di una buona dose di coraggio (o incoscienza, a seconda dei punti di vista) vista la scabrosità del tema trattato e il fatto che in alcune vignette il suddetto tema viene trattato in maniera estremamente esplicita (praticamente sul filo della legalità) . So che forse non dovrei dirlo, ma la cosa mi lascia alquanto perplesso...
Come se non bastasse leggo anche che per ogni copia venduta un'euro andrà all'associazione CERTI DIRITTI (che, forse, prima di dare il suo benestare non ha letto bene l'albo). In tutti e tre i casi, comunque, nessuno dei piccoli editori che hanno pubblicato questi fumetti ha pensato di contattarmi per una recensione sulla mia rubrica di Gay.It, che penso sia l'unica rubrica fissa di fumetti su un sito generalista che si rivolge prettamente al pubblico gay. Curioso, vero? Eppure visti i temi trattati, e la situazione dell'editoria italiana, un piccolo editore che sceglie di pubblicare qualcosa del genere dovrebbe cercare subito di farsi pubblicità nell'ambiente gay, e invece...
Se ancora non conoscete la REN BOOKS e se non avete idea di chi sia la coppia (composta da Nino e Fabio) che la amministra con tanto amore e buona volontà, potete aggiornarvi guardando il video seguente, realizzato dal bravissimo reporter Eustachio79 in occasione di una loro presentazione a Roma...Dopotutto è anche giusto dare un volto e una voce alle persone di cui si parla, dico bene? E, a proposito di gente che parla, pare proprio confermata la tavola rotonda sul fumetto gay organizzata a Bologna in occasione della manifestazione fumettistica Bilbolbul, e che tra gli intervenuti dovrebbe avere: Massimiliano De Giovanni, Giulio Macaione, Nino Giordano, Jacopo Camagni, Veruska Sabucco e Susanna Scrivo... Oltre che il sottoscritto. La prossima settimana conto di darvi maggiori dettagli, e qui mi limito a farvi notare che di tutta questa gente ho parlato più volte su questo BLOG, e con tutti loro ho già avuto a che fare, in un modo o nell'altro, segno evidente che - lentamente, ma inesorabilmente - anche da noi si sta costituendo un sottobosco editoriale LGBT... Oltretutto alcuni degli ospiti (compreso me) avevano partecipato all'unica altra conferenza del genere che è stata organizzata in occasione di una manifestazione fumettistica italiana... E che ormai risale - sigh - ad una edizione di Romics di 10 anni fa...


Se volete sapere come andò in quell'occasione potete ancora leggere un resoconto dettagliato CLICCANDO QUI. Questa di Bologna potrebbe essere una buona occasione per fare il punto della situazione a distanza di 10 anni da allora... Speriamo in bene (e speriamo che la conferenza riesca meglio)... E direi che per oggi è tutto. Anzi, no! Dimenticavo! A Mantova Comics saranno disponibili le ultime 300 copie della seconda ristampa del fumetto cult ZOMBIE GAY IN VATICANO...
Evidentemente se un fumetto del genere è arrivato alla seconda ristampa in pochi mesi un motivo deve pur esserci, voi cosa ne pensate?Ciao e alla prossima!
martedì 27 dicembre 2011
LA RIFLESSIONE DI OGGI...
Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Avrei voluto concludere l'anno in bellezza, ma temo che almeno questo post avrà dei toni un po' uggiosi, visto che devo darvi una brutta notizia, anche se in effetti si tratta di una brutta notizia abbastanza prevedibile...
Di cosa sto parlando? Riassunto delle puntate precedenti: se seguite assiduamente questo BLOG saprete che in Australia vive il simpatico Masahiko Takagi (che vedete nella foto qui sotto, di fianco a Gengoroh Tagame), che da qualche anno a questa parte si è messo in testa di promuovere la bara art (l'illustrazione omoerotica giapponese) e i suoi artisti nel mondo occidentale, attraverso la vendita di originali e l'allestimento di mostre.
Dopo essere diventato presenza fissa in Australia (anche nelle manifestazioni gay più importanti) ha deciso di spingersi un po' più in là e ha iniziato ad esportare le mostre dei suoi artisti anche in Francia (a Parigi) e in Svezia... E neanche tanto tempo fa dava per certo un suo allestimento a Milano, dove diceva già di avere dei contatti.
Devo essere sincero: sapendo com'è l'ambiente gay milanese e come si muove avevo dei seri dubbi sul fatto che avrebbe potuto mettere in piedi una cosa del genere, ma speravo vivamente che Masahiko Takagi si fosse relazionato con qualche gallerista illuminato e competente, che fosse estraneo a certi ambienti. Senonchè stamattina l'ho trovato su facebook e - visto che di questa storia non se ne sapeva più nulla - gli ho chiesto delucidazioni... E lui mi ha detto che non porterà più le sue mostre in Italia come previsto, perchè la persona che si era offerta di seguire la cosa in Italia ha cambiato idea all'improvviso e senza dargli troppe spiegazioni... Quindi ora Masahiko Takagi ha deciso di concetrarsi sull'organizzazione di una mostra a Londra. Scommettiamo che lì riuscirà a fare tutto senza problemi, e che magari potrà contare sull'appoggio del quartiere gay di Soho?
Sia come sia ho voluto indagare un po', per capire meglio chi è stato responsabile di questo annullamento, e magari perchè. Così il buon Masahiko Takagi mi ha detto che il suo contatto in Italia era un collaboratore del mensile Pride, che aveva conosciuto di persona a Parigi, e che era rimasto molto stupito di come aveva cambiato completamente idea riguardo alla possibilità di portare la sua mostra a Milano... Così ho fatto un po' di indagini è ho scoperto che il collaboratore in questione era Marco Albertini, il segretario del mensile, un noto appassionato di fumetti che da diversi anni porta avanti la sua personale battaglia per la promozione del fumetto gay in Italia, con alterne sfortune... Infatti nei primi anni del 2000 collaborò con la Echo Communications, fu l'agente del fumettista Roy Klang e realizzò delle mostre per la Libreria Babele (quando ancora aveva una galleria)...
Tutte iniziative che purtroppo non ebberò un seguito. Più recentemente iniziò a collaborare con l'editore Il Dito e la Luna, riuscendo a portare in Italia FALLEN ANGELS di David Cantero... Anche se uscì un solo volume sui due previsti. Questa volta i miei ganci mi hanno informato che si era impegnato con Masahiko Takagi senza avere un posto certo in cui allestire il tutto. Inoltre, da quel che ho capito, Marco Albertini cercava una sede prestigiosa, magari in centro a Milano, e a quanto pare non è riuscito a trovarla... Prima riflessione: il fatto che sia stato coinvolto Marco Albertini dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che in Italia il mondo gay gira sempre attorno alle solite persone, e che queste persone - sapendo che fondamentalmente non hanno concorrenza - si possono permettere di fare le cose in maniera approssimativa senza paura di compromettersi troppo... Soprattutto se hanno all'attivo collaborazioni sicure di un certo rilievo.
In ogni caso, tornando alla mostra mai organizzata, mi verrebbe da pensare che chi ha voluto incaricarsi di portarla a Milano non aveva ben capito di cosa si trattava e su chi poteva collaborare con lui. Forse ha realizzato un po' in ritardo che la risicatissima scena culturale gay milanese non aveva gli spazi adeguati, o forse che non c'erano le persone giuste con cui collaborare... Chissà... Quel che è certo è che non ha chiesto un parere al sottoscritto, alla REN BOOKS o a una qualsiasi rete di appassionati di BARA... E così le cose hanno seguito un copione visto e stravisto, con grande gioia della scena culturale italiana, che anche questa volta ringrazia...
Morale della favola: anche stavolta niente mostra di arte omoerotica sul suolo italiano... E - ovviamente - non ne sono previste altre in tempi brevi. Vorrà dire qualcosa? Si accettano pareri. Di buono c'è che, se in Italia l'arte omoerotica non ha praticamente spazi, altrove ne trova sempre di nuovi mentre consolida quelli vecchi. In Germania, ad esempio, è uscito da poco l'ottavo numero di Mein schwules Auge (Il mio Occhio Gay), l'annuario dell'omoerotismo gay, pubblicato dalle edizioni Konkursbuch e ci tengo a precisare che si parla di omoerotismo e non di semplice pornografia. Nel senso che in queste 320 pagine ci sono servizi e articoli che parlano di fotografi, illustratori, pittori, scultori e persino fumettisti... Tant'è che in copertina c'è una bella foto del fotografo Rinaldo Hopf, che ha voluto immortalare un momento di tenera complicità fra un certo Christo e il fumettista Ralph Konig (che ormai in Germania è diventato un'icona gay a tutto tondo)...
Carini, vero? Evidentemente la stampa gay - quando si presenta nei tempi e nei modi giusti - può godere ancora di ottima salute anche senza essere esclusivamente free press che viene distribuita nel circuito dei locali che acquistano i suoi spazi pubblicitari. Peccato che davvero che in Italia sembra proprio che nessuno voglia investire sul serio in questo senso, anche se è anche vero che da noi - a differenza di quanto accade in Germania e in molte altre nazioni - la comunità gay non si è mai abituata ad usufruire di prodotti omoerotici di un certo livello, col risultato di non creare mai un vero e proprio mercato per questo tipo di iniziative editoriali. E adesso, con la concorrenza diretta di internet, è davvero molto improbabile che qualcuno abbia la forza e le capacità per recuperare il tempo perduto. Sia come sia, giusto per girare il dito nella piaga, l'annuario di quest'anno dedica ben sette pagine proprio a Gengoroh Tagame...
Paese che vai, editoria che trovi... E, a proposito di editoria, volevo concludere il post di oggi con una segnalazione che magari vi riguarda poco, ma che trovo estremamente emblematica. Coniglio Editore, storica casa editrice con cui anche io ho avuto modo di collaborare per diversi anni, ha chiuso i battenti. Stando ai diretti interessati la situazione editoriale si era fatta troppo complessa, i circuiti distributivi troppo svantaggiosi e la concorrenza troppo spietata. Pur rispettando chi mi ha dato la possibilità di fare nuove esperienze lavorative mi permetto però di sottolineare che, essendo la Coniglio Editore un tipico editore "all'italiana", probabilmente ha risentito più di ogni altra cosa della sua scarsa capacità di stare al passo coi tempi, e di tenere in debito conto internet... E il fatto che se un editore compie degli errori, amministrativi o di altro tipo, al giorno d'oggi non passano più inosservati e creano una reazione a catena che a lungo andare allontana autori, lettori e possibilità... La speranza è che magari qualche nuovo editore faccia tesoro di questa esperienza e non commetta più gli stessi errori, soprattutto per quel che riguarda la pubblicazione di fumetti LGBT...
Coniglio Editore aveva a disposizione me come consulente editoriale, ad esempio, ma non ha mai voluto investire seriamente sui fumetti LGBT... Forse, se lo avesse fatto, adesso avrebbe avuto uno zoccolo duro di lettori e non avrebbe chiuso... Tant'è che la REN BOOKS ha appena aperto e le cose le vanno abbastanza bene anche se propone unicamente fumetti LGBT. Però è anche vero che chi amministra la REN BOOKS ha meno della metà degli anni di Francesco Coniglio, e anche questo vuole dire qualcosa, soprattutto se si punta su un prodotto editoriale che - prima di tutto - può contare su un pubblico giovane o comunque giovanile...
I giovani salveranno la cultura LGBT in Italia? Lo faranno anche attraverso i fumetti?
Staremo a vedere...
Avrei voluto concludere l'anno in bellezza, ma temo che almeno questo post avrà dei toni un po' uggiosi, visto che devo darvi una brutta notizia, anche se in effetti si tratta di una brutta notizia abbastanza prevedibile...
Di cosa sto parlando? Riassunto delle puntate precedenti: se seguite assiduamente questo BLOG saprete che in Australia vive il simpatico Masahiko Takagi (che vedete nella foto qui sotto, di fianco a Gengoroh Tagame), che da qualche anno a questa parte si è messo in testa di promuovere la bara art (l'illustrazione omoerotica giapponese) e i suoi artisti nel mondo occidentale, attraverso la vendita di originali e l'allestimento di mostre.
Dopo essere diventato presenza fissa in Australia (anche nelle manifestazioni gay più importanti) ha deciso di spingersi un po' più in là e ha iniziato ad esportare le mostre dei suoi artisti anche in Francia (a Parigi) e in Svezia... E neanche tanto tempo fa dava per certo un suo allestimento a Milano, dove diceva già di avere dei contatti.
Devo essere sincero: sapendo com'è l'ambiente gay milanese e come si muove avevo dei seri dubbi sul fatto che avrebbe potuto mettere in piedi una cosa del genere, ma speravo vivamente che Masahiko Takagi si fosse relazionato con qualche gallerista illuminato e competente, che fosse estraneo a certi ambienti. Senonchè stamattina l'ho trovato su facebook e - visto che di questa storia non se ne sapeva più nulla - gli ho chiesto delucidazioni... E lui mi ha detto che non porterà più le sue mostre in Italia come previsto, perchè la persona che si era offerta di seguire la cosa in Italia ha cambiato idea all'improvviso e senza dargli troppe spiegazioni... Quindi ora Masahiko Takagi ha deciso di concetrarsi sull'organizzazione di una mostra a Londra. Scommettiamo che lì riuscirà a fare tutto senza problemi, e che magari potrà contare sull'appoggio del quartiere gay di Soho?
Sia come sia ho voluto indagare un po', per capire meglio chi è stato responsabile di questo annullamento, e magari perchè. Così il buon Masahiko Takagi mi ha detto che il suo contatto in Italia era un collaboratore del mensile Pride, che aveva conosciuto di persona a Parigi, e che era rimasto molto stupito di come aveva cambiato completamente idea riguardo alla possibilità di portare la sua mostra a Milano... Così ho fatto un po' di indagini è ho scoperto che il collaboratore in questione era Marco Albertini, il segretario del mensile, un noto appassionato di fumetti che da diversi anni porta avanti la sua personale battaglia per la promozione del fumetto gay in Italia, con alterne sfortune... Infatti nei primi anni del 2000 collaborò con la Echo Communications, fu l'agente del fumettista Roy Klang e realizzò delle mostre per la Libreria Babele (quando ancora aveva una galleria)...
Tutte iniziative che purtroppo non ebberò un seguito. Più recentemente iniziò a collaborare con l'editore Il Dito e la Luna, riuscendo a portare in Italia FALLEN ANGELS di David Cantero... Anche se uscì un solo volume sui due previsti. Questa volta i miei ganci mi hanno informato che si era impegnato con Masahiko Takagi senza avere un posto certo in cui allestire il tutto. Inoltre, da quel che ho capito, Marco Albertini cercava una sede prestigiosa, magari in centro a Milano, e a quanto pare non è riuscito a trovarla... Prima riflessione: il fatto che sia stato coinvolto Marco Albertini dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che in Italia il mondo gay gira sempre attorno alle solite persone, e che queste persone - sapendo che fondamentalmente non hanno concorrenza - si possono permettere di fare le cose in maniera approssimativa senza paura di compromettersi troppo... Soprattutto se hanno all'attivo collaborazioni sicure di un certo rilievo.
In ogni caso, tornando alla mostra mai organizzata, mi verrebbe da pensare che chi ha voluto incaricarsi di portarla a Milano non aveva ben capito di cosa si trattava e su chi poteva collaborare con lui. Forse ha realizzato un po' in ritardo che la risicatissima scena culturale gay milanese non aveva gli spazi adeguati, o forse che non c'erano le persone giuste con cui collaborare... Chissà... Quel che è certo è che non ha chiesto un parere al sottoscritto, alla REN BOOKS o a una qualsiasi rete di appassionati di BARA... E così le cose hanno seguito un copione visto e stravisto, con grande gioia della scena culturale italiana, che anche questa volta ringrazia...
Morale della favola: anche stavolta niente mostra di arte omoerotica sul suolo italiano... E - ovviamente - non ne sono previste altre in tempi brevi. Vorrà dire qualcosa? Si accettano pareri. Di buono c'è che, se in Italia l'arte omoerotica non ha praticamente spazi, altrove ne trova sempre di nuovi mentre consolida quelli vecchi. In Germania, ad esempio, è uscito da poco l'ottavo numero di Mein schwules Auge (Il mio Occhio Gay), l'annuario dell'omoerotismo gay, pubblicato dalle edizioni Konkursbuch e ci tengo a precisare che si parla di omoerotismo e non di semplice pornografia. Nel senso che in queste 320 pagine ci sono servizi e articoli che parlano di fotografi, illustratori, pittori, scultori e persino fumettisti... Tant'è che in copertina c'è una bella foto del fotografo Rinaldo Hopf, che ha voluto immortalare un momento di tenera complicità fra un certo Christo e il fumettista Ralph Konig (che ormai in Germania è diventato un'icona gay a tutto tondo)...
Carini, vero? Evidentemente la stampa gay - quando si presenta nei tempi e nei modi giusti - può godere ancora di ottima salute anche senza essere esclusivamente free press che viene distribuita nel circuito dei locali che acquistano i suoi spazi pubblicitari. Peccato che davvero che in Italia sembra proprio che nessuno voglia investire sul serio in questo senso, anche se è anche vero che da noi - a differenza di quanto accade in Germania e in molte altre nazioni - la comunità gay non si è mai abituata ad usufruire di prodotti omoerotici di un certo livello, col risultato di non creare mai un vero e proprio mercato per questo tipo di iniziative editoriali. E adesso, con la concorrenza diretta di internet, è davvero molto improbabile che qualcuno abbia la forza e le capacità per recuperare il tempo perduto. Sia come sia, giusto per girare il dito nella piaga, l'annuario di quest'anno dedica ben sette pagine proprio a Gengoroh Tagame...
Paese che vai, editoria che trovi... E, a proposito di editoria, volevo concludere il post di oggi con una segnalazione che magari vi riguarda poco, ma che trovo estremamente emblematica. Coniglio Editore, storica casa editrice con cui anche io ho avuto modo di collaborare per diversi anni, ha chiuso i battenti. Stando ai diretti interessati la situazione editoriale si era fatta troppo complessa, i circuiti distributivi troppo svantaggiosi e la concorrenza troppo spietata. Pur rispettando chi mi ha dato la possibilità di fare nuove esperienze lavorative mi permetto però di sottolineare che, essendo la Coniglio Editore un tipico editore "all'italiana", probabilmente ha risentito più di ogni altra cosa della sua scarsa capacità di stare al passo coi tempi, e di tenere in debito conto internet... E il fatto che se un editore compie degli errori, amministrativi o di altro tipo, al giorno d'oggi non passano più inosservati e creano una reazione a catena che a lungo andare allontana autori, lettori e possibilità... La speranza è che magari qualche nuovo editore faccia tesoro di questa esperienza e non commetta più gli stessi errori, soprattutto per quel che riguarda la pubblicazione di fumetti LGBT...
Coniglio Editore aveva a disposizione me come consulente editoriale, ad esempio, ma non ha mai voluto investire seriamente sui fumetti LGBT... Forse, se lo avesse fatto, adesso avrebbe avuto uno zoccolo duro di lettori e non avrebbe chiuso... Tant'è che la REN BOOKS ha appena aperto e le cose le vanno abbastanza bene anche se propone unicamente fumetti LGBT. Però è anche vero che chi amministra la REN BOOKS ha meno della metà degli anni di Francesco Coniglio, e anche questo vuole dire qualcosa, soprattutto se si punta su un prodotto editoriale che - prima di tutto - può contare su un pubblico giovane o comunque giovanile...I giovani salveranno la cultura LGBT in Italia? Lo faranno anche attraverso i fumetti?
Staremo a vedere...
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martedì 13 dicembre 2011
LA RIFLESSIONE DI OGGI...
Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi vorrei iniziare aggiornandovi su una cosa che, a mio modesto parere, è abbastanza significativa. Se seguite assiduamente questo BLOG saprete che in diverse occasioni ho parlato di Dago, un fumetto a sfondo storico molto interessante, ma che ha una grande pecca: non tocca mai il tema dell'omosessualità, come se nel XVI secolo gli omosessuali non fossero esistiti. La cosa è resa ancora più fastidiosa dal fatto che questa lunga saga ricostruisce in maniera minuziosa tutti gli aspetti della realtà storica: tutti tranne l'omosessualità, appunto.
Tant'è che anche artisti famosi dell'epoca che erano notoriamente omosessuali, come Michelangelo e Cellini, sono sempre stati presentati come eterosessuali. Così, approfittando del fatto che la seguitissima RISTAMPA DAGO che esce in edicola ha da poco inaugurato una rubrica della posta, avevo provato a mandargli una e-mail , in cui esternavo le mie perplessità. Per i più distratti la riporto nuovamente qui sotto.
La risposta dell'editore non è stata malvagia, ma la cosa interessante è che - anche se ormai la gente comunica in maniera molto più immediata utilizzando forum, blog, twitter, facebook e altro, questa mia lettera ha suscitato delle reazioni anche nelle persone disposte a seguire una discussione di questo tipo anche attraverso la pagina della posta di un mensile (che, per gli standard attuali, si sviluppa ad un ritmo a dir poco geologico). Comunque fatto sta che la mia lettera è stata pubblicata ad agosto, e già ad ottobre sulla pagina della posta ha trovato spazio una prima risposta di un lettore, che difendeva a spada tratta la scelta di omettere il tema dell'omosessualità. Potete leggerla qui di seguito.
Un mio amico, a cui ho fatto leggere questa risposta, mi ha fatto notare che gli sembrava scritta da un gay represso, voi cosa ne pensate? La cosa interessante è che questa e-mail, a sua volta, ha stimolato una risposta, che però sembra sottolineare come la negazione dei temi omosessuali in un fumetto storico non sia del tutto lecita. La letterà è stata pubblicata sul numero di novembre.
E sullo stesso numero anche un'altra lettera pubblicata ha toccato l'argomento, che evidentemente va a pungere qualche nervo scoperto, tant'è che il lettore seguente - un certo Lorenzo - ha iniziato parlando di tutt'altro, ma ha voluto dire la sua anche sulla mia lettera, precisando che non è omofobo (giammai!), tuttavia...
Devo ammettere che non mi aspettavo che si generasse un dibattito sull'omosessualità nel fumetto Dago (anche se lo speravo), e mi fa molto piacere constatare che sono andato a toccare i tasti giusti. Ovviamente sono molto curioso di verificare se queste ultime lettere pubblicate susciteranno ulteriori reazioni, in particolare nei lettori gay del fumetto... Che magari non saranno la maggioranza, ma sicuramente sono tanti. Magari a voi sembrerà una cosa da poco, visto che su internet di omosessualità si può parlare dove e come si vuole, ma vi posso garantire che la pubblicazione di interventi di questo tipo su un fumetto popolare italiano, che arriva in tutte le edicole, è una rarità. E, a pensarci bene, è anche una novità. Magari la cosa si esaurirà qui, ma in ogni caso si tratta di un segnale da non sottovalutare, anche se magari non spingerà mai lo sceneggiatore di Dago, Robin Wood, a rivedere la sua posizione riguardo a certi temi.
A prescindere da tutto io rimango del parere che sia del tutto inverosimile che Dago vada in lungo e in largo senza incontrare mai un personaggio omosessuale, da solo o in coppia, o magari qualche maschio che possa rimanere affascinato da lui... Il che - ovviamente - non implica che lui debba rispondere positivamente a delle avances omosessuali, ma visto che le donne non riescono mai a dirgli di no non si capisce proprio perchè tutti, ma proprio tutti, gli uomini in cui si imbatte restino indifferenti al suo fascino...
Staremo a vedere se questa discussione avrà ulteriori sviluppi. Nel frattempo - a proposito - di gente che non rimane indifferente a quello che scrivo, mi sembrava carino segnalarvi che il rocker bear Steve Reeder (di cui ho parlato qualche settimana fa nel mio appuntamento musicale) si è imbattuto nel mio BLOG è mi ha scritto:
Ciao Wally, sono Steve Reeder. Grazie mille per avere condiviso il mio video! Se mai l'Italia darà mai lo spazio ai bear rockers, mi piacerebbe passarè di lì, anche solo per fare inorridire la persona solitaria che ha spuntato la casella "orrore" nei commenti del post in cui parli di me. Questa è la mia specialità. (occhiolino). Ti lovvo! :-) Steve Reeder
Non è la prima volta che uno dei cantanti che vado a segnalare nella mia rubrica si imbatte nel mio BLOG e mi ringrazia (chissà perchè lo fanno solo quelli stranieri e mai quelli italiani...), e io ringrazio a mia volta loro per la considerazione che dimostrano nei miei confronti. Devo ammettere che è molto bello vedere che quello che scrivo produce reazioni, anche perchè da lì si può innescare un circolo virtuoso che può portare a dei risultati più grandi. Morale della favola: se anche voi avete qualcosa da dire, qualcosa che vi tenete dentro perchè pensate che tanto nessuno vi prenderà in considerazione... Provate a dirla (o a scriverla) lo stesso. Magari non succederà nulla, ma se succederà qualcosa di positivo ne sarà valsa la pena.
Alla prossima...
Oggi vorrei iniziare aggiornandovi su una cosa che, a mio modesto parere, è abbastanza significativa. Se seguite assiduamente questo BLOG saprete che in diverse occasioni ho parlato di Dago, un fumetto a sfondo storico molto interessante, ma che ha una grande pecca: non tocca mai il tema dell'omosessualità, come se nel XVI secolo gli omosessuali non fossero esistiti. La cosa è resa ancora più fastidiosa dal fatto che questa lunga saga ricostruisce in maniera minuziosa tutti gli aspetti della realtà storica: tutti tranne l'omosessualità, appunto.
Tant'è che anche artisti famosi dell'epoca che erano notoriamente omosessuali, come Michelangelo e Cellini, sono sempre stati presentati come eterosessuali. Così, approfittando del fatto che la seguitissima RISTAMPA DAGO che esce in edicola ha da poco inaugurato una rubrica della posta, avevo provato a mandargli una e-mail , in cui esternavo le mie perplessità. Per i più distratti la riporto nuovamente qui sotto.
La risposta dell'editore non è stata malvagia, ma la cosa interessante è che - anche se ormai la gente comunica in maniera molto più immediata utilizzando forum, blog, twitter, facebook e altro, questa mia lettera ha suscitato delle reazioni anche nelle persone disposte a seguire una discussione di questo tipo anche attraverso la pagina della posta di un mensile (che, per gli standard attuali, si sviluppa ad un ritmo a dir poco geologico). Comunque fatto sta che la mia lettera è stata pubblicata ad agosto, e già ad ottobre sulla pagina della posta ha trovato spazio una prima risposta di un lettore, che difendeva a spada tratta la scelta di omettere il tema dell'omosessualità. Potete leggerla qui di seguito.
Un mio amico, a cui ho fatto leggere questa risposta, mi ha fatto notare che gli sembrava scritta da un gay represso, voi cosa ne pensate? La cosa interessante è che questa e-mail, a sua volta, ha stimolato una risposta, che però sembra sottolineare come la negazione dei temi omosessuali in un fumetto storico non sia del tutto lecita. La letterà è stata pubblicata sul numero di novembre.
E sullo stesso numero anche un'altra lettera pubblicata ha toccato l'argomento, che evidentemente va a pungere qualche nervo scoperto, tant'è che il lettore seguente - un certo Lorenzo - ha iniziato parlando di tutt'altro, ma ha voluto dire la sua anche sulla mia lettera, precisando che non è omofobo (giammai!), tuttavia...
Devo ammettere che non mi aspettavo che si generasse un dibattito sull'omosessualità nel fumetto Dago (anche se lo speravo), e mi fa molto piacere constatare che sono andato a toccare i tasti giusti. Ovviamente sono molto curioso di verificare se queste ultime lettere pubblicate susciteranno ulteriori reazioni, in particolare nei lettori gay del fumetto... Che magari non saranno la maggioranza, ma sicuramente sono tanti. Magari a voi sembrerà una cosa da poco, visto che su internet di omosessualità si può parlare dove e come si vuole, ma vi posso garantire che la pubblicazione di interventi di questo tipo su un fumetto popolare italiano, che arriva in tutte le edicole, è una rarità. E, a pensarci bene, è anche una novità. Magari la cosa si esaurirà qui, ma in ogni caso si tratta di un segnale da non sottovalutare, anche se magari non spingerà mai lo sceneggiatore di Dago, Robin Wood, a rivedere la sua posizione riguardo a certi temi.
A prescindere da tutto io rimango del parere che sia del tutto inverosimile che Dago vada in lungo e in largo senza incontrare mai un personaggio omosessuale, da solo o in coppia, o magari qualche maschio che possa rimanere affascinato da lui... Il che - ovviamente - non implica che lui debba rispondere positivamente a delle avances omosessuali, ma visto che le donne non riescono mai a dirgli di no non si capisce proprio perchè tutti, ma proprio tutti, gli uomini in cui si imbatte restino indifferenti al suo fascino...
Staremo a vedere se questa discussione avrà ulteriori sviluppi. Nel frattempo - a proposito - di gente che non rimane indifferente a quello che scrivo, mi sembrava carino segnalarvi che il rocker bear Steve Reeder (di cui ho parlato qualche settimana fa nel mio appuntamento musicale) si è imbattuto nel mio BLOG è mi ha scritto:Ciao Wally, sono Steve Reeder. Grazie mille per avere condiviso il mio video! Se mai l'Italia darà mai lo spazio ai bear rockers, mi piacerebbe passarè di lì, anche solo per fare inorridire la persona solitaria che ha spuntato la casella "orrore" nei commenti del post in cui parli di me. Questa è la mia specialità. (occhiolino). Ti lovvo! :-) Steve Reeder
Non è la prima volta che uno dei cantanti che vado a segnalare nella mia rubrica si imbatte nel mio BLOG e mi ringrazia (chissà perchè lo fanno solo quelli stranieri e mai quelli italiani...), e io ringrazio a mia volta loro per la considerazione che dimostrano nei miei confronti. Devo ammettere che è molto bello vedere che quello che scrivo produce reazioni, anche perchè da lì si può innescare un circolo virtuoso che può portare a dei risultati più grandi. Morale della favola: se anche voi avete qualcosa da dire, qualcosa che vi tenete dentro perchè pensate che tanto nessuno vi prenderà in considerazione... Provate a dirla (o a scriverla) lo stesso. Magari non succederà nulla, ma se succederà qualcosa di positivo ne sarà valsa la pena.Alla prossima...
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