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lunedì 9 dicembre 2013

GAMES E GAMES

Ciao a tutti, come va?
Come forse saprete se seguite questo BLOG il rapporto fra mondo LGBT e mondo videoludico inizia ad essere sempre più costante e ricco di spunti interessanti. Probabilmente perchè i videogames sono entrati a far parte a tutti gli effetti della cultura POP, e per estensione della cultura LGBT. Lo scambio è reciproco, anche s etalvolta è fruttuoso e talvolta no. Ad esempio quest'anno la LILA (Lega Italiana Lotta AIDS) ha scelto come testimonial della giornata mondiale per la lotta all'HIV un noto idraulico, peraltro considerato una vera e propria icona dal mondo bear, proprio in contemporanea col lancio del suo ultimo videogame.
Ho dei seri dubbi sul fatto che la Nintendo abbia autorizzato questa cosa, ma d'altra parte uno dei pochi vantaggi di essere una nazione ai margini del consesso delle nazioni civili è che certe campagne pubblicitarie passano praticamente inosservate, riuscendo nel loro intento senza incappare in problemi legali. Cosa che, invece, non capita alle multinazionali che producono videogames e hanno la brillante idea di giocare sugli stereotipi LGBT. Infatti l'uscita di Grand Theft Auto V ha scatenato diverse polemiche per l'inserimento di transessuali che si prostituiscono rispecchiando tutti i peggiori (e più offensivi) stereotipi del caso.

Decisamente un passo falso, soprattutto se si considera che tutto il mondo videoludico (o quasi) sta iniziando a guardare con crescente considerazione al mondo LGBT, e lo stesso mondo LGBT sta iniziando ad attivarsi per avere una rappresentanza diretta nel mondo dei videogiochi. Ovviamente, però, non avendo a disposizione i budget stratosferici delle multinazionali si tratta ancora di videgames dall'interfaccia molto modesta e comunque con un valore prettamente simbolico. Ad esempio, giusto per stare in tema di transessualità, sono già disponibili - e gratuitamente - un paio di giochi che utilizzano la grafica a 16bit (che poi è quella che caratterizzava il COMMODORE 64, vero e proprio eroe della preistoria videloudica) per raccontare l'esperienza trans. Attenzione però: sono giochi realizzati da persone realmente transessuali (o comunque "in transizione" come si dice in gergo), e puntano molto sull'immedesimazione del giocatore per lanciare un messaggio forte e immediato. Il primo è dys4ia (si legge "disforia") ed è stato realizzato da Auntie Pixelante... Presenta una serie di sequenze, ciascuna delle quali permette di riflettere sulle varie tappe e difficoltà che devono affrontare le persone trans nel loro percorso.
Potete cimentarvi col suddetto gioco CLICCANDO QUI.
Un po' più elaborato, invece, Mainichi (in giapponese “tutti i giorni”) di Mattie Brice, che è un vero e proprio gioco di ruolo in cui si può seguire la vita di tutti i giorni di una persona transessuale alle prese con delle relazioni interpersonali non propriamente facili.

Questo gioco, invece, lo potete scaricare gratuitamente CLICCANDO QUI.
Queste piccole iniziative potrebbero offrire degli spunti molto interessanti anche alle multinazionali milionarie, e la speranza è che prima o poi inizino a tenerle in debita considerazione. Nell'attesa, però, qualche programmatore LGBT potrebbe volere comunque un maggiore budget per realizzare il suo gioco LGBT... Come fare, quindi? Ovviamente con una raccolta fondi, che però può rivelearsi molto ostica nel caso dei videogames.
Di questo, però, vi parlerò meglio la prossima volta.
Intanto buon divertimento.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

So già che questo commento ti darà fastidio, Wally, ma non posso evitarlo. So cosa intendi con la relazione fra mondo LGBT e mondo videoludico, ma io sono un videogiocatore esperto e cerco molto spesso i significati dentro ad un videogame.
Ti posso assicurare che alla pari delle polemiche per Grand Theft Auto sui trans, ci sarebbero dovute essere le polemiche, sulla medesima serie di giochi, da parte di prostitute, tossicodipendenti e diversi componenti di etnie diverse. Questo perché GTA da sempre mostra una realtà ricca di stereotipi sbagliati, aggressivi, negativi, criminali, irriverenti e irrispettosi, perché mostra la realtà della vita di strada o della vita mafiosa, puntando ad esorcizzare il terrore che si ha di essa con un gioco che ne consente l'immedesimazione (anche per insegnare quanto sia sbagliata). Non so se mi sono spiegato, ma in base a ciò le polemiche sui trans che si prostituiscono mi sembrano inutili. Non sono stati inseriti questi personaggi per offendere nessuno, ma semplicemente perché esistono in varie realtà. Sono luoghi comuni legati al mondo della prostituzione, non della vita di un trans. Non vanno a generalizzare

Tu forse lo vedi come un attacco ai trans, ma in realtà GTA ha trattato uno dei temi legati alla prostituzione nella maniera solita in cui lo fa. Anche con le prostitute donne è stato così nel gioco. Tutto quello che riguarda la vita "non proprio regolare" viene immortalato in questo gioco per quello che è. In sintesi, non rappresenta i trans, ma i trans che si prostituiscono. Semplicemente perché esistono e GTA è l'antitesi della correttezza in tutto e per tutto.

Wally Rainbow ha detto...

No no nessun fastidio :-) Anzi... mi piace se qualcuno ha delle argomentazioni solide :-) In realtà non penso che le critiche alla rappresentazione delle persone trans fosse tanto una questione di politicamente corretto, perchè in effetti questo è un videogioco politicamente scorretto, quanto perchè nel suo essere politicamente scorretto ha rappresentato le trans che si prostituiscono in maniera un po' troppo ridicola e inverosimile. Forse se avessero rappresentato prostitute trans come fatalone irresistibili sarebbe stato diverso e non ci sarebbero state le stesse polemiche.

Luca ha detto...

Grand Theft Auto è un brand che fa del politically uncorrect una bandiera, non penso ci sia stata alcuna intenzione di bersagliare una categoria in particolare. È il gioco che è così.

Anonimo ha detto...

Ok... allora bisogna entrare nel mondo degli stereotipi per capire la loro scelta. Immagino che abbiano scelto di rappresentare in quel modo ridicolo i trans che si prostituiscono per essere ulteriormente scorretti e cercare ciò che avrebbe dato più fastidio, ma che, innegabilmente, esiste (anche se non nella maggior parte dei casi)


Se non si è capito, sono l'anonimo del primo commento