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venerdì 17 gennaio 2014

INSIEME É MEGLIO

Ciao a tutti, come va?
Anche se di solito quando in Italia si parla di fumetto americano l'attenzione è tutta per gli editori più commerciali, o al limite per quelli che propongono idee particolarmente interessanti, non bisogna dimenticare che gli USA hanno anche una lunga e gloriosa tradizione di autoproduzioni e fumetti alternativi. Quelli che una volta venivano chiamati fumetti underground o comix (con la x, per differenziarli dai comics tradizionali). I fumetti a tematica LGBT americani sono nati in questa nicchia di mercato, e a tutt'ora la praticano con una gran quantità di autori più o meno sperimentali.
La cosa interessante è che, anche se i nomi storici continuano a produrre, ci sono anche tanti giovani che vogliono esprimere la loro passione per i fumetti LGBT attraverso questo circuito. Come fare, allora, per valorizzarli tutti al meglio? Il cartoonist Robert Kirby, ad esempio, oltre ad autoprodurre i propri fumetti si occupa da diversi anni di coordinare delle antologie in cui dare spazio anche ai suoi colleghi. Anni fa ci ha provato con alcuni volumi di BOY TROUBLE (sotto) e, più recentemente, con la serie THREE (sopra), ma evidentemente lo spazio non era abbastanza.
Che fare? Beh... Visto che ora negli USA c'è un piccolo editore specializzato in fumetti LGBT, che si chiama Northwest Press, è stato quasi inevitabile iniziare a collaborare con loro. Così è da poco stata pubblicata un'antologia di quasi 250 pagine, curata proprio da Robert Kirby,  dal titolo QU33R, che raccoglie ben trentatrè fra autori e autrici statunitensi di fumetti LGBT, fra vecchie glorie e nuove proposte, ma tutti rigorosamente con una storia inedita.
Chi sono questi magnifici trentatrè?
  • Amanda Verwey (Manderz Totally Top Private Diary)
  • Andy Hartzell (Fox Bunny Funny, Xeric grant recipient Bread and Circuses)
  • Annie Murphy (Gay Genius, I Still Live)
  • Carlo Quispe (Uranus)
  • Carrie McNinch (You Don’t Get There From Here, The Assassin and the Whiner)
  • Christine Smith (The Princess)
  • Craig Bostick (Darby Crash, Go-Go Girl, Boy Trouble)
  • David Kelly (Rainy Day Recess: The Complete Steven’s Comics, Boy Trouble)
  • Diane DiMassa (Hothead Paisan: Homicidal Lesbian Terrorist)
  • Dylan “NDR” Edwards (Transposes, Politically InQueerect)
  • Ed Luce (Wuvable Oaf)
  • Edie Fake (Gaylord Phoenix)
  • Eric Kostiuk Williams (Hungry Bottom Comics)
  • Eric Orner (The Mostly Unfabulous Social Life of Ethan Green)
  • Howard Cruse (Stuck Rubber Baby, Wendel, Barefootz)
  • Ivan Velez, Jr. (Tales of the Closet, Dead High Yearbook)
  • Jennifer Camper (Juicy Mother, Rude Girls and Dangerous Women, subGURLZ)
  • Jon Macy (Teleny and Camille, Fearful Hunter, Nefarismo)
  • Jose-Luis Olivares (Pansy Boy)
  • Justin Hall (No Straight Lines: Four Decades of Queer Comics, Glamazonia: The Uncanny Super-Tranny, True Travel Tales)
  • Kris Dresen (Manya, Max & Lily, She Said)
  • L. Nichols (Flocks, Jumbly Junkery)
  • Marian Runk (Not a Horse Girl, The Magic Hedge)
  • MariNaomi (Kiss and Tell: A Romantic Resume, Smoke in Your Eyes, Estrus Comics)
  • Michael Fahy (Boy Trouble)
  • Nicole Georges (Calling Dr. Laura, Invincible Summer)
  • Rick Worley (A Waste of Time)
  • Rob Kirby (THREE, Boy Trouble, Curbside)
  • Sasha Steinberg (Stonewall, Queerotica)
  • Sina Sparrow (Art Fag, Boy Crazy Boy)
  • Steve MacIsaac (Shirtlifter)
  • Terrance Griep (Scooby-Doo)
  • Tyler Cohen (Primahood)
Un menù niente male, insomma...Anche se in Italia la stragrande parte di questi nomi è praticamente sconosciuta, e non è difficile immaginare il perchè. Dopotutto da noi i fumetti alternativi sono passati di moda molto in fretta, mentre i fumetti LGBT stentano ancora a trovare la loro collocazione. Quindi questo genere di autore da noi ha davvero poche occasioni per farsi conoscere, e ovviamente i suoi corrispettivi italiani hanno anche un problema in più, e cioè quello di non avere mai avuto un vero e proprio circuito commerciale LGBT a cui appoggiarsi per proporre, eventualmente, le loro sudate autoproduzioni.
Quanti talenti non hanno mai potuto vedere la luce nel nostro paese per questo motivo?
Non lo sapremo mai.
D'altra parte è anche vero che il futuro è ancora tutto da scrivere, e non c'è scritto da nessuna parte che le cose debbano continuare ad andare come sono sempre andate.
Magari un domani anche il nostro paese diventerà ricettivo per le idee alternative e lascerà spazio a chiunque dimostri di avere qualcosa di interessante da raccontare, chi può dirlo?
Così forse, e dico forse, anche noi un giorno avremo antologie con una trentina di autori LGBT che non si fanno problemi ad alzare la testa.
Sarebbe molto bello.
Alla prossima.

6 commenti:

NINO ha detto...

Ahimè, al momento nessuno degli autori di quella casa editrice vede una traduzione italiana, perchè... Non mi rispondono a nessuna proposta commerciale!E lo stesso la Archie comics: io Kevin Keller ci provo a portarlo in Italia ma niente...

Wally Rainbow ha detto...

A questo punto viene il sospetto che ci siano dei motivi che vanno al di là del semplice capriccio... Non rispondono proprio o dicono ch enon sono interessati?

NINO ha detto...

Non rispondono. Io pensavo fosse difficile trattare con i giapponesi, ma con gli americani è impossibile. Almeno una mail per dire sì/no. Ma riguarda tutti gli editori tranne IDW, molto disponibile!

Wally Rainbow ha detto...

Eppure mi sembra così strano... Quando anni fai mi ero messo a contattere autori americani per la (defunta) Coniglio Editore erano tutti disponibilissimi, o almeno rispondevano di no se l'offerta non era di loro gradimento. Capisco che l'Italia non è un gran mercato, ma c'è qualcosa che non mi torna...

NINO ha detto...

E' che, Vale, io da editore non contatto solo gli autori, ma contatto gli editori. Di questi autori, a parte quelli che pubblico, non ne ho contattato nessuno. Hanno un editore, mi rivolgo a lui. La Northwest, per esempio, non ha mai risposto a nessuna email, neanche su Facebook (che ho usato come ultima spiaggia). Gli unici sono i ragazzi di Class comics. Ricettivissimi.
Riguardo alla Archie, mi sa che sono solo cafoni! Tutto qua. ;)

Zan ha detto...

Hi Nino! Yes, it's true, I got your email about doing Italian versions of NWP books, and I marked it "to respond to later" and never got back to it. Totally my fault! Despite appearances, NWP is really a one-man operation, and the last year was the first one doing this full-time, and my attention was occupied with trying to get wider distribution for our English catalog and boost sales so we could keep producing new books. It's been an exciting, though anxious, year. I would be open to doing translated versions of the books, but would have to consult with the individual creators, as NWP only licenses the work for our editions, and does not own any of the properties involved. I will reply to your email so we can discuss it in more detail. Sorry again for not responding, before, and hopefully now that things are a bit more settled at this end we can have a conversation about it. :-)