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mercoledì 14 aprile 2010

COSE DELL'ALTRO MONDO...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Forse vi è giunto all'orecchio che l'Università Statale di Milano, a seguito di un brutto episodio di omofobia (uno studente gay era stato minacciato da un colelga etero mentre appendeva il manifesto di un'iniziativa a tema gay proposta dal suo collettivo studentesco), ha deciso di creare un sportello per gli studenti omosessuali, dove si potranno segnalare eventuali episodi incresciosi, ma dove si potrà avere anche dei consulti di altro tipo. Per i più timidi il servizio sarà disponibile anche via e-mail. È la prima volta, a quanto mi risulta, che in una Università italiana viene creato qualcosa di simile, anche se - tanto per cambiare - è da una trentina d'anni che sportelli e servizi per gli studenti omosessuali sono una realtà ben presente in molti atenei occidentali. Il caso di Milano è sicuramente un buon segno, anche se siamo ben lontani dalle strutture di accoglienza dei campus anglofoni, che peraltro sono amministrate dagli stessi studenti omosessuali e si pongono in maniera decisamente propositiva (alcune progettano almeno un'attività al giorno!), offrendo anche iniziative di ampio respiro aperte al pubblico. Lo sportello GLBT della New York University, ad esempio, propone regolarmente dei seminari sui fumetti a tematica gay e i prossimi si terranno proprio il 15 e il 21 aprile.
Molto in sintesi: si tratterà di tre incontri che, tramite il confronto con esperienze di prima mano ed esperti vari, tratteranno il mondo delle autoproduzioni a tema gay, l'esperienza professionale del fumettista/attivista Ivan Velez e - per finire - verrà realizzato un workshop di approfondimento su tematiche omosessuali utilizzando il linguaggio del fumetto. Interessante, vero? Sicuramente rispetto a certe inziative a Milano sono ancora nella preistoria, ma possono sempre prendere ispirazione, e in ogni caso fa piacere verificare come - perlomeno negli Stati Uniti - il fumetto a tema gay possa trovare il suo spazio nelle Università. D'altra parte parliamo di una nazione in cui il fumetto è un medium che è riuscito a ritagliarsi una sua dimensione culturale di tutto rispetto...Tant'è che negli USA i libri a fumetti vincono sempre più spesso prestigiosissimi premi letterari e giornalistici. A questo proposito può essere indicativo il fatto che quest'anno il Premio Pulitzer (uno dei massimi riconoscimenti giornalistici del mondo) è andato al vignettista satirico Mark Fiore, che peraltro realizza le sue vignette solo per quotidiani online e tramite animazioni in FLASH. Per avere un'idea del personaggio cliccate sull'immagine qui sotto... Si tratta della sua ultima vignetta, ed è dedicata alle ultime uscite (sparate?) del Vaticano e delle sue gerarchie...
Purtroppo le sue vignette animate sono solo in inglese, ma credo il messaggio sia molto chiaro a prescindere... Inutile dire che dalle nostre parti chi produce qualcosa del genere viene regolarmente boicottato, e mai nessuno oserebbe consegnargli un qualche premio prestigioso... Tantopiù che, sempre dalle nostre parti, fumetto e animazione sono ancora ampiamente sottovalutati, mentre le animazioni in FLASH sono qualcosa al di là della comprensione di chi amministra la nostra informazione. Siccome questo è il blog che vi mostra quello che nessuno vi mostra, e siccome mi piace infierire nella speranza di motivare un futuro cambiamento, volevo condividere con voi un'agghiacciante scoperta... Mentre in buona parte del mondo l'animazione è diventata un potente mezzo di satira sociale (dai Simpsons in poi) e ha dimostrato di saper veicolare benissimo contenuti adulti (il Giappone insegna), in Italia... Beh... In Italia è stato appena prodotto un cartone animato sui giudici Falcone e Borsellino in versione "bambini degli anni '50 che lottano contro un mago cattivo che trasforma le persone in pupi siciliani"... Anche io non volevo crederci, ma è proprio così! Questo è il trailer...

Non so voi, ma io sono rabbrividito... Anche perchè il progetto, coprodotto da Rai Fiction e Larcadarte in collaborazione con la Regione siciliana (capito dove vanno i soldi delle tasse e del canone?), è nato dopo la pubblicazione di un'inchiesta condotta tra i bambini delle scuole elementari e medie italiane, che ha evidenziato come i più piccoli non sapessero chi erano Falcone e Borsellino! Aemh... E dopo aver visto questo cartone avranno le idee più chiare? Ho dei seri dubbi! Non so cosa ne pensate voi, ma a parte il fatto che un cartone fatto in questo modo andrebbe bene al massimo per dei bambini in età prescolare, tutta l'operazione ha un pesante retrogusto di presa per i fondelli... O di magistrale incompetenza, scegliete voi.
Resto in attesa dei vostri commenti...
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lunedì 12 aprile 2010

ITALIA NOSTRA...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Ultimamente sta prendendo piede anche da noi il termine "foundraising", che è un modo tanto "cool" per indicare la cara vecchia "raccolta fondi". Ovviamente la raccolta fondi serve a finanziare tutte quelle attività e quelle associazioni che non sono propriamente commerciali e che per andare avanti dovrebbero contare solo sui contributi spontanei, sulle collaborazioni con altri tipi di attività e sulla validità del loro operato. Dico "dovrebbero" perchè, perlomeno in Italia, una quantità paurosa di associazioni senza fini di lucro conta soprattutto su contributi pubblici da comuni, provincie e regioni, magari scendendo a patti con qualche politico locale. Se poi si volesse indagare l'ambito prettamente gay la situazione diventerebbe ancora più sconfortante: da una parte si promuovono inziative locali di carattere culturale e/o conviviale (che nelle piccole realtà attirano sempre poche decine di persone), mentre dall'altra si cerca di ricavare fondi quasi "di nascosto" da iniziative e attività a cui partecipano persone che non hanno alcuna reale consapevolezza del loro apporto... E questo, ad esempio, succede regolarmente nei locali gestiti direttamente o indirettamente da Arcigay, che attirano decine di migliaia di persone in tutta Italia: quasi tutte persone che si ritrovano a contribuire in maniera pressochè coatta (magari dovendosi anche tesserare) ad una associazione che nemmeno conoscono (e di cui fondamentalmente non gli interessa niente). Non sta a me giudicare, ma questo approccio da "furbetti" non è esattamente quello che serve per sensibilizzare la comunità gay italiana e contribuire a farle raggiungere la massa critica necessaria per cambiare le cose: magari qualche soldino arriva subito, ma è una strategia ben poco lungimirante. Forse il mio è un parere di parte, ma se negli ultimi anni qualcosa in Italia è cambiato lo si deve soprattutto a internet... Vi è mai capitato di avere a che fare con qualche omosessuale italiano che non usa internet? Provate a parlargli per un po' e capirete cosa intendo.
Tutto questo preambolo mi serviva per segnalare come, altrove, le associazioni gay - pur non facendo le finte santarelline - danno prova di maggior buon senso, trasparenza e lungimiranza anche nelle loro operazioni di foundraising. In particolare oggi volevo tornare a parlarvi della Tom of Finland Foundation, che ha dedicato al foundraising anche la giornata dell'undici aprile. Infatti ha gestito il pomeriggio del BARRACKS, noto locale fetish di Palm Springs, proponendo un party di beneficenza e mettendo all'asta dodici disegni originali. Lo stesso giorno (come ogni seconda e quarta domenica del mese), l'associazione ha proposto un workshop di disegno dal vivo (alla modica cifra di 25 $ per tre ore circa di modelli in posa). Il suddetto workshop è gestito dal volontario Miguel Angel Reyes: artista dotato e gran bel figliolo, a mio modesto parere...
Entrambe le iniziative si sono rivolte a persone che sapevano di contribuire al foundraising di un'associazione gay e che hanno scelto consapevolmente di farlo (anche perchè la domenica californiana di certo non manca di iniziative a tema gay)... Sicuramente questa trasparenza rende associazioni come la Tom of Finland Foundation molto apprezzate da tutti quelli che vogliono offrire il loro contributo alla "causa" in maniera consapevole e non vogliono sentirsi come dei limoni da spremere alla bisogna.
E la cosa notevole, secondo me, è che entrambe le iniziative sono riuscite a fare foundraising puntando in qualche modo sull'arte gay! Un'idea del tutto aliena dalle nostre parti, tant'è che io sto ad un'ora da Milano e ad un'ora e mezza da Bologna, due città in cui si trovano due delle comunità gay più numerose d'Italia, e non mi risulta che sia mai stato neanche pensato qualcosa di simile da parte delle locali associazioni gay. Tra le altre cose il mio mandato come presidente dell'arcigay di Piacenza è formalmente scaduto il 5 aprile, e in tre anni queste due città non mi hanno mai proposto nulla (fatta salva la proposta di realizzare un opuscolo informativo sull'HIV per Bologna, proposta che si è risolta in un nulla perchè prima avevano detto che mi pagavano qualcosa e poi si sono rimangiati tutto... Intendiamoci: io il volontariato per la mia città lo faccio volentieri, ma non lo faccio certo per associazioni che battono cassa tutti i sabati). Magari straparlo, ma se a Milano o a Bologna avessero pensato di organizzare un workshop gestito da me avrebbero potuto tirare su qualche soldino (e non avrebbero nemmeno dovuto spendere i soldi che sono stati necessari per invitare a Milano Paris Hilton)... Ma d'altra parte parliamo di un ambiente dove il fatto che disegno fumetti gay da quasi dieci anni è passato del tutto inosservato, o quasi. Peccato. Traete voi le vostre conclusioni. Nel frattempo, per tirarvi su il morale, vi lascio con un filmato d'archivio dedicato alla mostra su Tom of Finland che si è tenuta a Madrid un paio di anni fa... Tra le altre cose potete vedere Durk Dehner (l'inossidabile fondatore e presidente della Tom of Finland Foundation) e - se sapete l'inglese - potrete udire anche un'intervista a Tom of Finland stesso, realizzata poco prima della sua triste dipartita.

Ciao e alla prossima.
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venerdì 9 aprile 2010

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Siccome il mondo è bello perchè è vario oggi volevo riservare la spazio musicale della settimana a una delle drag queen più rampanti dell'attuale scena newyorkese: il suo nome è Peppermint (Menta Piperita) e potete saperne di più su di lei consultando il suo sito ufficiale.
Premesso che le drag queen rappresentano un po' un mondo a parte, direi che è lampante per tutti che dalle nostre parti negli ultimi anni non sono emerse drag queen canterine per il grande pubblico (perlomeno da quando la compianta Billy More è passata a miglior vita), ma in compenso hanno continuato ad essere valorizzate le drag queen baraccone e tendenti al ridicolo... Per evitare il rischio di turbare troppo il pubblico o di instradarlo verso interessi socialmente inaccettabili? Chissà... Certo è che, ultimamente, i media tendono a mettere nello stesso pentolone omosessuali, transgender, travestiti, transessuali e drag queen... E sicuramente questo non aiuta. Altrove diciamo pure che si va avanti e si possono anche lanciare drag queen come Peppermint, persino con video ricercati come quello che segue...

Non male, vero? Certo è che a giudicare dal viso e dalla struttura fisica Pepeprmint non dovrebbe essere niente male nemmeno come maschietto... Voi che ne pensate?
Ciao e alla prossima.
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mercoledì 7 aprile 2010

NEWS

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Se siete appassionati di fumetto Made in U.S.A. forse saprete che nel week end di Pasqua si è tenuto il Wondercon di San Francisco. Non si tratta della manifestazione fumettistica più importante della West Coast (il primato spetta da sempre a San Diego), ma si tratta comunque di una fiera importante. Anche quest'anno non poteva mancare una conferenza sul fumetto a tematica GLBT, che si è tenuta nella giornata di venerdì e che questa volta si intolava "Queers, Comedy and Camp". Come potete intuire si proponeva di esplorare il lato più umoristico, strambo e "camp" del fumetto GLBT contemporaneo. Alla conferenza sono intervenuti Brian Andersen (So Super Duper), Ed Luce (Wuvable Oaf), Sean Seamus McWhinny (Diary of a Catering Whore), Joey Alison Sayers (Thingpart), e Rick Worley (A Waste of Time), con la moderazione del presidente dell'associazione PRISM COMICS Charles "Zan" Christensen (foto sotto... A quanto pare anche nelle conferenze degli Stati Uniti non c'è mai nessuno che si mette nei posti davanti...).
A scanso di equivoci: l'associazione PRISM COMICS (che, per chi non lo sapesse, promuove il fumetto e i fumettisti GLBT) non è la classica associazione gay americana che fa un mucchio di soldi con le donazioni e può permettersi di fare un gruppo di pressione, però nel suo piccolo cerca di fare il più possibile per portare avanti la sua mission e ritagliare uno spazio per il fumetto GLBT nel mondo del fumetto "ufficiale", invece di ghettizzarlo nei soli circuiti gay. Lo stand che si sono potuti permettere al WonderCon di quest'anno era proprio piccino, però i fumettisti/volontari che si sono dati da fare per presidiarlo a turno erano comunque tanti e motivati: dai nomi storici del fumetto gay indipendente ai piccoli editori, che nel caso di Jeff Krell (foto sotto) hanno potuto anche coincidere.
Personalmente non penso che tutti i fumetti promossi dalla PRISM COMICS in occasioni come questa siano dei capolavori, però in linea di principio non posso fare a meno di ammirare la loro tenacia e la loro determinazione nel portare avanti il loro obbiettivo e nell'offrire un presidio gay più o meno fisso in tutte le più importanti fiere del fumetto statunitensi. Non so quanti di voi frequentano le fiere del fumetto italiane, ma anche se la "quota gay" fra il pubblico è sempre più evidente lo spazio di riferimento per questo genere di fumetto - e di pubblico - ufficialmente non c'è. Ci sono editori che propongo materiale a tema, la Kappa Edizioni in particolare, ma direi che è tutta un'altra cosa. Peccato. Comunque non si può mai dire cosa potrebbe riservare il futuro, giusto? A proposito di futuro: è ufficiale che la Marvel, dopo aver dimostrato di farsi sempre meno problemi con i personaggi gay, produrrà un film incentrato su un suo fumetto in cui c'è anche un personaggio omosessuale. Si tratta di RUNAWAYS.
La serie è decisamente recente (2003) ed è la prima volta che la Marvel mette in cantiere un film che non prende spunto da qualche personaggio "storico" con almeno trent'anni di fumetti alle spalle. Probabilmente l'idea di puntare su questo atipico gruppo di superadolescenti (che iniziano la loro carriera ribellandosi ai genitori supercriminali) punta a conquistare nuove fascie di pubblico, e sarà molto interessante verificare come verrà presentata la giovane supreroina lesbica Karolina Dean.
Il film è previsto per il 2011, un anno abbastanza importante per i film ispirati ai fumetti Marvel, dato che dovrebbe segnare anche il debutto del film dedicato al supergruppo dei VENDICATORI (THE AVENGERS). A questo proposito volevo segnalarvi che, finalmente, è stato deciso chi intepreterà il ruolo di Capitan America in THE AVENGERS e nel film a lui dedicato (anch'esso previsto per il 2011). Nonostante prima si pensasse ad un altro attore, alla fine la scelta è caduta su Chris Evans... Che curiosamente aveva già interpretato la Torcia Umana nei due film dedicati ai Fantastici Quattro (altro fumetto Marvel).
Sicuramente chi aveva imparato ad apprezzarlo in quei film ne sarà felice... E se questa scelta vi ha lasciato un po' perplessi è mio dovere precisare che alla Marvel hanno deciso di far ripartire daccapo la saga cinematografica dei Fantastici Quattro, con un nuovo cast e un taglio più maturo... Nel frattempo vedremo se il buon Chris riuscirà ad intepretare in modo adeguato un supereroe così diverso dal precedente. Nel frattempo è stata anche assegnata la parte di Bucky, storica spalla di Capitan America, e il prescelto è Sebastian Stan.
Piccola curiosità: questo giovane attore ha interpretato un ruolo gay nella recentissima serie KINGS, ispirata alle vissitudini del biblico Re Davide rivissute ai giorni nostri... In quella sede Sebastian Stan ha interpretato il principe Jack Benjamin, una sorta di moderno Gionata (che, per chi non conoscesse i testi biblici, era un principe sulla cui presunta omosessualità gli studiosi hanno sempre dibattuto molto animatamente). Questo ruolo lo ha reso discretamente popolare presso il pubblico gay, tant'è che il mensile gay OUT gli ha dedicato anche un servizio fotografico.
La scelta di questo attore vuole forse essere un segnale per il pubblico gay? In Capitan America ci sarà qualche allusione gay friendly? Dopotutto Bucky era un ragazzino che rappresentava per Capitan America quello che Robin rappresentava per Batman... Infatti Bucky Burnes era la mascotte del campo di addestramento in cui Steve Rogers (in realtà Capitan America) risiedeva in incognito durante la Seconda Guerra Mondiale, facendosi passare per una recluta incapace. Nel 1941 Bucky scoprì la vera identità del suo amico, che lo "adottò" come spalla senza farsi troppi problemi.
Oltretutto Bucky finiva regolarmente vittima del sadico feticismo bondage dei supercattivi nazisti (come il diabolico Teschio Rosso o lo stesso Hitler), tant'è che spesso Capitan America si trovava in serie difficoltà non sapendo chi salvare per primo fra lui e la bella ragazza di turno...

Per non parlare di come Bucky gli buttava regolarmente le braccia al collo del suo super amico, con la scusa di sfruttarne la superforza onde percorrere le lunghe distanze nel minor tempo possibile... Certo la malizia è nell'occhio di chi guarda, tuttavia mi sembra altamente probabile che tanti ragazzini omosessuali si siano identificati in Bucky e lo abbiano anche discretamente invidiato.
D'altra parte non penso che sia stato un caso se, quando Capitan America è stato rilanciato negli anni '60 (facendolo risvegliare da uno stato di ibernazione), alla Marvel abbiano subito chiarito che Bucky era morto nella stessa missione in cui Capitan America era finito ibernato... Probabilmente sapevano bene che la vita di coppia dei due non poteva essere più presentata nella stessa maniera ingenua degli anni '40... Soprattutto dopo il ciclone censorio degli anni '50. Non ci resta da fare altro che aspettare per verificare se e quanto il nuovo film di Capitan America si dimostrerà gay friendly. Nel frattempo prendiamo atto che i tempi sono decisamente cambiati: quando negli anni '90 Batman ricomparve al cinema ci sono voluti tre film prima di vedergli al fianco Robin, mentre adesso Bucky farà coppia da subito con Capitan America. È un buon segno, non trovare anche voi?
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