Ciao a tutti e a tutte, come va? Da oggi volevo dedicare alle mie attività un post supplementare ogni domenica, una specie di bollettino per tenervi aggiornati su quello che ho prodotto nella settimana. Per cominciare ho ripreso le aste su eBay... Con il disegno che vedete qui di seguito (per vederlo più grande cliccate sulle immagini)... Considerando che sono passati davvero dei mesi da quando ho preso in mano i pennelli per l'ultima volta direi che poteva andare peggio, anche se ci ho impegato un pochino per visualizzare bene su cosa poteva sedersi il soggetto... Così alla fine mi è venuta in mente questa fantasia di sculture sepolte... In questo disegno trovo simpatica la posizione dei piedi... Fino all'ultimo, invece, non ho saputo che espresisone dare al personaggio... E infatti forse si nota che sugli occhi sono intervenuto più volte e che non sono freschi come avrei voluto... Pazienza... Forse avrei potuto intervenirci sopra, ma il rischio di fare pasticci era alto, quindi ho preferito non infierire troppo... Questa volta ho deciso di fare un personaggio abbastanza peloso, anche se devo ammettere che andare con l'nchiostro seppia sulle lumeggiature di bianco è sempre un po' un terno al lotto... Però direi che l'effetto finale è passabile... Se questo disegno vi piace l'ho messo all'asta su eBay e potete aggiudicarvelo CLICCANDO QUI. Ciao e alla prossima.
Ciao a tutti e ciao a tutte, come va? Anche oggi sono qui per ampliare le vostre conoscenze musicali con un nuovo cantante gay dichiarato che in Italia nessuno si fila, anche se è nelle prime posizioni delle classifiche dance americane ed è anche molto popolare in diverse parti d'Europa e non solo (il prossimo mese il suo tour toccherà il Brasile, la Colombia, la Bolivia e persino il Kazakhistan). Infatti vi sto parlando di Christopher "Chris" Willis... La cosa curiosa di questo cantante è che ha iniziato a farsi un nome nei primi anni '90 in ambito gospel, ma strada facendo si è reso conto che l'ambiente delle chiese che frequentava non era affatto gay friendly e contribuiva ad alimentare il suo conflitto interiore e il senso di angoscia nei confronti del proprio orientamento omosessuale... Tuttavia proprio il gospel lo ha aiutato a trovare la sua strada, visto che ha scelto di accogliere dentro di sè il suo messaggio di amore universale. In ogni caso, dopo aver capito che sentiva il bisogno di vivere in maniera più libera e realizzata, ha abbandonato il mondo del gospel e, a partire dal 2001, si è riciclato come cantante dance, dichiarandosi pubblicamente e scalando in breve tempo le classifiche. La sua storia, che in effetti è abbastanza particolare, si è anche guadagnata un documentario dal titolo Inside Out, che è stato realizzato giusto l'anno scorso e in cui il buon Chris parla di sè e della sua esperienza di vita. Niente male vero? Intanto qui di seguito potete vedere il video del suo ultimo singolo...
Chissà se arriverà mai nelle nostre discoteche... Mhhh... Non so perchè, ma ho qualche dubbio al riguardo... Ciao e alla prossima.
Ciao a tutti e ciao a tutte, come va? Oggi volevo iniziare partendo da una lettera che ho letto oggi e che mi ha messo particolarmente di buon umore, infatti Stafano mi ha scritto:
"Ciao Valeriano,
sono un volontario del gruppo giovani di arcigay Modena (nonché tuo grande fan! ti seguo dai tempi in cui rainbows era pubblicato da gay.it) e ti scrivo per ringraziarti.
Devi sapere che mi è toccato l'ingrato compito di curare una piccola rassegna che dovesse occuparsi di argomenti di nicchia, non generalisti come musica o film a tematica gay.
Perché non occuparsi di fumetti e videogiochi allora, mi son detto! Cercando su internet ho trovato diverse informazioni, soprattutto in inglese, ma devo dire che il tuo blog (di cui sono un affezionato lettore :) ) è la fonte più organica e vasta in circolazione. Insomma... cercando fra i tuoi post ho trovato molti spunti interessanti che mi hanno aiutato a comporre una presentazione in power point con cui ho condotto un'intera seduta del gruppo giovani. Nonostante ci fosse poca gente interessata a fumetti o videogiochi, sembra proprio che la rassegna sia piaciuta, tanto che alcuni mi hanno proposto di creare CD contenenti tutti i fumetti a tematica che avevo scaricato da internet, cosicché gli interessati possano prenderlo in prestito dalla sede.
Quindi grazie per l'impegno con cui curi il blog e disegni le tue strisce, alimenti le speranze di noi poveri appassionati fumettari italiani visto il mercato scadente che abbiamo! ;)
Stefano
P.S. Alcuni ragazzi si sono dimostrati interessati ai tuoi fumetti (non potevo non citarti), per cui chissà, magari avrai qualche nuovo fan d'ora in poi =D"
Ecco... Questo è il genere di lettera che mi gratifica e mi fa pensare che portare avanti questo BLOG è una buona cosa... Grazie, davvero e complimenti per l'iniziativa! Sono quasi commosso... Tra l'altro, proprio in questi giorni, anche l'associazione gay I FIGLI DELLA LUNA di Cuneo mi ha chiesto informazioni per organizzare un appuntamento simile per il prossimo marzo... Sta a vedere che, dopo oltre seicento post, questo blog inizia ad essere davvero un piccolo riferimento per i fumetti gay in Italia? La lettera che mi è arrivata, però, solleva una questione molto interessante. Infatti Stefano mi dice che i fumetti gay, a differenza del cinema e della musica a tematica, sono considerati un argomento di nicchia. Il che è vero, anche se i fumetti in generale nascono per essere una forma di intrattenimento popolare, esattamente come la musica o il cinema... Perchè i fumetti, in Italia, hanno perso questa caratteristica? La domanda non è banale, soprattutto se si prendono in considerazione i fumetti a tematica gay, visto che il pubblico omosessuale - di solito - drizza le antenne per qualsiasi cosa che sia anche solo vagamente identificabile come gay (spendendoci anche delle cifre ragguardevoli). In effetti il fumetto in generale ha sempre goduto di una considerazione abbastanza bassa nel nostro paese, finendo per essere escluso dal grande circuito mediatico e culturale. Esattamente il contrario di quello che avviene nei paesi in cui i fumetti godono di grande considerazione... E non è un caso. Basta fare un giro per Bruxelles (senza scomodare il solito Giappone o gli USA) per rendersi conto come gli eroi dei fumetti locali, che abbelliscono gli edifici della città, testimoniano una considerazione del tutto diversa per questo medium... Un approccio inclusivo che si riscontra anche nelle biblioteche e nelle librerie, ad esempio, ma anche nei telegiornali, sui quotidiani e nelle trasmissioni televisive, che dedicano ampi spazi a fumetti e affini. Senza contare le conferenze, le mostre, ecc. A questo punto è abbastanza facile capire come i fumetti, che in Belgio sono pienamente inseriti nel circuito dei media, sono tutt'altro che una nicchia culturale. In Italia, dove di fumetti si parla poco e male, il fumetto non ha alcuna risonanza mediatica, se non attraverso le serie animate e i film per il grande schermo che si ispirano ad esso (ma questo significa solo pubblicizzare alcuni prodotti a discapito di altri, e non certo valorizzare il fumetto in quanto tale). Ultimamente, poi, qualcuno scopre i fumetti grazie agli allegati dei quotidiani, ma si tratta comunque di una minoranza, visto che si tratta di allegati abbastanza costosi, che mirano già ad un pubblico di collezionisti... Poi bisogna considerare che in Italia sono spariti da decenni i fumetti per l'infanzia, che avevano il delicato compito di avvicinare ed educare il pubblico più giovane al linguaggio del fumetto. Escludendo i prodotti Disney e similari, che ultimamente sono diventati indiscutibilmente banali, scialbi e noiosi (tanto da allontanare i giovanissimi dai fumetti invece di trasformarli in futuri appassionati), l'offerta è praticamente nulla. Quindi non stupisce se, generazione dopo generazione, il fumetto ha finito per essere considerato soprattutto un passatempo per sfigati intellettuali dai gusti poco commerciali, quelli che oggi vengono definiti nerds... Intendiamoci: rispetto a qualche anno fa, e soprattutto grazie ai manga e ad alcuni cult (come Dylan Dog e Rat Man), la situazione in Italia è nettamente migliorata, tuttavia il fumetto rimane qualcosa di fondamente alieno per la cultura popolare italiana, a causa di un meccanismo perverso che probabilmente affonda le sue radici addirittura nel regime fascista... Che paradossalmente del fumetto aveva una grandissima considerazione, anche se solo come strumento di propaganda... L'interesse del fascismo per il fumetto e il suo utilizzo, infatti, fu tanto e tale da spingere le forze politiche del dopoguerra a prendere nettamente le distanze da questo medium, trattandolo con una pregiudizievole ostilità. I progressisti e i moderati lo associavano al regime, mentre i conservatori temevano che sostenendo i fumetti sarebbero stati associati essi stessi al regime di cui sopra. Questo si andava ad aggiungere allo snobismo con cui la classe colta del nostro paese li aveva sempre considerati e alla diffidenza delle autorità religiose. Morale della favola: siccome i media del nostro paese (nonostante le apparenze) sono SEMPRE stati un'emanazione più o meno diretta di qualche corrente politica, e siccome in Italia nessuna corrente politica (dopo il fascismo) ha mai visto davvero di buon occhio i fumetti (con qualche sporadica eccezione, dovuta al lavorio di alcuni intellettuali come Umberto Eco), si è innescato un circolo vizioso per cui in Italia il fumetto è rimasto sempre ai margini della scena culturale e mediatica, rimanendo appunto un fenomeno di nicchia, nonostante le grandi tirature di Topolino o Tex...Le stesse dinamiche hanno influenzato anche la storia del fumetto gay nel nostro paese. Infatti le associazioni gay italiane, fin dall'inizio, nascevano come associazioni politiche e politicizzate che - per i motivi storici di cui sopra - avevano una bassa considerazione di fumetti e affini. Questo ha poi generato un effetto domino su tutta la cultura gay italiana e sulle varie pubblicazioni gay del nostro paese, in cui il fumetto gay non è mai stato presentato in maniera organica e continuata, come ad esempio succedeva negli USA... Dove una serie come Leonard & Larry di Tim Barela è proseguita sul mensile The Advocate per qualcosa come vent'anni... Lo stesso discorso vale per le pubblicazioni dai contenuti più espliciti, che in Italia si limitavano a pubblicare qualche fumetto estero a caso (senza peraltro pagare i diritti a chi di dovere), mentre all'estero le riviste hard avevano lanciato tutta una serie di autori e personaggi cult fin dai primi anni '70... Come ad esempio l'agente segreto Harry Chess di A.Jay, che debuttò addirittura nel 1966... In parole povere: il fumetto gay, negli USA, era una diretta emanazione del movimento gay e delle sue rivendicazioni, mentre in Italia non faceva parte della cultura politica di nessuno (per i motivi storici di cui sopra), e quindi veniva ignorato o comunque presentato in maniera impropria. Ovviamente in un paese come l'Italia, dove il fumetto gay è comunque un tabù editoriale, il fatto che lo stesso mondo gay non lo promuovesse in maniera adeguata e continuativa ha portato alla situazione attuale, per cui i fumetti gay sono dei perfetti sconosciuti anche per gli stessi gay... Fortunatamente, come dimostra la lettera con cui ho aperto questo post, anche da noi le cose stanno lentamente cambiando, grazie anche al fatto che le nuove generazioni hanno un approccio molto più elastico rispetto ai loro predecessori e comunque (grazie ad internet) possono confrontarsi anche con la cultura gay di altre nazioni, dove sicuramente i fumetti (gay e non) sono molto meglio inseriti... Tuttavia vorrei spezzare una lancia a favore dei siti esteri, che magari non sembrano esaurienti come questo blog. Se le cose stanno così è anche perchè possono permettersi di dare per scontato che i loro lettori possono approfondire gli argomenti altrove, visto che in molte nazioni c'è una rete culturale gay molto vasta e ben ramificata. Questo blog, invece, è studiato proprio per il gay italiano medio, che - non certo per colpa sua - in fatto di fumetti deve partire da zero, o quasi. Ovviamente, se nel suo piccolo serve allo scopo, io ne sono molto contento. Ciao e alla prossima.
Ciao a tutti e ciao a tutte, come va? Anche stavolta inizio la settimana con qualche notizia abbastanza golosa e pressochè esclusiva, e per cominciare volevo segnalarvi che, a quanto pare, l'attore Jamie Bell tornerà a coinvolgere il pubblico gay di tutto il mondo dopo la sua storica e toccante interpretazione del piccolo Billy Elliot... Ovviamente il tempo è passato, e ora che il protagonista di Billy Elliot ha venticinque anni si appresta a fare breccia nel pubblico omosessuale in una veste del tutto diversa. Infatti sta per debuttare in un film in cui interpreta Esca, un giovane britannico ai tempi della dominazione romana (intorno all'anno 140)... La storia è tratta dal libro The Eagle of the Ninth, primo capitolo di una lunga serie scritta - a partire dal 1954 - da Rosemary Sutcliff (1920-1992), e narra - fondamentalmente - dell'amicizia fra Esca e il giovane romano Marcus Aquila (interpretato da quel gran bel figliolo che risponde al nome di Channing Tatum), alla ricerca della nona legione romana, di cui si sono perse misteriosamente le traccie... Il film si chiama THE EAGLE e proprio in questi giorni ha debuttato negli USA (in Europa arriverà da marzo)... A quanto mi dicono è un film che si presta ad una buona dose di intepretazioni gay friendly... Staremo a vedere. Certo è che non mi stupirebbe se ci fosse qualche ammiccamento inserito proprio per gratificare il pubblico che apprezza questo genere di allusioni (e che, a quanto pare, è in costante crescita). In ogni caso fa comunque piacere vedere che l'interpete di Billy Elliot, col tempo, si è tenuto in forma. E, a proposito di film con protagonisti che si tengono in forma, oggi volevo anche segnalarvi che ultimamente in Giappone stanno aumentando i film tratti da famosi manga dedicati allo sport, in particolare da quelli che arrivarono per la prima volta in Italia negli anni '80 sotto forma di serie animate... A partire da quelli per ragazze (che comunque all'epoca attirarono anche un discreto pubblico di futuri gay), come ad esempio Mimì e la nazionale di pallavolo... Ma anche Jenny la tennista, che arrivò in Italia con l'indimenticabile sigla pseudo politica cantata da Nico Fidenco ("Destra, sinistra... Sinistra, destra... La folla guarda, grida e protesta...") che anche in anni recenti si è sentita sui carri di vari Gay Pride italiani... Poichè creare film dignitosi partendo da manga sportivi è molto più semplice (ed economico) che mettere in piedi produzioni ispirate a manga ricchi di trovate difficili da trasporre in versione "live action", ultimamente sembra proprio che i giapponesi abbiano scoperto un nuovo filone per il loro cinema... Un filone che si ispira a manga e serie animate che, per anni, hanno fatto fantasticare generazioni di gay in boccio anche nel nostro paese. Come ad esempio quella dedicata al pugile Rocky Joe, che dopo essere stato una specie di sogno omoerotico proibito - in particolare per il suo rapporto di amore/odio con l'avversario Toro Ricky - da dicembre ha invaso i cinema giapponesi con la sua versione live... Per la cronaca: l'impegnativo ruolo del protagonista è stato affidato al cantante Yamashita Tomohisa, che per l'occasione ha dovuto sottoporsi ad un duro allenamento e ha dovuto perdere nove chili. Devo ammettere che le ultime versioni live giapponesi di alcuni storici cartoni animati giapponesi hanno sorpreso persino me, facendomi riflettere su tutta una serie di allusioni e sottointesi a cui non avevo mai pensato... Come ad esempio nel caso di Sampei ragazzo pescatore, sul cui fascino si può anche discutere (i gusti sono gusti), ma di cui ignoravo gli evidenti sottointesi simbolici... Che però mi sono diventati chiarissimi guardando la locandina del film uscito due anni fa... Sono io che sono malizioso o questa è una delle locandine cinematografiche più falliche della storia del cinema? Non so se gli ideatori si sono resi conto di quello che facevano, ma qualcosa mi dice che non è stata proprio una svista. Certo è che, prossimamente, verrà messo in produzione un film ispirato ad una serie animata che ha davvero solleticato tantissime fantasie, soprattutto fra i futuri appassionati di lotta erotica, infatti è ai nastri di partenza anche il film dal vivo ispirato all'Uomo Tigre... Ora: su questo personaggio e sui suoi ipotetici risvolti omoerotici e/o omosessuali si potrebbe scrivere per ore, anche perchè il mite carattere del protagonista della prima serie (Naoto Date) fuori dal ring si prestava molto bene a tutta una serie di interpretazioni psicologiche interessanti... Soprattutto considerando il suo interesse pressochè nullo per il sesso femminile, il suo atteggiamento quasi "materno" nei confronti dei bambini del suo ex orfanotrofio e il fatto che, sul ring, si scatenava come una belva (sublimando istinti inconfessabili?)... Senza contare le sue ciglia da Bambi e il suo sguardo dolce... Comunque, ipotesi a parte, resta il fatto che che - con i suoi scontri cruenti a base di uomini seminudi - questo personaggio ha sublimato per anni tutta una serie di fantasie inconfessabili in generazioni e generazioni di spettatori... E secondo me, ad un certo punto, gli sceneggiatori devono avere avuto anche voglia di scherzarci su, visto che lo hanno fatto combattere con avversari come Mr. No (che vedete qui sotto)... So che state pensando che è uno scherzo, o magari un fotomontaggio... Ma in realtà è proprio quello che sembra... Comunque, siccome questo è il blog che vi mostra quello che nessun altro vi mostra, e ve lo mostra fornendovi prove circostanziate, qui di seguito vi mostro la sequenza incriminata (e doppiata in italiano, per apprezzarla al meglio).
Premesso che sicuramente è una delle scene più involontariamente comiche della storia dell'animazione giapponese (chissà se i doppiatori italiani si rendevano conto di cosa stavano facendo...), penso che dia esattamente la misura di quello che intendevo dire. Per la cronaca: una seconda incarnazione animata del personaggio debuttò negli anni '70, e - anche se sembrava più interessato alle donne del suo predecessore - non mutava lo spirito vagamente omoerotico della serie originale. Inoltre l'Uomo Tigre, a differenza di tanti suoi colleghi animati, non ha avuto bisogno di un film per diventare in carne e ossa, visto che dal 1981 ci sono stati diversi lottatori di wrestling giapponese che hanno interpretato il suo ruolo (ovviamente previo concessione dei diritti di sfruttamento), a partire da Satoru Sayama (che vedete nella foto sotto). Attualmente siamo arrivati al quinto lottatore che in Giappone sta portando avanti il mito dell'Uomo Tigre: l'ultima incarnazione del personaggio è quella offerta dal lottatore professionista Ikuhisa Minowa (foto sotto), che ha debuttato come Uomo Tigre nel luglio del 2010 e che probabilmente è il lottatore più carino fra tutti quelli che hanno ricevuto l'eredità del manto tigrato... Qualche gay giapponese ha già iniziato a fantasticare su di lui, in attesa del film di prossima produzione? È altamente probabile, anche perchè questo atleta è nel giro della lotta professionale da diversi anni (il wrestling giapponese è diverso da quello americano, e coinvolge veri atleti esperti di arti marziali), e sicuramente ha già offerto molto materiale interessante per i feticisti del genere "lotta libera"... In ogni caso c'è da scommettere che anche il film che è appena entrato in produzione riserverà qualche gradevole sorpresa gay friendly, per la gioia di tutti quelli che - anche nel nostro paese - hanno fantasticato sull'Uomo Tigre (ed è inutile che negate, perchè lo so benissimo che lo avete fatto!). Piccola osservazione: dagli USA al Giappone tutti stanno scoprendo l'immenso potenziale cinematografico di fumetti e cartoni animati... Tant'è che in Germania è uscito da poco persino il film di Vickie il vichingo... L'Italia, invece, continua ad evitare di pescare nella sua tradizione fumettistica, anche quando potrebbe realizzare dei film ispirati a storie che non richiedono grandi investimenti in fatto di effetti speciali. Figuriamoci, poi, se dalle nostre parti qualcuno considererebbe dei fumetti anche solo vagamente gay friendly... Su questo argomento ci sarebbe veramente molto di cui parlare, e probabilmente sarebbe solo la punta dell'iceberg. La speranza, ovviamente, è che le cose cambino in meglio quanto prima... Anche se, probabilmente, non conviene trattenere il respiro nell'attesa che anche dalle nostre parti il mondo del fumetto venga gratificato da simili iniziative. Alla prossima.