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giovedì 15 settembre 2011

MA GUARDA UN PO'...

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi vorrei iniziare segnalandovi che è stata mostrata la copertina della dodicesima edizione del calendario Dieux Du Stade. Per quei pochi che non lo sapessero si tratta del tradizionale calendario di beneficenza che utilizza come modelli i giocatori della lega rugby francese, che da quelle parti sono considerati come e più che i calciatori da noi. Il bello di questo calendario è che i rugbysti si mostrano senza veli (o quasi) e in pose sensuali, per la gioia di tutti i loro fans...
In realtà questo calendario non è diventato così famoso da subito (soprattutto al di fuori dei confini francesi), un po' perchè internet dodici anni fa non era poi così diffuso, e un po' perchè gli imprescindibili DVD con i dietro le quinte sono usciti solo a partire dall'edizione del 2004. Inoltre bisogna considerare che con gli anni i fotografi che lo hanno gestito si sono spinti sempre un po' più in là, arrivando a realizzare anche dei veri e propri libri di foto omoerotiche utilizzando gli scatti editi e inediti di ogni annata. Ormai le aspettative di un certo tipo sono tante e tali che se, malauguratamente, un fotografo decide di fare foto un po' più soft rispetto all'anno precedente viene aspramente criticato dai fans di questa iniziativa... Come è successo a Francois Rousseau (qui sotto alle prese col suo duro lavoro) l'anno scorso...
Francois Rousseau ha curato anche il calendario 2012, quindi c'è una certa attesa per verificare se il suo stile di manterrà soft o se virerà verso scatti un po' più audaci (nello stile del calendario che realizzò per il 2004 e di alcuni dei suoi libri fotografici più popolari). Il punto a cui volevo arrivare, però, era un altro. Mentre in Francia il pubblico arriva a lamentarsi quando gli scatti del calendario dei rugbysti non sono abbastanza hot, in Italia ormai è da diversi anni che i calendari maschili sexy non vengono presi in considerazione (nonostante una certa popolarità nei primi anni del 2000)... Meno che mai dal mondo dello sport professionale. Poichè certi dettagli riflettono il clima di un paese nel suo insieme, forse questo dimostra proprio che, negli ultimi anni, il nostro paese ha fatto qualche ulteriore passo indietro in fatto di costume e società... E questo si è verificato nonostante i calendari sexy maschili, da Raul Bova (foto sotto) in poi, si siano sempre difesi molto bene in fatto di vendite...
É anche vero che l'Italia ha anche un problema supplementare rispetto ad altre nazioni, e cioè il fatto che i sex symbol maschili scarseggiano, e comunque - in una nazione fortemente maschilista e tendenzialmente omofoba - tendono a non essere valorizzati per una questione di principio. Probabilmente un calendario davvero sexy a base di sportivi, nel nostro paese, non verrebbe nemmeno preso in considerazione per una questione di etica maschilista, e soprattutto per una questione di immagine. Inoltre l'Italia ha un'altra anomalia: da noi buona parte degli sport non sono coperti da sponsor danarosi, e tanti sportivi sono costretti ad entrare nelle forze dell'ordine per poter usufruire di strutture adeguate e per allenarsi come si deve. Quindi, in Italia, avere un calendario sportivo sexy vorrebbe dire avere un calendario sexy di poliziotti, carabinieri e finanzieri... Una cosa che, ovviamente, è improponibile. Negli sport di squadra le cose vanno leggermente meglio, ma la mentalità omofoba nei giochi di squadra italiani si sente ancora di più che in altri contesti sportivi. Così, paradossalmente, nei calendari sexy Dieux du Stade ci sono tantissimi rugbysti italiani che giocano in squadre francesi... Mentre in Italia il massimo che possiamo vedere sono le foto in intimo per le campagne di D&G...
Oltretutto gli sportivi di riferimento per l'Italia, che a torto o a ragione rimangono i calciatori, sono probabilmente la categoria sportiva meno predisposta a mettersi in gioco come sex symbol omoerotico. La cosa curiosa è che in altre nazioni la tendenza sembra andare nella direzione opposta, tant'è che da poco Jonathan De Falco ha debuttato nel mondo del porno gay... Chi è Jonathan De Falco? Fino a qualche mese fa giocava in difesa nel Racing Mechelen, una squadra di calcio belga che ora gioca in serie B, poi un infortunio ha compromesso la sua carriera calcistica e così ha deciso di percorrere l'altra carriera che aveva sempre sognato di percorrere... E cioè quella di porno attore gay.
Quando si dice fare buon viso a cattivo gioco... Sicuramente si tratta di un caso limite, però quello che per un calciatore cresciuto in Belgio è diventato realtà sarebbe del tutto inconcepibile per un calciatore in Italia. E non si tratta di una questione genetica, visto che Jonathan De Falco - che ora si fa chiamare Stany Falcone - è proprio di origine italiana (suo papà è di Napoli), ma proprio di una questione di clima culturale. Evidentemente in certi contesti essere gay, o comunque schierarsi dalla parte dei gay, non è complicato come da noi. Ad esempio: proprio in questi giorni, negli USA, ha destato un certo interesse il caso delle scrittrici Sherwood Smith e Rachel Manija Brown, che vedete nelle foto qui sotto...Si tratta di due scrittrici che operano da diversi anni nell'ambito dei romanzi fantastici per ragazzi, e che avevano deciso di scrivere un romanzo a quattro mani ambientato in un futuro post nucleare. Il titolo doveva essere STRANGER, e fra le altre cose avrebbe dovuto presentare un personaggio omosessuale: un quindicenne di nome Yuki Nakamura. Nel romanzo la cosa più spinta che fa questo personaggio è scambiare un bacio col suo ragazzo, ma evidentemente all'agente delle due scrittrici deve essere sembrato anche troppo, visto che ha posto loro delle condizioni abbastanza pesanti. Infatti ha detto che avrebbe firmato il contratto per piazzare il libro a condizione che le due scrittrici avessero fatto diventare Yuki Nakamura un personaggio etero (magari facendogli cambiare sesso) o al limite togliendo ogni riferimento al suo orientamento sessuale. Le due scrittrici, però, sono insorte e Rachel Manija Brown ha dichiarato che:

“Trasformare un personaggio da gay a etero è una condizione che non possiamo accettare. É una questione di principio. Io scrivo per un pubblico di ragazzi, e molti di loro sono gay. Loro non hanno mai la possibilità di leggere romanzi fantastici in cui ci sono degli eroi che sono come loro, e questo non è giusto.”

Parole sante! Non ci è ancora dato di sapere come finirà questa vicenda, la cosa interessante - però - è che le due scrittrici hanno proposto un personaggio gay, e sono insorte quando il loro agente si è dimostrato contrario, rendendo l'episodio pubblico e rischiando di compromettere i loro rapporti di lavoro. Questo, in Italia, sarebbe potuto succedere? Ho più di qualche dubbio al riguardo. In ogni caso è bello verificare che in altre nazioni è possibile, e questo ci fa sperare che forse - un giorno - sarà possibile anche da noi. E, a proposito di segnalazioni di cose che al momento in Italia sono impossibili, concluderei il post di oggi mostrandovi la copertina del numero 16 del mensile Life With Archie...
Si tratta di un mensile della Archie Comics che racconta le avventure dei suoi personaggi più famosi in un futuro non troppo lontano, e nel numero 16 (che dovrebbe uscire il prossimo gennaio), verrà presentata una versione adulta di Kevin Keller - il primo personaggio gay dichiarato di questo editore - assieme a suo marito!
E direi che la cosa si commenta da sola.
Ciao e alla prossima.

martedì 13 settembre 2011

NEWS

Ciao a tuttie ciao a tutte, come va?
Per dovere di cronaca oggi mi tocca iniziare dandovi una notizia decisamente spiacevole, ma che sicuramente merita di essere messa al primo posto. Infatti lo scorso 11 settembre si è spento Andy Whitfield, che ha prestato il volto e il corpo all'ultima versione di Spartacus, quella del cult Spartacus: Blood And Sand...
Sono bastati diciotto mesi perchè un brutto linfoma se lo portasse via, a soli trentanove anni. Un vero peccato. Noi, però, ce lo ricorderemo sempre bello e prestante, e sicuramente abbiamo molto per cui essergli grati. In primo luogo per aver contribuito al successo di uno dei pochi serial televisivi che ha fatto dell'omoerotismo (e del suo sdoganamento) uno dei suoi tratti distintivi, e in secondo luogo per aver dimostrato che anche un ultratrentenne mingherlino (come era lui), con il giusto allenamento, può trasformarsi in un figone da paura. Ora spetterà a Liam McIntyre raccogliere la sua eredità, e sarà una bella responsabilità...
E a proposito di eredità, sembra proprio che alla DC Comics non abbiano intenzione di considerare tutto il materiale che la divisione WildStorm aveva dedicato ad Apollo e Midnighter dalla fine degli anni '90 a oggi. Nel senso che, in occasione del rilancio dei due supereroi, ne verrà presentata una versione nuova di zecca, o almeno così sembra. Infatti in questa nuova incarnazione Apollo e Midnighter non sono sposati, non hanno una figlia adottiva, non hanno una relazione e nemmeno si conoscono... Perlomeno fino a quando non hanno occasione di presentarsi, come potete vedere nell'immagine qui sotto...
A quanto pare questi Apollo e Midnighter sono una versione alternativa di quelli che si erano fatti conoscere finora (e che nel multiverso DC Comics occupano la realtà parallela nota come Terra-50), quindi non proseguiranno le incasinatissime vicende delle loro versioni originali. Per chi non lo sapesse, infatti, Terra-50 è stata recentemente devastata da una vera e propria Apocalisse e ora Apollo giace in animazione sospesa per impedire che un virus lo uccida, mentre Midnighter ha deciso di stargli vicino in attesa della sua guarigione. Da una parte creare delle versioni alternative, e con una storia meno complicata alle spalle, è una scelta comprensibile per conquistare nuovi lettori, ma dall'altra qualcuno teme già che questa decisione possa determinare delle scelte meno audaci da parte dei nuovi sceneggiatori... Che magari saranno tenuti a non osare più di tanto. Ovviamente solo il tempo potrà dirci cosa accadrà. Così come potrà dirci se dalle parti della casa editrice BLUE WATER stanno dando giù di matto o se effettivamente stanno avendo delle intuizioni geniali... Infatti la casa editrice gay friendly, diretta e amministrata dal gay dichiarato Darren G. Davis, non si accontenta più di pubblicare un notevole numero di biografie a fumetti dedicate ad icone gay come Madonna e Britney Spears...
Visto che ha deciso di iniziare a pubblicare anche delle biografie a fumetti su sex symbol maschili come Ryan Raynolds...
E non paga di questo inizierà a pubblicare serie a fumetti ispirate alle avventure immaginarie di alcune icone gay storiche, come Adam West e Julie Newmar (rispettivamente Batman e Cat Woman nel serial TV di Batman degli anni '60)...
Per chi non lo sapesse Julie Newmar diede persino il nome al rifacimento americano del cult australiano "Priscilla la regina del Deserto" (1994), arrivato anche anche in Italia come "A Wong Foo, grazie di tutto! Julie Newmar" (1995)... E, per rimanere in tema di trovate insolite, la BLUE WATER ha anche deciso di inaugurare una miniserie ambientata nel mondo dei paparazzi...
In ogni caso sembra che le insolite strategie BLUE WATER qualche buon risultato lo stiano portando. Infatti, oltre a farle guadagnare una buona quantità di pubblicità gratuita e tanti lettori occasionali, hanno destato anche l'interesse di Hollywood, che ha opzionato i diritti per realizzare un film tratto dalla sua serie SINBAD ROGUE OF MARS, di cui è già disponibile il primo teaser poster.
La vicenda, per quanto un po' inverosimile, dovrebbe essere il sequel ufficiale dei film su Sinbad il marinaio che vennero realizzati fra gli anni '50 e '60, e che vedevano l'abile mano di Ray Harryhausen agli effetti speciali. Ora: poichè la BLUE WATER è una casa editrice gay friendly, ha voluto presentare una versione di Sinbad abbastanza svestita...
Quindi la speranza è che, una volta tanto, i produttori di Hollywood tengano in debita considerazione la cosa. Sia come sia, adesso che alla BLUE WATER hanno una base di lettori abbastanza solida, hanno deciso di sperimentare anche qualcosa nello spinosissimo campo dei supereroi... Dove la concorrenza è spietata e dove riuscire a piazzare dei prodotti di successo è un'impresa a dir poco ardua. Per questo alla BLUE WATER hanno pensato di provare con quattro titoli, a partire da marzo 2012, in cui verranno proposti supereroi ispirati al mondo della mitologia greca...
L'idea non è proprio originalissima, soprattutto nel caso di Ercole (che nei fumetti di supereroi è stato preso e ripreso in tutte le salse), tuttavia non è da escludere che questi fumetti possano riservare qualche sorpresa. Magari sbaglio, ma l'idea che un editore gay friendly proponga dei supereroi ispirati alla mitologia greca mi fa pensare che lo sviluppo di tematiche gay non sia da escludere... tuttavia, anche in questo caso, non ci resta che aspettare e stare a vedere. Quel che è certo è che, di tutto il materiale prodotto dalla BLUE WATER in questi anni, in Italia non si è ancora visto nulla e non mi risulta che ci siano editori italiani interessati a tradurlo nella nostra lingua. Tuttavia, non so perchè, ma ho la netta sensazione che la biografia a fumetti di Madre Teresa potrebbe essere tradotta in italiano con una certa rapidità...
Chi vivrà vedrà, tuttavia è bello vedere che - perlomeno all'estero - le idee per rinnovare il mondo del fumetto (e renderlo accattivante anche per chi di solito non lo frequenta) non mancano. Se in Italia qualcuno prendesse spunto non sarebbe neanche una cattiva idea...
Alla prossima.

sabato 10 settembre 2011

IL VIDEO DELLA SETTIMANA

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi vado a presentarvi un cantautore australiano che ha debuttato col suo primo album nel 2008, e che stato definito uno dei migliori cantanti gay dichiarati di Sidney. Il suo nome è Brett Every ed è specializzato nelle canzoni che parlano di amore gay, relazioni gay e situazioni relative ai sentimenti gay.
Il brano che vedete qui di seguito, ad esempio, parla di un tema abbastanza tipico del mondo gay, ovvero il rapporto col tempo che passa e la possibilità di costruire relazioni intergenerazionali. In questo video ho trovato particolarmente interessante l'idea di usare vari modelli di cellulare come metafora delle varie generazioni e del rapporto col tempo che passa...

Non so cosa ne pensate voi, ma credo che anche questo sia un ottimo esempio di come essere se stessi e parlare delle proprie esperienze in maniera onesta possa rivelarsi una miniera di ispirazione, e possa anche essere un modo interessante per mettere in comunicazione la cultura gay col resto del mondo.
Ovviamente in Italia questo approccio alla questione non è propriamente diffuso, ma tant'è...
Alla prossima.

giovedì 8 settembre 2011

LA RIFLESSIONE DI OGGI

Ciao a tutti e ciao a tutte, come va?
Oggi parto segnalandovi l'ennesimo brutto episodio di censura omofoba avvenuto nella televisione italiana. Allora: tutto parte da una serie TV tedesca dal titolo Um Himmels Willen, che in italiano viene trasmessa dal 2004 con il titolo di Un Ciclone in Convento. Personalmente avrò visto si e no un paio di episodi, più che altro perchè avevo notato che uno dei protagonisti era interpretato da Fritz Wepper, già famoso in Italia per il ruolo di aiutante dell'Ispettore Derrick (forse l'unico serial tedesco che divenne un cult nell'Italia degli anni '80 e '90).
Ora: poichè Un Ciclone in Convento è la storia di un convento della provincia tedesca animato da un gruppo di suore determinate ed emancipate, spesso alle prese con il Sindaco del paese (che vorrebbe rilevare il Convento e farne un'attrazione turistica), alla RAI devono aver pensato che questa serie - che rivisitava il mito di Don Camillo e Peppone in salsa teutonica - andasse bene per animare il mattino di RAI UNO, col vantaggio di accontentare il pubblico cattolico e - soprattutto - le tanto influenti gerarchie cattoliche (che vedono sempre di buon occhio il fatto che la TV gli faccia una buona pubblicità). E infatti tutto è andato bene fino all'ottava puntata della decima stagione, che NON è andata in onda qualche giorno fa. Il motivo? La puntata era incentrata su una coppia gay che voleva affittare il convento per celebrare la sua Unione Civile (officiata dal Sindaco).
La cosa interessante è che, nella suddetta puntata, dopo alcune discussioni sull'opportunità di concedere il convento per una simile iniziativa le suore sono passate tutte dalla parte della coppia, contribuendo a sensibilizzare la cittadinanza del paesino e ad organizzare i festeggiamenti per l'evento. Ovviamente in RAI devono essersi rizzati i capelli in testa a più di qualche dirigente, e così - probabilmente grazie anche a qualche suggerimento piovuto dall'alto - la puntata è stata omessa e il Direttore Generale ha detto che è stato fatto per evitare la polemica, che di fatto c'è stata comunque... Con la differenza che ora la RAI ha fatto l'ennesima figura barbina. Per la cronaca: Anja Konen Praxl (foto sotto), la portavoce dell'emittente tedesca NDF (che produce il serial), si è detta "stupefatta" dall'accaduto, sottolineando il disappunto suo e dell'emittente che rappresenta...
Inoltre ha aggiunto: "In Germania abbiamo ricevuto moltissime mail di telespettatori che ci hanno voluto ringraziare. Qualche polemica c'è stata, ma solo da parte degli ultracattolici. Per questo ritengo che la scelta della Rai sia stata esagerata. Forse non hanno visto bene l'episodio". Mi spiace disilluderla, ma se c'è una cosa di cui sono convinto è che alla RAI quell'episodio lo hanno visto benissimo, anche perchè generalmente le compagnie di doppiaggio consegnano le serie complete e non lavorano sui singoli episodi. In ogni caso non è stata nemmeno la prima volta che si adotta la tecnica dell'omissione degli episodi ritenuti "troppo gay" nei serial stranieri, tantopiù che succede anche in quei serial che si rivolgono al pubblico giovane. Certo si preferisce tagliare le scene più esplicite, tipo quelle dei baci, ma se l'episodio è troppo gay friendly è buona prassi saltarlo direttamente... Anche se per fortuna, anche grazie ad internet, i dirigenti televisivi troppo omofobi non riescono più a farla franca come una volta... E può anche succedere che nelle repliche successive reintegrino gli episodi scabrosi, come avvenne con la famosa puntata di Buffy l'Ammazzavampiri in cui la strega Willow fece coming out...
Il punto è proprio questo: la TV, come qualsiasi altro circuito mediatico, risente delle pressioni a cui viene sottoposto. Certo le pressioni più costanti sono quelle che arrivano dall'alto, ma quelle determinanti arrivano ancora dal basso, per fortuna. Se la gente si fa sentire con forza, determinazione e - soprattutto - coordinazione, alla lunga le cose possono anche cambiare. Nel caso delle censure anti gay il discorso in Italia è complesso, perchè non abbiamo associazioni adeguate a coordinare proteste contro le emittenti televisive o a promuovere iniziative per favorire l'integrazione di personaggi e tematiche LGBT. Un po' perchè le associazioni gay italiane vivono fuori dal mondo, un po' perchè sottovalutano limportanza della TV e un po' perchè tutte vogliono occuparsi di tutto, col risultato di non occuparsi davvero bene di nulla (o quasi)... E magari finiscono per premiare Iva Zanicchi per aver interpretato il ruolo della madre di un gay nel serial CATERINA E LE SUE FIGLIE...
Logico, no? Come dire che gli ebrei dovrebbero accusare di crimini contro l'umanità tutti quegli attori che hanno interpretato almeno una volta un gerarca nazista nei campi di sterminio... Sigh... Con queste premesse, e mancando associazioni gay che si occupano di media in maniera competente e incisiva, è ovvio che le emittenti televisive italiane fanno un po' quello che vogliono, o magari quello che vogliono gruppi di pressione meglio organizzati (come ad esempio i genitori del MOIGE, che tanto hanno contribuito alla censura delle serie animate giapponesi trasmesse in Italia)...
Eppure anche il caso del MOIGE è emblematico: fino alla fine degli anni '90 ha dettato legge, dopodichè gli appassionati di cartoni e fumetti giapponesi hanno iniziato ad organizzarsi e a fare sentire la loro voce. Così, molto lentamente, hanno iniziato a ritagliarsi degli spazi in cui il MOIGE non ha più alcun potere... Come ad esempio i canali tematici su SKY o sul digitale terrestre, senza contare che ormai l'universo dei manga è diventato talmente vasto e popolare che, anche volendo, al MOIGE non saprebbero da che parte cominciare per monitorare tutto quello che si trova in circolazione. Se ci fosse un'associazione gay competente e ben gestita, in grado di coordinare e convogliare le proteste del pubblico gay e gay friendly, siamo davvero sicuri che la televisione italiana continuerebbe ad avere il suo tradizionale atteggiamento prevenuto verso i gay e sottomesso nei confronti dei potentati omofobi? Prima di omettere un episodio troppo gay friendly in un serial in corso ci penserebbe due volte o lo farebbe con la stessa leggerezza dimostrata di recente?Difficile dirlo, perlomeno fino a quando un'associazione del genere non ci sarà sul serio, però forse le cose andrebbero diversamente. Quel che è certo è che lo stesso discorso si potrebbe applicare al mondo del fumetto, e probabilmente richiederebbe azioni meno complesse e impegnative. Inche modo? Un suggerimento interessante, ad esempio, arriva dalla casa editrice Northwest Press, che - come dovreste sapere se seguite questo BLOG - è un piccolo editore americano che ha deciso di dedicarsi solo ai fumetti gay. Siccome prende molto sul serio i suoi obbiettivi, ha avuto la bella pensata di lanciare un appello a tutte le fumetterie americane: se si sentono gay friendly possono parlare del loro approccio alla questione (e farsi un po' di pubblicità) direttamente sul sito della casa editrice. Lo scopo è di segnalare le fumetterie che non hanno pregiudizi a farsi arrivare certi tipi di fumetti, che magari hanno una sezione dedicata ai temi gay e in cui i clienti LGBT possono sentirsi a casa. L'iniziativa è partita da pochissimo tempo, ma sono già arrivate le prime segnalazioni... Come ad esempio quella di All About Books and Comics nella città di Phoenix, e quella di Mission: Comics and Art a San Francisco...
Un'idea carina, vero? Ma anche un modo intelligente per orientare il pubblico gay a premiare chi lo considera e a lasciar perdere gli altri, per creare un circuito virtuoso che fa bene ai gay appassionati di fumetti, agli editori di fumetti gay e alle fumetterie gay friendly. Quel che si dice collaborare per un obbiettivo condiviso, con conseguenti benefici per tutti. Sicuramente la tipica mentalità italiana non ragiona in questi termini, ma forse iniziative di questo tipo si potrebbero sperimentare anche da noi, prima o poi... Chessò... Magari partendo da qualche piccolo editore specializzato in fumetti LGBT e con le idee chiare al riguardo... Qualcuno si sente preso in causa? Suvvia... Non fate i timidi...
Alla prossima.