Ciao a tutti, come va?
Ammetto che questa settimana ero proprio convinto che il post del lunedì non sarebbe stato dedicato ai fumetti italiani, e invece fra capo e collo mi sono accorto di una cosa molto interessante che si è verificata sul numero 342 di Dylan Dog... Anche se, ovviamente, essendo una cosa dai risvolti LGBT se ne è parlato molto poco... Anche perchè il suddetto numero 342 prende spunto dal rapporto di Dylan Dog con le donne...
Molto in sintesi: essendo che Dylan Dog è diventato famoso (anche) per il fatto che riesce a portarsi a letto una ragazza nuova ogni mese (o quasi), Roberto Recchioni (che attualmente è il curatore e - spesso - lo sceneggitore della serie) ha pensato di realizzare una storia in cui l'ennesima ragazza scaricata, una certa Dora, ha un padre che decide di sequestrare Dylan e di torturarlo come si deve per fargli confessare la vera natura - inconsistente e superficiale - del suo rapporto col sesso femminile. Nonostante le innumerevoli torture Dylan Dog si rifiuta di confessare... Tuttavia alla nuova ragazza con cui si accoppierà alla fine della storia, dopo essersi cavato d'impiccio, darà un'altra versione... E cioè che l'unico scopo dei suoi corteggiamenti è effettivamente quello di portarsi a letto la tipa di turno, perchè solo così si sente amato...
Quindi Dylan Dog è fondamentalmente un eterno adolescente alla perenne ricerca di conferme? Oppure ha dei blocchi emotivi che gli impediscono di vivere rapporti maturi con le donne? Non accetta di essere un semplice donnaiolo e cerca qualche scusa per giustificare a se stesso il proprio comportamento? Chissà...
Tuttavia in questa storia il personaggio su cui vengono puntati davvero i riflettori, anche se compare in un numero molto esiguo di tavole, è Groucho... Il surreale assistente di Dylan Dog, nonchè sosia del comico Groucho Marx (1890-1977)...
Il suo ruolo nella saga di Dylan Dog, fondamentalmente, è sempre stato quello di fornire un contraltare umoristico al limite dell'assurdo, anche nei momenti più estremi, ma in questo numero 342 diventa stranamente serio, e si dimostra insolitamente preoccupato per il suo partner... Al punto di andare ad implorare l'aiuto del nuovo Commissario di polizia (guidando il classico maggiolone senza fare numeri da circo come al suo solito!), che però lo allontana in malo modo. A quel punto viene contattato tramite il cellulare di Dylan Dog (che evidentemente è stato sequestrato assieme a lui)... E qualcuno gli chiede in modo diretto e serio se lui ama Dylan Dog, invitandolo a non rispondere - per il bene di Dylan - con una delle sue solite battute... E così Groucho risponde seriamente... E risponde di sì...
Così gli viene chiesto di venire a prendere Dylan Dog, ma poco dopo Dora uccide suo padre per avere la possibiltà di essere lei a uccidere il suo ex... E proprio in quel momento arriva Groucho che le spara alle spalle e libera il suo "principale"... Tornando ad essere il Groucho di sempre, aprendo per l'ennesima volta la porta alla nuova "ragazza del mese" di Dylan Dog...
Come interpretare tutto questo?
Per quanto possa sembrare strano potrei azzardare l'ipotesi che Roberto Recchioni abbia voluto utilizzare questo numero per chiarire le idee sulla natura del rapporto di Dylan Dog con le donne, e allo stesso tempo abbia voluto fornire una possibile chiave di lettura inedita della natura del rapporto che lega Groucho a Dylan, al di là delle battute e tutto il resto...
Magari provando a considerare Groucho come un essere umano piuttosto che come un archetipo: una possibilità che - effettivamente - non è mai stata presa molto in considerazione... Vuoi perchè Groucho ha sempre rappresentato la dimensione più surreale delle storie di Dylan Dog, vuoi perchè - per come è stato concepito ed è entrato nell'immaginario dei fans - nessuno ha mai osato presentarlo come un personaggio verosimilmente "umano".
E d'altra parte, se i lettori (e gli sceneggiatori) lo considerassero su un piano più "umano" si ritroverebbero per le mani un individuo eccentrico, che ha l'esigenza di fuggire dalla realtà al punto di identificarsi totalmente in un comico degli anni '30... E che ha scelto di lavorare come assistente tuttofare di un bel giovanotto, con il quale coabita, accompagnandolo in tutta una serie di avventure che metterebbero in fuga chiunque... O meglio: chiunque non possa fare a meno di stare vicino a Dylan Dog (e di coabitare con lui?), allentando la tensione con le sue battute idiote e lanciandogli una pistola nei momenti di pericolo...
In effetti sarebbe un profilo psicologico che si presta a molte interpretazioni. E d'altra parte le uniche cose che si sanno di Groucho è che il suo vero nome è Julius Zaccaria (come rivelato nell'albo speciale LA FINE DEL MONDO) e che ha conosciuto Dylan quando era ancora un poliziotto (come raccontato nel numero 121, mentre si aggirava con disinvoltura nei pressi di uno scontro fra Dylan e gli indipendentisti irlandesi), quindi - volendo - se lo si volesse "umanizzare" sul serio ci sarebbe un notevole margine di manovra... Anche perchè i suoi rapporti con le donne sono sempre stati alquanto surreali e grotteschi, quasi come se con loro si sentisse in dovere di recitare ancora di più la parte del personaggio assurdo...
Roberto Recchioni, quindi, ha voluto presentare Groucho e il suo rapporto con Dylan Dog con una sfumatura inedita? Vuole iniziare a suggerire dei sottotesti omosessuali? Una specie di amore platonico? Dopotutto la dichiarazione di Groucho è arrivata in un albo in cui si esplora la natura dell'amore, e in questo contesto assume un significato molto particolare...
In ogni caso un solo albo è un po' poco per giudicare, quindi staremo a vedere i futuri sviluppi (se mai ci saranno)...
Quel che è certo è che, se questo numero 342 fosse un primo tassello in questo senso, sembrerebbe passato quasi del tutto inosservato presso i siti e/o i blog che si occupano di fumetti... Visto che il passaggio della dichiarazione di Groucho, che è stata perlomeno ambigua, non è stato evidenziato praticamente da nessuna parte.
Per non svegliare il can che dorme? Per paura di contrariare il pubblico? Per non correre il rischio di "diffamare" il buon nome della Bonelli? Per non passare per quelli che vogliono vedere gay da tutte le parti e che non perdono occasione di sostenere la causa gay? Perchè la cosa sembrava troppo strana per essere vera, ed è stata considerata alla stregua di un incidente di percorso o di un malinteso? Perchè la si è voluta leggere come una parentesi surreale in una storia già di per sè surreale? Un "ti amo" da prendere in senso molto lato?
Anche questo non possiamo saperlo...
Quello che possiamo sapere, però, è che se la "dichiarazione d'amore" di Groucho è "sfuggita" ai siti ufficiali non è passata del tutto inosservata ai lettori della serie... O perlomeno a quei lettori che pensano che la copertina di Dylan Dog 342 sia lesiva della sensibilità cattolica per via dei due angioletti/serial killer... E se pensate che sto farneticando date un'occhiata al video qui sotto...
Certo è che se la Bonelli si sente in dovere di venire incontro anche a lettori di questo tipo (magari pensando che siano la maggioranza e/o che siano quelli che vanno presi come riferimento e su cui bisogna puntare) si spiegano tante cose...
Alla prossima.
P.S. Vi ricordo che in cima a questo blog (nella versione web che potete
visualizzare dal browser e non in quella per cellulare) potete votare
per il PREMIO GLAD (Gay e Lesbiche Ancora Denigrati: trovate tutti i
dettagli cliccando sull'apposito banner) 2015. Partecipate e spargete la
voce!
lunedì 9 marzo 2015
venerdì 6 marzo 2015
JIRAIYA IN AMERICA... CON RISERBO!
Ciao a tutti, come va?
Anche se i bara manga hanno iniziato a farsi conoscere in occidente da diversi anni sono ancora pochi gli artisti che sono diventati davvero popolari, e fra questi ancora meno sono quelli che sono usciti dal Giappone per conoscere i loro fans all'estero.
Ad alzare la media dovrebbe pensarci Jiraya, che proprio a marzo farà il suo primo tour degli USA.
Qui di seguito, se siete interessati e casualmente vi trovate in zona, riporto nel dettaglio le tappe qui di seguito.
LOS ANGELES
3/17 (Tue), 7pm: Talk and Reception: ONE Archives, USC
909 West Adams Boulevard. Los Angeles CA 90007
3/18 (Wed), 6pm: Talk and Signing: Secret Headquarters
3817 Sunset Blvd, Los Angeles CA 90026
3/19 (Thr), 7pm: Reception: Tom of Finland Foundation
1421 Laveta Terrace, Los Angeles CA 90026
SAN FRANCISCO
3/20 (Fri), 7:30pm: Talk moderated by Justin Hall: California College of the Arts Writers Studio, 195 De Haro Street San Francisco, CA 94103
3/21 (Sat) 7pm: Q&A, Signing: Books Inc. Castro
2275 Market St, San Francisco CA 94114
NEW YORK
3/24 (Tue), 8pm: “Drink and Draw,” live drawing event: This n’ That Bar
108 N. 6th Street, Brooklyn NY 11211
3/25 (Wed), 5pm: Talk and Signing: Printed Matter
195 Tenth Avenue New York, NY 10011
3/27 (Fri), 7pm: Q&A, Signing: BGSQD at the LGBT Center
208 W 13th St, Second Floor New York NY 10011
3/28 (Sat), 3pm: Talk, Signing: Westside auditorium, School of Visual Arts
133 West 21 Street (Room 101C) New York, NY 10011
3/28 (Sat), Time TBD: Reception, Signing: Opening Ceremony35 Howard Street, New York NY 10013
Il suo tour è organizzato dai ragazzi (e ragazze) di MASSIVE, il marchio che da qualche anno sta lavorando per promuovere i bara manga nel mercato americano, che da poco ha iniziato a collaborare attivamente anche con il prestigioso editore FANTAGRAPHICS, per il quale ha curato un'antologia ricca di intervisti e approfondimenti, che a quanto pare sta avendo anche dei buoni riscontri (e che ha una bella copertina realizzata proprio da Jiraya.
Tuttavia c'è da dire che Jiraya sta diventando un nome di richiamo non solo per via dei suoi fumetti, ma anche per i capi di abbigliamento e gli accessori con le stampe delle sue illustrazioni, che proprio MASSIVE ha lanciato con un buon riscontro di pubblico, sia negli USA che in Giappone... Tant è che continuano ad esserne prodotti nuovi modelli...
Se per caso vi interessassero (nonostante non siano propriamente articoli economici) lo shop online di MASSIVE lo trovate CLICCANDO QUI.
Tuttavia la cosa che mi ha colpito di più leggendo la notizia del tour di Jiraya negli USA è stato il fatto che viene fatta esplicita richiesta di non fotografargli mai la faccia! Perchè, evidentemente, non si vuole correre il rischio che questo artista esca dall'anonimato e possa avere qualche tipo di ripercussione a livello personale. La situazione, in effetti, è alquanto paradossale, ma sicuramente mette in luce il fatto che il Giappone non è una nazione troppo gay friendly... O meglio: sicuramente ha un rapporto più disinvolto con la sessualità rispetto ai paesi occidentali, ma questo non significa che l'omosessualità possa essere vissuta bene e con serenità in tutti i contesti.
Proprio di recente un articolo scritto da Tomohiro Osaki per The Japan Time (che potete leggere CLICCANDO QUI) offre una serie di dati non proprio confortanti.
Quel che è certo è che, stando a questi dati (e al desiderio di anonimato di Jiraya), forse il ruolo sociale dei bara manga in Giappone andrebbe rivisto e non andrebbero considerati semplicemente alla stregua di un qualsiasi prodotto dai risvolti erotici.
Alla prossima.
P.S. Vi ricordo che in cima a questo blog (nella versione web che potete visualizzare dal browser e non in quella per cellulare) potete votare per il PREMIO GLAD (Gay e Lesbiche Ancora Denigrati: trovate tutti i dettagli cliccando sull'apposito banner) 2015. Partecipate e spargete la voce!
Anche se i bara manga hanno iniziato a farsi conoscere in occidente da diversi anni sono ancora pochi gli artisti che sono diventati davvero popolari, e fra questi ancora meno sono quelli che sono usciti dal Giappone per conoscere i loro fans all'estero.
Ad alzare la media dovrebbe pensarci Jiraya, che proprio a marzo farà il suo primo tour degli USA.
Qui di seguito, se siete interessati e casualmente vi trovate in zona, riporto nel dettaglio le tappe qui di seguito.
LOS ANGELES
3/17 (Tue), 7pm: Talk and Reception: ONE Archives, USC
909 West Adams Boulevard. Los Angeles CA 90007
3/18 (Wed), 6pm: Talk and Signing: Secret Headquarters
3817 Sunset Blvd, Los Angeles CA 90026
3/19 (Thr), 7pm: Reception: Tom of Finland Foundation
1421 Laveta Terrace, Los Angeles CA 90026
SAN FRANCISCO
3/20 (Fri), 7:30pm: Talk moderated by Justin Hall: California College of the Arts Writers Studio, 195 De Haro Street San Francisco, CA 94103
3/21 (Sat) 7pm: Q&A, Signing: Books Inc. Castro
2275 Market St, San Francisco CA 94114
NEW YORK
3/24 (Tue), 8pm: “Drink and Draw,” live drawing event: This n’ That Bar
108 N. 6th Street, Brooklyn NY 11211
3/25 (Wed), 5pm: Talk and Signing: Printed Matter
195 Tenth Avenue New York, NY 10011
3/27 (Fri), 7pm: Q&A, Signing: BGSQD at the LGBT Center
208 W 13th St, Second Floor New York NY 10011
3/28 (Sat), 3pm: Talk, Signing: Westside auditorium, School of Visual Arts
133 West 21 Street (Room 101C) New York, NY 10011
3/28 (Sat), Time TBD: Reception, Signing: Opening Ceremony35 Howard Street, New York NY 10013
Il suo tour è organizzato dai ragazzi (e ragazze) di MASSIVE, il marchio che da qualche anno sta lavorando per promuovere i bara manga nel mercato americano, che da poco ha iniziato a collaborare attivamente anche con il prestigioso editore FANTAGRAPHICS, per il quale ha curato un'antologia ricca di intervisti e approfondimenti, che a quanto pare sta avendo anche dei buoni riscontri (e che ha una bella copertina realizzata proprio da Jiraya.
Tuttavia c'è da dire che Jiraya sta diventando un nome di richiamo non solo per via dei suoi fumetti, ma anche per i capi di abbigliamento e gli accessori con le stampe delle sue illustrazioni, che proprio MASSIVE ha lanciato con un buon riscontro di pubblico, sia negli USA che in Giappone... Tant è che continuano ad esserne prodotti nuovi modelli...
Se per caso vi interessassero (nonostante non siano propriamente articoli economici) lo shop online di MASSIVE lo trovate CLICCANDO QUI.
Tuttavia la cosa che mi ha colpito di più leggendo la notizia del tour di Jiraya negli USA è stato il fatto che viene fatta esplicita richiesta di non fotografargli mai la faccia! Perchè, evidentemente, non si vuole correre il rischio che questo artista esca dall'anonimato e possa avere qualche tipo di ripercussione a livello personale. La situazione, in effetti, è alquanto paradossale, ma sicuramente mette in luce il fatto che il Giappone non è una nazione troppo gay friendly... O meglio: sicuramente ha un rapporto più disinvolto con la sessualità rispetto ai paesi occidentali, ma questo non significa che l'omosessualità possa essere vissuta bene e con serenità in tutti i contesti.
Proprio di recente un articolo scritto da Tomohiro Osaki per The Japan Time (che potete leggere CLICCANDO QUI) offre una serie di dati non proprio confortanti.
- In Giappone il 70% dei minori LGBT sostiene di avere subito forme di bullismo, e di questi il 30% ha meditato il suicidio almeno una volta.
- In Giappone il numero di persone LGBT che chiamano servizi di Telefono Amico dichiarando che intendono suicidarsi è doppio rispetto a quelle eterosessuali.
- In Giappone solo il 18.7% delle 607 aziende più influenti del paese ha adottato politiche gay friendly, o cumunque di contrasto alla discriminazione.
- In Giappone, da una recente indagine statistica condotta su 1200 lavoratori LGBT, è emerso che nel 70% dei posti di lavoro trovano posto atteggiamenti discriminatori.
Quel che è certo è che, stando a questi dati (e al desiderio di anonimato di Jiraya), forse il ruolo sociale dei bara manga in Giappone andrebbe rivisto e non andrebbero considerati semplicemente alla stregua di un qualsiasi prodotto dai risvolti erotici.
Alla prossima.
P.S. Vi ricordo che in cima a questo blog (nella versione web che potete visualizzare dal browser e non in quella per cellulare) potete votare per il PREMIO GLAD (Gay e Lesbiche Ancora Denigrati: trovate tutti i dettagli cliccando sull'apposito banner) 2015. Partecipate e spargete la voce!
mercoledì 4 marzo 2015
QUESTIONE DI BACI?
Ciao a tutti, come va?
Ultimamente sembra proprio che negli USA la battaglia per l'integrazione della comunità LGBT si combatta anche a suon di baci, perlomeno quando di mezzo ci sono fumetti e prodotti da essi derivati.
Infatti negli ultimi giogno ci sono stati almeno due baci omosessuali che hanno fatto molto discutere, e che in un caso hanno coinvolto un personaggio molto noto.
Andiamo con ordine.
Prima di tutto nell'undicesimo episodio della quinta stagione di THE WALKING DEAD in cui la coppia gay formata da Aron e Eric si è scambiata un bacio dopo essersi ricongiunta...
E a quanto pare questa sequenza ha scatenato più polemiche di tutti gli sbudellamenti e le truculenze delle quattro stagioni precedenti messi insieme. La cosa curiosa è che questa coppia gay era comparsa anche nel fumetto originale (nei numeri 67 e 68), e in quel caso nessuno aveva avuto niente da ridire...
Come è possibile, visto che negli USA l'argomento gay è stato ampiamente sdoganato sotto diversi punti di vista? Senza contare che nella quarta stagione del serial era stata introdotta anche Tara, una ragazza dichiaratamente lesbica...
In effetti le polemiche scoppiate intorno al bacio gay di THE WALKING DEAD sono emblematiche, perchè dimostrano che con questa concessione al mondo gay la serie ha infranto diversi tabù, non tanto per il bacio gay in quanto tale, ma rispetto al contesto in cui è stato mostrato (e tollerato).
Mi spiego meglio: l'impianto della serie THE WALKING DEAD affronta il tema dell'apocalisse zombie, e quindi parte dal concetto di "uomini veri e coraggiosi, che sono costretti a vivere in contesti estremi e danno prova della propria forza sterminando liberamente zombie e umani malvagi", che riflette una certa impostazione mentale abbastanza tradizionale... Per cui i maschi affermano la propria virilità vivendo in maniera rozza e spartana, possibilimente mostrando il loro sprezzo per il pericolo e la loro disinvoltura nel compiere atti violenti e spietati, ancora meglio se tendenti al bestiale, anche e soprattutto quando sono spinti da una buona causa.
E infatti, generalmente, gli horror movie, e in particolare gli zombie movie, sono ritenuti un genere che si rivolge prettamente al pubblico maschile.
Quindi, anche se le dinamiche sviluppate nel fumetto e nel serial TV sono anche altre, è innegabile il fatto che negli ultimi anni la serie televisiva THE WALKING DEAD abbia calamitato l'attenzione di ampie platee di "veri uomini" alla ricerca di un prodotto in cui identificarsi.
Inoltre, altro dettaglio non da poco, THE WALKING DEAD è ambientato perlopiù in contesti provinciali, rurali e isolati, fornendo un ampio margine di identificazione alla grandissima platea americana composta da chi non vive nelle grandi metropoli (quelli che nello slang americano vengono definiti "rednecks"), e che proviene da contesti più rustici e obbiettivamente più arretrati dal punto di vista LGBT... Anzi, probabilmente parliamo di persone che non ce l'hanno nemmeno un punto di vista LGBT...
Quindi, per tutte queste persone, vedere un bacio gay - per giunta fra due uomini - in un serie che fino a quel momento gli era parsa molto in sintonia con il loro modo di essere, deve avere avuto lo stesso effetto di una doccia gelata... Una specie di invasione di campo che li ha scombussolati più di quanto non abbia mai fatto la visione di un'inarrestabile orda di zombie affamati... Anche perchè il suddetto bacio gay non ha provocato alcun pestaggio (cosa che, teoricamente, avrebbero dovuto mettere in atto istantaneamente tutti i "veri uomini" presenti)...
Probabilmente le polemiche e le proteste sono montate perchè - forse per la prima volta - un timido bacio gay è comparso in un serial TV che, in certo senso, rispecchiava una certa visione abbastanza tradizionale della virilità... Creando un precedente e suggerendo che: 1) Gli omosessuali valgono esattamente quanto gli omosessuali, anche in situazioni estreme; 2) Le coppie omosessuali possono vivere apertamente la loro condizione anche in contesti tradizionalmente ostili; 3) La presenza di persone omosessuali non deve generare reazioni omofobe in automatico.
Perciò, in ultima analisi, questo episodio ha suscitato tante polemiche perchè ha voluto dimostrare che ormai la mentalità omofoba è passata di moda, anche in contesti rozzi e rurali, e che bisogna farsene una ragione anche nel bel mezzo di un'apocalisse zombie.
Perciò tanto di cappello allo sceneggiatore del fumetto originale Robert Kirkman e agli scrittori della serie TV.
Sul fronte prettamente fumettistico, invece, sembra che abbia destato un certo scalpore il coming out bisessuale di Catwoman, la nota avversaria di Batman, anche perchè tecnicamente quello comparso sul numero 39 della sua nuova serie è stato un doppio coming out.
Nel senso che la bisessualità della Catwoman storica, e cioè Selina Kyle, si è manifestata con un bacio alla nuova Catwoman, e cioè Eiko Hasigawa, che al momento sembra essere l'unica a cui sia concesso fare acrobazie in tenuta felina.
Da un po' di tempo a questa parte, infatti, Selina Kyle ha deciso di rinunciare alla sua tradizionale tutina vagamente sadomaso per dedicarsi con più sobrietà al suo ruolo di boss criminale della famiglia Calabrese (della serie: gli italiani si fanno riconoscere anche a Gotham City)... Concedendo (momentaneamente?) all'agile discendente di un noto clan yakuza il suo nome e il suo ruolo, e non solo quello, a quanto pare...
In attesa di verificare come e quanto verrà sviluppato questo lato dei due personaggi (con la DC Comics non si può mai dire) prendiamo atto di come la sceneggiatrice Genevieve Valentine (che sta scrivendo attualmente le avventure di Catwoman, e di cui vedete una foto sotto) abbia le idee molto chiare al riguardo...
Infatti ha confermato che la bisessualità di Catwoman è effettiva e che non si è trattato di un bacio dato a caso - o magari sotto il controllo mentale di qualche losco figuro - e, anzi, ha precisato che:
"Per me non è una rivelazione, ma una conferma... É stata una sorpresa per gli altri? Per Selina non è stata affatto una sorpresa essere attratta sessualmente da una donna. È da anni che ci gira attorno, spesso con allusioni molto evidenti. Eiko embrerebbe la persona giusta. È intelligente [...] e conosce abbastanza Selina, al punto che la consapevolezza della loro onestà è diventata quasi un rifugio in una situazione in cui la disonestà coinvolge tutti". "
Tuttavia è interessante notare come, nel mondo dei supereroi, sia possibile che una protagonista femminile di primo piano, che storicamente si è sempre posta come una mangiatrice di uomini, possa avere un lato bisessuale, mentre non si è ancora visto un personaggio maschile noto per essere un don giovanni alle prese con il suo eventuale lato gay...
Che sia solo questione di tempo?
Attendiamo fiduciosi...
Alla prossima.
P.S. Vi ricordo che in cima a questo blog (nella versione web che potete visualizzare dal browser e non in quella per cellulare) potete votare per il PREMIO GLAD (Gay e Lesbiche Ancora Denigrati: trovate tutti i dettagli cliccando sull'apposito banner) 2015. Partecipate e spargete la voce!
Ultimamente sembra proprio che negli USA la battaglia per l'integrazione della comunità LGBT si combatta anche a suon di baci, perlomeno quando di mezzo ci sono fumetti e prodotti da essi derivati.
Infatti negli ultimi giogno ci sono stati almeno due baci omosessuali che hanno fatto molto discutere, e che in un caso hanno coinvolto un personaggio molto noto.
Andiamo con ordine.
Prima di tutto nell'undicesimo episodio della quinta stagione di THE WALKING DEAD in cui la coppia gay formata da Aron e Eric si è scambiata un bacio dopo essersi ricongiunta...
E a quanto pare questa sequenza ha scatenato più polemiche di tutti gli sbudellamenti e le truculenze delle quattro stagioni precedenti messi insieme. La cosa curiosa è che questa coppia gay era comparsa anche nel fumetto originale (nei numeri 67 e 68), e in quel caso nessuno aveva avuto niente da ridire...
Come è possibile, visto che negli USA l'argomento gay è stato ampiamente sdoganato sotto diversi punti di vista? Senza contare che nella quarta stagione del serial era stata introdotta anche Tara, una ragazza dichiaratamente lesbica...
In effetti le polemiche scoppiate intorno al bacio gay di THE WALKING DEAD sono emblematiche, perchè dimostrano che con questa concessione al mondo gay la serie ha infranto diversi tabù, non tanto per il bacio gay in quanto tale, ma rispetto al contesto in cui è stato mostrato (e tollerato).
Mi spiego meglio: l'impianto della serie THE WALKING DEAD affronta il tema dell'apocalisse zombie, e quindi parte dal concetto di "uomini veri e coraggiosi, che sono costretti a vivere in contesti estremi e danno prova della propria forza sterminando liberamente zombie e umani malvagi", che riflette una certa impostazione mentale abbastanza tradizionale... Per cui i maschi affermano la propria virilità vivendo in maniera rozza e spartana, possibilimente mostrando il loro sprezzo per il pericolo e la loro disinvoltura nel compiere atti violenti e spietati, ancora meglio se tendenti al bestiale, anche e soprattutto quando sono spinti da una buona causa.
E infatti, generalmente, gli horror movie, e in particolare gli zombie movie, sono ritenuti un genere che si rivolge prettamente al pubblico maschile.
Quindi, anche se le dinamiche sviluppate nel fumetto e nel serial TV sono anche altre, è innegabile il fatto che negli ultimi anni la serie televisiva THE WALKING DEAD abbia calamitato l'attenzione di ampie platee di "veri uomini" alla ricerca di un prodotto in cui identificarsi.
Inoltre, altro dettaglio non da poco, THE WALKING DEAD è ambientato perlopiù in contesti provinciali, rurali e isolati, fornendo un ampio margine di identificazione alla grandissima platea americana composta da chi non vive nelle grandi metropoli (quelli che nello slang americano vengono definiti "rednecks"), e che proviene da contesti più rustici e obbiettivamente più arretrati dal punto di vista LGBT... Anzi, probabilmente parliamo di persone che non ce l'hanno nemmeno un punto di vista LGBT...
Quindi, per tutte queste persone, vedere un bacio gay - per giunta fra due uomini - in un serie che fino a quel momento gli era parsa molto in sintonia con il loro modo di essere, deve avere avuto lo stesso effetto di una doccia gelata... Una specie di invasione di campo che li ha scombussolati più di quanto non abbia mai fatto la visione di un'inarrestabile orda di zombie affamati... Anche perchè il suddetto bacio gay non ha provocato alcun pestaggio (cosa che, teoricamente, avrebbero dovuto mettere in atto istantaneamente tutti i "veri uomini" presenti)...
Probabilmente le polemiche e le proteste sono montate perchè - forse per la prima volta - un timido bacio gay è comparso in un serial TV che, in certo senso, rispecchiava una certa visione abbastanza tradizionale della virilità... Creando un precedente e suggerendo che: 1) Gli omosessuali valgono esattamente quanto gli omosessuali, anche in situazioni estreme; 2) Le coppie omosessuali possono vivere apertamente la loro condizione anche in contesti tradizionalmente ostili; 3) La presenza di persone omosessuali non deve generare reazioni omofobe in automatico.
Perciò, in ultima analisi, questo episodio ha suscitato tante polemiche perchè ha voluto dimostrare che ormai la mentalità omofoba è passata di moda, anche in contesti rozzi e rurali, e che bisogna farsene una ragione anche nel bel mezzo di un'apocalisse zombie.
Perciò tanto di cappello allo sceneggiatore del fumetto originale Robert Kirkman e agli scrittori della serie TV.
Sul fronte prettamente fumettistico, invece, sembra che abbia destato un certo scalpore il coming out bisessuale di Catwoman, la nota avversaria di Batman, anche perchè tecnicamente quello comparso sul numero 39 della sua nuova serie è stato un doppio coming out.
Nel senso che la bisessualità della Catwoman storica, e cioè Selina Kyle, si è manifestata con un bacio alla nuova Catwoman, e cioè Eiko Hasigawa, che al momento sembra essere l'unica a cui sia concesso fare acrobazie in tenuta felina.
Da un po' di tempo a questa parte, infatti, Selina Kyle ha deciso di rinunciare alla sua tradizionale tutina vagamente sadomaso per dedicarsi con più sobrietà al suo ruolo di boss criminale della famiglia Calabrese (della serie: gli italiani si fanno riconoscere anche a Gotham City)... Concedendo (momentaneamente?) all'agile discendente di un noto clan yakuza il suo nome e il suo ruolo, e non solo quello, a quanto pare...
In attesa di verificare come e quanto verrà sviluppato questo lato dei due personaggi (con la DC Comics non si può mai dire) prendiamo atto di come la sceneggiatrice Genevieve Valentine (che sta scrivendo attualmente le avventure di Catwoman, e di cui vedete una foto sotto) abbia le idee molto chiare al riguardo...
Infatti ha confermato che la bisessualità di Catwoman è effettiva e che non si è trattato di un bacio dato a caso - o magari sotto il controllo mentale di qualche losco figuro - e, anzi, ha precisato che:
"Per me non è una rivelazione, ma una conferma... É stata una sorpresa per gli altri? Per Selina non è stata affatto una sorpresa essere attratta sessualmente da una donna. È da anni che ci gira attorno, spesso con allusioni molto evidenti. Eiko embrerebbe la persona giusta. È intelligente [...] e conosce abbastanza Selina, al punto che la consapevolezza della loro onestà è diventata quasi un rifugio in una situazione in cui la disonestà coinvolge tutti". "
È
da anni che ci gira attorno, spesso abbastanza letteralmente. Per me
questa non è una rivelazione quanto una conferma". Parlando invece di
Eiko, Valentine ha detto: "Sembrerebbe la persona giusta. È intelligente
[...] e conosce abbastanza Selina che la loro onestà è diventata quasi
un rifugio in una situazione dove la disonestà coinvolge tutti". - See
more at:
http://www.comicus.it/index.php/mainmenu-news/item/59085-catwoman-bisex#sthash.It9DVJQB.dpuf
E, anche in questo caso, tanto di cappello. Tuttavia è interessante notare come, nel mondo dei supereroi, sia possibile che una protagonista femminile di primo piano, che storicamente si è sempre posta come una mangiatrice di uomini, possa avere un lato bisessuale, mentre non si è ancora visto un personaggio maschile noto per essere un don giovanni alle prese con il suo eventuale lato gay...
Che sia solo questione di tempo?
Attendiamo fiduciosi...
Alla prossima.
P.S. Vi ricordo che in cima a questo blog (nella versione web che potete visualizzare dal browser e non in quella per cellulare) potete votare per il PREMIO GLAD (Gay e Lesbiche Ancora Denigrati: trovate tutti i dettagli cliccando sull'apposito banner) 2015. Partecipate e spargete la voce!
lunedì 2 marzo 2015
C'É CHI SI RIMETTE IN GIOCO...
Ciao a tutti, come va?
Anche dalle nostri parti si sta parlando molto delle grandi manovre estive che sono previste dalle parti della MARVEL e della DC, ma negli USA c'è anche un altro editore che si sta apprestando ad effettuare un'operazione di portata storica, e cioè la Archie Comics.
Credo che in Italia se ne parli molto poco perchè si tratta di un editore che di fatto da noi non è mai stato pubblicato (a parte qualche sporadico tentativo gestito malissimo e finito nel nulla), presumibilmente per per la sua visione molto "americana" e disinibita dell'adolescenza, nonostante il suo pubblico di riferimento sia soprattutto quello infantile e preadolescenziale.
Fatto sta che, anche se le vendite dei suoi fumetti vanno benissimo, ha deciso di chiudere a giugno la sua testata ammiraglia, e cioè quella Archie Comics da cui ha preso il nome, per poi farla ripartire dal numero uno, facendo ripartire daccapo anche il suo universo narrativo ufficiale (anche se dovrebbero esserci ancora alcune testate che proseguiranno in maniera più tradizionale, senza contare le raccolte e le ristampe).
E così anche questa casa editrice effettuerà quello che in gergo si chiama "reboot", e cioè un riavvio completo.
Probabilmente alla Archie Comics avevano iniziato a rendersi conto che, ad esempio, per risultare intriganti agli occhi disincantati dei giovani d'oggi, per cui la continuità narrativa è un valore aggiunto e il look grafico non è cosa da poco, era necessario costruire un universo davvero coerente, e con personaggi "giovani" anche dal punto di vista grafico ed editoriale... E cioè senza decenni di avventure sulle spalle e che non si presentassero più con uno stile di disegno che era rimasto (quasi) invariato dagli anni '50... Tutte cose che complicavano il processo di identificazione dei giovani lettori.
E così la corrente incarnazione della testata Archie Comics si concluderà con il numero 666 (alla faccia della scaramanzia!), potendo vantare il record assoluto fra le testate a fumetti americane che sono proseguite più a lungo con la numerazione originale senza aver fatto ripartire daccapo le vicissitudini dei propri personaggi.
Quello che emergerà in seguito dovrebbe essere un contesto ironico come in passato, ma più realistico e con maggiori riferimenti ai giovani "reali", probabilmente anche in vista del serial TV di imminente produzione. In ogni caso i primi disegni preparatori di Fiona Staples promettono sviluppi molto interessanti...
Ovviamente anche nel nuovo corso della Archie Comics troveranno posto tematiche e personaggi LGBT, e non è da escludere che questo aspetto in particolare verrà esplorato in maniera inedita. Staremo a vedere, anche perchè finora la Archie Comics è stata molto avida di anticipazioni riguardo a questo "nuovo corso" dei suoi personaggi... Anche se alcuni schizzi di Dan Parent farebbero pensare che è praticamente certa anche una nuova versione di Kevin Keller munito di barba!
Il che, se è vero che i nuovi fumetti della Archie Comics voglio dare più spazio alla realtà, avrebbe anche senso... Visto che da diverso tempo la barba ha iniziato a fare tendenza anche fra i teenagers, a partire da quelli gay come Kevin Keller. In ogni caso, nell'attesa di scoprire come si presenterà Kevin Keller prossimamente, bisogna prendere atto del fatto che quando la Archie Comics si mette in testa una cosa non guarda in faccia a nessuno, anche se - in teoria - dovrebbe rendere conto delle sue scelte anche ad una tradizione editoriale di almeno settant'anni. Una tradizione che l'ha resa una vera e propria icona dell'immaginario pop americano... Tant'è che il suo marchio e i suoi personaggi li si trova ancora dappertutto, dai capi d'abbigliamento ai cosmetici...
Eppure, nonostante tutto questo, questa casa editrice mette al primo posto il contatto con la realtà e con il pubblico, e pur rispettando il suo glorioso passato sembra voler sfidare apertamente le convenzioni che potrebbero facilmente vincolarla. E qui si vede una sostanziale differenza fra l'editoria americana e quella italiana, anche e soprattutto se si considera l'editore che in Italia - in teoria - dovrebbe coltivare lo stesso pubblico a cui si rivolge la Archie Comics negli USA, e cioè la Disney Panini.
Senza voler tornare ad infierire troppo su una politica editoriale sempre più scollata dal suo pubblico di riferimento, per tanti motivi che di certo non starò a ripetere qui, non ho potuto fare a meno di notare che la più grossa novità che la Disney Panini ha in cantiere per marzo è una storia in cui Topolino farà la parodia di Dylan Dog... E a cui verrà dedicata anche una copertina alternativa...
Cosa che, a ben guardare, non ha molto senso. O meglio: apparentemente si potrebbe pensare che si voglia strizzare l'occhio alla zombie-mania degli ultimi anni, ma considerando che - per tutta una serie di vincoli - sarà praticamente impossibile che in questa storia possano comparire zombie veri, il reale obbiettivo di tutta l'operazione sembra un altro... Anche perchè - in effetti - il picco di popolarità di Dylan Dog è stato nei primi anni '90, con tanto di gadget e merchandising vario, e allora Topolino non prese neanche in considerazione l'ipotesi si una simile parodia (anche perchè all'epoca Topolino vendeva benissimo e non aveva bisogno di simili trovate)... Quindi, in considerazione del fatto che Dylan Dog non è certo popolare come un un tempo, se proprio Topolino voleva ispirarsi alla zombie-mania, non aveva alcuna necessità di scomodare questo personaggio... Al quale, giusto per dirne una, non viene dedicato un diario scolastico ormai da diversi anni...
Quale potrebbe essere, quindi, il vero obbiettivo della Disney Panini? Difficile dirlo, però può essere interessante notare che dal 2010 la Panini è anche la licenziataria ESCLUSIVA dei fumetti Bonelli per il mercato internazionale. Quindi, molto banalmente, potrebbe anche essere che - in considerazione del fatto che Topolino vende sempre meno e che il rilancio di Dylan Dog è ancora in corso - si stia cercando di mettere in comunicazione il parco lettori di Topolino con quello di Dylan Dog, e viceversa, nella speranza di un reciproco beneficio. Inoltre, in vista di un ipotetico (nuovo) lancio internazionale di Dylan Dog, avere una riserva di storie italiane in cui Topolino gli fa il verso potrebbe rappresentare una risorsa supplementare, visto che proprio le storie Disney italiane sono quelle più diffuse sul mercato internazionale...
Ovviamente è una strategia legittima, e non c'è niente di male, ma la domanda è un'altra: si tratta di una strategia che nasce per venire incontro ai veri gusti dei lettori, o di una strategia di marketing fine a se stessa, che lascia quello che trova e che nel lungo periodo finirà per sfoltire ulteriormente il pubblico di Topolino? E inoltre, visti alcuni precedenti molto recenti, viene da chiedersi in che misura queste trovate assecondino le reali aspettative del pubblico, e in che misura siano studiate cercando di non insporre le lobby di potere del nostro paese... Con tutte le conseguenze del caso a livello di godibilità del prodotto finale.
Calcolando che, nel corso del 2014, gli unici mesi (luglio e dicembre) in cui il settimanale Topolino ha recuperato lettori sono stati quelli in cui ha allegato dei gadget, forse bisognerebbe porsi qualche domanda al riguardo...
E comunque, a proposito di zombie-mania, la Archie Comics ha lanciato da un annetto proprio una serie horror a base di zombie, AFTERLIFE WITH ARCHIE, in cui i suoi personaggi (compresi quelli LGBT) devono DAVVERO vedersela con un'apocalisse zombie di tutto rispetto... E infatti questa serie si è rivelata un grandissimo successo commerciale, che ha trovato la giusta quadratura fra marketing, gusti dei lettori e qualità del prodotto.
Quindi, se per ovvi motivi alla Disney Panini non possono presentare una vera storia di zombie e se l'obbiettivo era di attirare nuovo pubblico su Topolino, non avrebbe avuto più senso studiare qualcos'altro, invece di correre (di nuovo) il rischio di darsi la zappa sui piedi con una parodia di questo tipo?
Dopotutto viviamo in un'epoca in cui sempre meno lettori si lasciano prendere per il naso...
E di questo, negli USA, se ne sono accorti da tempo perchè nel mondo del fumetto americano regna una concorrenza spietata... Mentre nell'Italia dei pochi editori monopolisti che peraltro lavorano sempre più spesso in tandem (tant'è che dal 2012 la Panini è licenziataria internazionale ESCLUSIVA anche dei fumetti Astorina, e cioè di Diabolik...) la percezione della situazione è estremamente falsata, e si fa ancora fatica a prendere coscienza della situazione per quello che è. Il problema è che, per come stanno andando le cose nel nostro paese, non è affatto detto che questa consepevolezza possa arrivare prima che sia troppo tardi.
Alla prossima.
P.S. Vi ricordo che in cima a questo blog (nella versione web che potete visualizzare dal browser e non in quella per cellulare) potete votare per il PREMIO GLAD (Gay e Lesbiche Ancora Denigrati: trovate tutti i dettagli cliccando sull'apposito banner) 2015. Partecipate e spargete la voce!
Anche dalle nostri parti si sta parlando molto delle grandi manovre estive che sono previste dalle parti della MARVEL e della DC, ma negli USA c'è anche un altro editore che si sta apprestando ad effettuare un'operazione di portata storica, e cioè la Archie Comics.
Credo che in Italia se ne parli molto poco perchè si tratta di un editore che di fatto da noi non è mai stato pubblicato (a parte qualche sporadico tentativo gestito malissimo e finito nel nulla), presumibilmente per per la sua visione molto "americana" e disinibita dell'adolescenza, nonostante il suo pubblico di riferimento sia soprattutto quello infantile e preadolescenziale.
Fatto sta che, anche se le vendite dei suoi fumetti vanno benissimo, ha deciso di chiudere a giugno la sua testata ammiraglia, e cioè quella Archie Comics da cui ha preso il nome, per poi farla ripartire dal numero uno, facendo ripartire daccapo anche il suo universo narrativo ufficiale (anche se dovrebbero esserci ancora alcune testate che proseguiranno in maniera più tradizionale, senza contare le raccolte e le ristampe).
E così anche questa casa editrice effettuerà quello che in gergo si chiama "reboot", e cioè un riavvio completo.
Probabilmente alla Archie Comics avevano iniziato a rendersi conto che, ad esempio, per risultare intriganti agli occhi disincantati dei giovani d'oggi, per cui la continuità narrativa è un valore aggiunto e il look grafico non è cosa da poco, era necessario costruire un universo davvero coerente, e con personaggi "giovani" anche dal punto di vista grafico ed editoriale... E cioè senza decenni di avventure sulle spalle e che non si presentassero più con uno stile di disegno che era rimasto (quasi) invariato dagli anni '50... Tutte cose che complicavano il processo di identificazione dei giovani lettori.
E così la corrente incarnazione della testata Archie Comics si concluderà con il numero 666 (alla faccia della scaramanzia!), potendo vantare il record assoluto fra le testate a fumetti americane che sono proseguite più a lungo con la numerazione originale senza aver fatto ripartire daccapo le vicissitudini dei propri personaggi.
Quello che emergerà in seguito dovrebbe essere un contesto ironico come in passato, ma più realistico e con maggiori riferimenti ai giovani "reali", probabilmente anche in vista del serial TV di imminente produzione. In ogni caso i primi disegni preparatori di Fiona Staples promettono sviluppi molto interessanti...
Ovviamente anche nel nuovo corso della Archie Comics troveranno posto tematiche e personaggi LGBT, e non è da escludere che questo aspetto in particolare verrà esplorato in maniera inedita. Staremo a vedere, anche perchè finora la Archie Comics è stata molto avida di anticipazioni riguardo a questo "nuovo corso" dei suoi personaggi... Anche se alcuni schizzi di Dan Parent farebbero pensare che è praticamente certa anche una nuova versione di Kevin Keller munito di barba!
Il che, se è vero che i nuovi fumetti della Archie Comics voglio dare più spazio alla realtà, avrebbe anche senso... Visto che da diverso tempo la barba ha iniziato a fare tendenza anche fra i teenagers, a partire da quelli gay come Kevin Keller. In ogni caso, nell'attesa di scoprire come si presenterà Kevin Keller prossimamente, bisogna prendere atto del fatto che quando la Archie Comics si mette in testa una cosa non guarda in faccia a nessuno, anche se - in teoria - dovrebbe rendere conto delle sue scelte anche ad una tradizione editoriale di almeno settant'anni. Una tradizione che l'ha resa una vera e propria icona dell'immaginario pop americano... Tant'è che il suo marchio e i suoi personaggi li si trova ancora dappertutto, dai capi d'abbigliamento ai cosmetici...
Eppure, nonostante tutto questo, questa casa editrice mette al primo posto il contatto con la realtà e con il pubblico, e pur rispettando il suo glorioso passato sembra voler sfidare apertamente le convenzioni che potrebbero facilmente vincolarla. E qui si vede una sostanziale differenza fra l'editoria americana e quella italiana, anche e soprattutto se si considera l'editore che in Italia - in teoria - dovrebbe coltivare lo stesso pubblico a cui si rivolge la Archie Comics negli USA, e cioè la Disney Panini.
Senza voler tornare ad infierire troppo su una politica editoriale sempre più scollata dal suo pubblico di riferimento, per tanti motivi che di certo non starò a ripetere qui, non ho potuto fare a meno di notare che la più grossa novità che la Disney Panini ha in cantiere per marzo è una storia in cui Topolino farà la parodia di Dylan Dog... E a cui verrà dedicata anche una copertina alternativa...
Cosa che, a ben guardare, non ha molto senso. O meglio: apparentemente si potrebbe pensare che si voglia strizzare l'occhio alla zombie-mania degli ultimi anni, ma considerando che - per tutta una serie di vincoli - sarà praticamente impossibile che in questa storia possano comparire zombie veri, il reale obbiettivo di tutta l'operazione sembra un altro... Anche perchè - in effetti - il picco di popolarità di Dylan Dog è stato nei primi anni '90, con tanto di gadget e merchandising vario, e allora Topolino non prese neanche in considerazione l'ipotesi si una simile parodia (anche perchè all'epoca Topolino vendeva benissimo e non aveva bisogno di simili trovate)... Quindi, in considerazione del fatto che Dylan Dog non è certo popolare come un un tempo, se proprio Topolino voleva ispirarsi alla zombie-mania, non aveva alcuna necessità di scomodare questo personaggio... Al quale, giusto per dirne una, non viene dedicato un diario scolastico ormai da diversi anni...
Quale potrebbe essere, quindi, il vero obbiettivo della Disney Panini? Difficile dirlo, però può essere interessante notare che dal 2010 la Panini è anche la licenziataria ESCLUSIVA dei fumetti Bonelli per il mercato internazionale. Quindi, molto banalmente, potrebbe anche essere che - in considerazione del fatto che Topolino vende sempre meno e che il rilancio di Dylan Dog è ancora in corso - si stia cercando di mettere in comunicazione il parco lettori di Topolino con quello di Dylan Dog, e viceversa, nella speranza di un reciproco beneficio. Inoltre, in vista di un ipotetico (nuovo) lancio internazionale di Dylan Dog, avere una riserva di storie italiane in cui Topolino gli fa il verso potrebbe rappresentare una risorsa supplementare, visto che proprio le storie Disney italiane sono quelle più diffuse sul mercato internazionale...
Ovviamente è una strategia legittima, e non c'è niente di male, ma la domanda è un'altra: si tratta di una strategia che nasce per venire incontro ai veri gusti dei lettori, o di una strategia di marketing fine a se stessa, che lascia quello che trova e che nel lungo periodo finirà per sfoltire ulteriormente il pubblico di Topolino? E inoltre, visti alcuni precedenti molto recenti, viene da chiedersi in che misura queste trovate assecondino le reali aspettative del pubblico, e in che misura siano studiate cercando di non insporre le lobby di potere del nostro paese... Con tutte le conseguenze del caso a livello di godibilità del prodotto finale.
Calcolando che, nel corso del 2014, gli unici mesi (luglio e dicembre) in cui il settimanale Topolino ha recuperato lettori sono stati quelli in cui ha allegato dei gadget, forse bisognerebbe porsi qualche domanda al riguardo...
E comunque, a proposito di zombie-mania, la Archie Comics ha lanciato da un annetto proprio una serie horror a base di zombie, AFTERLIFE WITH ARCHIE, in cui i suoi personaggi (compresi quelli LGBT) devono DAVVERO vedersela con un'apocalisse zombie di tutto rispetto... E infatti questa serie si è rivelata un grandissimo successo commerciale, che ha trovato la giusta quadratura fra marketing, gusti dei lettori e qualità del prodotto.
Quindi, se per ovvi motivi alla Disney Panini non possono presentare una vera storia di zombie e se l'obbiettivo era di attirare nuovo pubblico su Topolino, non avrebbe avuto più senso studiare qualcos'altro, invece di correre (di nuovo) il rischio di darsi la zappa sui piedi con una parodia di questo tipo?
Dopotutto viviamo in un'epoca in cui sempre meno lettori si lasciano prendere per il naso...
E di questo, negli USA, se ne sono accorti da tempo perchè nel mondo del fumetto americano regna una concorrenza spietata... Mentre nell'Italia dei pochi editori monopolisti che peraltro lavorano sempre più spesso in tandem (tant'è che dal 2012 la Panini è licenziataria internazionale ESCLUSIVA anche dei fumetti Astorina, e cioè di Diabolik...) la percezione della situazione è estremamente falsata, e si fa ancora fatica a prendere coscienza della situazione per quello che è. Il problema è che, per come stanno andando le cose nel nostro paese, non è affatto detto che questa consepevolezza possa arrivare prima che sia troppo tardi.
Alla prossima.
P.S. Vi ricordo che in cima a questo blog (nella versione web che potete visualizzare dal browser e non in quella per cellulare) potete votare per il PREMIO GLAD (Gay e Lesbiche Ancora Denigrati: trovate tutti i dettagli cliccando sull'apposito banner) 2015. Partecipate e spargete la voce!
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